Ore 17 e 29 di ieri pomeriggio: l’organizzazione della inter Cup comunica all’Olympic che i The Boys non si sarebbero presentati al campo per mancanza di giocatori e assegnava quindi la vittoria a tavolino ai gialloblu. Se immaginate scene di esultanza non conoscete i nostri giocatori e la nostra squadra che da sempre preferisce scendere in campo, e magari uscire sconfitti, piuttosto che vincere in questo modo.
Ma del resto non è colpa dell’Olympic se gli avversari non sono riusciti a mettere su una squadra quindi questa vittoria i gialloblu la prendono prendendola per quello che è: un prezioso mattone nella lunga e difficile costruzione della qualificazione ai play off. Ricordiamo la formula del mega girone di Champions League: la prima classificata accede direttamente alle semifinali (sarà il Foto Dan?) mentre le ultime due saranno eliminate. Tutte le altre compagini, quelle che si classificheranno dal secondo al settimo posto, si affronteranno in tre combattutissimi play off da cui scaturiranno le altre tre semifinaliste.
E’ un torneo di alto livello in cui le ultime due squadre eliminate saranno formazioni di grande valore ma l’Olympic, avendo conquistato sette dei dodici punti messi fin qui a disposizione, ha già costruito molto anche se ancora non può dirsi certa della qualificazione.
In attesa degli altri risultati di questa quarta giornata intanto possiamo essere certi che abbiamo ben 7 punti di vantaggio sia sui The Boys che sul The Tower’s Pub e che queste due squadre la prossima settimana si affronteranno in un match dal quale, al 90% uscirà una delle due eliminate di questo girone.
Eravamo molto ottimisti sulla partita di ieri perché la squadra era al completo e dobbiamo fare un applauso ad Alessandro Arditi che ieri, pur colto da una brutta influenza intestinale, sarebbe comunque venuto al campo per giocare e dare il suo contributo. Questo è lo spirito, questo è che quello che ci vuole per puntare in alto in questa Champions League.
Sarà notte fonda alla Longarina ma l’orario tardo non impedirà all’incontro di essere decisivo e vibrante. Olympic – The Boys promette spettacolo, gli ingredienti ci sono tutti: grandi giocatori in campo, ex importanti e una posta in palio importante.
La formazione gialloblù è confermata, ecco i convocati:
Ci sono partite che segnano una stagione e partite che possono cambiare addirittura una carriera. E’ questo il caso di Adriano Agulli, difensore centrale vecchio stampo, che giocò poche partite nell’Olympic ma che, grazie ad una sola partita, è entrato per sempre nella storia della nostra squadra.
Adriano cominciò la sua carriera nella nostra squadra grazie ad una raccomandazione visto che nella primavera del 1996 era il cognato di Andrea Fantini. Era il 26 aprile di quell’anno e l’Olympic non era ancora l’Olympic visto che quella fu la sera in cui la squadra giocò per l’ultima volta con il nome di Pinetina I.F.C.
Si trattò di un partita facile facile contro la squadra di tale Flaviano Ventrella, difensore che per più che per la sua abilità tecnica era famoso per la somiglianza con Philip Banks, lo zio di Willy, il Principe di Bel Air.
Finì 19 a 4 per i nostri ragazzi che furono entusiasti dell’esordiente Andrea Fantini e un po’ meno del protagonista della nostra rubrica che, visto lo scarso spessore dei nostri ragazzi, avrebbe potuto proiettarsi maggiormente in avanti.
Ma erano altri tempi, playmaker come Rencricca, Sacchi o Ciuffa non esistevano e Agulli era più simile a Baresi o Bergomi che a Pirlo.
Quasi che avesse sentito questo appunto alla sua scarsa intraprendenza, nella successiva presenza, arrivata a venti mesi dalla prima, Agulli gioca una partita sontuosa tanto da essere definito un monumento all’insuperabilità difensiva. Il Castle Beer cede 15 a 5 e il nostro Adriano colpisce addirittura un doppio incrocio dei pali.
Devono passare altri ventuno mesi per la successiva apparizione di Agulli in gialloblu ma la partita del 12 novembre 2000 è quella che farà passare questo giocatore alla storia. E’ la prima giornata del Campionato della Pace e l’Olympic è campione in carica. Durante l’estate però tanti giocatori hanno lasciato la squadra e per questo primo turno la lista degli assenti è lunghissima. All’ultimo momento viene convocato Agulli che non riesce ad evitare la sconfitta per 2 a 3 a favore del Santa Monica ma darà un’ottima impressione di se candidandosi come prima riserva dei titolari. Questa chance non l’avrà mai ma a fine campionato l’Olympic vincerà ancora questo torneo e Agulli, con questa partita, comparirà di diritto nei vincitori del trofeo arricchendo così il suo palmares di una vittoria davvero prestigiosa se si pensa che l’Olympic ha vinto in ventisette anni solo cinque tornei.
