Sono un viaggiatore con la passione del running. Vado alla ricerca di gare sperdute in giro per il mondo, che mi da l'occasione di viaggiare. Attualmente sono in Asia per un viaggio della durata di un anno.
16 agosto 2024: la sabbia ancora brucia sotto i piedi rilassati dei giocatori. Il classico pollo con i peperoni di Ferragosto circola ancora nello stomaco, gli ombrelloni colorati di Ostia e Fregene sono ancorati saldamente sulla spiaggia. Le ferie non sono finite, per alcuni non sono nemmeno iniziate e quindi ci si coccola tra le piccole onde di un gin tonic che ha il compito di rilasciare il buonumore.
Gli ori olimpici per un’estate tengono banco più di uno sterile calciomercato.L’estate porta con sé l’inizio di nuovi dubbi in vista della stagione imminente. La prima X da porre sul calendario è il 26 agosto, per ora, l’unica certezza viene data dall’anniversario in cui l’Olympic spegnerà 35 candeline: una reunion tra pionieri e nuove leve, un momento di gioia, di svago, di ripresa.
Proprio quest’ultimo elemento gratta il capo di capitan Perrone in questo caldo torrido. Una volta sciolta la mega convocazione per la festa gialloblu, avrà a disposizione qualche settimane per la decisione del nuovo torneo previsto a metà autunno. Una è l’ipotesi che in parte fa sognare e sospirare i ragazzi, l’altra è consuetudine. Non vogliamo svelare nessun piano, anzi, vogliamo farvi stare come quando il sale del mare pizzica sulla pelle.
Tenetevi stretta l’abbronzatura, tenetevi stretto l’anti zanzare, tenete aperto il tavolino sul balcone, continuate a far grigliate, perché l’inverno 2025 sarà lungo, molto lungo. Non ci resta che chiedere ai ragazzi l’ennesimo sforzo, qualunque tipologia di torneo esso sia, vi abbiamo svelato già qualcosa.
Avere il cuore che batte all’impazzata, che sia per un gol o per correre dietro ad un ventenne, avere le gambe stanche dopo una faticosa giornata di lavoro, ma riuscire a fare un tackle e vincerlo. Diamo il massimo, diamo tutto, già dalla nostra festa, vincere aiuta a vincere e divertirsi aiuta all’anima.
La stagione 2024/25 rappresenterà qualcosa di raro o sarà uguale alle altre, siamo certi di avere tra le fila Siciliani e le sua irrefrenabili galoppate? Potremmo fare affidamento sui gol di Montaldi? Sulla resistenza di Pizzoni? Rencricca continuerà a dimostrare che essere recordman vuol dire avere la squadra sulle spalle? Perrone invece avrà l’onere di confermare l’ennesima Pigna d’Oro. Faremo affidamento anche su un tosto Formiconi e sull’evergreen Tatallo, poi da Fabretti a Palazzo fino ad Atzeni e chiunque arriverà sarà il benvenuto in questa grande famiglia che accoglie ogni persone o calciatore che abbia voglia di rimettersi in gioco con questa manica di vecchi.
CAPO FIVE SUMMER CUP/CAPO FIVE INTERTOTO 2024, PRIMA FASE, III GIORNATA
OLYMPIC 1989 F.C. – ALCUNI CERCHI
5-8 (1-2)
MARCATORI: 3 ATZENI G. – 1 MONTALDI – 1 SICILIANI
Una serata calda, che sancisce la fine della stagione 2023/24.
Ci si aspettava una serata allegrotta, una di quelle classiche partite di fine stagione. Giocatori in campo stanchi e rilassati, non più vittime di un risultato e spazio a chi non ha giocato molto. Fatto sta che l’Olympic in versione Summer Cup anche questa volta si è presentata con pochi giocatori full-time. Montaldi, capitano di giornata, Pizzoni e Siciliani erano gli unici ad aver portato la carretta sia d’inverno che d’estate. La lunga lista degli indisponibili quindi portava alla chiamata di Belli in porta, del sempreverde Atzeni Gianluca, De Luca e Fabretti.
