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Olympic 2000 – Moviola 6-7

Buon pomeriggio a tutti. Ecco commento, pagelle e foto del match amichevole di ieri sera.
Domani troverete uno speciale sui calendari del Torneo di Clausura.
GIOVEDI’ 15 APRILE 2010, ORE 21.45
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA AMICHEVOLE
OLYMPIC 2000   –   MOVIOLA
6-7 (2-4)

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Alessandro Santolamazza

 

MARCATORI OLYMPIC:

2 TAGLIAFERRI S.

1 BISOGNO

1 FORMICONI

1 SANTOLAMAZZA

1 TAGLIAFERRI F.

 

Nel giorno dell’uscita dei calendari ufficiali del Torneo di Clausura l’Olympic è scesa in campo per l’unica amichevole di preparazione prevista prima dell’esordio nella nuoca competizione e ha rimediato la terza sconfitta consecutiva nel giro di due settimane scarse.

Ai tifosi non ha fatto piacere assistere all’ennesima sconfitta stagionale in un derby contro il Moviola e li capiamo perché conosciamo bene il valore attributo a queste partite però l’obiettivo della società era quello di far giocare alla squadra una gara valida sotto il profilo tecnico e sotto questo punto di vista la serata è stata un successo.

Anzi, possiamo dire che la riuscita dell’incontro è andata oltre ogni più rosea aspettative visto che, presenza di un arbitro a parte, è sembrato che l’Olympic disputasse una vera e propria partita di torneo tanta è stata l’intensità del match.

Il Moviola inoltre si è presentato in formazione praticamente titolare e contro un’Olympic con tante assenze e qualche giocatore che tornava in squadra dopo una lunga assenza ha dimostrato di essere tra le favorite alla vittoria finale del Torneo di Clausura.

L’andamento della partita è stato molto vario, ci sono stati continui capovolgimenti di fronte e lo spettacolo è stato più che gradevole. Nel primo tempo i gialloblù guadagnavano il doppio vantaggio grazie a Fabio Tagliaferri e Bisogno ma il Moviola era bravo a chiudere la frazione sul 4 a 2.

In questi primi trenta minuti di gioco i nostri avrebbero sicuramente meritato qualcosa di più visto che in poco più di dieci minuti hanno colto ben quattro tra pali e traverse.

Nella ripresa l’Olympic rimontava addirittura due volte un doppio svantaggio infatti prima era brava a raggiungere gli avversari sul 4 a 4 e più tardi, quando i ragazzi guidati di Rossi segnavano altre due reti, ad agguantare il 6 a 6.

Il derby numero 52 tra Olympic e Moviola però veniva deciso nei cinque minuti finali quando Corradini segnava il definitivo 7 a 6 e la difesa bianco viola neutralizzava il forcing gialloblù portando a casa una vittoria forse un po’ lusinghiera per lo svolgimento di una partita di cui probabilmente il risultato più giusto sarebbe stato un pareggio.

A meno di una settimana dall’esordio nel Clausura l’Olympic non ha dato particolari segnali agli addetti ai lavori: mancavano tre titolari come Rencricca, Sforza e Tani e in più per questa amichevole non era stato convocato nessun nuovo acquisto.

L’unico particolare degno di nota è stato il ritorno dei due Pinetina Boys Fabio Tagliaferri e Santolamazza dal primo minuto con quest’ultimo che mercoledì 21 sarà inserito nella lista dei convocati per la prima partita del nuovo torneo.

 

NOTE

CLIMA                  Primaverile

SPETTATORI      Circa 3

FORMULA           Due tempi da 30 minuti ciascuno

MAGLIA              Olympic 2000 con divisa  GOLD 2010

 

PAGELLE

PERRONE: 6 cap.

Senza colpe su sei dei sette gol. Nel finale la strana traiettoria del tiro che decide la partita lo inganna e lo beffa.

SANTOLAMAZZA: 6+

Rientro dal primo minuto dopo tre mesi e mezzo e quarta presenza stagionale. Rispetto alle prestazioni offerte negli stage e con l’Olympic Lab sembra in maggiore difficoltà ma nel bilancio della partita il duello con Verdesca (eletto miglior giocatore del Torneo di Apertura) finisce in parità. Segna il primo gol in questa stagione, rete con cui sembra voler annunciare al mondo che è pronto per giocare nel Torneo di Clausura e al Mondiale.

FORMICONI: 6

Presenza numero 150 nella serata in cui, orfano di Rencricca, deve comandare la difesa. Compito svolto senza particolari acuti, gol a parte, l’undicesimo in stagione.

TAGLIAFERRI S. : 6

Lampi di genialità misti a errori inattesi. La primavera è ormai sbocciata e l’Olympic attende la fioritura del suo tulipano gialloblù.

Realizza una bella doppietta.

BISOGNO: 6

Sempre nel vivo delle manovre offensive dell’Olympic ma spesso ha delle vere e proprie amnesie difensive. Anche per lui la soddisfazione di un gol, il numero 25 in stagione.

TAGLIAFERRI F. : 6+

Di nuovo in squadra dopo quattro mesi, stage a parte. Segna l’1 a 0 per l’Olympic e non sembra avere difficoltà a livello atletico. Ha l’ultima chance per regalare ai suoi il pareggio ma è sfortunato e coglie solo l’esterno della rete.

Olympic 2000 – Svezia 2-6

Ed ecco a voi quello che aspettavate!
MERCOLEDI’ 7 APRILE 2010, ORE 21.30
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, CHAMPIONS LEAGUE, FINALE PER IL TITOLO
SVEZIA TWENTE PAINTS   –   OLYMPIC 2000
6-2 (5-0)

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Fabrizio Perrone

 

MARCATORI OLYMPIC:

1 RENCRICCA A.

1 autorete

 

Che rumore fa un sogno che si infrange? Probabilmente dipende da dove cade e su cosa cade.

Il sogno dell’Olympic di poter alzare la Champions League cade da una vetta sulla quale i nostri erano saliti faticosamente, attraverso mille difficoltà e mille passaggi impervi. Quindi da molto in alto.

E cade, anzi sbatte, su un muro molto solido, quasi infrangibile, chiamato Svezia, una squadra che probabilmente è la più forte della storia del calcio a cinque amatoriale di Roma Ovest e forse oltre.

Accarezzare il sogno di vincere il Torneo di Apertura è stato un’illusione bellissima. Rischiare di venire eliminati, qualificarsi per il rotto della cuffia alla Champions grazie ad un po’ di fortuna e poi meritare fortemente di vincere nei quarti di finale e nelle semifinali sono state emozioni forti, fortissime, indimenticabili.

Poi l’attesa della finale durata venti giorni, aspettando un avversario che non poteva essere un altro e mentre noi ci preparavamo giocando amichevoli la Svezia macinava altri avversari raccogliendo trionfi.

E qui possiamo già evidenziare un vantaggio dei nostri avversari che si sono avvicinati all’appuntamento di ieri sera mantenendo alta la tensione e disputando gare vere.

Forse se la finale si fosse giocata a ridosso della splendida semifinale vinta dall’Olympic sul Valeria la storia, non dico il risultato, della finale sarebbe stata diversa.

Ma sicuramente Perrone e compagni a questo non ci pensavano mentre entravano in campo subito dietro l’arbitro, a fianco dei gialloblù avversari, mentre ascoltavano l’inno della Champions League, mentre salutavano i tantissimi tifosi accorsi anche ieri alla Madonnetta.

E i tifosi hanno avuto subito una sorpresa: si sapeva da qualche giorno che Francesco Tani non avrebbe potuto disputare per infortunio la finale e che Guarino l’avrebbe sostituito ma nessuno immaginava che Alessandro Santolamazza avrebbe potuto far parte della panchina dell’Olympic.

Invece il difensore gialloblù era lì, a spronare i compagni in vista del definitivo reinserimento in squadra previsto per l’imminente Torneo di Clausura.

In apertura dicevamo della forza assoluta della Svezia, capace di archiviare già tre coppe in soli sette mesi di stagione e alla ricerca del quarto successo iridato senza contare gli innumerevoli riconoscimenti personali attributi ai suoi calciatori. La forza di questo avversario si è visto poco il calcio d’inizio, nell’approccio alla gara.

I nostri gialloblù in questi anni si sono abituati a disputare partite così importanti ma sicuramente di meno a vincerle ed è stato subito evidente come gli uomini di Tarallo fossero più concentrati e più cinici.

A dimostrazione di questa superiorità non arrivava un solo gol ma ben due in pochissimi minuti ed entrambi nati da azione di calcio d’angolo. Nella prima circostanza il pallone carambolava sulle gambe di Rencricca che deviava alle spalle di Perrone mentre nella seconda occasione due dei tre fratelli Atzeni dialogavano alla velocità della luce, aggiravano la nostra difesa e costruivano il raddoppio che zittiva i sostenitori di fede gialloblù.

Cosa ha fatto l’Olympic per reagire al doppio svantaggio? Perrone ha provato a cambiare qualcosa in avanti, Formiconi e Bisogno hanno provato a farsi vedere dalle parti di Montaldi ma ogni volta che il nostro schieramento si sbilanciava arrivava puntuale la punizione divina sotto forma di gol.

Tre a zero. Quattro a zero. Cinque a zero. I cronisti hanno riportato di aver sentito Formiconi esclamare: “E’ un incubo”.

Probabilmente il difensore si riferiva al fatto che i giocatori dell’Olympic hanno combattuto poco, hanno offerto spesso il fianco agli avversari, non hanno lottato, almeno non abbastanza.

Non poteva finire così. Bisognava almeno tentare qualcosa per salvare la faccia.

E l’onore è stato salvato nella ripresa quando l’incubo si è trasformato in un semplice brutto sogno.

