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Olympic 2000 – Irreal 3-3 (7-6 d.c.r.)

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MARTEDI’ 6 SETTEMBRE 2016, ORE 21.35

LONGARINA

GARA 992

CHALLENGE TROPHY II, 1° INCONTRO

 

OLYMPIC 2000 – IRREAL

3-3 (7-6 dopo i calci di rigore)

 

MARCATORI: 2 RUGGERI, 1 TANI

 

La festa dei 27 anni è già alle spalle e la preparazione estiva dell’Olympic può ripartire con il suo programma di amichevoli. In questa stagione non ci sarà la Supercoppa Lido di Roma quindi l’inizio dell’attività ufficiale verrà inevitabilmente procrastinato obbligando la società gialloblù ad organizzare per suo conto partite probanti in modo da arrivare il più possibile pronti all’inizio del torneo invernale.

Ispirata dal mini torneo del Ventisettennale la società ha pensato di organizzare un triangolare sul modello dei “Tutto in una Notte” di qualche anno fa. In questo periodo è il modo migliore per testare giocatori, schemi e vivere partite con un certo agonismo che invece mancherebbe o sarebbe sicuramente inferiore negli stage di allenamento tra compagni di squadra.

A questa seconda edizione del Challenge Trophy partecipavano Olympic 2000, l’Irreal di Roberto Manoni e il PdF di Antonio Binutti. Nella prima gara Perrone e compagni facevano da spettatori e inaspettatamente la squadra di Magnanti faceva a fettine il collaudatissimo team bianco rosso di Manoni. Finiva 4 a 1 quindi l’Irreal rimaneva in campo per affrontare l’Olympic che si presentava a questo appuntamento al gran completo: Perrone in porta, Rencricca e Formiconi in difesa, Bisogno e Tani a centrocampo e Formica e Ruggeri in avanti.

La prima metà del mini match era dominata dall’Olympic che guadagnava il doppio vantaggio con un Ruggeri in forma smagliante. Poi l’Olympic si perdeva e in pochi minuti, causa errori dovuto ad un evidente calo di concentrazione, concedeva il pareggio agli avversari. Nel finale di gara le ultime emozioni: Francesco Tani trovava un gol che in molti ricorderanno a lungo al Longarina mentre l’Irreal pareggiava per il definitivo 3 a 3.

Da regolamento si procedeva ai calci di rigore in cui l’Olympic partiva malissimo con gli errori di Rencricca e Bisogno. Alla fine però con un po’ di fortuna e di bravura i gialloblù riuscivano a pareggiare il conto e andare ai tiri a oltranza e dopo diciotto penalty l’Olympic otteneva la vittoria guadagnando due punti.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 7      capitano

Maledetto dai biancorossi si gode gli improperi degli avversari arrivando più volte dove sembrava che non ci si potesse arrivare. Gatto ritrovato.

 

RENCRICCA A. : 6.5

Il vincitore del Giro del Cicolano 2016 sembra giochi in bici sfoggiando una velocità e una reattività maggiore rispetto ai diretti avversari. Gli avversari gli chiedono la borraccia e lui gliela passa alla Coppi con Bartali.

 

FORMICONI: 6

Esordio stagionale in gare ufficiali: ci fa vedere il solito Formiconi intervallandolo con uno impreciso e meno concentrato, diciamo un Formiconi discount. Necessita di altre partite per entrare in forma.

 

BISOGNO: 6

Diligente nella copertura della fascia sinistra ma spesso commette errori, anche per eccesso di generosità, che finiscono per danneggiare la squadra. Vorrei ma non Poss(t)o.

 

TANI: 7

Le Roi Francois! Prestazione magistrale del numero 16 gialloblù che da qualche tempo dà il suo meglio sulla trequarti trovando gol alla Michel Platini. Nel Ventisettennale aveva fatto brillare i flash a bordocampo per le sue perle e ieri sera si è ripetuto segnando un gol bellissimo con la facilità di chi scende in ciabatte a comprare il latte. Applausi per favore.

 

FORMICA: 6.5

Tutto il giorno ad organizzare il matrimonio di Andrea Fantini e la sera non ci vedo più  dalla fame. Nonostante una dura giornata di lavoro è il solito costruttore di gioco offensivo dell’Olympic che come un vigile ispira e direziona le giocate di Ruggeri. Guadagna tantissimi falli.

 

RUGGERI: 7

Grande inizio di stagione: è già tirato a lucido come una Ferrari appena uscita da un autolavaggio egiziano. I gol sono molto belli, prende la mira, tira e becca l’angolino. Like per lui!

Triangolare del Ventisettennale


MARTEDI’ 30 AGOSTO 2016, 21

LONGARINA

Trofeo dei 27 anni dell’Olympic 2000

La leggenda gialloblu ormai vive e si alimenta di sè stessa: inutile dire parole che nulla aggiungerebbero a quanto già dice la storia di questa squadra che, a questi livelli, non ha eguali. Dal 31 agosto 1989 l’Olympic è un simbolo di autentica passione per il calcio, senza fronzoli, senza gli eccessi del calcio moderno e quanto successo ieri sera alla Longarina è solo l’ennesima pagina di una storia entusiasmante che si rinnova di anno in anno e che continua a coinvolgere quanti rimangono affascinati da questa realtà.

Per la prima volta nella storia la società è riuscita ad organizzare un festeggiamento per il secondo anno consecutivo. Non era mai avvenuto ma il successo ottenuto lo scorso anno era tale che bisognava provarci a tutti i costi e, nonostante fossimo ancora in agosto, con tutte le difficoltà organizzative del caso, è uscita fuori una serata bellissima alla quale hanno partecipato diciassette giocatori e le loro famiglie.

Purtroppo mancavano alcuni titolari della squadra attuale e alcuni volti storici che la società aveva contattato per dare prestigio all’evento e basti pensare che per avere diciassette giocatori in campo ne sono stati contattati ben trentadue.

Nonostante i molti forfait si è comunque riusciti a mettere su un gran bel triangolare in cui c’è stato divertimento, clima rilassante ma anche un certo agonismo e quella voglia di vincere che il vero calciatore mantiene anche quando gioca a calcio balilla contro il figlio di due anni.

Ecco il resoconto di cosa è successo nei tre mini incontri:


1° incontro: TEAM GIALLO – TEAM VERDE 8-5

Marcatori: 3 Rencricca A., 3 Tani, 2 Formica (G); 2 Bisogno, 2 Gennari (V)

La prima gara vedeva scontrarsi i gialli di Maiozzi, Alessandro e Edoardo Rencricca, Tani, Careddu e Formica contro i verdi di Caprioli, Romagnoli, Manoni, Bisogno e Gennari. I verdi inizialmente guadagnavano il doppio vantaggio grazie a Bisogno e Gennari ma venivano in seguito rimontati grazie ad un Tani in autentico stato di grazia. Le magie del Maghetto davano il via alla vittoria dei gialli che nel finale mettevano la vittoria al sicuro grazie ai gol di Formica.

Classifica parziale: Gialli 3 punti, Blu 0 punti, Verdi 0 punti

2° incontro: TEAM BLU – TEAM VERDE 2-2 (1-3 d.c.r.)

Marcatori: 1 Ruggeri, 1 Scollo (B); 1 Bisogno, 1 Manoni (V)

Sequenza dei rigori: Manoni alto, Ciardi gol; Gennari gol, Perrone parato; Bisogno gol, Formiconi palo; Romagnoli gol.

Nella seconda partita i Verdi di Bisogno avrebbero dovuto vincere a tutti i costi per mantenere qualche chance di vittoria nel mini torneo e l’inizio sembrava essere incoraggiante per Bisogno e compagni che si portavano sul 2 a 0 grazie proprio al numero 7 di Acilia e a Manoni. Dopo aver sbattuto a lungo sulla difesa avversaria però nel finale i Blu chiudevano in crescendo prima accorciando le distanze con Ruggeri e poi trovando il 2 a 2 con Scollo a tre minuti dalla fine. La ara finiva in parità e ai rigori prevalevano i Verdi che però si precludevano in modo irrimediabile il primo posto in classifica.

Classifica parziale: Gialli 3 punti, Verdi 2 punti, Blu 1 punto.

