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Olympic 2000 – Valeria2 4-1

Non ci sono parole per descrivere quello che è successo ieri alla Madonnetta. Guardatevi le foto, leggetevi il commento e le pagelle e più tardi guardatevi pure il filmato del match!
MERCOLEDI’ 17 MARZO 2010, ORE 20.15
STADIO DELLA MADONETTA
TORNEO DI APERTURA, CHAMPIONS LEAGUE, SEMIFINALE
OLYMPIC 2000   VS.   VALERIA2
4-1 (2-1)

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Fabrizio Perrone

 

MARCATORI OLYMPIC:

3 BISOGNO

1 FORMICONI

 

E’ stata solo una serata di metà marzo invece sembrava di essere in maggio, quando l’aria è fine, tiepida ma non calda e arrivano le notti di coppe e di campioni.

C’era un luna bellissima, solo una sottile falce nel cielo pulito, nel crepuscolo che diventava notte, le stelle che a una a una comparivano nel cielo e brillavano sullo stadio della Madonnetta.

Era San Patrizio, la notte del patrono d’Irlanda e forse un po’ di incanto è arrivato da quella magica terra e ha popolato il Parco della Madonnetta di fate, folletti e leprecauni.

Rapiti da tutto ciò e spinti da un pubblico senza precedenti i ragazzi dell’Olympic sono riusciti in un impresa storica, inaspettata, incredibile o forse semplicemente legittima, giusta e meritata per come la squadra ha affrontato l’impegno.

Alla vigilia l’Olympic era come al solito sfavorita sulla carta: i gialloblù, peggior attacco e peggior difesa delle otto squadre di Champions League, venivano però maggiormente considerati e temuti dopo la vittoria contro il Werder Brema.

“Mina vangante”, “outsider terribile” e altri appellativi simili rendevano comunque l’idea del divario tra i gialloblù e il Valeria 2, formazione che oltre ad averci battuto per 8 a 7 nella prima fase ci aveva anche preceduti di ben dodici punti in classifica.

Lo spauracchio dei giocatori in maglia nera era il bomber Guidotti, capocannoniere del torneo con ben 49 reti all’attivo; l’Olympic invece scendeva in campo con i sette eroi di Brema quindi con Tani e Sforza al rientro e Brusco che tornava in tribuna nonostante la buona prova offerta lunedì in Coppa Italia.

Il modulo adottato dai gialloblù è stato lo stesso delle ultime gare: Perrone veniva protetto da tre giocatori quasi in linea con Bisogno e Stefano Tagliaferri che a turno supportavano i difensori di ruolo Rencricca e Formiconi mentre Sforza e Tani si alternavano nel ruolo di giocatore più avanzato.

Nei primi dieci minuti di gioco il Valeria 2 ha preso il controllo delle operazioni ma i nostri sono stati bravi a far sfogare gli avversari concedendo poche occasioni comunque sventate da un Perrone in serata di grazia. Dopo che il capitano aveva deviato in angolo tre tiri insidiosissimi però i compagni lo ringraziavano con la rete dell’1 a 0 confezionata dalla ditta Sforza Bisogno. L’attaccante riceveva palla sull’out di destra, veniva attaccato da un paio di avversari ma il numero 19 gialloblù era bravo a pescare alla cieca Bisogno che rubava il tempo a marcatore e portiere e con un tiro astuto dava la prima gioia alla curva dell’Olympic.

Il pareggio del Valeria era solo un intervallo sgradito nel film da oscar della nostra squadra. I neri scendevano sulla fascia difensiva sinistra dell’Olympic e trovavano il gol dell’1 a 1, un pareggio che purtroppo per loro era più breve della vita di una farfalla infatti dopo pochi minuti era ancora Bisogno a mandare in paradiso i suoi.

Stavolta il numero 7 di Acilia era bravissimo ad avventarsi su una respinta del portiere avversario su un tiro da fuori e dopo una prima ribattuta riusciva a segnare lo stesso portiere e un difensore che nel disperato tentativo di difendere la propria porta tentava anche l’intervento di mano.

Dovevate esserci su quel campo per assaporare la tensione positiva dei nostri ragazzi nell’intervallo. Non c’era paura di affrontare la ripresa ma solo sicurezza nei propri mezzi e un’unità di intenti, una simbiosi a livello di anime che forse è nuova, a questi livelli, anche per il nostro spogliatoio.

E poi il secondo tempo in cui lo stadio era ancora più gialloblù, la curva, la tribuna, perfino la panchina del Valeria erano pieni zeppi di tifosi che spingevano la nostra squadra all’ennesima impresa.

Il 3 a 1 passava per i piedi di Rencricca, che faceva ripartire l’azione dalla difesa, e Formiconi, che riceveva palla dal numero 4, dribblava il portiere e con un tiro di punta sbaragliava l’opposizione di ben due difensori sulla linea di porta.

Quel pallone, non tanto forte ma preciso, portava la forza di uno stadio caldo, caloroso, tutto per noi: sarebbe entrato anche se in porta ci fossero stati tre portieri!

E’ mancato invece il gol a Stefano Tagliaferri che ha sbagliato un paio di occasioni per chiudere una pratica che alla fine è stata sigillata dal terzo gol di Bisogno, bravo a sfruttare un errore di controllo del portiere avversario, e da Perrone che chiudeva a chiave il portone di casa nel finale.

Negli ultimi cinque minuti gli avversari erano rassegnati dall’invalicabilità del muro gialloblù, dalla grinta dei nostri che hanno mostrato occhi da tigre per cinquanta minuti. Forse, semplicemente, è andato in finale chi l’ha voluto, chi l’ha desiderato di più.

Nell’altra semifinale Svezia e Ostia Soccer si batteranno all’ultimo respiro per raggiungere l’Olympic che aspetta serenamente il proprio avversario lì dove l’aria è più fine e le fate ti salutano quando ti svolazzano vicino.

 

NOTE: serata primaverile. Spettatori, circa 30.

PAGELLE

PERRONE: 7.5 cap.

Per l’importanza della partita possiamo tranquillamente dire che è stata la sua miglior prestazione stagionale. Quattro parate eccezionali tra primo e secondo tempo e nel finale la quinta perla che fa alzare le braccia ai ragazzi in maglia nera.

RENCRICCA A. : 7

Nei quarti aveva abbattuto di forza il Werder a suon di gol stavolta invece gioca una gara perfetta in difesa impreziosita dall’assist per la rete di Formiconi. Ormai è una legenda gialloblù.

FORMICONI: 7

E’ vero quello che dice Tani, è stato Formiconi a far fare a questa squadra il vero salto di qualità. Lui e Rencricca tolgono il respiro al bomber Guidotti e conferiscono una solidità alla squadra che forse non c’era nemmeno l’anno scorso quando in squadra c’erano due come Sacchi e Ripanucci.

E poi ultimamente Fabrizio si sente anche bomber infatti segna il terzo gol realizzando la sesta rete stagionale in nove incontri disputati.

TAGLIAFERRI S. : 6.5

Buona prova come terzo di difesa ma ci permettiamo di storcere un po’ il naso, pensa che viziati, per ciò che riguarda il suo apporto in fase offensiva. Forse l’intenso lavoro difensivo gli toglie un po’ di lucidità in attacco ma cono ancora i segni dei pugni lasciati sui seggiolini dai tifosi quando gli hanno visto sbagliare un paio di gol fatti. Ma se li starà tenendo per la finale?

BISOGNO: 7.5

Non c’è niente da fare, queste sono le sue serate. In Romania ricordano ancora la sua tripletta al Bronx e da oggi anche i tifosi del Valeria 2 avranno questo spiacevole ricordo. Tre reti d’opportunismo ma allo stesso tempo bellissime per scelta di tempo, freddezza e tempismo. E poi ieri con 111 presenze in gare ufficiali ha raggiunto Santolamazza al quinto posto della speciale classifica presenze in questi incontri quindi cosa aggiungere? Anche lui ormai è una legenda!

TANI: 6.5

Stavolta non ci regala un gol come nei quarti ma svolge egregiamente lo sporco lavoro di sgobbare sulla linea di centrocampo per controllare il portatore di palla avversario, tenere compatta la squadra e poi allungarla nelle ripartenze.

SFORZA: 6.5

Lui e Tani combattono come leoni a ridosso del centrocampo. Magari tutto questo lavoro gli toglie lucidità in zona d’area ma il nostro attaccante da copertina riesce anche a rubare la scena servendo a Bisogno un assist al bacio che si tramuta nell’1 a 0. Bello il gesto tecnico e ancor più bella la scena successiva quando Formiconi corre ad abbracciarlo ignorando tra virgolette il marcatore.

Olympic 2000 – Werder Brema 5-2

Buongiorno amici gialloblù! Nonostante la pioggia è un bellissimo giorno, è il giorno in cui ci siamo svegliati tra le prime quattro del torneo! E ora ci aspetta in semifinale il Valeria2 che ieri sera ha battuto ai rigori il Moviola dopo che i tempi regolamentari si erano chiusi sul 7 a 7.
Ecco a voi commento, pagelle e foto della serata di ieri.
LUNEDI’ 8 MARZO 2010, ORE 20.10
STADIO DELLA MADONNETTA
CHAMPIONS LEAGUE TORNEO DI APERTURA, QUARTI DI FINALE
WERDER BREMA   –   OLYMPIC 2000
2-5 (2-3)

Il miglior gialloblù in campo è stato: Alessandro Rencricca

 

MARCATORI OLYMPIC:

3 RENCRICCA A.

1 FORMICONI

1 TANI

 

Questo è quello che chiamiamo Olympic, quello spirito combattivo, quel quid che ti permette di compiere imprese inimmaginabili fino al giorno prima, un cuore grande che batte forte nei petti dei tifosi, dei giocatori e che assorda gli avversari.

