21-11-09//Buon sabato
20-11-09//Che bello, che bello
19-11-09//Primi accenni di formazione anti-Orange
18-11-09//Felici
Olympic 2000 – Svezia 4-8
MARCATORI:
3 BUCA
1 BISOGNO
Il miglior gialloblù in campo è stato: Fabrizio Perrone
Coraggio, tanto coraggio. E poi grinta, determinazione, forza di volontà. Una squadra che in una partita riesce a mettere in campo tutte queste qualità peccando solo di ingenuità va solo elogiata. E così l’Olympic che ieri ha perso contro la Svezia oggi si è svegliata piena di ottimismo, addirittura felice per la prestazione ma con una responsabilità in più ovvero quella di dimostrare questo spirito in tutte le partite che verranno con la consapevolezza che se la squadra ci riuscirà allora il cammino in questo torneo sarà sicuramente più facile. In caso contrario invece dovremmo fare i conti con rimpianti enormi perché dopo la partita di ieri abbiamo acquistato consapevolezza dei nostri mezzi. Finalmente.
La formazione gialloblù da opporre alla Svezia era composta da Perrone, Rencricca, Guarino, Bisogno, Baldi, Sforza e il giocatore più atteso, Catalin Buca, che anche nell’ultimo allenamento di giovedì scorso aveva dimostrato di essere l’elemento più in forma della rosa in questo periodo.
Passiamo all’analisi della partita che ha visto le due squadre affrontarsi alla pari. La prima frazione poi è stata davvero molto equilibrata con l’Olympic che passava meritatamente in vantaggio con Buca e la Svezia che pareggiava a metà tempo con Fabio Atzeni. In questi primi venticinque minuti l’atteggiamento dell’Olympic è stato brillante. La squadra è riuscita nell’intento di rimanere compatta e chiusa con il nostro unico attaccante che pressava i portatori di palla avversari a centrocampo.
A inizio secondo tempo Buca ha colpito di nuovo portando in vantaggio l’Olympic e per il primo terzo di frazione sembrava che i nostri potessero portare a casa i tre punti. Purtroppo a quel punto l’orgoglio degli avversari è venuto fuori e non solo quello. Infatti dobbiamo obiettivamente ammettere che la Svezia ci è superiore tecnicamente e tatticamente e quando gli avversari sono riusciti a esprimere questa superiorità sono anche riusciti a mettere la partita sui giusti binari. La Svezia quindi pareggiava, si portava sul 5 a 3, concedeva un calcio di rigore per atterramento di Buca ma Rencricca calciava a lato creando mille rimpianti alimentati dal successivo, ennesimo gol del nostro asso romeno che superava Montaldi, questa volta con un pallonetto bellissimo.
Il finale: l’Olympic si apriva, cercava i gol, la Svezia ne approfittava e in pochissimi minuti arrivavano i gol che decretavano l’esagerato risultato finale, un 8 a 4 che per quello che si è visto in campo appare bugiardo.
Di questa Olympic possiamo dire solo tutto il bene possibile, possiamo dire che per la prima volta non ha sentito eccessivamente il peso di un derby che ormai sta diventando insensato chiamare così e quindi la freddezza, la concentrazione che abbiamo visto in campo è stata figlia innanzitutto di questa tranquillità, di questa serenità derivata dal fatto che, oggi, Olympic – Svezia è diventata una partita come tutte le altre.
Possiamo migliorare ancora è chiaro, a volte ci facciamo anticipare o a centrocampo difendiamo poco lasciando la difesa scoperta e gli attaccanti liberi di colpire in contropiede. Esempio lampante sono stati almeno un paio di gol nati da incursioni di avversari veloci e bravi a dribbling che superavano la nostra prima linea difensiva.
Però siamo sulla strada buona, una strada che vogliamo tornare a percorrere già lunedì prossimo nella sesta giornata.
NOTE: serata non molto fredda. Spettatori, circa 10.
