Archivi categoria: Commento e pagelle

Olympic 2000 – C.N. Football Club 7-6

Ed ecco il commento ragazzi! in fondo trovate le foto e a sinistra il sondaggione!
MARTEDI’ 12 GENNAIO 2010, ORE 20.10
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, X GIORNATA
C.N. FOOTBALL CLUB   –   OLYMPIC 2000
6-7 (3-3)

MARCATORI:

2 BISOGNO

2 RENCRICCA A.

2 TANI

1 BUCA

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Alessandro Rencricca

 

Era il giorno della ripresa del campionato dell’Olympic, il giorno dell’ultima spiaggia per chi credeva ancora nell’aggancio all’ottavo posto, il giorno in cui bisognava dimostrare e il giorno del clamoroso rientro di Formiconi.

E’ andato tutto bene, benissimo, magnificamente, magari non nella forma ma nella sostanza l’Olympic ha raggiunto tutti gli obiettivi della serata.

Innanzitutto ha ritrovato la vittoria in campionato e per di più, per la prima volta in questa stagione, contro una squadra che la precedeva in classifica. Uscire sconfitti dalla partita di ieri avrebbe significato perdere per sempre contatto con il treno delle grandi, un treno che viaggia ancora parecchi chilometri avanti a noi ma un treno che ora possiamo aspirare a raggiungere, un treno su cui la squadra vuole salire sopra. E da ieri di questa squadra fa parte anche, anzi di nuovo, Fabrizio Formiconi, un pilastro del passato, un capitano dell’Olympic che ieri è sceso in campo e a fine partita ha detto “Sembra che non me ne sia mai andato via!”

Infine, a coronamento di tutto ciò è arrivato inevitabile il calore del pubblico che era lì sopito in attesa che la squadra dimostrasse di meritarlo, non vincendo ma semplicemente mettendo tutto in campo. Noi eravamo sicuri che le due cose andassero di pari passo e infatti contro il C.N. Football Club i tre punti sono arrivati grazie alla determinazione, null’altro.

Le assenze di Guarino (motivi lavorativi), Sforza (costole fratturate nell’amichevole contro l’Olympic) e Brusco (fuori per scelta tecnica nonostante la tripletta al Rome North Team) non sono state avvertite. Del resto la squadra poteva vantare un’ampia scelta di ruoli e, a prescindere dagli uomini schierati, un buon equilibrio grazie a Rencricca, Formiconi e Stefano Tagliaferri che si sono spartiti il lavoro difensivo e Buca, Tani e Bisogno che invece hanno lavorato dal centrocampo in su.

Gli errori difensivi da parte dell’Olympic purtroppo non sono mancati ma in altre occasioni la squadra dopo essersi portata sul triplo vantaggio (Rencricca e doppio Tani dopo un paio di belle parate di Perrone sullo 0 a 0) sarebbe crollata psicologicamente in caso di pareggio repentino e sfortunato.

Un’altra volta andare al riposo sul 3 a 3 dopo aver sprecato tanta grazie in attacco e sprecato almeno quattro cinque occasioni per incrementare il bottino sarebbe stato una mazzata che ci avrebbe messo in ginocchio e invece si è rivisto il carattere che siamo capaci di mettere in campo.

Sarà stato merito dell’innesto di Formiconi, può darsi, ma dobbiamo ammettere che i nostri giocatori avevano gli occhi della tigre e non solo hanno riguadagnato due gol di vantaggio grazie a Bisogno e Rencricca. Non solo!

Si sono fatti di nuovo riprendere dagli avversari sul 5 a 5 e solo nel finale, grazie alla seconda impennata d’orgoglio, hanno meritato la vittoria grazie ad un nuovo uno due confezionato da Buca e Bisogno.

La sesta rete dei rossi avversari non è servita a nulla, l’arbitro ha fischiato la fine e i nostri giocatori hanno gioito per una vittoria meritata che avrebbe dovuto essere decisamente più larga (gli avversari hanno colpito due pali ma Buca e Tani hanno entrambi colpito due incroci dei pali) considerando le tante occasioni da gol non concretizzate dai nostri attaccanti, almeno dieci nitide.

Ma forse è stato meglio così, all’Olympic serviva un match sofferto, combattuto, vinto non grazie alla forza tecnica ma grazie ai sentimenti, alla grinta, al cuore.

E cuore è stato! Pulsante e a forti tinte gialloblù!

 

NOTE: serata molto fredda. Spettatori, circa 10.

PAGELLE

PERRONE: 6+ cap.

Il capitano sullo 0 a 0 si oppone alla sua maniera con tre uscite che salvano la porta. Nella ripresa però il numero 10 avversario segna un gol con un tiro assist che si infila sotto il sette: peccato solo che aveva tirato quasi dal calcio d’angolo e Perrone sembri un po’ sorpreso.

Serata di numeri tondi: 550 presenze in gialloblù.

RENCRICCA A. : 7.5

Come è stato in passato con Aschettino, Sacchi e Ripanucci si giova immediatamente della presenza di un difensore dal carattere forte e dall’ottimo senso della posizione come Formiconi. Oltre alla buona prestazione difensiva si gode la buona compagnia di reparto andando a trovare per due volte il gol e diventando il capocannoniere gialloblù del torneo con 11 segnature.

Viene ammonito per proteste nella serata della presenza numero 199, un piccolo sforzo e si entra nella storia!

FORMICONI: 7+

Come facciamo a commentare senza brividi questo ritorno? Possiamo scrivere semplicemente che un giocatore con alle spalle 137 presenze con questa maglia (di cui 48 da capitano) non avrebbe dovuto avere problemi a collezionare la centrotrentottesima, nemmeno dopo sei anni, due mesi e ventidue giorni.

Sei anni fa per motivi che non staremo qui a giudicare o commentare le strade dell’Olympic e quella di Formiconi si sono allontanate, ieri si sono rincontrate ad un incrocio. Il futuro lo scriviamo da domani.

TAGLIAFERRI S. : 6.5

Si lamenta perché viene spesso spostato dalla difesa al centrocampo all’attacco ma un giocatore della sua duttilità è fondamentale per mantenere l’equilibrio quando i cambi stravolgono la squadra per uno o due quinti.

Un po’ a corto di ossigeno dopo la sosta (aveva saltato la seconda delle due amichevoli natalizie) ma sempre utile e ormai sulla via del pieno recupero.

BISOGNO: 7

Dopo che nel primo tempo il portiere gli aveva parato un paio di tiri davvero pericolosi si rende protagonista della seconda e della terza scossa gialloblù segnando il quarto e il settimo gol dell’Olympic con quest’ultimo che poi si rivelerà decisivo per la vittoria finale almeno quanto l’assist per il gol del 6 a 5 di Buca.

Nella serata della sua presenza numero 150 non solo ha gli occhi della tigre ma anche lo scatto del ghepardo.

TANI: 7

Caspita che incidenza sulla partita! A occhio e croce ha giocato qualche minuto in meno dei compagni eppure il suo uno due nel primo tempo è stato micidiale. Sul primo gol si fa trovare ben smarcato e deve solo deviare la sfera in rete ma nell’azione successiva è stato spettacolare vederlo seguire l’azione, chiamare l’assist a Buca e scaraventare in splendida coordinazione la palla sul secondo palo.

Dove vai se il Maghetto non ce l’hai?

BUCA: 6

Il nostro star player romeno ieri ha faticato più degli altri a trovare la grinta e la voglia di abbattere l’ostacolo rosso avversario. Un po’ troppo molle nei contrasti, poco concentrato in occasioni che avrebbero potuto fruttare altre reti e spesso ai margini del gioco.

In questa serata un po’ così ha comunque fatto vedere ai tifosi due assist per Tani, un incrocio dei pali pieni e il gol del 6 a 5 trovato con un bel sinistro al volo di cui il portiere avversario ha solo intravisto la scia luminosa con la coda dell’occhio.

Olympic 200 – Rome North Team 4-3

LUNEDI’ 4 GENNAIO 2009, ORE 21
STADIO CIRCOLO FLAMINIA
GARA AMICHEVOLE
ROME NORTH TEAM   –   OLYMPIC 2000
3-4

 

MARCATORI:

3 BRUSCO

1 RENCRICCA A.

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Juan Esteban Brusco

 

Il 2010 dell’Olympic comincia con una vittoria ottenuta in u incontro in cui la squadra gialloblù ha mostrato il peggio e il meglio di se. I ragazzi capitanati da Perrone, in trasferta presso il Circolo Flaminia per affrontare la Rome North Team guidata da Francesco Sforza, hanno dapprima offerto una prestazione in linea con il recente trend mentre nel finale, sospinti da un inaspettato impeto d’orgoglio, hanno ribaltato il punteggio che li vedeva sotto di due gol e hanno portato a casa un’affermazione che non cancella i problemi e i dubbi su questa squadra ma che almeno calma un po’ i tifosi e getta benzina nel fuoco del morale gialloblù, ultimamente un po’ fioco.

