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Profilo personale della società di calcio a 5 amatoriale Olympic 1989 Football Club gestito dal presedente Fabrizio Perrone

24 ore alla finale

Ci siamo, la finale di Challenge Cup 6 è vicina, a poco più di 24 ore. Ieri sera la formazione gialloblù si è arricchita del settimo e ultimo convocato, Alessandro Ciuffa, che appare pienamente ristabilito e quindi arruolato per l’atto conclusivo del torneo.
La formazione dell’Olympic sarà quindi composta da Perrone, Rencricca, Montaldi, Ciuffa, Caserta, Formica e Fantini.

Sarà la sesta finale della storia della Challenge Cup: l’Olympic ne ha giocate quattro, tre ne ha giocate il Mo’viola, due il Centro, una i Tamarri. Quindi domani sarà la quinta volta per i gialloblù e la prima per il Real Molteni.

La finale della prima Challenge Cup si giocò il 4 marzo 2011, giorno in cui il Centro vinse il trofeo ai danni dei Tamarri, battuti 5-3.
La finale della seconda edizione si disputò invece il 17 giugno 2011, la serata della partita epica e perfetta dell’Olympic che battè i campioni in carica del Centro per 3 a 0.
La terza edizione si chiuse il 9 gennaio 2012 e l’Olympic confermò la propria leadership sconfiggendo 8-3 il Mo’viola. La squadra di Daniele Rossi si vendicò nella successiva edizione la cui finale è datata 26 maggio 2012. Quel giorno l’Olympic venne battuta per 9 a 5.
La vendetta si consumò nel senso opposto nella quinta edizione quando l’Olympic si riprese la coppa il 22 ottobre 2012 vincendo per 7 a 5.

Domani la coppa rimmarà nella mani di Perrone e compagni o finirà in quelle dei Petecchia e di Triunfo?

Una rosa di nuovo ristretta

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Mancano due giorni alla finale di Challenge Cup 6 contro il Real Molteni dei frattelli Petecchia e di Triunfo. La squadra gialloblù è praticamente fatta con Perrone, Rencricca, Montaldi, Formica, Fantini e Caserta confermati e Ciuffa in attesa di verifica delle sue condizioni fisiche dopo un lieve infortunio.

Nel frattempo tiene banco in casa Olympic la questione della rosa corta dopo che lo Scarsenal ha acquistato per il torneo di Clausura Romagnoli e Ciardi, due elementi che in questa stagione hanno più volte consentito alla società di sopperire alle frequenti assenze dei titolari.

Finora in questa stagione l’Olympic ha schierato 17 giocatori con Perrone, Rencricca, Fantini, Formica, Montaldi e Caserta nel ruolo di titolari indiscussi. A questi sei elementi vanno aggiunti Formiconi (infortunatosi gravemente a gennaio e il secondo portiere Belli.

Ciuffa e Romagnoli hanno giocato 6 gare ciascuno mentre Ciardi è stato in campo in 4 occasioni. Alle loro spalle troviamo Matteo Rencricca, Santolamazza, Sforza, Bisogno, Tani e Trombetti, giocatori su cui, per una ragione o per l’altra, non si può contare.

Sono inoltre falliti i tentativi di coinvolgere maggiormente nel progetto Edoardo Rencricca e i fratelli Petecchia. Se nell’immediato futuro l’Olympic necessitasse di giocatori di riserva potrebbero essere convocati l’eterno Tarallo e Fabio Guerra (visto all’opera nell’ultimo stage) ma la squadra ha disperato bisogno di alternative vere.

La finale di Challenge Cup

E’ ufficiale: la finale di Challenge Cup 6 tra Olympic e Real Molteni si disputerà martedì 30 aprile alle ore 21 alla Longarina. Abbiamo già alcune notizie sulle convocazioni: sono confermati Perrone, Rencricca, Montaldi, Formica e Caserta mentre Ciuffa è in dubbio. Fuori dai giochi invece Emiliano Belli a cui dopo i riscontri medici è stata riscontrata una distrazione del tricipite brachiale come si vede nelle foto.

