Tutti gli articoli di runtravelinfabula

Sono un viaggiatore con la passione del running. Vado alla ricerca di gare sperdute in giro per il mondo, che mi da l'occasione di viaggiare. Attualmente sono in Asia per un viaggio della durata di un anno.

OLYMPIC 1989 F.C. – CTO ABDALLA 3-15

MERCOLEDÌ 26 NOVEMBRE 2025, ORE 22

CENTRO SPORTIVO LONGARINA

GARA 1318

CAPO FIVE LEAGUE 2025/2026, VII GIORNATA

OLYMPIC 1989 F.C. – CTO ABDALLA TEAM

3-15 (3-7)

MARCATORI: 2 MONTALDI, 1 PIZZONI

Dopo cinque minuti del secondo tempo Manoni infortunato esce ed è forse l’elemento chiave dell’ennesima débâcle dell’Olympic in questo Capo Five 2025-26. Dopo il forfait di Formiconi a poche ore dall’inizio, la società già in defezione di formazione, aveva deciso di presentarsi in sei uomini. Una decisione comunque pensata per arginare il freddo e non rimanere in panchina troppi minuti, e vista anche la caratura dell’avversario, il conosciuto CTO Abdalla che, alla vigilia non fosse considerata come una corazzata irresistibile. Ma come capita molto spesso l’Olympic fa i conti con quel pizzico di sfortuna fisica che fa in modo di arrivare in cinque uomini contati fino al cinquantesimo.

Come accennato nell’incipit l’infortunio di Manoni non ha pregiudicato il risultato. L’esterno di Ostia lascia soli in campo per più di 20 minuti Matteo Franco Di Felice, il rientrante Pizzoni, Rencricca e Tarallo non in grande giornata e Montaldi capitano di serata. Il primo tempo aveva lasciato ben sperare i gialloblu almeno sul piano del gioco che, per quanto non fosse limpido, aveva comunque una piccola impronta di quanto fatto vedere contro il Titi Taka la scorsa settimana. Giocare senza pretese di risultato, approcciando la partita con una libertà mentale che porta ad osare e sicuramente a subire. Il primo tempo, concluso sul 3 a 7 con una doppietta di Montaldi e gol di Pizzoni da fuori area, lasciava intraprendere una partita diversa dal solito, più “libertina” e sicuramente più intraprendente.

Nel secondo tempo l’Olympic è rimasta seduta in panchina. Una squadra slegata, errori da scuola calcio e soprattutto una mentalità perdente ha fatto sì che il tabellino della partita registrasse un impietoso 3 a 15. Da qui alcune considerazioni che fanno riaffiorare gli spettri degli ultimi anni: ha senso giocare in questo modo? Lo spogliatoio in parte è diviso, che se per quanto consapevole da anni del divario più fisico che tecnico, c’è chi vede in queste partite qualcosa per cui vale la pena ancora sentirsi vivi, chi per altri invece come una perdita di tempo. Prendere più gol dal CTO Abdalla rispetto ai giocolieri del Titi Taka, compagine, la prima, con la quale l’Olympic ha sempre giocato “quasi” alla pari, deve far riflettere su come scendere in campo nelle prossime partite a prescindere dell’avversario che si troverà davanti e giocare non solo per la maglia, ma nel rispetto degli altri compagni.

PAGELLE:

FRANCO DI FELICE: 5

I compagni cercano di rincuorarlo nell’intervallo e a fine partita, ma per Matteo questa rappresenta la peggiore partita con l’Olympic con tanti errori di posizione. Prendere tanti gol, ma soprattutto tantissimi tiri a partita non è certamente semplice e non può far pensare che se non ci fosse stato Matteo le reti subite sarebbero state addirittura 20 e se avesse parato i tiri più semplice probabilmente gli avversari avrebbero comunque fatto sempre più di 10 gol. Il risultato non sarebbe comunque cambiato.

RENCRICCA: 5-

Primo tempo discreto, secondo tempo disastroso come la maggior parte della squadra.

TARALLO: 5-

Come sopra.

MONTALDI (capitano): 5

Vedi gli altri due prima di lui con l’unica nota positiva di aver realizzato una doppietta.

MANONI: 5+

Gioca metà tempo e dobbiamo dire un vero peccato perché Roberto aveva preso la partita per il verso giusto con numerosi inserimenti, giocate di prima e realizzando i due assist per i gol di Montaldi. Esce per precauzione e speriamo non sia nulla di grave.

PIZZONI: 5,5

Ritrovare un giocatore come Sandro in questa situazione è come una manna dal cielo. Per il momento l’unico in squadra che riesce ad avere il cambio di passo e la giusta cattiveria. Segna il terzo gol gialloblu con un bel tiro preciso da fuori area.

Commento e pagelle di Simone Montaldi

L’ingrediente segreto di settembre

CONTINUITA’ dovrà essere questa la parola d’ordine nel mese di settembre, perché in un’afosa estate agli sgoccioli, in pochi si aspettavano un inizio così frizzante. Sono 3 i punti da prendere in considerazione se non ci si vuole ritrovare in condizioni di estrema difficoltà come spesso accaduto nella scorsa stagione, conclusasi tra insoddisfazione e mugugni.

