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Olympic 2000 – Centro 3-0

VENERDI’ 17 GIUGNO 2011, ORE 21.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 709
OLYMPIC CHALLENGE CUP II, FINALE
OLYMPIC 2000 Vs. CENTRO
3-0 (0-0)

MARCATORI:
2 RENCRICCA A.
1 MONTALDI

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO ALESSANDRO RENCRICCA

Descrivere la perfezione è difficile non perché manchino le parole ma soprattutto perché in qualsiasi modo la si descriva si rischia sempre di sminuire quello che è successo. Noi ci proveremo ma sappiate che gli accadimenti che ieri hanno coinvolto l’Olympic vanno oltre qualsiasi descrizione.

La finale di Challenge Cup II era l’obiettivo minimo per un’Olympic che nella prima edizione era arrivata solo terza e che doveva provare a vincere un trofeo che la società aveva organizzato in casa. Di fronte c’era un Centro affamato di vittorie ed ebbro di entusiasmo. Questi ragazzi bianco rossi la cui media di età supera di poco i 20 anni, bravi, giovani, veloci, motivati e con un futuro luminoso davanti a se. Il Centro in questa stagione ha perso solo ai rigori la semifinale di Europa League e dopo aver vinto la prima edizione di Challenge Cup sta veleggiando tranquillamente verso una meritata qualificazione alla Champions League del Torneo di Clausura.
E l’Olympic? I gialloblù hanno cominciato la stagione in sordina e hanno trionfato nell’Europa League di Apertura ma subito dopo hanno dovuto fare i conti con un rinnovamento quasi totale della formazione base a causa di infortuni eccellenti come quello di Caserta e quello di Fantini e del’assenza di Bisogno prima impegnato per i preparativi per il matrimonio e ora lontano, negli Stati Uniti, per il viaggio di nozze.
Anche questa Challenge Cup è stata difficile anche se è cominciata bene con un girone di andata molto buono seguito però da un girone di ritorno con un paio di sconfitte.
Poi c’è stata la semifinale in cui l’Olympic è dovuta ricorrere a ingenti forse esterne per superare lo scoglio Tamarri e infine questa finale, preparata da due settimane con l’innesto a tempo pieno del nuovo acquisto Celestini che però all’ultimo minuto deludeva compagni, società e tifosi con un forfait davvero discutibile.
Con Perrone, Rencricca, Formiconi, Montaldi, Fantini e Tagliaferri già convocati era Santolamazza l’elemento designato a sostituire Celestini.
Con tanti dubbi, tante paure, l’Olympic arrivava quindi al Madonnetta Park con questa formazione ma erano sgradevoli sensazioni destinate a sparire presto perché l’impatto con il muro di entusiasmo tirato su dai tifosi gialloblù ha avuto un incredibile effetto positivo sulla squadra.
Tutti, ma proprio tutti i giocatori dell’Olympic al fischio d’inizio avevano gli occhi della tigre che ardevano di passione e amore per questa squadra e il cuore batteva forte all’unisono, come un unico grande organo condiviso tra campo e curva.
I primi minuti di gioco sono stati difficili per il nostro quintetto perché i nostri, schierati a quadrato, faticavano a trovare misure e distanze nelle marcature dei giocatori avversari disposti invece a rombo. Si è rischiato qualcosa a livello di giocatori lasciati liberi in area, di passaggi non intercettati in zone pericolose della nostra trequarti ma poi le cose sono cambiate.
Queste sono cose insondabili, diciamo incomprensibili e inspiegabili se non attraverso l’aiuto di quei miracoli sportivi che a volte accadono. L’Olympic ha cominciato a mettersi bene in campo, ma davvero bene perché gli avversari non hanno più trovato sbocchi trovando le vie centrali e quelle laterali presidiate alla perfezione. A quel punto l’Olympic subiva tiri solo su punizione o dalla distanza e di rimessa ha potuto fare il suo gioco tradizionale.
Addirittura i gialloblù hanno sfiorato il gol a fine primo tempo con un gran inserimento di Santolamazza che sfruttando un suggerimento di Formiconi si è presentato tutto solo davanti al portiere sul quale però ha calciato non trovando la precisione.
Poco importa: l’Olympic andava al riposo con la convinzione e la consapevolezza di esserci e giocarsela.

Il dubbio che aleggiava adesso era quello di non poter reggere a questi ritmi anche nella seconda frazione al cospetto di ragazzi tanto giovani e atleticamente avanti di una vita rispetto ai nostri pur meravigliosi ultra trentenni.

Ma i minuti anche nel secondo tempo passavano e le cose non cambiavano. Il Centro non trovava sbocchi, l’Olympic difendeva, ripartiva, sfiorava il gol con Fantini che colpiva il palo e Montaldi che in acrobazia scheggiava la traversa.
E poi l’urlo della curva dell’Olympic al gol dell’1 a 0, meraviglioso, liberatorio dopo tanti minuti con il fiato sospeso.
Il nostro pressing perfetto, uomo su uomo portava i suoi frutti quando Rencricca anticipava netto un avversario nel cerchio di centrocampo, faceva qualche passo e batteva Zinno con un tiro rasoterra. L’esultanza era contenuta, un po’ meno invece lo era quella del gol del 2 a 0 quando mancavano ormai cinque minuti alla fine.
Ennesima palla rubata a centrocampo, la sfera tra i piedi di Tagliaferri che in mezzo a due difensori riusciva a servire Montaldi che con un tiro forte e angolato regalava il doppio vantaggio all’Olympic.
Ora nessuno voleva dirlo e ammetterlo ma l’Olympic era vicina al successo. Mancavano, dicevamo, cinque minuti e il Centro sostituiva il proprio portiere con il giocatore bianco rosso di maggior talento, Aronni, che indossava i guanti e diventava così a tutti gli effetti il sesto giocatore di movimento della squadra.
L’Olympic soffriva in parte questa mossa perché a quel punto un avversario si trovava sempre senza marcatura ma la nostra difesa reggeva colpo su colpo e quando è stato il momento giusto Rencricca è riuscito a trovare con un tiro dalla nostra metà campo un pallonetto che ha trovato la porta avversaria totalmente sguarnita.
3 a 0, tripudio, abbracci. Il fischio finale ha scatenato la festa dei giocatori e l’invasione di campo dei tifosi.
Scene mai viste, forse nemmeno nei festeggiamenti dopo la vittoria in Europa League di due mesi fa. Uno spettacolo perché chi ama questa squadra, una vittoria che vale doppio perché ottenuta con il cuore e con la formazione che più di tutte poteva metterlo questo cuore. Una squadra che già è stata chiamata come quella dei “Duri e Puri”.

Il terzo tempo al pub O’Connell è stato un appuntamento che solo i giocatori e i tifosi più vicini alla squadra hanno potuto vivere ma ci sono testimoni che raccontano di scene di inenarrabile gioia.
Ancora una volta dobbiamo e dovete essere orgogliosi di fare parte di questo mondo chiamato Olympic 2000.

NOTE
CLIMA Serata ventilata
SPETTATORI circa 30
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise CHAMPIONS 2008

PAGELLE

1.PERRONE: 7.5 cap.
Di solito le imprese dell’Olympic portano la sua firma ma stavolta la squadra è così perfetta e solida che lui deve solo intervenire in situazioni di ordinaria amministrazione. La deviazione in angolo a mano aperta sulla punizione che il Centro calcia nel primo tempo però vale il voto in pagella.

11.RENCRICCA A. : 8
Prestazione sontuosa, praticamente perfetta della Pigna d’Oro 2010. Quasi certamente dovrà cedere ad altri il suo scettro di miglior giocatore dell’anno ma possiamo dire che con questa partita consegna agli annali un’altra perla della sua carriera. Dietro gioca benissimo come da tempo non succedeva a questi livelli e la doppietta che porta l’Olympic in cima al podio è roba che i bambini ricorderanno da adulti.

8.FORMICONI: 7.5
Uno con la sua grinta, la sua determinazione e la sua concentrazione con questi ragazzi è andato a nozze. Ha distribuito con equità sane randellate a ogni avversario.

6.SANTOLAMAZZA: 7
Inserito nella lista dei convocati all’ultimo momento e protagonista assoluto di una partita memorabile, sono cose che accadono solo nel calcio, nel bel calcio. Se avesse segnato il gol dell’1 a 0 adesso staremmo a parlare di una proposta di santificazione.

19.MONTALDI: 7.5
In settimana gli avevamo chiesto di essere un martello pneumatico sulla fascia, nell’imminente vigilia gli avevamo chiesto inconsciamente di fare ancora di più a causa del forfait di Celestini e lui ha risposto positivamente alla fiducia e alle aspettative. Mai un centimetro mollato all’avversario, mai un pallone perso, mai una posizione ceduta. E poi, signore e signori, ha segnato un gol che è valsa una coppa. Grande acquisto ormai totalmente integrato fuori e dentro il campo.

7.FANTINI: 7
In certi frangenti è sembrato combattere da solo contro quattro difensori e ha percorso chilometri, spesso invano perché la palla non arrivava e gli spazi non si trovavano. Ma alla fine della fiera è stato spesso lui a scovare e ad aprire spazi ai compagni con costanza e abnegazione. Ormai la sua foto nella Hall of Fame dell’Olympic non la toglie più nessuno.

10.TAGLIAFERRI F. : 7+
La sua migliore prestazione stagionale e forse delle ultime tre stagioni. Concentrato non perde mai l’uomo, asfissia e annebbia le idee del portatore di palla del Centro e lo fa per tutti i minuti e i secondi in cui è impiegato. Un commento appropriato lo merita l’assist che è valso il gol del 2 a 0, una magia creata in mezzo a due increduli difensori e che rappresenta un bel pezzetto di quella splendida coppa blu che fa già bella mostra di se nella folta bacheca della squadra.

