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Olympic 2000 – Svezia 10-9

Un abbraccio vale più di mille parole
Un abbraccio vale più di mille parole
Si vince fuori e dentro il campo
Si vince fuori e dentro il campo
Simone, che emozione!
Simone, che emozione!

MERCOLEDI’ 10 LUGLIO 2013, ORE 22.15
STADIO LONGARINA, VII TORNEO LIDO DI ROMA, EUROPA LEAGUE, II GIORNATA
GARA 830
SVEZIA TWENTE PAINTS – OLYMPIC 2000
9-10 (4-6)

MARCATORI: 3 FORMICA, 2 FANTINI, 2 MONTALDI, 2 RUGGERI, 1 CASERTA
MIGLIORE IN CAMPO: FORMICA

Una partita in un attimo, un battito di ciglia, l’istante in cui l’arbitro emette il primo dei tre fischi finali, Perrone e Montaldi si guardano, c’è un momento di inconsapevolezza, poi un barlume simultaneo colpisce i due e gli fa capire che si, l’Olympic è in finale di Europa League.
E’ stata una partita epica, da consegnare agli annali, da conservare nel cuore come tante altre in questo torneo che sta vedendo l’Olympic protagonista. I gialloblù perdono pezzi a ogni incontro, giocano con tantissime difficoltà eppure anche stavolta hanno scavato in fondo al loro cuore e trovato quelle energie per battere il proprio avversario all’ultimo secondo.
E’ stato un match molto simile a quello contro il Mo’viola. C’è stato il momento delle convocazioni, difficoltose come al solito con Rencricca indisponibile, Aschettino ancora out dopo l’infortunio della settimana scorsa e Santolamazza che dava forfait in mattinata per un brutto mal di schiena. Praticamente tutta la difesa era fuori come per un virus che colpiva un singolo reparto. Restava un’unica cosa da fare, mettere Montaldi al centro della difesa, il rientrante Caserta a sinistra e Formica adattato a destra e poi sperare nell’impresa di carattere.
Solo che di fronte c’era la Svezia, non una squadra qualunque, un avversario che ci sarà un motivo per cui ci ha battuti 19 volte nei precedenti 28 incontri.
E poi dopo una giornata di attesa febbrile è arrivato il momento della partita. Palla al centro per il sorteggio con Montaldi investito per una sera dei gradi capitano. Lui, l’ex più fresco di una partita di ex, il giocatore che per situazioni contingenti era chiamato a dare qualcosa di più, vuoi per la mancanza di difensori, vuoi perché quella maglia dorata l’ha indossata decine di volte.
Si parte e di fronte trovi la storia del calcio a 5: Gianluca, Fabio e Marco Atzeni e sorpresa dell’ultimo minuto l’ex che non ti aspetti: Marco Civita, da tempo lontano dal calcio ma con 19 presenze in gialloblù tra il 1999 e il 2000.
L’Olympic però non si è fatta emozionare da cotanto avversario e ha segnato per prima grazie al Mimmo Maravilla, che mancava dal 21 maggio e si è fatto subito perdonare con la prima serpentina della sua partita.
Poi la Svezia ha pareggiato ma il primo tempo è stato quasi e solo un monologo gialloblù con i giocatori che si dividevano equamente la parte del protagonista. C’è stato anche tanto nervosismo, come ci si poteva aspettare da un derby, e l’arbitro ha avuto il suo bel da fare per calmare gli animi fino a che non ha ritenuto opportuno allontanare tutta la panchina dell’Olympic, piena di elementi non autorizzati tra cui un esagitato e accorato Collu.
Nei primi venticinque minuti di battaglia l’Olympic ha saputo portarsi avanti fino al 5 a 1 che è diventato 5 a 4 quando la squadra ha avuto un crollo atletico ma che pochissimo prima dell’intervallo si è trasformato in 6 a 4 grazie ad un pregevole tiro libero di Fabio Formica.
Poi la ripresa che è stata ancora più vivace ed emozionante del primo tempo. La Svezia accorciava immediatamente le distanze, poi pareggiava ma ogni volta che gli avversari raggiungevano il pareggio una scintilla di vitalità permetteva ai nostri di portarsi in avanti. E’ successo per il 7 a 6, per l’8 a 7 e per il 9 a 8. Ogni volta sembrava che la Svezia fosse abbattuta eppure arrivava anche il 9 a 9, la rete di Fabio Atzeni a due minuti dalla fine, il gol che non solo allontanava il sogno finale dell’Olympic ma che faceva pensare ad un crollo psicologico e fisico dei nostri e ad una immeritata sconfitta dopo che la squadra aveva meritato di stare sopra fino a quel momento.
Invece al minuto numero quarantotto l’Olympic trovava per la terza volta consecutiva nelle ultime tre partite la forza per uccidere sportivamente l’avversario: Formica completava la sua serata da sogno involandosi verso il portiere che commetteva fallo. Lo stesso numero 10 gialloblù si sistemava la palla per la punizione da fuori area e il resto è storia.
Il missile abbatteva la fortezza della Svezia bucando la rete, poco dopo l’arbitro emetteva quei magnifici tre fischi e ci riportava alla scena quasi onirica raccontata all’inizio di questo articolo.
Subito dopo abbracci a non finire e già si cominciava a sognare la finale resa possibile dalla sconfitta del Mo’viola che perdendo contro il Blockbuster consegnava in un colpo solo le chiavi dell’atto conclusivo di Europa League all’Olympic e allo stesso Blockbuster.
L’immediato futuro ora ci riserva un antipasto della finale mercoledì 17 luglio: l’ultima gara del girone, ininfluente, da giocare contro il Blockbuster. Poi, due giorni dopo, la finale vera e propria in cui l’Olympic non potrà contare su mezza squadra.
Potrà invece contare sul grande cuore gialloblù che in questo torneo c’è stato sempre, a prescindere da chi ha giocato. Questa squadra è nata la sera della pesante sconfitta contro la Lidense. Quella sera l’Olympic non aveva smesso di correre nemmeno sotto di nove gol e questa esperienza l’ha portata con se meritando il pareggio allo scadere contro il Blockbuster nel girone e andando a vincere partite storiche contro Mo’viola e Svezia.
E ora la storia ci aspetta, un altro piccolo sforzo e si va in Paradiso.