3° incontro: TEAM GIALLO – TEAM BLU 2-4

Marcatori: 1 Formica, 1 Tani (G); 2 Ruggeri, 1 Formiconi, 1 Perrone

La finale che non ti aspetti dopo due partite: i Blu, nonostante la sconfitta ai rigori, battendo i Gialli potevano vincere il trofeo mentre alla squadra di Rencricca bastava un pareggio per blindare il primo posto in classifica. Si comincia e dopo nemmeno un minuto Tani firma il vantaggio dei Gialli. Per i Blu è dura, si sbatte sul muro difensivo avversario e Formiconi fallisce incredibilmente il colpo del pareggio. A metà incontro però arriva la svolta: Ruggeri accorcia le distanze mentre Perrone trova l’angolino giusto su azione da calcio d’angolo. Da questo momento in poi è tutta in discesa per la squadra Blu: Formiconi si fa perdonare l’errore precedente trovando un eurogol e Ruggeri firma il 4 a 1. Nel finale Formica segna il secondo dei suoi ma arriva il fischio finale e così, rocambolescamente, i Blu vincono il Trofeo del Ventisettennale.

Classifica finale: Blu 4 punti, Gialli 3 punti, Verdi 2 punti.

La serata si chiude in festa con le famiglie dei giocatori che invadono il campo della Longarina e la consegna dei trofei. E’ stata una serata da consegnare agli annali e che si proverà, con convinzione, a ripetere ogni anno. Sarà questa la stagione della definitiva rinascita a grandi livelli dell’Olympic? Questo non lo sappiamo ma siamo sicuri che ci sono tutti i presupposti perchè questa grande rimanga per sempre nel cuore di tutti gli appassionati di calcio.

PAGELLE TEAM BLU

Belli: 7

Era il 21 settembre 2015 quando il lupacchiotto di Dragona faceva registrare la sua ultima presenza nell’Olympic. In questo anno ha cercato di curarsi dall’infortunio a quel ginocchio maledetto facendosi infiltrazioni di succo di frutta ACE e Colla vinilica e sembra che l’articolazione si tornata quella dei tempi migliori (che noi non abbiamo mai conosciuto!). Gioca sena paura, toglie le castagne dal fuoco su Gennari e Careddu e vince il Trofeo dei 27 anni facendosi apprezzare come il miglior portiere della serata. Avviso a tutti i numero 1 gialloblù: Belli is back!

Formiconi: 6.5

Si vede che era la sua prima uscita stagionale infatti sembra abbia finito l’ultimo castello di sabbia in spiaggia. Nonostante ciò il talento non è acqua (forse è mirto!) e pur con qualche errorino veniale è sempre un pilastro inamovibile per qualsiasi squadra. Da Purgatorio l’errore all’inizio della “finale” (manda praticamente fuori un tiro cross di Ruggeri). Da Paradiso il gol con cui sposta le sorti del trofeo nelle mani dei Blu: dribbling al volo su Rencricca e tiro di prima imprendibile per Maiozzi.

Ciardi: 6

Cha-Cha-Ciardi! Il Nainggolan di Ostia forse è meno dinamico del suo idolo giallorosso ma forse è solo colpa di una cresta in meno. Non segna in nessuna delle due partite ma nel settore nevralgico del gioco ci mette un cuore grosso come quello di un bue da macello con i trigliceridi troppo alti.

Scollo: 6.5

Dalle tribune i più moderati sostengono che è un giocatore quanto meno “fumoso” ma lui in questo triangolare spreme al 110% la sua classe sudamericana e fa un figurone davanti al figlio Jordan. Due le perle della sua serata: il gol del 2 a 2 nel finale di gara contro i Verdi e l’assist per Perrone nel match decisivo.

PERRONE: 6+ cap.

Più facile organizzare il Ventisettennale che lottare gomito a gomito con i suoi compagni in mezzo al campo. Fa molti errori ma vive di preziosi flash come qualche buon recupero difensivo e il gol da fuori area che inverte il provvisorio vantaggio dei Gialli nell’ultimo incontro. Vince il Trofeo dei 27 anni dopo quello dei 20, dei 22 e dei 24.

Ruggeri: 7

In questo periodo sembra galvanizzato da tanti trofei ottenuti nella scorsa stagione. Pigna d’Oro, Scarpa d’Oro, Chioma Bionda 2017, Mister Discoteca Estate e Uomo più Votato dai Gay d’America. Con questi trofei in bacheca si può anche permettere di sbagliare qualche gol (fatica a segnare contro i Verdi) ma poi si scatena battendo Caprioli quando serve e diventando decisivo contro i Gialli. Sarà di nuovo la sua stagione?

PAGELLE TEAM GIALLO

Maiozzi: 6-

Dovrebbe fare come Montaldi: venire di corsa e scaldarsi sul raccordo anulare così eviterebbe di cominciare le partite sempre leggermente contratto. Inizialmente Gennari, Bisogno e Manoni lo battono un po’ troppo facilmente poi dobbiamo ammettere che è davvero sfortunato perchè i tiri che i vari Ruggeri, Formiconi e Perrone scoccano sono davvero imparabili e precisi. Abdica dopo aver alzato il Trofeo da protagonista nella scorsa stagione.

Rencricca A. : 6+ cap.

Conferma l’ottimo stato di forma evidenziato contro il PdF e segna anche tre gol contro i Verdi. Purtroppo contro i Blu cala molto e l’assenza di birra in panchina non agevola la situazione. Molto altruista, si erge a testimonial di Gianluca Bisogno come Pigna d’Oro 2017.

Careddu: 6

Era il 3 dicembre 2008: sono passati otto anni da quando Paolo “Das Ding” Careddu (così lo chiamano a Unter den Linden) ha vestito per l’ultima volta la maglia dell’Olympic e rivederlo in campo è stato davvero un piacere oltre che un vero tributo all’elemento nostalgia del calcio romantico. La montagna di muscoli di Fiumicino sorprende tutti con due prove tutte attenzione e fisicità e avrebbe meritato anche un gol per le sue volenterose scorribande offensive. Una prova decisamente rock ‘n’ roll!

Rencricca E. : 5.5

Cellulare e sigaretta in bocca alla Darione Hubner, dovrebbe essere il bomber “bis” della squadra gialla ma quando l’occasione non riesce a fare male nè a Caprioli nè a Belli. Meglio a centrocampo anche se non riesce a trovare l’occasione giusta per brillare.

Tani: 7

Prima partita: i Gialli perdono due a zero ma il Maghetto dei Parioli è lì e proprio come Maradona a Messico ’86 contro l’Inghilterra decide che è il momento di fare qualcosa. Non ci sono la Falklands in palio ma il tiro che vale il primo gol è preciso e letale mentre il secondo meriterebbe uno studio approfondito della Nasa: Francesco riceve palla e senza pensarci due volte inventa un tiro a giro che nemmeno Perrone, Belli, Maiozzi e Caprioli riuscirebbero a parare unendo le forze. Nel secondo mini match, nonostante il quarto gol della serata, vede sfumare il Trofeo dei 27 anni ma le quattro reti segnate gli valgono il titolo di capocannoniere.

Formica: 6+

Il “Toro dell’Infernetto” fa il verso al “Cigno di Utrecht” e fa praticamente reparto da solo favorendo gli inserimenti dei compagni e segnando una doppietta ai Verdi  e un gol, purtroppo inutile, ai Blu. Cala nel finale proprio come un toro nella folle corsa di Pamplona.

PAGELLE TEAM VERDE

Caprioli: 5

Per una serata l’imperforabile Caprioli diventa invece molto perforabile e nel primo incontro ha responsabilità su almeno cinque gol. Vorrebbe inveire come Maiozzi ma non sarebbe nel suo stile (peccato!) e nella seconda gara si riprende impedendo ai Blu di segnare almeno tre gol.

Romagnoli: 6

Con il figlio Alessio in arrivo appare motivatissimo e reattivo e sembra in autentico stato di grazia. A suo agio con Manoni per una coppia difensiva che già si era vista nell’Olympic Lab.

Manoni: 6

Dovrebbe essere il faro della squadra Verde e di idee ne ha molte e buone sebbene a corrente alternata. Molto bello il gol di tacco contro i Gialli e altrettanto bella la rete arrivando a rimorchio di Gennari contro i Blu. Una sicurezza per quantità e qualità.

Bisogno: 6 Cap.

Ci tiene moltissimo al vittoria e fa di tutto per ottenere un trofeo sfruttando al massimo una forma che appare già molto apprezzabile sebbene siamo in agosto. Nella prima partita segna una doppietta poi arriva un altro gol contro i Verdi ma a circa metà della gara contro Perrone e compagni la sua squadra, complice il fatto di non avere un cambio in panchina, cala molto e la vittoria sfuma. La rabbia del numero 7 di Acilia è molta e si sfoga sul Palazzo, sui social network e a casa con le figlie. Lo spirito è quello giusto per una stagione da protagonista!

