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Olympic 1989 FC – Albiceleste Lidense 6-2

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Lunedì 19 dicembre 2016, 21

Longarina

Gara 1005

VII Winter Cup, girone A, VII giornata

OLYMPIC 1989 C – ALBICELESTE LIDENSE

6-2 (0-2)

MARCATORI: 2 Arditi, 2 Bisogno, 1 Attili, 1 Tani

AMMONITO: Arditi

Far West alla Longarina, mezzanotte di fuoco! La fredda e boscosa pineta di Castel Fusano ieri sera si è trasformata in un inospitale foresta del Wyoming dove si è svolto un autentico duello in stile Sergio Leone o, se preferite, alla Quentin Tarantino.

L’Olympic voleva chiudere il 2016 in bellezza e tornare in Champions League dopo sei anni. Ci voleva un punto contro l’Albiceleste, formazione attardata di un punto rispetto ai gialloblù ma dal ruolino del tutto simile a quello di Perrone e compagni e, di conseguenza, avversario temibile ed insidioso. In mattinata l’Olympic, già orfana del “thailandese” Formica, riceveva il forfait di Arditi ma si trattava solo di uno scherzo da parte del simpatico cesanese. Nel pomeriggio invece rinunciava a scendere in campo per infortunio Ruggeri e, stavolta, non era uno scherzo. Fallivano tutti i tentativi per sostituire l’italo tedesco  quindi l’Olympic si presentava con un cambio solo in panchina e senza centravanti di ruolo.

L’Albiceleste Lidense aveva invece gli uomini contati ma fin dai primi minuti dimostrava di avere un quintetto contraddistinto da grande tecnica e soprattutto da un’intensità impressionante. L’Olympic accusava, sbandava e subiva due gol. Prima l’attaccante biancoazzurro superava Rencricca e poco dopo i lidensi raddoppiavano beffando l’Olympic battendo a sorpresa una punizione.

I nostri soffrivano, tamponavano, commettevano falli e sudavano sette camicie  ma giocavano un buon calcio e le occasioni arrivavano con Bisogno che colpiva l’incrocio dei pali e Tani che falliva il tap in da due passi. Si andava all’intervallo sullo 0 a 2.

L’Olympic era in partita ma c’era da risolvere il problema della differenza di intensità tra le due formazioni. L’Albiceleste andava a duemila mentre i nostri, più compassati, puntavano tutto sulla compattezza e sulle ripartenze e lì i gialloblù hanno costruito la propria grande impresa. Il primo squillo di tromba arriva da Arditi che su punizione batteva il numero 1 avversario sfruttando una deviazione di un difensore. Lo stesso numero 5 poco dopo e sempre su punizione serviva Attili che siglava il pareggio di prepotenza. LA strada era tracciata tanto che Tani entrava in porta con la palla per il primo vantaggio dell’Olympic. Nel frattempo l’Albiceleste continuava a giocare rabbiosamente ma trovava sulla sua strada il miglior Perrone stagionale e una difesa che pur di non subire altri gol si schierava in cinque davanti alla porta. Contemporaneamente cominciavano a nascere scintille tra Arditi e due giocatori avversari, scintille che crescevano esponenzialmente ad ogni episodio a favore dell’Olympic. Scintille dopo il 4 a 2 di Bisogno, battibecco sull’infortunio di un centrocampista biancoazzurro che era costretto ad abbandonare il campo e parapiglia pizzulliano al 5 a 2 di Arditi che nell’occasione era preso di mira dal portiere avversario.

A questo punto il calcio usciva di scena e cominciava il Far West: il portiere della Lidense veniva espulso e l’Olympic, trovandosi contro solo tre avversari, segnava il gol del definitivo 6 a 2. Gli avversari, ciechi di rabbia, cominciavano la caccia all’uomo all’incolpevole Arditi e solo un miracolo impediva che l’accenno di rissa e gli inseguimenti si tramutassero in eventi spiacevoli che nulla hanno a che fare con lo sport.

Alla fine, in un clima teso e di incredulità, i giocatori gialloblù guadagnavano li spogliatoi e poi la via dei parcheggi non senza timore. Smaltita l’amarezza per quanto accaduto l’Olympic ritrovava la gioia per una grande vittoria, la quarta consecutiva, trovata grazie al carattere e alla grinta. Si sono visti tackles disperati, si sono viste ginocchia sbucciate e sanguinanti pur di impedire agli avversari di segnare. E’ stato bellissimo, è stato indimenticabile e ha riportato l’Olympic in Champions League.

PAGELLE

PERRONE: 7+ capitano

Una serata da portierone ritrovato per il numero 1 gialloblù che da tempo non si rivelava decisivo per l’esito di una partita così difficile. Comincia deviando in angolo una insidiosa punizione a due dentro l’area poi è attento su un colpo di testa dal limite dell’area mentre nel secondo tempo, durante l’assedio degli avversari che in tre secondi tirano tre volte da un metro, devia a lato un tiro a botta sicura. Al fischio finale il suo pugno al cielo sa di rivincita e di liberazione.

RENCRICCA A. : 7

E’ l’unico giocatore di movimento a giocare tutta la partita e sembra sentire l’influsso benefico di Formiconi che è in panchina con la stufetta. Il numero 8 gialloblù ancora una volta allunga la carriera al 4 che offre una prestazione sena lampi ma piena di sostanza e di interventi risolutivi.

ATTILI: 7+

Nella bella storia della partita dell’Olympic c’è la bella storia di Giordano. Non giocava titolare da inizio anno poi è tornato a essere giocatore lasciandosi alle spalle i guai fisici grazie al pilates. Poi è tornato contro il Mo’viola con scarsa resistenza, nello stage ha rischiato grosso allungandosi come Mister Fantastic ma i muscoli hanno retto e ieri sera El Gringo era pronto per dare il 100%. Prestazione tosta, nel suo stile unico. Miracoloso quando toglie palla agli avversari un attimo prima di calciare, da lacrime quando segna il 2 a 2, un gol che gli mancava da dieci mesi. Dove si è interrotta, temporaneamente, la storia di Formiconi, è ricominciata la storia temporaneamente interrotta di Giordano.

ARDITI: 7.5 ammonito

Sei anni che l’Olympic non giocava con le grandi (eccetto nella scorsa estate ma lì la formula era diversa), sei anni di Europa League, sei anni di Purgatorio. Chicco ci porta nella coppa più prestigiosa accompagnando per mano i compagni che come al solito non si affidano a lui totalmente ma da lui traggono forza per fare cose che altrimenti non riuscirebbero a fare. Merito della sua classe per carità (anche ieri sera due gol e due assist) ma anche del suo grande carisma. Diventa, suo malgrado, il protagonista della serata attirando su di se le ire dei bianco azzurri che nel finale scatenano una caccia all’uomo in stile hollyoodiano. Da ricordare l’ultimo gol della serata quando Chicco è da solo in velocità contro il portiere e lo aggira mandando il pallone da una parte e correndo dall’altra. Il tutto evitando un intervento omicida del numero 1 avversario. Chapeau!

