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Olympic 2000 – Real Mellano 3-6

Buon pomeriggio. Commento, pagelle e foto a voi!
MERCOLEDI’ 24 FEBBRAIO 2010, ORE 20.10
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, XVI GIORNATA
REAL MELLANO   –   OLYMPIC 2000
6-3 (2-1)

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Fabrizio Perrone

 

Quello che ieri i tifosi e i giocatori dell’Olympic hanno vissuto è stato niente di meno che un romanzo, un romanzo breve, con soli tre capitoli ma pieno di emozioni contrastanti e di colpi di scena. Divideremo quindi la narrazione di ciò che è accaduto in tre parti ben distinte.

 

CAPITOLO 1 – Il campo

Innanzitutto si è giocato contro il Real Mellano, formazione che per tre quarti di torneo ha giocato un ottimo calcio guadagnandosi meritatamente di occupare le prime posizioni in classifica e che recentemente ha saltato qualche incontro a causa di gravi problemi di un loro giocatore. Problemi che non conosciamo a fondo ma che rispettiamo.

L’organizzazione aveva comunicato alla nostra società che questa partita l’Olympic l’avrebbe quasi sicuramente vinta tavolino ma poi, tre giorni fa è arrivata la comunicazione che invece questi problemi erano fortunatamente sulla via della risoluzione e che, si, si poteva giocare.

L’Olympic in questo modo doveva rinunciare ad una comoda via per ottenere i tre punti che le servivano per qualificarsi alla Champions League ma pazienza perché tutto l’ambiente gialloblù sapeva benissimo di aver gettato al vento tante occasioni per qualificarsi alla coppa che conta e i giocatori volevano conquistarsi la loro vittoria sul campo e non a scapito delle sfortune di qualcun altro.

E quindi si è giocato con l’Olympic che si schierava con Perrone, Rencricca (influenzato ma presente), Formiconi, Bisogno e i rientranti Stefano Tagliaferri, Guarino e Tani. I primi venticinque minuti di gioco sono stati una sofferenza per l’Olympic che affrontava una squadra che ha dimostrato di meritare tutti e 30 i punti finora conquistati.

E allora Perrone alzava la saracinesca sui molti tentativi di andare a rete dei ragazzi in maglia arancio e alla prima occasione i suoi compagni lo ringraziavano segnando l’1 a 0 con Bisogno che di prima scaricava un tiro dopo aver ricevuto palla dalle retrovie.

Il Mellano a quel punto si è come sbloccato e ha segnato due gol in rapida successione chiudendo la frazione in vantaggio ma alla ripresa l’Olympic ci metteva il cuore e pareggiava proprio con il giocatore più operaio della squadra, Alessandro Guarino, che in scivolata deviava in rete un tiro assist di Tagliaferri.

La terza rete del Mellano era solo la chiamata per la nuova impennata d’orgoglio gialloblù che pareggiava ancora con Guarino, particolarmente ispirato, che stavolta perfezionava la sua doppietta con un bel tiro a giro dal vertice sinistro dell’area di rigore.

Mancavano dieci minuti al termine e con il pareggio l’Olympic avrebbe ottenuto il suo pass per la Champions ma a quel punto le energie dei nostri sono terminate, l’ossigeno non è più arrivato al cervello e per Rencricca e compagni è diventato difficile anche mantenere la lucidità e la compattezza difensiva.

Il Mellano forte di una maggiore qualità tecnica e di una migliore condizione atletica ha approfittato di questo calo della nostra squadra e ha affondato il colpo segnando i tre gol che hanno decretato il loro successo per 6 a 3.

Finito anche il sedicesimo impegno del torneo i nostri si sono incamminati negli spogliatoi, tristi, consci di averci provato e di aver perso l’occasione giusta per ottenere la Champions in passato, non certo ieri sera.

Rimaneva comunque un lumicino di speranza legato ad improbabili incroci di risultati delle altre formazioni.

 

CAPITOLO 2 – Ingiustizia

E invece negli spogliatoi questa speranza veniva distrutta da una visita dell’organizzatore che comunicava la scelta del Mellano di non giocare le rimanenti due gare e di perderle a tavolino falsando così il torneo e penalizzando oltremodo la nostra squadra chissà perché vittima della formazione arancio che a quanto pare aveva precedentemente comunicato all’organizzazione di poter giocare solo contro i gialloblù e non le altre gare.

Questa conclusione della storia ai nostri giocatori sapeva di beffa, di ingiustizia, insomma di qualcosa di profondamente sbagliato sia a livello di sostanza che di forma. Infine i nostri giocatori si sono sentiti traditi da un’organizzazione che disconoscere due stagioni di fair play e di correttezza mostrati dalla nostra società.

Perrone ha comunque chiuso lì la vicenda rinviando all’indomani ogni decisione e contromossa preferendo perpetrare la nostra tradizione di stile.

 

CAPITOLO 3 – Giustizia (?)

E infine la storia di oggi. Perrone spinto dai suoi compagni e forte di uno spogliatoio unito contattava l’organizzazione, comunicava il proprio malessere e quello della squadra per l’ingiustizia subita concludendo comunque la conversazione con un reciproco mantenimento delle rispettive posizioni ovvero con i dirigenti della Madonnetta che non condividevano quanto espresso dal capitano.

L’ultimo colpo di scena di questa avvincente storia arrivava mezz’ora dopo con l’organizzatore che ricontattava la nostra società e si diceva convinto delle nostre posizioni e pronto ad impegnarsi per far si che la settimana prossima si giochino le due gare che il Real Mellano aveva precedentemente perso a tavolino contro C.N. F.C.  e Orange.

 

CONCLUSIONE

E ora aspettiamo la fine di questo romanzo sperando che l’organizzazione riesca a far giocare queste due gare e che i risultati possano darci quella qualificazione in Champions che comunque sappiamo di non meritare per quanto fatto vedere in campo. Se le cose andassero male sapremmo comunque che sono andate male totalmente per colpa nostra e non per assurdi movimenti determinati a tavolino.

Non ci resta che aspettare.

 

NOTE: serata primaverile. Spettatori, circa 10. In panchina Alessandro Santolamazza.

PAGELLE

PERRONE: 6+ cap.

Bene. E’ una di quelle serate che gli avversari lo maledicono per le parate e i compagni gli fanno i complimenti.

Per lui la prima fase si chiude con 14 presenze e 64 gol subiti.

RENCRICCA A. : 6

All’ora di pranzo aveva 40° di febbre e all’ora di cena è in campo sacrificandosi per l’Olympic. Non può essere al top ma merita un elogio. Capocannoniere gialloblù di questa fase del torneo, 12 presenze e 12 reti.

FORMICONI: 6

Indomito, non non molla e mai e sprona la squadra anche quando il divario di reti con il Mellano diventa incolmabile.

L’ultimo arrivato dal mercato di gennaio ha offerto finora un ottimo rendimento collezionando 6 presenze e 2 reti.

GUARINO: 5.5

Peccato, poteva essere l’eroe della serata nonostante una prova non esaltante ma impreziosita da una doppietta che da ha dato speranza alla squadra. Finora ha messo da parte 9 presenze, ha segnato 4 gol e ne ha subito 1 da portiere.

TAGLIAFERRI S. : 5.5

Sembra aver recuperato bene dall’infortunio subito tre settimane fa contro i The Boys ma ieri ha evidenziato una condizione precaria certamente figlia di questi 21 giorni di stop forzato. Nell’unico spunto degno di nota mette in mezzo il tiro cross che Guarino trasforma nel gol del provvisorio 2 a 2.

Il numero 5 gialloblù (da ieri nuovamente con il suo numero distintivo grazie alle nuove divise) ha fatto registrare 8 presenze e 10 gol nella prima fase.

BISOGNO: 5.5

Ci ha fatto saltare in piedi a tutti, sulle tribune, in curva, a casa con il gol dell’1 a 0, peccato non sia durato a lungo perché la rete oltre ad essere stata molto bella poteva anche significare Champions League.

Per il nostro centrocampista di fascia la prima fase del torneo ha significato 13 presenze e 11 gol.

TANI: 5.5

L’elemento più talentuoso della squadra ieri sera ha provato qualche gioco di prestigio ma ha quasi sempre sbattuto sui prestanti difensori avversari. Il Maghetto ha collezionato 11 gare e 8 reti.

Olympic 2000 – Moviola 2-5

Buona sera amici gialloblù.
Ecco a voi commento, pagelle e foto della serata di ieri. Manca la foto di squadra che verrà aggiunta in serata!
LUNEDI’ 22 FEBBRAIO 2010, ORE 21
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, XV GIORNATA
OLYMPIC 2000   –   MOVIOLA
2-5 (1-1)

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Alessandro Rencricca

 

L’Olympic perde il derby contro il Moviola e nello stesso tempo perde il match point per la qualificazione in Champions League. Lineare, coinciso, cinico, questo è l’unico modo per esprimere la delusione maturata ieri sera al termine di un incontro perfino ben giocato dai nostri che però hanno dovuto soccombere per colpa degli errori sotto porta che alla fine hanno fatto la differenza al cospetto di un Moviola che le sue occasioni le ha sapute sfruttare bene.

