Tutti gli articoli di runtravelinfabula

Sono un viaggiatore con la passione del running. Vado alla ricerca di gare sperdute in giro per il mondo, che mi da l'occasione di viaggiare. Attualmente sono in Asia per un viaggio della durata di un anno.

Spritz e altri dettagli

Buongiorno amici gialloblù. Ieri pomeriggio una suggestione ha colpito l’Olympic ovvero la possibilità di partecipare ad un mini torneo chiamato Spritz Cup. Il torneo avrà luogo sabato 8 agosto presso lo Sporting Fiumicino e sarà organizzato dalla Drunken Whale Cup, la società che organizzerà il Torneo invernale al quale l’Olympic dovrebbe prendere parte nella prossima stagione.

L’idea era carina: la squadra si sarebbe riunita in un sabato pomeriggio estivo e avrebbe ripreso l’attività agonistica con 2/3 partite tra un drink e l’altro. Purtroppo, al momento del sondaggio sulla presenza dei giocatori, la quasi totalità della rosa ha dichiarato che sarebbe stata in vacanza quindi la proposta è rimasta tale e non se ne parlerà più.

In vista della prossima stagione poi ci sono alcuni problemi sul sito ufficiale. Le credenziali dell’account principale sono andate perdute e attualmente si sta lavorando con un accesso servizio che ha alcuni funzioni bloccate. Si spera che il problema venga risolto perché al momento non è possibile modificare l’intestazione del sito (infatti riposta ancora la dicitura “stagione 2025/2026”) e non è possibile modificare le pagine informative come quella della rosa o delle statistiche di tutti i tempi.

Per oggi è tutto, al prossimo aggiornamento!

United 2026: il mondiale si avvia alla conclusione

Buongiorno amici gialloblù e buon sabato. Siamo arrivati all’11 luglio e il campionato mondiale si sta decisamente avviando verso la sua conclusione. È stato un mondiale che abbiamo seguito poco e che nemmeno ci andrebbe tanto di commentare ma questo sito ha sempre fatto un commento sulla coppa del mondo e anche stavolta ci sentiamo in dovere di farlo.

Diciamola tutta: l’insofferenza verso questa coppa del mondo nasce principalmente dal fatto che per l’ennesima volta, la terza consecutiva, l’Italia non c’è. Eravamo abituati fin da bambini a seguire passo passo il mondiale perché ogni giorno c’erano notizie sul ritiro degli Azzurri, sulla probabile formazione da schierare, sugli avversari famosi o meno famosi e adesso che tutto questo manca da dodici anni del resto ci frega poco o niente.

Sicuramente siamo anche un po’ invecchiati e le cose moderne ci piacciono di meno di quelle che c’erano quando eravamo giovani. Non ci piace la formula allargata a 48 squadre, non ci piace l’hydratation break a scopo pubblicitario, non ci piacciono le ingerenze politiche come avvenuto sul caso Balogun e non ci piacciono nemmeno tanto queste partite di adesso.

A parte questo, in questo mondiale abbiamo assistito alla conferma delle grandi super potenze calcistiche di questo decennio ovvero Argentina, Francia, Spagna e Inghilterra. Il Brasile e la Germania sono nobili decadute quasi come l’Italia mentre si conferma il trend delle nuove potenze come Marocco, Belgio e Norvegia.

Spagna e Francia sono già in semifinale mentre rimangono da giocare i due quarti di finale tra Norvegia e Inghilterra e tra Argentina e Svizzera. Tra otto giorni sapremo chi il nuovo campione del mondo ma continueremo a sognare di quando alla coppa del mondo partecipavano solo 24 squadre e di quando passavano l’estate a compilare il calendario ricevuto in regalo dal Corriere dello Sport con tutti i risultati delle partite più strampalate e di quando non conoscevamo nulla di nessuna squadra tranne di quel poco che sapevamo dai giocatori che giocavano in Serie A.

A metà della prossima settimana ci sarà un aggiornamento sulle ultime notizie sull’Olympic. Buon weekend!

Comincia la stagione 2026/2027

Buongiorno amici gialloblù. Oggi, mercoledì 8 luglio 2026, comincia ufficialmente la stagione 2026/2027, la stagione numero trentotto della storia della nostra squadra, la numero trentatré da quando l’Olympic disputa gare ufficiali regolarmente registrate negli archivi storici della società.

Cominciamo subito con il dire che manca ancora molto alla prima partita stagionale che dovrebbe giocarsi subito dopo ferragosto quindi in questo periodo il sito verrà aggiornato senza una precisa regolarità. Nonostante ciò continueremo a pubblicare le foto storiche sulla pagina Facebook della squadra e qualche contenuto su YouTube e Instagram.

Come spesso è accaduto durante la storia gialloblu la nuova stagione comincia con mille interrogativi: quali saranno le nuove sfide? Chi farà parte della squadra? Quali saranno gli obiettivi?

La grande nuova avventura dovrebbe essere rappresentata dall’addio all’organizzazione Capo Five e dall’ingresso in una nuova lega. I tempi non sono ancora maturi per ufficializzare questa svolta che potrebbe avvenire a settembre qualora la fattibilità dell’operazione fosse confermata. Prima di questo passo, qualora fosse confermato, sarebbe bello poter difendere la doppia Summer Cup conquistata nel 2024 e nel 2025.

