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Olympic 2000 – Baricola 8-6

MARTEDI’ 20 SETTEMBRE 2016, ORE 21

LONGARINA

GARA 995

GARA AMICHEVOLE

 

OLYMPIC 2000 – BARICOLA

8-6 (1-4)

 

MARCATORI: 4 BISOGNO, 2 PERRONE, 1 FORMICONI, 1 TANI

 

Sale il livello, cresce l’Olympic. Ci voleva una partita così, contro un avversario tosto, per intensificare il lavoro di preparazione in vista dell’inizio del campionato. Mancano ancora tre settimane o giù di lì all’inizio del torneo ma questa Olympic offre prestazioni sempre più incoraggianti.

Il Baricola è stata la squadra rivelazione della scorsa stagione: dopo un inizio choc nel trofeo BDS 69, a gennaio ha cominciato a inanellare prestazioni via via sempre più convincenti fino ad arrivare alla finale di Europa League. In due partite i gialloblù avevano rimediato solo sconfitte quindi l’amichevole di ieri era un test decisamente probante.

Alla vigilia purtroppo si rendevano indisponibili i due attaccanti titolari Formica e Ruggeri ma questo è diventato poi uno stimolo a fare comunque bene perché in campionato capiteranno sicuramente situazioni di emergenza simili e una squadra con ambizioni deve sempre e comunque dimostrare concentrazione e grinta a prescindere da chi scende in campo.

L’inizio non è stato dei migliori perché in avanti si creava molto poco mentre in difesa si concedevano occasioni che gli avversari sfruttavano. Il Baricola si portava sul 3 a 0 e il primo tempo si chiudeva sull’1 a 4, risultato solo in parte mitigato dalla bella rete di Bisogno.

A inizio ripresa cambiava tutto: l’Olympic invece di calare fisicamente aveva un impeto di orgoglio e con energie inaspettate operava un pressing altissimo che impediva agli avversari di manovrare il gioco e addirittura di uscire dalla propria area. I gol arrivavano in rapida successione: Bisogno sembrava inarrestabile, Formiconi segnava un gol dei suoi e Perrone era il solito rapace. La festa veniva chiusa dalla scivolata vincente di Tani che dava il doppio vantaggio all’Olympic a pochi secondi dalla fine.

Partita vera, combattutissima, per di più giocata sui sessanta minuti anziché su cinquanta regolamentari e quindi anco più utile. Certo, non è stata un’Olympic perfetta perché tante cose nel primo tempo non sono proprio andate ma nel complesso è stata davvero una buona prestazione su cui lavorare.

 

PAGELLE

 

MAIOZZI: 6.5

Scalda la curva e i compagni con un paio di improperi che avrebbero scandalizzato anche un rapper del Bronx ma che lo aiutano a sbollire la rabbia per aver subito tre dei primi quattro gol su tiri deviati dai compagni e su cui avrebbe potuto arrivare. Nel finale di partita dà una grossa mano ai compagni e in quattro occasioni è decisivo.

 

RENCRICCA A. : 6.5

Salvo che nel finale di primo tempo, in cui appare appannato e in balia di Auddino, offre una prova più che soddisfacente. Qualcuno dei suoi bolidi telecomandati dà l’illusione del gol ma terminano di poco a lato del portiere avversario, un Cesare Cadeo in versione estremo difensore.

 

FORMICONI: 7

Mancando un Formica sulla fascia è chiamato a fare gioco ed è chiaro che non ha i tempi per far correre la palla. Poco male perché dopo la parentesi nel Lab tutto gli sembra più facile e conclude la gara, se non con una prova alla Gareth Bale, almeno alla Giaccherini. Momento magico a inizio ripresa: dribbling sulla fascia sinistra e gol da posizione angolatissima, dalla sua mattonella magica.

 

TANI: 6+

Penalizzato dall’influenza e dalla conseguente assunzione in dosi massicce di tachipirina sorprende compagni avversari e anche la WADA giocando a ottimi livelli, anche in difesa dove dà una grossa mano nel finale incandescente. Il suo secondo tempo si può raccontare in due scivolate: la prima con cui batte Maiozzi infilando la propria porta nel tentativo di anticipare un avversario. La seconda, che vale il definitivo doppio vantaggio, con cui batte il numero 1 del Baricola rischiando anche di sfregiarlo a vita.

 

BISOGNO: 7

E’ INCREDIBILE! I tifosi passano da un’azione in cui vorrebbero fargli un assegno in bianco alla successiva in cui lo contestano a gran voce. Ma lui non può farci niente e come i grandi campioni offre una prova discontinua ma illuminata da perle di inestimabile valore: il poker scaraventato nella porta avversaria è solo una parte del buono che ha fatto perché ci sono anche assist, ottimi movimenti e intuizioni che spesso, se viste in altri giocatori, lodiamo per settimane. Questo è un Bisogno che può vincere gli Olympic Awards, questo è il Bisogno di cui gli avversari hanno una paura nera. Lui umilmente nicchia e nelle interviste del dopo partita ha parole di ringraziamento solo per gli hacker italiani.

 

PERRONE: 6      cap.

Primo tempo da pelle d’oca: gli avversari dilagano e lui gli dà una grossa mano facendosi anticipare o perdendosi l’uomo in marcatura. Nella ripresa invece è decisivo per la vittoria: prima spedisce in rete un angolo di Tani con un tocco da pirata poi conclude un assist di Bisogno in gol ed è il gol decisivo per la vittoria prima che Tani chiuda il conto. Bello un suo salvataggio sulla linea con Maiozzi battuto.

Olympic 2000 – PdF 6-3

 

MARTEDI’ 6 SETTEMBRE 2016, ORE 22.15

LONGARINA

GARA 993

CHALLENGE TROPHY II, 2° INCONTRO

 

PDF – OLYMPIC 2000

3-6

 

MARCATORI: 2 RENCRICCA A., 1 BISOGNO, 1 FORMICONI, 1 FORMICA, 1 RUGGERI

 

Dopo i primi due incontri l’Irreal era impossibilitato a vincere il triangolare mentre il Pdf con tre punti poteva vantare un piccolo vantaggio nei confronti dell’Olympic che di punti ne aveva solo due. Entrambe le squadre avrebbero dovuto comunque vincere per portare nella propria bacheca il trofeo quindi c’era l’aspettativa di vedere una partita spettacolare e combattuta.

Il funambolico campione del PDF (tutti gli occhi sono stati a lungo puntati su di lui) portava in vantaggio il PDF ma l’Olympic ieri era concentrata e quadrata e in pochi minuti i gialloblù sommergevano di gol i fratinati di Binutti. Si arriva velocemente al punteggio di 4 a 1 per i gialloblù che giocavano un ottimo calcio tutto basato sul lavoro di squadra e che in difesa rischiava molto poco. Nel finale di partita l’Olympic segnava altri due gol ma subiva un piccolo calo di concentrazione che permetteva agli avversari di chiudere onorevolmente il mini match con lo score di 6 a 3.

L’Olympic vinceva quindi il triangolare con pieno merito e la vittoria portava la firma di tutti e sette i componenti della squadra che brillavano sia come collettivo che come singoli.

Sicuramente i critici diranno che è stata una vittoria di poco valore ma a questi rispondiamo esponendo alcuni validi punti di vista. L’Olympic in questo tipo di gare è un po’ come l’Italia, non riesce mai a dare il meglio di sé stessa; inoltre in questo periodo dell’anno sono anni che non brilliamo mentre in questo periodo sembra quasi che ci sia stata continuità tra la scorsa stagione e questa. A dimostrazione di tutto ciò c’è il dato riguardante l’ultimo triangolare amichevole vinto: era addirittura il 13 ottobre del 2008 e in quell’occasione portammo a casa la coppetta con due pareggi contro il vecchio Mo’viola e una selezione di onesti taglialegna dopolavoristi.

Morale: la serata di ieri è stata decisamente positiva considerando il momento della stagione.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 6      capitano

Dopo le belle parate della prima partita e il gol subito a inizio di questo secondo match si rilassa e aspetta il fischio finale.

 

RENCRICCA A. : 7

Segna una doppietta: insuperabile e micidiale. Si candida come barriera anti-migranti e alcuni paese dell’Unione Europea ci stanno pensando seriamente.

 

FORMICONI: 6.5

In crescita evidente: ha a che fare con un cliente scomodo come Magnanti e porta spesso a spasso per il campo allontanandolo dalla porta di Perrone.

 

BISOGNO: 6.5

Anche lui in crescita, soprattutto sul piano della concentrazione. Sulla fascia sinistra del campo della Longarina oggi pianteranno il granturco. Segna un gol molto semplice ma al termine di quella che probabilmente è stata la più bella azione gialloblù della serata.

 

TANI: 6+

Dopo le meraviglie della prima partita si rilassa e dà la classica mano dove serve ma poi Formica lo chiama ad un inserimento in stile Perrotta e lui colpisce una traversa con un tiro che è un Gianduiotto.

 

FORMICA: 7

Partita da 10 vero di una volta: fa il rifinitore per i compagni e poi trova anche un gol.

