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Olympic 2000 – Gruppo Clark 6-8
MARCATORI OLYMPIC:
2 BALDI
2 BRUSCO
2 SFORZA
Tolti i lustrini e le pailette del Torneo del Ventennale l’Olympic ha disputato la sua ultima partita della prima fase di Green Cup continuando ad evidenziare i problemi mostrati nell’ultimo periodo. Eppure questa volta l’avversario era davvero di caratura inferiore rispetto a quelli affrontati recentemente ed occupava uno degli ultimi posti in classifica invece i gialloblù contro il Gruppo Clark hanno rimediato l’ottava sconfitta del torneo inanellando la quinta gara consecutiva senza vittoria.
La bilancia che deve dare il giudizio finale su questa prestazione dell’Olympic ha entrambi i piatti molto carichi: da una parte la carichiamo delle attenuanti ovvero del fatto che mancava tutta la difesa e che il solo difensore di ruolo convocabile era Ripanucci e mettiamoci pure le altre assenze come quelle di Gennari e Tani.
L’altro piatto però sembra già a prima vista stracarico di fattori negativi che inevitabilmente influenzeranno il parere degli addetti ai lavori rispetto all’Olympic vista in campo ieri. Innanzitutto ieri per l’Olympic era un’ultima spiaggia in cui la vittoria serviva a nutrire le residue speranze della qualificazione in Champions. Poi aggiungiamo che affrontavamo una formazione che finora aveva collezionato solo tredici punti contro la quale sarebbe bastato un minimo di concentrazione e di applicazione in più per portare a casa tre punti che fino a cinque minuti dal fischio finale sembravano in cassaforte.
Purtroppo non è andata così: dicevamo che oltre ai lungodegenti Sacchi e Tani mancava Rencricca e quindi la formazione è stata rivoluzionata con Ripanucci centrale, Bisogno esterno destro e Baldi, Brusco e Sforza che a turno ricoprivano il ruolo di esterno sinistro e di punta centrale.
Un paio di errori difensivi hanno permesso al Gruppo Clark di andare due volte in vantaggio ma la prima rete veniva pareggiata da Brusco mentre la seconda veniva impattata da un bel gol di Baldi. Poi, poco prima di andare al riposo ancora Brusco portava in vantaggio l’Olympic con un bel sinistro a girare da fuori area.
In mezzo a queste occasioni salienti l’Olympic falliva tantissime occasioni per imprecisione o per merito del pantagruelico portiere del Gruppo Clark che a molti ha ricordato l’estremo difensore sovrappeso visto nei cartoni di Holly & Benji.
Il primo tempo ha mostrato un’Olympic pasticciona ma tutto sommato in grado gestire la difesa nonostante l’assenza di difensori veri. Nella ripresa si sono viste cose da incubo che neanche Dario Argento avrebbe potuto concepire.
I nostri esterni non riuscivano a interpretare il doppio ruolo di difensori e attaccanti e svolgevano bene solo la seconda fase lasciandosi andare a delle amnesie che permettevano al Gruppo Clark di segnare altri gol.
Nella fattispecie arrivavano il pareggio e il gol del 4 a 3 subito pareggiato però da una gemma di assoluta bellezza di Davide Baldi il quale, caricato dopo la segnatura nei primi venticinque minuti di gioco, è sembrato un altro rispetto a precedenti apparizioni.
Di amministrare con saggezza il pareggio cercando il gol risolutore non se parlava e allora l’Olympic concedeva ancora un altro gol salvo poi riuscire nell’impresa di andare in vantaggio di un gol a cinque minuti dalla fine grazie ad una doppietta di Sforza.
Qualunque eschimese totalmente all’asciutto di calcio non avrebbe scommesso un soldo sulla vittoria del Gruppo Clark e invece l’Olympic è riuscita anche in un’altra strepitosa impresa: quella di far fare agli avversari tre gol in cinque minuti buttando all’aria vittoria e qualificazione in Champions League.
Adesso giustamente dovremmo mangiarci le mani per quanto fatto finora ma piangere sul latte versato non serve. Nemmeno però recriminare sul fatto che mancasse Rencricca perché questo era un avversario che si poteva assolutamente battere al di là di ogni forfait.
Adesso non pensiamo a quelle residue speranze di andare in Champions che ci rimangono ma pensiamo a prepararci nel modo giusto alla Coppa UEFA, competizione che va vinta per non incorrere in ulteriori brutte figure. Né facciamo l’errore di sottovalutare l’UEFA perché per quello che la nostra squadra ha fatto vedere dopo la finale di PSC è questa la competizione che meritiamo.
Sarà necessaria umiltà, un po’ di fortuna, qualche recupero e tutta quella grinta che non abbiamo messo in campo in questi quattro mesi. Quant’è? Tanta, abbastanza per vincere la coppa.
NOTE: serata calda. Spettatori, circa 20.
PAGELLE
PERRONE: 6 cap.
Non perfetto come in altre occasioni ma troppe volte deve fare i conti con due avversari lanciati in contropiede.
RIPANUCCI: 6.5
Tanta classe e padronanza del gioco che andrebbe sfruttata meglio, magari schierandolo a centrocampo come succedeva in Premier Soccer Cup.
BISOGNO: 5.5
E’ il giocatore che interpreta meglio le due fasi di gioco richieste agli esterni ma commette troppi errori e leggerezze a centrocampo e in difesa.
BALDI: 6
Dopo il gol del 2 a 2 (botta forte sotto l’incrocio su assist di Ripanucci da calcio d’angolo) si trasforma e mette in fila uno dietro l’altro dribbling, assist e occasioni da gol fino allo spettacolare quarto gol gialloblù, una magia da vero campioncino. Il rimpianto più grande sono il palo e soprattutto la traversa colpita con un altro tocco da biliardo nel secondo tempo, un gol che avrebbe dato per la prima volta alla squadra il doppio vantaggio e che invece ha fatto da preludio all’ultimo pareggio del Gruppo Clark prima delle reti del definitivo Ko. Nonostante l’ammonizione per proteste ha dimostrato di avere in serbo classe da vendere. Speriamo solo disponga delle merce più spesso.
