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Profilo personale della società di calcio a 5 amatoriale Olympic 1989 Football Club gestito dal presedente Fabrizio Perrone

Summer Cup: si muove qualcosa?

Buongiorno amici gialloblù e buon lunedì. Ferragosto è appena passato e con essa la parte più strettamente vacanziera dell’estate. Venerdì sera la società ha contattato l’organizzazione Capo Five per iniziare a porre le basi della Summer Cup, il mini torneo che dal 2025 apre la stagione ufficiale e di cui l’Olympic è bi-detentrice.

Cominciare subito la stagione con delle gare ufficiali sarebbe tostissimo anche perché è da due più di due mesi che la squadra è ferma ma le vittorie nelle ultime due estati dimostrano che tornare immediatamente a giocare per un traguardo preciso garantisce immediatamente stimoli sopiti dalla lunga inattività.

Al momento non ci sono grandi novità ma la macchina organizzativa si è ufficialmente mossa. Da giovedì 20 agosto il sito sarà aggiornato nella sua versione stagione 2026/2027.

Ricordi della Prima Partita

Buongiorno amici gialloblù. Qualche giorno fa sono stato a giocare sul campo dell’Ostia Mare per una sgambata a calciotto con alcuni ex giocatori dell’Olympic e i ricordi sono inevitabilmente tornati a quella prima partita dell’Olympic che si disputò 31 anni fa in questo luogo.

Tutto era molto diverso da come lo ricordavo perché nel 1995 l’Ostia Mare era un campo come tanti altri mentre oggi, dopo l’acquisto da parte di Daniele De Rossi, è diventata una vera e propria eccellenza del territorio ed entrando nel centro sportivo questo cambiamento si avverte subito.

Oggi, subito dopo aver parcheggiato, vieni immediatamente accolto da una sensazione di realtà in grande crescita mentre 31 anni fa la nostra squadra, uscendo dalla stazione di Stella Polare, si trovò di fronte un’entrata sgangherata come tante altre, subito dietro l’isola ecologica di Ostia.

Era il 9 aprile del 1995 e i sei giocatori convocati per questa prima partita emersero dal sottopasso della stazione della Roma Lido con i loro borsoni al seguito. Il nome della squadra era ancora quello del condominio all’interno del quale tutto era nato: Pinetina, con l’aggiunta di un classico F.C.

Varcano i cancelli del centro sportivo Alessandro Santolamazza, Fabio Tagliaferri (con la maglia blu dell’Arsenal), Fabrizio Perrone (con la divisa multi colore del KV Mechelen), Stefano Tagliaferri e Antonio Faccilongo. Quest’ultimo già sapeva di dover abbandonare il campo prima della fine dell’incontro per impegni personali quindi fu aggregato alla squadra il giovanissimo Emanuele Carnevale che per l’occasione indossò la maglia del Brasile anni ’70 ottenuta tramite concorso delle merendine.

Ecco la striminzita cronaca dell’epoca:

9 APRILE 1995

AMICHEVOLE UFFICIALE – GARA 1

O.S.P. – PINETINA F.C. 12-16

Nella prima partita ufficiale della squadra unificata della Pinetina i ragazzi di Fabio Tagliaferri conquistano una bella vittoria in una trasferta insidiosa. Iniziale equilibrio fra le due formazioni, poi l’episodio che ha deciso la gara: fallo di mano in area dei padroni di casa con conseguente calcio di rigore. Carnevale realizza e apre la strada al successo ospite. Ottima prestazione del collettivo e dei singoli.

PAGELLE

SANTOLAMAZZA: 7 

La Pinetina ha confermato di aver trovato un vero playmaker capace di imbastire le azioni di attacco e, a volte, anche di segnare goal pensati e studiati con freddezza. Purtroppo qualche volta si lascia andare e a causa di evitabili cali di concentrazione crea succulente occasioni per gli avversari. Gli manca solo il giusto partner in attacco così preferisce ricoprire il ruolo di difensore.

TAGLIAFERRI F. : 7 cap.

Dimostra di avere grandi colpi nel suo vasto repertorio fra cui è impossibile non citare un gran tiro da centrocampo con cui ha colpito la traversa. Anche lui, come il resto della squadra, ha interpretato la partita come un allenamento e ha fatto eccessivi passaggi in area senza provare a segnare facili reti. Anche senza numero 10 è sempre il nostro fantasista.

