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Olympic 2000 – Prison Break 3-2

MARTEDI’ 19 GENNAIO 2010, ORE 21.10
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, XI GIORNATA
OLYMPIC 2000   –   PRISON BREAK
3-2 (3-0)

MARCATORI:

2 BISOGNO

1 TAGLIAFERRI S.

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Gianluca Bisogno

 

Terza vittoria consecutiva nell’anno nuovo, imbattibilità nel 2010, seconda vittoria consecutiva in campionato, gioco in crescita. Sono questi gli aspetti che fanno dell’Olympic che si è risvegliata stamattina una squadra felice composta da giocatori felici i cui tifosi sono al settimo cielo.

Dopo la vittoria contro il C.N. Football Club i gialloblù erano attesi alla prova del nove, all’esame di maturità di fronte a se stessi e al loro pubblico esigente e dopo una battaglia durata cinquanta minuti possiamo dire che l’esame è pienamente superato.

Abbiamo rivisto una squadra grintosa, cattiva, cinica, certo non spettacolare ma quando mai l’Olympic ha fatto dello spettacolo il suo punto di forza. Mai.

I machi di fabbrica dei migliori momenti della storia dell’Olympic sono l’umiltà, la determinazione, il sacrificio. Magari ai palati fini quella contro il Prison Break potrà essere sembrata una vittoria frutto del catenaccio ma per chi ama i nostri colori questa è stata semplicemente una vittoria da Olympic: cuore, sudore, amore per la maglia!

Per l’undicesima giornata di campionato rimanevano in tribuna Sforza (reduce dall’infortunio di due settimane fa al torace) e Buca per scelta tecnica. Nonostante queste due pesanti rinunce la formazione che scendeva in campo era di ottima qualità e quantità con Perrone in porta, reparto difensivo composto da Rencricca, Formiconi e Guarino e gioco d’attacco affidato al trio Stefano Tagliaferri, Bisogno, Tani.

Un bel mix di classe operaia e giocatori estrosi costruito per battere il Prison Break, squadra che in passato avevamo sempre battuto ma che annoverava nelle proprie file l’ex di lusso Aschettino e che nella giornata precedente aveva ben figurato andando a battere per 4 a 1 i The Boys detentori della Coppa UEFA.

All’ultimo minuto saltava il confronto con l’ex Aschettino, fuori per infortunio, ma non per questo Perrone e compagni si sono demotivati, anzi, proprio come era successo nei primi minuti della sfida contro il C.N. F.C. il gioco dell’Olympic era così spumeggiante da fruttare tre gol in rapida successione.

La difesa a tre dell’Olympic si rivelava invalicabile per gli avversari che nelle rare occasioni in cui trovavano spiragli trovavano sulla loro strada Perrone. In avanti invece i protagonisti dei primi venticinque minuti di gioco erano Stefano Tagliaferri e Bisogno. Il primo colpiva una traversa piena ma subito dopo si rifaceva andando a deviare di tacco un calcio d’angolo di Guarino. Gol bellissimo e 1 a 0 per l’Olympic.

Il 2 a 0 arrivava invece grazie a Bisogno che trovava l’angolo giusto grazie ad un tiro preciso ma non irresistibile su cui il portiere avversario si faceva trovare impreparato. Il numero 7 dell’Axa poco dopo trovava anche la seconda marcatura della serata raccogliendo un filtrante geniale di Tagliaferri e battendo nuovamente il portiere con un rasoterra in cui dimostrava freddezza e convinzione.

La splendida Olympic della prima frazione nella ripresa veniva sostituita da una copia più stanca ma decisamente attenta e calcolatrice nel gestire il largo vantaggio ottenuto nel primo tempo.

I due gol del Prison Break erano episodi piuttosto isolati mentre solo per imprecisione e scarsa lucidità i nostri non allungavano le distanze in contropiede.

Tanta è stata la concentrazione nel gestire il vantaggio che quando l’arbitro fischiava la fine della partita i nostri giocatori quasi stentavano a credere che il match fosse già finito.

