I pionieri del calcio gialloblu – 9. Carmine Zazzaro

 

Siamo ormai arrivati agli sgoccioli della rubrica sull’amarcord gialloblu ma continuiamo senza indugio a raccontarvi il passato della nostra squadra anche in questa nona e penultima puntata.

Oggi vogliamo parlarvi di un difensore che rappresenta un rimpianto per l’Olympic ovvero di Carmine Zazzaro.

Le notizie sulla sua convocazione sono piuttosto lacunose un po’ a colpa della memoria, un po’ per colpa degli archivi di quegli anni che non sono molto esaustivi. Parliamo della stagione ufficiale dell’Olympic, l’annata 1995/1996, quando ancora ci chiamavamo Pinetina Football Club.

La Pinetina, costantemente alla ricerca di un quinto elemento fisso da inserire in rosa, provò questo giocatore presentato da Fabio Tagliaferri in quanto frequentavano la stessa classe. Mi ricordo che però Carmine sembrava già avesse trent’anni a causa di un fisico poderoso e di un’espressione da taglialegna dell’ex URSS. Il paragone con Zangief di Street Fighter fu calzante e ancora oggi, nonostante l’abbia rivisto di recente, quando penso a lui mi balza in mente il personaggio del videogioco con indosso la maglia giallo e blu elettrico di quella stagione.

Zazzaro esordisce il 5 ottobre 1995 contro l’R.3 in cui la Pinetina vince 20 a 10: partita facile, in cui Stefano Tagliaferri viene paragonato ad Alberto Tomba in slalom sulla fascia e il nuovo arrivato si mette in luce con qualche tocco di fino per lui insospettato come un colpo di tacco che smarca Perrone in area di rigore avversaria. La pagella parla chiaro, 6.5 e prestazione incoraggiante “nonostante” qualche incertezza in difesa.

 

Il 6 novembre 1995 Carmine viene nuovamente convocato: stavolta l’avversario è una squadra di amici e compagni di scuola di Fabio Tagliaferri annunciati come imbattibili tanto che lo stesso capitano gialloblu li ribattezza “Imbattuteam” creando scene di panico negli spogliatoi. Ci si aspetta una débâcle totale invece arriva una vittoria netta per 17 a 10 in cui perfino il giovanissimo Bramucci (appena dodici anni) si mette in luce propiziando il gol del vantaggio. In una partita in cui Fabio Tagliaferri segna un meraviglioso gol alla Del Piero, in cui Perrone merita il soprannome “Giotto” e in cui Santolamazza viene definito in calo meritando “solo” 7 in pagella Carmine Zazzaro delude facendosi notare solo per alcuni bei tiri da fuori area.

 

Il 30 novembre 1995 però lo rivediamo in campo contro un’altra formazione temibile sempre procacciata da Fabio Tagliaferri che alimenta un’altra leggenda metropolitana su quanto questi suoi amici provenienti da Dragona siano forti. Fabio sembra Gandalf quando annuncia l’armata di Sauron: la squadra avversaria si chiama (il nome l’ha inventato lui) Dragona Dragons e io personalmente mi immaginavo i teppisti del videogioco Double Dragons scendere in campo con catene e spranghe e suonarcele di santa ragione. Anche questa volta però li avversari si rivelano essere un fuoco di paglia e arriva una vittoria per 26 a 10. Santolamazza appare in grande forma ed è decisivo con le sue triangolazioni e geometrie. Perrone sulla fascia è un ossesso tanto che gli avversari lo soprannominano “Yamaha”. Zazzaro in questa terza apparizione gioca una gara sufficiente e si fa notare per dei tiri di potenza incredibile e uno di questi è diventato famoso per essere passato sotto le gambe di Stefano Tagliaferri ed essere entrato in rete rischiando di evirare il numero 5 gialloblu. Dove finisce la realtà e comincia la leggenda? Non lo ricordiamo ma possiamo dirvi che questo tiro mortifero diventò un vero e proprio fatto di cultura popolare che resiste ancora oggi.