E’ un risultato che comunque fa rabbia non tanto per il significato storico di un derby ormai giunto all’edizione numero 51 quanto perché il Moviola, che in classifica sta tanto meglio di noi ed è già qualificato per la Champions, è parsa una squadra decisamente al nostro livello, come tante altre in questi torneo, eppure i gialloblù si sono dovuti inchinare a Rossi e compagni per un fatto semplicemente matematico: i nostri hanno creato almeno venti palle gol e ne hanno concretizzate due mentre i bianco viola ne hanno create una decina e realizzate cinque.

E infine il fattore che più scatena la rabbia e la delusione è quello del nostro obiettivo in questo torneo: se pensiamo che vincere ieri ci avrebbe dato la matematica qualificazione alla Champions ci dovremmo strappare capelli, anche i pochi rimasti a qualche giocatore sceso in campo ieri sera.

Per tentare di vincere il derby erano stati convocati Perrone, Rencricca, Formiconi, Stefano Tagliaferri, Buca e Sforza e Bisogno. Purtroppo Tagliaferri doveva dare forfait per motivi personali e anche Guarino, convocato al posto del centrocampista, dava prima la disponibilità salvo poi ritirarla a poche ore dal fischio d’inizio anch’esso per motiv personali.

La squadra comunque c’era e ha dimostrato almeno per quaranta minuti che il pareggio contro la capolista Werder di dieci giorni fa non era stato un caso. Il Moviola passava in vantaggio su sfortunata autorete di Rencricca ma dopo questo episodio veniva chiuso nella propria metà campo dall’Olympic che dopo aver sprecato molto con Bisogno e buca pareggiava proprio con il talento romeno che batteva il portiere con un tiro alto su assist di Formiconi.

Dopo l’1 a 1 l’Olympic attraversava il suo momento migliore tra la fine della prima frazione e l’inizio della seconda ma questo buon momento dei gialloblù veniva bruscamente interrotto prima dal 2 a 1 del Moviola e poi dal fortunoso 3 a 1 realizzato da Rossi.

L’Olympic a questo punto ha accusato il colpo e ha concesso altre palle gol agli avversari che comunque trovavano in Perrone un valido baluardo. Rencricca a metà frazione ha trovato il suo dodicesimo gol stagionale ancora per merito di Formiconi ma l’episodio decisivo della partita è avvenuto poco dopo quando Sforza falliva il pareggio e sul contropiede successivo il Moviola trovava il 4 a 2.

Con pochi minuti ancora da giocare non c’è più stato molto da fare; i nostri hanno subito anche il quinto gol e Rencricca ha colpito una traversa prima del triplice fischio che emetteva la sentenza finale su una partita che i gialloblù hanno gettato alle ortiche in maniera sciagurata.

Mercoledì 24 arriva il Real Mellano per l’ultima giornata della prima fase. Un altro match point per i nostri che ora dovranno fare la classica partita della vita. Non vogliamo essere pessimisti ma questo tipo di partita per la nostra squadra è sempre stata sfortunato.

Magari battiamo o blocchiamo sul pareggio formazioni imbattute e blasonate ma il dentro o fuori è una responsabilità che ancora non abbiamo imparato a sopportare.

Il nostro futuro prossimo è semplice: vincere significa Champions League e un terreno inesplorato e affascinante. Perdere contro il Real significherebbe ancora Coppa UEFA e tanta delusione per un risultato ampiamente alla portata e svanito solo per nostre responsabilità.

Valiamo qualcosa? Lo sapremo domani sera.

 

NOTE: serata umida ma non fredda. Spettatori, circa 10. Olympic in campo per la prima volta con le nuove divise GOLD 2010, bianche e oro.

PAGELLE

PERRONE: 5.5 cap.

Contratto e insicuro nella prima frazione. Molto meglio nei secondi venticinque di gioco in cui sfodera una parata da antologia sull’ 1 a 1, gesto che avrebbe meritato un esito di gara differente.

RENCRICCA A. : 6

Il gioco offensivo dell’Olympic si infogna spesso sulle vie orizzontali a causa dello scarso movimento degli avanti gialloblù e il nostro libero ha spesso difficoltà nel creare gioco e trovare i compagni.

Segna un bel gol in scivolata e ne sfiora un altro nel finale quando il portiere gli devia sulla traversa un tiro potente ma troppo centrale.

FORMICONI: 6

In calo rispetto alle recenti prestazioni ma trova due assist decisivi prima per Buca e poi per Rencricca che alzano il voto.

BISOGNO: 5.5

Come i suoi compagni di reparto ha tante occasioni da rete che getta al vento per imprecisione, scarsa fiducia nei propri mezzi, eccessivo altruismo, insomma per tante ragioni su cui deve lavorare. Alza il voto correndo tanto quanto basterebbe per percorrere la Muraglia Cinese.

BUCA: 5+

Il suo gioco è un interruttore ON/OFF che negli tempi è troppo spesso in posizione OFF. Si accende in occasione dell’1 a 1 (decimo gol nel torneo) ma si eclissa in tutte le altre circostanze propizie. Troppo umorale sembra troppe volte con la testa altrove, una specie di Menez dell’Est Europa.

SFORZA: 5

Undici giorni fa aveva fatto piangere il Werder Brema con una doppietta e una prestazione da urlo, ieri invece ha fatto piangere i tifosi dell’Olympic che all’ennesimo gol sbagliato causa tiro centrale o sparato addosso al portiere avrebbero voluto mandarlo in esilio sull’Isola d’Elba. I tifosi lo amano tanto però e questo per lui deve essere uno sprone.

Olympic 2000 – Werder Brema 4-4

GIOVEDI’ 11 FEBBRAIO 2010, ORE 21
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, XIV GIORNATA
WERDER BREMA   –   OLYMPIC 2000
4-4 (3-2)

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Fabrizio Formiconi

 

Cosa è successo ieri sera? C’è stata una di quelle partite che da 20 fanno innamorare la gente dell’Olympic, una squadra operaia, che piace ai tifosi quando riesce a mettere in campo le sue virtù principali.

Non siamo capaci di palleggiare, creare bel gioco, inventare magie con continuità. Noi diventiamo imprevedibili quando ci sacrifichiamo, siamo concentrati, determinati per cinquanta e più minuti magari anche andando sotto e poi recuperando in un crescendo di emozioni che al fischio finale esplodono in una gioia che è di tutti, giocatori, panchina e tifosi.

Le partite che mancano alla fine del primo turno del Torneo di Apertura sono sempre meno e la squadra si è complicata la vita perdendo l’importante match contro i The Boys. La vittoria a tavolino contro l’Ostia XIII ci ha permesso di sperare ancora in quel fatidico ottavo posto che vale la Champions ma per continuare a sognare bisognava fare punti contro il Werder Brema, la formazione capolista che finora aveva solo vinto.

I gialloblù sono scesi in campo sapendo che non avevano nulla da perdere, la situazione era difficile e le molte assenze complicavano ulteriormente la faccenda. Senza Tagliaferri (infortunatosi contro i The Boys), Guarino e Buca (assenti rispettivamente per motivi di lavoro e personali) abbiamo affrontato la gara con un solo cambio a disposizione e con la coppia Tani Sforza a corto di fiato dopo le lunghe assenze e invece proprio da questa situazione d’emergenza è nata l’impresa.

Coperti e corti i giocatori gialloblù sono andati in svantaggio dopo pochi minuti con l’elemento di maggior talento del Werder che dribblava mezza difesa e batteva Perrone ma poi Sforza ha pareggiato con un sinistro che per velocità di esecuzione ha stupito tutti, compagni e soprattutto avversari!

Poi l’Olympic ha vissuto un breve periodo da tregenda con Rencricca che regalava palla al numero 14 bianco verde che segnava l’1 a 2. Come se non bastasse Formiconi imitava il compagno di reparto facendosi intercettare un passaggio e permettendo all’attaccante avversario di tirare verso Perrone che completava la frittata con un tentativo di parata goffo e maldestro.

Sull’ 1 a 3 sembrava che i nostri stessero giocando sullo 0 a 0 e prima dell’intervallo questo non perdersi d’animo si concretizzava nel gol di Formiconi con il difensore che segnava il secondo gol nelle ultime due uscite con una rasoiata dalla sinistra.

Andare al riposo in svantaggio è stata una grandissima spinta per i nostri ragazzi. Non pensiate che l’Olympic abbia dominato la ripresa perché non è affatto così, non ci appartiene come tradizione e non è nelle nostre corde. Però il nostro quintetto ha saputo reggere l’urto del Werder punto sull’orgoglio e ha saputo colpire al momento giusto.