Per questa trasferta record, mai infatti la nostra squadra aveva giocato così lontano dal suo luogo di fondazione, l’Olympic doveva rinunciare ai titolari Guarino e Stefano Tagliaferri e con Sforza impiegato nelle file avversarie la società ha dovuto ricorrere ai ripari convocando ben due esordienti assoluti da affiancare a Perrone, Rencricca, Bisogno e Tani. Il primo esordio è sfumato in mattinata per il forfait di Walter Marletta (poi sostituito da Brusco) mentre il secondo si alla fine concretizzato per merito del centrocampista Dario Sorci.

E’ stato fin da subito chiaro che tra le due squadre la differenza era sostanziale: l’Olympic più organizzata sotto ogni aspetto, la Rome North Team praticamente una selezione di amici che occasionalmente si ritrova per giocare.

Eppure dopo l’1 a 0 firmato da Brusco questi amici si sono dati da fare, hanno messo in campo la loro qualità individuale e grazie alla grinta hanno messo sotto l’Olympic che ha attraversato una ventina di minuti di difficoltà assoluta in cui gli avversari facevano quello che volevano, le marcature erano saltate e la forza di volontà si perdeva nella oscure trame psicologiche dei nostri giocatori.

Insomma si è vista la solita Olympic abulica, molle, fiacca, senza verve contro la quale Francesco Sforza, normalmente facente parte di questo bel quadretto, una volta estratto dallo stesso è sembrato trasformato e ci ha punito con una doppietta molto bella che sarebbe potuta diventare anche una tripletta se la traversa non avesse aiutato Perrone.

Ad un millimetro dal disgregamento totale della nostra squadra poi qualcosa fortunatamente è scattato, la squadra è riuscita a fare quel piccolo ma difficilissimo sforzo di volontà e negli ultimi benti minuti gli avversari non hanno più superato la loro metà campo. Rencricca accorciava le distanze con un bel tiro da fuori mentre Brusco segnava due gol che significavano sorpasso e vittoria ai danni dei volenterosi avversari che durante la rinascita gialloblù erano anche fortunati visto che per due volte la traversa e una volta il palo li aiutavano.

Ultimo brividuccio nel finale quando un banale errore a centrocampo portava due avversari da soli di fronte a Perrone che però con un scatto felino intuiva le intenzioni di Sforza strappandogli in gola l’urlo di esultanza per il pareggio.

Il cronista stanco e amareggiato sottolinea l’orgoglio che ha portato alla rimonta e alla vittoria ma deve sottolineare maggiormente le solite note dolenti sperando come di consueto che queste magicamente scompaiano alla prossima e ormai imminente gara di campionato.

 

NOTE: serata molto fredda. Spettatori, circa 3.

PAGELLE

PERRONE: 6.5 cap.

Il voto sta tutto nell’intervento “da tre punti” su Sforza a pochi secondi dalla fine: un guizzo che significa vittoria quando già la curva stava preparando le bombe carta da gettare in campo.

RENCRICCA A. : 6

Tanta forza di volontà ma mal incanalata e mal gestita a causa di un caratteraccio che nelle situazioni di difficoltà potrebbe essere di grande aiuto per i compagni e invece finisce per infastidirli. Bello il gol del 2 a 3, sfiora la doppietta colpendo la traversa con un pallonetto geniale dalla trequarti.

TANI: 6

Dalla tribuna stampa vorremmo tirargli appresso i PC quando decide di ignorare i compagni e tentare la soluzione personale contro un muro di avversari perdendo palla. Se migliora sotto questo aspetto rimarrebbe solo l’innegabile intelligenza tattica e la luce che quando si accende abbaglia le difese avversarie. Anche lui colpisce una traversa.

BISOGNO: 6-

Di chilometri ne macina più di un pony express ma poi sbaglia puntualmente al momento decisivo dell’azione quando si tratta di effettuare l’ultimo passaggio o di cacciare la palla in rete.

SORCI: 6

Il quinto esordiente stagionale si presenta ai suoi nuovi tifosi come un mix tra Bisogno e Venturi. La sua prestazione è fortemente inficiata dalla scarsa condizione fisica e atletica conseguente un lunghissimo stop per infortunio ma abbiamo rilevato una indubbia qualità e buon senso tattico che in prospettiva potrebbero fare comodo alla causa.

Avrebbe potuto bagnare l’esordio con un gol ma ci si è messo il palo a rovinare tutto.

BRUSCO: 6.5

Match winner della serata grazie alla sua tripletta scaccia mostri. Il suo raggio d’azione non è amplissimo ma sotto porta si fa sentire grazie ai suoi chili e ai suoi centimetri. Sarebbe potuta essere una serata ancora più trionfale se avesse sfruttato meglio qualche altra occasione ma uscire dal campo tra gli applausi di una curva che rimane in aperta contestazione con la squadra mi sembra comunque un bel traguardo!

Olympic 2000 – EAS 3-7

LUNEDI’ 28 DICEMBRE 2009, ORE 21
STADIO PARCO DEI MEDICI
GARA AMICHEVOLE
EAS   –   OLYMPIC 2000
7-3

MARCATORI:

1 BISOGNO

1 PERRONE

1 TAGLIAFERRI S.

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Stefano Tagliaferri

 

Finisce qui il 2009 gialloblù, un anno davvero particolare in cui alle due finali perse a febbraio e a luglio sono corrisposte un numero impressionante di sconfitte che, per come sono maturate, hanno spesso fatto storcere il naso a critica e tifosi.

A volte sono state sconfitte contro formazioni che di buono avevano solo la grinta e il carattere, altre volte sono stare vere e proprie debacle inaspettate dovute a black out spesso immotivati. Ma il filo conduttore è stato quasi sempre la mancanza di determinazione, quel quid che mancava per rendere determinanti prestazioni anche buone ma quasi sempre incomplete proprio per l’assenza di fuoco negli occhi e nel cuore, quel fuoco che rende possibile ogni impresa e ogni vittoria.

La partita di ieri non è sfuggita a questo leit motiv e, nonostante la squadra avversaria fosse imbottita di buoni giocatori e avesse un buon gioco, l’Olympic avrebbe potuto benissimo portare a casa una vittoria mostrando più cattiveria, facendo qualche fallo in più e dimostrando più cinismo in area di rigore.

Si è giocato presso il circolo sportivo del Parco dei Medici, teatro nel 2003 della sfortunata esperienza dell’Adidas Cup che poi sfociò nelle clamorose cessioni di Formica, Formiconi e Ciuffa. Il terreno di gioco era decisamente più grande di un normale campo di calcio a 5 e quindi la società avversaria ci aveva chiesto un incontro con formazioni composte da sei elementi ciascuna.

I gialloblù sono scesi in campo con Guarino in porta, e Rencricca, Stefano Tagliaferri, Perrone, Bisogno, Brusco, Bisogno e Tani a cercare di trovare un assetto decente trovandosi spesso a fare i conti con la paradossale difficoltà di disporre di un uomo in più.

Dopo lo 0-1 dell’EAS è arrivato il pareggio grazie allo splendido pallonetto di Perrone, schierato fuori dai pali dopo tempo immemore. Poi i padroni di casa si sono portati sul 4 a 1 grazie ma subito dopo c’è stata una fase piuttosto lunga in cui l’Olympic ha dominato il gioco. Il frutto di questo predominio piuttosto sterile è stato però solo il gol di Stefano Tagliaferri, bellissimo più per l’azione che per la conclusione vera e propria. Nella circostanza i giocatori gialloblù hanno dato vita ad un’azione tutta fatta di passaggi rapidi, al massimo due tocchi, e i risultati dovrebbero farci riflettere sul nostro modo di giocare.

Quando mancavano circa venti minuti al fischio finale l’EAS ha segnato il quinto gol a cui l’Olympic ha risposto con la rete di Bisogno. Sul 3 a 5 sembrava che l’Olympic potesse farcela, che l’altra squadra fosse un po’ stanca, e invece sono arrivati due gol evitabilissimi che hanno sancito il risultato finale di 7 a 3.

L’amichevole è stata sicuramente utile perché valida dal punto di vista agonistico ma i problemi di questa Olympic rimangono inalterati di settimana in settimana. Negli spogliatoi Filiberto Tarallo, convocato dalla nostra società per sopperire alla mancanza di un giocatore avversario, ha dichiarato di aver visto un’Olympic senza grinta.

Vero. Ma che male sentirselo dire anche da un avversario. Significa che il problema è proprio evidente anche dall’esterno.

Ragioniamo su queste parole e cerchiamo di cominciare un 2010 all’altezza della nostra storia.

 

NOTE: serata umida con leggera pioggia durante l’incontro. Spettatori, circa 3. Partita disputata da formazioni composte da sei giocatori ciascuna.

