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Olympic 2000 – Real Mellano 3-6

Buon pomeriggio. Commento, pagelle e foto a voi!
MERCOLEDI’ 24 FEBBRAIO 2010, ORE 20.10
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, XVI GIORNATA
REAL MELLANO   –   OLYMPIC 2000
6-3 (2-1)

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Fabrizio Perrone

 

Quello che ieri i tifosi e i giocatori dell’Olympic hanno vissuto è stato niente di meno che un romanzo, un romanzo breve, con soli tre capitoli ma pieno di emozioni contrastanti e di colpi di scena. Divideremo quindi la narrazione di ciò che è accaduto in tre parti ben distinte.

 

CAPITOLO 1 – Il campo

Innanzitutto si è giocato contro il Real Mellano, formazione che per tre quarti di torneo ha giocato un ottimo calcio guadagnandosi meritatamente di occupare le prime posizioni in classifica e che recentemente ha saltato qualche incontro a causa di gravi problemi di un loro giocatore. Problemi che non conosciamo a fondo ma che rispettiamo.

L’organizzazione aveva comunicato alla nostra società che questa partita l’Olympic l’avrebbe quasi sicuramente vinta tavolino ma poi, tre giorni fa è arrivata la comunicazione che invece questi problemi erano fortunatamente sulla via della risoluzione e che, si, si poteva giocare.

L’Olympic in questo modo doveva rinunciare ad una comoda via per ottenere i tre punti che le servivano per qualificarsi alla Champions League ma pazienza perché tutto l’ambiente gialloblù sapeva benissimo di aver gettato al vento tante occasioni per qualificarsi alla coppa che conta e i giocatori volevano conquistarsi la loro vittoria sul campo e non a scapito delle sfortune di qualcun altro.

E quindi si è giocato con l’Olympic che si schierava con Perrone, Rencricca (influenzato ma presente), Formiconi, Bisogno e i rientranti Stefano Tagliaferri, Guarino e Tani. I primi venticinque minuti di gioco sono stati una sofferenza per l’Olympic che affrontava una squadra che ha dimostrato di meritare tutti e 30 i punti finora conquistati.

E allora Perrone alzava la saracinesca sui molti tentativi di andare a rete dei ragazzi in maglia arancio e alla prima occasione i suoi compagni lo ringraziavano segnando l’1 a 0 con Bisogno che di prima scaricava un tiro dopo aver ricevuto palla dalle retrovie.

Il Mellano a quel punto si è come sbloccato e ha segnato due gol in rapida successione chiudendo la frazione in vantaggio ma alla ripresa l’Olympic ci metteva il cuore e pareggiava proprio con il giocatore più operaio della squadra, Alessandro Guarino, che in scivolata deviava in rete un tiro assist di Tagliaferri.

La terza rete del Mellano era solo la chiamata per la nuova impennata d’orgoglio gialloblù che pareggiava ancora con Guarino, particolarmente ispirato, che stavolta perfezionava la sua doppietta con un bel tiro a giro dal vertice sinistro dell’area di rigore.

Mancavano dieci minuti al termine e con il pareggio l’Olympic avrebbe ottenuto il suo pass per la Champions ma a quel punto le energie dei nostri sono terminate, l’ossigeno non è più arrivato al cervello e per Rencricca e compagni è diventato difficile anche mantenere la lucidità e la compattezza difensiva.

Il Mellano forte di una maggiore qualità tecnica e di una migliore condizione atletica ha approfittato di questo calo della nostra squadra e ha affondato il colpo segnando i tre gol che hanno decretato il loro successo per 6 a 3.

Finito anche il sedicesimo impegno del torneo i nostri si sono incamminati negli spogliatoi, tristi, consci di averci provato e di aver perso l’occasione giusta per ottenere la Champions in passato, non certo ieri sera.

Rimaneva comunque un lumicino di speranza legato ad improbabili incroci di risultati delle altre formazioni.

 

CAPITOLO 2 – Ingiustizia

E invece negli spogliatoi questa speranza veniva distrutta da una visita dell’organizzatore che comunicava la scelta del Mellano di non giocare le rimanenti due gare e di perderle a tavolino falsando così il torneo e penalizzando oltremodo la nostra squadra chissà perché vittima della formazione arancio che a quanto pare aveva precedentemente comunicato all’organizzazione di poter giocare solo contro i gialloblù e non le altre gare.

Questa conclusione della storia ai nostri giocatori sapeva di beffa, di ingiustizia, insomma di qualcosa di profondamente sbagliato sia a livello di sostanza che di forma. Infine i nostri giocatori si sono sentiti traditi da un’organizzazione che disconoscere due stagioni di fair play e di correttezza mostrati dalla nostra società.

Perrone ha comunque chiuso lì la vicenda rinviando all’indomani ogni decisione e contromossa preferendo perpetrare la nostra tradizione di stile.

 

CAPITOLO 3 – Giustizia (?)

E infine la storia di oggi. Perrone spinto dai suoi compagni e forte di uno spogliatoio unito contattava l’organizzazione, comunicava il proprio malessere e quello della squadra per l’ingiustizia subita concludendo comunque la conversazione con un reciproco mantenimento delle rispettive posizioni ovvero con i dirigenti della Madonnetta che non condividevano quanto espresso dal capitano.

L’ultimo colpo di scena di questa avvincente storia arrivava mezz’ora dopo con l’organizzatore che ricontattava la nostra società e si diceva convinto delle nostre posizioni e pronto ad impegnarsi per far si che la settimana prossima si giochino le due gare che il Real Mellano aveva precedentemente perso a tavolino contro C.N. F.C.  e Orange.

 

CONCLUSIONE

E ora aspettiamo la fine di questo romanzo sperando che l’organizzazione riesca a far giocare queste due gare e che i risultati possano darci quella qualificazione in Champions che comunque sappiamo di non meritare per quanto fatto vedere in campo. Se le cose andassero male sapremmo comunque che sono andate male totalmente per colpa nostra e non per assurdi movimenti determinati a tavolino.

Non ci resta che aspettare.

 

NOTE: serata primaverile. Spettatori, circa 10. In panchina Alessandro Santolamazza.

PAGELLE

PERRONE: 6+ cap.

Bene. E’ una di quelle serate che gli avversari lo maledicono per le parate e i compagni gli fanno i complimenti.

Per lui la prima fase si chiude con 14 presenze e 64 gol subiti.

RENCRICCA A. : 6

All’ora di pranzo aveva 40° di febbre e all’ora di cena è in campo sacrificandosi per l’Olympic. Non può essere al top ma merita un elogio. Capocannoniere gialloblù di questa fase del torneo, 12 presenze e 12 reti.

FORMICONI: 6

Indomito, non non molla e mai e sprona la squadra anche quando il divario di reti con il Mellano diventa incolmabile.

L’ultimo arrivato dal mercato di gennaio ha offerto finora un ottimo rendimento collezionando 6 presenze e 2 reti.

GUARINO: 5.5

Peccato, poteva essere l’eroe della serata nonostante una prova non esaltante ma impreziosita da una doppietta che da ha dato speranza alla squadra. Finora ha messo da parte 9 presenze, ha segnato 4 gol e ne ha subito 1 da portiere.

TAGLIAFERRI S. : 5.5

Sembra aver recuperato bene dall’infortunio subito tre settimane fa contro i The Boys ma ieri ha evidenziato una condizione precaria certamente figlia di questi 21 giorni di stop forzato. Nell’unico spunto degno di nota mette in mezzo il tiro cross che Guarino trasforma nel gol del provvisorio 2 a 2.

Il numero 5 gialloblù (da ieri nuovamente con il suo numero distintivo grazie alle nuove divise) ha fatto registrare 8 presenze e 10 gol nella prima fase.

BISOGNO: 5.5

Ci ha fatto saltare in piedi a tutti, sulle tribune, in curva, a casa con il gol dell’1 a 0, peccato non sia durato a lungo perché la rete oltre ad essere stata molto bella poteva anche significare Champions League.

Per il nostro centrocampista di fascia la prima fase del torneo ha significato 13 presenze e 11 gol.

TANI: 5.5

L’elemento più talentuoso della squadra ieri sera ha provato qualche gioco di prestigio ma ha quasi sempre sbattuto sui prestanti difensori avversari. Il Maghetto ha collezionato 11 gare e 8 reti.

Olympic 2000 – Werder Brema 4-4

GIOVEDI’ 11 FEBBRAIO 2010, ORE 21
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, XIV GIORNATA
WERDER BREMA   –   OLYMPIC 2000
4-4 (3-2)

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Fabrizio Formiconi

 

Cosa è successo ieri sera? C’è stata una di quelle partite che da 20 fanno innamorare la gente dell’Olympic, una squadra operaia, che piace ai tifosi quando riesce a mettere in campo le sue virtù principali.

Non siamo capaci di palleggiare, creare bel gioco, inventare magie con continuità. Noi diventiamo imprevedibili quando ci sacrifichiamo, siamo concentrati, determinati per cinquanta e più minuti magari anche andando sotto e poi recuperando in un crescendo di emozioni che al fischio finale esplodono in una gioia che è di tutti, giocatori, panchina e tifosi.