Gennari: 6

Chi si aspettava un Gennari lento, macchinoso e fuori forma è rimasto deluso. Nel primo incontro è un pericolo costante e segna una doppietta mentre contro i Gialli riceve i lanci dalle retrovie rifornendo Bisogno e Manoni che possono così battere a rete. L’Olympic sta cercando un vice Arditi e chissà che non possa essere “Penna Bianca Gennari”!.

Amici di Bologna – Olympic 2000 2-8

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SABATO 23 LUGLIO 2016, ORE 19

CENTRO SPORTIVO ITALIA (BOLOGNA)

GARA 989

AMICHEVOLE UFFICIALE

 

AMICI DI BOLOGNA – OLYMPIC 2000

2-8 (0-3)

 

MARCATORI: 4 FANTINI, 2 FORMICA, 2 RENCRICCA A.

 

Era l’8 maggio quando una battuta di Alessandro Rencricca diede all’organizzazione di una delle più grandi imprese della storia dell’Olympic. Quel giorno il vice capitano gialloblù propose ad Andrea Fantini di organizzare una partita tra Olympic e una selezione di amici bolognesi dell’ex numero 9 di Acilia ma c’era la consapevolezza che sarebbe stato molto, molto difficile.

Quattro giorni dopo la futura moglie di Andrea contattava Fabrizio Perrone per proporgli di organizzare un indimenticabile addio al celibato per Gambe Tonanti: l’Olympic sarebbe andata in trasferta a Bologna per un’amichevole a sorpresa n cui Andrea avrebbe rivestito la maglia gialloblù. Sono stati mesi di organizzazione frenetica, di contatti frequenti tra la società di Acilia e l’organizzatore bolognese Mauro Andraghetti. E’ stato difficile ma alla fine ci siamo riusciti!

 

Sabato 23 luglio è stato il giorno dell’evento. Alle ore 6.30 la famiglia Perrone al completo e Montaldi partivano in macchina alla volta di Bologna. Poco più tardi invece Fabrizio Formiconi e la compagna Paola cominciavano il loro viaggio in Freccia Rossa. L’arrivo della prima comitiva nel capoluogo romagnolo avveniva alle ore 11.15 circa mentre mezz’ora dopo arrivavano anche i Formiconi. Alle 12.30 stavano già tutti con i piedi sotto il tavolino in compagnia del vice capitano della selezione locale che li aveva accolti per un pranzetto di benvenuto. Mentre arrivano le prime tigelle e il vino scorreva a fiumi arrivava la notizia che la famiglia Rencricca e Fabio Formica erano ancora imbottigliati sul raccordo anulare. Erano le 13 e già era necessario chiedere il quarto d’ora all’arbitro!

 

Dopo un’ora e passa a mangiare come scofanati e dopo che una bottiglia di Pignoletto e una di Sangiovese erano state svuotate il gruppo si dirigeva verso l’albergo sito appena fuori del centro di Bologna. Sulla strada per recuperare la macchina però il buon Andraghetti cominciava il giro dei bar. Montaldi diveniva il suo migliore amico e compagno di bevute e l’amaro Montenegro e la sambuca scorrevano a fiumi. Nel frattempo foto di un traffico che scorreva a passo d’uomo arrivano sui cellulari di Perrone e il riscaldamento pre partita di Formica e Rencricca si svolgeva su un non ben specificato autogrill della bassa toscana.

 

Alle ore 16 circa il primo gruppo effettuava check in all’albergo e mezz’ora dopo arrivava anche il secondo gruppo dando vita a scene in pieno stile gita scolastica. Dopo un centinaio di foto e un’oretta di riposo si entrava in clima partita. Alle 17.50 la squadra e le wags si davano appuntamento nella hall e si partiva per il centro sportivo dove si arrivava per le 18.10. il tempo di cambiarsi e poi tutti nel parcheggio per accogliere e sorprendere il festeggiato che era rimasto miracolosamente all’oscuro di tutto.

Quando Andrea scorgeva i volti dei suoi ex compagni la carrambata era completa. Baci e abbracci, saluti e qualche lacrima facevano da contorno ad una re-union che era già storia.

Alle ore 18.50 l’Olympic era pronta per il calcio d’inizio così come la squadra degli Amici di Bologna in completo giallo nero. Le tribune erano colme di pubblico come non si vedeva da tempo mentre in panchina c’era il solo Simone Montaldi, impossibilitato a scendere in campo per un infortunio patito qualche tempo fa. Era assente anche Emiliano Belli che avrebbe dovuto fare parte della spedizione e perfezionare il suo rientro in campo dopo dieci mesi di inattività ma purtroppo, a pochi giorni dalla partenza, un imprevisto impediva alla famiglia Belli di aggregarsi.

 

Al fischio d’inizio è stato evidente che gli avversari erano poco avvezzi al calcio a 5 di un certo livello e l’Olympic, nonostante fosse molto imballata e ormai con la testa alle vacane, non ha avuto problemi a chiudere il primo tempo con tre gol fatti e nessuno subito. Nella ripresa i gialloneri segnavano due gol per la bandiera mentre l’Olympic dilagava fino all’8 a 2 finale. Il risultato era poco importante perché qui c’era un amico da festeggiare e a cui dimostrare tutto l’amore possibile e dieci ragazzi scesi in campo l’hanno fatto in pieno.

 

Al fischio finale le scene di affetto si ripetevano con ancora più calore, donne e bimbi invadevano pacificamente il campo e sul manto verde del centro sportivo Italia si respirava aria di festa e di gioia. La serata poco proseguiva con i ragazzi che andavano a cena e tornavano in albergo alle 3 di notte per poi ripartire scaglionati la domenica mattina. Tra meno di due mesi ci sarà il matrimonio che unirà Andrea e Lisa ma quello che è successo in questo week end dimostra l’amore che può scaturire dalla vera amicizia che colma qualsiasi situazione e distanza.

 

Prima delle pagelle chiudiamo con le parole di ringraziamento del festeggiato: “Quando lo si vuole veramente chilometri di distanza possono diventare pochi metri. Giornate apparentemente normali attimi indimenticabili. Quando si è circondati dagli amici tutto diventa possibile”

La stagione 2015/2016 dell’Olympic 2000 si chiude come era iniziata, con l’amore!

 

PAGELLE OLYMPIC 2000

 

PERRONE: 6 capitano

Il viaggio d’andata fila liscio anche se non azzecca l’autore di una canzone nemmeno quando attacca Gianna Nannini. In 27 ore a Bologna prende sette chili non risparmiandosi mai, nemmeno quando a tavola arriva il vino annacquato della Laguna da cui preleva a meno il ghiaccio in eccesso. In campo l’infortunio al polso lo limita parecchio ma rischia di fare la parata della stagione su Tabarroni dopo che il palo aveva respinto un primo tiro e l’attaccante avversario lo batte sulla ribattuta. Serata tranquilla anche se Montaldi lo accusa di tradire la futura moglie prima con una certa Marilù e poi con una certa Rosa Fasano. Scatenato invece al buffet della colazione in albergo.

 

RENCRICCA A. : 6

Parte da Roma con il sole alto e passa mezza giornata sul raccordo costringendo Formica a ripararsi all’ombra di un guardrail in sua attesa. In campo è il Rencricca in versione amichevole ma riesce a vincere il duello a distanza con il suo mito Tabarroni. Segna una doppietta poi al ristorante tenta l’imbucata al pool party privato ma l’impresa non riesce. Tra i più delusi dalla chiusura inaspettata del vicolo del Quartirolo.

 

FORMICONI: 6.5

Costante. Costante sul treno dove Trenitalia gli vende posti inesistenti; costante a pranzo dove si scola da solo mezza boccia di Pignoletto; costante in campo dove annulla Amorico. Il giorno dopo invece ingrana e in cinquanta minuti riesce a completare aperitivo e tragitto Piazza Maggiore-Stazione Centrale a tempo di record. Da notare che per le sue 25 ore a Bologna porta un trolley più grande di quello di Paola, Martina e Valentina messi insieme.

 

FORMICA: 7

Luglio eccezionale quello di Antoine. Nell’ultimo week end della stagione rischia la vita aspettando sotto il sole Rencricca in una piazzola del Raccordo Anulare poi entra in campo e fa vedere i sorci verdi agli avversari punendoli con una doppietta e con svariati assist. Fuori dal campo poi dà il massimo proponendo in successione di imbucarsi al pool party, di andare a Riccione, fare il giro dei locali bolognesi, uccidere Andraghetti, prendere un milk shake alle tre di notte e importare valigie a motore dalla Cina. Vulcanico! Domenica mattina il padre lo lascia a piedi sula via di Nizza e lui torna a Roma con Rencricca omettendo però di dare sue notizie all’arrivo. Chi l’ha visto?

