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Amarcord: il diluvio del 19 ottobre 2006

La rubrica dei ricordi di oggi ci riporta ad una gara giocata esattamente in questo preciso giorno ma di tredici anni fa. L’Olympic quel giorno affrontava lo Juve-in-B-Godo (pensate che tempi!) nella prima giornata della Spazio Design Cup 2006/2007.

I gialloblù schieravano Belli in porta, Rencricca in difesa, Perrone e Bisogno a centrocampo e Fantini e Fabio Tagliaferri in attacco. Al fischio d’inizio non c’è Rencricca, bloccato nel traffico impazzito a causa del diluvio che sta investendo la capitale da alcune ore. Il campo del Kristall è una risaia ma le due formazioni accettano di giocare.

La prima fase è tutta di studio con l’Olympic eh utilizza il suo classico schema a quadrato e non soffre per l’assenza del suo libero. A metà frazione Rencricca arriva al campo e quando entra sblocca subito il risultato con un potente e insidioso tiro dalla trequarti. Belli protegge il risultato con una bella parata e poco dopo Fabio Tagliaferri, la cui tecnica non soffre le pozzanghere del campo, inventa una prodezza balistica che vale il 2 a 0. Belli chiude ancora la porta a doppia mandata e l’Olympic chiude il primo tempo sul 2 a 0.

Nel secondo tempo Perrone pressa alto il play maker avversario, gli ruba palla e segna il 3 a 0 mentre lo JuveinB riesce a battere Belli per il momentaneo 3 a 1. I gialloblù però non si abbattono e segnano ancora con Perrone, su assist di Bisogno, la quarta rete sotto una pioggia che non accenna a smettere. Il finale è tranquillo: Perrone colpisce una clamorosa traversa mentre gli avversari segnano la rete del 4 a 2, punteggio con il quale termina la contesa.

Dopo il fischio finale un black out spegne tutte le luci del Kristall, comprese quelle degli spogliatoi e gli avversari protestano chiedendo l’annullamento del risultato e la ripetizione della partita.

L’organizzazione respinge categoricamente questa richiesta e tutta l’Olympic, giocatori, consorti e tifosi, può gedersi la vittoria al pub con birra e amatriciane.

Altri tempi 😢

Bei ricordi di quattro anni fa

Angolo dei ricordi, 5 ottobre 2015. L’Olympic sta disputando l’ultima Supercoppa Lido di Roma prima dello scioglimento della società di organizzazioni torneo che aveva sede alla Longarina e prima dell’avvento dell’organizzazione Kamari Team.

E’ la quarta giornata del girone e i gialloblù affrontano il Mo’viola. A venti minuti dalla fine il gelo in casa Olympic, mancano le maglie. Nel portabagagli dell’auto di Perrone vengono trovate le vecchie maglie bianche a cui vengono abbinati degli improbabili pantaloncini rossi: si gioca! L’Olympic si schiera con Perrone, Rencricca, Formiconi, Attili, Bisogno, Formica e Ruggeri. La formazione titolare, anche se non tutti sono al meglio della condizione.

Il Mo’viola viene definito “brutto, sporco e cattivo” e i nostri vanno subito sotto. Il Mo’viola ancora non sa che sarà una grande serata dell’Olmypic e soprattutto di Ruggeri che dispenserà gol e assist a pioggia. Sarà la serata dei falli da rigore dubbi commessi da Attili e Formiconi ma sarà anche la serata di un’Olympic praticamente perfetta sotto il profilo della grinta e della determinazione.

Finisce 6 a 5 per i nostri che vanno a segno tre volte con Ruggeri, due con Bisogno e una con Formica. Dopo questa grandissima vittoria l’Olympic arriverà terza nel proprio girone ma solo per colpa di una beffarda classifica avulsa.

Per l’Olympic sarà un’ottima stagione che culminerà nella semifinale di Summer Cup a Ostia Antica ma si era capito da questo bellissimo derby vinto che sarebbe stata un’annata ottima.

