Archivi tag: Alessandro Rencricca

Olympic 2000 – Bi Trattoria 6-2

LUNEDI’ 12 SETTEMBRE 2011, ORE 20
STADIO MOLO 71
GARA 719
SUPERCOPPA 2011, GIRONE B, II GIORNATA
BI TRATTORIA Vs. OLYMPIC 2000
2-6 (0-3)

MARCATORI:
3 RENCRICCA A.
2 CASERTA
1 BISOGNO

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO ALESSANDRO RENCRICCA

Non c’è mattina più bella per un tifoso dell’Olympic di quella in cui si sveglia con il sorriso delle labbra perché la sera prima la sua squadra ha vinto. Anzi, forse qualcosa di più bello c’è: è svegliarsi dopo una vittoria come quella di ieri in cui i gialloblù hanno letteralmente spazzato via l’avversario e non un avversario qualunque ma il Bi Trattoria contro cui non avevamo mi vinto e che soprattutto, appena due mesi fa, scendeva in campo nella finale Champions Clausura perdendo la coppa solo per un gol all’ultimo minuto.
Avrete subito capito da questa premessa che la vittoria di ieri è stata una delle pietre miliari della storia dell’Olympic: la squadra era reduce dal pesantissimo KO subito sette giorni fa all’esordio della supercoppa contro il West Ham e il clima di work in progress era tangibile a causa dei tanti punti interrogativi che poneva l’avvio di stagione.
Dopo appena una settimana l’ambiente è infinitamente più disteso: certo, questa vittoria ha la maggior parte del merito di questo cambiamento di stato d’animo ma ci sono anche altri elementi come il fatto di aver riconfermato il campo della Madonnetta come casa della prossima Challenge Cup (partenza il 3 settembre) senza dimenticare che la società è in movimento per cercare un nuovo campionato a cui partecipare e che giovedì si giocherà alla Longarina per testare la situazione ed eventualmente accasarvicisi.
Insomma, la situazione in soli sette giorni radicalmente cambiata ma questo già lo si subodorava alla vigilia di questa seconda giornata di supercoppa. Molti giocatori si erano dichiarati ottimisti sull’esito del match e nelle convocazioni non c’erano stati intoppi con Tani, Caserta e Rencricca che sostituivano, rispetto alla gara con il West Ham, Sforza, Sorci e Sacchi nell’ottica di provare tutta la rosa in questa fase di preparazione.
Il primo tempo è stato equilibrato ed entrambe le formazioni trovavano la via della rete. Nel caso dell’Olympic era l’imprecisione a rimandare la rete mentre per il Bi Trattoria era Perrone a rovinare i piani.
Terminata questa fase di equilibrio, a circa metà frazione, l‘ingresso di Tani e Caserta coincideva con il vantaggio gialloblù. Era Rencricca a sbloccare il punteggio con un siluro da fuori area sul quale il portiere avversario si distendeva bene ma nulla poteva sul potente e angolato fendente del libero di Centocelle.
Nel finale poi arrivava l’1-2 dell’Olympic che probabilmente decideva la partita: prima Rencricca segnava un gran gol in pallonetto dalla sua metà campo superando il portiere in uscita mentre Caserta, non appena gli avversari battevano il calcio d’inizio, era menomale a recuperare una palla, involarsi verso l’area avversaria, dribblare nettamente il malcapitato estremo difensore e segnare un gol da sellarsi le mani.
Scavato questo fosso tra le due squadre la partita si chiudeva poi prima della metà della ripresa. Bisogno realizzava un gol bellissimo scaraventando un’autentica sassata all’incrocio dei pali on un tiro di collo pieno mentre poco dopo Rencricca dimostrava di averci preso gusto con i gol impossibili e replicava la sua prima rete beffando ancora una volta il portiere.
Nel finale Caserta perfezionava la sua doppietta su assist di Formiconi mentre lo stesso difensore per poco non riproduceva lo stesso passaggio per l’accorrente Tani la cui rete avrebbe coronato una prestazione davvero buona.
Negli ultimi due minuti l’Olympic si rilassava un po’ concedendo due gol al Bi Trattoria ma al fischio finale l’impressione di vittoria netta e meritata era così forte da non poter porre dubbi sulla eccezionale prestazione gialloblù.
E ora avanti così con il rammarico di non poter più competere per la finale della supercoppa a causa della vittoria del West Ham sul Moviola e a causa del regolamento del torneo che non prevede semifinali. Lo scontro diretto con il West Ham ci penalizza ma dobbiamo continuare a considerare questo mini torneo come una sorta di preparazione estiva full immersion e in questa ottica l’esperienza sta diventando positiva.
La prossima partita di supercoppa ci vedrà opposti al Moviola mentre il prossimo impegno dell’Olympic sarà giovedì contro lo Slow Bar.

NOTE
Serata non molto calda
Spettatori circa 20
Incontro disputato in due tempi di 35 minuti
Olympic in campio con divise VENTENNALE 2009

PAGELLE

1.PERRONE: 6.5 cap.
Importante nella prima parte del primo tempo quando è bravo in svariate occasioni e in particolare su un tiro molto forte scagliato da un paio di metri bloccato in due tempi. Poi può godersi la prestazione straordinaria dei suoi compagni.

4.RENCRICCA A.: 8
Così come non abbiamo mai visto un’Olympic del genere a settembre allo stesso tempo possiamo dire di non mai visto un Rencricca così sfolgorante già alla prima partita ufficiale. Prestazione di grandissimo livello in difesa supportata da una vena di leadership che trascina tutta la sua squadra e poi le sue tre magie: il siluro che sblocca la partita le due gemme fotocopia che disegnano due archi nel cielo che illuminano il Molo 71. Alla seconda parabola vincente il portiere avversario alza gli occhi al cielo chiedendo spiegazioni.

9.FORMICONI: 7
Non indossa ma la maglia numero otto (le VENTENNALE non la prevedono) ma il succo non cambia. Fabrizio offre la solita prova a conferma di una continuità di rendimento che forse solo lui ha nell’intera rosa. Dopo l’assist per il gl della bandiera contro il West Ham produce anche il passaggio finale per la seconda rete di Caserta guadagnando già un certo vantaggio nella classifica del Vassoio d’Argento 2012.

7. BISOGNO: 6.5
Nel primo quarto d’ora mantiene raramente la posizione in fase di non possesso e manda in confusione la retroguardia poi però esce alla grande e conclude la sua prova con un tiro splendido e vincente che dentro aveva tutta la voglia di farsi considerare come un punto di forza dell’Olympic. Ieri ci è riuscito e noi conserveremo l’immagine di quel tiro fortissimo che nemmeno una diga avrebbe potuto arginare.

10.FANTINI: 6
Probabilmente il nostro bomber sta faticando più degli altri ad abituarsi a questo terreno di gioco perché raramente trova sunti interessanti. Ha fallito un paio di bune occasioni che avrebbero accelerato il processo ma non disperiamo perché di solito il vero Fantini esce con i primi freddi.

11.TANI: 6.5
La presenza numero 70 del Maghetto ci restituisce un giocatore davvero utile che ieri è stato determinante nel gestire la palla a centrocampo nei momenti in cui l’Olympic aspettava che il Bi Trattoria si aprisse per colpire e fare male. Probabilmente su terreni di gioco di queste dimensioni può fare la differenza on maggiore continuità. All’indomani di questa vittoria ci godiamo questa bella partita di Francesco e ci rammarichiamo per il gol che avrebbe davvero meritato.

19.CASERTA: 7
I tifosi scandiscono a gran voce il suo nome inneggiando al giocatore che può fare la fortuna dell’Olympic. Dopo l’apparizione nel triangolare Tutto in una Notte di quasi due settimane fa era sembrato davvero fuori forma mentre ieri lo abbiamo visto pienamente incamminato sulla via di una forma a buoni livelli sul piano fisico e atletico. E poi, ancora una volta, dobbiamo tirare giù il cappello davanti ai suoi due gol, altre due perle che impreziosiscono ulteriormente la sua breve carriera in gialloblù già così sfavillante.

Olympic 2000 – Autoricambi Bernocchi 3-3 (4-5 d.c.r.)

LUNEDI’ 25 LUGLIO 2011, ORE 20.40
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 715
EUROPA LEAGUE CLAUSURA, FINALE
OLYMPIC 2000 Vs. AUTORICAMBI BERNOCCHI
3-3 (0-3) 4-5 dopo i calci di rigore