La Svezia ha arretrato volontariamente il suo raggio d’azione e l’Olympic ha potuto affacciarsi maggiormente nell’area avversaria sfiorando il gol con Guarino e Sforza. Ironia della sorte il primo marcatore dell’Olympic della serata è stato Marco Atzeni che nel tentativo di anticipare Rencricca ha beffato il suo stesso portiere per un incredibile autogol. Il punticino segnato ha dato coraggio ai nostri che si sono spinti in avanti ma chiaramente la Svezia ha potuto agire puramente in contropiede potendo giocare sul velluto.

In questa fase Perrone ha parato bene evitando almeno tre gol ma alla fine è dovuto capitolare per la sesta volta prima che Rencricca segnasse l’ultimo gol della serata e Santolamazza sfiorasse la terza segnatura per la sua squadra nei pochi minuti in cui ha giocato.

Dopo tre minuti di recupero l’arbitro ha dichiarato la fine della partita. Per i nostri si è trattato di un dejavu sportivamente tragico visto che già il 23 febbraio 2009 la Svezia ci aveva soffiato la Premier Soccer Cup.

Durante la premiazione i nostri giocatori erano giustamente tristi ma noi già siamo costretti a voltare pagina perché la settimana prossima comincerà il torneo primaverile in cui gli avversarsi non ricorderanno che l’Olympic ha perso questa finale in malo modo ma solo che l’Olympic è arrivata alla terza finale consecutiva in tre tornei giocati alla Madonnetta.

E penseranno, loro che possono essere obiettivi, che la Svezia è di un altro pianeta ma, cavolo, anche questa Olympic qualcosa di eccezionale lo dovrà avere se ha battuto l’accreditato Werder e il grintoso Valeria 2.

Qualcosa di buono ce l’avrà questa squadra se è sempre lì, da tanti anni a giocarsi finali, magari perdendole ma è sempre lì.

Non diamo ascolto ai nostri cuori affranti e ricominciamo da capo, da ciò che di buono abbiamo fatto.

Credetemi, è tanto.

 

NOTE

CLIMA                 Primaverile

SPETTATORI     Circa 40

FORMULA          Due tempi da 25 minuti ciascuno

MAGLIA              Olympic 2000 con maglia CHAMPIONS 2008 e pantaloncini GOLD 2010-04-08

 

PAGELLE

PERRONE: 5.5

La sua prima “impresa” della serata è quando lascia la fascia di capitano a Formiconi forse per evocare la scaramanzia della finale del Campionato della Pace 2000/2001. L’invenzione non funziona, anzi, però il numero 1 gialloblù è autore di una prestazione più che sufficiente il cui voto è inficiato solo dal risultato finale della gara. Bene soprattutto nella ripresa quando si trova un paio di volte da solo con gli avversari ed evita altre reti.

Torneo non contraddistinto da grande continuità il suo ma con punte eccezionali come nei play off di Champions.

In totale mette da parte 17 presenze, unico giocatore della rosa sempre presente.

RENCRICCA A. : 5+

Partita di grande generosità ma stavolta ha decisamente predicato nel deserto. Tradotto: ha giocato moltissimi palloni anzi, quando l’Olympic era in possesso di palla la sfera era quasi sempre tra i suoi piedi ma poi non ha mai trovato sbocchi vagando alla continua ricerca di compagni praticamente immobili.

Nel finale si prende la soddisfazione di segnare il sedicesimo gol in 15 presenze e di confermarsi capocannoniere della squadra. E questa è un dato che da una parte lo deve inorgoglire ma dall’altra deve far pensare lo staff tecnico che gestisce una formazione in carenza atavica di un attaccante che faccia gioco lì davanti o che traduca il gioco degli altri in reti.

FORMICONI: 5+ cap.

Era dal 24 ottobre 2003 che non indossava la fascia di capitano e ieri ha avuto questo onore per la quarantanovesima volta in carriera. Diciamolo chiaramente: se l’Olympic non avesse avuto Formiconi da gennaio in poi i gialloblù non sarebbero mai arrivati in finale quindi non finiremo mai di ringraziarlo.

Ieri purtroppo, un po’ come il resto della squadra, non è riuscito a trovare quello stato ideale per ripetere le gradi prestazioni offerte in questi tre mesi da quando è rientrato. Nonostante ciò le sue nove presenze e i suoi quattro gol rimangono lì a dimostrare la bontà del suo lavoro.

TAGLIAFERRI S. : 5

Un po’ tutti, dai tifosi ai compagni, speravano che Stefano potesse essere il giocatore decisivo in questa finale. L’elemento di fare quell’exploit e decidere la partita un po’ come era successo a Rencricca nei quarti e a Bisogno in semifinale.

Purtroppo non è accaduto ma ora non gettiamogli la croce addosso e ricordiamoci che questo giocatore è tornato a  giocare a novembre dopo tre anni da un grave infortunio ed è quindi normale che in questa stagione abbia alti e bassi.

Noi abbiamo fiducia che in primavera possa migliorare la sua forma fisica e atletica e magari migliorare il suo score in questa competizione che si attesta su 11 presenze e 10 gol.

BISOGNO: 5

Prestazione divisa in due da una falce chiamata linea di centrocampo nel senso che dalla metà campo in su fa il suo creando pericoli sotto forma di tiri e assist ma dalla metà campo in giù è un troppo molle e lascia eccessiva libertà agli avversari che spesso per battere Perrone trovano in lui una flebile opposizione sulle fasce.

Anche per lui comunque vale comunque il discorso fatto sulla squadra: la prestazione di ieri è da dimenticare ma in generale il suo torneo è stato buono e lo dimostrano le sue 16 apparizioni in cui ha realizzato 14 gol.

GUARINO: 5

Assente dal 24 febbraio (ultima di prima fase contro il Real Mellano) viene convocato per sostituire Tani. Fa quel che può secondo le sue corde e non si arrende mai sfiorando anche il gol.

Onestamente era fuori forma dopo le sei settimane di inattività ma ha meritato la convocazione per la finale dopo una prima fase in cui, soprattutto quando l’Olympic andava male, aveva retto la baracca con la sua corsa inesauribile.

In totale ha raccolto 10 presenze e 4 reti.

SFORZA: 5

Utilizzato poco in questa finale perché debilitato da un attacco di gastroenterite nei giorni scorsi. Nonostante questo handicap è riuscito in un paio di circostanza a liberarsi al tiro ma la palla è finita in entrambe le occasioni fuori dallo specchio.

Il suo torneo non è facilmente giudicabile nel senso che il ragazzo ha funzionato bene come elemento facente parte dello schieramento ma poi in quanto a prestazione personali ha un po’ latitato facendo registrare solo 9 reti in 12 presenze. La sua applicazione nel pressing è encomiabile ma noi vorremmo che fosse lui la soluzione all’asfissia realizzativa della squadra.

SANTOLAMAZZA: s.v.

Dopo un paio di buone prestazioni in allenamento merita la chance di andare in panchina e scende in campo nei minuti di recupero del secondo tempo quando sfiora addirittura una clamorosa rete. Nel Torneo di Apertura ha collezionato solo 3 presenze senza reti ma rece mentente lo abbiamo visto molto bene e nel Torneo di Clausura la società è intenzionata a rilanciarlo.

 

GIOCATORI NON PRESENTI IN FINALE

Infine meritano una menzione tutti coloro sono stati iscritti al Torneo di Apertura ma non hanno giocato la finale.

Il più presente di questi giocatori è stato senz’altro Catalin Buca, 9 presenze e 10 gol, misteriosamente scomparso dai radar gialloblù alla fine della prima fase. Ieri sera uno come lui avrebbe potuto farci comodo ma gira voce che tra lui e la società ci sia stata una rottura totale. Se così fosse gli facciamo i nostri migliori auguri.

Rimane invece in rosa Davide Baldi, giovane talento vittima del brutto inizio di torneo dell’Olympic. Il ragazzo ha giocato solo due partite ma presto potrebbe tornare nella lista delle convocazioni così come Fabio Tagliaferri, 1 presenze e 1 gol.

Infine ci sono tre giocatori che non hanno mai messo in piede in campo e sono Juan Esteban Brusco (che però ha giocato una gara in Coppa Italia e fa parte stabilmente del giro gialloblù), Ugo Venturi (infortunatosi nel pre-campionato) e Emanuele Gennari i cui eccessivi impegni hanno impedito di partecipare all’avventura dell’Olympic.

Concludiamo ringraziando tutti i tifosi che hanno supportato l’Olympic, sono loro il motore del cuore gialloblù ed è per loro che la squadra proverà a vincere il Torneo di Clausura!

Olympic 2000 – Rome North Team 4-5

Buona sera tifoi dell’Olympic!
Pubblichiamo commento, pagelle e foto della serata di ieri.
GIOVEDI’ 1 APRILE 2010, ORE 21.15
STADIO ANDREA DORIA
ROME NORTH TEAM  – OLYMPIC 2000
5-4

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Francesco Sforza

 

MARCATORI OLYMPIC:

2 FORMICONI

1 RENCRICCA A.

1 SFORZA

 

L’Olympic chiude il suo ciclo di preparazione alla finale del Torneo di Apertura con una sconfitta in trasferta contro la Rome North Team che fa seguito al galoppo in famiglia del 22 marzo e alla vittoria sull’Olympic Lab di tre giorni fa.

Il risultato conta fino ad un certo punto visto che lo scopo dell’incontro era soprattutto quello di perfezionare la tenuta atletica in vista del big match contro la Svezia, possibilmente senza farsi male.

