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Olympic 2000 – Slow Bar United 7-2

VENERDI’ 27 MAGGIO 2011, ORE 21
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 703
OLYMPIC CHALLENGE CUP II, PRIMA FASE, VI GIORNATA
OLYMPIC 2000 Vs. SLOW BAR UNITED F.C.
7-2 (4-1)

MARCATORI:
2 CARISSIMI
2 TARALLO
1 FANTINI
1 FORMICONI
1 MONTALDI

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO FORMICONI

L’Olympic vince nettamente il derby di Challenge Cup contro lo Slow Bar e torna alla vittoria dopo sei partite visto che una partita da tre punti mancava ormai dal 28 aprile quando i gialloblù si imposero ancora su Tani e compagni nella gara di andata.
E’ stata una partita cominciata in salita per l’Olympic e terminata con una ripida discesa una volta che i gialloblù sono riusciti a rovesciare l’iniziale svantaggio causato da un’autorete di Rencricca. Ma soprattutto è stata una partita che speriamo rappresenti un’inversione di tendenza per l’Olympic che dopo la finale di Europa League aveva avuto un grande calo dovuto soprattutto allo scadimento di forma di alcuni giocatori e ad un paio di infortuni eccellenti.
Per quest’ultima tornata della prima fase di Challenge Cup erano assenti Fabio Tagliaferri, Alessandro Santolamazza, Daniele Rossi, Domenico Caserta e Francesco Sforza. Rientrava in squadra Andrea Fantini (a mezzo servizio dopo l’infortunio) mentre era un piccolo grande evento il ritorno di Andrea Carissimi a tre anni esatti dall’ultima partita con la maglia gialloblù.
Non c’erano grosse velleità di classifica legate a questa partita in quanto gli accoppiamenti delle semifinali erano già decisi dalla giornata precedente, rimanevano quindi solo i motivi campanilistici a ravvivare la vigilia di questo incontro che per l’Olympic però assumeva significati ulteriori collegati al periodo non felice della squadra.
Il tunnel buio in cui l’Olympic si era infilata un mese fa sembrava proseguire ancora per qualche chilometro quando su un calcio d’angolo innocuo Rencricca deviava la sfera alle spalle di Perrone causando il vantaggio degli avversari e, poco dopo, il palo colpito da Scollo e un piccolo incidente occorso a Carissimi non facevano che confermare questa sensazione.
Nonostante queste brutte avvisaglie l’Olympic è riuscita a risollevarsi con il gioco, puntando tutti sulle giocate di prima e sui rapidi scambi. Fantini benediceva il suo rientro con un gol da bomber d’area, Carissimi raddoppiava mentre Formiconi ingannava Guarino con un cross sbagliato che si infilava sotto la traversa.
A fine primo tempo i gialloblù conducevano 4 a 1 potendosi così concedere una ripresa di amministrazione del vantaggio. Fantini preferiva non rischiare ulteriormente e chiudeva così la gara del suo rientro ma la squadra non accusava la sua assenza potendo contare su una vasta lista di alternative sia in difesa (Rencricca, Formiconi e Tarallo su alternavano con successo) sia in attacco dove Montaldi e Carissimi formavano un attacco molto ben assortito che potrebbe essere stato un ottimo esperimento di quello che in futuro potrebbe essere quello formato dallo stesso Montaldi (o Fantini) e da Caserta.
Finiva dunque 7 a 2 per l’Olympic che può quindi approcciarsi ai prossimi due impegni con un rinnovato ottimismo o comunque una situazione mentale migliore rispetto a quella di qualche giorno fa.
La quarta giornata del Torneo di Clausura contro l’Autoricambi Bernocchi e la semifinale di Challenge Cup contro i Tamarri saranno certamente impegni più difficili ma il ricostruirsi (seppur lentamente) di quel gruppo che poco più di un mese fa vinse l’Europa League porterà benefici certi ad una squadra che ultimamente si era un po’ smarrita.

NOTE
CLIMA Serata calda ma ventilata
SPETTATORI circa 15
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 6 cap.
Battuto solo da Rencricca nel primo tempo (autogol su calcio d’angolo) e da Binutti nella ripresa dopo la sfera aveva carambolato su buona parte dei giocatori in campo. Serata iniziata male e terminata senza grosse preoccupazioni anche grazie ad un paio di suoi interventi.

4.RENCRICCA A. : 6
Ottima partita in fase di impostazione meno in fase difensiva dove, oltre all’autorete, lascia spesso da soli i giocatori che vagano nella sua zona di pertinenza. Tra il 7 che si guadagna grazie ad un paio di assist (ora sono 19 in stagione) e il 5 per gli errori in difesa ottiene una sufficienza piena.

8.FORMICONI: 6.5
La sua rincorsa (in tutti i sensi visto che in campo non si ferma mai) alla Pigna d’Oro 2011 è ricominciata. Ieri sera altra prestazione in cui ha surclassato fisicamente e atleticamente qualsiasi avversario. Ha segnato anche un gol, casuale perché frutto di un cross errato, ma certamente bello perché scavalca Guarino con una parabola perfetta. E’ il quarto centro in sei gare di Challenge Cup II.

19.MONTALDI: 6+
Efficace a metà campo si conferma ottimo acquisto sia come terminale della manovra che come playmaker. Mai bottino fu più esplicativo del suo lavoro: un gol e un assist per Tarallo.

13.TARALLO: 6
Spesso attorniato da centrocampisti e difensori avversari trova spesso il modo di liberarsi egregiamente dalla sfera e creare situazioni interessanti per l’attacco gialloblù. La sua doppietta lo porta a quota a 165 gol in gare ufficiali dietro solo all’apparentemente inarrivabile Stefano Tagliaferri che guida la speciale classifica con 219 gol.

5.CARISSIMI: 6.5
Ai tifosi ha fatto tanto piacere rivedere la maglia numero 5 di Stefano Tagliaferri di nuovo in campo ma ha fatto ancora più piacere rivedere Andrea Carissimi vestire la maglia dell’Olympic a distanza di tre anni e un giorno esatti dall’ultima presenza. Sembra un gioco del destino quest’incredibile corrispondenza di date ma quel che conta è che il Principe non sembra aver mai lasciato la squadra. Si posizione sul fronte sinistro dell’attacco dell’Olympic, segna una doppietta, piazza un assist e fa capire quanto sia importante avere giocatori con i piedi buoni in campo.

10.FANTINI: 6
L’ariete gialloblù mancava dal 6 maggio scorso quando contro il Centro rimediò uno strano infortunio. Sembra recuperato, segna anche il gol del pareggio dell’Olympic, ma a fine primo tempo preferisce non forzare e abbandonare la contesa. La sua presenza è importante e non è decisamente il caso di rischiare una ricaduta in stile Caserta.

Olympic 2000 – F.C. New Team 5-8

LUNEDI’ 16 MAGGIO 2011, ORE 20.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 701
TORNEO CLAUSURA, GIRONE A, III GIORNATA
OLYMPIC 2000 – F.C. NEW TEAM
5-8 (2-3)

MARCATORI:
3 SFORZA
1 FORMICONI
1 MONTALDI

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO PERRONE

Otto schiaffi hanno definitivamente risvegliato l’Olympic dalla sbornia post vittoria in Europa League. La grande vittoria di un mese fa ci aveva un po’ illuso sulle condizioni della nostra squadra che nelle due partite decisive per l’assegnazione del trofeo fu praticamente perfetta. Ventisei giorni dopo quella serata magica l’Olympic è ripiombata in quel limbo che in cui viveva fino alla semifinale contro il Moviola a conferma che questa, finora, è stata una stagione globalmente negativa con all’interno un exploit eccezionale che però va riconosciuto per quello che è: un traguardo prestigioso, un risultato memorabile ma interamente frutto di due incontri in cui tutto ha funzionato alla perfezione in maniera irripetibile, almeno per questa stagione.
L’Europa League è stata figlia di una grande cattiveria agonistica e dello stato di forma ottimale della squadra. Ieri invece abbiamo visto in campo una squadra spenta, logora e vittima di una serie di infortuni senza precedenti nella storia gialloblù.
Non è un mistero che l’Olympic vincente si basi sulla forma di un gruppetto di ragazzi poco tecnici che diventano potenziali campioni grazie al cuore. Ieri tutto questo non è stato possibile attuarlo perché mancavano le basi della forza dell’Olympic.
Mancava gente come Bisogno (vicino al matrimonio e quindi in licenza), Fantini e Caserta (infortunati); Rencricca era fuori fase mentre i sostituti, per quanto di livello, non stati all’altezza del contesto gialloblù in cui anche i fuori classe possono smarrirsi se non entrano a pieno nel modo di pensare della nostra squadra.
Terza giornata del Torneo Clausura, avversario l’F.C. New Team che all’esordio aveva perso contro gli Autoricambi e nella seconda giornata aveva battuto una Bi Trattoria in disarmo. L’Olympic parte bene ma proprio come era successo contro il White House è un’illusione.
I gol di vantaggio diventano presto due grazie al sinistro di Formiconi e al destro di Montaldi. Poi il black out con la New Team che buca la difesa gialloblù nel mezzo con il numero 10 avversario che non trova mia la giusta opposizione sulla tre quarti. Perrone viene prima battuto da distanza ravvicinata, poi su rigore e poi ancora da vicino.
Si va al riposo sul 2 a 3 con i tifosi dell’Olympic che in due tre circostanze non trovano le parole per maledire lo scarso senso del gol dei nostri attaccanti che avrebbero potuto pareggiare.
Poi nella ripresa c’è stato il tracollo gialloblù con il nostro quintetto che si sfaldava totalmente lasciando praterie sconfinate agli attaccanti avversari che puntualmente trovavano spazio per calciare verso un Perrone davvero reattivo ma che nulla poteva sulle ribattute e sui tiri da dentro l’area piccola degli attaccanti del New Team.
E’ stata una sconfitta molto netta sul piano del gioco e su quello mentale tanto più che il punteggio finale ha visto l’Olympic soccombere per soli tre gol visto che la difesa avversaria era tutt’altra che solida a testimonianza di un’Olympic messa in difficoltà più dai suoi limiti attuali che dalla reale forza degli avversari.
Il fischio finale è stata una liberazione un po’ per tutti perché nel finale anche i nervi dei giocatori gialloblù stavano saltando.
All’orizzonte non si vedono soluzioni immediate ai problemi attuali della squadra che si deve innanzitutto ritrovare negli uomini e nel gruppo prima che nei risultati. Teoricamente la qualificazione alla Champions è ancora possibile ma bisogna sbagliare poco o niente nelle prossime quattro gare.