CARNEVALE: 6.5

Finalmente è arrivato il tanto atteso esordio del nostro numero 10 pensante che prendendo il numero di Fabio Tagliaferri e il ruolo di Faccilongo ha coronato un’ottima prestazione con una rete su calcio di rigore. Comunque l’emozione gli ha giocato brutti scherzi e ha fatto qualche liscio di troppo in difesa, a volte però confondendo anche gli avversari. Si è confermato al top della forma grazie a precisi lanci lunghi e potrebbe tornare in prima squadra molto presto.

TAGLIAFERRI S. : 7

Forse è stato l’unico che non ha subito lo sbandamento iniziale della squadra, infatti ha costantemente creato gioco partendo della difesa. Oggi ha preferito rimanere in posizione più arretrata del solito e ha fermato in più occasioni i contropiedi avversari. Da segnalare la rete del pareggio in avvio di gara che sollevato la Pinetina dalla mediocrità con cui aveva iniziato a giocare la partita.

FACCILONGO: 6

Una prestazione non chiara a causa del poco tempo giocato, comunque sicuramente sufficiente. Nel primo tempo ha eccelso in difesa fermando le iniziative dei padroni di casa mentre a centrocampo ha alimentato l’offensiva della Pinetina. Nel secondo tempo lascia il posto al giovane esordiente Carnevale.

PERRONE: 7

Era sicuramente il più motivato della squadra a causa della sfida con il capitano dell’O.S.P.. Naturalmente oltre al cuore ci ha messo anche il gioco. Nella prima frazione era un po’ spaesato in attacco ma nella ripresa ha trovato ampi spazi e ha duettato con Fabio Tagliaferri fornendogli preziosi assist. E’ stato preso di mira dai falli avversari anche se è stato accusato più volte di simulazione.

Ed è quindi così che la neonata Olympic vinse la sua prima partita e tutto questo ci è tornato alla memoria giovedì scorso dopo questa partita di calciotto estiva giocata su quello stesso campo a distanza di 31 anni. Uscendo dal campo e tornando verso il parcheggio sono rimasto un po’ disorientato da quello che mi circondava: i tanti campi del centro sportivo erano tutti occupati e le azioni dei quindicenni di oggi venivano accompagnate dalla musica trap sparata a tutto volume dalle casse bluetooth sistemate sulle panchine. Nulla di male, sia chiaro, ma per quanto mi riguarda rovinava un po’ la sacralità dello sport. E poi tantissimi ragazzi erano sudamericani ma c’erano anche filippini, romeni e tanti altri giovani che oggi chiamiamo italiani di seconda generazione. Insomma, da quel giorno di 31 anni fa sembrava di essere sbarcati su un altro pianeta ma decisamente sarebbe stato strano se le cose fossero rimaste invariate dopo più di tre decenni.

Per oggi è tutto. Ci avviciniamo velocemente a ferragosto e dopo questa festività di solito il ritorno in campo dell’Olympic è vicinissimo. Buon proseguimento di estate a tutti!

L’importanza di questo 6 agosto 2026

Buongiorno amici gialloblù. Ieri potrebbe essere stata una data importante all’interno della stagione 2026/2027. Ieri pomeriggio infatti Rosario Palazzo ha portato all’attenzione della società la possibilità di tesserare due giocatori in vista del possibile trasferimento dell’Olympic dal torneo Capo Five al torneo Drunken Whale di Fiumicino.

I due giocatori, Mauro Bornino e Patrizio Bonaventura, sembrano prospetti da Olympic infatti Palazzo ne ha garantito lo spirito e la qualità. Entrambi sono reduci da infortuni e da periodi di inattività quindi avranno una gran voglia di riscattarsi da mettere al servizio della nostra squadra.

Successivamente la società ha poi chiesto ai giocatori locali se il trasferimento a Fiumicino potesse essere fattibile in termini logistici e anche questa fase si è conclusa con successo. In serata una sgambata a calciotto che ha coinvolto alcuni giocatori della rosa ha poi concluso l’intensa giornata.

Allo stato attuale delle cose l’Olympic dovrebbe quindi partecipare al mini torneo estivo dell’organizzazione Capo Five, successivamente organizzerà il minitorneo del Trentasettennale per poi provare la nuova avventura nel torneo invernale a Fiumicino.

Una nuova rubrica per la stagione 2026/2027

Buongiorno amici gialloblù. Dall’inizio della prossima stagione una nuova rubrica arricchirà il sito ufficiale dell’Olympic. Tutti i sabato infatti verranno pubblicate le statistiche di ogni giocatore con il confronto rispetto alla stagione precedente.