29 settembre, un ricordo di dieci anni fa

Chiudiamo questa due giorni di amarcord con un ricordo datato 29 settembre 2009. Era l’inizio della stagione 2009/2010 e l’ambinete gialloblù era scosso dalle pesantissime cessioni di Gianluca Sacchi e Emiliano Ripanucci. Il primo approdava ad una compagine che serie C che gli permetteva di allenarsi con regolarità (con l’intenzione di evitare qualche infortunio) mentre il secondo lasciava il calcio per dedicarsi alle arti marziali.

L’amichevole contro il Mo’viola del 29 settembre 2009 lanciava la nuova Olympic verso l’esordio in campionato. L’acquisto di Catalin Buca saziava i palati dei tifosi più esigenti ma centrocampo e in difesa la rosa latitava in qualità e quantità. La più bella notizia era quella di Alessandro Guarino che annunciava di voler essere reintegrato in squadra e ciò avvenne subito non senza qualche polemica legata alla scelta del numero di maglia.

I più maliziosi lanciarono subito una proposta di fargli riprendere la numero 7, ora sulle spalle di Gianluca Bisogno, ma il trottolino di Pescara rientrò in punta di piedi indossando di volta in volta la prima casacca libera.

La squadra di quel giorno vedeva in campo Perrone, Guarino, Tani, Bisogno, Buca e Sforza. Nel primo tempo il Mo’viola conduce addirittura per 7 a 0 ma nella ripresa i gialloblù recuperano fino al 7 a 12 finale con reti di Buca (3), Sforza (2), Bisogno e Tani. Sarà una stagione piena di difficoltà ma alla fine la nostra squadra raggiungerà la finale del torneo invernale.

Quindi, anche per questa stagione, non demordete perchè anche una stagione cominciata male potrebbe riservare delle grandi sorprese.

Ricordi del 28 settembre

Il centravanti Dario Calabrò

La macchina del tempo gialloblù oggi ci riporta indietro ad un 28 settembre di ventuno anni fa. Era un lunedì di fine estate del 1998 quando l’Olympic affrontava una selezione di amici di Dario Calabrò sul manto verde del Kristall. Il nome Dario Calabrò ormai dirà poco ai nostri lettori ma sul finire degli anni 90 invece era il volto della nostra squadra. Mentre gli altri giocatori trascorrevano le loro serate in rosticceria a pizza margherita e supplì (annaffiate da abbondanti calici di coca cola doc) Dario raffigurava già il prototipo del calciatore moderno: look da modello della Milano da bere, camicia sempre impeccabile, pantaloni e scarpe all’ultima moda, serate nei prive delle migliori discoteche e champagnino sempre in mano. Insomma, un clone del miglior Christian Vieri, suo contemporaneo.

In campo Dario era croce e delizia per i tifosi dell’Olympic: era quel giocatore che trasformava in gol ogni pallaccia sporca che gli capitava tra i piedi ma era anche completamente incapace di costruire un’azione da solo o di dare un amano ai compagni in fa se difensiva. era quel giocatore che osannavi nelle vittorie e cercavi per picchiarlo dopo le sconfitte. Comunque, era un idolo per le ragazze a cui poco importava di qualche gol o passaggio sbagliato se poi lui ti portava in disco a ballare.

Il 28 settembre 1998, dicevamo, l’Olympic affrontò una selezione di suoi amici schierando Perrone, Fabio e Stefano Tagliaferri, Ventrella e lo stesso Calabrò. Con Santolamazza e Pizzoni assenti la difesa è lasciata al solo Stefano Tagliaferri e ci si riversa in attacco con Fabio Tagliaferri rifinitore e Ventrella e Calabrò a capitalizzare ogni assist. Finisce 12 a 8 per l’Olympic.

