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Olympic 1989 FC – THE TOWER’S PUB 4-3

LUNEDI’ 31 GENNAIO 2017, ORE 21.30

LONGARINA

GARA 1009

 

VII WINTER CUP, CHAMPIONS LEAGUE, II GIORNATA

OLYMPIC 1989 FC – THE TOWER’S PUB

 

4-3 (1-2)

 

MARCATORI: 1BISOGNO, 1 FORMICA, 1 RUGGERI, 1 AUTORETE

 

Che Olympic è quella di questo periodo? E’ una squadra sicuramente ancora imperfetta ma è anche una squadra che fa innamorare i tifosi perché gioca partite indimenticabili con i giocatori che giocano con un cuore e una grinta che non si vedeva, con questa continuità, da tanti anni.

E’ la squadra fatta di grandi attaccanti che la trainano verso la porta avversaria ma anche di gregari che a centrocampo e in difesa sono indispensabili per la costruzione della manovra. E’ l’Olympic di tutti insomma, senza una stella perché Arditi lo è senz’altro ma è anche un titolare atipico che è disponibile in poche partite e che rappresenta una ciliegina su una torta che è già comunque buonissima.

Dopo il pareggio della settimana scorsa contro il Campione l’Olympic cercava contro il The Tower’s Pub la prima vittoria in Champions League. L’assenza di Arditi, decisivo una settimana fa, era compensata dai rientri dell’”australiano” Rencricca, di Ciuffa e di Bisogno quindi, per la prima volta nel 2017, si poteva affermare che la squadra era in formazione tipo.

La partita cominciava con l’Olympic subito avanti ma come spesso accade c’era poca concretezza così che i bianco rossi, grazie ad un Quinquinio scatenato, guadagnavano il doppio vantaggio in due azioni del tutto simili: tiro, palla che rimbalzava su un montante e palla ribattuta in gol da un attaccante lasciato colpevolmente libero.

L’Olympic non meritava lo 0 a 2 e lo dimostrava all’ingresso di Bisogno: l’entrata di GB7 spaccava la partita e dava inizio alla bella prestazione gialloblù. Era proprio l’esterno di Acilia ad accorciare le distanze e a permettere all’Olympic di andare al riposo con rinnovata fiducia.

Anche l’ingresso di Ciuffa si rivelava decisivo perché il jolly dell’Infernetto si dimostrava inaspettatamente in forma e con lui in campo l’Olympic trovava la quadratura. Non passava nemmeno un minuto della ripresa che i nostri pareggiavano: Tani tagliava il campo dando palla a Formica che si liberava al tiro e batteva il numero 1 biancorosso con un tiro micidiale.

Sul 2 a 2 gli avversari, già apparsi stanchi a fine primo tempo e senza cambi in panca, crollavano e attraversavano il loro momento peggiore subendo il gol del 3 a 2 ad opera di Ruggeri. Poco dopo l’arbitro trevigiano assegnava un calcio di rigore all’Olympic. Sul dischetto si presentava Rencricca che ancora una volta falliva la conclusione. Fortunatamente, sulla ribattuta un difensore avversario andava goffamente sulla palla e per anticipare Rencricca realizzava il più classico degli autogol.

Sul 4 a 2 l’Olympic poteva comunque recriminare per le tante occasioni fallite in contropiede da Ruggeri e alla fine era la fortuna che doveva aiutare i gialloblù visto che il The Tower’s colpiva un palo che rendeva vano il gol del 4 a 3 su rigore a due minuti dalla fine.

Nonostante il relativo affanno nel finale l’Olympic si è comportata benissimo facendo la differenza grazie al carattere che le ha permesso di vincere nonostante l’iniziale doppio svantaggio. Era già successo contro Albiceleste e Campione e quindi non è una semplice coincidenza ma il segnale che questa squadra ha trovato la propria dimensione e la testa giusta per puntare ai grandi obiettivi.

Nelle passate stagioni l’Olympic ha fallito tutti i suoi obiettivi proprio per la mancanza di concentrazione quindi è scontato che mantenere questa umiltà e questa grinta è la prima missione di questa squadra che ormai ottiene buoni risultati a prescindere da ci scenda in campo.

Complimenti gialloblù, continuate così ma non pensate di essere “arrivati”.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 7      capitano

Decisivo e in forma tanto che sembra tornato quello dei tempi ante Madonnetta e stiamo parlando di quando aveva meno di 30 anni. Nel primo tempo fa tre parate su tiri insidiosi e una in cui sembra che voli. Nella ripresa ferma Quinquinio lanciato a rete in solitaria, devia sul palo un tiro pericolosissimo e sventa un colpo di testa all’angolino che poteva diventare beffardo.

 

RENCRICCA A. : 6.5

I compagni di squadra quasi non lo riconoscono: torna dall’Australia abbronzato, capelli lunghi al vento e in forma smagliante o comunque sorprendente vista l’inattività calcistica di ben ventinove giorni. Ma lui torna a braccetto con il “canguro” Sainsbury, diretto all’Inter senza molte aspettative mentre Rencricca in difesa offre una prova più che sufficiente nonostante gli isolati black out di concentrazione. Si apre invece un caso rigori visto che arriva il quarto errore dal dischetto consecutivo che fa abbassare la sua media realizzativa al 67%. Quale è la soluzione: perseverare o affidare le massime punizioni ad un altro tiratore in attesa di maggiore ispirazione?

 

CIUFFA A. : 7

Seconda sorpresa della serata. Alessandro non giocava una gara ufficiale dal 28 giugno 2016 e questa convocazione doveva rappresentare solo una prima tappa di un rientro graduale. Invece una volta in campo Ciuffa Il Giovane si è subito dimostrato indispensabile e con lui in campo l’Olympic ha vissuto i suoi momenti migliori. Può essere il grande acquisto di questo mercato invernale.

 

BISOGNO: 7

Terza sorpresa della serata: un Bisogno stile The Flash! Questo è quello che chiamiamo GB7, un giocatore duttile, veloce, capace di cambiare gli equilibri della squadra, di accorciarla difendendo la fascia e di rovesciarla in avanti con due falcate. Nel primo tempo la prima palla che tocca vale il gol dell’1 a 2 poi nel secondo tempo i bianco rossi avversari non lo contengono più e lui fa quello che vuole in ogni zona del campo. Prestazione esemplare.

 

TANI: 6+

Partita da gregario alla Oriali o se preferite alla Massimo Romaldini o alla Alessandro Guarino rimanendo in tema di vecchie glorie gialloblù. La sua partita non ruba l’occhio ma è decisiva sul piano della quantità. Altrettanto decisivo anche uno strappo che effettua a inizio ripresa che sbilancia la squadra avversaria e consente a Formica di pareggiare. Presenza stagionale numero 18, era dal 2012 che non collezionava così tante partite in una sola stagione.

 

FORMICA: 6.5

Finalmente è arrivato questo gol numero 250, una vera e propria liberazione per Fabio che era assente addirittura dal 4 dicembre. I compagni di squadra lo incitano ad usare una parte poco poetica del suo corpo per far salire la squadra e lui lo fa con grande perizia diventando decisivo per guadagnare metri e secondi preziosi. La rete del 2 a 2 è un gioiello, un tiro che piega le mani del portiere e lo fa esplodere di gioia (Fabio, non il portiere!).

 

RUGGERI: 6

In una serata così bella per la squadra nessuno merita l’insufficienza però è altrettanto vero, e Alex è il primo ad ammetterlo, che il nostro numero 11 avrebbe dovuto segnare almeno quattro gol e permettere all’Olympic di vivere una serata più serena. Ha almeno quattro occasioni nitide davanti al portiere e in altre occasioni avrebbe potuto far salire la squadra invece che provare tiri improbabili. Poi trova il gol più difficile grazie al portiere che si fa piegare le mani da una tiro che sarebbe forse finito oltre la sua porta. Che dire, Alex è stato bravo, ha corso per cinquanta minuti, gli avversari non lo prendevano mai ma avrebbe dovuto concretizzare di più. Nota statistica: con questa presenza aggancia Fabio Tagliaferri al dodicesimo posto delle partite in gare ufficiali mentre il gol lo pone a sole 12 segnature dal mostro sacro Filiberto Tarallo.

