Lunedì sera in campo ci sarà Alessandro Santolamazza. Il giocatore farà coppia difensiva con Rencricca ristabilendo l’accoppiata che tanti successi ha garantito all’Olympic negli anni passati.
Inoltre con Fantini, Belli e Tarallo si ricostituisce una squadra che ora appare come sperimentale mentre negli anni del Kristall sarebbe stata considerata tranquillamente come titolare.
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Un’Olympic nuova
Sarà un’Olympic nuova quella che lunedì esordirà nel Triangolare di Primavera contro lo Scarsenal.
In vista del Clausura infatti la società vuole testare nuove soluzioni per ampliare la rosa e pazienza se il risultato non sarà positivo, l’importante è che ne venga fuori un test probante per capire se alcuni elementi possono sostituire, all’occorrenza, i sette titolari.
In porta giocherà Belli, ristabilito dopo l’infortunio che gli ha impedito di disputare i play off di Challenge Cup. I soli senatori in campo convocati finora sono Rencricca e Fantini mentre vedremo all’opera dopo tanto tempo Filiberto Tarallo.
La curiosità più grande però è riposta nell’esordiente assoluto Alexander Ruggeri (nella foto in alto), giocatore che ha impressionato il CdA gialloblù con la la maglia del Real Molteni e vincitore del trofeo di miglior giocatore della Challenge. Convocato anche Santolamazza da cui si attende ancora una risposta.
Olympic 2000 – Real Molteni 10-8
MARTEDI’ 30 APRILE 2013, ORE 21
STADIO LONGARINA
GARA #819
CHALLENGE CUP 6, FINALE
REAL MOLTENI – OLYMPIC 2000
8-10 (3-3)
MARCATORI OLYMPIC: 4 FANTINI, 2 CIUFFA A., 1 CASERTA, 1 FORMICA, 1 MONTALDI, 1 RENCRICCA A.
MIGLIORE IN CAMPO: FANTINI
AMMONITI: –
ESPULSI: –
CLIMA: PRIMAVERILE CALDO
Alla fine la Challenge Cup si chiude con il solito finale, quello di sempre o quasi, con i giocatori dell’Olympic che alzano la coppa, la memoria che va per un attimo alle brutte prestazioni della prima fase e poi la festa, anche se in tono minore, vista l’eliminazione in Europa League.
Si è chiusa ieri sera l’edizione di Challenge Cup più sfortunata, più difficile, più travagliata per le tante difficoltà organizzative causate da maltempo, ritiri di squadre, forfait tardivi che hanno reso impossibile dare una continuità al torneo che ha raggiunto la ragguardevole durata di cinque mesi abbondanti.
Ora però è finita, la Challenge andrà in letargo per un po’, per qualcuno potrebbe addirittura essere stata l’ultima edizione di questo torneo ma non precipitiamo queste considerazioni e concentriamoci sulla partita dell’Olympic.
I gialloblù si sono avvicinati a questa finale perdendo tante partite nel girone e di queste ben due contro il Real Molteni che aveva così vinto il girone e si era qualificata direttamente per l’atto finale della coppa. L’Olympic quindi aveva dovuto affrontare lo scoglio della semifinale contro il Miami, un ostacolo superato brillantemente grazie ad una prova perfetta che aveva galvanizzato Perrone e compagni.
Tre protagonisti di quella serata, Romagnoli, Ciardi e Santolamazza, erano stati sostituiti nelle convocazioni per la gara di ieri da tre titolari fissi, Formica, Caserta e Ciuffa quindi l’Olympic era in formazione tipo e nona aveva scuse. Nonostante un percorso difficile la coppa era un traguardo da raggiungere a tutti i costi.
Invece in campo non è stato così facile: il Real, nonostante fosse senza riserve, presentava giocatori giovani e ben allenati mentre i nostri sembravano lumache pronte per l’ospizio. I gol degli avversari arrivavano così: gli attaccanti del Real mettevano la freccia, superavano i nostri difensori e battevano Perrone, anche lui non perfetto in occasione del primo e del terzo gol degli avversari.