Continuità di risultati. Importa poco se in questa Summer Cup l’età media anagrafica non tocca i 20 anni: vincere aiuta a vincere. La dimostrazione è che, anche se l’avversario è di livello, l’Olympic può giocarsela con chiunque e come visto non solo sull’esperienza.

Continuità di formazione. Per ora sono 7 i giocatori impiegati in queste due partite, ed è impensabile pensare di vedere sempre gli stessi da qui fino alla prossima primavera. È vero, vedremo sempre le stesse facce alternarsi in campo: tra influenze, mogli lagnose, voglia zero dopo una giornata di lavoro, ma non ci auguriamo di vedere tre esordienti in campo nello stesso momento e fantomatici portieri come accaduto la stagione conclusasi pochi mesi fa.

Continuità di gioco. Assolutamente legata al secondo punto. Il bel gioco, ma ci accontentiamo anche di vedere un semplice gioco fluido, si crea se in campo ci si presenta con una formazione solida e frequente. Sono ben accetti nuovi innesti, gente vogliosa con gli occhi a cuoricino per questo sport. Le buone giocate in queste due partite sono arrivate grazie ad una formazione che garantiva copertura, possesso palla ed unione. Tutti per un solo scopo, non solo la vittoria, ma vincere divertendosi.

Ci aspettiamo una stagione positiva? Speriamo di sì, ma è anche vero che, come si dice, chi di speranza vive disperato muore. Noi però continueremo a non darci per vinti, neanche quando arriveranno serate nebbiose in cui non avremo voglia di uscire di casa in una fredda notte di gennaio per giocare alle 22.

OLYMPIC 1989 F.C. – BESIKTAS 2-4 (0-1)

MERCOLEDI’ 19 MARZO 2025, ORE 21

LONGARINA

GARA 1295

CHALLENGE CUP IX, I° GIORNATA

OLYMPIC 1989 F.C. – BESIKTAS 2-4 (0-1)

MARCATORI: 1 TARALLO, 1 SCHIANO MORIELLO

Con il triplice fischio di ieri resta la speranza che anche questo inverno balordo sia finalmente concluso. L’Olympic cerca calciatori per la primavera, cerca calciatori per continuare a giocare ed affrontare mini e grandi tornei sparsi per il Municipio Decimo Mare e zone limitrofe. Perché se Perrone, dalle Maldive, deve cercare calciatori volenterosi per l’esordio della nona edizione della Challenge Cup, non vogliamo pensare cosa potrebbe accadere quando gli impegni diventeranno più ardui. Proprio perché il triangolare, organizzato con l’aiuto della Capo Five, doveva e poteva essere una vetrina per nuovi calciatori, o conferme per i tornei a seguire, dall’altra parte permette altresì di affrontare le partite di questo torneo con un pizzico di leggerezza.

Da diversi giorni il presidente esprimeva la sua preoccupazione per le convocazioni: qualche forfait immediato causa infortuni, impegni lavorativi, varie ed eventuali, davano composizione ad una squadra a dir poco rimaneggiata. Detto fatto l’Olympic, che non ha mezzo misure in fatto di crisi di formazione, si presenta in una fresca Longarina con Formiconi, Montaldi, Tarallo, il ritorno di Schiano Moriello e Di Salvo a mezzo servizio. In porta? David Capoccetti non poteva aiutare personalmente i gialloblu mettendosi tra i pali, per cui l’estremo difensore non è che Leandro Di Santo. Strana la storia di quest’ultimo: esordio più che amaro, gol dell’ex la settimana scorsa in Honey Cup ed ora a difendere i pali ed essere quasi indispensabile per una serata del genere.

La squadra, a trazione anteriore, si pone con uno schema basato su due difensori e due attaccanti. Montaldi e Formiconi ad impostare, Di Salvo e Schiano Moriello davanti e Tarallo tuttofare.  Di Santo in porta fa quel che può, obiettivo è non permettere al Besiktas, squadra non proprio brillante ma formata da alcuni elementi di spicco, di non tirare da posizioni favorevoli. L’Olympic riesce a metà dell’impresa, anche perché non solo rischia in qualche occasione di prendere il gol, ma meriterebbe addirittura il vantaggio se solo l’incrocio di Montaldi e le occasioni di Di Salvo fossero finite in fondo al sacco. Il gol di misura dell’avversario permette ai gialloblu di capire che la partita, se incanalata nei giusti binari, può camminare verso la giusta direzione.

Ad inizio secondo tempo Di Salvo lascia i ragazzi in cinque uomini creando alla squadra stabilità in fase difensiva-offensiva. Formiconi in stile Cafu permette a Tarallo di pareggiare, ma il Besiktas si riporta subito avanti ma il pareggio immediato di Schiano Moriello su assist millimetrico del sempreverde Filiberto fa pensare all’Olympic che possa esserci anche un contro sorpasso, ma un tiro non irresistibile riporta i bianco-neri davanti.