Pensateci, sembrava che non ci dovessimo qualificare per la Champions, eravamo undicesimi, poi c’è stato il caso Mellano, sono stati giocati i recuperi, ci siamo qualificati come ottavi per la Champions League, come ultima ruota del carro e infine ieri, nella semifinale più difficile che ci poteva essere, abbiamo battuto il Werder Brema e ora siamo tra le magnifiche prime quattro del torneo.

Prima di raccontare quello che è a tutti gli effetti un’impresa mettiamo subito in chiaro che riconosciamo il fatto che il Werder Brema si sia presentato con una formazione rimaneggiata e senza cambi in panchina ma si trattava pur sempre della capolista imbattuta della regular season quindi, sulla carta, rimaneva un confronto impari che i bianco verdi avrebbero potuto vincere anche in queste condizioni.

L’Olympic ha invece potuto scegliere la formazione senza problemi, erano tutti disponibili e si optato per schierare i sei che avevano risposto alla convocazione nello stage del 1 marzo con l’aggiunta di Francesco Sforza che invece aveva fatto turn over nell’ultima partita ufficiale contro il Real Mellano.

Nel week end Formiconi era vittima di un attacco influenzale con tanto di febbre ma il numero 8 gialloblù faceva sapere fin da subito che non avrebbe rinunciato a questo appuntamento nemmeno per sogno.

L’idea di fondo dell’Olympic era quella di far giocare i nostri avversari, di aspettare il Werder nella propria metà campo e sfruttare le chance di contropiede e così è stato. Rencricca, Formiconi e anche Stefano Tagliaferri stazionavano quasi in linea in difesa lasciando il solo Tani a centrocampo e nonostante sia stato il Werder a passare in vantaggio si vedeva che i meccanismi funzionavano.

Poco dopo il Werder faceva harakiri sbagliando due passaggi fotocopia a centrocampo e in entrambe le occasioni ne approfittava Rencricca che intercettava i passaggi e partiva praticamente solo alla volta dell’area avversaria battendo il portiere avversario.

Sul 2 a 1 Rencricca confermava di essere in serata di grazia e dalla trequarti gialloblù provava un pallonetto lungo che beffava il numero uno bianco verde leggermente fuori dai pali. Nessun abbraccio tra i nostri giocatori, solo concentrazione e grinta a confermare che si sentiva già aria di impresa.

Il primo tempo terminava sul 3 a 2 per i nostri ragazzi che subivano la seconda rete su calcio di punizione deviato dal nugolo di gambe venutosi a creare davanti a Perrone e con lo stesso capitano gialloblù che murava gli attaccanti avversari con due parate provvidenziali.

Se poi Tani e Stefano Tagliaferri avessero centrato la porta da posizione favorevole adesso staremmo parlando di un quarto di finale molto più tranquillo ma era destino che anche la ripresa dovesse essere combattuta sul filo dei nervi.

E allora subito in campo per i secondi venticinque minuti di gioco per evitare che il gelo artico sceso sulla Madonnetta raffreddasse i giocatori in campo.

Per metà frazione l’Olympic giocava in maniera impeccabile, coperta, senza spiragli né spifferi in difesa e con Perrone che, nelle uniche due circostanze in cui gli avversari trovavano qualche varco, era bravo a prendere i tempi dell’intervento.

Già da qualche minuto la gara si stava innervosendo, gli avversari sentivano di star perdendo un occasione d’oro, di buttare all’aria il lavoro fatto da ottobre a oggi e cominciavano a fioccare gli interventi duri, a volte premeditati, le discussioni tra giocatori delle due squadre e con il direttore di gara. La svolta definitiva di questo quarto di finale arrivava proprio  metà frazione: Tani segnava il quarto gol allungando le distanze poco dopo un giocatore del Werder perdeva definitivamente le staffe compiendo un fallo da dietro e costringendo l’arbitro a espellerlo.

Il Werder, senza cambi, doveva giocare il resto del match in inferiorità numerica e ciò innervosiva ulteriormente Triunfo e compagni che non riuscivano più a tessere una trama degna di questo nome.

Gli ultimi minuti vedevano l’Olympic gestire il vantaggio, arrivare svariate volte di fronte al portiere bianco verde segnando il quinto gol con Formiconi e sbagliando almeno altre tre nitide palle gol.

Poi il fischio finale, un po’ di tensione residua dei nostri avversari che consigliava ai nostri di non festeggiare e di andare invece a sfogare la propria gioia negli spogliatoi.

A chi ha visto la gara da fuori questo risultato sembrerà incredibile, tutti si chiederanno come abbia fatto una squadra che ha giocato così male la maggior parte delle gare a trovarsi ora così in alto. Noi il segreto lo sappiamo, lo ripetiamo, è il cuore di questa squadra che forse avrebbe potuto uscire prima, durante la prima fase, e invece è venuto fuori adesso, quando la partita contava veramente.

Cosa succederà ora? Godiamoci lo spettacolo ragazzi!

NOTE: serata molto fredda. Spettatori, circa 10.

PAGELLE

PERRONE: 6.5 cap.

Nonostante sembri lontano dallo stato di forma dei tempi belli non ha colpe sui gol e nelle uniche quattro occasioni create dal Werder para bene e esce tempestivamente a sventare i pericoli. Speriamo che la primavera ci riconsegni un portiere ai livelli di quello che l’anno scorso ha vinto il trofeo di miglior portiere.

RENCRICCA A. : 7.5

Cosa chiedere di più ad un difensore oltre che rendere impenetrabile la difesa, a salire a rubare palla a centrocampo, a partire in contropiede segnando due gol con freddezza da attaccante, a provare e soprattutto a trovare la perla balistica da distanza improponibile? Rencricca ha fatto tutto ciò elevandosi decisamente sopra la già alta media di squadra e cominciando per la prima volta in questa stagione a sentire il dolce profumo di Pigna e Scarpa d’Oro.

FORMICONI: 7

Meriterebbe 38.2 come voto, come i gradi di febbre con cui è sceso in campo. Stoico il suo amore per questa maglia, praticamente perfetta la sua prestazione, bello il gol che chiude i giochi a fine gara, il numero 28 in gare ufficiali e con il quale supera Santolamazza nella classifica cannonieri di tutti i tempi.

TAGLIAFERRI S. : 7

L’elastico di qualche anno fa! Proprio così, ieri, dopo tanto tempo, abbiamo rivisto il giocatore in grado di accorciare e allungare la squadra a seconda delle fasi di gioco: terzo difensore quando il Werder attaccava, incursore quando l’Olympic partiva in contropiede. Peccato che la sua classica azione a tagliare il centrocampo avversario si sia conclusa con un tiro di poco alto sulla traversa altrimenti staremmo parlando di prestazione ancora migliore. Il digiuno di gol si allunga a 48 giorni ma la semifinale potrebbe essere un buon momento per spezzarlo. Ammonito nella ripresa.

BISOGNO: 6.5

Il numero 7 gialloblù ieri sera ha giocato una gara molto simile a quella di Tagliaferri dimostrando la stessa sagacia tattica, la stessa attenzione nei rientri in difesa, la stessa cattiveria nel seguire il giocatore che l’aveva superato appena un attimo prima. Avrebbe potuto stendere il Werder qualche minuto prima con un gol ma ha sprecato un paio di occasioni nel secondo tempo che avrebbero potuto accrescere il suo bottino di gol giunto a quota 24 comprese amichevoli e stage.

TANI: 7

Anche stavolta punisce il Werder proprio come era successo nella gara di campionato giocata l’11 febbraio scorso. Stavolta la magia arriva a metà secondo tempo ed è gol che in pratica abbatte definitivamente i bianco verdi scavando l’incolmabile solco di due gol. Oltre al gol Tani ci mette tantissima grinta che gli permette di non perdere mai l’avversario e di contrastare efficacemente chiunque passi dalle sue parti.

SFORZA: 6

Nonostante i tifosi gli vogliano un bene dell’anima vorrebbero aver visto almeno una delle sue cinque occasioni da gol finire in gol e gioire con lui. Accusa un po’ il livello puramente atletico della contesa e ma si gestisce tutto sommato bene facendo anche qualche utile contrasto. Non segna da due mesi, proprio dalla gara di regular season con il Werder.

Olympic A – Olympic B 8-8

LUNEDI’ 1 MARZO 2010, ORE 21
STADIO SAMANTHA
TEST MATCH NON UFFICIALE
OLYMPIC A   –   OLYMPIC B
8-8 (5-4)

MARCATORI OLYMPIC A:

3 BISOGNO

3 FORMICONI

2 GRAZIADIO

 

MARCATORI OLYMPIC B:

4 TARALLO

3 MONTALDI

1 RENCRICCA A.

 

Divertente e utile, queste dovevano essere le caratteristiche della partitella in famiglia di ieri sera e così è stato.