Perrone ha fatto qualche uscita provvidenziale proteggendo il risultato e a metà ripresa è arrivato il pareggio di Tani che rubava palla a centrocampo e tutto solo si involava verso la porta avversaria superando anche l’estremo difensore con un tiro centrale che gli passava sotto la parte meno nobile del corpo.

Il finale era da cardiopalma: il Werder colpiva un palo esterno e segnava la rete del 4 a 3 ma gli ultimi dieci minuti erano tutti di marca gialloblù con la traversa colpita da Rencricca, il palo colpito da Bisogno e l’apoteosi del definitivo pareggio di Sforza che raccoglieva in area la respinta del portiere del Werder su una staffilata dalla trequarti di Rencricca.

L’esultanza del centravanti gialloblù era bellissima, una corsa verso il centrocampo urlando frasi incomprensibili ma se rivediamo anche i momenti successivi agli tre gol ci accorgiamo che anche nelle altre tre circostanze i nostri ragazzi hanno esultato abbracciandosi, trovandosi con lo sguardo, dimostrando un’intesa e un’unità che ci hanno fatto commuovere.

Questa è un buona Olympic sul piano tecnico ma è impareggiabile per il suo spogliatoio così unito e che risulta essere il motore di ogni buon risultato. Senza cuore, il cuore buttato ieri oltre l’ostacolo Werder non andiamo da nessuna parte, teniamolo sempre a mente e godiamoci questo importante risultato per quello che è, un pareggio che smuove la nostra classifica verso l’alto e che arriva contro una squadra contro cui finora nessuna altra formazione partecipante al torneo l’aveva mai spuntata.

 

NOTE: serata di freddo artico. Spettatori, circa 5. In panchina presenti Alessandro Santolamazza e Emiliano Belli.

PAGELLE

PERRONE: 7+ cap.

Si perde in chissà quali pensieri sul terzo gol del Werder ma per il resto è una muraglia, soprattutto nelle uscite grazie alle quali nega almeno quattro segnature agli avversari.

RENCRICCA A. : 7+

Inevitabilmente ostinato e cocciuto nei tiri dalla distanza che finiscono tutti alti meno due, il primo colpisce il palo e rimbalza sulla traversa e il secondo viene ribattuto dal portiere sui piedi di Sforza che segna il definitivo pareggio. In difesa ha un avvio difficile ma poi si riprende alla grandissima.

Viene ammonito per proteste e ora è in diffida.

FORMICONI: 7+

Un altro gol, il secondo consecutivo che gli permette di raggiungere le 27 reti segnate da Santolamazza in partite ufficiali anche se il difensore inglese vanta 18 presenze in più. In difesa garantisce solidità al reparto e gli possiamo imputare solo qualche calcetto di troppo rifilato agli avversari e che portano la squadra quasi a subire un tiro libero.

BISOGNO: 7

Gli manca solo il gol, che tra l’altro sfiora nella seconda frazione. Per il resto continua a stupirci la sua stratosferica condizione fisica e atletica che gli permette di macinare chilometri e chilometri e di fare recuperi impensabili in difesa dopo aver perso palla nell’area avversaria.

TANI: 7

Al rientro dopo 23 giorni di assenza causa febbre è visibilmente indietro atleticamente ma il ragazzo è intelligente e ha saputo gestire al meglio le proprie risorse mantenendo la squadra corta giocando poco più avanti del centrocampo.

E solo grazie al cuore che nel secondo tempo, dopo aver rubato palla ad un avversario, riesce ad involarsi verso la porta avversaria resistendo alla carica del difensore e segnando il suo settimo gol nella competizione.

SFORZA: 7+

Magico! I tifosi già hanno dimenticato che ieri sera i gol avrebbero potuto essere quattro invece di due perché il ragazzo si è mangiato due occasioni grosse così a tu per tu con il portiere del Werder. Però che spettacolo quando segna l’1 a 1 girandosi e calciando di sinistro a bruciapelo e quando segna il 4 a 4 dando vita da un carnevale dentro il campo e in curva. Vai così Sforzinho, l’Olympic ha bisogno dei tuoi gol!

Olympic 2000 – The Boys 2-5

MERCOLEDI’ 3 FEBBRAIO 2010, ORE 22.10
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, XII GIORNATA
OLYMPIC 2000   –   THE BOYS
2-5 (2-2)

MARCATORI:

1 BUCA

1 FORMICONI

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Fabrizio Formiconi

 

La rincorsa dell’Olympic al salotto buono del calcio che conta subisce un brusco stop contro i The Boys, formazione che dopo averci strappato la Coppa UEFA nella finale del luglio scorso, in un colpo solo ci toglie l’imbattibilità che durava da tre gare e la possibilità di isolarci all’ottavo posto in classifica.

Tra l’altro è una sconfitta che per noi vale doppio visto eravamo appaiati a pari punti in classifica proprio con i The Boys che ora si sopravanzano di tre punti a quattro giornate dalla fine.

Nonostante questa situazione da tregenda non possiamo lamentarci dell’impegno profuso dai nostri ragazzi ieri sera. I giocatori gialloblù hanno corso, hanno giocato con rabbia, magari senza molto criterio e applicazione tattica ma su questo piano l’assenza di Rencricca si è fatta sentire e l’infortunio di Tagliaferri a inizio ripresa è stata un’altra tegola piuttosto decisiva.

Raccontiamo come è andata dal principio: la formazione iniziale dell’Olympic prevedeva Perrone in porta, una difesa a tre composta da Formiconi perno centrale e Bisogno e Stefano Tagliaferri ai lati con Buca unica punta. In panchina Guarino pronto a subentrare ai compagni di difesa e Sforza al rientro dopo un mese di stop per infortunio pronto a dare respiro ai reparti avanzati.

Il primo tempo gialloblù è stato apprezzabile. L’attacco si è mosso molto male per tutta la partita con Buca e Bisogno che spesso si pestavano i piedi ma l’Olympic era riuscita ad andare oltre queste difficoltà grazie ai lanci di Formiconi che beffavano i difensori in maglia amaranto. Proprio il difensore di Acilia portava in vantaggio l’Olympic raccogliendo palla sulla destra dribblando il portiere e scaricando la palla sul secondo palo con un gesto tecnico da punta vera.

Dopo un paio di parate scaccia guai di Perrone è arrivato anche il 2 a 0 grazie a quello che rimane forse l’unico duetto riuscito tra Bisogno e Buca. Il numero sette riceveva palla dalle retrovie, di tacco al volo appoggiava per l’accorrente attaccante romeno che da fuori area trovava l’angolino giusto con un tiro al volo.

Tutto molto bello.

Purtroppo la pressione avversaria si è fatta più veemente verso il finale di frazione e i the Boys guadagnavano il pareggio prima grazie ad un’un incertezza di Perrone e poi al termine di un’azione in cui la difesa gialloblù si è fatta trovare impreparata.

A inizio ripresa le intenzioni dei nostri ragazzi erano di ricominciare a giocare aspettando l’avversario cercando di trovare quell’attenzione tattica che era stata fondamentale nelle ultime due vittorie invece è arrivato subito il gol del 2 a 3 e da lì i nostri hanno perso la testa non tanto sul piano caratteriale quanto su quello strettamente tattico.

Insomma, rispetto ad altre sconfitte, non possiamo certo biasimare l’impegno dei nostri uomini che hanno corso e lottato fino al fischio finale ma è mancata la lucidità e la pazienza di cercare la rimonta attraverso il gioco.

Il giocatore che avrebbe potuto aiutare maggiormente la squadra a ritrovare questa serenità, Stefano Tagliaferri, si è infortunato pochissimi istanti dopo il 2 a 3 dei The Boys (per lui si sospetta una lesione all’inguine) e in panchina non avevamo molti ricambi considerando che Sforza non poteva certo essere il top.

Nel finale dunque è stata battaglia ma i The Boys si sono dimostrati molto compatti e dopo aver trovato il 2 a 4 su punizione si sono chiusi a riccio. Interessante il cambio in porta tra Perrone Guarino con il capitano che ha cercato il fraseggio con Bisogno come a i vecchi tempi e ha sfiorato il gol in due occasioni ma si è trattato più un gesto disperato che di una reale ed efficace contromossa al gioco avversario.

Solito cappello al commento: forse abbiamo perso un’occasione decisiva per la rincorsa alla Champions League ma mi sento di sollevare i ragazzi da colpe e responsabilità. A mio parere ieri sera non si poteva fare molto di più anche se il vantaggio di due gol poteva esser gestito meglio così come la il livello di concentrazione.

Ora il calendario si fa tosto ma non abbiamo molto da perdere quindi mettiamocela tutta!

 

NOTE: serata non fredda ma molto umida. Spettatori, circa 10.

PAGELLE

PERRONE: 5.5 cap.

Tante belle parate tra primo e secondo tempo ma le incertezza su primo e quarto gol avversario sono macchie che non gli permettono di raggiungere la sufficienza. Negli ultimi otto minuti si fa sostituire in porta da Guarino e sfiora l’incrocio dei pali con un tiro da fuori.