PAGELLE

PERRONE: 7
Partita da far tremare le ginocchia contro avversari che sono stati compagni per tanto tempo e di cui si conosce a forza, l’esperienza e soprattutto i danni che possono fare con un pallone tra i piedi. Eppure il portiere gialloblù non trema, non è perfetto come contro il Mo’viola ma gioca una gran partita e distribuisce equamente tra primo e secondo tempo le parate che risulteranno decisive. Poco prima del fischio finale toglie dalla rete un tiro a giro di Gianluca Atzeni.

MONTALDI: 7.5 cap.
Presenza numero 83 e prima da capitano, un onore riservato a pochi ma che lui ha meritato non solo perché questa era una partita speciale per lui ma soprattutto come coronamento di una stagione in cui è diventato un punto fermo della squadra sia a livello tecnico che a livello morale. In campo ha offerto una prestazione monstre giocando cinquanta minuti da difensore centrale fisso con sacrificio e concentrazione. Ha segnato una doppietta e offerto a Ruggeri un assist al bacio e il fischio finale ha sancito la sua serata perfetta. Purtroppo non potrà giocare la finale per motivi personali ma questo torneo e questo traguardo portano la sua firma in calce.

FORMICA: 8
Avevamo puntato su di lui come probabile risolutore di questa specie di semifinale e avevamo avuto ragione. Il gol della vittoria a due minuti dalla fine è solo la punta dell’iceberg della sua prova in cui ha segnato una tripletta ma soprattutto ha confermato quanto di buono aveva fatto vedere nelle ultime uscite. Il ruolo di esterno destro gli calza come un vestito perfetto. Da quella posizione è riuscito a difendere con grande dedizione e ripartire facendo danni ingenti alla difesa avversaria. E’ stato tra i più nervosi nel primo tempo ma nella ripresa ha saputo subire con pazienza i falli avversari e punire la Svezia con una punizione perfetta.

CASERTA: 7.5
Il Mimmo Maravilla dopo 49 giorni di assenza ha saputo tornare dal cono d’ombra in cui si era infilato e ha ricordato a tutti quanto può essere importante per l’Olympic. Non ha avuto grande concentrazione in fase difensiva ma dal centrocampo in su è stato una spina costante nel fianco della Svezia che già aveva punito con due gol nel 2011 senza però riuscire ad uscire vittorioso dal campo. Ieri ha segnato l’1 a 0 e poi ha confezionato due assist nel suo stile. Dopo la finale di Europa League che vinse quasi da solo due anni fa riuscirà a regalare all’Olympic un’altra gioia?

RUGGERI: 7.5
La Tempesta Perfetta che si abbate sulla Svezia: comincia con un assist da calcio d’angolo per Fantini, prosegue con un gol e finisce con una gemma di infinita bellezza che poteva essere il gol vittoria. Non lo è stato perché la Svezia poco dopo segnava il suo ultimo gol della serata ma quel pallonetto al volo, scagliato in corsa, che è finito sotto il sette rimane una delle reti più belle di questa stagione gialloblù. Ancora decisivo, Alex è una delle grandi rivelazioni di questa annata.

FANTINI: 7.5
Partita di grande sacrificio perché la Svezia ha un solo schema: il playmaker da il via all’azione e si incunea nell’area gialloblù in attesa del passaggio di ritorno quindi Andrea ha dovuto spesso fare metri a rincorrere il suo diretto avversario, una cosa che non gli capita di rado. Invece lui l’ha fatto spesso con buoni risultati e oltre a questo lavoro ha trovato il modo di segnare una doppietta. In finale lui e Perrone saranno gli unici superstiti tra i veterani gialloblù, una grandissima responsabilità.

28-09-11//Le convocazioni per martedì

Buon pomeriggio amici gialloblù e buona domenica!
Martedì sera akke ore 21 comincerà il triangolare che vedrà impegnate Olympic, Moviola e Svezia. Con tutta probabilità il primo mini incontro sarà tra i gialloblù e la Svezia mentre il Moviola affronterà nella partite successive prima la perdente del primo match e successivamente la vincente.
L’Olympic ha convocato molti giocatori per questo impegno importante che segnrà l’esordio ufficiale della squadra nella stagione 2011-12 dopo due stage non ufficiali. In porta si alterneranno Perrone e Belli con il capitano che dovrebbe giocare contro la Svezia e il numero 12 contro il Moviola. Davanti a loro farà il loro rientro Rencricca che avrà al fianco Formiconi mentre in avanti giocheranno Bisogno, Caserta, Sforza e forse Fabio Tagliaferri. Indisponibili invece Santolamazza, Tani e Fantini.
Sforza sarà regolarmente in campo smentendo così per ora le voci di un suo clamoroso passaggio definitivo al Moviola che avevano animato le prime pagine della settimana scorsa.
Per oggi è tutto, arrivederci!