Quando ballammo con il Piper Club

Le immagini si riferiscono alla gara immediatamente successiva a quella raccontata nell’articolo

L’amarcord di oggi riguarda una partita giocata esattamente nove anni fa, il 15 dicembre 2009. L’Olympic partecipava al suo secondo Torneo di Apertura alla Madonnetta e versava in cattivissime acqua rasentando la soglia della zona retrocessione.

La settimana prima però era arrivata una larga vittoria contro le Solite Pippe a rasserenare un po’ l’ambiente quindi i gialloblù si avvicinavano al match del 15 dicembre contro il Piper Club con un certo ottimismo.

In campo scendono Perrone, Rencricca, Guarino, Bisogno, Tani e Sforza e le cronache dell’epoca riportano che la squadra ancora non si era ripresa dalle cessioni estive e dalla recente rescissione con il neo acquisto Florin Dutta che avrebbe fatto comodo contro il Piper.

L’inizio è di quelli tutto concentrazione e attenzione ma dopo due occasioni fallite da Rencricca Sforza porta in vantaggio l’Olympic su assist di Tani. Gli avversari premono e a inizio ripresa pareggiano. I gialloblù fortunatamente non si sfaldano e trovano il gol del 2 a 1 grazie all’airone Sforza, stavolta su assist di Bisogno.

Tani e Bisogno sotto l’acquazzone

La nostra squadra a questo punto dilaga e Rencricca comincia a bombardare la porta avversaria trovando nel finale due gol bellissimi e davvero meritati. Il migliore in campo, nonostante le doppiette di Sforza e Rencricca, risulta essere Guarino che gioca per cinquanta minuti senza commettere errori mordendo alle caviglie degli avversari. Solo nel finale il centrocampista pescarese, distrutto dalla stanchezza, permette al Piper di segnare l’inutile gol del 4 a 2.

L’Olympic vince e nonostante qualche altra sconfitta salirà costantemente in classifica fino a meritare la qualificazione in extremis ai play off. Da lì batterà grandi squadre come il Werder Bremen e il Valeria2 presentandosi alla finalissima contro la Svezia.

L’Olympic non vinse quella finale ma rimase nei cuori dei tifosi come la formazione che sfiorò la retrocessione e il titolo nel giro di una ventina di partite.

Un ricordo poco piacevole di dodici anni fa

Volti che necessitano di poche presentazioni, da sinistra: Belli, Tagliaferri F., Bisogno, Perrone e Santolamazza

Non sempre l’almanacco di propone ricordi piacevoli e legati a vittorie, anzi, molte volte siamo costretti a ripercorrere sconfitte anche molto pesanti. E’ il caso del ricordo di oggi che ci riporta alla memoria una partita giocata il 24 novembre 2006.

L’Olympic gioca in Coppa Italia contro il forte Mappets in un momento in cui i risultati non arrivano e i tifosi sono in aperta contestazione con la squadra. Lo stadio è vuoto, il clima gelido e l’atmosfera viene resa ancora più negativa dal forfait di Rencricca che sulla strada da casa al campo viene colto da un malore che lo induce a rinunciare alla partita e tornare a casa.

I gialloblù quindi si trovano a giocare senza possibilità di sostituzioni e cerca di schierarsi nel modo più compatto possibile contro avversari tecnici e arrembanti. I Mappets purtroppo si rivelano troppo forti e vincono l’incontro con il punteggio di 1 0 a 3 nonostante una prestazione sopra le righe di un ispirato Fabio Tagliaferri che realizza una doppietta e suggerisce l’assist per il gol di Perrone.

Al ritorno un’Olympic determinata e coraggiosa pareggerà 2 a 2 con i Mappets rendendo meno umiliante l’eliminazione.

 

 

 

 

 

 

 

Nonostante questa partita non rappresenta un ricordo felice ha tutti i connotati nostalgici che ci fanno rimpiangere quel bel periodo durante il quale la nostra squadra giocava al Kristall.

Per farvi capire il contesto altamente nostalgico di quel periodo vi facciamo notare alcuni particolari presenti nell’ultima foto di oggi che pubblichiamo proprio qui sotto.