La sfortuna, però, è sempre in agguato e Tarallo a meno di cinque minuti dal termine deve abbandonare il campo per problemi personali, lasciando la squadra in quattro uomini. Un deja-vù per il gialloblu, come accadde al centro Il Delfino contro lo Sbrocca Junior, quando a farne le spese furono Baldi e Frabetti. L’Olympic fa quel che può, senza però impensierire realmente il Besiktas, che con il minimo sforzo segna il 4 a 2 e la conseguente speranza di riprendere la partita.

Una vittoria per i nostri ragazzi avrebbe portato a giocare la partita contro il Pumas Futsal mercoledì prossimo, con la consapevolezza di essere già in finale. Invece eccoci ancora qui, per l’ennesima volta a parlare di occasioni buttate. Ripetere sempre la stessa storia diventa estenuante e giocare spesso con nuovi giocatori porta la squadra a non avere una vera identità di gioco. Se Perrone e compagni vogliono essere competitivi in qualsiasi tipo di torneo, allora agire sul mercato in maniera netta è l’UNICA mossa che può portare beneficio.

LE PAGELLE:

DI SANTO: 6

L’incredulità di Montaldi e Formiconi quando hanno visto che Leandro sarebbe stato il portiere di serata, sicuramente non ha portato quel pizzico di felicità immediata. Invece Di Santo, rispetto all’esordio del mese scorso, si è impegnato, ha evitato qualche gol che sarebbe finito sicuramente in rete ed ha cercato di essere all’altezza della situazione. Non potevamo chiedere di più di ciò che ha fatto e per questo la società lo ringrazia.

FORMICONI: 6+

L’assist per il gol di Tarallo andrebbe fatto vedere alle scuole calcio. Galoppata sulla fascia in cui salta due uomini e servizio al centro per Tarallo. In difesa con Montaldi è sembrato in difficoltà a causa della squadra più propensa ad attaccare, ma attualmente la testa di Fabrizio è sulla partita per tutti e 50 i minuti.

MONTALDI: 6-

Paga lo scotto di essersi scaldato pochissimo e non essere entrato in partita sin da subito. L’incrocio dei pali sul risultato di parità ed un gol fallito di sinistro davanti al portiere è tutto ciò che Simone ha saputo creare. In una partita del genere ci si aspettava che prendesse per mano la squadra ed invece è parso in difficoltà.

TARALLO: 6+

Filiberto entra in entrambi le realizzazioni, prima con un gol a porta vuota, poi con un assist fantascientifico per Schiano Moriello. Cerca di far valere l’esperienza contro alcuni avversari alla portata sia a livello fisico che tecnico, ma da solo non ha potuto dare la giusta quantità.

SCHIANO MORIELLO: 6

Al ritorno in gialloblu ci aspettavano che Nicolas facesse fuoco e fiamme. La tecnica c’è, la visione di gioco probabilmente è mancata. In alcuni occasioni s’incaponisce cercando un dribbling di troppo. Segna il gol del momentaneo pareggio ma non riesce ad incidere in maniera concreta.

DI SALVO: 6-

Occasioni mancate, poca voglia di rientrare, nascosto tra le maglie avversarie. La voglia e la fame di certo non mancano a Romolo, ma rispetto a quello visto la settimana scorsa, ci aspettavamo che potesse gravare sul match in maniera positiva.

La nostalgia del ritorno

In fondo è vero, i ritorni nel calcio rilasciano sempre quel friccico di romanticismo. Ci sono ritorni che lasciano il segno, altri sono destinati solo a restare quel bel sogno del calciatore che era e che non tornerà mai, altri invece vedono un susseguirsi di incroci, di andirivieni che a volte si fa fatica a comprendere. Perdersi per poi riprendersi non è dividersi cantavano i Negroamaro, o un TI LASCIO PERCHE’ TI AMO TROPPO come in una simpatica commedia; spiegare e/o raccontare un parziale addio, o meglio, un arrivederci, non è mai una banalità. Lasciarsi è un atto di egoismo, tale da prevedere un cambiamento, tale da portare esperienza in un rapporto, calcistico in questo caso, che fa bene ad entrambi le parti.

L’Olympic, che di storie romantiche ne ha raccontate in tutti questi anni nei suoi almanacchi storici, ha in fatto di ritorni qualcosa di magico. Un cordone ombelicale per alcune persone tale da non tagliarsi mai. Se potessimo premere su REWIND allora ci verrebbero in mente tante anime calcistiche che hanno vestito la maglia gialloblu, gente che va, che gente che viene come in una stazione di Bombay: chi entra dalla Sleeper Class, e chi ne esce da una squallida Terza Classe e chi rientra dal portone principale della First, pronto a sudare, a ricrederci e rimettersi alla prova con la maglia gialloblu, anticamente stropicciata ma che non passa mai di moda. Gente che, anche se non gioca, resta ed è presente ad una festa, o ad una semplice amichevole fraterna. Gente che in realtà non se ne è mai andata.