PAGELLE

GUARINO: 6-

Ci avevano riferito di un Guarino fuori forma nelle sue prestazioni come portiere in altri tornei cui sta prendendo parte e invece abbiamo visto un portiere abbastanza efficace, coraggioso e forse solo un po’ appannato nei riflessi e nella reattività.

RENCRICCA A. : 5

Tanti errori in una serata da dimenticare.

TAGLIAFERRI S. : 6-

Alla costante ricerca di minuti da mettere nelle gambe: missione compiuta. Segna il secondo gol gialloblù dopo un’azione bellissima della squadra.

TANI: 5.5

Partita a tutto campo. Cala nel finale ma per tre quarti di gara si è visto un buon impegno.

PERRONE. 5.5 cap.

Dopo otto mesi sveste la maglia numero 1 e si rigetta nella mischia. Fa vedere buone cose giocando a centrocampo dimostrando una tenuta atletica inaspettata probabilmente anche per lui. Apre le marcature dell’Olympic con uno stupendo pallonetto da centrocampo che intendeva servire Bisogno e invece beffa l’incredulo portiere avversario.

BISOGNO: 5

Segna la terza rete gialloblù ma sbaglia molti appoggi e passaggi, troppi anche considerando le condizioni insidiose del terreno di gioco.

BRUSCO: 5

A disagio nella confusione dell’attacco gialloblù. Pescato spesso in controtempo dai compagni. Era al rientro dopo tre mesi di assenza.

Olympic 2000 – Valeria2 7-8

LUNEDI’ 21 DICEMBRE 2009, ORE 20.40
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, IX GIORNATA
OLYMPIC 2000   –  VALERIA 2
7-8 (2-3)

MARCATORI:

4 TAGLIAFERRI S.

2 RENCRICCA A.

1 SFORZA

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Stefano Tagliaferri

 

Pochi mugugni, pochi fischi, soffocati dall’abbondante pioggia che rende tutto soffuso, che attutisce l’ennesima delusione che l’Olympic ha dato ai suoi tifosi, infreddoliti e tristemente meno sorpresi di questa ennesima sconfitta di quanto lo siano stati per la vittoria di carattere arrivata contro il Piper Club appena una settimana fa.

L’Olympic ha perso di nuovo, per la quinta volta in queste prime nove partite di campionato e ancora una volta di fronte che sebbene la sopravanzasse in classifica si era presentata alla Madonnetta con soli quattro elementi (il quinto sarebbe arrivato solo a fine primo tempo) e senza portiere titolare schierando tra i pali la controfigura di un capitello corinzio.

Con queste premesse il risultato di ieri assurge al rango di figuraccia, maturata pian piano e nelle medesime modalità di analoghe debacle di questa stagione. A nulla è servito schierare il rombo che aveva prodotto le vittorie contro Solite Pippe e Piper Club, a nulla è servita la rete numero 100 in competizioni ufficiali di Rencricca che ha sbloccato la partita.

Il Valeria 2 pareggiava già dopo qualche minuto quando ancora era in inferiorità numerica e quando si è ristabilito l’equilibrio di giocatori tra le due squadre l’Olympic ha dimostrato tutti i suoi limiti andando al riposo sul 2 a 3.

Quasi dimenticavamo di sottolineare le condizioni del terreno di gioco, un pantano biblico, confezionato dalle abbondanti piogge cadute nel pomeriggio e per tutto il match, che ha reso difficile l’equilibrio dei giocatori e i passaggi più semplici.

Ma la pioggia e le pozzanghere c’erano per entrambe le squadre eppure i gialloblù sembravano gli unici ad affogare negli specchi d’acqua sul campo mentre gli avversari sembravano fenicotteri nella stagione degli amori, grintosi e vogliosi di confermare la loro lusinghiera posizione di classifica che salvo harakiri li porterà dritti in Champions League.

A inizio ripresa Rencricca pareggiava i conti ma durava poco perché il Valeria 2 scavava un solco di parecchi gol che solo a fine secondo tempo veniva pian piano scalfito vuoi perché gli avversari nona vendo cambi vedevano ridursi le proprie energie vuoi perché non disponendo di un vero portiere ogni tiro che incredibilmente fosse indirizzato verso la porta avversaria si trasformava in gol.

Sarebbe bastato che la partita fosse durata un minuto di più per pareggiare o addirittura vincere ma sarebbe bastato anche un po’ più di testa, di concentrazione, di cattiveria, tutte doti che finora tutte le squadre affrontate, anche quelle battute, ci hanno mostrato e noi siamo riusciti ad emulare in rare e discontinue occasioni.

Dopo tanto deliquio sportivo da parte dei gialloblù chiudiamo il 2009 con tanti rimpianti dovuti totalmente a nostre mancanze: non riusciamo a tirare fuori le palle, già, non attributi ma proprio le palle e allora ci meritiamo la posizione di classifica che occupiamo e le sconfitte che da marzo in poi stiamo patendo, prima fra tutte la finale persa di Coppa UEFA quando mancava solo di aspettare il fischio finale per alzare la coppa.

Consiglio di fine anno: ritroviamo lo spirito del 2008, quando abbiamo vinto due tornei e la squadra superava ostacoli a prescindere da chi fosse in campo. Ricordate il 2008…

 

NOTE: serata fredda, umida e con abbondanti precipitazioni piovose. Spettatori, circa 4.

PAGELLE

PERRONE: 5.5 cap.

Le condizioni delle sue ginocchia peggiorano e la pioggia e il freddo non hanno aiutato a rendere il capitano reattivo e scattante, soprattutto nel secondo tempo. Si consiglia un periodo di stop con conseguente accertamento clinico e passaggio di consegne a Guarino.

RENCRICCA A. : 5.5

Sbaglia molto, si incaponisce con conclusioni da fuori area spesso improbabili ma è sempre il più presente e il più grintoso. Peccato aver segnato la rete numero 100 in competizioni ufficiali (e nella ripresa la numero 101) e non poter festeggiare degnamente. Diventa il capocannoniere gialloblù del torneo insieme a Stefano Tagliaferri con nove centri.

TAGLIAFERRI S. : 6.5

Datemi retta, se continua a migliorare con questa curva di progressi allora entro fine stagione avremo il campione di un tempo. Se sotto la pioggia battente e in una risaia è riuscito a segnare quattro gol allora aspettiamo con impazienza l’arrivo della primavera. Anche lui non è certo esente da errori ma non ha concesso nulla agli avversari sotto il profilo della grinta e va premiato con il titolo di miglior gialloblù in campo.

BISOGNO: 5.5

Onestamente non sbaglia molto ma nemmeno si fa notare per giocate particolari se non per un bel assist a Stefano Tagliaferri. Spesso si perde in un bicchiere d’acqua allargandosi troppo sulla fascia una volta ricevuta palla o non tentando la conclusione al momento propizio. Fa un po’ rabbia perché sappiamo che i mezzi li ha.

TANI: 5

In netto calo dopo le belle prove nelle ultime due gare. Troppo spesso tenta la via più difficile perdendo palloni in zone pericolose del campo.

SFORZA: 5

Segna un gol dei suoi beffando tutta la difesa avversaria ma la sua fumosità e scarsa concretezza lì davanti sono imbarazzanti. Presenza numero 48, supera Flavio Bramucci ed entra nella Top 20 della classifica presenze di tutti i tempi.

BUCA: 4.5

Che serata grama per il nostro presunto star player! Ti aspetti da un momento all’altro una giocata risolutiva, un passaggio illuminante, un dribbling che crei superiorità numerica, un bel tiro e invece ti ritrovi a commentare errori nei passaggi e una risposta caratteriale praticamente nulla. Lo attende un 2010 in cui dovrà dimostrare di valere i soldi spesi dalla società per lui.

Olympic 2000 – S.P. Piper Club 4-2

Buongiorno amici gialloblù!
Ecco commento e pagelle del match di ieri. E guardate che successo sta riscontrando il sondaggio pubblicato ieri notte!!!
MARTEDI’ 15 DICEMRE 2009, ORE 21.10
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, VIII GIORNATA
S.P. PIPER CLUB   Vs. OLYMPIC 2000
2-4 (0-1)

MARCATORI:

2 SFORZA

2 RENCRICCA A.

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Francesco Sforza

 

I tifosi impazziti di gioia escono dalla Madonnetta inneggiando cori a Francesco Sforza, il bomber ritrovato. Subito parte un altro coro per Guarino, combattente instancabile e poi per Tani, incursore devastante e via via tutti i sei giocatori gialloblù scesi in campo ieri ricevono il loro tributo dopo la bellissima prestazione offerta nel match salvezza contro il Piper Club.

E’ stata una partita bellissima sotto il profilo della concentrazione, della determinazione e della grinta, il trittico di doti che spesso citiamo e che raramente è stato possibile vedere espresso. Eppure è già da un po’ di tempo che gli ingranaggi dell’Olympic girano come si deve, che in campo si vede un altro spirito.

