Lunedì 19 dicembre 2016, 21
Longarina
Gara 1005
VII Winter Cup, girone A, VII giornata
OLYMPIC 1989 C – ALBICELESTE LIDENSE
6-2 (0-2)
MARCATORI: 2 Arditi, 2 Bisogno, 1 Attili, 1 Tani
AMMONITO: Arditi
Far West alla Longarina, mezzanotte di fuoco! La fredda e boscosa pineta di Castel Fusano ieri sera si è trasformata in un inospitale foresta del Wyoming dove si è svolto un autentico duello in stile Sergio Leone o, se preferite, alla Quentin Tarantino.
L’Olympic voleva chiudere il 2016 in bellezza e tornare in Champions League dopo sei anni. Ci voleva un punto contro l’Albiceleste, formazione attardata di un punto rispetto ai gialloblù ma dal ruolino del tutto simile a quello di Perrone e compagni e, di conseguenza, avversario temibile ed insidioso. In mattinata l’Olympic, già orfana del “thailandese” Formica, riceveva il forfait di Arditi ma si trattava solo di uno scherzo da parte del simpatico cesanese. Nel pomeriggio invece rinunciava a scendere in campo per infortunio Ruggeri e, stavolta, non era uno scherzo. Fallivano tutti i tentativi per sostituire l’italo tedesco quindi l’Olympic si presentava con un cambio solo in panchina e senza centravanti di ruolo.
L’Albiceleste Lidense aveva invece gli uomini contati ma fin dai primi minuti dimostrava di avere un quintetto contraddistinto da grande tecnica e soprattutto da un’intensità impressionante. L’Olympic accusava, sbandava e subiva due gol. Prima l’attaccante biancoazzurro superava Rencricca e poco dopo i lidensi raddoppiavano beffando l’Olympic battendo a sorpresa una punizione.
I nostri soffrivano, tamponavano, commettevano falli e sudavano sette camicie ma giocavano un buon calcio e le occasioni arrivavano con Bisogno che colpiva l’incrocio dei pali e Tani che falliva il tap in da due passi. Si andava all’intervallo sullo 0 a 2.
L’Olympic era in partita ma c’era da risolvere il problema della differenza di intensità tra le due formazioni. L’Albiceleste andava a duemila mentre i nostri, più compassati, puntavano tutto sulla compattezza e sulle ripartenze e lì i gialloblù hanno costruito la propria grande impresa. Il primo squillo di tromba arriva da Arditi che su punizione batteva il numero 1 avversario sfruttando una deviazione di un difensore. Lo stesso numero 5 poco dopo e sempre su punizione serviva Attili che siglava il pareggio di prepotenza. LA strada era tracciata tanto che Tani entrava in porta con la palla per il primo vantaggio dell’Olympic. Nel frattempo l’Albiceleste continuava a giocare rabbiosamente ma trovava sulla sua strada il miglior Perrone stagionale e una difesa che pur di non subire altri gol si schierava in cinque davanti alla porta. Contemporaneamente cominciavano a nascere scintille tra Arditi e due giocatori avversari, scintille che crescevano esponenzialmente ad ogni episodio a favore dell’Olympic. Scintille dopo il 4 a 2 di Bisogno, battibecco sull’infortunio di un centrocampista biancoazzurro che era costretto ad abbandonare il campo e parapiglia pizzulliano al 5 a 2 di Arditi che nell’occasione era preso di mira dal portiere avversario.
A questo punto il calcio usciva di scena e cominciava il Far West: il portiere della Lidense veniva espulso e l’Olympic, trovandosi contro solo tre avversari, segnava il gol del definitivo 6 a 2. Gli avversari, ciechi di rabbia, cominciavano la caccia all’uomo all’incolpevole Arditi e solo un miracolo impediva che l’accenno di rissa e gli inseguimenti si tramutassero in eventi spiacevoli che nulla hanno a che fare con lo sport.