 

FANTINI: 8

Il migliore in campo. Ad Acilia era Gambe Tonanti, a Bologna preferiscono chiamarlo Giandone, Rencricca lo chiama Cialdone. Il numero 9 sembra appesantito, si cappotta in campo tre volte in sei minuti coinvolgendo Tabarroni e rischiando l’omicidio ma segna anche quattro gol ricordando a tutti i suoi diagonali vincenti. Al ristorante stupisce tutti facendo l’occhiolino a Alba Longo capendo solo molto più tardi che si trattava di un travestito. Impeccabile e irreprensibile perfino quando si fa una foto con una zucchina e una ragazza intenta a festeggiare il suo addio al nubilato per le vie di Bologna. Commosso fino alle lacrime dal gesto di amici e compagni.

 

MONTALDI (dirigente accompagnatore)

Nonostante non scenda in campo è tra i più in forma cominciando a cantare cori anti-Bologna già da Dragona. In coppia con Perrone punisce tigelle, vino, affettati e spritz non facendo sconti a nessuno mentre il tandem con Andraghetti funziona alla grande senza prove di intesa. Bolognese dentro.

 

PAGELLE AMICI DI BOLOGNA

 

TAGLIAFERRI: 6.5

Il portiere bolognese ha un cognome ingombrante ma si scrolla di dosso la pesante eredità con parate e buon interventi che rendono il passivo più leggero. A metà primo tempo Formica quasi lo ammazza con un calcione in faccia ma lui tiene e conclude con coraggio la partita.

 

ANDRAGHETTI: 6

Soprannominato “Trip Advisor” dai romani grazie alle sue doti di organizzatore di eventi. Ricorderemo tutti la Laguna e il vicolo del Quartirolo mentre in campo la sua presenza si limita al fattore quantità posizionandosi come puro interditore. Per noi rimane il capitano morale di questa selezione bolognese.

 

AMORICO: 6

Testa da ala vecchio stampo non supportata da piedi educati al bel gioco. Comunque non sfigura.

 

SAVALLI (o SARALLO): 8

In campo si vede poco (e male) fino all’infortunio che lo costringe in panchina. Fuori dal campo invece è un ciclone dando segni di genialità al ristorante e in via del Pratello. Non vediamo l’ora di rivederlo a Roma a settembre.

 

TABARRONI: 7

In campo è tra i migliori: viso abbronzato e scolpito lo fanno sembrare un calciatore gentleman degli anni 60, un po’ Facchetti un po’ Riva. Trova anche un gol che scuote i suoi poi si perde nelle movenza aggraziate di Zelda Zonck. Quando arriva al Quartirolo scambia l’entrata di un box auto per l’ingresso del locale a luci rosse ma a quale punto aveva già dato tutto.

 

AMORICO: 6.5

L’Anselmo Robbiati del 2016. Tutto fantasia ed estro, trova anche un bel gol. In serata poi lo perdiamo di vista e a quanto sappiamo la sua auto è ancora nel parcheggio della Laguna.

Olympic 2000 – Ottica Vista Chiara 6-6 (0-2 d.c.r.)

Ruggeri protagonista nel primo tempo con un gol e un assist
Rencricca fallisce il suo penalty
la sequenza del rigore sbagliato da Arditi


LUNEDÌ 18-07-16, ore 21

Ostia Antica

Summer Cup II, semifinale

OLYMPIC 2000 – OTTICA VISTA CHIARA

6-6 (3-2) 0-2 d.c.r.

MARCATORI: 4 ARDITI, 1 RUGGERI, 1 TANI

AMMONITO: FORMICONI

La scena di chiusura della Summer Cup vede i giocatori dell’Olympic a centrocampo, i volti sono disperati, non ci sono lacrime ma una tristezza indicibile, quella si. Le lacrime mancano perché la consapevolezza di aver dato tutto c’è ma la disperazione è abbondante perché i nostri giocatori avevano un sogno che sembrava alla portata e che invece è svanito lasciando solo un grande vuoto.

E’ la dura legge del calcio, a volte dare il 200% non basta, a volte giocare alla pari con i migliori non è abbastanza e l’unica cosa che ti rimane è la certezza che questa volta, tra te e il sogno, ci si è messa di mezzo solo un po’ sfortuna. C’è un’immagine che mi rimane in mente tra le tante di cui scriverò ed è l’espressione di Ciardi che mima a Perrone un gesto con le mani a significare “mancava un pizzico così”. E’ vero, è mancato pochissimo questa volta.

Ci siamo giocati la finale con i più forti, quell’Ottica Vista Chiara che 77 giorni fa ci batteva all’esordio della Summer Cup per 9 a 4. Quella sera i bianco rossi si chiamavano City ed erano i campioni in carica del torneo. L’Olympic dominò a lungo ma sprecò molto e alla fine la sconfitta risultò giusta. Due mesi e mezzo dopo ci presentavamo a questa semifinale dopo l’impresa nei quarti in cui avevamo battuto i Foxes ma si sapeva che ci sarebbe voluta un’impresa vera e propria per accedere alla finalissima. Con lo spirito di chi non ha niente da perdere la migliore Olympic stagionale si presentava a Ostia Antica al gran completo e il palcoscenico era quello delle grandi occasioni. L’entrata in campo e la presentazioni erano memorabili mentre le prime battute di gioco confermavano che gli avversari erano tostissimi. L’Olympic andava subito sotto di due gol ma dopo aver incassato il colpo i gialloblù di azzurro vestiti cominciavano una rimonta epica: Ruggeri suonava la carica accorciando le distanze mentre Arditi pareggiava su invito dello stesso tedesco. La scena successiva vedeva l’ingresso di Tani e il 3 a 2 dell’Olympic firmato proprio dal numero 16 dei Parioli. 3 a 2 all’intervallo.

L’Olympic era in estasi agonistica: a inizio ripresa arrivava una tripletta magica di Arditi e in molti già vedevano la finale profilarsi all’orizzonte. Mancava però tantissimo. A metà secondo tempo l’Olympic aveva un calo fisico e psicologico e gli avversari ne approfittavano anche grazie all’innesto di un giocatore fresco di grande caratura tecnica. Dall’euforia si passava alla paura: l’Ottica segnava prima due gol in rapida successione, poi pareggiava. Sul 5 a 5 Formica sbagliava anche un tiro libero aumentando la paura di rovinare tutto in dieci maledetti minuti e alla fine gli avversari segnavano anche il gol del 6 a 5.

Mancava da giocare solo il recupero, i secondi scorrevano velocissimi ma l’Olympic aveva ancora in serbo qualche energia nervosa. Era Arditi a trovare lo spunto decisivo: il folletto di Anguillara guadagnava un altro tiro libero e stavolta si incaricava della battuta. La palla entrava in rete e l’arbitro fischiava la fine.

Si andava ai calci di rigore.

Il regolamento del torneo prevedeva che si battessero solo tre rigori per squadra e forse la storia dell’Olympic era già scritta. Era destino che l’autentico uomo in più della squadra in questo torneo, Chicco Arditi, spedisse la palla sul palo e che Rencricca si facesse parare il suo tiro. L’Ottica insaccava due volte la palla e poi festeggiava, non prima di aver reso i giusti onori ai nostri giocatori che per ampi tratti hanno meritato la finale giocando alla pari con i campioni in carica e, probabilmente, con i futuri campioni.

Rimangono le parole dei protagonisti che hanno voluto dare un senso a quanto successo. Formiconi ha dichiarato: “L’amarezza e la delusione x la partita di ieri ci rimanga sempre un po dentro così da farci ricordare che siamo vivi! Che non andiamo solo per partecipare!

Anche Perrone ha detto la sua: “Il giorno dopo è anche peggio. Ci mettiamo troppa passione per lasciar correre, troppa attesa durante la giornata per dimenticare immediatamente e sogniamo troppo per voltare pagina.

Ma voltare pagina si deve e si dovrà ricominciare daccapo tra qualche mese ricordandoci per sempre quello che possiamo fare con il gruppo, con il giusto spirito e magari con un campione che ci faccia diventare grandi. Meritiamo serate così,meritiamo tornei così, meritiamo, prima o poi, di vincere qualcosa tutti insieme. Cominciamo a settembre?”

