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Olympic 1989 FC – Zuppa Romana by Nabil 4-8

Francesco Tani dopo il colpo al volto

LUNEDI’ 6 FEBBRAIO 2017, ORE 20.30

LONGARINA

GARA 1010

 

VII WINTER CUP, CHAMPIONS LEAGUE, III GIORNATA

OLYMPIC 1989 FC – ZUPPA ROMANA BY NABIL

 

4-8 (2-3)

 

MARCATORI:          3 RUGGERI, 1 AUTORETE

AMMONITO:            PERRONE

 

La prima sconfitta in Champions League arriva per l’Olympic nella solita serata piovosa di inizio febbraio, sotto una pioggerellina che ha trasformato la Longarina in Stanford Bridge, contro una squadra forte (con riserva, ne parleremo più avanti) con la classica emergenza di titolari e con l’ormai usuale prestazione di coraggio e orgoglio della squadra gialloblu.

 

Questa volta la coperta troppo corta dell’Olympic era evidenziata dalle assenze di Formica e di Ciuffa, assenze parzialmente compensate dalla convocazione di Ciardi e dal recupero di Rencricca, restituito all’Olympic da un provvidenziale edema alle corde vocali di Ligabue. Il Libero di Centocelle rimaneva però bloccato sulla ribattezzata Via del “Fottuto” Mare quindi i gialloblu si schieravano con Perrone, Tani vertice basso, Ruggeri e Bisogno esterni e Ciardi boa centrale. Era proprio il falso nueve a fornire a Ruggeri la bella palla per l’1 a 0 mentre la Zuppa Romana riusciva a pareggiare con tanta fortuna con un tiro carambolato sul palo e poi sulla schiena di Perrone. I giallo fluo avversari passavano in vantaggio ma un autogol di Caprioli riequilibrava il punteggio prima del terzo gol con cui i nostri avversari chiudevano la prima frazione.

Era comunque una grande Olympic che sembrava non sentire le assenze e giocava alla pari contro una squadra avversaria al completo e che era temuta in quanto vincitrice del proprio girone della prima fase. La Zuppa Romana grazie ad un bel mix di fortuna e grinta segnava anche il 2 a 4 ma l’Olympic rimaneva in gara con Ruggeri che a metà ripresa siglava il 3 a 4. Poi per i giallo blu hanno attraversato una fase di black out ed è stato lì che la partita si è decisa a favore dei nostri avversari che nonostante qualche decisione arbitrale discutibile comunque meritavano la vittoria.

 

Mi piace pensare che questa è stata una sconfitta istruttiva perché abbiamo capito che l’Olympic in questa stagione gioca un buon calcio a livello tecnico ed è sempre in partita a livello di testa a prescindere da chi era in campo. Ieri non abbiamo pianto le assenze ma abbiamo giocato per vincere, non mollando mai un centimetro e facendo sudare la pagnotta ai nostri avversari. E se abbiamo giocato in questo modo senza Formiconi, Attili, Arditi, Formica e Ciuffa allora possiamo solo che essere soddisfatti e ottimisti.

 

Nonostante ciò la qualificazione ai quarti è tutta da guadagnare attraverso le prossime cinque partite. Non promuoveremo un hashtag né faremo proclami ma è il momento di “esserci”, di dare ancora di più e superare questo turno di Champions il prima possibile.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 6.5  capitano               ammonito

Incita i compagni a non mollare mai e loro lo rendono orgoglioso con una prestazione che sul profilo mentale è pressoché perfetta. Il capitano ci mette del suo sventando quattro duelli uno contro uno, volando da un palo all’altro e dando sicurezza. Qualche errore nel momento di black out generale ma il trend positivo si conferma ancora e continua a puntare al titolo di miglior portiere del torneo, roba che ottenerlo a 38 anni suonati sarebbe una tentazione a chiudee l la carriera..

 

RENCRICCA A. : 5.5

L’influenza di Ligabue permette all’Olympic di schierarlo anche se il traffico della Via del Mare lo rigurgita in ritardo dal suo famelico stomaco. In campo avverte molto la mancanza di Ciuffa che nell’ultimo incontro lo aveva protetto parecchio quindi Rencricca soffre qualche palla alta e in alcuni passaggi accusa la velocità degli esterni della Zuppa Romana. Bello il filtrante per Ruggeri che vale il quarto gol dell’Olympic.

 

TANI: 6

Un Gladiatore! Prende botte in faccia e sul ginocchio ma ogni volta si rialza come Russell Crowe senza nemmeno intravedere i campi di grano come il protagonista del film di Ridley Scott. Fa girare palla che è una meraviglia anche se in questa partita agisce piuttosto lontano dalla zona gol. Presenza numero 106 in gare ufficiali grazie alla quale aggancia Fabio Tagliaferri al tredicesimo posto della classifica.

 

BISOGNO: 5.5

Sufficienza sfiorata per l’esterno gialloblu che ha il merito di propiziare il secondo gol dell’Olympic con un calcio d’angolo venefico che induce Caprioli all’errore. Trova anche un assist per Ruggeri ma avrebbe potuto fare di più in attacco dove le solite piccole esitazioni gli hanno impedito di trovare il gol. Rimane comunque l’impressione di un buon momento di forma e gli rimane anche fiato per le polemiche del giorno dopo che da settimane riempiono inserti a parte dei principali quotidiani sportivi.

 

CIARDI: 5.5

L’Olympic lo ha incluso nel proprio progetto in un momento positivo che ha reso questo processo facile. Anche Pierluigi ci ha messo del suo facendosi valere in questa posizione di falsa punta in cui si fa davvero valere. L’assist per il primo gol di Ruggeri è una piccola perla per questo giocatore che ora è atteso ad un altro step di crescita: mentalmente è al top mentre sul piano tecnico deve avere più coraggio e provare cose che pensiamo possano essere nel suo bagaglio. Stimatissimo nello spogliatoio.

 

RUGGERI: 6.5

Con le assenze di tutti gli altri attaccanti Alex ha davvero brillato essendo l’unico terminale offensivo della squadra. Ha segnato una tripletta e ha costretto più volte Caprioli a rifugiarsi in calcio d’angolo. Per Alex migliorarsi significa ottenere questi risultati anche quando Arditi e Formica calcano il campo insieme a lui.

Olympic 1989 FC – THE TOWER’S PUB 4-3

LUNEDI’ 31 GENNAIO 2017, ORE 21.30

LONGARINA

GARA 1009

 

VII WINTER CUP, CHAMPIONS LEAGUE, II GIORNATA

OLYMPIC 1989 FC – THE TOWER’S PUB

 

4-3 (1-2)

 

MARCATORI: 1BISOGNO, 1 FORMICA, 1 RUGGERI, 1 AUTORETE

 

Che Olympic è quella di questo periodo? E’ una squadra sicuramente ancora imperfetta ma è anche una squadra che fa innamorare i tifosi perché gioca partite indimenticabili con i giocatori che giocano con un cuore e una grinta che non si vedeva, con questa continuità, da tanti anni.

E’ la squadra fatta di grandi attaccanti che la trainano verso la porta avversaria ma anche di gregari che a centrocampo e in difesa sono indispensabili per la costruzione della manovra. E’ l’Olympic di tutti insomma, senza una stella perché Arditi lo è senz’altro ma è anche un titolare atipico che è disponibile in poche partite e che rappresenta una ciliegina su una torta che è già comunque buonissima.

Dopo il pareggio della settimana scorsa contro il Campione l’Olympic cercava contro il The Tower’s Pub la prima vittoria in Champions League. L’assenza di Arditi, decisivo una settimana fa, era compensata dai rientri dell’”australiano” Rencricca, di Ciuffa e di Bisogno quindi, per la prima volta nel 2017, si poteva affermare che la squadra era in formazione tipo.

