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OLYMPIC 2000 – WEST HAM 3-7

Buonasera. Ecco a voi finalmente tutto il materiale riguardante la gara di ieri sera, foto comprese.
MERCOLEDI’ 20 MAGGIO 2009, ORE 21
STADIO DELLA MADONNETTA
GREEN CUP, PRIMA FASE X GIORNATA
WEST HAM   –  OLYMPIC 2000
7-3 (3-2)

 

MARCATORI OLYMPIC:

1 GENNARI

1 RENCRICCA A.

1 autorete

 

Una scioccante, assurda, isterica, paradossale altalena, ecco cosa è diventata la stagione dell’Olympic. Una settimana ci troviamo a commentare delle vittorie più o meno meritate e quella successiva dobbiamo giustificare cali di concentrazione, sconfitte laceranti, prestazioni sotto tono.

Qual è la vera Olympic di questa seconda parte di stagione? Quella che vince stentatamente contro il Camomilla, formazione poi subissata di gol da qualsiasi altra squadra partecipante al torneo? Quella che abbatte senza problemi i quotati The Boys? Oppure quella che si fa rimontare e battere da Real Plaza Gasparri e New Team? O ancora quella di ieri sera, che scende in campo in una gara annunciata come un match decisivo e che invece becca tre gol nei primi cinque minuti di gioco?

I tifosi sono stanchi. Stanchi soprattutto di cercare delle spiegazioni da dare ai loro dirimpettai delle squadre avversarie che ingenuamente chiedono: “Scusate, ma quella non è l’Olympic, la squadra arrivata seconda in Premier Soccer Cup?

Si siamo l’Olympic, siamo proprio noi che appena tre mesi fa abbiamo perso la finale della PSC arrivando all’atto conclusivo del torneo vincendo otto partite consecutive.

Siamo sempre noi che abbiamo cominciato la Green Cup un po’ in sordina e che abbiamo dato l’impressione di poter fare a meno per un po’ dell’infortunato Sacchi. Siamo noi che adesso non riusciamo a vincere due partite consecutive per dare un senso alle nostre ambizioni di Champions League.

Sia chiaro: l’Olympic qualche attenuante ce l’ha perché rispetto alla fase conclusiva della PSC abbiamo un Sacchi in meno. E poi ieri abbiamo dovuto rinunciare a Tani (per lui rottura del menisco), a Ripanucci (assente per motivi personali) e Santolamazza, che avrebbe potuto aiutare Rencricca a rafforzare il reparto difensivo.

Contro il West Ham quindi siamo costretti a schierare Perrone in porta, Rencricca centrale di difesa e Gennari unica punta con Baldi, Brusco, Sforza e Bisogno che cercavano di giocare sulle fasce per costruire un assetto a rombo.

L’avvio di gara è stato tremendo, un film dell’orrore senza zombie né mostri ma solo giocatori avversari che in tre azioni consecutive hanno trovato altrettanti reti andando sul 3 a 0.

Due errori difensivi e l’unica cavolata nella partita di Perrone hanno così creato un gap tra l’Olympic e il West Ham, un gap che una volta tornati in noi abbiamo cercato di colmare arrivando ad un soffio dal compimento dell’impresa.

Un gol di Rencricca e un’autorete ci hanno permesso di andare al riposo sul 2 a 3 ma era fin troppo evidente che quelli del West Ham creavano occasioni su occasioni mentre i nostri faticavano immensamente per poi sparacchiare tiri deboli addosso all’estremo difensore nero blu.

Qualora qualcuno fosse arrivato in ritardo allo stadio e si fosse perso i primi cinque minuti di defaillance gialloblù niente paura perché a inizio ripresa i nostri replicavano. Due reti del West Ham chiudevano in anticipo la pratica e altrettanti pali colpiti a botta sicura dai nostri avversari facevano capire la differenza di concentrazione e convinzione che c’era tra le due squadre. E’ finita 7 a 3, con Gennari che segnava il suo 21° centro nel torneo e il West Ham che confermava la sua posizione di classifica, un terzo posto che esclude gli Hammers dal rischio di “retrocessione” in UEFA.