NOTE
CLIMA Serata ventosa
SPETTATORI circa 10
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise CHAMPIONS 2006

PAGELLE

1.PERRONE: 6 cap.
Quando il portiere è il migliore in campo e termina la partita con il fiatone non è quasi un buon segno. Evita un passivo peggiore scegliendo sempre bene il tempo delle uscite.

4.RENCRICCA A. : 5
Il miglior Perrone e uno stratosferico Formiconi nulla possono se il pilastro della squadra sbaglia partita. E’ apparso stanchissimo e si vedeva che l’ossigeno arrivava con difficoltà alla materia grigia.

8.FORMICONI: 6
L’ennesima partita di questa stagione in cui lui e Perrone sono da soli di fronte alle orde barbariche avversarie. Segna un gol che aumenta il suo bottino realizzativo ma termina la partita che sembra abbia perso dieci chili.

19.MONTALDI: 6
Prestazione in linea con quella dell’Olympic ma con un impatto sulla partita notevole grazie ai due assist e al gol del provvisorio 2 a 0. Le sue prospettive in gialloblù appaiono buone ma spesso dà l’impressione di avere difficoltà di adattamento alla nuova realtà.

11.TARALLO: 5+
In questa stagione il trapianto di Filiberto nell’Olympic sta dando evidenti problemi di rigetto. Portare il gioco, anzi, la filosofia di gioco della Svezia nel collettivo gialloblù è un’impresa non solo impossibile ma anche non auspicabile.

16.SFORZA: 6
Sbaglia gol, sbaglia passaggi ma Sforza è questo. Da lui chiederemo sempre un miglioramento e maggiori sforzi però ammettiamo che se lui può dare 30 dà 30, senza risparmiarsi. Nella nottataccia gialloblù segna una tripletta che ne fanno di nuovo il secondo miglior marcatore stagionale dell’Olympic dietro a Fantini.

Olympic 2000 – I Tamarri 4-5

VENERDI’ 13 MAGGIO 2011, ORE 21.30
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 700
OLYMPIC CHALLENGE CUP II, PRIMA FASE, IV GIORNATA
I TAMARRI – OLYMPIC 2000
5-4 (3-3)

MARCATORI:
2 CASERTA
1 FORMICONI
1 ROSSI D.

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO DOMENICO CASERTA

Doveva essere una grande festa e invece è stato un gran flop! Quella di ieri contro i Tamarri era la partita numero 700 della storia dell’Olympic e sarebbe stato bello portare a casa una vittoria per rendere il mero dato statistico una data da ricordare sull’almanacco invece la pazza Olympic è uscita sconfitta dalla quarta giornata della Challenge Cup II e dobbiamo proprio dire che la squadra ha fatto di tutto per perdere la sua imbattibilità nel mini torneo.
Dopo l’intensa battaglia di martedì contro il White House Andrea Fantini non ce la faceva a recuperare dall’infortunio mentre Formiconi era regolarmente al suo posto. Con Sforza e Santolamazza indisponibili e i soliti noti transfughi verso lo Slow Bar non schierabili venivano convocati Edoardo Rencricca e Daniele Rossi che insieme a Fabio Tagliaferri e al rientrante Caserta formavano il parco attaccanti per questa serata.
Cominciava male perché i cugini Rencricca rimanevano bloccati a lungo nell’impazzito traffico romano e i Tamarri approfittavano immediatamente dell’improvvisata difesa gialloblù per passare in vantaggio.
Dopo questa fiammata però l’Olympic alzava il ritmo e grazie a Caserta le occasioni da gol fioccavano. Il numero 19 gialloblù sembrava completamente ristabilito dal suo infortunio e seminava il panico sulla fascia sinistra creando costantemente superiorità numerica. Il pareggio lo segnava Daniele Rossi ribadendo in rete un tiro del compagno mentre i successivi due gol portavano la firma dello stesso Caserta.
Sul 3 a 1 la partita sembrava scorrere sui giusti binari ma i cambi nello schieramento dell’Olympic alteravano l’equilibrio della squadra e gli avversari andavano al riposo sul 3 a 3 beneficiando di alcuni grossolani errori dei nostri centrocampisti.
La partita ricominciava praticamente da capo e subito l’Olympic doveva fare i conti con l’uscita di Caserta che sentendo una fitta all’inguine preferiva abbandonare la contesa non rischiando danni più grossi alla parte già lesionata.
Poco male perché la serata di Fabio Tagliaferri sembrava di quelle destinate ad entrare nel suo personale album dei ricordi se non fosse stato per la sfortuna che prima indirizzava il suo tiro sulla traversa e successivamente permettevano al portiere dei Tamarri di bloccare tiri insidiosi con molta, molta fortuna.
A metà frazione gli avversari si portavano in vantaggio su calcio di punizione mentre Formiconi era bravo a ribadire in rete una palla vagante nell’area avversaria. La sconfitta dell’Olympic si consumava nei minuti finali quando Edoardo Rencricca sbagliava incredibilmente un facile appoggio in rete e successivamente, dopo che Perrone aveva miracolosamente deviato un tiro di Cattaneo, si faceva anticipare da Sileoni che con un colpo di tacco al volo firmava la prima vittoria nel torneo per i Tamarri.
Finiva quindi 5 a 4 per gli arancioni con i gialloblù che si mangiavano a ragione per le mani per una gara gettata alle ortiche dopo una fase centrale promettente.
In questo momento la rosa sembra d’un tratto molto corta a causa dei tanti infortuni ma ci possiamo consolare con le prove di Fabio Tagliaferri che sembra ormai maturo per una convocazione nel Torneo di Clausura.

NOTE
CLIMA Serata abbastanza calda
SPETTATORI circa 10
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise VENTENNALE 2009

PAGELLE

1.PERRONE: 6 cap.
Il capitano non vede la punizione del 4 a 3 per i Tamarri che si infila nell’angolo che lui avrebbe dovuto coprire ma anche ieri sera ha compiuto diversi interventi decisivi che se non altro pareggiano i conti con l’errore sul tiro piazzato.
Arrabbiatissimo per il risultato nel finale sembra che gli occhi debbano uscirgli dalle orbite.

4.RENCRICCA A. : 6
La sua partita sembra un inseguimento dei film americani tante sono le sportellate scambiate con gli sfuggenti avversari. Promosso anche se non brilla.

21.FORMICONI: 6.5
La sua rincorsa alla Pigna d’Oro è partita alla grande visto che anche in una serata come questa riesce a farsi apprezzare per quel qualcosa in più che riesce a dare. Oltre a questo qualcosa in più segna anche il ventunesimo gol stagionale e serve a Caserta il suo assist numero diciassette in gare ufficiali.

19.CASERTA: 7
In poco più di dieci minuti giocati si guadagna il titolo di migliore in campo e fa innamorare di nuovo tutti quelli che il 20 aprile si erano innamorati di lui dopo il gol decisivo per la vittoria in Europa League. Il suo calcio è una scarica elettrica che paralizza i difensori, il suo calcio è gol e assist. Altri due gol con la maglia gialloblù con la speranza che l’infortunio non si sia riacutizzato.

7.TAGLIAFERRI F. : 6.5
Le maglie del Ventennale usate ieri hanno una maglia numero 10 troppo larga per il fisico di Fabio e allora lui indossa la 7 e fa capire che la fantasia e la classe non risiedono nel numero di casacca. Il Fabio visto ieri può fare la differenza in qualsiasi contesto però anche la fortuna deve fare la sua parte perché lui per primo merita che tiri come quello che ha sbattuto in piena sulla traversa gonfino la porta avversaria.

11.RENCRICCA E. : 4.5
Anche il tifoso più paziente a partita non ha trattenuto un gesto di stizza per la prestazione di Edoardo Rencricca. Non trova mai la giusta collocazione in campo occupando una posizione ibrida quasi sempre inutile, è colpevole sul secondo gol dei Tamarri lasciando spazio all’attaccante avversario, sbaglia la rete del pareggio su cui sarebbe finito il match e all’ultimo secondo brucia tutto il vantaggio che aveva facendosi anticipare da un avversario con la metà del suo fisico che segna il gol decisivo. Speriamo trovi la voglia di dimostrare alla società che lui non sia questo giocatore.