La partita cominciava con l’Olympic subito avanti ma come spesso accade c’era poca concretezza così che i bianco rossi, grazie ad un Quinquinio scatenato, guadagnavano il doppio vantaggio in due azioni del tutto simili: tiro, palla che rimbalzava su un montante e palla ribattuta in gol da un attaccante lasciato colpevolmente libero.

L’Olympic non meritava lo 0 a 2 e lo dimostrava all’ingresso di Bisogno: l’entrata di GB7 spaccava la partita e dava inizio alla bella prestazione gialloblù. Era proprio l’esterno di Acilia ad accorciare le distanze e a permettere all’Olympic di andare al riposo con rinnovata fiducia.

Anche l’ingresso di Ciuffa si rivelava decisivo perché il jolly dell’Infernetto si dimostrava inaspettatamente in forma e con lui in campo l’Olympic trovava la quadratura. Non passava nemmeno un minuto della ripresa che i nostri pareggiavano: Tani tagliava il campo dando palla a Formica che si liberava al tiro e batteva il numero 1 biancorosso con un tiro micidiale.

Sul 2 a 2 gli avversari, già apparsi stanchi a fine primo tempo e senza cambi in panca, crollavano e attraversavano il loro momento peggiore subendo il gol del 3 a 2 ad opera di Ruggeri. Poco dopo l’arbitro trevigiano assegnava un calcio di rigore all’Olympic. Sul dischetto si presentava Rencricca che ancora una volta falliva la conclusione. Fortunatamente, sulla ribattuta un difensore avversario andava goffamente sulla palla e per anticipare Rencricca realizzava il più classico degli autogol.

Sul 4 a 2 l’Olympic poteva comunque recriminare per le tante occasioni fallite in contropiede da Ruggeri e alla fine era la fortuna che doveva aiutare i gialloblù visto che il The Tower’s colpiva un palo che rendeva vano il gol del 4 a 3 su rigore a due minuti dalla fine.

Nonostante il relativo affanno nel finale l’Olympic si è comportata benissimo facendo la differenza grazie al carattere che le ha permesso di vincere nonostante l’iniziale doppio svantaggio. Era già successo contro Albiceleste e Campione e quindi non è una semplice coincidenza ma il segnale che questa squadra ha trovato la propria dimensione e la testa giusta per puntare ai grandi obiettivi.

Nelle passate stagioni l’Olympic ha fallito tutti i suoi obiettivi proprio per la mancanza di concentrazione quindi è scontato che mantenere questa umiltà e questa grinta è la prima missione di questa squadra che ormai ottiene buoni risultati a prescindere da ci scenda in campo.

Complimenti gialloblù, continuate così ma non pensate di essere “arrivati”.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 7      capitano

Decisivo e in forma tanto che sembra tornato quello dei tempi ante Madonnetta e stiamo parlando di quando aveva meno di 30 anni. Nel primo tempo fa tre parate su tiri insidiosi e una in cui sembra che voli. Nella ripresa ferma Quinquinio lanciato a rete in solitaria, devia sul palo un tiro pericolosissimo e sventa un colpo di testa all’angolino che poteva diventare beffardo.

 

RENCRICCA A. : 6.5

I compagni di squadra quasi non lo riconoscono: torna dall’Australia abbronzato, capelli lunghi al vento e in forma smagliante o comunque sorprendente vista l’inattività calcistica di ben ventinove giorni. Ma lui torna a braccetto con il “canguro” Sainsbury, diretto all’Inter senza molte aspettative mentre Rencricca in difesa offre una prova più che sufficiente nonostante gli isolati black out di concentrazione. Si apre invece un caso rigori visto che arriva il quarto errore dal dischetto consecutivo che fa abbassare la sua media realizzativa al 67%. Quale è la soluzione: perseverare o affidare le massime punizioni ad un altro tiratore in attesa di maggiore ispirazione?

 

CIUFFA A. : 7

Seconda sorpresa della serata. Alessandro non giocava una gara ufficiale dal 28 giugno 2016 e questa convocazione doveva rappresentare solo una prima tappa di un rientro graduale. Invece una volta in campo Ciuffa Il Giovane si è subito dimostrato indispensabile e con lui in campo l’Olympic ha vissuto i suoi momenti migliori. Può essere il grande acquisto di questo mercato invernale.

 

BISOGNO: 7

Terza sorpresa della serata: un Bisogno stile The Flash! Questo è quello che chiamiamo GB7, un giocatore duttile, veloce, capace di cambiare gli equilibri della squadra, di accorciarla difendendo la fascia e di rovesciarla in avanti con due falcate. Nel primo tempo la prima palla che tocca vale il gol dell’1 a 2 poi nel secondo tempo i bianco rossi avversari non lo contengono più e lui fa quello che vuole in ogni zona del campo. Prestazione esemplare.

 

TANI: 6+

Partita da gregario alla Oriali o se preferite alla Massimo Romaldini o alla Alessandro Guarino rimanendo in tema di vecchie glorie gialloblù. La sua partita non ruba l’occhio ma è decisiva sul piano della quantità. Altrettanto decisivo anche uno strappo che effettua a inizio ripresa che sbilancia la squadra avversaria e consente a Formica di pareggiare. Presenza stagionale numero 18, era dal 2012 che non collezionava così tante partite in una sola stagione.

 

FORMICA: 6.5

Finalmente è arrivato questo gol numero 250, una vera e propria liberazione per Fabio che era assente addirittura dal 4 dicembre. I compagni di squadra lo incitano ad usare una parte poco poetica del suo corpo per far salire la squadra e lui lo fa con grande perizia diventando decisivo per guadagnare metri e secondi preziosi. La rete del 2 a 2 è un gioiello, un tiro che piega le mani del portiere e lo fa esplodere di gioia (Fabio, non il portiere!).

 

RUGGERI: 6

In una serata così bella per la squadra nessuno merita l’insufficienza però è altrettanto vero, e Alex è il primo ad ammetterlo, che il nostro numero 11 avrebbe dovuto segnare almeno quattro gol e permettere all’Olympic di vivere una serata più serena. Ha almeno quattro occasioni nitide davanti al portiere e in altre occasioni avrebbe potuto far salire la squadra invece che provare tiri improbabili. Poi trova il gol più difficile grazie al portiere che si fa piegare le mani da una tiro che sarebbe forse finito oltre la sua porta. Che dire, Alex è stato bravo, ha corso per cinquanta minuti, gli avversari non lo prendevano mai ma avrebbe dovuto concretizzare di più. Nota statistica: con questa presenza aggancia Fabio Tagliaferri al dodicesimo posto delle partite in gare ufficiali mentre il gol lo pone a sole 12 segnature dal mostro sacro Filiberto Tarallo.

Olympic 1989 FC – Il Campione 5-5

LUNEDI’ 23 GENNAIO 2017, ORE 21.30

LONGARINA

GARA 1008

 

WII INTER LEAGUE, CHAMPIONS LEAGUE, I GIORNATA

 

OLYMPIC 1989 FC – IL CAMPIONE

5-5 (2-3)

 

MARCATORI:          5 ARDITI

AMMONITI:             ARDITI, FORMICA, TANI

 

La recente campagna pubblicitaria dell’Olympic ci mostra Tani, Ruggeri e Perrone in posa davanti al Colosseo con lo sguardo colmo di fuoco e determinazione. Posa da spot, senz’altro, ma anche la trasposizione in forma parodistica del Vero Carattere Olympic, quello di chi non parte mai sconfitto, nemmeno quando mancano tanti titolari, nemmeno quando piove, nemmeno quando vai sotto per cinque volte e sembra tutto perduto.

