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Sono un viaggiatore con la passione del running. Vado alla ricerca di gare sperdute in giro per il mondo, che mi da l'occasione di viaggiare. Attualmente sono in Asia per un viaggio della durata di un anno.

Arrivederci Regular Season, benvenuta Conference League

Con i Tre Giorni della Merla alle porte, l’Olympic in stile invernale si appresta ad iniziare la sua nuova avventura europea. Proprio il 31 gennaio, secondo la tradizione popolare, la merla annuncerebbe l’arrivo o il ritardo della primavera. Caso strano, sempre il 31 gennaio, nello sperduto centro sportivo di Vitinia, i gialloblu giocheranno la loro prima partita ufficiale in Conference League: sarà primavera?

La Winter Regular Season 2023 della Capo Five League è ormai storia. Una storia conclusasi con un piccolo zuccherino che piano piano si sta sciogliendo nella bocca dei ragazzi. La vittoria contro San Marziano dà lustro alla stagione gialloblu, contornata, doppio confronto con il Moviola a parte, sempre e solo da sconfitte.
Meritate o no che siano, la crescita sul piano del gioco e della psicologia tattica degli uomini di capitan Perrone, nasce da una consapevolezza ben definita: non si ha nulla da perdere! L’età anagrafica è, nelle sconfitte subite durante la stagione, la vera e quasi unica componente.
Analizzando partita per partita, andata contro Sirviasspor a parte dove l’Olympic si presentò a giocare con una squadra numericamente limitata, il resto dei match della regular season hanno pressoché lo stesso filo conduttore: una squadra avversaria giovane, atletica, tecnicamente elevata; di contro un Olympic tosta e che gioca di esperienza, mai doma.

Spulciando la classifica finale dopo 14 giornate, due piccole statistiche balzano agli occhi:

-una squadra penultima in classifica con una media reti di ‘solo’ -22

-una squadra penultima in classifica con un NON centravanti come Montaldi terzo a pari merito nella classifica marcatori.

Una è la parola chiave: compattezza.

È vero, l’Olympic ha perso 11 delle 14 partite da qui disputate, non ci piove, nel calcio vince chi segna un gol più dell’avversario. Sacrosanta verità. Il bel gioco lo lasciamo agli intenditori e a chi paga il biglietto. Ma a questi ragazzi va reso merito quanto ad ogni partita, quel 100% dato sul campo, a volte, non basta, e questa è la condanna che i gialloblu devono scontare fino a fine torneo e, chissà, anche quelli futuri.

Il numero 1 Perrone ha ritrovato la porta, le sue parate, nelle ultime partite sono state notevoli, dopo un inizio in cui faceva fatica a ritrovare le giuste misure. L’Olympic ha ritrovato smalto grazie al ritorno di un Rencricca in versione Vierchowod, ha rispolverato Collu, sempre utile alla causa, e scoperto Siciliani che cercherà di far fare il benedetto salto di qualità alla squadra; il sempre verde Tarallo offre giocate sublimi e Pizzoni con le sue percussioni difensive-offensive offre sempre prove di prim’ordine. Formiconi ha dato il massimo quando ha potuto facendosi trovare sempre pronto, mentre Montaldi si è riscoperto bomber di provincia con ben 23 reti. Frabetti, Mosetti e Palazzo, beh, staremo a vedere.

Riassumendo questi lunghi mesi, più autunnali che invernali, proviamo a dare all’Olympic un voto positivo: 7. Sulla fiducia. Per tutto ciò precedentemente detto e per quello che verrà.

Ci godiamo l’ultima vittoria, impariamo dalle sconfitte di misura e da quelle un po’ più nette. I ragazzi sono stati capaci di mettere sotto la Seleccion, CTO e Hateful, tutte le squadre che precedono i gialloblu. Affrontando a viso aperto l’avversario anche quando, persino il sito dell’organizzazione, nelle statistiche dava già tutto per spacciato.

Ed ora?

Conference League sia.

Con il coltello tra i denti alla conquista di Roma Sud

Articolo di Simone Montaldi

Buon 2024!!!

E 2024 sia tra spumanti, bombe e fumogeni. Non sappiamo però quanto rumore possano fare, se la miccia a metà percorso si sia interrotta o abbiano fatto flop, se il tappo dello spumante abbia fatto boom e si sia improvvisamente sgasato. Già, perché il 2023 è stato un anno agrodolce. Sorrisi, rincorse e mattanze. Ritorni, delusioni e crampi. Una cosa è certa da dove ripartire, perché anno dopo anno la grande famiglia Olympic rinnova la sua qualità più grande: la condivisione.