Sulla composizione della squadra nemmeno un mago particolarmente dotato potrebbe darci una risposta perché in questi lunghi anni l’Olympic ha speso variato la formazione e quasi sempre la squadra che iniziava l’annata era molto differente da quella che la concludeva. Così, a bocce ferme, sarebbe bello che lo zoccolo duro dell’Olympic garantisse il solito apporto tecnico e di esperienza ma sarebbe altrettanto bello che almeno due elementi per partita fossero giovani volenterosi e pieni di energia. In quest’ottica il mix della scorsa stagione ci è davvero piaciuto: poter contare su almeno quattro giocatori tra Perrone, Rencricca, Formiconi, Montaldi, Manoni, Montaldi, Mosetti, Pizzoni, Baldi e Palazzo sarebbe fondamentale così come affiancarli da giovani rampanti e desiderosi di imparare come Franco Di Felice, Plaksin e Bucci. La storia insegna poi che durante la stagione c’è sempre qualche sorpresa e che non possiamo immaginare ora chi entrerà nel mondo gialloblù.

Due cose di stanno poi a cuore ovvero il mini torneo del compleanno Olympic e la Challenge Cup. Quest’anno si organizzerà il Torneo dei 37 anni e l’obiettivo della società è quello di riportare questa manifestazione ad un livello più familiare dopo la versione non proprio riuscita della scorsa stagione. Per quanto riguarda la Challenge Cup è ora di riportarla a casa visto che nel 2025 è finita nelle mani del Besiktas e nel 2026 in quelle dell’AS Cornelio.

Per ora rimanete comodi sui vostri lettini in riva al mare e riposatevi bene perché in men che non si dica rivedrete la maglia gialloblu su un campo di calcio!

OLYMPIC 1989 F.C. – KILLER INSTINCT 3-7

MERCOLEDÌ 3 GIUGNO 2026, ORE 22

LONGARINA

GARA 1338

SPRING CUP 2026, PARTITA CONCLUSIVA

OLYMPIC 1989 F.C. – KILLER INSTINCT

3-7 (0-3)

MARCATORI: 1 FRABETTI, 1 MONTALDI, 1 PALAZZO

Spring Cup, atto finale. Ieri sera si è giocata la partita conclusiva di questo mini torneo che Capo Five aveva organizzato tra molte difficoltà su richiesta dell’Olympic. La squadra gialloblu aveva inizialmente battuto Maverick e Obrigado Deo conquistando il diritto di giocare per il trofeo contro una squadra proveniente dal torneo principale. Non si trattava di una formula canonica quindi più che un torneo si trattava di un tour primaverile per l’Olympic che aspirava a chiudere la stagione con Qualche gara ufficiale di livello. La formazione prescelta per affrontare l’Olympic nella gara conclusiva era il Killer Instinct, squadra ferma a zero punti dopo cinque giornate della Capo Five League 2026. I convocati erano Franco Di Felice, Formiconi, Mosetti, Montaldi, Frabetti, Palazzo e Lauciani.

L’Olympic è apparsa fin da subito stanca e molto sulle gambe e la mancanza di brillantezza atletica toglieva ai giocatori gialloblu anche attenzione e concentrazione. Il primo tempo terminava sullo 0 a 3 con due gol frutto di contropiede e un altro per una disattenzione della difesa. Nel secondo tempo il Killer Instinct segnava altri gol e le reti gialloblu arrivavano già a risultato ampiamente compromesso.

È stato un modo mesto e triste per chiudere il torneo ma l’Olympic ci è arrivata davvero con scarse energie. Alcuni degli uomini che più sono risultati decisivo durante la lunga stagione, come per esempio Montaldi e Palazzo, sono apparsi svuotati e logori mentre altri, come Frabetti e Lauciani, non sono riusciti a garantire l’apporto che ci aspettava.

La settimana prossima la stagione 2025/2026 avrà il suo compimento ufficiale con un’amichevole dopo la quale ci sarà il rompete le righe. Rimandiamo ogni considerazione a quella data sperando che possa rappresentare un finale degno di questo nome per una squadra che negli ultimi dieci mesi si è impegnata molto e purtroppo racimolato poco.

PAGELLE

FRANCO DI FELICE: 5.5

Incolpevole sui sette gol subìti ma nemmeno in serata di grandi interventi. Questo triste epilogo di stagione ci amareggia anche per lui perché per quello che ha dato all’Olympic avrebbe meritato un trofeo per chiudere l’annata.

FORMICONI: 5.5

Il più in palla a livello di testa, quello che si è dannato di più l’anima dal primo al cinquantesimo minuto. La sua prestazione contro il cileno Estrada è stata una di quelle battaglie che negli anni ’90 avrebbero meritato un VHS in omaggio con il Corriere dello Sport. Purtroppo non riesce a festeggiare degnamente le sue 500 presenze con l’Olympic ma speriamo che a breve ci sia un’occasione migliore e più allegra per celebrare degnamente questo traguardo eccezionale.