Il braccio del Belli
Il braccio del Belli
Le parti interessate nell'infortunio del portiere gialloblù
Le parti interessate nell’infortunio del portiere gialloblù

Al portiere è stato consigliato un breve periodo di riposo anche se il giocatore potrebbe rientrare già lunedì o martedì prossimo quando l’Olympic esordirà nel triangolare con Mo’viola e Scarsenal. Le due squadre si affronteranno lunedì sera e la perdente giocherà contro l’Olympic nella seconda giornata.

Le ultime

L’organizzazione Challenge Cup ha proposto al Real Molteni di disputare la finale di Challenge Cup martedì 30 aprile ed è in attesa di una risposta. Per l’atto finale del torneo dovrebbe rientrare tra i pali Belli e tutti i titolari assenti in semifinale anche se gli outsider scesi in campo martedì scorso, comportatisi benissimo, hanno pari chances di ottenere una convocazione.

In attesa dell’inizio del torneo di Clausura poi l’Olympic parteciperà ad un triangolare con partite regolari insieme a Scarsenal e Mo’viola. La prima gara di questo mini torneo si svolgerà lunedì 29 aprile e vedrà in campo proprio le due squadre guidate rispettivamente da Bisogno e Rossi. Per i gialloblù invece l’esordio è fissato per la prossima settimana, presumibilmente contro la perdente della prima sfida.

Olimpic 2000 – Miami City 15-0

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MARTEDI’ 23 MARZO 2013, ORE 21.30
STADIO LONGARINA
GARA #818
CHALLENGE CUP 6, SEMIFINALE

MIAMI CITY – OLYMPIC 2000
0-15 (0-6)

MARCATORI OLYMPIC: 5 RENCRICCA A., 3 FANTINI, 3 MONTALDI, 1 CIARDI, 1 PERRONE, 1 ROMAGNOLI, 1 SANTOLAMAZZA.
MIGLIORE IN CAMPO: RENCRICCA A.
AMMONITI: –
ESPULSI: –
CLIMA: PRIMAVERILE

Eravamo pronto ad abbandonare anche la Challenge Cup con la ferita dell’eliminazione in Europa League ancora aperta e sanguinante. Eravamo pronti a dire addio anche a questo piccolo obiettivo stagionale perché il Miami City recentemente ci aveva mazzolato per bene e perché mancava più di mezza squadra.
Le assenze del portiere di coppa Belli, di Ciuffa, Caserta e Formica ci avevano ricordato un’altra serata nefasta: era il 18 febbraio 2011, giorno della semifinale della prima edizione di Challenge Cup. L’Olympic era favorita contro i Tamarri eppure le tante assenze e una prestazione negativa impedirono ai gialloblù di disputare la finale contro il Centro. Per capirci era la serata in cui fummo costretti a vedere Damiano Pacifici schierato come centrocampista.
Due anni e cinque Challenge Cup dopo la situazione sembrava la stessa. Fortunatamente in questa stagione la rosa dell’Olympic può contare su outsider di lusso. Gente che da la propria, entusiasta disponibilità anche se convocata nel giorno stesso dell’incontro. Giocatori come Romagnoli e Ciardi, ai quali si è aggiunto Santolamazza, sono davvero preziosi per qualsiasi allenatore.
L’Olympic giungeva alla Longarina con tante ansie: la sconfitta della scorsa settimana contro il Bernocchi imponeva la reazione forte e decisa ma ce l’avrebbe fatta l’Olympic? In campo tutte queste paure si sono dissolte perché il Miami City, prossimo allo scioglimento definitivo, si presentava senza cambi e con molte assenze e poi, come tutti si auspicavano, è arrivata anche la prestazione con la P maiuscola dei gialloblù che hanno letteralmente asfaltato gli avversari.
I primi minuti sono stati anche equilibrati: l’Olympic, schierata con Rencricca, Romagnoli, Fantini e Montaldi davanti alla porta non quagliava mentre Perrone aveva il suo bel da fare. Poi i nostri hanno aggiustato la mira e il primo tempo è terminato 6 a 0 con Santolamazza che, al pari di Ciardi, timbravano il cartellino una volta ciascuno.
L’esultanza tipica dell’italo inglese riportava serenità nella squadra che a inizio ripresa vanificava l’abbozzata reazione avversaria con il settimo gol che piegava il Miami City sulle ginocchia.
Di lì in poi è stata una passeggiata e sono arrivati altri otto gol: c’è stata anche gloria per Romagnoli e perfino per Perrone che chiudeva il conto con una galoppata coast to coast che non si vedeva dagli anni ’90. Il Miami City dei senatori instancabili Di Pietro e Di Biase ma anche del genio Tetenaj, eternamente vittima della sua deleteria autostima, ha visto impietosamente scrivere la parola fine non solo su questa Chalelnge ma forse anche sulla propria storia.
Qualificazione raggiunta, paura finita, ora c’è il Real Molteni da affrontare e cercare di battere per mettere la quarta Challenge in bacheca. Servono serate come queste per riempire le bacheche, per avere morale, per riprendere una stagione rovinata da un paio di prestazioni che hanno prima fatto sfumare una Champions League e poi un’Europa League.
Mancano tre mesi alla fine dell’annata e tutto è ancora in ballo.