04-05-11//Formazione ufficiale

Ci siamo, oggi è il giorno dell’esordio nel Torneo di Clausura per l’Olympic che due settimane fa vinceva l’Europa League. Da quel giorno la squadra ha acquisito una nuova consapevolezza che stava già maturando da qualche tempo e che sarà di grande aiuto per il finale di questa stagione e per la prossima.
I gialloblù però devono continuare a percorrere la strada intrapresa dopo la sconfitta di qualche emse fa contro il Centro e non pensare che il percorso imboccato sia finito con la vittoria sugli Autoricambi Bernocchi.
Alle ore 21 l’Olympic affronterà i Marines ovvero la Svezia disarmata di Tarallo e Montaldi che giocheranno nelle nostre file. Abbiamo già parlato nei giorni scorsi di quanto il nostro girone sia complicato e di quanto sarà difficile accedere alla Champions League ma abbiamo il dovere di provare a dare fastidio alle super potenze calcistiche inserite nel nostro gruppo.

Per concludere l’intervento di oggi ecco gli otto gialloblù convocati per la gara di stasera:

1. PERRONE Fabrizio
4. RENCRICCA Alessandro
8. FORMICONI Fabrizio
19. MONTALDI Simone
7. BISOGNO Gianluca
10. TARALLO Filiberto
11. FANTINI Andrea
16. SFORZA Francesco

Per oggi è tutto, buona serata!

OLYMPIC 2000 – SVEZIA 2-3

LUNEDI’ 4 APRILE 2011, ORE 21.10
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 690
TORNEO APERTURA 2010/2011, XVIII GIORNATA
SVEZIA – OLYMPIC 2000
3-2 (1-1)

MARCATORI:
2 CASERTA

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO PERRONE

L’Olympic esce con un pugno di mosche in mano anche dalla penultima giornata di campionato e ancora una volta i rimpianti sono molti per una sconfitta che sa di beffa. Il 3 a 2 con cui la Svezia ha vinto il derby emette delle sentenze: che l’Olympic si è giocata la partita alla pari con la squadra terza in classifica, che i tempi in cui i gialloblù perdono le partite per l’approccio sbagliato sembrano definitivamente archiviati e che la squadra fa continui, minuscoli progressi e che sembra pronta per la sfida dell’Europa League.
Poi ci sono delle certezze assolute, per esempio quella che l’uomo in più di questa squadra può e deve essere Domenico Caserta, l’unico in grado di saltare sistematicamente l’avversario di fronte a se, l’unico con la classe necessaria per candidarsi al ruolo di fuoriclasse della squadra all’interno di un gruppo di tanti validi elementi il cui mix può portare delle soddisfazioni forse inaspettate e imprevedibili entro la fine della stagione.
Caserta, al rientro dopo 34 giorni in gare ufficiali dava subito l’impressione di essere in serata e al primo pallone toccato se ne andava in percussione centrale costringendo l’estremo difensore avversario all’uscita disperata. Al secondo tentativo però il numero 19 gialloblù non sbagliava: Rencricca lo serviva sulla sinistra, lui si accentrava e di destro segnava l’1 a 0 con un rasoterra vincente.
Da questo momento in poi anche la Svezia partecipava all’incontro all’interno di un primo tempo in cui era comunque l’Olympic a meritare qualcosa di più. Purtroppo al primo errore della nostra difesa Montaldi pareggiava inserendosi bene dalla fascia difensiva destra dell’Olympic e battendo Perrone con un tiro ravvicinato di punta.
Si andava all’intervallo quindi sull’1 a 1.
La prima emozione della ripresa era nuovamente di marca gialloblù e a regalarla ai tifosi era ancora una volta Mimmo Caserta che recuperava una palla persa sulla trequarti avversaria e per la seconda volta gonfiava la rete.
Così come era successo nella prima frazione anche questo gol produceva una reazione della Svezia ma stavolta la reazione era devastante.
Gli avversari cominciavano da quel momento a produrre una quantità industriale di palle gol anche se fino a metà frazione la coesione dello schieramento gialloblù e i riflessi eccezionali di Perrone evitavano la capitolazione.
A dieci minuti dalla fine qualcosa nell’Olympic però cominciava a scricchiolare, le distanze tra i reparti si allungavano ma soprattutto si allentavano il pressing e la marcatura sul migliore uomo avversario, Gianluca Atzeni, da cui partiva tutto il gioco della Svezia.
Su un affondo del capitano avversario nasceva il pareggio: Atzeni bucava il centrocampo e irrompeva in area effettuando un tiro smorzato da una deviazione di Formiconi. Perrone riusciva a deviare questa prima conclusione ma sulla ribattuta lo stesso Atzeni pareggiava.
Dopo il 2 a 2 anche l’Olympic aveva qualche occasione ma le azioni più nitide erano tutte della Svezia con Perrone che chiedeva aiuto ai santi per evitare di essere battuto.
Dopo tante parate importanti il capitano gialloblù era però sfortunato quando da solo a tu per tu con Gianluca Atzeni prima parava in uscita il tiro ma successivamente, per anticipare l’avversario che stava ribadendo la sfera in porta, deviava lui stesso il pallone in porta commettendo un’autorete rocambolesca e disgraziata.
C’era tempo per un ultima emozione visto che mancavano due minuti e capitava sui piedi di Bisogno che trovatosi con la palla tra i piedi in area avversaria traccheggiava troppo e perdeva il tempo del tiro pochi secondi prima che l’arbitro andasse tutti negli spogliatoi.
E così il derby numero 26 finiva con la diciottesima sconfitta dell’Olympic che in questo campionato può dire di aver giocato sugli stessi livelli della Svezia sia all’andata che al ritorno. Manca qualcosa però per raggiungere il loro livello di top team. Manca la lucidità e la concentrazione continua, costante e manca soprattutto l’abitudine a vincere le gare importanti.
Otterremo mai queste qualità o ci dovremo accontentare per sempre dei rimpianti?