9.ROSSI D. : 5
Anche questa volta come contro il Centro non riesce ad entrare nel vivo dei movimenti della squadra e nonostante segni un gol (solita zampata su rimpallo) che potrebbe dargli fiducia gioca una partita in cui commette troppi errori nei fondamentali per raggiungere anche una sufficienza stiracchiata.

Olympic 2000 – White House 7-7

MARTEDI’ 10 MAGGIO 2011, ORE 22.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 699
TORNEO CLAUSURA, GIRONE A, II GIORNATA
OLYMPIC 2000 Vs. WHITE HOUSE
7-7 (5-3)

MARCATORI:
2 FANTINI
2 FORMICONI
2 TARALLO
1 RENCRICCA A.

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO FORMICONI

Per raccontare la spettacolare serata di ieri sera verrebbe la tentazione di premere il tasto avanti veloce fino agli ultimi cinque dieci minuti ma facendo così faremmo perdere, a chi non ha assistito alla partita, il racconto di una incontro che passerà alla storia dell’Olympic per le emozioni vissute in cinquanta minuti intesi.
Il filo conduttore del match è, neanche a dirlo, il cuore di questa squadra che non sarà il Brasile o il Barcellona, anzi, ma in quanto a spirito di squadra e forza del gruppo è probabilmente una delle squadre più forti del pianeta calcetto. No, non esageriamo.
Riconosciamo tutti i difetti e limiti dell’Olympic sul piano tecnico e tattico ma quando si parla di quel qualcosa in più che nasce nel cuore di ogni singolo giocatore allora abbandoniamo ogni freno e concediamo a Cesare quel che è di Cesare.
Sembra autocelebrazione. Lo è. E non ce ne vergogniamo.
Seconda giornata del tremendo Gruppo A della prima fase del Torneo Clausura, un girone con tante formazioni conosciute come temibili e altre squadre meno conosciute ma che stiamo imparando a conoscere dopo i rispettivi esordi.
Ieri sera l’Olympic affrontava il White House che nella prima giornata aveva battuto sonoramente i The Boys per 9 a 4 e che qualche giorno dopo si è rivelata come la squadra dei fratelli Branchi che fino a quattro stagioni fa guidavano il Real Acilia.
Quindi per i gialloblù è stato quasi un derby anche se all’inizio tutto sembrava meno che una partita tra due squadre dello stesso livello. L’Olympic nei primi quindici minuti ha giocato un calcio di grande livello tutto palla a terra e scambi di prima.
Il 5 a 0 è maturato proprio in questo primo quarto d’ora grazie al quartetto formato da Rencricca, Formiconi, Tarallo e Fantini che sembravano giocassero da soli tanto era la facilità con cui arrivavano nell’area avversaria e battevano il portiere del White House.
Poi la partita è cambiata con i primi cambi gialloblù, indispensabili perché Tarallo e Fantini non potevano tenere a lungo ai ritmi dei giovani avversari. Entravano Santolamazza e Montaldi e proprio la serata storta di quest’ultimo cominciava a far cambiare la tendenza del match. Il neo acquisto gialloblù non riusciva ad entrare in partita e con i suoi movimenti errati mandava in ambasce lo schema dell’Olympic la quale cominciava a concedere occasioni e, purtroppo, gol al White House che riusciva meritatamente a chiudere il primo tempo sul 5 a 3.
Il trend del secondo tempo non si discostava da quello della parte finale della prima frazione. Il White House creava occasioni da gol a grappoli perché l’Olympic vista all’opera nei primi quindici minuti era un ricordo sbiadito e gli errori dei singoli si contavano a decine.
Errore dopo errore dei gialloblù e occasione dopo occasione creata dagli avversari in maglia arancio il White House pareggiava e poi segnava il sesto gol e ancora il settimo. Contro i The Boys questi ragazzi perdevano per 3 a 0 e hanno imposto alla squadra di Della Porta un parziale di 9 a 1. Tutto questo per dire che la rimonta subita dall’Olympic non è stata un caso nonostante le colpe evidenti della nostra squadra.
Ma negli ultimi minuti della partita l’Olympic a differenza dei The Boys trovava dentro di se quel valore inestimabile di cui parlavano in apertura. Chiamiamolo “Cuore”, con la C maiuscola.
Al termine di una bell’azione Rencricca consegnava a Fantini la palla del 6 a 7 poi, poco dopo, l’ultimo errore della nostra squadra permetteva agli avversari di guadagnare un calcio di rigore.
Il difensore del White House faceva la stessa fine di Carbone del Moviola in semifinale di Europa League perché Perrone lo ipnotizzava e parava splendidamente.
Poi si faceva male Fantini che doveva uscire e al penultimo respiro anche Formiconi si faceva male però si faceva male in area di rigore avversaria e per colpa di un difensore e l’arbitro assegnava un altro rigore.
Rencricca era di ghiaccio e pareggiava. Mancavano tre minuti di recupero e l’Olympic aveva due palle gol per vincere la partita della stagione invece prima Rencricca e poi Tarallo sbagliavano i più facili dei gol facendosi parare i loro tiri a tu per tu con il portiere.
Poi finiva la partita che è sembrata durare tre ore, un mese, una stagione e chiaramente i giocatori dell’Olympic, che nel primo tempo conducevano per 5 a 0, avevano un iniziale moto di amarezza e delusione ma poi, già negli spogliatoi, si cominciava ad apprezzare il pareggio e soprattutto il carattere che ci ha permesso di pareggiare una partita che un tempo avremmo perso.
E allora come ha detto Andrea Fantini in zona mista guardiamo il bicchiere mezzo pieno, prendiamo questo carattere, questa grinta e portiamolo alla prossima partita e poi ancora a quella dopo fino a fine stagione.
Magari non arriverà un’altra coppa ma chi potrà dire che non ci abbiamo provato?

NOTE
CLIMA Serata calda
SPETTATORI circa 20
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise CHAMPIONS 2008

PAGELLE

1.PERRONE: 6 cap.
La sua è la prestazione della squadra: il terzo gol del White House è un tiro da lontano che lui para e poi si fa passare sotto le gambe ma nel secondo tempo, quando gli avversari conducono 7 a 6 e con il rigore potrebbero chiudere la partita lui fa il miracolo balzando come un gatto alla sua destra e deviando il tiro.
C come Cuore, C come Capitano!

4.RENCRICCA A. : 6+
Bella partita anche se in questa fase della stagione nei finali di gara accusa un puntuale calo fisico probabilmente dovuto ai climi più caldi. Voglio sottolineare l’episodio del rigore perché l’arbitro lo assegna ma poi passano cinque minuti mentre i sanitari gialloblù assistono Formiconi che è a terra infortunato. Quando è il momento di battere la massima punizione Rencricca diventa un cubetto di ghiaccio, un iceberg e batte il portiere con un tiro imprendibile. E’ il suo 14° tiro dal dischetto realizzato su 19 tentativi per una percentuale realizzativa del 73% abbondante.
C come Cuore, C come Calcio di rigore!

8.FORMICONI: 6+
Fabrizio segna due gol nel primo tempo, spesso è troppo irruente nei contrasti come suo solito ma anticipa, riparte, tampona, insomma c’è sempre. E atre minuti dalla fine si guadagna un calcio di rigore andando a lottare su un pallone che sembrava perso. Forse l’arbitro è un po’ generoso nell’assegnare all’Olympic la massima punizione ma questo non cambia nulla. Nell’occasione Formiconi è costretto ad uscire per una forte botta al ginocchio di cui si valuteranno le conseguenze ma presto sarà solo un livido a ricordo del match in cui il difensore ha superato Bisogno anche nelle gare ufficiali arrivando a quota 143 contro le 142 del centrocampista.
C come Cuore, C come Contusione!

6.SANTOLAMAZZA: 6
Da il giusto apporto che gli si chiede in questo momento, in questa parte della sua carriera in cui non riesce, nonostante le tante gare giocate in stagione, a trovare la continuità per affrontare partite di questo livello allo stesso modo in cui ormai riesce a giocare gli incontri di Challenge Cup. Nel finale, quando sostituisce Formiconi, è attentissimo e non lascia respiro agli attaccanti che provano a sfondare verso la porta di Perrone.
C come Cuore, C come Contributo!

19.MONTALDI: 5
Ahi ahi che serataccia la sua! Passa tutto il primo tempo a cercare una posizione senza trovarla e mettendo in difficoltà il resto della squadra con i suoi continui spostamenti. Meglio nella ripresa ma senza raggiungere la sufficienza.
C come Cuore, C come Come Mai?

11.TARALLO: 5.5
Tante cose buone e tante cose meno buone. Una doppietta e un assist di Formiconi più altre chicche vanno nel paniere delle cose positive mentre gli sbagli nei passaggi, gli anticipi subiti (con contropiedi consegnati agli avversari) e i due clamorosi gol sbagliati nel finale sarebbero materiale più che sufficiente per spedirlo dietro la lavagna.
C come Cuore, C come Controverso!

10.FANTINI: 5.5
Il suo infortunio rispetto a quello di Formiconi sembra più grave e arriva al termine di una gara in cui anche lui realizza due gol e un assist ma poi conferma in tutto e per tutto il trend generale delle sue prestazioni negli ultimi tempi. E’ poc reattivo, sbaglia tanti gol e si muove al rallentatore.
C come Cuore (tanto cuore!), C come riCarica?

