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Profilo personale della società di calcio a 5 amatoriale Olympic 1989 Football Club gestito dal presedente Fabrizio Perrone

Alle 20 e 30 c’è Team A – Team B


Turno di riposo in campionato per l’Olympic che stasera sosterrà una partitella in famiglia.

Sgambata ricca di spunti quella di oggi: ben undici dei tredici convocati hanno giocato in questo campionato e quindi non ci saranno esperimenti rendendo l’incontro un vero banco di prova per l’ultima giornata del girone di Champions League e per il successivo play off.

Ci sarà il ritorno di Belli e Montaldi: il primo al rientro dopo il lungo infortunio sarebbe ancora in tempo per essere iscritto nella rosa del torneo mentre il secondo, ormai lontano dal calcio, effettuerà un semplice allenamento anche se è in effetti iscritto al torneo e potrebbe essere utilizzato in gare ufficiali.

Partita utile infine anche per Tani e Formica che sono squalificati per la partita di martedì prossimo contro l’UC Diamoli.

Ecco le formazioni del test di stasera (calcio d’inizio alle 20.30):

TEAM  A

  • PERRONE (Belli)
  • RENCRICCA A.
  • CIUFFA A.
  • BISOGNO
  • TANI
  • FORMICA

TEAM B

  • MAIOZZI
  • ATTILI
  • ROMAGNOLI
  • CIARDI
  • MONTALDI 
  • RUGGERI

La lista si completa

Torna Simone Montaldi

La grande novità dello stage di domani sarà il ritorno di Simone Montaldi che indosserà di nuovo la maglia dell’Olympic dopo nove mesi. Il maratoneta, ormai dedito solo alla corsa e convocato come ospite d’onore dello stage, completa la lista dei convocati al pari di Romagnoli, anch’egli confermato nella giornata di sabato. Sono invece indisponibili Fabio Tagliaferri, Alessandro Santolamazza e Valerio Ciuffa.

Ecco la lista completa dei convocati: Perrone, Maiozzi, Belli, Rencricca, Ciuffa, Formica, Ruggeri, Ciardi, Romagnoli, Tani, Ciardi, Montaldi e Bisogno.

Il calcio d’inizio è previsto per domani alle 20 e 30 alla Longarina. A seguire la squadra si riunirà per una pizza che cementerà ulteriormente il già unito gruppo gialloblu.

I pionieri del calcio gialloblu – 7. Emanuele Carnevale

Per la settima puntata della storia dei pionieri gialloblù, che via via si è evoluta nella storia delle meteore, dei fenomeni mediatici e delle storie particolari della nostra squadra, vi proponiamo la storia di quello che probabilmente è il giocatore con il più alto livello di Fattore Nostalgia tra i 131 che hanno vestito la maglia dell’Olympic in questi 27 anni.

Stiamo parlando di Emanuele Carnevale, fantasista, numero 10 vero di quelli che oggi non ce ne sono più e che ha infiammato i sentimenti dei tifosi per tanto tempo prima del suo prematuro ritiro avvenuto nell’anno di grazia 1996.

L’inizio di questa storia si perde nei meandri del tempo, nel periodo in cui nemmeno gli archivi della società arrivano. Comincia tutto nella calda estate del 1989, quando i ragazzi che vivono nel condominio della Pinetina cominciano a giocare a pallone dividendosi in due squadre. Da una parte i Lions composti da Alessandro Santolamazza, Fabio e Stefano Tagliaferri, i primi classe 1977, del 1979 l’ultimo. Dall’altra i coraggiosi Originals con Fabrizio Perrone, Flavio Bramucci e per l’appunto Emanuele Carnevale, il primo classe ’79, addirittura dell’82 gli altri due.

Queste due squadre si fronteggiano appena possibile sull’asfalto della Pinetina e non sull’erba perché era severamente vietato. Anzi, spesso veniva vietato loro perfino di giocare sull’asfalto e per evitare i rumori i sei ragazzi utilizzavano un pallone di spugna che di certo non esaltava le doti tecniche dei protagonisti nè tantomeno le conclusioni di potenza.

Ogni pomeriggio, e per più volte di seguito, Lions e Originals si affrontavano e ogni volta vincevano i Lions, più grandi, più smaliziati e decisamente più forti.