Nella foto possiamo vedere un Alessandro Santolamazza che già di per se rappresenta un elemento nostalgico. Il secondo elemento è rappresentato dalla maglia Fluo 2006, una delle più belle della storia dell’Olympic. Sotto di essa si può notare in trasparenza la maglia che lo stesso Santolamazza fece fare per tutta la squadra per augurare un pronto ritorno al capitano che la stagione prima si era rotto la tibia rimanendo ai box per tre mesi. Potremmo andare avanti per ore con questi dettagli da museo ma non possiamo proprio omettere il cellulare Motorola con cui il numero 6 gialloblù sta parlando con un sofferente Rencricca oppure i capelli ricci di Bisogno o quelli fluenti di Belli e Perrone. Insomma ce ne sarebbe da riempire il Louvre, anzi, per rimanere in tema nostalgico citiamo il grande Indiana Jones che soleva dire…

“DOVREBBE STARE IN UN MUSEO!”

17 novembre 2008: la vittoria di “Sua Santità”

L’Olympic scesa in campo contro il Borgorosso, da sinistra a destra: Tani, Santolamazza, bisogno, Perrone, Sforza, Rencricca.

 

 

 

 

 

 

Nella rubrica dei ricordi di oggi abbiamo tirato fuori dagli archivi gialloblu una partita giocatasi il 17 novembre 2008, esattamente dieci anni fa, quando i gialloblu affrontarono il Borgorosso nella prima giornata della seconda fase della Premier Soccer Cup.

L’Olympic era arrivata seconda nel turino preliminare di questo neonato torneo in una delle primissime partite giocate alla Madonnetta. Il Borgorosso aveva vinto il proprio girone preliminare ma doveva fare i conti con l’assenza di due titolari tra cui il proprio bomber mentre l’Olympic lamentava l’assenza di Sacchi.

In più, Rencricca è bloccato nel traffico e Santolamazza comincia il match da centrale. Il Borgorosso passa in vantaggio ma quando Rencricca finalmente entra in campo i gialloblu trovano il giusto assetto e pareggiano con Tani.

Poco dopo l’Olympic segna due gol grazie ad un Rencricca magistrale ma ad inizio ripresa subisce la pressione avversaria. Il Borgorosso arriva vicino al gol ma Perrone è fenomenale deviando un tiro sulla traversa e bloccando a terra la ribattuta. Sul rilancio Sforza realizza il 4 a 2 e lo stadio esplode. Nel finale il Borgorosso si getta a capofitto nella nostra area ma è ancora Sforza a segnare su contropiede.

L’Olympic vince 5 a 2 e tutta la squadra si gode una vittoria frutto del gioco di squadra e del grande cuore. I riflettori sono tutti per Santolamazza che nella serata delle sue 200 presenze sfiora anche il gol.

Di questa squadra ricordiamo sempre i valori morali e il cuore perchè con mezzi tecnici inferiori alle altre squadre raggiunse una finale rimasta storica. Di quella rosa oggi sono ancora in squadra Perrone, Rencricca, Tani e Bisogno. Applausi per loro!

Cinque anni fa, il colpaccio

Belli e Rencricca dopo la vittoria sul WebGeometri del novembre 2013

Nella rubrica dell’amarcord di oggi vi proponiamo una partita giocata l’11 novembre 2013 nell’anno in cui l’Olympic disputò due tornei simultanei dividendosi tra il Lido di Roma e il Marakaibo.

In quel lunedì sera di cinque anni fa l’Olympic giocava la seconda giornata del Marakaibo, competizione in cui giocava una formazione soprannominata “Olympic 2.0” ma che in realtà rimaneva davvero competitiva.

L’avversario di quell’incontro era il temibile e blasonato WebGeometri.it contro il quale l’Olympic schierava Belli in porta, Rencricca, Romagnoli e Li Causi in difesa, Collu e Montaldi a centrocampo e Fantini in attacco.

