OLYMPIC 1989 F.C. – MAVERIK 2-1

LUNEDÌ 26 GENNAIO 2026, ORE 21

LONGARINA

GARA 1323

CAPO FIVE LEAGUE 2025/26, XII GIORNATA

OLYMPIC 1989 F.C. – MAVERIK

2-1 (0-1)

MARCATORI: 2 MONTALDI

Cento quaranta cinque maledetti giorni senza vittoria. Cento quaranta cinque giorni sono passati da quando capitan Perrone alzava la Summer Cup festeggiando con i suoi compagni un trofeo che aveva tutta l’aria di sembrare solo l’ottimo antipasto di una stagione piena di rinnovate ambizioni. Invece, il giorno dopo, era successo di tutto: Schiano Moriello tornava ai suoi Toulousers, Palazzo veniva tempestato da infortunio, Mosetti fermato da imprevisti familiari e l’Olympic si trovava a dover affrontare il campionato immersa in un eterno cantiere.

Nella prima parte di campionato sono arrivate nove sconfitte dolorose, alcune senza nemmeno la soddisfazione di un gol ma poi a gennaio qualcosa è cambiato perché come spesso accade, il primo stage dopo le feste porta sempre effetti positivi. Da quella sgambata all’Honey fino alla prima partita ufficiale del 2026 la società ha cominciato un’opera di rinnovamento della rosa che ha coinvolto giocatori dell’Olympic fuori da qualche tempo, giocatori senza squadra provenienti dall’universo Capo Five e perfino giocatori scovati grazie all’app Fubles, normalmente usata per organizzare partite di calcetto tra sconosciuti ma che il presidente Perrone usava come un talent scout virtuale.

La sconfitte con Pumas Futsal e Bar Alessia sono state dolorose ma hanno fatto intravedere qualcosa e la partita di ieri sera, già consegnata alla leggenda, ci ha finalmente regalato la prima vittoria in campionato. Vediamo come è andata: per la gara contro il Maverik l’Olympic schierava Franco Di Felice (convocato in mattinata per il forfait di Mosetti), Rencricca, Formiconi, Manoni, Plaksin, Perrone (di nuovo come giocatore di movimento dopo un mese e mezzo) e Montaldi.

Il Maverik, che nei due precedenti scontri aveva sempre sconfitto i gialloblu, disponeva di giocatori giovani e prestanti ma non riusciva facilmente a rompere la linea difensiva dell’Olympic. L’unica disattenzione commessa sulla trequarti costava all’Olympic il gol dello 0 a 1 ma dopo lo svantaggio arrivava la mossa tattica che cambiava l’incontro: Plaksin veniva spostato dalla fascia sinistra al centro dell’attacco e da quella posizione, grazie alla sua velocità, sfiorava per due volte il gol. Il primo terminava con l’Olympic che non rischiava nulla e anzi spaventava in contropiede gli avversari. Nella ripresa le maglie difensive dell’Olympic si stringevano ancora di più e finalmente arrivava l’agognato gol del pareggio firmato da Montaldi su assist di Formiconi. Il Maverik tentava di reagire ma la formazione gialloblu era un blocco unico che non lasciava aperto nessuno spiraglio. A metà secondo tempo arrivava l’azione che decideva il match: l’Olympic guadagnava una rimessa laterale sull’out destro, Formiconi si occupava della battuta e serviva in pallonetto Montaldi. SM7 controllava di petto, veniva marcato stretto ma si portava la palla avanti e lasciava partire un tiro che scaraventava pallone e portiere in rete. 2 a 1!

Mancavano ora una decina di minuti e l’Olympic cominciava a calare. Il Maverik aumentava la pressione e le occasioni da rete per i bianchi fioccavano. In questi concitati minuti si ergeva a protagonista della serata Matteo Franco Di Felice che sventava almeno otto tiri insidiosi compiendo autentici miracoli. L’arbitro si metteva il fischietto in bocca e decretava la fine della partita. L’urlo di Perrone spazzava la nebbia della Longarina, i giocatori gialloblu si abbracciavano: la prima vittoria in campionato era finalmente realtà.