Olympic 2000 – Marines 1-4

MERCOLEDI’ 4 MAGGIO 2011, ORE 21.40
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 697
TORNEO CLAUSURA, GIRONE A, I GIORNATA
OLYMPIC 2000 – MARINES
1-4 (1-2)

MARCATORI:
1 BISOGNO

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO PERRONE

La mini serie di sei risultati utili consecutivi dell’Olympic si è interrotta ieri proprio contro l’ultima squadra con la quale i gialloblù avevano trovato la sconfitta. Cambia il nome ma non la sostanza infatti quella che fino ad una settimana fa si chiamava Svezia oggi si chiama Marines: gli “Atzeni Boys” hanno ceduto due pezzi pregiati come Tarallo e Montaldi proprio all’Olympic eppure ieri sera hanno dimostrato di aver trovato la quadratura del cerchio anche con due nuovi innesti acquistati all’indomani della debacle subita ad opera del West Ham in finale di Champions League.
L’Olympic esordiva quindi in questo Torneo di Clausura contro una delle squadri più forti del panorama calcistico e nei giorni scorsi la società gialloblù aveva fatto notare all’organizzazione del torneo come la composizione dei due gironi eliminatori destasse più di qualche dubbio visto che nel gruppo A, quello dell’Olympic, comparivano ben tre semifinaliste di Champions (Marines, Bi Trattoria e The Boys), la finalista di Europa League (Autoricambi Bernocchi) e tre formazioni inedite di cui però già sappiamo che una partecipa al campionato di Serie D.
Le ipotesi di sorteggio pilotato colorivano le prime pagine di tutti i quotidiani e offuscavano in parte le convocazioni di un’Olympic che presentava en otto elementi alla Madonnetta: Perrone, Formiconi, Fantini, Rencricca e Bisogno rappresentavano lo zoccolo duro della squadra, Sforza veniva premiato con l’ennesima chiamata dopo il gol di venerdì scorso contro lo Slow Bar mentre non si poteva lasciare fuori proprio gli ex Montaldi e Tarallo per la gara contro la loro ex squadra.
L’avvio di gara era disastroso per i gialloblù che subivano due gol in rapida successione e si trovavano sullo 0 a 2 dopo pochi minuti. Dopo la seconda segnatura subita però la squadra si compattava e cominciava a giocare disponendosi ottimamente in campo. Da questo momento in poi Olympic e Marines giocavano alla pari e se Perrone doveva allungarsi in un paio di circostanze per evitare il terzo gol dall’altra parte anche Rocca doveva fare altrettanto prima su Rencricca e successivamente su Formiconi.
Nella seconda circostanza però la deviazione sul tiro del numero 8 gialloblù produceva una sorta di assist per Bisogno che provava una rovesciata. Il numero 7 dell’Olympic colpiva palla in modo sporco e proprio il particolare effetto impresso alla palla permetteva al centrocampista di gonfiare la rete e all’Olympic di ridurre le distanze prima dell’intervallo.
Sono anni che non battiamo la Svezia in gare ufficiali e potete immaginare la voglia dei ragazzi del nostro gruppo storico di infrangere questa tradizione negativa. Sembra che di confronto in confronto ci andiamo sempre più vicino perché nell’ultimo precedente i gol di Caserta stavano per far avverare il miracolo poi infrantosi nei minuti finali di quella partita. E anche ieri, nel secondo tempo, sembrava che da un momento all’altro l’Olympic potesse pareggiare e poi, chissà, tentare il tutto per tutto nel finale per vincere. Per altri diciassette minuti le due squadre hanno espresso gli stessi valori in campo producendo lo stesso numero di palle gol e con i portieri indaffarati a mantenere la loro porta invariata. Poi, al diciassettesimo della ripresa appunto, i nostri avversari hanno chiesto un time out e quando la gara è cominciata la Svezia è sembrata salire di tono mentre l’Olympic ha avuto un calo evidente di lucidità, calo che è tutto nell’errore di Rencricca che effettuando un passaggio orizzontale in difesa consegnava palla agli avversari che segnavano la rete dell’1 a 3.
Poco dopo arrivava anche il quarto gol ma la gara era finita nell’occasione precedente quando gli equilibri si erano definitivamente rotti.
La prima finale su sette scontri epici è quindi finita con l’Olympic a mani vuote e la consapevolezza che bisognerà sudare, sudare e ancora sudare per ottenere uno dei primi quattro posti. Sul profilo del gioco la prestazione è stata a due facce con la squadra che si è mossa bene salvo i primi e gli ultimi dieci minuti. Sono periodi di amnesia che squadre come la Svezia non perdona, mai.
Sui singoli dovremmo sfruttare la freschezza di Montaldi, l’esperienza di Tarallo e sperare che altri giocatori tornino a fare la differenza. Uno su tutti Fantini i cui gol e le buone prestazioni cominciano a mancare da troppo tempo.

NOTE
NOTE
CLIMA Serata calda e umida
SPETTATORI circa 20
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise CHAMPIONS 2008

PAGELLE

1.PERRONE: 6+ cap.
Forse la cosa più bella della serata è un autentico volo sulla destra con il quale evita un calcio d’angolo. Questo per dire che sembra in condizioni fisiche eccellenti e si vede sia nelle situazioni difficili che in quelle più scontate.

4.RENCRICCA A. : 5.5
Una buona partita macchiata da un finale in cui, a causa della stanchezza, ha interrotto il tentativo di rimonta dell’Olympic con un paio di errori che hanno causato il terzo e il quarto gol degli avversari.

8.FORMICONI: 6
Quest’anno il premio dei chilometri percorsi sul campo gli va assegnato con largo anticipo perché anche ieri le fasce hanno visto e rivisto il suo passaggio di continuo. Se quando arrivasse in attacco sapesse anche cosa farsi della palla sarebbe un tornate con i fiocchi.

19.MONTALDI: 6-
Come altri giocatori dell’Olympic ieri sera ha giocato bene mancando però di quel pizzico di concretezza e cattiveria in più al momento decisivo. Per Simone questo momento è stato a metà secondo tempo quando ha spedito a lato da posizione favorevole un tiro avrebbe potuto significare il gol del 2 a 2. Come detto nel commento la sua freschezza atletica potrebbe essere un’arma fondamentale per l’Olympic in questi ultimi tre mesi della stagione.

6.TARALLO: 6-
Viene impiegato per gli ultimi dieci minuti del primo tempo e negli ultimi tre minuti del secondo. Per i suoi piedi passano tanti palloni ma non ne scaturisce mai la scintilla decisiva.

7.BISOGNO: 6
Dopo tanti tentativi in questa stagione finalmente segna un gol in rovesciata e anche se la dinamica del gol è stata piuttosto fortunosa non si possono negare il merito di averci provato e la bellezza del gesto. Il gol rimane un episodio un po’ isolato nella sua prestazione che comunque non è da buttare via.

10.FANTINI: 5.5
Poco movimento e nessuna pericolosità in attacco e scarsa concentrazione quando la squadra difendeva. Forse il suo fisico non si è ancora abituato ai primi caldi.

16.SFORZA: 6-
Anche per lui come Tarallo solo pochi minuti del primo tempo. Non si rende pericoloso però il suo piglio nel pressing ci ha soddisfatto.

Olympic 2000 – Slow Bar United 6-1

GIOVEDI’ 28 APRILE 2011, ORE 21.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 696
OLYMPIC CHALLENGE CUP II, PRIMA FASE, II GIORNATA
SLOW BAR UNITED F.C. – OLYMPIC 2000
1-6 (0-3)

MARCATORI:
2 RENCRICCA A.
1 FANTINI
1 FORMICONI
1 SFORZA
1 TARALLO

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO FORMICONI

Terza vittoria consecutiva per l’Olympic che ieri sera ha battuto lo Slow Bar United nella seconda giornata di Challenge Cup. Dopo la bella prestazione di venerdì scorso contro i Tamarri c’è stato però un passo indietro nel gioco.
Una settimana fa la squadra era stata corta e coesa nonostante i tanti cambi e qualche volto nuovo mentre ieri che rientravano alcuni titolari si è avuta una generale sensazione di confusione a approssimazione.
Rispetto all’ultima uscita rimanevano a casa Santolamazza, Daniele Rossi e Fabio Tagliaferri mentre facevano il loro esordio in questo torneo Rencricca, Fantini e Tarallo e per quest’ultimo si trattava anche dell’esordio stagionale.
Di fronte c’era lo Slow Bar United che nella precedente edizione della Challenge Cup giocava con il nome di X-Box Live. Il nome cambiava ma rimaneva più o meno inalterata la rosa imbottita di tanti elementi della rosa dell’Olympic.
Stavolta, ad aumentare la sensazione di giocare una sorta di stage interno, c’era anche la presenza di Gianluca Bisogno che, come già noto da alcune settimane, parteciperà a questo mini torneo con lo Slow Bar.
Il clima era stato reso rovente dagli sfottò di una vigilia lunga una settimana che facevano di questo incontro un vero e proprio derby.
Alla prova del campo però la partita è stata tutta in discesa per l’Olympic che nonostante faticasse molto a giocare in modo costruito ha tenuto le redini dell’incontro per tutti e cinquanta i minuti. Gli avversari si sono resi pericolosi più volte e Perrone è stato decisivo nel primo tempo prima su Binutti e successivamente su Bisogno ma l’impressione generale avuta dei nostri avversari è che quella di una formazione ancora alla ricerca di una sua identità nonostante il bell’esordio di una settimana fa contro il Centro.
La gara veniva sbloccata dal solito Fantini mentre il 2 a 0 arrivava da una pregevole combinazione tra Tarallo e Sforza con il primo che pennellava un assist e il secondo che infilava pregevolmente Guarino in uscita. La frazione si chiudeva sul 3 a 0 grazie ad un tiro da fuori da Rencricca che batteva il portiere avversario dopo aver tempestivamente fermato un contropiede di Sorci.
Anche nella ripresa lo Slow Bar provava a rientrare in gara ma la sfortuna e Perrone impedivano maggiori soddisfazioni ai nostri avversari che si trovavano a dover capitolare altre tre volte ad opera di Rencricca, Formiconi e Tarallo. Nel finale arrivava il meritato gol della bandiera per la squadra di Tani che con Scollo riusciva finalmente a gonfiare la rete.
La vittoria di ieri suggella il buon momento dell’Olympic che in questa primavera ha perso una sola volta nelle ultime otto gare e che si appresta a chiudere la stagione ambendo a qualche risultato di prestigio.
Speriamo solo che il gioco espresso ieri sia un episodio dovuto a stanchezza o alla girandola di cambi tra una partita e l’altra.