E l’obiettivo è stato pienamente raggiunto anche se mancava qualche titolare all’appello visto che Bisogno e Tani dovevano rinunciare a questa trasferta il primo a causa di impegni di lavoro e il secondo a causa di un brutto infortunio che gli impedirà di scender in campo mercoledì nell’atto finale del torneo.

Quindi al fischio d’inizio i gialloblù si schieravano con i cinque superstiti di una rosa che a volte sembra incredibilmente corta: Perrone, Rencricca, Formiconi, Stefano Tagliaferri e Sforza, quest’ultimo al rientro e unica differenza rispetto alla squadra che aveva sconfitto l’Olympic Lab nell’ultima uscita che in attacco schierava Bisogno.

La cronaca sarà breve vista la scarsa rilevanza della partita che ha visto l’Olympic passare in vantaggio con Sforza bravo a farsi trovare pronto su un traversone di Tagliaferri. Gli avversari pareggiavano poco dopo ma l’Olympic segnava altri tre gol portandosi sul 4 a 1.

Purtroppo dopo metà gara per l’Olympic si è fatto sentire il doppio impegno ravvicinato e la mancanza di un cambio così i bianco verdi di Tor di Quinto hanno approfittato di questo calo atletico per rimontare e vincere la gara di misura.

Entrambe le formazioni avrebbero potuto segnare altri gol, forse qualcuno di più l’Olympic che ha visto il portiere avversario deviare tiri destinati in porta, ma alla fine possiamo dire che il risultato è complessivamente giusto.

Adesso la squadra si abbandonerà a cinque giorni di riposo prima di mercoledì 7 aprile, giorno per il quale è prevista la finale. La Svezia si è preparata continuando a disputare gare ufficiali mentre l’Olympic ha fatto questo mini ritiro dai toni e dai ritmi quasi estivi.

Avrà la meglio l’organizzazione di gioco e la classe di Tarallo e compagni o la spensieratezza della cricca di Rencricca?

 

NOTE

CLIMA                 Primaverile ma umido

SPETTATORI     Circa 2

FORMULA          Tempo unico da circa un’ora

MAGLIE              Olympic 2000 con maglia del Ventennale

PAGELLE

PERRONE: 6 cap.

Serata di onesto lavoro. Quando l’Olympic è a corto di fiato da il cambio a qualche compagno fuori dalla porta ma la sua prestazione on verrà ricordata.

RENCRICCA A. : 6

Trotterella arrivando al fischio finale con la lingua di fuori. Segna un gol.

FORMICONI: 6

Con i due gol di ieri è diventato il miglior marcatore del 2010 con dieci gol. E ne sfiora altri!

TAGLIAFERRI S. : 6

Perde smalto nella seconda metà di gara ma finché tiene i suoi scatti palla al piede significano dolori per gli avversari.

SFORZA: 6.5

E’ il più fresco e il più tonico e si vede visto che per tre quarti di gara pressa gli avversari e li rincorre fino all’area di rigore gialloblù rimpallando tiri o rubando palloni importanti. Segna un gol e con questa presenza, la numero 54, raggiunge Valerio Ciuffa al diciannovesimo posto della classifica di tutti i tempi.

Olympic 2000 – Olympic Lab 4-3

Buon pomeriggio a tutti.
Pubblichiamo commento, pagelle e foto della partita di ieri. Notate che abbiamo inserito anche le pagelle dei giocatori dell’Olympic Lab!
MARTEDI’ 30 MARZO 2010, ORE 21.15
STADIO BABEL, GARA AMICHEVOLE
OLYMPIC 2000   – OLYMPIC LAB
4-3 (0-2)

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Fabrizio Formiconi

 

MARCATORI OLYMPIC:

2 FORMICONI

1 RENCRICCA A.

1 TAGLIAFERRI S.

 

Mentre a pochi chilometri di distanza la Svezia conquistava la Coppa Italia battendo il Moviola ieri sera l’Olympic giocava la seconda amichevole di preparazione alla finale.

A differenza della settimana scorsa si è trattato di una amichevole ufficiale e non di un test match interno e l’avversario scelto dalla società era l’Olympic Lab, squadra satellite dell’Olympic giunta alla terza partita ufficiale in tre stagioni.

Tante le assenze nelle file gialloblù infatti mancavano Tani e Sforza per vari motivi mentre nell’Olympic Lab scendevano in campo Maiozzi, Santolamazza, Fabio Tagliaferri e Brusco chiamati a ingrossare le file “nemiche” e a cercare di mettere in difficoltà la prima squadra.

L’obiettivo dell’Olympic Lab è stato pienamente raggiunto infatti per un tempo e più Santolamazza & company hanno messo alle corde un’Olympic che quasi mai è riuscita a mettere in campo quella concentrazione e quella grinta che sono state decisive per il raggiungimento dell’atto finale del Torneo di Apertura.

La serata per l’Olympic si stava rivelando un clamoroso autogol in quanto l’Olympic Lab si è impegnata molto mentre i nostri stavano ben attenti a risparmiare le energie e a non farsi male. Questo atteggiamento ha permesso agli avversari di chiudere il primo tempo sul 2 a 0, risultato addirittura striminzito visto che per ampi tratti si è giocato ad una sola porta, quella dell’Olympic.

Dopo un primo tempo così deludente, in cui solo Bisogno aveva sfiorato il gol colpendo la traversa, la ripresa è cominciata ancora sotto il segno dell’Olympic Lab che segnava la terza rete e impegnava più volte Perrone.

Solo dopo una decina di minuti l’Olympic si è svegliata e ha fatto intravedere qualcosa di buono: Stefano Tagliaferri ha segnato il gol dell’1 a 3 al termine di un bel contropiede e Rencricca ha battuto Maiozzi con un bel tiro dalla media distanza. Sul 2 a 3 l’Olympic Lab ha perso un po’ di brillantezza fisica e lì l’Olympic è stata brava ad approfittare di questo calo pareggiando prima i conti e poi segnando la rete del definitivo 4 a 3 in entrambe le occasioni grazie a due tempestivi inserimenti di Formiconi.

Dopo qualche bella prestazione quindi l’Olympic ha offerto una prova piuttosto deludente ma forse era anche troppo chiedere ai nostri di giocare come se fosse una gara ufficiale e magari rischiare infortuni decisamente non auspicabili a sette giorni dalla partita più importante della stagione.

Manca una settimana dallo scontro titanico con la Svezia e le due squadre si stanno preparando in maniera del tutto differente: la Svezia continua a giocare e a vincere gare ufficiali in vari tornei dove ha vinto due finali consecutive alzando altrettanti trofei mentre i gialloblù non giocano gare ufficiali da due settimane.

Probabilmente i nostri futuri avversari saranno molto carichi ma anche noi ci stiamo preparando bene, l’ambiente è sereno e lo spirito è quello giusto. Sicuramente sarà una finale in cui i valori tecnici avranno la loro importanza ma non saranno da sottovalutare anche gli aspetti psicologici.

Per ciò che riguarda l’Olympic Lab vi riamando alle pagelle ma sono doverosi i complimenti a Santolamazza e Fabio Tagliaferri che nonostante la lunga inattività hanno offerto prestazioni molto positive.

 

NOTE

CLIMA                 Primaverile, vento sostenuto

SPETTATORI     Circa 3

FORMULA          Due tempi da 35 minuti ciascuno

MAGLIE              Olympic 2000 con maglie GOLD 2010, Olympic Lab con fratini giallo fluo

PAGELLE

OLYMPIC 2000

PERRONE: 6 cap.

Buona prestazione complessiva. Sbaglia intervento sul terzo gol però per tutta la partita evita più volte il gol a Chirulli e Palmigiano.

RENCRICCA A. : 6

Sbaglia qualche appoggio di troppo ma raggiunge la sufficienza nel secondo tempo quando l’Olympic perfeziona la rimonta anche grazie ad un suo bel gol. Presenza numero 207: ne mancano solo quattro per agganciare Santolamazza al quarto posto della classifica di tutti i tempi.

FORMICONI: 6+

Senza dubbio il migliore in campo per attenzione e concentrazione anche se lontano dai livelli offerti in gare ufficiali. Nel finale regala la vittoria all’Olympic con due gol che accrescono ulteriormente il suo sorprendente bottino stagionale di 10 presenze e 8 gol.

TAGLIAFERRI S. : 6

Incarna i se l’evoluzione serale della squadra: primo tempo moscio proprio come l’Olympic, ripresa più attiva e contraddistinta da un gol dei suoi, contropiede fulminante e palla nell’angolino. I tifosi ne vogliono uno (o più) così contro la Svezia in finale.

BISOGNO: 6-

Sicuramente il più timoroso nei contrasti, probabilmente per paura di farsi male e perdere la finale. Non lo biasimiamo (troppo). Nel primo tempo sfiora l’euro gol con uno scavetto che supera Maiozzi ma che si stampa sulla traversa.

 

OLYMPIC LAB

MAIOZZI: 7

Grande prestazione, piena di parate decisive e di uscite provvidenziali. Dopo l’esordio in prima squadra nell’estate scorsa la società sta pensando di inserirlo nella lista del Torneo di Clausura.

SANTOLAMAZZA: 7 cap.

Prestazione maiuscola in cui sembra disporre già di maggiori riserve di ossigeno rispetto allo stage interno della settimana scorsa. Nel prossimo torneo potrebbe essere un’ottima alternativa a Rencricca e Formiconi.

TAGLIAFERRI F. : 6.5

Al rientro nel giro gialloblù dopo quasi quattro mesi gioca dimostrando ottimo senso della posizione finendo per interpretare il ruolo di regista arretrato dell’Olympic Lab in coppia con Santolamazza. Mette seriamente in difficoltà la difesa gialloblù sia da rifinitore che con i suoi tiri violenti dalla trequarti.

