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Olympic 2000 – Bar Amelì 1-8

Buonasera a tutti!
Purtroppo, ormai, tutti sapete come è finita la stagione dell’Olympic. Dopo una settimana in cui abbiamo accettato la delusione e dopo qualche giorno di vacanza eccovi il resoconto di quell’infausta serata. Domani saranno resi noti i vincitori egli Olympic Awards 2010!
MARTEDI’ 13 LUGLIO 2010, ORE 21.10
STADIO DELLA MADONNETTA
CHAMPIONS LEAGUE TORNEO DI CLAUSURA, QUARTI DI FINALE
BAR AMELI’   VS.   OLYMPIC 2000
1-8 (1-5)

Il miglior gialloblù in campo è stato: Filiberto Tarallo

 

MARCATORI OLYMPIC:

1 TARALLO

 

Chiudere la stagione porta sempre una certa quantità di tristezza. A volte è semplicemente malinconia e non necessariamente questo sentimento accompagna prestazioni negative: si può chiudere l’annata in trionfo e nonostante questo essere giù perché il viaggio insieme termina momentaneamente.

Purtroppo questa volta la tristezza è enorme perché la stagione si chiude con uno schianto fortissimo che ha fatto tremare le fondamenta stessa di questa squadra che per la prima volta dopo sei anni non arriva all’atto finale della competizione a cui iscritta. Da sei anni l’ultima gara della stagione era una finale mentre questa volta la corsa gialloblù finisce in un quarto di finale.

La delusione è stata fortissima vuoi perché la squadra si era ben comportata nelle due precedenti fasi, vuoi perché anche non essendo tra i favoriti sicuramente dall’Olympic ci si aspettava almeno l’entrata nel lotto delle migliori quattro del torneo.

Invece usciamo malamente dal Torneo di Clausura al termine di un match maledetto e strano. La vigilia era stata movimentata dal tentativo della società di spostare la partita a causa della contemporanea assenza di tutta la difesa titolare. Alla fine si è dovuto giocare nella data prevista quindi Rencricca e Santolamazza dovevano rinunciare alla sfida mentre in extremis Formiconi riusciva a essere presente.

E comunque la società si era ben preparata a questa eventualità infatti la settimana scorsa aveva organizzato uno stage e aveva convocato i due nuovi acquisti Sacchi e Gianluca Atzeni, due pezzi da novanta che avrebbero dovuto sopperire alle assenze dei titolari.

I tifosi erano nervosi prima del fischio d’inizio ma non più del solito perché quando lo speaker ha annunciato la formazione non si poteva certo dire che l’Olympic fosse in difficoltà. Quando senti scandire i nomi di Perrone, Formiconi, Sacchi, Atzeni, Bisogno, Tarallo, Tani e Sforza non puoi temere niente e nessuno.

Invece poi vai a vedere che i gialloblù di problemi ne avevano eccome.

Il 3 giugno scorso il Bar Amelì ci aveva battuto per 5 a 0 ma quello era stato un risultato in parte bugiardo perché l’Olympic era rimasta in partita quasi fino alla fine e si disse che la squadra si era approcciata male e senza concentrazione all’ultimo impegno del girone di qualificazione.

Certo, era stato evidente che i nostri avversari erano giovani, freschi, volenterosi e bravi, dannatamente bravi. Però era sembrata la tipica squadra di giovani promesse che di solito le vecchie volpi dell’Olympic riescono a domare con l’esperienza in partite importanti.

Purtroppo abbiamo affrontato una gara da dentro o fuori contro siffatto avversario con Sacchi, Tani e Tarallo giù di forma e i nuovi acquisti che per quanto sono campioni affermati sono stati letteralmente gettati nella mischia allo sbaraglio.

La mancanza di intesa tra i componenti della difesa è stata fin da subito letale e il risultato del primo tempo poteva essere ben più largo dell’1 a 5 con il quale le due formazioni sono andate al riposo. Formiconi è stato irriconoscibile e si è reso responsabile di due marcature dei bianco rossi tra cui il gol che ha sbloccato la gara mentre Perrone ha commesso una grave errore sullo 0 a 2 che ha spianato la strada agli avversari.

Il provvisorio gol dell’1 a 2 di Tarallo è stato solo un illusione perché gli attaccanti del Bar Amelì si sono presentati di fronte a Perrone tante, troppe volte e quando il capitano ha cominciato a parare ha rischiato di dover cambiare i guanti a causa dell’usura.

La ripresa è stata una sofferenza. I nostri non potevano stare con le mani in mano aspettando chissà quale grazie dal cielo e hanno cominciato ad attaccare. Il gioco offensivo gialloblù però è stato sterile e poco produttivo. Gli attaccanti non si sono resi pericolosi quasi mai e le proverbiali bombe da fuori area di Atzeni sono state imprecise oppure controllate dall’imberbe portiere avversario.

L’epilogo della partita ha visto il Bar Amelì creare altre palle gol e di reti Perrone ne ha subite altre tre frutto di altrettanti contropiede. Alla fine, quando l’arbitro ha fischiato la fine, le facce dei nostri giocatori erano tetre: Perrone e Formiconi hanno stretto le mani agli avversari quasi in stato di trance mentre i nuovi acquisti capivano a malapena cosa stessero facendo con quella maglia addosso su quel campo maledetto.

E quindi torniamo al punto di partenza in cui dicevamo che è sempre difficile chiudere una stagione, figurarsi una stagione del genere in cui abbiamo raggiunto una finale in modo inaspettato contando solo sulle forze dello zoccolo duro della squadra e siamo stati eliminati nel torneo successivo venendo tra virgolette traditi dai giocatori su cui avevamo fatto affidamento.

E’ stata la stagione dei clamorosi ritorni in squadra di Stefano Tagliaferri e di Formiconi, delle imprese invernali e delle due campagne acquisti fallite. In estate avevamo fatto affidamento su Catalin Buca mentre in primavera avevamo puntato tutto su Todisco. Alla fine solo Tarallo ha ripagato i tifosi e la società ma questo era facilmente prevedibile.

Cosa ci riserva il futuro? Al momento lo stato emozionale condiziona ogni previsione: sarà importante ricaricare la batterie e ritrovare motivazioni per cominciare al meglio la nuova stagione. Ecco già uno spunto interessante: il Bar Amelì, la cui media di età era sui 22 anni, ci ha battuto in tutto: contro di noi stati più gruppo, più forti, più motivati.

L’Olympic è apparsa vecchia e stanca, sarà stata un’impressione oppure i nostri giocatori hanno segnato il passo? Vi lascio con questo stimolante e al tempo stesso inquietante enigma.

 

NOTE

CLIMA                  Serata molto calda e umida

SPETTATORI      circa 20

FORMULA           Due tempi da 25 minuti ciascuno.

MAGLIA              Olympic 2000 con divisa GOLD 2010.

PAGELLE

1. PERRONE: 5 cap.

L’errore sul gol dello 0 a 2 pesa troppo. Dopo di quello comincia a parare (impedisce anche al Bar Amelì di trasformare due tiri liberi) ma ormai la frittata era già stata fatta. Chiude un’ottima stagione con una prestazione che prima dimentica e meglio è.

8. FORMICONI: 5

Davvero irriconoscibile. Lo svarione che consegna la palla dell’1 a 0 al Bar Amelì è solo l’inizio della sua serata da incubo. Dopo quell’errore ne commette altri altrettanto gravi e si innervosisce troppo poi però si tranquillizza e almeno chiude il match in modo dignitoso.

Per lui vale lo stesso discorso fatto per il capitano: chiude una stagione molto buona con una prova totalmente sotto la media. Si può consolare con il ritorno in squadra dopo sei anni e un ritrovato amore tra lui e l’ambiente gialloblù.

19. SACCHI: 5.5

Nel giro di una settimana viene rimesso sotto contratto, provato in allenamento e scaraventato in una delle partite più importanti della stagione. Siamo stati magnanimi nella valutazione della sua prova proprio a causa di questa sequenza traumatica di avvenimenti che hanno coinvolto un giocatore che aveva problemi di tenuta anche quando si allenava regolarmente quindi figuriamoci dopo un periodo così lungo di inattività (erano sei mesi che non si allenava e addirittura quasi un anno che non giocava gare ufficiali).

Speriamo che nella prossima stagione possa rientrare nel gruppo perché tutti riconoscono le qualità di questo giocatore.

4. ATZENI G. : 5.5

Non indossava la maglia dell’Olympic dall’autunno del 2004 quindi anche per lui deve essere stato un bello choc essere gettato nella mischia di un match così importante senza avere un minimo di intesa con i compagni.

Nonostante questo ci aspettavamo un po’ di più, che prendesse per mano la squadra e la guidasse con l’esperienza fino a colmare le tante lacune evidenziate dall’Olympic. I tifosi si aspettavano che la sua presenza numero 46 fosse ricordata per un missile da fuori area invece lo sarà per la sua uscita mesta dal terreno di gioco.

7. BISOGNO: 5

Impalpabile, anzi, invisibile per tutta la serata. Peccato perché queste sono le sue partite, quelle che ama decidere con reti inaspettate e bellissime.

Il Bar Amelì ha rappresentato l’amara conclusione di una stagione più che soddisfacente sotto il profilo realizzativo. Tanti anche gli assist da lui prodotti, così tanti che la società dall’anno prossimo istituirà una speciale Scarpa d’Oro per premiare gli autori degli ultimi e decisivi passaggi.