Quali sono i segreti questa rinascita gialloblù? L’innesto di Formiconi è stato decisivo così come la grinta portata da gente come Guarino e Tagliaferri. In questo contesto di determinazione anche gli altri giocatori si sono fatti coinvolgere e permeare da questa bella atmosfera che si respira in campo e negli spogliatoi. Nel prossimo incontro avremo di fronte un avversario fortissimo come la capolista Werder Brema. Chiedere la vittoria sarebbe eccessivo ma i giocatori sanno che i tifosi sarebbero strafelici se, per la quarta volta consecutiva, i giocatori uscissero dal terreno di gioco con l’impegno dimostrato ieri. Solo questo e non è una missione impossibile se sulla maglia porti la scritta Olympic cucita sul petto!

 

NOTE: serata freddissima. Spettatori, circa 10.

PAGELLE

PERRONE: 6.5 cap.

Nel primo tempo fa due interventi fondamentali sull’1 a 0 e sul 3 a 0 un secondo prima che l’arbitro mandasse le squadre al riposo. Nella ripresa amministra i pericoli portati dagli attaccanti rosa nero in linea con quello che fanno i compagni di squadra.

RENCRICCA A. : 7

Tocca quota 200 presenze in gialloblù, un record che in quella serata di fine agosto 2004, giorno in cui esordì senza tante aspettative, sarebbe sembrato impossibile e inimmaginabile. Quando raggiunse le 100 presenze la squadra perse malamente in un’amichevole estiva, stavolta il Libero di Centocelle porterà nel cuore il ricordo della duecentesima partita con questa maglia potendolo associare a quello della migliore prova della squadra di questa stagione.

FORMICONI: 7

Il catenaccio gialloblù senza la presenza di un difensore vecchio stampo come Formiconi non sarebbe possibile. Concede ai tifosi pochi fronzoli ma tanta sostanza e tanta quantità portando benefici anche ai compagni di reparto Rencricca e Guarino. Sfiora il gol nella ripresa ma anche senza la gioia della rete può godersi i cori dei tifosi che inneggiano a lui come un giocatore fondamentale dentro e fuori il campo.

GUARINO: 6.5

All’occorrenza diventa il quarto giocatore gialloblù dietro la linea di centrocampo andando a formare insieme ai due colleghi del pacchetto difensivo una linea Maginot che ricorda alcune difese storiche di questa squadra. Anche lui avrebbe la possibilità di scrivere il suo nome sul tabellino ma per i miracoli ci stiamo ancora attrezzando.

BISOGNO: 7

In una serata in cui tutto il meccanismo gialloblù è oliato alla perfezione lui diventa il carnefice del Prison Break, squadra a cui, nei due precedenti scontri, non aveva mai segnato. Stavolta ne fa due, uno con la complicità del portiere rosa nero, l’altro con un rasoterra preciso e velenoso che corona l’azione della squadra.

Raggiunge quota 10 gol in campionato, competizione in cui è il giocatore dell’Olympic che segna con più continuità.

TAGLIAFERRI S. : 7

L’urto delle sue giocate feriscono il Prison Break nel profondo dell’animo, non solo sul tabellino dei marcatori. Al primo tentativo il portiere si salva deviando il suo tiro sulla traversa ma alla seconda occasione il suo colpo di tacco è così bello e preciso che l’estremo difensore non può farci nulla.

Magico anche l’assist per il 3 a 0 di Bisogno, colpo che piega sulle ginocchia la squadra avversaria che stenta prima di ritrovarsi e tentare la rimonta. Nella ripresa fallisce un paio di volte il colpo del definitivo KO ma possiamo decisamente accontentarci del suo ruolino di marcia da quando è tornato in squadra: 7 presenze e 11 reti tra amichevoli e campionato.

TANI: 6.5

Il nostro fantasista è diventato bravissimo nel leggere le situazioni di gioco, a capire dove va la palla, a intuire l’evoluzione tattica dell’azione. Ieri sera, grazie a queste qualità ha corso di meno, è stato un tutt’uno con la squadra divenendo spesso lo sfogo offensivo delle situazioni in cui la squadra si chiudeva a riccio per reggere l’urto dell’attacco avversario e, soprattutto nel primo tempo, ha intercettato un paio di passaggi trasformandoli immediatamente in situazioni pericolose (vedi traversa di Tgaliaferri).