MARCATORI:
1 FANTINI
1 FORMICONI
1 MONTALDU

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO ANDREA FANTINI

La stagione 2010/2011 si chiude con la palla calciata da Andrea Fantini che finisce sul palo e i giocatori degli Autoricambi Bernocchi che gridano di gioia correndo per il campo. E’ appena finita la finale di Europa League Clausura e i giocatori dell’Olympic si guardano l’un l’altro senza parlare.
Ma si abbracciano, stanno vicini e non hanno rimpianti perché non solo hanno appena chiuso una stagione brillante sotto il profilo dei risultati ma anche perché hanno disputato una grande Europa League e hanno perso la finalissima solo ai calci di rigore dopo essere riusciti a pareggiare una partita che nell’intervallo stavano perdendo 3 a 0.
Peccato che in questa finale non si sia vista l’Olympic che aveva difeso alla grande contro Bi Trattoria e White House o che aveva stracciato Moviola, Scarfa Prime e The Boys.
Si è invece vista una squadra che ha offerto una prestazione negativa, soprattutto nella prima frazione, concedendo assurdi contropiedi quando invece bisognava aspettare compatti l’avversario per poi a nostra volta tentare l’arma della ripartenza.
Ma il calcio è così e ora è anche abbastanza inutile cercare di capire perché in questa finale i gialloblù non siano riusciti a imporsi come erano riusciti nelle precedenti partite e come avevano fatto nella finale dell’Europa League Clausura quando l’Olympic aveva battuto gli stessi avversari con facilità disarmante.
E’ importante invece rimarcare e sottolineare il grande spirito di squadra e la compattezza nello spogliatoio che rendono la nostra Olympic una cosa meravigliosa che va oltre il campo e le partite.
Anche in questa partita come moltissime altre volte in questa stagione la squadra è stata compatta, in campo si sono visti amici eri che hanno lottato insieme per cinquanta e più minuti solo per il piacere di stare insieme e condividere le stesse emozioni.
Fabrizio Perrone, Alessandro Rencricca, Fabrizio Formiconi, Gianluca Bisogno, Andrea Fantini, Simone Montaldi, Andrea Di Michele e poi Francesco Tani e Alessandro Santolamazza hanno vissuto un’altra serata memorabile che ricorderanno per sempre a prescindere da una sconfitta che brucerà ancora per poco per poi lasciare spazio alle belle sensazioni provate.
Il campo ha offerto uno spettacolo bellissimo e intenso tanto da far applaudire lo stesso direttore di gara, orgoglioso e felice di aver diretto una così bella e corretta partita. L’Olympic è andata vicinissima al vantaggio grazie a Fantini che dopo pochi minuti ha rischiato di realizzare un gol impossibile calciando da posizione angolatissima e colpendo palo e traversa prima che la sfera uscisse in fallo laterale.
E’ stata purtroppo un’illusione perché poco dopo gli Autoricambi segnavano sugli sviluppi di un contropiede su cui Perrone provava a mettere una pezza prima che Cascone, il capitano avversario, segnasse sulla ribattuta. Il secondo e il terzo gol sono stati del tutto simili con Rencricca che difendeva troppo alto e gli attaccanti gialloblù avversari che partivano a razzo in contropiede trovando praterie deserte da percorrere indisturbati.
Sembrava dovesse finire con l’Olympic a zero gol fatti e gli Autoricambi a passeggiare in carrozza invece a metà ripresa è cominciata la rimonta dell’Olympic. Il primo piccolo passo l’ha fatto Formiconi che indovinava l’angolino su assist di Di Michele poi ci pensava Fantini a raddoppiare scatenando il suo tiro ciclonico sul secondo palo.
Nel frattempo gli avversari sfioravano la quarta rete ma Formiconi, Rencricca e come ultimo baluardo Perrone impedivano agli Autoricambi di scappare. Quando mancava una manciata di minuti Rencricca cercava Montaldi con un lancio lungo su cui il difensore avversario bucava l’intervento scivolando. Sulla palla si avventava il centrocampista in prestito dalla Svezia e pareggiava i conti con un tiro a botta sicura.
E poi non c’è stato più tempo per giocare e segnare ancora e si è andato ai calci di rigore: gli avversari fallivano il loro secondo tiro con Rosca che calciava a lato ma l’Olympic gettava il regalo alle ortiche fallendo il quattro penalty con Di Michele che per angolare troppo calciava a lato. Si andava all’oltranza e Perrone parava il sesto tiro avversario consegnando a Rencricca la possibilità di dare la vittoria ai suoi. Purtroppo il libero dell’Olympic si faceva parare il tiro e alla settima tornata prima gli Autoricambi segnavano il rigore mentre Fantini, tornando all’introduzione di questa cronaca, colpiva il palo dando il via alla festa gialloblù, purtroppo non lo stesso gialloblù delle nostre maglie.
E ora con un po’ di malinconia tracciamo le conclusioni di questa bella, bellissima stagione composta di 68 partite emozionanti. L’Olympic ha vinto il suo primo trofeo alla Madonnetta vincendo l’Europa League Clausura, è arrivata terza (con viva delusione di tutto l’ambiente) nella prima Challenge Cup mentre ha vinto la seconda con pieno merito. Ha poi subito un brusco calo di prestazioni a causa dei tanti infortuni e assenze ma quando ha recuperato i titolari ha disputato un’ottima Europa League chiusasi con la sconfitta nella finale di ieri solo ai calci di rigore.
E’ stata la stagione del grande ritorno di Andrea Fantini e della scoperta di Montaldi, Di Michele e soprattutto del bomber che cercavamo, Domenico Caserta che speriamo che nella prossima stagione possa giocare con maggiore continuità.
E poi è stata la stagione delle Olympic Girls, il gruppo di tifose che ci ha sempre supportato e spinto verso grandi risultati. Insomma è stata un stagione da 10 in pagella per ciò che concerne la società, il gruppo, l’ambiente e da 8 per i risultati perché anche con alti e bassi siamo riusciti a raggiungere tre finali vincendone due. Se ci mettiamo che siamo riusciti ad organizzare il trofeo del Ventiduennale e che la nostra storia continua ad arricchirsi di questi eventi allora possiamo dire che è stata un’annata favolosa che non può che suggerire una ancor migliore continuazione nella prossima.

NOTE
CLIMA Serata ventilata
SPETTATORI circa 50
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 6.5 cap.
Altra bella prestazione, altra dimostrazione di sicurezza in campo che deriva da una ritrovata serenità nella vita privata. La sua stagione è stata questa, una continua risalita verso la luce, i colori. Ieri ha parato un rigore nella serie finale e ne ha segnato uno mentre nel secondo tempo è stato ammonito. Prestazione in linea con il trend di tutto il Torneo di Clausura di cui, giustamente, è stato premiato come miglior portiere bissando il titolo guadagnato nel 2009.
RUOLINO STAGIONALE: 59 presenze e 1 gol

4.RECNRICCA A. : 6.5
Giocare il primo tempo di una finale così male (posizione sbagliata in tutti e tre i gol, sempre troppo alto verso l’area avversaria) è un handicap che pochi giocatori possono colmare. Invece nel secondo tempo sembra un altro giocatore e chiude la sua prova con l’assist perfetto, e un po’ fortunato, che arriva sui piedi di Montaldi e che diventa la rete del 3 a 3. Rischia l’espulsione per proteste poco dopo essere stato ammonito e non è la prima volta in una stagione in cui la sua media voto non raggiunge la sufficienza ma in cui ha comunque regalato prestazione isolate davvero buone. La sua partita nella finale di Challenge Cup II rimarrà a buon diritto negli annali.
RUOLINO STAGIONALE: 54 presenze e 40 gol

8.FORMICONI: 6.5
Perde una quantità industriale di palloni nella metà campo avversaria in prossimità dell’area di rigore degli Autoricambi ma in difesa è un cane da guardia di quelli feroci e che non lascia passare nemmeno uno spillo dalla sua parte. Nella ripresa segna un gol bellissimo con un tiro a girare da attaccante vero, l’ennesima perla di una stagione in cui ha segnato tantissimo, ben 28 gol di cui 22 in gare ufficiali. Un bottino di tutto rispetto che diventa eccezionale considerando il suo ruolo. Buone notizie dovrebbero arrivare anche dalla premiazione degli Olympic Awards.
RUOLINO STAGIONALE: 61 presenze e 28 gol.

7.BISOGNO: 6
Il Bisogno che tutti conoscono, generoso, che percorre miglia e miglia neanche dovesse arrivare in fondo alla Muraglia Cinese! Come in semifinale è attentissimo in fase difensiva a sventare i pericoli sulle fasce ma poi manca di pericolosità e incisività in avanti. Nonostante la sua prestazione in finale non sia brillantissima dobbiamo riconoscere che dopo una stagione buon a ma non eccelsa, quando è ritornato dal viaggio di nozze, è stato decisivo per il raggiungimento dell’atto finale grazie alla sua stratosferica forma atletica.
RUOLINO STAGIONALE: 40 presenze e 28 gol.

19.MONTALDI: 6+
Il ragazzo colorato di gialloblù, di un gialloblù in tinta svedese, è arrivato al termine della sua avventura nell’Olympic. Ha dato tanto a questa squadra, tonicità, forza fisica, entusiasmo. Ma ha ricevuto forse più di quanto si aspettava: emozioni vere, pure! La sua prestazione di ieri non è stata brillante come alcune nella prima fase o in Challenge Cup II però quando sembrava che l’Olympic dovesse lasciare il campo con una sconfitta ha avuto la freddezza di controllare il lancio di Rencricca e battere il portiere avversario. Chissà se la sua avventura con la nostra gloriosa finirà davvero qui. E’ in lizza per il titolo di miglior esordiente della stagione.
RUOLINO STAGIONALE: 17 presenze e 13 gol.

5.DI MICHELE: 6+
Era tra i più attesi in questa finale e probabilmente ha deluso chi aveva riposto tante aspettative in lui. Prestazione non malvagia, condita dall’assist per il gol di Formiconi, però i tifosi si aspettavano che da un momento all’altro si accendesse una scintilla che invece non ha mai brillato. La sua stagione nell’Olympic è cominciata poche settimane fa e si è imposto subito grazie alle sue doti tecniche scalando posizioni velocemente. Purtroppo la sua per ora breve avventura in gialloblù si chiude con l’immagine del rigore calciato a lato nella lotteria finale.
RUOLINO STAGIONALE: 5 presenze e 7 gol.

10.FANTINI: 7
In passato è stato spesso uomo e giocatore da finale perché negli atti conclusivi dei tornei riusciva sempre a trovare quel qualcosa in più dentro di se per decidere le sorti delle gare più importanti. Contro gli Autoricambi Bernocchi non ha deciso il match nel modo che avremmo voluto ma è stato il migliore nell’Olympic combattendo come un leone, facendo salire la squadra, difendendo a centrocampo. Bellissimo il gol che ha ridato le speranze alla curva gialloblù, un bolide potentissimo che si è infilato sotto la traversa. Chiude la stagione del suo rientro in squadra, una stagione in cui si è imposto non solo come punto di riferimento in campo ma in cui, per la prima volta, il suo apporto è diventato fondamentale anche come uomo spogliatoio.
RUOLINO STAGIONALE: 44 presenze e 45 gol.

GIOCATORI NON PRESENTI IN FINALE

Cominciamo con il ricordare tutti coloro hanno indossato la maglia dell’Olympic in gare ufficiali almeno una volta in questa stagione. La prima menzione la merita in modo assoluto Francesco Tani, un giocatore che in questa stagione ha trovato meno spazio rispetto alle ultime due per ragioni tecniche ma che ha saputo dare comunque il suo apporto non solo tecnico ma anche umano al mondo Olympic. Non dimentichiamo che nella finale di ieri è stato presente in panchina senza nemmeno disputare un minuto o che in altre partite si è imbarcato dall’altra parte della città solo per assistere qualche minuto di partita. A lui va la nostra stima.
RUOLINO STAGIONALE: 18 presenze e 6 gol.