NOTE
CLIMA Serata primaverile
SPETTATORI circa 15
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 7 cap.
Uno dei punti fermi dell’Olympic. Riesce in ogni occasione a prendere il tempo per il tiro avversario e sventa almeno quattro gol trovandosi totalmente solo con l’avversario di fronte e la porta spalancata. Purtroppo, quel pizzico fortuna avuta in un paio di circostanze esige il suo credito nel finale quando per evitare il 2 a 3 smanaccia lui stesso in porta la palla che consegna la vittoria alla Svezia a tre minuti dalla fine.

4.RENCRICCA A. : 6.5
Per quasi tutta la partita riesce a mantenere la squadra coesa e compatta e a distribuire il gioco con sapienza dimostrando che le scorie canadesi sono ormai solo un ricordo. Serve a Caserta l’assist per l’1 a 0 e offre una prestazione incoraggiante per il finale di campionato.

8.FORMICONI: 6.5
Ancora una volta in questa stagione alle prese con l’influenza e ancora una volta fa sembrare che non abbia febbre o alcun tipo di malessere. Nel secondo tempo si fa prendere in infilata due volte da Gianluca Atzeni ma le responsabilità sono da ricercare a centrocampo.

7.BISOGNO: 6
Partita di gran lotta e concentrazione, forse una delle sue migliori in questo campionato per ciò che attiene alla determinazione. Peccato gli sia mancato il guizzo per segnare come all’andata.

19.CASERTA: 7-
L’uomo nuovo dell’Olympic può diventare lo star player di un’Olympic che da anni cercava un giocatore del genere. Se lo avessimo incontrato ai tempi dei campionati al Kristall, dal 2005 al 2008, forse avremmo vinto ancora di più di quanto raccolto. Adesso però pensiamo al presente e al futuro. Mimmo deve migliorare la sua forma fisica che di conseguenza influirà anche sulla sua tenuta atletica e mentale. Poi sarà devastante e le due splendide reti di ieri sembreranno poco al confronto.

11.TANI: 5
Prestazione inficiata dal gap di condizione rispetto ai compagni e agli avversari. Primo tempo tutto sommato accettabile, purtroppo nella ripresa il suo apporto è inferiore alle aspettative. Presenza numero 66, raggiunge Sacchi al sedicesimo posto della classifica di tutti i tempi.

10.FANTINI: 5.5
Dopo la bella prestazione contro gli Autoricambi Bernocchi e il buon allenamento di mercoledì scorso ci aspettavamo una prova di maggior spessore di Andrea che quasi mai ha trovato lo spunto per liberarsi dalle marcature avversarie per battere a rete o dialogare con Bisogno e Caserta. Passaggio a vuoto.

N.d.R.: si ricorda che tutte le pagelle di questa stagione vengono stilate in base alle medie dei voti discussi nei ritrovi post-partita all’O’Connell o al Red River.

04-04-11//Formazione ufficiale

Buongiorno amici gialloblù!
Si apre la settimana degli impegni proibitivi contro Svezia e West Ham! si parte stasera con il derby alle ore 21!
Ecco la formazione che scenderà in campo per l’Olympic. Formiconi effettuerà un provino sul campo prima del calcio d’inizio.

1. PERRONE Fabrizio
4. RENCRICCA Alessandro
8. FORMICONI Fabrizio
7. BISOGNO Gianluca
11. TANI Francesco
19. CASERTA Domenico
9. FANTINI Andrea

Collegatevi domani per sapere come è andata!

02-04-11//Numeri e news

Buon pomeriggio amici gialloblù!
Mancano due giorni al derby con la Svezia e quattro alla giornata conclusiva del campionato in cui affronteremo il West Ham. I precedenti con entrambe le formazioni, come saprete, sono tutti a favore dei nostri avversari che infatti al momento occupano rispettivamente il quarto e il terzo posto in classifica e hanno ben altro che l’Europa League da chiedere alla loro stagione.
Con la Svezia quello di lunedì sarà il match numero 26 e nei precedenti 25 incontri abbiamo collezionato 7 vittorie, 1 pareggio e 17 sconfitte segnando 136 reti e subendone 194.
Con il West Ham invece sarà il quarto scontro e finora abbiamo maturato 1 pareggio e 2 sconfitte segnando 9 gol e subendone 15.
Purtroppo al momento è in dubbio la presenza per lunedì di Fabrizio Formiconi che per l’ennesima volta in questa stagione è alle prese con un attacco influenzale.
Qualora il giocatore recuperasse per la partita con la Svezia sarebbe per lui la presenza numero 200 in gialloblù.
Risolto anche il ballottaggio per la settima maglia per la gara di mercoledì infatti giocherà Santolamazza che ha dalla sua la presenza nell’allenamento di mercoledì rispetto a Sforza che invece non era disponibile.
Per oggi è tutto, buon week end!

