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OLYMPIC 2000 – SVEZIA 2-3

LUNEDI’ 4 APRILE 2011, ORE 21.10
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 690
TORNEO APERTURA 2010/2011, XVIII GIORNATA
SVEZIA – OLYMPIC 2000
3-2 (1-1)

MARCATORI:
2 CASERTA

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO PERRONE

L’Olympic esce con un pugno di mosche in mano anche dalla penultima giornata di campionato e ancora una volta i rimpianti sono molti per una sconfitta che sa di beffa. Il 3 a 2 con cui la Svezia ha vinto il derby emette delle sentenze: che l’Olympic si è giocata la partita alla pari con la squadra terza in classifica, che i tempi in cui i gialloblù perdono le partite per l’approccio sbagliato sembrano definitivamente archiviati e che la squadra fa continui, minuscoli progressi e che sembra pronta per la sfida dell’Europa League.
Poi ci sono delle certezze assolute, per esempio quella che l’uomo in più di questa squadra può e deve essere Domenico Caserta, l’unico in grado di saltare sistematicamente l’avversario di fronte a se, l’unico con la classe necessaria per candidarsi al ruolo di fuoriclasse della squadra all’interno di un gruppo di tanti validi elementi il cui mix può portare delle soddisfazioni forse inaspettate e imprevedibili entro la fine della stagione.
Caserta, al rientro dopo 34 giorni in gare ufficiali dava subito l’impressione di essere in serata e al primo pallone toccato se ne andava in percussione centrale costringendo l’estremo difensore avversario all’uscita disperata. Al secondo tentativo però il numero 19 gialloblù non sbagliava: Rencricca lo serviva sulla sinistra, lui si accentrava e di destro segnava l’1 a 0 con un rasoterra vincente.
Da questo momento in poi anche la Svezia partecipava all’incontro all’interno di un primo tempo in cui era comunque l’Olympic a meritare qualcosa di più. Purtroppo al primo errore della nostra difesa Montaldi pareggiava inserendosi bene dalla fascia difensiva destra dell’Olympic e battendo Perrone con un tiro ravvicinato di punta.
Si andava all’intervallo quindi sull’1 a 1.
La prima emozione della ripresa era nuovamente di marca gialloblù e a regalarla ai tifosi era ancora una volta Mimmo Caserta che recuperava una palla persa sulla trequarti avversaria e per la seconda volta gonfiava la rete.
Così come era successo nella prima frazione anche questo gol produceva una reazione della Svezia ma stavolta la reazione era devastante.
Gli avversari cominciavano da quel momento a produrre una quantità industriale di palle gol anche se fino a metà frazione la coesione dello schieramento gialloblù e i riflessi eccezionali di Perrone evitavano la capitolazione.
A dieci minuti dalla fine qualcosa nell’Olympic però cominciava a scricchiolare, le distanze tra i reparti si allungavano ma soprattutto si allentavano il pressing e la marcatura sul migliore uomo avversario, Gianluca Atzeni, da cui partiva tutto il gioco della Svezia.
Su un affondo del capitano avversario nasceva il pareggio: Atzeni bucava il centrocampo e irrompeva in area effettuando un tiro smorzato da una deviazione di Formiconi. Perrone riusciva a deviare questa prima conclusione ma sulla ribattuta lo stesso Atzeni pareggiava.
Dopo il 2 a 2 anche l’Olympic aveva qualche occasione ma le azioni più nitide erano tutte della Svezia con Perrone che chiedeva aiuto ai santi per evitare di essere battuto.
Dopo tante parate importanti il capitano gialloblù era però sfortunato quando da solo a tu per tu con Gianluca Atzeni prima parava in uscita il tiro ma successivamente, per anticipare l’avversario che stava ribadendo la sfera in porta, deviava lui stesso il pallone in porta commettendo un’autorete rocambolesca e disgraziata.
C’era tempo per un ultima emozione visto che mancavano due minuti e capitava sui piedi di Bisogno che trovatosi con la palla tra i piedi in area avversaria traccheggiava troppo e perdeva il tempo del tiro pochi secondi prima che l’arbitro andasse tutti negli spogliatoi.
E così il derby numero 26 finiva con la diciottesima sconfitta dell’Olympic che in questo campionato può dire di aver giocato sugli stessi livelli della Svezia sia all’andata che al ritorno. Manca qualcosa però per raggiungere il loro livello di top team. Manca la lucidità e la concentrazione continua, costante e manca soprattutto l’abitudine a vincere le gare importanti.
Otterremo mai queste qualità o ci dovremo accontentare per sempre dei rimpianti?

NOTE
CLIMA Serata primaverile
SPETTATORI circa 15
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 7 cap.
Uno dei punti fermi dell’Olympic. Riesce in ogni occasione a prendere il tempo per il tiro avversario e sventa almeno quattro gol trovandosi totalmente solo con l’avversario di fronte e la porta spalancata. Purtroppo, quel pizzico fortuna avuta in un paio di circostanze esige il suo credito nel finale quando per evitare il 2 a 3 smanaccia lui stesso in porta la palla che consegna la vittoria alla Svezia a tre minuti dalla fine.

4.RENCRICCA A. : 6.5
Per quasi tutta la partita riesce a mantenere la squadra coesa e compatta e a distribuire il gioco con sapienza dimostrando che le scorie canadesi sono ormai solo un ricordo. Serve a Caserta l’assist per l’1 a 0 e offre una prestazione incoraggiante per il finale di campionato.

8.FORMICONI: 6.5
Ancora una volta in questa stagione alle prese con l’influenza e ancora una volta fa sembrare che non abbia febbre o alcun tipo di malessere. Nel secondo tempo si fa prendere in infilata due volte da Gianluca Atzeni ma le responsabilità sono da ricercare a centrocampo.

7.BISOGNO: 6
Partita di gran lotta e concentrazione, forse una delle sue migliori in questo campionato per ciò che attiene alla determinazione. Peccato gli sia mancato il guizzo per segnare come all’andata.

19.CASERTA: 7-
L’uomo nuovo dell’Olympic può diventare lo star player di un’Olympic che da anni cercava un giocatore del genere. Se lo avessimo incontrato ai tempi dei campionati al Kristall, dal 2005 al 2008, forse avremmo vinto ancora di più di quanto raccolto. Adesso però pensiamo al presente e al futuro. Mimmo deve migliorare la sua forma fisica che di conseguenza influirà anche sulla sua tenuta atletica e mentale. Poi sarà devastante e le due splendide reti di ieri sembreranno poco al confronto.

11.TANI: 5
Prestazione inficiata dal gap di condizione rispetto ai compagni e agli avversari. Primo tempo tutto sommato accettabile, purtroppo nella ripresa il suo apporto è inferiore alle aspettative. Presenza numero 66, raggiunge Sacchi al sedicesimo posto della classifica di tutti i tempi.

10.FANTINI: 5.5
Dopo la bella prestazione contro gli Autoricambi Bernocchi e il buon allenamento di mercoledì scorso ci aspettavamo una prova di maggior spessore di Andrea che quasi mai ha trovato lo spunto per liberarsi dalle marcature avversarie per battere a rete o dialogare con Bisogno e Caserta. Passaggio a vuoto.

N.d.R.: si ricorda che tutte le pagelle di questa stagione vengono stilate in base alle medie dei voti discussi nei ritrovi post-partita all’O’Connell o al Red River.