11. TANI: S.V.

Non giocava da quasi un mese ed è stato subito chiaro di come questo ha influito sulla sua tenuta atletica.

Stagione comunque positiva in cui si è segnalato per prove in cui anche se giocava pochi minuti riusciva ad essere determinante segnando gol bellissimi e creando dal nulla assist per i suoi compagni. La stagione per l’Olympic si chiude in rosso ma la nascita del piccolo Federico rappresenta per il nostro maghetto il più cospicuo e bello dei risarcimenti.

13. TARALLO: 5.5

Ci aveva illuso con quel bel gol che aveva fatto riprendere per un po’ i tifosi prima del crollo definitivo delle loro speranze. Poi cala alla distanza perché comunque era da poco rientrato da un infortunio.

Possiamo comunque complimentarci con lui per il suo terzo rientro in squadra e in generale per la qualità delle prestazioni nel Torneo di Clausura, una competizione in cui ha collezionato 6 presenze e 10 gol, un bottino che suggerirebbe la società di confermare il fantasista, o almeno tenare di farlo perché la cosa dipende anche e soprattutto dagli impegni della Svezia, per la prossima stagione.

21. SFORZA: 5

Stagione quasi totalmente negativa fatta eccezione per alcune serate di grazia in cui l’attaccante sembrava poter tornare sui livelli della passata stagione. Contro il Bar Amelì non ha avuto e non si è creato nemmeno lo straccio di un’occasione ma nonostante ciò la società cercherà in tutti i modi di recuperarlo nella prossima stagione.

 

PAGELLE STAGIONALI DEI GIOCATORI NON PRESENTI ALLA PARTITA FINALE

 

Oltre ai giocatori scesi in campo contro il Bar Amelì l’Olympic ha schierato altri sedici giocatori durante la stagione. Vediamo chi sono e come si sono comportati. Partiamo inevitabilmente da Alessandro Rencricca, sugli scudi per tutta la stagione e assente ieri solo per impegni personali. Ottima stagione la sua, sia dal punto di vista delle prestazione difensive che su quello delle realizzazioni, chiude infatti con la bellezza di 39 reti segnate.

Di seguito ai titolari troviamo tre elementi che hanno giocato molte partite come Stefano Tagliaferri, Alessandro Guarino e Catalin Buca. Il primo è tornato in squadra dopo quattro anni e dopo 19 partite a buon livello (alcune ottime in verità) ha dovuto di nuovo salutare la squadra a causa di un brutto infortunio al ginocchio destro. Lo aspettiamo, speriamo, nel 2011.

Anche per Guarino questa è stata la stagione del rientro in squadra dopo una precedente annata in cui non aveva potuto dare la sua disponibilità. Il centrocampista è stato quello di sempre: generoso, combattivo e attaccato alla maglia. Una sicurezza. Purtroppo non possiamo dire altrettanto del romeno Buca: è stato il fiore all’occhiello della campagna acquisti della scorsa estate, la società e i tifosi ci avevano investito parecchio invece lui, dopo alcune buone prestazioni e tanti gol, si è allontanato progressivamente dalla squadra forse per problemi ambientali. Una vera e propria delusione.

Proseguiamo con chi invece ha trovato poco spazio partendo da Davide Baldi: doveva essere il suo anno, la stagione della consacrazione, invece il giocatore non è riuscito a fare il salto di qualità che gli si richiedeva. Recentemente lo abbiamo visto benissimo negli stage interni e la società ha deciso di dargli ancora fiducia a partire da agosto.

E’ andato invece benissimo Santolamazza: praticamente assente fino a primavera e poi riscoperto nel Torneo di Clausura anche se limitatamente ai suoi penalizzanti impegni lavorativi. Il suo valore è enorme, le sue prestazioni sempre molto buone soprattutto quando riesce ad avere un po’ di continuità. Al tempo stesso non è una sorpresa eppure riesce sempre a sorprendere tutti.

Grande professionalità la dimostrano sempre Juan Esteban Brusco e Fabio Tagliaferri, scarsamente utilizzati in questa stagione ma sempre utili per la loro disponibilità fuori e dentro il terreno di gioco.

Qualche apparizione fugace poi l’hanno fatta registrare Emanuele Gennari, Florin Dutta, Ugo Venturi, Marco Todisco, Dario Sorci e Emanuele Maiozzi. Il primo è il bomber dei sogni gialloblù ma il giocatore ha troppi impegni per accettare anche il tesseramento nell’Olympic mentre gli altri sono tutti acquisti che non sono riusciti per vari motivi a trovare spazio in squadra. Una menzione speciale la merita Emanuele Maiozzi, portiere che ha esordito la scorsa estate e che ha dimostrato un precoce attaccamento alla maglia.

Infine meritano un ringraziamento tutti coloro che hanno giocato solo negli stage interni della società ma non sono mai riusciti a giocare in prima squadra: I loro nomi sono Luca Graziadio, Alessandro Giglio, Simone Montaldi, Antonio Binutti, Roberto Capoccitti, Paolo Careddu, Leonardo Caviola, Edward Leva e Patrizio Scotto di Perrotolo.

Nota finale per l’organizzazione dei tornei presso il centro sportivo della Madonnetta, a loro un ringraziamento per la stagione comunque piacevole.

Olympic A – Olympic B 13-10

GIOVEDI’ 8 LUGLIO 2010, ORE 21
STADIO BABEL
STAGE INTERNO
OLYMPIC A    VS.   OLYMPIC B
13-10 (7-5)

MARCATORI OLYMPIC A:

7 SFORZA

2 BALDI

2 TAGLIAFERRI F.

1 ATZENI G.

1 SANTOLAMAZZA

 

MARCATORI OLYMPIC B:

4 TARALLO

2 BISOGNO

2 FORMICONI

1 RENCRICCA A.

1 SACCHI

 

La vittoria del 1 luglio contro lo Special Ceiling è stata soprattutto figlia dell’allenamento perfezionato nello stage con partitella in famiglia del 28 giugno. Consci di questa innegabile verità i dirigenti gialloblù hanno voluto organizzare un altro stage analogo per preparare al meglio la squadra per la sfida contro il Bar Amelì, valevole per i quarti di finale di Champions League.

Rispetto all’ultimo allenamento non sono stati convocati Brusco, Caviola, Giglio, Capoccitti e Careddu mentre tornavano disponibili Tarallo e Atzeni. Il primo sarà convocato sicuramente per il prossimo impegno ufficiale mentre il secondo, neo acquisto della società, potrebbe diventare fondamentale in caso di forfait illustri, peraltro molto probabili.

Esaurito il cappello iniziale vediamo cosa ci ha proposto questa partita in famiglia.

L’Olympic A era composta da Perrone, Santolamazza, Gianluca Atzeni, Baldi, Sforza e Fabio Tagliaferri mentre nell’Olympic B le assenze di tutti e tre i portieri di riserva obbligavano Formiconi a vestire i panni del portiere dopo tantissimo tempo. Di fronte a lui si schieravano invece Sacchi, Rencricca, Bisogno e Tarallo.

Alla fine hanno vinto i ragazzi dell’Olympic A e la differenza l’ha fatta la maggiore motivazione dei ragazzi in maglia blu decisamente maggiore rispetto a quella dei giocatori in maglia bianca tra i quali solo Formiconi e Bisogno mostravano di voler dare fondo a tutte le proprie energie anche in una partita non ufficiale.

Dopo un primo tempo terminato sul punteggio di 7 a 5 per l’Olympic A nella ripresa vigeva un maggiore equilibrio che comunque non cambiava l’esito dell’incontro.

Note di merito per Baldi, Sforza e Atzeni ma delle singole prestazioni parleremo nelle pagelle. Soddisfazione particolare per il nuovo pallone che l’Olympic utilizzerà da desso in poi nei suoi stage. Si chiama “Bustani” e lo fornisce l’Errea, nuovo fornitore tecnico per questo tipo di supporto tecnico.

 

NOTE:

CLIMA                 Serata molto calda e umida

SPETTATORI     circa 2

FORMULA          Due tempi da 35 minuti ciascuno.

MAGLIA              Olympic A con divisa CHAMPIONS 2008., Olympic B con divisa GOLD 2010.

PAGELLE

OLYMPIC A

1. PERRONE: 6.5 cap.

L’allenamento che voleva in vista del Bar Amelì: tanti tiri da distanza sia ravvicinata che dalla distanza. Il capitano è apparso in buona forma.

4. ATZENI G. : 6.5

Era dal 25 settembre 2004 che non vestiva la maglia dell’Olympic e ora potrebbe diventare determinante in questo finale di stagione in cui alcuni titolari potrebbero essere indisponibili per le partite che contano. Il capitano della Svezia è il giocatore che tutti conoscono: ottima tecnica, grande grinta e tiro che definire potente appare riduttivo. Per lui un gol.

6. SANTOLAMAZZA: 6.5

Accumula fiato e migliore la sua tenuta atletica in vista del finale di stagione. Trova anche il tempo giusto per inserirsi in area e segnare un gol.

8. BALDI: 7

Sembra proprio che voglia sfruttare ogni più piccola chance per riguadagnarsi il posto in squadra. Era stato tra i più positivi anche nel penultimo stage ma ieri ha dato il massimo soprattutto sotto il profilo della grinta. In difesa i suoi interventi, spesso molto decisi e tempestivi, hanno salvato più volte la porta di Perrone. Ha realizzato una bella doppietta.

