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Olympic 2000 – Autoricambi Bernocchi 3-3 (4-5 d.c.r.)

LUNEDI’ 25 LUGLIO 2011, ORE 20.40
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 715
EUROPA LEAGUE CLAUSURA, FINALE
OLYMPIC 2000 Vs. AUTORICAMBI BERNOCCHI
3-3 (0-3) 4-5 dopo i calci di rigore

MARCATORI:
1 FANTINI
1 FORMICONI
1 MONTALDU

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO ANDREA FANTINI

La stagione 2010/2011 si chiude con la palla calciata da Andrea Fantini che finisce sul palo e i giocatori degli Autoricambi Bernocchi che gridano di gioia correndo per il campo. E’ appena finita la finale di Europa League Clausura e i giocatori dell’Olympic si guardano l’un l’altro senza parlare.
Ma si abbracciano, stanno vicini e non hanno rimpianti perché non solo hanno appena chiuso una stagione brillante sotto il profilo dei risultati ma anche perché hanno disputato una grande Europa League e hanno perso la finalissima solo ai calci di rigore dopo essere riusciti a pareggiare una partita che nell’intervallo stavano perdendo 3 a 0.
Peccato che in questa finale non si sia vista l’Olympic che aveva difeso alla grande contro Bi Trattoria e White House o che aveva stracciato Moviola, Scarfa Prime e The Boys.
Si è invece vista una squadra che ha offerto una prestazione negativa, soprattutto nella prima frazione, concedendo assurdi contropiedi quando invece bisognava aspettare compatti l’avversario per poi a nostra volta tentare l’arma della ripartenza.
Ma il calcio è così e ora è anche abbastanza inutile cercare di capire perché in questa finale i gialloblù non siano riusciti a imporsi come erano riusciti nelle precedenti partite e come avevano fatto nella finale dell’Europa League Clausura quando l’Olympic aveva battuto gli stessi avversari con facilità disarmante.
E’ importante invece rimarcare e sottolineare il grande spirito di squadra e la compattezza nello spogliatoio che rendono la nostra Olympic una cosa meravigliosa che va oltre il campo e le partite.
Anche in questa partita come moltissime altre volte in questa stagione la squadra è stata compatta, in campo si sono visti amici eri che hanno lottato insieme per cinquanta e più minuti solo per il piacere di stare insieme e condividere le stesse emozioni.
Fabrizio Perrone, Alessandro Rencricca, Fabrizio Formiconi, Gianluca Bisogno, Andrea Fantini, Simone Montaldi, Andrea Di Michele e poi Francesco Tani e Alessandro Santolamazza hanno vissuto un’altra serata memorabile che ricorderanno per sempre a prescindere da una sconfitta che brucerà ancora per poco per poi lasciare spazio alle belle sensazioni provate.
Il campo ha offerto uno spettacolo bellissimo e intenso tanto da far applaudire lo stesso direttore di gara, orgoglioso e felice di aver diretto una così bella e corretta partita. L’Olympic è andata vicinissima al vantaggio grazie a Fantini che dopo pochi minuti ha rischiato di realizzare un gol impossibile calciando da posizione angolatissima e colpendo palo e traversa prima che la sfera uscisse in fallo laterale.
E’ stata purtroppo un’illusione perché poco dopo gli Autoricambi segnavano sugli sviluppi di un contropiede su cui Perrone provava a mettere una pezza prima che Cascone, il capitano avversario, segnasse sulla ribattuta. Il secondo e il terzo gol sono stati del tutto simili con Rencricca che difendeva troppo alto e gli attaccanti gialloblù avversari che partivano a razzo in contropiede trovando praterie deserte da percorrere indisturbati.
Sembrava dovesse finire con l’Olympic a zero gol fatti e gli Autoricambi a passeggiare in carrozza invece a metà ripresa è cominciata la rimonta dell’Olympic. Il primo piccolo passo l’ha fatto Formiconi che indovinava l’angolino su assist di Di Michele poi ci pensava Fantini a raddoppiare scatenando il suo tiro ciclonico sul secondo palo.
Nel frattempo gli avversari sfioravano la quarta rete ma Formiconi, Rencricca e come ultimo baluardo Perrone impedivano agli Autoricambi di scappare. Quando mancava una manciata di minuti Rencricca cercava Montaldi con un lancio lungo su cui il difensore avversario bucava l’intervento scivolando. Sulla palla si avventava il centrocampista in prestito dalla Svezia e pareggiava i conti con un tiro a botta sicura.
E poi non c’è stato più tempo per giocare e segnare ancora e si è andato ai calci di rigore: gli avversari fallivano il loro secondo tiro con Rosca che calciava a lato ma l’Olympic gettava il regalo alle ortiche fallendo il quattro penalty con Di Michele che per angolare troppo calciava a lato. Si andava all’oltranza e Perrone parava il sesto tiro avversario consegnando a Rencricca la possibilità di dare la vittoria ai suoi. Purtroppo il libero dell’Olympic si faceva parare il tiro e alla settima tornata prima gli Autoricambi segnavano il rigore mentre Fantini, tornando all’introduzione di questa cronaca, colpiva il palo dando il via alla festa gialloblù, purtroppo non lo stesso gialloblù delle nostre maglie.
E ora con un po’ di malinconia tracciamo le conclusioni di questa bella, bellissima stagione composta di 68 partite emozionanti. L’Olympic ha vinto il suo primo trofeo alla Madonnetta vincendo l’Europa League Clausura, è arrivata terza (con viva delusione di tutto l’ambiente) nella prima Challenge Cup mentre ha vinto la seconda con pieno merito. Ha poi subito un brusco calo di prestazioni a causa dei tanti infortuni e assenze ma quando ha recuperato i titolari ha disputato un’ottima Europa League chiusasi con la sconfitta nella finale di ieri solo ai calci di rigore.
E’ stata la stagione del grande ritorno di Andrea Fantini e della scoperta di Montaldi, Di Michele e soprattutto del bomber che cercavamo, Domenico Caserta che speriamo che nella prossima stagione possa giocare con maggiore continuità.
E poi è stata la stagione delle Olympic Girls, il gruppo di tifose che ci ha sempre supportato e spinto verso grandi risultati. Insomma è stata un stagione da 10 in pagella per ciò che concerne la società, il gruppo, l’ambiente e da 8 per i risultati perché anche con alti e bassi siamo riusciti a raggiungere tre finali vincendone due. Se ci mettiamo che siamo riusciti ad organizzare il trofeo del Ventiduennale e che la nostra storia continua ad arricchirsi di questi eventi allora possiamo dire che è stata un’annata favolosa che non può che suggerire una ancor migliore continuazione nella prossima.

NOTE
CLIMA Serata ventilata
SPETTATORI circa 50
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 6.5 cap.
Altra bella prestazione, altra dimostrazione di sicurezza in campo che deriva da una ritrovata serenità nella vita privata. La sua stagione è stata questa, una continua risalita verso la luce, i colori. Ieri ha parato un rigore nella serie finale e ne ha segnato uno mentre nel secondo tempo è stato ammonito. Prestazione in linea con il trend di tutto il Torneo di Clausura di cui, giustamente, è stato premiato come miglior portiere bissando il titolo guadagnato nel 2009.
RUOLINO STAGIONALE: 59 presenze e 1 gol

4.RECNRICCA A. : 6.5
Giocare il primo tempo di una finale così male (posizione sbagliata in tutti e tre i gol, sempre troppo alto verso l’area avversaria) è un handicap che pochi giocatori possono colmare. Invece nel secondo tempo sembra un altro giocatore e chiude la sua prova con l’assist perfetto, e un po’ fortunato, che arriva sui piedi di Montaldi e che diventa la rete del 3 a 3. Rischia l’espulsione per proteste poco dopo essere stato ammonito e non è la prima volta in una stagione in cui la sua media voto non raggiunge la sufficienza ma in cui ha comunque regalato prestazione isolate davvero buone. La sua partita nella finale di Challenge Cup II rimarrà a buon diritto negli annali.
RUOLINO STAGIONALE: 54 presenze e 40 gol

8.FORMICONI: 6.5
Perde una quantità industriale di palloni nella metà campo avversaria in prossimità dell’area di rigore degli Autoricambi ma in difesa è un cane da guardia di quelli feroci e che non lascia passare nemmeno uno spillo dalla sua parte. Nella ripresa segna un gol bellissimo con un tiro a girare da attaccante vero, l’ennesima perla di una stagione in cui ha segnato tantissimo, ben 28 gol di cui 22 in gare ufficiali. Un bottino di tutto rispetto che diventa eccezionale considerando il suo ruolo. Buone notizie dovrebbero arrivare anche dalla premiazione degli Olympic Awards.
RUOLINO STAGIONALE: 61 presenze e 28 gol.

7.BISOGNO: 6
Il Bisogno che tutti conoscono, generoso, che percorre miglia e miglia neanche dovesse arrivare in fondo alla Muraglia Cinese! Come in semifinale è attentissimo in fase difensiva a sventare i pericoli sulle fasce ma poi manca di pericolosità e incisività in avanti. Nonostante la sua prestazione in finale non sia brillantissima dobbiamo riconoscere che dopo una stagione buon a ma non eccelsa, quando è ritornato dal viaggio di nozze, è stato decisivo per il raggiungimento dell’atto finale grazie alla sua stratosferica forma atletica.
RUOLINO STAGIONALE: 40 presenze e 28 gol.

19.MONTALDI: 6+
Il ragazzo colorato di gialloblù, di un gialloblù in tinta svedese, è arrivato al termine della sua avventura nell’Olympic. Ha dato tanto a questa squadra, tonicità, forza fisica, entusiasmo. Ma ha ricevuto forse più di quanto si aspettava: emozioni vere, pure! La sua prestazione di ieri non è stata brillante come alcune nella prima fase o in Challenge Cup II però quando sembrava che l’Olympic dovesse lasciare il campo con una sconfitta ha avuto la freddezza di controllare il lancio di Rencricca e battere il portiere avversario. Chissà se la sua avventura con la nostra gloriosa finirà davvero qui. E’ in lizza per il titolo di miglior esordiente della stagione.
RUOLINO STAGIONALE: 17 presenze e 13 gol.

5.DI MICHELE: 6+
Era tra i più attesi in questa finale e probabilmente ha deluso chi aveva riposto tante aspettative in lui. Prestazione non malvagia, condita dall’assist per il gol di Formiconi, però i tifosi si aspettavano che da un momento all’altro si accendesse una scintilla che invece non ha mai brillato. La sua stagione nell’Olympic è cominciata poche settimane fa e si è imposto subito grazie alle sue doti tecniche scalando posizioni velocemente. Purtroppo la sua per ora breve avventura in gialloblù si chiude con l’immagine del rigore calciato a lato nella lotteria finale.
RUOLINO STAGIONALE: 5 presenze e 7 gol.