 

RUGGERI: 7

Gli avversari lo temono come il Canone RAI nella bolletta della luce e lui li fulmina con un gol frutto del pressing altissimo nell’area del PDF.

Olympic 2000 – Irreal 3-3 (7-6 d.c.r.)

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MARTEDI’ 6 SETTEMBRE 2016, ORE 21.35

LONGARINA

GARA 992

CHALLENGE TROPHY II, 1° INCONTRO

 

OLYMPIC 2000 – IRREAL

3-3 (7-6 dopo i calci di rigore)

 

MARCATORI: 2 RUGGERI, 1 TANI

 

La festa dei 27 anni è già alle spalle e la preparazione estiva dell’Olympic può ripartire con il suo programma di amichevoli. In questa stagione non ci sarà la Supercoppa Lido di Roma quindi l’inizio dell’attività ufficiale verrà inevitabilmente procrastinato obbligando la società gialloblù ad organizzare per suo conto partite probanti in modo da arrivare il più possibile pronti all’inizio del torneo invernale.

Ispirata dal mini torneo del Ventisettennale la società ha pensato di organizzare un triangolare sul modello dei “Tutto in una Notte” di qualche anno fa. In questo periodo è il modo migliore per testare giocatori, schemi e vivere partite con un certo agonismo che invece mancherebbe o sarebbe sicuramente inferiore negli stage di allenamento tra compagni di squadra.

A questa seconda edizione del Challenge Trophy partecipavano Olympic 2000, l’Irreal di Roberto Manoni e il PdF di Antonio Binutti. Nella prima gara Perrone e compagni facevano da spettatori e inaspettatamente la squadra di Magnanti faceva a fettine il collaudatissimo team bianco rosso di Manoni. Finiva 4 a 1 quindi l’Irreal rimaneva in campo per affrontare l’Olympic che si presentava a questo appuntamento al gran completo: Perrone in porta, Rencricca e Formiconi in difesa, Bisogno e Tani a centrocampo e Formica e Ruggeri in avanti.

La prima metà del mini match era dominata dall’Olympic che guadagnava il doppio vantaggio con un Ruggeri in forma smagliante. Poi l’Olympic si perdeva e in pochi minuti, causa errori dovuto ad un evidente calo di concentrazione, concedeva il pareggio agli avversari. Nel finale di gara le ultime emozioni: Francesco Tani trovava un gol che in molti ricorderanno a lungo al Longarina mentre l’Irreal pareggiava per il definitivo 3 a 3.

Da regolamento si procedeva ai calci di rigore in cui l’Olympic partiva malissimo con gli errori di Rencricca e Bisogno. Alla fine però con un po’ di fortuna e di bravura i gialloblù riuscivano a pareggiare il conto e andare ai tiri a oltranza e dopo diciotto penalty l’Olympic otteneva la vittoria guadagnando due punti.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 7      capitano

Maledetto dai biancorossi si gode gli improperi degli avversari arrivando più volte dove sembrava che non ci si potesse arrivare. Gatto ritrovato.

 

RENCRICCA A. : 6.5

Il vincitore del Giro del Cicolano 2016 sembra giochi in bici sfoggiando una velocità e una reattività maggiore rispetto ai diretti avversari. Gli avversari gli chiedono la borraccia e lui gliela passa alla Coppi con Bartali.

 

FORMICONI: 6

Esordio stagionale in gare ufficiali: ci fa vedere il solito Formiconi intervallandolo con uno impreciso e meno concentrato, diciamo un Formiconi discount. Necessita di altre partite per entrare in forma.

 

BISOGNO: 6

Diligente nella copertura della fascia sinistra ma spesso commette errori, anche per eccesso di generosità, che finiscono per danneggiare la squadra. Vorrei ma non Poss(t)o.

 

TANI: 7

Le Roi Francois! Prestazione magistrale del numero 16 gialloblù che da qualche tempo dà il suo meglio sulla trequarti trovando gol alla Michel Platini. Nel Ventisettennale aveva fatto brillare i flash a bordocampo per le sue perle e ieri sera si è ripetuto segnando un gol bellissimo con la facilità di chi scende in ciabatte a comprare il latte. Applausi per favore.

 

FORMICA: 6.5

Tutto il giorno ad organizzare il matrimonio di Andrea Fantini e la sera non ci vedo più  dalla fame. Nonostante una dura giornata di lavoro è il solito costruttore di gioco offensivo dell’Olympic che come un vigile ispira e direziona le giocate di Ruggeri. Guadagna tantissimi falli.

 

RUGGERI: 7

Grande inizio di stagione: è già tirato a lucido come una Ferrari appena uscita da un autolavaggio egiziano. I gol sono molto belli, prende la mira, tira e becca l’angolino. Like per lui!

Triangolare del Ventisettennale


MARTEDI’ 30 AGOSTO 2016, 21

LONGARINA

Trofeo dei 27 anni dell’Olympic 2000

La leggenda gialloblu ormai vive e si alimenta di sè stessa: inutile dire parole che nulla aggiungerebbero a quanto già dice la storia di questa squadra che, a questi livelli, non ha eguali. Dal 31 agosto 1989 l’Olympic è un simbolo di autentica passione per il calcio, senza fronzoli, senza gli eccessi del calcio moderno e quanto successo ieri sera alla Longarina è solo l’ennesima pagina di una storia entusiasmante che si rinnova di anno in anno e che continua a coinvolgere quanti rimangono affascinati da questa realtà.

Per la prima volta nella storia la società è riuscita ad organizzare un festeggiamento per il secondo anno consecutivo. Non era mai avvenuto ma il successo ottenuto lo scorso anno era tale che bisognava provarci a tutti i costi e, nonostante fossimo ancora in agosto, con tutte le difficoltà organizzative del caso, è uscita fuori una serata bellissima alla quale hanno partecipato diciassette giocatori e le loro famiglie.

Purtroppo mancavano alcuni titolari della squadra attuale e alcuni volti storici che la società aveva contattato per dare prestigio all’evento e basti pensare che per avere diciassette giocatori in campo ne sono stati contattati ben trentadue.

Nonostante i molti forfait si è comunque riusciti a mettere su un gran bel triangolare in cui c’è stato divertimento, clima rilassante ma anche un certo agonismo e quella voglia di vincere che il vero calciatore mantiene anche quando gioca a calcio balilla contro il figlio di due anni.

Ecco il resoconto di cosa è successo nei tre mini incontri:


1° incontro: TEAM GIALLO – TEAM VERDE 8-5

Marcatori: 3 Rencricca A., 3 Tani, 2 Formica (G); 2 Bisogno, 2 Gennari (V)

La prima gara vedeva scontrarsi i gialli di Maiozzi, Alessandro e Edoardo Rencricca, Tani, Careddu e Formica contro i verdi di Caprioli, Romagnoli, Manoni, Bisogno e Gennari. I verdi inizialmente guadagnavano il doppio vantaggio grazie a Bisogno e Gennari ma venivano in seguito rimontati grazie ad un Tani in autentico stato di grazia. Le magie del Maghetto davano il via alla vittoria dei gialli che nel finale mettevano la vittoria al sicuro grazie ai gol di Formica.

Classifica parziale: Gialli 3 punti, Blu 0 punti, Verdi 0 punti

2° incontro: TEAM BLU – TEAM VERDE 2-2 (1-3 d.c.r.)

Marcatori: 1 Ruggeri, 1 Scollo (B); 1 Bisogno, 1 Manoni (V)

Sequenza dei rigori: Manoni alto, Ciardi gol; Gennari gol, Perrone parato; Bisogno gol, Formiconi palo; Romagnoli gol.

Nella seconda partita i Verdi di Bisogno avrebbero dovuto vincere a tutti i costi per mantenere qualche chance di vittoria nel mini torneo e l’inizio sembrava essere incoraggiante per Bisogno e compagni che si portavano sul 2 a 0 grazie proprio al numero 7 di Acilia e a Manoni. Dopo aver sbattuto a lungo sulla difesa avversaria però nel finale i Blu chiudevano in crescendo prima accorciando le distanze con Ruggeri e poi trovando il 2 a 2 con Scollo a tre minuti dalla fine. La ara finiva in parità e ai rigori prevalevano i Verdi che però si precludevano in modo irrimediabile il primo posto in classifica.

Classifica parziale: Gialli 3 punti, Verdi 2 punti, Blu 1 punto.

3° incontro: TEAM GIALLO – TEAM BLU 2-4

Marcatori: 1 Formica, 1 Tani (G); 2 Ruggeri, 1 Formiconi, 1 Perrone

La finale che non ti aspetti dopo due partite: i Blu, nonostante la sconfitta ai rigori, battendo i Gialli potevano vincere il trofeo mentre alla squadra di Rencricca bastava un pareggio per blindare il primo posto in classifica. Si comincia e dopo nemmeno un minuto Tani firma il vantaggio dei Gialli. Per i Blu è dura, si sbatte sul muro difensivo avversario e Formiconi fallisce incredibilmente il colpo del pareggio. A metà incontro però arriva la svolta: Ruggeri accorcia le distanze mentre Perrone trova l’angolino giusto su azione da calcio d’angolo. Da questo momento in poi è tutta in discesa per la squadra Blu: Formiconi si fa perdonare l’errore precedente trovando un eurogol e Ruggeri firma il 4 a 1. Nel finale Formica segna il secondo dei suoi ma arriva il fischio finale e così, rocambolescamente, i Blu vincono il Trofeo del Ventisettennale.