BRUSCO: 6+

Cerca di interpretare il ruolo di Fabio Tagliaferri ma spostando il raggio d’azione di qualche metro più avanti. Non fa grandi cose e raramente riesce a rendersi pericoloso però la sua prestazione, inquadrata in quella collettiva, alla fine è più che sufficiente.

PALMIGIANO: 6.5

Che sorpresa! Forse, inaspettatamente, l’Olympic ha trovato il giocatore del futuro su cui dovrà presto indagare per scoprire età, carattere e desideri. Ieri sera abbiamo visto un giocatore offensivo con tutte le qualità di una giovane promessa: scattante, veloce, tecnicamente bravo ma anche frettoloso, scalpitante e poco attento. Insomma, un investimento da fare per poi lavorarci per il futuro. Intanto segnatevi questo nome e guardatevi il gol cui ha segnato l’1 a 0 battendo Perrone!

CHIRULLI: 6

Forse lo ricorderete tra le file della Squadra Bianca nel Torneo del Ventennale quando diventò capocannoniere con tre reti. Ieri sera ne ha segnate due ma si è rivelato poco utile al gioco di squadra rimanendovi spesso fuori.

Olympic A – Olympic B 5-4

Ecco a voi tutto sullo stage di ieri, commento, pagelle e foto. Domani troverete anche gli highlights!!!
LUNEDI’ 22 MARZO 2010, ORE 21
STADIO BABEL
STAGE INTERNO
OLYMPIC A   – OLYMPIC B
5-4 (0-2)

 

MARCATORI OLYMPIC A:

2 SFORZA

1 PERRONE

1 RENCRICCA A.

1 TAGLIAFERRI S.

 

MARCATORI OLYMPIC B:

2 GRAZIADIO

1 SANTOLAMAZZA

1 TANI

 

Mentre Svezia e Ostia Soccer si stavano sfidando per guadagnarsi il diritto di affrontare l’Olympic nella finale del Torneo di Apertura la squadra gialloblù si allenava in vista dell’ultimo atto della competizione.

Per l’ormai usuale galoppo tra Olympic A e Olympic B rispondevano alla convocazione ben dodici giocatori tra cui i sette eroici titolari nei play off di Champions League a cui si sono aggiunti i gregari di lusso Santolamazza e Brusco e tre pretendenti ad un posto in prima squadra come Graziadio, Scotto e Caviola.

Uno degli spunti più interessanti della serata era il test del nuovo centro sportivo Babel ubicato in zona Infernetto e famoso per le proprie strutture all’avanguardia.

Cominciamo subito con il dire che la fama del centro è più giustificata visto che il terreno di gioco è favoloso 8erba sintetica di ultima generazione), le strutture della club house moderne ed esteticamente bellissime e gli spogliatoi puliti e confortevoli.

In questa cornice suggestiva si è quindi svolto il secondo stage di marzo dopo quello di tre settimane fa: l’Olympic B ha dominato le operazioni nella prima frazione chiudendo il primo tempo sul 2 a 0. La squadra in maglia bianca era composta da Scotto, Santolamazza, Formiconi, Bisogno, Tani e Graziadio: la difesa si dimostrava solida anche grazie ad un Santolamazza che non sembrava affatto al rientro dopo tanti mesi di inattività mentre l’attacco, pur farraginoso, ha tenuto in ansia la difesa dei gialli.

L’Olympic A invece è stata brava a crescere nella ripresa e a vincere la partita grazie ad un gioco più lineare basato sull’impostazione garantita da Stefano Tagliaferri e Rencricca e sui gol di Perrone e Sforza.

Alla fine è finita 5 a 4 per l’Olympic A anche se un pareggio sarebbe stato più giusto visto che le due formazioni si sono complessivamente equivalse.

I ritmi sono stati molto bassi ma era decisamente più importante rimanere allenati in questa settimana senza impegni ufficiali e terminare il galoppo senza nessun infortunio.

Mentre i giocatori erano sotto la doccia infine arrivava la notizia della vittoria della Svezia sull’Ostia Soccer e così, per il secondo anno consecutivo, ci sarà una finale tra Olympic e i ragazzi capitanati da Gianluca Atzeni.

Una storia infinita a cui presto si aggiungerà un nuovo e appassionante capitolo!

 

NOTE

CLIMA                  Primaverile, poco umido, cielo nuvoloso, campo asciutto

SPETTATORI      Circa 4

FORMULA           Due tempi da 35 minuti ciascuno

MAGLIE               Olympic A con la divisa del Ventennale, Olympic B con la maglia GOLD 2010

PAGELLE

OLYMPIC A:

CAVIOLA: 6

Seconda presenza in uno stage dopo l’esordio di tre settimane fa. Prestazione in definitiva sufficiente però desta l’impressione di un portiere con una tecnica approssimativa.

RENCRICCA A. : 6.5

Dopo un paio di stage in cui aveva giocato a livelli quasi da gara ufficiale stavolta abbassa notevolmente i ritmi e la concentrazione. Nonostante ciò garantisce comunque solidità al reparto difensivo. Nella ripresa segna un bellissimo gol da fuori area.

PERRONE: 7 cap.

Prima partita intera fuori dai pali dopo quasi tre mesi. In gare del genere vanno premiati i giocatori che riescono a mantenere alta la concentrazione nonostante non ci siano punti in palio e il capitano ha proprio questo merito offrendo una prestazione attenta in difesa e buona in attacco. Da vero bomber il gol del provvisorio 3 a 3, un tiro da dentro l’area che va dritto sotto il sette.

TAGLIAFERRI S. : 6.5

Liberato da obblighi tattici gioca più liberamente rispetto al torneo e quindi può svariare a tutto campo. Nella prima gara senza tutore dopo l’infortuni si muove bene e segna un gol da fuori area con una tipica azione delle sue, dribbling sulla trequarti e rasoiata imparabile.

BRUSCO: 6.5

L’ariete argentino non trova la via del gol ma si libera spesso al tiro concludendo più volte solo di poco oltre il secondo palo. Bene sulla trequarti dove mostra qualità e sembra più un trequartista che un centravanti.

SFORZA: 6+

Tanta confusione in fase di protezione della palla, nei passaggi e negli appoggi però poi trasforma in gol due palle vacanti in area, reti che si rivelano decisive per il risultato finale.

 

OLYMPIC B

SCOTTO DI PERROTOLO: 6.5

Esordio assoluto nel mondo gialloblù dopo che nel settembre scorso aveva affrontato l’Olympic da avversario. Si vede che nei movimenti e nei riflessi non ha la rapidità che solo l’allenamento può dare ma è altresì evidente che il giocatore ha un’esperienza e una tecnica tale che gli permettono di fare un’ottima figura al cospetto degli attaccanti in maglia gialla a cui nega più volte la rete.

FORMICONI: 6.5

Anche per lui ritmi di parecchio inferiori a quelli che garantisce in campionato però la prestazione è più che sufficiente visto che spesso Brusco, Perrone e Sforza sbattono implacabilmente sui suoi tackle e i suoi anticipi.

SANTOLAMAZZA: 6.5 cap.

Dopo quasi quattro mesi di assoluta inattività rientra alla grande dimostrando una classe solo un po’ arrugginita. Forma un’ottima coppia con Formiconi cui copre le spalle quando il compagno esce dall’area palla al piede e sblocca la partita con un inserimento felino in area grazie al quale brucia Rencricca e Brusco e porta in vantaggio l’Olympic B.

BISOGNO: 7

Stesso discorso fatto per Perrone visto che con il capitano dell’Olympic A ha in comune la grinta e la determinazione di una partita con i tre punti in palio. Incita i compagni per tutta la partita e li sprona ad impegnarsi in vista della finale.

Encomiabile.

TANI: 6

In difficoltà contro la difesa avversaria gioca però bene a centrocampo scambiando ora con Bisogno ora con Graziadio. Ha un paio di occasioni favorevoli ma in entrambe non riesce a battere Caviola.

GRAZIADIO: 6

Il prossimo acquisto gialloblù non impressiona come nella sua prima apparizione di tre settimane fa. E’ vero che segna una doppietta in cui dimostra senso del gol e buona tecnica ma per il resto si rivela spesso inconcludente e un po’ troppo narcisista. Ci si può sicuramente lavorare sopra.

Olympic 2000 – Valeria2 4-1

Non ci sono parole per descrivere quello che è successo ieri alla Madonnetta. Guardatevi le foto, leggetevi il commento e le pagelle e più tardi guardatevi pure il filmato del match!
MERCOLEDI’ 17 MARZO 2010, ORE 20.15
STADIO DELLA MADONETTA
TORNEO DI APERTURA, CHAMPIONS LEAGUE, SEMIFINALE
OLYMPIC 2000   VS.   VALERIA2
4-1 (2-1)

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Fabrizio Perrone

 

MARCATORI OLYMPIC:

3 BISOGNO

1 FORMICONI

 

E’ stata solo una serata di metà marzo invece sembrava di essere in maggio, quando l’aria è fine, tiepida ma non calda e arrivano le notti di coppe e di campioni.

C’era un luna bellissima, solo una sottile falce nel cielo pulito, nel crepuscolo che diventava notte, le stelle che a una a una comparivano nel cielo e brillavano sullo stadio della Madonnetta.

Era San Patrizio, la notte del patrono d’Irlanda e forse un po’ di incanto è arrivato da quella magica terra e ha popolato il Parco della Madonnetta di fate, folletti e leprecauni.

Rapiti da tutto ciò e spinti da un pubblico senza precedenti i ragazzi dell’Olympic sono riusciti in un impresa storica, inaspettata, incredibile o forse semplicemente legittima, giusta e meritata per come la squadra ha affrontato l’impegno.