MONTALDI: 5 capitano

Per sua stessa ammissione ieri sera il vice capitano gialloblu era sulle gambe, incapace di garantire i livelli prestazionali che i tifosi davano per scontati fino ad un paio di mesi fa e lo si capisce subito quando non riesce a buttare in rete due tiri non difficili. La stanchezza di fine stagione (oltre alla neo recente neo paternità che indubbiamente toglie energie all’inizio) si sente tutta, nonostante ciò chiude la gara con un gol e un assist.

MOSETTI: 5.5

Ordinato, preciso, attento ma anche poco incline ad esporsi per paura di sbilanciare una squadra prevalentemente votata all’attacco. Migliore in campo.

PALAZZO: 5

Prestazione molto simile a quella offerta da Montaldi: è apparso molto stanco e statico e avrebbe potuto segnare almeno un paio di gol in più. Per lui un gol e un assist.

Dati statistici importanti: presenza numero 48 che gli permette di entrare nella Top 30 della classifica presenze di tutti i tempi. Inoltre, con questo gol, il numero 45 in gare ufficiali, supera Valerio Collu nella classifica cannonieri di tutti i tempi posizionandosi al ventesimo posto.

FRABETTI: 5.5

Si vedeva che stava bene inizialmente ma ha anche peccato di scarso coraggio nelle conclusioni. Nel secondo tempo si fa male e deve abbandonare la gara. Realizza un gol.

LAUCIANI: 5

Viene premiato con una convocazione last minute dopo i forfait di Bucci e Plaksin e dopo la buona prova nell’allestimento di mercoledì scorso. Per lui prestazione non positiva: combatte li davanti ma non garantisce la protezione di palla e la possibilità di fare salire la squadra che ci si aspettava. Realizza un assist.

Commento a pagelle a cura di Simone Montaldi.

OLYMPIC 1989 F.C. – BAR ALESSIA 3-3

LUNEDI 16 MARZO 2026, ORE 21.30

LONGARINA

GARA 1329

CAPO FIVE LEAGUE 2025/26 – COPPA INTERTOTO, PRIMO TURNO PLAY OFF, GARA DI RITORNO

OLYMPIC 1989 F.C. – BAR ALESSIA

3-3 (2-2)

MARCATORI: 2 MONTALDI, 1 CIAVARELLA

Un’Olympic Mourinhana che inventa, segna, soffre, spazza, subisce, perde tempo e riparte e soffre nuovamente strappando un pareggio e la conseguente qualificazione alle semifinali del Trofeo Intertoto. Sintesi di una serata di un’Olympic orfana di due pezzi pregiati rispetto all’andata, come capitan Perrone e bomber Palazzo, ma colma di senatori che con il coltello tra i denti escono indenni dalla Longarina. Franco di Felice prendeva il posto di Perrone, Montaldi, capitano di serata, tornava al centro dell’attacco supportato da Manoni e Mosetti; Formiconi e Rencricca a formare il duo di difesa con il jolly Ciavarella a supporto.

Le buone notizie arrivavano già prima del fischio d’inizio con la doppia sconfitta dei Desperados, che consegnava all’Olympic il pass per la semifinale avendo vinto l’andata contro il Bar Alessia. Questa volta però i ragazzi non si sono adagiati sugli allori, ma anzi, sono scesi in campo con la voglia di far risultato e dimostrare in primis a loro stessi, che la vittoria dell’andata non era stata frutto di uno schieramento anomalo degli avversari. Il pareggio permette così di non affrontare la testa di serie Pumas, ma giocarsi l’accesso alla finale in doppia sfida contro il non proprio irresistibile Maverick.

La partita è stata equilibrata, ovvio che se fosse stato un match di pugilato sicuramente il Bar Alessia avrebbe vinto ai punti, ma c’è da dire che le occasioni dei gialloblu sono state tutte nitide e mai banali. Tiri a fin di palo, prodezze del numero uno avversario e traversa clamorosa di Mosetti. Procedendo con ordine di cronaca l’Olympic si portava avanti di due gol nei primi 10 minuti grazie alla doppietta di Montaldi. Bravo sul primo gol sull’appoggio di Mosetti, lesto sul secondo a rubare palla sulla trequarti. Rencricca e Formiconi sugli scudi per tutta la partita non riuscivano ad evitare il pareggio nel finale di tempo. La ripresa riporta i gialloblu davanti con l’uomo che non ti aspetti, quel Ciavarella operaio che da fuori area insacca dopo una ribattuta. Nel mezzo fino al pareggio ci sono ottime parate di Franco di Felice, il sacrificio di Manoni da attaccante e quel quasi gol da cineteca di Mosetti, se solo non ci fosse stata la traversa. Il 3 a 3 rilascia una buona dose di buonumore, vista la serie di risultati positivi che stanno arrivando, ma anche una leggerissima amarezza. Non tanto per l’andamento della gara visto il doppio vantaggio, ma per come questa squadra abbia giocato tutta la stagione con una costante defezione di formazione ed impossibilitata ad evitare débâcle, quando quasi sicuramente potrebbe imporre il suo gioco ad ogni partita se solo la rosa fosse stata più folta e disponibile.