Il primo tempo è stata una continua sofferenza perché l’Olympic non riusciva a raccapezzarci perché i giocatori non mantenevano le posizioni e il gioco era lasciato al caso. Le reti che hanno permesso all’Olympic di andare al riposo sul 3 a 3 sono state frutto del carattere di Rencricca, Montaldi e Fantini, il gioco non c’entra ma meglio così perché la sconfitta contro il Bernocchi era nata anche da una mancanza di carattere dei nostri.
Dopo l’intervallo le cose sono andate meglio, almeno di quel tanto che è bastato per vincere la partita. Già il Real era leggermente calato nella fase finale della prima frazione e il trend si confermava a inizio della seconda quando Caserta firmava il primo vantaggio gialloblù della serata. Poco dopo arrivava anche il doppio vantaggio ma da questo momento in poi il match seguiva uno schema fisso: l’Olympic si portava avanti di due e il Real subito dopo accorciava mettendo il fiato sul collo ai nostri che per u successivi venti minuti giocavano una partita tutta sui nervi davvero estenuante dal punto di vista psicologico.
E’ stato faticoso ma alla fine i nostri ce l’hanno fatta pur non giocando bene, pur senza attenzione né concentrazione però il carattere c’è stato e tanto è bastato per ottenere la quarta Challenge su sei edizioni. E’ stato la coppa dello zoccolo duro gialloblù: di Fantini, miglior bomber del torneo (anche se la coppa di capocannoniere è andata a Lisci del Miami che aveva segnato più gol nella prima fase), di Formiconi, infortunato lungodegente ma presente all’esordio a novembre ma è stata anche la coppa degli outsider come Romagnoli, Santolamazza e soprattutto Ciardi che ieri era presente in panchina. Ma le congratulazioni vanno anche a Belli che ha giocato la prima fase ed è stato infortunato durante i play off, insomma, è stata la solita bella avventura ricca di avvenimenti e ricordi che già appartengono alla storia dell’Olympic.
Un’altra coppa in bacheca, una coppa leggera che non riesce a mitigare la sconfitta subita in semifinale di Europa League. Per dimenticare quel fallimento ci vuole qualcosa di consistente e quel qualcosa avrà inizio a fine maggio.
PAGELLE
PERRONE: 6.5 cap.
Nel primo tempo dalle sue parti svolazzano le quaglie (il primo e il terzo gol entrano in rete un po’ troppo facilmente) poi comincia a fare parate fondamentali come la deviazione sulla traversa sul tiro a botta sicura che poteva significare l’1 a 4 o le uscite su Triunfo nel finale. Presente in tutte le gare di questa Challenge, dal nebbione novembrino dell’Eschilo al caldo primaverile della Longarina.
RENCRICCA A. : 6.5
Finale giocata senza tanta concentrazione (sbaglia i tempi di anticipo su Triunfo e sale troppo in avanti anche quando non serve) ma lì dove è mancata la testa c’è stato il carattere e la voglia di vincere che hanno fatto davvero al differenza. Segna il primo gol gialloblù della serata, quello del provvisorio 1 a 2, il dodicesimo in questo torneo in cinque presenze. Assente solo nel match esordio, quello che rimarrà nella storia per la fitta nebbia.
CIUFFA A. : 6.5
Svagato, disattento in fase difensiva, a volte sembra catapultato in campo per caso. Poi però ha dei flash, dei momenti di vitalità che stendono gli avversari. Chissà forse quello del difensore non è il suo ruolo, forse bisognerebbe provarlo più in avanti ma così ci ritroveremmo di nuovo di nuovo a dover cercare un difensore per il finale di stagione. Per lui era l’esordio nel torneo e l’ha bagnato con una doppietta di reti e di assist.
MONTALDI: 6.5
Un Montaldi ancora a corrente alternata anche se alla fine riesce sempre a essere decisivo. Il secondo e il terzo gol sono merito suo infatti prima segna la sua decima rete nel torneo poi tira un siluro che il portiere non trattiene e Fantini ribadisce in rete.
In questa edizione di Challenge è stato assente solo nella serata della mega rissa causata dal colombiano del Miami City.