Il campo di gioco aveva una caratteristica peculiare: si giocava su un tratto di strada lungo e stretto e le porte erano formate da una struttura a ferro di cavallo che faceva parte della base del palazzo e quindi perpendicolare al campo. Sembrerà strano che questi ragazzi non avessero pensato a formare delle porte con le magliette direttamente longitudinali al campo ma quella struttura in cemento era così simile ad una porta che era perfetta e in più non bisognava spostarla ogni qualvolta che passava un auto. In più, con la porta in quella posizione particolare, erano favoriti i tiri a giro ed era a causa di questa specialità che Emanuele salì agli onori della cronaca.

Emanuele era considerata la classica “pippa” e a lui giocare a pallone non piaceva proprio. Però in ogni partita faceva qualcosa di straordinario di cui si parlava per ore distesi sull’erba. Un tiro da lontano che girava all’ultimo momento, un dribbling fortuito, un tiro al volo con doppio tocco che disorientava tutti. Insomma, non si sa come, ma in ogni partita che gli Originals hanno giocato e perso (perché non ne hanno vinto nemmeno una) Emanuele creava una magia, non si sa come, ma lo faceva.

Dopo l’estate del 1989 passarono autunni, inverni, primavere e ancora estati e queste partite andarono avanti senza soluzione di continuità. I sei ragazzi crescevano e arrivavano le sfide dei ragazzi degli altri palazzi, sfide che si giocavano in campi più grandi in terra o nel grande parcheggio dietro la Pinetina. A queste sfide Emanuele non prendeva parte per timidezza o per timore di giocare con ragazzi di molto più grandi che non conosceva. Poi però nella primavera del 1994 fu organizzata la prima amichevole su un campo in erba sintetica. Di questa partita non si hanno registrazioni scritte ma in campo scesero i ragazzini della Pinetina contro i loro genitori.

Giocare per la prima volta a calcetto fu una rivelazione che impressionò molto i ragazzi che di lì in poi giocarono sempre più spesso a questo nuovo tipo di calcio che stava prendendo piede. Emanuele fu coinvolto spesso e prese via via coraggio fino a che, circa un anno dopo, si cominciò a scrivere il commento e le pagelle di queste partitelle sempre più emozionanti.

E’ il 9 aprile 1995, la nostra squadra organizza la prima trasferta andando a Ostia per affrontare la formazione guidata da un compagno di scuola di Perrone. Si gioca sui campi dell’Ostia Mare e Carnevale è tra i convocati nonostante la giovane età. Inizialmente Emanuele non doveva far parte della spedizione ma già si sapeva che il difensore Faccilongo avrebbe dovuto lasciare il campo a metà secondo tempo per un precedente impegno quindi il giovane Emanuele venne aggregato per sostituirlo. La partita è inizialmente equilibrata, i nostri subiscono e segnano gol in egual misura fino a che viene decretato un calcio di rigore. Qui si consuma il mito ed inizia la leggenda di Carnevale perché viene deciso di farlo battere a lui. In porta ci si mette un piccoletto che si vocifera faccia il terzino nell’Ostia Mare (notizia che, non si sa perchè, impressiona la nostra squadra) ma Emanuele carica il tiro a occhi chiusi e la piazza alta, imparabile. E’ gol: i compagni sommergono Carnevale di abbracci e lui, che indossava una maglia vintage del Brasile presa con i punti dello yogurt, sparisce nell’esultanza dei suoi amici. Quel gol segna il definitivo sorpasso della nostra squadra che poi vincerà 16 a 12 tornando a casa in trionfo.

Tre giorni dopo si gioca un’altra amichevole, stavolta contro la Nazionale Malati, chiamata così in onore del loro capitano, tale Simone Vitali detto “il Malato” compagno di scuola di Santolamazza. La parte più difficile dell’incontro è arrivare al campo sito in un centro sportivo arroccato nei pressi di Piazza Gasparri. Il tragitto sul bus 01 è costellato di proposte di stupro e spaccio ma i nostri arrivano sani e salvi e vincono facilmente. Carnevale fa registrare la sua seconda presenza senza grandi sussulti tranne che per un liscio clamoroso che manda in bambola l’intera difesa avversaria. A fine partita si parla di giovane talento bruciato e per rivedere in campo Emanuele bisogna aspettare il 5 maggio, giorno della partita con l’Other Palace.

Contro l’Other Palace è un derby, lo dice il nome stesso, inventato dai ragazzi della Pinetina per dare un’identità alla squadra avversaria visto che in questo periodo solo la nostra formazione ha un nome e un’identità precisa. Finisce con il rocambolesco punteggio di 15 a 15 e Carnevale non offre una buona prova come si evince dalla sua pagella.