Olympic 2000 – Autoricambi Bernocchi 5-5

MERCOLEDI’ 16 MARZO 2011, ORE 20.20
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 688
TORNEO APERTURA 2010/2011, XVII GIORNATA
AUTORICAMBI BERNOCCHI – OLYMPIC 2000
5-5 (3-3)

MARCATORI:
4 FANTINI
1 BISOGNO

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO PERRONE

Andare giù, giù, sempre più giù, toccare il fondo e risalire. L’ha fatto l’Olympic, una squadra in piena crisi tecnica e psicologica che negli ultimi tempi aveva perso partite impensabili e offerto prestazioni inenarrabili.
Poi c’è stata la sconfitta del 21 febbraio contro il Centro e dopo il fischio finale il lungo faccia a faccia negli spogliatoi con i giocatori che non avevano abbandonato la Madonnetta fino a che l’ultimo di loro non avesse espresso l’ultima opinione su ciò che non andava.
All’epoca questa resa dei conti poteva apparire come un fortissimo scricchiolio nel già incrinato gruppo gialloblù e invece quella “litigata” tra uomini veri è stato la fine di una discesa che poneva due alternative: raschiare il fondo o risalire.
E la squadra ha scelto l’opzione volendo più ardua perché sarebbe stato tanto facile lasciar perdere senza combattere e avviarsi ad un finale di stagione demoralizzante. Cinque giorni dopo l’Olympic giocò e vinse contro l’X-Box Live un incontro che non poteva dare le risposte che i tifosi aspettavano mentre, paradossalmente, diede migliori risposte la successiva sconfitta del 1 marzo contro il Moviola quando i gialloblù persero dignitosamente giocando a pallone, cosa che fino alla settimana prima la squadra non poteva dire di aver fatto.
Due settimane dopo quella sconfitta e dopo il turno di riposo imposto dal calendario l’Olympic scendeva quindi in campo ieri sera contro gli Autoricambi Bernocchi in un match valido per la diciassettesima giornata di campionato.
Stavolta l’attesa non era molta e nemmeno le aspettative. Gli Autoricambi, nonostante un distacco considerevole dalla quarta in classifica, sono tra le formazioni più in forma del torneo e probabilmente la più accreditata a vincere l’Europa League mentre l’Olympic deve ancora guardarsi dall’insidia rappresentata da Tamarri e Cavalieri di 100 e non è nemmeno sicura di partecipare alla seconda coppa post campionato.
A due giorni dalla partita l’Olympic perdeva Caserta a causa di impegni di lavoro quindi i convocati erano solo sei con Francesco Tani preferito a Sforza e Tagliaferri per affiancare lo zoccolo duro composto da Perrone, Rencricca, Formiconi, Bisogno e Fantini.
Ora, non aspettatevi una serata trionfale in lungo e in largo perché ho appena cercato di farvi capire che l’Olympic sta ancora risalendo verso la superficie ma non è ancora riuscita a riempire i polmoni dia aria nuova.
Quella di ieri sera è stata la tipica serata epica gialloblù fatta di capitolazioni e risalite, ricadute e catarsi finale.
Gli Autoricambi sono passati in vantaggio prestissimo e ancor meno tempo hanno impiegato per segnare la seconda rete che avrebbe messo in ginocchio anche una squadra meno in crisi dell’Olympic. In particolare era a dir poco incredibile il fatto che i giallo neri riuscissero costantemente ad attaccare in contropiede quando invece la nostra difesa sarebbe dovuta essere coperta viste le recenti sconfitte.
Una prima reazione arrivava grazie a Fantini che deviava in rete un calcio d’angolo di Bisogno ma era solo una vaga impressione perché poco dopo arrivava il 3 a 1 degli avversari.
Sotto di due gol e su un campo in cui mancavano solo le mangrovie per assomigliare ad una palude equatoriale l’Olympic è stata più forte della sua crisi e dei suoi limiti attuali e anche più forte della pioggia ed è andata al riposo sul risultato di 3 a 3 grazie ad altri due gol di Fantini che ieri ha davvero fatto reparto da solo e che ha saputo sfruttare al Verso la fine della prima frazione giungeva al campo anche Francesco Tani, in ritardo a causa del traffico generato dal nubifragio abbattutosi su Roma. L’arrivo del numero 11 gialloblù era fondamentale per permettere a Fantini e Bisogno di recuperare le energie dissipate nella risaia di Acilia; purtroppo nella prima metà della ripresa gli Autoricambi legittimavano la loro posizione in classifica segnando un altro gol e raddoppiando le distanze grazie ad un calcio di rigore.
A questo punto dobbiamo raccontare solo il climax finale, nell’occasione tutto colorato di giallo e di blu. Rencricca si apriva di forza una corsia preferenziale sulla fascia destra e offriva a Bisogno la palla del 4 a 5 mentre Formiconi era decisivo in occasione del definitivo pareggio realizzato ancora da Fantini che perfezionava così il suo poker.
C’era tempo anche per un’altra nitida occasione per Fantini ma dobbiamo dire che la vittoria sarebbe stata troppa roba per un’Olympic ha ottenuto il giusto premio per i suoi progressi e che meriterà di vincere se avrà la voglia e la costanza di perseguire questa strada. La strada del giocare come una squadra facendo girare la palla, la strada dei passaggi semplici e dell’aiutarsi l’un l’altro.
Il fischio finale arrivava ma per i nostri deve essere il fischio d’inizio di una nuova fase. Lo devono ai tifosi, alla maglia e a loro stessi!

NOTE
CLIMA Campo allagato a causa della pioggia caduta in giornata
SPETTATORI circa 15
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise PREMIER 2011

PAGELLE

1.PERRONE: 7.5 cap.
Una saracinesca in maglia grigia. Nonostante gli acquitrini nella sua area di rigore para tutto, un paio di volte anche l’impossibile. E para anche un tentativo di autogol di Formiconi. Galvanizzato dai cori della curva.

4.RENCRICCA A. : 6.5
La risalita della squadra parte da lui ovvero dallo stesso punto in cui erano cominciati e proseguiti i problemi dell’Olympic. L’abbiamo detto fin dall’inizio della crisi: il suo gioco era diventato un problema per la squadra ma abbiamo sempre riconosciuto che era il giocatore su cui la squadra si poggia, quindi il primo elemento necessario ad una rinascita. Bellissimo il secondo dei suoi due assist partito dopo una fuga da ala sulla fascia destra.

8.FORMICONI: 6.5
Non è il Formiconi perfetto di questo periodo di anno e servirà quello per ottenere qualcosa da questo finale di campionato. Nel frattempo il Formiconi attuale ci regala due assist e tanta grinta. Se Rencricca è il primo elemento necessario alla risalita il secondo anello della catena è Formiconi.

7.BISOGNO: 6+
Inizio da tregenda, finale da legenda. Ha sulla coscienza il secondo e il terzo gol degli avversari ma è innegabile che cresce alla distanza prima mettendo sempre più forza e convinzione nei contrasti, poi cominciando ad effettuare tiri pericolosi e infine segnando il gol del 5 a 4, quello che dà inizio alla rimonta finale.

11.TANI: 6
L’aiuto e l’apporto che il quintetto gialloblù di partenza aspettavano e si aspettavano. Francesco è arrivato e si messo al servizio della squadra. La fiducia riposta in lui dopo lo stage di giovedì scorso è stata ripagata con nostra immensa soddisfazione.

9.FANTINI: 7.5
Uno, due, tre, quattro. Quattro gol che confermano Fantini come miglior marcatore del torneo e della stagione di un’Olympic che non può fare a meno per il peso specifico che Andrea conferisce all’attacco e per come sa trasformare in oro il lavoro delle due ali Bisogno e Formiconi. Dopo quasi un mese da quel famoso colloquio negli spogliatoi dopo la sconfitta con il Centro possiamo dirlo: Andrea è stato tra i maggiori fautori dal cambiamento e ora ne sta diventando anche il maggior realizzatore pratico.

Olympic 2000 – Moviola 4-6

MARTEDI’ 1 MARZO 2011, ORE 21.10
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 687
TORNEO APERTURA 2010/2011, XVI GIORNATA
MOVIOLA – OLYMPIC 2000
6-4 (3-2)