Oltre ai sette in campo ieri sera altri tre giocatori hanno preso parte a questa Europa League. Cominciamo a parlare di Alessandro Santolamazza (21 presenze e 7 gol) che anche grazie alla doppia esperienza in Challenge Cup ha avuto modo di giocare con maggiore continuità rispetto agli anni passati. In questa stagione non ha avuto un exploit atletico come nella passata ma è stato comunque in grado di dare il suo apporto come nella finale di Challenge II quando fu un baluardo insuperabile.
E poi c’è il Mimmo Maravilla, l’autentica rivelazione di quest’anno: Domenico Caserta. Un giocatore favoloso, fenomenale che ha risolto partite dure con dribbling ubriacanti e tiri che i portieri nemmeno vedevano bucando di volta in volta le porte di squadre blasonate come Svezia, Bi Trattoria e The Boys. Nonostante un infortunio che gli ha fatto perdere tutta la prima fase del Clausura Mimmo è stato decisivo nella semifinale di Europa League contro i the Boys. Ha dovuto rinunciare alla finale per impegni di lavoro ma nella prossima stagione sarà la punta di diamante gialloblù. Per lui 13 presenze e 22 gol.
Chiudiamo questo trittico con Dario Sorci, un giocatore che per nove mesi ha dichiarato di voler trovare spazio nell’Olympic, di voler avere una chance e ha lavorato sodo, sudando sette camicie ogni qual volta c’era uno stage o quando giocava nelle file dello Slow Bar e sapeva che occhi indagatori lo stavano scrutando. Nel finale di stagione ha avuto la sua possibilità e l’ha sfruttata al meglio giocando una buona Europa League e dando tutto quello che aveva nel cuore e nelle gambe. Anche lui verrà rivalutato nella preparazione estiva. Ha fatto registrare 4 presenze e 0 gol.

E ora il resto dei componenti della rosa in ordine di presenze e cominciamo con Francesco Sforza che nonostante le poche apparizioni ha realizzato la solita caterva di gol facendo innamorare i tifosi con la sua andatura sbilenca e le sue reti di rapina. Purtroppo non è riuscito a imporsi nei tornei importanti ma la sua stagione non è affatto da buttare. Per lui 24 presenze e 39 gol.
Segue un binomio di giocatori di fantasia, Fabio Tagliaferri e Davide Baldi. Il primo ha giocato 17 partite realizzando 12 gol di cui tre nelle due edizioni di Challenge Cup, competizione in cui ha sempre fatto vedere buone cose. Anche lui è stato perfetto nella finale vinta contro il Centro anche se purtroppo non è riuscito a rispondere alle convocazioni per il torneo principale nelle tre quattro occasioni in cui la società l’aveva convocato. Diverso il discorso per Davide Baldi (17 presenze e 16 gol) che anche in questa stagione era stato investito di aspettative e speranze che si sono infrante con i primi freddi.

E per finire un ringraziamento ai giocatori che hanno giocato poche o pochissime partite. In cima a questa lista di giocatori c’è Alessandro Guarino (7 presenze e 2 gol), sempre professionale quando è sceso in campo prima di accasarsi allo Slow Bar. Di seguito troviamo un altro simbolo di professionalità e correttezza, l’infinito Filiberto Tarallo che con 7 presenze e 6 gol ha sorretto l’Olympic nella difficile prima fase del Torneo di Clausura. Il trittico è chiuso da Daniele Rossi che con 5 presenze e 8 gol è stato nel suo piccolo decisivo nelle due campagne di Challenge Cup.

La lista prosegue con Sunil Salvini (4 presenze e 2 gol), il primo giocatore asiatico della storia gialloblù; Carlo Garattoni, portiere che ha sostituito Perrone in 4 partite; Massimiliano Scollo che ha giocato 4 partite riuscendo a segnare il suo primo gol con la maglia dell’Olympic. Proseguiamo a ringraziare Edoardo Rencricca (2 presenze non memorabili), Andrea Carissimi (1 presenze e 2 gol che dimostrano la solita classe innata), Alessandro Celestini e Florin Rosca che hanno giocato entrambi una partita e segnato un gol nella semifinale di Challenge II contro i Tamarri risultando decisivi. E poi ancora grazie a Damiano Pacifici, Walter Marletta e Francesco Ponzetti (1 presenza ciascuno) e per finire Emanuele Gennari che ha giocato una partita segnando un gol.

Il ringraziamento più grande di tutti va poi alle nostre grandissime tifose che in questa stagione hanno fatto la differenza. Nella fase invernale Simona Freddi ha sfidato le più gelide temperature mentre nel 2011 Giulia Tagliaferri, Rosalia Di Biase, Alessia Verban, Martina Pietropaoli e nel finale Valentina Grifò hanno dato un apporto che va oltre al semplice tifo. Il più grande augurio che ci possiamo fare come è quello di trovare questo calore anche nella stagione 2011/2012.
Un’altra stagione è finita, un’altra sta per cominciare. L’Olympic è sempre il luogo della magia e dell’amore!

Olympic 2000 – The Boys 6-2

MERCOLEDI’ 20 LUGLIO 2011, ORE 21.10
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 714
EUROPA LEAGUE CLAUSURA, SEMIFINALE
OLYMPIC 2000 Vs. THE BOYS
6-2 (2-0)

MARCATORI:
2 CASERTA
1 DI MICHELE
1 FORMICONI
1 MONTALDI
1 RENCRICCA A.

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO DOMENICO CASERTA

Di nuovo in finale! Per la terza volta in questa stagione l’Olympic arriva all’atto conclusivo di un torneo e lo fa con una sicurezza e una tranquillità tale da far sembrare l’Europa League un obiettivo riduttivo: si, diciamolo, questa Olympic avrebbe fatto bene anche in Champions, magari non sarebbe arrivata in fondo ma avrebbe lottato alla pari con le grandi della Madonnetta.
Una grande Olympic dicevamo, una squadra che dopo la finale di Europa League del Torneo di Apertura era precipitata in un abisso di brutte prestazioni figlie di una condizione fisica disastrosa. Ricostituire la squadra che aveva battuto gli Autoricambi Bernocchi è stato a lungo impossibile a causa degli infortuni di Caserta e Fantini e dell’indisponibilità di Bisogno. Poi c’è stato l’arrivo di Montaldi e Tarallo e il loro inserimento è stato faticoso. Le cose sono andate malissimo nella prima fase del Clausura per questi motivi e anche perché l’organizzazione aveva formato dei gironi assurdi: quello in cui erano inseriti i gialloblù pieno di formazioni fortissime mentre l’altro pieno di outsider.
Se l’Olympic fosse stata inserita nel girone B si sarebbe quasi certamente qualificata per la Champions ma ora recriminare non serve. Ricordiamoci solo che dopo queste prime sei partite la nostra squadra è stata protagonista dell’exploit in Challenge Cup II, della sofferta semifinale contro i Tamarri, della sfavillante vittoria in finale con il Centro e poi del girone di Europa League.
Stavolta, se possibile è stato più bello arrivare in finale perché questa Europa League è stato un climax di emozioni: all’esordio abbiamo perso contro il White House per un gol preso nei minuti di recupero. Poi c’è stata la vittoria senza patemi nel derby contro il Moviola seguita dalla goleada contro lo Scarfa Prime United che ha dato Ai gialloblù il pass per la semifinale di ieri.
E in semifinale l’avversario da battere era tosto, tostissimo, una delle bestie nere dell’Olympic nelle ultime tre stagioni, i The Boys. Dieci incontri avevano preceduto questa semifinale e in sette occasioni erano stati gli uomini di Della Porta a prevalere. Ieri però la storia è cambiata e forse un po’ l’ambiente gialloblù se l’aspettava: le ultime prestazioni erano state condite da una sicurezza e da una determinazione che, a prescindere dal risultato finale di questo scontro assicuravano una grande prova d’orgoglio e così è stato.
Anche le convocazioni erano state tranquille e senza imprevisti: la squadra che aveva battuto lo Scarfa Prime era stata confermata per intero e come ciliegina sulla torta arrivava la notizia che il Mimmo Meraviglia, Domenico Caserta, sarebbe tornato in campo per questo appuntamento dopo un lungo periodo passato ai box per infortunio.
Cominciava la partita e i The Boys si presentavano con la loro migliore formazione in cui la coppia d’attacco romena formata da Vaduva e Cojocariu rappresentava lo spauracchio maggiore per i tifosi dell’Olympic. Eppure i nostri avversari cominciavano l’incontro senza le due punte di diamante e puntando invece alla solidità difensiva. L’Olympic faticava a trovare le posizioni difensive e rischiava di subire gol proprio quando entrava Vaduva che però a tu per tu con Perrone si faceva ipnotizzare dal nostro capitano.
Poco dopo questo episodio era tempo di gioire per la curva gialloblù che si alzava per applaudire una stupenda combinazione dei nostri due difensori: Formiconi batteva un calcio d’angolo a uscire e Rencricca senza pensarci su tanto colpiva la sfera di prima intenzione trovando l’angolino della porta avversaria. Tutto molto bello, davvero.
Ma le meraviglie erano destinate a continuare perché il raddoppio era già maturo. Stavolta il protagonista era Andrea Di Michele che trovava una prateria sulla fascia destra e da fuori area lasciava partire un missile terra aria che gonfiava la porta dei The Boys.
2 a 0, che Olympic! La prima frazione si chiudeva con questo risultato ma a colpire non erano tanto i due gol di vantaggio quanto l’eccezionale solidità difensiva dell’Olympic che grazie a tutti i suoi componenti impediva agli avversari di avvicinarsi alla nostra porta.
Avreste dovuto vedere le espressioni dei nostri ragazzi nell’intervallo: non sembrava una semifinale in cui stesse giocando l’Olympic, ovvero una di quelle partite tiratissime in cui i nervi saldi fanno la differenza, uno di questi scontri vinti all’ultimo minuto arroccati dietro al più classico dei fortini. A vedere la nostra squadra non sembrava proprio l’Olympic. E quello che è successo a inizio primo tempo è la dimostrazione più eclatante: i The Boys cominciano all’arrembaggio e accorciano le distanze ma i nostri hanno rimesso la palla a centrocampo e un minuto dopo esultavano già per la terza rete. La palla veniva consigliato al neo entrato Domenico Caserta che alla prima occasione di uno contro uno saltava secco Della Porta e scaricava un fulmine in porta. L’esultanza del giovane bomber gialloblù era grande perché in questi due mesi il calcio gli era mancato tanto ma la vera esplosione di gioia c’è stata poco dopo: di nuovo la palla arrivava a Caserta che provava di nuovo uno dei suoi dribbling che ormai possiamo cominciare a definire infallibili visto che anche questa volta il suo marcatore veniva scartato come fosse un cornetto Algida. Quello che è successo dopo il dribbling ve lo descrivo in due momenti: prima Mimmo convogliava tutta la sua forza in un tiro travolgente che gonfiava di nuovo la rete e poi correva senza destinazione e senza capire niente ad abbracciare tutti i compagni. Bellissimo, una di quelle immagini che riconciliano con il calcio.
Il resto fa già parte della storia della nostra squadra: il 5 a 1 realizzato da Formiconi su assist di Di Michele, lo stesso Di Michele che con un gioco di prestigio beffa il suo marcatore sulla fascia destra e serve Bisogno, i The Boys che segnano il secondo gol in contropiede e poi la nostra squadra che chiude la partita con Montaldi che si fa trovare pronto a ribattere in gol una ribattuta del portiere avversario.
Il fischio finale arrivava dopo un minuto di recupero e forse i tifosi si saranno stupiti per la relativamente fredda esultanza di Perrone, Rencricca, Bisogno e degli altri componenti della nostra squadra. Ma chi capisce di calcio avrà capito che l’Olympic ha battuto il suo avversario con una tale serenità e consapevolezza dei propri mezzi attuali che la vittoria è stata quasi una scontata conseguenza di queste sensazioni così positive. La gioia per la vittoria è uguale a quella del passato, cambia il modo in cui è arrivata, senza quella sofferenza che al fischio finale deve essere sfogata in un urlo che rilascia la tensione e lo stress accumulato in cinquanta minuti di battaglia.
Alla finale mancano pochi giorni e questa Olympic, che avrebbe fatto bella figura in Champions League, ha la possibilità di raggiungere la terza coppa stagionale. Una squadra infinita, che non muore mai, che gioca sempre con il cuore in mano. Meraviglioso!