A beneficio di chi pensa che ci sia spazio solo per le critiche all’Olympic elenchiamo subito l’attenuante a nostro carico ovvero l’assenza di tanti titolari. Analogamente non posso esimermi dall’elencare anche i difetti di questa squadra, difetti che ormai stanno diventando vere e proprie patologie. Primo fra tutti la mancanza di carattere di questa squadra: come si fa a sbagliare approccio ad una partita importante come questa? Come si fa a ripetere lo stesso errore anche a inizio secondo tempo? Come si fa a perdere la quasi totalità dei contrasti e a sbagliare decine di occasioni da rete spesso per mancanza di coraggio?

Punto il dito contro l’Olympic ricordando lo spirito indomito che ci ha sempre contraddistinto e che ora ci sta fatalmente mancando. Manca qualcuno che suoni la carica, un leader in campo, un Guarino che sproni i compagni a non mollare mai.

Serve qualcuno che ricopra questo ruolo o basta semplicemente che ognuno di noi trovi un Guarino dentro di se?

Spero che la soluzione sia quest’ultima ipotesi.

 

NOTE: serata molto calda. Spettatori, circa 20.

PAGELLE

PERRONE: 6 cap.

Parare un pallone facile, farselo sfuggire sotto le gambe e vedere la sfera entrare in porta e un bel colpo a livello psicologico e dimostra che anche il capitano non è entrato in campo con il giusto spirito poi però il numero 1 gialloblù inanella parate su parate e alla fine risulta decisivo per evitare perlomeno un passivo più rotondo.

RENCRICCA A. : 6

Il giorno precedente alla partita il medico gli diagnostica la rottura del menisco e la lesione del crociato subite in seguito all’infortunio del 10 giugno 2008. Nonostante questa ferale notizia il nostro libero scende in campo ugualmente e offre una prova sufficiente nella quale ha spesso cercato di tenere unite le maglie della difesa gialloblù. Fa quel che può e nel finale, a partita ormai compromessa, va in panchina giustamente a rifiatare. Ha realizzato il suo gol numero 90 in gare ufficiali.

BALDI: 5.5

A causa dell’emergenza difesa Baldi viene convocato per la seconda volta in otto giorni e viene rispolverato come difensore, ruolo nel quale aveva cominciato la sua carriera in gialloblù. Nonostante gli innegabili in errori la sua prova non è totalmente da buttare e fa ben sperare per il futuro, speriamo vicino visti i risultati dell’Olympic di questi tempi.

BISOGNO: 5

Un giocatore totalmente irriconoscibile rispetto a quello decisivo della stagione scorsa e a quello spesso determinante nella PSC. Corre poco e male, sbaglia moltissimo, difetta di concentrazione e soprattutto di carica agonistica quando basterebbe semplicemente quest’ultima dote per dare un senso alla sua partita. Non gli imputiamo gli errori in fase difensiva perché riconosciamo la scarsa attitudine al ruolo ma da lui pretendiamo più grinta e più cuore.

BRUSCO: 5.5

L’infortunio di Tani schiude le porte dell’Olympic al nostro attaccante argentino che viene schierato per esigenze di formazione in posizione di esterno. Alla fine della serata possiamo non possiamo dire che abbia demeritato né che abbia impressionato però non possiamo negare che si sia impegnato in entrambe le fasi di gioco. Per raggiungere la sufficienza però serve qualcosa di più.

SFORZA: 5

Leggermente più attivo di Bisogno anche se alla fine ottiene più o meno gli stessi risultati ovvero una valanga di errori nei passaggi, negli appoggi e in zona gol e a lui che è un attaccante non possiamo proprio perdonare la bassissima percentuale di gol rispetto alle occasioni avute. Il giocatore appare stanco e fuori forma e forse il motivo della sua scarsa vena è tutto lì.

GENNARI: 6

Sorregge praticamente da solo non solo il reparto avanzato ma anche il centrocampo visto che la palla da Perrone o da Rencricca spesso arriva direttamente a lui sulla linea mediana e viene poi portata nei pressi dell’area di rigore avversaria purtroppo con fortune alterne. Segna un solo gol ma il lavoro svolto da Emanuele è così imponente e faticoso che il giocatore merita comunque gli applausi del pubblico e la clemenza della nostra critica.