SFORZA: 5.5
Dopo i due gol nel Ventennale arriva anche una doppietta contro il Gruppo Clark che lo porta a quota 28 reti stagionali di cui sette in questa Green Cup. Manca poco per tornare il buon giocatore di qualche mese fa: la condizione fisica è già migliorata e aspettiamo qualche segnale in più sul piano tecnico.
BRUSCO: 5.5
E’ stato l’unico attaccante a secco nel mini torneo celebrativo di venerdì scorso e si è rifatto ieri con una doppietta. Purtroppo è stato il giocatore che peggio ha interpretato la fase difensiva e ha concesso agli avversari almeno due segnature per errori di marcatura nella sua zona di competenza.
TORNEO DEI 20 ANNI
A quasi ventiquattrore di distanza l’emozione ancora brucia dentro come una magica fiamma inestinguibile. Da tempo la società stava organizzando questo evento, con mille difficoltà e inconvenienti ma alla fine la celebrazione dei venti anni di storia della nostra squadra è stata semplicemente perfetta.
Non ci sono altri aggettivi per descrivere la festa che si è consumata ieri allo Stadio della Madonnetta perché tutto è filato liscio è l’atmosfera che si respirava era pura magia di sentimenti. Cominciamo dall’aspetto puramente estetico con il teatro del torneo addobbato a festa. Il campo principale della Madonnetta, il terreno di gioco dove ogni settimana l’Olympic combatte le proprie battaglie, era tutto un tripudio gialloblù: palloncini, striscioni, manifesti e tanti, tanti tifosi che da una parte ammiravano lo spettacolo e dall’altra ne erano parte integrante.
Tantissimi amici erano presenti in tribuna e altri ancora in panchina, dietro le porte. Il mondo gialloblù ieri aveva una sua capitale e non sapremmo davvero dire in che modo il campo sarebbe potuto essere più bello.
E poi il calcio giocato perché il Ventennale dell’Olympic è stato soprattutto gol, emozioni, azioni. Quattro squadre composte da vecchie glorie, campioni del presente e amici dell’Olympic si sono affrontate in un quadrangolare con la formula classica del girone all’italiana e, a prescindere da chi abbia vinto il trofeo, sono state sei sfide intensissime, divertenti per chi le giocava e per chi tifava. Il tutto senza un attimo di noia.
Poi la premiazione con i gavettoni, gli scherzi, i caroselli e infine tutti a cena fuori con una carovana di macchine che dal campo si dipanava fino al pub che ha ospitato i festeggiamenti finali.
Dicevamo del calcio giocato e allora raccontiamo brevemente le sfide che hanno divertito lo stadio intero.
I GIORNATA
GIALLI Vs. NERI 1-1
MARCATORI: BUICA (N), PERRONE (G)
La prima sfida di questo quadrangolare ha visto in campo la squadra gialla con i veterani dell’Olympic opposti ad una selezione capitanata da Baldi e composta da tanti tifosi gialloblù. La gara è stata molto equilibrata con molte occasioni da entrambe le parti. Rencricca ha cercato spesso via del gol ma ha colto due pali mentre Fabio Tagliaferri ha sfiorato il gol con un tiro terminato a lato di poco. Per i Neri occasioni per Marletta e Scollo. Nel finale Stefano Tagliaferri, rientrato in campo dopo più di tre anni, ha sostituito Perrone tra i pali giusto in tempo per subire lo splendido gol di Buica. Negli assalti finali però la grinta tipica dei veterani ha permesso a Perrone di pareggiare i conti.
I GIORNATA
BLU Vs. BIANCHI 3-2
MARCATORI: TANI (BL), SFORZA (BL), CHIRULLI (BI), CHIRULLI (BI), TANI (BL).
La prima tornata di incontri ha visto scendere in campo la squadra Blu (composta da tanti giocatori dell’Olympic acquistati negli ultimi tre anni) e la squadra Bianca (guidata da Brusco e composta da ex giocatori del Centro, avversaria storica dell’Olympic). E’ stata una bellissima partita sbloccata da un autentico gol da cineteca di Tani che prendeva la mira e batteva Maiozzi sotto gli incroci. Subito dopo Bisogno e Brusco costringevano i portieri avversari a fare gli straordinari ma era Francesco Sforza a trovare il gol portando a due le reti di vantaggio dei Blu.
Lo stesso attaccante per due volte non riusciva a chiudere la pratica colpendo prima un palo e spedendo di poco a lato poi: questi errori davano la carica ai Bianchi che pareggiavano con Chirulli, bravo a capitalizzare le due occasioni capitategli. Quando anche questo match sembrava avviarsi al pareggio però Tani decideva di imprimere ancora una volta il suo sigillo sulla gara e realizzava il gol della sua doppietta personale.
II GIORNATA
BLU Vs. NERI 2-2
MARCATORI: ROSSI D. (B), SFORZA (B), BUICA (N), BUICA (N).
La squadra Blu rimaneva in campo e apriva la seconda tornata di gare contro la formazione dei Neri. Anche questa partita è stata molto bella e combattuta. I Blu andavano al doppio vantaggio grazie ai bomber d’area Rossi e Sforza mentre Ponzetti strappava applausi con interventi a ripetizione. Nella seconda parte di gara però i Neri prendevano il sopravvento approfittando del calo del miglior giocatore dei Blu, Francesco Tani, che rientrava dopo un mese di assenza per infortunio. Davide Baldi sfiorava la traversa con un bel pallonetto e il palo con una girata di testa però la ribalta se la prendeva tutta il romeno Buica che appena entrato siglava una doppietta davvero pregevole.
II GIORNATA
GIALLI Vs. BIANCHI 4-0
MARCATORI: TAGLIAFERRI S., RENCRICCA A., TAGLIAFERRI F., SANTOLAMAZZA.
La quarta partita del mini torneo era sicuramente quella tra i Gialli e i Bianchi in cui i vecchi ragazzi della Pinetina, a differenza della prima uscita, si sono dimostrati più squadra e più organizzati rispetto agli avversari. Se nel primo incontro Perrone e compagni avevano strappato un punto grazie alla grinta stavolta è stato il maggior tasso tecnico a far pendere la bilancia a loro favore. Mattatori della 4 a 0 sono stati a turno tutti i giocatori della squadra: vantaggio di Stefano Tagliaferri su assist di Santolamazza, raddoppio di Rencricca, terza rete per Fabio Tagliaferri e chiusura in bellezza per Santolamazza su assist di Rencricca.