NOTE
CLIMA Serata ventilata
SPETTATORI circa 20
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 6+ cap.
Un centrocampo che fa filtro ai limiti della perfezione e una difesa che alla perfezione è sempre più vicina lasciano al portiere gialloblù poche briciole. Al capitano restano da controllare qualche cross e qualche tiro velleitario. Ogni estremo difensore vorrebbe vivere serate così.

4.RENCRICCA A. : 7
Da sempre, o almeno da quando Rencricca fa parte della squadra gialloblù, ogni prestazione leggendaria dell’Olympic è legata indissolubilmente ad una magistrale prova del Libero di Centocelle, come Alessandro veniva chiamato ai tempi del suo esordio. Questa semifinale con i The Boys non fa eccezione a questa regola non scritta: Rencricca è invalicabile come difensore e apre le marcature con un tiro precisissimo che diventa il suo sigillo numero 40 in stagione.

8.FORMICONI: 6.5
Perfetto anche lui, eroico nei suoi tackle effettuati all’ultimo momento, quando ormai sembra che l’attaccante avversario abbia ormai calciato verso la porta. Trova anche lui una rete importantissima, la quinta, probabilmente il gol che piega definitivamente le resistenze dei The Boys. Per lui è la sesta soddisfazione nel Torneo di Clausura.

6.DI MICHELE: 7-
Una delle sorprese di questa Olympic in versione estiva, un elemento che ha portato vivacità e freschezza ad una squadra che sembrava un po’ logorata dalla tante battaglie di questi dieci mesi di attività ufficiale. Andrea gioca come terzo difensore, come centrocampista esterno, come punta e grazie alla sua classe fa tutto in maniera magistrale. Il secondo gol dell’Olympic è una magia da rivedere all’infinito e nel finale serve a Formiconi un assist con su scritto “spingimi in rete”.

7.BISOGNO: 6.5
Contro i The Boys è stato meno efficace in avanti rispetto alle ultime due uscite contro Moviola e Scarfa Prime ma è stato perfetto dal centrocampo giù. Gli avversari provavano spesso a spostare il gioco sulle fasce ma quando c’era Gianluca a ricoprire il ruolo di terzo difensore non c’è stata davvero trippa per gatti. La sua forma atletica è eccezionale e di fronte a giocatori che da settembre non hanno mai tirato il fiato la differenza è netta.

19.MONTALDI: 6.5
La sua avventura nell’Olympic sta finendo perché dopo la finale rientrerà dal prestito e vestirà di nuovo la maglia della Svezia. La sua prova di ieri è del tutto simile alle tante offerte in questi tre mesi in cui è stato un giocatore dell’Olympic: tanta quantità ma anche tanta qualità, il tutto supportato da un’intensità di gioco che pochi giocatori possono offrire. Chiude le marcature con una rete da vero rapinatore dell’area di rigore.

10.FANTINI: 6
Pochi minuti per lui che ne avrebbe meritato qualcuno in più. La solidità difensiva dell’Olympic comunque è anche merito suo perché quando è al centro dell’attacco il portatore di palla avversario è sempre in difficoltà a causa della copertura e del pressing fatto dal nostro ariete.

11.CASERTA: 7.5
In primavera i giornali avevano scritto che l’Olympic aveva finalmente trovato, dopo tanti anni di ricerca, il giocatore capace di fargli fare il salto di qualità. L’infortunio era arrivato proprio all’apice della seppur breve esperienza nell’Olympic di Mimmo, proprio quando aveva realizzato il gol che aveva chiuso la finale di Europa League. ? E’ stato più di tre mesi fa, poi tanta sofferenza per un infortunio che non sembrava voler passare, tante ricadute, la fisioterapia e ieri cinque minuti in campo per dimostrare di essere di nuovo un campione! Mimmo lo ha fatto, ha segnato una doppietta con due palle a disposizione e ha gridato al mondo, con la sua risata argentina, che l’Olympic ha veramente trovato il suo bomber!

Olympic 2000 – Scarfa Prime United 9-1

LUNEDI’ 11 LUGLIO 2011, ORE 21.10
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 713
EUROPA LEAGUE CLAUSURA, GIRONE A, III GIORNATA
OLYMPIC 2000 Vs. SCARFA PRIME UNITED
9-1 (4-0)

MARCATORI:
3 BISOGNO
3 RENCRICCA A.
2 DI MICHELE
1 MONTALDI

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO GIANLUCA BISOGNO

Aspettiamo mercoledì sera quando l’arbitro fischierà la fine dell’incontro tra White House e Moviola. Aspettiamo mercoledì per sicurezza e un po’ anche per scaramanzia ma se abbiamo fatto i calcoli bene l’Olympic, con la vittoria di ieri sera, è riuscita a centrare l’obiettivo qualificazione alle semifinali di Europa League.
Alla fine risulterà decisiva la vittoria sul Moviola della settimana scorsa perché domani la squadra di Daniele Rossi per superare il turno dovrà battere il White House e lo potrà anche eliminare battendolo con due gol di scarto. Sarebbe clamoroso ma questo è solo l’ennesimo paradosso creato da quel fantasma burlone che risponde al nome di classifica avulsa.
L’Olympic nel frattempo si può godere questa vittoria frutto di una prestazione buona arrivata contro un avversario a lei decisamente inferiore e che si presentava al fischio d’inizio praticamente già eliminata dopo la sconfitta all’esordio contro il Moviola e la batosta della settimana scorsa subita dal White House.
Oltre ai tre punti i gialloblù si possono anche godere una squadra che nonostante il forfait last minute di Formiconi a causa di problemi personali e quello previsto di Fantini ha giocato con sicurezza e autorità proprio come sette giorni fa aveva fatto dovendo rinunciare a Rencricca. Si può godere un Bisogno in forma smagliante e un Di Michele autentica rivelazione di questo finale di stagione.
La squadra è solida e in questo periodo poco importa chi sono gli interpreti perché lo spettacolo riesce sempre bene. L’unica nota stonata del match è durata poco meno di dieci minuti: la squadra ha capito subito che davanti c’era un avversario morbido e ha giocato con sufficienza sapendo che prima o poi il gol sarebbe venuto salvo poi affrettarsi a cambiare atteggiamento perché lo 0 a 0 permaneva.
Il ghiaccio lo ha rotto Bisogno proprio come era successo la settimana scorsa e da lì in poi hanno partecipato un po’ tutti alla festa del gol che sul 4 a 0 veniva interrotta dall’intervallo. Nella ripresa l’Olympic ha ripreso il discorso segnando altri cinque gol mentre lo Scarfa Prime realizzava la rete della bandiera e si impegnava fino alla fine esponendosi senza vergogna ai contropiedi gialloblù.
Nell’altro girone The Boys e Autoricambi Bernocchi hanno agevolmente superato il turno quindi domani sera sapremo già che affronteremo nell’eventuale semifinale.
Questa Olympic ora non deve avere paura di niente, nemmeno di queste squadre di un certo calibro perché la voglia dei nostri ragazzi di giocarsi e godersi questa stagione fino all’ultimo respiro è impressionante.

NOTE
CLIMA Serata molto calda
SPETTATORI circa 10
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 6.5 cap.
Per addomesticare le conclusioni dei rosso neri avversari deve solo distendersi in interventi che sono una manna per i fotografi. Nel secondo tempo blocca un cross, parte palla al piede e serve un assist d’oro a Montaldi.

8.RENCRICCA A. : 6.5
Veste la maglia di Formiconi in onore al compagno di squadra che nel pomeriggio aveva avuto una sfortunata avventura che gli ha impedito di giocare. Gli avversari non riescono mai né a superarlo né tantomeno a marcarlo e lui si diletta segnando una tripletta che lo porta a quota 152 reti in gare ufficiali.

7.BISOGNO: 6.5
Sembra che la sua stagione sia cominciata adesso. Il fatto che per due mesi si sia riposato sta diventando determinante per le sorti di un’Olympic che sulla fascia destra ha un treno nettamente più veloce di qualsiasi avversario stremato da nove mesi di una stagione logorante. Segna anche lui una tripletta, tra cui il fondamentale gol dell’1 a 0, e supera Perrone nella classifica marcatori di tutti i tempi in gare ufficiali. Gianluca ora è settimo con 87 reti contro le 86 del capitano.