Olympic 1989 FC – Il Campione 5-5

LUNEDI’ 23 GENNAIO 2017, ORE 21.30

LONGARINA

GARA 1008

 

WII INTER LEAGUE, CHAMPIONS LEAGUE, I GIORNATA

 

OLYMPIC 1989 FC – IL CAMPIONE

5-5 (2-3)

 

MARCATORI:          5 ARDITI

AMMONITI:             ARDITI, FORMICA, TANI

 

La recente campagna pubblicitaria dell’Olympic ci mostra Tani, Ruggeri e Perrone in posa davanti al Colosseo con lo sguardo colmo di fuoco e determinazione. Posa da spot, senz’altro, ma anche la trasposizione in forma parodistica del Vero Carattere Olympic, quello di chi non parte mai sconfitto, nemmeno quando mancano tanti titolari, nemmeno quando piove, nemmeno quando vai sotto per cinque volte e sembra tutto perduto.

 

Esordio in Champions League per l’Olympic: è una serata tipicamente invernale e nemmeno la musichetta tipica della più importante competizione europea riuscirebbe a dare un po’ di lustro ad una serata che, vuoi per la pioggia, vuoi perché è solo la prima giornata, sembra ancora tanto lontano da quelle serate primaverili che Venditti definiva “di coppe e di campioni”.

 

Ma nonostante ciò è Champions League vera e l’Olympic si trovava subito di fronte alla prima di otto partite che non si possono perdere, otto finali che dovranno portare la nostra squadra a centrare l’obiettivo play off evitando gli ultimi due posti del girone, quelli che portano dritti a casa, lì dove i gialloblù vogliono arrivare, possibilmente, solo con una coppa tra le mani.

Si sapeva già da settimane che l’Olympic avrebbe avuto tante assenze e nessun difensore in campo ma il forfait di Bisogno in mattinata complicava ulteriormente le cose. Con i due “carabinieri” Romagnoli e Ciardi out l’unico disponibile alla convocazione era Matteo Stella che poteva così finalmente bagnare il suo esordio. E bagnare era proprio la parola giusta visto che alla Longarina non faceva freddo ma pioveva che Dio la mandava e sotto questo cielo malevolo si schierava un’Olympic con Perrone in porta, Tani in difesa, Stella e Ruggeri sulle fasce e Formica centrattacco. Arditi in panchina visto l’arrivo al campo solo pochi istanti prima del fischio d’inizio.

Il Campione era composto da giovani giocatori saettanti in una maglia che ricordava quella del Sassuolo e l’attacco degli emuli di Berardi e Politano cercava di far male ai gialloblù rubandogli il tempo nell’uno contro uno.

Lo 0 a 1 arriva a così, con Tani sorpreso alle spalle. Dopo un palo colpito da Ruggeri arrivava il pareggio firmato da Arditi bravo a spedire in porta il portiere un difensore e soprattutto la palla ma il Campione poco dopo raddoppiava,  stavolta approfittando della mancanza di reattività di uno Stella volenteroso ma a corto di familiarità con i ritmi di gioco.

L’Olympic cadeva ancora, stavolta in contropiede e sull’1 a 3 si faceva buio un buio difficile da squarciare se non con un colpo da campione ce arriva ancora grazie ad Arditi che batteva il portiere nero verde con un preciso fendente dalla sinistra che lo inceneriva.

Si andava all’intervallo sul 2 a 3 che presto diventava 3 a 3 ancora grazie al Genio di Cesano che approfittava di una triangolazione con Tani per arrotondare il suo bottino. Dopo tanto splendore Arditi si rendeva protagonista di due eventi negativi per la sua squadra. Prima causava un rigore che Perrone sventava abilmente e poco dopo, spostandosi dalla barriera, permetteva al Campione di segnare il 3 a 4 su punizione.

I veri campioni però si rialzano con la velocità di Bruce Lee quando viene colpito in pieno petto e scaraventato a terra infatti poco dopo l’arbitro assegnava un rigore all’Olympic che lo stesso jolly trasformava per il 4 a 4. Nei minuti finali è successo di tutto, soprattutto per gentile concessione dell’arbitro, un po’ confuso nel finale concitato.

Il direttore di gara assegnava all’Olympic un tiro libero ce però Arditi falliva mentre nell’azione successiva ne dava uno davvero dubbio ai nostri avversari che battendo Perrone si portavano in vantaggio a due minuti dalla fine. Nell’assalto finale l’arbitro dava all’Olympic un nuovo tiro libero, anche questo discutibile, e stavolta Arditi pareggiava per il 5 a 5 a venti secondi dalla fine.

In questi venti secondi Perrone effettuava una parata d’istinto e nel rovesciamento di fronte Formica aveva sui piedi un match ball che però si infrangeva sul portiere. L’arbitro non faceva nemmeno battere l’angolo e mandava tutti sotto le docce decretando la divisione della posta in palio.

Di questa Olympic possiamo dire che ha giocato mostrando una enorme confusione di ruoli e movimenti con elementi fuori dal proprio ruolo (e la mancanza di un difensore vero è stata decisiva per questo) e giocatori continuamente spostati e dirottati per un tourbillon che fortunatamente non è stato fatale alla nostra squadra.

Ma abbiamo anche visto una squadra di uomini veri, che avrebbe potuto perdere la partita senza subire critiche viste le tante assenze e che invece, grazie al carattere, ha rischiato di vincerla per un’impresa di cui si può parlare comunque nonostante il pareggio.

Dobbiamo essere orgogliosi della nostra squadra e fargli un plauso, continuate così!

 

PAGELLE

 

PERRONE: 7      capitano

Negli spogliatoi, prima della partita Stella gli regala una fascia da capitano uguale a una che Perrone indossava tanti anni fa e chissà che quel pezzo di stoffa non l’abbia ispirato a fare quelle parate che sono state decisive per il risultato. Nel primo tempo ferma da solo, per due volte, due attaccanti lanciati a rete poi nella ripresa para il rigore e devia anche la pericolosa ribattuta diventando decisivo anche nel finale, aprendo la mano d’istinto su una palla sbucata dal nulla. La sua Champions è cominciata proprio bene.

 

TANI: 6                ammonito

Cinquanta minuti diviso tra chi lo voleva centrale difensivo e chi lo voleva terminale offensivo e in questa diatriba è finita che Francesco, per ampi tratti, si è trovato fuori dal gioco. Da difensore aveva perso l’uomo in occasione dello 0 a 1 dei nero verdi ma aveva anche sfiorato il gol sparando un tiro telecomandato sotto il sette (parato dal portiere) mentre da attaccante ha fornito l’assist per il  3 a 3. Il giudizio finale in definitiva è positivo ma la sua prestazione avrebbe beneficiato di una posizione, una delle due, decisa e stabile.

Finora è stato l’unico giocatore gialloblù sempre presente in questo torneo e a noi questo stakanovismo del Maghetto ci ricorda tanto la stagione 2010/2011 quando Francesco tirò avanti la carretta a lungo arrivando stremato in primavera. Ci raccomandiamo, gestisciti Francesco perché in questa stagione sei fondamentale!

 

STELLA: 6

Giocatore numero 131 della storia dell’Olympic, arrivato all’esordio in gare ufficiali dopo il giusto passaggio attraverso due allenamenti in famiglia. Viene schierato esterno destro e si vede che non ha il passo per tenere a lungo questi ritmi ma lui è il primo ad esserne consapevole e con umiltà e concentrazione si impone di fare cose semplici e lineari cercando di dare alla squadra quel pochino d’ordine che le è mancato in questa serata. Le gambe ancora non sono da Champions League ma la testa si e se lui vorrà la lunga stagione gialloblù potrà essere occasione per lui di essere importante per la squadra.