MARCATORI:
2 RENCRICCA A.
1 BISOGNO
1 FANTINI

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO PERRONE

Un’altra partita, un’altra sconfitta e stavolta nel derby con il Moviola che finisce proprio come all’andata, con i viola che esultano e i gialloblù che masticano amaro.
Però questa volta i giocatori dell’Olympic sono usciti dal campo con una nuova consapevolezza ovvero che la resa dei conti, o chiarimento come preferite, avvenuta la settimana scorsa dopo la sconfitta con il Centro è servita a qualcosa e che qualcosa stia migliorando nella squadra dei gialloblù.
In parte condividiamo le parole spese da Fantini nel dopo partita quando ha dichiarato che forse il “gran chiarimento” è arrivato troppo tardi per poter dare risultati decisivi entro questo torneo. Siamo d’accordo che i giocatori potevano chiarirsi prima ma sosteniamo che la stagione è ancora lunga e che questi piccoli progressi visto contro X-Box Live e Moviola potrebbero essere l’incipit di un percorso che potrebbe portarci ad ottenere risultati rilevanti nel Torneo di Clausura.
Non è mai troppo tardi per risalire, i giocatori devono avere bene in mente questo concetto.
Chiariti questi punti passiamo a raccontare il derby di ieri sera, forse il primo della storia al quale le due squadre si sono presentate con un occhio di riguardo più alla classifica che ai sentimenti campanilistici.
Questo sia perché il Moviola nel turno precedente era stato inaspettatamente sconfitto dai Tamarri perdendo contatto con la zona Champions e sia perché l’Olympic, come tutti ben sapete, è in un periodo di piena crisi.
Rispetto alla vittoria di venerdì contro l’X-Box i gialloblù cambiavano un solo uomo sostituendo Tagliaferri con Bisogno. L’Olympic giocava bene dalla cintola in su ma inaspettatamente l’errore che permetteva al Moviola di pareggiare proveniva da Formiconi che scivolava sul più bello permettendo a Verdesca di penetrare in area dalla sinistra e battere Perrone.
La reazione gialloblù era ruggente: Caserta e Fantini colpivano un palo ciascuno nella stessa azione e poco dopo l’ala mancina campano milanese saltava un difensore e offriva a Bisogno un comodo assist che il numero 7 spingeva in rete in scivolata. Era l’1 a 1.
Dopo il pareggio il Moviola ricominciava a spingere e in questa fase era bravissimo Perrone che in più di un’occasione evitava la capitolazione. Purtroppo il capitano nulla poteva quando ancora Verdesca e poi Diamanti lo superavano prima sfruttando un errore di Rencricca e poi in contropiede.
Si andava al riposo con l’Olympic sotto di un gol però perché poco prima del duplice fischio dell’arbitro Rencricca batteva furbescamente il portiere avversario con una punizione magistrale.
L’inizio del secondo tempo illudeva la curva gialloblù che assisteva al pareggio di Fantini che era bravo a deviare in rete un pallone di Caserta su cui la difesa del Moviola pasticciava. Purtroppo, come spesso accade, la gioia durava poco perché lo stesso Fantini si faceva superare troppo facilmente da Sessa che da fuori area azzeccava l’angolino realizzando il 4 a 3.
L’episodio decisivo della gara succedeva poco dopo. L’Olympic rubava palla nella propria tre quarti, Formiconi portava palla con ai lati due compagni in situazione di superiorità numerica ma al momento di passarla effettuava un passaggio troppo prevedibile che Verdesca intercettava involandosi verso Perrone e servendo Rossi che batteva il numero 1 dell’Olympic per il 5 a 3.
Nel finale c’era ancora spazio per le emozioni: il Moviola sbagliava due tiri liberi ma segnava il sesto gol mentre l’Olympic accorciava le distanza con Rencricca su rigore e chiudeva la gara in attacco raccogliendo sicuramente meno di quanto avrebbe meritato.
E torniamo all’inizio di questo commento in cui descrivevamo la scena dell’Olympic che usciva dal campo si con la consapevolezza di aver giocato una buona gara e di aver giocato da squadra aumentando sensibilmente il numero di passaggi ma contemporaneamente sapendo anche che la strada verso l’uscita dalla crisi è lunghissima seppur più breve rispetto a dieci giorni fa.
Ieri in particolare non ha funzionato qualcosa a livello di individualità con Fantini e Caserta in ombra e Formiconi lontanissimo dai suoi livelli.
Chiudiamo come avevano aperto, con una frase di Fantini che ha aggiunto: “Io la classifica non la guardo più. Penso solo a correre, giocare e migliorare!”.

NOTE
CLIMA Non freddo. Campo molto bagnato a causa della pioggia caduta in giornata
SPETTATORI circa 4
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le nuove divise FLUO 2006.

PAGELLE

1.PERRONE: 6.5 cap.
Ancora una volta il migliore in campo e questo la dice tutta sulle occasioni concesse al Moviola dall’Olympic. Però possiamo consolarci con la notizia che almeno il capitano sembra uscito dal suo periodo no e ieri ha offerto una prova ai suoi livelli.

4.RENCRICCA A. : 6
Gli abbiamo chiesto a gran voce di cambiare modo di giocare e lui l’ha fatto aumentando il numero di passaggi ai compagni, diminuendo le iniziative personali e facendo girare la palla. C’è ancora tanto da migliorare però nell’ottica dei piccoli passi questo miglioramento va apprezzato. Mago dei calci da fermo: segna prima su punizione ingannando gli avversari cominciando la rincorsa prima che l’arbitro fischiasse e poi su rigore con una esecuzione perfetta.

8.FORMICONI: 5
Ogni tanto anche i fenomeni sbagliano anche se vedere Formiconi che commette errori decisivi ai fini del risultato fa davvero uno strano effetto. E’ in un momento particolare per motivi personali e ci auguriamo che possa trovare la tranquillità anche grazie ai compagni che gli sono vicini. Supera Tarallo nelle presenze in gare ufficiali e con 134 match di torneo diventa il quinto di sempre.

6.SANTOLAMAZZA: 5.5
Prestazione apprezzabile sotto il profilo atletico dopo le critiche mossegli dai giornalisti che lo accusavano di non riuscire a trovare la forma nonostante le molte gare giocate in questa stagione e una continuità di presenze che da tempo non si registrava. Purtroppo sul piano tecnico fa più o meno il suo senza mai saltare all’occhio e da lui pretendiamo qualcosa in più.

7.BISOGNO: 6
Buona prova aperta dal secondo gol in scivolata consecutivo dopo quello segnato al Centro. Corre tanto e con costrutto, magari sbaglia qualche passaggio di troppo ma quasi sempre riesce a recuperare palla all’avversario a cui l’aveva consegnata dimostrando grande una gran voglia e una gran grinta rispedendo al mittente tutte le insinuazioni seguite alla sua clamorosa cessione in prestito allo Slow Bar United per la prossima Challenge Cup.
Realizza il gol numero 80 in gare ufficiali.

11.CASERTA: 5.5
Prima partita storta da quando gioca nell’Olympic. Non è che abbia totalmente sbagliato partita, anzi, aveva anche cominciato con un gran assist a Bisogno. Però, proprio come il resto della squadra, da lui vogliamo né più ne meno di quanto ci ha mostrato nelle precedenti sei partite. Da quando è tornato da Parigi sembra un po’ meno tonico quindi nella prossima settimana (l’Olympic osserverà un turno di riposo) dovrà lavorare per ritrovare smalto e brillantezza.

9.FANTINI: 5.5
Dopo averlo citato due volte in sede di commento gli rubiamo un’ultima dichiarazione. Negli spogliatoi ha detto di aver sentito troppo la partita ed è vero, è stato proprio così. Avrebbe potuto spaccare in due la difesa avversaria e invece spesso è sembrato come frenato e tradito dall’emozione. Per esempio è mancato di grinta in occasione del quarto gol del Moviola mentre in altre occasioni è stato troppo esuberante commettendo falli inutili.
In compenso in attacco ha dimostrato di essere l’uomo più pericoloso dell’Olympic di questa stagione: ha segnato il diciassettesimo gol in campionato e ne avrebbe meritato almeno un altro paio (palo e parata fortunosa del portiere).

Olympic 20000 – Centro 4-7

LUNEDI’ 21 FEBBRAIO 2011, ORE 21.20
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 685
TORNEO APERTURA 2010/2011, XV GIORNATA
OLYMPIC 2000 – CENTRO
4-7 (1-3)

MARCATORI:
1 BISOGNO
1 FANTINI
1 FORMICONI
1 RENCRICCA A.