10. TAGLIAFERRI F. : 6.5

Anche per lui una doppietta che è solo il ben accetto contorno di una prova a tutto campo in cui spazia dal ruolo di suggeritore a quello di difensore aggiunto in copertura alle sortite offensive di Atzeni e Baldi.

16. SFORZA: 7

Il bomber dell’Olympic ha confermato i grandi progressi evidenziati nella partita contro lo Special Ceiling. Lo scatto e la reattività hanno ancora grossi margini di miglioramento ma la tenuta è migliorata tantissimo. Segna la bellezza di sette gol, probabilmente un record anche per partite di questo genere.

 

OLYMPIC B

1. FORMICONI: 6+ cap.

Forse in pochi ricordano che Formiconi aveva cominciato la sua carriera nell’Olympic proprio come portiere. 16 anni dopo ritorna nel suo ruolo primordiale per le concomitanti assenze di Caviola, Guarino e Scotto e offre una prestazione sicuramente sufficiente. Su qualche gol subito è evidente che manchi di tecnica ma ne evita tanti altri con ottime uscite basse. Nell’ultimo quarto d’ora lo sostituisce Rencricca e da difensore da una bella scossa all’Olympic B che non stava facendo una bellissima figura. Segna una doppietta e sembra in gran forma.

4. RENCRICCA A. : 5

Negli ultimi stage era sembrato concentrato e attento mentre stavolta è apparso il tipico Rencricca formato amichevole in famiglia: poco reattivo, poco grintoso e poco disposto al sacrificio. Sforza lo supera troppe volte e il gol che apre le marcature nel primo tempo non basta certo a raggiungere la sufficienza.

11. SACCHI: 6+

Rispetto allo stage del 1 luglio è un altro giocatore e sembra già vicino al raggiungimento dei suoi standard. Segna un gol e ha ottime chance di essere convocato per le gare finali della stagione.

7. BISOGNO: 6

Insieme a Formiconi il più voglioso dei suoi. Sbaglia molto in fase di attacco sia come conclusioni che come assist però interpreta nel modo giusto lo spirito dell’allenamento. Realizza due gol.

13. TARALLO: 6

Rientra in campo dopo più di due settimane per testare le sue condizioni dopo l’infortunio muscolare. Missione compiuta: sembra pronto a scendere in campo la settimana prossima contro il Bar Amelì e lo dimostra realizzando un poker.

Olympic A – Olympic B 11-10

LUNEDI’ 28 GIUGNO 2010, ORE 21
STADIO DELLA MADONNETTA
STAGE INTERNO
OLYMPIC A – OLYMPIC B
11-10 (2-5)

MARCATORI OLYMPIC A:

4 RENCRICCA A.

3 BRUSCO

3 GIGLIO

1 CAPOCCITTI

 

MARCATORI OLYMPIC B:

3 FORMICONI

3 SFORZA

2 SANTOLAMAZZA

1 BISOGNO

1 SACCHI

 

A fine serata Fabrizio Formiconi ha dichiarato: “Ogni tanto questo genere di partite ci vuole proprio: ti diverti, ti alleni e scarichi la tensione della serata.”

Ed è proprio vero infatti durante l’allenamento di ieri quel che rimane ella rosa gialloblù ha potuto prepararsi in vista della partita contro lo Special Ceiling, provare un paio di giocatori in odore di inserimento ma soprattutto ridere e scherzare come si fa non tra giocatori professionisti ma come tra amici al campetto dell’oratorio.

Poi chiaramente nessuno ci sta a perdere, nemmeno negli allenamenti, quindi lo stage si è rivelato un accanito incontro davvero molto equilibrato: l’Olympic B dominava la prima metà abbondante di gara mentre l’Olympic A usciva nel secondo tempo rimontando gli avversari e segnando il gol della vittoria quando mancavano meno di cinque minuti.

Per questa partitella in famiglia rimanevano in infermeria Tarallo, Tani e Stefano Tagliaferri mentre Guarino e Fabio Tagliaferri erano fermati da impegni privati. Due nuovi acquisti della squadra come Binutti e Todisco venivano convocati ma il primo dava forfait alla vigilia per validi motivi fisici mentre il secondo declinava la convocazione nella mattinata di ieri adducendo anch’esso motivi fisici il cui tempismo nella manifestazione degli stessi ha invero poco convinto la dirigenza.

Spazio quindi ad alcuni esperimenti: Gianluca Sacchi faceva il suo rientro in squadra tra gli applausi dei tifosi così come Roberto Capoccitti il cui passato in gialloblù era ben più remoto. Special Guest Star della serata l’amico Alessandro Giglio, invitato puramente come ospite e che invece si è rivelato un elemento davvero interessante, almeno a questi livelli.

Alcuni cenni riguardanti l’incontro: nei primi 35 minuti di gioco l’Olympic B era straripante soprattutto grazie ad un Bisogno in versione Messi e ad un Santolamazza che aveva chiesto di essere schierato in attacco e ha ripagato la fiducia con una doppietta molto bella.

La frazione si è chiusa sul 5 a 2 appunto per i blu capitanati da Bisogno che però nella ripresa hanno dovuto rinunciare a Santolamazza, e quindi al cambio in panchina, che è dovuto scappare a lavoro.

Di questa situazione ha approfittato l’Olympic A di Perrone e Rencricca che ha cominciato a spingere con maggiore convinzione. La gara è stata un continuo realizzare gol da una parte e dall’altra fino a che, nei minuti finali, i bianchi sono riusciti a colmare il gap che li divideva dai blu pareggiando definitivamente sul punteggio di 10 a 10 e segnando il gol della vittoria in extremis grazie a Rencricca.

Al fischio finale baci e abbracci, strette di mano e un rinnovato senso di gruppo che si percepiva perfino tra coloro i quali non fanno parte in pianta stabile della squadra. Anche questa è l’Olympic e anche per questo Formiconi ha ragione a dire che ogni tanto partite come queste servono proprio.

 

NOTE:

CLIMA                  Serata di caldo estivo ma gradevole

SPETTATORI      circa 4, in panchina Emanuele Maiozzi

FORMULA           Due tempi da 35 minuti ciascuno.

MAGLIA              Olympic A con divisa GOLD 2010, Olympic B con divisa CHAMPIONS 2008.

PAGELLE

OLYMPIC A

19. PERRONE: 6 cap.

Prestazione fotocopia di quella offerta la settimana scorsa in Champions contro l’Autoricambi, ovvero non memorabile. Il capitano sembra in difficoltà nelle uscite e non fa “miracoli” sui gol, cosa che a cui i compagni sono abituati. Un po’ meglio nella ripresa, speriamo sia un buon segno in vista della prossima gara ufficiale.

4. RENCRICCA A. : 7

E’ sempre tra i migliori marcatori della serata e ieri sera è stato in assoluto il migliore segnando quattro gol tra cui la rete che ha dato la vittoria ai bianchi. In difesa in questo genere di gare non da il meglio e anche stavolta non ha fatto eccezione soprattutto nel primo tempo quando si è fatto sfuggire più di una volta il guizzante (!) Santolamazza. In crescita anche lui dopo l’intervallo.

21. CAREDDU: 7+

Ma che bella sorpresa! E se fosse Careddu l’acquisto clou di fine stagione. Ce lo ricordavamo molto più statico e farraginoso invece ieri sera è stato un vero e proprio muro e i tifosi hanno spesso applaudito le sue discese sulla fascia sinistra. Promosso a pieni voti.

9. CAPOCCITTI: 6.5

Che flash ragazzi! Questo giocatore rappresenta la storia dell’Olympic avendo fatto parte dell’Olympic champagne che nell’anno duemila ha partecipato alla Golden Cup II classificandosi al terzo posto. Non giocava in gialloblù addirittura dal 22 novembre 2002, una serata in cui in campo figuravano nomi come Valerio Ciuffa e un Sacchi alla terza partita con l’Olympic. Sono passati quasi otto anni ma il gioco di questo difensore dal gran tiro non è cambiato.

Avrebbe potuto essere un ottimo rinforzo per la rosa di quest’anno e del prossimo ma lui ha già declinato per motivi logistici abitando ora a Nettuno. Peccato perché lui si è divertito, ha segnato un gol e riassaporando l’ambiente gialloblù avrebbe accettato il contratto anche in bianco.

10. BRUSCO: 6.5

Peccato che in gare ufficiali non riesca a giocare sempre a questi livelli. Ieri sera è sembrato piuttosto in palla infatti pur non riuscendo quasi mai a saltare l’uomo riusciva comunque a rendersi pericoloso grazie al suo sinistro insidioso e dopo un avvio piuttosto sfortunato (ben quattro pali colpiti) si è tolto la soddisfazione di prendersi parte del merito della vittoria grazie a tre gol da rapinatore dell’area.

11. GIGLIO: 7

Forse il voto è un po’ alto ma considerate che era l’unico giocatore ieri in campo a non giocare con continuità e praticamente all’asciutto di partite ufficiali in carriera. E’ stato convocato come ospite e ha suscitato anche un po’ di scetticismo per il suo fisico poco prestante e invece con il passare dei minuti ha fatto ricredere tutti regalando alla platea colpi di classe e soprattutto una grinta invidiabile. Magari in alcune circostanze è stato un po’ irruente ma il suo agonismo è stato apprezzato dai compagni in più di un occasione. Ha segnato ben tre gol e i tifosi lo hanno acclamato come il Roberto Baggio gialloblù.