La società aveva organizzato la tradizionale “sfida” tra Olympic A e Olympic B innanzitutto per testare le condizioni della squadra in attesa della sfida di giovedì sera contro gli All Blacks (esordio stagionale in Coppa Italia) e in secondo luogo per allentare la tensione dello spogliatoio, divenuta quasi insostenibile in seguito agli eventi relativi al caso Mellano.

E così, in contemporanea con il primo dei recuperi della squadra arancione l’Olympic è riuscita a tappare occhi e orecchie, a isolarsi dal resto del mondo e rifugiarsi dopo tanto tempo nel piccolo Stadio Samantha dove si è svolto lo stage gialloblù numero tre di questa stagione.

La formazione A, in maglia blu, era composta da Perrone, Formiconi, Bisogno, Tani, Stefano Tagliaferri e il talento in prova Luca Graziadio mentre la formazione B, in maglia gialla, era quasi esclusivamente figlia delle tante assenze di giocatori facenti parti in pianta stabile della rosa dell’Olympic.

Dovendo rinunciare per vari motivi a Sforza, Guarino, Buca, Maiozzi, Ponzetti, Santolamazza e Fabio Tagliaferri la società chiamava i graditi ospiti della Svezia Tarallo e Montaldi e il portiere esordiente Leonardo Caviola a cui si aggiungevano i titolari Brusco e Rencricca.

I pochi tifosi presenti sulle gradinate del centro sportivo di Via Prato Cornelio hanno assistito ad un buono spettacolo, dai ritmi sicuramente non altissimi ma molto gradevole soprattutto perché le due squadre erano molto equilibrate.

Il primo tempo è stato più favorevole all’Olympic A che sfruttava la migliore freschezza atletica per chiudere la frazione in vantaggio per 5 a 4 mentre nel secondo tempo, quando i ritmi sono ulteriormente calati l’Olympic B è uscita alla distanza facendo leva sulla migliore qualità tecnica.

In vista della partita di giovedì, valida lo ricordiamo per gli ottavi di finale di Coppa Italia, la squadra è sembrata abbastanza pronta anche se alcuni limiti mostrati in campionato si sono puntualmente riproposti in questa amichevole. La quasi totale incapacità di fare movimenti efficaci senza palla e la scarsa vena realizzativa sono problemi che vanno risolti in fretta perché il prossimo impegno sarà a eliminazione diretta e non possiamo permetterci più errori.

Unica nota negativa della serata l’infortunio capitato a Brusco a metà secondo tempo. L’argentino, colpito duro ad una caviglia, è stato costretto ad uscire dal terreno di gioco ed è stato sostituito da Tani. Speriamo che la cosa non sia molto seria perché sarebbe un peccato rimediare un infortunio in una serata come quella di ieri.

 

NOTE: serata quasi primaverile. Spettatori, circa 3. Incontro giocato in due tempi di 35 minuti ciascuno.

PAGELLE

OLYMPIC A

PERRONE: 6+ cap.

Bene su due bolidi dalla distanza di Rencricca e Montaldi e su Tarallo in uscita nella ripresa ma regala a Rencricca un gol su cui il Libero non avrebbe scommesso un paio di scarpe bucate. Nell’ultimo quarto d’ora sostituisce Tagliaferri in difesa. Accusa molto il passaggio dal pallone a rimbalzo controllato a quello tradizionale.

FORMICONI: 6

Dichiara fin da subito di volersi soprattutto divertire e infatti dopo un primo tempo giocato “seriamente” nella ripresa privilegia uno stile di gioco più easy. Sempre solido dietro e tempista negli inserimenti che gli permettono di distribuire assist e segnare ben tre gol. Secondo test match non ufficiale della sua carriera gialloblù dopo il primo datato 21 febbraio 2002.

TANI: 6

Comincia nell’Olympic A e dopo l’infortunio di Brusco sostituisce l’argentino nelle file dell’Olympic B. Con entrambe le maglie offre una prestazione diligente con qualche sprazzo di classe ad allietare il pubblico.

BISOGNO: 6.5

Anche in questa sgambata appare sempre come l’elemento più tonico della rosa. Segna una tripletta tra cui va contemplato l’ultimo tocco della più bella azione della serata: quattro tocchi di prima, avversari a bocca aperta e tap in acrobatico di Bisogno.

TAGLIAFERRI S. : 6-

Lo vediamo in fase calante rispetto a inizio stagione soprattutto a livello fisico. Giocare una gara intera come quella di ieri può solo avergli fatto bene. Per battere gli All Blacks, senza Buca, la sua ispirazione sarà importante.

GRAZIADIO: 6.5

Ecco il protagonista della favola della buona notte: finalmente questo eclettico giocatore ottiene la convocazione tanto sognata, entra nel giro gialloblù e al primo approccio con questo ambiente segna tre gol, fa su e giù per il campo, pressando a centrocampo, scattando in attacco, rientrando in difesa per chiamare palla e impostare l’azione e soprattutto amalgamandosi subito con lo spogliatoio.

Superato questo primo step il prossimo sarà rappresentato da una convocazione ufficiale in una gara amichevole, occasione per esordire in prima squadra e soprattutto per cominciare ad abituarsi ai palloni a rimbalzo controllato.

I tifosi non vedono l’ora di avere un nuovo pupillo, un nuovo idolo!

 

OLYMPIC B

CAVIOLA: 6

Questo emerito Carneade entra dalla porta di servizio dell’Olympic e ce lo fa entrare Brusco che lo consiglia alla società per sostituire i tre portieri mancanti Guarino, Maiozzi e Ponzetti.

Si guadagna la pagnotta onestamente e noi ci annotiamo il suo nome, chissà, magari in futuro lo rivedremo.

RENCRICCA A. : 6+ cap.

Bene così, prende l’allenamento seriamente e perfeziona un ottimo allenamento in vista di giovedì. Segna un gol mala sua prova è importante perché ha avuto la personalità di cementare quel melting pot che era l’Olympic B e farne una squadra solida e compatta.

TARALLO: 6.5

Buona prova ma da lui ci aspettiamo sempre il massimo impegno, anche in queste gare in cui non c’è assolutamente niente in palio. Si divide con Rencricca i compiti di impostazione giocando prevalentemente dal centrocampo in su e chiude la partita con quattro gol e un bel po’ di assist che lo fanno somigliare ad un distributore automatico di passaggi.

MONTALDI: 6.5

Seconda esperienza in uno stage gialloblù, la prima fuori dai pali. Si muove bene, si diverte e regala ai tifosi sostanza e qualità. A segno tre volte prima intervenendo in modo vincente in una mischia a centro area, poi con un tiro preciso dalla distanza e infine con un pallonetto che beffa Stefano Tagliaferri.

BRUSCO: 6

Gioca un quarto d’ora e poi si fa male ed è costretto a lasciare. Auguri.

Olympic 2000 – Real Mellano 3-6

Buon pomeriggio. Commento, pagelle e foto a voi!
MERCOLEDI’ 24 FEBBRAIO 2010, ORE 20.10
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, XVI GIORNATA
REAL MELLANO   –   OLYMPIC 2000
6-3 (2-1)

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Fabrizio Perrone

 

Quello che ieri i tifosi e i giocatori dell’Olympic hanno vissuto è stato niente di meno che un romanzo, un romanzo breve, con soli tre capitoli ma pieno di emozioni contrastanti e di colpi di scena. Divideremo quindi la narrazione di ciò che è accaduto in tre parti ben distinte.

 

CAPITOLO 1 – Il campo

Innanzitutto si è giocato contro il Real Mellano, formazione che per tre quarti di torneo ha giocato un ottimo calcio guadagnandosi meritatamente di occupare le prime posizioni in classifica e che recentemente ha saltato qualche incontro a causa di gravi problemi di un loro giocatore. Problemi che non conosciamo a fondo ma che rispettiamo.

L’organizzazione aveva comunicato alla nostra società che questa partita l’Olympic l’avrebbe quasi sicuramente vinta tavolino ma poi, tre giorni fa è arrivata la comunicazione che invece questi problemi erano fortunatamente sulla via della risoluzione e che, si, si poteva giocare.

L’Olympic in questo modo doveva rinunciare ad una comoda via per ottenere i tre punti che le servivano per qualificarsi alla Champions League ma pazienza perché tutto l’ambiente gialloblù sapeva benissimo di aver gettato al vento tante occasioni per qualificarsi alla coppa che conta e i giocatori volevano conquistarsi la loro vittoria sul campo e non a scapito delle sfortune di qualcun altro.

E quindi si è giocato con l’Olympic che si schierava con Perrone, Rencricca (influenzato ma presente), Formiconi, Bisogno e i rientranti Stefano Tagliaferri, Guarino e Tani. I primi venticinque minuti di gioco sono stati una sofferenza per l’Olympic che affrontava una squadra che ha dimostrato di meritare tutti e 30 i punti finora conquistati.

E allora Perrone alzava la saracinesca sui molti tentativi di andare a rete dei ragazzi in maglia arancio e alla prima occasione i suoi compagni lo ringraziavano segnando l’1 a 0 con Bisogno che di prima scaricava un tiro dopo aver ricevuto palla dalle retrovie.