CASERTA: 6+
E’ destino che sul campo più esterno della Longarina deve offrire prestazioni non proprio esaltanti anche se in senso relativo visto che trova comunque il tempo per segnare un gol e fornire due assist. Terza presenza in questa Challenge in cui ha realizzato tre gol (una a partita) e ben cinque assist.
FORMICA: 6+
Prestazione sulla falsa riga di quella di Caserta, si accende a tratti, fa buone cose sulla fascia sinistra anche se in generale non brilla. Quattro presenze e quattro gol nel torneo con ben cinque assist.
FANTINI: 7.5
Andrea corona la sua ottima Challenge Cup con un poker decisivo per la vittoria e con una prova davvero esaltante per i toni agonistici. Tantissimo pressing, tanti palloni rubati, quattro reti, un assist e aiuto in fase difensiva. Non si potrebbe chiedere di più.
E’ stato il miglior marcatore dell’edizione con 18 reti (peccato aver perso il titolo di capocannoniere avendo segnato relativamente poche reti nella prima fase). Sempre presente, unico giocatore insieme a Perrone: protagonista nella brughiera dell’Eschilo, nelle battaglie (perse) al San Giorgio, vittima nel western colombiano e mattatore dei play off alla Longarina. Giocatore unico.
Hanno preso parte a questa edizione di Challenge Cup anche altri cinque giocatori: Fabrizio Formiconi ha disputato la gara d’esordio venendo espulso nel finale. Si è poi infortunato seriamente prima della seconda partita ed ora è in pena fase di recupero. Per lui un assist.
Pierluigi Ciardi ha giocato ben tre partite tra cui la “semifinale perfetta” facendo registrare due reti e quattro assist. Ieri sera è stato presente in panchina pur non essendo stato convocato e la società ha apprezzato davvero molto questo gesto e il suo incitare i compagni per tutta la partita.
Stefano Romagnoli ha disputato una sola partita, la semifinale contro il Miami City. Umile e disponibile come sempre, per lui una rete.
Alessandro Santolamazza ha giocato due partite tra cui la gara di ritorno della prima fase contro il Real Molteni, gara in cui ritornò in campo dopo molti mesi. Ottima la sua prova in semifinale, match in cui ha segnato una rete.
Emiliano Belli è stato parecchio sfortunato perché dopo aver giocato le quattro gare della prima fase ha dovuto rinunciare ai play off per un infortunio al braccio. Peccato, questa era la sua coppa e avrebbe meritato di festeggiare il trofeo insieme ai compagni.
Stasera la finale
Stadio della Longarina, ore 21… le luci si accenderanno per la finale di Challenge Cup 6, l’edizione è stata molto travagliata e sfortunata ma alla fine, dopo 5 mesi, Olympic e Real Molteni, che avevano aperto la manifestazione, si contenderanno la coppa.
Il Mo’viola si è ritirato a febbraio, il Miami City si è classificato terzo dopo essere stato eliminato in semifinale mentre Lisci ha vinto la classifica marcatori (con la maglia del Miami).
Ecco i convocati dell’Olympic per questa finale:
1. PERRONE
4. RENCRICCA A.
6. CIUFFA A.
7. MONTALDI
19. CASERTA
10. FORMICA
9. FANTINI
Al termine del match si procederà con la premiazione delle due squadre. Ricordiamo che in caso di parità nei 50 minuti regolamentari si procederà direttamente ai calci di rigore.
24 ore alla finale
Ci siamo, la finale di Challenge Cup 6 è vicina, a poco più di 24 ore. Ieri sera la formazione gialloblù si è arricchita del settimo e ultimo convocato, Alessandro Ciuffa, che appare pienamente ristabilito e quindi arruolato per l’atto conclusivo del torneo.
La formazione dell’Olympic sarà quindi composta da Perrone, Rencricca, Montaldi, Ciuffa, Caserta, Formica e Fantini.
Sarà la sesta finale della storia della Challenge Cup: l’Olympic ne ha giocate quattro, tre ne ha giocate il Mo’viola, due il Centro, una i Tamarri. Quindi domani sarà la quinta volta per i gialloblù e la prima per il Real Molteni.