Trecentesima partita di torneo in carriera con l’Olympic.

FORMICONI: 6

Prima partita da perno centrale difensivo in sostituzione dell’assente Rencricca. Prestazione buona, superiore al livello generale della squadra e impreziosita dal suo primo gol post ritorno in squadra.

Molto belli ed efficaci anche alcuni suoi lanci dalla difesa anche se fondamentalmente nascevano dalle difficoltà della squadra di costruire il gioco in modo corale.

GUARINO: 5.5

Non si arrende mai ma ieri sera ha sbagliato troppi passaggi per raggiungere il sei in pagella. Nella ripresa sfiora il gol ma arriva in scivolata sull’assist di Bisogno e il tiro che ne risulta è debole e centrale.

TAGLIAFERRI S. : 5.5

Parte bene, va in flessione a fine primo tempo sbagliando un paio di coperture e consentendo agli avversari di arrivare al tiro fortunatamente senza conseguenze. Poi dopo pochi minuti del secondo tempo è costretto ad abbandonare per infortunio. Gli facciamo un grosso in bocca al lupo.

BISOGNO: 5.5

Fisicamente è il più in palla e lo si capisce dai chilometri che percorre, dalla rovesciata con la quale per poco non fa cadere giù le tribune dagli applausi, dai movimenti offensivi che cerca. Purtroppo ieri sera si è amalgamato malissimo con il compagno di reparto Buca e spesso l’attacco gialloblù è risultato un pastrocchio.

Nell’unica combinazione tra i due (assist di tacco di Bisogno, tiro di Buca) ne è uscito uno dei più bei gol della stagione gialloblù.

BUCA: 5+

Mezzo voto in meno rispetto alla maggior parte dei suoi compagni perché per noi lui resta il giocatore di maggior talento della rosa, quello che può fare la differenza, quello che deve accendere la luce quando si fa buio.

Per ora Catalin lo fa troppo raramente, oppure quando lo fa il suo talento non regge l’andamento negativo della gara, tradotto: se le cose vanno male lui si spegne improvvisamente.

Abbiamo fiducia in lui, lo abbiamo seguito dalla stagione scorsa, abbiamo investito in lui e quindi ora sta a lui ripagare, presto, questa fiducia.

Segna il bellissimo 2 a 0 dell’Olympic.

SFORZA: 5.5

Considerando che era al rientro dopo un mese di stop per infortunio non ha offerto una prestazione malvagia. Va vicino alla rete in due tre occasioni e nel primo tempo colpisce un palo pieno che lo fa disperare. Non segna con al nostra maglia dal 21 dicembre e questo per lui dovrà essere di grande stimolo nelle prossime partite.

Olympic 2000 – Prison Break 3-2

MARTEDI’ 19 GENNAIO 2010, ORE 21.10
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, XI GIORNATA
OLYMPIC 2000   –   PRISON BREAK
3-2 (3-0)

MARCATORI:

2 BISOGNO

1 TAGLIAFERRI S.

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Gianluca Bisogno

 

Terza vittoria consecutiva nell’anno nuovo, imbattibilità nel 2010, seconda vittoria consecutiva in campionato, gioco in crescita. Sono questi gli aspetti che fanno dell’Olympic che si è risvegliata stamattina una squadra felice composta da giocatori felici i cui tifosi sono al settimo cielo.

Dopo la vittoria contro il C.N. Football Club i gialloblù erano attesi alla prova del nove, all’esame di maturità di fronte a se stessi e al loro pubblico esigente e dopo una battaglia durata cinquanta minuti possiamo dire che l’esame è pienamente superato.

Abbiamo rivisto una squadra grintosa, cattiva, cinica, certo non spettacolare ma quando mai l’Olympic ha fatto dello spettacolo il suo punto di forza. Mai.

I machi di fabbrica dei migliori momenti della storia dell’Olympic sono l’umiltà, la determinazione, il sacrificio. Magari ai palati fini quella contro il Prison Break potrà essere sembrata una vittoria frutto del catenaccio ma per chi ama i nostri colori questa è stata semplicemente una vittoria da Olympic: cuore, sudore, amore per la maglia!

Per l’undicesima giornata di campionato rimanevano in tribuna Sforza (reduce dall’infortunio di due settimane fa al torace) e Buca per scelta tecnica. Nonostante queste due pesanti rinunce la formazione che scendeva in campo era di ottima qualità e quantità con Perrone in porta, reparto difensivo composto da Rencricca, Formiconi e Guarino e gioco d’attacco affidato al trio Stefano Tagliaferri, Bisogno, Tani.

Un bel mix di classe operaia e giocatori estrosi costruito per battere il Prison Break, squadra che in passato avevamo sempre battuto ma che annoverava nelle proprie file l’ex di lusso Aschettino e che nella giornata precedente aveva ben figurato andando a battere per 4 a 1 i The Boys detentori della Coppa UEFA.

All’ultimo minuto saltava il confronto con l’ex Aschettino, fuori per infortunio, ma non per questo Perrone e compagni si sono demotivati, anzi, proprio come era successo nei primi minuti della sfida contro il C.N. F.C. il gioco dell’Olympic era così spumeggiante da fruttare tre gol in rapida successione.

La difesa a tre dell’Olympic si rivelava invalicabile per gli avversari che nelle rare occasioni in cui trovavano spiragli trovavano sulla loro strada Perrone. In avanti invece i protagonisti dei primi venticinque minuti di gioco erano Stefano Tagliaferri e Bisogno. Il primo colpiva una traversa piena ma subito dopo si rifaceva andando a deviare di tacco un calcio d’angolo di Guarino. Gol bellissimo e 1 a 0 per l’Olympic.

Il 2 a 0 arrivava invece grazie a Bisogno che trovava l’angolo giusto grazie ad un tiro preciso ma non irresistibile su cui il portiere avversario si faceva trovare impreparato. Il numero 7 dell’Axa poco dopo trovava anche la seconda marcatura della serata raccogliendo un filtrante geniale di Tagliaferri e battendo nuovamente il portiere con un rasoterra in cui dimostrava freddezza e convinzione.

La splendida Olympic della prima frazione nella ripresa veniva sostituita da una copia più stanca ma decisamente attenta e calcolatrice nel gestire il largo vantaggio ottenuto nel primo tempo.

I due gol del Prison Break erano episodi piuttosto isolati mentre solo per imprecisione e scarsa lucidità i nostri non allungavano le distanze in contropiede.

Tanta è stata la concentrazione nel gestire il vantaggio che quando l’arbitro fischiava la fine della partita i nostri giocatori quasi stentavano a credere che il match fosse già finito.

Quali sono i segreti questa rinascita gialloblù? L’innesto di Formiconi è stato decisivo così come la grinta portata da gente come Guarino e Tagliaferri. In questo contesto di determinazione anche gli altri giocatori si sono fatti coinvolgere e permeare da questa bella atmosfera che si respira in campo e negli spogliatoi. Nel prossimo incontro avremo di fronte un avversario fortissimo come la capolista Werder Brema. Chiedere la vittoria sarebbe eccessivo ma i giocatori sanno che i tifosi sarebbero strafelici se, per la quarta volta consecutiva, i giocatori uscissero dal terreno di gioco con l’impegno dimostrato ieri. Solo questo e non è una missione impossibile se sulla maglia porti la scritta Olympic cucita sul petto!

 

NOTE: serata freddissima. Spettatori, circa 10.

PAGELLE

PERRONE: 6.5 cap.

Nel primo tempo fa due interventi fondamentali sull’1 a 0 e sul 3 a 0 un secondo prima che l’arbitro mandasse le squadre al riposo. Nella ripresa amministra i pericoli portati dagli attaccanti rosa nero in linea con quello che fanno i compagni di squadra.

RENCRICCA A. : 7

Tocca quota 200 presenze in gialloblù, un record che in quella serata di fine agosto 2004, giorno in cui esordì senza tante aspettative, sarebbe sembrato impossibile e inimmaginabile. Quando raggiunse le 100 presenze la squadra perse malamente in un’amichevole estiva, stavolta il Libero di Centocelle porterà nel cuore il ricordo della duecentesima partita con questa maglia potendolo associare a quello della migliore prova della squadra di questa stagione.

FORMICONI: 7

Il catenaccio gialloblù senza la presenza di un difensore vecchio stampo come Formiconi non sarebbe possibile. Concede ai tifosi pochi fronzoli ma tanta sostanza e tanta quantità portando benefici anche ai compagni di reparto Rencricca e Guarino. Sfiora il gol nella ripresa ma anche senza la gioia della rete può godersi i cori dei tifosi che inneggiano a lui come un giocatore fondamentale dentro e fuori il campo.

GUARINO: 6.5

All’occorrenza diventa il quarto giocatore gialloblù dietro la linea di centrocampo andando a formare insieme ai due colleghi del pacchetto difensivo una linea Maginot che ricorda alcune difese storiche di questa squadra. Anche lui avrebbe la possibilità di scrivere il suo nome sul tabellino ma per i miracoli ci stiamo ancora attrezzando.