III GIORNATA
NERI Vs. BIANCHI 0-1
MARCATORE: CHIRULLI
Siamo giunti al penultimo atto del Torneo in cui i Neri si giocavano le residue chance di vittoria del trofeo. Per avere qualche chance Baldi e compagni avrebbero dovuto vincere con parecchi gol di scarto e sperare in un pareggio nella sfida finale della competizione invece i Bianchi inaspettatamente portano a casa la loro prima vittoria grazie alla terza rete in tre partite di Chirulli. I rimpianti dei Neri sono tutti nel palo colpito da Buica e nelle occasioni fallite da Scollo e Baldi.
III GIORNATA
GIALLI Vs. BLU 1-0
MARCATORE: RENCRICCA A.
La sconfitta dei Neri ad opera dei Bianchi rendeva l’ultima partita della serata un’autentica finale anche se, in virtù della classifica avulsa, ai Gialli sarebbe bastato un pareggio per portare a casa la coppa. Nel primo incontro Rencricca e compagni hanno pareggiato grazie alla grinta, nel secondo hanno vinto grazie alla tecnica mentre in questo atto conclusivo del torneo la qualità decisiva è stata l’esperienza. I Gialli si sono chiusi nel loro fortino dimostrando anche di saper soffrire. Sforza e Bisogno hanno messo alla prova le qualità tecniche di Perrone, decisivo in entrambe le occasioni, mentre il gol che ha deciso partita e torneo l’ha segnato Rencricca il quale, servito da Fabio Tagliaferri, ha superato Ponzetti e ha insaccato. Al fischio finale è esplosa la gioia dei Padri Fondatori dell’Olympic mentre il resto dei giocatori ha applaudito fino alla fine della premiazione.
I momenti più belli serata sono stampati in modo indelebile nella nostra memoria: l’arrivo al campo imbandito a festa, l’esultanza di Perrone dopo il gol, il rientro di Stefano Tagliaferri dopo tre anni e il suo gol, lo stupendo primo gol di Tani e poi la premiazione finale con Santolamazza che riceveva la coppa riservata alla squadra vincitrice, Chirulli e Buica che si spartivano il trofeo di capocannoniere e Tani che veniva eletto miglior giocatore della serata. E poi la cornice dei tantissimi tifosi. Mancano solo le pagelle della serata, per questa volta condensate in un unico voto per giocatore.
NOTE: serata molto umida. Spettatori, circa 30. Arbitro, voto 6.5. Partecipa alla festa senza peccare di protagonismo e lasciando la scena ai veri protagonisti, i giocatori.
PAGELLE DELLA SQUADRA GIALLA
PERRONE: 7.5
Il capitano (stasera senza gradi) conclude la serata imbattuto infatti l’unico gol subito dai Gialli è a carico di Stefano Tagliaferri. Decisivo il suo gol nella prima partita, fondamentali i suoi interventi nella “finale”.
SANTOLAMAZZA: 7 cap.
A questi ritmi sguazza come una papera nello stagno. Anticipa chiunque gli capiti a tiro e segna anche un gol nella seconda partita.
RENCRICCA A. : 7.5
Autentico pilastro dei Gialli attorno al quale si poggia l’intera squadra. Punisce con un gol a testa i Bianchi e i Blu e colpisce ben tre pali in tutta la serata. Il gol nella partita finale consegna la coppa ai Gialli.
TAGLIAFERRI F. : 7
La sua serata consta di un considerevole numero di perle. Due su tutte il gol contro i Bianchi e l’assist per Rencricca nel match finale, un passaggio che vale quanto una rete.
TAGLIAFERRI S. : 7
Il 20 aprile 2006 si infortunava, il 24 agosto dello stesso anno rientrava per pochi minuti poi il black out. Il 12 giugno 2009 dovrà essere per Stefano Tagliaferri la data della rinascita, l’inizio speriamo di una nuova carriera dopo tre anni senza calcio né giocato né visto. Il gol contro i Bianchi è un ulteriore passo in avanti ma la scalinata è ancora lunga e irta di difficoltà. Mica male però ricominciare con un trofeo.
PAGELLE DELLA SQUADRA BLU
PONZETTI: 7.5
Tre prestazioni ad altissimi livelli per un portiere che nella stagione 2009/2010 potrebbe nuovamente trovare spazio in prima squadra. Ieri ha fatto il fenomeno.
TANI: 7.5
Miglior giocatore del Torneo in base ai giudizi della commissione societaria. La squadra Blu è tutta nella condizione del suo play maker. Nel primo incontro sta bene nonostante lo stop di quattro settimane e segna due gol belli e importanti, nella seconda cala in coincidenza della rimonta avversaria e nella finale i Gialli vincono anche a causa del giustificato crollo fisico di Tani. Lo aspettiamo presto in prima squadra una volta ristabilitosi completamente.
BISOGNO: 7 cap.
Tiene tantissimo al Trofeo del Ventennale e lo dimostra in ogni affondo, in ogni contrasto, in ogni tiro. Sfianca i suoi marcatori con il suo ritmo da centometrista e solo per i meriti dei portieri che si trova man mano di fronte non trova il gol.
ROSSI D. : 6
Un gol nella seconda partita per una prestazione generale che non passerà certo alla storia. E’ mancato nei momenti decisivi.
SFORZA: 6
Speravamo che segnasse un gol per riprendere confidenza con la porta e lui ne ha segnati addirittura due distribuendoli tra Bianchi e Neri. A parte questo prova sufficiente ma senza mai salire di tono per staccarsi dalla sufficienza.
PAGELLE DELLA SQUADRA NERA
MAIOZZI: 6.5
Guarda un po’ l’Olympic che tira fuori dal cilindro?! Forse questo nome non dirà niente ai più ma gli appassionati di calcio ricorderanno di quella squadra chiamata VB di cui facevano parte qualche anno fa Perrone, Rencricca, Tagliaferri e appunto Maiozzi. Le sue parate purtroppo non bastano per portare la squadra dei Neri in vetta alla classifica ma la sua prestazione è stata sempre positiva. Insuperabile nelle uscite basse.