 

L’11 gennaio 1996 i Dragona Dragons chiedono la rivincita e in questa seconda sfida mettono a lungo sotto la Pinetina che solo nel finale, grazie a Santolamazza e Stefano Tagliaferri, ribaltano il punteggio andando a vincere per 12 a 6. Zazzaro merita un 6.5 in pagella ma deve dividere il reparto difensivo con il rientrante Antonio Faccilongo, quinto fisso della precedente stagione e autore del primo storico gol ufficiale in un torneo per la nostra squadra. Faccilongo all’epoca era paragonato a Billy Costacurta ma in questa partita Zazzaro tiene il suo passo e si fa notare per un gol molto bello.

 

L’8 febbraio 1996 la Pinetina affronta l’Other Palace in un San Carlo da Sezze gelato per il gran freddo. E’ la serata dell’ultima partita di Santolamazza prima di partire per il servizio di leva e per il successivo trasferimento in Umbria per intraprendere la carriera di palafreniere. Nel primo tempo la Pinetina fa terra bruciata nella metà campo avversaria grazie alle solite, ottime prove di Stefano Tagliaferri e di Santolamazza mentre nel secondo tempo gli avversari crescono fino a raggiungere quasi il pareggio. Finisce 17 a 15 e Zazzaro, che segna anche parecchi gol, sembra poter essere il ricambio ideale di Santolamazza. Sembra un passaggio delle consegne di un tempismo eccezionale ma la storia ci racconterà ben altro.

 

Venerdì 23 febbraio 1996. Alle 18 il termometro segna 5 gradi al San Carlo da Sezze e la Pinetina affronta i compagni di classe di Fabio Tagliaferri che in quel periodo era un’autentica miniera sia come talent scout che come procacciatore di avversari. L’infermeria gialloblu è in emergenza totale: Stefano Tagliaferri è alle prese con problemi muscolari, Antonio Faccilongo è indebolito da un vaccino, Perrone dagli antibiotici mentre Santolamazza è da due settimane al fronte. Il primo tempo contro la Quinta C Geometra è un massacro: 8 a 1 per i nostri avversari. Non si salva nessuno e il nostro Zazzaro prende un 4.5 in pagella risultando tra i peggiori in campo. Gli addetti ai lavori salvano solo il fatto che riesca a tirare da ogni zona del campo ma è troppo, troppo poco. La partita finisce 7 a 13 per la Quinta C.

 

Dalla partita successiva la società comincia a cercare con convinzione un sostituto per Santolamazza. L’italo inglese all’epoca non era ancora un difensore ma più un centrocampista di impostazione. Per coprire il suo posto quindi non si bada a cercare un tipo di giocatore specifico, anzi, basterebbe un elemento capace di rispondere alle convocazioni con continuità, un fedelissimo insomma.

Zazzaro viene accantonato e vengono provati in rapida successione il centravanti svogliato Ventrella e il navigato difensore Abbate fino a quando il bomber Calabrò e il trottolino di centrocampo Massimo Romaldini trovano spazio e considerazione all’interno dello spogliatoio.

 

Di Zazzaro non si parla più. Il giocatore non viene inserito nella rosa del torneo estivo dell’estate 1996 né tantomeno viene più nominato in sede. Scompare letteralmente dai radar della squadra e di lui si parla solo di quel terribile, potentissimo tiro che passò sotto l’inguine di Stefano Tagliaferri per insaccarsi in rete.

Noi vogliamo ricordarlo così, come il giorno in cui l’abbiamo conosciuto…

Il bieco ghigno di Carmine Zazzaro

 

NOME CARMINE ZAZZARO
RUOLO DIFENSORE
DATA D’ESORDIO 05-10-95
DATA ULTIMA PARTITA 23-02-96
PRESENZE TOTALI 6
1995/1996 6
PALMARES
TROFEI DI SQUADRA
TROFEI OTTENUTI IN GARE AMICHEVOLI
TROFEI PERSONALI
OLYMPIC AWARDS
PIGNA D’ORO
PIGNA VERDE
SCARPA D’ORO
VASSOIO D’ARGENTO
ALTRO

 

 

Operazione Samantha

In vista della settimana di riposo da gare ufficiali la società sta organizzando un’amichevole interna per lunedì 27 marzo. Indisponibile la Longarina, si potrebbe testare il nuovo campo del Samantha.

