Il miglior gialloblù in campo è stato: Filiberto Tarallo
MARCATORI OLYMPIC:
1 TARALLO
Chiudere la stagione porta sempre una certa quantità di tristezza. A volte è semplicemente malinconia e non necessariamente questo sentimento accompagna prestazioni negative: si può chiudere l’annata in trionfo e nonostante questo essere giù perché il viaggio insieme termina momentaneamente.
Purtroppo questa volta la tristezza è enorme perché la stagione si chiude con uno schianto fortissimo che ha fatto tremare le fondamenta stessa di questa squadra che per la prima volta dopo sei anni non arriva all’atto finale della competizione a cui iscritta. Da sei anni l’ultima gara della stagione era una finale mentre questa volta la corsa gialloblù finisce in un quarto di finale.
La delusione è stata fortissima vuoi perché la squadra si era ben comportata nelle due precedenti fasi, vuoi perché anche non essendo tra i favoriti sicuramente dall’Olympic ci si aspettava almeno l’entrata nel lotto delle migliori quattro del torneo.
Invece usciamo malamente dal Torneo di Clausura al termine di un match maledetto e strano. La vigilia era stata movimentata dal tentativo della società di spostare la partita a causa della contemporanea assenza di tutta la difesa titolare. Alla fine si è dovuto giocare nella data prevista quindi Rencricca e Santolamazza dovevano rinunciare alla sfida mentre in extremis Formiconi riusciva a essere presente.
E comunque la società si era ben preparata a questa eventualità infatti la settimana scorsa aveva organizzato uno stage e aveva convocato i due nuovi acquisti Sacchi e Gianluca Atzeni, due pezzi da novanta che avrebbero dovuto sopperire alle assenze dei titolari.
I tifosi erano nervosi prima del fischio d’inizio ma non più del solito perché quando lo speaker ha annunciato la formazione non si poteva certo dire che l’Olympic fosse in difficoltà. Quando senti scandire i nomi di Perrone, Formiconi, Sacchi, Atzeni, Bisogno, Tarallo, Tani e Sforza non puoi temere niente e nessuno.
Invece poi vai a vedere che i gialloblù di problemi ne avevano eccome.
Il 3 giugno scorso il Bar Amelì ci aveva battuto per 5 a 0 ma quello era stato un risultato in parte bugiardo perché l’Olympic era rimasta in partita quasi fino alla fine e si disse che la squadra si era approcciata male e senza concentrazione all’ultimo impegno del girone di qualificazione.
Certo, era stato evidente che i nostri avversari erano giovani, freschi, volenterosi e bravi, dannatamente bravi. Però era sembrata la tipica squadra di giovani promesse che di solito le vecchie volpi dell’Olympic riescono a domare con l’esperienza in partite importanti.
Purtroppo abbiamo affrontato una gara da dentro o fuori contro siffatto avversario con Sacchi, Tani e Tarallo giù di forma e i nuovi acquisti che per quanto sono campioni affermati sono stati letteralmente gettati nella mischia allo sbaraglio.
La mancanza di intesa tra i componenti della difesa è stata fin da subito letale e il risultato del primo tempo poteva essere ben più largo dell’1 a 5 con il quale le due formazioni sono andate al riposo. Formiconi è stato irriconoscibile e si è reso responsabile di due marcature dei bianco rossi tra cui il gol che ha sbloccato la gara mentre Perrone ha commesso una grave errore sullo 0 a 2 che ha spianato la strada agli avversari.
Il provvisorio gol dell’1 a 2 di Tarallo è stato solo un illusione perché gli attaccanti del Bar Amelì si sono presentati di fronte a Perrone tante, troppe volte e quando il capitano ha cominciato a parare ha rischiato di dover cambiare i guanti a causa dell’usura.
La ripresa è stata una sofferenza. I nostri non potevano stare con le mani in mano aspettando chissà quale grazie dal cielo e hanno cominciato ad attaccare. Il gioco offensivo gialloblù però è stato sterile e poco produttivo. Gli attaccanti non si sono resi pericolosi quasi mai e le proverbiali bombe da fuori area di Atzeni sono state imprecise oppure controllate dall’imberbe portiere avversario.
L’epilogo della partita ha visto il Bar Amelì creare altre palle gol e di reti Perrone ne ha subite altre tre frutto di altrettanti contropiede. Alla fine, quando l’arbitro ha fischiato la fine, le facce dei nostri giocatori erano tetre: Perrone e Formiconi hanno stretto le mani agli avversari quasi in stato di trance mentre i nuovi acquisti capivano a malapena cosa stessero facendo con quella maglia addosso su quel campo maledetto.