In questo modo i giocatori potranno tenere d’occhio il proprio rendimento e confrontarlo con quella della passata stagione e capire se stanno facendo meglio o peggio rispetto alla precendente stagione in termini di presenze, gol e assist.

In queste ultime tre settimane prima dell’esordio ufficiale nella stagione 2026/2027 cercheremo di capire se sia meglio pubblicare i numeri esatti (e togliere quindi la sorpresa rispetto al vincitore di Scarpa d’Oro e Vassoio d’Argento) oppure esprimere le statistiche in percentuali ma è già certo che ogni settimana (precisamente il sabato) pubblicheremo questi dati.

Oltre ai traguardi personali dei calciatori pubblicheremo anche i traguardi della squadra che ad oggi, martedì 4 agosto, sono i seguenti ma potranno essere aggiornati:

  1. GIOCARE ALMENO 30 PARTITE UFFICIALI 🟨
  2. ORGANIZZARE UN TRENTASETTENNALE “FAMILIARE” 🟨
  3. ORGANIZZARE IL CHALLENGE TROPHY XII 🟨
  4. RIPORTARE LA CHALLENGE CUP “A CASA” 🟨

Per oggi è tutto. Buona giornata!

Questo non è più il nostro calcio

Condividiamo parola per parola quanto scritto in un post di ieri dal profilo “nonepiudomenicaofficial” a proposito delle recenti proposte di Gianni Infantino sulle riforme del calcio. Questo è il del calcio, questo non è più il nostro calcio.

Proprio come nella Fattoria degli animali di Orwell, i maiali hanno preso il potere. Ma siamo ancora in tempo…

Il calcio nasce come sport del popolo. Di base come ideale povero di felicità: si può giocare ovunque e con qualunque cosa che somigli ad una palla.

Con il tempo la ristretta élite dei maiali l’ha fatto proprio, riducendo gli sportivi e poi i tifosi alla figura del cavallo Gondrano.

Ma si sa, quando il cavallo Gondrano flette per la fatica, il maiale lo manda al macello, tradendolo. La metafora è chiara: il cavallo Gondrano non serve più, meglio rendere lo sport accessibile ai maiali più piccoli ma ben paganti.

E allora qui entra in gioco l’unica rivoluzione possibile.

Uscire dalla fattoria, ribellarsi al maiale con l’unica condizione rimasta: tornare alle origini.

Fare società sui campi della provincia, di quartiere. Ripartire dal basso per ricercare la cieca condizione che muove ogni bambino che si approccia al calcio: rincorrere un pallone.

Smettere di essere il cavallo Gondrano per l’élite e continuare ad esserlo per la comunità: lavorare sodo per la felicità dell’anima, non del capitale.

Riempitevi di fango, sporcatevi friggendo patatine per i vostri pochi tifosi: una lavatrice costa meno di qualsiasi abbonamento, e se rimarrà qualche macchia… saranno solo ricordi.

In attesa delle partite ci facciamo un restyling!

Buongiorno amici gialloblù e buon inizio di settimana che voi siate in vacanza oppure ancora al lavoro in attesa delle meritate ferie.

Manca ancora circa un mese alla prima partita ufficiale della stagione 2026/2027 (forse meno, chissà) e in attesa di parlare di calcio giocato abbiamo iniziato una piccola opera di restyling del sito dell’Olympic.

Le prime modifiche sono belle immagini di intestazione delle pagine informative del sito come per esempio quelle del statistiche di tutti i tempi o della rosa della squadra. Presto, quando l’attività del sito riprenderà il consueto ritmo di aggiornamenti quotidiani, ci sarà anche una nuova immagine di intestazione della pagina principale.

Lo stile scelto per questa stagione è quello del logo e dei menù del videogioco anni ’90 International Superstar Soccer Deluxe, il cui acronimo era ISS. Questo gioco girava sul Super Nintendo e successivamente sulla prima PlayStation e rappresenta il progenitore del più famoso Pro Evolution Soccer che tutti ricorderete.

Per oggi è tutto, a presto!