SCOLLO: 6
Due presenze ufficiali con l’Olympic a cui presto se ne potrebbero aggiungere altre. Ieri Scollo ha dimostrato di poter giocare in molti ruoli e di avere piedi più che discreti. E’ stato sfortunato all’epoca del suo esordio ma le prestazioni di ieri potrebbero nuovamente riaprirgli le porte della prima squadra.
BALDI: 5.5 cap.
Per la prima volta viene investito dei gradi capitano per una selezione dell’Olympic. Purtroppo nonostante molti tentativi non trova mai il gol né crea niente di memorabile. Avrà occasione di rifarsi già martedì prossimo in campionato.
SAVASTA: 6
Un sogno: un super tifoso dell’Olympic che esordisce nella sua squadra del cuore. Quanti possono dire di aver fatto lo stesso? Prestazioni oneste in difesa ma rimane negli occhi una sua discesa al termine della quale ha fornito un assist a Scollo che purtroppo ha sprecato spedendo alto sopra la traversa.
MARLETTA: 5.5
Prima esperienza in gialloblù anche per lui che sognava di indossare questa maglia da quando a febbraio aveva assistito da bordo campo alla vittoria ai rigori dell’Olympic sull’M&M. Cerca spesso di saltare l’uomo e di fornire assist ai compagna ma la luce si accende poco.
BUCA: 7
Gheorge Buica, ricordatevi questo nome. Un altro romeno alla corte gialloblù dopo Johan Sirbu, un altro romeno passato un po’ per caso nelle stanze gialloblù e che potrebbe presto avere una chance in prima squadra, magari già dalla prossima preparazione estiva. Si presenta come un difensore ma poi spazia per tutto il campo e insieme a Chirulli dei Bianchi si laurea capocannoniere della serata.
PAGELLE DELLA SQUADRA BIANCA
La squadra Bianca non aveva un portiere quindi Maiozzi e Ponzetti si sono alternati nei pali della formazione guidata da Brusco.
MOSSUTO: 5
Otto anni fa ci ha strappato il terzo titolo consecutivo nel campionato della Pace con la maglia dei The Wailers, ieri invece non ha potuto arginare in nessun modo gli attacchi dei Gialli e dei Blu. Un po’ meglio contro i Neri contro i quali la sua squadra ottiene i tre punti che valgono il terzo posto finale in classifica.
ANDREI: 5
Travolto dai diretti avversari in tutte e tre le partite. Prestazione da dimenticare.
CHIRULLI: 6.5
La squadra dei Bianchi si consola con i tre gol del suo bomber, magari non bravissimo a crearsi da se le sue occasioni, ma preciso e puntuale nel trasformare in gol gli assist ricevuti.
BRUSCO: 6 cap.
Tanto impegno per l’attaccante argentino dell’Olympic che non trova nemmeno un gol ma lotta contro tutti con ardore e orgoglio come i tifosi si aspettano da lui.
RINGRAZIAMENTI
E infine, dulcis in fundo, vanno doverosamente ringraziati tutti coloro che hanno fatto parte della manifestazione pur non giocando e sto parlando dei tifosi che hanno reso la serata ancora più bella e luccicante di quanto potessimo immaginare. Un grazie a Roberta, a Erica, a Emiliano Belli (che avremmo voluto in campo) alla famiglia Tagliaferri, a Ramona, a Claudia, a Francesca, ai gestori dei campi della Madonnetta, a Luana, a Manuela, a Sara, a Simona (che non è potuta stare con noi ma avrebbe voluto) a Rocco il cane e Lilla la cagnetta. E’ stata una serata speciale, vorrei dire unica ma non è così perché noi tra dieci ci saremo ancora e quanto sarà bella la festa del Trentennale?
Olympic 2000 – Mercatino del Cellulare 2-2
MARCATORI OLYMPIC:
1 GENNARI
1 A. RENCRICCA
Non ci voleva un’indovina per predire il futuro dell’Olympic. Non erano certo necessari i tarocchi per sapere che la squadra aveva invertito il trend negativo e che stava uscendo dal buio tunnel primaverile. Bastava ricordarsi il secondo tempo giocato contro il Moviola e il match di giovedì scorso contro il Centro Ceramiche Paglialunga, gare in cui l’Olympic sembrava finalmente ridestata dal suo torpore e in cui purtroppo non aveva racimolato nemmeno un punto.
La sfida contro il Mercatino del Cellulare si presentava come la più classica ultima spiaggia. La classifica dopo le ultime tornate si stava pericolosamente accorciando e l’ottavo posto dell’Olympic era in pericolo dopo le tre recenti sconfitte consecutive.
Serviva una vittoria per continuare a sperare nella Champions League e respingere l’assalto di Moviola e New Team e l’Olympic ce l’ha messo proprio tutta per superare la squadra avversaria.
Le premesse non erano delle migliori infatti la difesa era quasi totalmente indisponibile viste le assenze di Santolamazza, Ripanucci e Sacchi (quest’ultimo di nuovo in infermeria) quindi l’assetto gialloblù sulla carta risultava decisamente sbilanciato.
Lo schema di gioco era un rombo con Rencricca vertice basso e Gennari vertice alto mentre Bisogno, Baldi, Sforza e Brusco (l’argentino convocato solo a poche ore dal fischio d’inizio) si alternavano nei ruoli di esterni con compiti sia difensivi che offensivi.
La chiusura della presentazione del match spetta infine ai nostri avversari, il Mercatino del Cellulare, formazione solo apparentemente inedita per l’Olympic ma che in realtà nascondeva solo un cambio di sponsor da parte della squadra dell’M&M, già affrontata due volte nella Premier Soccer Cup.
E se il primo precedente può anche passare inosservato nessun tifoso gialloblù potrà mai dimenticare il quarto di finale di PSC del 6 febbraio scorso, probabilmente la più bella partita della stagione in cui la nostra squadra sembrava eliminata e invece in soli sette minuti pareggiò i conti per poi trionfare nella fatidica lotteria dei rigori.