Allora ripercorriamo i grandi ritorni dell’Olympic con alcuni giocatori simbolo. I più noti, i più acclamati e gli arrivederci più tumultuosi:

Alessandro Rencricca, recordman di gol, si è allontanato dall’Olympic dopo la famosa “Reggenza Ruggeri”. Peggio dell’arrivo dei comunisti, peggio del trasferimento di Manfredonia alla Roma. Un’onta per il libero di Centocelle che, una volta aver visto Perrone allontanarsi dall’incarico di Presidente, il suo affiatamento per la casacca gialloblu è venuto meno, tanto da cercare appiglio nelle vesti viola degli ex acerrimi nemici del Moviola. Ma le storie non hanno sempre un lieto fine, anzi, a volte neppure sbocciano. L’avventura dura a malapena due stagioni (2019-20 e 2020-21). Alessandro in punta di piedi decide di ritornare dopo una breve pausa, seppur con meno enfasi, ma con una Sans Souci da far invidia.

Tra il dire il fare c’è di mezzo il mare, o forse qualche oceano o continente. E’ il caso di Simone Montaldi e la sua maglia numero 7. Dal 2015-16 al 2022-23, Simone decide che il calcio non è più affar suo. Un Globetrotter selvaggio che torna, seduce ed abbandona. Qualche sporadica presenza e via per altre corse ed avventure lavorative. Da un anno Simone è tornato alla base e sembra più voglioso come mai accaduto, pronto a scrivere capitoli importanti per la storia gialloblu. Durerà?

Filiberto Evergreen Tarallo è il fico d’India che non si secca mai. Da giugno 2011 a settembre 2021 Filiberto l’Olympic non la vede neppure con il telescopio. Vince e stravince con la Svezia nei campi di tutta Roma Sud e chissà in quali altri centri sportivi. Torna come un simbolo di saggezza negli spogliatoi, torna a deliziare platee giovanili che, se all’epoca fosse esistito Tik Tok, ora i “ragazzini” gli porterebbero rispetto nel vedere le sue vecchie giocate.

Andrea Fantini ha scritto pagine importanti. Ormai il suo è addio è un lontano ricordo, ma all’epoca gli arrivederci fioccavano. Presenza costante dal 1999-00 al 2002-03, con una parentesi buia causata dalla distanza abitativa per due stagioni, per poi riprendersi l’Olympic sulle sue enormi spalle. Un baluardo d’attacco, un Mazinga d’altri tempi che con il suo definitivo trasferimento a Bologna ha lasciato un vuoto.

Ad Alessandro Pizzoni va l’allontanamento più longevo, un po’ come Ulisse lontano dalla sua Itaca. Dal 2003-04 al 2022-23 l’esterno gialloblu non ha pensato neanche lontanamente di vestire i colori gialloblu. Un ritorno inaspettato, ben visto per il carisma e la voglia che ha sempre messo in campo, anche da avversario.

Ci sono poi degli addii che hanno il sapore della vendetta. Un po’ come i fratelli Dassler che una volta separatosi fondarono uno l’Adidas e l’altro Puma. Gianluca Bisogno e Francesco Tani, dal 2011-12 al 2014-15 una volta separatosi scelsero di vestire altre maglie: le loro. Scarsenal prima, Rayo Vallecanaro poi, entrambe senza un concreto successo per poi accasarsi alla conosciuta Autoricambi Bernocchi. Entrambi tornarono per una stagione, ma tra acciacchi ed impegni il loro apporto alla squadra è stato l’equivalente di una minestra riscaldata andata a male.

Fabio Formica e Fabrizio Formiconi dal 2001 al 2004 giocano fior fior di partite con l’Olympic per poi separarsi fino al 2011-12. La loro amicizia li ha portati a giocare sempre insieme, a scegliersi prima come individui, poi come componenti di una squadra. Seppur per il primo sembrano ormai perse le tracce, per Fabrizio la sua presenza è più che mai continua, non solo in campo ma anche nei social network e nelle chat. Un punto di riferimento che nonostante sia stato martoriato dagli infortuni, è stato sempre disponibile.

✒️ Simone Montaldi

OLYMPIC 1989 F.C. – HATEFUL EIGHT 2-5

MERCOLEDÌ 30 OTTOBRE 2024, ORE 21

LONGARINA TOTTI SOCCER SCHOOL

GARA 1279

CAPO FIVE LEAGUE 2024/2025, II GIORNATA

OLYMPIC 1989 F.C. – HATEFUL EIGHT2-5 (1-1)

MARCATORI: 1 FABRETTI, 1 MOSETTI

Ci avevamo sperato che l’Olympic già alla seconda giornata potesse smuovere la classifica. Nonostante le numerose assenze, i gialloblu in questa stagione possono sperare in una rosa lunga: Siciliani, Mosetti, Baldi, Leoni, Fabretti andavano a sostituire i titolarissimi, capitanati nell’insolita serata da Montaldi.