 

Esordio in Champions League per l’Olympic: è una serata tipicamente invernale e nemmeno la musichetta tipica della più importante competizione europea riuscirebbe a dare un po’ di lustro ad una serata che, vuoi per la pioggia, vuoi perché è solo la prima giornata, sembra ancora tanto lontano da quelle serate primaverili che Venditti definiva “di coppe e di campioni”.

 

Ma nonostante ciò è Champions League vera e l’Olympic si trovava subito di fronte alla prima di otto partite che non si possono perdere, otto finali che dovranno portare la nostra squadra a centrare l’obiettivo play off evitando gli ultimi due posti del girone, quelli che portano dritti a casa, lì dove i gialloblù vogliono arrivare, possibilmente, solo con una coppa tra le mani.

Si sapeva già da settimane che l’Olympic avrebbe avuto tante assenze e nessun difensore in campo ma il forfait di Bisogno in mattinata complicava ulteriormente le cose. Con i due “carabinieri” Romagnoli e Ciardi out l’unico disponibile alla convocazione era Matteo Stella che poteva così finalmente bagnare il suo esordio. E bagnare era proprio la parola giusta visto che alla Longarina non faceva freddo ma pioveva che Dio la mandava e sotto questo cielo malevolo si schierava un’Olympic con Perrone in porta, Tani in difesa, Stella e Ruggeri sulle fasce e Formica centrattacco. Arditi in panchina visto l’arrivo al campo solo pochi istanti prima del fischio d’inizio.

Il Campione era composto da giovani giocatori saettanti in una maglia che ricordava quella del Sassuolo e l’attacco degli emuli di Berardi e Politano cercava di far male ai gialloblù rubandogli il tempo nell’uno contro uno.

Lo 0 a 1 arriva a così, con Tani sorpreso alle spalle. Dopo un palo colpito da Ruggeri arrivava il pareggio firmato da Arditi bravo a spedire in porta il portiere un difensore e soprattutto la palla ma il Campione poco dopo raddoppiava,  stavolta approfittando della mancanza di reattività di uno Stella volenteroso ma a corto di familiarità con i ritmi di gioco.

L’Olympic cadeva ancora, stavolta in contropiede e sull’1 a 3 si faceva buio un buio difficile da squarciare se non con un colpo da campione ce arriva ancora grazie ad Arditi che batteva il portiere nero verde con un preciso fendente dalla sinistra che lo inceneriva.

Si andava all’intervallo sul 2 a 3 che presto diventava 3 a 3 ancora grazie al Genio di Cesano che approfittava di una triangolazione con Tani per arrotondare il suo bottino. Dopo tanto splendore Arditi si rendeva protagonista di due eventi negativi per la sua squadra. Prima causava un rigore che Perrone sventava abilmente e poco dopo, spostandosi dalla barriera, permetteva al Campione di segnare il 3 a 4 su punizione.

I veri campioni però si rialzano con la velocità di Bruce Lee quando viene colpito in pieno petto e scaraventato a terra infatti poco dopo l’arbitro assegnava un rigore all’Olympic che lo stesso jolly trasformava per il 4 a 4. Nei minuti finali è successo di tutto, soprattutto per gentile concessione dell’arbitro, un po’ confuso nel finale concitato.

Il direttore di gara assegnava all’Olympic un tiro libero ce però Arditi falliva mentre nell’azione successiva ne dava uno davvero dubbio ai nostri avversari che battendo Perrone si portavano in vantaggio a due minuti dalla fine. Nell’assalto finale l’arbitro dava all’Olympic un nuovo tiro libero, anche questo discutibile, e stavolta Arditi pareggiava per il 5 a 5 a venti secondi dalla fine.

In questi venti secondi Perrone effettuava una parata d’istinto e nel rovesciamento di fronte Formica aveva sui piedi un match ball che però si infrangeva sul portiere. L’arbitro non faceva nemmeno battere l’angolo e mandava tutti sotto le docce decretando la divisione della posta in palio.

Di questa Olympic possiamo dire che ha giocato mostrando una enorme confusione di ruoli e movimenti con elementi fuori dal proprio ruolo (e la mancanza di un difensore vero è stata decisiva per questo) e giocatori continuamente spostati e dirottati per un tourbillon che fortunatamente non è stato fatale alla nostra squadra.

Ma abbiamo anche visto una squadra di uomini veri, che avrebbe potuto perdere la partita senza subire critiche viste le tante assenze e che invece, grazie al carattere, ha rischiato di vincerla per un’impresa di cui si può parlare comunque nonostante il pareggio.

Dobbiamo essere orgogliosi della nostra squadra e fargli un plauso, continuate così!

 

PAGELLE

 

PERRONE: 7      capitano

Negli spogliatoi, prima della partita Stella gli regala una fascia da capitano uguale a una che Perrone indossava tanti anni fa e chissà che quel pezzo di stoffa non l’abbia ispirato a fare quelle parate che sono state decisive per il risultato. Nel primo tempo ferma da solo, per due volte, due attaccanti lanciati a rete poi nella ripresa para il rigore e devia anche la pericolosa ribattuta diventando decisivo anche nel finale, aprendo la mano d’istinto su una palla sbucata dal nulla. La sua Champions è cominciata proprio bene.

 

TANI: 6                ammonito

Cinquanta minuti diviso tra chi lo voleva centrale difensivo e chi lo voleva terminale offensivo e in questa diatriba è finita che Francesco, per ampi tratti, si è trovato fuori dal gioco. Da difensore aveva perso l’uomo in occasione dello 0 a 1 dei nero verdi ma aveva anche sfiorato il gol sparando un tiro telecomandato sotto il sette (parato dal portiere) mentre da attaccante ha fornito l’assist per il  3 a 3. Il giudizio finale in definitiva è positivo ma la sua prestazione avrebbe beneficiato di una posizione, una delle due, decisa e stabile.

Finora è stato l’unico giocatore gialloblù sempre presente in questo torneo e a noi questo stakanovismo del Maghetto ci ricorda tanto la stagione 2010/2011 quando Francesco tirò avanti la carretta a lungo arrivando stremato in primavera. Ci raccomandiamo, gestisciti Francesco perché in questa stagione sei fondamentale!

 

STELLA: 6

Giocatore numero 131 della storia dell’Olympic, arrivato all’esordio in gare ufficiali dopo il giusto passaggio attraverso due allenamenti in famiglia. Viene schierato esterno destro e si vede che non ha il passo per tenere a lungo questi ritmi ma lui è il primo ad esserne consapevole e con umiltà e concentrazione si impone di fare cose semplici e lineari cercando di dare alla squadra quel pochino d’ordine che le è mancato in questa serata. Le gambe ancora non sono da Champions League ma la testa si e se lui vorrà la lunga stagione gialloblù potrà essere occasione per lui di essere importante per la squadra.

 

ARDITI: 7           ammonito

Dal commento sembra che abbia fatto tutto lui e poco ci manca visto che ha realizzato tutti e cinque i gol dell’Olympic ed è stato assolutamente decisivo per la squadra. Certo, la grande voglia di fare bene ed essere importante l’ha portato a farsi in quattro occupando più ruoli e creando un po’ di confusione ma non possiamo che rendere tutti gli onori possibili ad un giocatore che in campo dà il 300% per una maglia che nella sua storia ha avuto rari interpreti di questa caratura. I cinque hanno mostrato gran parte del suo repertorio, in due occasioni ha segnato con tocchi di misura che hanno ingannato il portiere, una volta ha segnato con una staffilata, una volta su rigore e un’altra su tiro libero sotto il sette dopo che ne aveva sbagliato uno poco prima. Merita il trofeo di miglior giocatore del torneo, lo diciamo oggi, a due mesi dalla fine della competizione.