E anche se gli anni passano, i contributi aumentano, i nonni perdono contro i nipoti, i gialloblu hanno dalla loro parte qualcosa che mai potrà essere scalfito: la passione per la propria storia.


Il 2024 avrà il sapore della vittoria, ne siamo certi, per ora il vecchio carro dei vincitori ha le ruote sgonfie, a trainarlo i senatori, a spingerlo, forse, le nuove leve, magari quel centravanti che Babbo Natale si è dimenticato di mettere nel sacco, o magari non lo sappiamo se la Befana lo inserirà nella sua calza. Eppure, nonostante dentro quel freddo spogliatoio di Via Macchia Saponara ci siano sempre le solite sette, otto o nove facce, si è felici, ugualmente, lo eravamo quando sulle panche non c’era posto, lo saremo anche quando un giorno giocheremo in 4, lo siamo, sempre.


Ci auspichiamo il meglio, ogni anno, da 35 anni, questo rende l’Olympic giovane, fresca, solare. Cambiano i campi, cambiano le maglie, cambiano i tornei, noi non cambiamo mai.


Buon anno allora a chi, leggendo, può immedesimarsi, a chi, trovandosi di fronte un giovane funambolo, lo affronterà con superbia, a chi legge sulla propria carta d’identità tutto, tranne che la data di nascita.
Il 2023 lo gettiamo nella raccolta differenziata perché qualcosa di buono può essere riutilizzato e perché quando saremo lì, sul quel campetto verde, in 5 contati, alle 22.30, a gennaio, con il termometro a 3 gradi, ci ricorderemo, prendendoci in giro da soli, di quanto siamo innamorato di questa grande famiglia chiamata Olympic!

Simone Montaldi

OLYMPIC 1989 F.C. – CTO ABDALLA TEAM 2-3

 

Commento e pagelle di Simone Montaldi

LUNEDI’ 27 NOVEMBRE 2023, ORE 20.30

HONEY SPORT CITY

GARA 1242

CAPO FIVE LEAGUE 2023/2024, VIII GIORNATA

OLYMPIC 1989 F.C. – CTO ABDALLA TEAM

2-3 (1-0)

MARCATORI: 1 MONTALDI, 1 RENCRICCA A.

Al triplice fischio due erano gli stati d’animo che torturavano le menti dei giocatori dell’Olympic: amarezza e consapevolezza. Entrambi i sostantivi sono stati registrati più volte dai ragazzi in questo torneo, come due degli elementi che caratterizzano costantemente le partite dei gialloblu. Per il primo basti pensare all’ennesima sconfitta immeritata di misura, perché se da un lato la mancanza di un attaccante di peso fa la differenza, dall’altra la difesa non è più quel colabrodo a cui eravamo abituati a vedere nelle ultime stagioni. La consapevolezza invece va a braccetto con l’età anagrafica dei nostri beniamini, contro invece quella degli avversari. Montaldi durante il piovigginoso riscaldamento lancia una battuta simpatica ma vera: “la differenza con loro sta che noi abbiamo sulle spalle minimo 15 anni di contributi versati”. Consapevolezza in fatto di differenza di età, consapevolezza dei propri mezzi, consapevolezza di giocare tutte le partite con spirito di sacrificio e compattezza spirituale, remando tutti verso la stessa direzione.

Nella prima serata di freddo, condita con pioggia, il CTO AbdAlla cercava conferme dopo aver fermato i primi in classifica. L’Olympic invece ha l’obbligo di accorciare le distanze rispetto alla terz’ultima e quart’ultima. Ma soprattutto continuare a dimostrare la crescita fatta vedere nelle ultime uscite stagionali contro avversari di livello superiore. Le convocazioni di Capitan Perrone non lasciavano spazio all’immaginazione: due frecce come Siciliani e Collu facevano da spalla all’unico “attaccante” di giornata Montaldi. Pizzoni ha licenza di provare a far male alla difesa avversaria e il duo Rencricca-Formiconi aveva l’ingrato compito di arginare il giovane e valido centravanti avversario che all’andata fece venire dolori di stomaco all’Olympic.