Le partite che mancano alla fine del primo turno del Torneo di Apertura sono sempre meno e la squadra si è complicata la vita perdendo l’importante match contro i The Boys. La vittoria a tavolino contro l’Ostia XIII ci ha permesso di sperare ancora in quel fatidico ottavo posto che vale la Champions ma per continuare a sognare bisognava fare punti contro il Werder Brema, la formazione capolista che finora aveva solo vinto.

I gialloblù sono scesi in campo sapendo che non avevano nulla da perdere, la situazione era difficile e le molte assenze complicavano ulteriormente la faccenda. Senza Tagliaferri (infortunatosi contro i The Boys), Guarino e Buca (assenti rispettivamente per motivi di lavoro e personali) abbiamo affrontato la gara con un solo cambio a disposizione e con la coppia Tani Sforza a corto di fiato dopo le lunghe assenze e invece proprio da questa situazione d’emergenza è nata l’impresa.

Coperti e corti i giocatori gialloblù sono andati in svantaggio dopo pochi minuti con l’elemento di maggior talento del Werder che dribblava mezza difesa e batteva Perrone ma poi Sforza ha pareggiato con un sinistro che per velocità di esecuzione ha stupito tutti, compagni e soprattutto avversari!

Poi l’Olympic ha vissuto un breve periodo da tregenda con Rencricca che regalava palla al numero 14 bianco verde che segnava l’1 a 2. Come se non bastasse Formiconi imitava il compagno di reparto facendosi intercettare un passaggio e permettendo all’attaccante avversario di tirare verso Perrone che completava la frittata con un tentativo di parata goffo e maldestro.

Sull’ 1 a 3 sembrava che i nostri stessero giocando sullo 0 a 0 e prima dell’intervallo questo non perdersi d’animo si concretizzava nel gol di Formiconi con il difensore che segnava il secondo gol nelle ultime due uscite con una rasoiata dalla sinistra.

Andare al riposo in svantaggio è stata una grandissima spinta per i nostri ragazzi. Non pensiate che l’Olympic abbia dominato la ripresa perché non è affatto così, non ci appartiene come tradizione e non è nelle nostre corde. Però il nostro quintetto ha saputo reggere l’urto del Werder punto sull’orgoglio e ha saputo colpire al momento giusto.

Perrone ha fatto qualche uscita provvidenziale proteggendo il risultato e a metà ripresa è arrivato il pareggio di Tani che rubava palla a centrocampo e tutto solo si involava verso la porta avversaria superando anche l’estremo difensore con un tiro centrale che gli passava sotto la parte meno nobile del corpo.

Il finale era da cardiopalma: il Werder colpiva un palo esterno e segnava la rete del 4 a 3 ma gli ultimi dieci minuti erano tutti di marca gialloblù con la traversa colpita da Rencricca, il palo colpito da Bisogno e l’apoteosi del definitivo pareggio di Sforza che raccoglieva in area la respinta del portiere del Werder su una staffilata dalla trequarti di Rencricca.

L’esultanza del centravanti gialloblù era bellissima, una corsa verso il centrocampo urlando frasi incomprensibili ma se rivediamo anche i momenti successivi agli tre gol ci accorgiamo che anche nelle altre tre circostanze i nostri ragazzi hanno esultato abbracciandosi, trovandosi con lo sguardo, dimostrando un’intesa e un’unità che ci hanno fatto commuovere.

Questa è un buona Olympic sul piano tecnico ma è impareggiabile per il suo spogliatoio così unito e che risulta essere il motore di ogni buon risultato. Senza cuore, il cuore buttato ieri oltre l’ostacolo Werder non andiamo da nessuna parte, teniamolo sempre a mente e godiamoci questo importante risultato per quello che è, un pareggio che smuove la nostra classifica verso l’alto e che arriva contro una squadra contro cui finora nessuna altra formazione partecipante al torneo l’aveva mai spuntata.

 

NOTE: serata di freddo artico. Spettatori, circa 5. In panchina presenti Alessandro Santolamazza e Emiliano Belli.

PAGELLE

PERRONE: 7+ cap.

Si perde in chissà quali pensieri sul terzo gol del Werder ma per il resto è una muraglia, soprattutto nelle uscite grazie alle quali nega almeno quattro segnature agli avversari.

RENCRICCA A. : 7+

Inevitabilmente ostinato e cocciuto nei tiri dalla distanza che finiscono tutti alti meno due, il primo colpisce il palo e rimbalza sulla traversa e il secondo viene ribattuto dal portiere sui piedi di Sforza che segna il definitivo pareggio. In difesa ha un avvio difficile ma poi si riprende alla grandissima.

Viene ammonito per proteste e ora è in diffida.

FORMICONI: 7+

Un altro gol, il secondo consecutivo che gli permette di raggiungere le 27 reti segnate da Santolamazza in partite ufficiali anche se il difensore inglese vanta 18 presenze in più. In difesa garantisce solidità al reparto e gli possiamo imputare solo qualche calcetto di troppo rifilato agli avversari e che portano la squadra quasi a subire un tiro libero.

BISOGNO: 7

Gli manca solo il gol, che tra l’altro sfiora nella seconda frazione. Per il resto continua a stupirci la sua stratosferica condizione fisica e atletica che gli permette di macinare chilometri e chilometri e di fare recuperi impensabili in difesa dopo aver perso palla nell’area avversaria.

TANI: 7

Al rientro dopo 23 giorni di assenza causa febbre è visibilmente indietro atleticamente ma il ragazzo è intelligente e ha saputo gestire al meglio le proprie risorse mantenendo la squadra corta giocando poco più avanti del centrocampo.

E solo grazie al cuore che nel secondo tempo, dopo aver rubato palla ad un avversario, riesce ad involarsi verso la porta avversaria resistendo alla carica del difensore e segnando il suo settimo gol nella competizione.

SFORZA: 7+

Magico! I tifosi già hanno dimenticato che ieri sera i gol avrebbero potuto essere quattro invece di due perché il ragazzo si è mangiato due occasioni grosse così a tu per tu con il portiere del Werder. Però che spettacolo quando segna l’1 a 1 girandosi e calciando di sinistro a bruciapelo e quando segna il 4 a 4 dando vita da un carnevale dentro il campo e in curva. Vai così Sforzinho, l’Olympic ha bisogno dei tuoi gol!

Olympic 2000 – The Boys 2-5

MERCOLEDI’ 3 FEBBRAIO 2010, ORE 22.10
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, XII GIORNATA
OLYMPIC 2000   –   THE BOYS
2-5 (2-2)

MARCATORI:

1 BUCA

1 FORMICONI

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Fabrizio Formiconi

 

La rincorsa dell’Olympic al salotto buono del calcio che conta subisce un brusco stop contro i The Boys, formazione che dopo averci strappato la Coppa UEFA nella finale del luglio scorso, in un colpo solo ci toglie l’imbattibilità che durava da tre gare e la possibilità di isolarci all’ottavo posto in classifica.

Tra l’altro è una sconfitta che per noi vale doppio visto eravamo appaiati a pari punti in classifica proprio con i The Boys che ora si sopravanzano di tre punti a quattro giornate dalla fine.

Nonostante questa situazione da tregenda non possiamo lamentarci dell’impegno profuso dai nostri ragazzi ieri sera. I giocatori gialloblù hanno corso, hanno giocato con rabbia, magari senza molto criterio e applicazione tattica ma su questo piano l’assenza di Rencricca si è fatta sentire e l’infortunio di Tagliaferri a inizio ripresa è stata un’altra tegola piuttosto decisiva.

Raccontiamo come è andata dal principio: la formazione iniziale dell’Olympic prevedeva Perrone in porta, una difesa a tre composta da Formiconi perno centrale e Bisogno e Stefano Tagliaferri ai lati con Buca unica punta. In panchina Guarino pronto a subentrare ai compagni di difesa e Sforza al rientro dopo un mese di stop per infortunio pronto a dare respiro ai reparti avanzati.

Il primo tempo gialloblù è stato apprezzabile. L’attacco si è mosso molto male per tutta la partita con Buca e Bisogno che spesso si pestavano i piedi ma l’Olympic era riuscita ad andare oltre queste difficoltà grazie ai lanci di Formiconi che beffavano i difensori in maglia amaranto. Proprio il difensore di Acilia portava in vantaggio l’Olympic raccogliendo palla sulla destra dribblando il portiere e scaricando la palla sul secondo palo con un gesto tecnico da punta vera.

Dopo un paio di parate scaccia guai di Perrone è arrivato anche il 2 a 0 grazie a quello che rimane forse l’unico duetto riuscito tra Bisogno e Buca. Il numero sette riceveva palla dalle retrovie, di tacco al volo appoggiava per l’accorrente attaccante romeno che da fuori area trovava l’angolino giusto con un tiro al volo.

Tutto molto bello.

Purtroppo la pressione avversaria si è fatta più veemente verso il finale di frazione e i the Boys guadagnavano il pareggio prima grazie ad un’un incertezza di Perrone e poi al termine di un’azione in cui la difesa gialloblù si è fatta trovare impreparata.

A inizio ripresa le intenzioni dei nostri ragazzi erano di ricominciare a giocare aspettando l’avversario cercando di trovare quell’attenzione tattica che era stata fondamentale nelle ultime due vittorie invece è arrivato subito il gol del 2 a 3 e da lì i nostri hanno perso la testa non tanto sul piano caratteriale quanto su quello strettamente tattico.