LE PAGELLE:

Franco di Felice: 7

Sembra molto più sicuro di sé. Da migliorare, ma più per lui che per la squadra, le uscite a caduta. Ha imparato a prendersi del tempo nelle rimesse attendendo che la squadra si componesse. Nella ripresa effettua almeno due parate decisive a dimostrazione di come Matteo si esalti parata dopo parata. Peccato sul terzo gol preso centrale.

Rencricca: 7

Settimana dopo settimana sta dimostrando un ottimo stato di forma. Evita agli attaccanti di girarsi e dargli lo spazio di poter calciare. Legato sempre sull’ultimo uomo con un costante intercetto di gioco.

Formiconi: 7

Centrale, destro di difesa, fluidificante a sinistra, non importa basta che le gambe facciano su e giù per il campo. Insieme a Rencricca sembrava aver riformato quella vecchia coppia di una volta.

Manoni: 7-

Leggermente in flessione rispetto alle precedenti partite, ma pur sempre positivo e sempre più importante in questa squadra. La sua presenza in campo dà sicurezza all’intero reparto difensivo e chi è in attacco sa ormai quali sono le sue mosse. Impossibile farne a meno.

Ciavarella: 7+

L’uomo che non ti aspetti. Non giocava da mesi e la sua forma fisica ne è la dimostrazione centellinando il minutaggio in campo. La sua determinazione invece lo ha portato a giocare una partita ordinata, senza strafare e trovando un gol clamoroso e sfiorando anche il secondo su un tiro da fuori. Potrebbe risultare utile anche per la Challenge Cup estiva?

Mosetti: 7-

Se avesse segnato da metà campo gli avremmo dato un 9,5 e 10 se avesse segnato al volo da calcio d’angolo. Il miglior Valerio sta tornando, lontano ovviamente da quello visto ad inizio stagione, ma aver ritrovato questo giocatore per il suo apporto qualitativo sia in fase difensiva che offensiva è di vitale importanza. Realizza un assist sul primo gol.

Montaldi (capitano): 7

Primo gol di giustezza, secondo da attaccante vecchia maniera. Fase difensiva questa volta lasciata leggermente a desiderare a discapito dei gol. Continua la sua scalata nella classifica cannonieri all-time.

*articolo di Simone Montaldi*

OLYMPIC 1989 F.C. – CTO ABDALLA 3-15

MERCOLEDÌ 26 NOVEMBRE 2025, ORE 22

CENTRO SPORTIVO LONGARINA

GARA 1318

CAPO FIVE LEAGUE 2025/2026, VII GIORNATA

OLYMPIC 1989 F.C. – CTO ABDALLA TEAM

3-15 (3-7)

MARCATORI: 2 MONTALDI, 1 PIZZONI

Dopo cinque minuti del secondo tempo Manoni infortunato esce ed è forse l’elemento chiave dell’ennesima débâcle dell’Olympic in questo Capo Five 2025-26. Dopo il forfait di Formiconi a poche ore dall’inizio, la società già in defezione di formazione, aveva deciso di presentarsi in sei uomini. Una decisione comunque pensata per arginare il freddo e non rimanere in panchina troppi minuti, e vista anche la caratura dell’avversario, il conosciuto CTO Abdalla che, alla vigilia non fosse considerata come una corazzata irresistibile. Ma come capita molto spesso l’Olympic fa i conti con quel pizzico di sfortuna fisica che fa in modo di arrivare in cinque uomini contati fino al cinquantesimo.

Come accennato nell’incipit l’infortunio di Manoni non ha pregiudicato il risultato. L’esterno di Ostia lascia soli in campo per più di 20 minuti Matteo Franco Di Felice, il rientrante Pizzoni, Rencricca e Tarallo non in grande giornata e Montaldi capitano di serata. Il primo tempo aveva lasciato ben sperare i gialloblu almeno sul piano del gioco che, per quanto non fosse limpido, aveva comunque una piccola impronta di quanto fatto vedere contro il Titi Taka la scorsa settimana. Giocare senza pretese di risultato, approcciando la partita con una libertà mentale che porta ad osare e sicuramente a subire. Il primo tempo, concluso sul 3 a 7 con una doppietta di Montaldi e gol di Pizzoni da fuori area, lasciava intraprendere una partita diversa dal solito, più “libertina” e sicuramente più intraprendente.

Nel secondo tempo l’Olympic è rimasta seduta in panchina. Una squadra slegata, errori da scuola calcio e soprattutto una mentalità perdente ha fatto sì che il tabellino della partita registrasse un impietoso 3 a 15. Da qui alcune considerazioni che fanno riaffiorare gli spettri degli ultimi anni: ha senso giocare in questo modo? Lo spogliatoio in parte è diviso, che se per quanto consapevole da anni del divario più fisico che tecnico, c’è chi vede in queste partite qualcosa per cui vale la pena ancora sentirsi vivi, chi per altri invece come una perdita di tempo. Prendere più gol dal CTO Abdalla rispetto ai giocolieri del Titi Taka, compagine, la prima, con la quale l’Olympic ha sempre giocato “quasi” alla pari, deve far riflettere su come scendere in campo nelle prossime partite a prescindere dell’avversario che si troverà davanti e giocare non solo per la maglia, ma nel rispetto degli altri compagni.