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO PERRONE

Il fondo, se non è stato già raggiunto, è sempre più vicino e tra poco si potrà solo scavare o, viceversa, trovare il modo per risalire una china che si è fatta ormai impervia. Un’latra sconfitta, altri tre punti persi rispetto al girone di andata nel quale almeno avevamo vinto con le squadre che venivano dopo di noi mentre adesso stiamo perdendo punti e partite anche contro le formazioni di bassa classifica. Nemmeno la Europa League è così sicura come sembrerebbe perché basta che une delle squadre in zona retrocessione faccia un colpo a sorpresa e l’Olympic sprofonderebbe nel limbo, nel dimenticatoio delle squadre che si terminano la loro stagione ad aprile.
Per il match contro il Centro la società aveva rispolverato anche il Maghetto Tani ma nemmeno il ritorno del numero 11 gialloblù è servito a scuotere una squadra impantanata fino alla gola.
Il centro è stato più bravo in tutto, sul piano tecnico è stata una disfatta e su quello delle motivazioni è stata una Caporetto totale che ha evidenziato come per battere l’Olympic di questi tempi basta volerlo, basta impegnarsi, nemmeno troppo.
I biancorossi si sono portati velocemente sul 3 a 0 sfruttando la lentezza del nostro schieramento e l’approssimazione del nostro schema. La Pigna d’Oro Rencricca è lontano anni luce dal giocatore che per anni ha tenuto su la squadra. La sua forma è tremenda, la luce nei suoi piedi scomparsa e le sue responsabilità sui gol subiti dalla squadra, sebbene da dividere con il resto della squadra, sono sempre molto evidenti.
Nonostante il momento da tregenda il numero 4 prima della ripresa serviva a Fantini la palla del 3 a 1 ma subito dopo l’intervallo altri errori grossolani in difesa lanciavano il Centro sul punteggio di 5 a 1.
In quel momento il bubbone Olympic è esploso e la squadra ha giocato per circa cinque minuti senza che i giocatori si lagnassero ognuno dell’operato del compagno. Il risultato è stato cinque minuti di bel gioco in cui Formiconi, Bisogno e Rencricca realizzavano tre reti che accorciavano le distanze e mettevano in apprensione i giovani avversari.
Purtroppo è durata poco perché l’incanto si rompeva quando l’arbitro concedeva il tiro libero per l’ennesimo fallo di Rencricca e il Centro, segnato il 6 a 4, dilagava fino al 7 a 4 finale.
Mentre i gialloblù tornavano a testa bassa negli spogliatoi sotto una valanga di fischi i tifosi chiedevano un chiarimento e negli spogliatoi si parlava fino a notte fonda finché tutti, ma proprio tutti i problemi, non sono venuti a galla.
E’ uscito fuori che la squadra non sopporta più l’ostinazione a giocare quasi sempre da solo di Rencricca, il suo gioco che porta la squadra da avere lui come unica fonte di gioco e d’ispirazione anche in un momento in cui il giocatore è totalmente fuori forma e in cui sbaglia moltissimo divenendo spesso un capro espiatorio per la squadra che non lo segue più.
Gli altri da par loro devono ricominciare a correre, a sacrificarsi, a impegnarsi e soprattutto a non gettare le proprie frustrazioni sul compagno vicino che invece va sempre supportato, aiutato o almeno criticato in modo costruttivo senza che venga demoralizzato da una critica detta in malo modo.
Da ieri, dopo questo chiarimento, la squadra ha trovato un appiglio per risalire. Sarà in grado di salvarsi?

NOTE
CLIMA Molto freddo
SPETTATORI circa 10
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le nuove divise CHAMPIONS 2008

PAGELLE

1.PERRONE: 5.5 cap.
Rispetto alle ultime due partite è decisamente più in forma ed effettua tante belle parate nell’arco di tutta la gara. Purtroppo sette reti subite in una sconfitta rappresentano un handicap troppo pesante per puntare alla sufficienza.

4.RENCRICCA A. : 4
La peggiore stagione del Libero di Centocelle da quando milita nell’Olympic dovrebbe servire a fargli capire che dopo sette stagioni di successi di squadra e personali è il momento di cambiare qualcosa nel suo gioco. A questo aggiungiamo una condizione fisica deficitaria con conseguente scarsa lucidità che lo porta a commettere troppi falli e mal valutare il tempo di molti anticipi.
Segna un gol e serve un assist a Fantini.

8.FORMICONI: 5.5
Meglio del compagno reparto anche se pure lui commette davvero troppi falli. Prova a suonare la carica a metà ripresa ma le polveri della squadra sono bagnate.
Anche per lui un assist e un gol, il settimo in campionato.

7.BISOGNO: 5+
Mai pericoloso né ispirato però il gol in scivolata è davvero bello.

11.TANI: 5
Al rientro dopo quasi un mese si sistema sulla fascia destra. Comincia bene ma man mano che la gara entra nel vivo diventa inconsistente in fase di non possesso e poco reattivo quando si tratta di difendere.

19.FANTINI: 5+
A parte il gol non si vede moltissimo però dà l’impressione che potrebbe rendersi pericoloso da un momento all’altro.

16.SFORZA: 5
Fallisce nel suo compito primario cioè quello di puntare la porta e cercare di segnare invece gira spesso al largo della porta biancorossa.

Olympic 2000 – I Tamarri 2-2

LUNEDI’ 14 FEBBRAIO 2011, ORE 20.20
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 683
TORNEO APERTURA 2010/2011, XIV GIORNATA
I TAMARRI – OLYMPIC 2000
2-2 (1-2)

MARCATORI:
1 FANTINI
1 SFORZA

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO FORMICONI

Inaspettato e deludente il pareggio ottenuto ieri sera dall’Olympic 2000 contro la penultima in classifica in una gara che i gialloblù si erano prefissati di vincere a tutti costi per racimolare punti per una classifica che, se fino a ieri piangeva, oggi è praticamente moribonda.
Le cause di questa sconfitta sono da dividere equamente tra sfortuna e demeriti della squadra: la malasorte ha impedito a Perrone e compagni di presentarsi con la formazione migliore visto l’infortunio rimediato da Caserta nella partitella di venerdì, quello occorso a Rencricca nel riscaldamento e lo stato febbrile che aveva colto il capitano nella notte.
Caserta doveva quindi rinunciare a scendere in campo senza venire sostituto per mancanza di alternative mentre Rencricca e Perrone erano palesemente limitati dai loro rispettivi stati di malessere.
I Tamarri, nonostante il loro periodo poco felice giocavano la loro onesta partita in cui comunque sono apparsi inferiori all’Olympic che nel primo tempo creava poco e passava in vantaggio solo a metà frazione grazie a Sforza servito ottimamente da Bisogno.
Gli avversari pareggiavano poco dopo con un calcio di punizione sul quale un Perrone senza febbre avrebbe banchettato mentre Fantini, poco prima del fischio dell’intervallo portava di nuovo in vantaggio i gialloblù con un tiro molto forte che piegava le mani al portiere che pure aveva intercettato la sfera.
Nella ripresa l’Olympic metteva in atto una totale ma sterile supremazia: Bisogno, Sforza e Fantini riuscivano più volte a liberarsi al tiro ma le conclusioni dei nostri giocatori non trovavano praticamente mai la porta difesa da Jesus Bautista.
A dieci minuti dalla fine arrivava una duplice beffa per la nostra squadra che prima subiva il pareggio in un occasionale svarione mentre nel finale trovava un palo tanto clamoroso quanto incredibile per la dinamica: il tiro partiva dal piede da Bisogno, si infilava nell’area affollatissima dei Tamarri e trovava sulla sua strada proprio Fantini che di schiena lo deviava sul palo.
Il triplice fischio è calato sull’umidissima Madonnetta come un sollievo per i pochi spettatori che hanno assistito all’ennesima prova incolore dell’Olympic a cui è mancato come il pane l’estro e la velocità nello stretto di Caserta. Il ragazzo di Dragona è già diventato indispensabile per una squadra in cui tutti svolgono il loro compito ma in cui pochissimi hanno nelle corde quello che ha Caserta.

NOTE
CLIMA Molto umido
SPETTATORI circa 3
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le nuove divise PREMIER 2011

PAGELLE

1.PERRONE: 5.5 cap.
Con l’attenuante del forte stato di alterazione con cui è sceso in campo gli perdoniamo in parte i due gol subiti senza nemmeno abbozzare una risposta. Bene invece su Cataneo e Sileoni.

4.RENCRICCA A. : 5.5
A fine riscaldamento avverte un forte dolore al polpaccio. Speriamo che non sia nulla di grave però la prova di ieri è stata fortemente inficiata dal fatto di non poter correre e calciare correttamente.

8.FORMICONI: 5.5
Migliore in campo nel generale grigiore della serata dell’Olympic. Forse sarebbe meglio dire il meno peggio. Serve a Fantini l’assist per il 2 a 1.

7.BISOGNO: 5.5
Evanescente, non conclude mai niente di rilevante salvo il pacchetto dono che Sforza trasforma nell’1 a 0.

9.FANTINI: 5.5
Centesimo gol in gare ufficiali in gialloblù ma per il resto il portiere avversario non deve mai temere i suoi tiri.

21.SFORZA: 5.5
Altro gol e siamo a quota otto in sei gare ufficiali disputate. La vena realizzativa non si discute ma in una gara in cui avrebbe potuto segnare gol a valanga non riesce a mai a saltare l’uomo e nemmeno a stoppare i lunghi rinvii di Perrone che spesso gli consentono di tentare degli uno contro uno vantaggiosi.