BISOGNO: 7

In una serata in cui tutto il meccanismo gialloblù è oliato alla perfezione lui diventa il carnefice del Prison Break, squadra a cui, nei due precedenti scontri, non aveva mai segnato. Stavolta ne fa due, uno con la complicità del portiere rosa nero, l’altro con un rasoterra preciso e velenoso che corona l’azione della squadra.

Raggiunge quota 10 gol in campionato, competizione in cui è il giocatore dell’Olympic che segna con più continuità.

TAGLIAFERRI S. : 7

L’urto delle sue giocate feriscono il Prison Break nel profondo dell’animo, non solo sul tabellino dei marcatori. Al primo tentativo il portiere si salva deviando il suo tiro sulla traversa ma alla seconda occasione il suo colpo di tacco è così bello e preciso che l’estremo difensore non può farci nulla.

Magico anche l’assist per il 3 a 0 di Bisogno, colpo che piega sulle ginocchia la squadra avversaria che stenta prima di ritrovarsi e tentare la rimonta. Nella ripresa fallisce un paio di volte il colpo del definitivo KO ma possiamo decisamente accontentarci del suo ruolino di marcia da quando è tornato in squadra: 7 presenze e 11 reti tra amichevoli e campionato.

TANI: 6.5

Il nostro fantasista è diventato bravissimo nel leggere le situazioni di gioco, a capire dove va la palla, a intuire l’evoluzione tattica dell’azione. Ieri sera, grazie a queste qualità ha corso di meno, è stato un tutt’uno con la squadra divenendo spesso lo sfogo offensivo delle situazioni in cui la squadra si chiudeva a riccio per reggere l’urto dell’attacco avversario e, soprattutto nel primo tempo, ha intercettato un paio di passaggi trasformandoli immediatamente in situazioni pericolose (vedi traversa di Tgaliaferri).

Olympic 2000 – C.N. Football Club 7-6

Ed ecco il commento ragazzi! in fondo trovate le foto e a sinistra il sondaggione!
MARTEDI’ 12 GENNAIO 2010, ORE 20.10
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, X GIORNATA
C.N. FOOTBALL CLUB   –   OLYMPIC 2000
6-7 (3-3)

MARCATORI:

2 BISOGNO

2 RENCRICCA A.

2 TANI

1 BUCA

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Alessandro Rencricca

 

Era il giorno della ripresa del campionato dell’Olympic, il giorno dell’ultima spiaggia per chi credeva ancora nell’aggancio all’ottavo posto, il giorno in cui bisognava dimostrare e il giorno del clamoroso rientro di Formiconi.

E’ andato tutto bene, benissimo, magnificamente, magari non nella forma ma nella sostanza l’Olympic ha raggiunto tutti gli obiettivi della serata.

Innanzitutto ha ritrovato la vittoria in campionato e per di più, per la prima volta in questa stagione, contro una squadra che la precedeva in classifica. Uscire sconfitti dalla partita di ieri avrebbe significato perdere per sempre contatto con il treno delle grandi, un treno che viaggia ancora parecchi chilometri avanti a noi ma un treno che ora possiamo aspirare a raggiungere, un treno su cui la squadra vuole salire sopra. E da ieri di questa squadra fa parte anche, anzi di nuovo, Fabrizio Formiconi, un pilastro del passato, un capitano dell’Olympic che ieri è sceso in campo e a fine partita ha detto “Sembra che non me ne sia mai andato via!”

Infine, a coronamento di tutto ciò è arrivato inevitabile il calore del pubblico che era lì sopito in attesa che la squadra dimostrasse di meritarlo, non vincendo ma semplicemente mettendo tutto in campo. Noi eravamo sicuri che le due cose andassero di pari passo e infatti contro il C.N. Football Club i tre punti sono arrivati grazie alla determinazione, null’altro.

Le assenze di Guarino (motivi lavorativi), Sforza (costole fratturate nell’amichevole contro l’Olympic) e Brusco (fuori per scelta tecnica nonostante la tripletta al Rome North Team) non sono state avvertite. Del resto la squadra poteva vantare un’ampia scelta di ruoli e, a prescindere dagli uomini schierati, un buon equilibrio grazie a Rencricca, Formiconi e Stefano Tagliaferri che si sono spartiti il lavoro difensivo e Buca, Tani e Bisogno che invece hanno lavorato dal centrocampo in su.

Gli errori difensivi da parte dell’Olympic purtroppo non sono mancati ma in altre occasioni la squadra dopo essersi portata sul triplo vantaggio (Rencricca e doppio Tani dopo un paio di belle parate di Perrone sullo 0 a 0) sarebbe crollata psicologicamente in caso di pareggio repentino e sfortunato.

Un’altra volta andare al riposo sul 3 a 3 dopo aver sprecato tanta grazie in attacco e sprecato almeno quattro cinque occasioni per incrementare il bottino sarebbe stato una mazzata che ci avrebbe messo in ginocchio e invece si è rivisto il carattere che siamo capaci di mettere in campo.

Sarà stato merito dell’innesto di Formiconi, può darsi, ma dobbiamo ammettere che i nostri giocatori avevano gli occhi della tigre e non solo hanno riguadagnato due gol di vantaggio grazie a Bisogno e Rencricca. Non solo!

Si sono fatti di nuovo riprendere dagli avversari sul 5 a 5 e solo nel finale, grazie alla seconda impennata d’orgoglio, hanno meritato la vittoria grazie ad un nuovo uno due confezionato da Buca e Bisogno.

La sesta rete dei rossi avversari non è servita a nulla, l’arbitro ha fischiato la fine e i nostri giocatori hanno gioito per una vittoria meritata che avrebbe dovuto essere decisamente più larga (gli avversari hanno colpito due pali ma Buca e Tani hanno entrambi colpito due incroci dei pali) considerando le tante occasioni da gol non concretizzate dai nostri attaccanti, almeno dieci nitide.

Ma forse è stato meglio così, all’Olympic serviva un match sofferto, combattuto, vinto non grazie alla forza tecnica ma grazie ai sentimenti, alla grinta, al cuore.

E cuore è stato! Pulsante e a forti tinte gialloblù!

 

NOTE: serata molto fredda. Spettatori, circa 10.

PAGELLE

PERRONE: 6+ cap.

Il capitano sullo 0 a 0 si oppone alla sua maniera con tre uscite che salvano la porta. Nella ripresa però il numero 10 avversario segna un gol con un tiro assist che si infila sotto il sette: peccato solo che aveva tirato quasi dal calcio d’angolo e Perrone sembri un po’ sorpreso.

Serata di numeri tondi: 550 presenze in gialloblù.

RENCRICCA A. : 7.5

Come è stato in passato con Aschettino, Sacchi e Ripanucci si giova immediatamente della presenza di un difensore dal carattere forte e dall’ottimo senso della posizione come Formiconi. Oltre alla buona prestazione difensiva si gode la buona compagnia di reparto andando a trovare per due volte il gol e diventando il capocannoniere gialloblù del torneo con 11 segnature.

Viene ammonito per proteste nella serata della presenza numero 199, un piccolo sforzo e si entra nella storia!

FORMICONI: 7+

Come facciamo a commentare senza brividi questo ritorno? Possiamo scrivere semplicemente che un giocatore con alle spalle 137 presenze con questa maglia (di cui 48 da capitano) non avrebbe dovuto avere problemi a collezionare la centrotrentottesima, nemmeno dopo sei anni, due mesi e ventidue giorni.

Sei anni fa per motivi che non staremo qui a giudicare o commentare le strade dell’Olympic e quella di Formiconi si sono allontanate, ieri si sono rincontrate ad un incrocio. Il futuro lo scriviamo da domani.

TAGLIAFERRI S. : 6.5

Si lamenta perché viene spesso spostato dalla difesa al centrocampo all’attacco ma un giocatore della sua duttilità è fondamentale per mantenere l’equilibrio quando i cambi stravolgono la squadra per uno o due quinti.

Un po’ a corto di ossigeno dopo la sosta (aveva saltato la seconda delle due amichevoli natalizie) ma sempre utile e ormai sulla via del pieno recupero.

BISOGNO: 7

Dopo che nel primo tempo il portiere gli aveva parato un paio di tiri davvero pericolosi si rende protagonista della seconda e della terza scossa gialloblù segnando il quarto e il settimo gol dell’Olympic con quest’ultimo che poi si rivelerà decisivo per la vittoria finale almeno quanto l’assist per il gol del 6 a 5 di Buca.

Nella serata della sua presenza numero 150 non solo ha gli occhi della tigre ma anche lo scatto del ghepardo.