 

FORMICA: 6+    ammonito

Anche Fabio la prestazione di Fabio è stata inficiata dal moto perpetuo di Arditi con cui spesso condivideva la stessa posizione e le stesse linee di movimento. In questa partita i gol di Formica e Ruggeri sono mancati molto ma entrambi hanno eseguito un lavoro più sporco agendo nella trequarti offensiva e anche come difensori risultando comunque fondamentali per il risultato. Il gol numero 250 in carriera si fa ancora attendere…

 

RUGGERI: 6+

Anche in questa partita Alex è risultato il più penalizzato dallo schieramento del tridente pesante. Peccato, perché il numero 11 era partito alla grande colpendo un palo ma poi è stato costretto ad arretrare parecchio il baricentro della sua azione per trovare spazi e soprattutto per garantire una certa copertura alla squadra che altrimenti sarebbe stata troppo sbilanciat5a in avanti. Gara matura per Alex, bravo.

Team A – Team B 16-7


Martedì 17/1/17, ore 21

Longarina

Stage

TEAM A – TEAM B

16-7 (9-3)

Marcatori Team A blu: 10 Ruggeri, 3 Ciardi, 2 Tani, 1 Romagnoli

Marcatori Team B bianca: 5 Formica, 2 Bisogno

Ultimo allenamento prima dell’esordio in Champions League per l’Olympic che anche ieri sera ha dovuto fare a meno di tanti titolari (Rencricca, Arditi, Attili) ma che ha saputo trarre tutto il meglio da una serata dove l’avversario più forte era il freddo siberiano.

Nuvole cariche di neve alla Longarina e pochi giocatori per un allenamento comunque fondamentale a soli sei giorni dalla prima partita della Champions. Tornava in campo Fabio Formica mentre l’unica novità della serata era l’esordio in porta di Gregorio Triggiani che rimpolpa la scelta di estremi difensori nella rosa gialloblu.

In maglia blu si schierava una formazione del tutto simile a quella che lunedì scorso aveva affrontato l’Ottica Vista Chiara in campionato (Perrone, Tani, Romagnoli, Ciardi, Ruggeri) mentre in maglia bianca la vestivano Triggiani, i due viola Santoro e Rossi e i due titolari Bisogno e Formica.

Il primo tempo, salvo i primissimi minuti di gioco, era totalmente a favore dei blu che approfittavano del maggiore affiatamento e del gioco collaudato per infliggere agli avversari tanti gol. Il primo tempo finiva quindi 9 a 3 mentre a inizio ripresa i bianchi segnavano quattro gol in rapida successione soprattutto grazie all’orgoglio del leone Formica che da solo teneva su l’attacco della sua squadra. Nella seconda metà della ripresa però i blu riprendevano quota e accrescevano ulteriormente il vantaggio fino al punteggio finale di 16 a 7.

Considerazioni finali: l’importante era che nessuno si facesse male, che si corresse e che Formica riprendesse un po’ di forma dopo il lungo stop per gli impegni di lavoro. Obiettivi raggiunti per l’Olympic che da lunedì 23 gennaio vivrà una grande avventura. Piacevole il ritorno in panchina di Formiconi che nonostante il rave infortunio ha voluto are un saluto ai compagni.

PAGELLE TEAM A blu

PERRONE: 6 capitano

Il gap tra le due squadre è così evidente che lui ha poco lavoro e comunque è sufficientemente attento nelle occasioni in cui viene sollecitato. Viene benedetto dalla Madonna quando Formica gli travolge il ginocchio in corsa. Al portiere sembra di essere stato investito da una locomotiva del diciottesimo secolo con tutti i vagoncini al seguito, quello del carbone compreso. Fortunatamente entrambi i giocatori rimanono illesi, locomotiva compresa.

TANI: 6.5

Come già detto nell’articolo, il Team A beneficiano del rodaggio della propria squadra che ha già giocato insieme più volte e in questo stesso schema tattico appena una settimana fa. Francesco riprende il ruolo di playmaker già interpretato contro l’Ottica Vista Chiara e dirige il gioco dei blu come un direttore d’orchestra. Anche lui più volte calpestato da Formica riesce comunque a segnare una doppietta sopportando dolori lancinanti dalla cintola in giù.

 

ROMAGNOLI: 6.5

Walter Samuel faceva così calciava via la palla mettendo in sicurezza l’area e mentre lo faceva dava anche un pestone all’avversario. Stefano prende di mira Daniele Rossi che verso metà ripresa è costretto a chiamare il Telefono Azzurro. Galvanizzato dal gioco della sua squadra e dall’ottimo funzionamento della squadra blu Stefano guadagna campo e nel finale segna un gol del tutto simile a quello realizzato contro l’Ottica.

 

RUGGERI: 7+

Per la seconda volta in uno stage di questa stagione (era già successo a ottobre) segna ben dieci gol crivellando di colpi l’esordiente Triggiani come il buon soldato che in Predator abbatte inutilmente mezzo ettaro di foresta con la mitragliatrice. Anche in questa partita Alex si piazza alle spalle di Ciardi e dalla fascia sinistra trova una corsia preferenziale verso la porta avversaria. Bello il gol di testa che corona un’ottima azione della sua squadra.

 

CIARDI: 7

Falso nueve? Noi preferiamo descriverlo come un rifinitore avanzato, più un “finto dieci” che invece di lavorare sulla trequarti gioca quasi al limite dell’area avversaria rifornendo Ruggeri con vagonate di assist. Alcuni sono molto belli tanto che, se proprio vogliamo evitare l’irriverente paragone con Roberto Baggio, il nostro buon Pierluigi ieri sera è sembrato un piccolo Lamberto Zauli moderno. Stavolta i suoi sforzi e la sua generosità vengono ripagati da una tripletta.

 

 

PAGELLE TEAM B bianca

 

TRIGGIANI: 5.5

E’ il giocatore numero 26 della rosa gialloblù di questa stagione e si inserisce nel pacchetto di portieri piuttosto folto già composto da Perrone, Maiozzi, Belli, Caprioli e in caso di necessità da Tani e Ruggeri. Ora, è pur vero che i primi due sono titolari indiscussi, ma ieri alla fine è capitato che ben tre portieri su quattro fossero indisponibili ed è in serate come questa che spesso nascono le avventure di alcuni giocatori della storia dell’Olympic.

La sua prestazione è stata fortemente influenzata dal fatto di giocare nella squadra palesemente più debole in cui è stato attaccato innumerevoli volte manco fosse la Morte Nera di Guerre Stellari. Lui alcune volte ha parato bene, altre volte ha fatto parate al di sopra della media mentre altre volte è stato poco preciso e lacunoso. Va rivisto ma la prima partita nel mondo Olympic non è stata affatto negativa.

 

SANTORO G. : 5.5

Nonostante questo giocatore ci piaccia molto dobbiamo dire che la sua prova è stata così e così probabilmente a causa della mancanza di un vero difensore che lo coprisse. Che sappia che se un giorno volesse lasciare il Mo’viola e provare una nuova avventura una maglia gialloblù lo aspetta.

 

ROSSI D. : 5

L’imprendibile Daniele Rossi che spesso assomiglia al suo omonimo collega che gioca nel Celta Vigo oggi è stato prendibilissimo soprattutto da Stefano Romagnoli che lo limita ai limiti del codice penale. Prestazione molto al di sotto delle sue possibilità.