Olympic 2000 – Svezia 3-5

MARTEDI’ 18 GENNAIO 2011, ORE 21.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 677
TORNEO APERTURA 2010/2011, IX GIORNATA
SVEZIA – OLYMPIC 2000
5-3 (2-2)

MARCATORI:
2 RENCRICCA A.
1 BISOGNO

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO GIANLUCA BISOGNO

I tifosi della Svezia cantano e festeggiano per l’ennesima vittoria nel derby proprio mentre quelli dell’Olympic abbandonano la Madonnetta scorarti dalle forze dell’ordine. Musi lunghi, facce arrabbiate, bambini con lo sguardo perso nel vuoto e qua e là qualche sprazzo di conversazione dai quali di intuisce che perdere così fa male.
Fa male per un tifoso quindi figuriamoci per chi sta in campo, uscire sconfitti dopo 50 minuti in cui hai lottato alla pari con il tuo avversario. Anzi, per ampi tratti di partita l’Olympic ha saputo mettere alle strette la Svezia producendo una gran quantità di palle gol ma si sa, è la legge non scritta del calcio, se sprechi molto e non concretizzi alla fine i gol li subisci.
Il rimpianto più grande della tifoseria probabilmente è stato quello di non aver visto in campo Domenico Caserta, l’uomo del momento, la speranza di tutto il popolo gialloblù. Purtroppo il giocatore non era disponibile per motivi lavorativi ma dobbiamo dare a Cesare quel che è di Cesare: la squadra ha giocato bene, ha tenuto alto il nome dell’Olympic e i tifosi proprio non possono lamentarsi del gioco e del carattere dei giocatori.
Sembra una battuta ma alla fine l’unica cosa storta della serata di ieri è stata la sconfitta.
Per la prima volta dopo tanti anni l’Olympic si è presentata a questo derby senza timori reverenziali, senza paure. Forse sarà stato perché la Svezia non è in un gran momento è veniva da tre sconfitte consecutive in campionato ma noi crediamo che sia stato perché quest’anno l’Olympic, a prescindere dai soliti risultati altalenanti, ha trovato una forza interiore e una consapevolezza maggiore rispetto alle recenti stagioni.
La Svezia convocava tanti giocatori con due ritorni eccellenti: Simone Montaldi figurava tra i giocatori di movimento (il portiere è ancora infortunato alla mano) mentre in porta tornava dopo quasi quattro anni Giuliano Rocca, protagonista di tante vittorie del passato della formazione di Tarallo.
L’Olympic invece schierava i sei giocatori cosiddetti titolari ovvero Perrone, Rencricca, Formiconi, Baldi, Bisogno e Fantini.
Il primo acuto dell’incontro è stato di marca Olympic ed è stato il vantaggio realizzato da Gianluca Bisogno che bruciava Rocca su assist di Formiconi. La Svezia tirava subito fuori gli artigli e in pochi minuti pareggiava e passava in vantaggio. Scaltri i nostri avversari che segnavano l’1 a 1 su schema di calcio di punizione mentre in occasione dell’1 a 2 la nostra retroguardia dormicchiava e permetteva a Gianluca Atzeni di esplodere il suo tiro da fuori area sugli sviluppi di un calcio d’angolo.
La gara era vibrante, bella, corretta e Rencricca segnava il 2 a 2 mandando le squadre all’intervallo in situazione di parità. Nei primi venticinque minuti di gioco era Perrone il portiere più impegnato ma la ripresa avrebbe visto un sostanziale cambiamento di rotta del match.
I gialloblù sono rientrati sul terreno di gioco con un gran piglio e sono riusciti ad avvolgere con il proprio gioco la Svezia fino ad arrivare ad impegnare Rocca almeno in una decina di occasioni. Nella quasi totalità di queste occasioni ha avuto la meglio lo storico estremo difensore della squadra capitanata da Gianluca Atzeni mentre la Svezia puniva l’Olympic sfruttando piccole ma letali disattenzioni della nostra retroguardia.
Su azione di calcio d’angolo era Rencricca a lasciare Attili tutto solo di battere Perrone mentre sul 4 a 2 era un po’ tutta la difesa dell’Olympic a fare acqua. Quando sembrava che la partita dovesse concludersi con questo punteggio Rencricca riusciva a battere Rocca per la seconda volta e nei minuti finali la Svezia ha sentito le ginocchia tremare temendo un pareggio in extremis.
Purtroppo la seconda disattenzione della serata di Rencricca permetteva a Montaldi di segnare il gol del 5 a 3 che chiudeva la partita.
La fotografia della serata è quella che ritrae un’Olympic viva, ispirata, grintosa ma anche inevitabilmente sprecona e inconcludente sotto porta. Formiconi sulla via degli spogliatoi era chiaro: “Perrone ha fatto due tre parate decisive, Rocca almeno una decina!”
Purtroppo la verità è che l’Olympic non batte la Svezia in gare ufficiali dal maggio del 2001, che quella di ieri è stata la sconfitta 400 della nostra storia, che non vinciamo in campionato dal 22 novembre e che la classifica non sembra lasciare spazio a sogni o speranze rosee.
Adesso come adesso il bicchiere appare vuoto o quasi ma qualcosina a cui aggrapparsi riusciamo comunque a trovarlo: la squadra gioca, crea occasioni e subisce pochi gol. il mercato invernale, ancora in corso, ha già provveduto ad alcune lacune della squadre. Infine, lo spirito di squadra, l’attaccamento alla maglia e la grinta ci sono.
Serve solo il classico episodio che dia la svolta alla stagione.

NOTE
CLIMA Freddo umido
SPETTATORI circa 3
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 con divisa FLUO 2006

PAGELLE

1.PERRONE: 6.5 cap.
Non sente l’emozione di un derby la cui rivalità comincia quando il resto dei giocatori dell’Olympic non faceva parte di questa squadra. Para bene e non è colpevole su nessuna segnatura degli avversari.

4. RENCRICCA A. : 6+
Non è la prima volta che assistiamo ad una prestazione dai due volti del nostro numero 4. Godiamo della sua doppietta che ne fa il miglior marcatore gialloblù in campionato ma dobbiamo anche rilevare due errori decisivi in occasione del terzo e del quarto gol della Svezia. Nonostante ciò merita la sufficienza perché Rencricca supplisce alle carenze offensive della squadra con la sua prolificità in zona gol.