OLYMPIC 2000 – PRISON BREAK 11-4

MARTEDI’ 12 MAGGIO 2009, ORE 20.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GREEN CUP, PRIMA FASE, IX GIORNATA
PRISON BREAK   –   OLYMPIC 2000
4-11 (3-3)

MARCATORI OLYMPIC:

3 GENNARI

2 BALDI

2 RENCRICCA A.

2 SFORZA

2 TANI

 

Mercoledì scorso, dopo la demoralizzante e disarmante sconfitta contro la New Team, non eravamo contenti per ciò che ci aveva fatto vedere la squadra. E’ passata una settimana e, analizzando la larga vittoria di ieri sera contro il Prison Break, la sensazione di un retrogusto amaro in bocca ci rimane nonostante i tre punti acquisiti.

E’ chiaro che ci prendiamo questa vittoria che per la squadra ha il valore di una boccata d’ossigeno in risposta ad una classifica asfittica ma come è arrivata questa vittoria? L’avversario non era certo di quelli da far tremare le gambe: per carità, massimo rispetto verso un quintetto che se l’è battuta alla grande dimostrando coraggio, tenacia e fair play però in ogni azione era lampante che la qualità media dell’Olympic era di gran lunga superiore  e c’è voluta una gran quantità di errori difensivi e offensivi per permettere al Prison Break di rimanere in partita per tutto il primo tempo e per i primi cinque minuti della ripresa.

Non vogliamo fare la parte dei critici a tutti i costi ma stiamo facendo il nostro lavoro di onesti giornalisti. D’altra parte anche i tifosi, pur fischiando per tutta la prima frazione la squadra alla fine l’ha applaudita e quindi dobbiamo raccontare la partita esaltando nel giusto modo la vittoria così come vorrebbero i nostri tifosi.

E cominciamo dal principio, ovvero quando la gara, essendo programmata per mercoledì 13 maggio, è stata spostata a ieri per evitare la contemporaneità della finale di Coppa Italia tra Lazio e Sampdoria. L’Olympic, rispetto ai sette elementi prescelti per il match contro la New Team, confermava Perrone, Rencricca, Tani, Sforza e Gennari. Rientrava Ripanucci dopo un turno di riposo mentre Bisogno osservava il suo primo turn over in questa stagione tra Premier Soccer Cup e Green Cup.

L’”attrazione” principale della serata era però un giocatore che ritornava a vestire la maglia gialloblù dopo ben quindici mesi ovvero Davide Baldi, giovane promessa del nostro calcio che aveva esordito nella scorsa stagione e che era stato costretto ad abbandonare la squadra a febbraio 2008 per un brutto infortunio.

Vorrei evitare di raccontarvi il primo tempo dell’incontro visto che per i nostri colori si è trattato di un film horror di quelli da nascondersi gli occhi tra le mani eppure devo per dovere di cronaca. L’Olympic si schierava con il solito 3-1 con le due ali basse ma lo schema si rivelava infruttuoso o perlomeno mal eseguito perché proprio sulle fasce il Prison Break sfondava e arrivava al gol per tre volte. Dopo ogni marcatura dei bianchi avversari l’Olympic trovava il pareggio non senza difficoltà e i gol di Gennari, Tani e Rencricca facevano da contraltare ad almeno dieci palle gol sprecate in modo ignobile. Rencricca sbraitava ogni tipo di improperi verso gli attaccanti e non vogliamo pensare cosa sarebbe successo se anche Sacchi fosse stato in campo.

Sul tre pari Perrone salava miracolosamente la porta evitando la quarta capitolazione e il primo tempo finiva con l’Olympic accompagnata da bordate di fischi (meritati) e il Prison Break che credeva alla seconda vittoria consecutiva dopo quella della scorsa settimana i danni del Camomilla.

I primi cinque minuti del secondo tempo non differivano molto dal primo tempo appena conclusosi ma stavolta gli avversari non riuscivano a segnare per imprecisione e così arrivava il primo break dell’Olympic grazie a Tani che batteva il portiere su assist di Gennari. Poco dopo toccava ancora al bomber di Fiumicino travolgere l’estremo difensore avversario con un missile dalla fascia destra e non passavano neanche due minuti dalla rete del 6 a 3 di Sforza segnata al termine di azione  in cui l’ala gialloblù dimostrava finalmente fiuto del gol e precisione.

Dopo questa sfuriata l’Olympic subiva la quarta rete in conseguenza di un errore di Ripanucci ma era solo un evento isolato perché ormai gli avversari erano stanchi e venivano continuamente infilati in contropiede dai nostri giocatori.

Menzione particolare per Davide Baldi che negli scampoli di gara giocati trovava una doppietta che faceva sognare una curva già (ri)innamorata della sua classe e di alcuni suoi giochetti di prestigio che francamente ci mancavano.