Squadra tecnica, non molto veloce, ma che sa palleggiare e far correre il pallone. Speravamo, quindi, che dopo il vantaggio i ragazzi avessero trovato la serata giusta: avversario di turno che attacca, qualche palo, qualche ottimo intervento di Leoni e poi il gol in contropiede. Assist di Siciliani, finalizzazione di Fabretti.

Dal canto suo l’Hateful Eight contava sull’estro e la velocità di almeno 3/4 buoni elementi, una difesa alta, spesso bucata da lanci lunghi, ma un buon pressing che a volte non permetteva una buona impostazione.

Il primo tempo in perfetto equilibrio sembrava essere una sintesi perfetta della partita. Il contropiede micidiale non veniva sfruttato al 100%, ma la strada da percorrere per i gialloblu era quella giusta, o almeno, come già detto, era quello che speravamo. Il vantaggio avversario era frutto di una grande azione personale dell’attaccante avversario, mentre il terzo gol, di un mal posizionamento.

Proprio in quel momento l’ottimo gioco espresso dall’Olympic, sia in fase di interdizione che di possesso, sembrava pian piano dissolversi. I ragazzi iniziavano una piccola fase fisica descrescente, l’Hateful ne approfitta per andare sul 5-1 e chiudere la partita. Il gol di Mosetti su punizione a qualche minuto dalla fine rende il passivo meno pesante e crea soltanto qualche piccolo rammarico per come sia finita.

I gialloblu visti nella seconda giornata sono sembrati pimpanti, uniti e con la voglia di giocare. Sebbene la formazione sia stata quasi del tutto inedita, alcuni di loro hanno giocato insieme veramente poco, non si sono dati per vinti e probabilmente con un pizzico di cattiveria in più sottoporta, vista la non proprio dimestichezza del portiere avversario, a quest’ora staremmo a parlare di un altro risultato.

Il campionato è lungo, è soltanto l’inizio e se la gara contro il San Marziano ci aveva fatto vedere già il peggio in questo inizio di stagione, ieri ci siamo ricreduti.

LE PAGELLE:

Leoni: 6+

Edoardo è tra i migliori, dando sicurezza e comandando la difesa. Se l’Olympic nel primo tempo resta in corsa è grazie a lui e ai pali amici. Ci piacerebbe rivederlo vestire nuovamente la nostra maglia.

Mosetti: 6+

Ottima gara come regista difensivo con licenza di uccidere in avanti. Valerio regala nello stesso tempo preziose giocate mai banali ad ottime chiusure di classe. Il perno di difesa gli calza.

Baldi: 6

Difensore aggiunto. Il classico terzinaccio alla vecchia maniera che svolge una gara senza infamia e senza lode. Costante nelle sue abituali giocate, uno di quei classici giocatori su cui puoi fare sempre affidamento.

Siciliani: 6+

Damiano non sa dire no. Questo è certo! L’Olympic è in difficoltà e lui rinuncia agli allenamenti del calcio a 11 per essere di aiuto alla causa. Solita corsa avanti e indietro dove confeziona un assist sul primo gol ed svariate ottime giocate. Gli è mancato il tiro decisivo.

Montaldi: 6

Non sappiamo quando vedremo Simone entrare definitivamente in forma. Certo è che il 7 gialloblu nelle vesti di capitano cerca di dare apporto non soltanto in attacco ma anche dietro per cercare di accelerare il gioco. Piaceva di più quando segnava valanghe di gol nello scorso torneo invernale. Attendiamo fiduciosi.

Fabretti: 6+

Daniele fa a sportellate quando gli arrivano bei lanci lunghi da proteggere. Come ha dichiarato a fine partire vorrebbe essere più presente per entrare in forma. Raccogliamo la richiesta con estremo piacere e facciamo tesoro di questo giocatore che un po’ sornione mette l’anima in ogni giocata.

Che la stagione 2024/25 abbia inizio, ah no!

16 agosto 2024: la sabbia ancora brucia sotto i piedi rilassati dei giocatori. Il classico pollo con i peperoni di Ferragosto circola ancora nello stomaco, gli ombrelloni colorati di Ostia e Fregene sono ancorati saldamente sulla spiaggia. Le ferie non sono finite, per alcuni non sono nemmeno iniziate e quindi ci si coccola tra le piccole onde di un gin tonic che ha il compito di rilasciare il buonumore.

Gli ori olimpici per un’estate tengono banco più di uno sterile calciomercato.L’estate porta con sé l’inizio di nuovi dubbi in vista della stagione imminente. La prima X da porre sul calendario è il 26 agosto, per ora, l’unica certezza viene data dall’anniversario in cui l’Olympic spegnerà 35 candeline: una reunion tra pionieri e nuove leve, un momento di gioia, di svago, di ripresa.

Proprio quest’ultimo elemento gratta il capo di capitan Perrone in questo caldo torrido. Una volta sciolta la mega convocazione per la festa gialloblu, avrà a disposizione qualche settimane per la decisione del nuovo torneo previsto a metà autunno. Una è l’ipotesi che in parte fa sognare e sospirare i ragazzi, l’altra è consuetudine. Non vogliamo svelare nessun piano, anzi, vogliamo farvi stare come quando il sale del mare pizzica sulla pelle.