Insomma, rispetto ad altre sconfitte, non possiamo certo biasimare l’impegno dei nostri uomini che hanno corso e lottato fino al fischio finale ma è mancata la lucidità e la pazienza di cercare la rimonta attraverso il gioco.

Il giocatore che avrebbe potuto aiutare maggiormente la squadra a ritrovare questa serenità, Stefano Tagliaferri, si è infortunato pochissimi istanti dopo il 2 a 3 dei The Boys (per lui si sospetta una lesione all’inguine) e in panchina non avevamo molti ricambi considerando che Sforza non poteva certo essere il top.

Nel finale dunque è stata battaglia ma i The Boys si sono dimostrati molto compatti e dopo aver trovato il 2 a 4 su punizione si sono chiusi a riccio. Interessante il cambio in porta tra Perrone Guarino con il capitano che ha cercato il fraseggio con Bisogno come a i vecchi tempi e ha sfiorato il gol in due occasioni ma si è trattato più un gesto disperato che di una reale ed efficace contromossa al gioco avversario.

Solito cappello al commento: forse abbiamo perso un’occasione decisiva per la rincorsa alla Champions League ma mi sento di sollevare i ragazzi da colpe e responsabilità. A mio parere ieri sera non si poteva fare molto di più anche se il vantaggio di due gol poteva esser gestito meglio così come la il livello di concentrazione.

Ora il calendario si fa tosto ma non abbiamo molto da perdere quindi mettiamocela tutta!

 

NOTE: serata non fredda ma molto umida. Spettatori, circa 10.

PAGELLE

PERRONE: 5.5 cap.

Tante belle parate tra primo e secondo tempo ma le incertezza su primo e quarto gol avversario sono macchie che non gli permettono di raggiungere la sufficienza. Negli ultimi otto minuti si fa sostituire in porta da Guarino e sfiora l’incrocio dei pali con un tiro da fuori.

Trecentesima partita di torneo in carriera con l’Olympic.

FORMICONI: 6

Prima partita da perno centrale difensivo in sostituzione dell’assente Rencricca. Prestazione buona, superiore al livello generale della squadra e impreziosita dal suo primo gol post ritorno in squadra.

Molto belli ed efficaci anche alcuni suoi lanci dalla difesa anche se fondamentalmente nascevano dalle difficoltà della squadra di costruire il gioco in modo corale.

GUARINO: 5.5

Non si arrende mai ma ieri sera ha sbagliato troppi passaggi per raggiungere il sei in pagella. Nella ripresa sfiora il gol ma arriva in scivolata sull’assist di Bisogno e il tiro che ne risulta è debole e centrale.

TAGLIAFERRI S. : 5.5

Parte bene, va in flessione a fine primo tempo sbagliando un paio di coperture e consentendo agli avversari di arrivare al tiro fortunatamente senza conseguenze. Poi dopo pochi minuti del secondo tempo è costretto ad abbandonare per infortunio. Gli facciamo un grosso in bocca al lupo.

BISOGNO: 5.5

Fisicamente è il più in palla e lo si capisce dai chilometri che percorre, dalla rovesciata con la quale per poco non fa cadere giù le tribune dagli applausi, dai movimenti offensivi che cerca. Purtroppo ieri sera si è amalgamato malissimo con il compagno di reparto Buca e spesso l’attacco gialloblù è risultato un pastrocchio.

Nell’unica combinazione tra i due (assist di tacco di Bisogno, tiro di Buca) ne è uscito uno dei più bei gol della stagione gialloblù.

BUCA: 5+

Mezzo voto in meno rispetto alla maggior parte dei suoi compagni perché per noi lui resta il giocatore di maggior talento della rosa, quello che può fare la differenza, quello che deve accendere la luce quando si fa buio.

Per ora Catalin lo fa troppo raramente, oppure quando lo fa il suo talento non regge l’andamento negativo della gara, tradotto: se le cose vanno male lui si spegne improvvisamente.

Abbiamo fiducia in lui, lo abbiamo seguito dalla stagione scorsa, abbiamo investito in lui e quindi ora sta a lui ripagare, presto, questa fiducia.

Segna il bellissimo 2 a 0 dell’Olympic.

SFORZA: 5.5

Considerando che era al rientro dopo un mese di stop per infortunio non ha offerto una prestazione malvagia. Va vicino alla rete in due tre occasioni e nel primo tempo colpisce un palo pieno che lo fa disperare. Non segna con al nostra maglia dal 21 dicembre e questo per lui dovrà essere di grande stimolo nelle prossime partite.

Olympic 2000 – Prison Break 3-2

MARTEDI’ 19 GENNAIO 2010, ORE 21.10
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, XI GIORNATA
OLYMPIC 2000   –   PRISON BREAK
3-2 (3-0)

MARCATORI:

2 BISOGNO

1 TAGLIAFERRI S.

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Gianluca Bisogno

 

Terza vittoria consecutiva nell’anno nuovo, imbattibilità nel 2010, seconda vittoria consecutiva in campionato, gioco in crescita. Sono questi gli aspetti che fanno dell’Olympic che si è risvegliata stamattina una squadra felice composta da giocatori felici i cui tifosi sono al settimo cielo.

Dopo la vittoria contro il C.N. Football Club i gialloblù erano attesi alla prova del nove, all’esame di maturità di fronte a se stessi e al loro pubblico esigente e dopo una battaglia durata cinquanta minuti possiamo dire che l’esame è pienamente superato.

Abbiamo rivisto una squadra grintosa, cattiva, cinica, certo non spettacolare ma quando mai l’Olympic ha fatto dello spettacolo il suo punto di forza. Mai.

I machi di fabbrica dei migliori momenti della storia dell’Olympic sono l’umiltà, la determinazione, il sacrificio. Magari ai palati fini quella contro il Prison Break potrà essere sembrata una vittoria frutto del catenaccio ma per chi ama i nostri colori questa è stata semplicemente una vittoria da Olympic: cuore, sudore, amore per la maglia!

Per l’undicesima giornata di campionato rimanevano in tribuna Sforza (reduce dall’infortunio di due settimane fa al torace) e Buca per scelta tecnica. Nonostante queste due pesanti rinunce la formazione che scendeva in campo era di ottima qualità e quantità con Perrone in porta, reparto difensivo composto da Rencricca, Formiconi e Guarino e gioco d’attacco affidato al trio Stefano Tagliaferri, Bisogno, Tani.

Un bel mix di classe operaia e giocatori estrosi costruito per battere il Prison Break, squadra che in passato avevamo sempre battuto ma che annoverava nelle proprie file l’ex di lusso Aschettino e che nella giornata precedente aveva ben figurato andando a battere per 4 a 1 i The Boys detentori della Coppa UEFA.

All’ultimo minuto saltava il confronto con l’ex Aschettino, fuori per infortunio, ma non per questo Perrone e compagni si sono demotivati, anzi, proprio come era successo nei primi minuti della sfida contro il C.N. F.C. il gioco dell’Olympic era così spumeggiante da fruttare tre gol in rapida successione.

La difesa a tre dell’Olympic si rivelava invalicabile per gli avversari che nelle rare occasioni in cui trovavano spiragli trovavano sulla loro strada Perrone. In avanti invece i protagonisti dei primi venticinque minuti di gioco erano Stefano Tagliaferri e Bisogno. Il primo colpiva una traversa piena ma subito dopo si rifaceva andando a deviare di tacco un calcio d’angolo di Guarino. Gol bellissimo e 1 a 0 per l’Olympic.

Il 2 a 0 arrivava invece grazie a Bisogno che trovava l’angolo giusto grazie ad un tiro preciso ma non irresistibile su cui il portiere avversario si faceva trovare impreparato. Il numero 7 dell’Axa poco dopo trovava anche la seconda marcatura della serata raccogliendo un filtrante geniale di Tagliaferri e battendo nuovamente il portiere con un rasoterra in cui dimostrava freddezza e convinzione.

La splendida Olympic della prima frazione nella ripresa veniva sostituita da una copia più stanca ma decisamente attenta e calcolatrice nel gestire il largo vantaggio ottenuto nel primo tempo.

I due gol del Prison Break erano episodi piuttosto isolati mentre solo per imprecisione e scarsa lucidità i nostri non allungavano le distanze in contropiede.

Tanta è stata la concentrazione nel gestire il vantaggio che quando l’arbitro fischiava la fine della partita i nostri giocatori quasi stentavano a credere che il match fosse già finito.

Quali sono i segreti questa rinascita gialloblù? L’innesto di Formiconi è stato decisivo così come la grinta portata da gente come Guarino e Tagliaferri. In questo contesto di determinazione anche gli altri giocatori si sono fatti coinvolgere e permeare da questa bella atmosfera che si respira in campo e negli spogliatoi. Nel prossimo incontro avremo di fronte un avversario fortissimo come la capolista Werder Brema. Chiedere la vittoria sarebbe eccessivo ma i giocatori sanno che i tifosi sarebbero strafelici se, per la quarta volta consecutiva, i giocatori uscissero dal terreno di gioco con l’impegno dimostrato ieri. Solo questo e non è una missione impossibile se sulla maglia porti la scritta Olympic cucita sul petto!

 

NOTE: serata freddissima. Spettatori, circa 10.

PAGELLE

PERRONE: 6.5 cap.