PAGELLE:

FRANCO DI FELICE: 5

I compagni cercano di rincuorarlo nell’intervallo e a fine partita, ma per Matteo questa rappresenta la peggiore partita con l’Olympic con tanti errori di posizione. Prendere tanti gol, ma soprattutto tantissimi tiri a partita non è certamente semplice e non può far pensare che se non ci fosse stato Matteo le reti subite sarebbero state addirittura 20 e se avesse parato i tiri più semplice probabilmente gli avversari avrebbero comunque fatto sempre più di 10 gol. Il risultato non sarebbe comunque cambiato.

RENCRICCA: 5-

Primo tempo discreto, secondo tempo disastroso come la maggior parte della squadra.

TARALLO: 5-

Come sopra.

MONTALDI (capitano): 5

Vedi gli altri due prima di lui con l’unica nota positiva di aver realizzato una doppietta.

MANONI: 5+

Gioca metà tempo e dobbiamo dire un vero peccato perché Roberto aveva preso la partita per il verso giusto con numerosi inserimenti, giocate di prima e realizzando i due assist per i gol di Montaldi. Esce per precauzione e speriamo non sia nulla di grave.

PIZZONI: 5,5

Ritrovare un giocatore come Sandro in questa situazione è come una manna dal cielo. Per il momento l’unico in squadra che riesce ad avere il cambio di passo e la giusta cattiveria. Segna il terzo gol gialloblu con un bel tiro preciso da fuori area.

Commento e pagelle di Simone Montaldi

L’ingrediente segreto di settembre

CONTINUITA’ dovrà essere questa la parola d’ordine nel mese di settembre, perché in un’afosa estate agli sgoccioli, in pochi si aspettavano un inizio così frizzante. Sono 3 i punti da prendere in considerazione se non ci si vuole ritrovare in condizioni di estrema difficoltà come spesso accaduto nella scorsa stagione, conclusasi tra insoddisfazione e mugugni.

Continuità di risultati. Importa poco se in questa Summer Cup l’età media anagrafica non tocca i 20 anni: vincere aiuta a vincere. La dimostrazione è che, anche se l’avversario è di livello, l’Olympic può giocarsela con chiunque e come visto non solo sull’esperienza.

Continuità di formazione. Per ora sono 7 i giocatori impiegati in queste due partite, ed è impensabile pensare di vedere sempre gli stessi da qui fino alla prossima primavera. È vero, vedremo sempre le stesse facce alternarsi in campo: tra influenze, mogli lagnose, voglia zero dopo una giornata di lavoro, ma non ci auguriamo di vedere tre esordienti in campo nello stesso momento e fantomatici portieri come accaduto la stagione conclusasi pochi mesi fa.

Continuità di gioco. Assolutamente legata al secondo punto. Il bel gioco, ma ci accontentiamo anche di vedere un semplice gioco fluido, si crea se in campo ci si presenta con una formazione solida e frequente. Sono ben accetti nuovi innesti, gente vogliosa con gli occhi a cuoricino per questo sport. Le buone giocate in queste due partite sono arrivate grazie ad una formazione che garantiva copertura, possesso palla ed unione. Tutti per un solo scopo, non solo la vittoria, ma vincere divertendosi.

Ci aspettiamo una stagione positiva? Speriamo di sì, ma è anche vero che, come si dice, chi di speranza vive disperato muore. Noi però continueremo a non darci per vinti, neanche quando arriveranno serate nebbiose in cui non avremo voglia di uscire di casa in una fredda notte di gennaio per giocare alle 22.

OLYMPIC 1989 F.C. – BESIKTAS 2-4 (0-1)

MERCOLEDI’ 19 MARZO 2025, ORE 21

LONGARINA

GARA 1295

CHALLENGE CUP IX, I° GIORNATA

OLYMPIC 1989 F.C. – BESIKTAS 2-4 (0-1)

MARCATORI: 1 TARALLO, 1 SCHIANO MORIELLO

Con il triplice fischio di ieri resta la speranza che anche questo inverno balordo sia finalmente concluso. L’Olympic cerca calciatori per la primavera, cerca calciatori per continuare a giocare ed affrontare mini e grandi tornei sparsi per il Municipio Decimo Mare e zone limitrofe. Perché se Perrone, dalle Maldive, deve cercare calciatori volenterosi per l’esordio della nona edizione della Challenge Cup, non vogliamo pensare cosa potrebbe accadere quando gli impegni diventeranno più ardui. Proprio perché il triangolare, organizzato con l’aiuto della Capo Five, doveva e poteva essere una vetrina per nuovi calciatori, o conferme per i tornei a seguire, dall’altra parte permette altresì di affrontare le partite di questo torneo con un pizzico di leggerezza.