TANI: 7

Caspita che incidenza sulla partita! A occhio e croce ha giocato qualche minuto in meno dei compagni eppure il suo uno due nel primo tempo è stato micidiale. Sul primo gol si fa trovare ben smarcato e deve solo deviare la sfera in rete ma nell’azione successiva è stato spettacolare vederlo seguire l’azione, chiamare l’assist a Buca e scaraventare in splendida coordinazione la palla sul secondo palo.

Dove vai se il Maghetto non ce l’hai?

BUCA: 6

Il nostro star player romeno ieri ha faticato più degli altri a trovare la grinta e la voglia di abbattere l’ostacolo rosso avversario. Un po’ troppo molle nei contrasti, poco concentrato in occasioni che avrebbero potuto fruttare altre reti e spesso ai margini del gioco.

In questa serata un po’ così ha comunque fatto vedere ai tifosi due assist per Tani, un incrocio dei pali pieni e il gol del 6 a 5 trovato con un bel sinistro al volo di cui il portiere avversario ha solo intravisto la scia luminosa con la coda dell’occhio.

Olympic 200 – Rome North Team 4-3

LUNEDI’ 4 GENNAIO 2009, ORE 21
STADIO CIRCOLO FLAMINIA
GARA AMICHEVOLE
ROME NORTH TEAM   –   OLYMPIC 2000
3-4

 

MARCATORI:

3 BRUSCO

1 RENCRICCA A.

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Juan Esteban Brusco

 

Il 2010 dell’Olympic comincia con una vittoria ottenuta in u incontro in cui la squadra gialloblù ha mostrato il peggio e il meglio di se. I ragazzi capitanati da Perrone, in trasferta presso il Circolo Flaminia per affrontare la Rome North Team guidata da Francesco Sforza, hanno dapprima offerto una prestazione in linea con il recente trend mentre nel finale, sospinti da un inaspettato impeto d’orgoglio, hanno ribaltato il punteggio che li vedeva sotto di due gol e hanno portato a casa un’affermazione che non cancella i problemi e i dubbi su questa squadra ma che almeno calma un po’ i tifosi e getta benzina nel fuoco del morale gialloblù, ultimamente un po’ fioco.

Per questa trasferta record, mai infatti la nostra squadra aveva giocato così lontano dal suo luogo di fondazione, l’Olympic doveva rinunciare ai titolari Guarino e Stefano Tagliaferri e con Sforza impiegato nelle file avversarie la società ha dovuto ricorrere ai ripari convocando ben due esordienti assoluti da affiancare a Perrone, Rencricca, Bisogno e Tani. Il primo esordio è sfumato in mattinata per il forfait di Walter Marletta (poi sostituito da Brusco) mentre il secondo si alla fine concretizzato per merito del centrocampista Dario Sorci.

E’ stato fin da subito chiaro che tra le due squadre la differenza era sostanziale: l’Olympic più organizzata sotto ogni aspetto, la Rome North Team praticamente una selezione di amici che occasionalmente si ritrova per giocare.

Eppure dopo l’1 a 0 firmato da Brusco questi amici si sono dati da fare, hanno messo in campo la loro qualità individuale e grazie alla grinta hanno messo sotto l’Olympic che ha attraversato una ventina di minuti di difficoltà assoluta in cui gli avversari facevano quello che volevano, le marcature erano saltate e la forza di volontà si perdeva nella oscure trame psicologiche dei nostri giocatori.

Insomma si è vista la solita Olympic abulica, molle, fiacca, senza verve contro la quale Francesco Sforza, normalmente facente parte di questo bel quadretto, una volta estratto dallo stesso è sembrato trasformato e ci ha punito con una doppietta molto bella che sarebbe potuta diventare anche una tripletta se la traversa non avesse aiutato Perrone.

Ad un millimetro dal disgregamento totale della nostra squadra poi qualcosa fortunatamente è scattato, la squadra è riuscita a fare quel piccolo ma difficilissimo sforzo di volontà e negli ultimi benti minuti gli avversari non hanno più superato la loro metà campo. Rencricca accorciava le distanze con un bel tiro da fuori mentre Brusco segnava due gol che significavano sorpasso e vittoria ai danni dei volenterosi avversari che durante la rinascita gialloblù erano anche fortunati visto che per due volte la traversa e una volta il palo li aiutavano.

Ultimo brividuccio nel finale quando un banale errore a centrocampo portava due avversari da soli di fronte a Perrone che però con un scatto felino intuiva le intenzioni di Sforza strappandogli in gola l’urlo di esultanza per il pareggio.

Il cronista stanco e amareggiato sottolinea l’orgoglio che ha portato alla rimonta e alla vittoria ma deve sottolineare maggiormente le solite note dolenti sperando come di consueto che queste magicamente scompaiano alla prossima e ormai imminente gara di campionato.

 

NOTE: serata molto fredda. Spettatori, circa 3.

PAGELLE

PERRONE: 6.5 cap.

Il voto sta tutto nell’intervento “da tre punti” su Sforza a pochi secondi dalla fine: un guizzo che significa vittoria quando già la curva stava preparando le bombe carta da gettare in campo.

RENCRICCA A. : 6

Tanta forza di volontà ma mal incanalata e mal gestita a causa di un caratteraccio che nelle situazioni di difficoltà potrebbe essere di grande aiuto per i compagni e invece finisce per infastidirli. Bello il gol del 2 a 3, sfiora la doppietta colpendo la traversa con un pallonetto geniale dalla trequarti.

TANI: 6

Dalla tribuna stampa vorremmo tirargli appresso i PC quando decide di ignorare i compagni e tentare la soluzione personale contro un muro di avversari perdendo palla. Se migliora sotto questo aspetto rimarrebbe solo l’innegabile intelligenza tattica e la luce che quando si accende abbaglia le difese avversarie. Anche lui colpisce una traversa.

BISOGNO: 6-

Di chilometri ne macina più di un pony express ma poi sbaglia puntualmente al momento decisivo dell’azione quando si tratta di effettuare l’ultimo passaggio o di cacciare la palla in rete.

SORCI: 6

Il quinto esordiente stagionale si presenta ai suoi nuovi tifosi come un mix tra Bisogno e Venturi. La sua prestazione è fortemente inficiata dalla scarsa condizione fisica e atletica conseguente un lunghissimo stop per infortunio ma abbiamo rilevato una indubbia qualità e buon senso tattico che in prospettiva potrebbero fare comodo alla causa.

Avrebbe potuto bagnare l’esordio con un gol ma ci si è messo il palo a rovinare tutto.

BRUSCO: 6.5

Match winner della serata grazie alla sua tripletta scaccia mostri. Il suo raggio d’azione non è amplissimo ma sotto porta si fa sentire grazie ai suoi chili e ai suoi centimetri. Sarebbe potuta essere una serata ancora più trionfale se avesse sfruttato meglio qualche altra occasione ma uscire dal campo tra gli applausi di una curva che rimane in aperta contestazione con la squadra mi sembra comunque un bel traguardo!

Olympic 2000 – EAS 3-7

LUNEDI’ 28 DICEMBRE 2009, ORE 21
STADIO PARCO DEI MEDICI
GARA AMICHEVOLE
EAS   –   OLYMPIC 2000
7-3

MARCATORI:

1 BISOGNO

1 PERRONE

1 TAGLIAFERRI S.

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Stefano Tagliaferri

 

Finisce qui il 2009 gialloblù, un anno davvero particolare in cui alle due finali perse a febbraio e a luglio sono corrisposte un numero impressionante di sconfitte che, per come sono maturate, hanno spesso fatto storcere il naso a critica e tifosi.

A volte sono state sconfitte contro formazioni che di buono avevano solo la grinta e il carattere, altre volte sono stare vere e proprie debacle inaspettate dovute a black out spesso immotivati. Ma il filo conduttore è stato quasi sempre la mancanza di determinazione, quel quid che mancava per rendere determinanti prestazioni anche buone ma quasi sempre incomplete proprio per l’assenza di fuoco negli occhi e nel cuore, quel fuoco che rende possibile ogni impresa e ogni vittoria.

La partita di ieri non è sfuggita a questo leit motiv e, nonostante la squadra avversaria fosse imbottita di buoni giocatori e avesse un buon gioco, l’Olympic avrebbe potuto benissimo portare a casa una vittoria mostrando più cattiveria, facendo qualche fallo in più e dimostrando più cinismo in area di rigore.

Si è giocato presso il circolo sportivo del Parco dei Medici, teatro nel 2003 della sfortunata esperienza dell’Adidas Cup che poi sfociò nelle clamorose cessioni di Formica, Formiconi e Ciuffa. Il terreno di gioco era decisamente più grande di un normale campo di calcio a 5 e quindi la società avversaria ci aveva chiesto un incontro con formazioni composte da sei elementi ciascuna.

I gialloblù sono scesi in campo con Guarino in porta, e Rencricca, Stefano Tagliaferri, Perrone, Bisogno, Brusco, Bisogno e Tani a cercare di trovare un assetto decente trovandosi spesso a fare i conti con la paradossale difficoltà di disporre di un uomo in più.