Finisce la stagione, una delle migliori degli ultimi anni, in cui le delusioni sono state molte di più rispetto ai momenti belli. E’ arrivato il secondo terzo posto consecutivo in Supercoppa, poi c’è stato un inverno avaro di soddisfazioni. Poi è arrivata la primavera: si poteva fare di più al Lido ma quanto fatto in questa Summer Cup ripaga, se non di tutto, di molto.

Paradossalmente questo non è punto di arrivo. L’Olympic è composta perla quasi totalità di ultra trentenni eppure questo è un nuovo inizio. Sognare si può perchè abbiamo più passione di chiunque altro e, da ieri, anche la consapevolezza di avere molto, ma molto di più nelle gambe.

Sequenza dei rigori: Ottica gol, Arditi palo, Ottica gol, Rencricca A. parato. Finale 0-2.

PAGELLE

PERRONE: 5 capitano

La sua semifinale è triste e sbagliata. Si vede che non è a posto fisicamente e nel pre partita cerca di trovare da solo quella concentrazione che potrebbe sopperire alle gambe pesanti. Purtroppo non gli riesce e non è il solito Perrone, anzi, concede agli avversari troppe incertezze è troppo gol. Capita, gli diranno nel finale avversari, arbitro e compagni, ma la rabbia resta anche perché non riesce a essere decisivo nemmeno ai rigori. Stagione buona la sua, sia sotto il profilo delle presenze che delle prestazioni. Peccato solo per questa conclusione non degna.

RENCRICCA A. : 6.5

Concentrato come un mix di vitamine, solido come un muro di mattoni. La cavalcata gialloblù deve molto al numero 4 di Centocelle che anche ieri ha confermato l’ottimo trend stagionale da maggio in poi. Il rigore fallito nella lotteria dei penalty rimane un mero dato statistico.

FORMICONI: 6.5 ammonito

Fabrizio in questa stagione appena conclusa è tornato quello di quattro anni fa e non è un caso che l’Olympic sia tornata a giocare partite importanti. Ieri ha lottato con le buone e con le cattive e si è confermato come uno dei difensori più forti in circolazione. Grande stagione.

ARDITI: 7.5

Il Genio, un po’ Savicevic, un po’ Baggio e un po’ Donadoni nel senso che mai come in questa serata è stato regista, tornante, rifinitore e realizzatore. Comincia con l’imbucata che vale il 2 a 2, prosegue con l’assist per Tani che vale il 3 a 2 poi nella ripresa si fa trovare pronto all’appuntamento con il passaggio di Formica e alla fine, dulcis in fundo, trova un tiro di sinistro che l’eccellente portiere avversario può solo ammirare. Dopo tre anni l”Olympic ha di nuovo un giocatore capace di decidere le partite da solo e di dare senso e valore all’impegno del resto della squadra. Ora lui tornerà al suo orto e ai suoi cinghiali ma non si dovrà meravigliare se sorprenderà gli emissari della società attenderlo dietro ai cespugli perchè l’obiettivo del management è quello di fargli un anno di contratto full time per la stagione 2016/2017. Lo chiedono i tifosi, i compagni e lo confermano i 14 gol e 6 assist realizzati in sole 6 partite. Chicco, Olympic Wants You!

BISOGNO: 6

In questa semifinale non ha trovato uno spunto da ricordare ma il suo impegno e la sua tigna sono spesso state determinanti per sbrogliare situazioni spinose in area. La stagione appena finita ha consegnato all’Olympic un Bisogno di nuovo titolare dopo l’esperienza prima allo Scarsenal e poi al Bernocchi ma è stato un Bisogno altalentante a volte da 5, altre da 6 e altre ancora da 7. La prossima stagione dovrà essere quella di una nuova consacrazione partendo da gol e dagli assist di questa annata che non sono stati per nulla trascurabili.

TANI: 6.5

Il Tani di questo ultimo scorcio di stagione meriterebbe una piccola Pigna d’Oro. Sia nella Summer Cup che nel Lido il Maghetto ha avuto spesso un impatto sulla partita decisivo trovando gol e assist che hanno molto spesso infiammato compagni e platea. Il gol di ieri avrebbe meritato di essere uno di quelli decisivi per l’accesso in finale. Così non è stato ma il Francesco che è uscito ieri dal campo è decisamente un uomo in più per la squadra.

FORMICA: 6.5

La sua doppietta ci ha portato in finale. Ieri ha dato il suo contributo con un assist e una prova tutta grinta e cattiveria agonistica grazie alle quali ha retto il centrocampo gialloblù per lunghi periodi. In questa stagione è stato spesso tra i più positivi, anche nei momenti difficili, ed è questo che entra prepotentemente in lizza per la Pigna d’Oro 2016.

RUGGERI: 6.5

Anche Alex come Tani ha avuto un gran bell’impatto sul match trovando un gol e un assist importanti che hanno avuto il merito di scuotere la squadra dopo lo 0-2 dell’Ottica. Poteva essere un colpo da KO mentre il nostro numero 11 ha fatto rialzare i compagni poco prima che l’arbitro contasse i secondi. In questa stagione Ruggeri è stato sempre sulla cresta dell’onda: a inizio 2016 ha fatto il fuoco poi in primavera si è momentaneamente allontanato dalla squadra per tornare centemente più forte e motivato che mai. Basterà per vincere qualcuno degli Olympic Awards?

Olympic 2000 – The Foxes 3-2

a notte fonda dopo la partita
Cuore ed entusiasmo Tani
la concentrazione del capitano

GIOVEDI’ 14 LUGLIO 2016, ORE 22

OSTIA ANTICA 1926

GARA 987

SUMMER CUP II, 1° TURNO PLAY OFF

 

OLYMPIC 2000 – THE FOXES

3-2 (2-2)

 

MARCATORI:          2 FORMICA, 1 ARDITI

AMMONITO:            FORMICA

 

“…notti magiche.. inseguendo un gol…” per noi nati a cavallo tra gli anni 70 e gli anni 80 questo è l’inno delle imprese, sono le note che ci fanno sognare e venire i brividi. E’ per questo che apriamo l’articolo sulla partita di ieri canticchiando la canone di Gianna Nannini e Fausto Leali, perché ieri l’Olympic ha vissuto la più bella notte magica degli ultimi sei anni.

Era dalla finale del Torneo di Apertura 2009/2010 che l’Olympic non raggiungeva un risultato così importante in un torneo così tosto e non c’è Challenge Cup o Europa League che tengano, la vittoria di ieri ci proietta nella semifinale della Summer Cup e riporta i gialloblù su un grande palcoscenico calcistico dopo sette stagioni travagliate e con pochi sorrisi.

L’avvicinamento al primo turno dei play off del torneo di Ostia Antica non era stato dei migliori: la vittoria contro il Tower’s all’ultima giornata non era servita a migliorare la classifica dell’Olympic che al termine della prima fase si era classificata al quinto posto guadagnandosi come avversaria nei play off un avversario tostissimo. Erano i Foxes a sbarrarci la strada verso la semifinale, una di quelle formazioni che non avevamo battuto nel girone e che ci aveva dato l’impressione di essere tra le più attrezzate.

Ma l’Olympic si presentava al campo con la migliore formazione possibile (assente solo Ruggeri) e con tanta voglia di riscatto dopo la clamorosa eliminazione al Lido di Roma. L’1 a 0 arrivava dopo pochissimi secondi e proveniva dai piedi fatati di Arditi che consegnava a Formica una palla da far accomodare in rete. I gialloblù di azzurro vestiti esultavano ma la gara era ancora lunga.

Il fuoriclasse gialloblù di questo torneo, Chicco Arditi, poco dopo era ancora protagonista, stavolta in negativo: prima consegnava agli avversari la palla del pareggio e successivamente si faceva superare troppo facilmente sulla fascia permettendo ad un avversario di segnare l’1 a 2. Troppe volte in situazioni del genere l’Olympic collassava e invece stavolta si vedeva che negli occhi dei nostri c’era il fuoco giusto. Prima dell’intervallo Formica dava sfogo a questo fuoco creando da solo il gol del pareggio. Botta sotto la traversa e 2 a 2, c’est magnifique Antoine!

 

Il secondo tempo viveva 25 minuti di grande intensità in cui tutti davano il meglio di se stessi. Rencricca e Formiconi battagliavano senza sbagliare nulla in difesa, Formica prendeva botte a ogni azione, Tani e Bisogno erano utilissimi per dare respiro ai compagni e alla manovra e Perrone parava quando c’era da parare. Manca all’appello Arditi, che doveva farsi perdonare gli errori del primo tempo, ed era proprio lui, a sette minuti dalla fine, a segnare il gol del 3 a 2 su assist di Formiconi. Il numero 8 metteva una grande palla in mezzo, Arditi la intercettava deviando in rete ma il portiere riusciva a spizzarla. La sfera finiva comunque nei pressi del palo dove il fuoriclasse di Anguillara riusciva a ribadirla in rete.