Olympic 2000 – Caffè Latte 3-6

MARTEDI’ 7 GIUGNO 2011, ORE 20.10
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 706
TORNEO CLAUSURA, GIRONE A, V GIORNATA
CAFFE’ LATTE Vs. OLYMPIC 2000
6-3 (3-1)

MARCATORI:
2 MONTALDI
1 AUTORETE

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO PERRONE

La prima vittoria nel Torneo di Clausura resta un sogno anche dopo la quinta e penultima giornata della prima fase. La sconfitta era preventivata e messa ampiamente in conto già dalla stesura dei calendari perché sapevamo che i nostri avversari durante la stagione invernale avevano preso parte al Campionato di Serie D ma l’Olympic non è squadra da scendere in campo con questi calcoli nella testa e ne è chiara prova la partita della scorsa stagione contro il Tony Rocky Horror quando i gialloblù strapparono un pareggio meritato ad una squadra dello stesso cabotaggio.
Quindi, ancora una volta, la differenza l’ha fatta la forma dell’Olympic e le tante assenze, elementi su cui però la squadra ha cominciato a non contare più come attenuanti perché giustamente infortuni e indisponibilità sono imprevisti con le quali ogni squadra deve prima fare i conti in una stagione.
L’Olympic con maturità ha quindi giocato la sua partita e ha messo in difficoltà un avversario che ha cominciato la partita sottovalutando i gialloblù e che alla fine è dovuta correre ai ripari per non concedere un pareggio che i nostri avrebbero meritato per l’impegno che hanno profuso nel cercare un gioco e migliorare la propria condizione attuale in vista di un finale di stagione che potrebbe riservare delle sorprese.
La formazione con la quale l’Olympic è scesa in campo era più o meno la solita di questo periodo con Perrone tra i pali, Rencricca e Formiconi in difesa e in avanti Montaldi, Fantini e Tarallo.
Per tutti e cinquanta i minuti la superiorità del Caffè Latte è stata evidente: la squadra si trovava a memoria e l’organizzazione di gioco era di un livello superiore di quella della quasi totalità delle altre squadre partecipanti al torneo.
Il vantaggio avversario è stato praticamente immediato ma dopo lo 0 a 1 l’Olympic ha giocato con serenità e tranquillità e le occasioni da rete non si sono fatte attendere. Il pareggio arrivava su un tiro di Rencricca deviato in rete da un difensore mentre poco dopo Fantini e Tarallo fallivano il raddoppio da buona posizione. Il Caffè Latte segnava due reti prima dell’intervallo sfruttando errori del nostro centrocampo ma dopo venticinque minuti di gioco la differenza di categoria tra le due formazioni non era affatto evidente.
A inizio ripresa il Caffè Latte realizzava anche la quarta rete ma una doppietta di Montaldi, spettacolare il primo gol, faceva innervosire gli avversari che a quel punto chiedevano il time out per riorganizzarsi e studiare le mosse per avere la meglio su un’Olympic che mostrava un buon calcio.
La tradizionale incapacità dei nostri attaccanti di segnare reti apparentemente semplici in momenti clou dell’incontro è stata poi decisiva a tre quarti ripresa quando Tarallo sbagliava una rete da pochi passi e Formiconi colpiva un palo esterno.
Dopo questi due episodi il Caffè Latte trovava fortuitamente la rete del 5 a 3 e alcune straordinarie parate di Perrone non servivano a tenere in gara l’Olympic che nel recupero subiva anche il sesto gol.
A noi però questa Olympic senza vittorie in queste cinque partite piace per l’impegno, piace perché sta migliorando, lentamente ma costantemente e ci piace perché sta concretamente preparando una Europa League da protagonista. Sarà una coppa sicuramente inferiore alla Champions ma ci saranno almeno due top team e noi tutti speriamo che ci sarà da divertirsi.

NOTE
CLIMA Serata fresca
SPETTATORI circa 5
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise CAHMPIONS 2008

PAGELLE

1.PERRONE: 7 cap.
Peccato che le sue parate non abbiano portato punti, se lo sarebbe meritato. Nel secondo tempo compie un intervento impossibile da terra che strappa applausi in tutto lo stadio.

4.RENCRICCA A. : 6.5
Gran bella partita. E’ il Rencricca che vogliamo e che servirà in Europa League per vincerla. Tostissimo in difesa e fine accarezzatore e movimentatore di palloni a centrocampo. Provoca l’1 a 1 gialloblù con un tiro che un difensore avversario devia alle spalle del proprio portiere.

8.FORMICONI: 6+
Prestazione caparbia e gladiatoria in cui fa vedere spesso i tacchetti agli avversari. Si becca un cartellino che lo manda in diffida. Proprio come Rencricca …

19.MONTALDI: 6.5
Forse la sua migliore prestazione nel Torneo di Clausura. Interpreta bene il ruolo di esterno destro e segna una doppietta che per un certo periodo ha illuso i tifosi. Prima dribbla tutta la difesa avversaria, portiere compreso, e segna una rete modello Falcao nei Mondiali ’82 e poi salta sopra le nuvole schiacciando di testa un cross dalla difesa di Formiconi. Ora come ora in attacco è indispensabile per l’Olympic.

16.TARALLO: 6-
Cinquanta minuti di minuscole perle o se volte di piccole lampadine che si accendono senza però illuminare mai del tutto la scena. Il voto risente dei due gol sbagliati da pochi passi e dell’errore sul terzo gol avversario.

7.FANTINI: 6
Ancora lontano dal Fantini che conosciamo perché si rende pericoloso solo un paio di volte e senza successo però questa volta sente poco dolore alla gamba e i suoi progressi, anche piccoli, sono incoraggianti.

Olympic 2000 – I Tamarri 5-3

VENERDI’ 3 GIUGNO 2011, ORE 20.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 705
OLYMPIC CHALLENGE CUP II, SEMIFINALE
OLYMPIC 2000 Vs. I TAMARRI
5-3 (2-1)

MARCATORI:
1 CELESTINI
1 FANTINI
1 FORMICONI
1 MONTALDI
1 ROSCA

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO ALESSANDRO CELESTINI

Una piccola luce si accende nella notte scura e nera in cui l’Olympic vaga da un po’ di tempo a questa parte. E’ una luce fioca ma costante rappresentata da una vittoria sofferta ma meritata in una partita che contava molto e che i gialloblù dovevano vincere dando prova di aver superato le proprie difficoltà magari non definitivamente ma anche solo per una notte e così è stato.
Alcune stagioni vivono di momenti, di episodi, anche si singole serate e questa può passare alla storia come una stagione in cui l’Olympic ha subito molte sconfitte, non ha brillato ma in cui ha saputo rinascere quando importava davvero. E’ andata così il 12 aprile quando in semifinale di Europa League abbiamo battuto il Moviola ed è andata così il 20 aprile quando abbiamo sconfitto gli Autoricambi Bernocchi con il carattere e alzato una coppa che è già storia. Ed è stato così anche ieri quando seppure incerottati, fuori forma e soffrendo dall’inizio alla fine ci siamo presi una finale contro i Tamarri che erano più in palla di noi e che volevano giocare l’ultimo atto della Challenge Cup II per avere la rivincita sul Centro che gli aveva soffiato la prima edizione del mini torneo.
Anche per questo incontro le convocazioni sono state difficoltose perché in tanti mancavano per infortunio, altri per motivi personali o professionali e la chiamata di altri non era auspicabile per scelta tecnica in quanto non attraversavano un buon momento di forma. Alla fine però l’Olympic si è presentata al Madonnetta Park con ben otto elementi di cui due all’esordio assoluto con la nostra squadra.
Il blocco storico che da agosto sta tirando avanti la carretta era rappresentato da Perrone, Rencricca, Formiconi e Fantini, Montaldi era inserito nella lista per la decima volta in pochissimo tempo mentre Santolamazza tornava in campo dopo quasi due mesi. I due esordienti invece erano il difensore Alessandro Celestini (consigliato alla società da Formiconi) e l’attaccante Florin Rosca che per una sera svestiva la maglia giallo nera degli Autoricambi Bernocchi e vestiva la casacca bianco e oro dell’Olympic.
Quando finalmente si cominciava l’Olympic passava in vantaggio al primo affondo con una penetrazione centrale di Montaldi e sembrava che tutto potesse filare liscio. Invece no perché i gialloblù hanno presto dovuto fare i conti con l’inserimento dei nuovi e i meccanismi che chiaramente non potevano essere perfettamente oliati. Il pareggio avversario era frutto proprio di un errore dell’esordiente Celestini che si lasciava superare da un lancio di Cattaneo su cui sviluppi Gabriele trovava il tiro vincente.
Nonostante questo episodio l’Olympic riusciva lo stesso a ritornare in vantaggio con Formiconi ed andare al riposo sul 2 a 1 ma la manovra era farraginosa e in attacco Fantini appariva lontanissimo dai suoi standard di qualche mese fa mentre Rosca, pur liberandosi spesso al tiro con i suoi dribbling, non trovava la conclusione vincente.
A inizio ripresa i Tamarri mettevano a segno un uno due che dava una forte scossa alla fondamenta della nostra squadra. Cattaneo beffava Santolamazza su calcio d’angolo e superava Perrone e poco dopo Sileoni segnava il gol del 2 a 3 ammutolendo lo stadio e facendo presagire un’altra serata grama per la nostra squadra.
Poi è successo qualcosa di bello, di non appariscente ma di estremamente potente.
L’Olympic non ha mai smesso di soffrire ma ha cominciato a farlo con consapevolezza e ha fatto di questa condizione l’elemento vincente per portare a casa il risultato. E’ uscito il carattere e perfino Celestini e Rosca hanno messo qualcosa di più a livello di cuore dimostrando di essere ottimi uomini prima che calciatori.
L’Olympic si è unita, si è ritrovata e ha trovato il pareggio proprio con Celestini appena subentrato ad un Rencricca esausto. L’acuto decisivo è arrivato a quattro minuti dal fischio finale grazie all’uomo che spesso decide le sorti dell’Olympic in queste partite, Andrea Fantini, che ha saputo ribadire in gol una palla velenosissima di Celestini che era finita sul palo.
E alla fine, nel recupero, la squadra ha trovato il gol della sicurezza: non si sa con quali forze Fantini ha rubato una palla a centrocampo e ha servito immediatamente Rosca che si è involato verso la porta avversaria tutto solo e ha scatenato il suo sinistro verso Bautista che si è tuffato e non ha potuto fare niente.
Gol e tutti a casa. Venerdì 17 giugno sarà finale contro il Centro. Abbiamo due settimane per preparare una serata perfetta che sarà tale se riusciremo ad alzare la seconda coppa stagionale.