Al momento lo svolgimento dell’allenamento non è ancora confermato. I giocatori disponibili attualmente sono Maiozzi, Belli, Rencricca, Attili, Ciardi, Romagnoli, Ruggeri e Tani.

La classifica

Ecco la classifica della Champions League quando manca ancora da giocare il recupero tra Foto Dan e Il Campione.

G V P N GF GS DR
OTTICA VISTA CHIARA 22 8 7 0 1 76 41 +35
ZUPPA ROMANA BY NABIL 19 8 6 1 1 50 32 +18
FOTO DAN 15 7 5 2 0 56 42 +14
IL CAMPIONE 14 7 4 1 2 42 31 +11
OLYMPIC F.C. 1989 10 8 3 4 1 38 49 -11
U.C. DIAMOLI 10 8 3 4 1 50 47 +3
THE TOWER PUB 9 8 3 5 0 40 45 -5
MO’ VIOLA 3 8 1 7 0 34 72 -38
THE BOYS -1 8 0 8 0 33 60 -27

Per un errore di battitura l’Olympic è riportata in quinta posizione ma sia per lo scontro diretto negativo che la peggiore differenza reti i gialloblu chiuderanno la prima fase di Champions al sesto posto. A questo punto è decisivo il recupero tra il Foto Dan e Il Campione. I rossi di Buca si classificheranno terzi in caso di vittoria o pareggio mentre Il Campione deve vincere per scavalcare gli avversari in classifica e giocare contro l’Olympic il play off del 3 aprile. E’ chiaro che, ora come ora, l’Olympic deve aspettarsi di giocare al 99% contro il Foto Dan.

Per quanto riguarda le classifiche di rendimento personali Perrone deve dire definitivamente addio alla possibilità di vincere il titolo di miglior portiere a favore del quotatissimo Caprioli. Per quanto riguarda il titolo di miglior giocatore Ruggeri è stato eletto miglior gialloblu della partita contro l’U.C. Diamoli ma è davvero molto lontano dalla vetta della classifica.

Non è ancora chiaro se l’Olympic nella prossima settimana giocherà un match di allenamento mentre il play off si dovrebbe giocare (usiamo ancora il condizionale) lunedì 3 aprile alle 20 e 30.

Chiudiamo con le news del sito che domenica 26 marzo vi regalerà la penultima puntata dell’amarcord gialloblu mentre venerdì 31 marzo vi farà conoscere il vincitore del premio per il miglio giocatore di marzo.

Olympic 1989 F.C. – U.C. Diamoli 4-8

LUNEDI’ 21 MARZO 2017, ORE 21

LONGARINA

GARA 1015

VII WINTER CUP CHAMPIONS LEAGUE, VIII GIORNATA

OLYMPIC 1989 FC – U.C. DIAMOLI

4-8 (3-3)

MARCATORI:          2 MONTALDI, 1 RENCRICCA A., 1 RUGGERI

AMMONITO:            ATTILI

Tre Olympic sono scese in campo ieri sera, tre Olympic hanno affrontato l’U.C. Diamoli mostrando tutto il meglio e il peggio del repertorio gialloblu. L’obiettivo dell’Olympic in questa ultima giornata della prima fase di Champions League era quello di non perdere per tenere a distanza l’U.C. Diamoli e mantenere una posizione di classifica tale da evitare un brutto accoppiamento nei play off di coppa.

Obiettivo fallito. L’Olympic ha perso ed ha ottenuto la sesta posizione in classifica meritandosi così il Foto Dan nei quarti di coppa. Sarà una sfida molto dura ma bisognerà capire quale Olympic scenderà in campo tra quelle viste ieri sera.