Commento finale: la classifica si è finalmente smossa ma l’Olympic non ci deve badare più di tanto. La vera notizia positiva è il trend delle ultime tre partite nelle quali la squadra ha giocato più o meno alla parti con le proprie avversarie competendo fino alla fine per la vittoria e non semplicemente assistendo impotente alle goleade come era successo contro i Toulousers o l’Hateful Eight.

Possiamo sperare di aver imboccato la strada giusta ma non ci dobbiamo illudere perché prestazioni come quella offerta ieri sera sono possibili in un’unica maniera ovvero attraverso il gioco che ha fatto le fortune dell’Olympic da sempre: difesa serrata, pressing a centrocampo, sacrificio di tutti i giocatori e attacco in contropiede. In gioco all’italiana che non tutti concepiscono e per il quale non tutti sono disposti a sacrificarsi. Forse lo può fare solo chi ha vissuto in questa squadra da sempre, chi è di carattere è predisposto alla battaglia (come Manoni, un esempio per noi) e tra i nuovi chi capisce fin da subito cosa significa davvero indossare la maglia gialloblu.

PAGELLE

FRANCO DI FELICE: 7

La giornata di Matteo. Convocato alle 10 e 58. Scende in campo, primo tempo normale. Intervallo: chiede a Perrone se ha un paio di guanti perché i suoi non hanno grip. Comincia il secondo tempo con i nuovi guanti, ultimi dieci minuti para tutto: palloni, scaldabagni, macigni, asteroidi. Finisce la partita e può festeggiare la sua prima vittoria in gialloblu. Va a dormire “stracontento”. Morale: la giornata perfetta di un portiere ventiduenne.

RENCRICCA A. : 6.5

Il gennaio di Rencricca termina, come auspicato sette giorni fa, con la terza prestazione positiva in tre partite. Quando le partite si giocano davanti alla porta gialloblu lui entra automaticamente nella modalità battaglia e si esalta.

FORMICONI: 7

Anche Fabrizio si esalta in questo clima da scontro salvezza di altri tempi e merita un mezzo voto in più per la doppietta di assist che permettono a Montaldi di battere il portiere del Maverik. Sfiora anche il gol nel primo tempo.

MANONI: 6.5

E tre! Terzo giocatore di movimento che si esalta nelle lotte su campi duri, bagnati e in situazioni difficili. Non perde una palla e non spreca un passaggio: l’emblema dell’essenzialità nella sua accezione positiva.

PERRONE: 6.5 capitano

Alle 10.58, quando viene convocato Franco Di Felice, scopre di dover giocare come giocatore di movimento ed è la partita giusta per lui. Poca tecnica in campo, tanta grinta e battaglie fisiche uno contro uno. Sostituisce Plaksin nella parte ventisei due tempi e affianca degnamente i compagni nel fortino gialloblù.

PLAKSIN: 6+

Terza presenza consecutiva per il giovanissimo ucraino che l’Olympic ha pescato dal grande mare di internet. In questa partita c’è stata una piccola grande svolta tattica ovvero il suo spostamento dalla fascia sinistra al centro dell’attacco. In questa posizione ha contribuito a dare sfogo alla manovra dell’Olympic ma in contropiede ha fallito due palle gol che avrebbero meritato sorte migliore. Deve anche migliorare nei contrasti e nel pressing ma il suo impegno è encomiabile e lo fanno preferire a giocatori maggiormente celebrati ma meno inclini al sacrificio e al gioco di squadra.

MONTALDI: 7

Aspettava una serata così da agosto perché in tutta la Summer Cup i suoi gol non sono stati decisivi e poi in campionato non aveva mai potuto ergersi a protagonista vista l’assenza di partner d’attacco, di rifornimenti adeguati e di una forma non proprio ottimale. Ieri sera si è ripreso tutto in una volta: ha segnato un gol nel primo tempo da vero opportunista mentre nella ripresa ha segnato il gol vittoria con un tiro a voragine in cui c’era caricato tutta la rabbia accumulata in questi mesi.

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