Olympic 2000 – Disperato Amore

LUNEDI’ 7 FEBBRAIO 2011, ORE 21.10
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 682
TORNEO APERTURA 2010/2011, XIII GIORNATA
OLYMPIC 2000 Vs. DISPERATO AMORE
11-3 (5-1)

MARCATORI:
4 CASERTA
4 FANTINI
2 SFORZA
1 SANTOLAMAZZA

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO FORMICONI

La striminzita vittoria di venerdì scorso contro le Prime Donne ci aveva consegnato l’immagine di un’Olympic in difficoltà in tutti i reparti e aveva in parte cancellato le buone impressioni avute dopo la sconfitta contro il Bi Trattoria.
Tre giorni dopo constatiamo con piacere che l’Olympic in formato campionato conferma la sua crescita e ha mantenuto ciò che aveva implicitamente promesso dopo il 6 a 4 subito dalla squadra dei gemelli Lucidi una settimana fa: una squadra che aveva perso di soli due gol contro la prima in classifica non poteva che ben figurare contro l’ultima e così è stato.
Inoltre contro il Disperato Amore è arrivata una di quelle affermazioni che raramente i gialloblù hanno saputo dare nella loro storia ovvero una vittoria larga e convincente contro una formazione palesemente inferiore. Infatti normalmente, anche contro le squadre meno accreditate, l’Olympic fatica a sbloccare la gara e fatica ancora di più a condurre la vittoria in porto con tranquillità.
Dimenticatevi questa immagine perché ieri sera i gialloblù hanno segnato l’1 a 0 al primo affondo e già a metà primo tempo veleggiavano tranquilli forti di un 3 a 0 netto e inequivocabile.
Le tre reti avversarie sono arrivate in momenti in cui la squadra ha perso la concentrazione ma sono piccoli dettagli che a fronte di 11 gol realizzati sono decisamente ammissibili.
La parte offensiva, i tanti gol stanno lì a dimostralo, ha funzionato benissimo nonostante l’improvviso forfait di Bisogno. La coppia d’attacco che ormai possiamo definire quella titolare composta da Fantini e Caserta ha segnato complessivamente quattro gol e le reti realizzate da Sforza e Santolamazza sono la ciliegina su una torta succulenta con tanta crema.
Li spunti di cronaca sono pochi ma li elenchiamo velocemente per dare un’idea dell’andamento di una gara subito ben indirizzata dalla doppietta di Caserta e dal gol di Fantini. Gli avversari realizzavano il 3 a 1 ma venivano subito ricacciati indietro dalle segnature di Santolamazza e Sforza. Il 5 a 1 dopo metà partita era già abbastanza per definire le forze espresse in campo dalle due compagini ma la ripresa serviva solo per amplificare queste differenza.
C’è stata gloria per tutti e nonostante la pochezza del Disperato Amore i segnali espressi dalla squadra vanno comunque considerati in modo più che positivo.
I gialloblù si stanno assestando di gara in gara e Perrone può contare su almeno otto giocatori validi che da qui fino a fine torneo daranno tutto per questa maglia.

NOTE
CLIMA Molto umido
SPETTATORI circa 3
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le nuove divise PREMIER 2011

PAGELLE

1.PERRONE: 6 cap.
Sul primo gol degli avversari fa uno strano movimento rendendosi responsabile della segnatura di Mele. Si rifà nella ripresa quando frustra la volontà degli attaccanti rosso neri con due uscite basse da manuale.

4.RENCRICCA A. : 6
Speriamo che il suo periodo di forma appannata si sia chiuso con questa prestazione non brillantissima ma comunque incoraggiante. Non segna ma cucina due appetitosi assist per i compagni giungendo a quota 11 passaggi decisivi finali in stagione.

8.FORMICONI: 7+
Sbaraglia ogni avversario mettendo in campo il suo strapotere fisico e atletico. Tre assist anche per lui, performance che gli vale il primato nella classifica del Vassoio d’Argento in coabitazione con Rencricca.

6.SANTOLAMAZZA: 6+
Sembra pienamente recuperato dopo l’infortunio alla caviglia subito venti giorni fa contro i Cavalieri di 100. Nel primo tempo gioca da terzo di difesa e va a segnare il gol del 4 a 1. Nella seconda frazione invece, quando i ritmi calano precipitosamente, sostituisce egregiamente prima Rencricca e poi Formiconi in difesa. Prova da applaudire nell’ambito di un percorso personale encomiabile.

19.CASERTA: 7+
Altri quattro gol! E siamo a quota 10 tra campionato e Challenge Cup in cinque presenze complessive. Questo ragazzo in un mese ha già fatto più di tanti giocatori che l’hanno preceduto e sui la società aveva puntato molto ottenendo risultati alterni, scarsi e a volte addirittura nulli. Si è integrato alla perfezione sia in campo che nello spogliatoio e ieri sera è stato fondamentale per sbloccare il match. Ha fatto la differenza tra l’Olympic sterile del passato e quella pantagruelica di ieri.

9.FANTINI: 7
L’avevamo detto prima che Andrea si infortunasse e lo ribadiamo oggi all’indomani del suo ritorno e della sua quaterna. E’ un elemento indispensabile e si integra alla perfezione con Bisogno e con Caserta. Nella ripresa ha spadroneggiato nell’area avversaria e ora è ad un passo dal centesimo gol gialloblù in gare ufficiali.

21.SFORZA: 6+
Ecco un altro giocatore da applaudire per il suo percorso di crescita cominciato dalla tribuna, proseguito negli stage e in Challenge Cup e terminato con i gol segnati di recente come la doppietta di ieri.. Deve continuare così perché in queste condizioni e con questa voglia è un elemento che nei sette convocati per ogni partita ci sta sempre.

Olympic 2000 – Bi Trattoria 4-6

LUNEDI’ 31 GENNAIO 2011, ORE 20.10
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 680
TORNEO APERTURA 2010/2011, XII GIORNATA
BI TRATTORIA – OLYMPIC 2000
6-4 (3-0)

MARCATORI:
2 FORMICONI
1 CASERTA
1 GENNARI

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO DOMENICO CASERTA

Qualcosa sta cambiando. Non solo nell’aria, nel clima, che pian piano da rigido si sta avvicinando al tepore primaverile ma anche nell’Olympic. L’elenco di sconfitte stagionali si allunga ormai ogni settimana ma da qualche tempo, troppo poco in verità per individuare un trend definito, qualcosa si muove, lentamente, ma si muove.
Le sconfitte contro Svezia, The Boys e anche quella di ieri contro il Bi Trattoria si assomigliano tutte. L’Olympic gioca un buon calcio, dimostra solidità, anche una certa concretezza, ma rimane vittima di piccoli black out che alla fine diventano determinanti per il punteggio finale.
Ieri, contro la seconda in classifica, nonostante l’assenza di Fantini e Baldi i gialloblù hanno giocato alla pari con i loro avversari per quasi tutta la gara. Purtroppo la sconfitta si è determinata nella parte centrale del match quando il Bi Trattoria ha segnato tre gol in rapida successione che si sono aggiunti a quello segnato in apertura e hanno reso tutto troppo difficile.
Raccontato così, in soldoni, sembra che sull’Olympic si sia abbattuta una tempesta tropicale in realtà i gialloblù prima dello 0 a 1 stavano giocando molto bene e anche dopo essere andati sotto hanno continuato a creare occasioni da rete senza però finalizzarle con successo.
Poi a tre quarti di frazione c’è stato il crollo, anzi il mini crollo. La squadra si è slegata e purtroppo dobbiamo dire che in questa fase è stata decisiva l’amnesia tattica di Rencricca che, come spesso gli capita in questi ultimi tempi, ha spesso perso la sua posizione, contributo a rallentare l’azione con un possesso spesso sterile e venendo a mancare di lucidità nei momenti topici in cui la differenza fra un gol sbagliato nell’area avversaria e un contropiede subito in velocità da gente brava come Lucidi e compagnia bella è stata fatale.
Subito dopo l’intervallo un altro errore di posizione di Rencricca causava il gol dello 0 a 4 ma proprio quando sembrava che le lampadine di casa Olympic fossero tutte fulminate e il buio calasse indisturbato la nostra squadra si è miracolosamente riaccesa e ha ripreso il discorso interrotto nel primo tempo terminando la ripresa in crescendo.
A quel punto era troppo tardi per evitare la sconfitta ma non troppo tardi per far vedere che tutto sommato che l’Olympic è una squadra in salute, è una squadra che non gioca un buon calcio ma crea tantissime palle gol e ultimamente la media di gol per occasioni create è decisamente aumentata.
Il futuro è ancora indecifrabile, anzi possiamo dire che nel nostro futuro c’è l’Europa League, a cui rischiamo addirittura di qualificarci come ultima del gruppetto di quattro che vi accederà. Se fosse un futuro prossimo a cui arriveremo migliorando ulteriormente e continuando su questa squadra allora potrebbero esserci sorprese per tutti gli avversari ma anche per i nostri tifosi che ultimamente hanno avuto poco di che festeggiare.
I punti fermi su cui lavorare ci sono (quintetto base trovato, acquisto di Caserta, spogliatoio sempre unito), gli obiettivi pure (vincere la Challenge Cup e l’Europa League e arrivare in condizioni migliori alla fase finale della stagione).
Resta da seguire i giusti binari che a conti fatti è la missione più ardua.