Inizialmente abbiamo visto una squadra ferma sulle gambe che si è fatta infilare dagli attaccanti avversari che si imbucavano in area sia al termine di azioni corali che su iniziativa personale, soprattutto del forte mancino e numero 10 Palermi, attuale terzo cannoniere del campionato. L’Olympic è andata sullo 0 a 2 e poi sull’1 a 3 dopo che Rencricca aveva accorciato le distanze su rigore.

Dopo questa fase di abbiocco tattico l’Olympic si è trasformata e per quindici minuti buoni è stata tutta un’altra storia. Il redivivo Montaldi ha pareggiato con una doppietta da bomber vero mentre a inizio ripresa l’asse Rencricca – Ruggeri produceva il gol del sorpasso. 4 a 3, tutto molto bello!

Purtroppo, questi quindici minuti di gloria gialloblu si sono chiusi in modo anche un po’ misterioso. Gli arancioni dell’U.C. Diamoli hanno dato vita da un asfissiante pressing alto che ha asfissiato e prosciugato le energie dei nostri che alla fine sono scoppiati concedendo tre gol in rapida successione che hanno deciso l’incontro.

Ora al 99,9% troveremo il Foto Dan nei quarti di finale, avversario durissimo che nei precedenti ci ha inflitto solo pesanti batoste salvo che nel più recente degli scontri in cui i nostri, pur perdendo, hanno venduto cara la pelle. Dalla partita di ieri possiamo trarre alcuni spunti positivi come il ritorno di Montaldi e il buon break a cavallo tra i due tempi in cui si sono visti buon gioco e buona intensità.

Male invece la tenuta atletica, crollata non appena gli avversari hanno alzato il ritmo. Mancavano tanti titolari tra squalificati e infortunati ma ora abbiamo dieci giorni per recuperare tutti.

La prima parte di stagione si deciderà con uno scontro titanico e sarà il momento di dimostrare fino a dove questa squadra può arrivare.

PAGELLE

PERRONE: 5.5 capitano

Serata cominciata in modo trionfale a causa del rinvenimento di cinque euro abbandonati proprio fuori gli spogliatoi. Poi in campo è sembrato un po’ legato e non è stata una sorpresa quando al risveglio si è ritrovato leggermente influenzato. Buoni un paio di interventi nel primo tempo poi nella ripresa è spesso impotente di fronte agli avversari

RENCRICCA A. : 5.5

Prestazione letteralmente divisa in due tronconi: da quando entra in campo, intorno al decimo minuto, fino al gol di Ruggeri è assolutamente decisivo per la rimonta gialloblu a cui contribuisce con il rigore dell’1 a 2 e con l’assist illuminante per la capocciata del bomber tedesco. Con l’Olympic in vantaggio e gli avversari al pressing invece perde lucidità e commette un paio di errori che il lungagnone centravanti arancione trasforma nelle reti che decidono la partita. Mai come ieri l’Olympic e il suo libero hanno visto i propri destini andare a braccetto.

CIUFFA A. : 5.5

Tera presenza consecutiva per il cursore dell’Infernetto che lentamente sta crescendo in continuità e condizione fisica. La forma ottimale è ancora lontana ma la strada è quella giusta ma siamo sicuri che quando il fiato lo assisterà per più minuti anche il suo gioco sarà costantemente illuminato. Portiamo ad esempio lo splendido assist che Montaldi trasforma nella rete del 2 a 2. Un vero gioiello a cui Alessandro da un contributo determinante.

ATTILI: 5.5 ammonito

Quarta presenza stagionale per il vulcanico difensore che ieri sera ha indossato la maglia numero 10 proponendosi come il Lothar Matthaus a fine carriera. Non sono arrivati tagli illuminanti nè chiusure pulite, anzi, Giordano non ha lesinato le sue proverbiali mazzolate meritando anche un cartellino giallo. Anche lui alla ricerca della migliore condizione fisica perchè si vede che spesso gli interventi pi sporchi coincidono con l’imminente necessità di un cambio.

MONTALDI: 6

Nove mesi, quasi dieci, per rivederlo in maglia gialloblu. Tanto tempo ma del resto il giocatore non fa mistero di non voler più giocare e ha accettato la convocazione solo per poter essere disponibile nei play off in caso di emergenza. Pur non forzando mai, pur giocando con il freno a mano tirato, sono arrivati due gol di cui uno molto bello. Rispettiamo la decisione del giocatore ma non nascondiamo la nostalgia.