CARNEVALE: 4

Un ritorno forzato e per nulla convincente. Un peso morto in mezzo al campo. Inutile.

Il 2 giugno il suo nome ricompare tra i convocati. Nel frattempo la Pinetina si è iscritta al primo torneo ufficiale della sua storia e quel giorno gioca l’ultima amichevole prima dell’esordio. Si gioca a Casalbernocchi ed è il giorno della famosa partita infinita all’oratorio di cui vi abbiamo già raccontato nella prima puntata di questa collana di ricordi. Nel finale di gara si infortuna Stefano Tagliaferri e per non rischiarlo in vista della prima partita del girone del torneo si fa entrare Emanuele Carnevale. Il fantasista prova a segnare in tutti i modi ma non ci riesce ed arriva un altro 4 in pagella.

In settimana vengono pubblicate le convocazioni ufficiali per il torneo. La società vorrebbe Emanuele in rosa e la madre Carmela lo spinge molto ma il giocatore si rifiuta e questo rappresenta la prima frattura tra lui e il mondo del calcio. La Pinetina è vittoriosa all’esordio al termine di una partita leggendaria e i giocatori fanno il loro rientro a casa in bicicletta dando vita ad un carosello di festeggiamenti che sa di trionfo. Ad incrinare la gioia di quei momenti è la sfuriata della mamma di Emanuele che accusa i ragazzi di tradimento per non aver fatto giocare Emanuele. Solo dopo molte spiegazioni e l’ammissione del giocatore stesso la polemica svapora ma per lungo tempo le strade di Emanuele e della novella squadra gialloblu si dividono.

Finisce la stagione 1994/1995 e nonostante Emanuele non abbia partecipato all’avventura iridata la società lo premia con la prima Pigna Verde della storia come la più promettente promessa di quella stagione. Purtroppo però le scorie della sua mancata partecipazione al torneo non si smaltiscono e per rivedere Carnevale all’opera bisogna aspettare ben otto mesi. E’ il 29 gennaio 1996 ed è il giorno in cui nasce la rivalità con la formazione dell’R3, un rivalità che si può paragonare a quella che oggi c’è tra i gialloblu e il Mo’viola e di cui abbiamo parlato in una passata puntata della rubrica dei ricordi. Quel giorno mancano molti titolari e i giovani Carnevale e Bramucci vengono convocati in coppia per sopperire alle tante assenze. La Pinetina perde di misura e Carnevale prende il terzo 4 in pagella consecutivo.

Carnevale non ne vuole più di sapere di giocare ad uno sport che non sente più suo e decide di smettere nonostante tutti i compagni cerchino di dissuaderlo da questa drastica decisione. Per mesi si cerca di fargli accettare nuove convocazioni ma il giocatore ha deciso: si ritirerà a 14 anni!

Il 18 giugno si organizza un’amichevole per salutarlo degnamente ma quel giorno Emanuele è infortunato e lo spogliatoio esulta perché capisce che avrà altro tempo per provare a convincere il loro idolo. Purtroppo però Emanuele è irremovibile e nell’ultima partita della stagione 1995/1996 si celebra l’ultima apparizione ufficiale del giocatore. Abbiamo già raccontato della partita contro la selezione peruviana quando abbiamo raccontato la storia di Giovanni Pala. Era un pomeriggio torrido, una partita infinita, ma verso la fine è proprio Pala a trovare Emanuele smarcato in area. Lui impatta perfettamente la sfera, il portiere va da una parte, il pallone dall’altra. Gooooool!!!.

Felicità e tristezza: i compagni non sanno se festeggiare o piangere, quel giorno si chiude una carriera.

Anzi no, c’è uno strascico. Mesi dopo la società decide di organizzare occasionali amichevoli in famiglia per testare nuovi giocatori. E’ l’alba di quelli che oggi chiamiamo stage. La società riesce a convocare Carnevale e lui accetta facendo capire a tutti che lui non odiava il calcio ma solo la sua parte seriosa, quella ufficiale. Lui amava giocare e basta, senza ansia per il risultato, come tanto tempo prima sotto il cortile di casa.

E’ l’8 novembre 1997, sono passati sedici mese dal ritiro e Emanuele è di nuovo in campo offrendo una prestazione da 6.5 in pagella e segna anche un bel gol di rapina portando i suoi alla vittoria.

Nel successivo stage la sua prova non è altrettanto buona mentre alla terza occasione si ha la definitiva consacrazione di questo giocatore.