BISOGNO: 7

La serata è di quelle in cui bisogna sacrificarsi e GB7 lo fa alla grande giocando anche da centravanti, ruolo che non ha mai gradito. Chiaramente il meglio di sè lo da sulla fascia sinistra, posizione nella quale può tagliare la difesa avversaria come una sciabola. Imprendibile e coraggioso nell’ultima azione della partita, quando l’Albiceleste gioca in tre e lui tira a porta vuota sigillando il risultato e rischiando la pelle per la reazione degli avversari. Con questa presenza raggiunge le 200 partite in gare ufficiali e con la doppietta raggiunge Perrone all’ottavo posto dei migliori marcatori di tutti i tempi dell’Olympic.

TANI: 7+

A pochi secondi dal fischio d’inizio Rencricca si avvicina a Tani e gli dice: “ah Francè, se stasera giochi al 70% di come hai giocato l’amichevole je fai male!” Francesco lo prende in parola e dà il 120% dando addirittura il meglio come falso nueve e segnando l’importantissimo gol del 3 a 2. Stagione tra le sue migliori della sua carriera in gialloblù.

Team A – Team B 3-10

Una veduta di ieri sera alla Longarina
Una veduta di ieri sera alla Longarina

Martedì 13/12/16, 21.00

Longarina

Stage

Team A – Team B

3-10 (1-3)

Marcatori A: 2 Attili, 1 Rencricca A.

Marcatori B: 5 Ruggeri, 3 Tani, 2 Ciuffa A.

Obiettivo Albiceleste Lidense! L’Olympic ha nel mirino il suo prossimo avversario come il cecchino di American Sniper e ha disputato un allenamento intenso usufruendo del turno di riposo in campionato. Peccato per le assenze di Formica e Bisogno (Arditi invece era stato dispensato dall’impegno) ma la partita è stata importante per testare le condizioni di Attili e Ciuffa che sono fortemente considerati come papabili sostituti per il ruolo dell’infortunato Formiconi. Anche Stella e Montaldi concorrevano per questo ruolo ma il primo dava forfait alla vigilia mentre il secondo era indisponibile. Purtroppo, in questo caso, gli assenti non hanno la classica ragione del caso.

La partita di ieri è stata condizionata da un clima in stile steppa siberiana e dall’assenza di cambi che nella ripresa ha contribuito ad allungare le squadre e a rendere il test via via sempre meno probante. L’impegno è stato comunque onorato al 100% dai presenti in campo e ci sono state indicazioni utilissime. I primi venti minuti di gioco, in cui le reti sono rimaste inviolate, è stato davvero buono sotto ogni profilo mentre l’ultimo quarto d’ora è stato utile solo sul piano atletico. Di positivo abbiamo riscontrato al forma dei due giocatori sotto esame (Ciuffa e Attili), il fatto che non sia fatto male nessuno e la grande serietà con cui l’allenamento è stato intrapreso. E ora parola alle pagelle!

PAGELLE TEAM A

PERRONE: 6.5 capitano

Scalda la voce in vista di lunedì prossimo e appare davvero un altro giocatore rispetto ad un mese fa e lo si capisce quando, in alcune occasioni, impedisce gol anche da solo contro più avversari. Sta pensando di farsi crescere i baffi alla Buffon.

RENCRICCA A. : 6

Con Attili dispacciato ad occuparsi di Ruggeri il Libero diventa ala sostituendo Bisogno sulla fascia, a sua volta impegnato come fabbro a pochi chilometri dal campo. Il numero 4 mette minuti e fiato in cascina e trova anche un gol su punizione di seconda, del tipo di quelli che la squadra avversaria va tutta in barriera e la palla passa non si sa dove, stile Premier League.

ATTILI: 6.5

Accetta la convocazione solo su promessa di avere un cambio ma i forfait di Stella e Bisogno lo costringono a stringere i denti per cinquanta minuti. Il test è andato bene, finché ha avuto fiato ha francobollato Ruggeri efficacemente e ha dato prova di aver pienamente recuperato dall’infortunio quando si avvita in torsione area facendo invidia a Roberto Bolle. Il prossimo test sarà lunedì in una gara vera.

IONCOLI: 5.5

Lo chiamano “Cinghialone” e si capisce perchè: ha dalla sua grande intensità e grinta, doti che in parte sopperiscono a qualche carenza tecnica. Sfiora il gol ma Maiozzi vola su un suo bel tiro da fuori.

TAGLIAFERRI F. : 5

Serata no del numero 10 che perde un’infinità di palloni e non inquadra praticamente mai la porta. Costretto a are la prima punta solitaria è sicuramente penalizzato dalla mancanza di partner ma sicuramente è stato un po’ troppo evanescente.

 

PAGELLE TEAM B

MAIOZZI: 6

Qualche leggerezza qui e lì ma quando stai in macchina con Rencricca, arrivi al campo alle 21 e 07 e sei costretto a scendere in campo a freddo allora hai decine di attenuanti a tuo carico. Affidabile come un pastore tedesco. O una Fiat Ritmo.

CIUFFA A. : 7

Arriva al campo dopo un infortunio di quattro mesi e stupisce tutti con la sua somiglianza con Clayne Crawford. La notizia più bella però è che gioca tutta la partita con buona intensità e che si comporta benissimo sia come difensore che come rifinitore per Ruggeri. Trova anche una doppietta e il primo gol, tiro al volo dalla fascia, è stato davvero bello. Sarà presto inserito in squadra in modo graduale.

TANI: 6.5 capitano

Che grinta! Nelle intenzioni della vigilia doveva essere il falso nueve del Team B ma ne è stato anche falso seis e falso ocho offrendo una prova a 360 gradi con grande qualità e quantità. Trova anche tre gol di quelli che segna ultimamente: appostamento sulla linea e spizzata di collo, di pancia e di sedere. Come diceva un attaccante del passato gialloblù: ogni gol vale uno!

CIARDI: 6+

Ciardi è una sicurezza, non ti farà mai la giocata ad effetto ma puoi stare certo che non ti deluderà a livello di densità a centrocampo. Avrebbe meritato il gol.

RUGGERI: 7

In queste partite chi ce l’ha parte già con un asso nella manica. Segna cinque gol e gioca con un entusiasmo e una voglia che solo una ragazzo di 22 anni può mettere con questo freddo e lo spauracchio dei lupi che si aggirano attorno al campo.