La finale della prima Challenge Cup si giocò il 4 marzo 2011, giorno in cui il Centro vinse il trofeo ai danni dei Tamarri, battuti 5-3.
La finale della seconda edizione si disputò invece il 17 giugno 2011, la serata della partita epica e perfetta dell’Olympic che battè i campioni in carica del Centro per 3 a 0.
La terza edizione si chiuse il 9 gennaio 2012 e l’Olympic confermò la propria leadership sconfiggendo 8-3 il Mo’viola. La squadra di Daniele Rossi si vendicò nella successiva edizione la cui finale è datata 26 maggio 2012. Quel giorno l’Olympic venne battuta per 9 a 5.
La vendetta si consumò nel senso opposto nella quinta edizione quando l’Olympic si riprese la coppa il 22 ottobre 2012 vincendo per 7 a 5.
Domani la coppa rimmarà nella mani di Perrone e compagni o finirà in quelle dei Petecchia e di Triunfo?
Una rosa di nuovo ristretta
Mancano due giorni alla finale di Challenge Cup 6 contro il Real Molteni dei frattelli Petecchia e di Triunfo. La squadra gialloblù è praticamente fatta con Perrone, Rencricca, Montaldi, Formica, Fantini e Caserta confermati e Ciuffa in attesa di verifica delle sue condizioni fisiche dopo un lieve infortunio.
Nel frattempo tiene banco in casa Olympic la questione della rosa corta dopo che lo Scarsenal ha acquistato per il torneo di Clausura Romagnoli e Ciardi, due elementi che in questa stagione hanno più volte consentito alla società di sopperire alle frequenti assenze dei titolari.
Finora in questa stagione l’Olympic ha schierato 17 giocatori con Perrone, Rencricca, Fantini, Formica, Montaldi e Caserta nel ruolo di titolari indiscussi. A questi sei elementi vanno aggiunti Formiconi (infortunatosi gravemente a gennaio e il secondo portiere Belli.
Ciuffa e Romagnoli hanno giocato 6 gare ciascuno mentre Ciardi è stato in campo in 4 occasioni. Alle loro spalle troviamo Matteo Rencricca, Santolamazza, Sforza, Bisogno, Tani e Trombetti, giocatori su cui, per una ragione o per l’altra, non si può contare.
Sono inoltre falliti i tentativi di coinvolgere maggiormente nel progetto Edoardo Rencricca e i fratelli Petecchia. Se nell’immediato futuro l’Olympic necessitasse di giocatori di riserva potrebbero essere convocati l’eterno Tarallo e Fabio Guerra (visto all’opera nell’ultimo stage) ma la squadra ha disperato bisogno di alternative vere.
La finale di Challenge Cup
E’ ufficiale: la finale di Challenge Cup 6 tra Olympic e Real Molteni si disputerà martedì 30 aprile alle ore 21 alla Longarina. Abbiamo già alcune notizie sulle convocazioni: sono confermati Perrone, Rencricca, Montaldi, Formica e Caserta mentre Ciuffa è in dubbio. Fuori dai giochi invece Emiliano Belli a cui dopo i riscontri medici è stata riscontrata una distrazione del tricipite brachiale come si vede nelle foto.


Al portiere è stato consigliato un breve periodo di riposo anche se il giocatore potrebbe rientrare già lunedì o martedì prossimo quando l’Olympic esordirà nel triangolare con Mo’viola e Scarsenal. Le due squadre si affronteranno lunedì sera e la perdente giocherà contro l’Olympic nella seconda giornata.
Le ultime
L’organizzazione Challenge Cup ha proposto al Real Molteni di disputare la finale di Challenge Cup martedì 30 aprile ed è in attesa di una risposta. Per l’atto finale del torneo dovrebbe rientrare tra i pali Belli e tutti i titolari assenti in semifinale anche se gli outsider scesi in campo martedì scorso, comportatisi benissimo, hanno pari chances di ottenere una convocazione.