 

ARDITI: 7           ammonito

Dal commento sembra che abbia fatto tutto lui e poco ci manca visto che ha realizzato tutti e cinque i gol dell’Olympic ed è stato assolutamente decisivo per la squadra. Certo, la grande voglia di fare bene ed essere importante l’ha portato a farsi in quattro occupando più ruoli e creando un po’ di confusione ma non possiamo che rendere tutti gli onori possibili ad un giocatore che in campo dà il 300% per una maglia che nella sua storia ha avuto rari interpreti di questa caratura. I cinque hanno mostrato gran parte del suo repertorio, in due occasioni ha segnato con tocchi di misura che hanno ingannato il portiere, una volta ha segnato con una staffilata, una volta su rigore e un’altra su tiro libero sotto il sette dopo che ne aveva sbagliato uno poco prima. Merita il trofeo di miglior giocatore del torneo, lo diciamo oggi, a due mesi dalla fine della competizione.

 

FORMICA: 6+    ammonito

Anche Fabio la prestazione di Fabio è stata inficiata dal moto perpetuo di Arditi con cui spesso condivideva la stessa posizione e le stesse linee di movimento. In questa partita i gol di Formica e Ruggeri sono mancati molto ma entrambi hanno eseguito un lavoro più sporco agendo nella trequarti offensiva e anche come difensori risultando comunque fondamentali per il risultato. Il gol numero 250 in carriera si fa ancora attendere…

 

RUGGERI: 6+

Anche in questa partita Alex è risultato il più penalizzato dallo schieramento del tridente pesante. Peccato, perché il numero 11 era partito alla grande colpendo un palo ma poi è stato costretto ad arretrare parecchio il baricentro della sua azione per trovare spazi e soprattutto per garantire una certa copertura alla squadra che altrimenti sarebbe stata troppo sbilanciat5a in avanti. Gara matura per Alex, bravo.

Team A – Team B 16-7


Martedì 17/1/17, ore 21

Longarina

Stage

TEAM A – TEAM B

16-7 (9-3)

Marcatori Team A blu: 10 Ruggeri, 3 Ciardi, 2 Tani, 1 Romagnoli

Marcatori Team B bianca: 5 Formica, 2 Bisogno

Ultimo allenamento prima dell’esordio in Champions League per l’Olympic che anche ieri sera ha dovuto fare a meno di tanti titolari (Rencricca, Arditi, Attili) ma che ha saputo trarre tutto il meglio da una serata dove l’avversario più forte era il freddo siberiano.

Nuvole cariche di neve alla Longarina e pochi giocatori per un allenamento comunque fondamentale a soli sei giorni dalla prima partita della Champions. Tornava in campo Fabio Formica mentre l’unica novità della serata era l’esordio in porta di Gregorio Triggiani che rimpolpa la scelta di estremi difensori nella rosa gialloblu.

In maglia blu si schierava una formazione del tutto simile a quella che lunedì scorso aveva affrontato l’Ottica Vista Chiara in campionato (Perrone, Tani, Romagnoli, Ciardi, Ruggeri) mentre in maglia bianca la vestivano Triggiani, i due viola Santoro e Rossi e i due titolari Bisogno e Formica.

Il primo tempo, salvo i primissimi minuti di gioco, era totalmente a favore dei blu che approfittavano del maggiore affiatamento e del gioco collaudato per infliggere agli avversari tanti gol. Il primo tempo finiva quindi 9 a 3 mentre a inizio ripresa i bianchi segnavano quattro gol in rapida successione soprattutto grazie all’orgoglio del leone Formica che da solo teneva su l’attacco della sua squadra. Nella seconda metà della ripresa però i blu riprendevano quota e accrescevano ulteriormente il vantaggio fino al punteggio finale di 16 a 7.

Considerazioni finali: l’importante era che nessuno si facesse male, che si corresse e che Formica riprendesse un po’ di forma dopo il lungo stop per gli impegni di lavoro. Obiettivi raggiunti per l’Olympic che da lunedì 23 gennaio vivrà una grande avventura. Piacevole il ritorno in panchina di Formiconi che nonostante il rave infortunio ha voluto are un saluto ai compagni.

PAGELLE TEAM A blu

PERRONE: 6 capitano

Il gap tra le due squadre è così evidente che lui ha poco lavoro e comunque è sufficientemente attento nelle occasioni in cui viene sollecitato. Viene benedetto dalla Madonna quando Formica gli travolge il ginocchio in corsa. Al portiere sembra di essere stato investito da una locomotiva del diciottesimo secolo con tutti i vagoncini al seguito, quello del carbone compreso. Fortunatamente entrambi i giocatori rimanono illesi, locomotiva compresa.

TANI: 6.5

Come già detto nell’articolo, il Team A beneficiano del rodaggio della propria squadra che ha già giocato insieme più volte e in questo stesso schema tattico appena una settimana fa. Francesco riprende il ruolo di playmaker già interpretato contro l’Ottica Vista Chiara e dirige il gioco dei blu come un direttore d’orchestra. Anche lui più volte calpestato da Formica riesce comunque a segnare una doppietta sopportando dolori lancinanti dalla cintola in giù.

 

ROMAGNOLI: 6.5

Walter Samuel faceva così calciava via la palla mettendo in sicurezza l’area e mentre lo faceva dava anche un pestone all’avversario. Stefano prende di mira Daniele Rossi che verso metà ripresa è costretto a chiamare il Telefono Azzurro. Galvanizzato dal gioco della sua squadra e dall’ottimo funzionamento della squadra blu Stefano guadagna campo e nel finale segna un gol del tutto simile a quello realizzato contro l’Ottica.

 

RUGGERI: 7+

Per la seconda volta in uno stage di questa stagione (era già successo a ottobre) segna ben dieci gol crivellando di colpi l’esordiente Triggiani come il buon soldato che in Predator abbatte inutilmente mezzo ettaro di foresta con la mitragliatrice. Anche in questa partita Alex si piazza alle spalle di Ciardi e dalla fascia sinistra trova una corsia preferenziale verso la porta avversaria. Bello il gol di testa che corona un’ottima azione della sua squadra.

 

CIARDI: 7

Falso nueve? Noi preferiamo descriverlo come un rifinitore avanzato, più un “finto dieci” che invece di lavorare sulla trequarti gioca quasi al limite dell’area avversaria rifornendo Ruggeri con vagonate di assist. Alcuni sono molto belli tanto che, se proprio vogliamo evitare l’irriverente paragone con Roberto Baggio, il nostro buon Pierluigi ieri sera è sembrato un piccolo Lamberto Zauli moderno. Stavolta i suoi sforzi e la sua generosità vengono ripagati da una tripletta.

 

 

PAGELLE TEAM B bianca

 

TRIGGIANI: 5.5

E’ il giocatore numero 26 della rosa gialloblù di questa stagione e si inserisce nel pacchetto di portieri piuttosto folto già composto da Perrone, Maiozzi, Belli, Caprioli e in caso di necessità da Tani e Ruggeri. Ora, è pur vero che i primi due sono titolari indiscussi, ma ieri alla fine è capitato che ben tre portieri su quattro fossero indisponibili ed è in serate come questa che spesso nascono le avventure di alcuni giocatori della storia dell’Olympic.

La sua prestazione è stata fortemente influenzata dal fatto di giocare nella squadra palesemente più debole in cui è stato attaccato innumerevoli volte manco fosse la Morte Nera di Guerre Stellari. Lui alcune volte ha parato bene, altre volte ha fatto parate al di sopra della media mentre altre volte è stato poco preciso e lacunoso. Va rivisto ma la prima partita nel mondo Olympic non è stata affatto negativa.