Nel primo tempo fa due interventi fondamentali sull’1 a 0 e sul 3 a 0 un secondo prima che l’arbitro mandasse le squadre al riposo. Nella ripresa amministra i pericoli portati dagli attaccanti rosa nero in linea con quello che fanno i compagni di squadra.

RENCRICCA A. : 7

Tocca quota 200 presenze in gialloblù, un record che in quella serata di fine agosto 2004, giorno in cui esordì senza tante aspettative, sarebbe sembrato impossibile e inimmaginabile. Quando raggiunse le 100 presenze la squadra perse malamente in un’amichevole estiva, stavolta il Libero di Centocelle porterà nel cuore il ricordo della duecentesima partita con questa maglia potendolo associare a quello della migliore prova della squadra di questa stagione.

FORMICONI: 7

Il catenaccio gialloblù senza la presenza di un difensore vecchio stampo come Formiconi non sarebbe possibile. Concede ai tifosi pochi fronzoli ma tanta sostanza e tanta quantità portando benefici anche ai compagni di reparto Rencricca e Guarino. Sfiora il gol nella ripresa ma anche senza la gioia della rete può godersi i cori dei tifosi che inneggiano a lui come un giocatore fondamentale dentro e fuori il campo.

GUARINO: 6.5

All’occorrenza diventa il quarto giocatore gialloblù dietro la linea di centrocampo andando a formare insieme ai due colleghi del pacchetto difensivo una linea Maginot che ricorda alcune difese storiche di questa squadra. Anche lui avrebbe la possibilità di scrivere il suo nome sul tabellino ma per i miracoli ci stiamo ancora attrezzando.

BISOGNO: 7

In una serata in cui tutto il meccanismo gialloblù è oliato alla perfezione lui diventa il carnefice del Prison Break, squadra a cui, nei due precedenti scontri, non aveva mai segnato. Stavolta ne fa due, uno con la complicità del portiere rosa nero, l’altro con un rasoterra preciso e velenoso che corona l’azione della squadra.

Raggiunge quota 10 gol in campionato, competizione in cui è il giocatore dell’Olympic che segna con più continuità.

TAGLIAFERRI S. : 7

L’urto delle sue giocate feriscono il Prison Break nel profondo dell’animo, non solo sul tabellino dei marcatori. Al primo tentativo il portiere si salva deviando il suo tiro sulla traversa ma alla seconda occasione il suo colpo di tacco è così bello e preciso che l’estremo difensore non può farci nulla.

Magico anche l’assist per il 3 a 0 di Bisogno, colpo che piega sulle ginocchia la squadra avversaria che stenta prima di ritrovarsi e tentare la rimonta. Nella ripresa fallisce un paio di volte il colpo del definitivo KO ma possiamo decisamente accontentarci del suo ruolino di marcia da quando è tornato in squadra: 7 presenze e 11 reti tra amichevoli e campionato.

TANI: 6.5

Il nostro fantasista è diventato bravissimo nel leggere le situazioni di gioco, a capire dove va la palla, a intuire l’evoluzione tattica dell’azione. Ieri sera, grazie a queste qualità ha corso di meno, è stato un tutt’uno con la squadra divenendo spesso lo sfogo offensivo delle situazioni in cui la squadra si chiudeva a riccio per reggere l’urto dell’attacco avversario e, soprattutto nel primo tempo, ha intercettato un paio di passaggi trasformandoli immediatamente in situazioni pericolose (vedi traversa di Tgaliaferri).

Olympic 2000 – Valeria2 7-8

LUNEDI’ 21 DICEMBRE 2009, ORE 20.40
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, IX GIORNATA
OLYMPIC 2000   –  VALERIA 2
7-8 (2-3)

MARCATORI:

4 TAGLIAFERRI S.

2 RENCRICCA A.

1 SFORZA

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Stefano Tagliaferri

 

Pochi mugugni, pochi fischi, soffocati dall’abbondante pioggia che rende tutto soffuso, che attutisce l’ennesima delusione che l’Olympic ha dato ai suoi tifosi, infreddoliti e tristemente meno sorpresi di questa ennesima sconfitta di quanto lo siano stati per la vittoria di carattere arrivata contro il Piper Club appena una settimana fa.

L’Olympic ha perso di nuovo, per la quinta volta in queste prime nove partite di campionato e ancora una volta di fronte che sebbene la sopravanzasse in classifica si era presentata alla Madonnetta con soli quattro elementi (il quinto sarebbe arrivato solo a fine primo tempo) e senza portiere titolare schierando tra i pali la controfigura di un capitello corinzio.

Con queste premesse il risultato di ieri assurge al rango di figuraccia, maturata pian piano e nelle medesime modalità di analoghe debacle di questa stagione. A nulla è servito schierare il rombo che aveva prodotto le vittorie contro Solite Pippe e Piper Club, a nulla è servita la rete numero 100 in competizioni ufficiali di Rencricca che ha sbloccato la partita.

Il Valeria 2 pareggiava già dopo qualche minuto quando ancora era in inferiorità numerica e quando si è ristabilito l’equilibrio di giocatori tra le due squadre l’Olympic ha dimostrato tutti i suoi limiti andando al riposo sul 2 a 3.

Quasi dimenticavamo di sottolineare le condizioni del terreno di gioco, un pantano biblico, confezionato dalle abbondanti piogge cadute nel pomeriggio e per tutto il match, che ha reso difficile l’equilibrio dei giocatori e i passaggi più semplici.

Ma la pioggia e le pozzanghere c’erano per entrambe le squadre eppure i gialloblù sembravano gli unici ad affogare negli specchi d’acqua sul campo mentre gli avversari sembravano fenicotteri nella stagione degli amori, grintosi e vogliosi di confermare la loro lusinghiera posizione di classifica che salvo harakiri li porterà dritti in Champions League.

A inizio ripresa Rencricca pareggiava i conti ma durava poco perché il Valeria 2 scavava un solco di parecchi gol che solo a fine secondo tempo veniva pian piano scalfito vuoi perché gli avversari nona vendo cambi vedevano ridursi le proprie energie vuoi perché non disponendo di un vero portiere ogni tiro che incredibilmente fosse indirizzato verso la porta avversaria si trasformava in gol.

Sarebbe bastato che la partita fosse durata un minuto di più per pareggiare o addirittura vincere ma sarebbe bastato anche un po’ più di testa, di concentrazione, di cattiveria, tutte doti che finora tutte le squadre affrontate, anche quelle battute, ci hanno mostrato e noi siamo riusciti ad emulare in rare e discontinue occasioni.

Dopo tanto deliquio sportivo da parte dei gialloblù chiudiamo il 2009 con tanti rimpianti dovuti totalmente a nostre mancanze: non riusciamo a tirare fuori le palle, già, non attributi ma proprio le palle e allora ci meritiamo la posizione di classifica che occupiamo e le sconfitte che da marzo in poi stiamo patendo, prima fra tutte la finale persa di Coppa UEFA quando mancava solo di aspettare il fischio finale per alzare la coppa.

Consiglio di fine anno: ritroviamo lo spirito del 2008, quando abbiamo vinto due tornei e la squadra superava ostacoli a prescindere da chi fosse in campo. Ricordate il 2008…

 

NOTE: serata fredda, umida e con abbondanti precipitazioni piovose. Spettatori, circa 4.

PAGELLE

PERRONE: 5.5 cap.

Le condizioni delle sue ginocchia peggiorano e la pioggia e il freddo non hanno aiutato a rendere il capitano reattivo e scattante, soprattutto nel secondo tempo. Si consiglia un periodo di stop con conseguente accertamento clinico e passaggio di consegne a Guarino.

RENCRICCA A. : 5.5

Sbaglia molto, si incaponisce con conclusioni da fuori area spesso improbabili ma è sempre il più presente e il più grintoso. Peccato aver segnato la rete numero 100 in competizioni ufficiali (e nella ripresa la numero 101) e non poter festeggiare degnamente. Diventa il capocannoniere gialloblù del torneo insieme a Stefano Tagliaferri con nove centri.

TAGLIAFERRI S. : 6.5

Datemi retta, se continua a migliorare con questa curva di progressi allora entro fine stagione avremo il campione di un tempo. Se sotto la pioggia battente e in una risaia è riuscito a segnare quattro gol allora aspettiamo con impazienza l’arrivo della primavera. Anche lui non è certo esente da errori ma non ha concesso nulla agli avversari sotto il profilo della grinta e va premiato con il titolo di miglior gialloblù in campo.

BISOGNO: 5.5

Onestamente non sbaglia molto ma nemmeno si fa notare per giocate particolari se non per un bel assist a Stefano Tagliaferri. Spesso si perde in un bicchiere d’acqua allargandosi troppo sulla fascia una volta ricevuta palla o non tentando la conclusione al momento propizio. Fa un po’ rabbia perché sappiamo che i mezzi li ha.

TANI: 5

In netto calo dopo le belle prove nelle ultime due gare. Troppo spesso tenta la via più difficile perdendo palloni in zone pericolose del campo.

SFORZA: 5

Segna un gol dei suoi beffando tutta la difesa avversaria ma la sua fumosità e scarsa concretezza lì davanti sono imbarazzanti. Presenza numero 48, supera Flavio Bramucci ed entra nella Top 20 della classifica presenze di tutti i tempi.