E’ il 5 gennaio 1998 e Emanuele scende in campo con una novità: fino a quel momento aveva giocato sempre con scarpe dal collo altissimo, delle Air Jordan pesanti e non adatte al calcio. Per quell’allenamento, non ricordo chi fu a farlo, gli vengono prestate delle scarpe più basse o forse addirittura scarpini da calcetto e lì avviene la magia. Carnevale gioca sul velluto e la sua ultima pagella in carriera vale più di mille parole:

CARNEVALE: 7

Memorabile prestazione del calciatore mito della Pinetina. Forse la sua più brillante partita negli ultimi due anni. Interpreta il ruolo di libero con disinvoltura magistrale, salva la porta infinite volte, arpiona la palla come un vero centrocampista di rottura. Taglia i rifornimenti agli attaccanti avversari e fa ripartire l’azione; nelle sue sortite offensive semina il panico nella difesa dell’Olympic A e riesce a segnare quattro gol per non parlare di una rete memorabile nella partitella a ranghi ridotti durante il riscaldamento: stop, tiro da quindici metri di destro a girare che si insacca a fil di palo. Da quando si era ritirato dal calcio giocato in molti lo avevano rimpianto ma oggi ha dato spettacolo testimoniando una freschezza atletica da urlo, una morbidezza di tocco da favola e una felinità in area da vero attaccante di rapina. Dispensa anche insegnamenti preziosi per i giovani con colpi di accademia come un suo tiro di sinistro che entra in rete e lascia Bramucci fisso sui suoi piedi. Un campione non va mai in pensione!

Purtroppo in pensione ci andò davvero: i successivi accenni a Carnevale nei registri gialloblu sono solo per decantarne i trascorsi e per fare paragoni con i nuovi astri nascenti della squadra.

Emanuele appartiene ad un altro calcio, quello precedente alla sentenza Bosman e il fatto che la maggior parte della sua carriera si sia volta prima della fondazione dell’archivio dell’Olympic la dice davvero lunga.

Anni dopo, nei pomeriggi piovosi, Perrone e i fratelli Tagliaferri ancora giocavano a PES editando le squadre e cercando in tutti i modi di far entrare Carnevale alla fine delle partite per godere di un suo gol al novantesimo.

Le ultime notizie che abbiamo di lui è che da ingenuo ragazzino si sia trasformato in rocker convinto e chissà che Rencricca, inconsapevole della fortuna avuta, non abbia partecipato ad un suo concerto in questi anni.

Vogliamo ricordarlo così!

 

 

NOME EMANUELE CARNEVALE
RUOLO CENTROCAMPISTA
DATA D’ESORDIO 09-04-95
DATA ULTIMA PARTITA 27-06-96
PRESENZE TOTALI 6
1994/1995 4
1995/1996 2
PALMARES
TROFEI DI SQUADRA –
TROFEI OTTENUTI IN GARE AMICHEVOLI –
TROFEI PERSONALI –
OLYMPIC AWARDS
PIGNA D’ORO –
PIGNA VERDE PIGNA D’ORO GIOVANI 1995
SCARPA D’ORO –
VASSOIO D’ARGENTO –
ALTRO –

La classifica ufficiale

Ecco la classifica ufficiale appena pubblicata sul sito istituzionale del torneo:

G V P N GF GS DR
OTTICA VISTA CHIARA 16 6 5 0 1 59 33 +26
ZUPPA ROMANA BY NABIL 16 6 5 0 1 40 22 +18
FOTO DAN 12 6 4 2 0 48 37 +11
OLYMPIC F.C. 1989 10 7 3 3 1 34 41 -7
IL CAMPIONE 8 5 2 1 2 28 23 +5
U.C. DIAMOLI 7 6 2 3 1 37 35 +2
THE TOWER PUB 6 6 2 4 0 29 35 -6
MO’ VIOLA 3 6 1 5 0 27 54 -27
THE BOYS -1 6 0 6 0 25 47 -22

Ottica Vista Chiara e Zuppa Romana sono in fuga e lo scontro diretto, in programma a breve, deciderà quali tra le due corazzate accederà direttamente alle semifinali. Anche il Foto Dan può ambire a questo traguardo ma per i rossi sarà obiettivamente più difficile.

L’Olympic è l’unica squadra ad aver disputato sette incontri e per decretare la sua posizione di classifica finale sarà decisiva la partita dell’ultima giornata contro l’U.C. Diamoli.

Per ciò che riguarda le classifiche di rendimento personali Ruggeri è stato eletto migliore in campo nella sfida contro il Foto Dan mentre Perrone è stato scavalcato da Caprioli nella classifica del miglior portiere e ora è secondo.

