
Bullshit! (letteralmente “merda di toro”, corrispondente all’italiano stronzate)
MARTEDI’ 6 NOVEMBRE 2012, ORE 21
STADIO LONGARINA
GARA #788
TORNEO APERTURA 2012/2013, REGULAR SEASON, II GIORNATA
BULLSHIT – OLYMPIC 2000
5-1 (3-1)
MARCATORI OLYMPIC : 1 MONTALDI
MIGLIORE IN CAMPO: PERRONE
Prima battuta d’arresto per l’Olympic nel Torneo Apertura, una sconfitta che riveste molteplici sfumature di significato che la squadra dovrà decifrare e comprendere prima del prossimo incontro.
E’ stata una sconfitta figlia di molti fattori, primo fra tutti l’atteggiamento sbagliato con cui la squadra è scesa in campo: l’ebbrezza per le tante vittorie e le belle prestazioni delle scorse settimane in questo caso non è stata una forza trascinatrice ma un ostacolo verso la giusta concentrazione. I giocatori si sono sentiti invincibili e sappiamo bene che nel calcio questo atteggiamento si paga, prima o poi.
E’ giusto e utile trarre forza e convinzione crescente dalle passate vittorie ma non si può ma e poi fare quello che l’Olympic ha fatto ieri: pensare di aver già vinto prima del fischio d’inizio.
I discorsi sulla vittoria finale e sul conseguente viaggio ad Alba Adriatica per le finale nazionali, anche se tirati fuori in un contesto scherzoso, hanno avuto un effetto devastante e hanno mutato il modo di pensare dei gialloblù che da squadra che da sempre deve correre e rincorrere per ottenere risultati si sono trasformati in una squadra che forse ha pensato che dopo la vittoria sul Bernocchi il più era fatto.
Questo è stato il preambolo della sconfitta, l’habitus mentale con il quale la squadra si è presentata alla Longarina, poi ci sono stati gli errori e gli orrori perpetrati in campo.
Di fronte ci siamo trovati il Bullshit United, squadra composta da giovanissimi che, lo si è capito subito, correvano e avevano fiato per reggere cinquanta minuti a grandi ritmi. Il secondo errore della serata è stato quello di buttarsi a testa bassa e attaccare l’avversario senza considerare attentamente le sue caratteristiche. Davanti non avevamo gli Autoricambi o il Mo’viola, formazioni più forti sul piano fisico che su quello atletico e quindi l’Olympic ha finito per porgere eccessivamente il fianco ad un avversario che dopo nemmeno un minuto, con tre rapidi scambi, è arrivata in porta con la palla per lo 0-1.
Il terzo errore è stato ancora più grave: l’Olympic non ha saputo cambiare pelle. Era evidente che contro questi avversari la squadra avrebbe dovuto chiudersi a centrocampo, aspettare l’avversario, non concedergli spazi e sfruttare il contropiede. In più mancava Caserta e quindi giocare sulle fasce sperando di sfondare la loro difesa si trasformava quasi sempre in un esercizio deleterio e controproducente.
Continuando a giocare senza aver capito come giocava il Bullshit è arrivato il raddoppio degli avversari, stavolta però su una dormita di Montaldi che consegnava palla all’attaccante in maglia grigia che batteva Perrone per lo 0-2.
Poco dopo il numero 7 gialloblù provava a farsi perdonare realizzando l’1 a 2 su assist di Formiconi al termine di una delle poche azioni degne di nota dell’Olympic ma prima dell’intervallo gli avversari realizzavano l’1 a 3 mentre Formica e Rencricca divoravano due gol che avrebbero potuto dare una svolta alla gara.
A inizio ripresa non cambiava nulla: Perrone doveva fare subito gli straordinari per evitare il tracollo ma il quarto gol non tardava ad arrivare mentre il quinto giungeva a una decina di minuti dalla fine. In mezzo tanta confusione, un gol mangiato da Fantini, Perrone con un inserimento sfiorava l’eurogol ma in definitiva nulla cambiava rispetto alla prima frazione: tanta confusione, idee poco chiare e lettura fallimentare di una sfida e di un avversario mai letto nel modo adeguato.
Questa sconfitta ci lascia in dote una lezione di umiltà da imparare e assimilare al più presto. Il titolo della lezione è “Nel calcio non si arriva mai, devi sempre lottare”. I nostri l’avranno imparata?
NOTE: serata non fredda né umida. Spettatori, circa 20. Olympic in campo con divise FLUO 2006.
PAGELLE
PERRONE: 6 cap.
Il capitano è l’unico che si salva. Evita l’imbarcata nel secondo tempo e nel finale colpisce la parte alta della traversa con un tiro dal limite.
RENCRICCA A. : 5-
Corsa impostata su velocità a livello “moviola”. Spesso fuori posizione, rischia anche l’espulsione commettendo un fallaccio da terra dopo aver rimediato una giusta ammonizione per aver trattenuto per la maglia un avversario lanciato a rete.
FORMICONI: 5+
Tantissimi errori nei passaggi in una prestazione molto al di sotto delle sue capacità. Un quarto di punto in più per il bell’assist, il settimo in questa stagione, per il gol di Montaldi. Ammonito anche lui.
MONTALDI: 5
A segno per la sesta volta consecutiva in gare ufficiali. Purtroppo il gol rimane l’unica luce di una serata in cui non ingrana mai. Commette l’errore (“Aronica style”) che permette al Bullshit di segnare il secondo go.
FORMICA: 5
Si mangia il gol del possibile 2-3 che forse avrebbe riaperto la gara. Per il resto sbatte sempre addosso alla difesa avversaria e, per responsabilità sue e non, dialoga pochissimo con i compagni.
FANTINI: 5+
Gli riconosciamo lo smisurato ardore agonistico con un quarto di punto in più. Purtroppo oltre a quello c’è poco da segnalare.