Furie rosse sul tetto del mondo

Buongiorno amici gialloblù. L’altro ieri, domenica 20 luglio, si è giocata la finale dei mondiali e la Spagna si è laureata campione del mondo. Ora le Furie Rosse sono contemporaneamente campioni del mondo e d’Europa dimostrando così una supremazia tecnica totale sulle dirette concorrenti come Germania, Inghilterra e Germania. Ancora più indietro risultano storiche squadre decadute come il Brasile per non parlare dell’Italia, da tempo lontana anche dal poter competere nello stesso tipo di torneo con queste nazionali. In questi giorni si sta costruendo il futuro azzurro: Maldini e  Leonardo, nuovi direttori tecnici dell’Italia stanno provando a convincere Pep Guardiola a diventare nuovo CT azzurro e chissà se questa scelta epocale non possa precludere ad un cambio totale del sistema calcio italiano, indietro anni luce rispetto alle culture dei paesi esteri.

Ribadendo che faccio sempre più fatica a raccontare e commentare fatti relativi al calcio professionistico posso almeno dire che il mondiale ha almeno avuto il merito di portare nuova voglia e motivazioni in vista della prossima stagione dell’Olympic.

Sono passati quarantuno giorni dall’ultimo impegno dell’Olympic e in linea teorica ne mancano pochi meno all’esordio della squadra gialloblu nella stagione 2026/2027. La società attende con impazienza che l’organizzazione Capo Five si faccia viva per organizzare il mini torneo Summer Cup oppure quel minitorneo con squadre over 35 al quale si era accennato alla fine della scorsa stagione. Di suo l’Olympic sta invece già pensando all’organizzazione del minitorneo per festeggiare i 37 anni dalla fondazione dell’Olympic e un mini torneo in stile Challenge Trophy (clicca qui per saperne di più).

Dopo questi appuntamenti la società proporrà un sondaggio ai propri iscritti che dovranno decidere in maniera definitiva se proseguire l’esperienza nei tornei invernali Capo Five o se gettarsi a capofitto nella nuova avventura Dranken Whale Cup di Fiumicino.

Per oggi è tutto, a presto!

Storia del “Bonzo”, il giocatore fantasma

Buongiorno amici gialloblù e buon sabato. Il clima è rovente, l’aria è irrespirabile quindi mettetevi sotto la tettoia del vostro chiosco preferito al mare, ordinate una bibita ghiacciata e nel frattempo godetevi questo articolo amarcord.

Oggi vi parliamo di una clamorosa falla negli archivi della nostra squadra, archivi che come sapete raccolgono tutto il sapere gialloblù dai tempi della fondazione a oggi. Abbiamo registrato e annotato il 99% delle informazioni riguardanti ogni singola partita ma un dato ci è sfuggito.

Si tratta del nome e del cognome di un singolo giocatore che ha vestito la maglia dell’Olympic e che ormai, nonostante qualche infruttuosa ricerca, è irrimediabilmente perso nelle pieghe del tempo.

Ecco la sua storia: mercoledì 1 novembre 1995 l’Olympic riceve un invito per giocare un’amichevole in trasferta. La squadra si trasferisce all’Infernetto per affrontare il Real Scientifico, formazione composta da amici del difensore gialloblù Antonio Faccilongo che all’epoca per l’appunto frequentava il liceo. Chiaramente il nome della squadra avversaria non era ufficiale ma quando le formazioni aversarie non dichiaravano di avere nome era la stessa Olympic ad inventare un nominativo per poter arricchire gli archivi.

Si gioca su dei campi abbandonati che credo sorgessero dove oggi c’è Il centro sportivo Babel. Non c’era illuminazione nè spogliatoi nè tantomeno guardiani quindi si poteva giocare semplicemente ad oltranza. Il calcio d’inizio è alle 16, il terreno di gioco è un po’ umido per la pioggia caduta in mattinata e l’Olympic (allora ancora chiamata Pinetina IF.C.) schiera Alessandro Santolamazza, Antonio Faccilongo, Fabrizio Perrone, Fabio Tagliaferri, Stefano Tagliaferri. E’ la formazione storica per eccellenza e il portiere è un ruolo ancora vacante e volante.

Prima dell’incontro gli avversari parlano con il loro amico e nostro compagno Antonio Faccilongo e stringono un patto: tra di loro c’è un ragazzo che è la mascotte della comitiva e che non sa giocare a pallone, un tipo un po’ particolare che loro soprannominavano “Il Bonzo”. Il riferimento ai monaci buddhisti non è chiaro ma l’accordo è il seguente: il ragazzo deve giocare ma la sua scarsa qualità sposterebbe l’esito della partita troppo a favore dell’Olympic quindi, se si vuole giocare, Bonzo deve giocare almeno il quarto d’ora finale della sfida amichevole nelle file dell’Olympic.