Alla vigilia l’Olympic era come al solito sfavorita sulla carta: i gialloblù, peggior attacco e peggior difesa delle otto squadre di Champions League, venivano però maggiormente considerati e temuti dopo la vittoria contro il Werder Brema.

“Mina vangante”, “outsider terribile” e altri appellativi simili rendevano comunque l’idea del divario tra i gialloblù e il Valeria 2, formazione che oltre ad averci battuto per 8 a 7 nella prima fase ci aveva anche preceduti di ben dodici punti in classifica.

Lo spauracchio dei giocatori in maglia nera era il bomber Guidotti, capocannoniere del torneo con ben 49 reti all’attivo; l’Olympic invece scendeva in campo con i sette eroi di Brema quindi con Tani e Sforza al rientro e Brusco che tornava in tribuna nonostante la buona prova offerta lunedì in Coppa Italia.

Il modulo adottato dai gialloblù è stato lo stesso delle ultime gare: Perrone veniva protetto da tre giocatori quasi in linea con Bisogno e Stefano Tagliaferri che a turno supportavano i difensori di ruolo Rencricca e Formiconi mentre Sforza e Tani si alternavano nel ruolo di giocatore più avanzato.

Nei primi dieci minuti di gioco il Valeria 2 ha preso il controllo delle operazioni ma i nostri sono stati bravi a far sfogare gli avversari concedendo poche occasioni comunque sventate da un Perrone in serata di grazia. Dopo che il capitano aveva deviato in angolo tre tiri insidiosissimi però i compagni lo ringraziavano con la rete dell’1 a 0 confezionata dalla ditta Sforza Bisogno. L’attaccante riceveva palla sull’out di destra, veniva attaccato da un paio di avversari ma il numero 19 gialloblù era bravo a pescare alla cieca Bisogno che rubava il tempo a marcatore e portiere e con un tiro astuto dava la prima gioia alla curva dell’Olympic.

Il pareggio del Valeria era solo un intervallo sgradito nel film da oscar della nostra squadra. I neri scendevano sulla fascia difensiva sinistra dell’Olympic e trovavano il gol dell’1 a 1, un pareggio che purtroppo per loro era più breve della vita di una farfalla infatti dopo pochi minuti era ancora Bisogno a mandare in paradiso i suoi.

Stavolta il numero 7 di Acilia era bravissimo ad avventarsi su una respinta del portiere avversario su un tiro da fuori e dopo una prima ribattuta riusciva a segnare lo stesso portiere e un difensore che nel disperato tentativo di difendere la propria porta tentava anche l’intervento di mano.

Dovevate esserci su quel campo per assaporare la tensione positiva dei nostri ragazzi nell’intervallo. Non c’era paura di affrontare la ripresa ma solo sicurezza nei propri mezzi e un’unità di intenti, una simbiosi a livello di anime che forse è nuova, a questi livelli, anche per il nostro spogliatoio.

E poi il secondo tempo in cui lo stadio era ancora più gialloblù, la curva, la tribuna, perfino la panchina del Valeria erano pieni zeppi di tifosi che spingevano la nostra squadra all’ennesima impresa.

Il 3 a 1 passava per i piedi di Rencricca, che faceva ripartire l’azione dalla difesa, e Formiconi, che riceveva palla dal numero 4, dribblava il portiere e con un tiro di punta sbaragliava l’opposizione di ben due difensori sulla linea di porta.

Quel pallone, non tanto forte ma preciso, portava la forza di uno stadio caldo, caloroso, tutto per noi: sarebbe entrato anche se in porta ci fossero stati tre portieri!

E’ mancato invece il gol a Stefano Tagliaferri che ha sbagliato un paio di occasioni per chiudere una pratica che alla fine è stata sigillata dal terzo gol di Bisogno, bravo a sfruttare un errore di controllo del portiere avversario, e da Perrone che chiudeva a chiave il portone di casa nel finale.

Negli ultimi cinque minuti gli avversari erano rassegnati dall’invalicabilità del muro gialloblù, dalla grinta dei nostri che hanno mostrato occhi da tigre per cinquanta minuti. Forse, semplicemente, è andato in finale chi l’ha voluto, chi l’ha desiderato di più.

Nell’altra semifinale Svezia e Ostia Soccer si batteranno all’ultimo respiro per raggiungere l’Olympic che aspetta serenamente il proprio avversario lì dove l’aria è più fine e le fate ti salutano quando ti svolazzano vicino.

 

NOTE: serata primaverile. Spettatori, circa 30.

PAGELLE

PERRONE: 7.5 cap.

Per l’importanza della partita possiamo tranquillamente dire che è stata la sua miglior prestazione stagionale. Quattro parate eccezionali tra primo e secondo tempo e nel finale la quinta perla che fa alzare le braccia ai ragazzi in maglia nera.

RENCRICCA A. : 7

Nei quarti aveva abbattuto di forza il Werder a suon di gol stavolta invece gioca una gara perfetta in difesa impreziosita dall’assist per la rete di Formiconi. Ormai è una legenda gialloblù.

FORMICONI: 7

E’ vero quello che dice Tani, è stato Formiconi a far fare a questa squadra il vero salto di qualità. Lui e Rencricca tolgono il respiro al bomber Guidotti e conferiscono una solidità alla squadra che forse non c’era nemmeno l’anno scorso quando in squadra c’erano due come Sacchi e Ripanucci.

E poi ultimamente Fabrizio si sente anche bomber infatti segna il terzo gol realizzando la sesta rete stagionale in nove incontri disputati.

TAGLIAFERRI S. : 6.5

Buona prova come terzo di difesa ma ci permettiamo di storcere un po’ il naso, pensa che viziati, per ciò che riguarda il suo apporto in fase offensiva. Forse l’intenso lavoro difensivo gli toglie un po’ di lucidità in attacco ma cono ancora i segni dei pugni lasciati sui seggiolini dai tifosi quando gli hanno visto sbagliare un paio di gol fatti. Ma se li starà tenendo per la finale?

BISOGNO: 7.5

Non c’è niente da fare, queste sono le sue serate. In Romania ricordano ancora la sua tripletta al Bronx e da oggi anche i tifosi del Valeria 2 avranno questo spiacevole ricordo. Tre reti d’opportunismo ma allo stesso tempo bellissime per scelta di tempo, freddezza e tempismo. E poi ieri con 111 presenze in gare ufficiali ha raggiunto Santolamazza al quinto posto della speciale classifica presenze in questi incontri quindi cosa aggiungere? Anche lui ormai è una legenda!

TANI: 6.5

Stavolta non ci regala un gol come nei quarti ma svolge egregiamente lo sporco lavoro di sgobbare sulla linea di centrocampo per controllare il portatore di palla avversario, tenere compatta la squadra e poi allungarla nelle ripartenze.

SFORZA: 6.5

Lui e Tani combattono come leoni a ridosso del centrocampo. Magari tutto questo lavoro gli toglie lucidità in zona d’area ma il nostro attaccante da copertina riesce anche a rubare la scena servendo a Bisogno un assist al bacio che si tramuta nell’1 a 0. Bello il gesto tecnico e ancor più bella la scena successiva quando Formiconi corre ad abbracciarlo ignorando tra virgolette il marcatore.

Olympic 2000 – Ostia Soccer 2-3

LUNEDI’ 15 MARZO 2010, ORE 20.10
STADIO DELLA MADONNETTA
COPPA ITALIA APERTURA, QUARTI DI FINALE
OSTIA SOCCER   –   OLYMPIC 2000
3-2 (2-2)

Il miglior gialloblù in campo è stato: Fabrizio Formiconi

 

MARCATORI OLYMPIC:

2 FORMICONI

 

L’Olympic come la vogliamo, combattiva, grintosa e determinata, ieri sera è uscita dalla Coppa Italia per mano dell’Ostia Soccer che ha avuto ragione dei gialloblù con il punteggio di 3 a 2. E’ una di quelle sconfitte che chiaramente fanno male perché significa eliminazione definitiva da una competizione però è anche una di quelle sconfitte in cui ti puoi rimproverare poco o nulla e che anzi è servita come test in vista del più importante impegno di domani, la semifinale di Champions League contro il Valeria 2.

L’Ostia Soccer ieri si è trovata di fronte un’Olympic molto compatta e i tiri verso Perrone sono stati davvero pochi. Mancavano nella lista dei convocati Tani, Sforza, Guarino e Buca mentre faceva il suo esordio stagionale in gare ufficiali Juan Brusco. Nonostante tutte queste assenze il modulo 3-1 dell’Olympic è stato molto efficace e lì davanti Brusco, tirato a lucido grazie ad una dieta portentosa, ha dimostrato di aver meritato la fiducia riposta in lui e a anzi di meritare ulteriori chance a breve.

Fabrizio Formiconi, l’ultimo acquisto stagionale del mercato invernale, ha portato in vantaggio l’Olympic con un tiro dal lato sinistro dell’area avversaria che ha battuto il portiere dopo una deviazione di un difensore. Purtroppo successivamente al nostro vantaggio l’Ostia Soccer ha sfruttato un bel break e si è portata sull’1 a 2 prima grazie ad un calcio di punizione e poco dopo al termine di un contropiede innescato da un errato passaggio di Bisogno.

Prima del riposo Formiconi si è ripetuto e ha pareggiato dimostrando grande tempismo e inserendosi in area di rigore girando in rete un pregevole assist di Bisogno.

La ripresa è quindi cominciata sul risultato di 2 a 2 e i secondi 25 minuti di gioco sono stati molto combattuti. L’evento decisivo della serata è stato il gol del 3 a 2 fallito da Bisogno che prima calciava dritto sul portiere avversario e sulla successiva ribattuta calciava debolmente ancora sull’estremo difensore che rispondeva al nome di Florin Dutta, autentico caso di mercato dell’Olympic che prima lo acquistava nel mercato estivo come difensore e poi era costretto a cederlo in inverno su diretta richiesta del giocatore.