13.SORCI: 5.5
Potrebbe e vorrebbe spaccare il mondo invece offre una prestazione piena di errori e di ombre forse causate da un eccessiva pressione derivante dalla voglia di fare bella figura. In difesa come al solito fa i movimenti giusti ma dal centrocampo si perde spesso per precipitazione o chissà per quale altro fattore emotivo. Alla quinta presenza manca ancora l’appuntamento con il gol ma realizza il suo primo assist.

5.DI MICHELE: 6.5
Uno così ci voleva proprio dopo l’infortunio di Caserta. Uno che superi l’uomo con facilità, che abbia visione di gioco, che abbia classe ma anche praticità e che soprattutto la butti dentro. Segna due gol e sono sei in tre presenze stagionali tra Europa League e amichevoli.

19.MONTALDI: 6+
Sostituisce Fantini al centro dell’attacco e praticamente occupa il ruolo di centravanti per tutta la partita. stavolta non offre una prestazione di quelle eccezionali anche se la sua prova è comunque davvero buona. Realizza un gol, il quarto in questo torneo, il primo in Europa League.

Olympic A – Olympic B 7-10

GIOVEDI’ 7 LUGLIO 2011, ORE 21.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 29
STAGE INTERNO
OLYMPIC A Vs. OLYMPIC B
7-10 (3-6)

MARCATORI OLYMPIC A:
3 SANTOLAMAZZA
2 RENCRICCA A.
1 FORMICONI
1 PERRONE

MARCATORI OLYMPIC B:
3 FANTINI
3 TAGLIAFERRI F.
2 TAGLIAFERRI F.
2 TARALLO
1 TERENZI

Ci siamo, manca pochissimo alla sfida di lunedì 11 luglio, quella che deciderà il destino a breve termine dell’Olympic 200 in questo finale di stagione. La terza partita del girone A di Europa League contro lo Scarfa Prime dirà se i gialloblù potranno continuare il loro cammino in questa competizione, accedere alle semifinali e tentare di conquistare un triplete senza precedenti nella storia della nostra squadra.
In effetti poi bisognerà aspettare il risultato della sfida tra Moviola e White House che si affronteranno probabilmente mercoledì 13 luglio ma la vittoria dello White House di ieri sera contro lo Scarfa Prime ha dato una grossa mano a Perrone e compagni che dopo un esordio negativo adesso hanno pienamente riconquistato il controllo del loro destino.
Per prepararsi al meglio a questa partita così fondamentale la società ha organizzato l’ennesimo stage di questa stagione così fitta di appuntamenti.
Purtroppo, per la prima volta in tanti anni di storia, i tanti forfait, di cui alcuni veramente tardivi, hanno impedito all’Olympic di avere a disposizione dieci giocatori per l’allenamento di ieri ma anche con nove elementi bisogna dire che il galoppo è stato davvero utile.
Da una parte Perrone guidava l’Olympic A composta di soli quattro elementi tutti appartenenti al reparto difensivo mentre dall’altra capitan Fantini era alla testa di un’Olympic B formata di soli giocatori offensivi. Si è trattato quindi di una sorta di prolungato allenamento attacco contro difesa e i benefici sono stati evidenti innanzitutto sul piano fisico e atletico e in secondo luogo anche sul piano tecnico.
Lunedì ci sarà un gran caldo alla Madonnetta e allenarsi per un’ora senza stop o quasi potrebbe essere un elemento determinante nel match contro lo Scarfa Prime.

NOTE
CLIMA Serata afosa
SPETTATORI circa 2
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 30 minuti. L’Olympic A era composta di soli quattro elementi
MAGLIA Olympic A in campo con le divise BLACK 2006, Olympic B in campo con divise GOLD 2010

PAGELLE

OLYMPIC A

PERRONE: 6 cap.
La sua squadra gioca con un uomo in meno quindi deve necessariamente aiutare i compagni giocando come fosse un giocatore di movimento. A questi livelli può dare ancora molto e lo si vede quando segna un gol in scivolata che ha ricordato il Perrone degli anni ’90.

RENCRICCA A. : 5.5
Primo tempo migliore di una ripresa in cui la sua concentrazione subisce un brusco calo. Realizza una doppietta.

FORMICONI: 6.5
Non si ferma mai, nemmeno in questo estenuante allenamento calato tra due partite fisicamente e psicologicamente impegnative. Anche lui va a segno una volta.

SANTOLAMAZZA: 6+
Conferma il buon finale di stagione. Molto bene in attacco dove realizza una tripletta davvero pregevole sotto il profilo stilistico. Idolatrato a gran voce dallo sparuto gruppo di tifosi accorsi per questa sgambata.

OLYMPIC B

TERENZI: 6
Seconda apparizione per il play maker dei Tamarri che nella prossima stagione potrebbe trovare spazio in qualche amichevole. Se continua ad impegnarsi potrebbe strappare una convocazione. Segna il gol che chiude l’allenamento.

BISOGNO: 7
In forma straordinaria dopo il viaggio di nozze. Si vede che si è riposato e tifosi e compagni confidano molto di lui per un finale di stagione da sogno. Batte Perrone per due volte.

TARALLO: 6+
Imposta la quasi totalità delle azioni dell’Olympic B creando piacevoli geometrie e verticalizzazioni. Due volte in gol.

FANTINI: 6.5 cap.
Guida autorevolmente i suoi spronandoli alla ricerca di soluzioni da replicare nelle partite ufficiali. Spirito e impegno lodevoli. Realizza una tripletta.

TAGLIAFERRI F. : 6+
Dimostra una buona forma e una grande voglia di giocare. Contrasta efficacemente e ogni suo tiro è imbevuto di una positiva rabbia agonistica. Tre gol anche per lui.

Olympic 2000 – White House 0-1

MARTEDI’ 28 GIUGNO 2011, ORE 22.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 711
EUROPA LEAGUE CLAUSURA, GIRONE A, I GIORNATA
WHITE HOUSE Vs. OLYMPIC 2000
1-0 (0-0)

MARCATORI:
nessun marcatore

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO PERRONE

La seconda Europa League stagionale è cominciata per l’Olympic con un buona prestazione che purtroppo non è servita a portare a casa tre punti che sarebbero stati fondamentali per la rincorsa alle semifinali.
I gialloblù sono riusciti nell’impresa di perdere contro il White House con il punteggio di 1 a 0 proprio come era successo la settimana scorsa contro il Bi Trattoria nell’ultima giornata della prima fase.
L’Olympic, considerando anche la finale di Challenge Cup, ha subito due soli gol in centocinquanta minuti e rotti di gioco eppure ha portato a casa una sola vittoria, quella con il Centro che è valsa la coppa.
Da un lato non possiamo che essere soddisfatti del rendimento difensivo della nostra squadra che in queste ultime settimane ha mostrato una solidità del reparto arretrato di alto livello. Purtroppo però è mancato qualcosa in attacco, o meglio nel gioco offensivo. E questo è uno sport in cui vince chi la butta dentro almeno una volta in più dell’avversario.
Dicevamo del gioco dell’Olympic: la squadra dopo il crollo quasi verticale post vittoria in Europa League Apertura si è ripresa alla grande. A prescindere da chi scenda in campo le ultime prestazioni dell’Olympic sono state tutte caratterizzate da una buona circolazione della palla, da buoni movimenti in tutti i reparti e da una grinta e una determinazione che per vari motivi era mancata in primavera.
Assodato questo dobbiamo notare che il nostro attacco è totalmente sterile ma il discorso non si può restringere alle responsabilità dei nostri attaccanti ma più in generale al gioco d’attacco che da anni è il nostro punto dolente.
Questo primo impegno di Europa League contro il White House era da considerare subito decisivo in quanto il Moviola nella prima giornata aveva battuto il Fox River e lo aveva fatto grazie al nuovo acquisto Ugolotti, uno che da anni fa la differenza e che nella prossima giornata renderà le cose difficili ad un’Olympic che probabilmente, senza di lui, avrebbe banchettato con facilità sui resti di un Moviola in disarmo.
In fase di convocazioni quindi si era proceduto a cercare di schierare la formazione migliore con Perrone in porta, Rencricca, Formiconi e Santolamazza in difesa, Montaldi, Fantini e Sorci in avanti.
L’Olympic partiva bene e per tutto il primo rischiava pochissimo al cospetto di un White House che provava unicamente la soluzione da fuori area. I gialloblù non producevano moltissime azioni da gol ma in due occasioni ravvicinate Montaldi colpiva per due volte il palo a portiere battuto strappando l’urlo in gola ai tantissimi tifosi in tribuna.
Nel secondo tempo i bianco verdi hanno però cominciato ad avvicinarsi con costanza alla nostra porta e il graduale ma inarrestabile calo fisico della nostra guardia ha fatto si che via via con il passare dei minuti aumentassero i contropiedi e le azioni pericolose degli avversari. Per i secondi venticinque minuti di gioco Perrone si è erto a salvatore della patria compiendo tante parate decisive e in almeno tre occasioni il capitano è stato miracoloso deviando con riflessi felini tiri che sembravano inesorabilmente destinati a gonfiare la rete.
A due minuti dalla fine però il White House è riuscito a bucare la resistenza gialloblù e Rencricca e compagni a quel punto si sono trovati con un solo minuto da giocare e non sono riusciti a raddrizzare un gara che pensavano navigasse verso un tranquillo pareggio che sarebbe servito a poco ma almeno non avrebbe dato un vantaggio ai nostri avversari nella corsa alla fase successiva.
E ora ci troviamo di fronte ad un bivio. La settimana prossima o battiamo il Moviola o altrimenti la nostra stagione è finita. Serviranno le stesse qualità morali mostrate in queste ultime tre gare ma servirà anche qualcosa in più. Gol soprattutto. Siamo però sicuri che i nostri giocatori faranno di tutto per far si che questa splendida stagione non finisca tra soli sette giorni!

NOTE
CLIMA Serata ventilata
SPETTATORI circa 30
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise CHAMPIONS 2008

PAGELLE

1.PERRONE: 7.5 cap.
Che finale di stagione. Due miracoli tra tantissime parate: una di piede d’istinto e un’altra in tuffo su un tiro a incrociare. Peccato per il gol subito all’ultimo minuto, l’aveva anche sfiorata con le dita.

