
Buongiorno amici gialloblù. Dopo la consegna degli Olympic Awards e la pubblicazione delle statistiche possiamo dire che la stagione 2025/2026 si sta ufficialmente concludendo.
Che stagione è stata? L’Olympic ha cominciato a giocare in una caldissima serata di fine agosto 2025. Eravamo a Vitinia ed esordivamo nella Summer Cup. Seguirono altre tre partite per un totale di quattro vittorie e una coppa più in bacheca. In quel torneo estivo l’Olympic era in formissima tanto che l’organizzatore del torneo propose alla società una partita contro i campionissimi del Red Bull dicendosi incerto sull’esito di quell’ eventuale partita tanto in quel momento era la forza dell’Olympic: un Perrone in stato di grazia come mai ad agosto, un Formiconi perfetto supportato dall’estro a tutto campo di Mosetti, un Palazzo protagonista a tempo pieno, uno Schiano Moriello letale e poi Pizzoni, Baldi e Siciliani a completare il gruppo alla bisogna.
Alzato quel trofeo Simone Montaldi si arrischiò a dire che forse era arrivato il nostro momento di essere protagonisti anche in una Capo Five League e mai parole furono maggiormente portatrici di sventura perché da quel momento l’incantesimo estivo si spezzò irrimediabilmente. La società provò a convincere Nicholas Schiano Moriello a trasferirsi a tempo pieno in gialloblu ma il giocatore era troppo legato ai Toulousers e rifiutò. Valerio Mosetti ebbe molteplici problemi familiari e poté giocare solo a singhiozzo. Davide Baldi si trasferí a Fonte Nuova e poté garantire una presenza ridotta rispetto al passato. Rosario Palazzo si dedicò al calciotto mentre Alessandro Pizzoni diede tutto sé stesso alla podistica.
Cosa rimase dell’Olympic nei mesi di novembre, dicembre e gennaio? Tre veterani combattenti come Perrone, Formiconi e Montaldi, qualche fido eterno compagno di squadra come Rencricca, Manoni e Tarallo e poi tanti esperimenti. In campionato arrivarono ben 15 sconfitte su 17 partite e due solo vittorie contro formazioni di bassa classifica. Addirittura la società dovette ricorrere alle app di ricerca dei giocatori per completare le formazioni e solo un paio di giocatori, Matteo Franco Di Felice e Vlad Plaksin, diedero un certo apporto alla causa.
Terminato il campionato al diciassettesimo e ultimo posto, l’Olympic si qualificò per la Coppa Intertoto. L’inizio fu esaltante perché i gialloblu eliminarono facilmente la squadra avversaria ma poi il sogno si fermó in semifinale e non si riuscì nemmeno ad evitare il quarto posto.
La Capo Five League terminò così senza onori e la società decise di non prendere parte al torneo primaverile/estivo perche era certa che il livello sarebbe cresciuto troppo (i fatti ci stanno dando ragione) e sarebbero arrivate solo evitabili ed inutili brutte figure. Si decise invece di chiedere a Capo Five di organizzare alcuni mini tornei per permettere alla nostra squadra di giocare qualche altra partita ufficiale prima di chiudere la stagione.
Il primo torneo fu la Challenge Cup X, decima edizione del mini torneo ideato nel 2010 dalla nostra società. Purtroppo anche qui le cose non andarono bene e l’Olympic perse la finale senza poter realmente mai competere contro l’AS Cornelio.
Il secondo e ultimo mini torneo a cui l’Olympic partecipò fu la Spring Cup. L’Olympic vinse le prime due partite ma una serata storta nella gara conclusiva le precluse di nuovo una coppa.
E siamo arrivati ai giorni nostri. L’ambiente gialloblu è piuttosto sereno e motivato e si sta discutendo molto seriamente di lasciare l’organizzazione Capo Five dopo tre stagioni per provare una nuova esperienza più adatta alla situazione anagrafica dell’Olympic.
In questa stagione abbiamo salutato alcuni giocatori importanti come Filiberto Tarallo, Damiano Siciliani e Alessandro Pizzoni anche se gli ultimi due erano poi presenti nell’ultimo allenamento prima del rompete le righe e, come diciamo sempre, mai dire mai perché l’Olympic da sempre lascia le porte aperte a ritorni di fiamma.
Ma l’Olympic non avrebbe potuto portare a termine la stagione se nei momenti più duri alcuni giocatori non avessero aiutato la causa supportando lo zoccolo duro della squadra. In quest’ottica dobbiamo ringraziare davvero molto Roberto Manoni per la sua disponibilità e anche Davide Baldi che rispondeva generosamente alle convocazioni sobbarcandosi centinaia di chilometri.
In questa stagione c’è poi stata una piacevole novità ovvero l’ingresso di un paio di giovani che hanno portato freschezza nella squadra. Matteo Franco Di Felice, Andrea Bucci e Vlad Plaksin hanno garantito impegno e passione e i veterani hanno trovato una ritrovata motivazione nel giocare provando a trasmettere insegnamenti ed esperienze ai più giovani compagni.
Cosa si può desiderare dalla prossima stagione? A livello di risorse umane mi auguro che questi giovani e magari altri nuovi possano continuare a dare nuova linfa alla squadra ma mi auguro anche alcuni giocatori del passato possano tornare a dire la loro e tra questi mi viene in mente il nome di Daniele Frabetti. Infine sarebbe bello che anche nell prossima stagione Rosario Palazzo potesse giocare con continuità e che Simone Montaldi sia stimolato dalla sua rincorsa ai giocatori che lo precedono nella classifica cannonieri di tutti i tempi ovvero Alessandro Rencricca e Alexander Ruggeri.
Per quanto riguarda la squadra, una nuova sfida porterebbe certamente nuove motivazioni ma avrei anche altri due desideri ovvero che il Torneo dei 37 anni torni ad una dimensione più casalinga (non siamo rimasti soddisfatti della riuscita del Torneo dei 36 anni) e che la Challenge Cup possa tornare a casa dopo due stagioni.
Sogni, desideri, speranze: dopo quasi 37 anni pronunciamo ancora queste parole continuando nel frattempo a dare calci al pallone con passione. Noi nella prossima stagione ci saremo ancora, e tu?