10.FANTINI: 7
In passato è stato spesso uomo e giocatore da finale perché negli atti conclusivi dei tornei riusciva sempre a trovare quel qualcosa in più dentro di se per decidere le sorti delle gare più importanti. Contro gli Autoricambi Bernocchi non ha deciso il match nel modo che avremmo voluto ma è stato il migliore nell’Olympic combattendo come un leone, facendo salire la squadra, difendendo a centrocampo. Bellissimo il gol che ha ridato le speranze alla curva gialloblù, un bolide potentissimo che si è infilato sotto la traversa. Chiude la stagione del suo rientro in squadra, una stagione in cui si è imposto non solo come punto di riferimento in campo ma in cui, per la prima volta, il suo apporto è diventato fondamentale anche come uomo spogliatoio.
RUOLINO STAGIONALE: 44 presenze e 45 gol.

GIOCATORI NON PRESENTI IN FINALE

Cominciamo con il ricordare tutti coloro hanno indossato la maglia dell’Olympic in gare ufficiali almeno una volta in questa stagione. La prima menzione la merita in modo assoluto Francesco Tani, un giocatore che in questa stagione ha trovato meno spazio rispetto alle ultime due per ragioni tecniche ma che ha saputo dare comunque il suo apporto non solo tecnico ma anche umano al mondo Olympic. Non dimentichiamo che nella finale di ieri è stato presente in panchina senza nemmeno disputare un minuto o che in altre partite si è imbarcato dall’altra parte della città solo per assistere qualche minuto di partita. A lui va la nostra stima.
RUOLINO STAGIONALE: 18 presenze e 6 gol.

Oltre ai sette in campo ieri sera altri tre giocatori hanno preso parte a questa Europa League. Cominciamo a parlare di Alessandro Santolamazza (21 presenze e 7 gol) che anche grazie alla doppia esperienza in Challenge Cup ha avuto modo di giocare con maggiore continuità rispetto agli anni passati. In questa stagione non ha avuto un exploit atletico come nella passata ma è stato comunque in grado di dare il suo apporto come nella finale di Challenge II quando fu un baluardo insuperabile.
E poi c’è il Mimmo Maravilla, l’autentica rivelazione di quest’anno: Domenico Caserta. Un giocatore favoloso, fenomenale che ha risolto partite dure con dribbling ubriacanti e tiri che i portieri nemmeno vedevano bucando di volta in volta le porte di squadre blasonate come Svezia, Bi Trattoria e The Boys. Nonostante un infortunio che gli ha fatto perdere tutta la prima fase del Clausura Mimmo è stato decisivo nella semifinale di Europa League contro i the Boys. Ha dovuto rinunciare alla finale per impegni di lavoro ma nella prossima stagione sarà la punta di diamante gialloblù. Per lui 13 presenze e 22 gol.
Chiudiamo questo trittico con Dario Sorci, un giocatore che per nove mesi ha dichiarato di voler trovare spazio nell’Olympic, di voler avere una chance e ha lavorato sodo, sudando sette camicie ogni qual volta c’era uno stage o quando giocava nelle file dello Slow Bar e sapeva che occhi indagatori lo stavano scrutando. Nel finale di stagione ha avuto la sua possibilità e l’ha sfruttata al meglio giocando una buona Europa League e dando tutto quello che aveva nel cuore e nelle gambe. Anche lui verrà rivalutato nella preparazione estiva. Ha fatto registrare 4 presenze e 0 gol.

E ora il resto dei componenti della rosa in ordine di presenze e cominciamo con Francesco Sforza che nonostante le poche apparizioni ha realizzato la solita caterva di gol facendo innamorare i tifosi con la sua andatura sbilenca e le sue reti di rapina. Purtroppo non è riuscito a imporsi nei tornei importanti ma la sua stagione non è affatto da buttare. Per lui 24 presenze e 39 gol.
Segue un binomio di giocatori di fantasia, Fabio Tagliaferri e Davide Baldi. Il primo ha giocato 17 partite realizzando 12 gol di cui tre nelle due edizioni di Challenge Cup, competizione in cui ha sempre fatto vedere buone cose. Anche lui è stato perfetto nella finale vinta contro il Centro anche se purtroppo non è riuscito a rispondere alle convocazioni per il torneo principale nelle tre quattro occasioni in cui la società l’aveva convocato. Diverso il discorso per Davide Baldi (17 presenze e 16 gol) che anche in questa stagione era stato investito di aspettative e speranze che si sono infrante con i primi freddi.

E per finire un ringraziamento ai giocatori che hanno giocato poche o pochissime partite. In cima a questa lista di giocatori c’è Alessandro Guarino (7 presenze e 2 gol), sempre professionale quando è sceso in campo prima di accasarsi allo Slow Bar. Di seguito troviamo un altro simbolo di professionalità e correttezza, l’infinito Filiberto Tarallo che con 7 presenze e 6 gol ha sorretto l’Olympic nella difficile prima fase del Torneo di Clausura. Il trittico è chiuso da Daniele Rossi che con 5 presenze e 8 gol è stato nel suo piccolo decisivo nelle due campagne di Challenge Cup.

La lista prosegue con Sunil Salvini (4 presenze e 2 gol), il primo giocatore asiatico della storia gialloblù; Carlo Garattoni, portiere che ha sostituito Perrone in 4 partite; Massimiliano Scollo che ha giocato 4 partite riuscendo a segnare il suo primo gol con la maglia dell’Olympic. Proseguiamo a ringraziare Edoardo Rencricca (2 presenze non memorabili), Andrea Carissimi (1 presenze e 2 gol che dimostrano la solita classe innata), Alessandro Celestini e Florin Rosca che hanno giocato entrambi una partita e segnato un gol nella semifinale di Challenge II contro i Tamarri risultando decisivi. E poi ancora grazie a Damiano Pacifici, Walter Marletta e Francesco Ponzetti (1 presenza ciascuno) e per finire Emanuele Gennari che ha giocato una partita segnando un gol.

Il ringraziamento più grande di tutti va poi alle nostre grandissime tifose che in questa stagione hanno fatto la differenza. Nella fase invernale Simona Freddi ha sfidato le più gelide temperature mentre nel 2011 Giulia Tagliaferri, Rosalia Di Biase, Alessia Verban, Martina Pietropaoli e nel finale Valentina Grifò hanno dato un apporto che va oltre al semplice tifo. Il più grande augurio che ci possiamo fare come è quello di trovare questo calore anche nella stagione 2011/2012.
Un’altra stagione è finita, un’altra sta per cominciare. L’Olympic è sempre il luogo della magia e dell’amore!

Olympic 2000 – The Boys 6-2

MERCOLEDI’ 20 LUGLIO 2011, ORE 21.10
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 714
EUROPA LEAGUE CLAUSURA, SEMIFINALE
OLYMPIC 2000 Vs. THE BOYS
6-2 (2-0)

MARCATORI:
2 CASERTA
1 DI MICHELE
1 FORMICONI
1 MONTALDI
1 RENCRICCA A.

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO DOMENICO CASERTA

Di nuovo in finale! Per la terza volta in questa stagione l’Olympic arriva all’atto conclusivo di un torneo e lo fa con una sicurezza e una tranquillità tale da far sembrare l’Europa League un obiettivo riduttivo: si, diciamolo, questa Olympic avrebbe fatto bene anche in Champions, magari non sarebbe arrivata in fondo ma avrebbe lottato alla pari con le grandi della Madonnetta.
Una grande Olympic dicevamo, una squadra che dopo la finale di Europa League del Torneo di Apertura era precipitata in un abisso di brutte prestazioni figlie di una condizione fisica disastrosa. Ricostituire la squadra che aveva battuto gli Autoricambi Bernocchi è stato a lungo impossibile a causa degli infortuni di Caserta e Fantini e dell’indisponibilità di Bisogno. Poi c’è stato l’arrivo di Montaldi e Tarallo e il loro inserimento è stato faticoso. Le cose sono andate malissimo nella prima fase del Clausura per questi motivi e anche perché l’organizzazione aveva formato dei gironi assurdi: quello in cui erano inseriti i gialloblù pieno di formazioni fortissime mentre l’altro pieno di outsider.
Se l’Olympic fosse stata inserita nel girone B si sarebbe quasi certamente qualificata per la Champions ma ora recriminare non serve. Ricordiamoci solo che dopo queste prime sei partite la nostra squadra è stata protagonista dell’exploit in Challenge Cup II, della sofferta semifinale contro i Tamarri, della sfavillante vittoria in finale con il Centro e poi del girone di Europa League.
Stavolta, se possibile è stato più bello arrivare in finale perché questa Europa League è stato un climax di emozioni: all’esordio abbiamo perso contro il White House per un gol preso nei minuti di recupero. Poi c’è stata la vittoria senza patemi nel derby contro il Moviola seguita dalla goleada contro lo Scarfa Prime United che ha dato Ai gialloblù il pass per la semifinale di ieri.
E in semifinale l’avversario da battere era tosto, tostissimo, una delle bestie nere dell’Olympic nelle ultime tre stagioni, i The Boys. Dieci incontri avevano preceduto questa semifinale e in sette occasioni erano stati gli uomini di Della Porta a prevalere. Ieri però la storia è cambiata e forse un po’ l’ambiente gialloblù se l’aspettava: le ultime prestazioni erano state condite da una sicurezza e da una determinazione che, a prescindere dal risultato finale di questo scontro assicuravano una grande prova d’orgoglio e così è stato.
Anche le convocazioni erano state tranquille e senza imprevisti: la squadra che aveva battuto lo Scarfa Prime era stata confermata per intero e come ciliegina sulla torta arrivava la notizia che il Mimmo Meraviglia, Domenico Caserta, sarebbe tornato in campo per questo appuntamento dopo un lungo periodo passato ai box per infortunio.
Cominciava la partita e i The Boys si presentavano con la loro migliore formazione in cui la coppia d’attacco romena formata da Vaduva e Cojocariu rappresentava lo spauracchio maggiore per i tifosi dell’Olympic. Eppure i nostri avversari cominciavano l’incontro senza le due punte di diamante e puntando invece alla solidità difensiva. L’Olympic faticava a trovare le posizioni difensive e rischiava di subire gol proprio quando entrava Vaduva che però a tu per tu con Perrone si faceva ipnotizzare dal nostro capitano.
Poco dopo questo episodio era tempo di gioire per la curva gialloblù che si alzava per applaudire una stupenda combinazione dei nostri due difensori: Formiconi batteva un calcio d’angolo a uscire e Rencricca senza pensarci su tanto colpiva la sfera di prima intenzione trovando l’angolino della porta avversaria. Tutto molto bello, davvero.
Ma le meraviglie erano destinate a continuare perché il raddoppio era già maturo. Stavolta il protagonista era Andrea Di Michele che trovava una prateria sulla fascia destra e da fuori area lasciava partire un missile terra aria che gonfiava la porta dei The Boys.
2 a 0, che Olympic! La prima frazione si chiudeva con questo risultato ma a colpire non erano tanto i due gol di vantaggio quanto l’eccezionale solidità difensiva dell’Olympic che grazie a tutti i suoi componenti impediva agli avversari di avvicinarsi alla nostra porta.
Avreste dovuto vedere le espressioni dei nostri ragazzi nell’intervallo: non sembrava una semifinale in cui stesse giocando l’Olympic, ovvero una di quelle partite tiratissime in cui i nervi saldi fanno la differenza, uno di questi scontri vinti all’ultimo minuto arroccati dietro al più classico dei fortini. A vedere la nostra squadra non sembrava proprio l’Olympic. E quello che è successo a inizio primo tempo è la dimostrazione più eclatante: i The Boys cominciano all’arrembaggio e accorciano le distanze ma i nostri hanno rimesso la palla a centrocampo e un minuto dopo esultavano già per la terza rete. La palla veniva consigliato al neo entrato Domenico Caserta che alla prima occasione di uno contro uno saltava secco Della Porta e scaricava un fulmine in porta. L’esultanza del giovane bomber gialloblù era grande perché in questi due mesi il calcio gli era mancato tanto ma la vera esplosione di gioia c’è stata poco dopo: di nuovo la palla arrivava a Caserta che provava di nuovo uno dei suoi dribbling che ormai possiamo cominciare a definire infallibili visto che anche questa volta il suo marcatore veniva scartato come fosse un cornetto Algida. Quello che è successo dopo il dribbling ve lo descrivo in due momenti: prima Mimmo convogliava tutta la sua forza in un tiro travolgente che gonfiava di nuovo la rete e poi correva senza destinazione e senza capire niente ad abbracciare tutti i compagni. Bellissimo, una di quelle immagini che riconciliano con il calcio.
Il resto fa già parte della storia della nostra squadra: il 5 a 1 realizzato da Formiconi su assist di Di Michele, lo stesso Di Michele che con un gioco di prestigio beffa il suo marcatore sulla fascia destra e serve Bisogno, i The Boys che segnano il secondo gol in contropiede e poi la nostra squadra che chiude la partita con Montaldi che si fa trovare pronto a ribattere in gol una ribattuta del portiere avversario.
Il fischio finale arrivava dopo un minuto di recupero e forse i tifosi si saranno stupiti per la relativamente fredda esultanza di Perrone, Rencricca, Bisogno e degli altri componenti della nostra squadra. Ma chi capisce di calcio avrà capito che l’Olympic ha battuto il suo avversario con una tale serenità e consapevolezza dei propri mezzi attuali che la vittoria è stata quasi una scontata conseguenza di queste sensazioni così positive. La gioia per la vittoria è uguale a quella del passato, cambia il modo in cui è arrivata, senza quella sofferenza che al fischio finale deve essere sfogata in un urlo che rilascia la tensione e lo stress accumulato in cinquanta minuti di battaglia.
Alla finale mancano pochi giorni e questa Olympic, che avrebbe fatto bella figura in Champions League, ha la possibilità di raggiungere la terza coppa stagionale. Una squadra infinita, che non muore mai, che gioca sempre con il cuore in mano. Meraviglioso!