In attesa dell’inizio del torneo di Clausura poi l’Olympic parteciperà ad un triangolare con partite regolari insieme a Scarsenal e Mo’viola. La prima gara di questo mini torneo si svolgerà lunedì 29 aprile e vedrà in campo proprio le due squadre guidate rispettivamente da Bisogno e Rossi. Per i gialloblù invece l’esordio è fissato per la prossima settimana, presumibilmente contro la perdente della prima sfida.
Olimpic 2000 – Miami City 15-0
MARTEDI’ 23 MARZO 2013, ORE 21.30
STADIO LONGARINA
GARA #818
CHALLENGE CUP 6, SEMIFINALE
MIAMI CITY – OLYMPIC 2000
0-15 (0-6)
MARCATORI OLYMPIC: 5 RENCRICCA A., 3 FANTINI, 3 MONTALDI, 1 CIARDI, 1 PERRONE, 1 ROMAGNOLI, 1 SANTOLAMAZZA.
MIGLIORE IN CAMPO: RENCRICCA A.
AMMONITI: –
ESPULSI: –
CLIMA: PRIMAVERILE
Eravamo pronto ad abbandonare anche la Challenge Cup con la ferita dell’eliminazione in Europa League ancora aperta e sanguinante. Eravamo pronti a dire addio anche a questo piccolo obiettivo stagionale perché il Miami City recentemente ci aveva mazzolato per bene e perché mancava più di mezza squadra.
Le assenze del portiere di coppa Belli, di Ciuffa, Caserta e Formica ci avevano ricordato un’altra serata nefasta: era il 18 febbraio 2011, giorno della semifinale della prima edizione di Challenge Cup. L’Olympic era favorita contro i Tamarri eppure le tante assenze e una prestazione negativa impedirono ai gialloblù di disputare la finale contro il Centro. Per capirci era la serata in cui fummo costretti a vedere Damiano Pacifici schierato come centrocampista.
Due anni e cinque Challenge Cup dopo la situazione sembrava la stessa. Fortunatamente in questa stagione la rosa dell’Olympic può contare su outsider di lusso. Gente che da la propria, entusiasta disponibilità anche se convocata nel giorno stesso dell’incontro. Giocatori come Romagnoli e Ciardi, ai quali si è aggiunto Santolamazza, sono davvero preziosi per qualsiasi allenatore.
L’Olympic giungeva alla Longarina con tante ansie: la sconfitta della scorsa settimana contro il Bernocchi imponeva la reazione forte e decisa ma ce l’avrebbe fatta l’Olympic? In campo tutte queste paure si sono dissolte perché il Miami City, prossimo allo scioglimento definitivo, si presentava senza cambi e con molte assenze e poi, come tutti si auspicavano, è arrivata anche la prestazione con la P maiuscola dei gialloblù che hanno letteralmente asfaltato gli avversari.
I primi minuti sono stati anche equilibrati: l’Olympic, schierata con Rencricca, Romagnoli, Fantini e Montaldi davanti alla porta non quagliava mentre Perrone aveva il suo bel da fare. Poi i nostri hanno aggiustato la mira e il primo tempo è terminato 6 a 0 con Santolamazza che, al pari di Ciardi, timbravano il cartellino una volta ciascuno.
L’esultanza tipica dell’italo inglese riportava serenità nella squadra che a inizio ripresa vanificava l’abbozzata reazione avversaria con il settimo gol che piegava il Miami City sulle ginocchia.
Di lì in poi è stata una passeggiata e sono arrivati altri otto gol: c’è stata anche gloria per Romagnoli e perfino per Perrone che chiudeva il conto con una galoppata coast to coast che non si vedeva dagli anni ’90. Il Miami City dei senatori instancabili Di Pietro e Di Biase ma anche del genio Tetenaj, eternamente vittima della sua deleteria autostima, ha visto impietosamente scrivere la parola fine non solo su questa Chalelnge ma forse anche sulla propria storia.
Qualificazione raggiunta, paura finita, ora c’è il Real Molteni da affrontare e cercare di battere per mettere la quarta Challenge in bacheca. Servono serate come queste per riempire le bacheche, per avere morale, per riprendere una stagione rovinata da un paio di prestazioni che hanno prima fatto sfumare una Champions League e poi un’Europa League.