L’8 febbraio 2001 Agulli viene convocato nuovamente per una amichevole infrasettimanale (il campionato si giocava di domenica) e l’Olympic batte agevolmente il Voglia di Pizza per 9 a 1. Il difensore fa un’ottima impressione per sicurezza e senso della posizione e il primo marzo viene convocato nuovamente per giocare contro la Banda di Pluto di Fabio Formica che durante la settimana giocava con questa formazione tecnicamente di grande valore.
Finisce 13 a 8 per i nostri avversari contro i quali Agulli non riesce ad arginare le folate dei veloci e tecnici attaccanti nonostante l’apprezzabile impegno.
La carriera di Adriano Agulli finisce qui: lo ricordiamo con affetto per aver fatto parte di una spedizione vittoriosa anche se probabilmente lui si ricorda poco o niente di noi e ha offerto il meglio di se con la maglia degli Ulttras prima e dei Bich Bauba poi. Abbiamo una foto di Agulli con la divisa bianco rossa dei Bich Bauba.
C’è Perrone nascosto da Fantini (quel giorno avversario) e, vicino il calcio d’angolo c’è Agulli. Lo ricorderemo per gli occhialetti alla Dottor Watson e per il suo carattere calmo e serafico in queste foto un po’ sgranate dal fascino indescrivibile.
Abbiamo cercato Adriano su Facebook e non si capisce cosa faccia oggi. Lo vogliamo ricordare così, mai una parola fuori posto ami una protesta, solo qualche tacchettata e il giorno in cui lasciò la squadra…
Lo spirito che ci vuole
Ieri vi abbiamo strappato un sorriso e una lacrima con la foto di una formazione gialloblù in cui l’attacco era composto da Sforza, Gennari e Brusco. Che bomber ragazzi, senso rapace del gol, potenza e classe riuniti in un mix esplosivo con un Baldi alle spalle come rifinitore.
Lunedì mancherà Ruggeri ma il tridente leggero composto da Bisogno, Arditi e Formica fa comunque sognare. A prescindere dagli uomini poi sarà fondamentale lo spirito perché in questo torneo, e soprattutto in Champions, si va avanti con la forza mentale ancor più che con quella tecnica. Non ci stanchiamo di ripeterlo, non si dovrà mollare un centimetro.
Quella di lunedì potrebbe essere una giornata cruciale per la qualificazione al prossimo turno, soprattutto se Zuppa e Foto Dan battessero rispettivamente Mo’viola e Campione.
L’Olympic dovrà comunque pensare a se stessa perché vincendo le probabilità di passare il turno si innalzerebbero sensibilmente a prescindere dagli altri risultati.
Una formazione gialloblu risalente ad una delle prime sfide contro i Boys
La storia delle sfide tra Olympic e The Boys comincia nove anni fa, nel 2008, quando entrambe le squadre calcavano i campi della Madonnetta partecipando ai tornei Lido di Roma.
I The Boys hanno vissuto alti e bassi passando dalla vittoria di importanti trofei fino alle eliminazioni nei primi turni e per una stagione sono anche scomparsi dal panorama calcistico successivamente alla “scissione romena” che ha portato alcuni elementi della squadra a formare la fortissima squadra del Foto Dan che oggi domina i tornei riempiendo la bacheca di coppe e riconoscimenti.
Da sempre il simbolo dei The Boys è il capitano Valentino Della Porta ma anche il fratello Roberto e i due fratelli Imbembo rappresentano lo zoccolo storico di questo team sempre molto corretto. In particolare i due fratelli Imbembo hanno anche vestito la maglia dell’Olympic per una stagione con risultati piuttosto buoni.
In tutto i confronti tra le due squadre sono stati 18 con sei vittorie dellOlympic, tre pareggi e nove sconfitte. L’ultima sfida si è giocata il 12 luglio scorso con la vittoria dei nostri prossimi avversari per 7 a 3 anche se il trend recente è leggermente a favore dell’Olympic dopo un periodo di due sconfitte subite dalla squadra di Della Porta.
Quella di lunedì sarà una sfida importante verso la qualificazione ai play off. Si giocherà alle 22 e 30 e al momento i sette convocati annunciati ieri sono confermati.
“Il Campione – U.C. Diamoli 6-2, questa non ci voleva!”