NOTE
CLIMA Serata ventilata
SPETTATORI circa 20
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 6+ cap.
Un centrocampo che fa filtro ai limiti della perfezione e una difesa che alla perfezione è sempre più vicina lasciano al portiere gialloblù poche briciole. Al capitano restano da controllare qualche cross e qualche tiro velleitario. Ogni estremo difensore vorrebbe vivere serate così.

4.RENCRICCA A. : 7
Da sempre, o almeno da quando Rencricca fa parte della squadra gialloblù, ogni prestazione leggendaria dell’Olympic è legata indissolubilmente ad una magistrale prova del Libero di Centocelle, come Alessandro veniva chiamato ai tempi del suo esordio. Questa semifinale con i The Boys non fa eccezione a questa regola non scritta: Rencricca è invalicabile come difensore e apre le marcature con un tiro precisissimo che diventa il suo sigillo numero 40 in stagione.

8.FORMICONI: 6.5
Perfetto anche lui, eroico nei suoi tackle effettuati all’ultimo momento, quando ormai sembra che l’attaccante avversario abbia ormai calciato verso la porta. Trova anche lui una rete importantissima, la quinta, probabilmente il gol che piega definitivamente le resistenze dei The Boys. Per lui è la sesta soddisfazione nel Torneo di Clausura.

6.DI MICHELE: 7-
Una delle sorprese di questa Olympic in versione estiva, un elemento che ha portato vivacità e freschezza ad una squadra che sembrava un po’ logorata dalla tante battaglie di questi dieci mesi di attività ufficiale. Andrea gioca come terzo difensore, come centrocampista esterno, come punta e grazie alla sua classe fa tutto in maniera magistrale. Il secondo gol dell’Olympic è una magia da rivedere all’infinito e nel finale serve a Formiconi un assist con su scritto “spingimi in rete”.

7.BISOGNO: 6.5
Contro i The Boys è stato meno efficace in avanti rispetto alle ultime due uscite contro Moviola e Scarfa Prime ma è stato perfetto dal centrocampo giù. Gli avversari provavano spesso a spostare il gioco sulle fasce ma quando c’era Gianluca a ricoprire il ruolo di terzo difensore non c’è stata davvero trippa per gatti. La sua forma atletica è eccezionale e di fronte a giocatori che da settembre non hanno mai tirato il fiato la differenza è netta.

19.MONTALDI: 6.5
La sua avventura nell’Olympic sta finendo perché dopo la finale rientrerà dal prestito e vestirà di nuovo la maglia della Svezia. La sua prova di ieri è del tutto simile alle tante offerte in questi tre mesi in cui è stato un giocatore dell’Olympic: tanta quantità ma anche tanta qualità, il tutto supportato da un’intensità di gioco che pochi giocatori possono offrire. Chiude le marcature con una rete da vero rapinatore dell’area di rigore.

10.FANTINI: 6
Pochi minuti per lui che ne avrebbe meritato qualcuno in più. La solidità difensiva dell’Olympic comunque è anche merito suo perché quando è al centro dell’attacco il portatore di palla avversario è sempre in difficoltà a causa della copertura e del pressing fatto dal nostro ariete.

11.CASERTA: 7.5
In primavera i giornali avevano scritto che l’Olympic aveva finalmente trovato, dopo tanti anni di ricerca, il giocatore capace di fargli fare il salto di qualità. L’infortunio era arrivato proprio all’apice della seppur breve esperienza nell’Olympic di Mimmo, proprio quando aveva realizzato il gol che aveva chiuso la finale di Europa League. ? E’ stato più di tre mesi fa, poi tanta sofferenza per un infortunio che non sembrava voler passare, tante ricadute, la fisioterapia e ieri cinque minuti in campo per dimostrare di essere di nuovo un campione! Mimmo lo ha fatto, ha segnato una doppietta con due palle a disposizione e ha gridato al mondo, con la sua risata argentina, che l’Olympic ha veramente trovato il suo bomber!

Olympic 2000 – Scarfa Prime United 9-1

LUNEDI’ 11 LUGLIO 2011, ORE 21.10
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 713
EUROPA LEAGUE CLAUSURA, GIRONE A, III GIORNATA
OLYMPIC 2000 Vs. SCARFA PRIME UNITED
9-1 (4-0)

MARCATORI:
3 BISOGNO
3 RENCRICCA A.
2 DI MICHELE
1 MONTALDI

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO GIANLUCA BISOGNO

Aspettiamo mercoledì sera quando l’arbitro fischierà la fine dell’incontro tra White House e Moviola. Aspettiamo mercoledì per sicurezza e un po’ anche per scaramanzia ma se abbiamo fatto i calcoli bene l’Olympic, con la vittoria di ieri sera, è riuscita a centrare l’obiettivo qualificazione alle semifinali di Europa League.
Alla fine risulterà decisiva la vittoria sul Moviola della settimana scorsa perché domani la squadra di Daniele Rossi per superare il turno dovrà battere il White House e lo potrà anche eliminare battendolo con due gol di scarto. Sarebbe clamoroso ma questo è solo l’ennesimo paradosso creato da quel fantasma burlone che risponde al nome di classifica avulsa.
L’Olympic nel frattempo si può godere questa vittoria frutto di una prestazione buona arrivata contro un avversario a lei decisamente inferiore e che si presentava al fischio d’inizio praticamente già eliminata dopo la sconfitta all’esordio contro il Moviola e la batosta della settimana scorsa subita dal White House.
Oltre ai tre punti i gialloblù si possono anche godere una squadra che nonostante il forfait last minute di Formiconi a causa di problemi personali e quello previsto di Fantini ha giocato con sicurezza e autorità proprio come sette giorni fa aveva fatto dovendo rinunciare a Rencricca. Si può godere un Bisogno in forma smagliante e un Di Michele autentica rivelazione di questo finale di stagione.
La squadra è solida e in questo periodo poco importa chi sono gli interpreti perché lo spettacolo riesce sempre bene. L’unica nota stonata del match è durata poco meno di dieci minuti: la squadra ha capito subito che davanti c’era un avversario morbido e ha giocato con sufficienza sapendo che prima o poi il gol sarebbe venuto salvo poi affrettarsi a cambiare atteggiamento perché lo 0 a 0 permaneva.
Il ghiaccio lo ha rotto Bisogno proprio come era successo la settimana scorsa e da lì in poi hanno partecipato un po’ tutti alla festa del gol che sul 4 a 0 veniva interrotta dall’intervallo. Nella ripresa l’Olympic ha ripreso il discorso segnando altri cinque gol mentre lo Scarfa Prime realizzava la rete della bandiera e si impegnava fino alla fine esponendosi senza vergogna ai contropiedi gialloblù.
Nell’altro girone The Boys e Autoricambi Bernocchi hanno agevolmente superato il turno quindi domani sera sapremo già che affronteremo nell’eventuale semifinale.
Questa Olympic ora non deve avere paura di niente, nemmeno di queste squadre di un certo calibro perché la voglia dei nostri ragazzi di giocarsi e godersi questa stagione fino all’ultimo respiro è impressionante.

NOTE
CLIMA Serata molto calda
SPETTATORI circa 10
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 6.5 cap.
Per addomesticare le conclusioni dei rosso neri avversari deve solo distendersi in interventi che sono una manna per i fotografi. Nel secondo tempo blocca un cross, parte palla al piede e serve un assist d’oro a Montaldi.