Il Mellano a quel punto si è come sbloccato e ha segnato due gol in rapida successione chiudendo la frazione in vantaggio ma alla ripresa l’Olympic ci metteva il cuore e pareggiava proprio con il giocatore più operaio della squadra, Alessandro Guarino, che in scivolata deviava in rete un tiro assist di Tagliaferri.

La terza rete del Mellano era solo la chiamata per la nuova impennata d’orgoglio gialloblù che pareggiava ancora con Guarino, particolarmente ispirato, che stavolta perfezionava la sua doppietta con un bel tiro a giro dal vertice sinistro dell’area di rigore.

Mancavano dieci minuti al termine e con il pareggio l’Olympic avrebbe ottenuto il suo pass per la Champions ma a quel punto le energie dei nostri sono terminate, l’ossigeno non è più arrivato al cervello e per Rencricca e compagni è diventato difficile anche mantenere la lucidità e la compattezza difensiva.

Il Mellano forte di una maggiore qualità tecnica e di una migliore condizione atletica ha approfittato di questo calo della nostra squadra e ha affondato il colpo segnando i tre gol che hanno decretato il loro successo per 6 a 3.

Finito anche il sedicesimo impegno del torneo i nostri si sono incamminati negli spogliatoi, tristi, consci di averci provato e di aver perso l’occasione giusta per ottenere la Champions in passato, non certo ieri sera.

Rimaneva comunque un lumicino di speranza legato ad improbabili incroci di risultati delle altre formazioni.

 

CAPITOLO 2 – Ingiustizia

E invece negli spogliatoi questa speranza veniva distrutta da una visita dell’organizzatore che comunicava la scelta del Mellano di non giocare le rimanenti due gare e di perderle a tavolino falsando così il torneo e penalizzando oltremodo la nostra squadra chissà perché vittima della formazione arancio che a quanto pare aveva precedentemente comunicato all’organizzazione di poter giocare solo contro i gialloblù e non le altre gare.

Questa conclusione della storia ai nostri giocatori sapeva di beffa, di ingiustizia, insomma di qualcosa di profondamente sbagliato sia a livello di sostanza che di forma. Infine i nostri giocatori si sono sentiti traditi da un’organizzazione che disconoscere due stagioni di fair play e di correttezza mostrati dalla nostra società.

Perrone ha comunque chiuso lì la vicenda rinviando all’indomani ogni decisione e contromossa preferendo perpetrare la nostra tradizione di stile.

 

CAPITOLO 3 – Giustizia (?)

E infine la storia di oggi. Perrone spinto dai suoi compagni e forte di uno spogliatoio unito contattava l’organizzazione, comunicava il proprio malessere e quello della squadra per l’ingiustizia subita concludendo comunque la conversazione con un reciproco mantenimento delle rispettive posizioni ovvero con i dirigenti della Madonnetta che non condividevano quanto espresso dal capitano.

L’ultimo colpo di scena di questa avvincente storia arrivava mezz’ora dopo con l’organizzatore che ricontattava la nostra società e si diceva convinto delle nostre posizioni e pronto ad impegnarsi per far si che la settimana prossima si giochino le due gare che il Real Mellano aveva precedentemente perso a tavolino contro C.N. F.C.  e Orange.

 

CONCLUSIONE

E ora aspettiamo la fine di questo romanzo sperando che l’organizzazione riesca a far giocare queste due gare e che i risultati possano darci quella qualificazione in Champions che comunque sappiamo di non meritare per quanto fatto vedere in campo. Se le cose andassero male sapremmo comunque che sono andate male totalmente per colpa nostra e non per assurdi movimenti determinati a tavolino.

Non ci resta che aspettare.

 

NOTE: serata primaverile. Spettatori, circa 10. In panchina Alessandro Santolamazza.

PAGELLE

PERRONE: 6+ cap.

Bene. E’ una di quelle serate che gli avversari lo maledicono per le parate e i compagni gli fanno i complimenti.

Per lui la prima fase si chiude con 14 presenze e 64 gol subiti.

RENCRICCA A. : 6

All’ora di pranzo aveva 40° di febbre e all’ora di cena è in campo sacrificandosi per l’Olympic. Non può essere al top ma merita un elogio. Capocannoniere gialloblù di questa fase del torneo, 12 presenze e 12 reti.

FORMICONI: 6

Indomito, non non molla e mai e sprona la squadra anche quando il divario di reti con il Mellano diventa incolmabile.

L’ultimo arrivato dal mercato di gennaio ha offerto finora un ottimo rendimento collezionando 6 presenze e 2 reti.

GUARINO: 5.5

Peccato, poteva essere l’eroe della serata nonostante una prova non esaltante ma impreziosita da una doppietta che da ha dato speranza alla squadra. Finora ha messo da parte 9 presenze, ha segnato 4 gol e ne ha subito 1 da portiere.

TAGLIAFERRI S. : 5.5

Sembra aver recuperato bene dall’infortunio subito tre settimane fa contro i The Boys ma ieri ha evidenziato una condizione precaria certamente figlia di questi 21 giorni di stop forzato. Nell’unico spunto degno di nota mette in mezzo il tiro cross che Guarino trasforma nel gol del provvisorio 2 a 2.

Il numero 5 gialloblù (da ieri nuovamente con il suo numero distintivo grazie alle nuove divise) ha fatto registrare 8 presenze e 10 gol nella prima fase.

BISOGNO: 5.5

Ci ha fatto saltare in piedi a tutti, sulle tribune, in curva, a casa con il gol dell’1 a 0, peccato non sia durato a lungo perché la rete oltre ad essere stata molto bella poteva anche significare Champions League.

Per il nostro centrocampista di fascia la prima fase del torneo ha significato 13 presenze e 11 gol.

TANI: 5.5

L’elemento più talentuoso della squadra ieri sera ha provato qualche gioco di prestigio ma ha quasi sempre sbattuto sui prestanti difensori avversari. Il Maghetto ha collezionato 11 gare e 8 reti.

Olympic 2000 – Werder Brema 4-4

GIOVEDI’ 11 FEBBRAIO 2010, ORE 21
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, XIV GIORNATA
WERDER BREMA   –   OLYMPIC 2000
4-4 (3-2)

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Fabrizio Formiconi

 

Cosa è successo ieri sera? C’è stata una di quelle partite che da 20 fanno innamorare la gente dell’Olympic, una squadra operaia, che piace ai tifosi quando riesce a mettere in campo le sue virtù principali.

Non siamo capaci di palleggiare, creare bel gioco, inventare magie con continuità. Noi diventiamo imprevedibili quando ci sacrifichiamo, siamo concentrati, determinati per cinquanta e più minuti magari anche andando sotto e poi recuperando in un crescendo di emozioni che al fischio finale esplodono in una gioia che è di tutti, giocatori, panchina e tifosi.

Le partite che mancano alla fine del primo turno del Torneo di Apertura sono sempre meno e la squadra si è complicata la vita perdendo l’importante match contro i The Boys. La vittoria a tavolino contro l’Ostia XIII ci ha permesso di sperare ancora in quel fatidico ottavo posto che vale la Champions ma per continuare a sognare bisognava fare punti contro il Werder Brema, la formazione capolista che finora aveva solo vinto.

I gialloblù sono scesi in campo sapendo che non avevano nulla da perdere, la situazione era difficile e le molte assenze complicavano ulteriormente la faccenda. Senza Tagliaferri (infortunatosi contro i The Boys), Guarino e Buca (assenti rispettivamente per motivi di lavoro e personali) abbiamo affrontato la gara con un solo cambio a disposizione e con la coppia Tani Sforza a corto di fiato dopo le lunghe assenze e invece proprio da questa situazione d’emergenza è nata l’impresa.

Coperti e corti i giocatori gialloblù sono andati in svantaggio dopo pochi minuti con l’elemento di maggior talento del Werder che dribblava mezza difesa e batteva Perrone ma poi Sforza ha pareggiato con un sinistro che per velocità di esecuzione ha stupito tutti, compagni e soprattutto avversari!

Poi l’Olympic ha vissuto un breve periodo da tregenda con Rencricca che regalava palla al numero 14 bianco verde che segnava l’1 a 2. Come se non bastasse Formiconi imitava il compagno di reparto facendosi intercettare un passaggio e permettendo all’attaccante avversario di tirare verso Perrone che completava la frittata con un tentativo di parata goffo e maldestro.

Sull’ 1 a 3 sembrava che i nostri stessero giocando sullo 0 a 0 e prima dell’intervallo questo non perdersi d’animo si concretizzava nel gol di Formiconi con il difensore che segnava il secondo gol nelle ultime due uscite con una rasoiata dalla sinistra.

Andare al riposo in svantaggio è stata una grandissima spinta per i nostri ragazzi. Non pensiate che l’Olympic abbia dominato la ripresa perché non è affatto così, non ci appartiene come tradizione e non è nelle nostre corde. Però il nostro quintetto ha saputo reggere l’urto del Werder punto sull’orgoglio e ha saputo colpire al momento giusto.

Perrone ha fatto qualche uscita provvidenziale proteggendo il risultato e a metà ripresa è arrivato il pareggio di Tani che rubava palla a centrocampo e tutto solo si involava verso la porta avversaria superando anche l’estremo difensore con un tiro centrale che gli passava sotto la parte meno nobile del corpo.