Olympic 1989 FC – Mo’viola 2-7

 

MARTEDI’ 8 NOVEMBRE 2016, ORE 21.45

LONGARINA

GARA 1000

 

VII WINTER CUP, GIRONE A, II GIORNATA

OLYMPIC 1989 F.C. – MO’VIOLA

2-7 (2-1)

 

MARCATORI: 2 RUGGERI

 

Era la millesima partita della storia dell’Olympic ma i gialloblù, nella rinnovata denominazione societaria (ora lo stemma ufficiale riporta il nome Olympic 1989 Football Club), non è riuscita a festeggiare rimediando una brutta sconfitta in un derby che valeva il primato in classifica del gruppo A della Winter Cup.

L’Olympic veniva dalla bella vittoria di gruppo, di cuore e di squadra contro i Gemelli du Pal ma si presentava a questo incontro con parecchi giocatori limitati dalle precarie condizioni fisiche (Formiconi, Rencricca e Bisogno) mentre l’assente Formica era sostituito dal rientrante Attili, anch’esso fuori da lungo tempo e quindi impossibilitato a garantire il 100% del proprio apporto.

Anche il Mo’viola non era in formazione tipo a causa dell’assenza del proprio bomber Verdesca ma riusciva comunque a passare in vantaggio al primo tiro con Rossi sulla cui conclusione fiacca Perrone commetteva il più imbarazzante degli errori in combutta con il viscido terreno di gioco reso insidioso dalla pioggia.

Dopo questo infortunio del capitano l’Olympic si è rialzata e ha macinato gioco mettendo in enorme difficoltà il Mo’viola che solo grazie alla fortuna non capitolava. La pressione gialloblù però era insostenibile per Rossi e compagni che alla fine subivano due gol dell’indemoniato Ruggeri che prima infilava Carassai su azione di calcio d’angolo e poi raddoppiava su azione personale.

Sul 2 a 1 l’Olympic avrebbe potuto incrementare il vantaggio ma sfortuna e imprecisione rendevano vani ogni sforzo. Seguiva una parentesi in cui il Mo’viola approfittava del cambio di assetto dell’Olympic ma questa volta Perrone difendeva bene la propria porta e dopo questa piccola impasse i nostri si riorganizzavano chiudendo in scioltezza la prima frazione.

Per come era finito il primo tempo sembrava che l’Olympic nella ripresa potesse solo incrementare il vantaggio e vincere la partita invece i gialloblù riprendevano l’incontro subendo un netto calo fisico e di conseguenza di concentrazione. La squadra perdeva equilibrio e compattezza e in cinque minuti il Mo’viola segnava tre gol incrementando poi il vantaggio nel resto del secondo tempo.

La fortuna continuava a essere beffarda per i nostri e così i tiri del Mo’viola erano diabolicamente precisi sfiorando traverse, pali e gambe mentre i tiri di Formiconi, Tani, Bisogno e Ruggeri sbattevano ripetutamente su montanti e posteriori in calzoncini viola.

La partita numero 1000 finiva 7 a 2 per il Mo’viola che per la prima volta dopo 22 anni pareggiava il bilancio degli scontri diretti con l’Olympic concludendo una rincorsa lunga e costante. Match colmo di rimpianti sia per come ci si è arrivati sia per quanto successo in campo ma bisogna passare avanti e pensare alla prossima perché contro il Foto Dan sarà un’altra battaglia durissima.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 5-    capitano

In ogni partita almeno un errore macchia la sua prestazione tanto che ormai i bookmakers danno a 1.10 una sua papera lunedì prossimo. Nella parte centrale dell’incontro prova a rifarsi con quattro parate colme di frustrazione e voglia di riscatto ma i mugugni in società crescono.

 

RENCRICCA A. : 5

Dal giorno del matrimonio acciacchi e dolori lo perseguitano con la sciatica in particolare che rende innaturale e difficoltosa la sua corsa. E’ sembrato parecchio triste e abbattuto anche e soprattutto per l’assenza dell’amico di una vita Verdesca. Presenza numero 499 per lui.

 

FORMICONI: 5.5

Fabrizio è sembrato più in forma di quanto era stato annunciato a causa di un’intossicazione alimentare. Nel primo tempo se la cava alla grande trovando anche l’assist per il pareggio di Ruggeri e sfiorando il gol in due occasioni. Nella ripresa invece gli viene a mancare il supporto dei compagni e nell’uno contro uno gli attaccanti del Mo’viola fanno più  danni di uova e frutti di mare andati a male.

 

ATTILI: 5.5

Che piacere rivederlo dopo quasi otto mesi dall’ultima volta. Il ricordo delle quarantotto ernie che l’hanno a lungo perseguitato comincia a sfumare e per almeno venti minuti ha offerto un ottimo contributo alla causa. Purtroppo nella ripresa è calato molto ma era ampiamente prevedibile e siamo molto soddisfatti del suo rientro. Il pilates con Simona Ventura è stato un toccasana per lui.

 

BISOGNO: 5

Anche qui la pagella la scrive il medico sociale che ha diagnosticato un bel torcicollo per Gianluca. Il giocatore ne è risultato ampiamente limitato ed era lontano anni luce dall’ala imprendibile di qualche settimana fa. E’ autore dello sfortunato autogol che trafigge Perrone a inizio ripresa per il 2 a 2 del Mo’viola.

 

TANI: 5+

Ahi ahi che sfortuna! Il suo secondo tempo è un incubo risultando più sfortunato di Paperino e Fantozzi messi insieme. Per un soffio e per pochi millimetri fallisce almeno tre gol anche se gli riconosciamo il merito di aver spesso trovato lo spazio giusto per gli inserimenti. Interessante il tempo che ha fatto registrare nel dopo gara quando sotto il diluvio universale ha coperto i 500 metri di distanza dagli spogliatoi alla sua macchina in 11 secondi netti.

 

RUGGERI: 6.5

Che giocatore ragazzi: ieri dagli scarpini gli usciva il fuoco! Da solo ha tenuto spesso in scacco l’intera difesa del Mo’viola e dribblava i difensori avversari con la facilità con cui un free-styler dribbla un cono di plastica. Segna due reti bellissime e ne sfiora altre quattro colpendo in più una traversa. A occhio e croce punta forte alla seconda Pigna d’Oro in carriera.

Attili ti dà una mano

Sorpresa decisamente gradita quella giunta ieri ovvero la convocazione di Giordano Attili per la partita di martedì sera contro il Mo’viola. Il giocatore aveva vestito la maglia gialloblù per la diciannovesima e ultima volta il 30 marzo 2016 e poi aveva dovuto lasciare i campi di gioco per svariati problemi fisici che ora sembrano quasi risolti.

Giordano non è chiaramente al top ma la sua esperienza e il suo carattere potranno essere utili in una gara difficile sia sotto il profilo tecnico che su quello ambientale. Attili al momento conta 19 presenze con l’Olympic, tutte in gare ufficiali e condite da ben 8 reti, alcune molto belle e importanti.

Con la conferma di Attili la lista dei convocati si aggiorna nel seguente modo: Perrone, Formiconi, Attili, Tani, Bisogno, Ruggeri.