 

BISOGNO: 5.5

Diceva Boskov che Bisogno “è come cervo che esce di bosco”. Purtroppo in questo allenamento Gianluca esce troppe poche volte dalla foresta (e in quei casi fa molto male alla difesa avversaria segnando due gol e fornendo qualche assist) mentre per la stragrande parte dell’incontro si nasconde finendo per essere troppo sornione e poco raggiungibile dai suoi compagni.

 

FORMICA: 6 capitano

Roma, Londra, Washington, San Jose e ritorno. I viaggi di lavoro di Fabio sfiancano il nostro bomber che non metteva piede in campo da ben 43 giorni. Appesantito e fuori forma rischia di abbattere Tani e Perrone ma è anche l’unico a tenere in partita la squadra bianca segnando cinque gol e mettendo paura alla difesa avversaria praticamente da solo. Lunedì guiderà l’Olympic all’esordio in Champions League e si spera che questa sgambata lo abbia corroborato.

 

Olympic 1989 FC – Ottica Vista Chiara 5-10

strong

LUNEDI’ 9 GENNAIO 2017, ORE 22

LONGARINA

 

GARA 1006

VII WINTER CUP, GIRONE A, VII GIORNATA

 

OLYMPIC 1989 FC – OTTICA VISTA CHIARA

5-10 (1-5)

 

MARCATORI: 3 RUGGERI, 1 BISOGNO, 1 ROMAGNOLI

 

Accettare una sconfitta come quella di ieri sera è facile o difficile a seconda dei punti di vista. Ci si potrebbe tranquillamente accontentare di aver fatto bella figura contro i campioni in carica della Summer Cup nonostante l’Olympic fosse nell’emergenza più totale ma d’altra parte, dopo aver giocato così bene, sale anche una punta di irritazione perché si poteva arrivare ad un risultato positivo anche in queste condizioni. Sarebbe bastato che almeno uno dei quattro titolari fosse stato in campo e, forse, la storia della partita sarebbe stata diversa.

Del resto nessuna squadra, men che mai l’Olympic, potrebbe rinunciare senza contraccolpi e in un colpo solo a Formica (a Washington per lavoro), Rencricca (a Sydney in viaggio di nozze), a Formiconi (infortunato), ad Arditi (indisponibile) e ad Attili (infortunato). La società aveva tentato di sostituirli convocando tanti giocatori ma alla resa dei conti ci si accorgeva che la rosa gialloblù è drammaticamente esigua e quindi la squadra si presentava alla Longarina con Perrone, Tani, Bisogno, Ruggeri e i due fedelissimi Romagnoli e Ciardi, davvero encomiabili nella loro sempiterna disponibilità.

Per un istante, verso le 14 di ieri, l’organizzazione aveva anche comunicato che l’Ottica non si sarebbe presentata a causa delle tante assenze per l’influenza attribuendo così la vittoria a tavolino all’Olympic. La situazione è durata due minuti scarsi, tanto ci è voluto ai nostri avversari per trovare dei sostituti e decidere di scendere in campo prima che la decisione dell’organizzazione ratificasse la decisione.

 

E’ arrivato il momento della partita, freddo ma non troppo alla Longarina e Olympic che si schierava secondo uno schieramento che avrebbe fornito agli addetti ai lavori lo spunto forse più interessante della serata: Ciardi centravanti boa con gli alfieri Ruggeri e Bisogno in attacco, Romagnoli a coprire la fascia destra e Tani playmaker. Quando l’Olympic ha vissuto queste serate di grandi difficoltà la parte tattica è sempre andata a farsi benedire invece ieri la notizia più bella è che l’Olympic, come già è successo in questa stagione, non sembrava mancasse di 4-5 titolari ed ha giocato come se nulla fosse, alla pari con i campioni avversari. Purtroppo in avanti si creava molto e si concretizzava poco mentre l’Ottica creava e segnava portandosi sullo 0 a 2. Ma la luce si accendeva anche per i gialloblù che reagivano grazie al gol di Bisogno su assist di Ruggeri. Poi il terzo gol dell’Ottica ma l’impressione di un’Olympic solida, divertente, concentrata, rimaneva negli occhi dei presenti alla Longarina.

 

I primi dieci minuti del secondo tempo forse ci hanno fatto vedere l’Olympic migliore della partita insieme a quella di inizio partita. In questa fase i gialloblù hanno creato palle gol con straordinaria regolarità e hanno segnato tre gol rimanendo in scia agli avversari che hanno dovuto giocare al 100% per avere ragione dell’Olympic. Bella l’azione che ha portato al gol del 3 a 4 di Ruggeri che ha beneficiato di una sponda di Ciardi e bellissima la rete di Romagnoli dopo un contropiede di Ruggeri. È stata un’Olympic operaia, faticatrice ma anche fantasiosa, estrosa e piena di entusiasmo.

Sul 4 a 5 l’Ottica ha sfruttato l’uscita di uno stremato Tani per dare una svolta all’incontro trovando un’Olympic che in cinque minuti ha subito tre gol venendosi a trovare senza il suo straordinario libero al centro della difesa.

Nel finale l’Ottica ha dilagato arrivando fino al risultato di 10 a 5 ma ripetiamo che questo punteggio non ha per nulla scalfito le certezze di una squadra che proprio in una serata dalle mille insidie ha trovato una straordinaria conferma al suo ottimo momento.

Il gruppo, lo spogliatoio e il gioco stanno andando cos bene che anche gli outsider hanno beneficiato di questo clima potendo esprimersi al meglio. Si poteva essere più cinici sotto porta, si poteva fare qualche fallo in più per arginare i talentuosi avversari ma sono dettagli che ci aiuteranno a crescere e nulla tolgono alle buone prestazioni dei sei giocatori dell’Olympic di ieri.

E ora la Champions League a cui l’Olympic si qualifica da quarta nel proprio girone. E’ tempo di giocare per qualcosa di importante, è il tempo delle conferme e degli uomini veri.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 6.5  capitano

Trascorre la serata nel modo che si aspettava, soffrendo e cercando di fare il possibile per tenere la squadra a galla a suon di parate riuscendovi per tre quarti di partita. Ottimo in uscita, più volte, sugli avversari lanciati a rete. Si esalta su un pallonetto del folletto avversario in tuta (di ciniglia?) blu.

 

TANI: 6.5

L’intuizione di Perrone e dello stesso Francesco di giocare come vertice basso è azzeccatissima tanto quanto la maglia numero 5 alla Zidane. In posizione di libero mostra tutte le sue qualità, fisico da lottatore, piedi da artista e un carisma eccezionale che gli permettono di dare avvio a tutte le manovre dell’Olympic. Non è un caso che quando esce lui l’Ottica prenda il sopravvento vincendo di fatto della partita in quei cinque minuti in cui Francesco deve tirare il fiato.

 

ROMAGNOLI: 6+

Fedele come un Carabiniere, nei secoli dei secoli, e non può essere un caso che in questi quattro anni (la sua prima da titolare in campionato risale all’8 gennaio 2013) abbia collezionato la bellezza di 42 presenze. Schierato sulla fascia destra della difesa gialloblù interpreta il ruolo del terzino bloccato in maniera egregia ma è nel secondo tempo che merita tutti gli applausi del mondo ovvero quando segue Ruggeri che gli serve un assist da spingere in rete per la sua grande gioia battendo uno dei portieri più forti in circolazione. E’ il suo gol numero 6 in gare ufficiali.