 

OLYMPIC B

1. CAVIOLA: 5

Serata da dimenticare in quanto si è rivelato una continua fonte di insicurezza per i compagni. Ha sulla coscienza qualche gol davvero evitabile.

8. FORMICONI: 7

Il solito Formiconi, generoso e volenteroso anche nelle partite alla Playstation figuriamoci negli allenamenti. Segna anche una tripletta ed è l’autentico deus ex machina dell’Olympic B.

19. SACCHI: 6.5

Ed ecco un’altra sorpresa della serata. Poco meno di un anno fa aveva lasciato la squadra per tentare l’esperienza in un campionato della federazione e ora, dopo tanti problemi, infortuni e disavventure, torna in gialloblù. Verrà inserito nella rosa della Champions e sostituirà uno degli infortunati di lungo corso e per la squadra rappresenta un acquisto importante per la sua esperienza e per la sua classe che nonostante gli evidenti guai fisici traspariscono sempre.

Trova anche un gol nel primo tempo nonostante sia chiaro che si trattiene molto, sia nelle conclusioni che nella corsa, per paura di ricadute di vecchi infortuni.

6. SANTOLAMAZZA: 6.5

Il numero 6 gialloblù, fresco di eliminazione ai Mondiali con la nazionale dei tre leoni, aveva chiesto di poter giocare in attacco lo scampolo di gara a sua disposizione prima di recarsi sul posto di lavoro. Questo per migliorare la sua affinità con il gol, davvero poco perfezionata. Accontentato, segna una doppietta e fa movimenti da attaccante vero e la notizia che potrà giocate tutte le rimanenti gare del torneo è accolta dalla curva a suon di cori inneggianti al pupillo di Fabio Capello.

7. BISOGNO: 7 cap.

Dopo il primo tempo gli osservatori di Manchester United e Real Madrid erano tutti al telefono per richiedere ai propri dirigenti di fare offerte all’Olympic per il centrocampista gialloblù. Passaggi illuminanti, vagonate di assist, un gol ma soprattutto ha sfoggiato una convinzione e una sicurezza da campione vero. Dovevate vederlo all’opera per vedere come cercava sempre palla, come dirigeva i compagni e dava istruzioni. Poi è calato nella ripresa ma in una gara di torneo bastano anche venti minuti a questi livelli per fare la differenza.

16. SFORZA: 6.5

L’attaccante gialloblù ha segnato tre gol e ne ha sfiorati altri ma noi puntiamo l’attenzione sulla sua voglia esplicitata dalla tanta corsa e movimento continuo che ha fatto per cercare di liberarsi dai suoi marcatori. I compagni sono riusciti a pescarlo senza marcature poche volte ma è questa la strada giusta da percorrere, correre correre correre e ancora correre che i risultati arrivano.

Olympic 2000 – The Boys 3-5 più consideazioni di fine stagione

Buonasera a tutti. Pubblico tutto sulla partita di ieri sera più le considerazioni finali di fine stagione. In settimana dovremmo essere in grado di pubblicare i risultati degli Olympic Awards 2009 infatti stiamo già ricevendo parecchi voti ai sondaggi proprosti!
LUNEDI’ 27 LUGLIO 2009, ORE 21
STADIO DELLA MADONNETTA
COPPA UEFA GREEN CUP, FINALE
THE BOYS   –   OLYMPIC 2000
5-3 (0-3)

 

MARCATORI OLYMPIC:

1 GENNARI

1 RIPANUCCI

1 SFORZA

 

Il protagonista della finale di Coppa UEFA di ieri sera non è stato né Gennari né Sacchi ma un colpo di spada netto e letale che ha diviso in due la partita creando due parti così assurdamente diverse tra loro da far pensare ai tifosi presenti di stare a vedere due differenti partite e non due frazioni dello stesso match.

Questo fendente così improvviso ha colpito il campo della Madonnetta proprio quando sembrava che l’Olympic avesse in pugno il trofeo e quando già i tifosi stavano facendo il conto alla rovescia per far esplodere la propria gioia.

Purtroppo in questi casi è dolorosissimo per chi scrive raccontarvi i fatti accaduti e solo chi ha veramente a cuore questa maglia e questi colori può capire cosa hanno provato Perrone e compagni ad andare in vantaggio per 3 a 0, accarezzare il sogno della coppa e poi vedersela strappare dalle mani nel dissennato secondo tempo gialloblù.

Ma da qualche parte bisognerà pure cominciare e allora partiamo dalla formazione dell’Olympic che doveva rinunciare a Bisogno e Baldi che si stavano godendo le loro anticipate ferie estive ma che poteva contare su una formazione di tutto rispetto che tra l’altro poteva annoverare la super difesa della Premier Soccer Cup composta da Rencricca, Sacchi e Ripanucci davanti a Perrone.

In avanti invece la potenza di fuoco gialloblù si traduceva nella presenza del poker di attaccanti variegati composto da Gennari, Sforza, Brusco e Tani. I The Boys dal canto loro rispondevano a tale abbondanza con una rosa altrettanto ampia.

Fin dalle foto di rito i tanti tifosi presenti alla Madonnetta hanno capito che sarebbe stato un match speciale!

I The Boys, reduci dalla goleada per 13 a 1 in semifinale contro il Gruppo Clark, hanno subito imposto il loro ritmo alla gara cominciando a creare occasioni sfruttando le imprecisioni della difesa dell’Olympic. Perrone ha fatto di tutto per convincere ulteriormente i giudici del torneo ad assegnarli il titolo di miglior portiere della competizione e ha sventato più di qualche situazione scabrosa.

Nonostante la leggera supremazia dei giallo rossi avversari l’Olympic per tutti i primi venticinque minuti di gioco ha avuto il grande merito di giocare con la testa e allora il vantaggio di Sforza ha sorpreso fino ad un certo punto gli spettatori. Ripanucci avanzava a centrocampo, lasciava partire un tiro basso e teso e Sforza si faceva trovare puntuale in area a deviare d’istinto il pallone alle spalle del portiere avversario.

Fa ancora più male descrivere adesso la gioia del numero 21 dell’Olympic ma è ancora più doloroso raccontare il raddoppio di Ripanucci che sfondava il centrocampo dei The Boys e batteva l’estremo difensore con un tiro secco sotto gli incroci.

E ci vorrebbe l’anestesia per parlare del 3 a 0 segnato da Gennari con un tiro potente dei suoi. Ma siamo professionisti e dobbiamo fare una cronaca precisa degli avvenimenti.

Siamo quindi arrivati alla fine del primo tempo, le squadre accaldate, i tifosi gialloblù in festa.

Poi l’arbitro ridava il via alle ostilità ed è stato lì che è successo qualcosa. Proprio come è successo tante volte in passato la nostra squadra è collassata su se stessa e, subito il gol del 3 a 1, non è più riuscita a rialzarsi subendo altri tre gol mostrando il peggio del proprio repertorio.

La nostra difesa e il nostro centrocampo hanno permesso che gli attaccanti dei The Boys colpissero per tre volte consecutive sfondando nel mezzo e addirittura il quarto gol arrivava in contropiede.

La dea bendata sembrava che tifasse per l’Olympic forse perché la sua benda era gialloblù e ha indotto il direttore di gara a fischiare moltissimo a favore di Sacchi e compagni cosicché a tre minuti dal termine gli avversari hanno commesso il sesto fallo concedendoci la possibilità di battere un tiro libero.

Gennari, autore di una ripresa disastrosa un po’ come tutti i compagni, si è caricato sulle spalle la responsabilità della trasformazione ma ha fallito miseramente facendosi parare la sua conclusione.

Il recupero è stato poi un bisturi conficcato nelle schiene dei nostri supporter perché i The Boys segnavano anche il quinto gol meritando una coppa che noi abbiamo gettato alle ortiche ma a cui loro hanno creduto fin dall’inizio di questa UEFA.

I nostri al fischio finale si sono sgonfiati come torte tenute troppo in forno, hanno pensato alla bella stagione conclusa senza un degno premio per i loro sforzi e hanno dovuto fare i conti con le recriminazioni per aver perso la seconda finale consecutiva e la terza finale di UEFA nel ultime quattro stagioni.

Noi concludiamo il commento quasi con le lacrime agli occhi ricordando la cavalcata trionfale in PSC che ci ha portato alla finale con la Svezia, lo splendido quarto di finale contro l’M&M, la festa del Ventennale, la semifinale vinta ai rigori contro il Prison Break.

Insomma, dodici mesi vissuti tra amici condividendo un sogno, un amore per questa maglia che vuol dire prima di tutto amicizia e poi agonismo. Con questi obiettivi nessuna finale sarà mai persa, nessun torneo andrà mai male. Lo sappiamo.

Dobbiamo però fare i conti con una stagione che rispetto a quella scorsa è stata avara di soddisfazioni. Abbiamo onestamente fatto un passo indietro nonostante siamo arrivati in fondo a due tornei.

L’obiettivo della prossima stagione sarà quindi il solito: imparare da questi errori, migliorare, vincere.