L’altra notizia di ieri è che una formazione del girone B, l’Atletico ma non troppo, si è già ritirata. Al suo posto entra l’Autoricambi Bernocchi.

Olympic – Baricola 6-8

Il-pensatore

MERCOLEDI’ 30 MARZO 2016, ORE 21

LONGARINA

GARA 968

TROFEO BDS 69 2015/2016, GIORNATA XVIII

OLYMPIC 2000 – BARICOLA

6-8 (4-4)

 

MARCATORI:          5 RUGGERI, 1 FORMICA

 

E’ giunto il momento di riflettere, con freddezza, obiettività e realismo. E’ giunto il momento di accantonare per un attimo le vicende sportive dell’Olympic e di valutare cosa sta succedendo all’interno della nostra squadra. La sconfitta di ieri ha fatto capire che questa squadra non è più una Squadra. Si sono visti sette giocatori slegati scesi in campo senza un obiettivo, senza spirito di sacrificio, senza voglia di aiutare il compagno preferendo anche questa volta la critica aspra e ostile piuttosto che l’incoraggiamento propositivo. Si è preferito passeggiare il campo, non rischiare qualcosa sugli interventi, evitare quel piccolo sacrificio piuttosto che vivere cinquanta minuti di passione scaccia pensieri.

A questi livelli, ai nostri livelli, non avere il giusto spirito e la giusta voglia è decisivo perché le squadre avversarie ti si mangiano letteralmente anche senza essere dotate tecnicamente. Gli basta la grinta, gli basta la cattiveria e la convinzione in quello che si sta facendo. Essere presenti con la testa è un fattore determinante.

All’inizio di questa stagione, come all’inizio di quella precedente, la squadra ha fatto innegabilmente vedere buona cose poi però, alle prime difficoltà, si è persa affondando nella sua incapacità di reagire e fare gruppo. Sta succedendo ancora e la striscia negativa di risultati c’entra poco perché mi piace ricordare che ci sono stati periodi in cui si usciva sconfitti dal campo consci di aver dato tutto e quindi felici di aver passato una serata finita con la maglia bagnata di sangue e di sudore.

Non starò a dare indicazioni verso la retta via perché penso che ognuno dei giocatori scesi in campo ieri sa secondo coscienza cosa si è sbagliato a livello mentale e a livello tecnico, a livello di singolo e a livello di collettivo. Per tornare a divertirsi, non dico a vincere ma a divertirsi, basta fare l’esatto opposto di quanto fatto ieri.

 

Ieri è successo che vincevamo 4 a 1 contro il Baricola e c’era anche entusiasmo perché per un quarto d’ora l’Olympic andava in rete facilmente. Poi sono arrivate le difficoltà e i gialloblù hanno perso 8 a 6 in modo rocambolesco, dando sempre l’impressione di poter raggiungere ma di non riuscire mai a fare il salto di qualità caratteriale per riuscirci. La descrizione tecnica di quanto successo non merita una parola di più.

 

Il campionato è finito con l’Olympic all’ottavo posto e ricordiamo che alla fine del girone di andata stava lottando per la quarta posizione. I play off ci vedranno impegnati contro la quinta classificata, l’Irreal di Roberto Manoni che nei due confronti nella regular season abbiamo battuto all’andata per poi pareggiare nel ritorno. Sarà la partita della verità, la partita in cui far vedere se siamo uomini o no. La partita che ci darà anche una risposta sul futuro di questa squadra, LA PARTITA IN CUI DOVRA’ GIOCARE SOLO CHI SE LA SENTE E CREDE CHE GIOCARE SIA LA COSA PIU’ IMPORTANTE SULLA FACCIA DELLA TERRA IN QUEI 50 MINUTI.

 

PAGELLE

 

Fabrizio PERRONE: 5.5                 capitano

Fa le sue cavolate, almeno una grossa, però evita anche parecchi gol e salva parzialmente la faccia.

 

Alessandro RENCRICCA: 5

Serata cominciata male con l’arrivo tardivo al campo: pensava si giocasse alle 21 e 30, piccola svista, può capitare, per carità. In campo fa tanti errori decisivi di marcatura ma sembra ben presente su ciò che sta facendo e dai suoi piedi nascondo due assist.

 

Giordano ATTILI: 5-

Troppo nervosismo incide pesantemente sulla sua prestazione.

 

Gianluca BISOGNO: 5

Trapanato dagli attaccanti avversari in fase di non possesso. In avanti invece tutto sommato qualcosa fa. Per lui due assist. Presenza numero 250, bel traguardo.

 

Simone MONTALDI: 5-

Atleticamente a pezzi e quindi inutile per la causa.

 

Fabio FORMICA: 5.5

Assente da un mese dimostra tanta voglia di fare purtroppo non supportata dalla tenuta atletica. Nella presenza numero 200 segna un gol e effettua un assist. Di testa c’era.

 

Alexander RUGGERI: 6

In questa stagione si salva sempre perché ci mette sempre la testa, la voglia e segna valanghe di gol. Ieri ne ha fatti ben cinque arrivando così a quota 29 reti in campionato. Un bel traguardo considerando la squadra in cui gioca e il totale dei gol fatti nell’Olympic.

Olympic 2000 – Bullshit 4-5

Formiconi, Perrone e Bisogno

MERCOLEDI’ 9 MARZO 2016, ORE 22

LONGARINA

GARA 965

TROFEO BDS 69 2015/2016, GIORNATA XV

OLYMPIC 2000 – BULLSHIT

4-5 (1-1)

 

MARCATORI:          2 MONTALDI, 1 FORMICONI, 1 RENCRICCA A.

ESPULSO:                 ATTILI

 

Avevamo chiesto all’Olympic una prestazione d’orgoglio e l’Olympic ce l’ha data giocando alla pari con il Bullshit e perdendo solo di un gol. Meritava il pareggio la squadra gialloblù perché contro un avversario secondo in classifica con parecchi punti in più ha giocato senza paura, alla pari, mettendoci grande concentrazione e uno spirito battagliero che chissà perché non esce nelle gare che contano davvero.

Per carità, se l’Olympic ieri sera avesse vinto sarebbero stati tre punti importantissimi ma non sono queste le gare che la nostra squadra deve vincere. L’Olympic deve vincere e convincere su tutti i piani contro avversari come Irreal, Tronzi, Baricola, Ultimi etc.

E’ ottenendo punti e prestazioni con queste formazioni che ci potremmo avvicinare ad una buona posizione in campionato. E’ così che troveremmo convinzione e autoconsapevolezza e sarebbe così che potremmo costruire, mattone dopo mattone, una vittoria contro una squadra di quelle che si giocano tutti gli anni qualcosa come il Bernocchi, il Mo’viola o lo stesso Bullshit.

Quest’anno c’eravamo riusciti per un periodo poi qualcosa si è incrinato e non siamo più riusciti a fare nemmeno le cose elementari. Fa rabbia perché la Supercoppa è un simbolo dei nostri limiti, un simbolo che ci dice quello che saremmo in grado di fare e che abbiamo fatto.