Alla fine, in un clima teso e di incredulità, i giocatori gialloblù guadagnavano li spogliatoi e poi la via dei parcheggi non senza timore. Smaltita l’amarezza per quanto accaduto l’Olympic ritrovava la gioia per una grande vittoria, la quarta consecutiva, trovata grazie al carattere e alla grinta. Si sono visti tackles disperati, si sono viste ginocchia sbucciate e sanguinanti pur di impedire agli avversari di segnare. E’ stato bellissimo, è stato indimenticabile e ha riportato l’Olympic in Champions League.
PAGELLE
PERRONE: 7+ capitano
Una serata da portierone ritrovato per il numero 1 gialloblù che da tempo non si rivelava decisivo per l’esito di una partita così difficile. Comincia deviando in angolo una insidiosa punizione a due dentro l’area poi è attento su un colpo di testa dal limite dell’area mentre nel secondo tempo, durante l’assedio degli avversari che in tre secondi tirano tre volte da un metro, devia a lato un tiro a botta sicura. Al fischio finale il suo pugno al cielo sa di rivincita e di liberazione.
RENCRICCA A. : 7
E’ l’unico giocatore di movimento a giocare tutta la partita e sembra sentire l’influsso benefico di Formiconi che è in panchina con la stufetta. Il numero 8 gialloblù ancora una volta allunga la carriera al 4 che offre una prestazione sena lampi ma piena di sostanza e di interventi risolutivi.
ATTILI: 7+
Nella bella storia della partita dell’Olympic c’è la bella storia di Giordano. Non giocava titolare da inizio anno poi è tornato a essere giocatore lasciandosi alle spalle i guai fisici grazie al pilates. Poi è tornato contro il Mo’viola con scarsa resistenza, nello stage ha rischiato grosso allungandosi come Mister Fantastic ma i muscoli hanno retto e ieri sera El Gringo era pronto per dare il 100%. Prestazione tosta, nel suo stile unico. Miracoloso quando toglie palla agli avversari un attimo prima di calciare, da lacrime quando segna il 2 a 2, un gol che gli mancava da dieci mesi. Dove si è interrotta, temporaneamente, la storia di Formiconi, è ricominciata la storia temporaneamente interrotta di Giordano.
ARDITI: 7.5 ammonito
Sei anni che l’Olympic non giocava con le grandi (eccetto nella scorsa estate ma lì la formula era diversa), sei anni di Europa League, sei anni di Purgatorio. Chicco ci porta nella coppa più prestigiosa accompagnando per mano i compagni che come al solito non si affidano a lui totalmente ma da lui traggono forza per fare cose che altrimenti non riuscirebbero a fare. Merito della sua classe per carità (anche ieri sera due gol e due assist) ma anche del suo grande carisma. Diventa, suo malgrado, il protagonista della serata attirando su di se le ire dei bianco azzurri che nel finale scatenano una caccia all’uomo in stile hollyoodiano. Da ricordare l’ultimo gol della serata quando Chicco è da solo in velocità contro il portiere e lo aggira mandando il pallone da una parte e correndo dall’altra. Il tutto evitando un intervento omicida del numero 1 avversario. Chapeau!
BISOGNO: 7
La serata è di quelle in cui bisogna sacrificarsi e GB7 lo fa alla grande giocando anche da centravanti, ruolo che non ha mai gradito. Chiaramente il meglio di sè lo da sulla fascia sinistra, posizione nella quale può tagliare la difesa avversaria come una sciabola. Imprendibile e coraggioso nell’ultima azione della partita, quando l’Albiceleste gioca in tre e lui tira a porta vuota sigillando il risultato e rischiando la pelle per la reazione degli avversari. Con questa presenza raggiunge le 200 partite in gare ufficiali e con la doppietta raggiunge Perrone all’ottavo posto dei migliori marcatori di tutti i tempi dell’Olympic.
TANI: 7+
A pochi secondi dal fischio d’inizio Rencricca si avvicina a Tani e gli dice: “ah Francè, se stasera giochi al 70% di come hai giocato l’amichevole je fai male!” Francesco lo prende in parola e dà il 120% dando addirittura il meglio come falso nueve e segnando l’importantissimo gol del 3 a 2. Stagione tra le sue migliori della sua carriera in gialloblù.