 

NOTE: serata caldissima. Spettatori, circa 100. Finale di Champions League: Mercatino del Cellulare – Real Plaza Gasparri 2-1. Capocannoniere Todisco (Real Plaza Gasparri). Miglior giocatore del torneo: Lucidi (Centro Ceramiche Paglialunga). Miglior portiere: Perrone. Squadra Fair Play: Prison Break.

PAGELLE DELLA FINALE E DELLA STAGIONE

PERRONE: 6.5 cap.

Migliore in campo per l’Olympic in questa finale. Sempre concentrato non sbaglia un intervento e in un paio di situazioni strappa la palla ad avversari che lo puntano nell’uno contro uno.

Allevia parzialmente la delusione per la settima finale persa della sua carriera nell’Olympic vincendo il trofeo per il miglior portiere del torneo. Questa onorificenza, che non otteneva dalla stagione 2002/2003, per il nostro capitano è come una rinascita dopo una difficile prima metà di stagione in cui ha provato a giocare nel ruolo di attaccante che tante soddisfazioni gli aveva portato nella stagione scorsa e che invece durante la PSC gli aveva dato solo delusioni ponendolo ai margini della rosa dei titolari complice anche l’esplosione di Damiano Pacifici.

Questo è un punto di partenza interessante per la prossima stagione in cui dovrà decidere in che ruolo proseguire la sua carriera.

RENCRICCA A. : 5.5

A fine partita è probabilmente il giocatore più deluso dell’intera squadra. Probabilmente neanche lui sa spiegarsi il perché la squadra si sia sfaldata a tal punto nella ripresa e perché lui stesso abbia cominciato a commettere errori strani per un elemento del suo calibro.

Purtroppo (o per fortuna!) questa sconfitta è già storia mentre le sue tante ottime prestazioni in questa stagione rimarranno un ottimo biglietto da visita per la prossima annata. Ci ricorderemo delle tante volte che la squadra ha dovuto schierarlo come unico difensore caricandolo di enormi responsabilità e ci ricorderemo dei suoi tanti gol, ben 26, che lo hanno portato al secondo posto della Scarpa d’Oro 2009, un risultato enorme per un difensore e che potrebbero fruttargli dei buoni piazzamenti nei premi stagionali.

SACCHI: 5.5

In semifinale contro il Prison Break si era capito subito che non era a posto fisicamente e lui stesso aveva dichiarato che scendeva in campo unicamente per onorare la maglia. In questa finale le sue condizioni precarie, diretta conseguenza degli almeno tre infortuni seri di questa travagliata stagione, lo hanno limitato molto nel rendimento e ciò ha influito pesantemente sul rendimento della difesa che in PSC aveva subito pochissime reti.

La stagione di Sacchi è stata un entrare e un uscire continuamente dall’infermeria e i tifosi hanno dovuto spesso rinunciare a veder giocare la Pigna d’Oro 2008. Nonostante ciò Sacchi è riuscito a raggranellare ben 30 presenze e 32 gol e le sue tante belle prove condite da gol spesso decisivi ne fanno uno dei maggiori candidati alla Pigna d’Oro 2009. Se la vincesse sarebbe la prima volta nella storia che un giocatore vince il trofeo per due anni di fila.

RIPANUCCI: 6

Il metronomo dello scacchiere gialloblù anche ieri sera ha messo al servizio della squadra le sue geometrie, i suoi inserimenti che hanno fruttato un gol e mezzo all’Olympic. Prima ha fornito a Sforza un tiro assist che l’attaccante ha deviato in rete e poi ha concluso lui stesso un’azione bellissima in cui ha letteralmente squarciato la difesa avversaria palla al piede. Ci sono degli errori che possono essere addebitati anche a lui ma in generale è stato il più positivo della difesa confermando ancora una volta la bontà del suo acquisto avvenuto nel mercato invernale.

Ripanucci è arrivato un po’ in sordina, senza fanfare né presentazioni hollywoodiane eppure il giocatore ha saputo mettere tutti d’accordo collezionando 19 presenze e 15 gol il tutto in sole partite ufficiali. Purtroppo per motivi di regolamento legati al numero delle presenze non potrà concorrere per la Pigna d’Oro ma diventa un ottimo candidato per altri premi.

TANI: 5.5

Finale di stagione reso complicato da un paio di infortuni a catena rimediati nell’ultimo mese. Si vede quindi che non è il Tani “mago” della Premier Soccer Cup e nemmeno quello “prestigiatore” della prima parte della Green Cup. Anche ieri ha cercato di dare quel che poteva ma si capiva che senza birra nelle gambe è difficile fare magie.

Per lui questa è stata la prima stagione da titolare con questa maglia, la stagione in cui è riuscito in poco tempo a farsi amare dai tifosi e in cui si è distinto per le sue giocate da fantasista che hanno fruttato ai compagni assist modello scatola di cioccolatini e a lui qualche rete importante e un titolo di miglior giocatore del Ventennale davvero meritato.

Sembra un veterano, in realtà era solo la prima esperienza con l’Olympic quindi a settembre ricominciamo da qui.

SFORZA: 6

L’aveva detto a tutti che appena avrebbe rivisto il colore delle maglie dei The Boys si sarebbe trasformato nuovamente nel cannoniere di inizio stagione e così è stato infatti è riuscito a segnare per la quarta volta in quattro partite contro Imbembo e compagni con un gol in cui finalmente si vede il fiuto per la rete che sembrava sopito. Inoltre si merita la sufficienza per quanto ha combattuto gomito a gomito con gli avversari, come ha sempre fatto quando non veniva il gol, elemento che ha contribuito fortemente alla nascita del primo Sforza Fan Club già alla sua prima stagione con l’Olympic.

Ha cominciato con un esordio scoppiettante, poi si è un po’ fermato ma è innegabile che è nato per giocare con la maglia gialloblù addosso. Insieme a Ripanucci e a Damiano Pacifici si giocherà il trofeo per il miglior esordiente della stagione 2008/2009, stagione in cui ha collezionato ben 38 presenze e 30 gol.

BRUSCO: 5.5

Dopo due partite giocate ad altissimo livello in finale non riesce ad esprimersi al top delle sue possibilità ed è un vero peccato perché ha avuto la possibilità di battere il portiere avversario per due volte ma in entrambe le circostanze ha difettato nel controllo di palla.

Ci vogliamo comunque complimentare con il finale di stagione di Juan che nella Green Cup ha sempre giocato a buoni livelli facendo registrare un ruolino di 7 presenze e 4 reti tutte molto belle. Se migliorasse anche nel gioco senza palla diverrebbe un vero concorrente di Gennari ma per il momento apprezziamo i suoi sforzi e le sue prestazioni in cui non manca mai qualche perla di tecnica pura.

GENNARI: 5.5

Il cannoniere principe dell’Olympic segna il 31° gol in Green Cup e consolida il suo primato nella Scarpa d’Oro 2009, trofeo che si aggiudica definitivamente per la prima volta in carriera. Purtroppo la sua non è stata una serata memorabile-. Raramente si è liberato al tiro e, gol a parte, ha spesso allargato eccessivamente l’angolo della conclusione spedendo a lato. Il rimpianto peggiore della sua prova è stato il tiro libero sbagliato nel finale e con il quale ha negato all’Olympic il pareggio a pochi minuti dal fischio finale.

PAGELLE DELLA STAGIONE DEI GIOCATORI NON PRESENTI ALLA FINALE

Come ogni stagione anche in questa l’Olympic ha schierato tanti elementi che hanno avuto fortune alterne nella nostra squadra. Doverosamente cominciamo da un titolare come Gianluca Bisogno che dopo essere stato protagonista per tutta la stagione ha dovuto rinunciare alle ultime gare per impegni personali. Il numero 7 gialloblù ha collezionato la bellezza di 43 presenze e 19 gol e rispetto alla scorsa stagione è stato meno decisivo pur garantendo sempre impegno e tanti assist.

Anche Alessandro Santolamazza ha messo da parte un cospicuo numero di presenze anche se tutte nella prima parte della stagione. Da ricordare alcune sue belle prestazioni nella preparazione estiva e in PSC anche se per lui sarà memorabile la vittoria da capitano nel Torneo del Ventennale.

Chi invece in questa stagione ha ripreso il discorso interrotto l’anno scorso è stato Davide Baldi che è rientrato dopo un lungo infortunio e ha deliziato i tifosi con alcune perle d’autore. Il suo percorso di recupero però dovrà continuare nella prossima stagione.

Chi invece è un po’ uscito di scena è stato Fabio Tagliaferri il quale ha dovuto rifiutare parecchie convocazioni a causa di impegni di lavoro arrivando a giocare una sola volta in gare ufficiali in tutta la stagione. Anche se ha giocato solo 8 gare in tutta l’annata va comunque ricordato per essere uno dei cinque giocatori che hanno vinto il Ventennale.

Proseguiamo con tre portieri con storie diverse: 8 presenze per l’esordiente assoluto Damiamo Pacifici che entrato nel giro gialloblù facendo vedere grandi cose nonostante la giovane età ma che alla fine si è rivelato solo una meteora.

Grane rimpianto per Johan Sirbu che nella stagione scorsa è stato un protagonista delle due coppe vinte ma che in questa annata ha giocato solo in 5 amichevoli salutando poi la squadra in estate per tornare in patria.

Peccato anche per l’allontanamento di Alessandro Guarino che dopo tre stagioni da titolare è scivolato ai margini della squadra per sua stessa volontà.