Da diversi giorni il presidente esprimeva la sua preoccupazione per le convocazioni: qualche forfait immediato causa infortuni, impegni lavorativi, varie ed eventuali, davano composizione ad una squadra a dir poco rimaneggiata. Detto fatto l’Olympic, che non ha mezzo misure in fatto di crisi di formazione, si presenta in una fresca Longarina con Formiconi, Montaldi, Tarallo, il ritorno di Schiano Moriello e Di Salvo a mezzo servizio. In porta? David Capoccetti non poteva aiutare personalmente i gialloblu mettendosi tra i pali, per cui l’estremo difensore non è che Leandro Di Santo. Strana la storia di quest’ultimo: esordio più che amaro, gol dell’ex la settimana scorsa in Honey Cup ed ora a difendere i pali ed essere quasi indispensabile per una serata del genere.

La squadra, a trazione anteriore, si pone con uno schema basato su due difensori e due attaccanti. Montaldi e Formiconi ad impostare, Di Salvo e Schiano Moriello davanti e Tarallo tuttofare.  Di Santo in porta fa quel che può, obiettivo è non permettere al Besiktas, squadra non proprio brillante ma formata da alcuni elementi di spicco, di non tirare da posizioni favorevoli. L’Olympic riesce a metà dell’impresa, anche perché non solo rischia in qualche occasione di prendere il gol, ma meriterebbe addirittura il vantaggio se solo l’incrocio di Montaldi e le occasioni di Di Salvo fossero finite in fondo al sacco. Il gol di misura dell’avversario permette ai gialloblu di capire che la partita, se incanalata nei giusti binari, può camminare verso la giusta direzione.

Ad inizio secondo tempo Di Salvo lascia i ragazzi in cinque uomini creando alla squadra stabilità in fase difensiva-offensiva. Formiconi in stile Cafu permette a Tarallo di pareggiare, ma il Besiktas si riporta subito avanti ma il pareggio immediato di Schiano Moriello su assist millimetrico del sempreverde Filiberto fa pensare all’Olympic che possa esserci anche un contro sorpasso, ma un tiro non irresistibile riporta i bianco-neri davanti.

La sfortuna, però, è sempre in agguato e Tarallo a meno di cinque minuti dal termine deve abbandonare il campo per problemi personali, lasciando la squadra in quattro uomini. Un deja-vù per il gialloblu, come accadde al centro Il Delfino contro lo Sbrocca Junior, quando a farne le spese furono Baldi e Frabetti. L’Olympic fa quel che può, senza però impensierire realmente il Besiktas, che con il minimo sforzo segna il 4 a 2 e la conseguente speranza di riprendere la partita.

Una vittoria per i nostri ragazzi avrebbe portato a giocare la partita contro il Pumas Futsal mercoledì prossimo, con la consapevolezza di essere già in finale. Invece eccoci ancora qui, per l’ennesima volta a parlare di occasioni buttate. Ripetere sempre la stessa storia diventa estenuante e giocare spesso con nuovi giocatori porta la squadra a non avere una vera identità di gioco. Se Perrone e compagni vogliono essere competitivi in qualsiasi tipo di torneo, allora agire sul mercato in maniera netta è l’UNICA mossa che può portare beneficio.

LE PAGELLE:

DI SANTO: 6

L’incredulità di Montaldi e Formiconi quando hanno visto che Leandro sarebbe stato il portiere di serata, sicuramente non ha portato quel pizzico di felicità immediata. Invece Di Santo, rispetto all’esordio del mese scorso, si è impegnato, ha evitato qualche gol che sarebbe finito sicuramente in rete ed ha cercato di essere all’altezza della situazione. Non potevamo chiedere di più di ciò che ha fatto e per questo la società lo ringrazia.

FORMICONI: 6+

L’assist per il gol di Tarallo andrebbe fatto vedere alle scuole calcio. Galoppata sulla fascia in cui salta due uomini e servizio al centro per Tarallo. In difesa con Montaldi è sembrato in difficoltà a causa della squadra più propensa ad attaccare, ma attualmente la testa di Fabrizio è sulla partita per tutti e 50 i minuti.

MONTALDI: 6-

Paga lo scotto di essersi scaldato pochissimo e non essere entrato in partita sin da subito. L’incrocio dei pali sul risultato di parità ed un gol fallito di sinistro davanti al portiere è tutto ciò che Simone ha saputo creare. In una partita del genere ci si aspettava che prendesse per mano la squadra ed invece è parso in difficoltà.

TARALLO: 6+

Filiberto entra in entrambi le realizzazioni, prima con un gol a porta vuota, poi con un assist fantascientifico per Schiano Moriello. Cerca di far valere l’esperienza contro alcuni avversari alla portata sia a livello fisico che tecnico, ma da solo non ha potuto dare la giusta quantità.

SCHIANO MORIELLO: 6

Al ritorno in gialloblu ci aspettavano che Nicolas facesse fuoco e fiamme. La tecnica c’è, la visione di gioco probabilmente è mancata. In alcuni occasioni s’incaponisce cercando un dribbling di troppo. Segna il gol del momentaneo pareggio ma non riesce ad incidere in maniera concreta.

DI SALVO: 6-

Occasioni mancate, poca voglia di rientrare, nascosto tra le maglie avversarie. La voglia e la fame di certo non mancano a Romolo, ma rispetto a quello visto la settimana scorsa, ci aspettavamo che potesse gravare sul match in maniera positiva.