 

BISOGNO: 6

Anche in questa partita lo dobbiamo spronare a dovere perché gioca bene, si impegna in modo meritevole e trova anche un gol con uno dei suoi puntualissimi inserimenti ma deve migliorare tanto quando invece ha la palla tra i piedi e sarebbe in grado di battere il portiere. Troppi tentamenti, troppe attese e attimi fatidici preziosi: certe palle vanno buttate dentro, soprattutto da uno come lui da uno con il suo ruolino realizzativo. Con la rete di ieri, la numero 117 in gare ufficiali, infatti, supera Perrone e diventa l’ottavo goleador di tutti i tempi dell’Olympic.

 

CIARDI: 7

La sorpresa più bella della serata! Pierluigi viene schierato come centravanti e gli si chiede l’enorme sacrificio personale tecnico e tattico di non guardare la porta ma di girarsi e fungere da sponda per li accorrenti Bisogno e Ruggeri. La partita comincia e sembra l’abbiamo sempre fatto: spia palloni di testa, appoggia con passaggi precisi i compagni e li trova con filtranti azzeccati. Libera i compagni al tiro almeno cinque volte ma la cosa più bella la fa nel secondo tempo quando serve a Ruggeri la palla del 3 a 4. Da riprovare in questa veste così utile e soprattutto fruttuosa.

 

RUGGERI: 7

Dopo due partite di assenza finalmente Alex rivede il campo e fa registrare i soliti numeri impressionanti arrivando a segnare tre gol e realizzando anche due assist. Meraviglioso come esterno sinistro, posizione in cui apre squarci nelle difese avversarie e trova anche il tempo per recuperare in difesa diventando assolutamente decisivo. Ci era mancato.

Team A – Team B 3-10

Una veduta di ieri sera alla Longarina
Una veduta di ieri sera alla Longarina

Martedì 13/12/16, 21.00

Longarina

Stage

Team A – Team B

3-10 (1-3)

Marcatori A: 2 Attili, 1 Rencricca A.

Marcatori B: 5 Ruggeri, 3 Tani, 2 Ciuffa A.

Obiettivo Albiceleste Lidense! L’Olympic ha nel mirino il suo prossimo avversario come il cecchino di American Sniper e ha disputato un allenamento intenso usufruendo del turno di riposo in campionato. Peccato per le assenze di Formica e Bisogno (Arditi invece era stato dispensato dall’impegno) ma la partita è stata importante per testare le condizioni di Attili e Ciuffa che sono fortemente considerati come papabili sostituti per il ruolo dell’infortunato Formiconi. Anche Stella e Montaldi concorrevano per questo ruolo ma il primo dava forfait alla vigilia mentre il secondo era indisponibile. Purtroppo, in questo caso, gli assenti non hanno la classica ragione del caso.

La partita di ieri è stata condizionata da un clima in stile steppa siberiana e dall’assenza di cambi che nella ripresa ha contribuito ad allungare le squadre e a rendere il test via via sempre meno probante. L’impegno è stato comunque onorato al 100% dai presenti in campo e ci sono state indicazioni utilissime. I primi venti minuti di gioco, in cui le reti sono rimaste inviolate, è stato davvero buono sotto ogni profilo mentre l’ultimo quarto d’ora è stato utile solo sul piano atletico. Di positivo abbiamo riscontrato al forma dei due giocatori sotto esame (Ciuffa e Attili), il fatto che non sia fatto male nessuno e la grande serietà con cui l’allenamento è stato intrapreso. E ora parola alle pagelle!

PAGELLE TEAM A

PERRONE: 6.5 capitano

Scalda la voce in vista di lunedì prossimo e appare davvero un altro giocatore rispetto ad un mese fa e lo si capisce quando, in alcune occasioni, impedisce gol anche da solo contro più avversari. Sta pensando di farsi crescere i baffi alla Buffon.

RENCRICCA A. : 6

Con Attili dispacciato ad occuparsi di Ruggeri il Libero diventa ala sostituendo Bisogno sulla fascia, a sua volta impegnato come fabbro a pochi chilometri dal campo. Il numero 4 mette minuti e fiato in cascina e trova anche un gol su punizione di seconda, del tipo di quelli che la squadra avversaria va tutta in barriera e la palla passa non si sa dove, stile Premier League.

ATTILI: 6.5

Accetta la convocazione solo su promessa di avere un cambio ma i forfait di Stella e Bisogno lo costringono a stringere i denti per cinquanta minuti. Il test è andato bene, finché ha avuto fiato ha francobollato Ruggeri efficacemente e ha dato prova di aver pienamente recuperato dall’infortunio quando si avvita in torsione area facendo invidia a Roberto Bolle. Il prossimo test sarà lunedì in una gara vera.

IONCOLI: 5.5

Lo chiamano “Cinghialone” e si capisce perchè: ha dalla sua grande intensità e grinta, doti che in parte sopperiscono a qualche carenza tecnica. Sfiora il gol ma Maiozzi vola su un suo bel tiro da fuori.

TAGLIAFERRI F. : 5

Serata no del numero 10 che perde un’infinità di palloni e non inquadra praticamente mai la porta. Costretto a are la prima punta solitaria è sicuramente penalizzato dalla mancanza di partner ma sicuramente è stato un po’ troppo evanescente.

 

PAGELLE TEAM B

MAIOZZI: 6

Qualche leggerezza qui e lì ma quando stai in macchina con Rencricca, arrivi al campo alle 21 e 07 e sei costretto a scendere in campo a freddo allora hai decine di attenuanti a tuo carico. Affidabile come un pastore tedesco. O una Fiat Ritmo.

CIUFFA A. : 7

Arriva al campo dopo un infortunio di quattro mesi e stupisce tutti con la sua somiglianza con Clayne Crawford. La notizia più bella però è che gioca tutta la partita con buona intensità e che si comporta benissimo sia come difensore che come rifinitore per Ruggeri. Trova anche una doppietta e il primo gol, tiro al volo dalla fascia, è stato davvero bello. Sarà presto inserito in squadra in modo graduale.

TANI: 6.5 capitano

Che grinta! Nelle intenzioni della vigilia doveva essere il falso nueve del Team B ma ne è stato anche falso seis e falso ocho offrendo una prova a 360 gradi con grande qualità e quantità. Trova anche tre gol di quelli che segna ultimamente: appostamento sulla linea e spizzata di collo, di pancia e di sedere. Come diceva un attaccante del passato gialloblù: ogni gol vale uno!

CIARDI: 6+

Ciardi è una sicurezza, non ti farà mai la giocata ad effetto ma puoi stare certo che non ti deluderà a livello di densità a centrocampo. Avrebbe meritato il gol.

RUGGERI: 7

In queste partite chi ce l’ha parte già con un asso nella manica. Segna cinque gol e gioca con un entusiasmo e una voglia che solo una ragazzo di 22 anni può mettere con questo freddo e lo spauracchio dei lupi che si aggirano attorno al campo.

Olympic 1989 FC – Virtus Panfili 9-3

LUNEDI’ 4 DICEMBRE 2016, 21.30

LONGARINA

GARA #1004

 

VII WINTER CUP, GIRONE A, VI GIORNATA

OLYMPIC 1989 FC – VIRTUS PANFILI

9-3 (5-1)

 

MARCATORI: 4 RUGGERI, 2 FORMICA, 1 ARDITI, 1 BISOGNO, 1 RENRICCA A.