NOTE
CLIMA Serata calda
SPETTATORI circa 20
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 6+ cap.
L’Olympic soffre ma è una sofferenza senza grandi rischi perché i Tamarri arrivano al tiro con scarsa frequenza rispetto a quanto potrebbero considerando la loro migliore condizione fisica. Il capitano effettua un paio di parate e passa il resto del tempo caricando i compagni spingendoli verso una vittoria che serviva come il pane.

4.RENCRICCA A. : 6
Ieri è stato evidente: Rencricca è stanco perché ha giocato 48 partite da agosto a oggi e quasi tutte per l’intera durata. Chiedergli in questo momento della stagione brillantezza e lucidità è inutile. Nel finale lascia il posto a Celestini e il cambio è decisivo per l’esito della partita.

8.FORMICONI: 6.5
Le partite sulle gambe di Formiconi invece sono 53 e su di lui pesano un po’ di meno anche se già da un po’ Fabrizio sta usando le energie di riserva. Segna un altro gol, il numero 25 in stagione, il quinto in sette gare di Challenge. Meriterebbe riposo ma in questo momento l’Olympic non può permettersi di tenerlo fuori.

5.CELESTINI: 6.5
Esordiente numero 6 in questa stagione comincia in difesa sull’out di destra e chiude da centrale puro al posto di Rencricca. Comincia male perché ha l’1 a 1 dei Tamarri sulla coscienza e nella ripresa fallisce il pareggio colpendo il palo da pochi passi a portiere battuto ma abbiamo visto qualcosa in questo giocatore, forse un elemento che nel finale di questa stagione e poi nella prossima potrebbe rappresentare un valido cambio per la coppia di centrali. Lui ha piedi e ha carattere e lo dimostra quando, dopo il gol fallito, non si perde d’animo e infila la porta di Bautista con una tiro pennellato da fuori area. Chiude la prestazione entrando di prepotenza nell’azione del 4 a 3 ed esce tra gli applausi. La società sta facendo due conti.

6.SANTOLAMAZZA: 6
Al rientro dopo quasi due mesi non è brillante e non ha condizione. Si fa sfuggire Cattaneo sul 2 a 2 dei Tamarri e fallisce un paio di occasioni da gol ma il suo ingresso è fondamentale per dare cinque minuti di respiro a Montaldi, Celestini e Rosca che poi saranno decisivi.

19.MONTALDI: 6.5
Un compressore, continuo ed inesauribile. Non la sua migliore prestazione in gialloblù ma quasi sicuramente quella in cui mette più cuore per sfondare, anche solo con la forza di volontà, il muro difensivo avversario. Realizza il sesto centro in Challenge Cup.

9.ROSCA: 6.5
Quello che ci voleva per non sentire la mancanza di Mimmo Caserta, un giocatore che a strappi stanca e mette in apprensione i difensori avversari con continue sollecitazioni. La sua prima gioia in gialloblù arriva nel recupero, un sinistro imprendibile che sbatte sul palo e gonfia la rete. E poi è piaciuto per la sua grinta perché ha rincorso gli avversari dalla loro difesa alla nostra. Il prototipo di giocatore che serve per esaltare il gioco di squadra.

10.FANTINI: 6
Andrea non molla, la gamba gli fa male, lui soffre, fatica tantissimo a giocare e pressare ma alla fine si fa trovare lì dove serve, calcia la palla in rete e si gode la gioia insostituibile del momento. Vero gialloblù dentro. Grandissimo.

Olympic 2000 – Autoricambi Bernocchi 4-10

MARTEDI’ 31 MAGGIO 2011, ORE 21
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 704
TORNEO CLAUSURA, GIRONE A, IV GIORNATA
AUTORICAMBI BERNOCCHI Vs. OLYMPIC 2000
10-4 (3-1)

MARCATORI:
1 FANTINI
1 FORMICONI
1 RENCRICCA A.
1 TANI

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO SIMONE MONTALDI

Dopo le otto sberle prese quindici giorni fa contro la New Team l’Olympic ne becca altri dieci dagli Autoricambi Bernocchi e viene risucchiata nel fondo classifica del girone A con il bottino di quel misero punticino guadagnato nella seconda giornata contro il White House.
La vittoria di venerdì scorso contro lo Slow Bar ci aveva un po’ illuso perché avevamo rivisto in campo Fantini e avevamo la prospettiva di recuperare Mimmo Caserta invece ieri sera abbiamo dovuto fare i conti con la realtà dei fatti che ci ha messo davanti un Fantini con poca autonomia e un Caserta che al primo scatto ha dovuto gettare la spugna per il riacutizzarsi dell’infortunio all’inguine.
Sono bastati quaranta giorni per rovesciare le cose, il 20 aprile con una prestazione praticamente perfetta spazzavamo via gli Autoricambi e alzavamo l’Europa League. Oggi troviamo una squadra gialloblù che perde pezzi e che, rispetto alle altre formazioni del nostro raggruppamento, è in evidente carenza di condizione fisica.
La prova di questa affermazione è stato il buon primo tempo giocato dai nostri: la squadra ha commesso degli errori che hanno permesso agli avversari di segnare tre gol ma il pareggio su punizione di Rencricca e soprattutto un clamoroso incrocio dei pali colpito da Tani sullo 0 a 0 evidenziavano come l’Olympic fosse pienamente in partita.
Le prime avvisaglie di un crollo gialloblù si sono avute al ventesimo del primo tempo: i giallo neri avversari chiedevano il time out sul 2 a 1 per loro e alla ripresa dei giochi realizzavano il terzo gol approfittando della confusione della nostra squadra.
Il quarto gol, arrivato su autorete di Formiconi a inizio ripresa, ha poi spianato la strada ai nostri avversari che subito dopo il 4 a 2 segnato da Formiconi hanno cominciato a trovare praterie di fronte a loro.
La gara è finita sul 6 a 2 per Cascone e compagni, a metà frazione, poi l’Olympic ha dovuto cominciare ad attaccare a testa bassa ignorando la parte difensiva e lì si è consumato il tracollo dell’Olympic che ha chiuso con dieci reti al passivo, almeno cinque pali colpiti dagli Autoricambi e ben quattro ammoniti sul taccuino dell’arbitro tra cui Rencricca che è passato in diffida e che al prossimo cartellino verrà squalificato.
La qualificazione in Champions League è ormai lontana anni luce mentre quella in Europa League, resa certa dal regolamento del torneo, pone quesiti inquietanti sul futuro di una squadra che se non riacquista smalto per il finale di stagione non sarà in grado di onorare l’impegno.
E poi c’è la semifinale di Challenge Cup II alle porte con tanti assenti e un pronostico incertissimo. I tifosi apprezzano il fatto che i giocatori ci mettono il cuore ma purtroppo, ora come ora, questa grande dote non basta a vincere le partite.

NOTE
CLIMA Serata fresca
SPETTATORI circa 20
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE. 5.5 cap.
Al decimo gol subito un’ombra cala anche sul viso del capitano. Su un paio avrebbe potuto fare di più.

4.RENCRICCA A. : 5+
Prestazione paradossale perché ci mette l’anima, la grinta, il furore e segna un gol bellissimo su calcio di punizione. Paradossale perché in mezzo a questo ben di dio compie isolati ma evidenti errori difensivi che risultano decisivi. Ammonito, entra in diffida.

8.FORMICONI: 5.5
E’ il giocatore più in forma della squadra ma finisce per essere travolto dallo strapotere avversario. Segna un gol e viene ammonito anche lui.

9.MONTALDI: 5.5
Tanto movimento ma in questa situazione finisce per predicare nel deserto.

11.TANI: 5.5
Ah se quel meraviglioso tiro sullo 0 a 0 fosse entrato in rete invece che sbattere sulla traversa, chissà come e se sarebbe cambiata la partita. Ottimo rientro dopo un mese e mezzo perché abbiamo visto il Tani che nello Slow Bar acquista continuità e carisma e non molla una palla nemmeno se appena perduta. Realizza nella ripresa il suo sesto sol stagionale su 16 presenze e subisce la prima ammonizione in 68 partite in gialloblù.

19.CASERTA: s.v.
Una maledizione è scesa sul nostro campioncino: aveva già provato il rientro il 13 maggio salvo decidere di non proseguire dopo aver avvertito una fitta e ieri illusione di un recupero totale dall’infortunio è durata ancora meno. La società, i tifosi e soprattutto lui devono avere pazienza, dovesse anche tornare nella prossima stagione il Mimmo Maravilla non può rischiare di peggiorare la sua condizione.

10.FANTINI: 5
Il suo recupero è meno complicato di quello di Caserta perché l’infortunio appare meno serio ma il fisico di Andrea non è facile da rimettere in piena condizione. Comincia bene, benissimo poi subisce un calo fisico verticale. Anche per lui si alza il cartellino giallo ma si consola parzialmente con l’ennesima rete stagionale.