Concludiamo il discorso con cinque elementi che si sono affacciati in prima squadra solo per poche partite: Paolo Careddu era inserito nella lista della PSC ma non è riuscito a ritagliarsi il suo spazio in squadra. Stefano Pacifici ha giocato 3 partite in Green Cup ma dopo qualche errore è stato sostituito da Perrone. Daniele Rossi, Francesco Bonanni e Francesco Ponzetti hanno avuto poco tempo per convincere la società anche se quest’ultimo, in virtù delle ottime prove negli stage societari, verrà convocato anche nella prossima stagione.

Ringraziamo infine tutti quei giocatori che hanno partecipato agli stage della società e tutti quelli che hanno partecipato al Torneo del Ventennale.

Desidero ringraziare anche l’organizzazione dei tornei alla Madonnetta e, dulcis in fundo, tutti i nostri tifosi e in particolar modo Francesca Di Santo e Simona Freddi che tanto si sono sacrificate per seguire la grande, cara, vecchia Olympic.

A tutti un arrivederci alla stagione 2009/2010!

Olympic 2000 – Prison Break 3-3 (5-4 d.c.r.)

Buon giorno a tutti e come potrebbe non essere un buongiorno per tutti voi che amate l’Olympic?!? Siamo in finale, di nuovo, vogliamo vincerla!!!
Pubblico commento, pagelle e foto.
Arrivederci!
MARTEDI’ 21 LUGLIO 2009, ORE 21.30
STADIO DELLA MADONNETTA
COPPA UEFA GREEN CUP, SEMIFINALE
OLYMPIC 2000   –   PRISON BREAK
3-3 (1-2)
5 a 4 dopo i calci di rigore

 

MARCATORI OLYMPIC:

2 SACCHI

1 BALDI

 

Il giorno dopo l’ennesima impresa da romanzo ci sediamo di fronte ad un computer per raccontare le gesta dei nostri ragazzi che ieri sera hanno inanellato un’altra perla nella collana ormai lunghissima e sconfinata della storia gialloblù.

Troppo bella questa stagione per farla finire ieri, troppo bella per non concluderla con un’altra finale, la seconda in questa stagione dopo quella di Premier Soccer Cup. I nostri ragazzi hanno voluto fortemente questa vittoria, desiderandola ardentemente anche quando il Prison Break vinceva di due gol e mancava poco alla fine, volendola a tutti i costi anche nella serie finale dei calci di rigore. L’hanno voluta per il prestigio, sicuramente, ma più di tutto l’hanno voluta per allungare questa storia, questa stagione, stare insieme per un’altra notte magica.

Dopo aver visto i The Boys devastare il Gruppo Clark i gialloblù hanno pensato che forse sarebbe stato meglio arrivare secondi nel girone per affrontare la formazione blu invece che i bianchi di Emiliano Branchi, una squadra che ricordava moltissimo il Real Acilia delle scorse stagioni e che per i nostri colori aveva un significato particolare.

Le ultime cinque stagioni hanno sempre avuto un crocevia importante dove questa squadra ci aspettava e forse era destino che nonostante il cambio di torneo e di campo di gioco questi nostri storici avversari ci seguissero dal Kristall.

Al calcio d’inizio il Prison Break si presentava senza Aschettino: l’ex difensore dell’Olympic, che ad onor del vero aveva giocato una sola volta in tutta la stagione con questa squadra, rifiutava la convocazione in mattinata ma era l’unica assenza del Prison. L’Olympic invece doveva fare i conti con due assenze pesanti, quella del bomber Gennari e quella del centrocampista Bisogno.

I tifosi erano molto preoccupati per l’assenza di Gennari visto che nella seconda parte di stagione i risultati dell’Olympic erano fortemente dipesi dalla presenza della sua punta di diamante però si potevano consolare con il buon momento di Brusco e con il rientro di Sacchi che, nonostante i tanti infortuni muscolari accusati durante la stagione, non voleva mancare questo importante appuntamento.

In un primo tempo in cui il Prison Break ha giocato meglio dell’Olympic erano comunque i gialloblù ad andare in vantaggio grazie a Davide Baldi. Il fantasista prima sprecava una buona occasione per aprire le danze ma poco dopo si rifaceva concludendo degnamente uno scambio con il prolifico Brusco.

Gli avversari, per l’occasione fratinati d’arancio, però non accusavano il colpo e giocavano il loro calcio fatto di infiniti passaggi e possesso di palla. Per un po’ il nostro fortino ha retto bene concedendo solo qualche tiro pericoloso ben controllato da Perrone ma alla lunga l’assedio ha rotto le nostre linee e il Prison Break è riuscito a segnare due gol.

L’1 a 1 è nato sugli sviluppi di un’azione da calcio d’angolo che ha permesso ad un avversario di tirare indisturbato dal limite dell’area. Perrone si è opposto bene in uscita ma la palla è carambolata sul corpo di Rencricca che rendeva vano l’intervento del capitano e di Sacchi.

Il vantaggio dei bianchi invece è stato un contropiede magistrale che ha trovato due avversari ad affrontare il solo Rencricca. Il tiro vincente è stato scoccato da Branchi che di punta infilava beffardamente Perrone.

L’arbitro fischiava la fine dei primi venticinque minuti di gioco sul 2 a 1 per il Prison che comunque nel finale di frazione ringraziava la sorte per una traversa colpita da Rencricca su calcio di punizione dalla sinistra.

Il secondo tempo era da Olympic: la nostra squadra cadeva, veniva quasi abbattuta ma poi risorgeva e conquistava la finale meritatamente. A metà frazione uno sfortunato autogol di Brusco sembrava consegnare la finale al Prison Break ma quando mancavano meno di dieci minuti Perrone chiamava un time out e rivoluzionava la formazione passando dal 2-2 al 3-1 con Rencricca, Sacchi e Ripanucci dietro e un solo attaccante davanti modello fase finale di PSC.

La mossa dava i suoi frutti e proprio come in una partita dello scorso torneo invernale Sacchi accorciava le distanze su calcio di punizione. A cinque minuti dalla fine era ancora la Pigna d’Oro 2008 a trovare l’angolino giusto su assist di Ripanucci e nel finale incandescente era sui piedi di Tani che capitava la palla della vittoria. Purtroppo il numero 11 dei Parioli trovava solo un’abile deviazione del portiere e così si andava alla lotteria dei calci di rigore per la terza volta in questa stagione dopo i quarti di Coppa d’Inghilterra contro il West Ham e i quarti di PSC contro l’M&M.

I primi cinque rigori non bastavano per decidere il vincitore della sfida. Perrone parava un rigore ma Tani falliva il suo penalty. Nella prima serie ad oltranza il capitano gialloblù parava un altro tiro ma anche questo match point veniva fallito da Baldi. Al settimo rigore il portiere del Prison Break tirava alto mentre Sforza scagliava la sua palla in rete scatenando la gioia quasi incredula dei nostri tifosi.

E ora un’altra finale, un’altra serata insieme, un po’ diversa perché sarà l’ultima della stagione, perché in palio c’è la Coppa UEFA che abbiamo vinto l’anno scorso e abbiamo perso in finale nel 2006 e nel 2007.

Mettiamo il cuore nei prossimi cinquanta minuti come abbiamo fatto ieri e non esisteranno rimpianti, anzi, forse avremo una coppa di più in bacheca.

 

NOTE: serata ventilata. Spettatori, circa 10. Serie finale dei rigori: #1 Prison Break gol, Rencricca gol. #2 Prison Break gol, Ripanucci gol. #3 Prison Break parato, Sacchi gol. #4 Prison Break gol, Tani parato. #5 Prison Break gol, Perrone gol. Ad oltranza: #6 Prison Break parato, Baldi fuori. #7 Prison Break alto, Sforza gol.

PAGELLE

PERRONE: 7.5 cap.

Partita leggendaria per un finale di stagione in crescendo. Durante i tempi regolamentari para tutto volando sui missili di Branchi e compagnia cantante poi nel roulette russa dei rigori sventa due conclusioni del Prison e segna quando tocca a lui tirare. Lunedì prossimo giocherà la sua tredicesima finale con l’Olympic.

RENCRICCA A. : 7.5

Unico giocatore insieme a Perrone a giocare per tutti i cinquanta minuti passa tutta la serata a fare a sportellate con gli avversari in un rodeo selvaggio senza cavalli né tori. Sfortunato a deviare in rete la palla del pareggio avversario nel primo tempo e quando colpisce la traversa su calcio di punizione ma sono solo dettagli di una serata di grande calcio per il nostro libero che si riprende prontamente dopo la brutta figura contro i The Boys della settimana scorsa.

Lunedì li avrà nuovamente di fronte e sicuramente sarà tutta un’altra storia.

RIPANUCCI: 7.5

Una garanzia, un giocatore, un uomo, per tutte le stagioni. Tosto quando c’è da combattere, elegante nei momenti giusti, mai un passaggio sbagliato, una movimento fuori posto. E per la prima volta lo vediamo anche discutere animatamente con gli avversari nel finale di partita. Insomma una prova da gigante per questo giocatore che in pochi mesi ha conquistato tutti a suon di prestazioni importanti, gol e assist come quello per Sacchi che ieri sera ha fruttato il 3 a 3.