Dopo lo 0-1 dell’EAS è arrivato il pareggio grazie allo splendido pallonetto di Perrone, schierato fuori dai pali dopo tempo immemore. Poi i padroni di casa si sono portati sul 4 a 1 grazie ma subito dopo c’è stata una fase piuttosto lunga in cui l’Olympic ha dominato il gioco. Il frutto di questo predominio piuttosto sterile è stato però solo il gol di Stefano Tagliaferri, bellissimo più per l’azione che per la conclusione vera e propria. Nella circostanza i giocatori gialloblù hanno dato vita ad un’azione tutta fatta di passaggi rapidi, al massimo due tocchi, e i risultati dovrebbero farci riflettere sul nostro modo di giocare.

Quando mancavano circa venti minuti al fischio finale l’EAS ha segnato il quinto gol a cui l’Olympic ha risposto con la rete di Bisogno. Sul 3 a 5 sembrava che l’Olympic potesse farcela, che l’altra squadra fosse un po’ stanca, e invece sono arrivati due gol evitabilissimi che hanno sancito il risultato finale di 7 a 3.

L’amichevole è stata sicuramente utile perché valida dal punto di vista agonistico ma i problemi di questa Olympic rimangono inalterati di settimana in settimana. Negli spogliatoi Filiberto Tarallo, convocato dalla nostra società per sopperire alla mancanza di un giocatore avversario, ha dichiarato di aver visto un’Olympic senza grinta.

Vero. Ma che male sentirselo dire anche da un avversario. Significa che il problema è proprio evidente anche dall’esterno.

Ragioniamo su queste parole e cerchiamo di cominciare un 2010 all’altezza della nostra storia.

 

NOTE: serata umida con leggera pioggia durante l’incontro. Spettatori, circa 3. Partita disputata da formazioni composte da sei giocatori ciascuna.

PAGELLE

GUARINO: 6-

Ci avevano riferito di un Guarino fuori forma nelle sue prestazioni come portiere in altri tornei cui sta prendendo parte e invece abbiamo visto un portiere abbastanza efficace, coraggioso e forse solo un po’ appannato nei riflessi e nella reattività.

RENCRICCA A. : 5

Tanti errori in una serata da dimenticare.

TAGLIAFERRI S. : 6-

Alla costante ricerca di minuti da mettere nelle gambe: missione compiuta. Segna il secondo gol gialloblù dopo un’azione bellissima della squadra.

TANI: 5.5

Partita a tutto campo. Cala nel finale ma per tre quarti di gara si è visto un buon impegno.

PERRONE. 5.5 cap.

Dopo otto mesi sveste la maglia numero 1 e si rigetta nella mischia. Fa vedere buone cose giocando a centrocampo dimostrando una tenuta atletica inaspettata probabilmente anche per lui. Apre le marcature dell’Olympic con uno stupendo pallonetto da centrocampo che intendeva servire Bisogno e invece beffa l’incredulo portiere avversario.

BISOGNO: 5

Segna la terza rete gialloblù ma sbaglia molti appoggi e passaggi, troppi anche considerando le condizioni insidiose del terreno di gioco.

BRUSCO: 5

A disagio nella confusione dell’attacco gialloblù. Pescato spesso in controtempo dai compagni. Era al rientro dopo tre mesi di assenza.

Olympic 2000 – Valeria2 7-8

LUNEDI’ 21 DICEMBRE 2009, ORE 20.40
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, IX GIORNATA
OLYMPIC 2000   –  VALERIA 2
7-8 (2-3)

MARCATORI:

4 TAGLIAFERRI S.

2 RENCRICCA A.

1 SFORZA

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Stefano Tagliaferri

 

Pochi mugugni, pochi fischi, soffocati dall’abbondante pioggia che rende tutto soffuso, che attutisce l’ennesima delusione che l’Olympic ha dato ai suoi tifosi, infreddoliti e tristemente meno sorpresi di questa ennesima sconfitta di quanto lo siano stati per la vittoria di carattere arrivata contro il Piper Club appena una settimana fa.

L’Olympic ha perso di nuovo, per la quinta volta in queste prime nove partite di campionato e ancora una volta di fronte che sebbene la sopravanzasse in classifica si era presentata alla Madonnetta con soli quattro elementi (il quinto sarebbe arrivato solo a fine primo tempo) e senza portiere titolare schierando tra i pali la controfigura di un capitello corinzio.

Con queste premesse il risultato di ieri assurge al rango di figuraccia, maturata pian piano e nelle medesime modalità di analoghe debacle di questa stagione. A nulla è servito schierare il rombo che aveva prodotto le vittorie contro Solite Pippe e Piper Club, a nulla è servita la rete numero 100 in competizioni ufficiali di Rencricca che ha sbloccato la partita.

Il Valeria 2 pareggiava già dopo qualche minuto quando ancora era in inferiorità numerica e quando si è ristabilito l’equilibrio di giocatori tra le due squadre l’Olympic ha dimostrato tutti i suoi limiti andando al riposo sul 2 a 3.

Quasi dimenticavamo di sottolineare le condizioni del terreno di gioco, un pantano biblico, confezionato dalle abbondanti piogge cadute nel pomeriggio e per tutto il match, che ha reso difficile l’equilibrio dei giocatori e i passaggi più semplici.

Ma la pioggia e le pozzanghere c’erano per entrambe le squadre eppure i gialloblù sembravano gli unici ad affogare negli specchi d’acqua sul campo mentre gli avversari sembravano fenicotteri nella stagione degli amori, grintosi e vogliosi di confermare la loro lusinghiera posizione di classifica che salvo harakiri li porterà dritti in Champions League.

A inizio ripresa Rencricca pareggiava i conti ma durava poco perché il Valeria 2 scavava un solco di parecchi gol che solo a fine secondo tempo veniva pian piano scalfito vuoi perché gli avversari nona vendo cambi vedevano ridursi le proprie energie vuoi perché non disponendo di un vero portiere ogni tiro che incredibilmente fosse indirizzato verso la porta avversaria si trasformava in gol.

Sarebbe bastato che la partita fosse durata un minuto di più per pareggiare o addirittura vincere ma sarebbe bastato anche un po’ più di testa, di concentrazione, di cattiveria, tutte doti che finora tutte le squadre affrontate, anche quelle battute, ci hanno mostrato e noi siamo riusciti ad emulare in rare e discontinue occasioni.

Dopo tanto deliquio sportivo da parte dei gialloblù chiudiamo il 2009 con tanti rimpianti dovuti totalmente a nostre mancanze: non riusciamo a tirare fuori le palle, già, non attributi ma proprio le palle e allora ci meritiamo la posizione di classifica che occupiamo e le sconfitte che da marzo in poi stiamo patendo, prima fra tutte la finale persa di Coppa UEFA quando mancava solo di aspettare il fischio finale per alzare la coppa.

Consiglio di fine anno: ritroviamo lo spirito del 2008, quando abbiamo vinto due tornei e la squadra superava ostacoli a prescindere da chi fosse in campo. Ricordate il 2008…

 

NOTE: serata fredda, umida e con abbondanti precipitazioni piovose. Spettatori, circa 4.

PAGELLE

PERRONE: 5.5 cap.

Le condizioni delle sue ginocchia peggiorano e la pioggia e il freddo non hanno aiutato a rendere il capitano reattivo e scattante, soprattutto nel secondo tempo. Si consiglia un periodo di stop con conseguente accertamento clinico e passaggio di consegne a Guarino.

RENCRICCA A. : 5.5

Sbaglia molto, si incaponisce con conclusioni da fuori area spesso improbabili ma è sempre il più presente e il più grintoso. Peccato aver segnato la rete numero 100 in competizioni ufficiali (e nella ripresa la numero 101) e non poter festeggiare degnamente. Diventa il capocannoniere gialloblù del torneo insieme a Stefano Tagliaferri con nove centri.

TAGLIAFERRI S. : 6.5

Datemi retta, se continua a migliorare con questa curva di progressi allora entro fine stagione avremo il campione di un tempo. Se sotto la pioggia battente e in una risaia è riuscito a segnare quattro gol allora aspettiamo con impazienza l’arrivo della primavera. Anche lui non è certo esente da errori ma non ha concesso nulla agli avversari sotto il profilo della grinta e va premiato con il titolo di miglior gialloblù in campo.

BISOGNO: 5.5

Onestamente non sbaglia molto ma nemmeno si fa notare per giocate particolari se non per un bel assist a Stefano Tagliaferri. Spesso si perde in un bicchiere d’acqua allargandosi troppo sulla fascia una volta ricevuta palla o non tentando la conclusione al momento propizio. Fa un po’ rabbia perché sappiamo che i mezzi li ha.

TANI: 5

In netto calo dopo le belle prove nelle ultime due gare. Troppo spesso tenta la via più difficile perdendo palloni in zone pericolose del campo.