 

SANTORO G. : 5.5

Nonostante questo giocatore ci piaccia molto dobbiamo dire che la sua prova è stata così e così probabilmente a causa della mancanza di un vero difensore che lo coprisse. Che sappia che se un giorno volesse lasciare il Mo’viola e provare una nuova avventura una maglia gialloblù lo aspetta.

 

ROSSI D. : 5

L’imprendibile Daniele Rossi che spesso assomiglia al suo omonimo collega che gioca nel Celta Vigo oggi è stato prendibilissimo soprattutto da Stefano Romagnoli che lo limita ai limiti del codice penale. Prestazione molto al di sotto delle sue possibilità.

 

BISOGNO: 5.5

Diceva Boskov che Bisogno “è come cervo che esce di bosco”. Purtroppo in questo allenamento Gianluca esce troppe poche volte dalla foresta (e in quei casi fa molto male alla difesa avversaria segnando due gol e fornendo qualche assist) mentre per la stragrande parte dell’incontro si nasconde finendo per essere troppo sornione e poco raggiungibile dai suoi compagni.

 

FORMICA: 6 capitano

Roma, Londra, Washington, San Jose e ritorno. I viaggi di lavoro di Fabio sfiancano il nostro bomber che non metteva piede in campo da ben 43 giorni. Appesantito e fuori forma rischia di abbattere Tani e Perrone ma è anche l’unico a tenere in partita la squadra bianca segnando cinque gol e mettendo paura alla difesa avversaria praticamente da solo. Lunedì guiderà l’Olympic all’esordio in Champions League e si spera che questa sgambata lo abbia corroborato.

 

Olympic 1989 FC – Virtus Panfili 9-3

LUNEDI’ 4 DICEMBRE 2016, 21.30

LONGARINA

GARA #1004

 

VII WINTER CUP, GIRONE A, VI GIORNATA

OLYMPIC 1989 FC – VIRTUS PANFILI

9-3 (5-1)

 

MARCATORI: 4 RUGGERI, 2 FORMICA, 1 ARDITI, 1 BISOGNO, 1 RENRICCA A.

 

Francesco Tani in zona mista all’uscita degli spogliatoi è stato chiaro: “Abbiamo vinto ma mi è rimasta una sensazione di amaro in bocca. Non siamo soddisfatti della nostra prestazione”. Dobbiamo apprezzare la schiettezza del numero 16 gialloblù che ci dà decisamente l’impressione di una squadra che a livello mentale in un certo senso è cresciuta. Non ci si accontenta più dei tre punti ma si vuole arrivare alla vittoria attraverso un gioco che possa far crescere l’Olympic per poi permettergli di vincere anche contro squadre più forti di quella affrontata ieri sera.

La Virtus, per quanto mal attrezzata e molto più debole dell’Olympic, ha messo in difficoltà i gialloblù che hanno vinto per inerzia sfruttando la superiorità sugli avversari ma facendo davvero poco per surclassarli.

Eppure l’Olympic era partita bene: Rencricca vertice basso dava sfogo alla manovra degli esterni Arditi e Bisogno mentre Formica in avanti garantiva sostanza e potenza. In tre minuti l’Olympic giungeva al 2 a 0 ma poi, forse deconcentrati dalla pochezza della Virtus, i gialloblù non riuscivano a dare continuità alla manovra avvolgente con cui avevano cominciato il match. Aggravanti specifiche erano la sterilità in avanti (troppe volte tre attaccanti in maglia verde fallivano il gol a tu per tu con il portiere) e gli errori di concentrazione in difesa che gli avversari sfruttavano in una sola occasione ma solo per demerito loro.

A inizio secondo tempo l’Olympic offriva il peggio di se permettendo alla Virtus di arrivare fino al 5 a 3 ma la superiorità della nostra squadra era tale che alla fine la vittoria era larga e netta anche se sarebbe potuto esserla molto di più.

Dobbiamo essere contenti della vittoria ma anche consapevoli che così non si va lontano perché in questo modo, a mio parere, l’Olympic può battere solo le formazioni più deboli. Per arrivare ai livelli della scorsa estate bisogna fare grandi passi a livello di squadra sotto il profilo tecnico e sotto quello mentale. Dopo il bastone anche un po’ di carota: un piccolo salto di qualità è stato fatto: troppe volte in passato abbiamo perso partite come quella di ieri quindi siamo riusciti a muoverci dal pantano tecnico in cui versavamo da qualche stagione. Però l’obiettivo è vincere un trofeo e per quello il lavoro è ancora molto.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 6      capitano

Dopo tanto tempo offre una prestazione senza errori e con un paio di parate nel primo tempo che tengono la Virtus lontana dall’Olympic. Nel pomeriggio, prima della partita, il figlio Federico fa la prima parata della sua vita. Il capitano avrà sentito sul collo il fiato dell’erede?

 

RENCRICCA A. : 6

Non buttava la palla in rete dal 28 giugno scorso, quando punì il The Tower’s Pub. Ieri ha portato in vantaggio l’Olympic facendosi trovare pronto sul secondo palo, così avanti che Formiconi, dalla panchina, ha esclamato “Ma che ci facevi lì?!?”. Aggiunge al bottino anche due assist ma anche qualche errore in difesa che permette alla Virtus di segnare un paio di gol. In parte sono errori da addebitare a cali di concentrazione, in parte alla mancanza di un vero compagno di reparto. Voci di corridoio parlano di Attili e Montaldi al lavoro per farsi trovare pronti.

 

ARDITI: 7

In questa Olympic lacunosa la prestazione di Chicco salta sempre all’occhio e spesso anche all’orecchio visto il dialogo incessante che il jolly di Anguillara mette in atto durante la partita. Due assist e un gol nel finale impreziosiscono una prova gagliarda. Ai punti vince anche il duello fisico con Sascha, il fantasista granata.

 

BISOGNO: 6+

Gli si chiede di trasformarsi da Cristiano Ronaldo in Angelo Di Livio e lui fa il suo compito con diligenza e determinazione coprendo la fascia di competenza con grande attenzione. Realizza il gol numero 114 in gare ufficiali distanziando Formiconi di quattro reti e “avvistando” Perrone a due sole lunghezze. Attualmente è al nono posto della classifica marcatori gialloblù di tutti i tempi.

 

TANI: 6

Centunesima presenza in gare ufficiali per Francesco che ha il merito di agire a ridosso degli attaccanti diventando così un esponente di quella classe operaia che permette ai vari Ruggeri, Formica e Arditi di dedicarsi al mestiere dell’attaccante. Trova un bell’assist mentre in altre occasioni manca il momento giusto per trovare l’assist decisivo.

 

FORMICA: 6.5

Lì sulla fascia sinistra crea danni devastanti alla difesa granata e mette a segno una doppietta contornata da due assist. Tanta roba, ma alla fine è tra i più scontenti dell’andamento dell’incontro.

 

RUGGERI: 6.5

Ancora una volta sembra slegato dal resto della squadra. Per carità, segna la bellezza di quattro gol, colpisce una traversa con un tiro che dire spettacolare è limitante, però dà l’idea di essere in difficoltà nel tridente pesante con Formica e Arditi e di essere più a suo agio con uno solo dei due compagni in campo. Bisogna trovare il modo di mettere a frutto la sua ispirazione.

Olympic 1989 FC – Irreal 7-5

Lunedì 28-11-16

Longarina

Gara #1003

VII WINTER CUP, girone A, V giornata

OLYMPIC 1989 FC – IRREAL

7-5 (3-3)

Marcatori: 2 Formica, 2 Tani, 1 Arditi, 1 Ruggeri, 1 autogol

Ammoniti: Arditi e Formica


Costretti a rinunciare a due colonne, come Perrone e Formiconi ( rinnoviamo i nostri auguri di pronta guarigione al n8 gialloblu) gli uomini capitanati da Rencricca si apprestavano ad affrontare una tappa fondamentale per il giusto proseguio di questa stagione.