Poco dopo l’errore del numero 7 gialloblù l’Ostia Soccer segnava il gol del definitivo vantaggio, rete che scatenava l’assedio da parte dell’Olympic all’area avversaria per i successivi dieci minuti abbondanti. Parate del portiere, tiri fuori di un nulla, palle che danzavano sulla linea di porta e finivano fuori e pali rendevano maledetta la rincorsa dell’Olympic che però nell’ultimo minuto di recupero aveva la chance per pareggiare e andare ai rigori.

L’arbitro, la cui direzione di gara era stata fin lì parecchio contestata dai nostri giocatori, concedeva all’Olympic un tiro libero per il raggiungimento dei sei falli commessi dagli avversari: Rencricca si incaricava della battuta ma, così come Gennari nel finale della Coppa UEFA 2009, il difensore effettuava una conclusione poco potente che Dutta deviava senza problemi in angolo.

La gara terminava così sul 3 a 2 e i nostri, con l’amaro in bocca per l’eliminazione, andavano negli spogliatoi comunque consci di poter replicare questa bella prestazione domani.

Stiamo accarezzando il sogno di andare in finale, ieri abbiamo dimostrato di essere all’altezza del compito ma servirà, neanche a dirlo, una maggiore cattiveria sotto porta e la stessa concentrazione mostrata ieri.

 

NOTE: serata primaverile. In panchina Alessandro Santolamazza. Spettatori, circa 20.

PAGELLE

PERRONE: 5.5 cap.

Contro il Valeria 2 servirà un portiere migliore di quello visto ieri. Più reattivo (anche se il capitano non è posto fisicamente) e magari capace di sventare un tiro come quello che ha fruttato all’Ostia Soccer il gol del 3 a 2.

Ammonito per proteste nella ripresa dopo una gara in cui è stato letteralmente in guerra con l’arbitro.

RENCRICCA A. : 6+

L’errore sul tiro libero è solo un dettaglio al termine di una gara in cui è stato quasi perfetto. Gli chiediamo una maggiore attenzione nel marcare gli avversari nei calci d’angolo a sfavore dell’Olympic.

FORMICONI: 6.5

Senza dubbio il migliore in campo e non solo considerando i giocatori dell’Olympic. Mostra la stessa concentrazione per 50 e più minuti e trova anche il tempo giusto per due inserimenti che fruttano altrettanti gol. Dopo solo otto partite possiamo dire che la cessione di Sacchi non è stata dolorosa come avrebbe potuto essere.

TAGLIAFERRI S. : 6-

Il numero 5 gialloblù ha giocato benino in fase difensiva ma non mi stancherò mai di ripetere che da lui ci aspettiamo qualcosa di più. C’è stato un lampo in cui in pochi secondi ha rovesciato l’Olympic dalla difesa all’attacco e ha messo in mezzo una palla fantastica: vogliamo questo da lui, con maggiore continuità e magari anche un gol che manca ormai da quasi due mesi.

BISOGNO: 5+

Spiace moltissimo dargli un voto così basso perché il ragazzo si impegna ogni settimana come fosse la finale di Coppa del Mondo però si rende protagonista di una gara in cui commette alcuni errori decisivi per il risultato finale come il doppio errore sotto porta quando le squadre erano sul 2 a 2 e il passaggio sbagliato che innesca l’azione del provvisorio 1 a 2 avversario nel primo tempo. Il “più” è per il bellissimo assist che Formiconi trasforma nel secondo gol gialloblù.

BRUSCO: 6

Convocato d’urgenza nella serata in cui manca mezza squadra gioca davvero bene. Intendiamoci, non fa sfracelli ma lo vediamo tonico e da sempre l’impressione di un pericolo imminente alla difesa avversaria. Con la presenza di ieri sale al diciassettesimo posto della classifica presenza in gare ufficiali. In tutto sono 41 presenze e 25 gol e davanti ha Sacchi e Pizzoni a quota 42.

Olympic 2000 – Werder Brema 5-2

Buongiorno amici gialloblù! Nonostante la pioggia è un bellissimo giorno, è il giorno in cui ci siamo svegliati tra le prime quattro del torneo! E ora ci aspetta in semifinale il Valeria2 che ieri sera ha battuto ai rigori il Moviola dopo che i tempi regolamentari si erano chiusi sul 7 a 7.
Ecco a voi commento, pagelle e foto della serata di ieri.
LUNEDI’ 8 MARZO 2010, ORE 20.10
STADIO DELLA MADONNETTA
CHAMPIONS LEAGUE TORNEO DI APERTURA, QUARTI DI FINALE
WERDER BREMA   –   OLYMPIC 2000
2-5 (2-3)

Il miglior gialloblù in campo è stato: Alessandro Rencricca

 

MARCATORI OLYMPIC:

3 RENCRICCA A.

1 FORMICONI

1 TANI

 

Questo è quello che chiamiamo Olympic, quello spirito combattivo, quel quid che ti permette di compiere imprese inimmaginabili fino al giorno prima, un cuore grande che batte forte nei petti dei tifosi, dei giocatori e che assorda gli avversari.

Pensateci, sembrava che non ci dovessimo qualificare per la Champions, eravamo undicesimi, poi c’è stato il caso Mellano, sono stati giocati i recuperi, ci siamo qualificati come ottavi per la Champions League, come ultima ruota del carro e infine ieri, nella semifinale più difficile che ci poteva essere, abbiamo battuto il Werder Brema e ora siamo tra le magnifiche prime quattro del torneo.

Prima di raccontare quello che è a tutti gli effetti un’impresa mettiamo subito in chiaro che riconosciamo il fatto che il Werder Brema si sia presentato con una formazione rimaneggiata e senza cambi in panchina ma si trattava pur sempre della capolista imbattuta della regular season quindi, sulla carta, rimaneva un confronto impari che i bianco verdi avrebbero potuto vincere anche in queste condizioni.

L’Olympic ha invece potuto scegliere la formazione senza problemi, erano tutti disponibili e si optato per schierare i sei che avevano risposto alla convocazione nello stage del 1 marzo con l’aggiunta di Francesco Sforza che invece aveva fatto turn over nell’ultima partita ufficiale contro il Real Mellano.

Nel week end Formiconi era vittima di un attacco influenzale con tanto di febbre ma il numero 8 gialloblù faceva sapere fin da subito che non avrebbe rinunciato a questo appuntamento nemmeno per sogno.

L’idea di fondo dell’Olympic era quella di far giocare i nostri avversari, di aspettare il Werder nella propria metà campo e sfruttare le chance di contropiede e così è stato. Rencricca, Formiconi e anche Stefano Tagliaferri stazionavano quasi in linea in difesa lasciando il solo Tani a centrocampo e nonostante sia stato il Werder a passare in vantaggio si vedeva che i meccanismi funzionavano.

Poco dopo il Werder faceva harakiri sbagliando due passaggi fotocopia a centrocampo e in entrambe le occasioni ne approfittava Rencricca che intercettava i passaggi e partiva praticamente solo alla volta dell’area avversaria battendo il portiere avversario.

Sul 2 a 1 Rencricca confermava di essere in serata di grazia e dalla trequarti gialloblù provava un pallonetto lungo che beffava il numero uno bianco verde leggermente fuori dai pali. Nessun abbraccio tra i nostri giocatori, solo concentrazione e grinta a confermare che si sentiva già aria di impresa.

Il primo tempo terminava sul 3 a 2 per i nostri ragazzi che subivano la seconda rete su calcio di punizione deviato dal nugolo di gambe venutosi a creare davanti a Perrone e con lo stesso capitano gialloblù che murava gli attaccanti avversari con due parate provvidenziali.

Se poi Tani e Stefano Tagliaferri avessero centrato la porta da posizione favorevole adesso staremmo parlando di un quarto di finale molto più tranquillo ma era destino che anche la ripresa dovesse essere combattuta sul filo dei nervi.

E allora subito in campo per i secondi venticinque minuti di gioco per evitare che il gelo artico sceso sulla Madonnetta raffreddasse i giocatori in campo.

Per metà frazione l’Olympic giocava in maniera impeccabile, coperta, senza spiragli né spifferi in difesa e con Perrone che, nelle uniche due circostanze in cui gli avversari trovavano qualche varco, era bravo a prendere i tempi dell’intervento.

Già da qualche minuto la gara si stava innervosendo, gli avversari sentivano di star perdendo un occasione d’oro, di buttare all’aria il lavoro fatto da ottobre a oggi e cominciavano a fioccare gli interventi duri, a volte premeditati, le discussioni tra giocatori delle due squadre e con il direttore di gara. La svolta definitiva di questo quarto di finale arrivava proprio  metà frazione: Tani segnava il quarto gol allungando le distanze poco dopo un giocatore del Werder perdeva definitivamente le staffe compiendo un fallo da dietro e costringendo l’arbitro a espellerlo.

Il Werder, senza cambi, doveva giocare il resto del match in inferiorità numerica e ciò innervosiva ulteriormente Triunfo e compagni che non riuscivano più a tessere una trama degna di questo nome.

Gli ultimi minuti vedevano l’Olympic gestire il vantaggio, arrivare svariate volte di fronte al portiere bianco verde segnando il quinto gol con Formiconi e sbagliando almeno altre tre nitide palle gol.

Poi il fischio finale, un po’ di tensione residua dei nostri avversari che consigliava ai nostri di non festeggiare e di andare invece a sfogare la propria gioia negli spogliatoi.