Gli avversari, del tutto irresisitibili sono stati abili a sfruttare le poche occasioni concesse dai gialloblu, distratti nei primi 10 minuti di gioco dove i neri degli Alcuni Cerchi si portavano avanti con un doppio vantaggio. La scossa arriva al gol di Siciliani, che dà inizio un monologo per tutta la seconda metà del primo tempo, ma, tra imprecisione, leziosismo e sfortuna, i gialloblu si ritrovano a dover rincorrere nel secondo tempo un avversario a dir poco meno forte.
Il secondo tempo era la sintesi di quanto visto nel primo: due tiri avversari, due gol. A seguire il continuo del monologo gialloblu. Contropiedi non sfruttati ed imprecisione sembrano far parte del canovaccio della partita. Eppure lo sfondamento arriva portando ad un meritato pareggio siglato dalla doppietta di Atzeni e da Montaldi. Il raggiungimento di punteggio porta entusiasmo ma, i contropiedi avversari non portano a quel sorpasso tanto sperato. L’Olympic a trazione anteriore viene nuovamente punta dai non proprio tecnici avversari. Belli, fa fatica a trovare la giusta posizione ed il doppio svantaggio è di nuovo servito.
Nulla serve Montaldi tra i pali negli ultimi 6 minuti di partita. Il gol del meno uno segnato da Atzeni, porta soltanto un piccolo bagliore. Alla prima sbavatura, Alcuni Cerchi ne approfitta e trova i definitivi due gol che sanciscono il risultato sul 5 a 8.
Probabilmente l’Olympic poteva e doveva fare di più. Ci è capitato spesso di commentare partite dove, nonostante l’impegno eccessivo, la sconfitta aveva un gusto meno amaro. Stavolta l’avversario di turno ci è sembrato essere meno forte dei gialloblu. Una partita che doveva essere vinta al di là del fatto che fosse l’ultima stagionale. Ci viene quindi da pensare se il mercato estivo porti qualcuno che sappia davvero dare la svolta alla squadra. Eppure i giocatori disposti ieri in campo era tra il meglio che tecnicamente l’Olympic può schierare.
Cosa manca quindi? Forse un po’ di meritato riposo ci schiererà le idee.
LE PAGELLE:
BELLI: 6-
Che non fosse al top lo immaginavamo. Rimettersi a giocare dopo una lunga assenza porta ad un conseguente stato di forma basso. Poteva fare di più su tutti e 6 gol subiti.
DE LUCA: 6–
Non gioca molto chiedendo quasi subito i cambi. Sarà il caldo o sarà una mancato condizione fisica che lo porta lontano dal Simone che con il suo cambio di passo dava la svolta alle partite.
PIZZONI: 6
Alessandro ora sarà libero di preparare tutte le maratone possibili ed immaginabili senza più gli impegni del calcio a 5. Gioca una mesta partita di sacrificio e determinazione. Realizza un assist sul primo gol.
SICILIANI: 6
Il gol che riapre la gara del primo tempo fa il pari con l’autorete che riporta l’Olympic sotto di due reti e che forse taglia un po’ le gambe alla squadra. Anche Damiano è lontano da quello visto per tutto il resto della stagione. Le sue accelerazioni non scombinano più di tanto la difesa avversaria come spesso è avvenuto e sicuramente la stanchezza accumulata si fa sentire maggiormente con il caldo.
MONTALDI (capitano): 6
Forse meriterebbe un Più è dato dalla grande doppia parata che fa restare per qualche minuto a galla i gialloblu. E’ sembrato di rivedere il Simone in stile Svezia tra i pali. Una gara in cui gioca in attacco e in difesa realizzando un gol ed un assist, finendo anche sul tabellino dei gol subiti (2).
ATZENI G.: 6,5
Per distacco il migliore dei suoi e non soltanto per la tripletta e l’assist, ma anche per la grinta e la voglia di riprendere la partita a tutti i costi. Peccato non averlo per l’intera stagione. Gianluca per la sua esperienza ed aggressività farebbe comodo in ogni partita. Ce lo coccoliamo quando possiamo perché ogni qualvolta è stato chiamato in causa ha dato un enorme contributo.