Se la partita si fosse conclusa dopo i primi 25 minuti di gioco, grazie al gran gol dalla distanza di Rencricca, staremo qui a parlare di come l’Olympic abbia avuto in mano il destino della partita. Gioco corale, propensione alla buona giocata veloce, scambi di posizione, difesa guardinga ed un Perrone che sembra essere tornato quello dei vecchi tempi. Siciliani con la sua corsa, fiato e spirito di sacrificio, ha dato l’impressione che, in questo momento specifico della stagione, proprio per quanto detto in precedenza, possa essere una pedina fondamentale per lo scacchiere gialloblu. Ma la solita recriminazione avviene sempre lì davanti: la mancanza di un attaccante di peso, ma soprattutto di ruolo, e a quella mancata voglia irrefrenabile di far finire dentro alla porta portiere e pallone. Già, perché dopo aver concesso qualche piccolo spazio agli avversari nei primi minuti, l’Olympic ha sprecato almeno tre o quattro occasioni colossali per andare al riposo con almeno il triplo vantaggio.

Amnesia. Probabilmente è l’altro elemento che contrassegna i gialloblu in questa stagione. Perché, se la compattezza era stata la sostanza del primo tempo, i ragazzi nella ripresa hanno fatto i conti con questo mostro che, puntualmente, per 6 o 7 minuti si affaccia alla finestra e decide il match. Capita così, che l’Olympic vada sotto di punteggio: dall’1-0 all’1-3. Partita in salita, stanchezza che si presenta, contropiedi, imprecisione e quella strana sensazione di gettare nella pattumiera un’altra occasione. Come un pugile quasi all’angolo i gialloblu non demordono e, tra un montante ed un gancio dell’avversario, seppur rischiando di prendere altri gol, i ragazzi attaccando in maniera leggermente disordinata, ma efficace, creano azioni che impensieriscono il portiere. Il gol di Montaldi arriva soltanto a due minuti dal triplice fischio ed aumenta soltanto la delusione di non aver portato a casa un risultato positivo che sarebbe stato più che meritato.

LE PAGELLE:

Perrone: voto 6,5

La mostruosa parata ad inizio partita, con tanto di complimenti avversari, andrebbe fatta vedere a tutte le scuole calcio del Litorale Romano. Se l’Olympic rimane appesa a un filo per tutta la partita grandi meriti vanno al numero 1 gialloblu.

Rencricca: voto 6,5

Prova maiuscola di Alessandro. Gran gol della distanza che vale l’1 a 0. Solido in difesa ed ottima impostazione del gioco. Mai domo in ogni cavalcata avversaria. Tra i migliori di serata.

Formiconi: voto 6+

Comanda la difesa ed incita i compagni a non mollare. Il suo apporto è importante in ogni occasione, che sia in fase offensiva e/o difensiva. Le immagini video che arriveranno dall’organizzazione tra qualche giorno, ci mostreranno se c’è stato un suo errore di lettura sul gol del momentaneo pareggio avversario.

Pizzoni: voto 6+

Abbiamo visto Pizzoni leggermente fuori fase. A livello fisico nulla da eccepire, sono infatti innumerevoli le sue incursioni, seppur meno incisive rispetto alle precedenti uscite stagionali. Abituati ad averlo costantemente in avanti alla ricerca del gol o di una giocata smarcante, il buon Alessandro ha fornito una prova, sì di qualità, ma meno convincente rispetto alle altre.

Collu: voto 6+

Croce e delizia. All’andata segnò una tripletta al CTO che ancora fa venire gli incubi. Alterna giocate da mille e una notte a sciocchezze. Nella prima la differenza è sostanziale e quando si accende i problemi per la difesa avversari sono evidenti.

Siciliani: voto 6,5

Un funambolo irrequieto! Prova sicuramente migliore rispetto alle altre. Per il momento l’unico in grado di scavalcare l’uomo in velocità. L’Olympic deve ripartire dalla rapidità di Damiano. Abbiamo visto una prova di maturità, prendendosi, in rare occasioni, la briga di far tutto da solo. Viene provato anche davanti, ma il suo apporto non ha portato i frutti sperati.

Montaldi: voto 6+

Se ne sta in attacco, viene servito quanto basta, prova qualcosa, ritorna indietro a prendersi qualche pallone quando sembra che stia andando quasi fuori dal gioco. L’Olympic gioca con un mezzo attaccante ed anche se Simone segna con regolarità, vorremmo sempre vedere di più visto che ha il peso dell’attacco sulle spalle.