Tenetevi stretta l’abbronzatura, tenetevi stretto l’anti zanzare, tenete aperto il tavolino sul balcone, continuate a far grigliate, perché l’inverno 2025 sarà lungo, molto lungo. Non ci resta che chiedere ai ragazzi l’ennesimo sforzo, qualunque tipologia di torneo esso sia, vi abbiamo svelato già qualcosa.

Avere il cuore che batte all’impazzata, che sia per un gol o per correre dietro ad un ventenne, avere le gambe stanche dopo una faticosa giornata di lavoro, ma riuscire a fare un tackle e vincerlo. Diamo il massimo, diamo tutto, già dalla nostra festa, vincere aiuta a vincere e divertirsi aiuta all’anima.

La stagione 2024/25 rappresenterà qualcosa di raro o sarà uguale alle altre, siamo certi di avere tra le fila Siciliani e le sua irrefrenabili galoppate? Potremmo fare affidamento sui gol di Montaldi? Sulla resistenza di Pizzoni? Rencricca continuerà a dimostrare che essere recordman vuol dire avere la squadra sulle spalle? Perrone invece avrà l’onere di confermare l’ennesima Pigna d’Oro. Faremo affidamento anche su un tosto Formiconi e sull’evergreen Tatallo, poi da Fabretti a Palazzo fino ad Atzeni e chiunque arriverà sarà il benvenuto in questa grande famiglia che accoglie ogni persone o calciatore che abbia voglia di rimettersi in gioco con questa manica di vecchi.

✍️ Simone Montaldi

OLYMPIC 1989 F.C. – ALCUNI CERCHI 5-8

LUNEDI’ 8 LUGLIO 2024, ORE 20.30

HILL23

GARA 1269

CAPO FIVE SUMMER CUP/CAPO FIVE INTERTOTO 2024, PRIMA FASE, III GIORNATA

OLYMPIC 1989 F.C. – ALCUNI CERCHI

5-8 (1-2)

MARCATORI: 3 ATZENI G. – 1 MONTALDI – 1 SICILIANI

Una serata calda, che sancisce la fine della stagione 2023/24.

Ci si aspettava una serata allegrotta, una di quelle classiche partite di fine stagione. Giocatori in campo stanchi e rilassati, non più vittime di un risultato e spazio a chi non ha giocato molto. Fatto sta che l’Olympic in versione Summer Cup anche questa volta si è presentata con pochi giocatori full-time. Montaldi, capitano di giornata, Pizzoni e Siciliani erano gli unici ad aver portato la carretta sia d’inverno che d’estate. La lunga lista degli indisponibili quindi portava alla chiamata di Belli in porta, del sempreverde Atzeni Gianluca, De Luca e Fabretti.

Gli avversari, del tutto irresisitibili sono stati abili a sfruttare le poche occasioni concesse dai gialloblu, distratti nei primi 10 minuti di gioco dove i neri degli Alcuni Cerchi si portavano avanti con un doppio vantaggio. La scossa arriva al gol di Siciliani, che dà inizio un monologo per tutta la seconda metà del primo tempo, ma, tra imprecisione, leziosismo e sfortuna, i gialloblu si ritrovano a dover rincorrere nel secondo tempo un avversario a dir poco meno forte.

Il secondo tempo era la sintesi di quanto visto nel primo: due tiri avversari, due gol. A seguire il continuo del monologo gialloblu. Contropiedi non sfruttati ed imprecisione sembrano far parte del canovaccio della partita. Eppure lo sfondamento arriva portando ad un meritato pareggio siglato dalla doppietta di Atzeni e da Montaldi. Il raggiungimento di punteggio porta entusiasmo ma, i contropiedi avversari non portano a quel sorpasso tanto sperato. L’Olympic a trazione anteriore viene nuovamente punta dai non proprio tecnici avversari. Belli, fa fatica a trovare la giusta posizione ed il doppio svantaggio è di nuovo servito.

Nulla serve Montaldi tra i pali negli ultimi 6 minuti di partita. Il gol del meno uno segnato da Atzeni, porta soltanto un piccolo bagliore. Alla prima sbavatura, Alcuni Cerchi ne approfitta e trova i definitivi due gol che sanciscono il risultato sul 5 a 8.

Probabilmente l’Olympic poteva e doveva fare di più. Ci è capitato spesso di commentare partite dove, nonostante l’impegno eccessivo, la sconfitta aveva un gusto meno amaro. Stavolta l’avversario di turno ci è sembrato essere meno forte dei gialloblu. Una partita che doveva essere vinta al di là del fatto che fosse l’ultima stagionale. Ci viene quindi da pensare se il mercato estivo porti qualcuno che sappia davvero dare la svolta alla squadra. Eppure i giocatori disposti ieri in campo era tra il meglio che tecnicamente l’Olympic può schierare.

Cosa manca quindi? Forse un po’ di meritato riposo ci schiererà le idee.