4.RENCRICCA A. : 6-
Nel primo tempo lascia un po’ troppo spazio a Emiliano Branchi ma non ci sono conseguenze negative. Nella ripresa brucia un paio di buone occasioni per segnare optando per la soluzione personale invece che per il passaggio. Buona finale di annata anche per lui comunque.

8.FORMICONI: 6
Che peccato che salti speso l’uomo sulla fascia senza però avere poi i mezzi o la prontezza per trovare il passaggio finale per il compagno: siamo sicuri che altrimenti sarebbe un’ala con i fiocchi.

6.SANTOLAMAZZA: 6+
Decisamente in forma, peccato che sia arrivato solo ora, a giugno, ad avere questa eccezionale reattività che gli ha permesso di arpionare decine di palloni e di fermare attaccanti più veloci, giovani e scattanti di lui che lo puntavano sicuri di passarlo con facilità.

19.MONTALDI: 5.5
Meglio nel primo tempo quando con due tiri dal limite sfiora un gol che avrebbe cambiato la partita radicalmente. Nel secondo tempo non sbaglia niente ma in avanti il suo gioco è sterile.

16.SORCI: 5.5
Seconda presenza consecutiva dopo l’esordio stagionale contro il Bi Trattoria. Anche per lui stesso discorso: buoni movimenti dietro, precisione nei passaggi, nessun errore grave ma alla fine lì davanti avrebbe dovuto e potuto fare qualcosa in più.

10.FANTINI: 5.5
Un gol l’ha fatto e ha fatto impazzire la curva, purtroppo l’arbitro aveva già fermato il gioco per un fallo, giustamente. Riceve pochi palloni e sfrutta male quelli ricevuti. Gli avversari non hanno difficoltà ad arginarlo.

Olympic 2000 – Centro 3-0

VENERDI’ 17 GIUGNO 2011, ORE 21.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 709
OLYMPIC CHALLENGE CUP II, FINALE
OLYMPIC 2000 Vs. CENTRO
3-0 (0-0)

MARCATORI:
2 RENCRICCA A.
1 MONTALDI

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO ALESSANDRO RENCRICCA

Descrivere la perfezione è difficile non perché manchino le parole ma soprattutto perché in qualsiasi modo la si descriva si rischia sempre di sminuire quello che è successo. Noi ci proveremo ma sappiate che gli accadimenti che ieri hanno coinvolto l’Olympic vanno oltre qualsiasi descrizione.

La finale di Challenge Cup II era l’obiettivo minimo per un’Olympic che nella prima edizione era arrivata solo terza e che doveva provare a vincere un trofeo che la società aveva organizzato in casa. Di fronte c’era un Centro affamato di vittorie ed ebbro di entusiasmo. Questi ragazzi bianco rossi la cui media di età supera di poco i 20 anni, bravi, giovani, veloci, motivati e con un futuro luminoso davanti a se. Il Centro in questa stagione ha perso solo ai rigori la semifinale di Europa League e dopo aver vinto la prima edizione di Challenge Cup sta veleggiando tranquillamente verso una meritata qualificazione alla Champions League del Torneo di Clausura.
E l’Olympic? I gialloblù hanno cominciato la stagione in sordina e hanno trionfato nell’Europa League di Apertura ma subito dopo hanno dovuto fare i conti con un rinnovamento quasi totale della formazione base a causa di infortuni eccellenti come quello di Caserta e quello di Fantini e del’assenza di Bisogno prima impegnato per i preparativi per il matrimonio e ora lontano, negli Stati Uniti, per il viaggio di nozze.
Anche questa Challenge Cup è stata difficile anche se è cominciata bene con un girone di andata molto buono seguito però da un girone di ritorno con un paio di sconfitte.
Poi c’è stata la semifinale in cui l’Olympic è dovuta ricorrere a ingenti forse esterne per superare lo scoglio Tamarri e infine questa finale, preparata da due settimane con l’innesto a tempo pieno del nuovo acquisto Celestini che però all’ultimo minuto deludeva compagni, società e tifosi con un forfait davvero discutibile.
Con Perrone, Rencricca, Formiconi, Montaldi, Fantini e Tagliaferri già convocati era Santolamazza l’elemento designato a sostituire Celestini.
Con tanti dubbi, tante paure, l’Olympic arrivava quindi al Madonnetta Park con questa formazione ma erano sgradevoli sensazioni destinate a sparire presto perché l’impatto con il muro di entusiasmo tirato su dai tifosi gialloblù ha avuto un incredibile effetto positivo sulla squadra.
Tutti, ma proprio tutti i giocatori dell’Olympic al fischio d’inizio avevano gli occhi della tigre che ardevano di passione e amore per questa squadra e il cuore batteva forte all’unisono, come un unico grande organo condiviso tra campo e curva.
I primi minuti di gioco sono stati difficili per il nostro quintetto perché i nostri, schierati a quadrato, faticavano a trovare misure e distanze nelle marcature dei giocatori avversari disposti invece a rombo. Si è rischiato qualcosa a livello di giocatori lasciati liberi in area, di passaggi non intercettati in zone pericolose della nostra trequarti ma poi le cose sono cambiate.
Queste sono cose insondabili, diciamo incomprensibili e inspiegabili se non attraverso l’aiuto di quei miracoli sportivi che a volte accadono. L’Olympic ha cominciato a mettersi bene in campo, ma davvero bene perché gli avversari non hanno più trovato sbocchi trovando le vie centrali e quelle laterali presidiate alla perfezione. A quel punto l’Olympic subiva tiri solo su punizione o dalla distanza e di rimessa ha potuto fare il suo gioco tradizionale.
Addirittura i gialloblù hanno sfiorato il gol a fine primo tempo con un gran inserimento di Santolamazza che sfruttando un suggerimento di Formiconi si è presentato tutto solo davanti al portiere sul quale però ha calciato non trovando la precisione.
Poco importa: l’Olympic andava al riposo con la convinzione e la consapevolezza di esserci e giocarsela.

Il dubbio che aleggiava adesso era quello di non poter reggere a questi ritmi anche nella seconda frazione al cospetto di ragazzi tanto giovani e atleticamente avanti di una vita rispetto ai nostri pur meravigliosi ultra trentenni.

Ma i minuti anche nel secondo tempo passavano e le cose non cambiavano. Il Centro non trovava sbocchi, l’Olympic difendeva, ripartiva, sfiorava il gol con Fantini che colpiva il palo e Montaldi che in acrobazia scheggiava la traversa.
E poi l’urlo della curva dell’Olympic al gol dell’1 a 0, meraviglioso, liberatorio dopo tanti minuti con il fiato sospeso.
Il nostro pressing perfetto, uomo su uomo portava i suoi frutti quando Rencricca anticipava netto un avversario nel cerchio di centrocampo, faceva qualche passo e batteva Zinno con un tiro rasoterra. L’esultanza era contenuta, un po’ meno invece lo era quella del gol del 2 a 0 quando mancavano ormai cinque minuti alla fine.
Ennesima palla rubata a centrocampo, la sfera tra i piedi di Tagliaferri che in mezzo a due difensori riusciva a servire Montaldi che con un tiro forte e angolato regalava il doppio vantaggio all’Olympic.
Ora nessuno voleva dirlo e ammetterlo ma l’Olympic era vicina al successo. Mancavano, dicevamo, cinque minuti e il Centro sostituiva il proprio portiere con il giocatore bianco rosso di maggior talento, Aronni, che indossava i guanti e diventava così a tutti gli effetti il sesto giocatore di movimento della squadra.
L’Olympic soffriva in parte questa mossa perché a quel punto un avversario si trovava sempre senza marcatura ma la nostra difesa reggeva colpo su colpo e quando è stato il momento giusto Rencricca è riuscito a trovare con un tiro dalla nostra metà campo un pallonetto che ha trovato la porta avversaria totalmente sguarnita.
3 a 0, tripudio, abbracci. Il fischio finale ha scatenato la festa dei giocatori e l’invasione di campo dei tifosi.
Scene mai viste, forse nemmeno nei festeggiamenti dopo la vittoria in Europa League di due mesi fa. Uno spettacolo perché chi ama questa squadra, una vittoria che vale doppio perché ottenuta con il cuore e con la formazione che più di tutte poteva metterlo questo cuore. Una squadra che già è stata chiamata come quella dei “Duri e Puri”.

Il terzo tempo al pub O’Connell è stato un appuntamento che solo i giocatori e i tifosi più vicini alla squadra hanno potuto vivere ma ci sono testimoni che raccontano di scene di inenarrabile gioia.
Ancora una volta dobbiamo e dovete essere orgogliosi di fare parte di questo mondo chiamato Olympic 2000.

NOTE
CLIMA Serata ventilata
SPETTATORI circa 30
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise CHAMPIONS 2008

PAGELLE

1.PERRONE: 7.5 cap.
Di solito le imprese dell’Olympic portano la sua firma ma stavolta la squadra è così perfetta e solida che lui deve solo intervenire in situazioni di ordinaria amministrazione. La deviazione in angolo a mano aperta sulla punizione che il Centro calcia nel primo tempo però vale il voto in pagella.

11.RENCRICCA A. : 8
Prestazione sontuosa, praticamente perfetta della Pigna d’Oro 2010. Quasi certamente dovrà cedere ad altri il suo scettro di miglior giocatore dell’anno ma possiamo dire che con questa partita consegna agli annali un’altra perla della sua carriera. Dietro gioca benissimo come da tempo non succedeva a questi livelli e la doppietta che porta l’Olympic in cima al podio è roba che i bambini ricorderanno da adulti.

8.FORMICONI: 7.5
Uno con la sua grinta, la sua determinazione e la sua concentrazione con questi ragazzi è andato a nozze. Ha distribuito con equità sane randellate a ogni avversario.

6.SANTOLAMAZZA: 7
Inserito nella lista dei convocati all’ultimo momento e protagonista assoluto di una partita memorabile, sono cose che accadono solo nel calcio, nel bel calcio. Se avesse segnato il gol dell’1 a 0 adesso staremmo a parlare di una proposta di santificazione.

19.MONTALDI: 7.5
In settimana gli avevamo chiesto di essere un martello pneumatico sulla fascia, nell’imminente vigilia gli avevamo chiesto inconsciamente di fare ancora di più a causa del forfait di Celestini e lui ha risposto positivamente alla fiducia e alle aspettative. Mai un centimetro mollato all’avversario, mai un pallone perso, mai una posizione ceduta. E poi, signore e signori, ha segnato un gol che è valsa una coppa. Grande acquisto ormai totalmente integrato fuori e dentro il campo.