Classifica finale: Blu 4 punti, Gialli 3 punti, Verdi 2 punti.

La serata si chiude in festa con le famiglie dei giocatori che invadono il campo della Longarina e la consegna dei trofei. E’ stata una serata da consegnare agli annali e che si proverà, con convinzione, a ripetere ogni anno. Sarà questa la stagione della definitiva rinascita a grandi livelli dell’Olympic? Questo non lo sappiamo ma siamo sicuri che ci sono tutti i presupposti perchè questa grande rimanga per sempre nel cuore di tutti gli appassionati di calcio.

PAGELLE TEAM BLU

Belli: 7

Era il 21 settembre 2015 quando il lupacchiotto di Dragona faceva registrare la sua ultima presenza nell’Olympic. In questo anno ha cercato di curarsi dall’infortunio a quel ginocchio maledetto facendosi infiltrazioni di succo di frutta ACE e Colla vinilica e sembra che l’articolazione si tornata quella dei tempi migliori (che noi non abbiamo mai conosciuto!). Gioca sena paura, toglie le castagne dal fuoco su Gennari e Careddu e vince il Trofeo dei 27 anni facendosi apprezzare come il miglior portiere della serata. Avviso a tutti i numero 1 gialloblù: Belli is back!

Formiconi: 6.5

Si vede che era la sua prima uscita stagionale infatti sembra abbia finito l’ultimo castello di sabbia in spiaggia. Nonostante ciò il talento non è acqua (forse è mirto!) e pur con qualche errorino veniale è sempre un pilastro inamovibile per qualsiasi squadra. Da Purgatorio l’errore all’inizio della “finale” (manda praticamente fuori un tiro cross di Ruggeri). Da Paradiso il gol con cui sposta le sorti del trofeo nelle mani dei Blu: dribbling al volo su Rencricca e tiro di prima imprendibile per Maiozzi.

Ciardi: 6

Cha-Cha-Ciardi! Il Nainggolan di Ostia forse è meno dinamico del suo idolo giallorosso ma forse è solo colpa di una cresta in meno. Non segna in nessuna delle due partite ma nel settore nevralgico del gioco ci mette un cuore grosso come quello di un bue da macello con i trigliceridi troppo alti.

Scollo: 6.5

Dalle tribune i più moderati sostengono che è un giocatore quanto meno “fumoso” ma lui in questo triangolare spreme al 110% la sua classe sudamericana e fa un figurone davanti al figlio Jordan. Due le perle della sua serata: il gol del 2 a 2 nel finale di gara contro i Verdi e l’assist per Perrone nel match decisivo.

PERRONE: 6+ cap.

Più facile organizzare il Ventisettennale che lottare gomito a gomito con i suoi compagni in mezzo al campo. Fa molti errori ma vive di preziosi flash come qualche buon recupero difensivo e il gol da fuori area che inverte il provvisorio vantaggio dei Gialli nell’ultimo incontro. Vince il Trofeo dei 27 anni dopo quello dei 20, dei 22 e dei 24.

Ruggeri: 7

In questo periodo sembra galvanizzato da tanti trofei ottenuti nella scorsa stagione. Pigna d’Oro, Scarpa d’Oro, Chioma Bionda 2017, Mister Discoteca Estate e Uomo più Votato dai Gay d’America. Con questi trofei in bacheca si può anche permettere di sbagliare qualche gol (fatica a segnare contro i Verdi) ma poi si scatena battendo Caprioli quando serve e diventando decisivo contro i Gialli. Sarà di nuovo la sua stagione?

PAGELLE TEAM GIALLO

Maiozzi: 6-

Dovrebbe fare come Montaldi: venire di corsa e scaldarsi sul raccordo anulare così eviterebbe di cominciare le partite sempre leggermente contratto. Inizialmente Gennari, Bisogno e Manoni lo battono un po’ troppo facilmente poi dobbiamo ammettere che è davvero sfortunato perchè i tiri che i vari Ruggeri, Formiconi e Perrone scoccano sono davvero imparabili e precisi. Abdica dopo aver alzato il Trofeo da protagonista nella scorsa stagione.

Rencricca A. : 6+ cap.

Conferma l’ottimo stato di forma evidenziato contro il PdF e segna anche tre gol contro i Verdi. Purtroppo contro i Blu cala molto e l’assenza di birra in panchina non agevola la situazione. Molto altruista, si erge a testimonial di Gianluca Bisogno come Pigna d’Oro 2017.

Careddu: 6

Era il 3 dicembre 2008: sono passati otto anni da quando Paolo “Das Ding” Careddu (così lo chiamano a Unter den Linden) ha vestito per l’ultima volta la maglia dell’Olympic e rivederlo in campo è stato davvero un piacere oltre che un vero tributo all’elemento nostalgia del calcio romantico. La montagna di muscoli di Fiumicino sorprende tutti con due prove tutte attenzione e fisicità e avrebbe meritato anche un gol per le sue volenterose scorribande offensive. Una prova decisamente rock ‘n’ roll!

Rencricca E. : 5.5

Cellulare e sigaretta in bocca alla Darione Hubner, dovrebbe essere il bomber “bis” della squadra gialla ma quando l’occasione non riesce a fare male nè a Caprioli nè a Belli. Meglio a centrocampo anche se non riesce a trovare l’occasione giusta per brillare.

Tani: 7

Prima partita: i Gialli perdono due a zero ma il Maghetto dei Parioli è lì e proprio come Maradona a Messico ’86 contro l’Inghilterra decide che è il momento di fare qualcosa. Non ci sono la Falklands in palio ma il tiro che vale il primo gol è preciso e letale mentre il secondo meriterebbe uno studio approfondito della Nasa: Francesco riceve palla e senza pensarci due volte inventa un tiro a giro che nemmeno Perrone, Belli, Maiozzi e Caprioli riuscirebbero a parare unendo le forze. Nel secondo mini match, nonostante il quarto gol della serata, vede sfumare il Trofeo dei 27 anni ma le quattro reti segnate gli valgono il titolo di capocannoniere.

Formica: 6+

Il “Toro dell’Infernetto” fa il verso al “Cigno di Utrecht” e fa praticamente reparto da solo favorendo gli inserimenti dei compagni e segnando una doppietta ai Verdi  e un gol, purtroppo inutile, ai Blu. Cala nel finale proprio come un toro nella folle corsa di Pamplona.

PAGELLE TEAM VERDE

Caprioli: 5

Per una serata l’imperforabile Caprioli diventa invece molto perforabile e nel primo incontro ha responsabilità su almeno cinque gol. Vorrebbe inveire come Maiozzi ma non sarebbe nel suo stile (peccato!) e nella seconda gara si riprende impedendo ai Blu di segnare almeno tre gol.

Romagnoli: 6

Con il figlio Alessio in arrivo appare motivatissimo e reattivo e sembra in autentico stato di grazia. A suo agio con Manoni per una coppia difensiva che già si era vista nell’Olympic Lab.

Manoni: 6

Dovrebbe essere il faro della squadra Verde e di idee ne ha molte e buone sebbene a corrente alternata. Molto bello il gol di tacco contro i Gialli e altrettanto bella la rete arrivando a rimorchio di Gennari contro i Blu. Una sicurezza per quantità e qualità.

Bisogno: 6 Cap.

Ci tiene moltissimo al vittoria e fa di tutto per ottenere un trofeo sfruttando al massimo una forma che appare già molto apprezzabile sebbene siamo in agosto. Nella prima partita segna una doppietta poi arriva un altro gol contro i Verdi ma a circa metà della gara contro Perrone e compagni la sua squadra, complice il fatto di non avere un cambio in panchina, cala molto e la vittoria sfuma. La rabbia del numero 7 di Acilia è molta e si sfoga sul Palazzo, sui social network e a casa con le figlie. Lo spirito è quello giusto per una stagione da protagonista!

Gennari: 6

Chi si aspettava un Gennari lento, macchinoso e fuori forma è rimasto deluso. Nel primo incontro è un pericolo costante e segna una doppietta mentre contro i Gialli riceve i lanci dalle retrovie rifornendo Bisogno e Manoni che possono così battere a rete. L’Olympic sta cercando un vice Arditi e chissà che non possa essere “Penna Bianca Gennari”!.

Olympic 2000 – PdF 12-7


Mercoledi 24/08/16, ore 20.30

ASD Promontori Sport Village

Gara 991

Amichevole

PdF – Olympic 2000

7-12 (4-4)

Marcatori: 5 Bisogno, 3 Rencricca A., 3 Ruggeri, 1 Ciardi

Un passetto in avanti. E’ questo che possiamo prendere di buono dall’amichevole di ieri sera contro il PdF, secondo impegno della preparazione estiva dell’Olympic. La settimana scorsa Binutti e Magnanti avevano fatto a fettine la difesa gialloblù e anche ieri si sono avvertiti forti scricchiolii nella nostra retroguardia ma il rientro in squadra di alcuni titolari e le gambe un po’ meno imballate hanno atto si che arrivasse una vittoria confortante.