Quinta vittoria su nove giornate, possiamo recriminare su almeno sei punti persi con i quali la Champions sarebbe stata più vicina. Il momento è delicato quindi, come abbiamo sempre fatto in queste situazioni che bene o male ricorrono in tutte le stagioni, pensiamo ad un gara per volta senza porci obiettivi, cercando solo di migliorare e vediamo che succede!

 

NOTE: serata calda. Spettatori, circa 20.

PAGELLE

PERRONE: 6.5 cap.

In effetti non ha molto lavoro ma la doppia prodezza con la quale evita il quarto vantaggio consecutivo agli avversari nel primo tempo vale il voto. Un paio di parate anche nella ripresa in cui si becca un cartellino giallo per proteste.

RENCRICCA A. : 6.5

La difesa sbaglia molto soprattutto sulle fasce ma anche il nostro centralone non è esente da errori di marcatura e di anticipo. Questo per dire che nonostante Rencricca è sempre fra i primi, se non il primo in assoluto, in quanto a rendimento anche lui è coinvolto nella missione gialloblù ovvero la ricerca del miglioramento della squadra da ricercare attraverso quello dei singoli elementi. A segno per una doppietta in cui concentra rabbia e frustrazione per i tre gol subiti dalla sua squadra nel primo tempo.

RIPANUCCI: 6.5

Un errore in tutta la partita (l’errato disimpegno che ha causato il quarto gol del Prison): è il lusinghiero ruolino di questo diligente difensore/centrocampista tutto fare che oltre a difendere con buoni risultati la zona di sua competenza ha spesso eseguito scorribande pericolose nel cuore della difesa avversaria. Purtroppo la sfortuna gli ha giocato dei brutti tiri e non è riuscito a segnare nemmeno un gol.

TANI: 6

Incredibile: avrebbe potuto segnare almeno sei gol se oltre alle due reti realizzate (fondamentali perché la prima è stato il momentaneo 2 a 2 nel primo tempo e la seconda il primo vantaggio gialloblù nella ripresa) avesse buttato in rete anche le altre occasioni che si era costruito o che avevano costruito per lui i compagni. Oltre agli errori in attacco dovrebbe anche ritrovare la giusta concentrazione per ritornare l’efficace terzo difensore che era diventato nella seconda parte della PSC ma forse in questo periodo è anche penalizzato da un malanno al ginocchio. Postilla finale dovuta: quando accende “veramente” la luce i portieri avversari tremano e cominciano a sognarsi le sue esultanze da giocatore di Premier League.

SFORZA: 6

In questo secondo torneo stagionale i destini di Sforza e Tani sembrano incrociarsi: entrambi faticano a difendere la loro fascia in fase di non possesso palla, entrambi hanno tantissime occasioni da gol, entrambi ne concretizzano una minima parte. Ieri sera il nostro bomberino ha segnato due gol arrivando a quota 26 reti stagionali, un ottimo risultato che però potrebbe diventare ancora migliore se il giocatore ritrovasse una forma atletica e fisica che al momento appare lontana da quella del secondo quarto di stagione.

GENNARI: 7

Mi dispiace dover ammettere che l’Olympic dipenda da un solo giocatore ma in questo periodo è così: probabilmente la squadra potrebbe anche giocare con un uomo in meno in fase difensiva perché Emanuele quasi si estranea dalla marcatura ma quando i gialloblù si riversano in attacco allora l’Olympic prende la forma del bufalo di Fiumicino.

Contro il Prison Break segna una tripletta che lo manda ancora più su in classifica marcatori del torneo e nella classifica della Scarpa d’Oro nella quale al momento è secondo a tre lunghezze da Rencricca.

BALDI: 6.5

18 febbraio 2008, ultima partita in gialloblù per Davide che quella sera ha come compagni Belli, Rencricca, Sacchi, Bisogno e Tarallo. Quindici mesi dopo tutto è cambiato attorno al nostro giovane giocatore rientrato da un infortunio dal quale non era facile guarire e tornare. Ieri sera Baldi ha dimostrato di avere carattere per indossare di nuovo la maglia gialloblù, per dribblare, contrastare e provare qualche giochetto di prestigio. E coraggio per andare a segnare una doppietta e alzare le braccia al cielo. Si riparte da qui.