La partita di ieri era una di quelle da vincere, senza mezzi termini, e così è stato.

Si cercava soprattutto la giusta mentalità la tenacia che ultimamente era sembrata mancare, lo spirito Olympic che ha sempre caratterizzato questi colori, anche nelle sconfitte più cocenti.

Ieri sera tutto questo lo abbiamo rivisto, complice un Arditi protagonista sia in campo che fuori, vero uomo squadra, complice un grande Maiozzi sempre pronto a rispondere positivamente quando chiamato in causa, complice uno spirito di gruppo che ieri sera l’ha fatta da padrona.

L’inizio però era tutto in salita nonostante un ottimo gioco corale si andava sotto per un goal fortuito su tiro dalla distanza, sporcato quel tanto che bastava per mettere fuori causa Maiozzi.

I nostri però non sembravano mai abbattersi e con un’ottima azione dalla sinistra Ruggeri metteva dentro sottomisura chiudendo un assist di un ispiratissimo Formica. Uno a uno.

Però il calcio è strano… Giochi la palla hai in mani le redini della gara e vai comunque sotto tre a uno… Basta un piccolo calo e ti trovi a dover ricostruire tutti ciò che di bello avevi appena fatto… Si trattava comunque di due episodi isolati; tani chiudeva sul secondo palo un bel diagonale di Ruggeri e sul finale era bravo Formica a rilanciare un contropiede, dopo un prodigioso intervento di Maiozzi, per il tre a tre che chiudeva la prima frazione.

Da ricordare la rete divorata da Bisogno che poteva addirittura portare in vantaggio i suoi.

Nella ripresa il copione non cambiava, saliva solo un po’ il nervosismo … Ma era quella tensione positiva che non ti fa sbagliare e che tiene vivi gli animi, che ti fa dare il massimo.

Ancora Tani sempre a chiudere sul secondo palo in scivolata un fendente di Arditi che probabilmente sarebbe entrato comunque, e poi un’autorete Dell’ Irreal per un finale tutto gustare.. Con l’incubo della lotteria dei tiri liberi (uno segnato dai ragazzi di Manoni), un gran goal di Formica, bravissimo a liberarsi per il tiro..una sassata di Arditi su punizione difilatissima ed un tiro libero stavolta sbagliato da capitan Rencricca.

La partita finiva ed il morale era altissimo, stavolta la testa c’era ed anche le gambe, questa squadra così ci piace e sa la può giocare alla pari con tutti, vogliamo vederla sempre così.
Maiozzi 6.5

Concentrato e sempre reattivo, l’area di rigore è il suo territorio e lo sa difendere alla grande, due grandiose uscite basse sui piedi avversari da incorniciare!! Ottima prestazione.
Rencricca 6 cap.

Piano piano… La forma deve tornare, i minuti di ieri speriamo siano serviti per tornare a quei livelli che tutti ci aspettiamo dal nostro baluardo difensivo, ieri unico vero di ruolo. Leggermente in ritardo in alcune chiusure ma rispetto alle ultime apparizione la crescita c’è .. Peccato per l’errore sul tiro libero finale.
Bisogno 6

Peccato per quel goal divorato da quasi dentro la porta… Per il resto la prestazione è senza dubbio sufficiente, da notare un’ottima chiusura nel primo tempo in scivolata a negare un goal quasi fatto.
Arditi 7

Combatte corre sprona i compagni, la squadra con lui in campo ha una marcia in più, grande botta su punizione, ottimi i suggerimenti per i compagni, vero fuoriclasse.
Tani 6.5

Nonostante il parco attaccanti al completo viene schierato nuovamente vertice alto e questo ruolo sembra giovare a lui ed alla squadra, ne trae beneficio soprattutto sotto rete dove finalizzato due ottime occasioni con tanta cattiveria.
Formica 6.5

Gioca bene sia da prima punta che quando parte defilato, il suo gioco è utilissimo alla squadra, prende tante botte ma fa respirare sempre la manovra

Gialloblu,segna due goal veramente belli.
Ruggeri 6.5

Anche Alex in questa nuova posizione da esterno sta facendo vedere grandi cose, non essendo costretto a dover giocare spalle alla porta riesce a partire subito alla grande, gioca tanti palloni ed è utilissimo anche nella fase difensiva.

Pagelle a cura di Francesco Tani

Olympic 1989 FC – Non Serve 10-5

LUNEDI’ 21/11/16, 20.45

LONGARINA

GARA #1002

VII WINTER CUP, GIRONE A, IV GIORNATA

OLYMPIC 1989 FC – NON SERVE

10-5 (6-1)

MARCATORI: 3 ARDITI, 3 TANI, 2 FORMICA, 2 RUGGERI

L’Olympic ritrova i suoi tre tenori al completo ed emette un acuto fortissimo che già dopo pochi minuti ha infranto la porta del Non Serve, metaforicamente composta del più fragile dei cristalli.

Il Non Serve è apparso subito in formazione rimaneggiata e comunque in questa stagione la squadra guidata da capitan La Manna ha trovato solo sconfitte a testimonianza di un periodo non felice per i “celestini”. Nemmeno l’innesto del “ciclista” Gabriel è servito ai nostri avversari che hanno avuto la sfortuna di trovare l’attacco gialloblù finalmente al completo grazie ai rientri di Arditi e Formica. L’Olympic ha subito schierato il tridente pesante e gli effetti sono stati devastanti tanto che il parziale di 6 a 1 con cui si è chiuso il primo tempo è apparso addirittura stretto.

Purtroppo il primo tempo si è chiuso anche con l’infortunio di Fabrizio Formiconi che è sembrato subito grave o comunque non di lieve entità. Il giocatore si sottoporrà ad accertamenti ma le urla del numero 8 sono state tali da gettare i compagni nello sconforto.

Nella ripresa l’Olympic manteneva sempre il pallino del gioco ma era disordinata e arruffona e il Non Serve ne approfittava con il risultato che il match finiva nel più classico dei punteggi “tanto a tanto”. Parole sante quelle che Formica che in zona mista dichiarava: “Abbiamo vinto ma il gioco espresso non è stato bello, abbiamo sbagliato molto e contro un avversario più attrezzato non so come sarebbe finita. Bisogna dare di più!”

Condividiamo questa chiave di lettura della partita mentre sui singoli possiamo dire che il rientro di Arditi è stato come al solito una ventata d’aria fresca mentre quello di Formica ha fornito alla squadra un’arma secondo noi assolutamente imprescindibile. Incrociamo le dita per Formiconi. come dice Maiozzi, il ragazzo ha già dato due ginocchia all’Olympic, il terzo sarebbe una vera beffa.

PAGELLE

PERRONE: 6-

Il capitano ha capito cosa non andava, l’allenamento di fondo gli imballava e le gambe e ieri, grazie all’influenza che gli ha impedito di correre, ha ritrovato reattività ed esplosività. Ha subito un gol su pallonetto un po’ casuale che gli ha abbassato il voto ma in due occasioni è sembrato quello di una volta.

RENCRICCA A. : 6+

Negli occhi abbiamo i suoi interventi alla Walter Adrian Samuel e pazienza se oltre alla palla si prende anche il piede. si temeva che Gabriel, l’ala del Non Serve, lo superasse in bicicletta ma dalla sua parte non passa nessuno.

FORMICONI: 6

Mani sul volto e lacrime agli occhi. Il ginocchio avrà ceduto di nuovo? Gli auguriamo tanta buona sorte.

ARDITI: 6.5

Con lui in campo l’Olympic ragiona, attira gli avversari nella propria tela e poi colpisce come una tarantola. Chicco è così, tarantolato, segna tre gol, realizza un assist e dà verve e spirito alla squadra.