NOTE
CLIMA Serata primaverile
SPETTATORI circa 20
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise PREMIER 2011

PAGELLE

1.PERRONE: 6+ cap.
Graziato dalla Dea Bendata nel primo tempo quando Scollo colpisce l’incrocio dei pali e bravo su Binutti e Bisogno. Poi nella ripresa il lavoro per lui diminuisce sensibilmente.

4.RENCRICCA A. : 6+
Il playmaker gialloblù ieri era poco lucido e gli effetti si sono visti sul gioco. La doppietta gli consente di arrivare a quota 24 reti in gare ufficiali su 26 incontri disputati.

8.FORMICONI: 6.5
Serata da ricordare visto che aggancia Bisogno al sesto posto della classifica presenze di tutti i tempi con 205 presenze. Per il resto è il solito Formiconi, preciso, attento, concentrato. Realizza il secondo gol in due partite di Challenge.

19.MONTALDI: 6
Dopo il bell’esordio offre una prova non brillantissima. Si dimostra comunque utilissimo per Perrone che lo può schierare in molte zone del campo.

13.TARALLO: 6
Filiberto è come il buon vino, più invecchia e più è buono. Non giocava nell’Olympic dal 13 luglio 2010 ovvero dalla serata disastrosa del quarto di finale contro il Bar Amelì. E’ un po’ fuori forma però lì davanti è una fonte di gioco inesauribile e l’assist per il 2 a 0 di Sforza è una perla d’autore. Nella ripresa realizza il gol numero 160 in gare ufficiali.

10.FANTINI: 6-
In condizioni fisiche precarie a causa di una bronchite non offre quello che ci si aspetta da lui. Però sblocca la gara con un tiro avvelenato che supera Guarino.

21.SFORZA: 6
La stampa lo ha investito di una missione, provare a vincere il titolo di capocannoniere della Challenge Cup II. Rispetto alla partita contro i Tamarri ha avuto pochissime occasioni ma ha saputo capitalizzare al meglio l’occasione fornitagli da Tarallo. Al momento i gol sono tre in due partite.

Olympic 2000 – Autoricambi Bernocchi 5-3

MERCOLEDI’ 20 APRILE 2011, ORE 20.30
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 694
EUROPA LEAGUE TORNEO APERTURA 2010/2011, FINALE
OLYMPIC 2000 – AUTORICAMBI BERNOCCHI
5-3 (3-2)

MARCATORI:
3 CASERTA
1 BISOGNO
1 FANTINI

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO DOMENICO CASERTA

Sognata, accarezzata, meritata fino all’ultimo grammo: è la nostra coppa, l’Europa League Apertura 2011. Il quinto trofeo della storia dell’Olympic viene da lontano e questa potrebbe sembrare una frase scontata da fine stagione e invece rispecchia a pieno il cammino che la nostra squadra ha percorso. Un cammino difficile che l’Olympic ha intrapreso dopo aver toccato il fondo, dopo averlo raschiato e infine abbandonato per rialzarsi, crescere, maturare fino alla serata di ieri in cui tutto ha funzionato alla perfezione.
E’ stato un campionato logorante cominciato con due sconfitte consecutive contro le due formazioni che poi avrebbero lottato fino alla fine per il primo posto (The Boys e Bi Trattoria), proseguito con tre vittorie consecutive seguite poi da due sconfitte arrivate quando invece bisognava spiccare il volo per provare a qualificarsi alla Champions League.
Prima ci batteva il Moviola e poi in rapida sequenza gli Autoricambi, il West Ham e la Svezia prima di chiudere il girone di andata con la vittoria con i Cavalieri di 100.
Il girone di ritorno è poi cominciato in modo ancora più deludente: di nuovo le sconfitte con le prime della classe, una larga vittoria con il Disperato Amore e poi di nuovo il buio, stavolta totale, senza spiragli di luce. Prima arrivava il pareggio con i Tamarri (forse la più brutta partita della stagione) e poi la sconfitta con il Centro nel cui post partita la squadra si chiudeva negli spogliatoi per un chiarimento che è entrato nella storia della squadra.
Si discusse di un radicale cambio di gioco ma soprattutto di mentalità e da quel momento in poi, anche se sul momento i risultati non sono cambiati molto, c’è stata una totale inversione di tendenza.
La sconfitta con il Moviola ha preceduto il bel pareggio in rimonta con gli Autoricambi e la vittoria con i Cavalieri mentre la sconfitta di misura con la Svezia lasciava spazio a tanti rimpianti.
In chiusura di regular season arrivavano le vittoria a tavolino con il West Ham e un sesto posto finale che significava la semifinale con il Moviola. E questa è storia di una settimana fa, storia di una partita dominata dall’Olympic ma terminata in parità e stravinta ai rigori con grande freddezza.

La storia di questo Torneo di Apertura vive il suo capitolo finale con la partita di ieri, la finale di Europa League contro gli Autoricambi Bernocchi, una squadra tosta, con poche individualità ma tanta forza fisica, che in semifinale aveva battuto ai rigori il Centro. L’Olympic convocava Perrone, Rencricca, Formiconi, Bisogno, Caserta, Fantini e Santolamazza ma il difensore inglese dava forfait nel pomeriggio di ieri per un imprevisto lavorativo.
La gara cominciava in salita ma forse non è stato un male. Gli avversari prima colpivano una traversa poi passavano in vantaggio con un passaggio deviato in porta da Rencricca. Chissà, forse qualche giocatore ha visto i fantasmi di finali passate perse per lo sbagliato approccio ma non era questa la sera in cui l’Olympic avrebbe perso per una questione di carattere.
Il pareggio infatti arrivava poco dopo grazie al giocatore che i tifosi aspettavano, Domenico Caserta, El Mimmo Maravilla, riceveva palla sulla fascia sinistra, dribblava un difensore e infilava la palla sotto la traversa battendo imparabilmente il portiere.
1 a 1 e palla al centro con Bisogno che entrava in campo al posto di Fantini. Il numero 7 si sistemava al centro dell’attacco e falliva due palle gol prima arrivando in ritardo su un cross di Caserta e poi facendosi ipnotizzare dal portiere. Al terzo tentativo però trovava il modo per scrivere il suo nome negli annali approfittando di una corta respinta del portiere e realizzando a porta vuota il suo nono centro stagionale nel Torneo di Apertura.
A questo punto l’Olympic si trovava per la prima volta in vantaggio ma gli Autoricambi non demordevano e poco dopo trovavano il pareggio con Cascone che sfuggiva ai difensori gialloblù e batteva Perrone per il 2 a 2.
Non un fiato nell’Olympic che mostrava gli occhi della tigre e prima del fischio finale del primo tempo poteva di nuovo esultare grazie a Caserta che stavolta trovava gloria con un tiro rasoterra che fulminava il portiere giallo nero.
Poi tutti al riposo sul provvisorio 3 a 2.

Era lecito aspettarsi una reazione degli Autoricambi alla ripresa delle ostilità e così è stato. Perrone prima era fortunato deviando con il petto un tiro ravvicinatissimo mentre poco dopo non si dimostrava impeccabile facendosi uccellare sotto il sette da un tiro si molto forte e preciso ma tuttavia scagliato dalla trequarti e in posizione molto defilata.
Sarebbe stato comunque l’ultimo brivido negativo provato dai nostri tifosi che di lì a poco avrebbero assistito alla fiera del gol sbagliato ma anche al trionfo della loro squadra.
Dopo dieci minuti del secondo tempo era infatti evidente che gli Autoricambi non avevano più birra in corpo e giocavano facendo leva solo sulle energie nervose. L’Olympic invece era lucida e difendeva bene attaccando con rapidi rovesciamenti di fronte arrivando in porta con una frequenza eccezionale.
Purtroppo Fantini e Bisogno sbagliavano almeno tre palle gol a testa anche se ad una decina di minuti dalla fine era Gambe Tonanti a trovare il tiro giusto per trafiggere la porta avversaria per un vantaggio che non sarebbe stato più vanificato. Il resto del match è una storia nella storia: al ventiduesimo Caserta prendeva palla sulla trequarti difensiva gialloblù, partiva come un treno superando due difensori e arrivato al limite dell’area incrociava la palla che terminava la sua corsa solo quando la rete si gonfiava. Ma la leggenda ha bisogno di sofferenza per vivere e allora Caserta proprio nell’attimo del tiro si infortunava, probabilmente strappandosi, e doveva essere soccorso vicino alla bandierina del calcio d’angolo senza neppur poter esultare. Entrava di nuovo Fantini che contribuiva alla difesa del doppio vantaggio piazzandosi a centrocampo con Bisogno.
Passavano lentissimi i 180 secondi ce mancavano alla fine e ancora più lenti trascorrevano i due minuti di recupero e c’era tempo per due parate di Perrone e un altro incredibile gol fallito da Bisogno.