OLYMPIC 2000 – NEW TEAM 7-9

MERCOLEDI’ 6 MAGGIO 2009, ORE 20.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GREEN CUP, PRIMA FASE, VIII GIORNATA
OLYMPIC 2000   –   NEW TEAM
7-9 (4-3)

 

MARCATORI OLYMPIC:

4 GENNARI

1 RENCRICCA A.

1 SFORZA

1 TANI

 

Incompiuta: è questo l’aggettivo che rimbomba nelle frastornate menti dei tifosi gialloblù dopo l’ennesima sconfitta dell’Olympic. Incompiuta perché neanche questa volta la squadra è riuscita a fare un salto di qualità, incompiuta perché sarebbe bastato un pizzico di impegno e concentrazione in più per avere la meglio sui ragazzini in maglia verde della New Team e infine incompiuta perché l’Olympic cade sempre, immancabilmente sugli stessi errori.

Errori di schieramento, errori di disimpegno, errori sotto porta, errori in marcatura. Errori che ci stanno costando caro in questa Green Cup che potrebbe riservarci un buon finale di stagione e che invece, al momento, sembra spalancarci di fronte le porte della Coppa UEFA, un torneo minore per formazioni deluse che macchierebbe quanto di buono fatto nella prima metà di stagione quando l’Olympic volava fino alla finale di Premier Soccer Cup.

L’Olympic di ieri sera non ha scusanti: la sconfitta è maturata contro una squadra che si basava interamente sui singoli, tatticamente fragile e che lasciava moltissimi spazi ai nostri giocatori. L’Olympic invece è scesa in campo senza mordente, senza compattezza, soprattutto dietro dove sarebbe servita una prova di solidità mentre in avanti si è sbagliato, come al solito, moltissimo.

E non possiamo recriminare sulla sfortuna o sul destino avverso se pur sbagliando tanto in difesa arriviamo in zona gol almeno trenta volte segnando la miseria di sette gol.

Non possiamo neanche lamentarci sull’assenza di Ripanucci, sostituito da un Santolamazza non a livelli eccelsi né sull’ormai lungodegenza di Sacchi. Lo sapete perché? Perché, lo ripeto, per arrivare alla vittoria sarebbe bastato che tutti avessero dato un 1% in più. Con questa certezza è normale venire attanagliati dal senso di incompiutezza.

Si è cominciato con il vantaggio degli avversari, il pareggio di Gennari, il nuovo vantaggio del bomber gialloblù e l’Olympic che chiudeva la prima frazione sul 4 a 3 grazie alle reti di Alessandro Rencricca e Francesco Tani.

Abbiamo quindi chiuso i primi venticinque minuti di gioco in vantaggio di un gol, un vantaggio nato dal fatto che i gialloblù, pur giocando male, avevano fatto comunque valere la maggiore esperienza di trentenni fatti e compiuti. Inoltre Perrone era in stato di grazia e in un paio di circostanze ha parato tutto il parabile e qualcosa di più frustrando le velleità degli avversari.

Poi nella ripresa il patatrac: La New Team pareggiava e passava in vantaggio mentre l’Olympic arrancava rimanendo al passo, pareggio dopo pareggio durante una fiera del gol sbagliato che aveva del grottesco.

A cinque minuti dalla fine il definitivo vantaggio dei bianco verdi, un vantaggio a cui i gialloblù non riuscivano a trovare rimedio e che poco dopo l’arbitro rendeva irrimediabile fischiando la fine dei giochi.

I giocatori dell’Olympic uscivano dal terreno di gioco a testa bassa, sotto i fischi del pubblico, addirittura coperti dalle urla di gioia dei giocatori avversari che forse nemmeno riuscivano a credere di aver battuto i finalisti della PSC semplicemente battendo in contropiede una squadra che non li marcava a dovere.

Le porte della Champions sono un po’ più chiuse di quanto lo fossero ieri e si sente già lo spiffero d’aria dal portone spalancato sulla UEFA.

 

NOTE: serata primaverile. Spettatori, circa 20

PAGELLE

PERRONE: 6 cap.

Ottima partita nonostante un infortunio muscolare con cui comincia la gara e che peggiora nei cinquanta minuti di gioco che si rivelano piuttosto movimentati per il portiere gialloblù. E’ tornato l’estremo difensore di qualche anno fa ma ora dovrebbe prendersi un periodo di riposo altrimenti rischia un lungo stop.