Olympic 2000 – Prison Break 3-3 (5-4 d.c.r.)

Buon giorno a tutti e come potrebbe non essere un buongiorno per tutti voi che amate l’Olympic?!? Siamo in finale, di nuovo, vogliamo vincerla!!!
Pubblico commento, pagelle e foto.
Arrivederci!
MARTEDI’ 21 LUGLIO 2009, ORE 21.30
STADIO DELLA MADONNETTA
COPPA UEFA GREEN CUP, SEMIFINALE
OLYMPIC 2000   –   PRISON BREAK
3-3 (1-2)
5 a 4 dopo i calci di rigore

 

MARCATORI OLYMPIC:

2 SACCHI

1 BALDI

 

Il giorno dopo l’ennesima impresa da romanzo ci sediamo di fronte ad un computer per raccontare le gesta dei nostri ragazzi che ieri sera hanno inanellato un’altra perla nella collana ormai lunghissima e sconfinata della storia gialloblù.

Troppo bella questa stagione per farla finire ieri, troppo bella per non concluderla con un’altra finale, la seconda in questa stagione dopo quella di Premier Soccer Cup. I nostri ragazzi hanno voluto fortemente questa vittoria, desiderandola ardentemente anche quando il Prison Break vinceva di due gol e mancava poco alla fine, volendola a tutti i costi anche nella serie finale dei calci di rigore. L’hanno voluta per il prestigio, sicuramente, ma più di tutto l’hanno voluta per allungare questa storia, questa stagione, stare insieme per un’altra notte magica.

Dopo aver visto i The Boys devastare il Gruppo Clark i gialloblù hanno pensato che forse sarebbe stato meglio arrivare secondi nel girone per affrontare la formazione blu invece che i bianchi di Emiliano Branchi, una squadra che ricordava moltissimo il Real Acilia delle scorse stagioni e che per i nostri colori aveva un significato particolare.

Le ultime cinque stagioni hanno sempre avuto un crocevia importante dove questa squadra ci aspettava e forse era destino che nonostante il cambio di torneo e di campo di gioco questi nostri storici avversari ci seguissero dal Kristall.

Al calcio d’inizio il Prison Break si presentava senza Aschettino: l’ex difensore dell’Olympic, che ad onor del vero aveva giocato una sola volta in tutta la stagione con questa squadra, rifiutava la convocazione in mattinata ma era l’unica assenza del Prison. L’Olympic invece doveva fare i conti con due assenze pesanti, quella del bomber Gennari e quella del centrocampista Bisogno.

I tifosi erano molto preoccupati per l’assenza di Gennari visto che nella seconda parte di stagione i risultati dell’Olympic erano fortemente dipesi dalla presenza della sua punta di diamante però si potevano consolare con il buon momento di Brusco e con il rientro di Sacchi che, nonostante i tanti infortuni muscolari accusati durante la stagione, non voleva mancare questo importante appuntamento.

In un primo tempo in cui il Prison Break ha giocato meglio dell’Olympic erano comunque i gialloblù ad andare in vantaggio grazie a Davide Baldi. Il fantasista prima sprecava una buona occasione per aprire le danze ma poco dopo si rifaceva concludendo degnamente uno scambio con il prolifico Brusco.

Gli avversari, per l’occasione fratinati d’arancio, però non accusavano il colpo e giocavano il loro calcio fatto di infiniti passaggi e possesso di palla. Per un po’ il nostro fortino ha retto bene concedendo solo qualche tiro pericoloso ben controllato da Perrone ma alla lunga l’assedio ha rotto le nostre linee e il Prison Break è riuscito a segnare due gol.

L’1 a 1 è nato sugli sviluppi di un’azione da calcio d’angolo che ha permesso ad un avversario di tirare indisturbato dal limite dell’area. Perrone si è opposto bene in uscita ma la palla è carambolata sul corpo di Rencricca che rendeva vano l’intervento del capitano e di Sacchi.