Olympic 2000 – Slow Bar United 7-2

VENERDI’ 27 MAGGIO 2011, ORE 21
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 703
OLYMPIC CHALLENGE CUP II, PRIMA FASE, VI GIORNATA
OLYMPIC 2000 Vs. SLOW BAR UNITED F.C.
7-2 (4-1)

MARCATORI:
2 CARISSIMI
2 TARALLO
1 FANTINI
1 FORMICONI
1 MONTALDI

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO FORMICONI

L’Olympic vince nettamente il derby di Challenge Cup contro lo Slow Bar e torna alla vittoria dopo sei partite visto che una partita da tre punti mancava ormai dal 28 aprile quando i gialloblù si imposero ancora su Tani e compagni nella gara di andata.
E’ stata una partita cominciata in salita per l’Olympic e terminata con una ripida discesa una volta che i gialloblù sono riusciti a rovesciare l’iniziale svantaggio causato da un’autorete di Rencricca. Ma soprattutto è stata una partita che speriamo rappresenti un’inversione di tendenza per l’Olympic che dopo la finale di Europa League aveva avuto un grande calo dovuto soprattutto allo scadimento di forma di alcuni giocatori e ad un paio di infortuni eccellenti.
Per quest’ultima tornata della prima fase di Challenge Cup erano assenti Fabio Tagliaferri, Alessandro Santolamazza, Daniele Rossi, Domenico Caserta e Francesco Sforza. Rientrava in squadra Andrea Fantini (a mezzo servizio dopo l’infortunio) mentre era un piccolo grande evento il ritorno di Andrea Carissimi a tre anni esatti dall’ultima partita con la maglia gialloblù.
Non c’erano grosse velleità di classifica legate a questa partita in quanto gli accoppiamenti delle semifinali erano già decisi dalla giornata precedente, rimanevano quindi solo i motivi campanilistici a ravvivare la vigilia di questo incontro che per l’Olympic però assumeva significati ulteriori collegati al periodo non felice della squadra.
Il tunnel buio in cui l’Olympic si era infilata un mese fa sembrava proseguire ancora per qualche chilometro quando su un calcio d’angolo innocuo Rencricca deviava la sfera alle spalle di Perrone causando il vantaggio degli avversari e, poco dopo, il palo colpito da Scollo e un piccolo incidente occorso a Carissimi non facevano che confermare questa sensazione.
Nonostante queste brutte avvisaglie l’Olympic è riuscita a risollevarsi con il gioco, puntando tutti sulle giocate di prima e sui rapidi scambi. Fantini benediceva il suo rientro con un gol da bomber d’area, Carissimi raddoppiava mentre Formiconi ingannava Guarino con un cross sbagliato che si infilava sotto la traversa.
A fine primo tempo i gialloblù conducevano 4 a 1 potendosi così concedere una ripresa di amministrazione del vantaggio. Fantini preferiva non rischiare ulteriormente e chiudeva così la gara del suo rientro ma la squadra non accusava la sua assenza potendo contare su una vasta lista di alternative sia in difesa (Rencricca, Formiconi e Tarallo su alternavano con successo) sia in attacco dove Montaldi e Carissimi formavano un attacco molto ben assortito che potrebbe essere stato un ottimo esperimento di quello che in futuro potrebbe essere quello formato dallo stesso Montaldi (o Fantini) e da Caserta.
Finiva dunque 7 a 2 per l’Olympic che può quindi approcciarsi ai prossimi due impegni con un rinnovato ottimismo o comunque una situazione mentale migliore rispetto a quella di qualche giorno fa.
La quarta giornata del Torneo di Clausura contro l’Autoricambi Bernocchi e la semifinale di Challenge Cup contro i Tamarri saranno certamente impegni più difficili ma il ricostruirsi (seppur lentamente) di quel gruppo che poco più di un mese fa vinse l’Europa League porterà benefici certi ad una squadra che ultimamente si era un po’ smarrita.

NOTE
CLIMA Serata calda ma ventilata
SPETTATORI circa 15
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 6 cap.
Battuto solo da Rencricca nel primo tempo (autogol su calcio d’angolo) e da Binutti nella ripresa dopo la sfera aveva carambolato su buona parte dei giocatori in campo. Serata iniziata male e terminata senza grosse preoccupazioni anche grazie ad un paio di suoi interventi.

4.RENCRICCA A. : 6
Ottima partita in fase di impostazione meno in fase difensiva dove, oltre all’autorete, lascia spesso da soli i giocatori che vagano nella sua zona di pertinenza. Tra il 7 che si guadagna grazie ad un paio di assist (ora sono 19 in stagione) e il 5 per gli errori in difesa ottiene una sufficienza piena.

8.FORMICONI: 6.5
La sua rincorsa (in tutti i sensi visto che in campo non si ferma mai) alla Pigna d’Oro 2011 è ricominciata. Ieri sera altra prestazione in cui ha surclassato fisicamente e atleticamente qualsiasi avversario. Ha segnato anche un gol, casuale perché frutto di un cross errato, ma certamente bello perché scavalca Guarino con una parabola perfetta. E’ il quarto centro in sei gare di Challenge Cup II.

19.MONTALDI: 6+
Efficace a metà campo si conferma ottimo acquisto sia come terminale della manovra che come playmaker. Mai bottino fu più esplicativo del suo lavoro: un gol e un assist per Tarallo.

13.TARALLO: 6
Spesso attorniato da centrocampisti e difensori avversari trova spesso il modo di liberarsi egregiamente dalla sfera e creare situazioni interessanti per l’attacco gialloblù. La sua doppietta lo porta a quota a 165 gol in gare ufficiali dietro solo all’apparentemente inarrivabile Stefano Tagliaferri che guida la speciale classifica con 219 gol.

5.CARISSIMI: 6.5
Ai tifosi ha fatto tanto piacere rivedere la maglia numero 5 di Stefano Tagliaferri di nuovo in campo ma ha fatto ancora più piacere rivedere Andrea Carissimi vestire la maglia dell’Olympic a distanza di tre anni e un giorno esatti dall’ultima presenza. Sembra un gioco del destino quest’incredibile corrispondenza di date ma quel che conta è che il Principe non sembra aver mai lasciato la squadra. Si posizione sul fronte sinistro dell’attacco dell’Olympic, segna una doppietta, piazza un assist e fa capire quanto sia importante avere giocatori con i piedi buoni in campo.

10.FANTINI: 6
L’ariete gialloblù mancava dal 6 maggio scorso quando contro il Centro rimediò uno strano infortunio. Sembra recuperato, segna anche il gol del pareggio dell’Olympic, ma a fine primo tempo preferisce non forzare e abbandonare la contesa. La sua presenza è importante e non è decisamente il caso di rischiare una ricaduta in stile Caserta.

Olympic 2000 – White House 7-7

MARTEDI’ 10 MAGGIO 2011, ORE 22.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 699
TORNEO CLAUSURA, GIRONE A, II GIORNATA
OLYMPIC 2000 Vs. WHITE HOUSE
7-7 (5-3)

MARCATORI:
2 FANTINI
2 FORMICONI
2 TARALLO
1 RENCRICCA A.

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO FORMICONI

Per raccontare la spettacolare serata di ieri sera verrebbe la tentazione di premere il tasto avanti veloce fino agli ultimi cinque dieci minuti ma facendo così faremmo perdere, a chi non ha assistito alla partita, il racconto di una incontro che passerà alla storia dell’Olympic per le emozioni vissute in cinquanta minuti intesi.
Il filo conduttore del match è, neanche a dirlo, il cuore di questa squadra che non sarà il Brasile o il Barcellona, anzi, ma in quanto a spirito di squadra e forza del gruppo è probabilmente una delle squadre più forti del pianeta calcetto. No, non esageriamo.
Riconosciamo tutti i difetti e limiti dell’Olympic sul piano tecnico e tattico ma quando si parla di quel qualcosa in più che nasce nel cuore di ogni singolo giocatore allora abbandoniamo ogni freno e concediamo a Cesare quel che è di Cesare.
Sembra autocelebrazione. Lo è. E non ce ne vergogniamo.
Seconda giornata del tremendo Gruppo A della prima fase del Torneo Clausura, un girone con tante formazioni conosciute come temibili e altre squadre meno conosciute ma che stiamo imparando a conoscere dopo i rispettivi esordi.
Ieri sera l’Olympic affrontava il White House che nella prima giornata aveva battuto sonoramente i The Boys per 9 a 4 e che qualche giorno dopo si è rivelata come la squadra dei fratelli Branchi che fino a quattro stagioni fa guidavano il Real Acilia.
Quindi per i gialloblù è stato quasi un derby anche se all’inizio tutto sembrava meno che una partita tra due squadre dello stesso livello. L’Olympic nei primi quindici minuti ha giocato un calcio di grande livello tutto palla a terra e scambi di prima.
Il 5 a 0 è maturato proprio in questo primo quarto d’ora grazie al quartetto formato da Rencricca, Formiconi, Tarallo e Fantini che sembravano giocassero da soli tanto era la facilità con cui arrivavano nell’area avversaria e battevano il portiere del White House.
Poi la partita è cambiata con i primi cambi gialloblù, indispensabili perché Tarallo e Fantini non potevano tenere a lungo ai ritmi dei giovani avversari. Entravano Santolamazza e Montaldi e proprio la serata storta di quest’ultimo cominciava a far cambiare la tendenza del match. Il neo acquisto gialloblù non riusciva ad entrare in partita e con i suoi movimenti errati mandava in ambasce lo schema dell’Olympic la quale cominciava a concedere occasioni e, purtroppo, gol al White House che riusciva meritatamente a chiudere il primo tempo sul 5 a 3.
Il trend del secondo tempo non si discostava da quello della parte finale della prima frazione. Il White House creava occasioni da gol a grappoli perché l’Olympic vista all’opera nei primi quindici minuti era un ricordo sbiadito e gli errori dei singoli si contavano a decine.
Errore dopo errore dei gialloblù e occasione dopo occasione creata dagli avversari in maglia arancio il White House pareggiava e poi segnava il sesto gol e ancora il settimo. Contro i The Boys questi ragazzi perdevano per 3 a 0 e hanno imposto alla squadra di Della Porta un parziale di 9 a 1. Tutto questo per dire che la rimonta subita dall’Olympic non è stata un caso nonostante le colpe evidenti della nostra squadra.
Ma negli ultimi minuti della partita l’Olympic a differenza dei The Boys trovava dentro di se quel valore inestimabile di cui parlavano in apertura. Chiamiamolo “Cuore”, con la C maiuscola.
Al termine di una bell’azione Rencricca consegnava a Fantini la palla del 6 a 7 poi, poco dopo, l’ultimo errore della nostra squadra permetteva agli avversari di guadagnare un calcio di rigore.
Il difensore del White House faceva la stessa fine di Carbone del Moviola in semifinale di Europa League perché Perrone lo ipnotizzava e parava splendidamente.
Poi si faceva male Fantini che doveva uscire e al penultimo respiro anche Formiconi si faceva male però si faceva male in area di rigore avversaria e per colpa di un difensore e l’arbitro assegnava un altro rigore.
Rencricca era di ghiaccio e pareggiava. Mancavano tre minuti di recupero e l’Olympic aveva due palle gol per vincere la partita della stagione invece prima Rencricca e poi Tarallo sbagliavano i più facili dei gol facendosi parare i loro tiri a tu per tu con il portiere.
Poi finiva la partita che è sembrata durare tre ore, un mese, una stagione e chiaramente i giocatori dell’Olympic, che nel primo tempo conducevano per 5 a 0, avevano un iniziale moto di amarezza e delusione ma poi, già negli spogliatoi, si cominciava ad apprezzare il pareggio e soprattutto il carattere che ci ha permesso di pareggiare una partita che un tempo avremmo perso.
E allora come ha detto Andrea Fantini in zona mista guardiamo il bicchiere mezzo pieno, prendiamo questo carattere, questa grinta e portiamolo alla prossima partita e poi ancora a quella dopo fino a fine stagione.
Magari non arriverà un’altra coppa ma chi potrà dire che non ci abbiamo provato?