PAGELLE

PERRONE: 6.5 cap.
Nei primi dieci minuti la partita è vera e servono le sue parate per tenere inviolata una porta che risulterà immacolata anche al fischio finale. Nel finale ci scappa un gollonzo con tanto di capriola brasileira come esultanza.

RENCRICCA A. : 7
Da quando ha ricominciato a segnare non smette più e segna più di tutti. Ieri ne ha realizzati cinque, ha confezionato una assist e si è segnalato come il migliore in campo nel giorno della sua trecento cinquantesima presenza. Un mito vivente del calcio gialloblù.

ROMAGNOLI: 7
Mancava Ciuffa e tutti a pregare che la difesa si dimostrasse solida. Così è stato: Stefano ha garantito solidità, fisicità e grinta e quando ha sbagliato i tifosi lo hanno applaudito perché hanno apprezzato la sua furia nel riparare all’errore commesso. Nel finale di ripresa realizza il primo gol in gare ufficiali con la maglia dell’Olympic e da qualcuno giura che il sorriso sul suo volto da quel momento non è più scomparso.

MONTALDI: 6.5
Il più deludente nella serata dell’eliminazione in Europa League aveva promesso l’impresa e una prestazione fuori dalle righe. La prestazione è stata sufficiente ma la grinta è stata fuori dal comune e non ci stupiamo che l’1 a 0 sia venuto da un suo tap in su una corta respinta del portiere avversario. Quel pallone sarebbe entrato in un modo o nell’altro perché Simone aveva gli occhi della tigre. Alla fine realizza una tripletta e due assist e ha potuto festeggiare degnamente il raggiungimento della diciassettesima posizione nella classifica presenze di tutti i tempi: a quota 71 supera Juan Esteban Brusco.

FANTINI: 6.5
Il Dynamo del calcetto fa sparire dai piedi avversari decine di palloni dando una lezione di umiltà a dirimpettai acerbi che pensano di essere già arrivati quando ancora non sono nemmeno partiti. La sua tripletta li punisce ulteriormente nella serata della sua presenza numero 250.

CIARDI: 7
Dopo tante partite in cui, per esigenza, era stato schierato come difensore viene finalmente impiegato nel suo ruolo in posizione più avanzata e offre una prova veramente buona in cui non fa rimpiangere né Montaldi né Fantini. I tempi di inserimento sono quelli giusti (un gol e due assist), quelli in copertura altrettanto buoni. Terza presenza in Challenge Cup 6 si candida per una convocazione in finale.