Il finale era da cardiopalma: il Werder colpiva un palo esterno e segnava la rete del 4 a 3 ma gli ultimi dieci minuti erano tutti di marca gialloblù con la traversa colpita da Rencricca, il palo colpito da Bisogno e l’apoteosi del definitivo pareggio di Sforza che raccoglieva in area la respinta del portiere del Werder su una staffilata dalla trequarti di Rencricca.

L’esultanza del centravanti gialloblù era bellissima, una corsa verso il centrocampo urlando frasi incomprensibili ma se rivediamo anche i momenti successivi agli tre gol ci accorgiamo che anche nelle altre tre circostanze i nostri ragazzi hanno esultato abbracciandosi, trovandosi con lo sguardo, dimostrando un’intesa e un’unità che ci hanno fatto commuovere.

Questa è un buona Olympic sul piano tecnico ma è impareggiabile per il suo spogliatoio così unito e che risulta essere il motore di ogni buon risultato. Senza cuore, il cuore buttato ieri oltre l’ostacolo Werder non andiamo da nessuna parte, teniamolo sempre a mente e godiamoci questo importante risultato per quello che è, un pareggio che smuove la nostra classifica verso l’alto e che arriva contro una squadra contro cui finora nessuna altra formazione partecipante al torneo l’aveva mai spuntata.

 

NOTE: serata di freddo artico. Spettatori, circa 5. In panchina presenti Alessandro Santolamazza e Emiliano Belli.

PAGELLE

PERRONE: 7+ cap.

Si perde in chissà quali pensieri sul terzo gol del Werder ma per il resto è una muraglia, soprattutto nelle uscite grazie alle quali nega almeno quattro segnature agli avversari.

RENCRICCA A. : 7+

Inevitabilmente ostinato e cocciuto nei tiri dalla distanza che finiscono tutti alti meno due, il primo colpisce il palo e rimbalza sulla traversa e il secondo viene ribattuto dal portiere sui piedi di Sforza che segna il definitivo pareggio. In difesa ha un avvio difficile ma poi si riprende alla grandissima.

Viene ammonito per proteste e ora è in diffida.

FORMICONI: 7+

Un altro gol, il secondo consecutivo che gli permette di raggiungere le 27 reti segnate da Santolamazza in partite ufficiali anche se il difensore inglese vanta 18 presenze in più. In difesa garantisce solidità al reparto e gli possiamo imputare solo qualche calcetto di troppo rifilato agli avversari e che portano la squadra quasi a subire un tiro libero.

BISOGNO: 7

Gli manca solo il gol, che tra l’altro sfiora nella seconda frazione. Per il resto continua a stupirci la sua stratosferica condizione fisica e atletica che gli permette di macinare chilometri e chilometri e di fare recuperi impensabili in difesa dopo aver perso palla nell’area avversaria.

TANI: 7

Al rientro dopo 23 giorni di assenza causa febbre è visibilmente indietro atleticamente ma il ragazzo è intelligente e ha saputo gestire al meglio le proprie risorse mantenendo la squadra corta giocando poco più avanti del centrocampo.

E solo grazie al cuore che nel secondo tempo, dopo aver rubato palla ad un avversario, riesce ad involarsi verso la porta avversaria resistendo alla carica del difensore e segnando il suo settimo gol nella competizione.

SFORZA: 7+

Magico! I tifosi già hanno dimenticato che ieri sera i gol avrebbero potuto essere quattro invece di due perché il ragazzo si è mangiato due occasioni grosse così a tu per tu con il portiere del Werder. Però che spettacolo quando segna l’1 a 1 girandosi e calciando di sinistro a bruciapelo e quando segna il 4 a 4 dando vita da un carnevale dentro il campo e in curva. Vai così Sforzinho, l’Olympic ha bisogno dei tuoi gol!

Olympic 2000 – Prison Break 3-2

MARTEDI’ 19 GENNAIO 2010, ORE 21.10
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, XI GIORNATA
OLYMPIC 2000   –   PRISON BREAK
3-2 (3-0)

MARCATORI:

2 BISOGNO

1 TAGLIAFERRI S.

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Gianluca Bisogno

 

Terza vittoria consecutiva nell’anno nuovo, imbattibilità nel 2010, seconda vittoria consecutiva in campionato, gioco in crescita. Sono questi gli aspetti che fanno dell’Olympic che si è risvegliata stamattina una squadra felice composta da giocatori felici i cui tifosi sono al settimo cielo.

Dopo la vittoria contro il C.N. Football Club i gialloblù erano attesi alla prova del nove, all’esame di maturità di fronte a se stessi e al loro pubblico esigente e dopo una battaglia durata cinquanta minuti possiamo dire che l’esame è pienamente superato.

Abbiamo rivisto una squadra grintosa, cattiva, cinica, certo non spettacolare ma quando mai l’Olympic ha fatto dello spettacolo il suo punto di forza. Mai.

I machi di fabbrica dei migliori momenti della storia dell’Olympic sono l’umiltà, la determinazione, il sacrificio. Magari ai palati fini quella contro il Prison Break potrà essere sembrata una vittoria frutto del catenaccio ma per chi ama i nostri colori questa è stata semplicemente una vittoria da Olympic: cuore, sudore, amore per la maglia!

Per l’undicesima giornata di campionato rimanevano in tribuna Sforza (reduce dall’infortunio di due settimane fa al torace) e Buca per scelta tecnica. Nonostante queste due pesanti rinunce la formazione che scendeva in campo era di ottima qualità e quantità con Perrone in porta, reparto difensivo composto da Rencricca, Formiconi e Guarino e gioco d’attacco affidato al trio Stefano Tagliaferri, Bisogno, Tani.

Un bel mix di classe operaia e giocatori estrosi costruito per battere il Prison Break, squadra che in passato avevamo sempre battuto ma che annoverava nelle proprie file l’ex di lusso Aschettino e che nella giornata precedente aveva ben figurato andando a battere per 4 a 1 i The Boys detentori della Coppa UEFA.

All’ultimo minuto saltava il confronto con l’ex Aschettino, fuori per infortunio, ma non per questo Perrone e compagni si sono demotivati, anzi, proprio come era successo nei primi minuti della sfida contro il C.N. F.C. il gioco dell’Olympic era così spumeggiante da fruttare tre gol in rapida successione.

La difesa a tre dell’Olympic si rivelava invalicabile per gli avversari che nelle rare occasioni in cui trovavano spiragli trovavano sulla loro strada Perrone. In avanti invece i protagonisti dei primi venticinque minuti di gioco erano Stefano Tagliaferri e Bisogno. Il primo colpiva una traversa piena ma subito dopo si rifaceva andando a deviare di tacco un calcio d’angolo di Guarino. Gol bellissimo e 1 a 0 per l’Olympic.

Il 2 a 0 arrivava invece grazie a Bisogno che trovava l’angolo giusto grazie ad un tiro preciso ma non irresistibile su cui il portiere avversario si faceva trovare impreparato. Il numero 7 dell’Axa poco dopo trovava anche la seconda marcatura della serata raccogliendo un filtrante geniale di Tagliaferri e battendo nuovamente il portiere con un rasoterra in cui dimostrava freddezza e convinzione.

La splendida Olympic della prima frazione nella ripresa veniva sostituita da una copia più stanca ma decisamente attenta e calcolatrice nel gestire il largo vantaggio ottenuto nel primo tempo.

I due gol del Prison Break erano episodi piuttosto isolati mentre solo per imprecisione e scarsa lucidità i nostri non allungavano le distanze in contropiede.

Tanta è stata la concentrazione nel gestire il vantaggio che quando l’arbitro fischiava la fine della partita i nostri giocatori quasi stentavano a credere che il match fosse già finito.

Quali sono i segreti questa rinascita gialloblù? L’innesto di Formiconi è stato decisivo così come la grinta portata da gente come Guarino e Tagliaferri. In questo contesto di determinazione anche gli altri giocatori si sono fatti coinvolgere e permeare da questa bella atmosfera che si respira in campo e negli spogliatoi. Nel prossimo incontro avremo di fronte un avversario fortissimo come la capolista Werder Brema. Chiedere la vittoria sarebbe eccessivo ma i giocatori sanno che i tifosi sarebbero strafelici se, per la quarta volta consecutiva, i giocatori uscissero dal terreno di gioco con l’impegno dimostrato ieri. Solo questo e non è una missione impossibile se sulla maglia porti la scritta Olympic cucita sul petto!

 

NOTE: serata freddissima. Spettatori, circa 10.

PAGELLE

PERRONE: 6.5 cap.

Nel primo tempo fa due interventi fondamentali sull’1 a 0 e sul 3 a 0 un secondo prima che l’arbitro mandasse le squadre al riposo. Nella ripresa amministra i pericoli portati dagli attaccanti rosa nero in linea con quello che fanno i compagni di squadra.

RENCRICCA A. : 7

Tocca quota 200 presenze in gialloblù, un record che in quella serata di fine agosto 2004, giorno in cui esordì senza tante aspettative, sarebbe sembrato impossibile e inimmaginabile. Quando raggiunse le 100 presenze la squadra perse malamente in un’amichevole estiva, stavolta il Libero di Centocelle porterà nel cuore il ricordo della duecentesima partita con questa maglia potendolo associare a quello della migliore prova della squadra di questa stagione.