Ma torniamo al presente in cui il Mercatino, senza il leader Valentino ma con Giammattei schierato come play maker, passava subito in vantaggio sfruttando l’errato posizionamento della nostra difesa i cui esterni, Bisogno e Brusco, tardavano nel trovare le giuste posizioni consentendo agli avversari di avere un uomo libero al tiro in piena aerea di rigore.
L’Olympic fortunatamente incassava bene l’immediato svantaggio, aggiustava l’assetto in corsa e cominciava a mettere alla prova la difesa avversaria.
Il pareggio era ormai maturo: la difesa arancio blu sbagliava un disimpegno, Rencricca anticipava sulla trequarti il destinatario del passaggio, e bruciava il portiere con un tiro secco.
La squadra dal volto smarrito vista di recente sembrava scomparsa per lasciare il passo ad una formazione che ha dimostrato un grandissimo carattere. Probabilmente la situazione di emergenza ha fatto si che i giocatori avessero più stimoli fatto sta che l’Olympic, per ampi tratti di gara, ha messo seriamente alle corde un avversario che in Champions League ci andrà al 100%.
Rencricca poco dopo il gol de pareggio ha anche sfiorato il raddoppio in una azione del tutto simile alla precedente. Purtroppo stavolta la palla è andata a sbattere sul palo ed è uscita destando le urla di rabbia di giocatori e tifosi. Nonostante un pizzico di sfortuna però la superiorità dell’Olympic si è concretizzata pochi minuti dopo quando Gennari si è prima guadagnato una punizione in posizione defilata e successivamente l’ha trasformata in gol approfittando di una deviazione di un difensore.
Probabilmente in quel momento gli uomini del Mercatino hanno rivisto i fantasmi del passato ricordando l’autogol di Valentino all’ultimo secondo del quarto di finale giocato quattro mesi. Sicuramente una coincidenza ma la bellezza del calcio è anche quella di dispensare queste chicche.
Il buon momento dell’Olympic è continuato per tutta la prima frazione: Sforza ha sfiorato il terzo gol colpendo il secondo palo per i gialloblù mentre nell’unica situazione pericolosa per la nostra difesa Perrone faceva buona guardia esibendosi in una parata quanto decisiva quanto plastica.
Nel secondo tempo la battaglia tra le due contendenti è continuato nel segno della correttezza e del fair play e con occasioni da ambo le parti. Alla fine la mancanza di lucidità sotto porta dei nostri attaccanti è stata ancora una volta fatale visto che bei cinque minuti finali il Mercatino pareggiava nonostante le non molte occasioni create. Anche questa volta c’è voluto un errore difensivo per consentire il secondo gol agli avversari ma non gettiamo la croce addosso a Brusco (autore del passaggio troppo corto per Rencricca, intercettato da un attaccante che batteva Perrone), comunque protagonista di una prova sufficiente.
Come in un ideale super mercato prendiamo dagli scaffali solo le cose buone che ci piacciono di questa tredicesima apparizione nella Green Cup: innanzitutto il punticino che speriamo muova un po’ la classifica e poi il grandissimo carattere dimostrato dalla squadra nonostante l’assenza di molti titolari.
La prossima avventura sarà martedì 16 giugno contro il Gruppo Clark, una partita in cui i nostri dovranno trovare i tre punti e stavolta sarà veramente un’ultima spiaggia. Stavolta sarà l’ultima occasione per strappare il pass per la Champions.
Con una variante impazzita però visto che non siamo più totalmente arbitri del nostro destino e subito dopo il fischio finale della nostra battaglia dovremo accendere la radiolina e sperare.
Lottare, sperare, sognare. Tre vocaboli che ci ossessioneranno per altri cinque giorni.
Non prima di aver festeggiato il nostro Ventennale però!
NOTE: serata molto calda. Spettatori, circa 20.
PAGELLE
PERRONE: 6 cap.
Serata senza tanto lavoro o almeno non come nelle ultime uscite. Svolge comunque il suo lavoro in modo egregio visto che nelle poche occasioni in cui viene chiamato all’opera risponde da campione.
RENCRICCA A. : 6
Buona prova impreziosita dal gol con cui festeggia il superamento di Tarallo anche nella classifica delle gare ufficiali. Per lui si è trattato della centoventisettesima battaglia all’arma bianca con la maglia gialloblù. Dopo aver segnato il gol per almeno dieci minuti è sembrato il miglior Baresi.
BISOGNO: 6.5
Gli è mancato solo il gol al nostro centrocampista di qualità che da qualche partita è anche, decisamente, di quantità. Molto bene su tutta la fascia è più bravo dei nostri quattro attaccanti a coprire difesa e attacco.
BRUSCO: 6
Dopo Bisogno è stato sicuramente il più attento nell’interpretare il ruolo di cursore sulla fascia. Se non fosse stato per l’errore che ha causato il pareggio del Mercatino anche avrebbe meritato mezzo punto in più.
BALDI: 6
La sufficienza la merita per l’impegno e il sacrificio ma sul piano tecnico ci aspettiamo qualcosa di più da lui che per i tifosi dell’Olympic sta assurgendo al ruolo di eterno Godot.
SFORZA: 6
La sua voglia di far vedere ai tifosi che non è un giocatore finito ci ha incoraggiati e ora possiamo pensare che forse, nella fase finale del torneo, potremmo rivedere l’attaccante che aveva convinto i dirigenti ad acquistarlo la scorsa estate. Il goal mancato (palo clamoroso a porta vuota) sarebbe servito come carburante per la macchina del suo recupero ma pensiamo che magari un gol nel Ventennale potrebbe avere lo stesso benefico effetto.
GENNARI: 6
Nonostante già da qualche tempo non sembra il Gennari di metà stagione, basta lui a tenere impegnata la difesa avversaria e il gol su punizione è una manna dal cielo per l’Olympic che scavava e scavava ma non vedeva mai la luce. D’altro canto continuiamo a dire che gradiremmo una maggiore attenzione in fase difensiva.