NOTE
CLIMA Serata calda
SPETTATORI circa 20
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise CHAMPIONS 2008

PAGELLE

1.PERRONE: 6 cap.
La sua è la prestazione della squadra: il terzo gol del White House è un tiro da lontano che lui para e poi si fa passare sotto le gambe ma nel secondo tempo, quando gli avversari conducono 7 a 6 e con il rigore potrebbero chiudere la partita lui fa il miracolo balzando come un gatto alla sua destra e deviando il tiro.
C come Cuore, C come Capitano!

4.RENCRICCA A. : 6+
Bella partita anche se in questa fase della stagione nei finali di gara accusa un puntuale calo fisico probabilmente dovuto ai climi più caldi. Voglio sottolineare l’episodio del rigore perché l’arbitro lo assegna ma poi passano cinque minuti mentre i sanitari gialloblù assistono Formiconi che è a terra infortunato. Quando è il momento di battere la massima punizione Rencricca diventa un cubetto di ghiaccio, un iceberg e batte il portiere con un tiro imprendibile. E’ il suo 14° tiro dal dischetto realizzato su 19 tentativi per una percentuale realizzativa del 73% abbondante.
C come Cuore, C come Calcio di rigore!

8.FORMICONI: 6+
Fabrizio segna due gol nel primo tempo, spesso è troppo irruente nei contrasti come suo solito ma anticipa, riparte, tampona, insomma c’è sempre. E atre minuti dalla fine si guadagna un calcio di rigore andando a lottare su un pallone che sembrava perso. Forse l’arbitro è un po’ generoso nell’assegnare all’Olympic la massima punizione ma questo non cambia nulla. Nell’occasione Formiconi è costretto ad uscire per una forte botta al ginocchio di cui si valuteranno le conseguenze ma presto sarà solo un livido a ricordo del match in cui il difensore ha superato Bisogno anche nelle gare ufficiali arrivando a quota 143 contro le 142 del centrocampista.
C come Cuore, C come Contusione!

6.SANTOLAMAZZA: 6
Da il giusto apporto che gli si chiede in questo momento, in questa parte della sua carriera in cui non riesce, nonostante le tante gare giocate in stagione, a trovare la continuità per affrontare partite di questo livello allo stesso modo in cui ormai riesce a giocare gli incontri di Challenge Cup. Nel finale, quando sostituisce Formiconi, è attentissimo e non lascia respiro agli attaccanti che provano a sfondare verso la porta di Perrone.
C come Cuore, C come Contributo!

19.MONTALDI: 5
Ahi ahi che serataccia la sua! Passa tutto il primo tempo a cercare una posizione senza trovarla e mettendo in difficoltà il resto della squadra con i suoi continui spostamenti. Meglio nella ripresa ma senza raggiungere la sufficienza.
C come Cuore, C come Come Mai?

11.TARALLO: 5.5
Tante cose buone e tante cose meno buone. Una doppietta e un assist di Formiconi più altre chicche vanno nel paniere delle cose positive mentre gli sbagli nei passaggi, gli anticipi subiti (con contropiedi consegnati agli avversari) e i due clamorosi gol sbagliati nel finale sarebbero materiale più che sufficiente per spedirlo dietro la lavagna.
C come Cuore, C come Controverso!

10.FANTINI: 5.5
Il suo infortunio rispetto a quello di Formiconi sembra più grave e arriva al termine di una gara in cui anche lui realizza due gol e un assist ma poi conferma in tutto e per tutto il trend generale delle sue prestazioni negli ultimi tempi. E’ poc reattivo, sbaglia tanti gol e si muove al rallentatore.
C come Cuore (tanto cuore!), C come riCarica?

Olympic 2000 – Centro 5-5

VENERDI’ 6 MAGGIO 2011, ORE 20.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 698
OLYMPIC CHALLENGE CUP II, PRIMA FASE, III GIORNATA
CENTRO – OLYMPIC 2000
5-5 (3-2)

MARCATORI:
2 MONTALDI
2 TAGLIAFERRI F.
1 ROSSI D.

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABIO TALIAFERRI

Ci sono certe partite il cui risultato conta fino ad un certo punto, partite in cui magari non giochi bene, subisci molto a livello di squadra e ti trovi a rincorrere il risultato per cinquanta minuti. Eppure, sono proprio queste le partite in cui, per uscire dalle difficoltà, devi trovare dentro di te qualcosa di più importante delle risorse tecniche, quel qualcosa in più nel cuore che ti permette di superare gli ostacoli.
Con una premessa del genere avrete già capito che ieri sera l’Olympic, mancando di qualche titolare, ha faticato parecchio contro il Centro perché non trovava le giuste posizioni e misure in campo eppure, pur essendo stata una volta sotto di due gol e due volte sotto di una rete è riuscita a rimontare ottenendo un pareggio che conta come una vittoria per lo spirito dimostrato in campo dai nostri sette giocatori.
Per la terza giornata di Challenge Cup i gialloblù dovevano fare a meno di Rencricca e Sforza, (impegni personali), Bisogno (in questa competizione gioca nello Slow Bar) e Caserta (ancora ai box dopo l’infortunio di diciotto giorni fa). La difesa veniva puntellata con l’inserimento di Santolamazza e Montaldi mentre in attacco si registravano i rientri di Daniele Rossi e Fabio Tagliaferri.
L’avversario di turno era il Centro, già affrontato in quattro occasioni in questa stagione con due vittorie dell’Olympic, un pareggio e una vittoria dei ragazzi di San Carlo.
La gara cominciava con il solito avvio veemente dei biancorossi che approfittavano di una difesa gialloblù nella quale Santolamazza e Formiconi faticavano a trovare l’intesa. Lo 0 a 2 era servito in pochi minuti proprio come era successo pochi giorni fa nel Clausura contro la Svezia.
In questa fase come per tutta la gara è stato determinante Simone Montaldi che spronava i compagni al pressing alto e al gioco offensivo per cercare di rimontare il passivo. Proprio il numero 19 gialloblù accorciava le distane con un bolide da fuori area che picchiava il palo interno della porta difesa di Nardis e gonfiava la rete.
Da questo momento in poi lo scacchiere dell’Olympic cominciava a trovare un assetto più stabile ma Perrone veniva battuto per la terza volta ancora su una disattenzione del centrocampo che dell’Olympic che non scalava le marcature permettendo agli avversari di arrivare in superiorità numerica nella nostra trequarti.
Prima dell’intervallo Daniele Rossi aveva il tempo di mostrare tutti i pregi e i difetti del suo stile di gioco prima facendosi trovare puntuale su un assist di Montaldi e firmando il 2 a 3 e poco dopo sprecando un’azione favorevolissima per pareggiare.
Il 3 a 3 arrivava comunque pochi istanti dopo l’inizio del secondo tempo quando Montaldi, ancora lui, partiva dalla difesa e poco dopo la linea di centrocampo lasciava partire un siluro che trovava impreparato il portiere avversario.
Adesso era decisamente un’altra Olympic anche se il Centro trovava sempre il modo di arrivare dalle parti di Perrone. Il capitano dell’Olympic prima non poteva fare niente sul quarto gol degli avversari ma successivamente diventava eroico quando tre avversari si presentavano dinanzi a lui e non riuscivano a superarlo grazie alla sua uscita tempestivamente perfetta.
Sotto di un gol a pochi minuti dalla fine cominciava finalmente lo show di Fabio Tagliaferri che al fischio finale era destinato a essere sepolto dagli abbracci dei compagni come da tanto non succedeva. L’attaccante gialloblù cominciava i suoi trionfali minuti finali rubando palla a centrocampo, involandosi da solo verso la porta avversaria e trafiggendo il portiere con un tiro secco e preciso scagliato con una freddezza glaciale.
Quando la partita sembrava finita l’ultimo errore della nostra difesa consentiva al Centro di segnare il quinto gol e quando l’arbitro esclamava che mancavano due minuti alla fine nessuno avrebbe immaginato il finale teatrale che si stava consumando.
Ci sono stati due minuti di sterili schermaglie a centrocampo al termine delle quali Montaldi trovava spazio sulla sinistra consegnando palla a Tagliaferri il quale sbilanciava il suo marcatore e di punta lasciava partire un tiro che finiva dritto dritto in porta sul secondo palo.
Un attimo si silenzio poi il boato e il fischio finale. Il 5 a 5 finale aera sicuramente un risultato su cui ragionare perché la squadra ha fatto vedere davvero tante lacune ma trovare il pareggio in questo modo quando il direttore di gara aveva già il fischietto in bocca è stato qualcosa che ha risvegliato i cuori dei tanti tifosi accorsi allo stadio.
Questo tipo di spettacolo noi lo chiamiamo in un modo solo: “Olympic”!

NOTE
CLIMA Serata primaverile
SPETTATORI circa 20
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise VENTENNALE 2009

PAGELLE

1.PERRONE: 7 cap.
Intuisce sempre le intenzioni degli attaccanti avversari facendo valere la sua lunga esperienza. L’uscita nel finale di ripresa che evita un gol fatto permette ai compagni di portare a termine la Remontada.

4.FORMICONI: 6.5
Orfano della maglia numero 8 indossa la maglia di Rencricca sostituendolo in tutto e per tutto al centro della difesa. Fatica moltissimo a tenere unita una squadra che con tanti cambi non riesce a trovare i gisti movimenti poi alla fine si può godere il sorpasso in classifica presenze di tutti i tempi a Bisogno. Le 206 partite in gialloblù valgono il sesto posto.