Mancano tre mesi alla fine dell’annata e tutto è ancora in ballo.
PAGELLE
PERRONE: 6.5 cap.
Nei primi dieci minuti la partita è vera e servono le sue parate per tenere inviolata una porta che risulterà immacolata anche al fischio finale. Nel finale ci scappa un gollonzo con tanto di capriola brasileira come esultanza.
RENCRICCA A. : 7
Da quando ha ricominciato a segnare non smette più e segna più di tutti. Ieri ne ha realizzati cinque, ha confezionato una assist e si è segnalato come il migliore in campo nel giorno della sua trecento cinquantesima presenza. Un mito vivente del calcio gialloblù.
ROMAGNOLI: 7
Mancava Ciuffa e tutti a pregare che la difesa si dimostrasse solida. Così è stato: Stefano ha garantito solidità, fisicità e grinta e quando ha sbagliato i tifosi lo hanno applaudito perché hanno apprezzato la sua furia nel riparare all’errore commesso. Nel finale di ripresa realizza il primo gol in gare ufficiali con la maglia dell’Olympic e da qualcuno giura che il sorriso sul suo volto da quel momento non è più scomparso.
MONTALDI: 6.5
Il più deludente nella serata dell’eliminazione in Europa League aveva promesso l’impresa e una prestazione fuori dalle righe. La prestazione è stata sufficiente ma la grinta è stata fuori dal comune e non ci stupiamo che l’1 a 0 sia venuto da un suo tap in su una corta respinta del portiere avversario. Quel pallone sarebbe entrato in un modo o nell’altro perché Simone aveva gli occhi della tigre. Alla fine realizza una tripletta e due assist e ha potuto festeggiare degnamente il raggiungimento della diciassettesima posizione nella classifica presenze di tutti i tempi: a quota 71 supera Juan Esteban Brusco.
FANTINI: 6.5
Il Dynamo del calcetto fa sparire dai piedi avversari decine di palloni dando una lezione di umiltà a dirimpettai acerbi che pensano di essere già arrivati quando ancora non sono nemmeno partiti. La sua tripletta li punisce ulteriormente nella serata della sua presenza numero 250.
CIARDI: 7
Dopo tante partite in cui, per esigenza, era stato schierato come difensore viene finalmente impiegato nel suo ruolo in posizione più avanzata e offre una prova veramente buona in cui non fa rimpiangere né Montaldi né Fantini. I tempi di inserimento sono quelli giusti (un gol e due assist), quelli in copertura altrettanto buoni. Terza presenza in Challenge Cup 6 si candida per una convocazione in finale.
SANTOLAMAZZA: 7
La sua presenza rasserena subito lo spogliatoio e poi anche la panchina ma quando entra in campo dimostra di non essere solo un totem e offre la sua miglior prestazione stagionale tra gare ufficiali e stage. Che poi abbia pochissima autonomia e i suoi muscoli siano fragili è una realtà con cui deve fare i conti ma la classe con cui toglie palla ai veloci attaccanti avversari, con cui fa correre i compagni sulle fasce, con cui tenta la via del gol riuscendoci al terzo tentativo, beh queste sono fattori invariabili del suo DNA di calciatore. Anche per lui come per Romagnoli e Ciardi la speranza di una convocazione per la finale.
Stasera in campo
E’ arrivata il giorno di Olympic – Miami City, gara valevole per la semifinale di Challenge Cup 6. E’ una gara secca, con calci di rigore in caso di parità al cinquantesimo. La vincente affronterà in finale il Real Molteni, vincitrice del girone di qualificazione.
Molti gli assenti per la gara di oggi, quasi un’ecatombe: mancherà il portiere di coppa Belli oltre a Formica, Caserta, Ciuffa e Trombetti. Ieri è stato convocato Ciardi mentre proprio stamattina è stato chia,ato anche Romagnoli.
Ecco i convocati:
1. PERRONE
4. RENCRICCA A.
6. SANTOLAMAZZA
21. ROMAGNOLI
11. CIARDI
7. MONTALDI
9. FANTINI