Poi il fischio finale squarciava la silenziosa notte di Acilia, la squadra festeggiava, c’era un’invasione di campo dei tifosi che seguivano i giocatori fin dentro gli spogliatoi.
Sensazioni indescrivibili.
Nel frattempo sul campo si disputava la finale di Champions League con il West Ham che batteva la Svezia e dopo questa partita finalmente la premiazione con Perrone sostenuto a gran voce da tifosi e compagni di squadra che poteva finalmente alzare al cielo della Madonnetta il quinto trofeo della storia dell’Olympic, il primo da quando i gialloblù giocano su questo campo e in questo campionato.
E ora il resto della stagione, altri tre mesi circa da giocare con questo piglio continuando su questa squadra sulla via degli insegnamenti ottenuti da questa bella esperienza vittoriosa. C’è un Torneo di Clausura e una Challenge Cup II che ci aspettano.

NOTE
CLIMA Serata primaverile
SPETTATORI circa 50
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise PREMIER 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 7.5 cap.
Non una gran partita la sua perché probabilmente avrebbe potuto fare meglio sul primo gol e sicuramente ha delle evidenti responsabilità sulla terza segnatura degli Autoricambi. Però negli ultimi quindici minuti è stato degno della sua fama e con tre interventi ha guadagnato la sua parte di merito sulla coppa che poco dopo ha alzato al cielo.
19 presenze totali nel torneo (ha saltato solo la gara d’esordio con i The Boys) per il capitano che sta giocando una buona stagione. Bravissimo nello sfortunato ritorno con la Svezia, sempre attento nelle altre gare. Una sicurezza nella storia dell’Olympic.

4.RENCRICCA A. : 8+
Che partitone ragazzi! Due mesi esatti fa era stato indicato come il colpevole numero uno delle sconfitte dell’Olympic e del suo gioco farraginoso. Sessanta giorni dopo offre una prestazione super in finale dopo una altrettanta eccezionale in semifinale e si prende il suo terzo trionfo in gialloblù con le unghie e i denti.
Per lui 19 presenze (assente solo alla seconda giornata contro il Bi Trattoria) e 17 reti più 13 assist, un ruolino da fenomeno nonostante una prima parte di campionato in cui in effetti non aveva scusa di fronte alle critiche della stampa. Esce da questa finale come uno dei giocatori più in forma della rosa e ora come ora è più forte dell’anno scorso quando vinse Pigna d’Oro e Scarpa d’Oro.

8.FORMICONI: 7.5
Terzo giocatore, terzo eroe. Per Fabrizio si tratta del terzo trofeo in carriera con la maglia dell’Olympic, un trofeo ottenuto in un periodo per lui non brillantissimo tecnicamente parlando ma per il raggiungimento del quale i suoi meriti sono indiscutibili. Difensore, ala, cursore e incursore nei fianchi della difesa avversaria, avrebbe anche potuto segnare ma gli è mancata la precisione in un paio di occasioni.
20 presenze (sempre in campo), 7 reti, 11 assist e 1 cartellino giallo (rimediato ieri sera): un ruolino di marcia di tutto rispetto per il giocatore che nei momenti bui di questa stagione ha spesso portato la croce da solo. Il termine “eroe”, capirete, è tutto fuorché esagerato.

7.BISOGNO: 7.5
Momenti di terrore quelli vissuti dai tifosi dell’Olympic, quando Gianluca sbagliava gol impossibili a pochi metri o addirittura a pochi centimetri dalla linea di porta. Però un gol Gianluca l’ha fatto, quello del 2 a 1 per i gialloblù nel primo tempo e poi ha combattuto su tutto il fronte offensivo dando una mano alla difesa, costantemente, e in quest’ottica ha sbagliato veramente poco.
17 le presenze del nostro numero 7 (assente in tre gare compresa la semifinale) a cui si aggiungono 9 gol e 4 assist. Una stagione non brillantissima ma con un trend di miglioramento che dimostra l’impegno del giocatore a migliorarsi. Comunque indispensabile nel meccanismo gialloblù.

19.CASERTA: 8.5
Ogni squadra ha bisogno dei suoi punti di riferimento: il leader, i suoi bracci destri, i combattenti e poi il campione, quello che con i suoi colpi rovescia le sorti delle battaglie. Ieri Domenico è stato questo, colui che ha trasformato gli sforzi dei suoi compagni in gol attraverso le sue giocate sontuose e i suoi dribbling brucianti. Primo gol con tiro sotto gli incroci, secondo con una rasoterra insidioso e poi la “Maravilla”, quella galoppata senza freni, con gli avversari che arrancavano e quel tiro incrociato che ha fatto scendere giù lo stadio dagli applausi. Poi c’è stato l’infortunio che lo terrà lontano dalla sua maglia gialloblù forse per un mese ma durante la sua convalescenza Domenico potrà godersi una coppa che lo ripagherà di questo sacrificio.
7 presenze totali (ha esordito all’undicesima giornata), 14 gol e 4 assist per questo ragazzo che in poco tempo ha conquistato tutto. Dove può arrivare? A questo punto il limite lo decide lui.

10.FANTINI: 7.5
I primi due trofei dell’Olympic (campionati 2000 e 2001) li ha decisi lui con due doppiette. Dieci anni dopo gioca una finale sbagliando almeno quattro gol facili eppure nel momento decisivo, quando la partita è sul 3 a 3, Andrea trova la traiettoria giusta che batte il portiere avversario per un vantaggio che non verrà più messo in discussione.
Lo abbiamo detto sempre in questa stagione: Andrea è utilissimo perché anche quando non sembra avere smalto i suoi movimenti e il suo pressing sono sempre utili. E anche questa volta è stato così.
18 presenze e 22 reti a cui vanno aggiunti 6 assist: è stato il capocannoniere dell’Olympic in questo torneo e, rispetto al passato, ha anche dato un decisivo apporto allo spogliatoio. La sua è stata una voce sempre ben chiara e i progressi gialloblù vanno ascritti anche al suo silenzioso carisma.

PAGELLE DEI GIOCATORI NON PRESENTI ALLA FINALE

TANI: 7
Le 8 presenze (con un gol segnato ai Tamarri all’andata) fanno di Tani il giocatore più presente dopo il quintetto titolare formato da Perrone, Rencricca, Formiconi, Bisogno e Fantini. E’ stato un elemento prezioso, sempre disponibile alla convocazione anche a poche ore dall’inizio delle partite e magari per spezzoni di gara com’è successo in semifinale contro il Moviola. Dispiace non averlo potuto schierare con maggiore frequenza perché è uno che ha il cuore dipinto di giallo e di blu.

BALDI: 6-
Quando parliamo di questo giocatore siamo sempre pervasi da un sentimento di rabbia. Le potenzialità ci sono tutte e infatti la società aveva puntato molto su di lui. Buone le prime quattro giornate poi due prestazioni molto negative alla settima giornata contro gli Autoricambi e alla nona contro la Svezia. E poi una dichiarazione con la quale si tirava fuori dal gruppo. Il suo bottino rimane molto buono perché ha collezionato 7 presenze, 4 gol e 4 assist ma rimane un elemento incompiuto del quale non riusciamo ad immaginare il futuro.

SANTOLAMAZZA: 6.5
7 presenze, 2 gol e 1 assist per il difensore british dell’Olympic. Anche lui ha trovato poco spazio e quando è riuscito a farsi trovare pronto alle convocazioni non ha mai particolarmente brillato. Nonostante ciò Alessandro va sempre encomiato perché a dispetto della sua condizione fisica non fai mancare l’impegno che gli viene dal grande amore per la squadra. Disperato Amore e Moviola sono state le sue vittime.

SFORZA: 6+
Un giocatore che viene convocato raramente e in 5 presenze trova il tempo di fare 5 gol va elogiato come un titolare che ha segnato nella finalissima. Francesco lo ha fatto dimostrando una professionalità e una serietà uniche. Può sicuramente migliorare e aspirare ad un posto stabile in squadra.

SCOLLO, GENNARI e PONZETTI: 6
Il merito di questa buona stagione e di questa coppa va attribuito anche a chi giocato pochissime partite. Scollo (2 presenze e 1 assist), Gennari (1 presenze, 1 gol e 1 assist) e Ponzetti (1 presenza nella gara d’apertura) sono stati utili quando i titolari sono mancati e hanno risposto alle poche convocazioni sempre con entusiasmo dimostrando quanto amore gira attorno a questa squadra. A loro un sentito grazie.

E PER CONCLUDERE …

Infine menzioniamo anche chi ha giocato solo le partite della prima edizione della Challenge Cup perché il loro apporto è stato utile per far rifiatare chi giocava in campionato quindi anche loro sono indirettamente stati artefici del successo di ieri. Ringraziamo quindi Alessandro Guarino, Damiano Pacifici, Fabio Tagliaferri e Daniele Rossi.
E poi come dimenticare i nostri tifosi che ci hanno sostenuto con cori, magliette, striscioni o anche con la loro sola indispensabile e gradita presenza. Alessia, Giulia, Martina, Simona, Rosalia, Sharmalin: ci fate sentire importanti come fossimo campioni del mondo. Sempre!