SFORZA: 5

Segna un gol dei suoi beffando tutta la difesa avversaria ma la sua fumosità e scarsa concretezza lì davanti sono imbarazzanti. Presenza numero 48, supera Flavio Bramucci ed entra nella Top 20 della classifica presenze di tutti i tempi.

BUCA: 4.5

Che serata grama per il nostro presunto star player! Ti aspetti da un momento all’altro una giocata risolutiva, un passaggio illuminante, un dribbling che crei superiorità numerica, un bel tiro e invece ti ritrovi a commentare errori nei passaggi e una risposta caratteriale praticamente nulla. Lo attende un 2010 in cui dovrà dimostrare di valere i soldi spesi dalla società per lui.

Olympic 2000 – S.P. Piper Club 4-2

Buongiorno amici gialloblù!
Ecco commento e pagelle del match di ieri. E guardate che successo sta riscontrando il sondaggio pubblicato ieri notte!!!
MARTEDI’ 15 DICEMRE 2009, ORE 21.10
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, VIII GIORNATA
S.P. PIPER CLUB   Vs. OLYMPIC 2000
2-4 (0-1)

MARCATORI:

2 SFORZA

2 RENCRICCA A.

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Francesco Sforza

 

I tifosi impazziti di gioia escono dalla Madonnetta inneggiando cori a Francesco Sforza, il bomber ritrovato. Subito parte un altro coro per Guarino, combattente instancabile e poi per Tani, incursore devastante e via via tutti i sei giocatori gialloblù scesi in campo ieri ricevono il loro tributo dopo la bellissima prestazione offerta nel match salvezza contro il Piper Club.

E’ stata una partita bellissima sotto il profilo della concentrazione, della determinazione e della grinta, il trittico di doti che spesso citiamo e che raramente è stato possibile vedere espresso. Eppure è già da un po’ di tempo che gli ingranaggi dell’Olympic girano come si deve, che in campo si vede un altro spirito.

Il periodo buio non è ancora finito ma le cessioni estive sono ormai un ricordo sbiadito, la squadra ha trovato davvero una nuova dimensione e le due vittorie consecutive ottenute in altrettanti scontri diretti per la salvezza rimangono lì a testimoniare questi progressi innegabili.

Dopo Le Solite Pippe l’avversario di turno era lo S.P. Piper Club ma a formazioni schierate per il fischio d’inizio era Francesco Tani il primo ad accorgersi che di fronte all’Olympic si schierava il Camomilla della scorsa stagione con qualche innesto. I gialloblù si schieravano a rombo nonostante l’assenza di Stefano Tagliaferri per impegni lavorativi.

Stavolta ai lati del vertice basso Rencricca c’erano Guarino e il rientrante Bisogno, in avanti Tani e Sforza che si alternavano nel ruolo di unico attaccante.

Nella mattinata arrivava il forfait di Catalin Buca a causa di una sindrome influenzale che sta attanagliando il giocatore ormai da più di un mese ma la più grossa sorpresa arrivava nella partita precedente alla nostra quando nelle file dell’Ostia Soccer veniva schierato nientemeno che Florin Dutta, acquisto del calciomercato estivo e da ieri ufficialmente ceduto ai gialloblù ostiensi.

Il difensore romeno ci avrebbe di certo fatto comodo in una stagione lunga e difficile ma il giocatore aveva chiesto alla società la rescissione del contratto. Alla fine l’Olympic lo ha ceduto, le parti si sono accordate in pieno accordo e ora nella rosa gialloblù c’è un posto libero da colmare.

Ma dimentichiamoci di queste quisquilie etra campo e gettiamoci nella mischia di una gara molto combattuta a centrocampo con l’Olympic che dimostrava la sua migliore qualità tecnica rendendosi pericolosa più volte e gli avversari che solo raramente riuscivano ad arrivare dalle parti di Perrone trovandosi di fronte una difesa a tre in linea molto compatta con l’aggiunta di un attaccante che rientrava spesso a dar man forte.

Dopo due conclusioni incredibilmente fallite da Rencricca era Sforza a regalare il vantaggio ai suoi al termine di una bella discesa sulla fascia sinistra di Tani. Sforza riceveva palla sul vertice destro dell’area di rigore e nonostante il pressing di un difensore lasciava partire una rasoiata vincente sul secondo palo.

Sull’1 a 0 il Piper Club aveva due occasioni di pareggiare ma prima gli attaccanti arancioni colpiva un palo a Perrone battuto e poi trovavano nel capitano gialloblù una barriera insuperabile.

Purtroppo a inizio ripresa il Piper Club riusciva a pareggiare su una svista difensiva dell’Olympic ma l’Olympic ha dimostrato ai propri tifosi che era solo un episodio isolato all’interno di una gara quasi perfetta. Su un rapido rovesciamento di fronte infatti Bisogno ha galoppato sulla fascia destra e ha tirato una caramella a Sforza. L’attaccante in serata di grazia, spalle alle porta, si è girato e ha freddato il portiere.

Che goduria! Non sembrava nemmeno vero che l’Olympic non si fosse sfasciata dopo aver subito il pareggio e anzi avesse reagito con forza inaspettata!

La partita sarebbe anche potuta finire sul 2 a 1 ma nella seconda parte del secondo tempo saliva in cattedra Alessandro Rencricca che si rifaceva delle occasioni fallite nella prima frazione e si regalava una doppietta stupenda: il difensore di Centocelle ci arrivava in crescendo colpendo prima un palo, successivamente sfiorava l’euro gol negatogli dal portiere con un intervento magistrale ma al terzo tentativo indirizzava la sfera sulla parte bassa della traversa con un bolide di destro.

La sfera picchiava sulla trasversale e oltrepassava la linea, GOL! e liberazione di tutto lo stadio colorato di gialloblù.

Ma c’era tempo anche per il quarto gol, sempre ad opera di Rencricca e per la seconda segnatura degli avversari che nei minuti finali sfruttavano la stanchezza di un Guarino che aveva veramente dato tutto per realizzare l’inutile rete del 4 a 2.

Il fischio finale sembrava arrivare anche troppo presto per i nostri ragazzi che dopo cinquanta minuti di concentrazione avrebbero continuato a giocare fino a mezzanotte in autentica trance agonistica.

Con questi tre punti saliamo a quota 12 uscendo dalle acque putride della bassa classifica. Non abbiamo ancora fatto nulla ma stiamo lavorando bene per passare le vacanze natalizie serenamente, sicuramente almeno con la consapevolezza che la squadra c’è eccome.

 

NOTE. Serata gelida. Spettatori, circa 10. Olympic in campo con la terza maglia nera.

PAGELLE

PERRONE: 6+ cap.

Serata di prova di resistenza alle temperature criogeniche. Non è in perfette condizioni fisiche ma dimostra di essere attento quando sull’1 a 0 nega in uscita il gol agli avversari.

RENCRICCA: 7.5

Gol numero 98 e numero 99: siamo ad un passo da quota 100 in partite ufficiali. Si ritrova ad essere l’unico costruttore di gioco della squadra e dopo i primi minuti in cui si ostina a cercare inutili e inefficaci soluzioni personali comincia a salire di tono e a cercare con continuità i compagni.

Segna una doppietta ma avrebbe potuto segnare almeno altri quattro gol.

GUARINO: 7+

Il carattere di questo giocatore ha cambiato la squadra da così a così, nettamente! Dopo tempo immemore gioca l’intero match, cinquanta minuti più recupero di pressing, attenzione tattica e marcature attente. Solo a fine partita, quando il ragazzo è stremato, un avversario lo beffa battendo Perrone. Ave Guarino, gialloblù te salutant!

BISOGNO: 7

Al rientro dopo meritate ferie autunnali trova una Acilia gelida in cui manca solo la neve e le renne di Babbo Natale. Stenta a riscaldarsi e sembra quasi intirizzito dalla temperatura siberiana ma il suo secondo tempo è davvero buono, condito da due assist decisivi e da fughe sulla fascia destra in cui sembra il bianconiglio di Alice e gli avversari la povera ragazzina arrancante tra i rovi.

TANI: 7+

In crescita costante e tra i più positivi nel doppio scontro salvezza con Le Solite Pippe e il Piper Club. Molto efficace sia come alternativa Sforza nel ruolo di vertice alto del rombo che come esterno sinistro in sostituzione di Bisogno nel primo tempo. E’ proprio in questa ultima posizione che riceve palla da Perrone e in contropiede da inizio alla splendida incursione da cui nasce l’1 a 0 di Sforza.

SFORZA: 7.5

I momenti immediatamente successivi alle sue due segnature sono bellissimi: vederlo segnare, esultare, correre ad occhi chiusi beandosi di una doccia di cori, applausi, abbracci, felicità non ha prezzo. Finalmente decisivo grazie ad una doppietta da vero attaccante, la prima rete ottenuta con un tiro preciso da appena fuori area, la seconda girandosi lestamente con alle spalle il portiere avversario in uscita. L’arco dell’Olympic ha bisogno delle frecce di Sforza!!!