Ieri contro il Bullshit mancava la punta di diamante Ruggeri e allora sotto con il modulo con Montaldi falso nueve. Gli avversari erano talentuosi e passavano in vantaggio a metà frazione ma il neo entrato Bisogno consentiva a Montaldi, con un assist illuminante, di pareggiare. 1 a 1 e tutti negli spogliatoi con il Bullshit che recriminava per due pali colpiti e un paio di ottime parate di Perrone.

Nella ripresa Attili subiva un’espulsione eccessiva al pari del capitano avversario, sanzione ingiusta ma in linea con le nuove direttive arbitrali. In 4 contro 4 l’Olympic subiva l’1 a 2 e, una volta entrati i sostituti dei due espulsi, anche la terza rete. I gialloblù non si sono smontati e Rencricca serviva un assist al bacio per Montaldi che perfezionava la sua doppietta. In questo frangente abbiamo mostrato i nostri limiti consueti permettendo al Bullshit di segnare il 2 a 4 nemmeno venti secondi dopo ma è stato un neo raro in una prestazione generalmente buona. A dimostrazione di ciò nel finale arrivava uno splendido gol di Formiconi che dava ancora speranze all’Olympic, speranze rese vane dal quinto gol avversario e resuscitate per qualche secondo dal gol del definitivo 4 a 5 di Rencricca.

Luci e ombre per l’Olympic, ombre rese più chiare dal carattere e dagli attributi mostrati contro un avversario che ha dovuto faticare per batterla. Le ombre sono rappresentate da occasionali cali di concentrazione e dalla bassissima percentuale di realizzazione delle occasioni create. Ma torniamo alla questione iniziale: perché una settimana fa non abbiamo giocato così? Riusciremo la settimana prossima a mettere in campo questa grinta contro l’Irreal? Pazienza e lo scopriremo.

lo spogliatoio gialloblu

 

“Kiraly” Perrone

PAGELLE

 

PERRONE: 6.5                  capitano

Il tutone alla Gabor Kiraly funziona! Tre belle parate nella prima frazione, altre bel secondo tempo con avversari che si complimentano a ripetizione. La miglior risposta ad un certo tipo di stampa.

 

RENCRICCA A. : 6.5

Veramente una buona prestazione sotto ogni profilo, sia in fase di possesso che di non possesso. Il gol nel finale (fredda rasoiata a tu per tu con il portiere) è il numero 315 in gare ufficiali e lo fa diventare il secondo miglior marcatore stagionale gialloblù dopo Ruggeri. L’assist pirleggiante per Montaldi invece lo conferma in vetta alla classifica del Vassoio d’Argento ovvero il premio per chi ha realizzato il maggior numero di passaggi vincenti in gare ufficiali.

 

FORMICONI: 6.5

In forma eccezionale, la migliore dopo i gravi infortuni che ormai rappresentano solo un ricordo. Quel suo piede magico che arriva lì dove l’attaccante crede di aver trovato lo spazio giusto per tirare ha qualcosa di incredibile. Non parliamo nemmeno del gol, magnifica traiettoria impossibile da posizione defilata. Rete 102 in carriera.

 

MUSUMECI: 6

Buono, onesto, operaio Musumeci. In fase difensiva il suo lo fa sempre, con ogni mezzo e ogni modo. In fase di proposizione ha soluzioni limitate ma ci si può sempre migliorare.

 

ATTILI: 5                           espulso

Al minuto 33 ci lascia insieme al capitano del Bullshit, espulsi dall’arbitro per reciproche proteste tra loro e verso lo stesso direttore di gara. Espulsione penalizzante, eccessiva ed esagerata ma quest’anno gli arbitri anno ricevuto l’input di usare la massima severità per evitare le sceneggiate di cui ben conosciamo le fonti. Può non piacere, ma ci dobbiamo adeguare anche perché con Formica, Perrone e Giordano (giunto alla terza sanzione del giudice sportivo) siamo già arrivati a cinque squalifiche in questa stagione). Proprio perché arrivato alla terza squalifica potrebbe scattare per Giordy una sanzione più pesante causa recidiva. Prima del cartellino rosso aveva offerto una prestazione rabbiosa in stile con quella del resto dell’Olympic.

 

BISOGNO: 6.5

Pungolato come una pignatta ad una festa messicana l’esterno più chiacchierato della Longarina reagisce alle pesanti critiche giunte dai social network con una prestazione di alto livello: l’assist per l’1 a 1 di Montaldi è solo una piccola parte di una prova in cui ringhia sulle caviglie avversarie come poche altre volte ha fatto un carriera e in cui fa di tutto per essere la spalla ideale per il nostro centravanti. Non vogliamo altri Bisogno, solo quello di ieri sera.

 

MONTALDI: 6.5

Il maratoneta gialloblù sta vivendo una stagione analoga all’altro suo sport: tappa dopo tappa insegue la forma migliore, tappa dopo tappa diventa più importante per l’Olympic che a lungo ha dovuto fare a meno di lui. Quella di ieri è stata una tappa importante: ha segnato una doppietta da attaccante vero, ha segnato gol che i compagni di squadra ancora non riescono a fare, ha realizzato l’assist per Rencricca. Ora ci vuole continuità e la consapevolezza di essere fondamentale per questa squadra.

 

Olympic 2000 – F.C. Faddas 5-6

 

LUNEDI’ 22 FEBBRAIO 2016, ORE 20.30

LONGARINA

GARA 963

TROFEO BDS 69 2015/2016, GIORNATA XIII

OLYMPIC 2000 – F.C. FADDAS

5-6 (4-4)

 

MARCATORI:          3 RUGGERI, 1 ATTILI, 1 RENCRICCA A.

AMMONITO:            ATTILI

 

Rabbia Olympic! I gialloblù escono sconfitti dal terreno di gioco per la terza volta consecutiva ma stavolta lo fanno decisamente con l’onore delle armi dopo aver giocato nel complesso una buona partita, alla pari con gli avversari e dando costantemente l’impressione di poter battere i bianchi del bomber Isidori, l’unico, insieme al centrocampista Visconti ad alare il livello tecnico di una squadra che sta meritando l’attuale quarto posto in classifica solo grazie alle prestazioni dei suoi fuoriclasse. E l’Olympic? La nostra squadra è ancora una volta vittima dei suoi limiti atavici: gioca a tratti un buon calcio, ci mette grinta in quel che fa ma alla resa dei conti manca il classico salto di qualità. Il gol decisivo per la sconfitta subito ad un minuto dalla fine, dopo aver condotto l’incontro per ampi tratti, aver preso due pali e sprecate varie palle gol, ne è la prova più eclatante.