LE PAGELLE:

BELLI: 6-

Che non fosse al top lo immaginavamo. Rimettersi a giocare dopo una lunga assenza porta ad un conseguente stato di forma basso. Poteva fare di più su tutti e 6 gol subiti.

DE LUCA: 6

Non gioca molto chiedendo quasi subito i cambi. Sarà il caldo o sarà una mancato condizione fisica che lo porta lontano dal Simone che con il suo cambio di passo dava la svolta alle partite.

PIZZONI: 6

Alessandro ora sarà libero di preparare tutte le maratone possibili ed immaginabili senza più gli impegni del calcio a 5. Gioca una mesta partita di sacrificio e determinazione. Realizza un assist sul primo gol.

SICILIANI: 6

Il gol che riapre la gara del primo tempo fa il pari con l’autorete che riporta l’Olympic sotto di due reti e che forse taglia un po’ le gambe alla squadra. Anche Damiano è lontano da quello visto per tutto il resto della stagione. Le sue accelerazioni non scombinano più di tanto la difesa avversaria come spesso è avvenuto e sicuramente la stanchezza accumulata si fa sentire maggiormente con il caldo.

MONTALDI (capitano): 6

Forse meriterebbe un Più è dato dalla grande doppia parata che fa restare per qualche minuto a galla i gialloblu. E’ sembrato di rivedere il Simone in stile Svezia tra i pali. Una gara in cui gioca in attacco e in difesa realizzando un gol ed un assist, finendo anche sul tabellino dei gol subiti (2).

ATZENI G.: 6,5

Per distacco il migliore dei suoi e non soltanto per la tripletta e l’assist, ma anche per la grinta e la voglia di riprendere la partita a tutti i costi. Peccato non averlo per l’intera stagione. Gianluca per la sua esperienza ed aggressività farebbe comodo in ogni partita. Ce lo coccoliamo quando possiamo perché ogni qualvolta è stato chiamato in causa ha dato un enorme contributo.

FABRETTI: 6

Daniele ci è sembrato essere leggermente fuori gara. Non incide molto sull’andamento del match, non trovando spesso una posizione in cui possa dare libero sfogo al suo estro.

Rencricca non molla, Perrone incalza, Palazzo a ruota

Buongiorno a tutti amici gialloblù. Ieri si sono disputati i primi due quarti di finale di Euro 2024. Il programma prevedeva due big match cel calcio europeo: Spagna-Germania e Portogallo-Francia. La prima ha visto gli iberici spuntarla ad un minuto dai calci di rigore (2-1), nella seconda i transalpini l’hanno spuntata dagli 11 metri dopo lo 0-0 dei 120′.

Il migliore della giornata di ieri è stato Fabrizio Perrone che ha ottenuto 2 punti e 1 bonus. Un bonus anche per Rencricca, Palazzo e Tarallo. Un punticino per Belli, mentre tutti gli altri non hanno ottenuto nulla.

Ecco la classifica aggiornata

GARE GIOCATE: 46

GARE DA GIOCARE: 5

  • RENCRICCA: 30 punti (6 bonus)
  • PERRONE: 29 (9)
  • PALAZZO: 28 (4)
  • BELLI: 26 (4)
  • FORMICONI: 24 (3)
  • MONTALDI: 23 (6)
  • BISOGNO: 23 (3)
  • PIZZONI: 22 (5)
  • TAGLIAFERRI: 19 (2)
  • TARALLO: 15 (2)

Il calendario odierno prevede i restanti due quarti di finale:

ore 18:00 Inghilterra-Svizzera

ore 21:00 Olanda-Turchia

Ottimismo in primis

Aria primaverile, così ci eravamo lasciati, chioschi che aprono, passeggiate su una spiaggia ancora umida, fiori che sbocciano su aiuole verdeggianti. Verde come un campo di calcio, verde come la speranza.

Speranza che accresce dopo una gloriosa Challenge Cup. Speranza che unisce il popolo Olympic. Una coppa portata a casa, la NOSTRA coppa, da esibire con orgoglio.

Nuovi mesi, nuovi visi. Vecchi tornei, vecchie facce. Facce avversarie, conosciute. I gialloblu sono lì, all’interno di in un limbo eterno. Un loop senza fine tra paradiso e inferno.


Una data all’orizzonte: 22 aprile! Scudi pronti, armature tirate a lucido ed una parola tatuata: ottimismo!


Sembra essere tornata quell’onda travolgente gialloblu da cavalcare con una tavola da surf. Dopo aver rispolverato la Challenge, viene rispolverata un’amichevole OLD CLASSIC contro l’Olympic Lab. Utile per tornare a sorridere e allenarsi. Utile per testare chi merita, in realtà tutti, ma serve a mettere pressione a chi, il posto in squadra, lo dà per scontato e invece deve sudarselo. Tutti sono utili, nessuno è indispensabile!