OLYMPIC 2000 – WEST HAM 3-7
MARCATORI OLYMPIC:
1 GENNARI
1 RENCRICCA A.
1 autorete
Una scioccante, assurda, isterica, paradossale altalena, ecco cosa è diventata la stagione dell’Olympic. Una settimana ci troviamo a commentare delle vittorie più o meno meritate e quella successiva dobbiamo giustificare cali di concentrazione, sconfitte laceranti, prestazioni sotto tono.
Qual è la vera Olympic di questa seconda parte di stagione? Quella che vince stentatamente contro il Camomilla, formazione poi subissata di gol da qualsiasi altra squadra partecipante al torneo? Quella che abbatte senza problemi i quotati The Boys? Oppure quella che si fa rimontare e battere da Real Plaza Gasparri e New Team? O ancora quella di ieri sera, che scende in campo in una gara annunciata come un match decisivo e che invece becca tre gol nei primi cinque minuti di gioco?
I tifosi sono stanchi. Stanchi soprattutto di cercare delle spiegazioni da dare ai loro dirimpettai delle squadre avversarie che ingenuamente chiedono: “Scusate, ma quella non è l’Olympic, la squadra arrivata seconda in Premier Soccer Cup?
Si siamo l’Olympic, siamo proprio noi che appena tre mesi fa abbiamo perso la finale della PSC arrivando all’atto conclusivo del torneo vincendo otto partite consecutive.
Siamo sempre noi che abbiamo cominciato la Green Cup un po’ in sordina e che abbiamo dato l’impressione di poter fare a meno per un po’ dell’infortunato Sacchi. Siamo noi che adesso non riusciamo a vincere due partite consecutive per dare un senso alle nostre ambizioni di Champions League.
Sia chiaro: l’Olympic qualche attenuante ce l’ha perché rispetto alla fase conclusiva della PSC abbiamo un Sacchi in meno. E poi ieri abbiamo dovuto rinunciare a Tani (per lui rottura del menisco), a Ripanucci (assente per motivi personali) e Santolamazza, che avrebbe potuto aiutare Rencricca a rafforzare il reparto difensivo.
Contro il West Ham quindi siamo costretti a schierare Perrone in porta, Rencricca centrale di difesa e Gennari unica punta con Baldi, Brusco, Sforza e Bisogno che cercavano di giocare sulle fasce per costruire un assetto a rombo.
L’avvio di gara è stato tremendo, un film dell’orrore senza zombie né mostri ma solo giocatori avversari che in tre azioni consecutive hanno trovato altrettanti reti andando sul 3 a 0.
Due errori difensivi e l’unica cavolata nella partita di Perrone hanno così creato un gap tra l’Olympic e il West Ham, un gap che una volta tornati in noi abbiamo cercato di colmare arrivando ad un soffio dal compimento dell’impresa.
Un gol di Rencricca e un’autorete ci hanno permesso di andare al riposo sul 2 a 3 ma era fin troppo evidente che quelli del West Ham creavano occasioni su occasioni mentre i nostri faticavano immensamente per poi sparacchiare tiri deboli addosso all’estremo difensore nero blu.
Qualora qualcuno fosse arrivato in ritardo allo stadio e si fosse perso i primi cinque minuti di defaillance gialloblù niente paura perché a inizio ripresa i nostri replicavano. Due reti del West Ham chiudevano in anticipo la pratica e altrettanti pali colpiti a botta sicura dai nostri avversari facevano capire la differenza di concentrazione e convinzione che c’era tra le due squadre. E’ finita 7 a 3, con Gennari che segnava il suo 21° centro nel torneo e il West Ham che confermava la sua posizione di classifica, un terzo posto che esclude gli Hammers dal rischio di “retrocessione” in UEFA.
A beneficio di chi pensa che ci sia spazio solo per le critiche all’Olympic elenchiamo subito l’attenuante a nostro carico ovvero l’assenza di tanti titolari. Analogamente non posso esimermi dall’elencare anche i difetti di questa squadra, difetti che ormai stanno diventando vere e proprie patologie. Primo fra tutti la mancanza di carattere di questa squadra: come si fa a sbagliare approccio ad una partita importante come questa? Come si fa a ripetere lo stesso errore anche a inizio secondo tempo? Come si fa a perdere la quasi totalità dei contrasti e a sbagliare decine di occasioni da rete spesso per mancanza di coraggio?
Punto il dito contro l’Olympic ricordando lo spirito indomito che ci ha sempre contraddistinto e che ora ci sta fatalmente mancando. Manca qualcuno che suoni la carica, un leader in campo, un Guarino che sproni i compagni a non mollare mai.
Serve qualcuno che ricopra questo ruolo o basta semplicemente che ognuno di noi trovi un Guarino dentro di se?
Spero che la soluzione sia quest’ultima ipotesi.
NOTE: serata molto calda. Spettatori, circa 20.
PAGELLE
PERRONE: 6 cap.
Parare un pallone facile, farselo sfuggire sotto le gambe e vedere la sfera entrare in porta e un bel colpo a livello psicologico e dimostra che anche il capitano non è entrato in campo con il giusto spirito poi però il numero 1 gialloblù inanella parate su parate e alla fine risulta decisivo per evitare perlomeno un passivo più rotondo.
RENCRICCA A. : 6
Il giorno precedente alla partita il medico gli diagnostica la rottura del menisco e la lesione del crociato subite in seguito all’infortunio del 10 giugno 2008. Nonostante questa ferale notizia il nostro libero scende in campo ugualmente e offre una prova sufficiente nella quale ha spesso cercato di tenere unite le maglie della difesa gialloblù. Fa quel che può e nel finale, a partita ormai compromessa, va in panchina giustamente a rifiatare. Ha realizzato il suo gol numero 90 in gare ufficiali.
BALDI: 5.5
A causa dell’emergenza difesa Baldi viene convocato per la seconda volta in otto giorni e viene rispolverato come difensore, ruolo nel quale aveva cominciato la sua carriera in gialloblù. Nonostante gli innegabili in errori la sua prova non è totalmente da buttare e fa ben sperare per il futuro, speriamo vicino visti i risultati dell’Olympic di questi tempi.