8.FORMICONI: 6.5
Buona prova senza sbavature né tutti quelle punizioni che normalmente concede in Challenge Cup, torneo in cui non è previsto il cumulo dei falli che porta ai tiri liberi. L’aveva detto che in campionato avrebbe suonato un’altra musica e così è stato.

10.BALDI: 5
Scarico, deconcentrato, fuori partita. Ha la febbre e quindi qualche attenuante ma forse il derby avrebbe dovuto dargli qualche stimolo in più. Il suo errore a tu per tu con Rocca è di quelli che fanno mettere ai tifosi le mani tra i capelli, anche a chi è calvo.

7. BISOGNO: 6.5
Migliore in campo sia per la prova in sé che per l’intensità della sua prestazione. Anche lui aveva annunciato che “non avrebbe più guardato in faccia a nessuno” e anche lui ha mantenuto la promessa segnando subito l’1 a 0 e giocando una di quelle partite che normalmente consentono all’Olympic di firmare vere e proprie imprese. Stavolta l’impresa è stata solo sfiorata ma la squadra non può rinunciare mai a questo Bisogno.

19.FANTINI: 6
Questo giocatore è ormai un punto fermo per l’Olympic che lo schiera indifferentemente in campionato e in Challenge Cup. Fallisce almeno quattro gol facili in fotocopia ma sono occasioni che spesso contribuisce lui stesso a creare grazie al lavoro estenuante che fa in attacco e al peso della sua presenza in campo. Anche per lui l’optimum è dietro l’angolo.

17-01-11//Una settimana di emozioni

Buongiorno amici gialloblù on line!
Comincia oggi una settimana piuttosto intensa per la nostra squadra che affronterà due impegni di campionato mentre riposerà in Challenge Cup avendo giocato l’anticipo della seconda giornata di ritorno il 27 dicembre.
Si comincia domani alle ore 21 contro la Svezia, un derby che entrambe le squade vogliono vincere innanzitutto per ragioni di classifica. L’Olympic vuole tenere vive le speranza di qualificazione alla Champions mentre la Svezia vuole cercare di uscire dal suo periodo nero con una vittoria che la terrebbe salda al quarto posto.
Quello di domani sarà il confronto numero 25 tra le due formazioni e come sapete il bilancio è tutto a favore dei nostri avversari contro i quali abbiamo vinto 7 volte, pareggiato in una sola occasione e perso in ben 16 circostanze. L’ultima vittoria gialloblù risale all’8 dicembre 2007 quando l’Olympic si impose per 8 a 6 nell’ambito del trofeo per la celebrazione delle 500 partite della nostra squadra. L’ultima vittoria in gare ufficiali risale addirittura al 13 maggio 2001 quando nella finale di Campionato della Pace i nostri vinsero per 7 a 6 portando a casa la coppa. Altri tempi, stiamo parlando di qualcosa accaduto quasi dieci anni fa.
L’ultimo confronto in assoluto invece è abbastanza recente e risale al primo settembre quando la squadra di Tarallo ci battè per 3 a 1 nel quadrangolare Ammazza che Birra Peroni. In gol per l’Olympic l’indiano Sunil Salvini.
Contro la Svezia l’Olympic schiererà Perrone, Rencricca, Formiconi, Baldi, Bisogno e Fantini.

Giovedì si torna poi in campo per il recupero della nona giornata contro i Cavalieri di 100. La gara si sarebbe dovuta giocare martedì scorso ma poi fu rinviata su richiesta dei nostri avversari. Per questa occasione la società ha convocato due elementi che si sono messi in luce proprio nello stage organizzato per sostituire l’impegno di martedì scorso ovvero Santolamazza e Sforza i quali si aggiungono a Perrone, Rencricca, Formiconi, Bisogno e Fantini (indisponibile Baldi).

Purtroppo non sarà disponibile per entrambe le partite il gioiellino Domenico Caserta. Per oggi è tutto.
Buona giornata!

Olympic 2000 – Svezia 2-6

Ed ecco a voi quello che aspettavate!
MERCOLEDI’ 7 APRILE 2010, ORE 21.30
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, CHAMPIONS LEAGUE, FINALE PER IL TITOLO
SVEZIA TWENTE PAINTS   –   OLYMPIC 2000
6-2 (5-0)

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Fabrizio Perrone

 

MARCATORI OLYMPIC:

1 RENCRICCA A.

1 autorete

 

Che rumore fa un sogno che si infrange? Probabilmente dipende da dove cade e su cosa cade.

Il sogno dell’Olympic di poter alzare la Champions League cade da una vetta sulla quale i nostri erano saliti faticosamente, attraverso mille difficoltà e mille passaggi impervi. Quindi da molto in alto.

E cade, anzi sbatte, su un muro molto solido, quasi infrangibile, chiamato Svezia, una squadra che probabilmente è la più forte della storia del calcio a cinque amatoriale di Roma Ovest e forse oltre.

Accarezzare il sogno di vincere il Torneo di Apertura è stato un’illusione bellissima. Rischiare di venire eliminati, qualificarsi per il rotto della cuffia alla Champions grazie ad un po’ di fortuna e poi meritare fortemente di vincere nei quarti di finale e nelle semifinali sono state emozioni forti, fortissime, indimenticabili.

Poi l’attesa della finale durata venti giorni, aspettando un avversario che non poteva essere un altro e mentre noi ci preparavamo giocando amichevoli la Svezia macinava altri avversari raccogliendo trionfi.

E qui possiamo già evidenziare un vantaggio dei nostri avversari che si sono avvicinati all’appuntamento di ieri sera mantenendo alta la tensione e disputando gare vere.

Forse se la finale si fosse giocata a ridosso della splendida semifinale vinta dall’Olympic sul Valeria la storia, non dico il risultato, della finale sarebbe stata diversa.