La partita è subito molto viva e Belli deve fare gli straordinari. A tre quarti di primo tempo Li Causi pesca in area Fantini che non sbaglia: 1-0! Prima dell’intervallo c’è ancora tempo per esultare: Collu per Montaldi solo in area ma che invece di tirare a botta sicura serve Li Causi che non perdona. 2-0.

Nella ripresa i gialloblu operano un contropiede mazzoniano e con Fantini completano un poker sontuoso che sorprende gli addetti ai lavori e i bookmakers.  Il migliore in campo è decisamente Belli ma le prestazioni di tutti i suoi compagni non sono da meno per una serata indimenticabile.

Sei anni fa eravamo nella stessa situazione

Corsi e ricorsi storici: sei anni fa l’Olympic ritornava a giocare nel Torneo di Apertura Lido di Roma dopo una stagione lontano dalla Longarina (a causa dell’avventura a Spinaceto) e si presentava all’esordio contro l’Autoricambi Bernocchi con la migliore formazione possibile.

Era il 29 ottobre 2012. Il Bernocchi è campione in carica in Europa League e pochi giorni fa ha perso la finale di Supercoppa con l’ultima Svezia piglia-tutto. Gli avversari passano in vantaggio ma incassato lo 0-1 Perrone e compagni mettono gli uomini di Cascone alle strette grazie al duo Fantini Caserta. Il centravanti pareggia ma il Bernocchi passa di nuovo in vantaggio e dopo tante palle gol fallite l’Olympic va all’intervallo sull’1-2.

Nella ripresa la gara cambia: Caserta pareggia, l’Olympic passa in vantaggio e con il Bernocchi è un susseguirsi di emozioni che porta il punteggio sul 4 a 4. Alla fine l’Olympic mette in campo gli occhi della tigre e vince il match 6 a 4 resistendo nel finale al forcing avversario.

Tutti i giocatori dell’Olympic sono stati a loro modo protagonisti: Perrone nel finale para un tiro libero e compie tanti miracoli, Formiconi segna e fa segnare, Fantini, Caserta e Formica segnano e Montaldi mette le basi per una futura carriere a in gialloblù.

Sei anni dopo viviamo una situazione del tutto simile dopo la vittoria contro il Foto Dan. Allora l’Olympic non riuscì a dare continuità a quella splendida vittoria ma oggi è proprio questo l’obiettivo della nostra squadra.

Ora, non ci deludere Olympic!

Un piccolo ricordo prima dell’esordio

Alessandro Santolamazza, all’apice della sua forma

Oggi vogliamo stemperare la tensione accumulata in vista dell’esordio in campionato di domani con un ricordo riguardante un’amichevole pre-campionato di undici anni fa.

Era l’8 ottobre 2007 quando l’Olympic affrontò il Mo’viola nella prima giornata della Mini League IV. I gialloblù schierano Belli, Santolamazza, Sacchi, Rencricca, Baldi e Bisogno ma nonostante l’abbondanza di grandi interpreti la difesa balla e i viola passano per quattro volte in vantaggio.

Ma quella era l’Olympic del Kristall, famosa per il suo cuore e le sue rimonte, e infatti fu proprio grazie ad un grande carattere che i gialloblu pareggiarono ogni gol subito fino al 4 a 4 finale.

I gol portarono la pregevole firma di Rencricca ma soprattutto di Baldi che realizzò una favolosa tripletta. Un exploit che fa piacere ricordare oggi che il giocatore è tornato nella rosa della squadra nonostante l’iniziale esclusione per la prima giornata di campionato.

Davide Baldi in una foto di repertorio dell’ottobre 2007

Archiviata questa pillola d’amarcord non resta che ricordare che domani l’Olympic giocherà la sua prima partita di campionato esordendo alle 22 e 30 nel girone C della IX Winter cup contro il Virtus Panfili.

Buon campionato a tutti!