-Francesco Tani-
Ecco i risultati della terza giornata di Champions League
Il Campione – U.C. Diamoli 6-2
The Boys – Foto Dan 4-5
Ottica Vista Chiara – The Tower’s Pub 6-4
Olympic 1989 FC – Zuppa Romana By Nabil 4-8
E’ stata una giornata all’insegna dell’equilibrio e sorprende la vittoria di misura della capolista Foto Dan ai danni dei nostri prossimi avversari che diventano quindi pericolosi e sulla carta un avversario assolutamente da non sottovalutare. Per l’Olympic non cambia molto dal momento che lo spogliatoio ormai concorda che solo con umiltà e concentrazione si può giocare ai livelli raggiunti in questa stagione finora così positiva.
Ci mette i bastoni tra le ruote la vittoria del Campione sull’U.C. Diamoli, risultato che obbliga virtualmente l’Olympic a non perdere contro l’U.C. Diamoli. Anche questa “notizia” non cambia niente ai programmi gialloblu che fin dall’inizio sapevano che avrebbero lottato per la qualificazione con The Boys, Mo’viola e altre squadre di questo calibro medio-alto.
Capitolo prestazioni personali: Perrone è balzato in testa alla classifica per il miglior portiere mentre Ruggeri è entrato nel Top 5 della giornata. Purtroppo non abbiamo buone notizie riguardo la classifica del miglior giocatore in quanto Arditi è sceso al settimo pposto mentre lo stesso Ruggeri è salito in sedicesima posizione. In classifica marcatori lo stesso Ruggeri è salito a quota 18 reti (la metà esatta del capocannoniere Cojocariu) ed è attualmente diciottesimo.
Ecco la classifica dopo tre giornate di Champions League:
Concludiamo con le convocazioni per la sfida di lunedì 13 febbraio contro i The Boys: giocheranno Perrone, Rencricca, Ciuffa, Arditi, Tani, Bisogno, Formica.
Nonostante in Indonesia, e in particolare a Jakarta, si giochino interessanti partite di calcio come quella in foto, Ciuffa e Formica lunedì mattina all’alba torneranno in Italia e saranno disponibili per il prossimo impegno di Champions League dell’Olympic.
Sarà una partita importantissima, un autentico crocevia di questo secondo turno di Winter Cup. Si giocherà alle 22 e 30 contro i The Boys, avversario storico dell’Olympic e decisamente rinforzato rispetto alla passata stagione. Gli uomini di Della Porta puntano forte ai play off di Champions League e, grazie ad un quintetto base di tutto rispetto, rappresenteranno un ostacolo tosto per i gialloblu.
Sarà assente Alexander Ruggeri mentre Formica e Ciuffa saranno regolarmente in campo nonostante il lungo viaggio e il fuso orario. Confermati anche Tani, Bisogno e Rencricca mentre la presenza di Perrone e Arditi è da confermare.
La lista definitiva dei convocati sarà resa nota venerdì in giornata mentre domani dovremmo essere in grado di pubblicare risultati e classifiche della terza giornata di Champions League.
La prima sconfitta in Champions League arriva per l’Olympic nella solita serata piovosa di inizio febbraio, sotto una pioggerellina che ha trasformato la Longarina in Stanford Bridge, contro una squadra forte (con riserva, ne parleremo più avanti) con la classica emergenza di titolari e con l’ormai usuale prestazione di coraggio e orgoglio della squadra gialloblu.
Questa volta la coperta troppo corta dell’Olympic era evidenziata dalle assenze di Formica e di Ciuffa, assenze parzialmente compensate dalla convocazione di Ciardi e dal recupero di Rencricca, restituito all’Olympic da un provvidenziale edema alle corde vocali di Ligabue. Il Libero di Centocelle rimaneva però bloccato sulla ribattezzata Via del “Fottuto” Mare quindi i gialloblu si schieravano con Perrone, Tani vertice basso, Ruggeri e Bisogno esterni e Ciardi boa centrale. Era proprio il falso nueve a fornire a Ruggeri la bella palla per l’1 a 0 mentre la Zuppa Romana riusciva a pareggiare con tanta fortuna con un tiro carambolato sul palo e poi sulla schiena di Perrone. I giallo fluo avversari passavano in vantaggio ma un autogol di Caprioli riequilibrava il punteggio prima del terzo gol con cui i nostri avversari chiudevano la prima frazione.