Siamo ancora in pieno agosto e la forma non può essere certo ottimale ma è normale che in questa fase si migliori, sebbene di poco, di gara in gara e che l’intesa tra i singoli giocatori torni man mano quella dei tempi migliori.

Rispetto alla prima uscita stagionale l’Olympic beneficiava dei rientri di Rencricca e Ruggeri e proprio questi due top player formavano la spina dorsale dello schieramento gialloblù e la testa di ponte che si insinuava nella difesa avversaria. Nonostante l’Olympic giocasse sicuramente meglio rispetto a otto giorni fa il PdF riusciva comunque a chiudere sul 4 a 4 la prima frazione mentre a inizio ripresa i nostri ragazzi finalmente riuscivano a imporsi vincendo la gara negli ultimi venti minuti del match.

Sui singoli ribadiamo che Rencricca e Ruggeri sono già in forma più che accettabile, Perrone si è “scaldato” con il passare dei minuti mentre Bisogno nella ripresa è stato decisivo e galvanizzato dai tanti gol fatti.

Ora l’attenzione passa alla festa del Ventisettennale che si svolgerà martedì 30 agosto e che vedrà i giocatori impegnati in un triangolare celebrativo. L’attività ufficiale riprenderà quindi tra due settimane circa.

PAGELLE

PERRONE: 6+ capitano

Parte contratto ma diventa via via più reattivo e pronto negli interventi con il passare dei minuti. Nel secondo tempo diventa decisivo ma il gioco difensivo dell’Olympic è così lacunoso che gli si gonfia la vena alla De Rossi e per poco non lo scambiano per il buon Maiozzi quando sclera urlando “Ca**o, ca**o!”. Di testa è informa campionato.

RENCRICCA A. : 6.5

Entra lui e l’Olympic pareggia lo svantaggio iniziale nel giro di pochi secondi. Potrebbe essere solo una coincidenza ma credo che invece sottolinei giustamente l’importanza di questo giocatore per il gioco difensivo e offensivo gialloblù. Per lui anche una tripletta.

BISOGNO: 6+

Nel primo tempo il suo unico lampo è un bel gol su azione di calcio d’angolo nella quale sfugge alla marcatura e batte il portiere con un tiro potentissimo. Per il resto nella prima frazione inanella una sequenza impressionante di errori che poi spariscono nella ripresa grazie ad una grinta superiore a quella della media della squadra. Si vede che nei secondi trenta minuti è motivato e fiducioso nei propri mezzi perchè gioca sul velluto in entrambe le asi, prova tiri al volo e giocate spettacolari altri gol giungendo ad un bottino totale di cinque reti. Il suo secondo tempo rappresenta la buona strada verso grandi soddisfazioni personali.

TANI: 6

Sir Alex Ferguson e Sir Alessandro Santolamazza direbbero: “uhm… so and so…”. Prestazione contraddistinta più da ombre che da luci in effetti la sua ma Francesco ci ha abituato ad entrare in forma più avanti nella preparazione.

CIARDI: 6

Esordio stagionale anche per il buon Pierluigi che nel finale della scorsa stagione aveva finalmente trovato spazio in prima squadra dopo anni di tribuna. Alterna cose molte buone a cose piuttosto brutte ma quando gioca semplice gli riescono le cose migliori tra cui anche un bel goal. anche in questa stagione lotterà per un posto in squadra.

RUGGERI: 6.5

La Pigna d’Oro 2016 esordisce in questa stagione con una prestazione in piena continuità con quella finita un mese fa. Davanti fa reparto da solo, dispensa assist e segna una tripletta a cui si aggiungono due pali. Punta decisamente al double in Pigna d’Oro, impresa finora riuscita in 22 anni solo a Sacchi e Perrone.

Olympic 2000 – PdF 6-12

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MARTEDI’ 16 AGOSTO 2016, ORE 20

ASD PROMONTORI SPORT VILLAGE

GARA 990

AMICHEVOLE

 PDF – OLYMPIC 2000

12-16 (4-3)

 

MARCATORI:        3 PERRONE, 1 SCOLLO, 1 TANI, 1 AUTORETE

 

I rigori contro l’Ottica Vista Chiara e l’indimenticabile “trasferta del cuore” a Bologna sembrano lontani anni eppure la stagione 2015/2016 finiva solo venticinque giorni fa. Quei momenti ormai sono solo ricordi della storia gialloblù che da ieri si è arricchita della ventisettesima stagione di una squadra la cui longevità è diventata ormai leggenda. Chi gioca lo sa e i nuovi lo capiscono presto: giocare nell’Olympic è più ce indossare una semplice maglia e giocare maglia. E’ divenire parte di una Storia senza confronti a questi livelli: è puro calcio romantico come ormai se ne vede poco!

La prima uscita dell’Olympic nella stagione 2016/2017 era un’amichevole ufficiale che vedeva i gialloblù impegnati contro i Padri di Famiglia di Antonio Binutti. All’Olympic mancavano moltissimi senatori e, in pratica, con gli assenti ci si poteva comporre la squadra titolare.

La società aveva comunque stabilito di cominciare la preparazione e ai pochi titolari disponibili (Perrone, Bisogno e Tani) si aggiungevano i rientranti Scollo, Romagnoli e Maiozzi. L’Olympic cominciava tutto sommato bene ma già nel primo tempo era evidente che le gambe erano molto imballate e le idee confuse. La prima frazione terminava sul punteggio di 4 a 3 per gli avversari con i nostri che riuscivano comunque a rimanere in scia mentre nella ripresa avveniva un vero e proprio crollo e le due stelle del PdF, Binutti e Magnanti, facevano a fette la difesa gialloblù. Finiva 12 a 6 ma il clima era molto sereno, vuoi perché era solo la prima amichevole estiva, vuoi perché il campo di Via dei Promontori è stata invaso da tanti bambini in festa ma soprattutto perché l’importante era soprattutto correre e cominciare a smaltire le tossine accumulate durante le vacanze.

La preparazione continuerà, probabilmente contro questo stesso avversario, mercoledì 24 agosto, giorno in cui qualche titolare potrebbe rientrare.

 

PAGELLE

 

MAIOZZI: 5.5

Tra casa sua e la verde pineta di Ostia ci sono almeno due fusi orario e in dirittura di arrivo anche il navigatore svalvola ritardando il suo arrivo. Forse è per questo suo ingresso last minute al campo che appare poco reattivo e un po’ scarico. Nonostante ciò, a quattro mesi dalla sua partita in gialloblù, la sua prestazione non è poi così male.

 

ROMAGNOLI: 6.5

Il Montero di Ostia Antica non vedeva la prima squadra da diciotto mesi ma in tutto questo tempo aveva comunque gravitato nell’orbita dell’Olympic partecipando a molti stage. Il Romagnoli visto ieri è sembrato in grandissima forma tant’è che l’Olympic probabilmente ha perso la partita quando lui è uscito a inizio ripresa. Durante l’incontro ha stupito i presenti non solo con una miriade di interventi precisi e puliti ma anche con una serie di dribbling e assist nella metà campo avversaria da fare invidia al miglior Fabio Formica.

 

TANI: 5+

Fiato a parte sembra ispiratissimo ma ha un unico difetto: ritarda di qualche frazione di secondo il passaggio e quindi, spesso, moltissime sue azioni dirompenti vengono vanificate. A metà primo tempo illumina la pineta con un gol di tale bellezza da poter tranquillamente apparire nelle sigle dei programmi sportivi nazionali: tiro potentissimo dalla bandierina e gol sul secondo palo alla Cantona. Leader in questa partita insieme a Romagnoli e Perrone mentre a cena accusa i 400 grammi di carne bovina.

 

BISOGNO: 5

Nei giorni scorsi ha dichiarato il suo obiettivo: vincere la Pigna d’Oro 2017. Noi siamo tutti con lui anche perché il nostro numero 7 in quasi dieci anni di Olympic non ha mai ottenuto nessun Olympic Award. Per vincere l’agognato trofeo ci vorranno gol, assist e tanta grinta ma soprattutto la migliore condizione atletica, elemento che per un giocatore come lui è fondamentale. Ieri questa è mancata, come è normale che sia ad agosto, e la sua prestazione ne ha risentito parecchio.

 

PERRONE: 5.5                  capitano

Il capitano ha faticato moltissimo a gestire le poche energie e ha spesso fatti errori evitabili. Nonostante ciò ha mostrato una grinta superiore alla media e nel finale ha segnato una tripletta che ha alzato il voto anche se, ad onor del vero e per sua stessa ammissione, due gol sono stati il risultato di passaggi mal calibrati. Meraviglie di quel giocatore che chiamavano “Giotto”.