21.SANTOLAMAZZA: 5.5
Di solito in questo periodo dell’anno Santolamazza rinasce per poi esplodere tutta la sua freschezza atletica in giugno. In questa stagione non vediamo miglioramenti, anzi, ieri è apparso poco lucido e ha commesso molti errori in zone delicate del campo. Rispetto alla scorsa stagione ha già giocato sette partite in più, che sia questo, paradossalmente, il motivo del ritardo di condizione?

19.MONTALDI. 7
A prescindere dalla doppietta e dall’assist per Daniele Rossi la sua prova è stata eccezionale sotto il profilo caratteriale. Ha letteralmente i compagni verso la porta del Centro con una grinta e un carisma da veterano. E ancora una volta rimarchiamo la sua duttilità che permette all’Olympic di variare assetto in qualsiasi momento. Noi comunque lo preferiamo in una posizione intermedia, magari schierato in difesa con licenza di scorrazzare sulla fascia come in occasione della sua seconda rete.

9.ROSSI D. : 6
Al rientro dopo aver saltato il derby con lo Slow Bar fatica a trovare la giusta collocazione in una squadra di cui conosce poco i movimenti e le caratteristiche dei compagni. Nonostante ciò non sia abbandona mai al lassismo e tenta sempre di rendersi utile. Realizza il primo gol in Challenge, poi ne sbaglia uno per precipitazione poco dopo mentre nella ripresa è prezioso nell’area gialloblù quando vengono a crearsi delle mischie dantesche.

11.TAGLIAFERRI F. : 7
E finalmente è arrivata anche la serata giusta per Fabio per alzare il pugno al cielo e gridare a squarciagola. Al termine di una prestazione comunque abbastanza buona ha trovato la forza per pressare un avversario e rubargli la palla, poi la freddezza per battere il portiere (e nemmeno con un tiro qualunque) e quando l’arbitro stava fischiando la fine ha fatto un gol di quelli che i tifosi gli chiedono. L’azione con cui chiude la partita è già nelle sigle televisive.

10.FANTINI: 6
I tre gol nelle ultime dieci partite la dicono lunga sul suo periodo di scarsa vena realizzativa che si abbina ad un generale trend non eccezionale di prestazioni. La sfortuna devia sul palo un tiro molto bello da fuori area ma in questo periodo il bomber gialloblù manca anche di movimento e dinamicità.

Olympic 2000 – Marines 1-4

MERCOLEDI’ 4 MAGGIO 2011, ORE 21.40
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 697
TORNEO CLAUSURA, GIRONE A, I GIORNATA
OLYMPIC 2000 – MARINES
1-4 (1-2)

MARCATORI:
1 BISOGNO

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO PERRONE

La mini serie di sei risultati utili consecutivi dell’Olympic si è interrotta ieri proprio contro l’ultima squadra con la quale i gialloblù avevano trovato la sconfitta. Cambia il nome ma non la sostanza infatti quella che fino ad una settimana fa si chiamava Svezia oggi si chiama Marines: gli “Atzeni Boys” hanno ceduto due pezzi pregiati come Tarallo e Montaldi proprio all’Olympic eppure ieri sera hanno dimostrato di aver trovato la quadratura del cerchio anche con due nuovi innesti acquistati all’indomani della debacle subita ad opera del West Ham in finale di Champions League.
L’Olympic esordiva quindi in questo Torneo di Clausura contro una delle squadri più forti del panorama calcistico e nei giorni scorsi la società gialloblù aveva fatto notare all’organizzazione del torneo come la composizione dei due gironi eliminatori destasse più di qualche dubbio visto che nel gruppo A, quello dell’Olympic, comparivano ben tre semifinaliste di Champions (Marines, Bi Trattoria e The Boys), la finalista di Europa League (Autoricambi Bernocchi) e tre formazioni inedite di cui però già sappiamo che una partecipa al campionato di Serie D.
Le ipotesi di sorteggio pilotato colorivano le prime pagine di tutti i quotidiani e offuscavano in parte le convocazioni di un’Olympic che presentava en otto elementi alla Madonnetta: Perrone, Formiconi, Fantini, Rencricca e Bisogno rappresentavano lo zoccolo duro della squadra, Sforza veniva premiato con l’ennesima chiamata dopo il gol di venerdì scorso contro lo Slow Bar mentre non si poteva lasciare fuori proprio gli ex Montaldi e Tarallo per la gara contro la loro ex squadra.
L’avvio di gara era disastroso per i gialloblù che subivano due gol in rapida successione e si trovavano sullo 0 a 2 dopo pochi minuti. Dopo la seconda segnatura subita però la squadra si compattava e cominciava a giocare disponendosi ottimamente in campo. Da questo momento in poi Olympic e Marines giocavano alla pari e se Perrone doveva allungarsi in un paio di circostanze per evitare il terzo gol dall’altra parte anche Rocca doveva fare altrettanto prima su Rencricca e successivamente su Formiconi.
Nella seconda circostanza però la deviazione sul tiro del numero 8 gialloblù produceva una sorta di assist per Bisogno che provava una rovesciata. Il numero 7 dell’Olympic colpiva palla in modo sporco e proprio il particolare effetto impresso alla palla permetteva al centrocampista di gonfiare la rete e all’Olympic di ridurre le distanze prima dell’intervallo.
Sono anni che non battiamo la Svezia in gare ufficiali e potete immaginare la voglia dei ragazzi del nostro gruppo storico di infrangere questa tradizione negativa. Sembra che di confronto in confronto ci andiamo sempre più vicino perché nell’ultimo precedente i gol di Caserta stavano per far avverare il miracolo poi infrantosi nei minuti finali di quella partita. E anche ieri, nel secondo tempo, sembrava che da un momento all’altro l’Olympic potesse pareggiare e poi, chissà, tentare il tutto per tutto nel finale per vincere. Per altri diciassette minuti le due squadre hanno espresso gli stessi valori in campo producendo lo stesso numero di palle gol e con i portieri indaffarati a mantenere la loro porta invariata. Poi, al diciassettesimo della ripresa appunto, i nostri avversari hanno chiesto un time out e quando la gara è cominciata la Svezia è sembrata salire di tono mentre l’Olympic ha avuto un calo evidente di lucidità, calo che è tutto nell’errore di Rencricca che effettuando un passaggio orizzontale in difesa consegnava palla agli avversari che segnavano la rete dell’1 a 3.
Poco dopo arrivava anche il quarto gol ma la gara era finita nell’occasione precedente quando gli equilibri si erano definitivamente rotti.
La prima finale su sette scontri epici è quindi finita con l’Olympic a mani vuote e la consapevolezza che bisognerà sudare, sudare e ancora sudare per ottenere uno dei primi quattro posti. Sul profilo del gioco la prestazione è stata a due facce con la squadra che si è mossa bene salvo i primi e gli ultimi dieci minuti. Sono periodi di amnesia che squadre come la Svezia non perdona, mai.
Sui singoli dovremmo sfruttare la freschezza di Montaldi, l’esperienza di Tarallo e sperare che altri giocatori tornino a fare la differenza. Uno su tutti Fantini i cui gol e le buone prestazioni cominciano a mancare da troppo tempo.

NOTE
NOTE
CLIMA Serata calda e umida
SPETTATORI circa 20
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise CHAMPIONS 2008

PAGELLE

1.PERRONE: 6+ cap.
Forse la cosa più bella della serata è un autentico volo sulla destra con il quale evita un calcio d’angolo. Questo per dire che sembra in condizioni fisiche eccellenti e si vede sia nelle situazioni difficili che in quelle più scontate.

4.RENCRICCA A. : 5.5
Una buona partita macchiata da un finale in cui, a causa della stanchezza, ha interrotto il tentativo di rimonta dell’Olympic con un paio di errori che hanno causato il terzo e il quarto gol degli avversari.

8.FORMICONI: 6
Quest’anno il premio dei chilometri percorsi sul campo gli va assegnato con largo anticipo perché anche ieri le fasce hanno visto e rivisto il suo passaggio di continuo. Se quando arrivasse in attacco sapesse anche cosa farsi della palla sarebbe un tornate con i fiocchi.

19.MONTALDI: 6-
Come altri giocatori dell’Olympic ieri sera ha giocato bene mancando però di quel pizzico di concretezza e cattiveria in più al momento decisivo. Per Simone questo momento è stato a metà secondo tempo quando ha spedito a lato da posizione favorevole un tiro avrebbe potuto significare il gol del 2 a 2. Come detto nel commento la sua freschezza atletica potrebbe essere un’arma fondamentale per l’Olympic in questi ultimi tre mesi della stagione.

6.TARALLO: 6-
Viene impiegato per gli ultimi dieci minuti del primo tempo e negli ultimi tre minuti del secondo. Per i suoi piedi passano tanti palloni ma non ne scaturisce mai la scintilla decisiva.

7.BISOGNO: 6
Dopo tanti tentativi in questa stagione finalmente segna un gol in rovesciata e anche se la dinamica del gol è stata piuttosto fortunosa non si possono negare il merito di averci provato e la bellezza del gesto. Il gol rimane un episodio un po’ isolato nella sua prestazione che comunque non è da buttare via.

10.FANTINI: 5.5
Poco movimento e nessuna pericolosità in attacco e scarsa concentrazione quando la squadra difendeva. Forse il suo fisico non si è ancora abituato ai primi caldi.

16.SFORZA: 6-
Anche per lui come Tarallo solo pochi minuti del primo tempo. Non si rende pericoloso però il suo piglio nel pressing ci ha soddisfatto.

