
Buongiorno amici gialloblù e buon inizio di settimana. Oggi vogliamo distrarci dalla normale attesa della partita di campionato ed esplorare uno di quegli aspetti popolari che circondano il mondo del calcio ovvero i soprannomi e i nomignoli che da sempre vengono dati ai calciatori.
Nella storia del nostro sport i soprannomi dei calciatori hanno sempre ricoperto una parte importante per i tifosi e anche per i giocatori stessi che spesso convivono con un nomignolo fin da piccoli. In altri casi il soprannome gli viene dato dopo un evento particolare per il quale verranno ricordati e quasi mai si tratta di soprannomi negativi, anzi l’accezione è quasi sempre affettuosa.
Il mondo Olympic non fa eccezione a questa regola e alcuni giocatori possono vantare addirittura più di un soprannome relativo alla loro carriera in gialloblu. Partiamo da Fabrizio Perrone che all’inizio della carriera, per la sua velocità sulla fascia, venne soprannominato Kawasaki da alcuni avversari. Poi divenne un portiere e per tutti divenne Elmicio salvo poi diventare Il Capitano, nomignolo con il quale viene chiamato anche sul posto di lavoro. Non nell’ambito Olympic ma Capitano è anche il soprannome di Roberto Manoni, soprannome guadagnato nelle file dell’Irreal e poi rimasto a prescindere dalla squadra in cui gioca.
Passiamo ad Alessandro Rencricca, per tutti il Libero di Centocelle e solo recentemente Rencro. Si perché un nomignolo può essere anche semplicemente una storpiatura del cognome e infatti condividono questa “sorte” anche Formiconi (Formi) e Filiberto Tarallo (semplicemente Fili). Viene invece accresciuto il cognome di Fabio Tagliaferri che diventa Tagliaferrissimo in memoria di un titolo della Gazzetta ma l’ex fantasista gialloblu può vantare altri nickname quali Matrix o Ironcut.
Abbiamo poi i giocatori che devono il loro soprannome alle iniziali e al numero di maglia come Gianluca Bisogno (GB7) o Simone Montaldi (SM7). Non dimentichiamo però che quest’ultimo, ai tempi del suo ritorno dal leggendario viaggio in Asia, divenne anche Chotiwala (che significa? Non lo ricordiamo).
Abbiamo poi la folta pattuglia di giocatori che hanno soprannomi che hanno vibrazioni esotiche sudamericane come Emanuele Gennari che diventò Gennarginho oppure Alessandro Guarino (uomo dal vero spirito brasiliano) divenne Guarenji. Anche Davide Baldi in un certo periodo fu soprannominato Baldinho ma salì agli onori della cronaca principalmente Il Giovane o Il Talentino. Un altro esempio di nome sudamericaneggiante è l’arcinoto nomignolo dato a Domenico Caserta: chi potrà mai dimenticare El Mimmo Maravilla?!?
Scaviamo ancora più nel passato e troviamo Fabio Formica, famoso semplicemente come Bomber o Andrea Fantini che veniva chiamato Bro oppure in modo più folkloristico Gambe Tonanti. Vi ricordate poi di Stefano Tagliaferri? L’ex numero 5 gialloblu, famoso come Stix, veniva anche soprannominato Babangida o Culo da n***a con buona pace del politicamente corretto, concetto pressoché inesistente all’inizio di questo secolo. Sempre nel passato ricordiamo Dario Calabrò, pittorescamente chiamato El de Può(n)ta oppure il buon Marco Atzeni, per tutti Er cesoia.
C’è anche chi si è portato il nomignolo da casa come Emiliano Belli, chiamato affettuosamente Morru oppure Luca Li Causi che a forza di esclamarlo continuamente in campo divenne per tutti Push!! o Emanuele Maiozzi che divenne semplicemente Maio al contrario di Francesco Tani che, all’apice della fantasia popolare divenne per tutti Il Maghetto dei Parioli.
E come dimenticare Andrea Carissimi, per tutti Il principe, oppure Juan Esteban Brusco, semplicemente Juanito così come Giordano Attili non può essere altro che Jordi. E Alessandro Santolamazza? Sfido chiunque a dimenticare il soprannome Sir Alex!
Chiudiamo inevitabilmente con alcuni avversari diventati mitici e il cui soprannome sopravvive nella memoria rispetto ai cognomi, in alcuni casi dimenticati. Li passiamo velocemente in rassegna, a voi ricordare a chi ci riferiamo: Er Bandana (O Mutanda), Bombardone, Spillo, Ventresca, Er Ciccio e il più recente Haaland de noantri.
Per oggi è tutto. Ricordiamo che se volete leggere articoli del passato che parlano di Amarcord basta andare nella versione desktop del sito e in cima a questo articolo cliccare sull’argomento che è proprio AMARCORD (voce dialettica romagnola che significa nostalgia di ricordi). In questo modo il sito filtrerà automaticamente tutti gli articoli che raccontano fatti, aneddoti e curiosità degli ultimi trentasei anni di storia gialloblu.
Per oggi è tutto ma da domani si tornerà a parlare della prossima sfida che si giocherà dopodomani, mercoledì 12 novembre, alle ore 21.