8.RENCRICCA A. : 6.5
Veste la maglia di Formiconi in onore al compagno di squadra che nel pomeriggio aveva avuto una sfortunata avventura che gli ha impedito di giocare. Gli avversari non riescono mai né a superarlo né tantomeno a marcarlo e lui si diletta segnando una tripletta che lo porta a quota 152 reti in gare ufficiali.

7.BISOGNO: 6.5
Sembra che la sua stagione sia cominciata adesso. Il fatto che per due mesi si sia riposato sta diventando determinante per le sorti di un’Olympic che sulla fascia destra ha un treno nettamente più veloce di qualsiasi avversario stremato da nove mesi di una stagione logorante. Segna anche lui una tripletta, tra cui il fondamentale gol dell’1 a 0, e supera Perrone nella classifica marcatori di tutti i tempi in gare ufficiali. Gianluca ora è settimo con 87 reti contro le 86 del capitano.

13.SORCI: 5.5
Potrebbe e vorrebbe spaccare il mondo invece offre una prestazione piena di errori e di ombre forse causate da un eccessiva pressione derivante dalla voglia di fare bella figura. In difesa come al solito fa i movimenti giusti ma dal centrocampo si perde spesso per precipitazione o chissà per quale altro fattore emotivo. Alla quinta presenza manca ancora l’appuntamento con il gol ma realizza il suo primo assist.

5.DI MICHELE: 6.5
Uno così ci voleva proprio dopo l’infortunio di Caserta. Uno che superi l’uomo con facilità, che abbia visione di gioco, che abbia classe ma anche praticità e che soprattutto la butti dentro. Segna due gol e sono sei in tre presenze stagionali tra Europa League e amichevoli.

19.MONTALDI: 6+
Sostituisce Fantini al centro dell’attacco e praticamente occupa il ruolo di centravanti per tutta la partita. stavolta non offre una prestazione di quelle eccezionali anche se la sua prova è comunque davvero buona. Realizza un gol, il quarto in questo torneo, il primo in Europa League.

Olympic 2000 – Moviola 5-3

LUNEDI’ 4 LUGLIO 2011, ORE 22
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 712
EUROPA LEAGUE CLAUSURA, GIRONE A, II GIORNATA
OLYMPIC 2000 Vs. MOVIOLA
5-3 (2-1)

MARCATORI:
2 DI MICHELE
1 BISOGNO
1 FANTINI
1 FORMICONI

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO FORMICONI

La stagione dell’Olympic continua. Questa è la più bella notizia che i nostri giocatori potessero dare all’innamorato mondo dei tifosi gialloblù. La sconfitta della settimana scorsa contro il White House obbligava l’Olympic a scendere in campo nel derby contro il Moviola con l’obbligo di vincere e la squadra ha risposto in modo eccezionale, da grande del calcio mondiale.
L’Olympic nonostante l’assenza di Rencricca e Santolamazza non solo ha battuto nettamente la squadra avversaria in una partita da dentro o fuori ma l’ha fatto contro il Moviola in un derby che non vinceva in gare ufficiali dall’8 gennaio 2009, praticamente una vita fa.
La squadra non ha avuto paura delle responsabilità, non si è fatta soverchiare dal timore di chiudere anticipatamente una stagione ricca comunque di soddisfazioni e non ha avuto paura di giocare senza mezza difesa titolare. La squadra ha vinto la partita svariate volte: tecnicamente e tatticamente perché non c’è stata partita tra le due squadre, sul piano fisico e atletico perché sebbene ci fosse equilibrio i gialloblù alla fine hanno prevalso anche su questo fattore e soprattutto caratterialmente perché questa è stata la vittoria del cuore, della forza di volontà e dell’amore per questa squadra.
Amore per questa squadra che è venuto in modo naturale da pilastri come Perrone, Fantini, Formiconi e dal rientrante Bisogno ma che è venuto in maniera del tutto sorprendente in elementi nuovi e semi nuovi come Montaldi, Sorci e Di Michele.
E’ stata la vittoria dell’Olympic come concetto, come blasone, come credo. E ora il destino di questa Europa League è di nuovo nelle nostre mani.

In questa lunga premessa abbiamo in parte parlato anche delle convocazioni. Come avrete capito alla formazione titolare mancava un secondo difensore di ruolo e così la squadra ha tentato di giocare in modo simile a quanto fatto vedere contro il Bi Trattoria nell’ultima giornata della prima fase. Formiconi si piazzava al centro con Bisogno a destra e Di Michele a sinistra. Il numero cinque, all’esordio in gare ufficiali dopo l’esordio avvenuto nell’amichevole del 10 giugno contro i Tamarri, agiva così a metà tra le linee cercando di sfruttare il dribbling a rientrare e il tiro a girare mentre in avanti Montaldi veniva schierato da prima punta.
Il Moviola era forte di due spauracchi: il primo rappresentato dalla tradizione positiva di tanti derby vinti alla Madonnetta e il secondo ancor più forte sulla carta rappresentato dalla contemporanea presenza dei due star player Verdesca e Ugolotti con quest’ultimo che nella prima giornata aveva contributo alla vittoria sullo Scarfa Prime con una tripletta decisiva per il ritorno alla vittoria della sua squadra dopo una prima fase di Torneo di Clausura negativo.

La partita cominciava senza tatticismi con le due squadre che si affrontavano a viso aperto nonostante la posta in palio. Fin dai primi minuti si è subito capito che l’Olympic era ben messa in campo e dopo una bella parata di Perrone e qualche occasione fallita da Sorci e Fantini i gialloblù passavano meritatamente in vantaggio grazie a Bisogno che batteva il portiere avversario su assist di Di Michele.
La grande serata dei ragazzi di Perrone era solo all’inizio perché poco dopo Andrea Fantini partiva dalla sinistra e una volta accentratosi lasciava partire un destro fulminante carico di tutta la frustrazione derivante da un periodo poco felice per il numero 10 di Dragona. La palla entrava nel sette e Fantini esultava giustamente per un gol favoloso.
A questo punto il Moviola ha cominciato a premere ma la sua iniziativa era sterile e poco convinta anche se prima dell’intervallo Verdesca riusciva a girarsi liberandosi dalla marcatura di Fantini e batteva Perrone con un tiro quasi ciabattato.

Il 2 a 1 era un punteggio buono ma i gialloblù non potevano stare tranquilli anche se non potevano sapere che il secondo tempo li avrebbe condotti ad una vittoria epica, di quelle in cui si soffre poco e alla fine si gode molto. A confermare questa affermazione arrivavano in veloce sequenza le reti di Formiconi e il gran gol di Di Michele che dribblava secco il portiere sulla linea di fondo e depositava la palla in rete indisturbato.
Era il delirio sulla curva occupata dai tifosi dell’Olympic ma non era finita. Il Moviola accorciava le distanze ancora con Verdesca mentre Perrone salvava la porta in tre circostanze consecutive dando tranquillità ai suoi.
E poi arrivava l’ennesimo sigillo dell’Olympic che dopo due partite senza gol poteva festeggiare per la quinta volta il gonfiarsi della rete.
Il giocatore che chiudeva le marcature gialloblù era ancora una volta Andrea Di Michele che ancora una volta dribblava il portiere, stavolta con un po’ di fortuna, e poi scaricava in rete un pallone deviato da un difensore avversario. Sul 5 a 2 mancavano ancora svariati minuti ma in questa fase i nostri erano fenomenali nel congelare l’incontro.
In pratica si giocava pochissimo perché Formiconi, con l’aiuto di Montaldi e Bisogno, rallentava il gioco dell’Olympic consentendo al Moviola solo occasionali sortite che portavano solo alla terza segnatura di Verdesca, inconveniente che comunque era totalmente ininfluente per i gialloblù che dopo due minuti di recupero potevano esultare al fischio finale.

L’Olympic è stata senza esagerazioni eccezionale. Ha mostrato una grandissima circolazione di palla, ha giocato con grinta e soprattutto con una sicurezza da grande squadra, ha ritrovato un Bisogno in gran forma e ha trovato in Di Michele una sorta di Caserta più maturo. Su questo giocatore in particolare dobbiamo puntare per la prima delle tre finali che ci aspettano da qui a fine luglio. La prossima, quella con lo Scarfa Prime al momento è la più importante, solo vincendo questa possiamo accedere al turno successivo, solo vincendo quella la nostra stagione infinita si prolungherà ancora.

NOTE
CLIMA Serata ventilata
SPETTATORI circa 1
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 6+ cap.
Contro Bi Trattoria e White House era stato insuperabile (o quasi). Ieri ha subito tre gol ma ancora una volta si è visto che il suo stato di forma è di quelli importanti. Benissimo in avvio su un tiro diretto all’angolino, felino nella ripresa quando un avversario tenta di saltarlo in dribbling e lui gli ruba il pallone tra le gambe quando sembrava fosse stato superato. Anche in una partita come quella di ieri in cui l’Olympic ha giocato benissimo in difesa limitando il suo lavoro ha dimostrato di poter essere importante nei momenti decisivi.

8.FORMICONI: 7
In assenza di Rencricca si prende la squadra sulle spalle e comincia a cambiare il modo di giocare dell’Olympic: meno passaggi centrali e più gioco sulle fasce in fase offensiva. In fase difensiva invece diventa il perno centrale della gabbia, della rete in cui finiscono i due bomber avversari. Verdesca avrà anche segnato una tripletta ma se andiamo a contare tutti gli anticipi che Fabrizio gli ha fatto e tutte le volte che ha costretto lui e Ugolotti a girarsi e restituire palla ai compagni ristagnando l’azione avversaria si capisce quanto la sua prestazione sia stata di alto livello. E poi non dimentichiamoci l’assist per Di Michele e il gol con cui ha aperto le marcature nella ripresa: Montaldi lo trova con un filtrante a limite dell’area e Fabrizio brucia il portiere girandosi di scatto. Un gol non da difensore, il numero 26 di una stagione da incorniciare.

19.MONTALDI: 6.5
Un’altra grande prestazione per questo giocatore in prestito e che la società proverà a riscattare in estate. Era stato fondamentale finora per coprire il vuoto lasciato da Bisogno a centrocampo ma ora che il numero 7 è tornato dai Caraibi Montaldi rivela ancor di più di essere un valore aggiunto per un’Olympic che ha bisogno del suo carattere, della sua esuberanza, della sua voglia di vincere. Contro il Moviola non segna ma l’assist che taglia campo e difesa avversaria raggiungendo Formiconi vale il prezzo di un biglietto per un derby che i gialloblù non vincevano da due stagioni e mezza.