PAGELLE
PERRONE: 7 cap.
Contro avversari che conosce benissimo gioca una partita eccellente compiendo parate eccezionali. Peccato per quello svarione a fine secondo tempo (manca l’intervento di pugno con un cross che si infila in rete senza che nessuno lo tocchi) ma è un errore che in una gara piena di interventi decisivi passa quasi inosservato.
RENCRICCA A. : 6.5
La sua partita poteva diventare memorabile a metà secondo tempo, quando si è avvicinato sul dischetto del rigore. Se avesse segnato forse, e sottolineiamo forse, la gara avrebbe potuto prendere un’altra piega ma noi dobbiamo giudicare solo i fatti tralasciando i se e i ma e allora diciamo che, rigore sbagliato a parte, il Libero di Centocelle la dietro è una sicurezza contro ogni avversario a prescindere dal compagno di reparto.
GUARINO: 6.5
Ci siamo, manca pochissimo, il Guarino di due tre stagioni fa è quasi tornato al 100%. Ieri ha giocato sia in difesa che in attacco. Dietro è una garanzia e davanti, anche se non supera mai l’uomo e non tira mai, è protagonista nel gol di Bisogno e nell’azione in cui Buca si guadagna il calcio di rigore. Non gli si può chiedere l’impostazione di gioco o i tiri fulminanti dalla tre quarti ma dobbiamo dargli atto che da quando è tornato in squadra l’Olympic ha fatto progressi da gigante nell’atteggiamento e nel carattere.
BALDI: 5.5
E’ il giocatore gialloblù più nervoso e, stranamente, quello che sente di più la partita pur non avendo motivi particolari. Ci aspettavamo qualcosa di più dal nostro jolly e invece si limita alla normale amministrazione non provando mai il tiro e cercando di inventare qualcosa che potesse rivelarsi pericoloso per la Svezia. Rimandato.
BISOGNO: 6.5
Finalmente gioca una partita contro la Svezia senza nervosismi, senza voglia di dimostrare qualcosa, senza desiderio di strafare e i risultati si vedono tutti. La fascia destra del campo della Madonnetta adesso la dovranno rivoltare per quante volte il nostro tornante la percorre su e giù. Nella ripresa trova anche un bel gol su assist di Guarino. Di questa sua prestazione gongoliamo per questo suo eccezionale dinamismo, un po’ meno per la fase difensiva a centrocampo, situazione in cui comunque l’intera squadra latita.
BUCA: 7
La società lo ha acquistato per sostituire i campioni che ci hanno lasciato in estate, una responsabilità enorme che rischiava di schiacciarlo e invece Catalin ci ha dimostrato che oltre a essere un ottimo calciatore e anche caratterialmente solido e riesce a mettere in campo una serenità e una tranquillità che in una partita così è stata determinante, se non per il risultato finale almeno per la sua prestazione. E’ il giocatore più temuto dalla Svezia e a ragione perché segna una magnifica tripletta e si guadagna il rigore poi fallito da Rencricca. Si comincia a parlare di Pigna d’Oro …
SFORZA: 5.5
Il nostro unico attaccante di ruolo ieri ha avuto poche possibilità e quelle poche le ha gettate al vento come quando nel primo tempo Rencricca lo ha messo solo di fronte al portiere e lui ha calciato debolmente. Deve continuare a lavorare, a correre, a sperimentare nuovi modi di giocare e di rendersi pericoloso per gli avversari e utile per la sua squadra.
16-11-09//Si gioca
15-11-09//Formazione anti-Svezia
Olympic A – Olympic B 12-8
MARCATORI OLYMPIC A:
6 BUCA
4 TAGLIAFERRI F.
1 PERRONE
1 TARALLO
MARCATORI OLYMPIC B:
3 SFORZA
2 TANI
1 BALDI
1 BISOGNO
1 AUTORETE TAGLIAFERRI S.
E’ il bello dell’Olympic: viene organizzata un’amichevole in famiglia per preparare al meglio la sfida di lunedì contro la Svezia ed ecco che ti ritrovi ad assistere ad una bella gara equilibrata, divertente e piena di spunti di cronaca.