In quel momento mancavano otto minuti alla fine e l’Olympic accelerava la frequenza dei cambi anche se ormai le forze cominciavano a mancare. L’ultimo momento thrilling dell’incontro accadeva a tre minuti dal fischio finale quando l’arbitro era costretto ad assegnare alle Volpi un tiro libero. In quel momento il Destino stendeva la propria mano sull’incontro: l’attaccante Ilgrande, il più tecnico dei suoi, veniva chiamato in causa dai suoi per tentare la trasformazione ma lui declinava con una smorfia di dolore causata da un infortunio latente. Sul dischetto si presentava un compagno che, ipnotizzato da Perrone, spediva a lato lasciando l’Olympic in vantaggio.

Dopo questo pericolo scampato si giocava poco perché era tutta uno spazzare la palla il più lontano possibile dalla porta gialloblù. Poi arriva il triplice fischio e i nostri potevano gioire. Le scene di esultanza ricordavano quelle di un altro quarto di finale, quello del Torneo Apertura 2010 quando l’Olympic sconfisse ai rigori l’M&M. Molti di quei giocatori erano ancora in campo ieri, infiniti come la squadra di cui fanno parte, infiniti come la storia di cui sono riusciti a scrivere un’altra pagina memorabile.

E ora la semifinale: lunedì 18 luglio contro l’Ottica Vista Chiara che ci ha sconfitto nella prima giornata di questo torneo. I tifosi sanno che sarà difficile ma attendono un’altra impresa.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 6.5  capitano

Non giocava una partita vera tra i pali da ventiquattro giorni ma si vedeva che era concentrato e che voleva regalarsi un’altra notte magica. La più bella parata la fa sull’1 a 0 quando un avversario lo dribbla ma lui da per terra gli devia la palla in angolo. Il resto è normale difesa di un fortino che nel secondo tempo tiene come ai vecchi tempi.

 

RENCRICCA A. : 7

Dopo la flessione di fine giugno luglio ci riconsegna il miglior Rencricca. Ieri sera in versione prettamente difensiva è stato un pilastro e non ha sbagliato praticamente nulla. Probabilmente questa è stata la sua migliore stagione da almeno quattro anni a questa parte.

 

FORMICONI: 7

L’organizzazione del torneo lo elegge Man of the Match ma sicuramente Simone Montaldi lo eleggerebbe Runner of the Match perché oltre a difendere come il miglior Chiellini corre anche come un instancabile maratoneta centrafricano. Il Masai gialloblù poi trova l’assist per il gol vittoria di Arditi e in una stagione in ne ha trovati un po’ di meno rispetto al solito ha giustamente deciso di inventarne uno che porta l’Olympic dritta in semifinale.

 

ARDITI: 6.5

A fine partita dichiara: “se in semifinale giochiamo come stasera siamo spacciati. Serve un altro Arditi e sicuramente ci sarà! Godo a giocare le partite partendo da sfavorito, sai che devi dare il massimo e trovi energie che non pensavi di avere. Contro l’Ottica Vista Chiara ci vorrà coraggio, altruismo, fantasia e tanta voglia di vedere l’Olympic campione!”

Non possiamo che applaudire a queste parole provenienti da un giocatore che si è subito innamorato e coinvolto nel background gialloblù. E’ vero, in semifinale ci vorrà un altro Arditi perché quello di ieri ha regalato momenti bellissimi come l’assist per Formica o il gol vittoria ma è anche stato protagonista dei due gol delle Volpi. Nonostante ciò, averceli giocatori come lui: è stato nervoso più del dovuto, ha fatto qualche errore ma poi ha anche fatto scendere la manna dal cielo. Noi speriamo solo che le sue parole diventino realtà.

 

TANI: 6

Sedicesima presenza stagionale grazie alla quale supera Attili ed entra nella top 7 delle presenze di questa annata. La prestazione del numero 16 azzurro/gialloblù ieri ha vissuto due diversi momenti. Quando è entrato nel primo tempo ha commesso qualche errore nei passaggi mentre quando ha fatto il suo ingresso nella ripresa è stato fondamentale giocando come punta centrale contribuendo a far salire la squadra e a tenerla corta. Ha anche avuto qualche chance per fare male alle Volpi ma non ha avuto fortuna. Lui il 6 febbraio 2009, nella famosa partita contro l’M&M, c’era e c’era anche ieri divenendo un indicativo fil rouge della storia della squadra.

 

BISOGNO: 6

E’ una partita in cui l’Olympic sulle fasce o è molto accorta schierando Formiconi o è molto aggressiva con Arditi quindi un fluidificante alla Giaccherini come lui non ha molto modo di rendersi utile. Nonostante questo piccolo dettaglio tattico la freccia azzurra di Acilia gioca una gara tutta d’impegno e sacrificio e ha l’enorme merito di far rifiatare i compagni entrando quando Formica o Arditi vanno in riserva. Anche nel 2009, in quel famoso quarto di finale, non fece una partita con molti spunti ma poi, in semifinale, punì il Cosmorec con un gol decisivo. Affare fatto?

 

FORMICA: 7+    ammonito

Se tenesse la bocca a freno sarebbe un gentleman dell’élite calcistica locale invece gli arbitri lo considerano il classico 10 bad boy alla Cantona. In questa partita viene ammonito, rischia il rosso per proteste ma saremmo ingenerosi a ricordare solo questo particolare perché è proprio Fabio a mandare a casa i Foxes con una doppietta pregevole: prima chiude un triangolo con Arditi poi, quando l’Olympic è sotto di un gol, trova un tiro meraviglioso che sbatte violentemente sotto la traversa ed entra in gol. In semifinale servirà un Formica così ma anche un Formica più tranquillo perché l’Olympic ha troppo bisogno dei suoi gol!

Olympic 2000 – The Boys 3-7

Martedì 12 luglio 2016, ore 21

Longarina

X Torneo Lido di Roma, Europa League, semifinale

Olympic 2000 – The Boys

3-7 (2-2)

Marcatori: 1 Bisogno, 1 Formica, 1 Ruggeri

Se mettessimo in una stanza i cento migliori cervelli del mondo a studiare per un anno scommettiamo che non troverebbero la soluzione al problema: perché l’Olympic ha perso la partita di ieri?

Gli elementi per superare la semifinale di Europa League e giocarsi la finale c’erano tutti: l’Olympic viveva tutto sommato un buon momento, la formazione era la migliore possibile e l’avversario non è che avesse fatto sfracelli nella prima fase.

E poi c’era entusiasmo perchè la squadra indossava le nuove maglie dell’Italia brandizzate Olympic appena arrivate da Hong Kong via Lipsia. Insomma, quando dopo una fase di studio Formica segnava l’1 a 0 tutti pensavano che fosse il primo gol di una lunga serie che avrebbe portato alla vittoria.

I primi scricchiolii si sono avvertiti quando l’Olympic beccava il pareggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo a proprio favore. Errore atavico, quasi cronico: palla sparacchiata in area, intercettata dagli avversari, contropiede e gol. “…perseverare diabolicum!”

Poi arrivava il sorpasso dei “fratinati” guidati da Della Porta e solo un guizzo di Bisogno portava il pareggio in chiusura di frazione.

Ora la scena era questa: i Boys erano cinque giocatori contati e senza cambi in panchina, erano sudati e un po’ frastornati dal caldo e dalla fatica. Gli “azzurri gialloblù” avevano un cambio e sembravano in grado di dare un break all’incontro da un momento all’altro. In apertura di ripresa invece è successo l’impensabile: i Boys hanno trovato il 3 a 2 aiutati da un errore topico di Caprioli e poco dopo trovavano il 4 a 2 su autogol sfortunato di Rencricca che poco prima aveva sfiorato il pareggio.

Sul 4 a 2 la partita è finita: in tutto il secondo tempo l’Olympic è sembrata senza capo né coda e gli avversari hanno continuato a segnare fino al 7 a 3 finale. Sull’eliminazione dell’Olympic pesa la sfortuna, sicuramente, ma questa è una sconfitta sulla quale i demeriti della nostra squadra superano i meriti degli avversari.

Il Lido di Roma finisce così, nell’amarezza, con l’immagine dell’ex Fabio Imbembo che festeggia la finale raggiunta e con un gruppo di giocatori che mestamente guadagna l’uscita dal campo.