7.BISOGNO: 6+
Due mesi esatti dall’ultima partita di Bisogno con l’Olympic, poi il prestito allo Slow Bar, i preparativi per il matrimonio, il viaggio di nozze ai Caraibi e la proposta di naturalizzazione da parte della federazione calcistica delle isole Turks & Caicos. Sessanta giorni che sembrano una vita intera e in cui l’Olympic si era abituata a giocare senza quella maglia numero 7 divenuta un simbolo in questi ultimi cinque anni della sua storia. E poi il rientro, Gianluca che si posizione sulla fascia destra, che sbaglia un gol per precipitazione, che aiuta tantissimo in difesa, che non molla mai l’uomo e infine un gol che sblocca la partita, che da all’Olympic una gioia che mancava da due intere partite.
Tutto è tornato come prima!

13.SORCI: 6
Questo giocatore ci fa impazzire. Sbaglia sempre qualche passaggio di troppo ma nessuno degli avversari che gli ha rubato o intercettato il pallone può dire di averlo superato, di esserselo lasciato alle spalle perché Dario non molla mai e pone sempre rimedio ai suoi errori. E’ entrato alla perfezione nei meccanismi difensivi della squadra e adesso aspettiamo quel gol che non ha trovato nelle precedenti quattro presenze in gialloblù. Ieri ci è andato vicino ma il portiere gli ha fatto una gran parata. Presto, ne siamo sicuri, ci sarà gloria anche per lui.

5.DI MICHELE: 7
Lo avevamo visionato durante la Challenge Cup II quando giocava nelle file dello Slow Bar e il 10 giugno scorso c’era stato il suo esordio nell’amichevole contro i Tamarri. Avevamo fiducia in questo giocatore ma quello che ci ha dato ieri sera ha superato ogni aspettativa. Nel primo tempo ha giocato sulla fascia sinistra dando una mano a Formiconi e trovando il tempo giusto per l’assist a Bisogno in occasione dell’1 a 0 gialloblù. Nella ripresa invece si è scatenato sulla fascia destra con compiti più offensivi e la sua doppietta ha fatto impazzire una curva già innamorata di lui. Ci ricorda lo Stefano Tagliaferri di dieci anni fa perché salta l’uomo con facilità e spesso lo fa con il solo aiuto delle lunghe leve e adesso sogniamo di vederlo decisivo per la qualificazione in semifinale e già fantastichiamo sulla coppia d’attacco Caserta/Di Michele.

10.FANTINI: 6+
Gol importantissimo e non solo perché è valso il 2 a 0 a metà primo tempo e perché è stato il 118° della carriera di Andrea (una sola rete di distanza da Fabio Formica fermo a quota 119). La sua rete è stata liberatoria per lui e anche per i compagni di squadra che negli ultimi tempi lo hanno visto infastidito dall’infortunio subito il 6 maggio scorso e che da quel giorno limita i suoi movimenti pregiudicando le sue prestazioni. Il povero portiere del Moviola non si è visto scaraventare contro solo un tiro potentissimo e indirizzato sotto il sette ma anche tutta la frustrazione, la rabbia, la tensione di un giocatore ma anche tutta la sua voglia di tornare ai propri livelli, la sua determinazione e con la sua quella dei compagni di squadra che hanno esultato con lui.

Olympic 2000 – White House 0-1

MARTEDI’ 28 GIUGNO 2011, ORE 22.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 711
EUROPA LEAGUE CLAUSURA, GIRONE A, I GIORNATA
WHITE HOUSE Vs. OLYMPIC 2000
1-0 (0-0)

MARCATORI:
nessun marcatore

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO PERRONE

La seconda Europa League stagionale è cominciata per l’Olympic con un buona prestazione che purtroppo non è servita a portare a casa tre punti che sarebbero stati fondamentali per la rincorsa alle semifinali.
I gialloblù sono riusciti nell’impresa di perdere contro il White House con il punteggio di 1 a 0 proprio come era successo la settimana scorsa contro il Bi Trattoria nell’ultima giornata della prima fase.
L’Olympic, considerando anche la finale di Challenge Cup, ha subito due soli gol in centocinquanta minuti e rotti di gioco eppure ha portato a casa una sola vittoria, quella con il Centro che è valsa la coppa.
Da un lato non possiamo che essere soddisfatti del rendimento difensivo della nostra squadra che in queste ultime settimane ha mostrato una solidità del reparto arretrato di alto livello. Purtroppo però è mancato qualcosa in attacco, o meglio nel gioco offensivo. E questo è uno sport in cui vince chi la butta dentro almeno una volta in più dell’avversario.
Dicevamo del gioco dell’Olympic: la squadra dopo il crollo quasi verticale post vittoria in Europa League Apertura si è ripresa alla grande. A prescindere da chi scenda in campo le ultime prestazioni dell’Olympic sono state tutte caratterizzate da una buona circolazione della palla, da buoni movimenti in tutti i reparti e da una grinta e una determinazione che per vari motivi era mancata in primavera.
Assodato questo dobbiamo notare che il nostro attacco è totalmente sterile ma il discorso non si può restringere alle responsabilità dei nostri attaccanti ma più in generale al gioco d’attacco che da anni è il nostro punto dolente.
Questo primo impegno di Europa League contro il White House era da considerare subito decisivo in quanto il Moviola nella prima giornata aveva battuto il Fox River e lo aveva fatto grazie al nuovo acquisto Ugolotti, uno che da anni fa la differenza e che nella prossima giornata renderà le cose difficili ad un’Olympic che probabilmente, senza di lui, avrebbe banchettato con facilità sui resti di un Moviola in disarmo.
In fase di convocazioni quindi si era proceduto a cercare di schierare la formazione migliore con Perrone in porta, Rencricca, Formiconi e Santolamazza in difesa, Montaldi, Fantini e Sorci in avanti.
L’Olympic partiva bene e per tutto il primo rischiava pochissimo al cospetto di un White House che provava unicamente la soluzione da fuori area. I gialloblù non producevano moltissime azioni da gol ma in due occasioni ravvicinate Montaldi colpiva per due volte il palo a portiere battuto strappando l’urlo in gola ai tantissimi tifosi in tribuna.
Nel secondo tempo i bianco verdi hanno però cominciato ad avvicinarsi con costanza alla nostra porta e il graduale ma inarrestabile calo fisico della nostra guardia ha fatto si che via via con il passare dei minuti aumentassero i contropiedi e le azioni pericolose degli avversari. Per i secondi venticinque minuti di gioco Perrone si è erto a salvatore della patria compiendo tante parate decisive e in almeno tre occasioni il capitano è stato miracoloso deviando con riflessi felini tiri che sembravano inesorabilmente destinati a gonfiare la rete.
A due minuti dalla fine però il White House è riuscito a bucare la resistenza gialloblù e Rencricca e compagni a quel punto si sono trovati con un solo minuto da giocare e non sono riusciti a raddrizzare un gara che pensavano navigasse verso un tranquillo pareggio che sarebbe servito a poco ma almeno non avrebbe dato un vantaggio ai nostri avversari nella corsa alla fase successiva.
E ora ci troviamo di fronte ad un bivio. La settimana prossima o battiamo il Moviola o altrimenti la nostra stagione è finita. Serviranno le stesse qualità morali mostrate in queste ultime tre gare ma servirà anche qualcosa in più. Gol soprattutto. Siamo però sicuri che i nostri giocatori faranno di tutto per far si che questa splendida stagione non finisca tra soli sette giorni!

NOTE
CLIMA Serata ventilata
SPETTATORI circa 30
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise CHAMPIONS 2008

PAGELLE

1.PERRONE: 7.5 cap.
Che finale di stagione. Due miracoli tra tantissime parate: una di piede d’istinto e un’altra in tuffo su un tiro a incrociare. Peccato per il gol subito all’ultimo minuto, l’aveva anche sfiorata con le dita.

4.RENCRICCA A. : 6-
Nel primo tempo lascia un po’ troppo spazio a Emiliano Branchi ma non ci sono conseguenze negative. Nella ripresa brucia un paio di buone occasioni per segnare optando per la soluzione personale invece che per il passaggio. Buona finale di annata anche per lui comunque.

8.FORMICONI: 6
Che peccato che salti speso l’uomo sulla fascia senza però avere poi i mezzi o la prontezza per trovare il passaggio finale per il compagno: siamo sicuri che altrimenti sarebbe un’ala con i fiocchi.

6.SANTOLAMAZZA: 6+
Decisamente in forma, peccato che sia arrivato solo ora, a giugno, ad avere questa eccezionale reattività che gli ha permesso di arpionare decine di palloni e di fermare attaccanti più veloci, giovani e scattanti di lui che lo puntavano sicuri di passarlo con facilità.

19.MONTALDI: 5.5
Meglio nel primo tempo quando con due tiri dal limite sfiora un gol che avrebbe cambiato la partita radicalmente. Nel secondo tempo non sbaglia niente ma in avanti il suo gioco è sterile.

16.SORCI: 5.5
Seconda presenza consecutiva dopo l’esordio stagionale contro il Bi Trattoria. Anche per lui stesso discorso: buoni movimenti dietro, precisione nei passaggi, nessun errore grave ma alla fine lì davanti avrebbe dovuto e potuto fare qualcosa in più.

10.FANTINI: 5.5
Un gol l’ha fatto e ha fatto impazzire la curva, purtroppo l’arbitro aveva già fermato il gioco per un fallo, giustamente. Riceve pochi palloni e sfrutta male quelli ricevuti. Gli avversari non hanno difficoltà ad arginarlo.