A chi ha visto la gara da fuori questo risultato sembrerà incredibile, tutti si chiederanno come abbia fatto una squadra che ha giocato così male la maggior parte delle gare a trovarsi ora così in alto. Noi il segreto lo sappiamo, lo ripetiamo, è il cuore di questa squadra che forse avrebbe potuto uscire prima, durante la prima fase, e invece è venuto fuori adesso, quando la partita contava veramente.

Cosa succederà ora? Godiamoci lo spettacolo ragazzi!

NOTE: serata molto fredda. Spettatori, circa 10.

PAGELLE

PERRONE: 6.5 cap.

Nonostante sembri lontano dallo stato di forma dei tempi belli non ha colpe sui gol e nelle uniche quattro occasioni create dal Werder para bene e esce tempestivamente a sventare i pericoli. Speriamo che la primavera ci riconsegni un portiere ai livelli di quello che l’anno scorso ha vinto il trofeo di miglior portiere.

RENCRICCA A. : 7.5

Cosa chiedere di più ad un difensore oltre che rendere impenetrabile la difesa, a salire a rubare palla a centrocampo, a partire in contropiede segnando due gol con freddezza da attaccante, a provare e soprattutto a trovare la perla balistica da distanza improponibile? Rencricca ha fatto tutto ciò elevandosi decisamente sopra la già alta media di squadra e cominciando per la prima volta in questa stagione a sentire il dolce profumo di Pigna e Scarpa d’Oro.

FORMICONI: 7

Meriterebbe 38.2 come voto, come i gradi di febbre con cui è sceso in campo. Stoico il suo amore per questa maglia, praticamente perfetta la sua prestazione, bello il gol che chiude i giochi a fine gara, il numero 28 in gare ufficiali e con il quale supera Santolamazza nella classifica cannonieri di tutti i tempi.

TAGLIAFERRI S. : 7

L’elastico di qualche anno fa! Proprio così, ieri, dopo tanto tempo, abbiamo rivisto il giocatore in grado di accorciare e allungare la squadra a seconda delle fasi di gioco: terzo difensore quando il Werder attaccava, incursore quando l’Olympic partiva in contropiede. Peccato che la sua classica azione a tagliare il centrocampo avversario si sia conclusa con un tiro di poco alto sulla traversa altrimenti staremmo parlando di prestazione ancora migliore. Il digiuno di gol si allunga a 48 giorni ma la semifinale potrebbe essere un buon momento per spezzarlo. Ammonito nella ripresa.

BISOGNO: 6.5

Il numero 7 gialloblù ieri sera ha giocato una gara molto simile a quella di Tagliaferri dimostrando la stessa sagacia tattica, la stessa attenzione nei rientri in difesa, la stessa cattiveria nel seguire il giocatore che l’aveva superato appena un attimo prima. Avrebbe potuto stendere il Werder qualche minuto prima con un gol ma ha sprecato un paio di occasioni nel secondo tempo che avrebbero potuto accrescere il suo bottino di gol giunto a quota 24 comprese amichevoli e stage.

TANI: 7

Anche stavolta punisce il Werder proprio come era successo nella gara di campionato giocata l’11 febbraio scorso. Stavolta la magia arriva a metà secondo tempo ed è gol che in pratica abbatte definitivamente i bianco verdi scavando l’incolmabile solco di due gol. Oltre al gol Tani ci mette tantissima grinta che gli permette di non perdere mai l’avversario e di contrastare efficacemente chiunque passi dalle sue parti.

SFORZA: 6

Nonostante i tifosi gli vogliano un bene dell’anima vorrebbero aver visto almeno una delle sue cinque occasioni da gol finire in gol e gioire con lui. Accusa un po’ il livello puramente atletico della contesa e ma si gestisce tutto sommato bene facendo anche qualche utile contrasto. Non segna da due mesi, proprio dalla gara di regular season con il Werder.

Olympic A – Olympic B 8-8

LUNEDI’ 1 MARZO 2010, ORE 21
STADIO SAMANTHA
TEST MATCH NON UFFICIALE
OLYMPIC A   –   OLYMPIC B
8-8 (5-4)

MARCATORI OLYMPIC A:

3 BISOGNO

3 FORMICONI

2 GRAZIADIO

 

MARCATORI OLYMPIC B:

4 TARALLO

3 MONTALDI

1 RENCRICCA A.

 

Divertente e utile, queste dovevano essere le caratteristiche della partitella in famiglia di ieri sera e così è stato.

La società aveva organizzato la tradizionale “sfida” tra Olympic A e Olympic B innanzitutto per testare le condizioni della squadra in attesa della sfida di giovedì sera contro gli All Blacks (esordio stagionale in Coppa Italia) e in secondo luogo per allentare la tensione dello spogliatoio, divenuta quasi insostenibile in seguito agli eventi relativi al caso Mellano.

E così, in contemporanea con il primo dei recuperi della squadra arancione l’Olympic è riuscita a tappare occhi e orecchie, a isolarsi dal resto del mondo e rifugiarsi dopo tanto tempo nel piccolo Stadio Samantha dove si è svolto lo stage gialloblù numero tre di questa stagione.

La formazione A, in maglia blu, era composta da Perrone, Formiconi, Bisogno, Tani, Stefano Tagliaferri e il talento in prova Luca Graziadio mentre la formazione B, in maglia gialla, era quasi esclusivamente figlia delle tante assenze di giocatori facenti parti in pianta stabile della rosa dell’Olympic.

Dovendo rinunciare per vari motivi a Sforza, Guarino, Buca, Maiozzi, Ponzetti, Santolamazza e Fabio Tagliaferri la società chiamava i graditi ospiti della Svezia Tarallo e Montaldi e il portiere esordiente Leonardo Caviola a cui si aggiungevano i titolari Brusco e Rencricca.

I pochi tifosi presenti sulle gradinate del centro sportivo di Via Prato Cornelio hanno assistito ad un buono spettacolo, dai ritmi sicuramente non altissimi ma molto gradevole soprattutto perché le due squadre erano molto equilibrate.

Il primo tempo è stato più favorevole all’Olympic A che sfruttava la migliore freschezza atletica per chiudere la frazione in vantaggio per 5 a 4 mentre nel secondo tempo, quando i ritmi sono ulteriormente calati l’Olympic B è uscita alla distanza facendo leva sulla migliore qualità tecnica.

In vista della partita di giovedì, valida lo ricordiamo per gli ottavi di finale di Coppa Italia, la squadra è sembrata abbastanza pronta anche se alcuni limiti mostrati in campionato si sono puntualmente riproposti in questa amichevole. La quasi totale incapacità di fare movimenti efficaci senza palla e la scarsa vena realizzativa sono problemi che vanno risolti in fretta perché il prossimo impegno sarà a eliminazione diretta e non possiamo permetterci più errori.

Unica nota negativa della serata l’infortunio capitato a Brusco a metà secondo tempo. L’argentino, colpito duro ad una caviglia, è stato costretto ad uscire dal terreno di gioco ed è stato sostituito da Tani. Speriamo che la cosa non sia molto seria perché sarebbe un peccato rimediare un infortunio in una serata come quella di ieri.

 

NOTE: serata quasi primaverile. Spettatori, circa 3. Incontro giocato in due tempi di 35 minuti ciascuno.

PAGELLE

OLYMPIC A

PERRONE: 6+ cap.

Bene su due bolidi dalla distanza di Rencricca e Montaldi e su Tarallo in uscita nella ripresa ma regala a Rencricca un gol su cui il Libero non avrebbe scommesso un paio di scarpe bucate. Nell’ultimo quarto d’ora sostituisce Tagliaferri in difesa. Accusa molto il passaggio dal pallone a rimbalzo controllato a quello tradizionale.

FORMICONI: 6

Dichiara fin da subito di volersi soprattutto divertire e infatti dopo un primo tempo giocato “seriamente” nella ripresa privilegia uno stile di gioco più easy. Sempre solido dietro e tempista negli inserimenti che gli permettono di distribuire assist e segnare ben tre gol. Secondo test match non ufficiale della sua carriera gialloblù dopo il primo datato 21 febbraio 2002.

TANI: 6

Comincia nell’Olympic A e dopo l’infortunio di Brusco sostituisce l’argentino nelle file dell’Olympic B. Con entrambe le maglie offre una prestazione diligente con qualche sprazzo di classe ad allietare il pubblico.

BISOGNO: 6.5

Anche in questa sgambata appare sempre come l’elemento più tonico della rosa. Segna una tripletta tra cui va contemplato l’ultimo tocco della più bella azione della serata: quattro tocchi di prima, avversari a bocca aperta e tap in acrobatico di Bisogno.

TAGLIAFERRI S. : 6-

Lo vediamo in fase calante rispetto a inizio stagione soprattutto a livello fisico. Giocare una gara intera come quella di ieri può solo avergli fatto bene. Per battere gli All Blacks, senza Buca, la sua ispirazione sarà importante.

GRAZIADIO: 6.5

Ecco il protagonista della favola della buona notte: finalmente questo eclettico giocatore ottiene la convocazione tanto sognata, entra nel giro gialloblù e al primo approccio con questo ambiente segna tre gol, fa su e giù per il campo, pressando a centrocampo, scattando in attacco, rientrando in difesa per chiamare palla e impostare l’azione e soprattutto amalgamandosi subito con lo spogliatoio.

Superato questo primo step il prossimo sarà rappresentato da una convocazione ufficiale in una gara amichevole, occasione per esordire in prima squadra e soprattutto per cominciare ad abituarsi ai palloni a rimbalzo controllato.

I tifosi non vedono l’ora di avere un nuovo pupillo, un nuovo idolo!