 

SCOLLO: 5

Quattro anni e mezzo per riconquistare la maglia e un primo tempo che giustificava la convocazione, con tanto di gol molto bello. Ripresa invece disastrosa, complice un drastico calo fisico e una errata gestione delle forze che gli ha spesso impedito di dare manforte ai compagni in fase difensiva. Lo rivedremo negli stage.

Amici di Bologna – Olympic 2000 2-8

t

SABATO 23 LUGLIO 2016, ORE 19

CENTRO SPORTIVO ITALIA (BOLOGNA)

GARA 989

AMICHEVOLE UFFICIALE

 

AMICI DI BOLOGNA – OLYMPIC 2000

2-8 (0-3)

 

MARCATORI: 4 FANTINI, 2 FORMICA, 2 RENCRICCA A.

 

Era l’8 maggio quando una battuta di Alessandro Rencricca diede all’organizzazione di una delle più grandi imprese della storia dell’Olympic. Quel giorno il vice capitano gialloblù propose ad Andrea Fantini di organizzare una partita tra Olympic e una selezione di amici bolognesi dell’ex numero 9 di Acilia ma c’era la consapevolezza che sarebbe stato molto, molto difficile.

Quattro giorni dopo la futura moglie di Andrea contattava Fabrizio Perrone per proporgli di organizzare un indimenticabile addio al celibato per Gambe Tonanti: l’Olympic sarebbe andata in trasferta a Bologna per un’amichevole a sorpresa n cui Andrea avrebbe rivestito la maglia gialloblù. Sono stati mesi di organizzazione frenetica, di contatti frequenti tra la società di Acilia e l’organizzatore bolognese Mauro Andraghetti. E’ stato difficile ma alla fine ci siamo riusciti!

 

Sabato 23 luglio è stato il giorno dell’evento. Alle ore 6.30 la famiglia Perrone al completo e Montaldi partivano in macchina alla volta di Bologna. Poco più tardi invece Fabrizio Formiconi e la compagna Paola cominciavano il loro viaggio in Freccia Rossa. L’arrivo della prima comitiva nel capoluogo romagnolo avveniva alle ore 11.15 circa mentre mezz’ora dopo arrivavano anche i Formiconi. Alle 12.30 stavano già tutti con i piedi sotto il tavolino in compagnia del vice capitano della selezione locale che li aveva accolti per un pranzetto di benvenuto. Mentre arrivano le prime tigelle e il vino scorreva a fiumi arrivava la notizia che la famiglia Rencricca e Fabio Formica erano ancora imbottigliati sul raccordo anulare. Erano le 13 e già era necessario chiedere il quarto d’ora all’arbitro!

 

Dopo un’ora e passa a mangiare come scofanati e dopo che una bottiglia di Pignoletto e una di Sangiovese erano state svuotate il gruppo si dirigeva verso l’albergo sito appena fuori del centro di Bologna. Sulla strada per recuperare la macchina però il buon Andraghetti cominciava il giro dei bar. Montaldi diveniva il suo migliore amico e compagno di bevute e l’amaro Montenegro e la sambuca scorrevano a fiumi. Nel frattempo foto di un traffico che scorreva a passo d’uomo arrivano sui cellulari di Perrone e il riscaldamento pre partita di Formica e Rencricca si svolgeva su un non ben specificato autogrill della bassa toscana.

 

Alle ore 16 circa il primo gruppo effettuava check in all’albergo e mezz’ora dopo arrivava anche il secondo gruppo dando vita a scene in pieno stile gita scolastica. Dopo un centinaio di foto e un’oretta di riposo si entrava in clima partita. Alle 17.50 la squadra e le wags si davano appuntamento nella hall e si partiva per il centro sportivo dove si arrivava per le 18.10. il tempo di cambiarsi e poi tutti nel parcheggio per accogliere e sorprendere il festeggiato che era rimasto miracolosamente all’oscuro di tutto.

Quando Andrea scorgeva i volti dei suoi ex compagni la carrambata era completa. Baci e abbracci, saluti e qualche lacrima facevano da contorno ad una re-union che era già storia.

Alle ore 18.50 l’Olympic era pronta per il calcio d’inizio così come la squadra degli Amici di Bologna in completo giallo nero. Le tribune erano colme di pubblico come non si vedeva da tempo mentre in panchina c’era il solo Simone Montaldi, impossibilitato a scendere in campo per un infortunio patito qualche tempo fa. Era assente anche Emiliano Belli che avrebbe dovuto fare parte della spedizione e perfezionare il suo rientro in campo dopo dieci mesi di inattività ma purtroppo, a pochi giorni dalla partenza, un imprevisto impediva alla famiglia Belli di aggregarsi.

 

Al fischio d’inizio è stato evidente che gli avversari erano poco avvezzi al calcio a 5 di un certo livello e l’Olympic, nonostante fosse molto imballata e ormai con la testa alle vacane, non ha avuto problemi a chiudere il primo tempo con tre gol fatti e nessuno subito. Nella ripresa i gialloneri segnavano due gol per la bandiera mentre l’Olympic dilagava fino all’8 a 2 finale. Il risultato era poco importante perché qui c’era un amico da festeggiare e a cui dimostrare tutto l’amore possibile e dieci ragazzi scesi in campo l’hanno fatto in pieno.

 

Al fischio finale le scene di affetto si ripetevano con ancora più calore, donne e bimbi invadevano pacificamente il campo e sul manto verde del centro sportivo Italia si respirava aria di festa e di gioia. La serata poco proseguiva con i ragazzi che andavano a cena e tornavano in albergo alle 3 di notte per poi ripartire scaglionati la domenica mattina. Tra meno di due mesi ci sarà il matrimonio che unirà Andrea e Lisa ma quello che è successo in questo week end dimostra l’amore che può scaturire dalla vera amicizia che colma qualsiasi situazione e distanza.

 

Prima delle pagelle chiudiamo con le parole di ringraziamento del festeggiato: “Quando lo si vuole veramente chilometri di distanza possono diventare pochi metri. Giornate apparentemente normali attimi indimenticabili. Quando si è circondati dagli amici tutto diventa possibile”

La stagione 2015/2016 dell’Olympic 2000 si chiude come era iniziata, con l’amore!

 

PAGELLE OLYMPIC 2000

 

PERRONE: 6 capitano

Il viaggio d’andata fila liscio anche se non azzecca l’autore di una canzone nemmeno quando attacca Gianna Nannini. In 27 ore a Bologna prende sette chili non risparmiandosi mai, nemmeno quando a tavola arriva il vino annacquato della Laguna da cui preleva a meno il ghiaccio in eccesso. In campo l’infortunio al polso lo limita parecchio ma rischia di fare la parata della stagione su Tabarroni dopo che il palo aveva respinto un primo tiro e l’attaccante avversario lo batte sulla ribattuta. Serata tranquilla anche se Montaldi lo accusa di tradire la futura moglie prima con una certa Marilù e poi con una certa Rosa Fasano. Scatenato invece al buffet della colazione in albergo.

 

RENCRICCA A. : 6

Parte da Roma con il sole alto e passa mezza giornata sul raccordo costringendo Formica a ripararsi all’ombra di un guardrail in sua attesa. In campo è il Rencricca in versione amichevole ma riesce a vincere il duello a distanza con il suo mito Tabarroni. Segna una doppietta poi al ristorante tenta l’imbucata al pool party privato ma l’impresa non riesce. Tra i più delusi dalla chiusura inaspettata del vicolo del Quartirolo.

 

FORMICONI: 6.5

Costante. Costante sul treno dove Trenitalia gli vende posti inesistenti; costante a pranzo dove si scola da solo mezza boccia di Pignoletto; costante in campo dove annulla Amorico. Il giorno dopo invece ingrana e in cinquanta minuti riesce a completare aperitivo e tragitto Piazza Maggiore-Stazione Centrale a tempo di record. Da notare che per le sue 25 ore a Bologna porta un trolley più grande di quello di Paola, Martina e Valentina messi insieme.

 

FORMICA: 7

Luglio eccezionale quello di Antoine. Nell’ultimo week end della stagione rischia la vita aspettando sotto il sole Rencricca in una piazzola del Raccordo Anulare poi entra in campo e fa vedere i sorci verdi agli avversari punendoli con una doppietta e con svariati assist. Fuori dal campo poi dà il massimo proponendo in successione di imbucarsi al pool party, di andare a Riccione, fare il giro dei locali bolognesi, uccidere Andraghetti, prendere un milk shake alle tre di notte e importare valigie a motore dalla Cina. Vulcanico! Domenica mattina il padre lo lascia a piedi sula via di Nizza e lui torna a Roma con Rencricca omettendo però di dare sue notizie all’arrivo. Chi l’ha visto?

 

FANTINI: 8

Il migliore in campo. Ad Acilia era Gambe Tonanti, a Bologna preferiscono chiamarlo Giandone, Rencricca lo chiama Cialdone. Il numero 9 sembra appesantito, si cappotta in campo tre volte in sei minuti coinvolgendo Tabarroni e rischiando l’omicidio ma segna anche quattro gol ricordando a tutti i suoi diagonali vincenti. Al ristorante stupisce tutti facendo l’occhiolino a Alba Longo capendo solo molto più tardi che si trattava di un travestito. Impeccabile e irreprensibile perfino quando si fa una foto con una zucchina e una ragazza intenta a festeggiare il suo addio al nubilato per le vie di Bologna. Commosso fino alle lacrime dal gesto di amici e compagni.