Il vantaggio dei bianchi invece è stato un contropiede magistrale che ha trovato due avversari ad affrontare il solo Rencricca. Il tiro vincente è stato scoccato da Branchi che di punta infilava beffardamente Perrone.

L’arbitro fischiava la fine dei primi venticinque minuti di gioco sul 2 a 1 per il Prison che comunque nel finale di frazione ringraziava la sorte per una traversa colpita da Rencricca su calcio di punizione dalla sinistra.

Il secondo tempo era da Olympic: la nostra squadra cadeva, veniva quasi abbattuta ma poi risorgeva e conquistava la finale meritatamente. A metà frazione uno sfortunato autogol di Brusco sembrava consegnare la finale al Prison Break ma quando mancavano meno di dieci minuti Perrone chiamava un time out e rivoluzionava la formazione passando dal 2-2 al 3-1 con Rencricca, Sacchi e Ripanucci dietro e un solo attaccante davanti modello fase finale di PSC.

La mossa dava i suoi frutti e proprio come in una partita dello scorso torneo invernale Sacchi accorciava le distanze su calcio di punizione. A cinque minuti dalla fine era ancora la Pigna d’Oro 2008 a trovare l’angolino giusto su assist di Ripanucci e nel finale incandescente era sui piedi di Tani che capitava la palla della vittoria. Purtroppo il numero 11 dei Parioli trovava solo un’abile deviazione del portiere e così si andava alla lotteria dei calci di rigore per la terza volta in questa stagione dopo i quarti di Coppa d’Inghilterra contro il West Ham e i quarti di PSC contro l’M&M.

I primi cinque rigori non bastavano per decidere il vincitore della sfida. Perrone parava un rigore ma Tani falliva il suo penalty. Nella prima serie ad oltranza il capitano gialloblù parava un altro tiro ma anche questo match point veniva fallito da Baldi. Al settimo rigore il portiere del Prison Break tirava alto mentre Sforza scagliava la sua palla in rete scatenando la gioia quasi incredula dei nostri tifosi.

E ora un’altra finale, un’altra serata insieme, un po’ diversa perché sarà l’ultima della stagione, perché in palio c’è la Coppa UEFA che abbiamo vinto l’anno scorso e abbiamo perso in finale nel 2006 e nel 2007.

Mettiamo il cuore nei prossimi cinquanta minuti come abbiamo fatto ieri e non esisteranno rimpianti, anzi, forse avremo una coppa di più in bacheca.

 

NOTE: serata ventilata. Spettatori, circa 10. Serie finale dei rigori: #1 Prison Break gol, Rencricca gol. #2 Prison Break gol, Ripanucci gol. #3 Prison Break parato, Sacchi gol. #4 Prison Break gol, Tani parato. #5 Prison Break gol, Perrone gol. Ad oltranza: #6 Prison Break parato, Baldi fuori. #7 Prison Break alto, Sforza gol.

PAGELLE

PERRONE: 7.5 cap.

Partita leggendaria per un finale di stagione in crescendo. Durante i tempi regolamentari para tutto volando sui missili di Branchi e compagnia cantante poi nel roulette russa dei rigori sventa due conclusioni del Prison e segna quando tocca a lui tirare. Lunedì prossimo giocherà la sua tredicesima finale con l’Olympic.

RENCRICCA A. : 7.5

Unico giocatore insieme a Perrone a giocare per tutti i cinquanta minuti passa tutta la serata a fare a sportellate con gli avversari in un rodeo selvaggio senza cavalli né tori. Sfortunato a deviare in rete la palla del pareggio avversario nel primo tempo e quando colpisce la traversa su calcio di punizione ma sono solo dettagli di una serata di grande calcio per il nostro libero che si riprende prontamente dopo la brutta figura contro i The Boys della settimana scorsa.

Lunedì li avrà nuovamente di fronte e sicuramente sarà tutta un’altra storia.

