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Gli stranieri dell’Olympic: aggiornamento 2026

Buongiorno amici gialloblù e buon sabato. Quello che vedete qui sopra è un planisfero mondiale in cui abbiamo colorato solo le nazioni da cui l’Olympic, nei suoi quasi 37 anni di vita, ha pescato giocatori. Abbiamo parlato già di questo argomento ma è passato tanto tempo e in casa gialloblu sono passati nuovi giocatori provenienti da tutto il mondo.

In cima alla classifica troviamo tre mostri sacri della storia dell’Olympic ovvero l’italo inglese Alessandro Santolamazza, l’italo francese Fabio Formica e l’italo tedesco Alexander Ruggeri. Tutti e tre sono stranieri da parte di madre e tutti e tre hanno fatto cose incredibili nella loro carriera gialloblu. Basta aprire il sito dell’Olympic a caso in una partita d’epoca e troverete le loro gesta.

Dopo di loro c’è un giocatore che più nostalgico non si può e a cui siamo molto affezionati ovvero l’attaccante argentino Juan Esteban Brusco. Questo bomber dal sinistro magico e dalla classe sopraffina ricordava i grandi  attaccanti argentini come Caniggia, Batistuta o Crespo e quando l’Olympic giocava sul campo del Kristall fu decisivo più volte. Lo sapevate? Nell’estate del 2000 Juan conobbe quella che sarebbe diventata la sua futura moglie durante il Giubileo. Questa ragazza proveniva dalla Siberia e fin quando non si trasferí a Roma Juan la raggiungeva di tanto in tanto nel suo paese attraverso lunghissimi e complicatissimi viaggi con innumerevoli scali.

Con 12 presenze ciascuno troviamo due romeni dal ruolo molto differente ovvero Catalin Buca e Johan Sirbu. Il primo fu un attaccante un po’ numero 10 un po’ numero 9 che giocò la prima parte del primo torneo che l’Olympic giocò alla Madonnetta. La curiosità su di lui è legata al cognome infatti quando il giocatore poi proseguì la carriera con la formazione del Foto Dan ma i tabellini riportavano sempre il nome Catalin Novac anziché Buca. Il motivo non fu mai svelato. Sirbu invece era un portiere niente male che partecipò attivamente alle vittorie della Coppa Italia e della Coppa UEFA 2007/2008. Questo portiere non aveva nessuna dotazione sportiva e Perrone gli prestava tutto, dalla divisa ai guanti. Di lui abbiamo un ottimo ricordo.

A seguire troviamo il centravanti irlandese Edward Leva detto Teddy, il centrocampista romeno Christian Tudorascu (soprannominato Pikachu per via della statura) e il roccioso difensore Sergio Martini Sedan. Sergio proveniva dalla Colombia e ci raccontava di quanto fosse appassionato di soft drink come tutti gli abitanti della Colombia. Sergio, nelle sue otto presenze, non segnò nemmeno un gol.

Scorrendo la classifica presenze dei giocatori stranieri troviamo il difensore di madre polacca Dario Rizzuto soprannominato Er Cipolla di cui ricordiamo una capigliatura alla Leonardo Di Caprio in Titanic e l’ucraino Vlad Plaksin che però ha esordito nell’Olympic in questa stagione e la cui carriera gialloblu è ancora fresca.

Un giocatore tutto da raccontare è l’indiano Sunil Salvini che è ad oggi è l’unico asiatico della storia dell’Olympic. Si trattava di un attaccante brevilineo che disputò 4 presenze. La curiosità è che giocò queste quattro in un’unica serata allorquando l’Olympic disputò un mini torneo organizzato da Daniele Rossi che si disputò fino a tarda notte. Addirittura Sunil realizzò il gol del provvisorio vantaggio contro la corazzata Svezia che all’epoca era praticamente imbattibile.

Con 3 presenze troviamo invece il fantasista montenegrino Billo Begzic, giocatore tecnicamente folle e imprevedibile che era un idolo indiscusso presso l’oratorio di San Carlo da Sezze ad Acilia. Lo sapevate? Quando il giocatore si trasferí all’Olympic fu oggetto di contestazione e venne più volte offeso con cori razzisti durante le partite.

Passiamo ora a Hau Lucian Costinel, un centrocampista tecnico e imprevedibile, così imprevedibile una volta non si presentó nemmeno al campo senza avvisare e così terminò la sua carriera gialloblu. Ancora oggi si può intravedere la sua macchina sportiva gialla per le vie di Ostia, un auto dalla targa personalizzata con il suo nome, “HAU10”.

Chiudiamo con alcuni giocatori che hanno vestito la maglia dell’Olympic un’unica volta come il peruviano Carlos Alberto Acuna Toledo che la società visionò durante un’amichevole contro una selezione peruviana che detiene il record con partita con più reti della nostra storia. La partita terminò addirittura con il risultato di 32 a 23 per l’Olympic!!!