FABRETTI: 6–
Daniele ci è sembrato essere leggermente fuori gara. Non incide molto sull’andamento del match, non trovando spesso una posizione in cui possa dare libero sfogo al suo estro.
Buongiorno a tutti amici gialloblù. Ieri si sono disputati i primi due quarti di finale di Euro 2024. Il programma prevedeva due big match cel calcio europeo: Spagna-Germania e Portogallo-Francia. La prima ha visto gli iberici spuntarla ad un minuto dai calci di rigore (2-1), nella seconda i transalpini l’hanno spuntata dagli 11 metri dopo lo 0-0 dei 120′.
Il migliore della giornata di ieri è stato Fabrizio Perrone che ha ottenuto 2 punti e 1 bonus. Un bonus anche per Rencricca, Palazzo e Tarallo. Un punticino per Belli, mentre tutti gli altri non hanno ottenuto nulla.
Ecco la classifica aggiornata
GARE GIOCATE: 46
GARE DA GIOCARE: 5
RENCRICCA: 30 punti (6 bonus)
PERRONE: 29 (9)
PALAZZO: 28 (4)
BELLI: 26 (4)
FORMICONI: 24 (3)
MONTALDI: 23 (6)
BISOGNO: 23 (3)
PIZZONI: 22 (5)
TAGLIAFERRI: 19 (2)
TARALLO: 15 (2)
Il calendario odierno prevede i restanti due quarti di finale:
Aria primaverile, così ci eravamo lasciati, chioschi che aprono, passeggiate su una spiaggia ancora umida, fiori che sbocciano su aiuole verdeggianti. Verde come un campo di calcio, verde come la speranza.
Speranza che accresce dopo una gloriosa Challenge Cup. Speranza che unisce il popolo Olympic. Una coppa portata a casa, la NOSTRA coppa, da esibire con orgoglio.
Nuovi mesi, nuovi visi. Vecchi tornei, vecchie facce. Facce avversarie, conosciute. I gialloblu sono lì, all’interno di in un limbo eterno. Un loop senza fine tra paradiso e inferno.
Una data all’orizzonte: 22 aprile! Scudi pronti, armature tirate a lucido ed una parola tatuata: ottimismo!
Sembra essere tornata quell’onda travolgente gialloblu da cavalcare con una tavola da surf. Dopo aver rispolverato la Challenge, viene rispolverata un’amichevole OLD CLASSIC contro l’Olympic Lab. Utile per tornare a sorridere e allenarsi. Utile per testare chi merita, in realtà tutti, ma serve a mettere pressione a chi, il posto in squadra, lo dà per scontato e invece deve sudarselo. Tutti sono utili, nessuno è indispensabile!
Che calcio presenterà l’Olympic nel nuovo torneo? Non ci aspettiamo un calcio BAILADOS, quello lo lasciamo ai sognatori ed agli amanti del vintage. Ci aspettiamo un calcio sperimentale e di nuove idee? Forse. Quello che vorremmo sicuramente è trovare un gioco tatticamente ordinato, fatto di determinazione, di sacrificio. Quello che necessita è il cinismo, senza fronzoli in difesa ma soprattutto famelici davanti e magari, citando Brera, un bel paio di PUNTEROS.
Noi siamo fiduciosi, un po’ su tutto: gruppo, singoli, organizzazione, partite, vittorie e sconfitte con onore. Perché anche quest’ultime arriveranno, ne siamo sicuri. La sicurezza ce la dà l’età, ce la dà il fisico.
L’esperienza non potrà toglierla nessuno. Non c’è ragazzino che voglia essere già adulto e che possa competere con questo. Noi ne facciamo tesoro. Almeno in qualcosa saremo invidiati.
Una frase mi è capitata tra le mani in questi mesi, bella e calzante in un contesto come quello che viviamo ogni settimana dove facciamo la gara tra vecchi e giovani scherzando in primis su questo lato:
“Una persona che sa ridere di se stessa, non smetterà mai di divertirsi!”