 

Tanti gli assenti per l’Olympic come spesso è successo in questi primi mesi del 2016: davano forfait Formica, Bisogno, Montaldi e Musumeci, gli ultimi tre per colpa dell’influenza. Rispondeva presente alla chiamata Francesco Tani, soldato coraggioso e dedito alla causa. Partivano benissimo i gialloblù andando in vantaggio su calcio di rigore con Rencricca ma dopo poco andavano sotto commettendo errori troppo invitanti per i validi attaccanti avversari. Era comunque una buona Olympic quella di ieri sera, con uno stratosferico Ruggeri che segnava una tripletta davvero esaltante e il primo tempo finiva 4 a 4 solo per gli ennesimi errori commessi nel gioco difensivo. Bravo l’italo tedesco, finalmente in questa stagione consacrato a fuoriclasse della nostra squadra.

 

Nella ripresa l’Olympic sbagliava un rigore con Rencricca, colpiva un altro palo, passava in vantaggio con Attili ma veniva raggiunta a sette minuti dalla fine e passava indenne una fase di confusione che solo per merito di Perrone non le costavano ulteriori gol subiti. Ad un minuto dalla fine la beffa, la rete del 5 a 6 che frustrava una buona prestazione la voglia di riscatto di un’Olympic che non riesce a fare 31 dopo aver fatto 30. Siamo migliorati rispetto alla scorsa stagione in maniera esponenziale sul profilo del carattere e del gioco ma quando il gioco si fa duro spesso perdiamo la partita. Nervosismi dannosi, energie mal incanalate, errori dei singoli ed errori nel gioco. La via è segnata, manca per ora la totale abnegazione nel seguirla.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 6-    capitano

Brutto l’errore sul 3 a 3 del Faddas, la palla gli schizza sotto le gambe ma da quella posizione un attaccante non può prendere gol senza colpe. Benissimo a metà ripresa quando sventa più volte pericolosi tiri avversari.

 

RENCRICCA A. : 6-

Nervoso e tirato come una corda di violino a tal punto che la sua eccessiva carica diventa controproducente per se e per i compagni. Segna su rigore ma poi ne sbaglia un secondo aprendo una statistica piuttosto negativa dei suoi ultimi tentativi di trasformazione ce lo vedono esultare solo tre volte negli ultimi sei rigori battuti. Aggiunge al suo bottino l’assist per Ruggeri e una prestazione generalmente sufficiente.

 

FORMICONI: 6-

Che sfortuna il numero 8 gialloblù: il tiro che scaglia da fuori area nel primo tempo si stampa sul primo palo a portiere battuto come un gavettone sulla testa del bagnino a Ferragosto. A parte questo episodio probabilmente è stato il più positivo e regolare dei difensori dell’Olympic anche se è stato in parte suo l’errore che ha dato al Faddas la vittoria.

 

ATTILI: 5.5        ammonito

Nervoso come Rencricca ma con l’aggravante di aver rimediato il terzo cartellino giallo in campionato e quindi la seconda squalifica stagionale. Durante tutta la partita è stato un autentico aratro, scomposto e pesante in molti interventi. A metà ripresa segna un gol bellissimo, il sesto nel torneo, un tiro a girare che si spegne sotto l’incrocio, ma non gli è servito per ottenere tranquillità e serenità.

 

TANI: 5.5

Nella terza presenza in campionato (raggiunge il quorum per giocare nei playoff) il Maghetto si perde nelle cose semplici ce spesso evita di fare a favore di soluzioni complicate e pericolose per la squadra. Oltre a ciò si trova sui piedi due palle gol golose e soprattutto nella seconda, nel finale di gara, fallisce una rete che sarebbe potuta essere decisiva.

 

RUGGERI: 6.5

E’ diventato insostituibile per questa squadra: segna tantissimo, anche ieri una tripletta che lo porta a quota 22 gol in campionato e al settimo posto della classifica marcatori di tutti i tempi. Ci aggiunge l’assist per Attili e una sorta di leadership silenziosa in rapida crescita. Ma può ancora migliorare perché in alcune circostanze arriva sul fondo e invece di realizzare assist al bacio per i compagni tira a testa bassa tentando improbabili conclusioni a rete. Lo invitiamo a pensarci e migliorare questo aspetto per trasformarsi da fuoriclasse in campione.

Olympic 2000 – Mo’viola 2-9

MARTEDI’ 16 FEBBRAIO 2016, ORE 20.45

LONGARINA

TROFEO BDS 69 2015/16, XII GIORNATA

OLYMPIC 2000 – MO’VIOLA 2-9 (0-5)

MARCATORI: 1 RENCRICCA A., 1 RUGGERI

Ultimamente il derby più antico di Acilia è colorato solo di viola ma quello di ieri è stata una sfumatura più intensa,  netta e distinta del solito. Ha vinto il Mo’viola con ampio margine, a dispetto delle tantissime occasioni da gol create da un’Olympic che però si è rivelata fragile nel gioco difensivo e, comunque, imprecisa in attacco.

Gialloblù ridotta nell’organico dall’influenza quella di ieri: Montaldi e Bisogno rimanevano fermi ai box con conseguente presentazione di soli sei elementi al direttore di gara. L’avvio di gara è stato devastante per l’Olympic che, come spesso accade, perde le gare importanti nei primi venticinque minuti di gioco. 0 a 5 l’impietoso parziale con tutta una serie di ingenui errori commessi e sfruttati dal solito, implacabile, team viola e dal suo uomo immagine Verdesca. La grande differenza tra le due formazioni si è vista soprattutto nella solidità difensiva e ancor di più nella presenza di spirito del gruppo e nella concentrazione applicata ad una gara che si vince prima di tutto con l’attenzione ai dettagli. Marcature leggere, distanze tra i reparti, attimi di ritardo nelle chiusure, tutti errori che affrontando il Mo’viola non ti puoi permettere.

In tutto questo bailamme i gialloblù hanno anche creato parecchie occasioni ma i nostri invece di accorciare le distanze spedivano la palla fuori, sui pali, addosso al portiere. Nelle occasioni in cui effettuavano tiri degni di questo nome il numero 1 viola saliva in cattedra con interventi prodigiosi.

Ripresa: sullo 0 a 5 l’Olympic si è ripresa, ha creato qualcosa di buono ma ormai troppo era stato compromesso per rimettere la partita sui giusti binari. Contro Bernocchi e Mo’viola abbiamo segnato cinque gol subendone ben diciotto. In entrambe le gare abbiamo chiuso la prima frazione sullo 0 a 5. Sono sintomi di una squadra che non sta facendo il salto di qualità auspicato, che è ancora ancorata a limiti per lei invalicabili e che, per ora, si merita la classifica che ha. Siamo nel mezzo, senza infamia e senza lode e le squadre che ci precedono ci hanno battuto in scioltezza superandoci proprio in quello che separa una formazione di livello da una di mezza classifica. Concentrazione, gioco di squadra, coesione, solidità: fattori semplici ma difficili da migliorare per l’Olympic. Lunedì prossimo il Faddas darà un senso a questa parte di stagione, nel bene e nel male.