 

Francesco Tani in zona mista all’uscita degli spogliatoi è stato chiaro: “Abbiamo vinto ma mi è rimasta una sensazione di amaro in bocca. Non siamo soddisfatti della nostra prestazione”. Dobbiamo apprezzare la schiettezza del numero 16 gialloblù che ci dà decisamente l’impressione di una squadra che a livello mentale in un certo senso è cresciuta. Non ci si accontenta più dei tre punti ma si vuole arrivare alla vittoria attraverso un gioco che possa far crescere l’Olympic per poi permettergli di vincere anche contro squadre più forti di quella affrontata ieri sera.

La Virtus, per quanto mal attrezzata e molto più debole dell’Olympic, ha messo in difficoltà i gialloblù che hanno vinto per inerzia sfruttando la superiorità sugli avversari ma facendo davvero poco per surclassarli.

Eppure l’Olympic era partita bene: Rencricca vertice basso dava sfogo alla manovra degli esterni Arditi e Bisogno mentre Formica in avanti garantiva sostanza e potenza. In tre minuti l’Olympic giungeva al 2 a 0 ma poi, forse deconcentrati dalla pochezza della Virtus, i gialloblù non riuscivano a dare continuità alla manovra avvolgente con cui avevano cominciato il match. Aggravanti specifiche erano la sterilità in avanti (troppe volte tre attaccanti in maglia verde fallivano il gol a tu per tu con il portiere) e gli errori di concentrazione in difesa che gli avversari sfruttavano in una sola occasione ma solo per demerito loro.

A inizio secondo tempo l’Olympic offriva il peggio di se permettendo alla Virtus di arrivare fino al 5 a 3 ma la superiorità della nostra squadra era tale che alla fine la vittoria era larga e netta anche se sarebbe potuto esserla molto di più.

Dobbiamo essere contenti della vittoria ma anche consapevoli che così non si va lontano perché in questo modo, a mio parere, l’Olympic può battere solo le formazioni più deboli. Per arrivare ai livelli della scorsa estate bisogna fare grandi passi a livello di squadra sotto il profilo tecnico e sotto quello mentale. Dopo il bastone anche un po’ di carota: un piccolo salto di qualità è stato fatto: troppe volte in passato abbiamo perso partite come quella di ieri quindi siamo riusciti a muoverci dal pantano tecnico in cui versavamo da qualche stagione. Però l’obiettivo è vincere un trofeo e per quello il lavoro è ancora molto.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 6      capitano

Dopo tanto tempo offre una prestazione senza errori e con un paio di parate nel primo tempo che tengono la Virtus lontana dall’Olympic. Nel pomeriggio, prima della partita, il figlio Federico fa la prima parata della sua vita. Il capitano avrà sentito sul collo il fiato dell’erede?

 

RENCRICCA A. : 6

Non buttava la palla in rete dal 28 giugno scorso, quando punì il The Tower’s Pub. Ieri ha portato in vantaggio l’Olympic facendosi trovare pronto sul secondo palo, così avanti che Formiconi, dalla panchina, ha esclamato “Ma che ci facevi lì?!?”. Aggiunge al bottino anche due assist ma anche qualche errore in difesa che permette alla Virtus di segnare un paio di gol. In parte sono errori da addebitare a cali di concentrazione, in parte alla mancanza di un vero compagno di reparto. Voci di corridoio parlano di Attili e Montaldi al lavoro per farsi trovare pronti.

 

ARDITI: 7

In questa Olympic lacunosa la prestazione di Chicco salta sempre all’occhio e spesso anche all’orecchio visto il dialogo incessante che il jolly di Anguillara mette in atto durante la partita. Due assist e un gol nel finale impreziosiscono una prova gagliarda. Ai punti vince anche il duello fisico con Sascha, il fantasista granata.

 

BISOGNO: 6+

Gli si chiede di trasformarsi da Cristiano Ronaldo in Angelo Di Livio e lui fa il suo compito con diligenza e determinazione coprendo la fascia di competenza con grande attenzione. Realizza il gol numero 114 in gare ufficiali distanziando Formiconi di quattro reti e “avvistando” Perrone a due sole lunghezze. Attualmente è al nono posto della classifica marcatori gialloblù di tutti i tempi.

 

TANI: 6

Centunesima presenza in gare ufficiali per Francesco che ha il merito di agire a ridosso degli attaccanti diventando così un esponente di quella classe operaia che permette ai vari Ruggeri, Formica e Arditi di dedicarsi al mestiere dell’attaccante. Trova un bell’assist mentre in altre occasioni manca il momento giusto per trovare l’assist decisivo.

 

FORMICA: 6.5

Lì sulla fascia sinistra crea danni devastanti alla difesa granata e mette a segno una doppietta contornata da due assist. Tanta roba, ma alla fine è tra i più scontenti dell’andamento dell’incontro.

 

RUGGERI: 6.5

Ancora una volta sembra slegato dal resto della squadra. Per carità, segna la bellezza di quattro gol, colpisce una traversa con un tiro che dire spettacolare è limitante, però dà l’idea di essere in difficoltà nel tridente pesante con Formica e Arditi e di essere più a suo agio con uno solo dei due compagni in campo. Bisogna trovare il modo di mettere a frutto la sua ispirazione.

Il Giocatore del mese di novembre (2016) + Tutti con Fabrizio

È andata come peggio non poteva andare: Formiconi ha subito un grave infortunio. Inutile ora parlare di date di recupero ma il giocatore, la persona soprattutto, è forte. Ci è già passato quindi sa come si fa ed è sicuramente più forte lui di altri che non hanno mai patito incidenti del genere. In bocca al lupo Fabry!

L’Olympic tornerà in campo lunedì 4 dicembre (21.30) contro il Virtus Panfili, gara per la quale domani saranno rese note le convocazioni. Nel frattempo pubblichiamo i risultati della classifica del Giocatore del Mese di novembre.

  1. Alessandro Arditi
  2. Francesco Tani
  3. Alexander Ruggeri

Vince Chicco Arditi grazie a due ottime prestazioni mentre ci fa particolarmente piacere il secondo posto del Maghetto. Chiude il “solito” Ruggeri, habitué di questi podi. Prossimo appuntamento a fine dicembre.

Olympic 1989 FC – Irreal 7-5

Lunedì 28-11-16

Longarina

Gara #1003

VII WINTER CUP, girone A, V giornata

OLYMPIC 1989 FC – IRREAL

7-5 (3-3)

Marcatori: 2 Formica, 2 Tani, 1 Arditi, 1 Ruggeri, 1 autogol

Ammoniti: Arditi e Formica


Costretti a rinunciare a due colonne, come Perrone e Formiconi ( rinnoviamo i nostri auguri di pronta guarigione al n8 gialloblu) gli uomini capitanati da Rencricca si apprestavano ad affrontare una tappa fondamentale per il giusto proseguio di questa stagione.

La partita di ieri era una di quelle da vincere, senza mezzi termini, e così è stato.

Si cercava soprattutto la giusta mentalità la tenacia che ultimamente era sembrata mancare, lo spirito Olympic che ha sempre caratterizzato questi colori, anche nelle sconfitte più cocenti.

Ieri sera tutto questo lo abbiamo rivisto, complice un Arditi protagonista sia in campo che fuori, vero uomo squadra, complice un grande Maiozzi sempre pronto a rispondere positivamente quando chiamato in causa, complice uno spirito di gruppo che ieri sera l’ha fatta da padrona.

L’inizio però era tutto in salita nonostante un ottimo gioco corale si andava sotto per un goal fortuito su tiro dalla distanza, sporcato quel tanto che bastava per mettere fuori causa Maiozzi.

I nostri però non sembravano mai abbattersi e con un’ottima azione dalla sinistra Ruggeri metteva dentro sottomisura chiudendo un assist di un ispiratissimo Formica. Uno a uno.