NOTE
CLIMA Freddo umido
SPETTATORI circa 3
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le nuove divise PREMIER 2011 (maglia bianca con banda trasversale gialloblu e pantaloncini blu)

PAGELLE

1.PERRONE: 5.5 cap.
Festeggia il ragguardevole traguardo delle 600 partite con l’Olympic in un periodo in cui anche i pupazzi di neve sono più reattivi e scattanti. Anche contro il Bi Trattoria non è che abbia colpe specifiche su questo o quel gol però qualche parata che cambi il corso delle partite da lui ce le aspettiamo. Purtroppo al momento è un portiere troppo “normale” per le esigenze della sua squadra.

4. RENCRICCA: 5
Si becca il voto più basso della squadra perché dalla Pigna d’Oro 2010 ci aspettiamo di più. Nelle ultime due gare ha attraversato due periodi del tutto simili in cui gli si è come staccata la spina e quando lui va in palla la squadra crolla come un castello di carte. Ha sui piedi due palle gol in momenti importanti del match ma le spreca sparacchiando sul portiere.

8.FORMICONI: 5.5
Serata di grosse soddisfazioni in zona offensiva con una doppietta che lo porta a quota sei gol in campionato. Meno bene nel suo ruolo ma si trova spesso solo contro tutti gli indiani. Di nuovo e di nuovo ancora.

7.BISOGNO: 5.5
Prestazione di grossa sostanza agonistica, è anche molto attento nelle chiusure anche se nell’unica disattenzione il Bi Trattoria segna l’1 a 0. Da lui vorremmo anche qualche gol in più visto che quest’anno in campionato ha segnato solo quattro reti.

11.CASERTA: 6
Entra e rischia subito di segnare con una serpentina che convince ancor di più tutti quelli che non credevano troppo al suo acquisto. Purtroppo la tenuta è ancora limitata ma segna il quinto gol stagionale in tre uscite e piazza anche un assist per il secondo gol di Formiconi. I tifosi cominciano a chiamare il suo nome quando è in panchina.

9.GENNARI: 5.5
Un gradito ritorno quello del bomber che nel 2008 fu decisivo per la vittoria dell’Olympic in Coppa UEFA e in Coppa Italia. “Gennarinho” non giocava una gara ufficiale con l’Olympic dal 10 settembre 2009 e i tifosi lo hanno acclamato con foga quando lo speaker ha annunciato il suo nome. Purtroppo la sua prova non è stata decisiva come altre volte anche se ha segnato un gol e fornito due assist ai compagni. Si vede però che ormai è abituato a giocare a calcio a 11 e sicuramente all’Olympic avrebbe fatto maggiormente comodo il recente Fantini che purtroppo soffre di fascite plantare. Abbiamo comunque apprezzato l’impegno e l’amore per la maglia di Gennari che ha risposto presente alla convocazione non appena i suoi impegni gliel’hanno permesso.

Olympic 2000 – The Boys 2-6

MERCOLEDI’ 27 GENNAIO 2011, ORE 20.10
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 679
TORNEO APERTURA 2010/2011, XI GIORNATA
OLYMPIC 2000 – THE BOYS
2-6 (2-0)

MARCATORI:
2 CASERTA

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO ANDREA FANTINI

L’Olympic dalle due facce, l’Olympic pazza, l’Olympic sfortunata, l’Olympic sfiancata, l’Olympic irresistibile, l’Olympic sfavillante.
Ancora una volta abbiamo visto tutte queste squadre nell’arco di una sola gara, tutto in cinquanta minuti, il tutto suddiviso equamente in due interi universi paralleli della durata di venticinque minuti ciascuno. Nel primo la squadra gialloblù affrontava la formazione seconda in classifica, i The Boys, con il piglio delle grandi e con il gioco di chi vince tutto sbaragliando gli avversari.
Nel secondo tempo invece, come tante volte è successo, la squadra è entrata in un oscura dimensione in cui tutto è il contrario di ciò che conoscevamo, in cui la squadra vista fino a qualche minuto prima si ridimensiona, un mondo in cui scocca la mezzanotte e la principessa ridiventa Cenerentola.
I maligni, e forse hanno più di un pizzico di ragione, diranno che l’eccezione era l’Olympic del primo tempo, non quella modesta della ripresa che tutto sommato siamo abituati a vedere galleggiare tra sesto e ottavo posto in classifica.
Per nessuno può negare che l’Olympic vista all’opera nella prima frazione è esistita e probabilmente può ancora esistere quindi dobbiamo chiederci come è stato possibile per la nostra squadra raggiungere determinati livelli, come li si può raggiungere nuovamente, come farli diventare uno standard e perché nel secondo tempo la squadra è tornata al punto di partenza.
Analizziamo tutti i fattori a partire dalle convocazioni: la società ha avuto dei problemi a causa della contemporanea assenza di Baldi e Bisogno. La rosa purtroppo è piuttosto corta attualmente quindi Tani sostituiva Baldi, il neo acquisto Caserta rimpiazzava Bisogno mentre Santolamazza figurava in panchina ma non era utilizzabile a causa dell’infortunio rimediato la settimana scorsa contro i Cavalieri di 100.
I The Boys erano in formazione tipo quindi non possiamo attribuire la bella prestazione gialloblù a mancanze avversarie. Tutt’altro: l’Olympic nel primo tempo ha sbaragliato gli avversari grazie ad un gioco avvolgente, alla grinta dei giocatori e alle due perle del giocatore del momento, il talento che entusiasma la curva, Domenico Caserta.
Per tre volte Fantini ha sfondato sulla fascia destra riuscendo a raggiungere Caserta con i suoi passaggi smarcanti: la prima volta il numero 20 gialloblù sparacchiava sul portiere mentre le due volte successive batteva il portiere granata prima con un tiro al volo e poi con un tiro preciso a incrociare sul secondo palo.
All’intervallo si andava sul punteggio di 2 a 0 per l’Olympic, un punteggio che avrebbe potuto significare una tranquilla ripresa di amministrazione gioco in contropiede.
Purtroppo qui dobbiamo cominciare ad analizzare i motivi del crollo della nostra squadra che dopo pochi minuti dalla ripresa delle ostilità perdeva Tani a causa di una contrattura. Quindi innanzitutto la squadra ha perso la possibilità di cambiare i giocatori in carenza di ossigeno e il crollo fisico c’è stato subito.
I The Boys hanno segnato un gol che ha riaperto i giochi e da questo momento in poi l’Olympic ha subito anche un crollo psicologico: la paura di perdere, il terrore di dissipare tutto ciò che di buono era stato fatto nel primo tempo è stato un handicap letale.
I The Boys hanno cominciato a colpire senza pietà, la nostra difesa è rimasta scoperta sia per demeriti propri che a causa del calo di pressing di centrocampisti e attaccanti e il 6 a 2 finale, per quanto giusto per ciò che si è visto sul campo, è apparso anche una punizione troppo pesante per un’Olympic che per venticinque minuti è sembrata alla pari con una delle squadre che si giocheranno il titolo finale.
Ora l’immediato futuro ci presenta la sfida contro la prima della classe Bi Trattoria, una partita in cui il pronostico sembra condannarci. Abbiamo cominciato a vedere che l’Olympic può risollevarsi ma la voglia di migliorare deve essere più forte di quanto visto contro i The Boys e deve essere più forte anche di un campo ridotto a risaia e delle difficoltà di formazione.
E infine tiriamo in ballo la testa che è venuta a mancare troppo presto. Siamo i primi a dire che energie fisiche e mentali vanno spesso di pari passo ma in passato la grinta e lo spirito indomito dei nostri è stato più forte delle situazioni contingenti.
Cominciamo a ritrovare la forza dentro di noi e sicuramente anche le gambe ci sembreranno più forti e solide.

NOTE
CLIMA Pioggia
SPETTATORI circa 20
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 con divisa FLUO 2006

PAGELLE

1.PERRONE: 5.5 cap.
La centesima partita dell’Olympic sul campo della Madonnetta vede un Perrone che para solo il parabile. Il Perrone che merita la sufficienza è quello che para, almeno una volta a partita, anche l’impossibile.