FORMICONI: 7

Il catenaccio gialloblù senza la presenza di un difensore vecchio stampo come Formiconi non sarebbe possibile. Concede ai tifosi pochi fronzoli ma tanta sostanza e tanta quantità portando benefici anche ai compagni di reparto Rencricca e Guarino. Sfiora il gol nella ripresa ma anche senza la gioia della rete può godersi i cori dei tifosi che inneggiano a lui come un giocatore fondamentale dentro e fuori il campo.

GUARINO: 6.5

All’occorrenza diventa il quarto giocatore gialloblù dietro la linea di centrocampo andando a formare insieme ai due colleghi del pacchetto difensivo una linea Maginot che ricorda alcune difese storiche di questa squadra. Anche lui avrebbe la possibilità di scrivere il suo nome sul tabellino ma per i miracoli ci stiamo ancora attrezzando.

BISOGNO: 7

In una serata in cui tutto il meccanismo gialloblù è oliato alla perfezione lui diventa il carnefice del Prison Break, squadra a cui, nei due precedenti scontri, non aveva mai segnato. Stavolta ne fa due, uno con la complicità del portiere rosa nero, l’altro con un rasoterra preciso e velenoso che corona l’azione della squadra.

Raggiunge quota 10 gol in campionato, competizione in cui è il giocatore dell’Olympic che segna con più continuità.

TAGLIAFERRI S. : 7

L’urto delle sue giocate feriscono il Prison Break nel profondo dell’animo, non solo sul tabellino dei marcatori. Al primo tentativo il portiere si salva deviando il suo tiro sulla traversa ma alla seconda occasione il suo colpo di tacco è così bello e preciso che l’estremo difensore non può farci nulla.

Magico anche l’assist per il 3 a 0 di Bisogno, colpo che piega sulle ginocchia la squadra avversaria che stenta prima di ritrovarsi e tentare la rimonta. Nella ripresa fallisce un paio di volte il colpo del definitivo KO ma possiamo decisamente accontentarci del suo ruolino di marcia da quando è tornato in squadra: 7 presenze e 11 reti tra amichevoli e campionato.

TANI: 6.5

Il nostro fantasista è diventato bravissimo nel leggere le situazioni di gioco, a capire dove va la palla, a intuire l’evoluzione tattica dell’azione. Ieri sera, grazie a queste qualità ha corso di meno, è stato un tutt’uno con la squadra divenendo spesso lo sfogo offensivo delle situazioni in cui la squadra si chiudeva a riccio per reggere l’urto dell’attacco avversario e, soprattutto nel primo tempo, ha intercettato un paio di passaggi trasformandoli immediatamente in situazioni pericolose (vedi traversa di Tgaliaferri).

Olympic 2000 – C.N. Football Club 7-6

Ed ecco il commento ragazzi! in fondo trovate le foto e a sinistra il sondaggione!
MARTEDI’ 12 GENNAIO 2010, ORE 20.10
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, X GIORNATA
C.N. FOOTBALL CLUB   –   OLYMPIC 2000
6-7 (3-3)

MARCATORI:

2 BISOGNO

2 RENCRICCA A.

2 TANI

1 BUCA

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Alessandro Rencricca

 

Era il giorno della ripresa del campionato dell’Olympic, il giorno dell’ultima spiaggia per chi credeva ancora nell’aggancio all’ottavo posto, il giorno in cui bisognava dimostrare e il giorno del clamoroso rientro di Formiconi.

E’ andato tutto bene, benissimo, magnificamente, magari non nella forma ma nella sostanza l’Olympic ha raggiunto tutti gli obiettivi della serata.

Innanzitutto ha ritrovato la vittoria in campionato e per di più, per la prima volta in questa stagione, contro una squadra che la precedeva in classifica. Uscire sconfitti dalla partita di ieri avrebbe significato perdere per sempre contatto con il treno delle grandi, un treno che viaggia ancora parecchi chilometri avanti a noi ma un treno che ora possiamo aspirare a raggiungere, un treno su cui la squadra vuole salire sopra. E da ieri di questa squadra fa parte anche, anzi di nuovo, Fabrizio Formiconi, un pilastro del passato, un capitano dell’Olympic che ieri è sceso in campo e a fine partita ha detto “Sembra che non me ne sia mai andato via!”

Infine, a coronamento di tutto ciò è arrivato inevitabile il calore del pubblico che era lì sopito in attesa che la squadra dimostrasse di meritarlo, non vincendo ma semplicemente mettendo tutto in campo. Noi eravamo sicuri che le due cose andassero di pari passo e infatti contro il C.N. Football Club i tre punti sono arrivati grazie alla determinazione, null’altro.

Le assenze di Guarino (motivi lavorativi), Sforza (costole fratturate nell’amichevole contro l’Olympic) e Brusco (fuori per scelta tecnica nonostante la tripletta al Rome North Team) non sono state avvertite. Del resto la squadra poteva vantare un’ampia scelta di ruoli e, a prescindere dagli uomini schierati, un buon equilibrio grazie a Rencricca, Formiconi e Stefano Tagliaferri che si sono spartiti il lavoro difensivo e Buca, Tani e Bisogno che invece hanno lavorato dal centrocampo in su.

Gli errori difensivi da parte dell’Olympic purtroppo non sono mancati ma in altre occasioni la squadra dopo essersi portata sul triplo vantaggio (Rencricca e doppio Tani dopo un paio di belle parate di Perrone sullo 0 a 0) sarebbe crollata psicologicamente in caso di pareggio repentino e sfortunato.

Un’altra volta andare al riposo sul 3 a 3 dopo aver sprecato tanta grazie in attacco e sprecato almeno quattro cinque occasioni per incrementare il bottino sarebbe stato una mazzata che ci avrebbe messo in ginocchio e invece si è rivisto il carattere che siamo capaci di mettere in campo.

Sarà stato merito dell’innesto di Formiconi, può darsi, ma dobbiamo ammettere che i nostri giocatori avevano gli occhi della tigre e non solo hanno riguadagnato due gol di vantaggio grazie a Bisogno e Rencricca. Non solo!

Si sono fatti di nuovo riprendere dagli avversari sul 5 a 5 e solo nel finale, grazie alla seconda impennata d’orgoglio, hanno meritato la vittoria grazie ad un nuovo uno due confezionato da Buca e Bisogno.

La sesta rete dei rossi avversari non è servita a nulla, l’arbitro ha fischiato la fine e i nostri giocatori hanno gioito per una vittoria meritata che avrebbe dovuto essere decisamente più larga (gli avversari hanno colpito due pali ma Buca e Tani hanno entrambi colpito due incroci dei pali) considerando le tante occasioni da gol non concretizzate dai nostri attaccanti, almeno dieci nitide.

Ma forse è stato meglio così, all’Olympic serviva un match sofferto, combattuto, vinto non grazie alla forza tecnica ma grazie ai sentimenti, alla grinta, al cuore.

E cuore è stato! Pulsante e a forti tinte gialloblù!

 

NOTE: serata molto fredda. Spettatori, circa 10.

PAGELLE

PERRONE: 6+ cap.

Il capitano sullo 0 a 0 si oppone alla sua maniera con tre uscite che salvano la porta. Nella ripresa però il numero 10 avversario segna un gol con un tiro assist che si infila sotto il sette: peccato solo che aveva tirato quasi dal calcio d’angolo e Perrone sembri un po’ sorpreso.

Serata di numeri tondi: 550 presenze in gialloblù.

RENCRICCA A. : 7.5

Come è stato in passato con Aschettino, Sacchi e Ripanucci si giova immediatamente della presenza di un difensore dal carattere forte e dall’ottimo senso della posizione come Formiconi. Oltre alla buona prestazione difensiva si gode la buona compagnia di reparto andando a trovare per due volte il gol e diventando il capocannoniere gialloblù del torneo con 11 segnature.

Viene ammonito per proteste nella serata della presenza numero 199, un piccolo sforzo e si entra nella storia!

FORMICONI: 7+

Come facciamo a commentare senza brividi questo ritorno? Possiamo scrivere semplicemente che un giocatore con alle spalle 137 presenze con questa maglia (di cui 48 da capitano) non avrebbe dovuto avere problemi a collezionare la centrotrentottesima, nemmeno dopo sei anni, due mesi e ventidue giorni.

Sei anni fa per motivi che non staremo qui a giudicare o commentare le strade dell’Olympic e quella di Formiconi si sono allontanate, ieri si sono rincontrate ad un incrocio. Il futuro lo scriviamo da domani.

TAGLIAFERRI S. : 6.5

Si lamenta perché viene spesso spostato dalla difesa al centrocampo all’attacco ma un giocatore della sua duttilità è fondamentale per mantenere l’equilibrio quando i cambi stravolgono la squadra per uno o due quinti.

Un po’ a corto di ossigeno dopo la sosta (aveva saltato la seconda delle due amichevoli natalizie) ma sempre utile e ormai sulla via del pieno recupero.

BISOGNO: 7

Dopo che nel primo tempo il portiere gli aveva parato un paio di tiri davvero pericolosi si rende protagonista della seconda e della terza scossa gialloblù segnando il quarto e il settimo gol dell’Olympic con quest’ultimo che poi si rivelerà decisivo per la vittoria finale almeno quanto l’assist per il gol del 6 a 5 di Buca.

Nella serata della sua presenza numero 150 non solo ha gli occhi della tigre ma anche lo scatto del ghepardo.