Oltre ai recenti giocatori egiziani Osama Darwish e Emanuele Alì Farag Alì hanno giocato una sola partita anche l’attaccante romeno Alexandrou Anton (in gol all’esordio nella mitica Challenge Cup 5), l’ala sinistra romena Florin Rosca (decisivo nella semifinale di Challenge Cup 2), il centravanti colombiano Andres Moreno, e due giocatori con cui chiudiamo questo articolo ovvero il difensore romeno Florin Dutta e il centrocampista ivoriano Seydou Traore.

Dutta fu protagonista di un curioso aneddoto: nella sua prima partita il presidente Perrone non era presente quindi fu Rencricca a prendere accordi con lui. Alla seconda apparizione Perrone gli propose quindi di giocare tutta la stagione nell’Olympic ma Dutta rifiutò categoricamente perché aveva già preso accordi con Rencricca non sapendo che i due facevano parte della stessa squadra.

Su Traoré invece le leggende sono molte: pare fosse lo studente di un’amica di Rencricca ma oggi, sempre “pare che” i due siano sposati con prole al seguito. Magia dei contatti tra Africa e Europa!

Per oggi è tutto, buon weekend!

Olympic 2000 – I Tamarri 5-3

VENERDI’ 3 GIUGNO 2011, ORE 20.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 705
OLYMPIC CHALLENGE CUP II, SEMIFINALE
OLYMPIC 2000 Vs. I TAMARRI
5-3 (2-1)

MARCATORI:
1 CELESTINI
1 FANTINI
1 FORMICONI
1 MONTALDI
1 ROSCA

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO ALESSANDRO CELESTINI

Una piccola luce si accende nella notte scura e nera in cui l’Olympic vaga da un po’ di tempo a questa parte. E’ una luce fioca ma costante rappresentata da una vittoria sofferta ma meritata in una partita che contava molto e che i gialloblù dovevano vincere dando prova di aver superato le proprie difficoltà magari non definitivamente ma anche solo per una notte e così è stato.
Alcune stagioni vivono di momenti, di episodi, anche si singole serate e questa può passare alla storia come una stagione in cui l’Olympic ha subito molte sconfitte, non ha brillato ma in cui ha saputo rinascere quando importava davvero. E’ andata così il 12 aprile quando in semifinale di Europa League abbiamo battuto il Moviola ed è andata così il 20 aprile quando abbiamo sconfitto gli Autoricambi Bernocchi con il carattere e alzato una coppa che è già storia. Ed è stato così anche ieri quando seppure incerottati, fuori forma e soffrendo dall’inizio alla fine ci siamo presi una finale contro i Tamarri che erano più in palla di noi e che volevano giocare l’ultimo atto della Challenge Cup II per avere la rivincita sul Centro che gli aveva soffiato la prima edizione del mini torneo.
Anche per questo incontro le convocazioni sono state difficoltose perché in tanti mancavano per infortunio, altri per motivi personali o professionali e la chiamata di altri non era auspicabile per scelta tecnica in quanto non attraversavano un buon momento di forma. Alla fine però l’Olympic si è presentata al Madonnetta Park con ben otto elementi di cui due all’esordio assoluto con la nostra squadra.
Il blocco storico che da agosto sta tirando avanti la carretta era rappresentato da Perrone, Rencricca, Formiconi e Fantini, Montaldi era inserito nella lista per la decima volta in pochissimo tempo mentre Santolamazza tornava in campo dopo quasi due mesi. I due esordienti invece erano il difensore Alessandro Celestini (consigliato alla società da Formiconi) e l’attaccante Florin Rosca che per una sera svestiva la maglia giallo nera degli Autoricambi Bernocchi e vestiva la casacca bianco e oro dell’Olympic.
Quando finalmente si cominciava l’Olympic passava in vantaggio al primo affondo con una penetrazione centrale di Montaldi e sembrava che tutto potesse filare liscio. Invece no perché i gialloblù hanno presto dovuto fare i conti con l’inserimento dei nuovi e i meccanismi che chiaramente non potevano essere perfettamente oliati. Il pareggio avversario era frutto proprio di un errore dell’esordiente Celestini che si lasciava superare da un lancio di Cattaneo su cui sviluppi Gabriele trovava il tiro vincente.
Nonostante questo episodio l’Olympic riusciva lo stesso a ritornare in vantaggio con Formiconi ed andare al riposo sul 2 a 1 ma la manovra era farraginosa e in attacco Fantini appariva lontanissimo dai suoi standard di qualche mese fa mentre Rosca, pur liberandosi spesso al tiro con i suoi dribbling, non trovava la conclusione vincente.
A inizio ripresa i Tamarri mettevano a segno un uno due che dava una forte scossa alla fondamenta della nostra squadra. Cattaneo beffava Santolamazza su calcio d’angolo e superava Perrone e poco dopo Sileoni segnava il gol del 2 a 3 ammutolendo lo stadio e facendo presagire un’altra serata grama per la nostra squadra.
Poi è successo qualcosa di bello, di non appariscente ma di estremamente potente.
L’Olympic non ha mai smesso di soffrire ma ha cominciato a farlo con consapevolezza e ha fatto di questa condizione l’elemento vincente per portare a casa il risultato. E’ uscito il carattere e perfino Celestini e Rosca hanno messo qualcosa di più a livello di cuore dimostrando di essere ottimi uomini prima che calciatori.
L’Olympic si è unita, si è ritrovata e ha trovato il pareggio proprio con Celestini appena subentrato ad un Rencricca esausto. L’acuto decisivo è arrivato a quattro minuti dal fischio finale grazie all’uomo che spesso decide le sorti dell’Olympic in queste partite, Andrea Fantini, che ha saputo ribadire in gol una palla velenosissima di Celestini che era finita sul palo.
E alla fine, nel recupero, la squadra ha trovato il gol della sicurezza: non si sa con quali forze Fantini ha rubato una palla a centrocampo e ha servito immediatamente Rosca che si è involato verso la porta avversaria tutto solo e ha scatenato il suo sinistro verso Bautista che si è tuffato e non ha potuto fare niente.
Gol e tutti a casa. Venerdì 17 giugno sarà finale contro il Centro. Abbiamo due settimane per preparare una serata perfetta che sarà tale se riusciremo ad alzare la seconda coppa stagionale.