RUGGERI: 5.5

Si riforma la coppia d’attacco con Montaldi, coppia che in realtà non ha mai fatto faville ma che in teoria sarebbe molto assortita. I due non si trovano mai a giocare in combinazione ma Alex brilla comunque di luce propria trovando un bel gol di testa. Purtroppo, come al solito, sono maggiori le occasioni fallite e il bilancio finale è in rosso.

Alle 21 c’è Olympic – U.C. Diamoli

L’espressione di Perrone alla notizia dell’infortunio di Arditi

Stasera l’Olympic chiude i suoi impegni nella prima fase della Champions League. Quella contro l’U.C. Diamoli sarà una partita ininfluente ai fini della qualificazione ai play off ma è decisamente importante per la posizione di classifica nel girone. Arrivare quarti o quinti è una cosa, arrivare invece sesti vuol dire trovare una squadra decisamente più forte nel turno successivo. E poi bisogna ricominciare a vincere per presentarsi al play off con piena convinzione dei propri mezzi e una certa dose di entusiasmo.

Purtroppo ieri sera è arrivata la ferale notizia dell’infortunio occorso ad Arditi. Il giocatore ha riportato uno stiramento e oggi si sottoporrà ad accertamenti. Si parla di una decina di giorni di riposo ma c’è il forte rischio che il forte jolly di Cesano non possa essere disponibile per i play off.

L’infortunio di Arditi

Al momento la società non ha convocato alcun sostituto.

Ecco la formazione dell’Olympic:

1. PERRONE Fabrizio

4. RENCRICCA Alessandro

6. CIUFFA Alessandro

21. ATTILI Giordano

19. MONTALDI Simone

11. RUGGERI Alexander

Ricordiamo invece che Formica e Tani sono squalificati.

Sorpresa di formazione

Alla vigilia di Olympic – U.C. Diamoli la società rende noto che Simone Montaldi si unirà alla lista dei convocati. Il giocatore da tempo ha dichiarato di aver appeso gli scarpini al chiodo e in questa stagione non ha mai indossato la maglia gialloblu se non nel recente stage della settimana scorsa.

Nonostante ciò Montaldi si è dichiarato disponibile a scendere in campo domani così da poter essere schierabile anche nei play off in caso di emergenza nelle partite decisive del torneo.

La società ricorrerà a lui solo in caso di assenti ingenti ma quello di Montaldi è pur sempre un vero e proprio acquisto in questa delicata fase della stagione.

Ecco la lista definitiva dei convocati per l’incontro di domani (calcio d’inizio ore 21): Perrone, Rencricca, Attili, Ciuffa A., Montaldi, Arditi, Ruggeri.

I pionieri del calcio gialloblu – 8. Francesco Di Carlo

 Siamo giunti all’ottava puntata sulla storia dell’Olympic: meteore casi particolari, fenomeni, eroi e idoli della folla tutto quanto fa brodo nell’enorme calderone che rappresenta i ventisette anni della storia gialloblu.

Oggi vi parliamo di un giocatore che non era forte non era veloce e non aveva fiato ma che per una notte fu il protagonista della scena oggi vi parliamo di Francesco di Carlo, il difensore che in una notte della primavera del 2000 fu re per una notte.

In quella prima primavera del nuovo millennio l’Olympic viveva una doppia vita: di domenica una squadra vestita di nero partecipava al Campionato della Pace mentre durante la settimana un’altra Olympic, con altri giocatori, decise di partecipare ad un altro torneo, la Golden Cup II. Perrone, Stefano Tagliaferri e Tarallo erano i punti fermi di entrambe le formazioni mentre una schiera ben nutrita di buoni giocatori andava a completare ora una compagine ora l’altra senza mai incontrarsi né probabilmente né sapere di appartenere alla stessa squadra.