In classifica cannonieri Ruggeri occupa la sedicesima posizione mentre Arditi, al settimo posto, è il primo gialloblu nella classifica del miglior giocatore.

Infine, sono state confermate le squalifiche che la società si aspettava: Formica e Tani sono stati squalificati per un turno mentre Perrone entra in diffida.

Per ciò che riguarda lo stage di martedì 14 marzo nessuna novità, si attendono infatti le conferme di Valerio Ciuffa, Alessandro Santolamazza, Fabio Tagliaferri e Stefano Romagnoli per completare la lista dei convocati.

Che bello Belli

Emiliano Belli ai tempi della Madonnetta

Una clamorosa notizia ha scosso l’ambiente gialloblù che si sta preparando in tutta tranquillità all’amichevole di martedì sera. Pare infatti che Emiliano Belli scenderà in campo dopo parecchi mesi visto il miglioramenti netto delle sue condizioni fisiche. Il portiere è dimagrito e sente il ginocchio più saldo quindi dovrebbe giocare qualche minuto o un tempo dello stage del 14 marzo.

Rispetto a ieri non ci sono nuovi convocati che rimangono quindi quelli annunciati ovvero Perrone, Maiozzi, Rencricca, Tani, Formica, Bisogno, Ruggeri, Ciuffa A., Ciardi e Attili. A questi potrebbero aggiungersi Valerio Ciuffa, Santolamazza, Fabio Tagliaferri e per l’appunto Belli.

Non possiamo darvi aggiornamenti per quanto riguarda il torneo visto che il sito dell’organizzazione Kamari è ancora laconicamente fermo alla giornata precedente.

Vi lasciamo ricordandovi che domenica ci sarà la settima puntata della storia dei pionieri del calcio gialloblu. Stiamo preparando un articolo che va al di là del racconto sul singolo giocatore, una vera e propria pietra miliare della nostalgia. Quindi collegatevi al sito domenica 12 marzo per saperne di più!

Occhio ai vetri di Salem

Il magazziniere della Longarina Salem, spesso costretto a rifare i vetri della club house

“Spero che Bisogno calibri meglio la mira in questa amichevole, i prezzi dei vetri sono alle stelle!”

-Salem Zarrad-

Salem è preoccupato ma non dovrebbe, sono ormai anni che le amichevoli dell’Olympic sono sfide di prim’ordine giocate con serietà e concentrazione quindi state sicuri che ci sarà spettacolo e divertimento. Altro che vetri rotti e calcio da oratorio!

A cinque giorni dalla sfida in famiglia di martedì prossimo cominciano a trapelare i nomi dei primi convocati.

Presenti praticamente tutti i titolari come Perrone, Rencricca, Tani, Ciuffa, Bisogno, Attili, Formica e Ruggeri. A loro si aggiungono Maiozzi e Ciardi mentre si attendono le conferme di Fabio Tagliaferri e Romagnoli.

La sorpresa della serata potrebbe essere rappresentata dal ritorno in gialloblù di Valerio Ciuffa, indimenticabile centrocampista protagonista con L’Olympic in vari tornei e vincitore della Pigna Verde 2002 e della Pigna d’Oro 2003.

Dovrebbero poi accorrere al campo anche gli infortunati Belli e Formiconi che si uniranno ai compagni per la successiva cena di squadra.

Pallone, pizza e birra

La sconfitta di lunedì ha lasciato una sensazione agrodolce sui palati gialloblù. Da una parte aver perdere non è mai bello e si sarebbe potuto fare di più ma dall’altra dove pienamente consapevoli di aver fatto capire all’ambiente che per il rush finale c’è anche l’Olympic.

La settimana prossima L’Olympic osserverà un turno di riposo quindi la società ha organizzato un test Match interno a cui farà seguito una pizzata per rinsaldare ulteriormente l’ambiente e prepararsi al meglio all’ultima giornata di Champions e al successivo play off, la vera Partita della stagione.

La partita della settimana prossima si giocherà martedì 14 marzo alle 20 e 30.

I convocati al momento saranno resi noti entro sabato.