BISOGNO: 5
Un giocatore totalmente irriconoscibile rispetto a quello decisivo della stagione scorsa e a quello spesso determinante nella PSC. Corre poco e male, sbaglia moltissimo, difetta di concentrazione e soprattutto di carica agonistica quando basterebbe semplicemente quest’ultima dote per dare un senso alla sua partita. Non gli imputiamo gli errori in fase difensiva perché riconosciamo la scarsa attitudine al ruolo ma da lui pretendiamo più grinta e più cuore.
BRUSCO: 5.5
L’infortunio di Tani schiude le porte dell’Olympic al nostro attaccante argentino che viene schierato per esigenze di formazione in posizione di esterno. Alla fine della serata possiamo non possiamo dire che abbia demeritato né che abbia impressionato però non possiamo negare che si sia impegnato in entrambe le fasi di gioco. Per raggiungere la sufficienza però serve qualcosa di più.
SFORZA: 5
Leggermente più attivo di Bisogno anche se alla fine ottiene più o meno gli stessi risultati ovvero una valanga di errori nei passaggi, negli appoggi e in zona gol e a lui che è un attaccante non possiamo proprio perdonare la bassissima percentuale di gol rispetto alle occasioni avute. Il giocatore appare stanco e fuori forma e forse il motivo della sua scarsa vena è tutto lì.
GENNARI: 6
Sorregge praticamente da solo non solo il reparto avanzato ma anche il centrocampo visto che la palla da Perrone o da Rencricca spesso arriva direttamente a lui sulla linea mediana e viene poi portata nei pressi dell’area di rigore avversaria purtroppo con fortune alterne. Segna un solo gol ma il lavoro svolto da Emanuele è così imponente e faticoso che il giocatore merita comunque gli applausi del pubblico e la clemenza della nostra critica.
Olympic 2000 – Lido di Roma 6-3
MARCATORI OLYMPIC:
3 GENNARI
1 BISOGNO
1 BRUSCO
1 RIPANUCCI
Il forte rimpianto accusato dopo la sconfitta contro il Real della settimana scorsa ha lasciato il posto alla gioia per l’affermazione di ieri sera contro il Lido di Roma che ha sbilanciato il ruolino dell’Olympic in questa Green Cup a favore delle vittorie. Dopo sette giornate infatti i gialloblù hanno riportato quattro vittorie e tre sconfitte. Purtroppo due di queste sconfitte sono arrivate contro dirette avversarie per la qualificazione in Champions League mentre questi tre punti appena guadagnati erano di quelli obbligati nella tabella di marcia gialloblù in questa prima fase del torneo.
L’avversario di ieri si presentava infatti con appena quattro punti in sei partite ed era reduce da un misero pareggio contro la cenerentola Camomilla eppure, come il calcio continuamente insegna, ogni partita è a se stante e quella che si è vista ieri tra Olympic e Lido e Roma è sembrata tutto fuorché una sfida tra una squadra finalista della Premier Soccer Cup e una formazione di bassa classifica.
La formazione del Lido di Roma infatti da poco aveva subito un drastico rimpasto e quella scesa in campo ieri contro l’Olympic era una squadra quasi irriconoscibile per i tanti nuovi acquisti che ne decisamente avevano aumentato il tasso tecnico.
Alla fine è stato comunque decisivo il maggior tesso tecnico della nostra squadra e soprattutto la mancanza di amalgama dei nostri avversari che pur uscendo sconfitti da cinquanta minuti di gioco agonisticamente validi hanno dimostrato di poter competere almeno per un buon piazzamento nella coppa di consolazione ovvero quella che accoglierà le squadre classificatesi dal nono al sedicesimo posto.
Come ricorderete questo match avrebbe dovuto giocarsi lunedì scorso ma poi era stato rinviato a ieri a causa della forte pioggia abbattutasi su Acilia e per la conseguente impraticabilità del terreno di gioco. Purtroppo due giocatori inseriti nella prima lista di convocati hanno dovuto rinunciare alla seconda chiamata per impegni personali e così insieme ai confermati Perrone, Rencricca, Ripanucci, Bisogno e Tani la società convocava Gennari per sostituire Sforza e Juan Esteban Brusco per sostituire Santolamazza dopo che anche Tagliaferri e Davide Baldi si erano dichiarati indisponibili.
Fin dalle prime battute l’Olympic ha evidenziato qualche difficoltà infatti la squadra, pur messa bene in campo con un rombo molto basso, faticava a contenere gli avversari che prendevano coraggio e arrivano più volte alla conclusione trovando però sulla loro strada un Perrone in forma.
L’Olympic ci ha messo circa dieci minuti a carburare e pur con molte difficoltà ha sfiorato la rete con Tani, Ripanucci e Gennari prima che la fortuna aiutasse i nostri a passare in vantaggio: la Dea Bendata si presentava infatti sotto forma di deviazione sotto porta che permetteva al tiro di Bisogno di diventare imparabile.
Si andava così al riposo sull’1 a 0 ma con tanti dubbi sulla tenuta della formazione gialloblù, dubbi che venivano confermati dal pareggio dei nostri avversari che concludeva una fase in cui il Lido di Roma metteva alla frusta il nostro quintetto. Il repertorio di errori grossolani dei nostri giocatori era vasto e vario ma come abbiamo già preannunciato è stato decisivo la maggior qualità dei nostri ragazzi che hanno saputo quagliare nei momenti decisivi dell’incontro facendo virare le sorti dell’incontro a nostro favore.
Il 2 a 1 arrivava grazie al nostro insostituibile bomber Gennari che trovava la sua undicesima rete nel torneo grazie ad un assist di Bisogno. Poco dopo toccava a Bisogno servire l’ultimo passaggio a Gennari per il 3 a 1 mentre una deviazione decisiva della parte meno nobile del corpo di Rencricca permetteva agli avversari di battere per la seconda volta Perrone.
Il break decisivo dell’incontro lo realizzava Emiliano Ripanucci che trovava la sua dodicesima segnatura stagionale su assist di Gennari e confermandosi come l’uomo più continuo di questa seconda parte di stagione. I tifosi sul 4 a 2 cominciavano a rilassarsi nonostante qualche svista della nostra difesa a cui però Perrone metteva una pezza in extremis e poco più tardi anche Sforza e Santolamazza potevano rilassarsi sul divano di casa assistendo al terzo gol di Gennari che deviava di testa un bellissimo assist di Bisogno.