E’ un’amichevole quindi la nostra squadra accetta. Finalmente si gioca: l’Olympic gioca meglio ma il risultato è sempre in bilico. Capitan Fabio Tagliaferri cerca di migliorare la qualità del gioco ma c’è molta confusione e l’Olympic vive dei palloni recuperati da Santolamazza e di qualche lampo individuale.

A quindici minuti dalla fine arriva il momento di tenere fede all’accordo: “Bonzo” entra nell’Olympic e pur schierando il classico uomo di meno la nostra squadra resiste per quindici minuti e vince la gara con il punteggio di 13 a 12. All’peoca c’era un po’ di reticenza a far giocare giocatori non provenienti dalla zona di origine della squadra e forse è per questa ragione che non vennero chieste le generalità a “Bonzo”. Soprattutto nei primi anni di storia il fatto di dover schierare per qualche minuto un giocatore esterno non era cosa inusuale ma in quell’unica occasione non vennero chiesti nome e cognome al giocatore che ad oggi rimane l’unico elemento ad aver giocato nell’Olympic di cui non c’è nessuna traccia negli archivi.

Probabilmente questa falla non verrà mai sanata e forse è anche giusto così perchè rimane davvero l’eccezione che conferma la regola di quasi perfezione di questi archivi storici.

Buone vacanze a tutti

Buongiorno amici gialloblù e buon sabato. Ci siamo, questo è l’ultimo articolo della stagione 2025/2026 e per un po’ il sito andrà in vacanza dopo avervi raccontato tutto sull’Olympic dall’agosto scorso a oggi.

Quest’anno la stagione è terminata almeno un mese prima rispetto al solito perché la società aveva deciso di non far partecipare l’Olympic alla Capo Five estiva e nemmeno ad una coppa come era successo nel 2025 quando i gialloblu sfruttarono una wild card per giocare la Conference League. È per questo che giugno non è nemmeno finito e siamo già ai saluti.

Dando un’occhiata al calendario sarebbe bello tornare in campo mercoledì 19 agosto ma non è escluso che di tanto in tanto aggiorneremo il sito ufficiale anche prima mentre è già certo che continueremo a pubblicare contenuti storici (immagini e filmati) sulla pagina Facebook ufficiale della squadra.

Quindi, vi auguriamo buone vacanze: riposatevi ma poi tomate che l’Olympic vi aspetta!

Il consuntivo di fine stagione

Buongiorno amici gialloblù. Dopo la consegna degli Olympic Awards e la pubblicazione delle statistiche possiamo dire che la stagione 2025/2026 si sta ufficialmente concludendo.

Che stagione è stata? L’Olympic ha cominciato a giocare in una caldissima serata di fine agosto 2025. Eravamo a Vitinia ed esordivamo nella Summer Cup. Seguirono altre tre partite per un totale di quattro vittorie e una coppa più in bacheca. In quel torneo estivo l’Olympic era in formissima tanto che l’organizzatore del torneo propose alla società una partita contro i campionissimi del Red Bull dicendosi incerto sull’esito di quell’ eventuale partita tanto in quel momento era la forza dell’Olympic: un Perrone in stato di grazia come mai ad agosto, un Formiconi perfetto supportato dall’estro a tutto campo di Mosetti, un Palazzo protagonista a tempo pieno, uno Schiano Moriello letale e poi Pizzoni, Baldi e Siciliani a completare il gruppo alla bisogna.

Alzato quel trofeo Simone Montaldi si arrischiò a dire che forse era arrivato il nostro momento di essere protagonisti anche in una Capo Five League e mai parole furono maggiormente portatrici di sventura perché da quel momento l’incantesimo estivo si spezzò irrimediabilmente. La società provò a convincere Nicholas Schiano Moriello a trasferirsi a tempo pieno in gialloblu ma il giocatore era troppo legato ai Toulousers e rifiutò. Valerio Mosetti ebbe molteplici problemi familiari e poté giocare solo a singhiozzo. Davide Baldi si trasferí a Fonte Nuova e poté garantire una presenza ridotta rispetto al passato. Rosario Palazzo si dedicò al calciotto mentre Alessandro Pizzoni diede tutto sé stesso alla podistica.