Così esclamava il compianto Brandon Lee nei panni de “Il Corvo”.
Ha piovuto, forte, metaforicamente parlando, non solo ieri, ma da mesi. River Acilia, ovvero fiume, o lago come poche serate fa, poco importa.
L’Olympic quando vuole porta il sole, non solo porta ombrelli. Finalmente qualcosa alla fine dell’oscurità si vede. Il gioco c’è stato, gli assenti molti, i gol sono arrivati a grappoli, potevano essere di più, ce li facciamo bastare.
Nel bel mezzo dell’inverno ci eravamo lasciati con un 7 sulla fiducia. E proprio quel pizzico di fiducia è venuta a mancare slegandosi soltanto per un tempo contro Hateful Eight e, che, è risultato fatale. Anche perché la Conference League, vincerla, avrebbe avuto il suo fascino, chiedetelo a Mourinho.
L’Olympic invece si consola con l’aglietto, o forse con birre e bitter bianco, vinti dopo aver conquistato il terzo posto di una coppa di terza fascia. La felicità c’è stata ugualmente. I gialloblu hanno imparato a godere dei buoni risultati e, a volte, anche solo di prestazioni. Eppure la positività di inizio stagione non è mai svanita. Non ha lasciato i ragazzi quando arrivavano i forfait dell’ultimo minuto, non ha abbandonato di fronte alle prime cocenti sconfitte, non ha reso orfani neppure quando un anonimo tifoso attempato, dall’altra parte della rete, gli diede dei NONNI, degli individui in prepensionamento; che forse rimuginandosi su, di questi tempi, rispetto ai ragazzetti che avevamo di fronte, sarebbe stato un bel motivo di vanto e, a quel punto, una bella risata ce la saremo fatta da noi.
Challenge Cup a quattro squadre, stage in famiglia, amichevoli, torneo primaverile/estivo. Un futuro quasi delineato, ma del tutto incerto nello stesso momento. Nuovi calciatori o le solite 7 o 8 facce in quel campetto? Coppe da alzare o musi lunghi? Questo è il dilemma!
Eppure il duo Siciliani-Montaldi fa ben sperare. Dall’hotel dell’EUR al campetto di periferia, da uova strapazzate a strapazzare gli avversari. Pizzoni in stile maratoneta può dare quel quid in più: corsa e sudore. L’esperienza e la classe di Tarallo non vanno messe in discussione: una mezcla di passione e dote innata da mostrare ai tanti adolescenti. Rencricca in versione Zar ci ricorda un calcio a cavallo tra anni ’80 e ’90. La staffetta tra i pali darà una svolta? Belli ci farà rimpiangere un Perrone capace di strappare bestemmie agli avversari? Formiconi sarà di nuovo dei nostri? Ma forse vedremo quella “rondine” a far venire la primavera?
Con la fine del primo torneo e l’arrivo dei prossimi due, in casa Olympic si sente già aria di premiazioni interne. Lo stimolo per far bene a livello individuale non deve essere messo davanti a tutto. Pigna d’Oro, Scarpa d’Oro e compagnia bella, hanno il loro fascino, da sempre un grande prestigio per ogni calciatore che ha vestito i colori gialloblu, ma ognuno di noi lo baratterebbe con un trofeo importante da mettere nel palmares societario.
Ora attendiamo, come un felino fa con la sua preda. Attendiamo divertendoci con la Challenge Cup, sperimentando, impegnandoci, ridendo e correndo sempre dietro quel pallone numero 4, perché, per il momento, è tra le cose che ci riesce più semplice quando gli avversari ce lo permettono, facendoci sentire più vecchi, ma nello stesso più bambini.
Con i Tre Giorni della Merla alle porte, l’Olympic in stile invernale si appresta ad iniziare la sua nuova avventura europea. Proprio il 31 gennaio, secondo la tradizione popolare, la merla annuncerebbe l’arrivo o il ritardo della primavera. Caso strano, sempre il 31 gennaio, nello sperduto centro sportivo di Vitinia, i gialloblu giocheranno la loro prima partita ufficiale in Conference League: sarà primavera?