BUCA: 4.5

Che serata grama per il nostro presunto star player! Ti aspetti da un momento all’altro una giocata risolutiva, un passaggio illuminante, un dribbling che crei superiorità numerica, un bel tiro e invece ti ritrovi a commentare errori nei passaggi e una risposta caratteriale praticamente nulla. Lo attende un 2010 in cui dovrà dimostrare di valere i soldi spesi dalla società per lui.

Olympic 2000 – S.P. Piper Club 4-2

Buongiorno amici gialloblù!
Ecco commento e pagelle del match di ieri. E guardate che successo sta riscontrando il sondaggio pubblicato ieri notte!!!
MARTEDI’ 15 DICEMRE 2009, ORE 21.10
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, VIII GIORNATA
S.P. PIPER CLUB   Vs. OLYMPIC 2000
2-4 (0-1)

MARCATORI:

2 SFORZA

2 RENCRICCA A.

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Francesco Sforza

 

I tifosi impazziti di gioia escono dalla Madonnetta inneggiando cori a Francesco Sforza, il bomber ritrovato. Subito parte un altro coro per Guarino, combattente instancabile e poi per Tani, incursore devastante e via via tutti i sei giocatori gialloblù scesi in campo ieri ricevono il loro tributo dopo la bellissima prestazione offerta nel match salvezza contro il Piper Club.

E’ stata una partita bellissima sotto il profilo della concentrazione, della determinazione e della grinta, il trittico di doti che spesso citiamo e che raramente è stato possibile vedere espresso. Eppure è già da un po’ di tempo che gli ingranaggi dell’Olympic girano come si deve, che in campo si vede un altro spirito.

Il periodo buio non è ancora finito ma le cessioni estive sono ormai un ricordo sbiadito, la squadra ha trovato davvero una nuova dimensione e le due vittorie consecutive ottenute in altrettanti scontri diretti per la salvezza rimangono lì a testimoniare questi progressi innegabili.

Dopo Le Solite Pippe l’avversario di turno era lo S.P. Piper Club ma a formazioni schierate per il fischio d’inizio era Francesco Tani il primo ad accorgersi che di fronte all’Olympic si schierava il Camomilla della scorsa stagione con qualche innesto. I gialloblù si schieravano a rombo nonostante l’assenza di Stefano Tagliaferri per impegni lavorativi.

Stavolta ai lati del vertice basso Rencricca c’erano Guarino e il rientrante Bisogno, in avanti Tani e Sforza che si alternavano nel ruolo di unico attaccante.

Nella mattinata arrivava il forfait di Catalin Buca a causa di una sindrome influenzale che sta attanagliando il giocatore ormai da più di un mese ma la più grossa sorpresa arrivava nella partita precedente alla nostra quando nelle file dell’Ostia Soccer veniva schierato nientemeno che Florin Dutta, acquisto del calciomercato estivo e da ieri ufficialmente ceduto ai gialloblù ostiensi.

Il difensore romeno ci avrebbe di certo fatto comodo in una stagione lunga e difficile ma il giocatore aveva chiesto alla società la rescissione del contratto. Alla fine l’Olympic lo ha ceduto, le parti si sono accordate in pieno accordo e ora nella rosa gialloblù c’è un posto libero da colmare.

Ma dimentichiamoci di queste quisquilie etra campo e gettiamoci nella mischia di una gara molto combattuta a centrocampo con l’Olympic che dimostrava la sua migliore qualità tecnica rendendosi pericolosa più volte e gli avversari che solo raramente riuscivano ad arrivare dalle parti di Perrone trovandosi di fronte una difesa a tre in linea molto compatta con l’aggiunta di un attaccante che rientrava spesso a dar man forte.

Dopo due conclusioni incredibilmente fallite da Rencricca era Sforza a regalare il vantaggio ai suoi al termine di una bella discesa sulla fascia sinistra di Tani. Sforza riceveva palla sul vertice destro dell’area di rigore e nonostante il pressing di un difensore lasciava partire una rasoiata vincente sul secondo palo.

Sull’1 a 0 il Piper Club aveva due occasioni di pareggiare ma prima gli attaccanti arancioni colpiva un palo a Perrone battuto e poi trovavano nel capitano gialloblù una barriera insuperabile.

Purtroppo a inizio ripresa il Piper Club riusciva a pareggiare su una svista difensiva dell’Olympic ma l’Olympic ha dimostrato ai propri tifosi che era solo un episodio isolato all’interno di una gara quasi perfetta. Su un rapido rovesciamento di fronte infatti Bisogno ha galoppato sulla fascia destra e ha tirato una caramella a Sforza. L’attaccante in serata di grazia, spalle alle porta, si è girato e ha freddato il portiere.

Che goduria! Non sembrava nemmeno vero che l’Olympic non si fosse sfasciata dopo aver subito il pareggio e anzi avesse reagito con forza inaspettata!

La partita sarebbe anche potuta finire sul 2 a 1 ma nella seconda parte del secondo tempo saliva in cattedra Alessandro Rencricca che si rifaceva delle occasioni fallite nella prima frazione e si regalava una doppietta stupenda: il difensore di Centocelle ci arrivava in crescendo colpendo prima un palo, successivamente sfiorava l’euro gol negatogli dal portiere con un intervento magistrale ma al terzo tentativo indirizzava la sfera sulla parte bassa della traversa con un bolide di destro.

La sfera picchiava sulla trasversale e oltrepassava la linea, GOL! e liberazione di tutto lo stadio colorato di gialloblù.

Ma c’era tempo anche per il quarto gol, sempre ad opera di Rencricca e per la seconda segnatura degli avversari che nei minuti finali sfruttavano la stanchezza di un Guarino che aveva veramente dato tutto per realizzare l’inutile rete del 4 a 2.

Il fischio finale sembrava arrivare anche troppo presto per i nostri ragazzi che dopo cinquanta minuti di concentrazione avrebbero continuato a giocare fino a mezzanotte in autentica trance agonistica.

Con questi tre punti saliamo a quota 12 uscendo dalle acque putride della bassa classifica. Non abbiamo ancora fatto nulla ma stiamo lavorando bene per passare le vacanze natalizie serenamente, sicuramente almeno con la consapevolezza che la squadra c’è eccome.

 

NOTE. Serata gelida. Spettatori, circa 10. Olympic in campo con la terza maglia nera.

PAGELLE

PERRONE: 6+ cap.

Serata di prova di resistenza alle temperature criogeniche. Non è in perfette condizioni fisiche ma dimostra di essere attento quando sull’1 a 0 nega in uscita il gol agli avversari.

RENCRICCA: 7.5

Gol numero 98 e numero 99: siamo ad un passo da quota 100 in partite ufficiali. Si ritrova ad essere l’unico costruttore di gioco della squadra e dopo i primi minuti in cui si ostina a cercare inutili e inefficaci soluzioni personali comincia a salire di tono e a cercare con continuità i compagni.

Segna una doppietta ma avrebbe potuto segnare almeno altri quattro gol.

GUARINO: 7+

Il carattere di questo giocatore ha cambiato la squadra da così a così, nettamente! Dopo tempo immemore gioca l’intero match, cinquanta minuti più recupero di pressing, attenzione tattica e marcature attente. Solo a fine partita, quando il ragazzo è stremato, un avversario lo beffa battendo Perrone. Ave Guarino, gialloblù te salutant!

BISOGNO: 7

Al rientro dopo meritate ferie autunnali trova una Acilia gelida in cui manca solo la neve e le renne di Babbo Natale. Stenta a riscaldarsi e sembra quasi intirizzito dalla temperatura siberiana ma il suo secondo tempo è davvero buono, condito da due assist decisivi e da fughe sulla fascia destra in cui sembra il bianconiglio di Alice e gli avversari la povera ragazzina arrancante tra i rovi.

TANI: 7+

In crescita costante e tra i più positivi nel doppio scontro salvezza con Le Solite Pippe e il Piper Club. Molto efficace sia come alternativa Sforza nel ruolo di vertice alto del rombo che come esterno sinistro in sostituzione di Bisogno nel primo tempo. E’ proprio in questa ultima posizione che riceve palla da Perrone e in contropiede da inizio alla splendida incursione da cui nasce l’1 a 0 di Sforza.

SFORZA: 7.5

I momenti immediatamente successivi alle sue due segnature sono bellissimi: vederlo segnare, esultare, correre ad occhi chiusi beandosi di una doccia di cori, applausi, abbracci, felicità non ha prezzo. Finalmente decisivo grazie ad una doppietta da vero attaccante, la prima rete ottenuta con un tiro preciso da appena fuori area, la seconda girandosi lestamente con alle spalle il portiere avversario in uscita. L’arco dell’Olympic ha bisogno delle frecce di Sforza!!!

Olympic 2000 – Le Solite Pippe 13-2

GIOVEDI’ 10 DICEMBRE 2009, ORE 21.10
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, VII GIORNATA
LE SOLITE PIPPE   –   OLYMPIC 2000
2-13 (0-6)

 

MARCATORI:

3 TAGLIAFERRI S.

3 RENCRICCA A.

2 BUCA

2 GUARINO

2 TANI

1 TAGLIAFERRI F.

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Stefano Tagliaferri

 

E’ andata come doveva andare, come da pronostico: l’Olympic ha battuto agevolmente Le Solite Pippe ma non possiamo certo esaltarci per una vittoria del genere contro un avversaria che oltre ad uno straordinario cuore non ha altro nel proprio bagaglio tecnico.