Però il calcio è strano… Giochi la palla hai in mani le redini della gara e vai comunque sotto tre a uno… Basta un piccolo calo e ti trovi a dover ricostruire tutti ciò che di bello avevi appena fatto… Si trattava comunque di due episodi isolati; tani chiudeva sul secondo palo un bel diagonale di Ruggeri e sul finale era bravo Formica a rilanciare un contropiede, dopo un prodigioso intervento di Maiozzi, per il tre a tre che chiudeva la prima frazione.

Da ricordare la rete divorata da Bisogno che poteva addirittura portare in vantaggio i suoi.

Nella ripresa il copione non cambiava, saliva solo un po’ il nervosismo … Ma era quella tensione positiva che non ti fa sbagliare e che tiene vivi gli animi, che ti fa dare il massimo.

Ancora Tani sempre a chiudere sul secondo palo in scivolata un fendente di Arditi che probabilmente sarebbe entrato comunque, e poi un’autorete Dell’ Irreal per un finale tutto gustare.. Con l’incubo della lotteria dei tiri liberi (uno segnato dai ragazzi di Manoni), un gran goal di Formica, bravissimo a liberarsi per il tiro..una sassata di Arditi su punizione difilatissima ed un tiro libero stavolta sbagliato da capitan Rencricca.

La partita finiva ed il morale era altissimo, stavolta la testa c’era ed anche le gambe, questa squadra così ci piace e sa la può giocare alla pari con tutti, vogliamo vederla sempre così.
Maiozzi 6.5

Concentrato e sempre reattivo, l’area di rigore è il suo territorio e lo sa difendere alla grande, due grandiose uscite basse sui piedi avversari da incorniciare!! Ottima prestazione.
Rencricca 6 cap.

Piano piano… La forma deve tornare, i minuti di ieri speriamo siano serviti per tornare a quei livelli che tutti ci aspettiamo dal nostro baluardo difensivo, ieri unico vero di ruolo. Leggermente in ritardo in alcune chiusure ma rispetto alle ultime apparizione la crescita c’è .. Peccato per l’errore sul tiro libero finale.
Bisogno 6

Peccato per quel goal divorato da quasi dentro la porta… Per il resto la prestazione è senza dubbio sufficiente, da notare un’ottima chiusura nel primo tempo in scivolata a negare un goal quasi fatto.
Arditi 7

Combatte corre sprona i compagni, la squadra con lui in campo ha una marcia in più, grande botta su punizione, ottimi i suggerimenti per i compagni, vero fuoriclasse.
Tani 6.5

Nonostante il parco attaccanti al completo viene schierato nuovamente vertice alto e questo ruolo sembra giovare a lui ed alla squadra, ne trae beneficio soprattutto sotto rete dove finalizzato due ottime occasioni con tanta cattiveria.
Formica 6.5

Gioca bene sia da prima punta che quando parte defilato, il suo gioco è utilissimo alla squadra, prende tante botte ma fa respirare sempre la manovra

Gialloblu,segna due goal veramente belli.
Ruggeri 6.5

Anche Alex in questa nuova posizione da esterno sta facendo vedere grandi cose, non essendo costretto a dover giocare spalle alla porta riesce a partire subito alla grande, gioca tanti palloni ed è utilissimo anche nella fase difensiva.

Pagelle a cura di Francesco Tani

Olympic 1989 FC – Non Serve 10-5

LUNEDI’ 21/11/16, 20.45

LONGARINA

GARA #1002

VII WINTER CUP, GIRONE A, IV GIORNATA

OLYMPIC 1989 FC – NON SERVE

10-5 (6-1)

MARCATORI: 3 ARDITI, 3 TANI, 2 FORMICA, 2 RUGGERI

L’Olympic ritrova i suoi tre tenori al completo ed emette un acuto fortissimo che già dopo pochi minuti ha infranto la porta del Non Serve, metaforicamente composta del più fragile dei cristalli.

Il Non Serve è apparso subito in formazione rimaneggiata e comunque in questa stagione la squadra guidata da capitan La Manna ha trovato solo sconfitte a testimonianza di un periodo non felice per i “celestini”. Nemmeno l’innesto del “ciclista” Gabriel è servito ai nostri avversari che hanno avuto la sfortuna di trovare l’attacco gialloblù finalmente al completo grazie ai rientri di Arditi e Formica. L’Olympic ha subito schierato il tridente pesante e gli effetti sono stati devastanti tanto che il parziale di 6 a 1 con cui si è chiuso il primo tempo è apparso addirittura stretto.

Purtroppo il primo tempo si è chiuso anche con l’infortunio di Fabrizio Formiconi che è sembrato subito grave o comunque non di lieve entità. Il giocatore si sottoporrà ad accertamenti ma le urla del numero 8 sono state tali da gettare i compagni nello sconforto.

Nella ripresa l’Olympic manteneva sempre il pallino del gioco ma era disordinata e arruffona e il Non Serve ne approfittava con il risultato che il match finiva nel più classico dei punteggi “tanto a tanto”. Parole sante quelle che Formica che in zona mista dichiarava: “Abbiamo vinto ma il gioco espresso non è stato bello, abbiamo sbagliato molto e contro un avversario più attrezzato non so come sarebbe finita. Bisogna dare di più!”

Condividiamo questa chiave di lettura della partita mentre sui singoli possiamo dire che il rientro di Arditi è stato come al solito una ventata d’aria fresca mentre quello di Formica ha fornito alla squadra un’arma secondo noi assolutamente imprescindibile. Incrociamo le dita per Formiconi. come dice Maiozzi, il ragazzo ha già dato due ginocchia all’Olympic, il terzo sarebbe una vera beffa.

PAGELLE

PERRONE: 6-

Il capitano ha capito cosa non andava, l’allenamento di fondo gli imballava e le gambe e ieri, grazie all’influenza che gli ha impedito di correre, ha ritrovato reattività ed esplosività. Ha subito un gol su pallonetto un po’ casuale che gli ha abbassato il voto ma in due occasioni è sembrato quello di una volta.

RENCRICCA A. : 6+

Negli occhi abbiamo i suoi interventi alla Walter Adrian Samuel e pazienza se oltre alla palla si prende anche il piede. si temeva che Gabriel, l’ala del Non Serve, lo superasse in bicicletta ma dalla sua parte non passa nessuno.

FORMICONI: 6

Mani sul volto e lacrime agli occhi. Il ginocchio avrà ceduto di nuovo? Gli auguriamo tanta buona sorte.

ARDITI: 6.5

Con lui in campo l’Olympic ragiona, attira gli avversari nella propria tela e poi colpisce come una tarantola. Chicco è così, tarantolato, segna tre gol, realizza un assist e dà verve e spirito alla squadra.

TANI: 6.5

Forse il migliore in campo perchè è il giocatore che ottiene di più facendo le cose più elementari nel modo più giusto. Per lui una tripletta e un assist ma soprattutto una linearità nel gioco davvero apprezzabile. Dopo la doccia salta sul sellino e raggiunge casa con la bici di Gabriel.

FORMICA: 6.5

Forse è lui l’unico insostituibile della squadra, quello che dà tutta un’altra sostanza al centrocampo e all’attacco gialloblù. Nonostante Rencricca provi a dirottarlo ai campi di Ostia antica lui segna una doppietta a cui aggiunge un assist.

RUGGERI: 6+

Forse è l’attaccante che trae il minor profitto dall’utilizzo del tridente passato. Trova due gol e un assist ma sarebbero potuti arrivare risultati maggiori con un maggior movimento ed interazione con gli altri giocatori del reparto offensivo.