Olympic A – Olympic B 9-7

GIOVEDI’ 23 GIUGNO 2011, ORE 21.45
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 28
STAGE INTERNO
OLYMPIC A Vs. OLYMPIC B
9-7 (6-2)

MARCATORI OLYMPIC A:
3 MONTALDI
2 SANTOLAMAZZA
2 SCOLLO
2 TARALLO

MARCATORI OLYMPIC B:
3 IONCOLI
2 FORMICONI
1 FANTINI
1 TERENZI

Mentre sui campi adiacenti alcune squadre del Torneo di Clausura si stavano giocando gli ultimi due posti disponibili per accedere alla Champions League l’Olympic scendeva in campo ad un orario da calcio spagnolo per uno stage interno.
Le finalità erano le solite, tenersi in allenamento (la fine della Challenge Cup II ha chiuso la serie di doppi impegni ufficiali settimanali) e prepararsi al meglio per l’esordio in Europa League.
Purtroppo gli assenti tra i titolari erano molti infatti mancavano Rencricca, Sforza, Fabio Tagliaferri, Guarino e altri elementi che al momento gravitano nell’orbita gialloblù così la società è stata costretta a convocare ben quattro elementi all’esordio assoluto nel nostro mondo e su alcuni si potranno fare eventualmente anche ragionamenti di mercato per prestiti simili a quello che in questa stagione hanno portato Montaldi nell’Olympic.
La serata è stata molto rilassante, ci voleva proprio una partita come questa con tante risate per spezzare un po’ il ritmo asfissiante delle gare ufficiali e siamo sicuri che la squadra trarrà benefici psicologici da questa sgambata.
E poi c’è stato il rientro dopo tredici mesi di assenza di Stefano Tagliaferri che con il tutore ad entrambe le ginocchia ha ricominciato a correre, piano, e a calciare il pallone con una certa disinvoltura.
La partita è stata come al solito combattuta con un primo tempo in cui ‘Olympic A ha dominato e una ripresa in cui la formazione B è arrivata vicinissima alla piena rimonta.
Tra i tredici elementi in campo quelli che scenderanno in campo in Europa League ci hanno fatto una buona impressione soprattutto sul piano fisico. L’Europa League è ormai vicina e abbiamo visto che il nostro girone non sarà di una difficoltà trascendentale. La semifinale sarà l’obiettivo minimo e poi chissà, ci vorranno due partite perfette nella fase a ad eliminazione, perfette come lo furono quelle dell’Europa League invernale quando l’Olympic stracciò letteralmente Moviola e Autoricambi Bernocchi.
La squadra è in crescita, lo spirito c’è, speriamo solo che i giocatori si facciano trovare al momento giusto.

CLIMA Serata afosa
SPETTATORI circa 10
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 35 minuti da squadre composte da sei elementi
MAGLIA Olympic A in campo con le divise CHAMPIONS 2008, Olympic B in campo con divise GOLD 2010

PAGELLE

OLYMPIC A

PERRONE: 7-
Forma strepitosa in questo afoso finale di stagione. Si rilassa solo nel finale dopo aver fatto tante parate, soprattutto in uscita bassa.

SANTOLAMAZZA: 6.5 cap.
Quattro partite in venti giorni e si vede. Benissimo in difesa e anche in attacco dove segna una doppietta. Il primo gol poi è da trequartista brasiliano, salta due uomini in dribbling e brucia il portiere incrociando il tiro.

ATTILI: 6.5
Il difensore dei Marines ed ex Real Acilia a noi piace parecchio. Non sarà un giocatore dai piedi fatati ma sa il fatto suo, si fa rispettare e non molla mai, nemmeno all’ultimo minuto di uno stage che gioca per intero. L’anno prossimo lo si potrebbe prendere in prestito per un’eventuale Challenge Cup.

MONTALDI: 7+
Straripante! Adesso come adesso l’Olympic deve puntare su di lui per infrangere le difese delle squadre che ci troveremo di fronte in Europa League. Realizza una tripletta e si trova a meraviglia con Tarallo.

TARALLO: 6+
Guida l’Olympic A dalla cabina di regia con la solita perizia e segna una doppietta.

TAGLIAFERRI S. : 6+
Si era (ri)fatto male il 6 maggio 2010 e rientra dopo un anno, un mese e 17 giorni. La forma atletica è quella che è ma già possiamo dire che ci ha fatto un’impressione migliore di quella che ci fece nella stagione scorsa quando rientrò dal precedente infortunio. Si sistema in difesa, sulla fascia ed evita contrasti e azioni rischiose però non sbaglia un passaggio.

OLYMPIC B

GALINARI: 6
Prima esperienza nel mondo Olympic per il portiere dello Slow Bar. Qualche buona parata e qualche incertezze. Anche lui potrebbe tornare utile per rimpinguare la rosa gialloblù.

FORMICONI: 6
In queste partite anche lui si rilassa molto, tiene molto palla e non rischia scontri di gioco inutili. Segna una doppietta a Perrone che lo aveva sfidato.

TERENZI: 6
E anche l’ex capitano dei Tamarri fa il suo ingresso nel mondo gialloblù. Si piazza in difesa e da lì cerca di emulare l’esperto Tarallo. Ci si potrebbe lavorare.

IONCOLI. 6+
Che trattore, non si ferma mai e a volte sembra quasi un carro armato. Ci ha ricordato un po’ Valerio Ciuffa. Segna una tripletta e anche lui potrebbe tornare buono per una Challenge Cup o per qualche amichevole.

TANI: 6
Serata di tentativi, tanti, di superare l’uomo e creare superiorità numerica. Ci riesce in poche occasioni ma da l’idea che potrebbe fare molto meglio se solo fosse supportato da una maggiore prestanza fisica. Segna un gol.

FANTINI: 6
Non è un mistero che il suo finale di stagione sia contraddistinto da un calo fisico a causa di problemi alla caviglia. Deve resistere ancora un po’ e poi si potrà finalmente riposare. A segno nella ripresa.

Olympic 2000 – Centro 3-0

VENERDI’ 17 GIUGNO 2011, ORE 21.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 709
OLYMPIC CHALLENGE CUP II, FINALE
OLYMPIC 2000 Vs. CENTRO
3-0 (0-0)

MARCATORI:
2 RENCRICCA A.
1 MONTALDI

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO ALESSANDRO RENCRICCA

Descrivere la perfezione è difficile non perché manchino le parole ma soprattutto perché in qualsiasi modo la si descriva si rischia sempre di sminuire quello che è successo. Noi ci proveremo ma sappiate che gli accadimenti che ieri hanno coinvolto l’Olympic vanno oltre qualsiasi descrizione.

La finale di Challenge Cup II era l’obiettivo minimo per un’Olympic che nella prima edizione era arrivata solo terza e che doveva provare a vincere un trofeo che la società aveva organizzato in casa. Di fronte c’era un Centro affamato di vittorie ed ebbro di entusiasmo. Questi ragazzi bianco rossi la cui media di età supera di poco i 20 anni, bravi, giovani, veloci, motivati e con un futuro luminoso davanti a se. Il Centro in questa stagione ha perso solo ai rigori la semifinale di Europa League e dopo aver vinto la prima edizione di Challenge Cup sta veleggiando tranquillamente verso una meritata qualificazione alla Champions League del Torneo di Clausura.
E l’Olympic? I gialloblù hanno cominciato la stagione in sordina e hanno trionfato nell’Europa League di Apertura ma subito dopo hanno dovuto fare i conti con un rinnovamento quasi totale della formazione base a causa di infortuni eccellenti come quello di Caserta e quello di Fantini e del’assenza di Bisogno prima impegnato per i preparativi per il matrimonio e ora lontano, negli Stati Uniti, per il viaggio di nozze.
Anche questa Challenge Cup è stata difficile anche se è cominciata bene con un girone di andata molto buono seguito però da un girone di ritorno con un paio di sconfitte.
Poi c’è stata la semifinale in cui l’Olympic è dovuta ricorrere a ingenti forse esterne per superare lo scoglio Tamarri e infine questa finale, preparata da due settimane con l’innesto a tempo pieno del nuovo acquisto Celestini che però all’ultimo minuto deludeva compagni, società e tifosi con un forfait davvero discutibile.
Con Perrone, Rencricca, Formiconi, Montaldi, Fantini e Tagliaferri già convocati era Santolamazza l’elemento designato a sostituire Celestini.
Con tanti dubbi, tante paure, l’Olympic arrivava quindi al Madonnetta Park con questa formazione ma erano sgradevoli sensazioni destinate a sparire presto perché l’impatto con il muro di entusiasmo tirato su dai tifosi gialloblù ha avuto un incredibile effetto positivo sulla squadra.
Tutti, ma proprio tutti i giocatori dell’Olympic al fischio d’inizio avevano gli occhi della tigre che ardevano di passione e amore per questa squadra e il cuore batteva forte all’unisono, come un unico grande organo condiviso tra campo e curva.
I primi minuti di gioco sono stati difficili per il nostro quintetto perché i nostri, schierati a quadrato, faticavano a trovare misure e distanze nelle marcature dei giocatori avversari disposti invece a rombo. Si è rischiato qualcosa a livello di giocatori lasciati liberi in area, di passaggi non intercettati in zone pericolose della nostra trequarti ma poi le cose sono cambiate.
Queste sono cose insondabili, diciamo incomprensibili e inspiegabili se non attraverso l’aiuto di quei miracoli sportivi che a volte accadono. L’Olympic ha cominciato a mettersi bene in campo, ma davvero bene perché gli avversari non hanno più trovato sbocchi trovando le vie centrali e quelle laterali presidiate alla perfezione. A quel punto l’Olympic subiva tiri solo su punizione o dalla distanza e di rimessa ha potuto fare il suo gioco tradizionale.
Addirittura i gialloblù hanno sfiorato il gol a fine primo tempo con un gran inserimento di Santolamazza che sfruttando un suggerimento di Formiconi si è presentato tutto solo davanti al portiere sul quale però ha calciato non trovando la precisione.
Poco importa: l’Olympic andava al riposo con la convinzione e la consapevolezza di esserci e giocarsela.

Il dubbio che aleggiava adesso era quello di non poter reggere a questi ritmi anche nella seconda frazione al cospetto di ragazzi tanto giovani e atleticamente avanti di una vita rispetto ai nostri pur meravigliosi ultra trentenni.

Ma i minuti anche nel secondo tempo passavano e le cose non cambiavano. Il Centro non trovava sbocchi, l’Olympic difendeva, ripartiva, sfiorava il gol con Fantini che colpiva il palo e Montaldi che in acrobazia scheggiava la traversa.
E poi l’urlo della curva dell’Olympic al gol dell’1 a 0, meraviglioso, liberatorio dopo tanti minuti con il fiato sospeso.
Il nostro pressing perfetto, uomo su uomo portava i suoi frutti quando Rencricca anticipava netto un avversario nel cerchio di centrocampo, faceva qualche passo e batteva Zinno con un tiro rasoterra. L’esultanza era contenuta, un po’ meno invece lo era quella del gol del 2 a 0 quando mancavano ormai cinque minuti alla fine.
Ennesima palla rubata a centrocampo, la sfera tra i piedi di Tagliaferri che in mezzo a due difensori riusciva a servire Montaldi che con un tiro forte e angolato regalava il doppio vantaggio all’Olympic.
Ora nessuno voleva dirlo e ammetterlo ma l’Olympic era vicina al successo. Mancavano, dicevamo, cinque minuti e il Centro sostituiva il proprio portiere con il giocatore bianco rosso di maggior talento, Aronni, che indossava i guanti e diventava così a tutti gli effetti il sesto giocatore di movimento della squadra.
L’Olympic soffriva in parte questa mossa perché a quel punto un avversario si trovava sempre senza marcatura ma la nostra difesa reggeva colpo su colpo e quando è stato il momento giusto Rencricca è riuscito a trovare con un tiro dalla nostra metà campo un pallonetto che ha trovato la porta avversaria totalmente sguarnita.
3 a 0, tripudio, abbracci. Il fischio finale ha scatenato la festa dei giocatori e l’invasione di campo dei tifosi.
Scene mai viste, forse nemmeno nei festeggiamenti dopo la vittoria in Europa League di due mesi fa. Uno spettacolo perché chi ama questa squadra, una vittoria che vale doppio perché ottenuta con il cuore e con la formazione che più di tutte poteva metterlo questo cuore. Una squadra che già è stata chiamata come quella dei “Duri e Puri”.