SANTOLAMAZZA: 7
La sua presenza rasserena subito lo spogliatoio e poi anche la panchina ma quando entra in campo dimostra di non essere solo un totem e offre la sua miglior prestazione stagionale tra gare ufficiali e stage. Che poi abbia pochissima autonomia e i suoi muscoli siano fragili è una realtà con cui deve fare i conti ma la classe con cui toglie palla ai veloci attaccanti avversari, con cui fa correre i compagni sulle fasce, con cui tenta la via del gol riuscendoci al terzo tentativo, beh queste sono fattori invariabili del suo DNA di calciatore. Anche per lui come per Romagnoli e Ciardi la speranza di una convocazione per la finale.

Stasera in campo

E’ arrivata il giorno di Olympic – Miami City, gara valevole per la semifinale di Challenge Cup 6. E’ una gara secca, con calci di rigore in caso di parità al cinquantesimo. La vincente affronterà in finale il Real Molteni, vincitrice del girone di qualificazione.

Molti gli assenti per la gara di oggi, quasi un’ecatombe: mancherà il portiere di coppa Belli oltre a Formica, Caserta, Ciuffa e Trombetti. Ieri è stato convocato Ciardi mentre proprio stamattina è stato chia,ato anche Romagnoli.

Ecco i convocati:

1. PERRONE
4. RENCRICCA A.
6. SANTOLAMAZZA
21. ROMAGNOLI
11. CIARDI
7. MONTALDI
9. FANTINI

Un Santo in squadra

Il dubbio su chi giocherà in porta domani contro il Miami City sussiste ancora infatti Belli non ha ancora sciolto le sue riserve. Arrivano invece i definitivi forfait di Caserta e Ciuffa che così lasciano Rencricca, Montaldi, Formica e Fantini a dover sbrigare la pratica Miami City.
Il sesto convocato sarà Alessandro Santolamazza che farà registrare la sua seconda presenza in quest Challenge Cup 6.
Ricordiamo che si gioca domani sera alle ore 21.30 alla Longarina e che vince accede alla finalissima contro il Real Molteni. In caso di parità nei tempi regolamentari si procederà direttamente ai tiri di rigore.

Imparare a giocare senza di loro

Tra due giorni l’Olympic scenderà in campo per la semifinale di Challenge Cup 6 contro il Miami City.
Caserta non sarà disponibile mentre sarà difficile vedere in campo Alessandro Ciuffa. dubbi anche per Emiliano Belli che dopo la partita della settimana scorsa tra le fila dello Scarsenal ha subito un infortunio al braccio.
L’Olympic giocherà quindi senza i due suoi pezzi pregiati e da un certo punto di vista è un bene perchè la squadra ha bisogno di crescere nel gioco e per farlo un passo fondamentale è non ritenere le accelerazioni di Caserta l’unica arma letale. Bisognerà giocare, costruire azioni corali, andare oltre i limiti di una squadra che ha bisogno di fare un piccolo salto di qualità per superare l’atavica difficoltà a disporre con continuità di tutti i propri titolari.
Contro il Miami quindi in porta ci sarà Belli (o Perrone), Rencricca, Montaldi, Formica e Fantini. Vige il mistero su chi potrebbe essere convocato come sesto elemento.

L’ultima notizia di oggi è quella che nelle prossime settimane l’Olympic potrebbe prendere parte ad un mini torneo che occuperebbe il vuoto di impegni ufficiali fino all’inizio del torneo di Clausura previsto per l’inizio di giugno.
Al mini torneo potrebbero partecipare anche Mo’viola e Scarsenal.

Dopo la delusione

Rialzarsi dopo la bruciante delusione dell’eliminazione in Europa League non sarà facile ma l’Olympic non ha scelta: lo impone la storia, il blasone, la tradizione. Ci si riproverà alla prossima occasione.

Il prossimo impegno dei gialloblù dovrebbe essere martedì 23 aprile per la semifinale di Challenge Cup contro il Miami City. Chi vince ottiene il pass per la finale contro il Real Molteni.