RIPANUCCI: 7.5

Una garanzia, un giocatore, un uomo, per tutte le stagioni. Tosto quando c’è da combattere, elegante nei momenti giusti, mai un passaggio sbagliato, una movimento fuori posto. E per la prima volta lo vediamo anche discutere animatamente con gli avversari nel finale di partita. Insomma una prova da gigante per questo giocatore che in pochi mesi ha conquistato tutti a suon di prestazioni importanti, gol e assist come quello per Sacchi che ieri sera ha fruttato il 3 a 3.

SACCHI: 7.5

Lo ammettiamo senza problemi, non ha giocato una delle sue partite superbe come faceva quest’inverno. Ha stentato ad entrare in partita, nel primo tempo ha sbagliato parecchi passaggi facili e non riusciva a spezzare il fiato dopo la lunga assenza (non giocava dal 4 giugno ma in realtà l’ultima partita da titolare era stata la finale di PSC il 23 febbraio). Poi però nella ripresa trova qualcosa dentro di se e si trasforma, sembra il campione di qualche mese fa e della stagione scorsa e la curva comincia a urlare e applaudire fino a che lui non realizza i sogni dei tifosi con due gol che mandano insperatamente l’Olympic a giocarsi la finale ai rigori. Lunedì può definitivamente gettarsi alle spalle tutti i suoi problemi con una coppa che sarebbe una liberazione dopo mesi di sofferenza fisica e psicologica nel vedere i compagni giocare senza di lui.

BALDI: 7

Mezzo voto in più per il bellissimo gol che porta l’Olympic in vantaggio e con cui si congeda dall’Olympic: purtroppo lunedì non ci sarà visto che sabato partirà per le vacanze ma in questa stagione ha già fatto molto tornando dopo tanti mesi senza calcio e riprendendosi il giusto posto nella squadra in cui aveva cominciato un discorso nella scorsa stagione poi interrotto bruscamente a causa dell’infortunio. Sbaglia clamorosamente il suo rigore nella serie finale ma quando tutto finisce è fra i più felici dimostrando grande attaccamento alla maglia.

TANI: 6

Probabilmente è il giocatore meno in forma della rosa in questo periodo ma è giustificato dal fatto che in questa seconda parte di stagione raramente gli infortuni gli hanno dato tregua negandogli continuità fisica e atletica. Nel finale ha la chiara possibilità di portare l’Olympic sul 4 a 3 ma non riesce a battere il bravo estremo difensore dei bianchi di Acilia.

SFORZA: 6.5

Che combattente ragazzi! Certo, sarebbe meglio se migliorasse negli stop e nei passaggi negli spazi stretti della difesa avversaria però combatte, combatte e combatte come nessun attaccante della nostra rosa fa. Non ha occasioni per battere a rete però a fine gara la sua maglia si può strizzare fino a riempirci un catino.

BRUSCO: 7

La stampa aveva caricato la sua convocazione e, suo malgrado, era diventato il gialloblù del momento a causa della bella prestazione contro i The Boys e per l’assenza di Gennari. Lui però non si spaventa per queste grandi responsabilità e conferma di essere in un buon momento. Magistrale nell’azione dell’1 a 0 dell’Olympic quando da il via all’azione dribblando un avversario sulla fascia sinistra, poi si posta sulla destra e serve un assist perfetto a Baldi che gli aveva chiesto lo scambio. Anche nella finale di lunedì scenderà in campo con tanti occhi addosso.

OLYMPIC 2000 – PRISON BREAK 11-4

MARTEDI’ 12 MAGGIO 2009, ORE 20.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GREEN CUP, PRIMA FASE, IX GIORNATA
PRISON BREAK   –   OLYMPIC 2000
4-11 (3-3)

MARCATORI OLYMPIC:

3 GENNARI

2 BALDI

2 RENCRICCA A.

2 SFORZA

2 TANI

 

Mercoledì scorso, dopo la demoralizzante e disarmante sconfitta contro la New Team, non eravamo contenti per ciò che ci aveva fatto vedere la squadra. E’ passata una settimana e, analizzando la larga vittoria di ieri sera contro il Prison Break, la sensazione di un retrogusto amaro in bocca ci rimane nonostante i tre punti acquisiti.