Ma sicuramente Perrone e compagni a questo non ci pensavano mentre entravano in campo subito dietro l’arbitro, a fianco dei gialloblù avversari, mentre ascoltavano l’inno della Champions League, mentre salutavano i tantissimi tifosi accorsi anche ieri alla Madonnetta.

E i tifosi hanno avuto subito una sorpresa: si sapeva da qualche giorno che Francesco Tani non avrebbe potuto disputare per infortunio la finale e che Guarino l’avrebbe sostituito ma nessuno immaginava che Alessandro Santolamazza avrebbe potuto far parte della panchina dell’Olympic.

Invece il difensore gialloblù era lì, a spronare i compagni in vista del definitivo reinserimento in squadra previsto per l’imminente Torneo di Clausura.

In apertura dicevamo della forza assoluta della Svezia, capace di archiviare già tre coppe in soli sette mesi di stagione e alla ricerca del quarto successo iridato senza contare gli innumerevoli riconoscimenti personali attributi ai suoi calciatori. La forza di questo avversario si è visto poco il calcio d’inizio, nell’approccio alla gara.

I nostri gialloblù in questi anni si sono abituati a disputare partite così importanti ma sicuramente di meno a vincerle ed è stato subito evidente come gli uomini di Tarallo fossero più concentrati e più cinici.

A dimostrazione di questa superiorità non arrivava un solo gol ma ben due in pochissimi minuti ed entrambi nati da azione di calcio d’angolo. Nella prima circostanza il pallone carambolava sulle gambe di Rencricca che deviava alle spalle di Perrone mentre nella seconda occasione due dei tre fratelli Atzeni dialogavano alla velocità della luce, aggiravano la nostra difesa e costruivano il raddoppio che zittiva i sostenitori di fede gialloblù.

Cosa ha fatto l’Olympic per reagire al doppio svantaggio? Perrone ha provato a cambiare qualcosa in avanti, Formiconi e Bisogno hanno provato a farsi vedere dalle parti di Montaldi ma ogni volta che il nostro schieramento si sbilanciava arrivava puntuale la punizione divina sotto forma di gol.

Tre a zero. Quattro a zero. Cinque a zero. I cronisti hanno riportato di aver sentito Formiconi esclamare: “E’ un incubo”.

Probabilmente il difensore si riferiva al fatto che i giocatori dell’Olympic hanno combattuto poco, hanno offerto spesso il fianco agli avversari, non hanno lottato, almeno non abbastanza.

Non poteva finire così. Bisognava almeno tentare qualcosa per salvare la faccia.

E l’onore è stato salvato nella ripresa quando l’incubo si è trasformato in un semplice brutto sogno.

La Svezia ha arretrato volontariamente il suo raggio d’azione e l’Olympic ha potuto affacciarsi maggiormente nell’area avversaria sfiorando il gol con Guarino e Sforza. Ironia della sorte il primo marcatore dell’Olympic della serata è stato Marco Atzeni che nel tentativo di anticipare Rencricca ha beffato il suo stesso portiere per un incredibile autogol. Il punticino segnato ha dato coraggio ai nostri che si sono spinti in avanti ma chiaramente la Svezia ha potuto agire puramente in contropiede potendo giocare sul velluto.

In questa fase Perrone ha parato bene evitando almeno tre gol ma alla fine è dovuto capitolare per la sesta volta prima che Rencricca segnasse l’ultimo gol della serata e Santolamazza sfiorasse la terza segnatura per la sua squadra nei pochi minuti in cui ha giocato.

Dopo tre minuti di recupero l’arbitro ha dichiarato la fine della partita. Per i nostri si è trattato di un dejavu sportivamente tragico visto che già il 23 febbraio 2009 la Svezia ci aveva soffiato la Premier Soccer Cup.

Durante la premiazione i nostri giocatori erano giustamente tristi ma noi già siamo costretti a voltare pagina perché la settimana prossima comincerà il torneo primaverile in cui gli avversarsi non ricorderanno che l’Olympic ha perso questa finale in malo modo ma solo che l’Olympic è arrivata alla terza finale consecutiva in tre tornei giocati alla Madonnetta.

E penseranno, loro che possono essere obiettivi, che la Svezia è di un altro pianeta ma, cavolo, anche questa Olympic qualcosa di eccezionale lo dovrà avere se ha battuto l’accreditato Werder e il grintoso Valeria 2.

Qualcosa di buono ce l’avrà questa squadra se è sempre lì, da tanti anni a giocarsi finali, magari perdendole ma è sempre lì.

Non diamo ascolto ai nostri cuori affranti e ricominciamo da capo, da ciò che di buono abbiamo fatto.

Credetemi, è tanto.

 

NOTE

CLIMA                 Primaverile

SPETTATORI     Circa 40

FORMULA          Due tempi da 25 minuti ciascuno

MAGLIA              Olympic 2000 con maglia CHAMPIONS 2008 e pantaloncini GOLD 2010-04-08

 

PAGELLE

PERRONE: 5.5

La sua prima “impresa” della serata è quando lascia la fascia di capitano a Formiconi forse per evocare la scaramanzia della finale del Campionato della Pace 2000/2001. L’invenzione non funziona, anzi, però il numero 1 gialloblù è autore di una prestazione più che sufficiente il cui voto è inficiato solo dal risultato finale della gara. Bene soprattutto nella ripresa quando si trova un paio di volte da solo con gli avversari ed evita altre reti.

Torneo non contraddistinto da grande continuità il suo ma con punte eccezionali come nei play off di Champions.

In totale mette da parte 17 presenze, unico giocatore della rosa sempre presente.