Il periodo buio non è ancora finito ma le cessioni estive sono ormai un ricordo sbiadito, la squadra ha trovato davvero una nuova dimensione e le due vittorie consecutive ottenute in altrettanti scontri diretti per la salvezza rimangono lì a testimoniare questi progressi innegabili.

Dopo Le Solite Pippe l’avversario di turno era lo S.P. Piper Club ma a formazioni schierate per il fischio d’inizio era Francesco Tani il primo ad accorgersi che di fronte all’Olympic si schierava il Camomilla della scorsa stagione con qualche innesto. I gialloblù si schieravano a rombo nonostante l’assenza di Stefano Tagliaferri per impegni lavorativi.

Stavolta ai lati del vertice basso Rencricca c’erano Guarino e il rientrante Bisogno, in avanti Tani e Sforza che si alternavano nel ruolo di unico attaccante.

Nella mattinata arrivava il forfait di Catalin Buca a causa di una sindrome influenzale che sta attanagliando il giocatore ormai da più di un mese ma la più grossa sorpresa arrivava nella partita precedente alla nostra quando nelle file dell’Ostia Soccer veniva schierato nientemeno che Florin Dutta, acquisto del calciomercato estivo e da ieri ufficialmente ceduto ai gialloblù ostiensi.

Il difensore romeno ci avrebbe di certo fatto comodo in una stagione lunga e difficile ma il giocatore aveva chiesto alla società la rescissione del contratto. Alla fine l’Olympic lo ha ceduto, le parti si sono accordate in pieno accordo e ora nella rosa gialloblù c’è un posto libero da colmare.

Ma dimentichiamoci di queste quisquilie etra campo e gettiamoci nella mischia di una gara molto combattuta a centrocampo con l’Olympic che dimostrava la sua migliore qualità tecnica rendendosi pericolosa più volte e gli avversari che solo raramente riuscivano ad arrivare dalle parti di Perrone trovandosi di fronte una difesa a tre in linea molto compatta con l’aggiunta di un attaccante che rientrava spesso a dar man forte.

Dopo due conclusioni incredibilmente fallite da Rencricca era Sforza a regalare il vantaggio ai suoi al termine di una bella discesa sulla fascia sinistra di Tani. Sforza riceveva palla sul vertice destro dell’area di rigore e nonostante il pressing di un difensore lasciava partire una rasoiata vincente sul secondo palo.

Sull’1 a 0 il Piper Club aveva due occasioni di pareggiare ma prima gli attaccanti arancioni colpiva un palo a Perrone battuto e poi trovavano nel capitano gialloblù una barriera insuperabile.

Purtroppo a inizio ripresa il Piper Club riusciva a pareggiare su una svista difensiva dell’Olympic ma l’Olympic ha dimostrato ai propri tifosi che era solo un episodio isolato all’interno di una gara quasi perfetta. Su un rapido rovesciamento di fronte infatti Bisogno ha galoppato sulla fascia destra e ha tirato una caramella a Sforza. L’attaccante in serata di grazia, spalle alle porta, si è girato e ha freddato il portiere.

Che goduria! Non sembrava nemmeno vero che l’Olympic non si fosse sfasciata dopo aver subito il pareggio e anzi avesse reagito con forza inaspettata!

La partita sarebbe anche potuta finire sul 2 a 1 ma nella seconda parte del secondo tempo saliva in cattedra Alessandro Rencricca che si rifaceva delle occasioni fallite nella prima frazione e si regalava una doppietta stupenda: il difensore di Centocelle ci arrivava in crescendo colpendo prima un palo, successivamente sfiorava l’euro gol negatogli dal portiere con un intervento magistrale ma al terzo tentativo indirizzava la sfera sulla parte bassa della traversa con un bolide di destro.

La sfera picchiava sulla trasversale e oltrepassava la linea, GOL! e liberazione di tutto lo stadio colorato di gialloblù.

Ma c’era tempo anche per il quarto gol, sempre ad opera di Rencricca e per la seconda segnatura degli avversari che nei minuti finali sfruttavano la stanchezza di un Guarino che aveva veramente dato tutto per realizzare l’inutile rete del 4 a 2.

Il fischio finale sembrava arrivare anche troppo presto per i nostri ragazzi che dopo cinquanta minuti di concentrazione avrebbero continuato a giocare fino a mezzanotte in autentica trance agonistica.

Con questi tre punti saliamo a quota 12 uscendo dalle acque putride della bassa classifica. Non abbiamo ancora fatto nulla ma stiamo lavorando bene per passare le vacanze natalizie serenamente, sicuramente almeno con la consapevolezza che la squadra c’è eccome.

 

NOTE. Serata gelida. Spettatori, circa 10. Olympic in campo con la terza maglia nera.

PAGELLE

PERRONE: 6+ cap.

Serata di prova di resistenza alle temperature criogeniche. Non è in perfette condizioni fisiche ma dimostra di essere attento quando sull’1 a 0 nega in uscita il gol agli avversari.

RENCRICCA: 7.5

Gol numero 98 e numero 99: siamo ad un passo da quota 100 in partite ufficiali. Si ritrova ad essere l’unico costruttore di gioco della squadra e dopo i primi minuti in cui si ostina a cercare inutili e inefficaci soluzioni personali comincia a salire di tono e a cercare con continuità i compagni.

Segna una doppietta ma avrebbe potuto segnare almeno altri quattro gol.

GUARINO: 7+

Il carattere di questo giocatore ha cambiato la squadra da così a così, nettamente! Dopo tempo immemore gioca l’intero match, cinquanta minuti più recupero di pressing, attenzione tattica e marcature attente. Solo a fine partita, quando il ragazzo è stremato, un avversario lo beffa battendo Perrone. Ave Guarino, gialloblù te salutant!

BISOGNO: 7

Al rientro dopo meritate ferie autunnali trova una Acilia gelida in cui manca solo la neve e le renne di Babbo Natale. Stenta a riscaldarsi e sembra quasi intirizzito dalla temperatura siberiana ma il suo secondo tempo è davvero buono, condito da due assist decisivi e da fughe sulla fascia destra in cui sembra il bianconiglio di Alice e gli avversari la povera ragazzina arrancante tra i rovi.

TANI: 7+

In crescita costante e tra i più positivi nel doppio scontro salvezza con Le Solite Pippe e il Piper Club. Molto efficace sia come alternativa Sforza nel ruolo di vertice alto del rombo che come esterno sinistro in sostituzione di Bisogno nel primo tempo. E’ proprio in questa ultima posizione che riceve palla da Perrone e in contropiede da inizio alla splendida incursione da cui nasce l’1 a 0 di Sforza.

SFORZA: 7.5

I momenti immediatamente successivi alle sue due segnature sono bellissimi: vederlo segnare, esultare, correre ad occhi chiusi beandosi di una doccia di cori, applausi, abbracci, felicità non ha prezzo. Finalmente decisivo grazie ad una doppietta da vero attaccante, la prima rete ottenuta con un tiro preciso da appena fuori area, la seconda girandosi lestamente con alle spalle il portiere avversario in uscita. L’arco dell’Olympic ha bisogno delle frecce di Sforza!!!

Olympic 2000 – Le Solite Pippe 13-2

GIOVEDI’ 10 DICEMBRE 2009, ORE 21.10
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, VII GIORNATA
LE SOLITE PIPPE   –   OLYMPIC 2000
2-13 (0-6)

 

MARCATORI:

3 TAGLIAFERRI S.

3 RENCRICCA A.

2 BUCA

2 GUARINO

2 TANI

1 TAGLIAFERRI F.

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Stefano Tagliaferri

 

E’ andata come doveva andare, come da pronostico: l’Olympic ha battuto agevolmente Le Solite Pippe ma non possiamo certo esaltarci per una vittoria del genere contro un avversaria che oltre ad uno straordinario cuore non ha altro nel proprio bagaglio tecnico.

L’Olympic vista all’opera ieri sera non ha mai esaltato, non ha pienamente convinto, non è stata concentrata. Insomma ha fatto quel poco che bastava per battere un avversario che occupa l’ultimo posto in classifica e che contro il quale, probabilmente, non era neanche possibile ottenere risposte alle tante domande dei tifosi.

Bisogna vincere e così è stato, punto e basta, dimentichiamoci il come che tanto, alla fine, nessuno ricorderà se non rileggendo questo resoconto.

Per interrompere la striscia di tre sconfitte consecutive la società confermava Perrone, Rencricca, Stefano Tagliaferri e Tani mentre rientravano Buca, Guarino e Fabio Tagliaferri. Questi sette elementi offrivano una buona gamma di scelte tattiche e così, per la prima volta in questo torneo, l’Olympic abbandonava lo schema a quadrato e provava il tanto richiesto dai tifosi schema a rombo.

