
MERCOLEDÌ 15 APRILE 2026, ORE 21
LONGARINA
GARA 1334
CHALLENGE CUP 2026, II GIORNATA
OLYMPIC 1989 F.C. – PARTIZAN BELGRADO 2011
8-4 (2-3)
MARCATORI: 3 MONTALDI, 3 PALAZZO, 1 BUCCI, 1 AUTORETE
L’ottava vittoria stagionale è dolce e succosa come una di quelle fragole che stanno cominciando a fare capolino nei banchi degli ortofrutta di tutta Roma. Ma non è solo dolce ma anche sofferta e un po’ drammatica come quasi sempre succede in questi anni per l’Olympic che deve sudare per guadagnare ogni singolo centimetro verso la porta avversaria.
La sconfitta con cinque gol di scarto all’esordio di Challenge Cup poneva l’Olympic si fronte ad una missione univoca: battere il Partizan per accedere alla finale. Ogni risultato, anche il pareggio, avrebbe significato l’eliminazione dal piccolo grande torneo ideato dalla nostra società e arrivato alla terza edizione in cui viene gestito dalle organizzazione Capo Five.
Rispetto alla partita con l’AS Cornelio l’Olympic confermava Franco Di Felice in porta, Formiconi in difesa, Perrone a centrocampo e l’attacco pesante formato da Montaldi e Palazzo. Manoni era il sostituto di Pizzoni mentre il forfait mattutino di Mosetti schiudeva finalmente le porte della squadra gialloblu all’esordiente Andrea Bucci, opzionato durante il fantasioso mercato invernale ma mai visto all’opera.
Il Partizan, formazione storica dei tornei Capo Five, si presentava alla Longarina con uno schieramento che rappresentava in pieno la sua dimensione nelle ultime stagioni ovvero un mix di giocatori pescati da altre squadre guidate in campo dal capitano di lungo corso Claudio Ciavarella e in panchina dal sommo gestore risorse umane David Capoccetti.
Passavano pochi secondi dal fischio d’inizio, peraltro battuto da Montaldi, che l’Olympic passava in svantaggio. Montaldi poi riusciva a pareggiare ma nel giro di pochi minuti il Partizan segnava due gol: i fantasmi cominciavano a palesarsi sulla Longarina e lo spettro di una eliminazione era tutt’altro che inconsistente. Un altro gol di Montaldi prima dell’intervallo dava un po’ di linfa ai nostri ma il risultato di 2 a 3 all’intervallo rappresentava ancora una montagna molto alta da scalare.
Nel secondo tempo arrivava il pareggio dell’Olympic, il nuovo vantaggio del Partizan e di nuovo il pareggio dei gialloblu che portava la contesa sul 4 a 4. Da questo momento in poi l’inerzia della partita, per qualche strana e misteriosa ragione, mutava improvvisamente e pendeva totalmente a favore dell’Olympic che realizzava quattro reti consecutive ottenendo vittoria e qualificazione alla finale di mercoledì 22.
È una vittoria che va celebrata perché arrivata dopo molta sofferenza e perché ottenuta soprattutto grazie al carattere dei nostri giocatori che non si sono mai abbattuti. Stavolta il gioco offensivo è stato fertile e concreto mentre dietro si è ballato parecchio, sofferto molto e combattuto altrettanto con palloni che nelle situazioni più spinose finivano spesso e volentieri oltre la recinzione.
Al fischio finale c’era grande soddisfazione ed esultanze per l’obiettivo minimo raggiunto ma già da oggi si comincerà a pensare a come.fare per provare a battere l’AS Cornelio. La voglia di provare a riportare la Challenge Cup a casa (il Besiktas ne è il detentore) è forte ma il Cornelio è squadra vera ed è giustamente favorite dai pronostici. Nel frattempo godiamoci questa vittoria come è giusto che sia.
PAGELLE
FRANCO DI FELICE: 6
Nella sua partita c’è tutto il momento di carriera che sta vivendo: è stato catapultato da giovanissimo in in un contesto iper competitivo ma in una squadra che non può competere al 100% con gli avversari per i noti limiti anagrafici e atletici e quindi Viene iper sollecitato. In questo enorme e sfidante frullatore sportivo attraversa due momenti distinti: un primo tempo con più di qualche incertezza in cui merita un 5 in pagella e un secondo in cui invece la valutazione sarebbe 7. Alla fine il voto finale è una media del 6 ma negli occhi rimangono le due parate che effettua nel finale e che di fatto indirizzano la squadra verso la vittoria.
FORMICONI: 6.5
Il primo a suonare la carica e a dimostrare il giusto approccio fin dall’inizio. Realizza un assist.
MANONI: 6.5
Appare molto stanco ma quando entra in partita lui, guarda caso, ne escono gli avversari. Presenza stagionale numero diciassette: a livello di presenze questa è la sua migliore di sempre in gialloblù.
PERRONE: 6 capitano
Entra quando c’è da fare legna e per fare riposare i compagni.
MONTALDI: 7
Il primo gol di Simone è il primo squillo di tromba della cavalleria gialloblù. Il secondo segna l’aggancio a Formica al terzo posto della classifica cannonieri di tutti tempi e il terzo il sorpasso definitivo all’ex numero 10 dell’Infernetto. Nel finale rifinisce per Palazzo che abbatte definitivamente il Partizan. In questa vittoria c’è molto di Simone.
BUCCI: 6.5
Stiamo assistendo alla nascita di un nuovo astro luminoso della storia dell’Olympic? Andrea Bucci, opzionato a gennaio insieme ai vari Mancini, Plaksin, Cascone, Paolessi e Benazzi e mai visto all’opera per situazioni contingenti. Invece ieri, grazie al forfait di Mosetti, ha esordito nella nostra squadra mostrando le doti e le potenzialità di quei giocatori che fanno sognare i tifosi. Contro il Partizan ha fatto intravedere molto ma molto è rimasto secondo noi inespresso e celato. Sicuramente è quel tipo di giocatore, tecnico, giovane e veloce, che manca all’Olympic per raccogliere l’eredità di Caserta, Collu e Siciliani. Vedremo cosa il futuro ha in serbo per lui nell’Olympic. Un gol nel finale per lui.
PALAZZO: 7
Inizio difficile per il centravanti di San Paolo: lento, macchinoso, affannato, fino a quando chiede il cambio per un sospetto calo di pressione. Poi a inizio secondo tempo il cambio repentino: tre assist e tre gol che abbattono il Partizan e mandano l’Olympic in finale. Questa potrebbe essere la sua migliore stagione nell’Olympic!