La nostalgia del ritorno

In fondo è vero, i ritorni nel calcio rilasciano sempre quel friccico di romanticismo. Ci sono ritorni che lasciano il segno, altri sono destinati solo a restare quel bel sogno del calciatore che era e che non tornerà mai, altri invece vedono un susseguirsi di incroci, di andirivieni che a volte si fa fatica a comprendere. Perdersi per poi riprendersi non è dividersi cantavano i Negroamaro, o un TI LASCIO PERCHE’ TI AMO TROPPO come in una simpatica commedia; spiegare e/o raccontare un parziale addio, o meglio, un arrivederci, non è mai una banalità. Lasciarsi è un atto di egoismo, tale da prevedere un cambiamento, tale da portare esperienza in un rapporto, calcistico in questo caso, che fa bene ad entrambi le parti.

L’Olympic, che di storie romantiche ne ha raccontate in tutti questi anni nei suoi almanacchi storici, ha in fatto di ritorni qualcosa di magico. Un cordone ombelicale per alcune persone tale da non tagliarsi mai. Se potessimo premere su REWIND allora ci verrebbero in mente tante anime calcistiche che hanno vestito la maglia gialloblu, gente che va, che gente che viene come in una stazione di Bombay: chi entra dalla Sleeper Class, e chi ne esce da una squallida Terza Classe e chi rientra dal portone principale della First, pronto a sudare, a ricrederci e rimettersi alla prova con la maglia gialloblu, anticamente stropicciata ma che non passa mai di moda. Gente che, anche se non gioca, resta ed è presente ad una festa, o ad una semplice amichevole fraterna. Gente che in realtà non se ne è mai andata.

Allora ripercorriamo i grandi ritorni dell’Olympic con alcuni giocatori simbolo. I più noti, i più acclamati e gli arrivederci più tumultuosi:

Alessandro Rencricca, recordman di gol, si è allontanato dall’Olympic dopo la famosa “Reggenza Ruggeri”. Peggio dell’arrivo dei comunisti, peggio del trasferimento di Manfredonia alla Roma. Un’onta per il libero di Centocelle che, una volta aver visto Perrone allontanarsi dall’incarico di Presidente, il suo affiatamento per la casacca gialloblu è venuto meno, tanto da cercare appiglio nelle vesti viola degli ex acerrimi nemici del Moviola. Ma le storie non hanno sempre un lieto fine, anzi, a volte neppure sbocciano. L’avventura dura a malapena due stagioni (2019-20 e 2020-21). Alessandro in punta di piedi decide di ritornare dopo una breve pausa, seppur con meno enfasi, ma con una Sans Souci da far invidia.

Tra il dire il fare c’è di mezzo il mare, o forse qualche oceano o continente. E’ il caso di Simone Montaldi e la sua maglia numero 7. Dal 2015-16 al 2022-23, Simone decide che il calcio non è più affar suo. Un Globetrotter selvaggio che torna, seduce ed abbandona. Qualche sporadica presenza e via per altre corse ed avventure lavorative. Da un anno Simone è tornato alla base e sembra più voglioso come mai accaduto, pronto a scrivere capitoli importanti per la storia gialloblu. Durerà?

Filiberto Evergreen Tarallo è il fico d’India che non si secca mai. Da giugno 2011 a settembre 2021 Filiberto l’Olympic non la vede neppure con il telescopio. Vince e stravince con la Svezia nei campi di tutta Roma Sud e chissà in quali altri centri sportivi. Torna come un simbolo di saggezza negli spogliatoi, torna a deliziare platee giovanili che, se all’epoca fosse esistito Tik Tok, ora i “ragazzini” gli porterebbero rispetto nel vedere le sue vecchie giocate.

Andrea Fantini ha scritto pagine importanti. Ormai il suo è addio è un lontano ricordo, ma all’epoca gli arrivederci fioccavano. Presenza costante dal 1999-00 al 2002-03, con una parentesi buia causata dalla distanza abitativa per due stagioni, per poi riprendersi l’Olympic sulle sue enormi spalle. Un baluardo d’attacco, un Mazinga d’altri tempi che con il suo definitivo trasferimento a Bologna ha lasciato un vuoto.

Ad Alessandro Pizzoni va l’allontanamento più longevo, un po’ come Ulisse lontano dalla sua Itaca. Dal 2003-04 al 2022-23 l’esterno gialloblu non ha pensato neanche lontanamente di vestire i colori gialloblu. Un ritorno inaspettato, ben visto per il carisma e la voglia che ha sempre messo in campo, anche da avversario.

Ci sono poi degli addii che hanno il sapore della vendetta. Un po’ come i fratelli Dassler che una volta separatosi fondarono uno l’Adidas e l’altro Puma. Gianluca Bisogno e Francesco Tani, dal 2011-12 al 2014-15 una volta separatosi scelsero di vestire altre maglie: le loro. Scarsenal prima, Rayo Vallecanaro poi, entrambe senza un concreto successo per poi accasarsi alla conosciuta Autoricambi Bernocchi. Entrambi tornarono per una stagione, ma tra acciacchi ed impegni il loro apporto alla squadra è stato l’equivalente di una minestra riscaldata andata a male.