SACCHI: 7.5

Lo ammettiamo senza problemi, non ha giocato una delle sue partite superbe come faceva quest’inverno. Ha stentato ad entrare in partita, nel primo tempo ha sbagliato parecchi passaggi facili e non riusciva a spezzare il fiato dopo la lunga assenza (non giocava dal 4 giugno ma in realtà l’ultima partita da titolare era stata la finale di PSC il 23 febbraio). Poi però nella ripresa trova qualcosa dentro di se e si trasforma, sembra il campione di qualche mese fa e della stagione scorsa e la curva comincia a urlare e applaudire fino a che lui non realizza i sogni dei tifosi con due gol che mandano insperatamente l’Olympic a giocarsi la finale ai rigori. Lunedì può definitivamente gettarsi alle spalle tutti i suoi problemi con una coppa che sarebbe una liberazione dopo mesi di sofferenza fisica e psicologica nel vedere i compagni giocare senza di lui.

BALDI: 7

Mezzo voto in più per il bellissimo gol che porta l’Olympic in vantaggio e con cui si congeda dall’Olympic: purtroppo lunedì non ci sarà visto che sabato partirà per le vacanze ma in questa stagione ha già fatto molto tornando dopo tanti mesi senza calcio e riprendendosi il giusto posto nella squadra in cui aveva cominciato un discorso nella scorsa stagione poi interrotto bruscamente a causa dell’infortunio. Sbaglia clamorosamente il suo rigore nella serie finale ma quando tutto finisce è fra i più felici dimostrando grande attaccamento alla maglia.

TANI: 6

Probabilmente è il giocatore meno in forma della rosa in questo periodo ma è giustificato dal fatto che in questa seconda parte di stagione raramente gli infortuni gli hanno dato tregua negandogli continuità fisica e atletica. Nel finale ha la chiara possibilità di portare l’Olympic sul 4 a 3 ma non riesce a battere il bravo estremo difensore dei bianchi di Acilia.

SFORZA: 6.5

Che combattente ragazzi! Certo, sarebbe meglio se migliorasse negli stop e nei passaggi negli spazi stretti della difesa avversaria però combatte, combatte e combatte come nessun attaccante della nostra rosa fa. Non ha occasioni per battere a rete però a fine gara la sua maglia si può strizzare fino a riempirci un catino.

BRUSCO: 7

La stampa aveva caricato la sua convocazione e, suo malgrado, era diventato il gialloblù del momento a causa della bella prestazione contro i The Boys e per l’assenza di Gennari. Lui però non si spaventa per queste grandi responsabilità e conferma di essere in un buon momento. Magistrale nell’azione dell’1 a 0 dell’Olympic quando da il via all’azione dribblando un avversario sulla fascia sinistra, poi si posta sulla destra e serve un assist perfetto a Baldi che gli aveva chiesto lo scambio. Anche nella finale di lunedì scenderà in campo con tanti occhi addosso.

Olympic 2000 – C.C. Paglialunga 0-2

Buon pomeriggio. Pubblico (tristemente) commento e pagelle della gara di ieri. Per le foto e un servizio della partita vi rimando a domani causa attesa del materiale dalla nostra inviata Simona Freddi.
GIOVEDI’ 4 GIUGNO 2009, ORE 20.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GREEN CUP, PRIMA FASE, GIORNATA XII
OLYMPI 2000   –   CENTRO CERAMICHE PAGLIALUNGA
0-2 (0-0)

 

MARCATORI OLYMPIC:

Nessun marcatore

 

La più bella, la più concentrata, la più compatta Olympic delle ultime partite ha perso ieri sera per 2 a 0 contro il Centro Ceramiche Paglialunga nella sfida valida per la dodicesima giornata di Green Cup.

Questo il laconico bollettino della serata di ieri che ha visto i gialloblù perdere la terza partita consecutiva, questa volta contro la prima forza del campionato contro la quale non è servito offrire la migliore prestazione di questo ultimo periodo così avaro di prestazioni.

Mancava il bomber Gennari, mancava il nostro difensore porta fortuna Santolamazza e mancava anche Tani la cui ultima visita medica ha però incoraggiato giocatore e società. Ricordati gli assenti menzioniamo anche coloro i quali hanno provato a interrompere la striscia negativa della nostra squadra. Capitan Perrone ha difeso la porta dietro al trittico Rencricca, Ripanucci, Sacchi con quest’ultimo ancora non in perfette condizioni e alla ricerca di minuti da mettere nelle gambe. Completavano la lista dei convocati tre attaccanti come Bisogno, Sforza e Baldi.

La bravura dell’Olympic contro la squadra prima in classifica (in coabitazione con la Svezia) è stata quella di rimanere compatta per tutta la partita offrendo agli avversari pochi spazi. Purtroppo il Centro Ceramiche dimostrava costantemente di meritare la prima piazza della classifica e gira e rigira qualche spazio per concludere a rete lo trovava.

In almeno tre situazioni ci ha pensato Perrone a sventare in extremis le occasioni create dagli avversari mentre la Dea Bendata ha provveduto al resto indirizzando un tiro sulla traversa con il capitano battuto.

Noi cosa abbiamo creato? Poco. Un’occasione a testa per Sforza e Baldi le cui conclusioni si rivelavano troppo deboli per impensierire l’estremo difensore arancione e una solare occasione da gol per Ripanucci che per poco non faceva esplodere la parte di stadio di fede gialloblù portando in vantaggio l’Olympic. Purtroppo due tiri consecutivi del centrocampista finivano sul palo e in tribuna invece di applaudire si cominciava a mugugnare.

La fiera delle occasioni sbagliate dagli avversari era però destinata a finire quasi a metà secondo tempo. Il Centro Ceramiche per riuscire a superare la valida opposizione dei nostri difensori alla fine è dovuta ricorrere ad un vero e proprio jolly pescato da cilindro. Durante un’azione particolarmente veloce dei nostri avversari la difesa gialloblù per un istante è andata in confusione e ha concesso ad un centrocampista arancione di caricare un tiro dalla fascia sinistra. Perrone non ha potuto fare niente stavolta perché il tiro era perfetto per potenza e precisione. 1 a 0.

Purtroppo vorrei raccontarvi di un’Olympic che ha cercato disperatamente il pareggio invece i nostri giocatori nella ripresa non hanno mai seriamente inquadrato la porta e gli avversari hanno raddoppiato in contropiede. 2 a 0 e sconfitta giusta per i nostri ragazzi che vanno comunque elogiati per la buona prova.

Ma anche strigliati perché i tifosi hanno ragione a gridare che giocando come ieri sera saremmo arrivati a questo punto con qualche punto in più. A che serve ora recriminare? A niente certo però dobbiamo riconoscere che questa situazione di classifica sempre più precaria (in ottica Champions) è dovuta solo ed esclusivamente a nostre colpe-

Prossima sfida martedì 9 giugno contro il Mercatino del Cellulare, penultimo avversario di questa prima fase in cui fortunatamente le nostre dirette avversarie per l’ottavo posto continuano a perdere. Ma poi ce lo meritiamo veramente questo ottavo posto?

 

NOTE: serata calda e umida. Spettatori, circa 20.

PAGELLE

PERRONE: 7 cap.

Per quasi tre quarti di gara tiene a galla l’Olympic con ottime parate (una nel primo tempo da mettere nella top ten della sua carriera) poi si deve arrendere senza colpe ai due gol avversari.

RENCRICCA A. : 5.5

Benino come difensore anche se nel primo tempo lascia troppa libertà al cannoniere del Paglialunga che per tre volte gli sfugge e la terza colpisce la traversa. Malino invece come costruttore di gioco con l’attenuante dello scarso movimento fatto dagli attaccanti.

Aggancia Tarallo al terzo posto della classifica presenze in gare ufficiali con ben 126 battaglie tra tornei e campionati.

SACCHI: 6

Non è certo il Sacchi della fase finale della Premier Soccer Cup ma merita una sufficienza considerando il lungo periodo di stop da cui proviene. La versione attuale deve ancora ritrovare la forma dopo l’infortunio e riprendere confidenza con il campo. Purtroppo a metà ripresa deve uscire per una contrattura che potrebbe rimandarlo in infermeria ancora una volta.

RIPANUCCI: 6

Il maggior rimpianto della sua prestazione è quel doppio, incredibile palo colpito sullo 0 a 0, episodio quasi surreale all’interno di una prestazione in cui come al solito difende con diligenza e tenta di fare delle sortite in attacco purtroppo senza fortuna.

BISOGNO: 6

Conferma la buona prestazione offerta contro il Moviola con una prova di altrettanto valore. Non si rende mai pericoloso ma combatte per cinquanta minuti filati senza mai tirare indietro la gamba e perdendo raramente i contrasti in cui si getta senza paura.

BALDI: 5

Convocato in extremis dopo il forfait di Santolamazza. Certamente la condizione atletica non lo supporta a pieno e gli arrivano pochi servizi ma lui ci mette dal suo impantanandosi in situazioni senza uscita e con scarse possibilità di successo. Si vede che può dare qualcosa ma i tifosi ancora devono scoprire cosa.

SFORZA: 5

Nelle intenzioni della vigilia avrebbe dovuto giocare al massimo per dimostrare di poter interpretare il ruolo dell’assente Gennari. Il risultato è una prestazione con tanto impegno, glielo riconosciamo ma anche poco movimento, zero occasioni da gol e una condizione fisico atletica totalmente deficitaria. Che fine ha fatto l’attaccante che all’esordio segnava cinque gol alla Svezia?