RENCRICCA A. : 5.5

A parte il solito assurdo nervosismo (lesivo per la squadra che di fronte al suo mood reagisce sempre sprofondando invece che reagendo alle difficoltà) offre una prova appena sotto la sufficienza. Segna un gol nel primo tempo ma nel finale l’attaccante della New Team che segna il gol decisivo lo supera con troppa facilità.

SANTOLAMAZZA: 5.5

Assente dalla seconda giornata (24 marzo contro i The Boys) se la cava d’esperienza finché l’Olympic mantiene una parvenza di assetto tattico, quando poi gli schemi saltano non riesce più ad arginare i veloci e sbarbati attaccanti bianco verdi.

TANI: 5

Una prestazione che dalla prossima stagione (quando i voti prevederanno + e -) valuterei con un 5+ per l’impegno, la determinazione leggermente maggiore rispetto a altri compagni e qualche buona giocata. Segna un gol nel primo tempo, il terzo in Green Cup, mentre nel secondo tempo cala vistosamente.

BISOGNO: 5

Debilitato dagli antibiotici che sta prendendo per i denti non sarebbe, forse, dovuto scendere in campo. A parte la corsa, che appare sempre scarsa e innaturale, sbaglia una mole impressionante di occasioni e passaggi in attacco.

SFORZA: 5

Al rientro dopo due gare in cui era mancato prima per turn over poi per impegni personali. E’ apparso molto affaticato e in debito di ossigeno e il gol segnato nel secondo tempo non salvano la sua prestazione davvero deficitaria.

GENNARI: 6

Quattro gol che avrebbero dovuto permettere all’Olympic di vincere questa partita i tranquillità e che invece rappresentano solo un grande rimpianto. Unica soddisfazione la scalata alla classifica cannonieri e il raggiungimento della top ten dei marcatori all time gialloblù in gare ufficiali. Ora è a quota 46 reti in compagnia di Bisogno e Sacchi.

Olympic 2000 – Lido di Roma 6-3

GIOVEDI’ 30 APRILE 2009, ORE 20.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GREEN CUP, PRIMA FASE, VII GIORNATA
LIDO DI ROMA   –   OLYMPIC 2000
3-6 (0-1)

 

MARCATORI OLYMPIC:

3 GENNARI

1 BISOGNO

1 BRUSCO

1 RIPANUCCI

 

Il forte rimpianto accusato dopo la sconfitta contro il Real della settimana scorsa ha lasciato il posto alla gioia per l’affermazione di ieri sera contro il Lido di Roma che ha sbilanciato il ruolino dell’Olympic in questa Green Cup a favore delle vittorie. Dopo sette giornate infatti i gialloblù hanno riportato quattro vittorie e tre sconfitte. Purtroppo due di queste sconfitte sono arrivate contro dirette avversarie per la qualificazione in Champions League mentre questi tre punti appena guadagnati erano di quelli obbligati nella tabella di marcia gialloblù in questa prima fase del torneo.

L’avversario di ieri si presentava infatti con appena quattro punti in sei partite ed era reduce da un misero pareggio contro la cenerentola Camomilla eppure, come il calcio continuamente insegna, ogni partita è a se stante e quella che si è vista ieri tra Olympic e Lido e Roma è sembrata tutto fuorché una sfida tra una squadra finalista della Premier Soccer Cup e una formazione di bassa classifica.

La formazione del Lido di Roma infatti da poco aveva subito un drastico rimpasto e quella scesa in campo ieri contro l’Olympic era una squadra quasi irriconoscibile per i tanti nuovi acquisti che ne decisamente avevano aumentato il tasso tecnico.

Alla fine è stato comunque decisivo il maggior tesso tecnico della nostra squadra e soprattutto la mancanza di amalgama dei nostri avversari che pur uscendo sconfitti da cinquanta minuti di gioco agonisticamente validi hanno dimostrato di poter competere almeno per un buon piazzamento nella coppa di consolazione ovvero quella che accoglierà le squadre classificatesi dal nono al sedicesimo posto.