Inizialmente davanti a Perrone si schierava Rencricca vertice basso, Stefano Tagliaferri a sinistra, Buca a destra e Fabio Tagliaferri vertice alto.

La preoccupazione della vigilia era quella che la squadra provasse paura di vincere e invece dopo pochi minuti i gialloblù, ieri sera in tenuta nera, andavano in vantaggio grazie ad una bella azione orchestrata da Stefano Tagliaferri il quale offriva su un piatto d’argento la possibilità di calciare a rete al fratello il quale non falliva il colpo.

Vi risparmierò i dettagli, probabilmente tediosi, dell’andamento a senso unico del match: vi basti pensare che l’Olympic è andata a riposo sul 6 a 0 e nella ripresa ha segnato altri sette gol colpendo un totale di quattro tra pali e traverse.

Ripetiamo che contro un avversario così povero tecnicamente avremmo preferito vedere una difesa più attenta e invece Le Solite Pippe hanno più volte impensierito Perrone che in due occasioni si è dovuto superare strappando applausi anche agli avversari.

Alla fine però sono i risultati che contano e quindi sottolineiamo la crescita costante di Stefano Tagliaferri e Tani, la grande verve e il carattere di Guarino che in questa stagione saranno fondamentali e l’estro di Buca, l’unico giocatore capace di accendere la luce in qualsiasi momento.

Alla squadra diamo un 6, ai pochi tifosi diamo un 8 per aver resistito alle gelide temperature dello Stadio della Madonnetta. Speriamo che il futuro sia più prodigo di soddisfazioni per loro e che questa partita sia l’inizio di un nuovo ciclo di vittorie, un punto di partenza magari poco solido ma indispensabile.

Nota di merito in chiusura per la squadra avversaria che da sette giornate sta subendo valanghe di gol e nonostante ciò comincia e finisce le partite con il sorriso e una serenità interiore che fanno riflettere sul resto del mondo del calcio. Se giocare senza vincere vi diverte comunque siete da ammirare ragazzi!

 

NOTE: serata molto fredda. Spettatori, circa 3. Olympic in campo con la terza divisa nera.

PAGELLE

PERRONE: 6 cap.

La sua serata evade dalla monotonia quando fa quella spettacolare parata sull’ennesimo tentativo di autogol di Stefano Tagliaferri. Sembra spiazzato e lontano dalla palla ma si inarca e sfiora la palla quel tanto che basta per deviarla in angolo. Funambolico.

RENCRICCA A. : 6-

Sembra che stia giocando un’amichevole per quanto sembra poco concentrato e impreciso. Alla fine rivela che stava facendo di tutto per cercare il centesimo gol in partite ufficiali. Per stavolta si deve accontentare di una tripletta e quindi di fermarsi a meno tre passi dall’agognata meta.

GUARINO: 6.5

Tambureggia le caviglie degli avversari come fosse una gara di cartello e ciò è molto apprezzabile in una serata come quella di ieri. Segna una doppietta che lo rende felice come un bambino.

TAGLIAFERRI S. : 6.5

Altro passettino verso il Paradiso. Per ora siamo a molti gradini dalle nuvole però si vede che il calciatore ha voglia di giocare, di vincere e di recuperare il tempo perduto a causa dell’infortunio.

Il primo esperimento di rombo per un’Olympic che da anni utilizza il 2-2 è positivo e il suo utilizzo è stato fondamentale potendolo schierare praticamente in ogni ruolo del nuovo schieramento.

Segna una tripletta tra cui un gol di tacco al volo molto bello da vedere.

BUCA: 6.5

Le cose più belle della serata ce le fa vedere il nostro fantasista romeno che sembra volersi divertire sempre e comunque cercando giocate ad effetto in ogni occasione. Al rientro dopo l’assenza contro l’Ostia Soccer a causa dell’influenza segna una doppietta che lo proietta momentaneamente al primo posto della classifica della Scarpa d’Oro.

TANI: 6.5

Prosegue il buon momento del nostro apprendista stregone che anche ieri sera ha offerto una prova davvero convincente. Magari qualche volta eccede nel tentare la soluzione personale ma fa troppe cose buone e decisive per far si che questo risulti un difetto. Anche per lui una doppietta all’attivo.

TAGLIAFERRI F. : 6

Di nuovo in campo con il fratello Stefano in prima squadra dopo tre anni e quattro mesi. Tempo fa c’era un ottima intesa tra i due e la storia si è ripetuta all’inizio del primo tempo quando Fabio ha ricevuto da Stefano un assist e ha poi battuto il portiere per il gol dell’1 a 0, rete che gli consente di agganciare Perrone al quinto posto della classifica cannonieri in gare ufficiali di tutti i tempi con 86 segnature.

Cala molto con il passare dei minuti ma ce la mette tutta per non sfigurare al rientro dopo tre mesi di assenza.

Olympic 2000 – Ostia Soccer 6-8

MARTEDI’ 1 DICEMBRE 2009, ORE 20.10
TORNEO DI APERTURA, SESTA GIORNATA
OSTIA SOCCER   VS.   OLYMPIC 2000
8-6 (2-2)

MARCATORI:

2 BISOGNO

2 TAGLIAFERRI S.

1 RENCRICCA A.

1 SFORZA

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Stefano Tagliaferri

 

La differenza tra la partita dell’Olympic di una settimana fa e quella di ieri sta solo nella sfumatura di nero, sempre più cupa, del periodo della squadra. Tralasciamo le tre sconfitte consecutive, i dodici gol fatti e i ventuno subiti. Concentriamoci sul fango denso in cui l’Olympic è impantanata, un liquame che i tifosi più inferociti definirebbero in altro modo sicuramente più colorito ma la cui sostanza non cambia.

La formazione gialloblù è bloccata da queste sabbie mobili in parte tecniche (ma il gioco migliora di gara in gara in modo impercettibile), in parte psicologiche. E noi tutti, stampa e tifosi, siamo preoccupati dalla insondabilità di questi problemi di natura psichica.

Per raccontare la gara contro l’Ostia Soccer vi potremmo benissimo risparmiare 46 minuti di partita e schiacciare il tasto avanti veloce fino agli ultimi quattro minuti. L’Olympic è in vantaggio di due gol, chiede il time out per riorganizzare la difesa, passare dalla linea a due a quella a tre e resistere agli ultimi assalti avversari e invece succede che in quei quattro minuti più recupero l’Ostia Soccer segna quattro gol e abbatte la nostra squadra come un muro di cartongesso.

Quattro minuti sono bastati per passare dalla possibilità di una svolta della stagione alla scoperta di un punto ancora più basso del baratro in cui stiamo precipitando.

Ma c’è di più: in mattinata arrivava il forfait di Catalin Buca, vittima della febbre, ma questa suona come una davvero flebile attenuante se pensiamo che per l’ennesima volta abbiamo regalato i tre punti ad un avversario senza portiere di ruolo, ad una squadra senza cambi, ad una formazione che nel finale chiedeva solo che il tempo passasse più in fretta per infilarsi tutti sotto la doccia.

L’Olympic ha commesso tanti errori durante la partita ma con sforzi immani era riuscita a pareggiare l’iniziale svantaggio e a chiudere la prima frazione sul 2 a 2 dopo aver subito un altro gol.

La ripresa sembrava destinata ad un finale liberatorio per tutto il clan gialloblù: si è passati dal quattro a quattro fino all’ormai tristemente famoso 6 a 4 per l’Olympic e al momento del time out che da vantaggioso stratagemma per spezzare il ritmo dell’incontro si è trasformato in un tragico spartiacque tra la imminente vittoria e la clamorosa sconfitta.

Finisce così, con tanti cocci da raccogliere e poche cose buone da recuperare e serbare per la prossima partita di un campionato che si sta trasformando in agonia. Bisogno e Stefano Tagliaferri sono in ottima forma e non è un caso che abbiano realizzato una doppietta a testa e ieri anche Tani ha fatto intravedere qualcosa di buono.

Poi abbiamo dei giocatori fuori forma, una grinta viene a mancare nei momenti decisivi in cui gli avversari fanno capire che vogliono la vittoria e noi ci facciamo semplicemente trascinare da eventi che sembrano ineluttabili.

Questo periodo rischia di trasformarsi in un circolo vizioso in cui abbiamo paura sia di perdere che, come è successo ieri, di vincere e la squadra rischia di collidere su stessa in modo grottesco.

Imperativi: evitare la depressione, continuare a lavorare nonostante i risultati credere in un futuro migliore che passi attraverso un presente meno buio!

 

NOTE: serata molto umida. Spettatori, circa 10.

PAGELLE

PERRONE: 6- cap.

Qua e la commette qualche imprecisione ma il bilancio della sua prestazione rimane sostanzialmente attivo.