Olympic 2000 – Moviola 5-6

Buon pomeriggio a tutti. Ecco il commento e le pagelle dl derby di ieri sera, un derby amaro per tutti noi gialloblù. Il sito verrà invece aggiornato con l’album fotografico dell’incontro in tarad serata, quando una delle nostre fotografe ufficiali, Simona Freddi, ci invierà il materiale.
GIOVEDI’ 28 MAGGIO 2009, ORE 21
STADIO DELLA MADONNETTA
GREEN CUP, PRIMA FASE, XI GIORNATA
OLYMPIC 2000   –   MOVIOLA
5-6 (1-4)

 

MARCATORI OLYMPIC:

3 BISOGNO

1 RIPANUCCI

1 SACCHI

 

Neanche il derby con il Moviola è servito per dare all’Olympic motivazioni, grinta, determinazione o perlomeno non nei “primi” trentacinque minuti di gioco ovvero il periodo in cui i ragazzi di Daniele rossi hanno imperversato in lungo e in largo nella difesa gialloblù.

E’ stata una partita strana, piena di contraddizioni per un’Olympic che cercava il riscatto dopo il KO contro il West Ham e soprattutto punti per una qualificazione alla Champions League che, nonostante le tante partite perse, rimane ancora possibile. Le contraddizioni mostrate dagli uomini capitanati da Perrone sono state innanzitutto palesi sul piano psicologico perché è vero che la squadra ha subito quattro gol nel primo quarto d’ora di gioco ma poi è riuscita a rialzarsi e, trascinata da un Bisogno in formato Confederations Cup è arrivata, è arrivata ad un soffio da un pareggio che sarebbe servito a poco per la classifica ma molto per il morale sia dei giocatori che dei tifosi che invece hanno abbandonato la Madonnetta mesti e delusi.

I sostenitori gialloblù tenevano molto a questa partita per evidenti ragioni: era un derby storico, tradizionale, con due precedenti in finali di Coppa UEFA con una vittoria per parte ma evidentemente il Moviola è stato più bravo a trovare le motivazioni per uscire dal proprio personale periodo storto.

Proprio per tentare di sfuggire ad una classifica ancor meno esaltante di quella dell’Olympic il Moviola scendeva in campo con la miglior formazione possibile mentre i gialloblù, nonostante le assenze di Rencricca, Tani e Sforza, potevano schierare comunque sette giocatori di tutto rispetto tra i quali figurava il nome di Gianluca Sacchi, al rientro dopo più di tre mesi.

Oltre ad un approccio alla gara ormai divenuto tristemente abituale i nostri ragazzi si sono resi colpevoli anche degli stessi errori in fase difensiva a cui ci stiamo abituando: gli avversari scendono in tre e un giocatore proveniente dalle retrovie riesce sempre a beffarci convergendo verso il centro e battendo Perrone. Non riusciamo ad uscire da queste situazioni che ormai sembrano replay della stessa azione. Non riesco proprio a spiegarvi il perché senza tornare alle conclusioni tratte dopo le batoste subite da West Ham, New Team, Real e chi più ne ha più ne metta.

L’unico gol gialloblù della prima frazione lo segnava Gianluca Bisogno che ieri sembrava Cristiano Ronaldo o forse solo se stesso quando decide di azionare quel quid in più che spesso dimentica di avere. Il numero 7 era bravissimo a cogliere in contro tempo il portiere del Moviola con un destro a brucia pelo scagliato subito dopo un contrasto vinto con un difensore.

Si andava al riposo così, con i nostri giocatori arrabbiati con se stessi per i tanti errori.

Nel secondo tempo è andata globalmente meglio anche se la necessità di scoprirsi della nostra difesa ha permesso al Moviola altre due segnature evitabili. Il tennistico passivo di 6 a 1 a un quarto d’ora dalla fine è stata la goccia che ha fatto debordare il vaso delle coscienze dei nostri giocatori che finalmente hanno deciso di mettere la quarta.

E forse in questa fase della gara i tifosi si sono arrabbiati ancora di più con la nostra squadra perché l’Olympic riusciva a mettere alla frusta gli avversari e i gol arrivavano uno dopo l’altro. Bisogno segnava il secondo e il terzo gol intervallati dal gol di Ripanucci mentre a quattro minuti dalla fine Sacchi segnava su rigore il quinto gol.

Nel frattempo il Moviola aveva il suo bel da fare per arginare i nostri attacchi e le ripetute irregolarità su Sacchi e Bisogno facevano arrivare il contatore dei falli a cinque. Purtroppo i nostri giocatori non riuscivano a guadagnarsi il sesto fallo necessario per ottenere il tiro libero e nel recupero prima Baldi colpiva una clamorosa traversa mentre Ripanucci sprecava un’ancora più clamorosa occasione da solo davanti al portiere.

Finiva così il quarto derby ufficiale della stagione dopo quello vinto in PSC contro lo stesso Moviola e i due persi contro la Svezia. Il Moviola festeggiava mentre l’Olympic, proprio come la statua del pensatore, si interrogava senza risposta sulla propria involuzione e sugli ancora più misteriosi modi di uscire da un tunnel lungo e buio.

 

NOTE: serata calda. Spettatori, circa 3.

PAGELLE

PERRONE: 6 cap.

A parte un difetto di reattività sulla quarta rete del Moviola argina bene gli attacchi avversari. Ingaggia un vero e proprio duello con Diego Ugolotti che già, con la maglia del Pizza & Fichi, aveva strappato all’Olympic il torneo Kristall nella finale persa ai rigori del 27 luglio 2004.

SACCHI: 6

Rientra dopo tre mesi e cinque giorni ovvero proprio dalla finale di Premier Soccer Cup contro la Svezia. Si vede che non è al top, e non potrebbe essere diversamente, però con lui la difesa potrà finalmente tornare quella della prima parte di stagione, o almeno lo speriamo. Segna su rigore il suo 30° gol stagionale ma viene anche ammonito.

RIPANUCCI: 6

In avvio di gara anche lui sbanda come il resto della squadra e ne siamo rimasti stupiti perché raramente questo giocatore sbaglia i movimenti difensivi. Da metà secondo tempo in  poi comunque acquista la solita sicurezza e la sua prestazione in crescendo culmina con la terza rete dell’Olympic segnata con un inserimento preciso.

SANTOLAMAZZA: 5.5

Molta grinta, molto cuore ma commette almeno un paio di errori che portano direttamente il Moviola a segnare. Ci è comunque piaciuto il suo carattere nelle situazioni in cui sembrava che l’Olympic dovesse affondare mentre lui non ha mai rinunciato a mettere la gamba in ogni contrasto.

BISOGNO: 7

Se tutti avessero giocato come lui l’Olympic avrebbe vinto 10 a 0! Riesce a infondere nella sua prestazione tutta la rabbia agonistica, la voglia e la grinta che non era riuscito a trovare nell’altro derby contro la Svezia e vince praticamente ogni contrasto, ogni duello senza considerare la splendida tripletta, un paio di bei tiri sfortunati e il rigore procurato.

Questa prestazione però deve essere un insegnamento in primo luogo per lui perché vorremmo che si rendesse conto che un giocatore che ha queste doti le deve riuscire a esprimere in ogni gara.

BALDI: 5.5

Nonostante si dimostri un po’ lento e soprattutto macchinoso si fa apprezzare per il gioco a centrocampo. Purtroppo non riesce a creare nulla di importante o degno di menzione ma se il tiro finito sulla traversa nel finale fosse entrato adesso staremmo a parlare di un’altra mattinata e altri titoli di giornale.

GENNARI: 5

E’ stato il giocatore più deludente del derby, quello su cui puntava di più la squadra e quello che ha deluso di più. Ammettiamo che ha trovato anche un po’ di sfortuna sulla sua strada ma oggi non sembrava certo l’attaccante che conosciamo ed è stato spesso sostituito senza grossi rimpianti.

It’s derby time!

Buongiorno a tutti amici gialloblù.
Sono passate poche ore dal trionfo del Barcellona in Champions League, i tifosi stanno via via ritornando in Spagna e in Inghilterra ma l’aeroporto di Fiumicino è nuovamente preso d’assalto dai supporters, questa volta dell’Olympic e del Moviola, che stanno accorrendo nella capitale per il derby di stasera.
Il calcio d’inizio è previsto per le 20.50 e l’Olympic, oltre alle previste rinunce di Rencricca e Tani deve fare i conti con un’altra dolorosa defezione. Nella notte infatti Frnacesco Sforza ha comunicato alla società che non ce la farà essendo ancora fortemente influenzato. L’attaccante ha quindi augurato ai compagni un gorssa in bocca al lupo così come avevano già fatto gli altri indisponibili e seguirà la partita da casa.
Ecco quindi la formazione ufficiale che schiererà l’Olympic stasera alla Madonnetta:
1. PERRONE Fabrizio
8. SACCHI Gianluca
16. RIPANUCCI Emiliano
6. SANTOLAMAZZA Alessandro
7. BISOGNO Gianluca
10. BALDI Davide
16. GENNARI Emanuele
E’ in gioco l’onore dell’Olympic e la classifica del girone che per i gialloblù, in caso di sconfitta, si farebbe davvero complicata.
Domani il sito verrà aggiornato, come al solito, con commento, pagelle, foto e commenti dei presenti e degli assenti.
In bocca al lupo Olympic!