Come ricorderete questo match avrebbe dovuto giocarsi lunedì scorso ma poi era stato rinviato a ieri a causa della forte pioggia abbattutasi su Acilia e per la conseguente impraticabilità del terreno di gioco. Purtroppo due giocatori inseriti nella prima lista di convocati hanno dovuto rinunciare alla seconda chiamata per impegni personali e così insieme ai confermati Perrone, Rencricca, Ripanucci, Bisogno e Tani la società convocava Gennari per sostituire Sforza e Juan Esteban Brusco per sostituire Santolamazza dopo che anche Tagliaferri e Davide Baldi si erano dichiarati indisponibili.

Fin dalle prime battute l’Olympic ha evidenziato qualche difficoltà infatti la squadra, pur messa bene in campo con un rombo molto basso, faticava a contenere gli avversari che prendevano coraggio e arrivano più volte alla conclusione trovando però sulla loro strada un Perrone in forma.

L’Olympic ci ha messo circa dieci minuti a carburare e pur con molte difficoltà ha sfiorato la rete con Tani, Ripanucci e Gennari prima che la fortuna aiutasse i nostri a passare in vantaggio: la Dea Bendata si presentava infatti sotto forma di deviazione sotto porta che permetteva al tiro di Bisogno di diventare imparabile.

Si andava così al riposo sull’1 a 0 ma con tanti dubbi sulla tenuta della formazione gialloblù, dubbi che venivano confermati dal pareggio dei nostri avversari che concludeva una fase in cui il Lido di Roma metteva alla frusta il nostro quintetto. Il repertorio di errori grossolani dei nostri giocatori era vasto e vario ma come abbiamo già preannunciato è stato decisivo la maggior qualità dei nostri ragazzi che hanno saputo quagliare nei momenti decisivi dell’incontro facendo virare le sorti dell’incontro a nostro favore.

Il 2 a 1 arrivava grazie al nostro insostituibile bomber Gennari che trovava la sua undicesima rete nel torneo grazie ad un assist di Bisogno. Poco dopo toccava a Bisogno servire l’ultimo passaggio a Gennari per il 3 a 1 mentre una deviazione decisiva della parte meno nobile del corpo di Rencricca permetteva agli avversari di battere per la seconda volta Perrone.

Il break decisivo dell’incontro lo realizzava Emiliano Ripanucci che trovava la sua dodicesima segnatura stagionale su assist di Gennari e confermandosi come l’uomo più continuo di questa seconda parte di stagione. I tifosi sul 4 a 2 cominciavano a rilassarsi nonostante qualche svista della nostra difesa a cui però Perrone metteva una pezza in extremis e poco più tardi anche Sforza e Santolamazza potevano rilassarsi sul divano di casa assistendo al terzo gol di Gennari che deviava di testa un bellissimo assist di Bisogno.

Nel finale c’era gloria anche per il rientrante Brusco che concludeva l’ennesima discesa della sua serata con un gol dei suoi e un secondo prima del fischio finale arrivava la terza realizzazione del Lido che chiudeva il referto arbitrale.

Chi vi scrive non può che essere costretto a dividere il proprio giudizio tra la felicità per questa quarta vittoria nella Green Cup e i tanti dubbi che si moltiplicano dopo aver assistito alle ultime tre uscite dell’Olympic. Deconcentrazione e approssimazione continuano ad accompagnare le nostre prestazioni o perlomeno ci sono dei momenti delle partite in cui la squadra cade in autentici black out e subiamo reti che definire evitabili sarebbe eufemistico.

Rendiamoci conto dell’attenzione che questo torneo richiede per ottenere determinati risultati e diamo un seguito a questa vittoria altrimenti possiamo scordarci di rimanere tra le grandi e accedere alla Champions League.

Per arrivare alla Champions sarà indispensabile che tutti diano il massimo e che ogni giocatore faccia il possibile per aumentare la propria continuità di rendimento visto tutti gli elementi della rosa sono soggetti a dei veri e propri sali scendi nelle loro prove. Chiudiamo con un dato positivo ovvero la prestazione degli outsider infatti anche Juan Brusco ieri sera, al rientro dopo tanta tribuna, ha offerto una prova più che sufficiente così come era successo nell’esordio di Green Cup a Fabio Tagliaferri.

 

NOTE: serata primaverile. Spettatori, circa 20.

PAGELLE

PERRONE: 7 cap.

Per il bene della squadra e almeno per questa stagione deve continuare a giocare come portiere e trovare una continuità in questo ruolo perché ieri è stato decisivo ai fini della vittoria. Si vede che era la sua serata perché in un paio di circostanze in cui non è riuscito a parare i tiri delle fortunose deviazioni con il corpo lo hanno aiutato a non subire gol.