L’Olympic vista all’opera ieri sera non ha mai esaltato, non ha pienamente convinto, non è stata concentrata. Insomma ha fatto quel poco che bastava per battere un avversario che occupa l’ultimo posto in classifica e che contro il quale, probabilmente, non era neanche possibile ottenere risposte alle tante domande dei tifosi.

Bisogna vincere e così è stato, punto e basta, dimentichiamoci il come che tanto, alla fine, nessuno ricorderà se non rileggendo questo resoconto.

Per interrompere la striscia di tre sconfitte consecutive la società confermava Perrone, Rencricca, Stefano Tagliaferri e Tani mentre rientravano Buca, Guarino e Fabio Tagliaferri. Questi sette elementi offrivano una buona gamma di scelte tattiche e così, per la prima volta in questo torneo, l’Olympic abbandonava lo schema a quadrato e provava il tanto richiesto dai tifosi schema a rombo.

Inizialmente davanti a Perrone si schierava Rencricca vertice basso, Stefano Tagliaferri a sinistra, Buca a destra e Fabio Tagliaferri vertice alto.

La preoccupazione della vigilia era quella che la squadra provasse paura di vincere e invece dopo pochi minuti i gialloblù, ieri sera in tenuta nera, andavano in vantaggio grazie ad una bella azione orchestrata da Stefano Tagliaferri il quale offriva su un piatto d’argento la possibilità di calciare a rete al fratello il quale non falliva il colpo.

Vi risparmierò i dettagli, probabilmente tediosi, dell’andamento a senso unico del match: vi basti pensare che l’Olympic è andata a riposo sul 6 a 0 e nella ripresa ha segnato altri sette gol colpendo un totale di quattro tra pali e traverse.

Ripetiamo che contro un avversario così povero tecnicamente avremmo preferito vedere una difesa più attenta e invece Le Solite Pippe hanno più volte impensierito Perrone che in due occasioni si è dovuto superare strappando applausi anche agli avversari.

Alla fine però sono i risultati che contano e quindi sottolineiamo la crescita costante di Stefano Tagliaferri e Tani, la grande verve e il carattere di Guarino che in questa stagione saranno fondamentali e l’estro di Buca, l’unico giocatore capace di accendere la luce in qualsiasi momento.

Alla squadra diamo un 6, ai pochi tifosi diamo un 8 per aver resistito alle gelide temperature dello Stadio della Madonnetta. Speriamo che il futuro sia più prodigo di soddisfazioni per loro e che questa partita sia l’inizio di un nuovo ciclo di vittorie, un punto di partenza magari poco solido ma indispensabile.

Nota di merito in chiusura per la squadra avversaria che da sette giornate sta subendo valanghe di gol e nonostante ciò comincia e finisce le partite con il sorriso e una serenità interiore che fanno riflettere sul resto del mondo del calcio. Se giocare senza vincere vi diverte comunque siete da ammirare ragazzi!

 

NOTE: serata molto fredda. Spettatori, circa 3. Olympic in campo con la terza divisa nera.

PAGELLE

PERRONE: 6 cap.

La sua serata evade dalla monotonia quando fa quella spettacolare parata sull’ennesimo tentativo di autogol di Stefano Tagliaferri. Sembra spiazzato e lontano dalla palla ma si inarca e sfiora la palla quel tanto che basta per deviarla in angolo. Funambolico.

RENCRICCA A. : 6-

Sembra che stia giocando un’amichevole per quanto sembra poco concentrato e impreciso. Alla fine rivela che stava facendo di tutto per cercare il centesimo gol in partite ufficiali. Per stavolta si deve accontentare di una tripletta e quindi di fermarsi a meno tre passi dall’agognata meta.

GUARINO: 6.5

Tambureggia le caviglie degli avversari come fosse una gara di cartello e ciò è molto apprezzabile in una serata come quella di ieri. Segna una doppietta che lo rende felice come un bambino.

TAGLIAFERRI S. : 6.5

Altro passettino verso il Paradiso. Per ora siamo a molti gradini dalle nuvole però si vede che il calciatore ha voglia di giocare, di vincere e di recuperare il tempo perduto a causa dell’infortunio.

Il primo esperimento di rombo per un’Olympic che da anni utilizza il 2-2 è positivo e il suo utilizzo è stato fondamentale potendolo schierare praticamente in ogni ruolo del nuovo schieramento.

Segna una tripletta tra cui un gol di tacco al volo molto bello da vedere.

BUCA: 6.5

Le cose più belle della serata ce le fa vedere il nostro fantasista romeno che sembra volersi divertire sempre e comunque cercando giocate ad effetto in ogni occasione. Al rientro dopo l’assenza contro l’Ostia Soccer a causa dell’influenza segna una doppietta che lo proietta momentaneamente al primo posto della classifica della Scarpa d’Oro.

TANI: 6.5

Prosegue il buon momento del nostro apprendista stregone che anche ieri sera ha offerto una prova davvero convincente. Magari qualche volta eccede nel tentare la soluzione personale ma fa troppe cose buone e decisive per far si che questo risulti un difetto. Anche per lui una doppietta all’attivo.

TAGLIAFERRI F. : 6

Di nuovo in campo con il fratello Stefano in prima squadra dopo tre anni e quattro mesi. Tempo fa c’era un ottima intesa tra i due e la storia si è ripetuta all’inizio del primo tempo quando Fabio ha ricevuto da Stefano un assist e ha poi battuto il portiere per il gol dell’1 a 0, rete che gli consente di agganciare Perrone al quinto posto della classifica cannonieri in gare ufficiali di tutti i tempi con 86 segnature.

Cala molto con il passare dei minuti ma ce la mette tutta per non sfigurare al rientro dopo tre mesi di assenza.

Olympic 2000 – Ostia Soccer 6-8

MARTEDI’ 1 DICEMBRE 2009, ORE 20.10
TORNEO DI APERTURA, SESTA GIORNATA
OSTIA SOCCER   VS.   OLYMPIC 2000
8-6 (2-2)

MARCATORI:

2 BISOGNO

2 TAGLIAFERRI S.

1 RENCRICCA A.

1 SFORZA

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Stefano Tagliaferri

 

La differenza tra la partita dell’Olympic di una settimana fa e quella di ieri sta solo nella sfumatura di nero, sempre più cupa, del periodo della squadra. Tralasciamo le tre sconfitte consecutive, i dodici gol fatti e i ventuno subiti. Concentriamoci sul fango denso in cui l’Olympic è impantanata, un liquame che i tifosi più inferociti definirebbero in altro modo sicuramente più colorito ma la cui sostanza non cambia.

La formazione gialloblù è bloccata da queste sabbie mobili in parte tecniche (ma il gioco migliora di gara in gara in modo impercettibile), in parte psicologiche. E noi tutti, stampa e tifosi, siamo preoccupati dalla insondabilità di questi problemi di natura psichica.

Per raccontare la gara contro l’Ostia Soccer vi potremmo benissimo risparmiare 46 minuti di partita e schiacciare il tasto avanti veloce fino agli ultimi quattro minuti. L’Olympic è in vantaggio di due gol, chiede il time out per riorganizzare la difesa, passare dalla linea a due a quella a tre e resistere agli ultimi assalti avversari e invece succede che in quei quattro minuti più recupero l’Ostia Soccer segna quattro gol e abbatte la nostra squadra come un muro di cartongesso.

Quattro minuti sono bastati per passare dalla possibilità di una svolta della stagione alla scoperta di un punto ancora più basso del baratro in cui stiamo precipitando.

Ma c’è di più: in mattinata arrivava il forfait di Catalin Buca, vittima della febbre, ma questa suona come una davvero flebile attenuante se pensiamo che per l’ennesima volta abbiamo regalato i tre punti ad un avversario senza portiere di ruolo, ad una squadra senza cambi, ad una formazione che nel finale chiedeva solo che il tempo passasse più in fretta per infilarsi tutti sotto la doccia.

L’Olympic ha commesso tanti errori durante la partita ma con sforzi immani era riuscita a pareggiare l’iniziale svantaggio e a chiudere la prima frazione sul 2 a 2 dopo aver subito un altro gol.

La ripresa sembrava destinata ad un finale liberatorio per tutto il clan gialloblù: si è passati dal quattro a quattro fino all’ormai tristemente famoso 6 a 4 per l’Olympic e al momento del time out che da vantaggioso stratagemma per spezzare il ritmo dell’incontro si è trasformato in un tragico spartiacque tra la imminente vittoria e la clamorosa sconfitta.

Finisce così, con tanti cocci da raccogliere e poche cose buone da recuperare e serbare per la prossima partita di un campionato che si sta trasformando in agonia. Bisogno e Stefano Tagliaferri sono in ottima forma e non è un caso che abbiano realizzato una doppietta a testa e ieri anche Tani ha fatto intravedere qualcosa di buono.

Poi abbiamo dei giocatori fuori forma, una grinta viene a mancare nei momenti decisivi in cui gli avversari fanno capire che vogliono la vittoria e noi ci facciamo semplicemente trascinare da eventi che sembrano ineluttabili.

Questo periodo rischia di trasformarsi in un circolo vizioso in cui abbiamo paura sia di perdere che, come è successo ieri, di vincere e la squadra rischia di collidere su stessa in modo grottesco.