Olympic 2000 – Slow Bar United 6-1

GIOVEDI’ 28 APRILE 2011, ORE 21.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 696
OLYMPIC CHALLENGE CUP II, PRIMA FASE, II GIORNATA
SLOW BAR UNITED F.C. – OLYMPIC 2000
1-6 (0-3)

MARCATORI:
2 RENCRICCA A.
1 FANTINI
1 FORMICONI
1 SFORZA
1 TARALLO

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO FORMICONI

Terza vittoria consecutiva per l’Olympic che ieri sera ha battuto lo Slow Bar United nella seconda giornata di Challenge Cup. Dopo la bella prestazione di venerdì scorso contro i Tamarri c’è stato però un passo indietro nel gioco.
Una settimana fa la squadra era stata corta e coesa nonostante i tanti cambi e qualche volto nuovo mentre ieri che rientravano alcuni titolari si è avuta una generale sensazione di confusione a approssimazione.
Rispetto all’ultima uscita rimanevano a casa Santolamazza, Daniele Rossi e Fabio Tagliaferri mentre facevano il loro esordio in questo torneo Rencricca, Fantini e Tarallo e per quest’ultimo si trattava anche dell’esordio stagionale.
Di fronte c’era lo Slow Bar United che nella precedente edizione della Challenge Cup giocava con il nome di X-Box Live. Il nome cambiava ma rimaneva più o meno inalterata la rosa imbottita di tanti elementi della rosa dell’Olympic.
Stavolta, ad aumentare la sensazione di giocare una sorta di stage interno, c’era anche la presenza di Gianluca Bisogno che, come già noto da alcune settimane, parteciperà a questo mini torneo con lo Slow Bar.
Il clima era stato reso rovente dagli sfottò di una vigilia lunga una settimana che facevano di questo incontro un vero e proprio derby.
Alla prova del campo però la partita è stata tutta in discesa per l’Olympic che nonostante faticasse molto a giocare in modo costruito ha tenuto le redini dell’incontro per tutti e cinquanta i minuti. Gli avversari si sono resi pericolosi più volte e Perrone è stato decisivo nel primo tempo prima su Binutti e successivamente su Bisogno ma l’impressione generale avuta dei nostri avversari è che quella di una formazione ancora alla ricerca di una sua identità nonostante il bell’esordio di una settimana fa contro il Centro.
La gara veniva sbloccata dal solito Fantini mentre il 2 a 0 arrivava da una pregevole combinazione tra Tarallo e Sforza con il primo che pennellava un assist e il secondo che infilava pregevolmente Guarino in uscita. La frazione si chiudeva sul 3 a 0 grazie ad un tiro da fuori da Rencricca che batteva il portiere avversario dopo aver tempestivamente fermato un contropiede di Sorci.
Anche nella ripresa lo Slow Bar provava a rientrare in gara ma la sfortuna e Perrone impedivano maggiori soddisfazioni ai nostri avversari che si trovavano a dover capitolare altre tre volte ad opera di Rencricca, Formiconi e Tarallo. Nel finale arrivava il meritato gol della bandiera per la squadra di Tani che con Scollo riusciva finalmente a gonfiare la rete.
La vittoria di ieri suggella il buon momento dell’Olympic che in questa primavera ha perso una sola volta nelle ultime otto gare e che si appresta a chiudere la stagione ambendo a qualche risultato di prestigio.
Speriamo solo che il gioco espresso ieri sia un episodio dovuto a stanchezza o alla girandola di cambi tra una partita e l’altra.

NOTE
CLIMA Serata primaverile
SPETTATORI circa 20
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise PREMIER 2011

PAGELLE

1.PERRONE: 6+ cap.
Graziato dalla Dea Bendata nel primo tempo quando Scollo colpisce l’incrocio dei pali e bravo su Binutti e Bisogno. Poi nella ripresa il lavoro per lui diminuisce sensibilmente.

4.RENCRICCA A. : 6+
Il playmaker gialloblù ieri era poco lucido e gli effetti si sono visti sul gioco. La doppietta gli consente di arrivare a quota 24 reti in gare ufficiali su 26 incontri disputati.

8.FORMICONI: 6.5
Serata da ricordare visto che aggancia Bisogno al sesto posto della classifica presenze di tutti i tempi con 205 presenze. Per il resto è il solito Formiconi, preciso, attento, concentrato. Realizza il secondo gol in due partite di Challenge.

19.MONTALDI: 6
Dopo il bell’esordio offre una prova non brillantissima. Si dimostra comunque utilissimo per Perrone che lo può schierare in molte zone del campo.

13.TARALLO: 6
Filiberto è come il buon vino, più invecchia e più è buono. Non giocava nell’Olympic dal 13 luglio 2010 ovvero dalla serata disastrosa del quarto di finale contro il Bar Amelì. E’ un po’ fuori forma però lì davanti è una fonte di gioco inesauribile e l’assist per il 2 a 0 di Sforza è una perla d’autore. Nella ripresa realizza il gol numero 160 in gare ufficiali.

10.FANTINI: 6-
In condizioni fisiche precarie a causa di una bronchite non offre quello che ci si aspetta da lui. Però sblocca la gara con un tiro avvelenato che supera Guarino.

21.SFORZA: 6
La stampa lo ha investito di una missione, provare a vincere il titolo di capocannoniere della Challenge Cup II. Rispetto alla partita contro i Tamarri ha avuto pochissime occasioni ma ha saputo capitalizzare al meglio l’occasione fornitagli da Tarallo. Al momento i gol sono tre in due partite.

Olympic 2000 – Autoricambi Bernocchi 5-3

MERCOLEDI’ 20 APRILE 2011, ORE 20.30
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 694
EUROPA LEAGUE TORNEO APERTURA 2010/2011, FINALE
OLYMPIC 2000 – AUTORICAMBI BERNOCCHI
5-3 (3-2)

MARCATORI:
3 CASERTA
1 BISOGNO
1 FANTINI

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO DOMENICO CASERTA

Sognata, accarezzata, meritata fino all’ultimo grammo: è la nostra coppa, l’Europa League Apertura 2011. Il quinto trofeo della storia dell’Olympic viene da lontano e questa potrebbe sembrare una frase scontata da fine stagione e invece rispecchia a pieno il cammino che la nostra squadra ha percorso. Un cammino difficile che l’Olympic ha intrapreso dopo aver toccato il fondo, dopo averlo raschiato e infine abbandonato per rialzarsi, crescere, maturare fino alla serata di ieri in cui tutto ha funzionato alla perfezione.
E’ stato un campionato logorante cominciato con due sconfitte consecutive contro le due formazioni che poi avrebbero lottato fino alla fine per il primo posto (The Boys e Bi Trattoria), proseguito con tre vittorie consecutive seguite poi da due sconfitte arrivate quando invece bisognava spiccare il volo per provare a qualificarsi alla Champions League.
Prima ci batteva il Moviola e poi in rapida sequenza gli Autoricambi, il West Ham e la Svezia prima di chiudere il girone di andata con la vittoria con i Cavalieri di 100.
Il girone di ritorno è poi cominciato in modo ancora più deludente: di nuovo le sconfitte con le prime della classe, una larga vittoria con il Disperato Amore e poi di nuovo il buio, stavolta totale, senza spiragli di luce. Prima arrivava il pareggio con i Tamarri (forse la più brutta partita della stagione) e poi la sconfitta con il Centro nel cui post partita la squadra si chiudeva negli spogliatoi per un chiarimento che è entrato nella storia della squadra.
Si discusse di un radicale cambio di gioco ma soprattutto di mentalità e da quel momento in poi, anche se sul momento i risultati non sono cambiati molto, c’è stata una totale inversione di tendenza.
La sconfitta con il Moviola ha preceduto il bel pareggio in rimonta con gli Autoricambi e la vittoria con i Cavalieri mentre la sconfitta di misura con la Svezia lasciava spazio a tanti rimpianti.
In chiusura di regular season arrivavano le vittoria a tavolino con il West Ham e un sesto posto finale che significava la semifinale con il Moviola. E questa è storia di una settimana fa, storia di una partita dominata dall’Olympic ma terminata in parità e stravinta ai rigori con grande freddezza.

La storia di questo Torneo di Apertura vive il suo capitolo finale con la partita di ieri, la finale di Europa League contro gli Autoricambi Bernocchi, una squadra tosta, con poche individualità ma tanta forza fisica, che in semifinale aveva battuto ai rigori il Centro. L’Olympic convocava Perrone, Rencricca, Formiconi, Bisogno, Caserta, Fantini e Santolamazza ma il difensore inglese dava forfait nel pomeriggio di ieri per un imprevisto lavorativo.
La gara cominciava in salita ma forse non è stato un male. Gli avversari prima colpivano una traversa poi passavano in vantaggio con un passaggio deviato in porta da Rencricca. Chissà, forse qualche giocatore ha visto i fantasmi di finali passate perse per lo sbagliato approccio ma non era questa la sera in cui l’Olympic avrebbe perso per una questione di carattere.
Il pareggio infatti arrivava poco dopo grazie al giocatore che i tifosi aspettavano, Domenico Caserta, El Mimmo Maravilla, riceveva palla sulla fascia sinistra, dribblava un difensore e infilava la palla sotto la traversa battendo imparabilmente il portiere.
1 a 1 e palla al centro con Bisogno che entrava in campo al posto di Fantini. Il numero 7 si sistemava al centro dell’attacco e falliva due palle gol prima arrivando in ritardo su un cross di Caserta e poi facendosi ipnotizzare dal portiere. Al terzo tentativo però trovava il modo per scrivere il suo nome negli annali approfittando di una corta respinta del portiere e realizzando a porta vuota il suo nono centro stagionale nel Torneo di Apertura.
A questo punto l’Olympic si trovava per la prima volta in vantaggio ma gli Autoricambi non demordevano e poco dopo trovavano il pareggio con Cascone che sfuggiva ai difensori gialloblù e batteva Perrone per il 2 a 2.
Non un fiato nell’Olympic che mostrava gli occhi della tigre e prima del fischio finale del primo tempo poteva di nuovo esultare grazie a Caserta che stavolta trovava gloria con un tiro rasoterra che fulminava il portiere giallo nero.
Poi tutti al riposo sul provvisorio 3 a 2.