Il 23 marzo 2000 l’Olympic infrasettimanale giocò la prima amichevole di preparazione al nuovo torneo. Quattro giorni prima l’Olympic aveva vinto in campionato ma rispetto a quella vittoria Fabio Tagliaferri, Formiconi e Fantini furono sostituiti dall’emergente bomber Frabetti e dall’esordiente Di Carlo, difensore consigliato da Tarallo e che fece una notevole impressione agli addetti ai lavori avendo la bellezza di 35 anni, ben quattordici in più di Perrone per esempio, il quale di anni ne aveva appena festeggiato ventuno. Quella sera l’Olympic vinse 7 a 4 contro il Centro e Di Carlo non fece una buona figura risultando molto lento e poco resistente ai ritmi della partita, nonostante la squadra avversaria non fosse irresistibile.

Seguono altre partite di campionato con la squadra “classica” e altre amichevoli con la squadra sperimentale fino all’esordio nel nuovo torneo datato 21 aprile 2000. Questa competizione aveva la regola che ogni squadra dovesse rinunciare al proprio nome e dovesse adottare quello di una squadra nazionale. Attenzione perché qui c’è una pietra miliare della storia di un’altra squadra che tutti conoscono. L’Olympic in base ai propri colori fu chiamata Svezia mentre Filiberto Tarallo fu investito dei gradi di capitano e anche di vero e proprio allenatore con pieni poteri decisionali, caso unico nella storia della nostra squadra.

L’ambiente è caldo: la squadra della domenica va molto bene mentre quella della settimana offre prestazioni in tono minore evidenziando la scarsa forma dei nuovi acquisti come Capoccitti, Frabetti e per l’appunto Di Carlo. Si arriva al sorteggio dei gironi, organizzato presso il locale La Rosa dei Venti, all’Infernetto. L’Olympic pesca l’Inghilterra all’esordio ma con il regolamento dei nomi delle nazionali non c’è modo di capire chi stai affrontando se non al fischio d’inizio. La partita, nonostante tutto, è un trionfo molto netto con il punteggio di 9 a 1. Di Carlo offre una prestazione sufficiente ma gli avversari non si rivelano un gran banco di prova e anche mister Tarallo, che lo fa giocare solo pochi minuti, esce tra gli applausi.

Il 28 aprile la situazione cambia drasticamente: l’Olympic/Svezia soccombe 3 a 1 con la Norvegia e sia Tarallo che Di Carlo ne escono malissimo, soprattutto il primo, colpevole, secondo la stampa, di essersi ostinato a schierare il difensore per gran parte della partita. La stampa descrive le loro prestazioni modo crudele analizzando a parte la prova di Tarallo come allenatore: 

DI CARLO: 5

Non viene messa in dubbio la sua tecnica ma il suo stato atletico: pur sapendo giocare bene la palla si trova costantemente in difficoltà perché puntualmente gli avversari lo superano in velocità. Comunque è peggiore la colpa dell’allenatore che lo schiera incautamente come ultimo uomo ad inizio partita. 

GIOCATORE ALLENATORE, TARALLO: 4.5

Probabilmente lo sbagliato approccio che l’Olympic applica alla gara si deve ad un suo errore di impostazione; sicuramente sbaglia la formazione iniziale e i suoi errori possono essere rappresentati da questi punti: 1) perché nonostante sia ancora influenzato Filiberto si schiera fra i titolari e gioca gran parte della partita pur senza risultati decenti? 2) perché inserire fra i titolari Di Carlo e lasciare in panchina Capoccitti permettendo così agli avversari di poter agire indisturbati in velocità? 3) perché ignorare l’ottima condizione di Calabrò pur constatando che nei pochi minuti in cui ha giocato ha sempre fatto vedere buone cose? Infine la stampa e soprattutto i tifosi chiedono a Tarallo di cessare gli esperimenti su una squadra che ha bisogno più che altro di stabilità: è giunta l’ora di fare delle scelte altrimenti gli errori fatti contro l’Inghilterra e la Norvegia si riveleranno via via più pesanti ed irrimediabili man mano che il torneo prosegue.