La Winter Regular Season 2023 della Capo Five League è ormai storia. Una storia conclusasi con un piccolo zuccherino che piano piano si sta sciogliendo nella bocca dei ragazzi. La vittoria contro San Marziano dà lustro alla stagione gialloblu, contornata, doppio confronto con il Moviola a parte, sempre e solo da sconfitte. Meritate o no che siano, la crescita sul piano del gioco e della psicologia tattica degli uomini di capitan Perrone, nasce da una consapevolezza ben definita: non si ha nulla da perdere! L’età anagrafica è, nelle sconfitte subite durante la stagione, la vera e quasi unica componente. Analizzando partita per partita, andata contro Sirviasspor a parte dove l’Olympic si presentò a giocare con una squadra numericamente limitata, il resto dei match della regular season hanno pressoché lo stesso filo conduttore: una squadra avversaria giovane, atletica, tecnicamente elevata; di contro un Olympic tosta e che gioca di esperienza, mai doma.
Spulciando la classifica finale dopo 14 giornate, due piccole statistiche balzano agli occhi:
-una squadra penultima in classifica con una media reti di ‘solo’ -22
-una squadra penultima in classifica con un NON centravanti come Montaldi terzo a pari merito nella classifica marcatori.
Una è la parola chiave: compattezza.
È vero, l’Olympic ha perso 11 delle 14 partite da qui disputate, non ci piove, nel calcio vince chi segna un gol più dell’avversario. Sacrosanta verità. Il bel gioco lo lasciamo agli intenditori e a chi paga il biglietto. Ma a questi ragazzi va reso merito quanto ad ogni partita, quel 100% dato sul campo, a volte, non basta, e questa è la condanna che i gialloblu devono scontare fino a fine torneo e, chissà, anche quelli futuri.
Il numero 1 Perrone ha ritrovato la porta, le sue parate, nelle ultime partite sono state notevoli, dopo un inizio in cui faceva fatica a ritrovare le giuste misure. L’Olympic ha ritrovato smalto grazie al ritorno di un Rencricca in versione Vierchowod, ha rispolverato Collu, sempre utile alla causa, e scoperto Siciliani che cercherà di far fare il benedetto salto di qualità alla squadra; il sempre verde Tarallo offre giocate sublimi e Pizzoni con le sue percussioni difensive-offensive offre sempre prove di prim’ordine. Formiconi ha dato il massimo quando ha potuto facendosi trovare sempre pronto, mentre Montaldi si è riscoperto bomber di provincia con ben 23 reti. Frabetti, Mosetti e Palazzo, beh, staremo a vedere.
Riassumendo questi lunghi mesi, più autunnali che invernali, proviamo a dare all’Olympic un voto positivo: 7. Sulla fiducia. Per tutto ciò precedentemente detto e per quello che verrà.
Ci godiamo l’ultima vittoria, impariamo dalle sconfitte di misura e da quelle un po’ più nette. I ragazzi sono stati capaci di mettere sotto la Seleccion, CTO e Hateful, tutte le squadre che precedono i gialloblu. Affrontando a viso aperto l’avversario anche quando, persino il sito dell’organizzazione, nelle statistiche dava già tutto per spacciato.
Ed ora?
Conference League sia.
Con il coltello tra i denti alla conquista di Roma Sud
E 2024 sia tra spumanti, bombe e fumogeni. Non sappiamo però quanto rumore possano fare, se la miccia a metà percorso si sia interrotta o abbiano fatto flop, se il tappo dello spumante abbia fatto boom e si sia improvvisamente sgasato. Già, perché il 2023 è stato un anno agrodolce. Sorrisi, rincorse e mattanze. Ritorni, delusioni e crampi. Una cosa è certa da dove ripartire, perché anno dopo anno la grande famiglia Olympic rinnova la sua qualità più grande: la condivisione.