Olympic 2000 – I Tamarri 13-5

GIOVEDI’ 8 APRILE 2011, ORE 21.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 692
GARA AMICHEVOLE
OLYMPIC 2000 – I TAMARRI
13-5 (5-3)

MARCATORI:
7 SFORZA
2 SANTOLAMAZZA
1 BISOGNO
1 FANTINI
1 FORMICONI
1 RENCRICCA A.

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO ALESSANDRO SANTOLAMAZZA

Per prepararsi al meglio per l’imminente fase finale di Europa League l’Olympic è scesa in campo ieri sera per la prima amichevole dopo sei mesi in cui campionato, Challenge Cup e stage hanno dominato il calendario gialloblù.
L’avversario scelto per questa uscita era la formazione dei Tamarri, squadra già affrontata cinque volte in questa stagione e che affronteremo minimo almeno altre due volte visto che è di ieri la notizia che anche gli arancioni parteciperanno alla Challenge Cup II.
Rispetto al derby con la Svezia l’Olympic presentava due novità di formazione ovvero Santolamazza e Sforza che prendevano il posto degli indisponibili Tani e Caserta.
Il primo tempo è stato molto equilibrato e per due volte erano i Tamarri a passare in vantaggio. Il gol del 4 a 3 segnava però il definitivo sorpasso dell’Olympic che chiudeva la frazione sul punteggio di 5 a 3. Nella ripresa i gialloblù dilagavano mandando in rete tutta la squadra fatta eccezione per Perrone e il killer della serata era Sforza che puniva il portiere avversario con sette gol confermando la sua fenomenale media realizzativa nelle gare amichevoli.
Dopo quasi un’ora e un quarto di gioco la partita si chiudeva sul risultato finale di 13 a 5 e il player manager Perrone si poteva dire soddisfatto per un’amichevole ufficiale che rispetto ad uno stage è stato sicuramente più utile.
I Tamarri hanno infatti garantito impegno per tutta la gara e quindi l’impegno è stato valido sia sotto il punto di vista atletico sia sotto quello agonistico.
La settimana prossima la sfida con il Moviola sarà certamente più impegnativa ma arrivarci con un allenamento di questo genere aiuterà sicuramente l’Olympic.

NOTE
CLIMA Serata primaverile
SPETTATORI circa 3
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 35 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise CHAMPIONS 2008

PAGELLE

1.PERRONE: 6
I dolori di schiena lo limitano nei movimenti ma col passare dei minuti si scalda e diventa più elastico.

4.RENCRICCA A. : 6
Forse un pochino imballato dopo il derby con la Svezia che si è rivelato estenuante sia per il fisico che per la mente. Anche lui si scioglie nella ripresa. Segna un gol.

8.FORMICONI: 6 cap.
Contro la Svezia ha collezionato la sua duecentesima presenza in gialloblù ma il clima rovente dell’incontro non era quello più giusto per festeggiare un traguardo così frivolo. Ieri sera invece la società gli ha offerto la fascia di capitano come un encomio più che meritato alla carriera di questo straordinario giocatore. Anche lui gioca con una marcia in meno rispetto alle partite “vere” ma segna un gol di tacco che è la fine del mondo.

6.SANTOLAMAZZA: 6+
Di solito in questo periodo c’è la rinascita atletica di Santolamazza che infatti ieri, almeno per tre quarti di gara, è stato un ostacolo insuperabile per gli avversari che tentavano di dribblarlo. Sembrava sempre che gli attaccanti lo saltassero facilmente invece lui sceglieva il tempo di intervento preciso come un orologio svizzero e faceva ripartire l’azione. Realizza anche una doppietta e si candida per un posto per la semifinale di Europa League.

7.BISOGNO: 6+
Re degli assist! Segna solo una sola rete ma quasi tutti i gol che i Tamarri subiscono portano la sua firma in calce.

19.FANTINI: 6-
Periodo di non grandissima ispirazione. Realizza una rete ma non è il Fantini che di un paio di mesi fa.

16.SFORZA: 6
I tifosi ormai sanno che guardando un’amichevole dell’Olympic assisteranno ad una vendemmia di gol di Sforza. Con le sette reti di ieri ne ha segnate 21 su un totale di 10 amichevoli giocate in questa stagione. Purtroppo l’apporto di Francesco alla fase di costruzione e a quella difensiva è molto povero e quindi non possiamo parlare di una prova memorabile. Presenza numero 80, supera Massimo Romaldini e si insedia al tredicesimo posto nella classifica di tutti i tempi.

OLYMPIC 2000 – SVEZIA 2-3

LUNEDI’ 4 APRILE 2011, ORE 21.10
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 690
TORNEO APERTURA 2010/2011, XVIII GIORNATA
SVEZIA – OLYMPIC 2000
3-2 (1-1)

MARCATORI:
2 CASERTA

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO PERRONE

L’Olympic esce con un pugno di mosche in mano anche dalla penultima giornata di campionato e ancora una volta i rimpianti sono molti per una sconfitta che sa di beffa. Il 3 a 2 con cui la Svezia ha vinto il derby emette delle sentenze: che l’Olympic si è giocata la partita alla pari con la squadra terza in classifica, che i tempi in cui i gialloblù perdono le partite per l’approccio sbagliato sembrano definitivamente archiviati e che la squadra fa continui, minuscoli progressi e che sembra pronta per la sfida dell’Europa League.
Poi ci sono delle certezze assolute, per esempio quella che l’uomo in più di questa squadra può e deve essere Domenico Caserta, l’unico in grado di saltare sistematicamente l’avversario di fronte a se, l’unico con la classe necessaria per candidarsi al ruolo di fuoriclasse della squadra all’interno di un gruppo di tanti validi elementi il cui mix può portare delle soddisfazioni forse inaspettate e imprevedibili entro la fine della stagione.
Caserta, al rientro dopo 34 giorni in gare ufficiali dava subito l’impressione di essere in serata e al primo pallone toccato se ne andava in percussione centrale costringendo l’estremo difensore avversario all’uscita disperata. Al secondo tentativo però il numero 19 gialloblù non sbagliava: Rencricca lo serviva sulla sinistra, lui si accentrava e di destro segnava l’1 a 0 con un rasoterra vincente.
Da questo momento in poi anche la Svezia partecipava all’incontro all’interno di un primo tempo in cui era comunque l’Olympic a meritare qualcosa di più. Purtroppo al primo errore della nostra difesa Montaldi pareggiava inserendosi bene dalla fascia difensiva destra dell’Olympic e battendo Perrone con un tiro ravvicinato di punta.
Si andava all’intervallo quindi sull’1 a 1.
La prima emozione della ripresa era nuovamente di marca gialloblù e a regalarla ai tifosi era ancora una volta Mimmo Caserta che recuperava una palla persa sulla trequarti avversaria e per la seconda volta gonfiava la rete.
Così come era successo nella prima frazione anche questo gol produceva una reazione della Svezia ma stavolta la reazione era devastante.
Gli avversari cominciavano da quel momento a produrre una quantità industriale di palle gol anche se fino a metà frazione la coesione dello schieramento gialloblù e i riflessi eccezionali di Perrone evitavano la capitolazione.
A dieci minuti dalla fine qualcosa nell’Olympic però cominciava a scricchiolare, le distanze tra i reparti si allungavano ma soprattutto si allentavano il pressing e la marcatura sul migliore uomo avversario, Gianluca Atzeni, da cui partiva tutto il gioco della Svezia.
Su un affondo del capitano avversario nasceva il pareggio: Atzeni bucava il centrocampo e irrompeva in area effettuando un tiro smorzato da una deviazione di Formiconi. Perrone riusciva a deviare questa prima conclusione ma sulla ribattuta lo stesso Atzeni pareggiava.
Dopo il 2 a 2 anche l’Olympic aveva qualche occasione ma le azioni più nitide erano tutte della Svezia con Perrone che chiedeva aiuto ai santi per evitare di essere battuto.
Dopo tante parate importanti il capitano gialloblù era però sfortunato quando da solo a tu per tu con Gianluca Atzeni prima parava in uscita il tiro ma successivamente, per anticipare l’avversario che stava ribadendo la sfera in porta, deviava lui stesso il pallone in porta commettendo un’autorete rocambolesca e disgraziata.
C’era tempo per un ultima emozione visto che mancavano due minuti e capitava sui piedi di Bisogno che trovatosi con la palla tra i piedi in area avversaria traccheggiava troppo e perdeva il tempo del tiro pochi secondi prima che l’arbitro andasse tutti negli spogliatoi.
E così il derby numero 26 finiva con la diciottesima sconfitta dell’Olympic che in questo campionato può dire di aver giocato sugli stessi livelli della Svezia sia all’andata che al ritorno. Manca qualcosa però per raggiungere il loro livello di top team. Manca la lucidità e la concentrazione continua, costante e manca soprattutto l’abitudine a vincere le gare importanti.
Otterremo mai queste qualità o ci dovremo accontentare per sempre dei rimpianti?