Era lecito aspettarsi una reazione degli Autoricambi alla ripresa delle ostilità e così è stato. Perrone prima era fortunato deviando con il petto un tiro ravvicinatissimo mentre poco dopo non si dimostrava impeccabile facendosi uccellare sotto il sette da un tiro si molto forte e preciso ma tuttavia scagliato dalla trequarti e in posizione molto defilata.
Sarebbe stato comunque l’ultimo brivido negativo provato dai nostri tifosi che di lì a poco avrebbero assistito alla fiera del gol sbagliato ma anche al trionfo della loro squadra.
Dopo dieci minuti del secondo tempo era infatti evidente che gli Autoricambi non avevano più birra in corpo e giocavano facendo leva solo sulle energie nervose. L’Olympic invece era lucida e difendeva bene attaccando con rapidi rovesciamenti di fronte arrivando in porta con una frequenza eccezionale.
Purtroppo Fantini e Bisogno sbagliavano almeno tre palle gol a testa anche se ad una decina di minuti dalla fine era Gambe Tonanti a trovare il tiro giusto per trafiggere la porta avversaria per un vantaggio che non sarebbe stato più vanificato. Il resto del match è una storia nella storia: al ventiduesimo Caserta prendeva palla sulla trequarti difensiva gialloblù, partiva come un treno superando due difensori e arrivato al limite dell’area incrociava la palla che terminava la sua corsa solo quando la rete si gonfiava. Ma la leggenda ha bisogno di sofferenza per vivere e allora Caserta proprio nell’attimo del tiro si infortunava, probabilmente strappandosi, e doveva essere soccorso vicino alla bandierina del calcio d’angolo senza neppur poter esultare. Entrava di nuovo Fantini che contribuiva alla difesa del doppio vantaggio piazzandosi a centrocampo con Bisogno.
Passavano lentissimi i 180 secondi ce mancavano alla fine e ancora più lenti trascorrevano i due minuti di recupero e c’era tempo per due parate di Perrone e un altro incredibile gol fallito da Bisogno.

Poi il fischio finale squarciava la silenziosa notte di Acilia, la squadra festeggiava, c’era un’invasione di campo dei tifosi che seguivano i giocatori fin dentro gli spogliatoi.
Sensazioni indescrivibili.
Nel frattempo sul campo si disputava la finale di Champions League con il West Ham che batteva la Svezia e dopo questa partita finalmente la premiazione con Perrone sostenuto a gran voce da tifosi e compagni di squadra che poteva finalmente alzare al cielo della Madonnetta il quinto trofeo della storia dell’Olympic, il primo da quando i gialloblù giocano su questo campo e in questo campionato.
E ora il resto della stagione, altri tre mesi circa da giocare con questo piglio continuando su questa squadra sulla via degli insegnamenti ottenuti da questa bella esperienza vittoriosa. C’è un Torneo di Clausura e una Challenge Cup II che ci aspettano.

NOTE
CLIMA Serata primaverile
SPETTATORI circa 50
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise PREMIER 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 7.5 cap.
Non una gran partita la sua perché probabilmente avrebbe potuto fare meglio sul primo gol e sicuramente ha delle evidenti responsabilità sulla terza segnatura degli Autoricambi. Però negli ultimi quindici minuti è stato degno della sua fama e con tre interventi ha guadagnato la sua parte di merito sulla coppa che poco dopo ha alzato al cielo.
19 presenze totali nel torneo (ha saltato solo la gara d’esordio con i The Boys) per il capitano che sta giocando una buona stagione. Bravissimo nello sfortunato ritorno con la Svezia, sempre attento nelle altre gare. Una sicurezza nella storia dell’Olympic.

4.RENCRICCA A. : 8+
Che partitone ragazzi! Due mesi esatti fa era stato indicato come il colpevole numero uno delle sconfitte dell’Olympic e del suo gioco farraginoso. Sessanta giorni dopo offre una prestazione super in finale dopo una altrettanta eccezionale in semifinale e si prende il suo terzo trionfo in gialloblù con le unghie e i denti.
Per lui 19 presenze (assente solo alla seconda giornata contro il Bi Trattoria) e 17 reti più 13 assist, un ruolino da fenomeno nonostante una prima parte di campionato in cui in effetti non aveva scusa di fronte alle critiche della stampa. Esce da questa finale come uno dei giocatori più in forma della rosa e ora come ora è più forte dell’anno scorso quando vinse Pigna d’Oro e Scarpa d’Oro.

8.FORMICONI: 7.5
Terzo giocatore, terzo eroe. Per Fabrizio si tratta del terzo trofeo in carriera con la maglia dell’Olympic, un trofeo ottenuto in un periodo per lui non brillantissimo tecnicamente parlando ma per il raggiungimento del quale i suoi meriti sono indiscutibili. Difensore, ala, cursore e incursore nei fianchi della difesa avversaria, avrebbe anche potuto segnare ma gli è mancata la precisione in un paio di occasioni.
20 presenze (sempre in campo), 7 reti, 11 assist e 1 cartellino giallo (rimediato ieri sera): un ruolino di marcia di tutto rispetto per il giocatore che nei momenti bui di questa stagione ha spesso portato la croce da solo. Il termine “eroe”, capirete, è tutto fuorché esagerato.

7.BISOGNO: 7.5
Momenti di terrore quelli vissuti dai tifosi dell’Olympic, quando Gianluca sbagliava gol impossibili a pochi metri o addirittura a pochi centimetri dalla linea di porta. Però un gol Gianluca l’ha fatto, quello del 2 a 1 per i gialloblù nel primo tempo e poi ha combattuto su tutto il fronte offensivo dando una mano alla difesa, costantemente, e in quest’ottica ha sbagliato veramente poco.
17 le presenze del nostro numero 7 (assente in tre gare compresa la semifinale) a cui si aggiungono 9 gol e 4 assist. Una stagione non brillantissima ma con un trend di miglioramento che dimostra l’impegno del giocatore a migliorarsi. Comunque indispensabile nel meccanismo gialloblù.

19.CASERTA: 8.5
Ogni squadra ha bisogno dei suoi punti di riferimento: il leader, i suoi bracci destri, i combattenti e poi il campione, quello che con i suoi colpi rovescia le sorti delle battaglie. Ieri Domenico è stato questo, colui che ha trasformato gli sforzi dei suoi compagni in gol attraverso le sue giocate sontuose e i suoi dribbling brucianti. Primo gol con tiro sotto gli incroci, secondo con una rasoterra insidioso e poi la “Maravilla”, quella galoppata senza freni, con gli avversari che arrancavano e quel tiro incrociato che ha fatto scendere giù lo stadio dagli applausi. Poi c’è stato l’infortunio che lo terrà lontano dalla sua maglia gialloblù forse per un mese ma durante la sua convalescenza Domenico potrà godersi una coppa che lo ripagherà di questo sacrificio.
7 presenze totali (ha esordito all’undicesima giornata), 14 gol e 4 assist per questo ragazzo che in poco tempo ha conquistato tutto. Dove può arrivare? A questo punto il limite lo decide lui.

10.FANTINI: 7.5
I primi due trofei dell’Olympic (campionati 2000 e 2001) li ha decisi lui con due doppiette. Dieci anni dopo gioca una finale sbagliando almeno quattro gol facili eppure nel momento decisivo, quando la partita è sul 3 a 3, Andrea trova la traiettoria giusta che batte il portiere avversario per un vantaggio che non verrà più messo in discussione.
Lo abbiamo detto sempre in questa stagione: Andrea è utilissimo perché anche quando non sembra avere smalto i suoi movimenti e il suo pressing sono sempre utili. E anche questa volta è stato così.
18 presenze e 22 reti a cui vanno aggiunti 6 assist: è stato il capocannoniere dell’Olympic in questo torneo e, rispetto al passato, ha anche dato un decisivo apporto allo spogliatoio. La sua è stata una voce sempre ben chiara e i progressi gialloblù vanno ascritti anche al suo silenzioso carisma.

PAGELLE DEI GIOCATORI NON PRESENTI ALLA FINALE

TANI: 7
Le 8 presenze (con un gol segnato ai Tamarri all’andata) fanno di Tani il giocatore più presente dopo il quintetto titolare formato da Perrone, Rencricca, Formiconi, Bisogno e Fantini. E’ stato un elemento prezioso, sempre disponibile alla convocazione anche a poche ore dall’inizio delle partite e magari per spezzoni di gara com’è successo in semifinale contro il Moviola. Dispiace non averlo potuto schierare con maggiore frequenza perché è uno che ha il cuore dipinto di giallo e di blu.

BALDI: 6-
Quando parliamo di questo giocatore siamo sempre pervasi da un sentimento di rabbia. Le potenzialità ci sono tutte e infatti la società aveva puntato molto su di lui. Buone le prime quattro giornate poi due prestazioni molto negative alla settima giornata contro gli Autoricambi e alla nona contro la Svezia. E poi una dichiarazione con la quale si tirava fuori dal gruppo. Il suo bottino rimane molto buono perché ha collezionato 7 presenze, 4 gol e 4 assist ma rimane un elemento incompiuto del quale non riusciamo ad immaginare il futuro.

SANTOLAMAZZA: 6.5
7 presenze, 2 gol e 1 assist per il difensore british dell’Olympic. Anche lui ha trovato poco spazio e quando è riuscito a farsi trovare pronto alle convocazioni non ha mai particolarmente brillato. Nonostante ciò Alessandro va sempre encomiato perché a dispetto della sua condizione fisica non fai mancare l’impegno che gli viene dal grande amore per la squadra. Disperato Amore e Moviola sono state le sue vittime.

SFORZA: 6+
Un giocatore che viene convocato raramente e in 5 presenze trova il tempo di fare 5 gol va elogiato come un titolare che ha segnato nella finalissima. Francesco lo ha fatto dimostrando una professionalità e una serietà uniche. Può sicuramente migliorare e aspirare ad un posto stabile in squadra.

SCOLLO, GENNARI e PONZETTI: 6
Il merito di questa buona stagione e di questa coppa va attribuito anche a chi giocato pochissime partite. Scollo (2 presenze e 1 assist), Gennari (1 presenze, 1 gol e 1 assist) e Ponzetti (1 presenza nella gara d’apertura) sono stati utili quando i titolari sono mancati e hanno risposto alle poche convocazioni sempre con entusiasmo dimostrando quanto amore gira attorno a questa squadra. A loro un sentito grazie.

E PER CONCLUDERE …

Infine menzioniamo anche chi ha giocato solo le partite della prima edizione della Challenge Cup perché il loro apporto è stato utile per far rifiatare chi giocava in campionato quindi anche loro sono indirettamente stati artefici del successo di ieri. Ringraziamo quindi Alessandro Guarino, Damiano Pacifici, Fabio Tagliaferri e Daniele Rossi.
E poi come dimenticare i nostri tifosi che ci hanno sostenuto con cori, magliette, striscioni o anche con la loro sola indispensabile e gradita presenza. Alessia, Giulia, Martina, Simona, Rosalia, Sharmalin: ci fate sentire importanti come fossimo campioni del mondo. Sempre!