 

OLYMPIC B

CAVIOLA: 6

Questo emerito Carneade entra dalla porta di servizio dell’Olympic e ce lo fa entrare Brusco che lo consiglia alla società per sostituire i tre portieri mancanti Guarino, Maiozzi e Ponzetti.

Si guadagna la pagnotta onestamente e noi ci annotiamo il suo nome, chissà, magari in futuro lo rivedremo.

RENCRICCA A. : 6+ cap.

Bene così, prende l’allenamento seriamente e perfeziona un ottimo allenamento in vista di giovedì. Segna un gol mala sua prova è importante perché ha avuto la personalità di cementare quel melting pot che era l’Olympic B e farne una squadra solida e compatta.

TARALLO: 6.5

Buona prova ma da lui ci aspettiamo sempre il massimo impegno, anche in queste gare in cui non c’è assolutamente niente in palio. Si divide con Rencricca i compiti di impostazione giocando prevalentemente dal centrocampo in su e chiude la partita con quattro gol e un bel po’ di assist che lo fanno somigliare ad un distributore automatico di passaggi.

MONTALDI: 6.5

Seconda esperienza in uno stage gialloblù, la prima fuori dai pali. Si muove bene, si diverte e regala ai tifosi sostanza e qualità. A segno tre volte prima intervenendo in modo vincente in una mischia a centro area, poi con un tiro preciso dalla distanza e infine con un pallonetto che beffa Stefano Tagliaferri.

BRUSCO: 6

Gioca un quarto d’ora e poi si fa male ed è costretto a lasciare. Auguri.

Olympic 2000 – Real Mellano 3-6

Buon pomeriggio. Commento, pagelle e foto a voi!
MERCOLEDI’ 24 FEBBRAIO 2010, ORE 20.10
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, XVI GIORNATA
REAL MELLANO   –   OLYMPIC 2000
6-3 (2-1)

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Fabrizio Perrone

 

Quello che ieri i tifosi e i giocatori dell’Olympic hanno vissuto è stato niente di meno che un romanzo, un romanzo breve, con soli tre capitoli ma pieno di emozioni contrastanti e di colpi di scena. Divideremo quindi la narrazione di ciò che è accaduto in tre parti ben distinte.

 

CAPITOLO 1 – Il campo

Innanzitutto si è giocato contro il Real Mellano, formazione che per tre quarti di torneo ha giocato un ottimo calcio guadagnandosi meritatamente di occupare le prime posizioni in classifica e che recentemente ha saltato qualche incontro a causa di gravi problemi di un loro giocatore. Problemi che non conosciamo a fondo ma che rispettiamo.

L’organizzazione aveva comunicato alla nostra società che questa partita l’Olympic l’avrebbe quasi sicuramente vinta tavolino ma poi, tre giorni fa è arrivata la comunicazione che invece questi problemi erano fortunatamente sulla via della risoluzione e che, si, si poteva giocare.

L’Olympic in questo modo doveva rinunciare ad una comoda via per ottenere i tre punti che le servivano per qualificarsi alla Champions League ma pazienza perché tutto l’ambiente gialloblù sapeva benissimo di aver gettato al vento tante occasioni per qualificarsi alla coppa che conta e i giocatori volevano conquistarsi la loro vittoria sul campo e non a scapito delle sfortune di qualcun altro.

E quindi si è giocato con l’Olympic che si schierava con Perrone, Rencricca (influenzato ma presente), Formiconi, Bisogno e i rientranti Stefano Tagliaferri, Guarino e Tani. I primi venticinque minuti di gioco sono stati una sofferenza per l’Olympic che affrontava una squadra che ha dimostrato di meritare tutti e 30 i punti finora conquistati.

E allora Perrone alzava la saracinesca sui molti tentativi di andare a rete dei ragazzi in maglia arancio e alla prima occasione i suoi compagni lo ringraziavano segnando l’1 a 0 con Bisogno che di prima scaricava un tiro dopo aver ricevuto palla dalle retrovie.

Il Mellano a quel punto si è come sbloccato e ha segnato due gol in rapida successione chiudendo la frazione in vantaggio ma alla ripresa l’Olympic ci metteva il cuore e pareggiava proprio con il giocatore più operaio della squadra, Alessandro Guarino, che in scivolata deviava in rete un tiro assist di Tagliaferri.

La terza rete del Mellano era solo la chiamata per la nuova impennata d’orgoglio gialloblù che pareggiava ancora con Guarino, particolarmente ispirato, che stavolta perfezionava la sua doppietta con un bel tiro a giro dal vertice sinistro dell’area di rigore.

Mancavano dieci minuti al termine e con il pareggio l’Olympic avrebbe ottenuto il suo pass per la Champions ma a quel punto le energie dei nostri sono terminate, l’ossigeno non è più arrivato al cervello e per Rencricca e compagni è diventato difficile anche mantenere la lucidità e la compattezza difensiva.

Il Mellano forte di una maggiore qualità tecnica e di una migliore condizione atletica ha approfittato di questo calo della nostra squadra e ha affondato il colpo segnando i tre gol che hanno decretato il loro successo per 6 a 3.

Finito anche il sedicesimo impegno del torneo i nostri si sono incamminati negli spogliatoi, tristi, consci di averci provato e di aver perso l’occasione giusta per ottenere la Champions in passato, non certo ieri sera.

Rimaneva comunque un lumicino di speranza legato ad improbabili incroci di risultati delle altre formazioni.

 

CAPITOLO 2 – Ingiustizia

E invece negli spogliatoi questa speranza veniva distrutta da una visita dell’organizzatore che comunicava la scelta del Mellano di non giocare le rimanenti due gare e di perderle a tavolino falsando così il torneo e penalizzando oltremodo la nostra squadra chissà perché vittima della formazione arancio che a quanto pare aveva precedentemente comunicato all’organizzazione di poter giocare solo contro i gialloblù e non le altre gare.

Questa conclusione della storia ai nostri giocatori sapeva di beffa, di ingiustizia, insomma di qualcosa di profondamente sbagliato sia a livello di sostanza che di forma. Infine i nostri giocatori si sono sentiti traditi da un’organizzazione che disconoscere due stagioni di fair play e di correttezza mostrati dalla nostra società.

Perrone ha comunque chiuso lì la vicenda rinviando all’indomani ogni decisione e contromossa preferendo perpetrare la nostra tradizione di stile.

 

CAPITOLO 3 – Giustizia (?)

E infine la storia di oggi. Perrone spinto dai suoi compagni e forte di uno spogliatoio unito contattava l’organizzazione, comunicava il proprio malessere e quello della squadra per l’ingiustizia subita concludendo comunque la conversazione con un reciproco mantenimento delle rispettive posizioni ovvero con i dirigenti della Madonnetta che non condividevano quanto espresso dal capitano.

L’ultimo colpo di scena di questa avvincente storia arrivava mezz’ora dopo con l’organizzatore che ricontattava la nostra società e si diceva convinto delle nostre posizioni e pronto ad impegnarsi per far si che la settimana prossima si giochino le due gare che il Real Mellano aveva precedentemente perso a tavolino contro C.N. F.C.  e Orange.

 

CONCLUSIONE

E ora aspettiamo la fine di questo romanzo sperando che l’organizzazione riesca a far giocare queste due gare e che i risultati possano darci quella qualificazione in Champions che comunque sappiamo di non meritare per quanto fatto vedere in campo. Se le cose andassero male sapremmo comunque che sono andate male totalmente per colpa nostra e non per assurdi movimenti determinati a tavolino.

Non ci resta che aspettare.

 

NOTE: serata primaverile. Spettatori, circa 10. In panchina Alessandro Santolamazza.

PAGELLE

PERRONE: 6+ cap.

Bene. E’ una di quelle serate che gli avversari lo maledicono per le parate e i compagni gli fanno i complimenti.

Per lui la prima fase si chiude con 14 presenze e 64 gol subiti.

RENCRICCA A. : 6

All’ora di pranzo aveva 40° di febbre e all’ora di cena è in campo sacrificandosi per l’Olympic. Non può essere al top ma merita un elogio. Capocannoniere gialloblù di questa fase del torneo, 12 presenze e 12 reti.

FORMICONI: 6

Indomito, non non molla e mai e sprona la squadra anche quando il divario di reti con il Mellano diventa incolmabile.

L’ultimo arrivato dal mercato di gennaio ha offerto finora un ottimo rendimento collezionando 6 presenze e 2 reti.

GUARINO: 5.5

Peccato, poteva essere l’eroe della serata nonostante una prova non esaltante ma impreziosita da una doppietta che da ha dato speranza alla squadra. Finora ha messo da parte 9 presenze, ha segnato 4 gol e ne ha subito 1 da portiere.

TAGLIAFERRI S. : 5.5

Sembra aver recuperato bene dall’infortunio subito tre settimane fa contro i The Boys ma ieri ha evidenziato una condizione precaria certamente figlia di questi 21 giorni di stop forzato. Nell’unico spunto degno di nota mette in mezzo il tiro cross che Guarino trasforma nel gol del provvisorio 2 a 2.

Il numero 5 gialloblù (da ieri nuovamente con il suo numero distintivo grazie alle nuove divise) ha fatto registrare 8 presenze e 10 gol nella prima fase.

BISOGNO: 5.5

Ci ha fatto saltare in piedi a tutti, sulle tribune, in curva, a casa con il gol dell’1 a 0, peccato non sia durato a lungo perché la rete oltre ad essere stata molto bella poteva anche significare Champions League.

Per il nostro centrocampista di fascia la prima fase del torneo ha significato 13 presenze e 11 gol.

TANI: 5.5

L’elemento più talentuoso della squadra ieri sera ha provato qualche gioco di prestigio ma ha quasi sempre sbattuto sui prestanti difensori avversari. Il Maghetto ha collezionato 11 gare e 8 reti.