Lo scopo principale dello stage era offrire ai giocatori un allenamento extra nella settimana in cui la squadra doveva osservare un turno di riposo in campionato ma si sa che la nostra società, che in questo è impareggiabile, non perde mai occasioni per provare giocatori e prepararsi al futuro, sia che si tratti del partitone di lunedì sia che si tratti del secondo torneo da giocare, presumibilmente, da marzo in poi.
Anzi, nelle intenzioni della vigilia sarebbero dovuti essere molti di più gli esperimenti però l’influenza di stagione e altri imprevisti hanno mietuto molte vittime e così Venturi, Santolamazza e molti altri si sono dovuti accontentare di dover vedere la partita in tv come comuni tifosi.
Al gelo della Madonnetta così si sono affrontate come da tradizione in questi stage le formazioni di Olympic A e Olympic B. La porta della squadra A era difesa da Perrone davanti al quale si schieravano Buca, Fabio Tagliaferri e un trittico fantasia composto da Stefano Tagliaferri, Tarallo e Leva, tutti lontani dall’Olympic da molto tempo e per vari motivi che analizzeremo nelle rispettive pagelle.
I forfait di Maiozzi, Guarino e Ponzetti hanno invece costretto Francesco Tani a sacrificarsi nel ruolo di estremo difensore della squadra B che sembrava quasi un’Olympic di campionato visto che nelle sue file si schieravano Rencricca, Baldi, Bisogno e Sforza.
Come dicevamo la gara è stata equilibrata, spesso contraddistinta da frequenti cambi di fronte, contropiedi e reti che a turno si gonfiavano.
La prima frazione è terminata sul 4 a 4, da una parte grazie alla serata di grazia di Catalin Buca che realizzava reti a grappoli e dall’altra dall’ottima verve atletica di Bisogno e dalle parate di un Tani all’altezza della situazione.
Il break decisivo del match è stato l’avvio di ripresa in cui la difesa dell’Olympic B si è presentata deconcentrata e in clima davvero troppo amichevole. In questi cinque minuti di follia goliardica gli attaccanti dell’Olympic A hanno approfittato per segnare i gol decisivi per la vittoria e non è bastata una ritrovata concentrazione di Rencricca e compagni a riequilibrare le sorti dell’incontro che è finito sul punteggio di 12 a 8 per la squadra in maglia gialla, l’Olympic A.
In definitiva è stato uno stage che oltre all’aspetto estetico e alla piacevolezza dello spettacolo ha offerto il vantaggio dell’allenamento atletico che tornerà sicuramente utile lunedì contro il colosso Svezia e in più l’utilizzo di Stefano Tagliaferri con buoni risultati ha fatto sognare i tifosi che non dimenticano come il numero 5 gialloblù sia ancora il miglior marcatore in gare ufficiali della storia della squadra.
NOTE: serata molto fredda. Incontro non ufficiale giocato in due tempi, il primo di 35 minuti, il secondo di 30.
PAGELLE
Olympic A
PERRONE: 6.5 cap.
Obiettivi dell’allenamento raggiunti: tenersi in forma e non farsi male. Segna in contropiede lanciato l’ultima rete della partitella.
BUCA: 7-
Devastante con i suoi dribbling, i suoi assist, le sue veroniche, spesso però concede troppo spazio al suo ego finendo per trascurare compagni in attesa di un passaggio in buona posizione. E’ il capocannoniere della serata con sei gol.
TARALLO: 6.5
Di nuovo in gialloblù dopo otto mesi ma anche quella volta si era trattato di uno stage. Tecnicamente impareggiabile stavolta però appare in debito di condizione, soprattutto nella ripresa. Rimane comunque la solita fonte di assist per tutta la squadra. Anche per lui un gol.