PAGELLE

PERRONE: 5.5 capitano

Il Mo’viola entra in porta palla al piede oppure lancia spesso Verdesca al dribbling solitario contro il capitano. Può fare poco.

RENCRICCA A. : 5

Vittima del cattivo gioco difensivo gialloblù ma anche causa del cattivo gioco offensivo della squadra. La verità sta nel mezzo: lui potrebbe dare una diversa impostazione al gioco della squadra e i compagni potrebbero supportarlo maggiormente nella fase di non possesso. Segna il primo gol dell’Olympic con un tiro da fuori deviato in rete da un difensore avversario.

FORMICONI: 5.5

Il più positivo del reparto difensivo, cerca di farsi in quattro ma non può sbrogliare la matassa da solo.

ATTILI: 5

Un’ombra oscura gli attraversa il viso e sembra portarlo lontano dalla dovuta concentrazione. Lotta con rabbia comunque, gli va riconosciuto.

FORMICA: 5

Tra la mancanza di rifornimenti, l’imprecisione, il nervosismo e la cattiva circolazione del gioco gialloblù il gol non arriva. Bello l’assist per Ruggeri a inizio ripresa.

RUGGERI: 6-

Ancora una volta il migliore in campo e il gol è solo un dettaglio: lotta a tutto campo, prova a segnare da tutte le posizioni e la voglia con cui si batte compensa i gol che avrebbe dovuto segnare. Con questa presenza supera a quota 83 Francesco Tani nel computo delle gare ufficiali (ora è tredicesimo), la rete numero 116 gli permette di affiancare Perrone nella classifica dei goleador di tutti i tempi mentre nella classifica presenze generale affianca Sforza al quindicesimo posto. Anche in questa serata nera merita gli applausi.

Olympic 2000 – Ultimi 2.0 6-2

 

🇩🇪che bomber! 🇩🇪

 

eroi incappucciati

 

LUNEDI’ 1 FEBBRAIO 2016, ORE 21

LONGARINA

GARA 960

TROFEO BDS 69 2015/2016, GIORNATA X

OLYMPIC 2000 – ULTIMI 2.0

6-2 (4-2)

 

MARCATORI:          3 RUGGERI, 1 ATTILI, 1 BISOGNO, 1 RENCRICCA A. RIG.

AMMONITO:            ATTILI

 

E’ stata la serata delle piccole rivincite, la rivincita dell’Olympic che si è ripresa dopo l’inatteso black out della settimana scorsa contro il Baricola, la rivincita di Perrone, ripresosi dopo i tanti errori nella sopracitata partita, la rivincita di Rencricca che dopo l’errore dal dischetto di cinque giorni fa ha freddato il portiere con un rigore glaciale. Ma c’è di più: è stata la partita della conferma della bontà dell’Olympic di quest’anno, del suo organico ristretto, compatto, di alto livello e soprattutto vincente. E’ stata una partita in cui la nostra squadra ha confermato di avere convinzione e autoconsapevolezza, al conferma per i tifosi che questa è una stagione diversa dalle recenti, piena di delusioni a causa di una squadra con poca personalità.

E di personalità ce ne è voluta per battere gli Ultimi 2.0, formazione che, tenendo fede al loro nome, occupa l’ultimo posto in classifica ma che comprende alcune individualità di un certo rilievo. I fratelli Della Porta, i transfughi gialloblù Fabio e Roberto Imbembo, il bomber Cojocariu, tutta gente dal passato luminoso, oggi un po’ appesantita ma che nasconde sempre un certo grado di pericolosità. Ieri, forse la prima volta, gli Ultimi si presentavano con una formazione che ricordava molto i The Boys, squadra oggi sciolta ma che in passato ha sempre nascosto insidie per l’Olympic.

E’ stato un match differente rispetto a quella di andata, l’Olympic quell’11 di novembre è stata farraginosa, lenta, e aveva vinto la gara più di testa che di gambe. Ieri è stato l’opposto e per di più i gialloblù affrontavano avversari in formazione titolare mentre Formica doveva dare forfait nel tardo pomeriggio investendo Ruggeri dell’intero carico offensivo della squadra.

La partita è cominciata malissimo perché l’ex Fabio Imbembo dopo trenta secondi si beveva Bisogno come un bicchiere di menta e latte e batteva Perrone. 0-1, ma con la sensazione, e ogni tanto capita, che la partita l’Olympic la vince. Infatti poco dopo arrivava il pareggio firmato da Ruggeri e non passava molto prima che il centravanti gialloblù offrisse a Bisogno la palla del riscatto che il centrocampista trasformava in un tiro magistrale che dal palo interno rimbalzava in rete. Da qui in poi la marcia dell’Olympic era piuttosto regolare e con pochi scossoni, Ruggeri piegava le mani al numero uno dei bianchi con una bordata da breve distanza e, dopo che gli Ultimi avevano accorciato le distanze, compiva un autentico capolavoro di tecnica che merita di essere raccontato nel dettaglio.

Lancio millimetrico di Rencricca, stop di Alex di petto, telecomandato, a liberarsi in rotazione di Della Porta. Fuga verso la porta con il difensore alle calcagna e tiro di sinistro a incrociare. 4 a 2, semplicemente magnifico. Sul doppio vantaggio, a circa cinque minuti dall’intervallo, l’Olympic aveva l’unico momentaccio della sua serata: forse un po’ di fiato corto, forse un po’ di deconcentrazione, forse entrambi con la seconda conseguenza della prima, fatto sta che gli Ultimi hanno schiacciato i gialloblù nella loro area e solo grazie al carattere e ad un pizzico di fortuna il punteggio è rimasto invariato.

Nella ripresa l’Olympic ha recuperato energie fisiche e nervose e ha condotto in porta la partita con sangue freddo e testa: Perrone blindava la porta su punizioni e tiri insidiosi, Ruggeri sbagliava un paio di gol facili ma serviva ad Attili la palla del 5 a 2 e poco lo stesso difensore si guadagnava il rigore che Rencricca trasformava. 6 a 2, Ultimi go home!

Partita corretta, grande fair play, Della Porta e compagni meritano applausi. L’Olympic ora ha davanti lo scoglio Bernocchi e sarà tutto un altro paio di maniche.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 7+                   capitano

Dopo la serata horror della settimana scorsa era lecito aspettarsi un giocatore timoroso e l’ 1 a 0 subito a freddo non prometteva nulla di buono. Poi però il capitano è salito in cattedra parando come sa fare e nella ripresa ha avuto un guizzo eccezionale su un tiro di Cojocariu che ci ha riconsegnato il numero uno gialloblù.