7.FANTINI: 7
In certi frangenti è sembrato combattere da solo contro quattro difensori e ha percorso chilometri, spesso invano perché la palla non arrivava e gli spazi non si trovavano. Ma alla fine della fiera è stato spesso lui a scovare e ad aprire spazi ai compagni con costanza e abnegazione. Ormai la sua foto nella Hall of Fame dell’Olympic non la toglie più nessuno.

10.TAGLIAFERRI F. : 7+
La sua migliore prestazione stagionale e forse delle ultime tre stagioni. Concentrato non perde mai l’uomo, asfissia e annebbia le idee del portatore di palla del Centro e lo fa per tutti i minuti e i secondi in cui è impiegato. Un commento appropriato lo merita l’assist che è valso il gol del 2 a 0, una magia creata in mezzo a due increduli difensori e che rappresenta un bel pezzetto di quella splendida coppa blu che fa già bella mostra di se nella folta bacheca della squadra.

Olympic 2000 – Caffè Latte 3-6

MARTEDI’ 7 GIUGNO 2011, ORE 20.10
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 706
TORNEO CLAUSURA, GIRONE A, V GIORNATA
CAFFE’ LATTE Vs. OLYMPIC 2000
6-3 (3-1)

MARCATORI:
2 MONTALDI
1 AUTORETE

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO PERRONE

La prima vittoria nel Torneo di Clausura resta un sogno anche dopo la quinta e penultima giornata della prima fase. La sconfitta era preventivata e messa ampiamente in conto già dalla stesura dei calendari perché sapevamo che i nostri avversari durante la stagione invernale avevano preso parte al Campionato di Serie D ma l’Olympic non è squadra da scendere in campo con questi calcoli nella testa e ne è chiara prova la partita della scorsa stagione contro il Tony Rocky Horror quando i gialloblù strapparono un pareggio meritato ad una squadra dello stesso cabotaggio.
Quindi, ancora una volta, la differenza l’ha fatta la forma dell’Olympic e le tante assenze, elementi su cui però la squadra ha cominciato a non contare più come attenuanti perché giustamente infortuni e indisponibilità sono imprevisti con le quali ogni squadra deve prima fare i conti in una stagione.
L’Olympic con maturità ha quindi giocato la sua partita e ha messo in difficoltà un avversario che ha cominciato la partita sottovalutando i gialloblù e che alla fine è dovuta correre ai ripari per non concedere un pareggio che i nostri avrebbero meritato per l’impegno che hanno profuso nel cercare un gioco e migliorare la propria condizione attuale in vista di un finale di stagione che potrebbe riservare delle sorprese.
La formazione con la quale l’Olympic è scesa in campo era più o meno la solita di questo periodo con Perrone tra i pali, Rencricca e Formiconi in difesa e in avanti Montaldi, Fantini e Tarallo.
Per tutti e cinquanta i minuti la superiorità del Caffè Latte è stata evidente: la squadra si trovava a memoria e l’organizzazione di gioco era di un livello superiore di quella della quasi totalità delle altre squadre partecipanti al torneo.
Il vantaggio avversario è stato praticamente immediato ma dopo lo 0 a 1 l’Olympic ha giocato con serenità e tranquillità e le occasioni da rete non si sono fatte attendere. Il pareggio arrivava su un tiro di Rencricca deviato in rete da un difensore mentre poco dopo Fantini e Tarallo fallivano il raddoppio da buona posizione. Il Caffè Latte segnava due reti prima dell’intervallo sfruttando errori del nostro centrocampo ma dopo venticinque minuti di gioco la differenza di categoria tra le due formazioni non era affatto evidente.
A inizio ripresa il Caffè Latte realizzava anche la quarta rete ma una doppietta di Montaldi, spettacolare il primo gol, faceva innervosire gli avversari che a quel punto chiedevano il time out per riorganizzarsi e studiare le mosse per avere la meglio su un’Olympic che mostrava un buon calcio.
La tradizionale incapacità dei nostri attaccanti di segnare reti apparentemente semplici in momenti clou dell’incontro è stata poi decisiva a tre quarti ripresa quando Tarallo sbagliava una rete da pochi passi e Formiconi colpiva un palo esterno.
Dopo questi due episodi il Caffè Latte trovava fortuitamente la rete del 5 a 3 e alcune straordinarie parate di Perrone non servivano a tenere in gara l’Olympic che nel recupero subiva anche il sesto gol.
A noi però questa Olympic senza vittorie in queste cinque partite piace per l’impegno, piace perché sta migliorando, lentamente ma costantemente e ci piace perché sta concretamente preparando una Europa League da protagonista. Sarà una coppa sicuramente inferiore alla Champions ma ci saranno almeno due top team e noi tutti speriamo che ci sarà da divertirsi.

NOTE
CLIMA Serata fresca
SPETTATORI circa 5
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise CAHMPIONS 2008

PAGELLE

1.PERRONE: 7 cap.
Peccato che le sue parate non abbiano portato punti, se lo sarebbe meritato. Nel secondo tempo compie un intervento impossibile da terra che strappa applausi in tutto lo stadio.

4.RENCRICCA A. : 6.5
Gran bella partita. E’ il Rencricca che vogliamo e che servirà in Europa League per vincerla. Tostissimo in difesa e fine accarezzatore e movimentatore di palloni a centrocampo. Provoca l’1 a 1 gialloblù con un tiro che un difensore avversario devia alle spalle del proprio portiere.

8.FORMICONI: 6+
Prestazione caparbia e gladiatoria in cui fa vedere spesso i tacchetti agli avversari. Si becca un cartellino che lo manda in diffida. Proprio come Rencricca …

19.MONTALDI: 6.5
Forse la sua migliore prestazione nel Torneo di Clausura. Interpreta bene il ruolo di esterno destro e segna una doppietta che per un certo periodo ha illuso i tifosi. Prima dribbla tutta la difesa avversaria, portiere compreso, e segna una rete modello Falcao nei Mondiali ’82 e poi salta sopra le nuvole schiacciando di testa un cross dalla difesa di Formiconi. Ora come ora in attacco è indispensabile per l’Olympic.

16.TARALLO: 6-
Cinquanta minuti di minuscole perle o se volte di piccole lampadine che si accendono senza però illuminare mai del tutto la scena. Il voto risente dei due gol sbagliati da pochi passi e dell’errore sul terzo gol avversario.

7.FANTINI: 6
Ancora lontano dal Fantini che conosciamo perché si rende pericoloso solo un paio di volte e senza successo però questa volta sente poco dolore alla gamba e i suoi progressi, anche piccoli, sono incoraggianti.

Olympic 2000 – I Tamarri 5-3

VENERDI’ 3 GIUGNO 2011, ORE 20.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 705
OLYMPIC CHALLENGE CUP II, SEMIFINALE
OLYMPIC 2000 Vs. I TAMARRI
5-3 (2-1)

MARCATORI:
1 CELESTINI
1 FANTINI
1 FORMICONI
1 MONTALDI
1 ROSCA

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO ALESSANDRO CELESTINI

Una piccola luce si accende nella notte scura e nera in cui l’Olympic vaga da un po’ di tempo a questa parte. E’ una luce fioca ma costante rappresentata da una vittoria sofferta ma meritata in una partita che contava molto e che i gialloblù dovevano vincere dando prova di aver superato le proprie difficoltà magari non definitivamente ma anche solo per una notte e così è stato.
Alcune stagioni vivono di momenti, di episodi, anche si singole serate e questa può passare alla storia come una stagione in cui l’Olympic ha subito molte sconfitte, non ha brillato ma in cui ha saputo rinascere quando importava davvero. E’ andata così il 12 aprile quando in semifinale di Europa League abbiamo battuto il Moviola ed è andata così il 20 aprile quando abbiamo sconfitto gli Autoricambi Bernocchi con il carattere e alzato una coppa che è già storia. Ed è stato così anche ieri quando seppure incerottati, fuori forma e soffrendo dall’inizio alla fine ci siamo presi una finale contro i Tamarri che erano più in palla di noi e che volevano giocare l’ultimo atto della Challenge Cup II per avere la rivincita sul Centro che gli aveva soffiato la prima edizione del mini torneo.
Anche per questo incontro le convocazioni sono state difficoltose perché in tanti mancavano per infortunio, altri per motivi personali o professionali e la chiamata di altri non era auspicabile per scelta tecnica in quanto non attraversavano un buon momento di forma. Alla fine però l’Olympic si è presentata al Madonnetta Park con ben otto elementi di cui due all’esordio assoluto con la nostra squadra.
Il blocco storico che da agosto sta tirando avanti la carretta era rappresentato da Perrone, Rencricca, Formiconi e Fantini, Montaldi era inserito nella lista per la decima volta in pochissimo tempo mentre Santolamazza tornava in campo dopo quasi due mesi. I due esordienti invece erano il difensore Alessandro Celestini (consigliato alla società da Formiconi) e l’attaccante Florin Rosca che per una sera svestiva la maglia giallo nera degli Autoricambi Bernocchi e vestiva la casacca bianco e oro dell’Olympic.
Quando finalmente si cominciava l’Olympic passava in vantaggio al primo affondo con una penetrazione centrale di Montaldi e sembrava che tutto potesse filare liscio. Invece no perché i gialloblù hanno presto dovuto fare i conti con l’inserimento dei nuovi e i meccanismi che chiaramente non potevano essere perfettamente oliati. Il pareggio avversario era frutto proprio di un errore dell’esordiente Celestini che si lasciava superare da un lancio di Cattaneo su cui sviluppi Gabriele trovava il tiro vincente.
Nonostante questo episodio l’Olympic riusciva lo stesso a ritornare in vantaggio con Formiconi ed andare al riposo sul 2 a 1 ma la manovra era farraginosa e in attacco Fantini appariva lontanissimo dai suoi standard di qualche mese fa mentre Rosca, pur liberandosi spesso al tiro con i suoi dribbling, non trovava la conclusione vincente.
A inizio ripresa i Tamarri mettevano a segno un uno due che dava una forte scossa alla fondamenta della nostra squadra. Cattaneo beffava Santolamazza su calcio d’angolo e superava Perrone e poco dopo Sileoni segnava il gol del 2 a 3 ammutolendo lo stadio e facendo presagire un’altra serata grama per la nostra squadra.
Poi è successo qualcosa di bello, di non appariscente ma di estremamente potente.
L’Olympic non ha mai smesso di soffrire ma ha cominciato a farlo con consapevolezza e ha fatto di questa condizione l’elemento vincente per portare a casa il risultato. E’ uscito il carattere e perfino Celestini e Rosca hanno messo qualcosa di più a livello di cuore dimostrando di essere ottimi uomini prima che calciatori.
L’Olympic si è unita, si è ritrovata e ha trovato il pareggio proprio con Celestini appena subentrato ad un Rencricca esausto. L’acuto decisivo è arrivato a quattro minuti dal fischio finale grazie all’uomo che spesso decide le sorti dell’Olympic in queste partite, Andrea Fantini, che ha saputo ribadire in gol una palla velenosissima di Celestini che era finita sul palo.
E alla fine, nel recupero, la squadra ha trovato il gol della sicurezza: non si sa con quali forze Fantini ha rubato una palla a centrocampo e ha servito immediatamente Rosca che si è involato verso la porta avversaria tutto solo e ha scatenato il suo sinistro verso Bautista che si è tuffato e non ha potuto fare niente.
Gol e tutti a casa. Venerdì 17 giugno sarà finale contro il Centro. Abbiamo due settimane per preparare una serata perfetta che sarà tale se riusciremo ad alzare la seconda coppa stagionale.