RENCRICCA A. : 5.5

Peccato per un paio di gol a lui addebitabili per due distrazioni che più che occasionali possiamo definire uniche. Segna un gol con una staffilata su punizione battuta da centrocampo e su cui è decisivo il disturbo di Sforza sul portiere.

Lui comunque non si arrende mai e deve essere considerato un pilastro su cui fondare la rinascita gialloblù.

SANTOLAMAZZA: 4.5

Ci dispiace tantissimo attribuirgli questo voto così basso ma proprio per onestà intellettuale dobbiamo essere sinceri su una prestazione piena di errori decisivi da parte del difensore italo inglese. Viene saltato sistematicamente dall’avversario e appare imballatissimo. La strada del recupero fisico è lunga e difficile.

TAGLIAFERRI S. : 6

Migliore in campo per l’Olympic nonostante sia ancora alla ricerca di una condizione che già appare accettabile anche se lontana da quella che qualche anno fa gli permetteva di decidere le partite da solo. Segna due gol di rapina, intervenendo su respinte del portiere o su cross sporchi, due gol che significano le reti numero 208 e 209 in gare ufficiali ben tre anni e otto mesi dopo l’ultima gioia.

Quando avrà più fiato l’Olympic potrà passare allo schema tattico a rombo visto che sia in difesa che in attacco Stefano appare sacrificato e potrebbe dare decisamente di più sulla fascia.

BISOGNO: 6-

Centesima presenza in gare ufficiali festeggiata con una doppietta con lo porta al primo posto della classifica provvisoria della Scarpa d’Oro. La squadra va male ma Bisogno è sempre tra i più positivi, non si arrende mai e nonostante errori innegabili nella sua prestazione gli riconosciamo il carattere del gladiatore.

TANI: 5.5

Prestazione vicina alla sufficienza per il Maghetto che probabilmente pecca solo di scarsa continuità, ovvero, fa vedere cose buone, a volte egregie (l’assist per il secondo gol di Tagliaferri) ma troppo isolate nel contesto della gara.

Comunque piace molto e viene spesso applaudito.

SFORZA: 4.5

Il bomber dell’Olympic segna il suo quarto gol in campionato ma è un bottino troppo scarso rispetto al quantitativo di occasioni avute e sprecate. E’ fuori forma atletica a causa del perdurare di una fastidiosa bronchite e possiamo perdonargli lo scarso dinamismo però quando i suoi errori sotto porta diventano troppi e decisivi come ieri sera non possiamo evitare il voto così negativo.

Olympic 2000 – Orange 2-5

Buona sera a tutti. Pubblichiamo commento e pagelle della partita di ieri. Per le foto aggiorneremo il sito in serata.
LUNED’ 23 NOVEMBRE 2009, ORE 20.10
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, V GIORNATA
ORANGE   Vs.   OLYMPIC 2000
5-2 (2-0)

MARCATORI:

1 BISOGNO

1 RENCRICCA A.

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Alessandro Rencricca

 

In una serata come tante altre l’Olympic incontra la sua sesta sconfitta su undici gare stagionali. Stavolta la parte del boia senza pietà la riveste la formazione dell’Orange che solo qualche mese sette mesi fa si chiamava Real e che anche quella volta, in un match di Green Cup, ci sconfisse.

Purtroppo ci stiamo abituando a veder soccombere l’Olympic, cosa che ormai succede abbastanza spesso ma in questo pezzo proveremo, come al solito, a rintracciare e scovare i lati positivi limitandoci ad argomentare quelli negativi unicamente in modo costruttivo sperando che la squadra capisca i propri difetti e lavori per migliorarli.

Ieri Alessandro Rencricca, al termine della partita, ha dichiarato che l’Olympic quest’anno ha giocato poco nel pre-campionato quindi ha avuto poco tempo per assimilare gli automatismi e che comunque adesso sta lavorando bene migliorando di partita di partita.

Stamattina invece il vice capitano gialloblù intervenendo in una radio romana ha abbandonato ogni diplomazia e dichiarazione di facciata e ha caricato i suoi in modo schietto incitando i compagni a continuare a lavorare tutti nella medesima direzione. Quale? Quella dell’impegno e del sacrificio, cose che non sono mancati nemmeno ieri, per inciso, nel match perso contro l’Orange.

I giocatori della formazione arancione potevano vantare un ottimo controllo di palla ed erano sistemati in campo alla perfezione, fattori che hanno spesso imbrigliato il gioco gialloblù. L’Olympic si è schierata per tutta la partita con il 2-2 con Rencricca e Guarino in difesa e i vari Buca, Bisogno, Tani e udite udite, Stefano Tagliaferri.

Già proprio così, dopo tre anni e tre mesi ritornava in campo l’idolo dei tifosi, il tre volte Pigna d’Oro Stefano Tagliaferri, vero e proprio totem della squadra che rimetteva piede sul manto erboso in una gara ufficiale dopo trentanove mesi di tribolazioni e difficoltà successive all’infortunio ai legamenti subito il 4 aprile 2006.

C’è però stato poco tempo per festeggiare l’ex numero 5 dell’Olympic perché la partita è stata vera, combattuta ma molto corretta e diciamo fin da subito che l’Olympic ha giocato bene, lottando su ogni pallone e creando palle gol con buona frequenza.

Purtroppo questo sport chiamato calcio prevede che a vincere sia la squadra che oltre a creare occasioni le concretizzi pure e allora la nostra Olympic deve recriminare per i tanti errori in zona gol quando invece gli avversari sono riusciti a chiudere la prima frazione sul 2 a 0 proprio grazie alla freddezza al momento di concludere.

Anche la ripresa è stata influenzata da questa estrema difficoltà di Bisogno e compagnia bella nel trovare il gol infatti sullo 0 a 2 l’Olympic colpiva ben tre tra pali e traverse e il gol dello 0-3 arrivava inevitabilmente a confermare la legge del gol mangiato gol subito.

Sotto di tre gol i nostri giocatori hanno continuato a combattere alla ricerca del gol che potesse riaprire i giochi ma l’Orange ha concesso la rete solo dopo averne segnata una quarta. E’ stato Bisogno a trafiggere per primo l’estremo difensore avversario e poco dopo Rencricca lo imitava andando a realizzare il suo primo gol in campionato ma ormai era troppo tardi per continuare a sperare in una rimonta che avrebbe avuto dell’incredibile.

Anzi, c’è stato giusto il tempo per l’Orange di segnare il quinto e ultimo gol della serata e l’arbitro ha mandato tutti nello spogliatoio aprendo i dibattiti interni alla nostra squadra.

Mentre i nostri uscivano a testa bassa dal terreno di gioco venivano complimentati da due astri del passato gialloblù tutto sommato recente come Leonida Aschettino (in campo con il Prison Break) e Gianluca Sacchi (impegnato negli allenamenti con il Lido di Roma).

Abbiamo avuto per un attimo la tentazione di rimpiangere questi campioni ma le loro scelte sono tanto definitive per loro quanto per l’Olympic che nonostante i cattivi risultati ha imparato a guardare avanti, magari ad un futuro non proprio roseo, però a guardare avanti in una direzione comune al gruppo cercando l’uscita dal tunnel.

E per uscire da questo lungo tunnel non manca molto però al momento giriamo in un tondo in una strada senza uscita alla ricerca di un qualcosa in più da mettere in campo a livello di squadra e di un qualcosa di più grande da ricercare lì davanti dove si sprecano tante, troppe palle gol.

Non creassimo occasioni sarebbe un problema più grande, no? Invece creiamo palle gol e poi le gettiamo al vento. Siamo un pezzo avanti, mettiamola così.

Firmato, Partito del Bicchiere Mezzo Pieno.

 

NOTE: serata fredda. In panchina presente Alessandro Santolamazza.

PAGELLE

PERRONE: 6 cap.

Tante parate importanti da perderne il conto ma in occasione del gol dello 0 a 3 commette un grossolano errore in uscita simile a quello commesso contro la Svezia una settimana fa. D’accordo che rimane l’unico errore della sua prestazione ma di corbellerie così non ne vorremmo più vedere.

RENCRICCA A. : 6

Il nostro libero in questa stagione non ha ancora raggiunto il top delle sue possibilità però contro l’Orange combatte per cinquanta minuti ininterrotti colpendo un palo, sbagliando un gol incredibile e assistendo al frustrante spettacolo del portiere avversario che ha tolto un suo tiro dalla porta quando ormai sembrava che dovesse entrare.

Si consola con l’assist per la rete di Bisogno e segnando il gol del 2 a 5, prima rete in campionato dopo l’errore dal dischetto contro la Svezia.

GUARINO: 6

L’immagine emblematica della serata è quella di lui steso a terra dopo il gol del 5 a 2 che chiude la gara, rete che gli avversari segnano per un suo errore di controllo su un una palla che stava finendo sul fondo: stremato dai tanti chilometri percorsi e la maglia intrisa di sudore.