 

RENCRICCA A. : 7

Prestazione da incorniciare per sicurezza e autorevolezza in una partita in cui ha annientato gli attaccanti avversari e ci ha deliziato con un lancio perfetto che Ruggeri ha trasformato nel 4 a 2. Nel finale fallisce un tiro libero (c’è da trovare una soluzione a questo problema dell’Olympic) e poi segna il 6 a 2 su rigore dimenticando in questo modo l’errore commesso contro il Baricola.

 

FORMICONI: 6.5

A parte un piccolo black out di cinque minuti nella ripresa è stata la solita sicurezza: pulito, essenziale, preciso nel togliere palle agli attaccanti al momento di calciare. Si vede che aveva una gran voglia dopo le due assenze consecutive.

 

ATTILI: 6.5                        ammonito

Non è il Giordano di qualche tempo fa, intendiamoci, la sua presenza è sempre positiva ma in queste ultime apparizioni sembra meno lucido del solito. La soluzione più efficace in questi casi è giocare semplice, cercare la soluzione più facile e in questo modo eliminare errori e rischi inutili. Bellissimo il gol del 5 a 2, non tanto per il tiro quanto per l’azione e lui ha il merito di concluderla al meglio. Quinta rete in campionato.

 

BISOGNO: 6+

Partenza choc per l’esterno gialloblù che viene irriso da un Fabio Imbembo deciso a farsi rimpiangere dopo la risoluzione contrattuale avvenuta non senza polemiche. Dopo tanti errori arriva a metà prima frazione il bel gol del 2 a 1 e da quel momento Gianluca cresce molto divenendo decisivo anche in copertura. Buono il supporto a Ruggeri, a conferma delle buone cose fatte vedere contro l’Atletico Lidense. Anche per lui quinta rete nel torneo. In totale sono 107 con Caserta ad una sola rete di distanza.

 

RUGGERI: 8

8??? Eh si, stavolta l’ha meritato perché, ok, poteva segnare altri quattro gol, ma la sua è stata una prestazione brillante. Sul primo gol ha beneficiato della fortuna dell’attaccante di rapina, sul secondo ha sfruttato la sua esuberante potenza, sul terzo ha usato un trucco di magia di cui non riveliamo il trucco perché il prestigiatore ce l’ha l’Olympic e se lo tiene stretto.

Ci ha aggiunto due assist per rafforzare il fatto che l’assenza di Formica l’aveva caricato di responsabilità e lui se ne è caricato volentieri portando l’Olympic alla vittoria. Le reti in gare ufficiali sono 113, Perrone dista tre lunghezze e di certo il capitano non è in aria di allungare il proprio vantaggio. Che vogliamo fare Alex, vogliamo vincere tutti i premi quest’anno?

Olympic – Baricola 4-8

 

MERCOLEDI’ 27 GENNAIO 2016, ORE 20

LONGARINA

GARA 959

TROFEO BDS 69 2015/2016, GIORNATA IX

OLYMPIC 2000 – BARICOLA

4-8 (2-4)

 

MARCATORI: 2 RUGGERI, 1 BISOGNO, 1 FORMICA

 

Cancellare con un colpo di spugna questa partita sarebbe un’ottima cosa e invece no, ci tocca parlarne e almeno per qualche giorno tenerla bene in testa a memento di quanto di orribile è stato fatto. Quella con il Baricola rappresentava una partita da tre punti obbligati per chiudere al meglio il girone di andata e prolungare il buon periodo di forma della nostra squadra. Invece l’Olympic si è smarrita nella notte nebbiosa della Longarina, incupita da un’atmosfera opprimente. I gialloblù hanno sbagliato tutto, l’approccio alla gara, il gioco di squadra, le prove dei singoli, tutto ma proprio tutto è andato male contro un Baricola che fino a qualche settimana fa era un terreno di conquista per chiunque e che invece ora, alla luce di una campagna di rafforzamento importante, sta risalendo a china.

Nonostante ciò l’Olympic avrebbe dovuto vincere perché era più forte, sulla carta, ma sappiamo che spesso non basta nel calcio e nel finale il numero 11 avversario, irridendo Perrone, l‘ha fatto capire bene il messaggio: “nel calcio ci vuole testa”. Parole testuali di uno che si è dimostrato un simulatore accanito e poco più intelligente di una tenda da campeggio, eppure veritiere.

Ci tocca raccontarvi la partita per chiudere l’articolo e la pratica. L’Olympic schierava Perrone, Rencricca, Musumeci, Attili, Bisogno, Formica e Ruggeri. In pochi minuti il Baricola si portava sullo 0 a 3 ma i primi venticinque minuti di gioco terminavano 2 a 4. Un timido risveglio gialloblù si intraveda all’ingresso di Ruggeri che come al solito era bravo a trasformare le poche occasioni in rete. Per il resto il gioco dell’Olympic era di una tristezza totale con Perrone che mieteva errori come fossero messi e i compagni persi in una confusione totale di idee.

Secondo tempo, peggio del primo: le mani bucate di Perrone demoralizzavano i compagni che comunque si dimostravano poco migliori del loro frastornato capitano. Al triplice fischio la nebbia inghiottiva l’Olympic. Aspettiamo che la squadra ne esca alla prossima partita.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 4.5                  capitano

Mai visto un Perrone così, nemmeno il nonno che di mestiere faceva anche lui il portiere, ma di stabili. Colpevole su almeno cinque degli otto gol del Baricola che ringrazia con un inchino.

 

RENCRICCA A. : 5

Entra a gara già in parte compromessa fallendo il giusto approccio alla gara. Si vede che anche lui è in serata storta quando, dopo sei trasformazioni consecutive, spedisce a lato un calcio di rigore.

 

MUSUMECI: 5-

Periodo non tra i migliori di questo stopper che fatica a impostare il gioco dalla posizione di centrale difensivo.

 

ATTILI: 5

Trascorre tre quarti di gara a discutere con l’arbitro e rimane poco tempo per giocare.

 

BISOGNO: 5-

Sparito nella nebbia, sempre lontano dal vivo del gioco. Ne affiora come il mostro del lago segnando un gol da calcio d’angolo, il quarto centro in campionato.

 

FORMICA: 5

Tanta manovra ma scarsa incisività. Poi nel finale fallisce un gol che era più difficile spedirla alta che fuori e si capisce il tono della sua serata. Perlomeno, speriamo che il primo gol in campionato segnato su azione lineare e da attaccante vero, dribbling a difensore e portiere e palla nel sacco, gli sia servito per sbloccarsi. Quarto centro ance per lui.

 

RUGGERI: 5.5

Eppur si muove. Almeno uno si è salvato dalla sfacelo generale: Alex entra ed è l’unico a mettere paura al Baricola con due reti nel giro di pochi minuti. E’ poco ma è sempre meglio di tutto quello che fanno insieme i suoi sei compagni. Con querta doppietta i gol in gare ufficiali sono 110. Caserta è ormai alle spalle al nono posto mentre Perrone è poco più avanti con 116 reti. Continua la scalata.