4.RENCRICCA A. : 5
Due facce di una squadra, due facce di un giocatore. Perfetto nel primo tempo, irritante nel secondo. Le domande sul crollo della squadra sono le stesse che potremmo farci a proposito del calo del suo perno difensivo.

8.FORMICONI: 5.5
Non perde la testa nemmeno quando gli avversari dilagano ma già nel primo tempo aveva commesso un paio di incertezze totalmente al di fuori del repertorio nel numero 8 gialloblù.

19.FANTINI: 6
Migliore in campo perché mantiene i nervi saldi, perché ce la mette tutta fino alla fine, perché confeziona due assist per Caserta e perché nelle serate buone come in quelle da dimenticare l’Olympic non può più fare a meno del suo miglior giocatore offensivo di questo periodo.

7.TANI: 6
Il Maghetto rientra dopo un mesetto di assenza, gioca la parte finale del primo tempo e si infortuna dopo pochi minuti dall’inizio della ripresa. E’ un peccato perché nel periodo in cui è stato in campo ha tenuto bene il campo, ha lottato su ogni pallone e sprizzava voglia di riprendersi la maglia da titolare da tutti i pori. Uno come lui, una volta recuperato dall’infortunio, è fondamentale per migliorare la rosa in termini di scelte numeriche e qualitative.

20.CASERTA: 6
Che giocatore! Molti aspettavano la conferma a livelli più alti, una dimostrazione maggiormente probante delle sue qualità già intraviste nello stage e contro i Tamarri. Beh, dopo averlo visto all’opera contro una delle squadre più forti del torneo possiamo dire che per lui le verifiche sono terminate. Se ne va in dribbling esattamente come nelle uscite precedenti e segna due gol favolosi, in girata al volo e con un tiro secco sul secondo palo. Il suo obiettivo deve essere quello di migliorare la tenuta atletica (nella ripresa è crollato fisicamente) e allora chi lo fermerà?

Olympic 2000 – Cavalieri di 100 7-3

GIOVEDI’ 20 GENNAIO 2011, ORE 21.10
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 678
TORNEO APERTURA 2010/2011, X GIORNATA
OLYMPIC 2000 – CAVALIERI DI 100
7-3 (2-2)

MARCATORI:
2 FANTINI
2 RENCRICCA A.
2 SFORZA
1 FORMICONI

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO ANDREA FANTINI

Le speranze dei tifosi gialloblù non sono morte. La squadra è ancora viva e ieri è arrivata una vittoria che è stata la miglior conferma a coloro i quali avevano ipotizzato che l’Olympic potesse accusare in maniera fatale la sconfitta nel derby dell’altro ieri.
Aver perso il derby in quel modo è stata sicuramente una brutta batosta: giocare bene, a tratti dominare e non ottenere nemmeno un punto sarebbe stata una mazzata per molte squadre ma evidentemente l’Olympic è fatta di una buona pasta e forse i giocatori credono in determinati obiettivi, anche se al momento piuttosto lontani e improbabili, più dei loro stessi sostenitori.
Ieri la squadra è tornata in campo per il recupero della nona giornata di campionato contro i Cavalieri di 100, partita che una settimana fa era stata rinviata su richiesta dei nostri avversari che poi, appena qualche giorno fa, avevano stupito gli addetti ai lavori andando a pareggiare contro la capolista The Boys.
Il 7 a 7 dei Cavalieri contro i primi in classifica era uno spauracchio che certamente avrà impensierito i nostri giocatori e il cambiare due giocatori rispetto alla prova con la Svezia rappresentava un’altra variabile impazzita.
Le facce nuove convocate per questo turno portavano il nome di Santolamazza e Sforza, due che nell’ultimo stage non avevano esattamente fatto faville ma che alla fin fine ieri non hanno sfigurato nonostante una partenza difficile.
Ed è stata proprio la partenza difficile dell’Olympic a mettere paura ai tifosi che già si figuravano l’ennesimo passo falso con una squadra di fondo classifica.
Cosa è successo? La difesa gialloblù è partita a rilento, Perrone non è stato reattivo come al solito e in pochi minuti i Cavalieri si sono portati sul 2 a 0.
Gelo. Il freddo climatico era niente in confronto ai brividi che i nostri ragazzi davano alla curva ma poi la squadra si è riscaldata e ha tirato fuori quel carattere e soprattutto quella voglia di vincere che è stato il vero fattore decisivo del match.
E per la rimonta è stato fondamentale il senso del gol di Francesco Sforza che magari a volte diventa irritante in alcune prestazioni ma che quando ha il piedino caldo diventa pericoloso per qualsiasi squadra. L’airone della Cassia prima bruciava marcatore e portiere con un tocco preciso in area. L’attaccante si ripeteva poi a inizio ripresa, quando le squadre erano sul 2 a 2 grazie all’ennesimo gol di Rencricca. Bisogno effettuava un bel tiro cross dalla destra e Sforza di testa batteva il portiere avversario che aveva malamente deviato il fendente di Bisogno.
Sul 3 a 2 la partita era chiusa. Da quel momento l’Olympic ha dominato stabilendo il monopolio sul gioco e segnando altri quattro gol a fronte di almeno il triplo delle occasioni da rete create.
Finiva quindi con il punteggio di 7 a 3 la decima e ultima gara del girone di andata di campionato. Un girone che chiudiamo al settimo posto e con al seconda miglior difesa del torneo. Il quarto posto dista sei lunghezze e francamente non sembra un obiettivo irraggiungibile. Purtroppo dobbiamo essere realistici e obiettivi e dire che le contendenti al quarto posto sono tantissime, in pratica tutte quelle che per ora occupano la zona Europa League e che sperano che la Svezia, attuale quarta in classifica, veda prolungarsi il suo periodo di scarsa forma.
L’Olympic rispetto ad alcune di queste squadre può vantare una maggiore esperienza e un miglior gruppo ma il dato sconfortante è quello dell’attacco gialloblù che è tra i peggiori tra tutte e undici le formazioni partecipanti ed è probabilmente il peggiore in assoluto nella media occasioni create/goal realizzati.
E’ tutto come nelle passate stagioni, si attende una svolta finché la matematica non lo renda inutile. Al momento tutto, ma proprio tutto, dipende da noi.

NOTE
CLIMA Freddo umido
SPETTATORI circa 6
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 con divisa GOLD 2009

PAGELLE

1.PERRONE: 6 cap.
Poco reattivo sui primi due gol dei Cavalieri ma sullo 0 a 1 evita una rete fatta. Ripresa da spettatore.

4.RENCRICCA A. : 7-
Dopo il gol dello 0 a 2 sale in cattedra: sigla la rete del 2 a 2 con un destro millimetrico poco dopo aver servito a Sforza l’assist per l’1 a 2. Nel secondo tempo perfeziona la sua doppietta e pennella per Formiconi l’invitante passaggio che il collega trasforma in oro.

8.FORMICONI: 6.5
Nei primi minuti sembra ingolfato e sbaglia un’infinità di passaggi e disimpegni dando vita tra l’altro al gol dello 0 a 2. La brutta copia del nostro numero 8 fortunatamente rimane negli spogliatoi perché il giocatore che segna la splendida rete del 5 a 2 è proprio il Formiconi originale: stop e tiro a incrociare di collo pieno al volo!

6.SANTOLAMAZZA: 5.5
Inspiegabile: sono ormai tante le settimane in cui sta giocando con continuità eppure la forma fisica è sempre quella di un giocatore con pochi minuti nelle gambe. Nel secondo tempo si fa male impedendo ad un avversario di calciare in rete a botta sicura. Si attendono accertamenti medici.

7.BISOGNO: 5.5
Emotivamente scarico dopo la splendida prova nel derby con la Svezia. Ha tantissime occasioni per aumentare il suo finora magro bottino di gol ma in tutte le circostanze favorevoli si impappina facendo fare bella figura al portiere dei Cavalieri.

10.FANTINI: 7
Ad un Fantini così non ci rinuncerebbe nessun allenatore, nemmeno Mourinho. L’intensità del suo gioco è altissima e costante e si vede che sta bene perché nei momenti di difficoltà della squadra è tra i primi a suonare la carica. Segna due gol realizzando così la sua quinta doppietta in campionato e nella seconda rete scarica tutta la sua rabbia agonistica in un siluro preciso che lascia il portiere di stucco insaccandosi sul secondo palo.