Il 3 maggio l’Olympic gioca una partita di allenamento contro una formazione di sparring partner messa su per l’occasione e rischia la figuraccia vincendo di un solo gol. Di Carlo, nonostante si sforzi di far girare la palla e dare un senso all’azione gialloblu, si becca un altro 5 in pagella e le cose non migliorano nemmeno nel successivo impegno del torneo. E’ l’8 maggio e l’Olympic affronta la Croazia, annunciata come temibile. Nei primi minuti gli avversari si fanno beffe di Tarallo e Di Carlo ma alla lunga la maggiore qualità dei nostri prevale e l’Olympic vince 9 a 4 con Di Carlo che fa una discreta figura intercettando qualche cross pericoloso. 

Nella quarta giornata l’Olympic perde ancora, stavolta con il fortissimo Brasile, capolista del girone. Mister Tarallo per questo impegno ha a disposizione solo sei elementi quindi Di Carlo è costretto a giocare per un minutaggio superiore. Tarallo, per motivare il difensore, gli assegna la fascia di capitano ma Di Carlo è in balia delle onde e arriva l’ennesimo 5 in pagella, voto a cui il novello capitano gialloblu (in realtà la squadra indossava maglie dell’Adidas gialle e nere) sembra abbonato.

Il 19 maggio l’Olympic si gioca la qualificazione contro la Colombia in una gara da dentro o fuori ma in campo il match si rivela una passeggiata. Arriva una vittoria netta quanto disordinata con il punteggio di 11 a 5 e Di Carlo gioca una manciata di minuti senza strafare né demeritare. Negli ottavi di finale affrontiamo la forte Argentina. A questo punto del torneo l’Olympic è diventata una vera e propria squadra riuscendo a diventare quel bel gruppo unito che già era la squadra che giocava la domenica, quella dei vari Fantini, Formiconi e Formica. E’ il 25 maggio 2000 e l’Olympic batte l’Argentina 5 a 2. Unica nota stonata è, indovinate un po’, la prestazione di Di Carlo:

DI CARLO: 5 cap.

Purtroppo è la nota stonata del grande concerto messo in scena dall’Olympic: quando entra in campo l’intera squadra ne risente e non è affatto un caso che i gialloblù prendano due gol quando in difesa c’è Francesco.

A questo punto si chiede a gran voce a Tarallo di non schierare più Di Carlo il cui utilizzo sembra essere diventato un capriccio per il mister campano. Nei quarti di finale con la quotata Scozia Di Carlo parte della panchina. La gara è tiratissima e ci sono continui cambi di fronte e di punteggio. Ad un certo punto si è sul 3 a 3 e sotto una bordata di fischi Tarallo decide di far entrare Di Carlo. Il resto è storia: c’è una mischia in area, un tiro di Frabetti deviato che rimane nei pressi della porta, arriva Di Carlo che la butta dentro.

C’è un secondo di silenzio poi il Kristall esplode e grazie alla spinta di questa rete l’Olympic vince 7 a 3 portando in trionfo Di Carlo che finalmente merita un bel voto in pagella:

DI CARLO: 6.5

Il “grande vecchio” della squadra fino ad ora aveva sempre deluso e in molti si erano lamentati non tanto per il suo tasso tecnico (peraltro non disprezzabile) ma più che altro per la sua forma atletica e fisica che in più circostanze lo poneva in difficoltà in un settore delicato come la difesa. Ieri invece Francesco si è preso la sua rivincita su coloro i quali l’avevano criticato: è stato schierato in attacco con una mossa sorpresa di Tarallo e poco dopo il suo ingresso in campo ha segnato il fondamentale gol del 4 a 3, in pratica la rete che ha definitivamente abbattuto le speranze della Scozia. Il recupero psicologico di questo giocatore dalla straordinaria esperienza dimostra una volta di più come dopo un inizio difficile si sia formato un bel gruppo all’interno di questa squadra. 