NOTE
CLIMA Serata calda
SPETTATORI circa 20
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 6+ cap.
L’Olympic soffre ma è una sofferenza senza grandi rischi perché i Tamarri arrivano al tiro con scarsa frequenza rispetto a quanto potrebbero considerando la loro migliore condizione fisica. Il capitano effettua un paio di parate e passa il resto del tempo caricando i compagni spingendoli verso una vittoria che serviva come il pane.

4.RENCRICCA A. : 6
Ieri è stato evidente: Rencricca è stanco perché ha giocato 48 partite da agosto a oggi e quasi tutte per l’intera durata. Chiedergli in questo momento della stagione brillantezza e lucidità è inutile. Nel finale lascia il posto a Celestini e il cambio è decisivo per l’esito della partita.

8.FORMICONI: 6.5
Le partite sulle gambe di Formiconi invece sono 53 e su di lui pesano un po’ di meno anche se già da un po’ Fabrizio sta usando le energie di riserva. Segna un altro gol, il numero 25 in stagione, il quinto in sette gare di Challenge. Meriterebbe riposo ma in questo momento l’Olympic non può permettersi di tenerlo fuori.

5.CELESTINI: 6.5
Esordiente numero 6 in questa stagione comincia in difesa sull’out di destra e chiude da centrale puro al posto di Rencricca. Comincia male perché ha l’1 a 1 dei Tamarri sulla coscienza e nella ripresa fallisce il pareggio colpendo il palo da pochi passi a portiere battuto ma abbiamo visto qualcosa in questo giocatore, forse un elemento che nel finale di questa stagione e poi nella prossima potrebbe rappresentare un valido cambio per la coppia di centrali. Lui ha piedi e ha carattere e lo dimostra quando, dopo il gol fallito, non si perde d’animo e infila la porta di Bautista con una tiro pennellato da fuori area. Chiude la prestazione entrando di prepotenza nell’azione del 4 a 3 ed esce tra gli applausi. La società sta facendo due conti.

6.SANTOLAMAZZA: 6
Al rientro dopo quasi due mesi non è brillante e non ha condizione. Si fa sfuggire Cattaneo sul 2 a 2 dei Tamarri e fallisce un paio di occasioni da gol ma il suo ingresso è fondamentale per dare cinque minuti di respiro a Montaldi, Celestini e Rosca che poi saranno decisivi.

19.MONTALDI: 6.5
Un compressore, continuo ed inesauribile. Non la sua migliore prestazione in gialloblù ma quasi sicuramente quella in cui mette più cuore per sfondare, anche solo con la forza di volontà, il muro difensivo avversario. Realizza il sesto centro in Challenge Cup.

9.ROSCA: 6.5
Quello che ci voleva per non sentire la mancanza di Mimmo Caserta, un giocatore che a strappi stanca e mette in apprensione i difensori avversari con continue sollecitazioni. La sua prima gioia in gialloblù arriva nel recupero, un sinistro imprendibile che sbatte sul palo e gonfia la rete. E poi è piaciuto per la sua grinta perché ha rincorso gli avversari dalla loro difesa alla nostra. Il prototipo di giocatore che serve per esaltare il gioco di squadra.

10.FANTINI: 6
Andrea non molla, la gamba gli fa male, lui soffre, fatica tantissimo a giocare e pressare ma alla fine si fa trovare lì dove serve, calcia la palla in rete e si gode la gioia insostituibile del momento. Vero gialloblù dentro. Grandissimo.

Olympic 2000 – Autoricambi Bernocchi 4-10

MARTEDI’ 31 MAGGIO 2011, ORE 21
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 704
TORNEO CLAUSURA, GIRONE A, IV GIORNATA
AUTORICAMBI BERNOCCHI Vs. OLYMPIC 2000
10-4 (3-1)

MARCATORI:
1 FANTINI
1 FORMICONI
1 RENCRICCA A.
1 TANI

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO SIMONE MONTALDI

Dopo le otto sberle prese quindici giorni fa contro la New Team l’Olympic ne becca altri dieci dagli Autoricambi Bernocchi e viene risucchiata nel fondo classifica del girone A con il bottino di quel misero punticino guadagnato nella seconda giornata contro il White House.
La vittoria di venerdì scorso contro lo Slow Bar ci aveva un po’ illuso perché avevamo rivisto in campo Fantini e avevamo la prospettiva di recuperare Mimmo Caserta invece ieri sera abbiamo dovuto fare i conti con la realtà dei fatti che ci ha messo davanti un Fantini con poca autonomia e un Caserta che al primo scatto ha dovuto gettare la spugna per il riacutizzarsi dell’infortunio all’inguine.
Sono bastati quaranta giorni per rovesciare le cose, il 20 aprile con una prestazione praticamente perfetta spazzavamo via gli Autoricambi e alzavamo l’Europa League. Oggi troviamo una squadra gialloblù che perde pezzi e che, rispetto alle altre formazioni del nostro raggruppamento, è in evidente carenza di condizione fisica.
La prova di questa affermazione è stato il buon primo tempo giocato dai nostri: la squadra ha commesso degli errori che hanno permesso agli avversari di segnare tre gol ma il pareggio su punizione di Rencricca e soprattutto un clamoroso incrocio dei pali colpito da Tani sullo 0 a 0 evidenziavano come l’Olympic fosse pienamente in partita.
Le prime avvisaglie di un crollo gialloblù si sono avute al ventesimo del primo tempo: i giallo neri avversari chiedevano il time out sul 2 a 1 per loro e alla ripresa dei giochi realizzavano il terzo gol approfittando della confusione della nostra squadra.
Il quarto gol, arrivato su autorete di Formiconi a inizio ripresa, ha poi spianato la strada ai nostri avversari che subito dopo il 4 a 2 segnato da Formiconi hanno cominciato a trovare praterie di fronte a loro.
La gara è finita sul 6 a 2 per Cascone e compagni, a metà frazione, poi l’Olympic ha dovuto cominciare ad attaccare a testa bassa ignorando la parte difensiva e lì si è consumato il tracollo dell’Olympic che ha chiuso con dieci reti al passivo, almeno cinque pali colpiti dagli Autoricambi e ben quattro ammoniti sul taccuino dell’arbitro tra cui Rencricca che è passato in diffida e che al prossimo cartellino verrà squalificato.
La qualificazione in Champions League è ormai lontana anni luce mentre quella in Europa League, resa certa dal regolamento del torneo, pone quesiti inquietanti sul futuro di una squadra che se non riacquista smalto per il finale di stagione non sarà in grado di onorare l’impegno.
E poi c’è la semifinale di Challenge Cup II alle porte con tanti assenti e un pronostico incertissimo. I tifosi apprezzano il fatto che i giocatori ci mettono il cuore ma purtroppo, ora come ora, questa grande dote non basta a vincere le partite.

NOTE
CLIMA Serata fresca
SPETTATORI circa 20
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE. 5.5 cap.
Al decimo gol subito un’ombra cala anche sul viso del capitano. Su un paio avrebbe potuto fare di più.

4.RENCRICCA A. : 5+
Prestazione paradossale perché ci mette l’anima, la grinta, il furore e segna un gol bellissimo su calcio di punizione. Paradossale perché in mezzo a questo ben di dio compie isolati ma evidenti errori difensivi che risultano decisivi. Ammonito, entra in diffida.

8.FORMICONI: 5.5
E’ il giocatore più in forma della squadra ma finisce per essere travolto dallo strapotere avversario. Segna un gol e viene ammonito anche lui.

9.MONTALDI: 5.5
Tanto movimento ma in questa situazione finisce per predicare nel deserto.

11.TANI: 5.5
Ah se quel meraviglioso tiro sullo 0 a 0 fosse entrato in rete invece che sbattere sulla traversa, chissà come e se sarebbe cambiata la partita. Ottimo rientro dopo un mese e mezzo perché abbiamo visto il Tani che nello Slow Bar acquista continuità e carisma e non molla una palla nemmeno se appena perduta. Realizza nella ripresa il suo sesto sol stagionale su 16 presenze e subisce la prima ammonizione in 68 partite in gialloblù.

19.CASERTA: s.v.
Una maledizione è scesa sul nostro campioncino: aveva già provato il rientro il 13 maggio salvo decidere di non proseguire dopo aver avvertito una fitta e ieri illusione di un recupero totale dall’infortunio è durata ancora meno. La società, i tifosi e soprattutto lui devono avere pazienza, dovesse anche tornare nella prossima stagione il Mimmo Maravilla non può rischiare di peggiorare la sua condizione.

10.FANTINI: 5
Il suo recupero è meno complicato di quello di Caserta perché l’infortunio appare meno serio ma il fisico di Andrea non è facile da rimettere in piena condizione. Comincia bene, benissimo poi subisce un calo fisico verticale. Anche per lui si alza il cartellino giallo ma si consola parzialmente con l’ennesima rete stagionale.