La lista dei convocati è ancora in alto mare ma possiamo provare ad abbozzarne un’idea: Belli prenderà il posto di Perrone come portiere di coppa e poi si proverà a ricostruirgli attorno la squadra titolare del Torneo Apertura, compreso Ciuffa che la società ha intenzione di provare a coinvolgere per il proseguo di stagione.
Al momento non ci sono alternative per eventuali forfait nè idee su come eventualmente sostituire Ciuffa.

Siamo in un momento difficile ma l’opera di ricostruzione dell’ambiente comincia proprio ora.

Olympic 2000 – Autoricambi Bernocchi 4-8

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Un’Olympic irriconoscbile viene sbattuta fuori dall’Europa League. I gialloblù sbagliano tutto a partire dall’approccio.

GIOVEDI’ 18 APRILE 2013, ORE 21
STADIO LONGARINA
GARA #817
EUROPA LEAGUE APERTURA, SEMIFINALI

OLYMPIC 2000 – AUTORICAMBI BERNOCCHI
4-8 (1-3)

MARCATORI OLYMPIC: 2 CASERTA, 2 FORMICA.
MIGLIORE IN CAMPO: PERRONE
AMMONITI: CIUFFA A., FORMICA

E’ finita. I giocatori in maglia gialla esultano, quelli in maglia gialloblù hanno gli occhi sgranati e increduli e rimangono in campo trasognati a fissare il nulla, come per cercare di capire cosa sia stato ad essergli passato davanti, troppo veloce, troppo violento per essere percepito dall’occhio umano.
Poi il mondo smette di girare, gli oggetti si fermano e tutto acquista forma e significato: l’Olympic ha perso, è fuori dall’Europa League e a travolgerla è stata un’Autoricambi Bernocchi perfetta, magistrale, cattiva, determinata. Forse Cascone e compagni avevano una marcia in più dopo aver conquistato la qualificazione all’ultima giornata rispetto ad un’Olympic che aveva dominato il girone. Oppure i gialloblù hanno sentito troppo la partita e pagato il forte desiderio di vincere la coppa, forse capiremo tutto più in la, tra qualche giorno, dopo che la delusione si stratificherà e in loro tornerà la motivazione, la voglia di tornare a vincere. Per ora tutto è nero e gli occhi rimangono fissi nel vuoto.
La marcia di avvicinamento a questa semifinali era stata perfetta per l’Olympic: primo posto nel girone dopo quattro vittorie su cinque partite, la quadratura ritrovata grazie all’acquisto di Ciuffa che aveva colmato il vuoto lasciato da Formiconi, la sicurezza ristabilita. Per la penultima tappa verso la coppa la squadra era al completo e la storia parlava a favore dell’Olympic che in questa stagione aveva battuto già due volte gli Autoricambi.
Eppure, già dopo pochi minuti, si capiva che qualcosa non andava: gli avversari trovavano facilmente il modo di arrivare dalle parti di Perrone e il capitano doveva subito superarsi in quattro parate difficili consecutive. Al quinto tentativo gli Autoricambi passavano in vantaggio meritatamente.
Come al solito cercavamo in Mimmo Caserta il primo spiraglio di luce e la fiducia era giustamente riposta perché il numero 19 realizzava uno dei gol più belli da quando veste la maglia dell’Olympic. Purtroppo era un fuoco fatuo perché i meccanismi di squadra non giravano a dovere, l’intesa tra Rencricca e Caserta aveva grandi e pericolose pause e Rosca e Cioè arrivavano spessissimo a calciare segnando due reti prima dell’intervallo.
In tutta questa confusione di idee l’Olympic veniva ulteriormente spinta più in giù da una direzione di gara inspiegabile: l’arbitro, che già aveva fortemente penalizzato i nostri in occasione della sconfitta contro il Parchetto, prendeva di continuo decisioni contro i gialloblù sia nelle piccole cose (rimesse laterali invertite, contrasti regolari che diventavano falli) sia in quelle più macroscopiche come un clamoroso calcio di rigore negato a Caserta o un fallo da ultimo uomo subito da Fantini lanciato a rete e trasformato in fallo dell’attaccante gialloblù.
Non vogliamo certo insinuare che l’arbitro arbitrasse volontariamente contro l’Olympic ma tante, troppe decisioni strane, ci hanno fatto quasi venire questo dubbio. A inizio ripresa Caserta trovava su punizione il 2 a 3 ma subito dopo gli avversari trovavano il quarto gol e poco dopo si verificavano i già menzionati torti arbitrali che contribuivano al break degli avversari che guadagnavano tre lunghezze portandosi sul 2 a 5.
Questo gap si protraeva per tutto nel secondo tempo fino a che l’Olympic non ha dovuto scoprirsi e rischiare il tutto per tutto e li il contropiede avversario è stato letale. Gli ultimi minuti sono stata una sofferenza perché l’Olympic non è mai stata in partita, mai ha dato l’impressione di poter riprendere la partita e alla fine il fischio finale è stato forte e fragoroso come un tuono che manda in mille pezzi un sogno.
I prossimi giorni saranno importanti per i gialloblù: bisognerà ritrovare la giusta motivazione per riprendersi da questa batosta che arriva poco dopo la beffa della mancata qualificazione in Champions League solo per una classifica avulsa negativa. C’è una Challenge da provare a vincere e un torneo di Clausura con il quale rifarsi.
Rialzarsi e raddrizzare la stagione sarebbe da campioni e l’Olympic in questa annata ha ancora molto da dimostrare ai propri tifosi.