E anche se gli anni passano, i contributi aumentano, i nonni perdono contro i nipoti, i gialloblu hanno dalla loro parte qualcosa che mai potrà essere scalfito: la passione per la propria storia.
Il 2024 avrà il sapore della vittoria, ne siamo certi, per ora il vecchio carro dei vincitori ha le ruote sgonfie, a trainarlo i senatori, a spingerlo, forse, le nuove leve, magari quel centravanti che Babbo Natale si è dimenticato di mettere nel sacco, o magari non lo sappiamo se la Befana lo inserirà nella sua calza. Eppure, nonostante dentro quel freddo spogliatoio di Via Macchia Saponara ci siano sempre le solite sette, otto o nove facce, si è felici, ugualmente, lo eravamo quando sulle panche non c’era posto, lo saremo anche quando un giorno giocheremo in 4, lo siamo, sempre.
Ci auspichiamo il meglio, ogni anno, da 35 anni, questo rende l’Olympic giovane, fresca, solare. Cambiano i campi, cambiano le maglie, cambiano i tornei, noi non cambiamo mai.
Buon anno allora a chi, leggendo, può immedesimarsi, a chi, trovandosi di fronte un giovane funambolo, lo affronterà con superbia, a chi legge sulla propria carta d’identità tutto, tranne che la data di nascita. Il 2023 lo gettiamo nella raccolta differenziata perché qualcosa di buono può essere riutilizzato e perché quando saremo lì, sul quel campetto verde, in 5 contati, alle 22.30, a gennaio, con il termometro a 3 gradi, ci ricorderemo, prendendoci in giro da soli, di quanto siamo innamorato di questa grande famiglia chiamata Olympic!
Al triplice fischio due erano gli stati d’animo che torturavano le menti dei giocatori dell’Olympic: amarezza e consapevolezza. Entrambi i sostantivi sono stati registrati più volte dai ragazzi in questo torneo, come due degli elementi che caratterizzano costantemente le partite dei gialloblu. Per il primo basti pensare all’ennesima sconfitta immeritata di misura, perché se da un lato la mancanza di un attaccante di peso fa la differenza, dall’altra la difesa non è più quel colabrodo a cui eravamo abituati a vedere nelle ultime stagioni. La consapevolezza invece va a braccetto con l’età anagrafica dei nostri beniamini, contro invece quella degli avversari. Montaldi durante il piovigginoso riscaldamento lancia una battuta simpatica ma vera: “la differenza con loro sta che noi abbiamo sulle spalle minimo 15 anni di contributi versati”. Consapevolezza in fatto di differenza di età, consapevolezza dei propri mezzi, consapevolezza di giocare tutte le partite con spirito di sacrificio e compattezza spirituale, remando tutti verso la stessa direzione.
Nella prima serata di freddo, condita con pioggia, il CTO AbdAlla cercava conferme dopo aver fermato i primi in classifica. L’Olympic invece ha l’obbligo di accorciare le distanze rispetto alla terz’ultima e quart’ultima. Ma soprattutto continuare a dimostrare la crescita fatta vedere nelle ultime uscite stagionali contro avversari di livello superiore. Le convocazioni di Capitan Perrone non lasciavano spazio all’immaginazione: due frecce come Siciliani e Collu facevano da spalla all’unico “attaccante” di giornata Montaldi. Pizzoni ha licenza di provare a far male alla difesa avversaria e il duo Rencricca-Formiconi aveva l’ingrato compito di arginare il giovane e valido centravanti avversario che all’andata fece venire dolori di stomaco all’Olympic.