Olympic 1989 FC – Foto Dan BV 4-7

LUNEDI’ 6 MARZO 2017 ORE 20.30

LONGARINA

GARA 1014

 

VII WINTER CUP CHAMPIONS LEAGUE

 

OLYMPIC 1989 FC – FOTO DAN BV

4-7 (0-3)

 

MARCATORI:          1 ATTILI, 1 FORMICA, 1 RENCRICCA A., 1 ATTILI

AMMONITI:             ATTILI, FORMICA, PERRONE, TANI

ESPULSO:                 TANI

 

Una cosa è certa, nonostante l’Olympic abbia rimediato la quarta sconfitta su quattro confronti con il Foto Dan stavolta l’onore è salvo e la macchia del 20 a 1 subita nel primo turno è ormai stata smacchiata da una prestazione gagliarda dei nostri che fino all’ultimo minuto hanno mantenuto aperta la partita e resa la vita ai duri ai fortissimi avversari romeni.

Forte, fortissimo il Foto Dan, nonostante fosse reduce da due sconfitte consecutive contro Ottica Vista Chiara e Zuppa Romana, comunque due avversarie che probabilmente contenderanno ai rossi di Buca le semifinali del torneo. Il Foto Dan voleva dunque ripartire per raggiungere le alte vette della classifica e fin dall’inizio ha messo sotto pressione l’Olympic che dopo un primo momento in cui si era ben schierato ha cominciato a cedere e ad allargarsi rischiando più volte di incassare reti.

Dagli e dagli i gol sono arrivati con le Furie Rosse che trovavano spesso l’avversario smarcato sul secondo palo e la difesa gialloblu scoperta e lenta. L’Olympic non ha comunque mollato anche se ha dovuto fare i conti con l’imprecisione dei propri attaccanti e con un arbitro che spesso preso dal proprio protagonismo prendeva decisioni quantomeno discutibili.

La partita si è poi accesa e sono fioccati i cartellini all’indirizzo di Perrone, Attili e Formica e per tutto il resto del primo tempo si è più discusso che giocato e il parziale è rimasto quello di 0 a 3 per i nostri avversari.

Nella ripresa la carica l’ha suonata un indemoniato Francesco Tani che ha accorciato le distane spingendo una palla in rete più con la forza di spirito che con i piedi. A quel punto l’Olympic si è sbloccata e tra un gol fatto e uno preso ha stabilizzato il gap di punteggio a due reti con il Foto Dan che non ha potuto rilassarsi.

Nel finale Tani veniva espulso e il Foto Dan chiudeva il match sul 7 a 4. Cosa ha avuto di più il Foto Dan rispetto all’Olympic: sicuramente un maggiore tasso tecnico individuale e una forma fisica che spesso ha fatto la differenza a campo aperto.

L’Olympic merita comunque i complimenti per la grinta messa in campo e per aver fatto capire che sarà un osso duro per chiunque la pescherà nei play off.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 6      capitano               ammonito

Un gargantuesco all you can eat di sushi a pranzo ha messo a dura prova la sua reattività ma dopo due parate scomposte digerisce e arriva a prendere palle insidiose come quando sceglie un angolo e para ottimamente su un avversario che calciava da solo dal dischetto.. L’ammonizione lo mette in diffida dalla prossima partita.

 

RENCRICCA A. : 6+

Il miglior gialloblu ieri sera in campo. Tranquillo, attento, ma in difficoltà contro gli attaccanti avversari. Trova anche il terzo gol in Champions calciando bene un rigore mentre fallisce il cosiddetto approccio “alla Verdesca” con un qualsivoglia avversario, la birretta con Petre e Sandu è infatti saltata per incompatibilità di linguaggio.

 

CIUFFA A. : 5.5

Seconda presenza consecutiva del difensore dell’infernetto, terza in stagione. Primo tempo negativo con gli avversari che bucano per tre volte dalle sue parti sorprendendolo in velocità. Gli serve maggiore continuità.

 

ATTILI: 6           ammonito

Quanto ci serve questo giocatore! La sua grinta, la sua fisicità e la sua presenza a tutto campo ne fanno un tassello imprescindibile quindi ci auguriamo che sia finalmente lasciato alle spalle qualsiasi tipo di guaio fisico e che possa essere sempre a disposizione. Trova anche un gol che dà linfa alla squadra e che fa bene al morale del nostro Gringo.

 

TANI: 6                espulso

Dopo un primo tempo opaco la sua ripresa è semplicemente strepitosa: comincia con un gol (il digiuno durava da dicembre) in cui spinge la palla in rete con tutto il corpo finendo in rete con tutto il portiere avversario. Poi sprona i compagni facendo sentire i tacchetti a tutta la Romania e nel finale il parossismo atletico raggiunge un livello tale che rimedia due gialli in pochi minuti per due interventi killer ma sacrosanti. Salterà la prossima partita ma lo spirito di Crujiff, di cui Francesco sta leggendo l’autobiografia, sarà orgoglioso di lui.