PAGELLE

PERRONE: 6 cap.
Prende un gol balordo in occasione dell’1 a 2 ma frena l’urto degli avversari tante e tante volte.

RENCRICCA A. : 5
Si capisce fin dalle prime battute che la squadra non riesce a mantenere la distanze tra i reparti e che non si muove come nelle ultime partite: in mezzo a questa giostra infernale Rencricca balla e traballa trovandosi a commettere errori di concentrazione e di misura incredibili. La sua serata nera e resa più scura da un calcio rigore fallito a metà ripresa.

CIUFFA A. : 5
Probabilmente il più deludente tra i gialloblù perché da quando è arrivato lui la squadra era rinata e aveva ritrovato sicurezza e stabilità. Fallisce nella serata più importante apparendo deconcentrato e poco presente, come non avesse capito l’importanza della partita partecipando così alla prima sconfitta dell’Olympic in una semifinale dopo dieci anni.
Ammonito nella ripresa.

MONTALDI: 4.5
Non pervenuto. Dov’è Simone? Da lui aspettiamo un segnale dopo una serata che ricorderà solo perché gli ha permesso di agganciare, con 70 gare in gialloblù., l’argentino Brusco in classifica presenze.

CASERTA: 5.5
Quando le cose vanno male come ieri i tifosi sperano che Mimmo possa e prendere palla e risolvere le cose da solo. Lui ci riesce segnando il meraviglioso gol dell’1 a 1, bruciando il portiere con la punizione del 2 a 3 e servendo a Formica l’assist per il terzo ma in generale la sua prestazione è come un interruttore della luce che oscilla tra ON e OFF e lui si spegne e si accende con troppa discontinuità.

FORMICA: 5
La sua serata comincia male quando riconosce l’arbitro che lo aveva espulso nella partita contro il Parchetto e quando sembra che lo stesso direttore di gara si accanisca su di lui negandogli falli e punendolo fischiandogli tutto. Fabio si innervosisce, finisce per essere ammonito al primo fiato e nonostante una bella doppietta non riesce a giocare come vorrebbe. Peccato perché la brutta serata ha fatto passare in sordina il sorpasso a Tarallo nella classifica marcatori di tutti i tempi (quarto posto con 166 reti a fronte delle 165 dell’ex gialloblù).

FANTINI: 5
La sua Europa League finisce con un solo gol segnato in cinque partite. Evanescente, pesante, impreciso, deludente come il resto della squadra..