 

MONTALDI (dirigente accompagnatore)

Nonostante non scenda in campo è tra i più in forma cominciando a cantare cori anti-Bologna già da Dragona. In coppia con Perrone punisce tigelle, vino, affettati e spritz non facendo sconti a nessuno mentre il tandem con Andraghetti funziona alla grande senza prove di intesa. Bolognese dentro.

 

PAGELLE AMICI DI BOLOGNA

 

TAGLIAFERRI: 6.5

Il portiere bolognese ha un cognome ingombrante ma si scrolla di dosso la pesante eredità con parate e buon interventi che rendono il passivo più leggero. A metà primo tempo Formica quasi lo ammazza con un calcione in faccia ma lui tiene e conclude con coraggio la partita.

 

ANDRAGHETTI: 6

Soprannominato “Trip Advisor” dai romani grazie alle sue doti di organizzatore di eventi. Ricorderemo tutti la Laguna e il vicolo del Quartirolo mentre in campo la sua presenza si limita al fattore quantità posizionandosi come puro interditore. Per noi rimane il capitano morale di questa selezione bolognese.

 

AMORICO: 6

Testa da ala vecchio stampo non supportata da piedi educati al bel gioco. Comunque non sfigura.

 

SAVALLI (o SARALLO): 8

In campo si vede poco (e male) fino all’infortunio che lo costringe in panchina. Fuori dal campo invece è un ciclone dando segni di genialità al ristorante e in via del Pratello. Non vediamo l’ora di rivederlo a Roma a settembre.

 

TABARRONI: 7

In campo è tra i migliori: viso abbronzato e scolpito lo fanno sembrare un calciatore gentleman degli anni 60, un po’ Facchetti un po’ Riva. Trova anche un gol che scuote i suoi poi si perde nelle movenza aggraziate di Zelda Zonck. Quando arriva al Quartirolo scambia l’entrata di un box auto per l’ingresso del locale a luci rosse ma a quale punto aveva già dato tutto.

 

AMORICO: 6.5

L’Anselmo Robbiati del 2016. Tutto fantasia ed estro, trova anche un bel gol. In serata poi lo perdiamo di vista e a quanto sappiamo la sua auto è ancora nel parcheggio della Laguna.

Olympic 2000 – Ottica Vista Chiara 6-6 (0-2 d.c.r.)

Ruggeri protagonista nel primo tempo con un gol e un assist
Rencricca fallisce il suo penalty
la sequenza del rigore sbagliato da Arditi


LUNEDÌ 18-07-16, ore 21

Ostia Antica

Summer Cup II, semifinale

OLYMPIC 2000 – OTTICA VISTA CHIARA

6-6 (3-2) 0-2 d.c.r.

MARCATORI: 4 ARDITI, 1 RUGGERI, 1 TANI

AMMONITO: FORMICONI

La scena di chiusura della Summer Cup vede i giocatori dell’Olympic a centrocampo, i volti sono disperati, non ci sono lacrime ma una tristezza indicibile, quella si. Le lacrime mancano perché la consapevolezza di aver dato tutto c’è ma la disperazione è abbondante perché i nostri giocatori avevano un sogno che sembrava alla portata e che invece è svanito lasciando solo un grande vuoto.

E’ la dura legge del calcio, a volte dare il 200% non basta, a volte giocare alla pari con i migliori non è abbastanza e l’unica cosa che ti rimane è la certezza che questa volta, tra te e il sogno, ci si è messa di mezzo solo un po’ sfortuna. C’è un’immagine che mi rimane in mente tra le tante di cui scriverò ed è l’espressione di Ciardi che mima a Perrone un gesto con le mani a significare “mancava un pizzico così”. E’ vero, è mancato pochissimo questa volta.

Ci siamo giocati la finale con i più forti, quell’Ottica Vista Chiara che 77 giorni fa ci batteva all’esordio della Summer Cup per 9 a 4. Quella sera i bianco rossi si chiamavano City ed erano i campioni in carica del torneo. L’Olympic dominò a lungo ma sprecò molto e alla fine la sconfitta risultò giusta. Due mesi e mezzo dopo ci presentavamo a questa semifinale dopo l’impresa nei quarti in cui avevamo battuto i Foxes ma si sapeva che ci sarebbe voluta un’impresa vera e propria per accedere alla finalissima. Con lo spirito di chi non ha niente da perdere la migliore Olympic stagionale si presentava a Ostia Antica al gran completo e il palcoscenico era quello delle grandi occasioni. L’entrata in campo e la presentazioni erano memorabili mentre le prime battute di gioco confermavano che gli avversari erano tostissimi. L’Olympic andava subito sotto di due gol ma dopo aver incassato il colpo i gialloblù di azzurro vestiti cominciavano una rimonta epica: Ruggeri suonava la carica accorciando le distanze mentre Arditi pareggiava su invito dello stesso tedesco. La scena successiva vedeva l’ingresso di Tani e il 3 a 2 dell’Olympic firmato proprio dal numero 16 dei Parioli. 3 a 2 all’intervallo.

L’Olympic era in estasi agonistica: a inizio ripresa arrivava una tripletta magica di Arditi e in molti già vedevano la finale profilarsi all’orizzonte. Mancava però tantissimo. A metà secondo tempo l’Olympic aveva un calo fisico e psicologico e gli avversari ne approfittavano anche grazie all’innesto di un giocatore fresco di grande caratura tecnica. Dall’euforia si passava alla paura: l’Ottica segnava prima due gol in rapida successione, poi pareggiava. Sul 5 a 5 Formica sbagliava anche un tiro libero aumentando la paura di rovinare tutto in dieci maledetti minuti e alla fine gli avversari segnavano anche il gol del 6 a 5.

Mancava da giocare solo il recupero, i secondi scorrevano velocissimi ma l’Olympic aveva ancora in serbo qualche energia nervosa. Era Arditi a trovare lo spunto decisivo: il folletto di Anguillara guadagnava un altro tiro libero e stavolta si incaricava della battuta. La palla entrava in rete e l’arbitro fischiava la fine.

Si andava ai calci di rigore.

Il regolamento del torneo prevedeva che si battessero solo tre rigori per squadra e forse la storia dell’Olympic era già scritta. Era destino che l’autentico uomo in più della squadra in questo torneo, Chicco Arditi, spedisse la palla sul palo e che Rencricca si facesse parare il suo tiro. L’Ottica insaccava due volte la palla e poi festeggiava, non prima di aver reso i giusti onori ai nostri giocatori che per ampi tratti hanno meritato la finale giocando alla pari con i campioni in carica e, probabilmente, con i futuri campioni.

Rimangono le parole dei protagonisti che hanno voluto dare un senso a quanto successo. Formiconi ha dichiarato: “L’amarezza e la delusione x la partita di ieri ci rimanga sempre un po dentro così da farci ricordare che siamo vivi! Che non andiamo solo per partecipare!

Anche Perrone ha detto la sua: “Il giorno dopo è anche peggio. Ci mettiamo troppa passione per lasciar correre, troppa attesa durante la giornata per dimenticare immediatamente e sogniamo troppo per voltare pagina.

Ma voltare pagina si deve e si dovrà ricominciare daccapo tra qualche mese ricordandoci per sempre quello che possiamo fare con il gruppo, con il giusto spirito e magari con un campione che ci faccia diventare grandi. Meritiamo serate così,meritiamo tornei così, meritiamo, prima o poi, di vincere qualcosa tutti insieme. Cominciamo a settembre?”

Finisce la stagione, una delle migliori degli ultimi anni, in cui le delusioni sono state molte di più rispetto ai momenti belli. E’ arrivato il secondo terzo posto consecutivo in Supercoppa, poi c’è stato un inverno avaro di soddisfazioni. Poi è arrivata la primavera: si poteva fare di più al Lido ma quanto fatto in questa Summer Cup ripaga, se non di tutto, di molto.

Paradossalmente questo non è punto di arrivo. L’Olympic è composta perla quasi totalità di ultra trentenni eppure questo è un nuovo inizio. Sognare si può perchè abbiamo più passione di chiunque altro e, da ieri, anche la consapevolezza di avere molto, ma molto di più nelle gambe.

Sequenza dei rigori: Ottica gol, Arditi palo, Ottica gol, Rencricca A. parato. Finale 0-2.

PAGELLE

PERRONE: 5 capitano

La sua semifinale è triste e sbagliata. Si vede che non è a posto fisicamente e nel pre partita cerca di trovare da solo quella concentrazione che potrebbe sopperire alle gambe pesanti. Purtroppo non gli riesce e non è il solito Perrone, anzi, concede agli avversari troppe incertezze è troppo gol. Capita, gli diranno nel finale avversari, arbitro e compagni, ma la rabbia resta anche perché non riesce a essere decisivo nemmeno ai rigori. Stagione buona la sua, sia sotto il profilo delle presenze che delle prestazioni. Peccato solo per questa conclusione non degna.