Cosa rimase dell’Olympic nei mesi di novembre, dicembre e gennaio? Tre veterani combattenti come Perrone, Formiconi e Montaldi, qualche fido eterno compagno di squadra come Rencricca, Manoni e Tarallo e poi tanti esperimenti. In campionato arrivarono ben 15 sconfitte su 17 partite e due solo vittorie contro formazioni di bassa classifica. Addirittura la società dovette ricorrere alle app di ricerca dei giocatori per completare le formazioni e solo un paio di giocatori, Matteo Franco Di Felice e Vlad Plaksin, diedero un certo apporto alla causa.

Terminato il campionato al diciassettesimo e ultimo posto, l’Olympic si qualificò per la Coppa Intertoto. L’inizio fu esaltante perché i gialloblu eliminarono facilmente la squadra avversaria ma poi il sogno si fermó in semifinale e non si riuscì nemmeno ad evitare il quarto posto.

La Capo Five League terminò così senza onori e la società decise di non prendere parte al torneo primaverile/estivo perche era certa che il livello sarebbe cresciuto troppo (i fatti ci stanno dando ragione) e sarebbero arrivate solo evitabili ed inutili brutte figure. Si decise invece di chiedere a Capo Five di organizzare alcuni mini tornei per permettere alla nostra squadra di giocare qualche altra partita ufficiale prima di chiudere la stagione.

Il primo torneo fu la Challenge Cup X, decima edizione del mini torneo ideato nel 2010 dalla nostra società. Purtroppo anche qui le cose non andarono bene e l’Olympic perse la finale senza poter realmente mai competere contro l’AS Cornelio.

Il secondo e ultimo mini torneo a cui l’Olympic partecipò fu la Spring Cup. L’Olympic vinse le prime due partite ma una serata storta nella gara conclusiva le precluse di nuovo una coppa.

E siamo arrivati ai giorni nostri. L’ambiente gialloblu è piuttosto sereno e motivato e si sta discutendo molto seriamente di lasciare l’organizzazione Capo Five dopo tre stagioni per provare una nuova esperienza più adatta alla situazione anagrafica dell’Olympic.

In questa stagione abbiamo salutato alcuni giocatori importanti come Filiberto Tarallo, Damiano Siciliani e Alessandro Pizzoni anche se gli ultimi due erano poi presenti nell’ultimo allenamento prima del rompete le righe e, come diciamo sempre, mai dire mai perché l’Olympic da sempre lascia le porte aperte a ritorni di fiamma.

Ma l’Olympic non avrebbe potuto portare a termine la stagione se nei momenti più duri alcuni giocatori non avessero aiutato la causa supportando lo zoccolo duro della squadra. In quest’ottica dobbiamo ringraziare davvero molto Roberto Manoni per la sua disponibilità e anche Davide Baldi che rispondeva generosamente alle convocazioni sobbarcandosi centinaia di chilometri.

In questa stagione c’è poi stata una piacevole novità ovvero l’ingresso di un paio di giovani che hanno portato freschezza nella squadra. Matteo Franco Di Felice, Andrea Bucci e Vlad Plaksin hanno garantito impegno e passione e i veterani hanno trovato una ritrovata motivazione nel giocare provando a trasmettere insegnamenti ed esperienze ai più giovani compagni.

Cosa si può desiderare dalla prossima stagione? A livello di risorse umane mi auguro che questi giovani e magari altri nuovi possano continuare a dare nuova linfa alla squadra ma mi auguro anche alcuni giocatori del passato possano tornare a dire la loro e tra questi mi viene in mente il nome di Daniele Frabetti. Infine sarebbe bello che anche nell prossima stagione Rosario Palazzo potesse giocare con continuità e che Simone Montaldi sia stimolato dalla sua rincorsa ai giocatori che lo precedono nella classifica cannonieri di tutti i tempi ovvero Alessandro Rencricca e Alexander Ruggeri.

Per quanto riguarda la squadra, una nuova sfida porterebbe certamente nuove motivazioni ma avrei anche altri due desideri ovvero che il Torneo dei 37 anni torni ad una dimensione più casalinga (non siamo rimasti soddisfatti della riuscita del Torneo dei 36 anni) e che la Challenge Cup possa tornare a casa dopo due stagioni.

Sogni, desideri, speranze: dopo quasi 37 anni pronunciamo ancora queste parole continuando nel frattempo a dare calci al pallone con passione. Noi nella prossima stagione ci saremo ancora, e tu?