NOTE
CLIMA Serata calda
SPETTATORI circa 20
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 6+ cap.
L’Olympic soffre ma è una sofferenza senza grandi rischi perché i Tamarri arrivano al tiro con scarsa frequenza rispetto a quanto potrebbero considerando la loro migliore condizione fisica. Il capitano effettua un paio di parate e passa il resto del tempo caricando i compagni spingendoli verso una vittoria che serviva come il pane.

4.RENCRICCA A. : 6
Ieri è stato evidente: Rencricca è stanco perché ha giocato 48 partite da agosto a oggi e quasi tutte per l’intera durata. Chiedergli in questo momento della stagione brillantezza e lucidità è inutile. Nel finale lascia il posto a Celestini e il cambio è decisivo per l’esito della partita.

8.FORMICONI: 6.5
Le partite sulle gambe di Formiconi invece sono 53 e su di lui pesano un po’ di meno anche se già da un po’ Fabrizio sta usando le energie di riserva. Segna un altro gol, il numero 25 in stagione, il quinto in sette gare di Challenge. Meriterebbe riposo ma in questo momento l’Olympic non può permettersi di tenerlo fuori.

5.CELESTINI: 6.5
Esordiente numero 6 in questa stagione comincia in difesa sull’out di destra e chiude da centrale puro al posto di Rencricca. Comincia male perché ha l’1 a 1 dei Tamarri sulla coscienza e nella ripresa fallisce il pareggio colpendo il palo da pochi passi a portiere battuto ma abbiamo visto qualcosa in questo giocatore, forse un elemento che nel finale di questa stagione e poi nella prossima potrebbe rappresentare un valido cambio per la coppia di centrali. Lui ha piedi e ha carattere e lo dimostra quando, dopo il gol fallito, non si perde d’animo e infila la porta di Bautista con una tiro pennellato da fuori area. Chiude la prestazione entrando di prepotenza nell’azione del 4 a 3 ed esce tra gli applausi. La società sta facendo due conti.

6.SANTOLAMAZZA: 6
Al rientro dopo quasi due mesi non è brillante e non ha condizione. Si fa sfuggire Cattaneo sul 2 a 2 dei Tamarri e fallisce un paio di occasioni da gol ma il suo ingresso è fondamentale per dare cinque minuti di respiro a Montaldi, Celestini e Rosca che poi saranno decisivi.

19.MONTALDI: 6.5
Un compressore, continuo ed inesauribile. Non la sua migliore prestazione in gialloblù ma quasi sicuramente quella in cui mette più cuore per sfondare, anche solo con la forza di volontà, il muro difensivo avversario. Realizza il sesto centro in Challenge Cup.

9.ROSCA: 6.5
Quello che ci voleva per non sentire la mancanza di Mimmo Caserta, un giocatore che a strappi stanca e mette in apprensione i difensori avversari con continue sollecitazioni. La sua prima gioia in gialloblù arriva nel recupero, un sinistro imprendibile che sbatte sul palo e gonfia la rete. E poi è piaciuto per la sua grinta perché ha rincorso gli avversari dalla loro difesa alla nostra. Il prototipo di giocatore che serve per esaltare il gioco di squadra.

10.FANTINI: 6
Andrea non molla, la gamba gli fa male, lui soffre, fatica tantissimo a giocare e pressare ma alla fine si fa trovare lì dove serve, calcia la palla in rete e si gode la gioia insostituibile del momento. Vero gialloblù dentro. Grandissimo.