Questo non è più il nostro calcio

Condividiamo parola per parola quanto scritto in un post di ieri dal profilo “nonepiudomenicaofficial” a proposito delle recenti proposte di Gianni Infantino sulle riforme del calcio. Questo è il del calcio, questo non è più il nostro calcio.

Proprio come nella Fattoria degli animali di Orwell, i maiali hanno preso il potere. Ma siamo ancora in tempo…

Il calcio nasce come sport del popolo. Di base come ideale povero di felicità: si può giocare ovunque e con qualunque cosa che somigli ad una palla.

Con il tempo la ristretta élite dei maiali l’ha fatto proprio, riducendo gli sportivi e poi i tifosi alla figura del cavallo Gondrano.

Ma si sa, quando il cavallo Gondrano flette per la fatica, il maiale lo manda al macello, tradendolo. La metafora è chiara: il cavallo Gondrano non serve più, meglio rendere lo sport accessibile ai maiali più piccoli ma ben paganti.

E allora qui entra in gioco l’unica rivoluzione possibile.

Uscire dalla fattoria, ribellarsi al maiale con l’unica condizione rimasta: tornare alle origini.

Fare società sui campi della provincia, di quartiere. Ripartire dal basso per ricercare la cieca condizione che muove ogni bambino che si approccia al calcio: rincorrere un pallone.

Smettere di essere il cavallo Gondrano per l’élite e continuare ad esserlo per la comunità: lavorare sodo per la felicità dell’anima, non del capitale.

Riempitevi di fango, sporcatevi friggendo patatine per i vostri pochi tifosi: una lavatrice costa meno di qualsiasi abbonamento, e se rimarrà qualche macchia… saranno solo ricordi.

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