Era comunque una grande Olympic che sembrava non sentire le assenze e giocava alla pari contro una squadra avversaria al completo e che era temuta in quanto vincitrice del proprio girone della prima fase. La Zuppa Romana grazie ad un bel mix di fortuna e grinta segnava anche il 2 a 4 ma l’Olympic rimaneva in gara con Ruggeri che a metà ripresa siglava il 3 a 4. Poi per i giallo blu hanno attraversato una fase di black out ed è stato lì che la partita si è decisa a favore dei nostri avversari che nonostante qualche decisione arbitrale discutibile comunque meritavano la vittoria.
Mi piace pensare che questa è stata una sconfitta istruttiva perché abbiamo capito che l’Olympic in questa stagione gioca un buon calcio a livello tecnico ed è sempre in partita a livello di testa a prescindere da chi era in campo. Ieri non abbiamo pianto le assenze ma abbiamo giocato per vincere, non mollando mai un centimetro e facendo sudare la pagnotta ai nostri avversari. E se abbiamo giocato in questo modo senza Formiconi, Attili, Arditi, Formica e Ciuffa allora possiamo solo che essere soddisfatti e ottimisti.
Nonostante ciò la qualificazione ai quarti è tutta da guadagnare attraverso le prossime cinque partite. Non promuoveremo un hashtag né faremo proclami ma è il momento di “esserci”, di dare ancora di più e superare questo turno di Champions il prima possibile.
PAGELLE
PERRONE: 6.5 capitano ammonito
Incita i compagni a non mollare mai e loro lo rendono orgoglioso con una prestazione che sul profilo mentale è pressoché perfetta. Il capitano ci mette del suo sventando quattro duelli uno contro uno, volando da un palo all’altro e dando sicurezza. Qualche errore nel momento di black out generale ma il trend positivo si conferma ancora e continua a puntare al titolo di miglior portiere del torneo, roba che ottenerlo a 38 anni suonati sarebbe una tentazione a chiudee l la carriera..
RENCRICCA A. : 5.5
L’influenza di Ligabue permette all’Olympic di schierarlo anche se il traffico della Via del Mare lo rigurgita in ritardo dal suo famelico stomaco. In campo avverte molto la mancanza di Ciuffa che nell’ultimo incontro lo aveva protetto parecchio quindi Rencricca soffre qualche palla alta e in alcuni passaggi accusa la velocità degli esterni della Zuppa Romana. Bello il filtrante per Ruggeri che vale il quarto gol dell’Olympic.
TANI: 6
Un Gladiatore! Prende botte in faccia e sul ginocchio ma ogni volta si rialza come Russell Crowe senza nemmeno intravedere i campi di grano come il protagonista del film di Ridley Scott. Fa girare palla che è una meraviglia anche se in questa partita agisce piuttosto lontano dalla zona gol. Presenza numero 106 in gare ufficiali grazie alla quale aggancia Fabio Tagliaferri al tredicesimo posto della classifica.
BISOGNO: 5.5
Sufficienza sfiorata per l’esterno gialloblu che ha il merito di propiziare il secondo gol dell’Olympic con un calcio d’angolo venefico che induce Caprioli all’errore. Trova anche un assist per Ruggeri ma avrebbe potuto fare di più in attacco dove le solite piccole esitazioni gli hanno impedito di trovare il gol. Rimane comunque l’impressione di un buon momento di forma e gli rimane anche fiato per le polemiche del giorno dopo che da settimane riempiono inserti a parte dei principali quotidiani sportivi.
CIARDI: 5.5
L’Olympic lo ha incluso nel proprio progetto in un momento positivo che ha reso questo processo facile. Anche Pierluigi ci ha messo del suo facendosi valere in questa posizione di falsa punta in cui si fa davvero valere. L’assist per il primo gol di Ruggeri è una piccola perla per questo giocatore che ora è atteso ad un altro step di crescita: mentalmente è al top mentre sul piano tecnico deve avere più coraggio e provare cose che pensiamo possano essere nel suo bagaglio. Stimatissimo nello spogliatoio.
RUGGERI: 6.5
Con le assenze di tutti gli altri attaccanti Alex ha davvero brillato essendo l’unico terminale offensivo della squadra. Ha segnato una tripletta e ha costretto più volte Caprioli a rifugiarsi in calcio d’angolo. Per Alex migliorarsi significa ottenere questi risultati anche quando Arditi e Formica calcano il campo insieme a lui.
20 e 30, un orario umano, finalmente, per giocare una partita importante per un’Olympic il cui obiettivo è ottenere al più presto possibile la qualificazione al prossimo turno di Champions League.
Non sarà facile perché i gialloblu dovranno fare a meno di tanti giocatori importanti ma l’Olympic dovrà impegnarsi come e più che se fosse al completo perché una grande squadra, e l’Olympic punta a esserlo con continuità, è tale quando mostra il proprio calcio a prescindere da chi è in campo, sul profilo tecnico e, cosa fondamentale, sul piano mentale e comportamentale.