TANI: 6.5

Forse il migliore in campo perchè è il giocatore che ottiene di più facendo le cose più elementari nel modo più giusto. Per lui una tripletta e un assist ma soprattutto una linearità nel gioco davvero apprezzabile. Dopo la doccia salta sul sellino e raggiunge casa con la bici di Gabriel.

FORMICA: 6.5

Forse è lui l’unico insostituibile della squadra, quello che dà tutta un’altra sostanza al centrocampo e all’attacco gialloblù. Nonostante Rencricca provi a dirottarlo ai campi di Ostia antica lui segna una doppietta a cui aggiunge un assist.

RUGGERI: 6+

Forse è l’attaccante che trae il minor profitto dall’utilizzo del tridente passato. Trova due gol e un assist ma sarebbero potuti arrivare risultati maggiori con un maggior movimento ed interazione con gli altri giocatori del reparto offensivo.

Olympic 2000 – I gemelli di Pal 5-4

LUNEDI’ 24 OTTOBRE 2016, ORE 22.30

LONGARINA

GARA 999

 

VII WINTER CUP, GIRONE A, I GIORNATA

 

OLYMPIC 2000 – I GEMELLI DU PAL

5-4 (2-3)

 

MARCATORI: 2 RUGGERI, 1 FORMICA, 1 TANI, 1 AUTOGOL

 

L’immagine più bella della partita di ieri è anche quella che riassume tutti i concetti e i significati della gara d’esordio nel campionato 2016/17: Formica serve Tani che senza pensarci su scaglia il pallone lì il portiere non può arrivare. E’ il gol del 4 a 4. La squadra è carica, tutti esultano attorno al Francesco Nazionale ma è solo il breve preludio al finale di gara gialloblù, quello che porta la nostra squadra a cercare e trovare il gol della vittoria per poi stringere i denti e portare  a casa tre punti meritatissimi.

Raccontata la scena madre del nostro spettacolo andiamo a rivivere la genesi e il preludio di questa vittoria. Il pre-campionato dell’Olympic è stato pieno di buone prestazioni come raramente era successo anche se nella parte conclusiva della preparazione c’era stato un calo a causa dell’assenza di alcuni titolari e del loro calo atletico al rientro.

Per questa prima giornata della Winter Cup Rencricca rientrava dopo la varicella che gli aveva impedito di partire per il viaggio di nozze, Tani era annunciato in cattiva forma dopo aver saltato alcune amichevoli e anche Formiconi aveva i suoi acciacchi.

L’avversario era di quelli tipicamente indigesti per la nostra squadra: cinque ragazzi in maglia verde, brevilinei, giovani, tecnici e velocissimi. Il primo tempo confermava questa difficoltà ad incontrare questo tipo di squadre: lo 0 a 1 era addirittura fulmineo a causa di u subitaneo svarione della nostra retroguardia e dopo molti rischi corsi l’Olympic subiva altri due gol. Fortunatamente, in mezzo a questi errori, la nostra squadra trovava anche il modo di reagire ed in due occasioni Formica e Ruggeri trovavano il provvisorio pareggio. Purtroppo la prima frazione terminava sul 2 a 3 per i nostri avversari.

I primi cinque minuti del secondo tempo erano una totale sofferenza: l’Olympic sembrava in balìa dei Gemelli du Pal che fortunatamente segnavano un solo gol, quello del 2 a 4, fallendo altre occasioni propizie.

L’Olympic dietro ballava come si fosse al Festival del Liscio a Rimini ma la testa rimaneva ben presente all’impegno  e lì si è avuta l’impressione che la squadra rimanesse ben salda sul sentiero tracciato nel finale della scorsa stagione, quando le belle prestazioni e le vittorie avevano creato un circolo virtuoso di convinzione e consapevolezza.

Da quel quarto gol in poi l’Olympic ha continuato sulla propria strada, ha pressato, ci ha provato e ci ha provato ancora e le occasioni sono arrivate. La terza rete era un po’ fortunosa: Formiconi si faceva trovare libero, scoccava il tiro ma il portiere la parava. La palla però finiva su un difensore avversario che come Paolo Negro in un memorabile derby del 2000 infilava il proprio estremo difensore.

Il cammino era ancora lungo: quando mancavano una decina di minuti al fischio finale Francesco Tani rientrava in campo e lì si verificava la scena descritta in avvio di cronaca. Era il gol del 4 a 4 che faceva da apripista alla decisiva rete del 5 a 4 firmata da Ruggeri e arrivata ad un minuto dal termine.

Negli spogliatoi Tani avrebbe detto: “è la prima volta che l’arbitro chiama un minuto di recupero e l’Olympic non subisce gol!” infatti la squadra teneva botta e al cinquantunesimo minuto di gioco la signora arbitro fischiava la fine legittimando la gioia dei giocatori gialloblù.

Era la duecentesima partita dell’Olympic alla Longarina, la numero 999 della storia del nostro team ed è stata la prima vittoria in campionato  di questa stagione. Ma il dato più importante è stato che l’Olympic ha sbagliato, ha rischiato ma soprattutto ha lottato e sofferto da squadra. Questo è stato il segreto dell’Olympic.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 6      capitano

Prova con alti e bassi, probabilmente a causa della mancanza della maglietta della salute sotto la divisa, cosa che il portiere di Acilia proprio non sopporta fin dall’infanzia. Uccellato in occasione del secondo gol dei Gemelli, molle sul secondo ma prima aveva salvato la porta in tre occasioni con uscite tempestive. Ottima la parata d’istinto nella ripresa, quando il punteggio era ancora sul 4 a 4.

 

RENCRICCA A. : 6

Il Libero ha avuto più acciacchi e malanni nelle ultime due settimane che nel resto della sua vita: prima la varicella contratta la sera del suo matrimonio poi la sciatica che lo fa diventare più rigido del Marco Aurelio del Campidoglio. E’ fuori forma, accusa la velocità degli attaccanti in maglia verde ma alla fine se la cava con il mestiere e l’esperienza in stile Aldair quando giocava a San Marino in Champions League. Da qui in poi può solo migliorare.

 

FORMICONI: 6.5

Due settimane a controllare se sul proprio corpo comparissero bolle di vario tipo l’hanno segnato psicologicamente ma anche marcare per cinquanta minuti un ragazzino indemoniato che sembra il nuovo Messi ha le sue controindicazioni. Se l’infante non parte in velocità da casa sua il duello lo vince il nostro Fabrizio altrimenti per il numero 8 gialloblù sono dolori. Ha anche due grandi sprazzi da grande ala anni ’80: nel primo tempo colpisce un palo esterno mentre nella ripresa provoca l’autogol avversario che dà il la alla rimonta dell’Olympic.

 

BISOGNO: 6

La Freccia Tricolore offre una delle prestazioni altalenanti che ultimamente lo contraddistinguono. Non è protagonista azioni che rubano l’occhio ma quando è in campo il suo dinamismo è decisamente apprezzato. Nel finale è invitato dal capitano a “sparacchiare qualsiasi palla in tribuna” ed è protagonista dei due minuti in cui l’Olympic regge l’urto rabbioso e scomposto dei Gemelli du Pal.

 

TANI: 7

Proprio come l’Olympic Francesco ha ripreso il sentiero intrapreso nella scorsa estate, quando entrava in campo, anche per pochi minuti, e la sua incidenza sul match era massima. Contro i Gemelli il numero 16 dei Parioli non sbaglia nulla, fa la legna a centrocampo interrompendo le manovre dei verdi poi nel finale è bravo a impattare di prima l’assist di Formica trovando un gol molto bello e importante.

 

FORMICA: 7

In questo periodo tiene su la squadra caricandosi sulla schiena gran arte del lavoro offensivo e d’impostazione. Il gol dell’1 a 1 è importante per rompere il ghiaccio dopodiché lavorando d’anca conquista parecchi falli e fa salire la squadra. Dopo quattro secondi posti nella Pigna d’Oro forse questo è l’anno buono.