BISOGNO: 6

Il quarto gol in quattro partite, unico giocatore gialloblù ad aver segnato in ogni giornata, è una amara soddisfazione personale in un momento difficile per la squadra. Il rimpianto più grande è quel tiro al volo in tuffo che il portiere gli nega con un miracolo. Nonostante la sconfitta rimane tra i più positivi e inanella la presenza numero 99 in partite di tornei.

TAGLIAFERRI S. : 6

Fa quasi strano, dopo tutto questo tempo, scrivere il suo nome nelle pagelle ma siamo davvero felici che finalmente questo campione sia tornato a calcare un campo di calcio. Dopo le presenze nel Ventennale e nello stage di qualche settimana fa ci speravamo tutti e alla fine è successo. Certo, ora dovrà allenarsi sodo per tornare un giocatore almeno simile a quello di una volta ma con calma e pazienza perché nessuno deve caricare il ragazzo di responsabilità che non gli competono.

La prestazione di ieri è stata sufficiente se consideriamo da quanto tempo che non giocava una partita “vera”, ha amministrato bene le sue energie e ha sfiorato un paio di volte la rete colpendo una traversa incredibile. Noi lo aspettiamo e nonostante quanto detto poche righe sopra speriamo che possa diventare l’acquisto con la A maiuscola di questa stagione.

TANI: 5.5

Massimo impegno, non lo discutiamo, ma la davanti è davvero troppo poco lucido e evanescente. All’indomani della sconfitta però lo abbiamo visto molto solido dal punto di vista psicologico e il suo atteggiamento è stato apprezzato parecchio dai tifosi.

BUCA: 5.5

Era stato tra i migliori contro la Svezia invece ieri lo abbiamo visto nervoso, poco reattivo e, anche lui, poco lucido sotto porta. Colpisce un palo e spedisce un bel pallone di poco lato in circostanze che in altre partite avrebbero fruttato due gol. C’è chi suggerisce di schierarlo in difesa per sfruttare la sua progressione e il tiro da fuori piuttosto che gettarlo nella mischia in attacco dove gli spazi sono pochissimi.

Olympic 2000 – Svezia 4-8

Buon giorno a tutti. Ecco a voi commento, pagelle e foto della serata. Date un’occhiata anche www.wix.com/olympic2000/olympic2000
LUNEDI’ 16 NOVEMBRE 2009, ORE 20.10
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, V GIORNATA
OLYMPIC 2000   –   SVEZIA
4-8 (1-1)

 

MARCATORI:

3 BUCA

1 BISOGNO

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Fabrizio Perrone

 

Coraggio, tanto coraggio. E poi grinta, determinazione, forza di volontà. Una squadra che in una partita riesce a mettere in campo tutte queste qualità peccando solo di ingenuità va solo elogiata. E così l’Olympic che ieri ha perso contro la Svezia oggi si è svegliata piena di ottimismo, addirittura felice per la prestazione ma con una responsabilità in più ovvero quella di dimostrare questo spirito in tutte le partite che verranno con la consapevolezza che se la squadra ci riuscirà allora il cammino in questo torneo sarà sicuramente più facile. In caso contrario invece dovremmo fare i conti con rimpianti enormi perché dopo la partita di ieri abbiamo acquistato consapevolezza dei nostri mezzi. Finalmente.

La formazione gialloblù da opporre alla Svezia era composta da Perrone, Rencricca, Guarino, Bisogno, Baldi, Sforza e il giocatore più atteso, Catalin Buca, che anche nell’ultimo allenamento di giovedì scorso aveva dimostrato di essere l’elemento più in forma della rosa in questo periodo.

Passiamo all’analisi della partita che ha visto le due squadre affrontarsi alla pari. La prima frazione poi è stata davvero molto equilibrata con l’Olympic che passava meritatamente in vantaggio con Buca e la Svezia che pareggiava a metà tempo con Fabio Atzeni. In questi primi venticinque minuti l’atteggiamento dell’Olympic è stato brillante. La squadra è riuscita nell’intento di rimanere compatta e chiusa con il nostro unico attaccante che pressava i portatori di palla avversari a centrocampo.

A inizio secondo tempo Buca ha colpito di nuovo portando in vantaggio l’Olympic e per il primo terzo di frazione sembrava che i nostri potessero portare a casa i tre punti. Purtroppo a quel punto l’orgoglio degli avversari è venuto fuori e non solo quello. Infatti dobbiamo obiettivamente ammettere che la Svezia ci è superiore tecnicamente e tatticamente e quando gli avversari sono riusciti a esprimere questa superiorità sono anche riusciti a mettere la partita sui giusti binari. La Svezia quindi pareggiava, si portava sul 5 a 3, concedeva un calcio di rigore per atterramento di Buca ma Rencricca calciava a lato creando mille rimpianti alimentati dal successivo, ennesimo gol del nostro asso romeno che superava Montaldi, questa volta con un pallonetto bellissimo.

Il finale: l’Olympic si apriva, cercava i gol, la Svezia ne approfittava e in pochissimi minuti arrivavano i gol che decretavano l’esagerato risultato finale, un 8 a 4 che per quello che si è visto in campo appare bugiardo.

Di questa Olympic possiamo dire solo tutto il bene possibile, possiamo dire che per la prima volta non ha sentito eccessivamente il peso di un derby che ormai sta diventando insensato chiamare così e quindi la freddezza, la concentrazione che abbiamo visto in campo è stata figlia innanzitutto di questa tranquillità, di questa serenità derivata dal fatto che, oggi, Olympic – Svezia è diventata una partita come tutte le altre.

Possiamo migliorare ancora è chiaro, a volte ci facciamo anticipare o a centrocampo difendiamo poco lasciando la difesa scoperta e gli attaccanti liberi di colpire in contropiede. Esempio lampante sono stati almeno un paio di gol nati da incursioni di avversari veloci e bravi a dribbling che superavano la nostra prima linea difensiva.

Però siamo sulla strada buona, una strada che vogliamo tornare a percorrere già lunedì prossimo nella sesta giornata.

 

NOTE: serata non molto fredda. Spettatori, circa 10.

PAGELLE

PERRONE: 7 cap.

Contro avversari che conosce benissimo gioca una partita eccellente compiendo parate eccezionali. Peccato per quello svarione a fine secondo tempo (manca l’intervento di pugno con un cross che si infila in rete senza che nessuno lo tocchi) ma è un errore che in una gara piena di interventi decisivi passa quasi inosservato.

RENCRICCA A. : 6.5

La sua partita poteva diventare memorabile a metà secondo tempo, quando si è avvicinato sul dischetto del rigore. Se avesse segnato forse, e sottolineiamo forse, la gara avrebbe potuto prendere un’altra piega ma noi dobbiamo giudicare solo i fatti tralasciando i se e i ma e allora diciamo che, rigore sbagliato a parte, il Libero di Centocelle la dietro è una sicurezza contro ogni avversario a prescindere dal compagno di reparto.

GUARINO: 6.5

Ci siamo, manca pochissimo, il Guarino di due tre stagioni fa è quasi tornato al 100%. Ieri ha giocato sia in difesa che in attacco. Dietro è una garanzia e davanti, anche se non supera mai l’uomo e non tira mai, è protagonista nel gol di Bisogno e nell’azione in cui Buca si guadagna il calcio di rigore. Non gli si può chiedere l’impostazione di gioco o i tiri fulminanti dalla tre quarti ma dobbiamo dargli atto che da quando è tornato in squadra l’Olympic ha fatto progressi da gigante nell’atteggiamento e nel carattere.

BALDI: 5.5

E’ il giocatore gialloblù più nervoso e, stranamente, quello che sente di più la partita pur non avendo motivi particolari. Ci aspettavamo qualcosa di più dal nostro jolly e invece si limita alla normale amministrazione non provando mai il tiro e cercando di inventare qualcosa che potesse rivelarsi pericoloso per la Svezia. Rimandato.

BISOGNO: 6.5

Finalmente gioca una partita contro la Svezia senza nervosismi, senza voglia di dimostrare qualcosa, senza desiderio di strafare e i risultati si vedono tutti. La fascia destra del campo della Madonnetta adesso la dovranno rivoltare per quante volte il nostro tornante la percorre su e giù. Nella ripresa trova anche un bel gol su assist di Guarino. Di questa sua prestazione gongoliamo per questo suo eccezionale dinamismo, un po’ meno per la fase difensiva a centrocampo, situazione in cui comunque l’intera squadra latita.