RENCRICCA A. : 6.5

Concentrato come un mix di vitamine, solido come un muro di mattoni. La cavalcata gialloblù deve molto al numero 4 di Centocelle che anche ieri ha confermato l’ottimo trend stagionale da maggio in poi. Il rigore fallito nella lotteria dei penalty rimane un mero dato statistico.

FORMICONI: 6.5 ammonito

Fabrizio in questa stagione appena conclusa è tornato quello di quattro anni fa e non è un caso che l’Olympic sia tornata a giocare partite importanti. Ieri ha lottato con le buone e con le cattive e si è confermato come uno dei difensori più forti in circolazione. Grande stagione.

ARDITI: 7.5

Il Genio, un po’ Savicevic, un po’ Baggio e un po’ Donadoni nel senso che mai come in questa serata è stato regista, tornante, rifinitore e realizzatore. Comincia con l’imbucata che vale il 2 a 2, prosegue con l’assist per Tani che vale il 3 a 2 poi nella ripresa si fa trovare pronto all’appuntamento con il passaggio di Formica e alla fine, dulcis in fundo, trova un tiro di sinistro che l’eccellente portiere avversario può solo ammirare. Dopo tre anni l”Olympic ha di nuovo un giocatore capace di decidere le partite da solo e di dare senso e valore all’impegno del resto della squadra. Ora lui tornerà al suo orto e ai suoi cinghiali ma non si dovrà meravigliare se sorprenderà gli emissari della società attenderlo dietro ai cespugli perchè l’obiettivo del management è quello di fargli un anno di contratto full time per la stagione 2016/2017. Lo chiedono i tifosi, i compagni e lo confermano i 14 gol e 6 assist realizzati in sole 6 partite. Chicco, Olympic Wants You!

BISOGNO: 6

In questa semifinale non ha trovato uno spunto da ricordare ma il suo impegno e la sua tigna sono spesso state determinanti per sbrogliare situazioni spinose in area. La stagione appena finita ha consegnato all’Olympic un Bisogno di nuovo titolare dopo l’esperienza prima allo Scarsenal e poi al Bernocchi ma è stato un Bisogno altalentante a volte da 5, altre da 6 e altre ancora da 7. La prossima stagione dovrà essere quella di una nuova consacrazione partendo da gol e dagli assist di questa annata che non sono stati per nulla trascurabili.

TANI: 6.5

Il Tani di questo ultimo scorcio di stagione meriterebbe una piccola Pigna d’Oro. Sia nella Summer Cup che nel Lido il Maghetto ha avuto spesso un impatto sulla partita decisivo trovando gol e assist che hanno molto spesso infiammato compagni e platea. Il gol di ieri avrebbe meritato di essere uno di quelli decisivi per l’accesso in finale. Così non è stato ma il Francesco che è uscito ieri dal campo è decisamente un uomo in più per la squadra.

FORMICA: 6.5

La sua doppietta ci ha portato in finale. Ieri ha dato il suo contributo con un assist e una prova tutta grinta e cattiveria agonistica grazie alle quali ha retto il centrocampo gialloblù per lunghi periodi. In questa stagione è stato spesso tra i più positivi, anche nei momenti difficili, ed è questo che entra prepotentemente in lizza per la Pigna d’Oro 2016.

RUGGERI: 6.5

Anche Alex come Tani ha avuto un gran bell’impatto sul match trovando un gol e un assist importanti che hanno avuto il merito di scuotere la squadra dopo lo 0-2 dell’Ottica. Poteva essere un colpo da KO mentre il nostro numero 11 ha fatto rialzare i compagni poco prima che l’arbitro contasse i secondi. In questa stagione Ruggeri è stato sempre sulla cresta dell’onda: a inizio 2016 ha fatto il fuoco poi in primavera si è momentaneamente allontanato dalla squadra per tornare centemente più forte e motivato che mai. Basterà per vincere qualcuno degli Olympic Awards?

Olympic 2000 – The Foxes 3-2

a notte fonda dopo la partita
Cuore ed entusiasmo Tani
la concentrazione del capitano

GIOVEDI’ 14 LUGLIO 2016, ORE 22

OSTIA ANTICA 1926

GARA 987

SUMMER CUP II, 1° TURNO PLAY OFF

 

OLYMPIC 2000 – THE FOXES

3-2 (2-2)

 

MARCATORI:          2 FORMICA, 1 ARDITI

AMMONITO:            FORMICA

 

“…notti magiche.. inseguendo un gol…” per noi nati a cavallo tra gli anni 70 e gli anni 80 questo è l’inno delle imprese, sono le note che ci fanno sognare e venire i brividi. E’ per questo che apriamo l’articolo sulla partita di ieri canticchiando la canone di Gianna Nannini e Fausto Leali, perché ieri l’Olympic ha vissuto la più bella notte magica degli ultimi sei anni.

Era dalla finale del Torneo di Apertura 2009/2010 che l’Olympic non raggiungeva un risultato così importante in un torneo così tosto e non c’è Challenge Cup o Europa League che tengano, la vittoria di ieri ci proietta nella semifinale della Summer Cup e riporta i gialloblù su un grande palcoscenico calcistico dopo sette stagioni travagliate e con pochi sorrisi.

L’avvicinamento al primo turno dei play off del torneo di Ostia Antica non era stato dei migliori: la vittoria contro il Tower’s all’ultima giornata non era servita a migliorare la classifica dell’Olympic che al termine della prima fase si era classificata al quinto posto guadagnandosi come avversaria nei play off un avversario tostissimo. Erano i Foxes a sbarrarci la strada verso la semifinale, una di quelle formazioni che non avevamo battuto nel girone e che ci aveva dato l’impressione di essere tra le più attrezzate.

Ma l’Olympic si presentava al campo con la migliore formazione possibile (assente solo Ruggeri) e con tanta voglia di riscatto dopo la clamorosa eliminazione al Lido di Roma. L’1 a 0 arrivava dopo pochissimi secondi e proveniva dai piedi fatati di Arditi che consegnava a Formica una palla da far accomodare in rete. I gialloblù di azzurro vestiti esultavano ma la gara era ancora lunga.

Il fuoriclasse gialloblù di questo torneo, Chicco Arditi, poco dopo era ancora protagonista, stavolta in negativo: prima consegnava agli avversari la palla del pareggio e successivamente si faceva superare troppo facilmente sulla fascia permettendo ad un avversario di segnare l’1 a 2. Troppe volte in situazioni del genere l’Olympic collassava e invece stavolta si vedeva che negli occhi dei nostri c’era il fuoco giusto. Prima dell’intervallo Formica dava sfogo a questo fuoco creando da solo il gol del pareggio. Botta sotto la traversa e 2 a 2, c’est magnifique Antoine!

 

Il secondo tempo viveva 25 minuti di grande intensità in cui tutti davano il meglio di se stessi. Rencricca e Formiconi battagliavano senza sbagliare nulla in difesa, Formica prendeva botte a ogni azione, Tani e Bisogno erano utilissimi per dare respiro ai compagni e alla manovra e Perrone parava quando c’era da parare. Manca all’appello Arditi, che doveva farsi perdonare gli errori del primo tempo, ed era proprio lui, a sette minuti dalla fine, a segnare il gol del 3 a 2 su assist di Formiconi. Il numero 8 metteva una grande palla in mezzo, Arditi la intercettava deviando in rete ma il portiere riusciva a spizzarla. La sfera finiva comunque nei pressi del palo dove il fuoriclasse di Anguillara riusciva a ribadirla in rete.

In quel momento mancavano otto minuti alla fine e l’Olympic accelerava la frequenza dei cambi anche se ormai le forze cominciavano a mancare. L’ultimo momento thrilling dell’incontro accadeva a tre minuti dal fischio finale quando l’arbitro era costretto ad assegnare alle Volpi un tiro libero. In quel momento il Destino stendeva la propria mano sull’incontro: l’attaccante Ilgrande, il più tecnico dei suoi, veniva chiamato in causa dai suoi per tentare la trasformazione ma lui declinava con una smorfia di dolore causata da un infortunio latente. Sul dischetto si presentava un compagno che, ipnotizzato da Perrone, spediva a lato lasciando l’Olympic in vantaggio.

Dopo questo pericolo scampato si giocava poco perché era tutta uno spazzare la palla il più lontano possibile dalla porta gialloblù. Poi arriva il triplice fischio e i nostri potevano gioire. Le scene di esultanza ricordavano quelle di un altro quarto di finale, quello del Torneo Apertura 2010 quando l’Olympic sconfisse ai rigori l’M&M. Molti di quei giocatori erano ancora in campo ieri, infiniti come la squadra di cui fanno parte, infiniti come la storia di cui sono riusciti a scrivere un’altra pagina memorabile.