RENCRICCA A. : 5+

Partita di grande generosità ma stavolta ha decisamente predicato nel deserto. Tradotto: ha giocato moltissimi palloni anzi, quando l’Olympic era in possesso di palla la sfera era quasi sempre tra i suoi piedi ma poi non ha mai trovato sbocchi vagando alla continua ricerca di compagni praticamente immobili.

Nel finale si prende la soddisfazione di segnare il sedicesimo gol in 15 presenze e di confermarsi capocannoniere della squadra. E questa è un dato che da una parte lo deve inorgoglire ma dall’altra deve far pensare lo staff tecnico che gestisce una formazione in carenza atavica di un attaccante che faccia gioco lì davanti o che traduca il gioco degli altri in reti.

FORMICONI: 5+ cap.

Era dal 24 ottobre 2003 che non indossava la fascia di capitano e ieri ha avuto questo onore per la quarantanovesima volta in carriera. Diciamolo chiaramente: se l’Olympic non avesse avuto Formiconi da gennaio in poi i gialloblù non sarebbero mai arrivati in finale quindi non finiremo mai di ringraziarlo.

Ieri purtroppo, un po’ come il resto della squadra, non è riuscito a trovare quello stato ideale per ripetere le gradi prestazioni offerte in questi tre mesi da quando è rientrato. Nonostante ciò le sue nove presenze e i suoi quattro gol rimangono lì a dimostrare la bontà del suo lavoro.

TAGLIAFERRI S. : 5

Un po’ tutti, dai tifosi ai compagni, speravano che Stefano potesse essere il giocatore decisivo in questa finale. L’elemento di fare quell’exploit e decidere la partita un po’ come era successo a Rencricca nei quarti e a Bisogno in semifinale.

Purtroppo non è accaduto ma ora non gettiamogli la croce addosso e ricordiamoci che questo giocatore è tornato a  giocare a novembre dopo tre anni da un grave infortunio ed è quindi normale che in questa stagione abbia alti e bassi.

Noi abbiamo fiducia che in primavera possa migliorare la sua forma fisica e atletica e magari migliorare il suo score in questa competizione che si attesta su 11 presenze e 10 gol.

BISOGNO: 5

Prestazione divisa in due da una falce chiamata linea di centrocampo nel senso che dalla metà campo in su fa il suo creando pericoli sotto forma di tiri e assist ma dalla metà campo in giù è un troppo molle e lascia eccessiva libertà agli avversari che spesso per battere Perrone trovano in lui una flebile opposizione sulle fasce.

Anche per lui comunque vale comunque il discorso fatto sulla squadra: la prestazione di ieri è da dimenticare ma in generale il suo torneo è stato buono e lo dimostrano le sue 16 apparizioni in cui ha realizzato 14 gol.

GUARINO: 5

Assente dal 24 febbraio (ultima di prima fase contro il Real Mellano) viene convocato per sostituire Tani. Fa quel che può secondo le sue corde e non si arrende mai sfiorando anche il gol.

Onestamente era fuori forma dopo le sei settimane di inattività ma ha meritato la convocazione per la finale dopo una prima fase in cui, soprattutto quando l’Olympic andava male, aveva retto la baracca con la sua corsa inesauribile.

In totale ha raccolto 10 presenze e 4 reti.

SFORZA: 5

Utilizzato poco in questa finale perché debilitato da un attacco di gastroenterite nei giorni scorsi. Nonostante questo handicap è riuscito in un paio di circostanza a liberarsi al tiro ma la palla è finita in entrambe le occasioni fuori dallo specchio.

Il suo torneo non è facilmente giudicabile nel senso che il ragazzo ha funzionato bene come elemento facente parte dello schieramento ma poi in quanto a prestazione personali ha un po’ latitato facendo registrare solo 9 reti in 12 presenze. La sua applicazione nel pressing è encomiabile ma noi vorremmo che fosse lui la soluzione all’asfissia realizzativa della squadra.

SANTOLAMAZZA: s.v.

Dopo un paio di buone prestazioni in allenamento merita la chance di andare in panchina e scende in campo nei minuti di recupero del secondo tempo quando sfiora addirittura una clamorosa rete. Nel Torneo di Apertura ha collezionato solo 3 presenze senza reti ma rece mentente lo abbiamo visto molto bene e nel Torneo di Clausura la società è intenzionata a rilanciarlo.

 

GIOCATORI NON PRESENTI IN FINALE

Infine meritano una menzione tutti coloro sono stati iscritti al Torneo di Apertura ma non hanno giocato la finale.

Il più presente di questi giocatori è stato senz’altro Catalin Buca, 9 presenze e 10 gol, misteriosamente scomparso dai radar gialloblù alla fine della prima fase. Ieri sera uno come lui avrebbe potuto farci comodo ma gira voce che tra lui e la società ci sia stata una rottura totale. Se così fosse gli facciamo i nostri migliori auguri.

Rimane invece in rosa Davide Baldi, giovane talento vittima del brutto inizio di torneo dell’Olympic. Il ragazzo ha giocato solo due partite ma presto potrebbe tornare nella lista delle convocazioni così come Fabio Tagliaferri, 1 presenze e 1 gol.

Infine ci sono tre giocatori che non hanno mai messo in piede in campo e sono Juan Esteban Brusco (che però ha giocato una gara in Coppa Italia e fa parte stabilmente del giro gialloblù), Ugo Venturi (infortunatosi nel pre-campionato) e Emanuele Gennari i cui eccessivi impegni hanno impedito di partecipare all’avventura dell’Olympic.

Concludiamo ringraziando tutti i tifosi che hanno supportato l’Olympic, sono loro il motore del cuore gialloblù ed è per loro che la squadra proverà a vincere il Torneo di Clausura!