Il terzo tempo al pub O’Connell è stato un appuntamento che solo i giocatori e i tifosi più vicini alla squadra hanno potuto vivere ma ci sono testimoni che raccontano di scene di inenarrabile gioia.
Ancora una volta dobbiamo e dovete essere orgogliosi di fare parte di questo mondo chiamato Olympic 2000.

NOTE
CLIMA Serata ventilata
SPETTATORI circa 30
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise CHAMPIONS 2008

PAGELLE

1.PERRONE: 7.5 cap.
Di solito le imprese dell’Olympic portano la sua firma ma stavolta la squadra è così perfetta e solida che lui deve solo intervenire in situazioni di ordinaria amministrazione. La deviazione in angolo a mano aperta sulla punizione che il Centro calcia nel primo tempo però vale il voto in pagella.

11.RENCRICCA A. : 8
Prestazione sontuosa, praticamente perfetta della Pigna d’Oro 2010. Quasi certamente dovrà cedere ad altri il suo scettro di miglior giocatore dell’anno ma possiamo dire che con questa partita consegna agli annali un’altra perla della sua carriera. Dietro gioca benissimo come da tempo non succedeva a questi livelli e la doppietta che porta l’Olympic in cima al podio è roba che i bambini ricorderanno da adulti.

8.FORMICONI: 7.5
Uno con la sua grinta, la sua determinazione e la sua concentrazione con questi ragazzi è andato a nozze. Ha distribuito con equità sane randellate a ogni avversario.

6.SANTOLAMAZZA: 7
Inserito nella lista dei convocati all’ultimo momento e protagonista assoluto di una partita memorabile, sono cose che accadono solo nel calcio, nel bel calcio. Se avesse segnato il gol dell’1 a 0 adesso staremmo a parlare di una proposta di santificazione.

19.MONTALDI: 7.5
In settimana gli avevamo chiesto di essere un martello pneumatico sulla fascia, nell’imminente vigilia gli avevamo chiesto inconsciamente di fare ancora di più a causa del forfait di Celestini e lui ha risposto positivamente alla fiducia e alle aspettative. Mai un centimetro mollato all’avversario, mai un pallone perso, mai una posizione ceduta. E poi, signore e signori, ha segnato un gol che è valsa una coppa. Grande acquisto ormai totalmente integrato fuori e dentro il campo.

7.FANTINI: 7
In certi frangenti è sembrato combattere da solo contro quattro difensori e ha percorso chilometri, spesso invano perché la palla non arrivava e gli spazi non si trovavano. Ma alla fine della fiera è stato spesso lui a scovare e ad aprire spazi ai compagni con costanza e abnegazione. Ormai la sua foto nella Hall of Fame dell’Olympic non la toglie più nessuno.

10.TAGLIAFERRI F. : 7+
La sua migliore prestazione stagionale e forse delle ultime tre stagioni. Concentrato non perde mai l’uomo, asfissia e annebbia le idee del portatore di palla del Centro e lo fa per tutti i minuti e i secondi in cui è impiegato. Un commento appropriato lo merita l’assist che è valso il gol del 2 a 0, una magia creata in mezzo a due increduli difensori e che rappresenta un bel pezzetto di quella splendida coppa blu che fa già bella mostra di se nella folta bacheca della squadra.

Olympic 2000 – Caffè Latte 3-6

MARTEDI’ 7 GIUGNO 2011, ORE 20.10
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 706
TORNEO CLAUSURA, GIRONE A, V GIORNATA
CAFFE’ LATTE Vs. OLYMPIC 2000
6-3 (3-1)

MARCATORI:
2 MONTALDI
1 AUTORETE

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO PERRONE

La prima vittoria nel Torneo di Clausura resta un sogno anche dopo la quinta e penultima giornata della prima fase. La sconfitta era preventivata e messa ampiamente in conto già dalla stesura dei calendari perché sapevamo che i nostri avversari durante la stagione invernale avevano preso parte al Campionato di Serie D ma l’Olympic non è squadra da scendere in campo con questi calcoli nella testa e ne è chiara prova la partita della scorsa stagione contro il Tony Rocky Horror quando i gialloblù strapparono un pareggio meritato ad una squadra dello stesso cabotaggio.
Quindi, ancora una volta, la differenza l’ha fatta la forma dell’Olympic e le tante assenze, elementi su cui però la squadra ha cominciato a non contare più come attenuanti perché giustamente infortuni e indisponibilità sono imprevisti con le quali ogni squadra deve prima fare i conti in una stagione.
L’Olympic con maturità ha quindi giocato la sua partita e ha messo in difficoltà un avversario che ha cominciato la partita sottovalutando i gialloblù e che alla fine è dovuta correre ai ripari per non concedere un pareggio che i nostri avrebbero meritato per l’impegno che hanno profuso nel cercare un gioco e migliorare la propria condizione attuale in vista di un finale di stagione che potrebbe riservare delle sorprese.
La formazione con la quale l’Olympic è scesa in campo era più o meno la solita di questo periodo con Perrone tra i pali, Rencricca e Formiconi in difesa e in avanti Montaldi, Fantini e Tarallo.
Per tutti e cinquanta i minuti la superiorità del Caffè Latte è stata evidente: la squadra si trovava a memoria e l’organizzazione di gioco era di un livello superiore di quella della quasi totalità delle altre squadre partecipanti al torneo.
Il vantaggio avversario è stato praticamente immediato ma dopo lo 0 a 1 l’Olympic ha giocato con serenità e tranquillità e le occasioni da rete non si sono fatte attendere. Il pareggio arrivava su un tiro di Rencricca deviato in rete da un difensore mentre poco dopo Fantini e Tarallo fallivano il raddoppio da buona posizione. Il Caffè Latte segnava due reti prima dell’intervallo sfruttando errori del nostro centrocampo ma dopo venticinque minuti di gioco la differenza di categoria tra le due formazioni non era affatto evidente.
A inizio ripresa il Caffè Latte realizzava anche la quarta rete ma una doppietta di Montaldi, spettacolare il primo gol, faceva innervosire gli avversari che a quel punto chiedevano il time out per riorganizzarsi e studiare le mosse per avere la meglio su un’Olympic che mostrava un buon calcio.
La tradizionale incapacità dei nostri attaccanti di segnare reti apparentemente semplici in momenti clou dell’incontro è stata poi decisiva a tre quarti ripresa quando Tarallo sbagliava una rete da pochi passi e Formiconi colpiva un palo esterno.
Dopo questi due episodi il Caffè Latte trovava fortuitamente la rete del 5 a 3 e alcune straordinarie parate di Perrone non servivano a tenere in gara l’Olympic che nel recupero subiva anche il sesto gol.
A noi però questa Olympic senza vittorie in queste cinque partite piace per l’impegno, piace perché sta migliorando, lentamente ma costantemente e ci piace perché sta concretamente preparando una Europa League da protagonista. Sarà una coppa sicuramente inferiore alla Champions ma ci saranno almeno due top team e noi tutti speriamo che ci sarà da divertirsi.

NOTE
CLIMA Serata fresca
SPETTATORI circa 5
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise CAHMPIONS 2008

PAGELLE

1.PERRONE: 7 cap.
Peccato che le sue parate non abbiano portato punti, se lo sarebbe meritato. Nel secondo tempo compie un intervento impossibile da terra che strappa applausi in tutto lo stadio.

4.RENCRICCA A. : 6.5
Gran bella partita. E’ il Rencricca che vogliamo e che servirà in Europa League per vincerla. Tostissimo in difesa e fine accarezzatore e movimentatore di palloni a centrocampo. Provoca l’1 a 1 gialloblù con un tiro che un difensore avversario devia alle spalle del proprio portiere.

8.FORMICONI: 6+
Prestazione caparbia e gladiatoria in cui fa vedere spesso i tacchetti agli avversari. Si becca un cartellino che lo manda in diffida. Proprio come Rencricca …

19.MONTALDI: 6.5
Forse la sua migliore prestazione nel Torneo di Clausura. Interpreta bene il ruolo di esterno destro e segna una doppietta che per un certo periodo ha illuso i tifosi. Prima dribbla tutta la difesa avversaria, portiere compreso, e segna una rete modello Falcao nei Mondiali ’82 e poi salta sopra le nuvole schiacciando di testa un cross dalla difesa di Formiconi. Ora come ora in attacco è indispensabile per l’Olympic.

16.TARALLO: 6-
Cinquanta minuti di minuscole perle o se volte di piccole lampadine che si accendono senza però illuminare mai del tutto la scena. Il voto risente dei due gol sbagliati da pochi passi e dell’errore sul terzo gol avversario.

7.FANTINI: 6
Ancora lontano dal Fantini che conosciamo perché si rende pericoloso solo un paio di volte e senza successo però questa volta sente poco dolore alla gamba e i suoi progressi, anche piccoli, sono incoraggianti.