TANI: 7

Caspita che incidenza sulla partita! A occhio e croce ha giocato qualche minuto in meno dei compagni eppure il suo uno due nel primo tempo è stato micidiale. Sul primo gol si fa trovare ben smarcato e deve solo deviare la sfera in rete ma nell’azione successiva è stato spettacolare vederlo seguire l’azione, chiamare l’assist a Buca e scaraventare in splendida coordinazione la palla sul secondo palo.

Dove vai se il Maghetto non ce l’hai?

BUCA: 6

Il nostro star player romeno ieri ha faticato più degli altri a trovare la grinta e la voglia di abbattere l’ostacolo rosso avversario. Un po’ troppo molle nei contrasti, poco concentrato in occasioni che avrebbero potuto fruttare altre reti e spesso ai margini del gioco.

In questa serata un po’ così ha comunque fatto vedere ai tifosi due assist per Tani, un incrocio dei pali pieni e il gol del 6 a 5 trovato con un bel sinistro al volo di cui il portiere avversario ha solo intravisto la scia luminosa con la coda dell’occhio.

Olympic 200 – Rome North Team 4-3

LUNEDI’ 4 GENNAIO 2009, ORE 21
STADIO CIRCOLO FLAMINIA
GARA AMICHEVOLE
ROME NORTH TEAM   –   OLYMPIC 2000
3-4

 

MARCATORI:

3 BRUSCO

1 RENCRICCA A.

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Juan Esteban Brusco

 

Il 2010 dell’Olympic comincia con una vittoria ottenuta in u incontro in cui la squadra gialloblù ha mostrato il peggio e il meglio di se. I ragazzi capitanati da Perrone, in trasferta presso il Circolo Flaminia per affrontare la Rome North Team guidata da Francesco Sforza, hanno dapprima offerto una prestazione in linea con il recente trend mentre nel finale, sospinti da un inaspettato impeto d’orgoglio, hanno ribaltato il punteggio che li vedeva sotto di due gol e hanno portato a casa un’affermazione che non cancella i problemi e i dubbi su questa squadra ma che almeno calma un po’ i tifosi e getta benzina nel fuoco del morale gialloblù, ultimamente un po’ fioco.

Per questa trasferta record, mai infatti la nostra squadra aveva giocato così lontano dal suo luogo di fondazione, l’Olympic doveva rinunciare ai titolari Guarino e Stefano Tagliaferri e con Sforza impiegato nelle file avversarie la società ha dovuto ricorrere ai ripari convocando ben due esordienti assoluti da affiancare a Perrone, Rencricca, Bisogno e Tani. Il primo esordio è sfumato in mattinata per il forfait di Walter Marletta (poi sostituito da Brusco) mentre il secondo si alla fine concretizzato per merito del centrocampista Dario Sorci.

E’ stato fin da subito chiaro che tra le due squadre la differenza era sostanziale: l’Olympic più organizzata sotto ogni aspetto, la Rome North Team praticamente una selezione di amici che occasionalmente si ritrova per giocare.

Eppure dopo l’1 a 0 firmato da Brusco questi amici si sono dati da fare, hanno messo in campo la loro qualità individuale e grazie alla grinta hanno messo sotto l’Olympic che ha attraversato una ventina di minuti di difficoltà assoluta in cui gli avversari facevano quello che volevano, le marcature erano saltate e la forza di volontà si perdeva nella oscure trame psicologiche dei nostri giocatori.

Insomma si è vista la solita Olympic abulica, molle, fiacca, senza verve contro la quale Francesco Sforza, normalmente facente parte di questo bel quadretto, una volta estratto dallo stesso è sembrato trasformato e ci ha punito con una doppietta molto bella che sarebbe potuta diventare anche una tripletta se la traversa non avesse aiutato Perrone.

Ad un millimetro dal disgregamento totale della nostra squadra poi qualcosa fortunatamente è scattato, la squadra è riuscita a fare quel piccolo ma difficilissimo sforzo di volontà e negli ultimi benti minuti gli avversari non hanno più superato la loro metà campo. Rencricca accorciava le distanze con un bel tiro da fuori mentre Brusco segnava due gol che significavano sorpasso e vittoria ai danni dei volenterosi avversari che durante la rinascita gialloblù erano anche fortunati visto che per due volte la traversa e una volta il palo li aiutavano.

Ultimo brividuccio nel finale quando un banale errore a centrocampo portava due avversari da soli di fronte a Perrone che però con un scatto felino intuiva le intenzioni di Sforza strappandogli in gola l’urlo di esultanza per il pareggio.

Il cronista stanco e amareggiato sottolinea l’orgoglio che ha portato alla rimonta e alla vittoria ma deve sottolineare maggiormente le solite note dolenti sperando come di consueto che queste magicamente scompaiano alla prossima e ormai imminente gara di campionato.

 

NOTE: serata molto fredda. Spettatori, circa 3.

PAGELLE

PERRONE: 6.5 cap.

Il voto sta tutto nell’intervento “da tre punti” su Sforza a pochi secondi dalla fine: un guizzo che significa vittoria quando già la curva stava preparando le bombe carta da gettare in campo.

RENCRICCA A. : 6

Tanta forza di volontà ma mal incanalata e mal gestita a causa di un caratteraccio che nelle situazioni di difficoltà potrebbe essere di grande aiuto per i compagni e invece finisce per infastidirli. Bello il gol del 2 a 3, sfiora la doppietta colpendo la traversa con un pallonetto geniale dalla trequarti.

TANI: 6

Dalla tribuna stampa vorremmo tirargli appresso i PC quando decide di ignorare i compagni e tentare la soluzione personale contro un muro di avversari perdendo palla. Se migliora sotto questo aspetto rimarrebbe solo l’innegabile intelligenza tattica e la luce che quando si accende abbaglia le difese avversarie. Anche lui colpisce una traversa.

BISOGNO: 6-

Di chilometri ne macina più di un pony express ma poi sbaglia puntualmente al momento decisivo dell’azione quando si tratta di effettuare l’ultimo passaggio o di cacciare la palla in rete.

SORCI: 6

Il quinto esordiente stagionale si presenta ai suoi nuovi tifosi come un mix tra Bisogno e Venturi. La sua prestazione è fortemente inficiata dalla scarsa condizione fisica e atletica conseguente un lunghissimo stop per infortunio ma abbiamo rilevato una indubbia qualità e buon senso tattico che in prospettiva potrebbero fare comodo alla causa.

Avrebbe potuto bagnare l’esordio con un gol ma ci si è messo il palo a rovinare tutto.

BRUSCO: 6.5

Match winner della serata grazie alla sua tripletta scaccia mostri. Il suo raggio d’azione non è amplissimo ma sotto porta si fa sentire grazie ai suoi chili e ai suoi centimetri. Sarebbe potuta essere una serata ancora più trionfale se avesse sfruttato meglio qualche altra occasione ma uscire dal campo tra gli applausi di una curva che rimane in aperta contestazione con la squadra mi sembra comunque un bel traguardo!

Olympic 2000 – EAS 3-7

LUNEDI’ 28 DICEMBRE 2009, ORE 21
STADIO PARCO DEI MEDICI
GARA AMICHEVOLE
EAS   –   OLYMPIC 2000
7-3

MARCATORI:

1 BISOGNO

1 PERRONE

1 TAGLIAFERRI S.

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Stefano Tagliaferri

 

Finisce qui il 2009 gialloblù, un anno davvero particolare in cui alle due finali perse a febbraio e a luglio sono corrisposte un numero impressionante di sconfitte che, per come sono maturate, hanno spesso fatto storcere il naso a critica e tifosi.

A volte sono state sconfitte contro formazioni che di buono avevano solo la grinta e il carattere, altre volte sono stare vere e proprie debacle inaspettate dovute a black out spesso immotivati. Ma il filo conduttore è stato quasi sempre la mancanza di determinazione, quel quid che mancava per rendere determinanti prestazioni anche buone ma quasi sempre incomplete proprio per l’assenza di fuoco negli occhi e nel cuore, quel fuoco che rende possibile ogni impresa e ogni vittoria.

La partita di ieri non è sfuggita a questo leit motiv e, nonostante la squadra avversaria fosse imbottita di buoni giocatori e avesse un buon gioco, l’Olympic avrebbe potuto benissimo portare a casa una vittoria mostrando più cattiveria, facendo qualche fallo in più e dimostrando più cinismo in area di rigore.

Si è giocato presso il circolo sportivo del Parco dei Medici, teatro nel 2003 della sfortunata esperienza dell’Adidas Cup che poi sfociò nelle clamorose cessioni di Formica, Formiconi e Ciuffa. Il terreno di gioco era decisamente più grande di un normale campo di calcio a 5 e quindi la società avversaria ci aveva chiesto un incontro con formazioni composte da sei elementi ciascuna.

I gialloblù sono scesi in campo con Guarino in porta, e Rencricca, Stefano Tagliaferri, Perrone, Bisogno, Brusco, Bisogno e Tani a cercare di trovare un assetto decente trovandosi spesso a fare i conti con la paradossale difficoltà di disporre di un uomo in più.