Non è ancora dei bilanci perchè domani l’Olympic è attesa dal quarto di finale di Summer Cup contro i The Foxes. La stagione continua e ancora c’è da giocare, da sognare, da vincere.

PAGELLE

Caprioli: 5

Dopo un primo tempo buono apre la ripresa facendosi scavalcare dal pallonetto che vale ai Boys il 3 a 2. Da quel momento l’Olympic ha un contraccolpo psicologico evidente e la partita diventa tutta in salita. Sbagliano i Neuer, sbagliano i Buffon e quindi questo di Davide è un errore pienamente perdonabile, per di più al termine di uno scampolo di stagione molto buono del neo portierone gialloblù. Chiude il torneo essendo l’unico giocatore presente in tutte e sei le gare. Per questa stagione la sua esperienza nell’Olympic è finita ma siamo sicuri che nella prossima annata lui ci sarà ancora.

Perrone: S.V.

Quando la partita è ormai decisa entra in campo per i dieci minuti finali per riprendere confidenza con il campo dopo le tante pittule pugliesi. La partita contro i Foxes lo aspetta e sarà una vera e propria prova del fuoco.

Rencricca A. : 5.5 capitano

Partita molto attenta nel primo tempo con un attenta marcatura sul bomber Tomassini. Nella ripresa cala molto fino all’uscita a dieci minuti dalla fine.

Formiconi: 5.5

Come al solito ce la mette tutta e l’assist per Formica è un bon bon tutto da gustare. Purtroppo non trova l’intensità delle partite migliori.

Bisogno: 5.5

Partita dai due volti: prima sbaglia qualche facile appoggio che avrebbe portato l’Olympic al gol e concede ad un avversario lo spazio per trovare l’1-2 poi si vede che vuole rimediare ai suoi errori e trova lo spunto per il 2-2 e l’assist nel finale per Ruggeri. Proprio come Quaresma, freccia a corrente alternata.

Formica: 6-

Con la 10 dell’Italia addosso risulta il migliore dell’Olympic. Segna l’1-0, conquista punizioni, gioca anche in difesa ed è quello che ci mette più cuore. Ahi lui non basta e alla fine è il più deluso.

Ruggeri: 5.5

Il gol lo trova al secondo minuto di recupero dopo due pali e altre occasioni potenziali fallite. Anche da lui serviva qualcosa di più.

Olynpic 2000 – The Tower’s Pub 4-0


28-06-16, 21.50

Summer Cup II, Nona giornata

OLYMPIC 2000 – THE TOWER’S PUB

4-0 (1-0)

Marcatori: 3 Arditi, 1 Rencricca A.

Partita dura, avversario tosto anche se privo di una punta di diamante. Primo tempo giocato ad alti ritmi, quando i gialloblù terminavano le energie era fondamentale l’arrivo, seppur tardivo, di Formiconi. Sotto porta l’Olympic ha sbagliato molto nell’uno contro uno ma ha concesso poco e solo tiri da fuori.

I gialloblù sono stati Bravi ad non innervocirsi troppo (soprattutto Formica) e nel secondo tempo sono stati diligenti e li hanno preso il largo. Per gli avversari un espulso per proteste.

PAGELLE

RUGGERI 7: Portiere per caso per il forfait di Maiozzi ma gioca da veterano. Sicurezza per la linea difensiva non corre mai grandi problemi. Bravo!

RENCRICCA 6.5: Limita le sortite offensive e francobolla l’attaccante avversario. Un gol sul finale ed un assist per una partita ampiamente sufficiente.

ARDITI 7.5: Tripletta fiato e combattività. Il folletto di Cesano demolisce il Tower Pub e promette scintille per i quarti.

FORMICONI 6.5: In ritardo ma decisivo nell’apporto difensivo. In attacco non incide come dovrebbe ma la sua prestazione è tutta sostanza.

CIUFFA A. 6.5: Potrebbe far meglio in alcune conclusioni ma tutto questo non incide su una presentazione attenta, senza sbavature. Sicurezza!

FORMICA 6.5: Manca l’appuntamento con il gol ma lotta come un gladiatore facendo a sportellate con tutta la difesa avversaria. Leone!

Olympic 2000 – A-Team 1-8

Perrone e Caprioli, presente e futuro gialloblù?

 


GIOVEDI’ 23 GIUGNO 2016, ORE 21.20

LONGARINA

GARA 983

X TORNEO LIDO DI ROMA, GIRONE A, IV GIORNATA

 

OLYMPIC 2000 – A-TEAM

1-8 (0-3)

 

MARCATORI: 1 FORMICA

 

Poco da dire su questa partita. Le assenze stanno pesantemente influendo sul rendimento dell’Olympic che in queste ultime due settimane ha perso quattro partite dopo aver infilato un filotto di imbattibilità durato ben otto incontri.

Ieri i gialloblù affrontavano la capolista del girone e questa volta giocare con coraggio e grinta non è bastato perché l’A-Team è sembrato qualitativamente più forte rispetto allo StayBusta e fortemente accreditato a vincere la Champions League di questo torneo.

Le assenze a vario titolo di Bisogno, Tani, Ruggeri, Montaldi, Binutti e Arditi sono state un elemento fondamentale che ha pesato moltissimo sul 9 a 1 con il quale i nostri avversari anno regolato l’Olympic ma parlare di chi non c’era non sarebbe giusto perché chi era in campo, pur con molti limiti, ha comunque onorato la maglia al 100%.

Al fischio d’inizio l’Olympic si presentava con il portierone del Lido Caprioli, Rencricca in difesa, Formica e Ciardi sulle fasce e Perrone vertice alto, convocato all’occorrenza per fare numero in campo. I nostri partivano molto bene e per i primi quindici minuti, pur vedendo pochissimo la porta avversaria, rischiavano molto poco in avanti.

Quando le energie fisiche sono calate l’A-Team ha cominciato a guadagnare campo e creare occasioni da gol con regolarità e il primo si concludeva sullo 0-3 pur con l’ingresso di Formiconi. Peccato perché fino a quel punto gli avversari si lamentavano che la nostra difesa era molto ben organizzata.

La ripresa era una sofferenza perché il muro gialloblù si sgretolava e il solo Formica in avanti, pur essendo encomiabile, non bastava.

8 a 1 il finale con l’Olympic che con 6 punti veniva raggiunto dall’autoricambi Bernocchi, prossimo avversario mercoledì 29 giugno. Chi vince va allo spareggio per la Champions League, chi perde invece va alle semifinali di Europa League.

 

PAGELLE

 

CAPRIOLI: 6-

Le serate che i portieri odiano. Ha comunque modo di farsi apprezzare.

 

RENCRICCA A. : 5.5

Tiene molto bene anche senza il fido compagno Formiconi poi paradossalmente l’ingresso del laterale coincide con l’iniio del tracollo della squadra.

 

FORMICONI: 5.5

Nemmeno l’ottimo Formiconi di questo periodo può molto in serate come queste.

 

CIARDI: 5.5

“Riscoperto” dalla società in questo torneo, sta dando buone risposte. Se aggiungesse più cattiveria e incisività al suo gioco diventerebbe un signor incursore di centrocampo.

 

PERRONE: 5

Il suo avvio di gara non è dei peggiori ma quando finisce la birra diventa impalpabile.

 

FORMICA: 6- cap.

Quarto gol consecutivo in altrettante gare, lui non tradisce mai, soprattutto a livello di grinta, coraggio e determinazione. Anche questa volta non è bastato ma prima o poi tutto questo ardore porterà i suoi frutti e quel giorno “…un trofeo illuminerà la via dell’Olympic!” (cit. Rencricca 2007).

Olympic 2000 – Non Serve 2-3

LUNEDI’ 20 GIUGNO 2016, 21.30

HELIOS

SUMMER CUP II, PRIMA FASE, VIII GIORNATA

OLYMPIC 2000 – NON SERVE

2-3 (0-0)

MARCATORI: 1 FORMICA, 1 RUGGERI

Olympic ma che fai? Ci si aspettava un risultato diverso dal match contro il Non Serve perché gli azzurri erano lontani parecchi punti in classifica e poi perché i gialloblu in questo periodo sembravano davvero in palla e le ultime due sconfitte erano sembrate più frutto della contingenza che di reali problemi.

Invece ieri sera l’Olympic vista in campo è stata davvero brutta e senza attenuanti: la squadra era la migliore disponibile e si doveva puntare ad un risultato positivo per continuare sulla buona strada intrapresa in questo torneo.

Invece l’Olympic, permeata nelle ossa dal caldo opprimente dell’Helios e distratta dal gracidio dei rospi del vicino fosso si è smarrita nel buio dell’infame terreno di gioco degli stagni di Ostia Antica.