Imperativi: evitare la depressione, continuare a lavorare nonostante i risultati credere in un futuro migliore che passi attraverso un presente meno buio!

 

NOTE: serata molto umida. Spettatori, circa 10.

PAGELLE

PERRONE: 6- cap.

Qua e la commette qualche imprecisione ma il bilancio della sua prestazione rimane sostanzialmente attivo.

RENCRICCA A. : 5.5

Peccato per un paio di gol a lui addebitabili per due distrazioni che più che occasionali possiamo definire uniche. Segna un gol con una staffilata su punizione battuta da centrocampo e su cui è decisivo il disturbo di Sforza sul portiere.

Lui comunque non si arrende mai e deve essere considerato un pilastro su cui fondare la rinascita gialloblù.

SANTOLAMAZZA: 4.5

Ci dispiace tantissimo attribuirgli questo voto così basso ma proprio per onestà intellettuale dobbiamo essere sinceri su una prestazione piena di errori decisivi da parte del difensore italo inglese. Viene saltato sistematicamente dall’avversario e appare imballatissimo. La strada del recupero fisico è lunga e difficile.

TAGLIAFERRI S. : 6

Migliore in campo per l’Olympic nonostante sia ancora alla ricerca di una condizione che già appare accettabile anche se lontana da quella che qualche anno fa gli permetteva di decidere le partite da solo. Segna due gol di rapina, intervenendo su respinte del portiere o su cross sporchi, due gol che significano le reti numero 208 e 209 in gare ufficiali ben tre anni e otto mesi dopo l’ultima gioia.

Quando avrà più fiato l’Olympic potrà passare allo schema tattico a rombo visto che sia in difesa che in attacco Stefano appare sacrificato e potrebbe dare decisamente di più sulla fascia.

BISOGNO: 6-

Centesima presenza in gare ufficiali festeggiata con una doppietta con lo porta al primo posto della classifica provvisoria della Scarpa d’Oro. La squadra va male ma Bisogno è sempre tra i più positivi, non si arrende mai e nonostante errori innegabili nella sua prestazione gli riconosciamo il carattere del gladiatore.

TANI: 5.5

Prestazione vicina alla sufficienza per il Maghetto che probabilmente pecca solo di scarsa continuità, ovvero, fa vedere cose buone, a volte egregie (l’assist per il secondo gol di Tagliaferri) ma troppo isolate nel contesto della gara.

Comunque piace molto e viene spesso applaudito.

SFORZA: 4.5

Il bomber dell’Olympic segna il suo quarto gol in campionato ma è un bottino troppo scarso rispetto al quantitativo di occasioni avute e sprecate. E’ fuori forma atletica a causa del perdurare di una fastidiosa bronchite e possiamo perdonargli lo scarso dinamismo però quando i suoi errori sotto porta diventano troppi e decisivi come ieri sera non possiamo evitare il voto così negativo.

Olympic 2000 – Orange 2-5

Buona sera a tutti. Pubblichiamo commento e pagelle della partita di ieri. Per le foto aggiorneremo il sito in serata.
LUNED’ 23 NOVEMBRE 2009, ORE 20.10
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, V GIORNATA
ORANGE   Vs.   OLYMPIC 2000
5-2 (2-0)

MARCATORI:

1 BISOGNO

1 RENCRICCA A.

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Alessandro Rencricca

 

In una serata come tante altre l’Olympic incontra la sua sesta sconfitta su undici gare stagionali. Stavolta la parte del boia senza pietà la riveste la formazione dell’Orange che solo qualche mese sette mesi fa si chiamava Real e che anche quella volta, in un match di Green Cup, ci sconfisse.

Purtroppo ci stiamo abituando a veder soccombere l’Olympic, cosa che ormai succede abbastanza spesso ma in questo pezzo proveremo, come al solito, a rintracciare e scovare i lati positivi limitandoci ad argomentare quelli negativi unicamente in modo costruttivo sperando che la squadra capisca i propri difetti e lavori per migliorarli.

Ieri Alessandro Rencricca, al termine della partita, ha dichiarato che l’Olympic quest’anno ha giocato poco nel pre-campionato quindi ha avuto poco tempo per assimilare gli automatismi e che comunque adesso sta lavorando bene migliorando di partita di partita.

Stamattina invece il vice capitano gialloblù intervenendo in una radio romana ha abbandonato ogni diplomazia e dichiarazione di facciata e ha caricato i suoi in modo schietto incitando i compagni a continuare a lavorare tutti nella medesima direzione. Quale? Quella dell’impegno e del sacrificio, cose che non sono mancati nemmeno ieri, per inciso, nel match perso contro l’Orange.

I giocatori della formazione arancione potevano vantare un ottimo controllo di palla ed erano sistemati in campo alla perfezione, fattori che hanno spesso imbrigliato il gioco gialloblù. L’Olympic si è schierata per tutta la partita con il 2-2 con Rencricca e Guarino in difesa e i vari Buca, Bisogno, Tani e udite udite, Stefano Tagliaferri.

Già proprio così, dopo tre anni e tre mesi ritornava in campo l’idolo dei tifosi, il tre volte Pigna d’Oro Stefano Tagliaferri, vero e proprio totem della squadra che rimetteva piede sul manto erboso in una gara ufficiale dopo trentanove mesi di tribolazioni e difficoltà successive all’infortunio ai legamenti subito il 4 aprile 2006.

C’è però stato poco tempo per festeggiare l’ex numero 5 dell’Olympic perché la partita è stata vera, combattuta ma molto corretta e diciamo fin da subito che l’Olympic ha giocato bene, lottando su ogni pallone e creando palle gol con buona frequenza.

Purtroppo questo sport chiamato calcio prevede che a vincere sia la squadra che oltre a creare occasioni le concretizzi pure e allora la nostra Olympic deve recriminare per i tanti errori in zona gol quando invece gli avversari sono riusciti a chiudere la prima frazione sul 2 a 0 proprio grazie alla freddezza al momento di concludere.

Anche la ripresa è stata influenzata da questa estrema difficoltà di Bisogno e compagnia bella nel trovare il gol infatti sullo 0 a 2 l’Olympic colpiva ben tre tra pali e traverse e il gol dello 0-3 arrivava inevitabilmente a confermare la legge del gol mangiato gol subito.

Sotto di tre gol i nostri giocatori hanno continuato a combattere alla ricerca del gol che potesse riaprire i giochi ma l’Orange ha concesso la rete solo dopo averne segnata una quarta. E’ stato Bisogno a trafiggere per primo l’estremo difensore avversario e poco dopo Rencricca lo imitava andando a realizzare il suo primo gol in campionato ma ormai era troppo tardi per continuare a sperare in una rimonta che avrebbe avuto dell’incredibile.

Anzi, c’è stato giusto il tempo per l’Orange di segnare il quinto e ultimo gol della serata e l’arbitro ha mandato tutti nello spogliatoio aprendo i dibattiti interni alla nostra squadra.

Mentre i nostri uscivano a testa bassa dal terreno di gioco venivano complimentati da due astri del passato gialloblù tutto sommato recente come Leonida Aschettino (in campo con il Prison Break) e Gianluca Sacchi (impegnato negli allenamenti con il Lido di Roma).

Abbiamo avuto per un attimo la tentazione di rimpiangere questi campioni ma le loro scelte sono tanto definitive per loro quanto per l’Olympic che nonostante i cattivi risultati ha imparato a guardare avanti, magari ad un futuro non proprio roseo, però a guardare avanti in una direzione comune al gruppo cercando l’uscita dal tunnel.

E per uscire da questo lungo tunnel non manca molto però al momento giriamo in un tondo in una strada senza uscita alla ricerca di un qualcosa in più da mettere in campo a livello di squadra e di un qualcosa di più grande da ricercare lì davanti dove si sprecano tante, troppe palle gol.

Non creassimo occasioni sarebbe un problema più grande, no? Invece creiamo palle gol e poi le gettiamo al vento. Siamo un pezzo avanti, mettiamola così.

Firmato, Partito del Bicchiere Mezzo Pieno.

 

NOTE: serata fredda. In panchina presente Alessandro Santolamazza.

PAGELLE

PERRONE: 6 cap.

Tante parate importanti da perderne il conto ma in occasione del gol dello 0 a 3 commette un grossolano errore in uscita simile a quello commesso contro la Svezia una settimana fa. D’accordo che rimane l’unico errore della sua prestazione ma di corbellerie così non ne vorremmo più vedere.

RENCRICCA A. : 6

Il nostro libero in questa stagione non ha ancora raggiunto il top delle sue possibilità però contro l’Orange combatte per cinquanta minuti ininterrotti colpendo un palo, sbagliando un gol incredibile e assistendo al frustrante spettacolo del portiere avversario che ha tolto un suo tiro dalla porta quando ormai sembrava che dovesse entrare.

Si consola con l’assist per la rete di Bisogno e segnando il gol del 2 a 5, prima rete in campionato dopo l’errore dal dischetto contro la Svezia.

GUARINO: 6

L’immagine emblematica della serata è quella di lui steso a terra dopo il gol del 5 a 2 che chiude la gara, rete che gli avversari segnano per un suo errore di controllo su un una palla che stava finendo sul fondo: stremato dai tanti chilometri percorsi e la maglia intrisa di sudore.