Che calcio presenterà l’Olympic nel nuovo torneo? Non ci aspettiamo un calcio BAILADOS, quello lo lasciamo ai sognatori ed agli amanti del vintage. Ci aspettiamo un calcio sperimentale e di nuove idee? Forse. Quello che vorremmo sicuramente è trovare un gioco tatticamente ordinato, fatto di determinazione, di sacrificio. Quello che necessita è il cinismo, senza fronzoli in difesa ma soprattutto famelici davanti e magari, citando Brera, un bel paio di PUNTEROS.


Noi siamo fiduciosi, un po’ su tutto: gruppo, singoli, organizzazione, partite, vittorie e sconfitte con onore.
Perché anche quest’ultime arriveranno, ne siamo sicuri. La sicurezza ce la dà l’età, ce la dà il fisico.


L’esperienza non potrà toglierla nessuno. Non c’è ragazzino che voglia essere già adulto e che possa competere con questo. Noi ne facciamo tesoro. Almeno in qualcosa saremo invidiati.


Una frase mi è capitata tra le mani in questi mesi, bella e calzante in un contesto come quello che viviamo ogni settimana dove facciamo la gara tra vecchi e giovani scherzando in primis su questo lato:

“Una persona che sa ridere di se stessa, non smetterà mai di divertirsi!”

Eccolo il nostro segreto.

ARTICOLO DI SIMONE MONTALDI

Aria di primavera alle porte

NON PUO’ PIOVERE PER SEMPRE!

Così esclamava il compianto Brandon Lee nei panni de “Il Corvo”.


Ha piovuto, forte, metaforicamente parlando, non solo ieri, ma da mesi.
River Acilia, ovvero fiume, o lago come poche serate fa, poco importa.

L’Olympic quando vuole porta il sole, non solo porta ombrelli. Finalmente qualcosa alla fine dell’oscurità si vede. Il gioco c’è stato, gli assenti
molti, i gol sono arrivati a grappoli, potevano essere di più, ce li facciamo bastare.


Nel bel mezzo dell’inverno ci eravamo lasciati con un 7 sulla fiducia. E proprio quel pizzico di fiducia è venuta a mancare slegandosi soltanto per un tempo contro Hateful Eight e, che, è risultato fatale. Anche perché la Conference League, vincerla, avrebbe avuto il suo fascino, chiedetelo a Mourinho.


L’Olympic invece si consola con l’aglietto, o forse con birre e bitter bianco, vinti dopo aver conquistato il terzo posto di una coppa di terza fascia. La felicità c’è stata ugualmente. I gialloblu hanno imparato a godere dei buoni risultati e, a volte, anche solo di prestazioni.
Eppure la positività di inizio stagione non è mai svanita. Non ha lasciato i ragazzi quando arrivavano i forfait dell’ultimo minuto, non ha abbandonato di fronte alle prime cocenti sconfitte, non ha reso orfani neppure quando un anonimo tifoso attempato, dall’altra parte della rete, gli diede dei NONNI, degli individui in prepensionamento; che forse rimuginandosi su, di questi tempi, rispetto ai ragazzetti che avevamo di fronte, sarebbe stato un bel motivo di vanto e, a quel punto, una bella risata ce la saremo fatta da noi.


Challenge Cup a quattro squadre, stage in famiglia, amichevoli, torneo primaverile/estivo. Un futuro quasi delineato, ma del tutto incerto nello stesso momento. Nuovi calciatori o le solite 7 o 8 facce in quel campetto?
Coppe da alzare o musi lunghi? Questo è il dilemma!


Eppure il duo Siciliani-Montaldi fa ben sperare. Dall’hotel dell’EUR al campetto di periferia, da uova strapazzate a strapazzare gli avversari. Pizzoni in stile maratoneta può dare quel quid in più: corsa e sudore. L’esperienza e la classe di Tarallo non vanno messe in discussione: una mezcla di passione e dote innata da mostrare ai tanti adolescenti. Rencricca in versione Zar ci ricorda un calcio a cavallo tra anni ’80 e ’90. La staffetta tra i pali darà una svolta? Belli ci farà rimpiangere un Perrone capace di strappare bestemmie agli avversari? Formiconi sarà di nuovo dei nostri? Ma forse vedremo quella “rondine” a far venire la primavera?


Con la fine del primo torneo e l’arrivo dei prossimi due, in casa Olympic si sente già aria di premiazioni interne. Lo stimolo per far bene a livello individuale non deve essere messo davanti a tutto. Pigna d’Oro, Scarpa d’Oro e compagnia bella, hanno il loro fascino, da sempre un grande prestigio per ogni calciatore che ha vestito i colori gialloblu, ma ognuno di noi lo baratterebbe con un trofeo importante da mettere nel palmares societario.


Ora attendiamo, come un felino fa con la sua preda. Attendiamo divertendoci con la Challenge Cup, sperimentando, impegnandoci, ridendo e correndo sempre dietro quel pallone numero 4, perché, per il momento, è tra le cose che ci riesce più semplice quando gli avversari ce lo permettono, facendoci sentire più vecchi, ma nello stesso più bambini.

Articolo di Simone Montaldi