E ora la semifinale: lunedì 18 luglio contro l’Ottica Vista Chiara che ci ha sconfitto nella prima giornata di questo torneo. I tifosi sanno che sarà difficile ma attendono un’altra impresa.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 6.5  capitano

Non giocava una partita vera tra i pali da ventiquattro giorni ma si vedeva che era concentrato e che voleva regalarsi un’altra notte magica. La più bella parata la fa sull’1 a 0 quando un avversario lo dribbla ma lui da per terra gli devia la palla in angolo. Il resto è normale difesa di un fortino che nel secondo tempo tiene come ai vecchi tempi.

 

RENCRICCA A. : 7

Dopo la flessione di fine giugno luglio ci riconsegna il miglior Rencricca. Ieri sera in versione prettamente difensiva è stato un pilastro e non ha sbagliato praticamente nulla. Probabilmente questa è stata la sua migliore stagione da almeno quattro anni a questa parte.

 

FORMICONI: 7

L’organizzazione del torneo lo elegge Man of the Match ma sicuramente Simone Montaldi lo eleggerebbe Runner of the Match perché oltre a difendere come il miglior Chiellini corre anche come un instancabile maratoneta centrafricano. Il Masai gialloblù poi trova l’assist per il gol vittoria di Arditi e in una stagione in ne ha trovati un po’ di meno rispetto al solito ha giustamente deciso di inventarne uno che porta l’Olympic dritta in semifinale.

 

ARDITI: 6.5

A fine partita dichiara: “se in semifinale giochiamo come stasera siamo spacciati. Serve un altro Arditi e sicuramente ci sarà! Godo a giocare le partite partendo da sfavorito, sai che devi dare il massimo e trovi energie che non pensavi di avere. Contro l’Ottica Vista Chiara ci vorrà coraggio, altruismo, fantasia e tanta voglia di vedere l’Olympic campione!”

Non possiamo che applaudire a queste parole provenienti da un giocatore che si è subito innamorato e coinvolto nel background gialloblù. E’ vero, in semifinale ci vorrà un altro Arditi perché quello di ieri ha regalato momenti bellissimi come l’assist per Formica o il gol vittoria ma è anche stato protagonista dei due gol delle Volpi. Nonostante ciò, averceli giocatori come lui: è stato nervoso più del dovuto, ha fatto qualche errore ma poi ha anche fatto scendere la manna dal cielo. Noi speriamo solo che le sue parole diventino realtà.

 

TANI: 6

Sedicesima presenza stagionale grazie alla quale supera Attili ed entra nella top 7 delle presenze di questa annata. La prestazione del numero 16 azzurro/gialloblù ieri ha vissuto due diversi momenti. Quando è entrato nel primo tempo ha commesso qualche errore nei passaggi mentre quando ha fatto il suo ingresso nella ripresa è stato fondamentale giocando come punta centrale contribuendo a far salire la squadra e a tenerla corta. Ha anche avuto qualche chance per fare male alle Volpi ma non ha avuto fortuna. Lui il 6 febbraio 2009, nella famosa partita contro l’M&M, c’era e c’era anche ieri divenendo un indicativo fil rouge della storia della squadra.

 

BISOGNO: 6

E’ una partita in cui l’Olympic sulle fasce o è molto accorta schierando Formiconi o è molto aggressiva con Arditi quindi un fluidificante alla Giaccherini come lui non ha molto modo di rendersi utile. Nonostante questo piccolo dettaglio tattico la freccia azzurra di Acilia gioca una gara tutta d’impegno e sacrificio e ha l’enorme merito di far rifiatare i compagni entrando quando Formica o Arditi vanno in riserva. Anche nel 2009, in quel famoso quarto di finale, non fece una partita con molti spunti ma poi, in semifinale, punì il Cosmorec con un gol decisivo. Affare fatto?

 

FORMICA: 7+    ammonito

Se tenesse la bocca a freno sarebbe un gentleman dell’élite calcistica locale invece gli arbitri lo considerano il classico 10 bad boy alla Cantona. In questa partita viene ammonito, rischia il rosso per proteste ma saremmo ingenerosi a ricordare solo questo particolare perché è proprio Fabio a mandare a casa i Foxes con una doppietta pregevole: prima chiude un triangolo con Arditi poi, quando l’Olympic è sotto di un gol, trova un tiro meraviglioso che sbatte violentemente sotto la traversa ed entra in gol. In semifinale servirà un Formica così ma anche un Formica più tranquillo perché l’Olympic ha troppo bisogno dei suoi gol!

Olympic 2000 – The Boys 3-7

Martedì 12 luglio 2016, ore 21

Longarina

X Torneo Lido di Roma, Europa League, semifinale

Olympic 2000 – The Boys

3-7 (2-2)

Marcatori: 1 Bisogno, 1 Formica, 1 Ruggeri

Se mettessimo in una stanza i cento migliori cervelli del mondo a studiare per un anno scommettiamo che non troverebbero la soluzione al problema: perché l’Olympic ha perso la partita di ieri?

Gli elementi per superare la semifinale di Europa League e giocarsi la finale c’erano tutti: l’Olympic viveva tutto sommato un buon momento, la formazione era la migliore possibile e l’avversario non è che avesse fatto sfracelli nella prima fase.

E poi c’era entusiasmo perchè la squadra indossava le nuove maglie dell’Italia brandizzate Olympic appena arrivate da Hong Kong via Lipsia. Insomma, quando dopo una fase di studio Formica segnava l’1 a 0 tutti pensavano che fosse il primo gol di una lunga serie che avrebbe portato alla vittoria.

I primi scricchiolii si sono avvertiti quando l’Olympic beccava il pareggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo a proprio favore. Errore atavico, quasi cronico: palla sparacchiata in area, intercettata dagli avversari, contropiede e gol. “…perseverare diabolicum!”

Poi arrivava il sorpasso dei “fratinati” guidati da Della Porta e solo un guizzo di Bisogno portava il pareggio in chiusura di frazione.

Ora la scena era questa: i Boys erano cinque giocatori contati e senza cambi in panchina, erano sudati e un po’ frastornati dal caldo e dalla fatica. Gli “azzurri gialloblù” avevano un cambio e sembravano in grado di dare un break all’incontro da un momento all’altro. In apertura di ripresa invece è successo l’impensabile: i Boys hanno trovato il 3 a 2 aiutati da un errore topico di Caprioli e poco dopo trovavano il 4 a 2 su autogol sfortunato di Rencricca che poco prima aveva sfiorato il pareggio.

Sul 4 a 2 la partita è finita: in tutto il secondo tempo l’Olympic è sembrata senza capo né coda e gli avversari hanno continuato a segnare fino al 7 a 3 finale. Sull’eliminazione dell’Olympic pesa la sfortuna, sicuramente, ma questa è una sconfitta sulla quale i demeriti della nostra squadra superano i meriti degli avversari.

Il Lido di Roma finisce così, nell’amarezza, con l’immagine dell’ex Fabio Imbembo che festeggia la finale raggiunta e con un gruppo di giocatori che mestamente guadagna l’uscita dal campo.

Non è ancora dei bilanci perchè domani l’Olympic è attesa dal quarto di finale di Summer Cup contro i The Foxes. La stagione continua e ancora c’è da giocare, da sognare, da vincere.

PAGELLE

Caprioli: 5

Dopo un primo tempo buono apre la ripresa facendosi scavalcare dal pallonetto che vale ai Boys il 3 a 2. Da quel momento l’Olympic ha un contraccolpo psicologico evidente e la partita diventa tutta in salita. Sbagliano i Neuer, sbagliano i Buffon e quindi questo di Davide è un errore pienamente perdonabile, per di più al termine di uno scampolo di stagione molto buono del neo portierone gialloblù. Chiude il torneo essendo l’unico giocatore presente in tutte e sei le gare. Per questa stagione la sua esperienza nell’Olympic è finita ma siamo sicuri che nella prossima annata lui ci sarà ancora.

Perrone: S.V.

Quando la partita è ormai decisa entra in campo per i dieci minuti finali per riprendere confidenza con il campo dopo le tante pittule pugliesi. La partita contro i Foxes lo aspetta e sarà una vera e propria prova del fuoco.

Rencricca A. : 5.5 capitano

Partita molto attenta nel primo tempo con un attenta marcatura sul bomber Tomassini. Nella ripresa cala molto fino all’uscita a dieci minuti dalla fine.

Formiconi: 5.5

Come al solito ce la mette tutta e l’assist per Formica è un bon bon tutto da gustare. Purtroppo non trova l’intensità delle partite migliori.

Bisogno: 5.5

Partita dai due volti: prima sbaglia qualche facile appoggio che avrebbe portato l’Olympic al gol e concede ad un avversario lo spazio per trovare l’1-2 poi si vede che vuole rimediare ai suoi errori e trova lo spunto per il 2-2 e l’assist nel finale per Ruggeri. Proprio come Quaresma, freccia a corrente alternata.

Formica: 6-

Con la 10 dell’Italia addosso risulta il migliore dell’Olympic. Segna l’1-0, conquista punizioni, gioca anche in difesa ed è quello che ci mette più cuore. Ahi lui non basta e alla fine è il più deluso.

Ruggeri: 5.5

Il gol lo trova al secondo minuto di recupero dopo due pali e altre occasioni potenziali fallite. Anche da lui serviva qualcosa di più.