BISOGNO: 6

Il quarto gol in quattro partite, unico giocatore gialloblù ad aver segnato in ogni giornata, è una amara soddisfazione personale in un momento difficile per la squadra. Il rimpianto più grande è quel tiro al volo in tuffo che il portiere gli nega con un miracolo. Nonostante la sconfitta rimane tra i più positivi e inanella la presenza numero 99 in partite di tornei.

TAGLIAFERRI S. : 6

Fa quasi strano, dopo tutto questo tempo, scrivere il suo nome nelle pagelle ma siamo davvero felici che finalmente questo campione sia tornato a calcare un campo di calcio. Dopo le presenze nel Ventennale e nello stage di qualche settimana fa ci speravamo tutti e alla fine è successo. Certo, ora dovrà allenarsi sodo per tornare un giocatore almeno simile a quello di una volta ma con calma e pazienza perché nessuno deve caricare il ragazzo di responsabilità che non gli competono.

La prestazione di ieri è stata sufficiente se consideriamo da quanto tempo che non giocava una partita “vera”, ha amministrato bene le sue energie e ha sfiorato un paio di volte la rete colpendo una traversa incredibile. Noi lo aspettiamo e nonostante quanto detto poche righe sopra speriamo che possa diventare l’acquisto con la A maiuscola di questa stagione.

TANI: 5.5

Massimo impegno, non lo discutiamo, ma la davanti è davvero troppo poco lucido e evanescente. All’indomani della sconfitta però lo abbiamo visto molto solido dal punto di vista psicologico e il suo atteggiamento è stato apprezzato parecchio dai tifosi.

BUCA: 5.5

Era stato tra i migliori contro la Svezia invece ieri lo abbiamo visto nervoso, poco reattivo e, anche lui, poco lucido sotto porta. Colpisce un palo e spedisce un bel pallone di poco lato in circostanze che in altre partite avrebbero fruttato due gol. C’è chi suggerisce di schierarlo in difesa per sfruttare la sua progressione e il tiro da fuori piuttosto che gettarlo nella mischia in attacco dove gli spazi sono pochissimi.

Olympic 2000 – Svezia 4-8

Buon giorno a tutti. Ecco a voi commento, pagelle e foto della serata. Date un’occhiata anche www.wix.com/olympic2000/olympic2000
LUNEDI’ 16 NOVEMBRE 2009, ORE 20.10
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, V GIORNATA
OLYMPIC 2000   –   SVEZIA
4-8 (1-1)

 

MARCATORI:

3 BUCA

1 BISOGNO

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Fabrizio Perrone

 

Coraggio, tanto coraggio. E poi grinta, determinazione, forza di volontà. Una squadra che in una partita riesce a mettere in campo tutte queste qualità peccando solo di ingenuità va solo elogiata. E così l’Olympic che ieri ha perso contro la Svezia oggi si è svegliata piena di ottimismo, addirittura felice per la prestazione ma con una responsabilità in più ovvero quella di dimostrare questo spirito in tutte le partite che verranno con la consapevolezza che se la squadra ci riuscirà allora il cammino in questo torneo sarà sicuramente più facile. In caso contrario invece dovremmo fare i conti con rimpianti enormi perché dopo la partita di ieri abbiamo acquistato consapevolezza dei nostri mezzi. Finalmente.

La formazione gialloblù da opporre alla Svezia era composta da Perrone, Rencricca, Guarino, Bisogno, Baldi, Sforza e il giocatore più atteso, Catalin Buca, che anche nell’ultimo allenamento di giovedì scorso aveva dimostrato di essere l’elemento più in forma della rosa in questo periodo.

Passiamo all’analisi della partita che ha visto le due squadre affrontarsi alla pari. La prima frazione poi è stata davvero molto equilibrata con l’Olympic che passava meritatamente in vantaggio con Buca e la Svezia che pareggiava a metà tempo con Fabio Atzeni. In questi primi venticinque minuti l’atteggiamento dell’Olympic è stato brillante. La squadra è riuscita nell’intento di rimanere compatta e chiusa con il nostro unico attaccante che pressava i portatori di palla avversari a centrocampo.

A inizio secondo tempo Buca ha colpito di nuovo portando in vantaggio l’Olympic e per il primo terzo di frazione sembrava che i nostri potessero portare a casa i tre punti. Purtroppo a quel punto l’orgoglio degli avversari è venuto fuori e non solo quello. Infatti dobbiamo obiettivamente ammettere che la Svezia ci è superiore tecnicamente e tatticamente e quando gli avversari sono riusciti a esprimere questa superiorità sono anche riusciti a mettere la partita sui giusti binari. La Svezia quindi pareggiava, si portava sul 5 a 3, concedeva un calcio di rigore per atterramento di Buca ma Rencricca calciava a lato creando mille rimpianti alimentati dal successivo, ennesimo gol del nostro asso romeno che superava Montaldi, questa volta con un pallonetto bellissimo.

Il finale: l’Olympic si apriva, cercava i gol, la Svezia ne approfittava e in pochissimi minuti arrivavano i gol che decretavano l’esagerato risultato finale, un 8 a 4 che per quello che si è visto in campo appare bugiardo.

Di questa Olympic possiamo dire solo tutto il bene possibile, possiamo dire che per la prima volta non ha sentito eccessivamente il peso di un derby che ormai sta diventando insensato chiamare così e quindi la freddezza, la concentrazione che abbiamo visto in campo è stata figlia innanzitutto di questa tranquillità, di questa serenità derivata dal fatto che, oggi, Olympic – Svezia è diventata una partita come tutte le altre.

Possiamo migliorare ancora è chiaro, a volte ci facciamo anticipare o a centrocampo difendiamo poco lasciando la difesa scoperta e gli attaccanti liberi di colpire in contropiede. Esempio lampante sono stati almeno un paio di gol nati da incursioni di avversari veloci e bravi a dribbling che superavano la nostra prima linea difensiva.

Però siamo sulla strada buona, una strada che vogliamo tornare a percorrere già lunedì prossimo nella sesta giornata.

 

NOTE: serata non molto fredda. Spettatori, circa 10.

PAGELLE

PERRONE: 7 cap.

Contro avversari che conosce benissimo gioca una partita eccellente compiendo parate eccezionali. Peccato per quello svarione a fine secondo tempo (manca l’intervento di pugno con un cross che si infila in rete senza che nessuno lo tocchi) ma è un errore che in una gara piena di interventi decisivi passa quasi inosservato.

RENCRICCA A. : 6.5

La sua partita poteva diventare memorabile a metà secondo tempo, quando si è avvicinato sul dischetto del rigore. Se avesse segnato forse, e sottolineiamo forse, la gara avrebbe potuto prendere un’altra piega ma noi dobbiamo giudicare solo i fatti tralasciando i se e i ma e allora diciamo che, rigore sbagliato a parte, il Libero di Centocelle la dietro è una sicurezza contro ogni avversario a prescindere dal compagno di reparto.

GUARINO: 6.5

Ci siamo, manca pochissimo, il Guarino di due tre stagioni fa è quasi tornato al 100%. Ieri ha giocato sia in difesa che in attacco. Dietro è una garanzia e davanti, anche se non supera mai l’uomo e non tira mai, è protagonista nel gol di Bisogno e nell’azione in cui Buca si guadagna il calcio di rigore. Non gli si può chiedere l’impostazione di gioco o i tiri fulminanti dalla tre quarti ma dobbiamo dargli atto che da quando è tornato in squadra l’Olympic ha fatto progressi da gigante nell’atteggiamento e nel carattere.

BALDI: 5.5

E’ il giocatore gialloblù più nervoso e, stranamente, quello che sente di più la partita pur non avendo motivi particolari. Ci aspettavamo qualcosa di più dal nostro jolly e invece si limita alla normale amministrazione non provando mai il tiro e cercando di inventare qualcosa che potesse rivelarsi pericoloso per la Svezia. Rimandato.

BISOGNO: 6.5

Finalmente gioca una partita contro la Svezia senza nervosismi, senza voglia di dimostrare qualcosa, senza desiderio di strafare e i risultati si vedono tutti. La fascia destra del campo della Madonnetta adesso la dovranno rivoltare per quante volte il nostro tornante la percorre su e giù. Nella ripresa trova anche un bel gol su assist di Guarino. Di questa sua prestazione gongoliamo per questo suo eccezionale dinamismo, un po’ meno per la fase difensiva a centrocampo, situazione in cui comunque l’intera squadra latita.

BUCA: 7

La società lo ha acquistato per sostituire i campioni che ci hanno lasciato in estate, una responsabilità enorme che rischiava di schiacciarlo e invece Catalin ci ha dimostrato che oltre a essere un ottimo calciatore e anche caratterialmente solido e riesce a mettere in campo una serenità e una tranquillità che in una partita così è stata determinante, se non per il risultato finale almeno per la sua prestazione. E’ il giocatore più temuto dalla Svezia e a ragione perché segna una magnifica tripletta e si guadagna il rigore poi fallito da Rencricca. Si comincia a parlare di Pigna d’Oro …

SFORZA: 5.5

Il nostro unico attaccante di ruolo ieri ha avuto poche possibilità e quelle poche le ha gettate al vento come quando nel primo tempo Rencricca lo ha messo solo di fronte al portiere e lui ha calciato debolmente. Deve continuare a lavorare, a correre, a sperimentare nuovi modi di giocare e di rendersi pericoloso per gli avversari e utile per la sua squadra.