E quindi torniamo al punto di partenza in cui dicevamo che è sempre difficile chiudere una stagione, figurarsi una stagione del genere in cui abbiamo raggiunto una finale in modo inaspettato contando solo sulle forze dello zoccolo duro della squadra e siamo stati eliminati nel torneo successivo venendo tra virgolette traditi dai giocatori su cui avevamo fatto affidamento.
E’ stata la stagione dei clamorosi ritorni in squadra di Stefano Tagliaferri e di Formiconi, delle imprese invernali e delle due campagne acquisti fallite. In estate avevamo fatto affidamento su Catalin Buca mentre in primavera avevamo puntato tutto su Todisco. Alla fine solo Tarallo ha ripagato i tifosi e la società ma questo era facilmente prevedibile.
Cosa ci riserva il futuro? Al momento lo stato emozionale condiziona ogni previsione: sarà importante ricaricare la batterie e ritrovare motivazioni per cominciare al meglio la nuova stagione. Ecco già uno spunto interessante: il Bar Amelì, la cui media di età era sui 22 anni, ci ha battuto in tutto: contro di noi stati più gruppo, più forti, più motivati.
L’Olympic è apparsa vecchia e stanca, sarà stata un’impressione oppure i nostri giocatori hanno segnato il passo? Vi lascio con questo stimolante e al tempo stesso inquietante enigma.
NOTE
CLIMA Serata molto calda e umida
SPETTATORI circa 20
FORMULA Due tempi da 25 minuti ciascuno.
MAGLIA Olympic 2000 con divisa GOLD 2010.
PAGELLE
1. PERRONE: 5 cap.
L’errore sul gol dello 0 a 2 pesa troppo. Dopo di quello comincia a parare (impedisce anche al Bar Amelì di trasformare due tiri liberi) ma ormai la frittata era già stata fatta. Chiude un’ottima stagione con una prestazione che prima dimentica e meglio è.
8. FORMICONI: 5
Davvero irriconoscibile. Lo svarione che consegna la palla dell’1 a 0 al Bar Amelì è solo l’inizio della sua serata da incubo. Dopo quell’errore ne commette altri altrettanto gravi e si innervosisce troppo poi però si tranquillizza e almeno chiude il match in modo dignitoso.
Per lui vale lo stesso discorso fatto per il capitano: chiude una stagione molto buona con una prova totalmente sotto la media. Si può consolare con il ritorno in squadra dopo sei anni e un ritrovato amore tra lui e l’ambiente gialloblù.
19. SACCHI: 5.5
Nel giro di una settimana viene rimesso sotto contratto, provato in allenamento e scaraventato in una delle partite più importanti della stagione. Siamo stati magnanimi nella valutazione della sua prova proprio a causa di questa sequenza traumatica di avvenimenti che hanno coinvolto un giocatore che aveva problemi di tenuta anche quando si allenava regolarmente quindi figuriamoci dopo un periodo così lungo di inattività (erano sei mesi che non si allenava e addirittura quasi un anno che non giocava gare ufficiali).
Speriamo che nella prossima stagione possa rientrare nel gruppo perché tutti riconoscono le qualità di questo giocatore.
4. ATZENI G. : 5.5
Non indossava la maglia dell’Olympic dall’autunno del 2004 quindi anche per lui deve essere stato un bello choc essere gettato nella mischia di un match così importante senza avere un minimo di intesa con i compagni.
Nonostante questo ci aspettavamo un po’ di più, che prendesse per mano la squadra e la guidasse con l’esperienza fino a colmare le tante lacune evidenziate dall’Olympic. I tifosi si aspettavano che la sua presenza numero 46 fosse ricordata per un missile da fuori area invece lo sarà per la sua uscita mesta dal terreno di gioco.
7. BISOGNO: 5
Impalpabile, anzi, invisibile per tutta la serata. Peccato perché queste sono le sue partite, quelle che ama decidere con reti inaspettate e bellissime.
Il Bar Amelì ha rappresentato l’amara conclusione di una stagione più che soddisfacente sotto il profilo realizzativo. Tanti anche gli assist da lui prodotti, così tanti che la società dall’anno prossimo istituirà una speciale Scarpa d’Oro per premiare gli autori degli ultimi e decisivi passaggi.
11. TANI: S.V.
Non giocava da quasi un mese ed è stato subito chiaro di come questo ha influito sulla sua tenuta atletica.
Stagione comunque positiva in cui si è segnalato per prove in cui anche se giocava pochi minuti riusciva ad essere determinante segnando gol bellissimi e creando dal nulla assist per i suoi compagni. La stagione per l’Olympic si chiude in rosso ma la nascita del piccolo Federico rappresenta per il nostro maghetto il più cospicuo e bello dei risarcimenti.