Se la partita si fosse conclusa dopo i primi 25 minuti di gioco, grazie al gran gol dalla distanza di Rencricca, staremo qui a parlare di come l’Olympic abbia avuto in mano il destino della partita. Gioco corale, propensione alla buona giocata veloce, scambi di posizione, difesa guardinga ed un Perrone che sembra essere tornato quello dei vecchi tempi. Siciliani con la sua corsa, fiato e spirito di sacrificio, ha dato l’impressione che, in questo momento specifico della stagione, proprio per quanto detto in precedenza, possa essere una pedina fondamentale per lo scacchiere gialloblu. Ma la solita recriminazione avviene sempre lì davanti: la mancanza di un attaccante di peso, ma soprattutto di ruolo, e a quella mancata voglia irrefrenabile di far finire dentro alla porta portiere e pallone. Già, perché dopo aver concesso qualche piccolo spazio agli avversari nei primi minuti, l’Olympic ha sprecato almeno tre o quattro occasioni colossali per andare al riposo con almeno il triplo vantaggio.
Amnesia. Probabilmente è l’altro elemento che contrassegna i gialloblu in questa stagione. Perché, se la compattezza era stata la sostanza del primo tempo, i ragazzi nella ripresa hanno fatto i conti con questo mostro che, puntualmente, per 6 o 7 minuti si affaccia alla finestra e decide il match. Capita così, che l’Olympic vada sotto di punteggio: dall’1-0 all’1-3. Partita in salita, stanchezza che si presenta, contropiedi, imprecisione e quella strana sensazione di gettare nella pattumiera un’altra occasione. Come un pugile quasi all’angolo i gialloblu non demordono e, tra un montante ed un gancio dell’avversario, seppur rischiando di prendere altri gol, i ragazzi attaccando in maniera leggermente disordinata, ma efficace, creano azioni che impensieriscono il portiere. Il gol di Montaldi arriva soltanto a due minuti dal triplice fischio ed aumenta soltanto la delusione di non aver portato a casa un risultato positivo che sarebbe stato più che meritato.
LE PAGELLE:
Perrone: voto 6,5
La mostruosa parata ad inizio partita, con tanto di complimenti avversari, andrebbe fatta vedere a tutte le scuole calcio del Litorale Romano. Se l’Olympic rimane appesa a un filo per tutta la partita grandi meriti vanno al numero 1 gialloblu.
Rencricca: voto 6,5
Prova maiuscola di Alessandro. Gran gol della distanza che vale l’1 a 0. Solido in difesa ed ottima impostazione del gioco. Mai domo in ogni cavalcata avversaria. Tra i migliori di serata.
Formiconi: voto 6+
Comanda la difesa ed incita i compagni a non mollare. Il suo apporto è importante in ogni occasione, che sia in fase offensiva e/o difensiva. Le immagini video che arriveranno dall’organizzazione tra qualche giorno, ci mostreranno se c’è stato un suo errore di lettura sul gol del momentaneo pareggio avversario.
Pizzoni: voto 6+
Abbiamo visto Pizzoni leggermente fuori fase. A livello fisico nulla da eccepire, sono infatti innumerevoli le sue incursioni, seppur meno incisive rispetto alle precedenti uscite stagionali. Abituati ad averlo costantemente in avanti alla ricerca del gol o di una giocata smarcante, il buon Alessandro ha fornito una prova, sì di qualità, ma meno convincente rispetto alle altre.
Collu: voto 6+
Croce e delizia. All’andata segnò una tripletta al CTO che ancora fa venire gli incubi. Alterna giocate da mille e una notte a sciocchezze. Nella prima la differenza è sostanziale e quando si accende i problemi per la difesa avversari sono evidenti.
Siciliani: voto 6,5
Un funambolo irrequieto! Prova sicuramente migliore rispetto alle altre. Per il momento l’unico in grado di scavalcare l’uomo in velocità. L’Olympic deve ripartire dalla rapidità di Damiano. Abbiamo visto una prova di maturità, prendendosi, in rare occasioni, la briga di far tutto da solo. Viene provato anche davanti, ma il suo apporto non ha portato i frutti sperati.
Montaldi: voto 6+
Se ne sta in attacco, viene servito quanto basta, prova qualcosa, ritorna indietro a prendersi qualche pallone quando sembra che stia andando quasi fuori dal gioco. L’Olympic gioca con un mezzo attaccante ed anche se Simone segna con regolarità, vorremmo sempre vedere di più visto che ha il peso dell’attacco sulle spalle.