 

RUGGERI: 6.5

Parte più contratto di un impiegato delle poste dopo la maratona di New York ma cresce con il passare dei minuti e diventa la classica spina nel fianco nella difesa avversaria. Nel primo tempo segna il provvisorio 2 a 2 poi nel finale ha l’enorme merito di regalare all’Olympic i primi tre punti in campionato.

Team A – Team B 10-10

LUNEDI’ 17 OTTOBRE 2016, ORE 21

LONGARINA

STAGE #74

TEAM A – TEAM B

10-10 (5-7) poi 6-5 ai calci di rigore

 

MARCATORI TEAM A:      5 FORMICA, 5 DE NORA

MARCATORI TEAM B:      5 RUGGERI, 2 BISOGNO, 2 SACCHI, 1 ROMAGNOLI

 

Ci mancavano gli stage dell’Olympic: a parole allenamenti senza posta in palio, di fatto vere e proprie battaglie in cui i compagni di squadra fanno di tutto per battersi e nessuno ci sta a perdere non risparmiando colpi proibiti e tutto il repertorio possibile di sfottò. Nove su dieci ne escono fuori partite di alto livello, divertenti ed equilibrate e anche ieri è stata l’ennesima conferma di questo meccanismo davvero prezioso per la nostra squadra.

Mancavano almeno quattro titolarissimi per dare un vero senso all’incontro ma laddove sono mancate le prime linee ci hanno pensato gli outsider della rosa a dare spettacolo per farsi notare in vista dell’ufficializzazione della lista finale per il campionato che comincerà tra soli sei giorni.

Nella squadra A, quella in verde, c’era Perrone tra i pali, l’esordiente Stella in difesa, Scollo e Formica sulle fasce e De Nora in attacco. Nella formazione B, in blu, Belli era il portiere, il rientrante Sacchi e Romagnoli in difesa, Ciardi e Bisogno sulla mediana e Ruggeri in attacco.

Nel primo tempo ci sono state molte altalene di punteggio con i verdi che recuperavano l’iniziale doppio svantaggio per poi chiudere la frazione nuovamente sotto, complice l’assenza di cambi e quindi l’impossibilità di rifiatare. Nella ripresa Ciardi cambiava casacca, la gara vedeva moltiplicarsi le occasioni da gol e nel finale i verdi pareggiavano. Ai rigori il divertimento continuava: Ruggeri colpiva il palo pareggiando l’errore di Ciardi mentre ai tiri ad oltranza Perrone bloccava il tiro di Bisogno dando la vittoria ai suoi.

Bella serata, peccato che le molte assenze abbiano reso l’allenamento un po’ meno utile di quanto sarebbe potuto essere ma ormai tutto è pronto. La squadra per il campionato verrà ufficializzata entro venerdì 21 quindi quel che è fatto è fatto!

 

SEQUENZA DEI CALCI DI RIGORE

 

PRIMA SERIE

CIARDI PARATO – SACCHI GOL

 

SECONDA SERIE

PERRONE GOL – BISOGNO GOL

 

TERZA SERIE

FORMICA GOL – ROMAGNOLI GOL

 

QUARTA SERIE

DE NORA GOL – BELLI GOL

 

QUINTA SERIE

SCOLLO GOL – RUGGERI PALO

 

SESTA SERIE

STELLA GOL – SACCHI GOL

 

SETTIMA SERIE

CIARDI GOL – BISOGNO PARATO

 

PAGELLE TEAM A (VERDI)

 

PERRONE: 7      capitano

Prestazione stellare del capitano che diventa decisivo per il risultato togliendo maggiori soddisfazioni soprattutto alla coppia scatenata formata da Bisogno e Ruggeri. La parata più bella la fa sul numero 7 avversario che riceve palla poco più avanti del dischetto e tira a botta sicura trovandosi però Perrone proteso in tuffo disperato che gli devia la sfera in angolo. Negli spogliatoi dirà: “una delle mie dieci parate più belle!” Nel dopo partita rischia la patente a causa dei fumi alcolici emanati da Salem che sembra usare il Barolo anche per lavarsi i denti.

 

STELLA: 6

Comincia una nuova avventura nel mondo Olympic per questo ragazzo brevilineo che ieri si è affacciato per la prima volta in squadra. Fisicamente è pronto, sul piano atletico invece la strada è lunga e in più deve abituarsi al calcio a 5, lui che invece ha sempre giocato a calcio a 8. Si piazza sulla fascia destra, cerca costantemente il dialogo e lo scambio veloce e sembra avere decisamente il piglio e l’atteggiamento giusto. Sarà stata la prima tappa di una lunga avventura insieme? Lui intanto dichiara: “non sono venuto da Jakutsk per fermarmi qui!”

 

SCOLLO: 6+

Si presenta al fischio d’inizio con l’intento di “imparare a fare il libero” ma alla fine la sua naturale attitudine lo porta sulla fascia sinistra dove dà i migliori risultati anche se abbiamo molto apprezzato la sua volontà di dare equilibrio alla squadra, missione anche piuttosto riuscita in fin dei conti. Avrebbe meritato un gol che non è mai arrivato. Difficile il suo duello con Ruggeri che lo salta spesso ma del resto la differenza di passo era troppa.

 

FORMICA: 7

Stabilisce un vero e proprio duello a distanza con Ruggeri, duello senza spade né pistole, tutto gol dribbling e assist. Lo scontro finisce in parità, con cinque gol a testa e soprattutto una prestazione molto buona sia a livello offensiva che in fase di non possesso palla. Anche Fabio è pronto per la prima di campionato.

 

CIARDI: 6 (nel secondo tempo)

Belli lo chiama “Il Buon Ciardi” perché da lui ti puoi sempre aspettare un impegno del 120%. Nella ripresa diventa l’uomo in più dei verdi e seppur con qualche errore difensivo diventa decisivo per la vittoria giocando più minuti di uno Stella ormai stremato.

 

DE NORA: 6.5

Manfredi divide gli addetti ai lavori tra coloro ai quali il suo modo di giocare piace e chi invece lo adora. Si piazza al centro dell’attacco, in fase difensiva supporta poco i compagni ed è difficile da supportare ma quando la squadra parte all’attacco allora è in gradi di fare reparto da solo riuscendo molto spesso anche a creare superiorità numerica sulla fascia. E poi ha l’eccezionale potere di vincere la quasi totalità dei contrasti perché non molla mai e il suo piede è sempre l dove serve. Emblematico il suo quinto gol della serata: tiro parato da Belli, palla impennata e colpo di testa imperioso di “Manfro” che entra in rete senza opposizione. I più informati sostengono che nella rosa del campionato ci sarà un posto anche per lui.

 

 

PAGELLE TEAM B

 

BELLI: 6.5

Terza apparizione stagionale per lui (quarta considerando il Ventisettennale) e conferma del suo buon momento. A volte sembra abbia le mani insaponate ma è sempre efficace e bisogna sforzarsi per ricordare un gol degli avversari sopraggiunto per colpa sua. Ormai il suo rientro in squadra è completo quindi si è ufficialmente aperta una bellissima e apertissima “lotta” in cui quattro portieri (Belli, Caprioli, Maiozzi e Perrone) si disputeranno le maglie da titolare per le tantissime gare di questa stagione.

 

SACCHI: 7

Dopo qualche ora dalla fine dello stage ci svegliamo e ci accorgiamo che è successo davvero: Gianluca Sacchi, Pigna d’Oro 2008 e 2009, ieri sera è arrivato al campo nella sua caratteristica e riconoscibilissima tuta e ha giocato con la maglia dell’Olympic. Ma non solo ha giocato, ha offerto una prestazione davvero molto buona, che deve essere passata al vaglio di una gara ufficiale, ma che ha sorpreso tutti per brillantezza e presenza fisica, atletica e tattica. L’abbiamo detto anche ieri: “ogni volta che un bambino nel mondo chiede al papà il motivo per cui Gianluca non gioca più un sogno muore”.