21.SFORZA: 7-
Il destino di questo attaccante è quello di non conoscere mezzi misure e ormai i tifosi si sono abituati a bistrattarlo per i suoi errori o a osannarlo per prestazioni come quella di ieri. I suoi due gol sono l’essenza del bomber di razza: nel primo tempo addomestica il filtrante di Rencricca, tiene a bada il marcatore e batte in scivolata il portiere avversario mentre nel secondo tempo si avventa su un tiro cross di Bisogno deviato da un difensore avversario trovando in pochi istanti la coordinazione per battere il portiere dei Cavalieri con un colpo di testa vincente. Un cobra gialloblù che può fare male a qualsiasi difesa se è in forma.

Olympic 2000 – Svezia 3-5

MARTEDI’ 18 GENNAIO 2011, ORE 21.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 677
TORNEO APERTURA 2010/2011, IX GIORNATA
SVEZIA – OLYMPIC 2000
5-3 (2-2)

MARCATORI:
2 RENCRICCA A.
1 BISOGNO

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO GIANLUCA BISOGNO

I tifosi della Svezia cantano e festeggiano per l’ennesima vittoria nel derby proprio mentre quelli dell’Olympic abbandonano la Madonnetta scorarti dalle forze dell’ordine. Musi lunghi, facce arrabbiate, bambini con lo sguardo perso nel vuoto e qua e là qualche sprazzo di conversazione dai quali di intuisce che perdere così fa male.
Fa male per un tifoso quindi figuriamoci per chi sta in campo, uscire sconfitti dopo 50 minuti in cui hai lottato alla pari con il tuo avversario. Anzi, per ampi tratti di partita l’Olympic ha saputo mettere alle strette la Svezia producendo una gran quantità di palle gol ma si sa, è la legge non scritta del calcio, se sprechi molto e non concretizzi alla fine i gol li subisci.
Il rimpianto più grande della tifoseria probabilmente è stato quello di non aver visto in campo Domenico Caserta, l’uomo del momento, la speranza di tutto il popolo gialloblù. Purtroppo il giocatore non era disponibile per motivi lavorativi ma dobbiamo dare a Cesare quel che è di Cesare: la squadra ha giocato bene, ha tenuto alto il nome dell’Olympic e i tifosi proprio non possono lamentarsi del gioco e del carattere dei giocatori.
Sembra una battuta ma alla fine l’unica cosa storta della serata di ieri è stata la sconfitta.
Per la prima volta dopo tanti anni l’Olympic si è presentata a questo derby senza timori reverenziali, senza paure. Forse sarà stato perché la Svezia non è in un gran momento è veniva da tre sconfitte consecutive in campionato ma noi crediamo che sia stato perché quest’anno l’Olympic, a prescindere dai soliti risultati altalenanti, ha trovato una forza interiore e una consapevolezza maggiore rispetto alle recenti stagioni.
La Svezia convocava tanti giocatori con due ritorni eccellenti: Simone Montaldi figurava tra i giocatori di movimento (il portiere è ancora infortunato alla mano) mentre in porta tornava dopo quasi quattro anni Giuliano Rocca, protagonista di tante vittorie del passato della formazione di Tarallo.
L’Olympic invece schierava i sei giocatori cosiddetti titolari ovvero Perrone, Rencricca, Formiconi, Baldi, Bisogno e Fantini.
Il primo acuto dell’incontro è stato di marca Olympic ed è stato il vantaggio realizzato da Gianluca Bisogno che bruciava Rocca su assist di Formiconi. La Svezia tirava subito fuori gli artigli e in pochi minuti pareggiava e passava in vantaggio. Scaltri i nostri avversari che segnavano l’1 a 1 su schema di calcio di punizione mentre in occasione dell’1 a 2 la nostra retroguardia dormicchiava e permetteva a Gianluca Atzeni di esplodere il suo tiro da fuori area sugli sviluppi di un calcio d’angolo.
La gara era vibrante, bella, corretta e Rencricca segnava il 2 a 2 mandando le squadre all’intervallo in situazione di parità. Nei primi venticinque minuti di gioco era Perrone il portiere più impegnato ma la ripresa avrebbe visto un sostanziale cambiamento di rotta del match.
I gialloblù sono rientrati sul terreno di gioco con un gran piglio e sono riusciti ad avvolgere con il proprio gioco la Svezia fino ad arrivare ad impegnare Rocca almeno in una decina di occasioni. Nella quasi totalità di queste occasioni ha avuto la meglio lo storico estremo difensore della squadra capitanata da Gianluca Atzeni mentre la Svezia puniva l’Olympic sfruttando piccole ma letali disattenzioni della nostra retroguardia.
Su azione di calcio d’angolo era Rencricca a lasciare Attili tutto solo di battere Perrone mentre sul 4 a 2 era un po’ tutta la difesa dell’Olympic a fare acqua. Quando sembrava che la partita dovesse concludersi con questo punteggio Rencricca riusciva a battere Rocca per la seconda volta e nei minuti finali la Svezia ha sentito le ginocchia tremare temendo un pareggio in extremis.
Purtroppo la seconda disattenzione della serata di Rencricca permetteva a Montaldi di segnare il gol del 5 a 3 che chiudeva la partita.
La fotografia della serata è quella che ritrae un’Olympic viva, ispirata, grintosa ma anche inevitabilmente sprecona e inconcludente sotto porta. Formiconi sulla via degli spogliatoi era chiaro: “Perrone ha fatto due tre parate decisive, Rocca almeno una decina!”
Purtroppo la verità è che l’Olympic non batte la Svezia in gare ufficiali dal maggio del 2001, che quella di ieri è stata la sconfitta 400 della nostra storia, che non vinciamo in campionato dal 22 novembre e che la classifica non sembra lasciare spazio a sogni o speranze rosee.
Adesso come adesso il bicchiere appare vuoto o quasi ma qualcosina a cui aggrapparsi riusciamo comunque a trovarlo: la squadra gioca, crea occasioni e subisce pochi gol. il mercato invernale, ancora in corso, ha già provveduto ad alcune lacune della squadre. Infine, lo spirito di squadra, l’attaccamento alla maglia e la grinta ci sono.
Serve solo il classico episodio che dia la svolta alla stagione.

NOTE
CLIMA Freddo umido
SPETTATORI circa 3
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 con divisa FLUO 2006

PAGELLE

1.PERRONE: 6.5 cap.
Non sente l’emozione di un derby la cui rivalità comincia quando il resto dei giocatori dell’Olympic non faceva parte di questa squadra. Para bene e non è colpevole su nessuna segnatura degli avversari.

4. RENCRICCA A. : 6+
Non è la prima volta che assistiamo ad una prestazione dai due volti del nostro numero 4. Godiamo della sua doppietta che ne fa il miglior marcatore gialloblù in campionato ma dobbiamo anche rilevare due errori decisivi in occasione del terzo e del quarto gol della Svezia. Nonostante ciò merita la sufficienza perché Rencricca supplisce alle carenze offensive della squadra con la sua prolificità in zona gol.

8.FORMICONI: 6.5
Buona prova senza sbavature né tutti quelle punizioni che normalmente concede in Challenge Cup, torneo in cui non è previsto il cumulo dei falli che porta ai tiri liberi. L’aveva detto che in campionato avrebbe suonato un’altra musica e così è stato.

10.BALDI: 5
Scarico, deconcentrato, fuori partita. Ha la febbre e quindi qualche attenuante ma forse il derby avrebbe dovuto dargli qualche stimolo in più. Il suo errore a tu per tu con Rocca è di quelli che fanno mettere ai tifosi le mani tra i capelli, anche a chi è calvo.

7. BISOGNO: 6.5
Migliore in campo sia per la prova in sé che per l’intensità della sua prestazione. Anche lui aveva annunciato che “non avrebbe più guardato in faccia a nessuno” e anche lui ha mantenuto la promessa segnando subito l’1 a 0 e giocando una di quelle partite che normalmente consentono all’Olympic di firmare vere e proprie imprese. Stavolta l’impresa è stata solo sfiorata ma la squadra non può rinunciare mai a questo Bisogno.

19.FANTINI: 6
Questo giocatore è ormai un punto fermo per l’Olympic che lo schiera indifferentemente in campionato e in Challenge Cup. Fallisce almeno quattro gol facili in fotocopia ma sono occasioni che spesso contribuisce lui stesso a creare grazie al lavoro estenuante che fa in attacco e al peso della sua presenza in campo. Anche per lui l’optimum è dietro l’angolo.