 

FORMICA: 6      ammonito

Partita di tecnica e di dialettica: con i piedi segna un gol, realizza un assist e guadagna il calcio di rigore mentre a parole è più eccitato di Grillo e Sgarbi messi insieme. Purtroppo rimedia un cartellino giallo che gli farà saltare l’ultima giornata di Champions League.

 

RUGGERI: 5.5

Il bomber dalle polveri bagnate sta segnando poco in questa Champions League e anche contro il Foto Dan all’Olympic vengono a mancare qualche gol dei suoi. Contro l’UC Diamoli sarà l’unica punta a disposizione e dovrà accrescere il suo bottino di gol.

Alle 20 e 30 c’è Olympic – Foto Dan

Il 5 luglio 1994 Sandro Ciotti esclamò “Santo Dio era ora!!!”.

Tale esclamazione scaturì dal primo gol di Baggio ai mondiali statunitensi, rete che in un colpo solo esorcizzó il digiuno realizzativo del Divin Codino e la clamorosa eliminazione per mano dei marcantoni nigeriani.

Chissà cosa direbbe stasera  il buon Ciotti se L’Olympic per una buona volta non venisse sobbarcata di gol dal Foto Dan.

Ripetiamo il concetto espresso nei giorni scorsi: la gara di stasera non è fondamentale per la qualificazione ma giocare con il giusto atteggiamento è un addestramento indispensabile per la fase ad eliminazione diretta.

Ed ecco i convocati con Ciuffa e Arditi le cui presenze sono tutte da confermare:

1. PERRONE Fabrizio

4. RENCRICCA Alessandro

6. CIUFFA Alessandro

21. ATTILI Giordano

5. ARDITI Alessandro

9. TANI “Johan” Francesco

10. FORMICA Fabio

11. RUGGERI Alexander

I pionieri del calcio gialloblu – 6. Luca Montesanti

Eccoci giunti alla sesta puntata di questa rassegna sulle vecchie glorie del calcio gialloblu. Oggi parliamo di quello che fu più un fenomeno mediatico che tecnico, più un giocatore immagine che una risorsa per la stagione; oggi parliamo di Luca Montesanti, il regista che in una calda notte dell’estate del 1999 illuminò Acilia con le sue giocate d’autore.

 

A quel tempo Andrea Pirlo non era ancora il prototipo di giocatore universale di ogni centrocampo e se chiedevi a qualcuno quale centrocampista dai piedi buoni volesse avere nella propria squadra chiunque ti avrebbe risposto sicuramente Gigi Di Biagio, regista che l’estate precedente era stato il miglior elemento della spedizione azzurra ai mondiali di Francia ’98. Vi diciamo questo perché Luca Montesanti in quel tempo era accostato proprio a Di Biagio per tecnica e presenza in campo ma anche,, e diremo soprattutto, per un’attaccatura dei capelli del tutto simile.

 

Come nacque la leggenda di Luca Montesanti e da dove veniva questo ragazzo? Luca era di origine sarde, di Siniscola per la precisione, e si era appena diplomato al Liceo Classico frequentando la stessa classe di Fabrizio Perrone. Il portiere gialloblu all’epoca aveva cercato in tutti i modi di iscrivere la sua classe al torneo scolastico ma in nessuna annata ci era riuscito per la mancanza di voglia dei suoi compagni di classe. Però, durante l’ora di educazione fisica, la IIIC a pallone ci giocava e Perrone si accorse del potenziale di quel ragazzo dedito all’atletica (precursore campestre di Montaldi) e appassionato dell’Arma dei Carabinieri. Poi dopo scuola, si faceva un pezzo di strada insieme verso la stazione del treno e al gruppo si univa Fabio Tagliaferri proveniente da un’altra scuola. Fu in quelle passeggiate in bomber e walkman che nacque la promessa strappata a Montesanti: con la bella stagione e dopo il diploma Luca avrebbe esordito nella famosa Olympic 2000!