Nel finale c’era gloria anche per il rientrante Brusco che concludeva l’ennesima discesa della sua serata con un gol dei suoi e un secondo prima del fischio finale arrivava la terza realizzazione del Lido che chiudeva il referto arbitrale.
Chi vi scrive non può che essere costretto a dividere il proprio giudizio tra la felicità per questa quarta vittoria nella Green Cup e i tanti dubbi che si moltiplicano dopo aver assistito alle ultime tre uscite dell’Olympic. Deconcentrazione e approssimazione continuano ad accompagnare le nostre prestazioni o perlomeno ci sono dei momenti delle partite in cui la squadra cade in autentici black out e subiamo reti che definire evitabili sarebbe eufemistico.
Rendiamoci conto dell’attenzione che questo torneo richiede per ottenere determinati risultati e diamo un seguito a questa vittoria altrimenti possiamo scordarci di rimanere tra le grandi e accedere alla Champions League.
Per arrivare alla Champions sarà indispensabile che tutti diano il massimo e che ogni giocatore faccia il possibile per aumentare la propria continuità di rendimento visto tutti gli elementi della rosa sono soggetti a dei veri e propri sali scendi nelle loro prove. Chiudiamo con un dato positivo ovvero la prestazione degli outsider infatti anche Juan Brusco ieri sera, al rientro dopo tanta tribuna, ha offerto una prova più che sufficiente così come era successo nell’esordio di Green Cup a Fabio Tagliaferri.
NOTE: serata primaverile. Spettatori, circa 20.
PAGELLE
PERRONE: 7 cap.
Per il bene della squadra e almeno per questa stagione deve continuare a giocare come portiere e trovare una continuità in questo ruolo perché ieri è stato decisivo ai fini della vittoria. Si vede che era la sua serata perché in un paio di circostanze in cui non è riuscito a parare i tiri delle fortunose deviazioni con il corpo lo hanno aiutato a non subire gol.
RENCRICCA A. : 5.5
I black out descritti nel commento riguardano anche il difensore di Centocelle che ieri ne è rimasto vittima di uno colossale a inizio di settimana quando con un “eccezionale” velo smarcante ha servito su un piatto d’argento il pareggio al Lido di Roma. La deviazione che mette fuori gioco Perrone in occasione del provvisorio 3 a 2 è solo un caso ma il numero 4 gialloblù non sembra comunque in giornata. Bella invece la discesa conclusa con l’assist a Gennari che realizza il 2 a 1.
RIPANUCCI: 6.5
Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: Ripanucci è in assoluto il giocatore più in forma e più continuo in questo parte della stagione. Praticamente dal suo acquisto nel mercato invernale non ha sbagliato una partita, vanta un ruolino di 12 presenze e 12 reti, tutti in gare ufficiali e tutti decisivi come il gol del 4 a 2 di ieri sera, una rete che ha significato la prima vera svolta nella storia dell’incontro. Sarebbe bello rivedere in campo Sacchi anche per poter schierare qualche metro in avanti Ripanucci che potrebbe in questo modo sfruttare al meglio le sue progressioni e il suo dribbling.
Ammonito nella ripresa per un fallo su un avversario lanciato a rete.
TANI: 5.5
Il fantasista dei Parioli è il giocatore su cui maggiormente punto il dito parlando di continuità riferendomi alla gara di stasera. Contro il Real la settimana scorsa, nonostante la sconfitta dell’Olympic, si era rivelato il miglior gialloblù in campo mentre contro il Lido di Roma non è sembrato infatti in partita sbagliando parecchi passaggi e facendo mancare quel pizzico di convinzione necessaria nei contrasti. Peccato per almeno tre errori in area di rigore, magari con una rete a inizio partita la sua serata sarebbe potuta essere totalmente diversa.
BISOGNO: 6.5
La prestazione del tornante gialloblù non è stata eccezionale per continuità ma il numero sette dell’Olympic ha saputo sfruttare alcune situazioni all’interno della gara che poi si sono rivelate decisive per il risultato finale. Alcuni esempi: il gol dell’1 a 0, il passaggio di prima a chiudere il triangolo con Gennari che segna il 3 a 1 e l’immaginifico assist, ancora per Gennari, che frutta al bomber la rete del 5 a 2, testa alta, tocco sotto, palla che scavalca difensori e portieri e Gennari che la spedisce oltre la linea di testa. Ad un giocatore come Bisogno abbiamo spesso chiesto di essere decisivo e ieri lo è stato!
BRUSCO: 6
Al rientro dopo sette mesi (ultima apparizione il 6 ottobre 2008 in amichevole) gli viene assegnata la maglia numero 10, una casacca che reca in se il peso delle responsabilità e lui, che ha le spalle grosse, si mette d’impegno sulla fascia sinistra e diventa un vero e proprio problema per il centrocampo avversario che viene spesso saltato grazie ai suoi dribbling mancini che creano più volte situazioni di superiorità numerica per l’Olympic. Nel secondo tempo cala atleticamente ma ha la fortuna e la bravura di trovare una splendida rete che vale il suo gol numero 2 in partite ufficiali con l’Olympic. Una cavalcata stile Adriano che porta con se i profumi delle pampas e viene ripagata dai sorrisi di gioia chi ha creduto in lui.
GENNARI: 7
Dove vuole arrivare il nostro attaccante principe? Ieri per la prima volta ce l’ha detto, quasi sussurrandolo, che vorrebbe vincere la classifica cannonieri. Con l’aiuto dei compagni e con questa continuità realizzativa potrebbe anche farcela anche se la concorrenza è agguerrita e storicamente l’Olympic non segna tantissimi gol. Ieri ha segnato una tripletta e deve ringraziare Rencricca e soprattutto Bisogno che gli hanno offerto assist al bacio. Però io sono un perfezionista e ad un giocatore che in sole venti presenze è quasi entrato nella top ten dei cannonieri gialloblù di tutti i tempi (è salito a quota 42, a sole quattro lunghezze da Bisogno e sacchi che sono al decimo posto della graduatoria) chiedo anche un maggiore contributo alla fase difensiva. Non per pignoleria ma perché vedo in Gennari un top player che potrebbe fare grande l’Olympic!