E’ chiaro che ci prendiamo questa vittoria che per la squadra ha il valore di una boccata d’ossigeno in risposta ad una classifica asfittica ma come è arrivata questa vittoria? L’avversario non era certo di quelli da far tremare le gambe: per carità, massimo rispetto verso un quintetto che se l’è battuta alla grande dimostrando coraggio, tenacia e fair play però in ogni azione era lampante che la qualità media dell’Olympic era di gran lunga superiore  e c’è voluta una gran quantità di errori difensivi e offensivi per permettere al Prison Break di rimanere in partita per tutto il primo tempo e per i primi cinque minuti della ripresa.

Non vogliamo fare la parte dei critici a tutti i costi ma stiamo facendo il nostro lavoro di onesti giornalisti. D’altra parte anche i tifosi, pur fischiando per tutta la prima frazione la squadra alla fine l’ha applaudita e quindi dobbiamo raccontare la partita esaltando nel giusto modo la vittoria così come vorrebbero i nostri tifosi.

E cominciamo dal principio, ovvero quando la gara, essendo programmata per mercoledì 13 maggio, è stata spostata a ieri per evitare la contemporaneità della finale di Coppa Italia tra Lazio e Sampdoria. L’Olympic, rispetto ai sette elementi prescelti per il match contro la New Team, confermava Perrone, Rencricca, Tani, Sforza e Gennari. Rientrava Ripanucci dopo un turno di riposo mentre Bisogno osservava il suo primo turn over in questa stagione tra Premier Soccer Cup e Green Cup.

L’”attrazione” principale della serata era però un giocatore che ritornava a vestire la maglia gialloblù dopo ben quindici mesi ovvero Davide Baldi, giovane promessa del nostro calcio che aveva esordito nella scorsa stagione e che era stato costretto ad abbandonare la squadra a febbraio 2008 per un brutto infortunio.

Vorrei evitare di raccontarvi il primo tempo dell’incontro visto che per i nostri colori si è trattato di un film horror di quelli da nascondersi gli occhi tra le mani eppure devo per dovere di cronaca. L’Olympic si schierava con il solito 3-1 con le due ali basse ma lo schema si rivelava infruttuoso o perlomeno mal eseguito perché proprio sulle fasce il Prison Break sfondava e arrivava al gol per tre volte. Dopo ogni marcatura dei bianchi avversari l’Olympic trovava il pareggio non senza difficoltà e i gol di Gennari, Tani e Rencricca facevano da contraltare ad almeno dieci palle gol sprecate in modo ignobile. Rencricca sbraitava ogni tipo di improperi verso gli attaccanti e non vogliamo pensare cosa sarebbe successo se anche Sacchi fosse stato in campo.

Sul tre pari Perrone salava miracolosamente la porta evitando la quarta capitolazione e il primo tempo finiva con l’Olympic accompagnata da bordate di fischi (meritati) e il Prison Break che credeva alla seconda vittoria consecutiva dopo quella della scorsa settimana i danni del Camomilla.

I primi cinque minuti del secondo tempo non differivano molto dal primo tempo appena conclusosi ma stavolta gli avversari non riuscivano a segnare per imprecisione e così arrivava il primo break dell’Olympic grazie a Tani che batteva il portiere su assist di Gennari. Poco dopo toccava ancora al bomber di Fiumicino travolgere l’estremo difensore avversario con un missile dalla fascia destra e non passavano neanche due minuti dalla rete del 6 a 3 di Sforza segnata al termine di azione  in cui l’ala gialloblù dimostrava finalmente fiuto del gol e precisione.

Dopo questa sfuriata l’Olympic subiva la quarta rete in conseguenza di un errore di Ripanucci ma era solo un evento isolato perché ormai gli avversari erano stanchi e venivano continuamente infilati in contropiede dai nostri giocatori.

Menzione particolare per Davide Baldi che negli scampoli di gara giocati trovava una doppietta che faceva sognare una curva già (ri)innamorata della sua classe e di alcuni suoi giochetti di prestigio che francamente ci mancavano.