 

L’occasione si ebbe nella terza partita della preparazione estiva alla stagione 1999/2000, l’amichevole che si giocò il 18 luglio 1999. E’ una calda domenica di metà luglio ma non è solo il tempo atmosferico ad essere infuocato perché l’amichevole si svolge presso il Centro di Formazione Giovanile Madonna di Loretto il cui campo si erge all’interno della Parrocchia San Carlo da Sezze. Il campo è stato per anni la Casa dell’Olympic perché era vicino alla Pinetina e perché c’era un’offerta libera a giocatore di 3000 lire, aumentata a 5000 solo nei tardissimi anni ’90. Ma quando a giocare è la selezione locale la casa dell’Olympic si trasforma per diventare qualcosa di molto simile all’Aly Sami Yen. La squadra del Centro è formata da giovani italiani e stranieri che catalizzano l’attenzione di tifosi caldissimi e attaccati alle recinzioni soprattutto nei mesi estivi. E la serata è decisamente estiva.

 

Il Centro schiera tutti i suoi pezzi da novanta: l’argentino Brusco in attacco, l’estroso montenegrino Begzic a centrocampo, il capitano di lungo corso Capitolino in difesa e la scheggia impazzita Guttoriello in cabina di regia. L’Olympic in porta ha Perrone, Stefano Tagliaferri come jolly e il trio Romaldini – Pizzoni – Fabio Tagliaferri in attesa di partire per il servizio di leva. A completare la squadra c’è Luca Montesanti, riuscito ad arrivare al campo grazie ad un passaggio del papà.

 

E’ tutto pronto per il calcio d’inizio e l’elettricità generata dalla passione dei tifosi ecclesiastici è tangibile. Tre anni prima, nell’estate del 1995, l’Olympic era uscita da quel campo e contro quell’avversario con le ossa rotte e l’immagine dell’invasione di campo dei tifosi dopo il gol segnato dalla mascotte della parrocchia era ancora fresca negli occhi dei giocatori gialloblu.

 

Una volta iniziata la partita però la pressione dei padroni di casa si sgonfia come un temporale a lungo atteso e mai arrivato. Il Centro non è più quello di tre anni prima e nemmeno l’Olympic che a centrocampo spadroneggia grazie ai chili e ai centimetri di Pizzoni. Per Montesanti è l’occasione perfetta per esordire senza emozioni e il giocatore comincia a realizzare assist e a segnare. Arriva un gol di destro poi uno di sinistro. Al gol di testa tutta l’Olympic lo abbraccia sognandolo protagonista di una stagione ufficiale poi non molto lontana.

 

Finisce 20 a 7 per l’Olympic e Montesanti viene visto come il protagonista assoluto della serata meritando un bel 7 in pagella avendo, citando i nostri archivi, “segnato tanti gol quanti ne segna l’intera squadra avversaria”. Fabio Tagliaferri, con cui Luca si è integrato alla perfezione, era già entusiasta della sua convocazione da giorni prima e lo sarà nelle settimane successive finendo quasi per non parlare d’altro. L’entusiasmo era tale che, facendo il verso ad un famoso coro dell’epoca, quando si pensava a Luca, Perrone e i fratelli Tagliaferri cantavano “ce l’abbiamo solo noi Monte, Monte! Ce l’abbiamo solo noi Montesanti gol!”.

Altro che Marcelo Salas, il Matador!

 

La società a questo punto pensa a Montesanti per includerlo a titolo definitivo nella rosa che avrebbe affrontato il Campionato della Pace ma sul più bello c’è un intoppo burocratico/militare. Per una ragione o per l’altra sia Romaldini che Pizzoni che in parte Fabio Tagliaferri riescono ad assicurare la propria presenza nonostante il servizio militare e il buco nell’organico da enorme che era diventa nullo.

 

E così Montesanti, da fenomeno indispensabile, finisce nell’ombra a scapito  dei veterani più titolati e la sua storia gialloblu finisce la stessa sera in cui era cominciata. Gli archivi dell’Olympic riportano il suo nome solo un’atra volta ma in maniera emblematica. Mesi dopo, quando Frabetti segna valanghe di gol in poche presenze si dirà che ha rapito in poco tempo il cuore dei tifosi come pochi altri giocatori tra cui Santoro e il nostro Montesanti.

 

Probabilmente Montesanti, che non amava il calcio, giocò quella sera la sua ultima partita di calcetto. Oggi ha messo su famiglia e ha coronato il suo sogno di entrare nell’Arma. L’Olympic a breve invece potrebbe emettere un francobollo commemorativo della serata del suo esordio.

 

Vogliamo ricordarlo così, come lo abbiamo visto abbandonare il campo della Parrocchia di San Carlo di Sezze…

NOME LUCA MONTESANTI
RUOLO CENTROCAMPISTA
DATA D’ESORDIO 18-07-99
DATA ULTIMA PARTITA 18-07-99
PRESENZE TOTALI 1
1999/2000 1