E’ questa la grande serata da eroe del protagonista della nostra serata, una manciata di secondi per salire dalle stalle alle stelle e vivere una notte da gregario di lusso come Oriali quando vinse la Coppa del Mondo. Il resto della sua storia nell’Olympic rientra nella media di quello che era stato fin lì. Il 6 giugno l’Olympic gioca la semifinale contro l’Italia, squadra formata da giocatori che giocano a calcio a 5 in una squadra semi professionistica. L’Olympic gioca con coraggio ma perde 5 a 3 contro la squadra che poi vincerà il torneo. Di Carlo gioca pochi minuti meritando un altro 5 in pagella ma stavolta perde le staffe con l’allenatore e non accetterà la convocazione per la finale per il terzo posto che i gialloblu avrebbero poi giocato e vinto contro la Danimarca.

Di Di Carlo non si è più saputo nulla tranne che fu un pioniere di quella che poi diventò la famosa Svezia che alzò tantissime coppe e trofei negli anni passati. Non fu incluso nella lista dei giocatori che formarono la prima vera Svezia mentre nella stagione successiva, quando Tarallo guidò la Svezia nella finale del Campionato della Pace contro l’Olympic, Di Carlo non era disponibile per quella finalissima che vide il trionfo di Perrone e compagni. 

Altri tempi quelli, diversi da oggi perché forse l’Olympic che giocava durante la settimana era una formazione troppo mercenaria e senza anima rispetto a quella della domenica ma se pensiamo che quell’esperienza servì come embrione della futura Svezia allora ne capiamo l’importanza. Negli anni successivi, semplicemente, Tarallo non trovò la voglia e l’ispirazione per cambiare un nome che, al di là della similitudine per i colori dell’Olympic con quelli della bandiera svedese, non significava nulla.

Su Di Carlo non abbiamo nulla da dire se non che è stato un giocatore che, all’interno di una esperienza negativa nella nostra squadra, visse una notte fantastica venendo bagnato per una notte da quella gloria che l’Olympic sa dare e che rimane per sempre, anche oggi, dopo quasi diciassette anni.

Vogliamo ricordarlo così, come i giovani Perrone e Tagliaferri vedevano Di Carlo dal basso dei loro ventuno anni…

 

NOME FRANCESCO DI CARLO
RUOLO DIFENSORE
DATA D’ESORDIO 23-03-00
DATA ULTIMA PARTITA 06-06-00
PRESENZE TOTALI 10
1999/ 2000 10
PALMARES
TROFEI DI SQUADRA 3° POSTO GOLDEN CUP II
TROFEI OTTENUTI IN GARE AMICHEVOLI
TROFEI PERSONALI
OLYMPIC AWARDS
PIGNA D’ORO
PIGNA VERDE
SCARPA D’ORO
VASSOIO D’ARGENTO
ALTRO

Le convocazioni

Sono sei i giocatori convocati per formare la squadra che martedì 21 marzo (calcio d’inizio alle 21) affronterà l’U.C. Diamoli nell’ottava e ultima giornata del girone di Champions League.

I convocati sono Perrone, Rencricca, Ciuffa, Attili, Arditi e Ruggeri. Tani e Formica come sapete sono squalificati mentre ieri pomeriggio è stata resa nota l’disponibilità di Bisogno.

Non perdete domani l’articolo sulla storia gialloblù che in questa ottava puntata parlerà di Francesco Di Carlo, il difensore che nel 2000 fu re per una notte.

Avversari carneadi

Cercando su internet la parola “UC Diamoli” esce di tutto: apologia al fascismo, immagini del film 300 e anche stemmi di squadre amatoriali ma nessuno appartenente alla squadra che affronteremo martedì sera. Come disse anche Don Abbondio: “Carneade, chi era costui?”

Anche per noi, come per famoso prelato, il mistero rimane tale e quindi non sappiamo dirvi nulla della formazione contro cui giocheremo nell’ultima giornata del primo turno di Champions League se non quello che si evince dai risultati e dalla classifica.

Squadra media, ha vissuto alti e bassi, regolare nella sui cammino.

Domani saranno rese note le convocazioni mentre domenica ci sarà l’ottava puntata della storia gialloblù che sta riscuotendo molto successo.

Squadra di calcio a 5 fondata il 31 agosto 1989