Eccoci tornati alla rubrica dei pionieri del calcio gialloblù. In questa seconda puntata vi raccontiamo di un giocatore su cui la società aveva puntato moltissimo investendoci molte aspettative ma la cui avventura nella squadra durò invece pochissimo.
Stiamo parlando di Giovanni Pala. Il giocatore esordisce il 10 maggio 1996 nella primavera che prelude alla partecipazione al Torneo della Pace e alla conseguente ricerca di giocatori per rimpolpare la rosa visto che nel precedente torneo i gialloblù avevano presentato una lista con solo cinque giocatori. E’una partita statisticamente importante: è la numero 29, la prima in cui l’Olympic 2000 si presenta con questo nome abbandonando la denominazione Pinetina. L’avversario è l’Other Palace i cui giocatori stanno già partecipando ad un altro torneo e sono quindi allenati a ritmi tutt’altro che amichevoli. La vittoria è schiacciante, 15 a 6, e Giovanni Pala, fantasista vero, accende l’incontro trovando una stupenda intesa con il centravanti Dario Calabrò.
“Questo è davvero buono!”
-Stefano Tagliaferri-
Il test match successivo si gioca cinque giorni dopo, è il 15 maggio 1996 e l’avversario è di nuovo l’Other Palace. L’Olympic schiera due rifinitori, Fabio Tagliaferri e il confermatissimo Giovanni Pala, che più volte forniscono palle invitanti a Perrone. E’ una vittoria netta per 20 a 6 e la prova di Pala è così buona che oscura quella della stella assoluta della squadra Stefano Tagliaferri.
“Questo teniamocelo da conto”
-Fabrizio Perrone-
Arriva finalmente il momento delle convocazioni per il Torneo della Pace e Giovanni Pala non accetta la convocazione per il torneo. All’epoca si speculò parecchio sui motivi del rifiuto ma oggi, ricordandoci che tempi erano, possiamo dire che probabilmente il ragazzo non disponeva della cifra necessaria all’iscrizione alla competizione.
Infatti finisce il torneo e nell’ultima amichevole della stagione 1995/1996 Pala ritorna a giocare in gialloblu. L’occasione è l’amichevole tra la nostra squadra e una rappresentativa di giocatori peruviani guidata da un altro pioniere dell’epoca, Carlos Alberto Acuna Toledo, che organizzò questa amichevole chiamando a raccolta tutta la “sagrada familia” di cugini sudamericani.
E’ il 27 giugno e fa caldissimo, un caldo di quelli che, sarete d’accordo, si ricorda solo nelle estati azzurre e senza nuvole di quando eravamo ragazzini. Si gioca per ora e la partita finisce 32 a 23 per l’Olympic. Pala gioca bene ma la sua prestazione si ricorderà soprattutto perchè fornì un assist vincente all’allora mascotte dell’Olympic, quell’Emanuele Carnevale che quel giorno decise di ritirarsi dal calcio giocato a soli sedici anni.
La prima stagione di Pala nell’Olympic si chiude quindi con tre presenze. Nella stagione successiva la società vorrebbe riproporre il giocatore e il 10 settembre arriva la convocazione per la partita contro gli acerrimi rivali dell’R.3. Pala gioca benissimo ed è decisivo per la vittoria per 16 a 11. Ecco la sua pagella di quel giorno:
PALA: 6.5
Dopo quattro presenze che gli sono servite come periodo di apprendistato è pronto a diventare a pieno titolo un titolare dell’Olympic 2000. La sua visione di gioco e la sua fantasia potrebbero diventare l’asso nella manica della squadra. Ieri si è segnalato grazie alla qualità suddette anche se è stato poco brillante nella conclusioni. Verso la metà della ripresa si fa male ed è costretto ad uscire. Comunque buona prova.
Tre giorni dopo si rigioca: è il 10 settembre e Pala chiaramente viene convocato. Mancano pochi minuti alla partita e il giocatore non si vede al campo. Perrone e compagni provano a mandargli SMS con il Nokia 3330 ma il suo cellulare è staccato. Bramucci prende il suo posto in campo e da quel momento Pala viene inghiottito dal mulinello della storia gialloblu per non emergerne più.
Che fine ha fatto? Cosa fa oggi? Ha proseguito la sua strada nel mondo del calcio? Oggi non sapremmo ricordarne il volto ne abbiamo trovato foto di repertorio ma possiamo dirvi di aver visto raramente una classe cristallina come la sua.