Dopo lo 0-1 dell’EAS è arrivato il pareggio grazie allo splendido pallonetto di Perrone, schierato fuori dai pali dopo tempo immemore. Poi i padroni di casa si sono portati sul 4 a 1 grazie ma subito dopo c’è stata una fase piuttosto lunga in cui l’Olympic ha dominato il gioco. Il frutto di questo predominio piuttosto sterile è stato però solo il gol di Stefano Tagliaferri, bellissimo più per l’azione che per la conclusione vera e propria. Nella circostanza i giocatori gialloblù hanno dato vita ad un’azione tutta fatta di passaggi rapidi, al massimo due tocchi, e i risultati dovrebbero farci riflettere sul nostro modo di giocare.

Quando mancavano circa venti minuti al fischio finale l’EAS ha segnato il quinto gol a cui l’Olympic ha risposto con la rete di Bisogno. Sul 3 a 5 sembrava che l’Olympic potesse farcela, che l’altra squadra fosse un po’ stanca, e invece sono arrivati due gol evitabilissimi che hanno sancito il risultato finale di 7 a 3.

L’amichevole è stata sicuramente utile perché valida dal punto di vista agonistico ma i problemi di questa Olympic rimangono inalterati di settimana in settimana. Negli spogliatoi Filiberto Tarallo, convocato dalla nostra società per sopperire alla mancanza di un giocatore avversario, ha dichiarato di aver visto un’Olympic senza grinta.

Vero. Ma che male sentirselo dire anche da un avversario. Significa che il problema è proprio evidente anche dall’esterno.

Ragioniamo su queste parole e cerchiamo di cominciare un 2010 all’altezza della nostra storia.

 

NOTE: serata umida con leggera pioggia durante l’incontro. Spettatori, circa 3. Partita disputata da formazioni composte da sei giocatori ciascuna.

PAGELLE

GUARINO: 6-

Ci avevano riferito di un Guarino fuori forma nelle sue prestazioni come portiere in altri tornei cui sta prendendo parte e invece abbiamo visto un portiere abbastanza efficace, coraggioso e forse solo un po’ appannato nei riflessi e nella reattività.

RENCRICCA A. : 5

Tanti errori in una serata da dimenticare.

TAGLIAFERRI S. : 6-

Alla costante ricerca di minuti da mettere nelle gambe: missione compiuta. Segna il secondo gol gialloblù dopo un’azione bellissima della squadra.

TANI: 5.5

Partita a tutto campo. Cala nel finale ma per tre quarti di gara si è visto un buon impegno.

PERRONE. 5.5 cap.

Dopo otto mesi sveste la maglia numero 1 e si rigetta nella mischia. Fa vedere buone cose giocando a centrocampo dimostrando una tenuta atletica inaspettata probabilmente anche per lui. Apre le marcature dell’Olympic con uno stupendo pallonetto da centrocampo che intendeva servire Bisogno e invece beffa l’incredulo portiere avversario.

BISOGNO: 5

Segna la terza rete gialloblù ma sbaglia molti appoggi e passaggi, troppi anche considerando le condizioni insidiose del terreno di gioco.

BRUSCO: 5

A disagio nella confusione dell’attacco gialloblù. Pescato spesso in controtempo dai compagni. Era al rientro dopo tre mesi di assenza.

Olympic 2000 – Valeria2 7-8

LUNEDI’ 21 DICEMBRE 2009, ORE 20.40
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, IX GIORNATA
OLYMPIC 2000   –  VALERIA 2
7-8 (2-3)

MARCATORI:

4 TAGLIAFERRI S.

2 RENCRICCA A.

1 SFORZA

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Stefano Tagliaferri

 

Pochi mugugni, pochi fischi, soffocati dall’abbondante pioggia che rende tutto soffuso, che attutisce l’ennesima delusione che l’Olympic ha dato ai suoi tifosi, infreddoliti e tristemente meno sorpresi di questa ennesima sconfitta di quanto lo siano stati per la vittoria di carattere arrivata contro il Piper Club appena una settimana fa.

L’Olympic ha perso di nuovo, per la quinta volta in queste prime nove partite di campionato e ancora una volta di fronte che sebbene la sopravanzasse in classifica si era presentata alla Madonnetta con soli quattro elementi (il quinto sarebbe arrivato solo a fine primo tempo) e senza portiere titolare schierando tra i pali la controfigura di un capitello corinzio.

Con queste premesse il risultato di ieri assurge al rango di figuraccia, maturata pian piano e nelle medesime modalità di analoghe debacle di questa stagione. A nulla è servito schierare il rombo che aveva prodotto le vittorie contro Solite Pippe e Piper Club, a nulla è servita la rete numero 100 in competizioni ufficiali di Rencricca che ha sbloccato la partita.

Il Valeria 2 pareggiava già dopo qualche minuto quando ancora era in inferiorità numerica e quando si è ristabilito l’equilibrio di giocatori tra le due squadre l’Olympic ha dimostrato tutti i suoi limiti andando al riposo sul 2 a 3.

Quasi dimenticavamo di sottolineare le condizioni del terreno di gioco, un pantano biblico, confezionato dalle abbondanti piogge cadute nel pomeriggio e per tutto il match, che ha reso difficile l’equilibrio dei giocatori e i passaggi più semplici.

Ma la pioggia e le pozzanghere c’erano per entrambe le squadre eppure i gialloblù sembravano gli unici ad affogare negli specchi d’acqua sul campo mentre gli avversari sembravano fenicotteri nella stagione degli amori, grintosi e vogliosi di confermare la loro lusinghiera posizione di classifica che salvo harakiri li porterà dritti in Champions League.

A inizio ripresa Rencricca pareggiava i conti ma durava poco perché il Valeria 2 scavava un solco di parecchi gol che solo a fine secondo tempo veniva pian piano scalfito vuoi perché gli avversari nona vendo cambi vedevano ridursi le proprie energie vuoi perché non disponendo di un vero portiere ogni tiro che incredibilmente fosse indirizzato verso la porta avversaria si trasformava in gol.

Sarebbe bastato che la partita fosse durata un minuto di più per pareggiare o addirittura vincere ma sarebbe bastato anche un po’ più di testa, di concentrazione, di cattiveria, tutte doti che finora tutte le squadre affrontate, anche quelle battute, ci hanno mostrato e noi siamo riusciti ad emulare in rare e discontinue occasioni.

Dopo tanto deliquio sportivo da parte dei gialloblù chiudiamo il 2009 con tanti rimpianti dovuti totalmente a nostre mancanze: non riusciamo a tirare fuori le palle, già, non attributi ma proprio le palle e allora ci meritiamo la posizione di classifica che occupiamo e le sconfitte che da marzo in poi stiamo patendo, prima fra tutte la finale persa di Coppa UEFA quando mancava solo di aspettare il fischio finale per alzare la coppa.

Consiglio di fine anno: ritroviamo lo spirito del 2008, quando abbiamo vinto due tornei e la squadra superava ostacoli a prescindere da chi fosse in campo. Ricordate il 2008…

 

NOTE: serata fredda, umida e con abbondanti precipitazioni piovose. Spettatori, circa 4.

PAGELLE

PERRONE: 5.5 cap.

Le condizioni delle sue ginocchia peggiorano e la pioggia e il freddo non hanno aiutato a rendere il capitano reattivo e scattante, soprattutto nel secondo tempo. Si consiglia un periodo di stop con conseguente accertamento clinico e passaggio di consegne a Guarino.

RENCRICCA A. : 5.5

Sbaglia molto, si incaponisce con conclusioni da fuori area spesso improbabili ma è sempre il più presente e il più grintoso. Peccato aver segnato la rete numero 100 in competizioni ufficiali (e nella ripresa la numero 101) e non poter festeggiare degnamente. Diventa il capocannoniere gialloblù del torneo insieme a Stefano Tagliaferri con nove centri.

TAGLIAFERRI S. : 6.5

Datemi retta, se continua a migliorare con questa curva di progressi allora entro fine stagione avremo il campione di un tempo. Se sotto la pioggia battente e in una risaia è riuscito a segnare quattro gol allora aspettiamo con impazienza l’arrivo della primavera. Anche lui non è certo esente da errori ma non ha concesso nulla agli avversari sotto il profilo della grinta e va premiato con il titolo di miglior gialloblù in campo.

BISOGNO: 5.5

Onestamente non sbaglia molto ma nemmeno si fa notare per giocate particolari se non per un bel assist a Stefano Tagliaferri. Spesso si perde in un bicchiere d’acqua allargandosi troppo sulla fascia una volta ricevuta palla o non tentando la conclusione al momento propizio. Fa un po’ rabbia perché sappiamo che i mezzi li ha.

TANI: 5

In netto calo dopo le belle prove nelle ultime due gare. Troppo spesso tenta la via più difficile perdendo palloni in zone pericolose del campo.

SFORZA: 5

Segna un gol dei suoi beffando tutta la difesa avversaria ma la sua fumosità e scarsa concretezza lì davanti sono imbarazzanti. Presenza numero 48, supera Flavio Bramucci ed entra nella Top 20 della classifica presenze di tutti i tempi.

BUCA: 4.5

Che serata grama per il nostro presunto star player! Ti aspetti da un momento all’altro una giocata risolutiva, un passaggio illuminante, un dribbling che crei superiorità numerica, un bel tiro e invece ti ritrovi a commentare errori nei passaggi e una risposta caratteriale praticamente nulla. Lo attende un 2010 in cui dovrà dimostrare di valere i soldi spesi dalla società per lui.