LEVA: 6
Non vedevamo il tank irlandese con la maglia dell’Olympic addirittura da tre anni e cinque mesi ovvero da un match di Coppa UEFA del 2006. Dopo tutto questo tempo lo ritroviamo praticamente sempre lo stesso eccetto per il ruolo. E’ sempre lo stesso giocatore da football gaelico di una volta però gioca in difesa anche se si vede che ha i piedi settati per le distanze del calcio a 8, specialità su cui la sua carriera ha svoltato da tanto tempo. Non riesce a segnare però la vittoria dell’Olympic A è anche merito della sua prestazione come difensore. Nella seconda parte del secondo tempo gioca con la stessa verve nella squadra B per sostituire Baldi.
TAGLIAFERRI F. : 6+
E’ il secondo marcatore della serata con un poker che nella ripresa abbatte ogni resistenza degli avversari ma deve lavorare a fondo per pareggiare la distanza atletica con alcuni compagni di entrambe le formazioni. Ai tifosi però sono brillati gli occhi quando scattava la scintilla dell’intesa mai sopita con il fratello Stefano. In un futuro forse non troppo lontano torneranno a giocare insieme in prima squadra, numero 10 e numero 5, come una volta, come deve essere.
TAGLIAFERRI S. : 6+
Gran rientro in campo dopo l’esperienza del Ventennale. Stavolta gioca con più continuità una partita quasi vera e nonostante siano evidenti i limiti impostogli dal tutore sono altrettanto evidenti gli sprazzi del giocatore che è stato fino a tre anni fa. Spesso le gambe non supportano i movimenti richiesti dal cervello che fortunatamente è rimasto quello di un fuoriclasse che cerca dribbling e tocchi ad effetto ma siamo sulla strada buona. Dipenderà da lui adesso sfruttare ogni occasione offertagli dalla società.
Olympic B
TANI: 7
Vero spirito Olympic! Accetta di giocare in porta e sfodera una prestazione magari non tecnicamente ineccepibile ma decisamente efficace. Finché c’è lui in porta la partita rimane equilibrata ma anche quando, nella ripresa, gioca nel suo ruolo abituale sono dolori per la difesa dell’Olympic A che gli deve concedere due gol di opportunismo. Si infortuna a fine primo tempo al solito, benedetto ginocchio, e si attendono accertamenti per capire l’entità dell’eventuale danno.
RENCRICCA A. : 5.5 cap.
Buon primo tempo poi nella ripresa entra in campo il fratello giocherellone che di solito gioca nelle amichevoli di questo tipo e le sue distrazioni e gigioneggiamenti causano almeno tre gol. Gli vanno comunque riconosciuti i meriti tra i quali almeno tre assist gol.
BALDI: 6-
In buona forma ma alla fine poco concreto e decisivo. Molto apprezzabile la sua volontà nell’andare a cercarsi palla sulla trequarti per creare gioco a fianco di Rencricca. Nonostante qualche passaggio a vuoto questa rimane comunque la stagione in cui, da outsider di lusso, sta diventando un punto fermo della squadra. Segna un gol.
BISOGNO: 6.5
Ora come ora è il giocatore più in forma dell’intera rosa in coabitazione con Buca. Corre per tutta la partita, va a contrastare, combatte su ogni pallone, mette in crisi la difesa avversaria con dei traversoni insidiosissimi che o trovano i compagni o qualche deviazione pericolosa come in occasione dell’autogol di Stefano Tagliaferri. Anche per lui una rete.
SFORZA: 6
In queste partite è la solita mina vagante nell’oceano gialloblù. Sonnecchia, ogni tanto si stiracchia ma poi un passaggio, una deviazione, una palla che gli arriva addosso per caso si trasformano in gol. Realizza una tripletta tutta con gol del genere ma ci vorrebbe più continuità per dare l’impressione agli avversari di essere veramente pericoloso.