Il primo tempo è stato brutto per merito di entrambe le formazioni che creavano davvero poco. Il Non Serve metteva alla prova i riflessi di Perrone due o tre volte mentre l’Olympic creava sicuramente di più ma le azioni in zona gol fallivano in sede di ultimo passaggio o di inquadramento della porta.

Nell’intervallo i giocatori dell’Olympic convenivano che per vincere questa gara ci voleva pazienza e infatti a inizio secondo tempo i gialloblu passavano: parabola illuminate di Formica e gol di Ruggeri. sembrava l’inizio di una vittoria difficile ma efficace ma non era così. Nei dieci minuti successivi l’Olympic invece di continuare su questa buona strada perdeva mordente e permetteva al Non Serve di segnare tre gol a fronte dei quali era inutile il provvisorio 2 a 2 di Formica.

Il blando e scomposto forcing finale dell’Olympic non portava a nulla e arriva così la terza sconfitta nel torneo per l’Olympic. Nulla di perso, nulla di grave ma sulla strada che porta i quarti di finale è fondamentale che i segnali visti ieri non vengano sottovalutati.

Rencricca ci tiene a dire che non bisogna fare funerali, e siamo d’accordo, ma bisognerà arrivare ai quarti di finale nella migliore condizione possibile perché in quella partita da dentro o fuori non si potranno trascurare i dettagli che saranno decisivi.

PAGELLE

PERRONE: 6.5 cap.

In divisa interamente fluo dimostra di essere presente reagendo bene sia nel sonnolento primo tempo che nell’insidiosa seconda frazione in cui il Non Serve agisce in contropiede.

RENCRICCA A. : 6-

Penalizzato dall’infortunio alla caviglia e sofferente per il gran caldo non sembra al top ma in difesa tutto sommato appare solido. In avanti invece non riesce a creare scintille.

FORMICONI: 6+

Partita senza errori. Ha una buona chance nella ripresa ma non trova l’attimo giusto per bucare il portiere avversario o trovare l’assist.

CIUFFA A. : 5.5

Bello ma non balla. Sembra in grado di poter sbocciare da un momento all’altro ma non trova la situazione giusta per esprimersi al meglio. La sua prova rispecchia un po’ quella della squadra.

TANI: 5.5

Primo tempo da segno blu con un tre passaggi sbagliati in situazioni pericolosissime. Meglio nel secondo tempo quando non si a rimpiangere in avanti e anzi non viene servito quando sarebbe in condizione di battere a rete da posizione centrale.

FORMICA: 6+

Il miglior gialloblu in campo perché realizza un assist e un gol ma soprattutto perché sembra il più presente, concentrato e “arrabbiato”. L’accoppiata con Ruggeri purtroppo funziona poco e male perchè i due sembrano spesso viaggiare su piani mentali differenti e altre volte pestasi i piedi seguendo le stesse vie per andare sotto porta. Sono i nostri elementi più pericolosi quindi è fondamentale che la loro intesa sbocci.

RUGGERI: 5.5

Cinquanta minuti emblematici: nel primo tempo ha molte occasioni ma la porta sembra minuscola per lui. A inizio ripresa sembra finalmente cominciare una nuova partita per lui grazie al gol ma po si smarrisce di nuovo e la porta stregarsi. Anche per lui vale il discorso sulla necessarietà di migliorare l’intesa con Formica. forse, in qualche caso, sarebbe il caso di are l’opposto di quello che si ha in mente, provare alternative per trovare feeling con il numero 10.

Olympic 2000 – The Warriors 4-5

MARTEDI’ 14 GIUGNO 2016, ORE 21.30

OSTIA ANTICA 1926

GARA 980

SUMMER CUP II, PRIMA FASE, VII GIORNATA

OLYMPIC 2000 – THE WARRIORS

4-5 (2-4)

 

MARCATORI: 2 ARDITI, 1 FORMICA, 1 RUGGERI

 

Ad un minuto dalla fine di Olympic – Warriors si è interrotta l’imbattibilità dei gialloblù che durava da ben otto partite. Con un pari che sarebbe risultato più che giusto i gialloblù avrebbero prolungato la propria striscia di risultati utili consecutivi, avrebbero ulteriormente mosso la classifica e dato un chiaro segnale alle rivali del torneo.

A ben vedersi però solo due di questi tre obiettivi sono andati disillusi mentre il terzo, forse il più importante, non è andato disilluso. Si perché l’Olympic ha perso ma con la partita di ieri sera il messaggio lanciato alle altre squadre della Summer Cup c’è stato eccome. E diceva “attenzione, potete anche provare a stenderci ma poi dovete stare attenti!”

Per chi ieri non era presente la spiegazione di questo avvertimento è presto esposta: l’Olympic è scesa in campo un po’ molle, con molti giocatori un po’ imballati a causa del tardivo arrivo al campo e del mancato riscaldamento, è andata sotto di quattro gol giocando malissimo in difesa e sbagliando molto in avanti ma tutto ciò non è bastato per affossare la squadra.

L’Olympic non è andata giù lunga per KO Tecnico come succedeva fino ad un paio di mesi fa, tutt’altro. Si è rimboccata le maniche e, seppur tardivamente, ha cominciato a giocare costruendo pian piano una rimonta e mettendo alle corde gli avversari.

Già prima dell’intervallo Formica e Ruggeri avevano dimezzato le distanze ma la grande prestazione l’Olympic la offriva nella ripresa quando teneva a bada gli sfrontati e imberbi ragazzotti dei Warriors con una prova tutta grinta e voglia di spaccare il mondo. Il portiere avversario se la vedeva brutta, ci voleva bravura e fortuna per fermare gli attaccanti dell’Olympic ma alla fine Arditi completava la rimonta.

4 a 4 e mancano pochi minuti. Qui ci voleva freddezza, ci voleva più testa ma l’Olympic aveva troppa voglia di vincere e sbilanciandosi troppo offriva ai Warriors la possibilità di vincere. Contropiede, difesa mal piazzata e Perrone battuto.

Finiva 5 a 4 per la squadra di Attili (infortunato, rimaneva in panchina) che alla fine non rubava nulla.

L’Olympic avrebbe meritato il pareggio, ha sbagliato molto in difesa e in attacco ma mentalmente è stata in gara alla grande e con questo spirito gli obiettivi di fine stagione sembrano più vicini.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 6      cap.

Sui primi quattro gol può solo accompagnare con lo sguardo gli avversari che entrano in porta con la palla. Nel resto dell’incontro, pur non sembrando al top, ci è sembrato attento e in due tre occasioni ha salvato la porta. Bello l’intervento disperato in controtempo con cui evita lo 0 a 5 nel primo tempo.

 

RENCRICCA A. : 5

Pronti via e prende subito un pestone o una storta sulla caviglia. Il resto della serata è pesantemente influenzata da questo sfortunato evento anche se non sembra comunque molto concentrato e reattivo nella fase difensiva. Per la prima volta in questo torneo non va a segno.

 

FORMICONI: 6

Prende tante di quelle botte che alla fine sembra una Fiat Uno del 1983 e proprio come la Uno non si ferma mai.

 

ARDITI: 5.5

Il detto “croce e delizia” sembra stato essere stato coniato sulla prestazione di ieri sera: entra in campo appesantito da una amatriciana casalinga ma pur sofferente incanta il pubblico con le sue giocate che quasi sempre portano pericoli alla porta avversaria. Poi segna due gol che regalano il pareggio ai suoi ma nel finale prima colpisce un palo (il rimpianto era che Formiconi era libero a due passi) e poi commette l’errore di posizionamento che porta al gol della vittoria per gli Warriors. Nonostante tutto però è un giocatore insostituibile per questa squadra e conferma quanto di buono fatto vedere contro Kiwigraph e Foxes.

 

TANI: 6

Gioca qualche scampolo di partita e ben impressiona perché oltre a riuscire nelle cose facili e lineari ha anche qualche bella intuizione di prima con il quale sorprende la difesa avversaria.

 

FORMICA: 6+

Al rientro dopo un mese non può essere in grandissima forma ma uno come lui sa bene quali doti mettere in campo per stare al passo con gli avversari. A fine primo tempo segna un gol che gli mancava da più da due mesi ed è con lui in campo che l’Olympic appare più incisiva.

 

RUGGERI: 5.5

Piccola insufficienza dovuta agli errori in zona gol che purtroppo nel risultato finale pesano parecchio. Segna comunque il secondo gol gialloblù e azzecca l’assist per il pareggio di Arditi.