NOTE
CLIMA Serata primaverile
SPETTATORI circa 15
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 7 cap.
Uno dei punti fermi dell’Olympic. Riesce in ogni occasione a prendere il tempo per il tiro avversario e sventa almeno quattro gol trovandosi totalmente solo con l’avversario di fronte e la porta spalancata. Purtroppo, quel pizzico fortuna avuta in un paio di circostanze esige il suo credito nel finale quando per evitare il 2 a 3 smanaccia lui stesso in porta la palla che consegna la vittoria alla Svezia a tre minuti dalla fine.

4.RENCRICCA A. : 6.5
Per quasi tutta la partita riesce a mantenere la squadra coesa e compatta e a distribuire il gioco con sapienza dimostrando che le scorie canadesi sono ormai solo un ricordo. Serve a Caserta l’assist per l’1 a 0 e offre una prestazione incoraggiante per il finale di campionato.

8.FORMICONI: 6.5
Ancora una volta in questa stagione alle prese con l’influenza e ancora una volta fa sembrare che non abbia febbre o alcun tipo di malessere. Nel secondo tempo si fa prendere in infilata due volte da Gianluca Atzeni ma le responsabilità sono da ricercare a centrocampo.

7.BISOGNO: 6
Partita di gran lotta e concentrazione, forse una delle sue migliori in questo campionato per ciò che attiene alla determinazione. Peccato gli sia mancato il guizzo per segnare come all’andata.

19.CASERTA: 7-
L’uomo nuovo dell’Olympic può diventare lo star player di un’Olympic che da anni cercava un giocatore del genere. Se lo avessimo incontrato ai tempi dei campionati al Kristall, dal 2005 al 2008, forse avremmo vinto ancora di più di quanto raccolto. Adesso però pensiamo al presente e al futuro. Mimmo deve migliorare la sua forma fisica che di conseguenza influirà anche sulla sua tenuta atletica e mentale. Poi sarà devastante e le due splendide reti di ieri sembreranno poco al confronto.

11.TANI: 5
Prestazione inficiata dal gap di condizione rispetto ai compagni e agli avversari. Primo tempo tutto sommato accettabile, purtroppo nella ripresa il suo apporto è inferiore alle aspettative. Presenza numero 66, raggiunge Sacchi al sedicesimo posto della classifica di tutti i tempi.

10.FANTINI: 5.5
Dopo la bella prestazione contro gli Autoricambi Bernocchi e il buon allenamento di mercoledì scorso ci aspettavamo una prova di maggior spessore di Andrea che quasi mai ha trovato lo spunto per liberarsi dalle marcature avversarie per battere a rete o dialogare con Bisogno e Caserta. Passaggio a vuoto.

N.d.R.: si ricorda che tutte le pagelle di questa stagione vengono stilate in base alle medie dei voti discussi nei ritrovi post-partita all’O’Connell o al Red River.

Olympic A – Olympic B 10-14

MERCOLEDI’ 30 MARZO 2011, ORE 21.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 26
STAGE INTERNO
OLYMPIC A – OLYMPIC B
10-14 (5-8)

MARCATORI OLYMPIC A:
4 PALMIGIANO
3 TARALLO
2 SANTOLAMAZZA
1 RENCRICCA A.

MARCATORI OLYMPIC B:
5 MONTALDI
2 FANTINI
2 FORMICONI
2 SCOLLO
1 CASERTA
1 AUTOGOL RENCRICCA A.
1 AUTOGOL SANTOLAMAZZA

Doveva essere la settimana del ritorno alle gare ufficiali e di un doppio impegno probante invece si è rivelata la settimana di un rientro soft in cui l’Olympic ha vinto a tavolino la prima partita e si è vista rinviare la seconda gara venendo così costretta ad organizzare uno stage con partitella in famiglia.
Se da una parte abbiamo ottenuto tre punti senza giocare con la conseguente qualificazione matematica in Europa League dall’altra abbiamo perso l’occasione per riprendere il ritmo partita dopo le due settimane di inattività dovute al viaggio di lavoro in Canada della delegazione gialloblù. Probabilmente sarebbe stato meglio scendere in campo nonostante le tante assenze e cercare di guadagnarsi la qualificazione sul terreno di gioco ma guardiamo in faccia la realtà: abbiamo ancora due partite per prepararci al meglio in vista della semifinale di Europa League e saranno due gare contro avversari tostissimi che prenderanno entrambe parte alla prossima Champions League quindi il tempo di riprendere confidenza con la clima da torneo c’è tutto.
Lo stage di ieri sera è stato comunque importante per permettere alla rosa di allenarsi seppure a livelli non altissimi. La partitella è stato come al solito abbastanza combattuta anche se dopo una mezz’ora di equilibrio nel finale del primo tempo manifestava una leggera superiorità che poi si confermava per tutto il resto del match.
Dei convocati per il derby di lunedì prossimo mancava all’appello solo l’influenzato Bisogno mentre Perrone, Rencricca, Formiconi, Fantini, Caserta e Tani hanno tutti messo minuti importanti nelle gambe in vista di una settimana in cui oltre alla Svezia affronteremo probabilmente anche il West Ham.
Spunti degni di nota la gara di ieri non ne ha prodotti moltissimi però possiamo concentrarci su due elementi su cui la società sta lavorando da tempo: il primo è Simone Montaldi della Svezia che l’Olympic ha messo sotto contratto per la Challenge Cup II e il secondo è Alessandro Palmigiano del Centro il cui contratto al momento appare blindatissimo ma in estate chissà.

NOTE
CLIMA Serata primaverile
SPETTATORI circa 3
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 35 minuti
MAGLIA Olympic A con divisa GOLD 2010, Olympic B con divisa BLACK 2006

PAGELLE

OLYMPIC A

PERRONE: 6.5 cap.
Nel suo caso la spedizione canadese gli ha tolto poco. Reattivo, pronto e decisivo in tantissime circostanze. A metà primo tempo viene messo quasi KO da una bordata da due passi di Fantini che lo colpisce al volto. Salvo per miracolo, lunedì sarà al suo posto.

RENCRICCA A. : 5.5
Dead man walking. Ha quattro giorni per smaltire gli effetti del fuso orario e della Canadian Beer. Fuori fase.
Segna un gol ma concede il classico autogol all’Olympic B infilando Perrone sul primo palo.

SANTOLAMAZZA: 5.5
Ed ecco il secondo condannato a morte sul Miglio Verde della Madonnetta. La maglia bianca tradisce i chili messi su oltre oceano e il rendimento difensivo ne risente. Molto meglio in avanti dove segna un gol da antologia. Nel secondo tempo ne fa un altro ma anche lui batte Perrone con un deviazione sotto porta degna del miglior Riccardo Ferri.

PALMIGIANO: 7-
Nonostante la sconfitta uno tra i migliori in campo. Sembra un giovane Tarallo: compassato, mai frenetico, sempre complice o esecutore delle migliori azioni della sua squadra. Segna quattro gol e ne fa fare almeno altrettanti. Gli mettiamo il meno in pagella perché nel quarto d’ora finale perde un po’ di altruismo ma sia chiaro che il suo acquisto sarebbe un colpo da oscar per la società gialloblù.

TARALLO: 6+
Rientro in campo dopo un infortunio rimediato quasi due mesi con la Svezia. I piedi sono rivestiti di polvere fatata come al solito ma la condizione fisica è precaria. Segna una tripletta e mette sui piedi di Santolamazza e Palmigiano delle palle d’oro.

TANI: 6
In campo per tutti e settanta i minuti di gioco, un duro ma necessario allenamento in vista del derby di lunedì per il quale è stato convocato. Buona prestazione, soprattutto a centrocampo ma negli ultimi metri spreca troppo. Il tiro è il suo punto debole e dovrà migliorare qualcosa.

OLYMPIC B

SACCUCCI: 6
Esordio assoluto nel giro gialloblù per il portiere dei The Boys che gioca dopo aver appena terminato un gara di campionato con la sua squadra. Prova senza momenti memorabili ma aveva nelle gambe la stanchezza di una gara ufficiale giocata pochi minuti prima.

FORMICONI: 7
Quasi al top nonostante i quindici giorni di stop. Guida l’intera squadra e fa capire di essere motivatissimo per lunedì. Realizza una doppietta.

MONTALDI: 7
Tra i migliori in campo insieme al compagno di squadra Formiconi e a Palmigiano. Gioca in ogni parte del campo e alla quarta presenza in uno stage gialloblù (la prima dopo la firma del contratto con l’Olympic) fa capire di essere pronto per la prima convocazione nelle amichevoli ufficiali che precederanno l’esordio nella Challenge Cup II. Segna cinque gol.

CASERTA: 6.5
L’uomo più atteso dai tifosi dell’Olympic per le gare conclusive del Torneo di Apertura. Nel primo tempo semina il panico nella difesa avversaria ma l’intesa con Fantini è da riprendere visto che i due si trovano pochissimo. Nella ripresa è meno brillante ma la lunghezza del match è di venti minuti superiore a quella di una gara ufficiale e serve proprio per migliorare la condizione atletica. Segna un gol.

SCOLLO: 6
Il gioco offensivo della sua squadra passa spesso dalle sue parti e tra i suoi piedi ma al momento decisivo gli manca la scintilla per dare senso a tutta l’azione, quel passaggio che possa dare sostanza al suo gioco. Segna una doppietta.

FANTINI: 6.5
Il più prolifico marcatore stagionale dell’Olympic realizza solo due gol ma è il pilastro dell’attacco dell’Olympic B e in posizione da pivot è un pericolo costante. Sarà fondamentale che lunedì trovi la giusta intesa con Caserta.