Olympic 2000 – Autoricambi Bernocchi 4-10

MARTEDI’ 31 MAGGIO 2011, ORE 21
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 704
TORNEO CLAUSURA, GIRONE A, IV GIORNATA
AUTORICAMBI BERNOCCHI Vs. OLYMPIC 2000
10-4 (3-1)

MARCATORI:
1 FANTINI
1 FORMICONI
1 RENCRICCA A.
1 TANI

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO SIMONE MONTALDI

Dopo le otto sberle prese quindici giorni fa contro la New Team l’Olympic ne becca altri dieci dagli Autoricambi Bernocchi e viene risucchiata nel fondo classifica del girone A con il bottino di quel misero punticino guadagnato nella seconda giornata contro il White House.
La vittoria di venerdì scorso contro lo Slow Bar ci aveva un po’ illuso perché avevamo rivisto in campo Fantini e avevamo la prospettiva di recuperare Mimmo Caserta invece ieri sera abbiamo dovuto fare i conti con la realtà dei fatti che ci ha messo davanti un Fantini con poca autonomia e un Caserta che al primo scatto ha dovuto gettare la spugna per il riacutizzarsi dell’infortunio all’inguine.
Sono bastati quaranta giorni per rovesciare le cose, il 20 aprile con una prestazione praticamente perfetta spazzavamo via gli Autoricambi e alzavamo l’Europa League. Oggi troviamo una squadra gialloblù che perde pezzi e che, rispetto alle altre formazioni del nostro raggruppamento, è in evidente carenza di condizione fisica.
La prova di questa affermazione è stato il buon primo tempo giocato dai nostri: la squadra ha commesso degli errori che hanno permesso agli avversari di segnare tre gol ma il pareggio su punizione di Rencricca e soprattutto un clamoroso incrocio dei pali colpito da Tani sullo 0 a 0 evidenziavano come l’Olympic fosse pienamente in partita.
Le prime avvisaglie di un crollo gialloblù si sono avute al ventesimo del primo tempo: i giallo neri avversari chiedevano il time out sul 2 a 1 per loro e alla ripresa dei giochi realizzavano il terzo gol approfittando della confusione della nostra squadra.
Il quarto gol, arrivato su autorete di Formiconi a inizio ripresa, ha poi spianato la strada ai nostri avversari che subito dopo il 4 a 2 segnato da Formiconi hanno cominciato a trovare praterie di fronte a loro.
La gara è finita sul 6 a 2 per Cascone e compagni, a metà frazione, poi l’Olympic ha dovuto cominciare ad attaccare a testa bassa ignorando la parte difensiva e lì si è consumato il tracollo dell’Olympic che ha chiuso con dieci reti al passivo, almeno cinque pali colpiti dagli Autoricambi e ben quattro ammoniti sul taccuino dell’arbitro tra cui Rencricca che è passato in diffida e che al prossimo cartellino verrà squalificato.
La qualificazione in Champions League è ormai lontana anni luce mentre quella in Europa League, resa certa dal regolamento del torneo, pone quesiti inquietanti sul futuro di una squadra che se non riacquista smalto per il finale di stagione non sarà in grado di onorare l’impegno.
E poi c’è la semifinale di Challenge Cup II alle porte con tanti assenti e un pronostico incertissimo. I tifosi apprezzano il fatto che i giocatori ci mettono il cuore ma purtroppo, ora come ora, questa grande dote non basta a vincere le partite.

NOTE
CLIMA Serata fresca
SPETTATORI circa 20
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE. 5.5 cap.
Al decimo gol subito un’ombra cala anche sul viso del capitano. Su un paio avrebbe potuto fare di più.

4.RENCRICCA A. : 5+
Prestazione paradossale perché ci mette l’anima, la grinta, il furore e segna un gol bellissimo su calcio di punizione. Paradossale perché in mezzo a questo ben di dio compie isolati ma evidenti errori difensivi che risultano decisivi. Ammonito, entra in diffida.

8.FORMICONI: 5.5
E’ il giocatore più in forma della squadra ma finisce per essere travolto dallo strapotere avversario. Segna un gol e viene ammonito anche lui.

9.MONTALDI: 5.5
Tanto movimento ma in questa situazione finisce per predicare nel deserto.

11.TANI: 5.5
Ah se quel meraviglioso tiro sullo 0 a 0 fosse entrato in rete invece che sbattere sulla traversa, chissà come e se sarebbe cambiata la partita. Ottimo rientro dopo un mese e mezzo perché abbiamo visto il Tani che nello Slow Bar acquista continuità e carisma e non molla una palla nemmeno se appena perduta. Realizza nella ripresa il suo sesto sol stagionale su 16 presenze e subisce la prima ammonizione in 68 partite in gialloblù.

19.CASERTA: s.v.
Una maledizione è scesa sul nostro campioncino: aveva già provato il rientro il 13 maggio salvo decidere di non proseguire dopo aver avvertito una fitta e ieri illusione di un recupero totale dall’infortunio è durata ancora meno. La società, i tifosi e soprattutto lui devono avere pazienza, dovesse anche tornare nella prossima stagione il Mimmo Maravilla non può rischiare di peggiorare la sua condizione.

10.FANTINI: 5
Il suo recupero è meno complicato di quello di Caserta perché l’infortunio appare meno serio ma il fisico di Andrea non è facile da rimettere in piena condizione. Comincia bene, benissimo poi subisce un calo fisico verticale. Anche per lui si alza il cartellino giallo ma si consola parzialmente con l’ennesima rete stagionale.

Olympic 2000 – Slow Bar United 7-2

VENERDI’ 27 MAGGIO 2011, ORE 21
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 703
OLYMPIC CHALLENGE CUP II, PRIMA FASE, VI GIORNATA
OLYMPIC 2000 Vs. SLOW BAR UNITED F.C.
7-2 (4-1)

MARCATORI:
2 CARISSIMI
2 TARALLO
1 FANTINI
1 FORMICONI
1 MONTALDI

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO FORMICONI

L’Olympic vince nettamente il derby di Challenge Cup contro lo Slow Bar e torna alla vittoria dopo sei partite visto che una partita da tre punti mancava ormai dal 28 aprile quando i gialloblù si imposero ancora su Tani e compagni nella gara di andata.
E’ stata una partita cominciata in salita per l’Olympic e terminata con una ripida discesa una volta che i gialloblù sono riusciti a rovesciare l’iniziale svantaggio causato da un’autorete di Rencricca. Ma soprattutto è stata una partita che speriamo rappresenti un’inversione di tendenza per l’Olympic che dopo la finale di Europa League aveva avuto un grande calo dovuto soprattutto allo scadimento di forma di alcuni giocatori e ad un paio di infortuni eccellenti.
Per quest’ultima tornata della prima fase di Challenge Cup erano assenti Fabio Tagliaferri, Alessandro Santolamazza, Daniele Rossi, Domenico Caserta e Francesco Sforza. Rientrava in squadra Andrea Fantini (a mezzo servizio dopo l’infortunio) mentre era un piccolo grande evento il ritorno di Andrea Carissimi a tre anni esatti dall’ultima partita con la maglia gialloblù.
Non c’erano grosse velleità di classifica legate a questa partita in quanto gli accoppiamenti delle semifinali erano già decisi dalla giornata precedente, rimanevano quindi solo i motivi campanilistici a ravvivare la vigilia di questo incontro che per l’Olympic però assumeva significati ulteriori collegati al periodo non felice della squadra.
Il tunnel buio in cui l’Olympic si era infilata un mese fa sembrava proseguire ancora per qualche chilometro quando su un calcio d’angolo innocuo Rencricca deviava la sfera alle spalle di Perrone causando il vantaggio degli avversari e, poco dopo, il palo colpito da Scollo e un piccolo incidente occorso a Carissimi non facevano che confermare questa sensazione.
Nonostante queste brutte avvisaglie l’Olympic è riuscita a risollevarsi con il gioco, puntando tutti sulle giocate di prima e sui rapidi scambi. Fantini benediceva il suo rientro con un gol da bomber d’area, Carissimi raddoppiava mentre Formiconi ingannava Guarino con un cross sbagliato che si infilava sotto la traversa.
A fine primo tempo i gialloblù conducevano 4 a 1 potendosi così concedere una ripresa di amministrazione del vantaggio. Fantini preferiva non rischiare ulteriormente e chiudeva così la gara del suo rientro ma la squadra non accusava la sua assenza potendo contare su una vasta lista di alternative sia in difesa (Rencricca, Formiconi e Tarallo su alternavano con successo) sia in attacco dove Montaldi e Carissimi formavano un attacco molto ben assortito che potrebbe essere stato un ottimo esperimento di quello che in futuro potrebbe essere quello formato dallo stesso Montaldi (o Fantini) e da Caserta.
Finiva dunque 7 a 2 per l’Olympic che può quindi approcciarsi ai prossimi due impegni con un rinnovato ottimismo o comunque una situazione mentale migliore rispetto a quella di qualche giorno fa.
La quarta giornata del Torneo di Clausura contro l’Autoricambi Bernocchi e la semifinale di Challenge Cup contro i Tamarri saranno certamente impegni più difficili ma il ricostruirsi (seppur lentamente) di quel gruppo che poco più di un mese fa vinse l’Europa League porterà benefici certi ad una squadra che ultimamente si era un po’ smarrita.

NOTE
CLIMA Serata calda ma ventilata
SPETTATORI circa 15
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 6 cap.
Battuto solo da Rencricca nel primo tempo (autogol su calcio d’angolo) e da Binutti nella ripresa dopo la sfera aveva carambolato su buona parte dei giocatori in campo. Serata iniziata male e terminata senza grosse preoccupazioni anche grazie ad un paio di suoi interventi.

4.RENCRICCA A. : 6
Ottima partita in fase di impostazione meno in fase difensiva dove, oltre all’autorete, lascia spesso da soli i giocatori che vagano nella sua zona di pertinenza. Tra il 7 che si guadagna grazie ad un paio di assist (ora sono 19 in stagione) e il 5 per gli errori in difesa ottiene una sufficienza piena.

8.FORMICONI: 6.5
La sua rincorsa (in tutti i sensi visto che in campo non si ferma mai) alla Pigna d’Oro 2011 è ricominciata. Ieri sera altra prestazione in cui ha surclassato fisicamente e atleticamente qualsiasi avversario. Ha segnato anche un gol, casuale perché frutto di un cross errato, ma certamente bello perché scavalca Guarino con una parabola perfetta. E’ il quarto centro in sei gare di Challenge Cup II.

19.MONTALDI: 6+
Efficace a metà campo si conferma ottimo acquisto sia come terminale della manovra che come playmaker. Mai bottino fu più esplicativo del suo lavoro: un gol e un assist per Tarallo.

13.TARALLO: 6
Spesso attorniato da centrocampisti e difensori avversari trova spesso il modo di liberarsi egregiamente dalla sfera e creare situazioni interessanti per l’attacco gialloblù. La sua doppietta lo porta a quota a 165 gol in gare ufficiali dietro solo all’apparentemente inarrivabile Stefano Tagliaferri che guida la speciale classifica con 219 gol.

5.CARISSIMI: 6.5
Ai tifosi ha fatto tanto piacere rivedere la maglia numero 5 di Stefano Tagliaferri di nuovo in campo ma ha fatto ancora più piacere rivedere Andrea Carissimi vestire la maglia dell’Olympic a distanza di tre anni e un giorno esatti dall’ultima presenza. Sembra un gioco del destino quest’incredibile corrispondenza di date ma quel che conta è che il Principe non sembra aver mai lasciato la squadra. Si posizione sul fronte sinistro dell’attacco dell’Olympic, segna una doppietta, piazza un assist e fa capire quanto sia importante avere giocatori con i piedi buoni in campo.

10.FANTINI: 6
L’ariete gialloblù mancava dal 6 maggio scorso quando contro il Centro rimediò uno strano infortunio. Sembra recuperato, segna anche il gol del pareggio dell’Olympic, ma a fine primo tempo preferisce non forzare e abbandonare la contesa. La sua presenza è importante e non è decisamente il caso di rischiare una ricaduta in stile Caserta.