Quinta vittoria su nove giornate, possiamo recriminare su almeno sei punti persi con i quali la Champions sarebbe stata più vicina. Il momento è delicato quindi, come abbiamo sempre fatto in queste situazioni che bene o male ricorrono in tutte le stagioni, pensiamo ad un gara per volta senza porci obiettivi, cercando solo di migliorare e vediamo che succede!

 

NOTE: serata calda. Spettatori, circa 20.

PAGELLE

PERRONE: 6.5 cap.

In effetti non ha molto lavoro ma la doppia prodezza con la quale evita il quarto vantaggio consecutivo agli avversari nel primo tempo vale il voto. Un paio di parate anche nella ripresa in cui si becca un cartellino giallo per proteste.

RENCRICCA A. : 6.5

La difesa sbaglia molto soprattutto sulle fasce ma anche il nostro centralone non è esente da errori di marcatura e di anticipo. Questo per dire che nonostante Rencricca è sempre fra i primi, se non il primo in assoluto, in quanto a rendimento anche lui è coinvolto nella missione gialloblù ovvero la ricerca del miglioramento della squadra da ricercare attraverso quello dei singoli elementi. A segno per una doppietta in cui concentra rabbia e frustrazione per i tre gol subiti dalla sua squadra nel primo tempo.

RIPANUCCI: 6.5

Un errore in tutta la partita (l’errato disimpegno che ha causato il quarto gol del Prison): è il lusinghiero ruolino di questo diligente difensore/centrocampista tutto fare che oltre a difendere con buoni risultati la zona di sua competenza ha spesso eseguito scorribande pericolose nel cuore della difesa avversaria. Purtroppo la sfortuna gli ha giocato dei brutti tiri e non è riuscito a segnare nemmeno un gol.

TANI: 6

Incredibile: avrebbe potuto segnare almeno sei gol se oltre alle due reti realizzate (fondamentali perché la prima è stato il momentaneo 2 a 2 nel primo tempo e la seconda il primo vantaggio gialloblù nella ripresa) avesse buttato in rete anche le altre occasioni che si era costruito o che avevano costruito per lui i compagni. Oltre agli errori in attacco dovrebbe anche ritrovare la giusta concentrazione per ritornare l’efficace terzo difensore che era diventato nella seconda parte della PSC ma forse in questo periodo è anche penalizzato da un malanno al ginocchio. Postilla finale dovuta: quando accende “veramente” la luce i portieri avversari tremano e cominciano a sognarsi le sue esultanze da giocatore di Premier League.

SFORZA: 6

In questo secondo torneo stagionale i destini di Sforza e Tani sembrano incrociarsi: entrambi faticano a difendere la loro fascia in fase di non possesso palla, entrambi hanno tantissime occasioni da gol, entrambi ne concretizzano una minima parte. Ieri sera il nostro bomberino ha segnato due gol arrivando a quota 26 reti stagionali, un ottimo risultato che però potrebbe diventare ancora migliore se il giocatore ritrovasse una forma atletica e fisica che al momento appare lontana da quella del secondo quarto di stagione.

GENNARI: 7

Mi dispiace dover ammettere che l’Olympic dipenda da un solo giocatore ma in questo periodo è così: probabilmente la squadra potrebbe anche giocare con un uomo in meno in fase difensiva perché Emanuele quasi si estranea dalla marcatura ma quando i gialloblù si riversano in attacco allora l’Olympic prende la forma del bufalo di Fiumicino.

Contro il Prison Break segna una tripletta che lo manda ancora più su in classifica marcatori del torneo e nella classifica della Scarpa d’Oro nella quale al momento è secondo a tre lunghezze da Rencricca.

BALDI: 6.5

18 febbraio 2008, ultima partita in gialloblù per Davide che quella sera ha come compagni Belli, Rencricca, Sacchi, Bisogno e Tarallo. Quindici mesi dopo tutto è cambiato attorno al nostro giovane giocatore rientrato da un infortunio dal quale non era facile guarire e tornare. Ieri sera Baldi ha dimostrato di avere carattere per indossare di nuovo la maglia gialloblù, per dribblare, contrastare e provare qualche giochetto di prestigio. E coraggio per andare a segnare una doppietta e alzare le braccia al cielo. Si riparte da qui.