BUCA: 7

La società lo ha acquistato per sostituire i campioni che ci hanno lasciato in estate, una responsabilità enorme che rischiava di schiacciarlo e invece Catalin ci ha dimostrato che oltre a essere un ottimo calciatore e anche caratterialmente solido e riesce a mettere in campo una serenità e una tranquillità che in una partita così è stata determinante, se non per il risultato finale almeno per la sua prestazione. E’ il giocatore più temuto dalla Svezia e a ragione perché segna una magnifica tripletta e si guadagna il rigore poi fallito da Rencricca. Si comincia a parlare di Pigna d’Oro …

SFORZA: 5.5

Il nostro unico attaccante di ruolo ieri ha avuto poche possibilità e quelle poche le ha gettate al vento come quando nel primo tempo Rencricca lo ha messo solo di fronte al portiere e lui ha calciato debolmente. Deve continuare a lavorare, a correre, a sperimentare nuovi modi di giocare e di rendersi pericoloso per gli avversari e utile per la sua squadra.

Olympic A – Olympic B 12-8

12 NOVEMBRE 2009, ORE 21.15
STADIO DELLA MADONNETTA
STAGE GIALLOBLU’
OLYMPIC A   –   OLYMPIC B
12-8 (4-4)

MARCATORI OLYMPIC A:

6 BUCA

4 TAGLIAFERRI F.

1 PERRONE

1 TARALLO

 

MARCATORI OLYMPIC B:

3 SFORZA

2 TANI

1 BALDI

1 BISOGNO

1 AUTORETE TAGLIAFERRI S.

 

E’ il bello dell’Olympic: viene organizzata un’amichevole in famiglia per preparare al meglio la sfida di lunedì contro la Svezia ed ecco che ti ritrovi ad assistere ad una bella gara equilibrata, divertente e piena di spunti di cronaca.

Lo scopo principale dello stage era offrire ai giocatori un allenamento extra nella settimana in cui la squadra doveva osservare un turno di riposo in campionato ma si sa che la nostra società, che in questo è impareggiabile, non perde mai occasioni per provare giocatori e prepararsi al futuro, sia che si tratti del partitone di lunedì sia che si tratti del secondo torneo da giocare, presumibilmente, da marzo in poi.

Anzi, nelle intenzioni della vigilia sarebbero dovuti essere molti di più gli esperimenti però l’influenza di stagione e altri imprevisti hanno mietuto molte vittime e così Venturi, Santolamazza e molti altri si sono dovuti accontentare di dover vedere la partita in tv come comuni tifosi.

Al gelo della Madonnetta così si sono affrontate come da tradizione in questi stage le formazioni di Olympic A e Olympic B. La porta della squadra A era difesa da Perrone davanti al quale si schieravano Buca, Fabio Tagliaferri e un trittico fantasia composto da Stefano Tagliaferri, Tarallo e Leva, tutti lontani dall’Olympic da molto tempo e per vari motivi che analizzeremo nelle rispettive pagelle.

I forfait di Maiozzi, Guarino e Ponzetti hanno invece costretto Francesco Tani a sacrificarsi nel ruolo di estremo difensore della squadra B che sembrava quasi un’Olympic di campionato visto che nelle sue file si schieravano Rencricca, Baldi, Bisogno e Sforza.

Come dicevamo la gara è stata equilibrata, spesso contraddistinta da frequenti cambi di fronte, contropiedi e reti che a turno si gonfiavano.

La prima frazione è terminata sul 4 a 4, da una parte grazie alla serata di grazia di Catalin Buca che realizzava reti a grappoli e dall’altra dall’ottima verve atletica di Bisogno e dalle parate di un Tani all’altezza della situazione.

Il break decisivo del match è stato l’avvio di ripresa in cui la difesa dell’Olympic B si è presentata deconcentrata e in clima davvero troppo amichevole. In questi cinque minuti di follia goliardica gli attaccanti dell’Olympic A hanno approfittato per segnare i gol decisivi per la vittoria e non è bastata una ritrovata concentrazione di Rencricca e compagni a riequilibrare le sorti dell’incontro che è finito sul punteggio di 12 a 8 per la squadra in maglia gialla, l’Olympic A.

In definitiva è stato uno stage che oltre all’aspetto estetico e alla piacevolezza dello spettacolo ha offerto il vantaggio dell’allenamento atletico che tornerà sicuramente utile lunedì contro il colosso Svezia e in più l’utilizzo di Stefano Tagliaferri con buoni risultati ha fatto sognare i tifosi che non dimenticano come il numero 5 gialloblù sia ancora il miglior marcatore in gare ufficiali della storia della squadra.

 

NOTE: serata molto fredda. Incontro non ufficiale giocato in due tempi, il primo di 35 minuti, il secondo di 30.

PAGELLE

Olympic A

 

PERRONE: 6.5 cap.

Obiettivi dell’allenamento raggiunti: tenersi in forma e non farsi male. Segna in contropiede lanciato l’ultima rete della partitella.

BUCA: 7-

Devastante con i suoi dribbling, i suoi assist, le sue veroniche, spesso però concede troppo spazio al suo ego finendo per trascurare compagni in attesa di un passaggio in buona posizione. E’ il capocannoniere della serata con sei gol.

TARALLO: 6.5

Di nuovo in gialloblù dopo otto mesi ma anche quella volta si era trattato di uno stage. Tecnicamente impareggiabile stavolta però appare in debito di condizione, soprattutto nella ripresa. Rimane comunque la solita fonte di assist per tutta la squadra. Anche per lui un gol.

LEVA: 6

Non vedevamo il tank irlandese con la maglia dell’Olympic addirittura da tre anni e cinque mesi ovvero da un match di Coppa UEFA del 2006. Dopo tutto questo tempo lo ritroviamo praticamente sempre lo stesso eccetto per il ruolo. E’ sempre lo stesso giocatore da football gaelico di una volta però gioca in difesa anche se si vede che ha i piedi settati per le distanze del calcio a 8, specialità su cui la sua carriera ha svoltato da tanto tempo. Non riesce a segnare però la vittoria dell’Olympic A è anche merito della sua prestazione come difensore. Nella seconda parte del secondo tempo gioca con la stessa verve nella squadra B per sostituire Baldi.

TAGLIAFERRI F. : 6+

E’ il secondo marcatore della serata con un poker che nella ripresa abbatte ogni resistenza degli avversari ma deve lavorare a fondo per pareggiare la distanza atletica con alcuni compagni di entrambe le formazioni. Ai tifosi però sono brillati gli occhi quando scattava la scintilla dell’intesa mai sopita con il fratello Stefano. In un futuro forse non troppo lontano torneranno a giocare insieme in prima squadra, numero 10 e numero 5, come una volta, come deve essere.

TAGLIAFERRI S. : 6+

Gran rientro in campo dopo l’esperienza del Ventennale. Stavolta gioca con più continuità una partita quasi vera e nonostante siano evidenti i limiti impostogli dal tutore sono altrettanto evidenti gli sprazzi del giocatore che è stato fino a tre anni fa. Spesso le gambe non supportano i movimenti richiesti dal cervello che fortunatamente è rimasto quello di un fuoriclasse che cerca dribbling e tocchi ad effetto ma siamo sulla strada buona. Dipenderà da lui adesso sfruttare ogni occasione offertagli dalla società.

 

Olympic B

 

TANI: 7

Vero spirito Olympic! Accetta di giocare in porta e sfodera una prestazione magari non tecnicamente ineccepibile ma decisamente efficace. Finché c’è lui in porta la partita rimane equilibrata ma anche quando, nella ripresa, gioca nel suo ruolo abituale sono dolori per la difesa dell’Olympic A che gli deve concedere due gol di opportunismo. Si infortuna a fine primo tempo al solito, benedetto ginocchio, e si attendono accertamenti per capire l’entità dell’eventuale danno.

RENCRICCA A. : 5.5 cap.

Buon primo tempo poi nella ripresa entra in campo il fratello giocherellone che di solito gioca nelle amichevoli di questo tipo e le sue distrazioni e gigioneggiamenti causano almeno tre gol. Gli vanno comunque riconosciuti i meriti tra i quali almeno tre assist gol.

BALDI: 6-

In buona forma ma alla fine poco concreto e decisivo. Molto apprezzabile la sua volontà nell’andare a cercarsi palla sulla trequarti per creare gioco a fianco di Rencricca. Nonostante qualche passaggio a vuoto questa rimane comunque la stagione in cui, da outsider di lusso, sta diventando un punto fermo della squadra. Segna un gol.

BISOGNO: 6.5

Ora come ora è il giocatore più in forma dell’intera rosa in coabitazione con Buca. Corre per tutta la partita, va a contrastare, combatte su ogni pallone, mette in crisi la difesa avversaria con dei traversoni insidiosissimi che o trovano i compagni o qualche deviazione pericolosa come in occasione dell’autogol di Stefano Tagliaferri. Anche per lui una rete.

SFORZA: 6

In queste partite è la solita mina vagante nell’oceano gialloblù. Sonnecchia, ogni tanto si stiracchia ma poi un passaggio, una deviazione, una palla che gli arriva addosso per caso si trasformano in gol. Realizza una tripletta tutta con gol del genere ma ci vorrebbe più continuità per dare l’impressione agli avversari di essere veramente pericoloso.