RENCRICCA A. : 5.5

I black out descritti nel commento riguardano anche il difensore di Centocelle che ieri ne è rimasto vittima di uno colossale a inizio di settimana quando con un “eccezionale” velo smarcante ha servito su un piatto d’argento il pareggio al Lido di Roma. La deviazione che mette fuori gioco Perrone in occasione del provvisorio 3 a 2 è solo un caso ma il numero 4 gialloblù non sembra comunque in giornata. Bella invece la discesa conclusa con l’assist a Gennari che realizza il 2 a 1.

RIPANUCCI: 6.5

Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: Ripanucci è in assoluto il giocatore più in forma e più continuo in questo parte della stagione. Praticamente dal suo acquisto nel mercato invernale non ha sbagliato una partita, vanta un ruolino di 12 presenze e 12 reti, tutti in gare ufficiali e tutti decisivi come il gol del 4 a 2 di ieri sera, una rete che ha significato la prima vera svolta nella storia dell’incontro. Sarebbe bello rivedere in campo Sacchi anche per poter schierare qualche metro in avanti Ripanucci che potrebbe in questo modo sfruttare al meglio le sue progressioni e il suo dribbling.

Ammonito nella ripresa per un fallo su un avversario lanciato a rete.

TANI: 5.5

Il fantasista dei Parioli è il giocatore su cui maggiormente punto il dito parlando di continuità riferendomi alla gara di stasera. Contro il Real la settimana scorsa, nonostante la sconfitta dell’Olympic, si era rivelato il miglior gialloblù in campo mentre contro il Lido di Roma non è sembrato infatti in partita sbagliando parecchi passaggi e facendo mancare quel pizzico di convinzione necessaria nei contrasti. Peccato per almeno tre errori in area di rigore, magari con una rete a inizio partita la sua serata sarebbe potuta essere totalmente diversa.

BISOGNO: 6.5

La prestazione del tornante gialloblù non è stata eccezionale per continuità ma il numero sette dell’Olympic ha saputo sfruttare alcune situazioni all’interno della gara che poi si sono rivelate decisive per il risultato finale. Alcuni esempi: il gol dell’1 a 0, il passaggio di prima a chiudere il triangolo con Gennari che segna il 3 a 1 e l’immaginifico assist, ancora per Gennari, che frutta al bomber la rete del 5 a 2, testa alta, tocco sotto, palla che scavalca difensori e portieri e Gennari che la spedisce oltre la linea di testa. Ad un giocatore come Bisogno abbiamo spesso chiesto di essere decisivo e ieri lo è stato!

BRUSCO: 6

Al rientro dopo sette mesi (ultima apparizione il 6 ottobre 2008 in amichevole) gli viene assegnata la maglia numero 10, una casacca che reca in se il peso delle responsabilità e lui, che ha le spalle grosse, si mette d’impegno sulla fascia sinistra e diventa un vero e proprio problema per il centrocampo avversario che viene spesso saltato grazie ai suoi dribbling mancini che creano più volte situazioni di superiorità numerica per l’Olympic. Nel secondo tempo cala atleticamente ma ha la fortuna e la bravura di trovare una splendida rete che vale il suo gol numero 2 in partite ufficiali con l’Olympic. Una cavalcata stile Adriano che porta con se i profumi delle pampas e viene ripagata dai sorrisi di gioia chi ha creduto in lui.

GENNARI: 7

Dove vuole arrivare il nostro attaccante principe? Ieri per la prima volta ce l’ha detto, quasi sussurrandolo, che vorrebbe vincere la classifica cannonieri. Con l’aiuto dei compagni e con questa continuità realizzativa potrebbe anche farcela anche se la concorrenza è agguerrita e storicamente l’Olympic non segna tantissimi gol. Ieri ha segnato una tripletta e deve ringraziare Rencricca e soprattutto Bisogno che gli hanno offerto assist al bacio. Però io sono un perfezionista e ad un giocatore che in sole venti presenze è quasi entrato nella top ten dei cannonieri gialloblù di tutti i tempi (è salito a quota 42, a sole quattro lunghezze da Bisogno e sacchi che sono al decimo posto della graduatoria) chiedo anche un maggiore contributo alla fase difensiva. Non per pignoleria ma perché vedo in Gennari un top player che potrebbe fare grande l’Olympic!