13. TARALLO: 5.5
Ci aveva illuso con quel bel gol che aveva fatto riprendere per un po’ i tifosi prima del crollo definitivo delle loro speranze. Poi cala alla distanza perché comunque era da poco rientrato da un infortunio.
Possiamo comunque complimentarci con lui per il suo terzo rientro in squadra e in generale per la qualità delle prestazioni nel Torneo di Clausura, una competizione in cui ha collezionato 6 presenze e 10 gol, un bottino che suggerirebbe la società di confermare il fantasista, o almeno tenare di farlo perché la cosa dipende anche e soprattutto dagli impegni della Svezia, per la prossima stagione.
21. SFORZA: 5
Stagione quasi totalmente negativa fatta eccezione per alcune serate di grazia in cui l’attaccante sembrava poter tornare sui livelli della passata stagione. Contro il Bar Amelì non ha avuto e non si è creato nemmeno lo straccio di un’occasione ma nonostante ciò la società cercherà in tutti i modi di recuperarlo nella prossima stagione.
PAGELLE STAGIONALI DEI GIOCATORI NON PRESENTI ALLA PARTITA FINALE
Oltre ai giocatori scesi in campo contro il Bar Amelì l’Olympic ha schierato altri sedici giocatori durante la stagione. Vediamo chi sono e come si sono comportati. Partiamo inevitabilmente da Alessandro Rencricca, sugli scudi per tutta la stagione e assente ieri solo per impegni personali. Ottima stagione la sua, sia dal punto di vista delle prestazione difensive che su quello delle realizzazioni, chiude infatti con la bellezza di 39 reti segnate.
Di seguito ai titolari troviamo tre elementi che hanno giocato molte partite come Stefano Tagliaferri, Alessandro Guarino e Catalin Buca. Il primo è tornato in squadra dopo quattro anni e dopo 19 partite a buon livello (alcune ottime in verità) ha dovuto di nuovo salutare la squadra a causa di un brutto infortunio al ginocchio destro. Lo aspettiamo, speriamo, nel 2011.
Anche per Guarino questa è stata la stagione del rientro in squadra dopo una precedente annata in cui non aveva potuto dare la sua disponibilità. Il centrocampista è stato quello di sempre: generoso, combattivo e attaccato alla maglia. Una sicurezza. Purtroppo non possiamo dire altrettanto del romeno Buca: è stato il fiore all’occhiello della campagna acquisti della scorsa estate, la società e i tifosi ci avevano investito parecchio invece lui, dopo alcune buone prestazioni e tanti gol, si è allontanato progressivamente dalla squadra forse per problemi ambientali. Una vera e propria delusione.
Proseguiamo con chi invece ha trovato poco spazio partendo da Davide Baldi: doveva essere il suo anno, la stagione della consacrazione, invece il giocatore non è riuscito a fare il salto di qualità che gli si richiedeva. Recentemente lo abbiamo visto benissimo negli stage interni e la società ha deciso di dargli ancora fiducia a partire da agosto.
E’ andato invece benissimo Santolamazza: praticamente assente fino a primavera e poi riscoperto nel Torneo di Clausura anche se limitatamente ai suoi penalizzanti impegni lavorativi. Il suo valore è enorme, le sue prestazioni sempre molto buone soprattutto quando riesce ad avere un po’ di continuità. Al tempo stesso non è una sorpresa eppure riesce sempre a sorprendere tutti.
Grande professionalità la dimostrano sempre Juan Esteban Brusco e Fabio Tagliaferri, scarsamente utilizzati in questa stagione ma sempre utili per la loro disponibilità fuori e dentro il terreno di gioco.
Qualche apparizione fugace poi l’hanno fatta registrare Emanuele Gennari, Florin Dutta, Ugo Venturi, Marco Todisco, Dario Sorci e Emanuele Maiozzi. Il primo è il bomber dei sogni gialloblù ma il giocatore ha troppi impegni per accettare anche il tesseramento nell’Olympic mentre gli altri sono tutti acquisti che non sono riusciti per vari motivi a trovare spazio in squadra. Una menzione speciale la merita Emanuele Maiozzi, portiere che ha esordito la scorsa estate e che ha dimostrato un precoce attaccamento alla maglia.
Infine meritano un ringraziamento tutti coloro che hanno giocato solo negli stage interni della società ma non sono mai riusciti a giocare in prima squadra: I loro nomi sono Luca Graziadio, Alessandro Giglio, Simone Montaldi, Antonio Binutti, Roberto Capoccitti, Paolo Careddu, Leonardo Caviola, Edward Leva e Patrizio Scotto di Perrotolo.
Nota finale per l’organizzazione dei tornei presso il centro sportivo della Madonnetta, a loro un ringraziamento per la stagione comunque piacevole.