E allora Gianluca, ridiamo nuova linfa a questo sogno, ritorna nell’Olympic e torniamo a vincere insieme, magari grazie alle tue bombe da fuori area, simili a quelle con cui ha battuto Perrone per due volte poche ore fa.

 

ROMAGNOLI: 6

Inizia la partita sbloccando il risultato e la prosegue con un certo piglio che spesso lo trasforma da terzino ad ala destra. Si vede che ci terrebbe molto ad entrare nella rosa del campionato.

 

CIARDI: 6+

Nel secondo tempo diventa decisivo per la squadra avversaria ma anche con la maglia dei blu si comporta bene anche se ha sulla coscienza almeno tre palle gol sfruttate male. In netta ripresa dopo la tragica prestazione della settimana scorsa, probabilmente sospinto dalla curva che per ampi tratti gli dedica cori di sostegno.

 

BISOGNO: 7-

Serata di matematica per GB7: merita mezzo voto in più perché era rimasto d’accordo con la società che avrebbe giocato solo in caso di defezioni ma poi arriva al campo e a quel punto la voglia di giocare supera il malessere influenzale e gioca come non avesse nulla. Poi però mettiamo un meno al suo voto perché, come ormai da tradizione, alterna cose eccellenti a cali di concentrazione che ormai definiamo bizzarri. Bella la sua doppietta: primo gol di tacco, secondo su botta al volo.

 

RUGGERI: 7

Cinque gol per lui, tanti ma forse pochi in confronto alle occasioni avute. La forma campionato però già c’è ed quello che conta. Nel dopo partita, quando le squadre si disputano la vittoria ai rigori è così tanta la pressione della curva avversaria che finisce per spedire la palla sul palo consentendo così agli avversari di andare ai tiri ad oltranza e poi vincere.

Olympic 2000 – Baricola 3-9

MERCOLEDI’ 12 ottobre 2016, ORE 21

LONGARINA

GARA 998

GARA AMICHEVOLE

 

OLYMPIC 2000 – BARICOLA

3-9 (1-3)

 

MARCATORI: 2 FORMICA, 1 AUTOGOL

 

Il 24 ottobre comincerà il torneo quindi l’Olympic aveva ancora due appuntamenti a disposizione per completare al meglio la preparazione pre-campionato. Il primo di questi è stato ieri sera, i gialloblù hanno affrontato per la terza volta il Baricola e stavolta ne sono usciti con le ossa rotte. Mancavano Rencricca, Arditi e Ruggeri mentre i blu avversari si rafforzavano con Fabio Atzeni che con Simone Auddino formavano una coppia gol di respiro europeo.

L’Olympic invece scendeva in campo con Perrone, Formiconi, Formica, Bisogno e Tani mentre Romagnoli e Ciardi rientravano in prima squadra per sostituire gli assenti.

Il primo tempo è stato equilibrato anche se si finiva 3 a 1 per il Baricola con le tre reti firmate da uno scatenato Fabio Atzeni. L’Olympic creava pochissimo, sembrava potesse segnare da un momento all’altro ma quando si arrivava al momento di concludere mancava o il coraggio o la precisione e finiva che l’unico gol gialloblù dei primi trenta minuti di gioco era un’autorete provocata dall’attivissimo Formica.

Nella ripresa la percentuale di cose buone fatte dalla nostra squadra diminuiva sensibilmente. Gli errori nei passaggi, anche semplici, crescevano a dismisura ed inoltre veniva a mancare coraggio, determinazione, attenzione, concentrazione e, soprattutto gioco di squadra. Quando la partita diventa una sequela di rimbrotti al compagno invece che un supporto continuo allora non puoi che metterti alla mercé degli avversari, è inevitabile.

La gara inoltre si è anche innervosita ma non ci siamo stupiti visto che anche in gare come queste c’è chi dello stile e del fair play non che farsene. Ma pazienza, ci saremmo stupiti del contrario.

A chiudere: la squadra ha sicuramente trovato difficoltà a causa delle assenze ma almeno nel primo tempo si è vista comunque la volontà di agire come collettivo e non sulle azioni personali. Sui singoli diremo nelle pagelle mentre per la squadra sarà fondamentale sfruttare al meglio l’ultimo impegno pre-campionato, quello di lunedì 17 ottobre.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 6.5 CAP.

Se non avesse fatto quell’errore di valutazione in occasione del gol del 1 a 3 la sua sarebbe stata una prestazione perfetta. Si rifà alla grande andando a togliere dall’incrocio un pallone a giro di Atzeni. Soprattutto nella ripresa si supera in più di una circostanza anche se vorrebbe avere il savoir-faire di Maiozzi per incoraggiare o bacchettare i compagni nel modo più opportuno.

 

FORMICONI: 6.5

Prima del fischio d’inizio dichiara di non voler mai superare la metà campo gialloblù e dopo sessanta minuti di partita quasi non ha mai superato il limite dell’area di rigore di Perrone. Gara di sacrificio, gara di sudore, di tackle e di recuperi disperati. Lui e Perrone fanno a gara a chi rialza più volte l’altro da dentro la porta dopo un salvataggio spettacolare.

 

ROMAGNOLI: 5.5

Difensivamente parlando vale il suo omonimo milanista e purtroppo anche quando si tratta di attaccare. La sua non è stata una prestazione malvagia, il problema è che gli manca qualcosa per essere utile anche quando l’Olympic deve offendere.

 

CIARDI: 4.5

Preferirei fare il cammino di Santiago in ginocchio sui ceci piuttosto che dare un votaccio simile ad un giocatore così fedele e dedito alla squadra ma ci sono errori su cui non si può passare sopra. Che poi è un peccato perché Pierluigi non aveva cominciato male ma poi è perso, probabilmente perdendo fiducia in se stesso di errore in errore.

 

BISOGNO: 5.5

Il migliore lì davanti anche se gli manca un certo quid per raggiungere la sufficienza, probabilmente quel po’ di convinzione in più che gli avrebbe permesso di trasformare passaggi deboli e corti in assist illuminanti o ciabattate imprecise in gol decisivi.

 

TANI: 5

Il cosiddetto Paziente Zero mancava da tre settimane fa a causa della varicella che l’ha tenuto lontano dal campo facendogli perdere smalto e brillantezza. Fa registrare il record di gol sbagliati a mezzo metro della porta mentre con il tiro più difficile e improbabile coglie due volte la traversa. Da recuperare.

 

FORMICA: 5.5

Decolla da Londra, si scalda su un aereo, atterra a Fiumicino alle 20 e arriva al campo prima di Bisogno che per evitare le buche aveva fatto un giro largo comprendente almeno tre strade consolari. In attacco fa reparto da solo, provoca un autogol del Baricola e segna altri due gol. Di negativo ci mostra una dose troppa elevata di nervosismo e scarsa attenzione in marcatura permettendo al suo uomo tre gol su azione partita da calcio fermo.

Il giocatore del mese di settembre (2016)

Secondo appuntamento stagionale per il premio di giocatore del mese. Come al solito ricordiamo le regole: pubblichiamo solo il podio e senza punteggi che invece verranno resi noti solo a luglio in occasione della pubblicazione della classifica finale della Pigna d’Oro 2017.

Ecco il podio di settembre:

  1. Fabio Formica
  2. Alexander Ruggeri
  3. Gianluca Bisogno

Vince Fabio Formica che si lascia alle spalle due compagni di reparto a dimostrazione di un attacco gialloblu davvero in forma.

Nel frattempo il lungo pre-campionato dell’Olympic prosegue: l’Olympic tornerà in campo martedì 4 ottobre (Longarina, ore 21) contro la New Team di Todisco e Ciardi. Per domani sono attese le convocazioni.