Fabio Formica e Fabrizio Formiconi dal 2001 al 2004 giocano fior fior di partite con l’Olympic per poi separarsi fino al 2011-12. La loro amicizia li ha portati a giocare sempre insieme, a scegliersi prima come individui, poi come componenti di una squadra. Seppur per il primo sembrano ormai perse le tracce, per Fabrizio la sua presenza è più che mai continua, non solo in campo ma anche nei social network e nelle chat. Un punto di riferimento che nonostante sia stato martoriato dagli infortuni, è stato sempre disponibile.

✒️ Simone Montaldi

OLYMPIC 1989 F.C. – HATEFUL EIGHT 2-5

MERCOLEDÌ 30 OTTOBRE 2024, ORE 21

LONGARINA TOTTI SOCCER SCHOOL

GARA 1279

CAPO FIVE LEAGUE 2024/2025, II GIORNATA

OLYMPIC 1989 F.C. – HATEFUL EIGHT2-5 (1-1)

MARCATORI: 1 FABRETTI, 1 MOSETTI

Ci avevamo sperato che l’Olympic già alla seconda giornata potesse smuovere la classifica. Nonostante le numerose assenze, i gialloblu in questa stagione possono sperare in una rosa lunga: Siciliani, Mosetti, Baldi, Leoni, Fabretti andavano a sostituire i titolarissimi, capitanati nell’insolita serata da Montaldi.

Squadra tecnica, non molto veloce, ma che sa palleggiare e far correre il pallone. Speravamo, quindi, che dopo il vantaggio i ragazzi avessero trovato la serata giusta: avversario di turno che attacca, qualche palo, qualche ottimo intervento di Leoni e poi il gol in contropiede. Assist di Siciliani, finalizzazione di Fabretti.

Dal canto suo l’Hateful Eight contava sull’estro e la velocità di almeno 3/4 buoni elementi, una difesa alta, spesso bucata da lanci lunghi, ma un buon pressing che a volte non permetteva una buona impostazione.

Il primo tempo in perfetto equilibrio sembrava essere una sintesi perfetta della partita. Il contropiede micidiale non veniva sfruttato al 100%, ma la strada da percorrere per i gialloblu era quella giusta, o almeno, come già detto, era quello che speravamo. Il vantaggio avversario era frutto di una grande azione personale dell’attaccante avversario, mentre il terzo gol, di un mal posizionamento.

Proprio in quel momento l’ottimo gioco espresso dall’Olympic, sia in fase di interdizione che di possesso, sembrava pian piano dissolversi. I ragazzi iniziavano una piccola fase fisica descrescente, l’Hateful ne approfitta per andare sul 5-1 e chiudere la partita. Il gol di Mosetti su punizione a qualche minuto dalla fine rende il passivo meno pesante e crea soltanto qualche piccolo rammarico per come sia finita.

I gialloblu visti nella seconda giornata sono sembrati pimpanti, uniti e con la voglia di giocare. Sebbene la formazione sia stata quasi del tutto inedita, alcuni di loro hanno giocato insieme veramente poco, non si sono dati per vinti e probabilmente con un pizzico di cattiveria in più sottoporta, vista la non proprio dimestichezza del portiere avversario, a quest’ora staremmo a parlare di un altro risultato.

Il campionato è lungo, è soltanto l’inizio e se la gara contro il San Marziano ci aveva fatto vedere già il peggio in questo inizio di stagione, ieri ci siamo ricreduti.

LE PAGELLE:

Leoni: 6+

Edoardo è tra i migliori, dando sicurezza e comandando la difesa. Se l’Olympic nel primo tempo resta in corsa è grazie a lui e ai pali amici. Ci piacerebbe rivederlo vestire nuovamente la nostra maglia.

Mosetti: 6+

Ottima gara come regista difensivo con licenza di uccidere in avanti. Valerio regala nello stesso tempo preziose giocate mai banali ad ottime chiusure di classe. Il perno di difesa gli calza.

Baldi: 6

Difensore aggiunto. Il classico terzinaccio alla vecchia maniera che svolge una gara senza infamia e senza lode. Costante nelle sue abituali giocate, uno di quei classici giocatori su cui puoi fare sempre affidamento.

Siciliani: 6+

Damiano non sa dire no. Questo è certo! L’Olympic è in difficoltà e lui rinuncia agli allenamenti del calcio a 11 per essere di aiuto alla causa. Solita corsa avanti e indietro dove confeziona un assist sul primo gol ed svariate ottime giocate. Gli è mancato il tiro decisivo.

Montaldi: 6

Non sappiamo quando vedremo Simone entrare definitivamente in forma. Certo è che il 7 gialloblu nelle vesti di capitano cerca di dare apporto non soltanto in attacco ma anche dietro per cercare di accelerare il gioco. Piaceva di più quando segnava valanghe di gol nello scorso torneo invernale. Attendiamo fiduciosi.

Fabretti: 6+

Daniele fa a sportellate quando gli arrivano bei lanci lunghi da proteggere. Come ha dichiarato a fine partire vorrebbe essere più presente per entrare in forma. Raccogliamo la richiesta con estremo piacere e facciamo tesoro di questo giocatore che un po’ sornione mette l’anima in ogni giocata.