Archivi tag: Winter Cup 16/17 Champions League

Salutiamo la Champions League 


Lunedì l’Olympic saluterà la Champions League e, comunque vada, si congederà dal torneo più importante della Winter Cup con l’ultimo posto del girone assicurato.

La squadra retrocederà in Europa League con il dovere morale di vincerla ma prima c’è da onorare la partita con i tri-campioni dell’Ottica Vista Chiara.

Anche questa settimana ci sono problemi di formazione. Assenti Alessandro Ciuffa, Guerra e Rencricca mentre sono in dubbio Valerio Ciuffa, Ruggeri e Atzeni. Olivieri potrebbe rimpolpare i ranghi gialloblù che per ora sono composti solo da Perrone, Bisogno e Formica.

Olympic 1989 F.C. – Ottica Vista Chiara 2-6

MARTEDI’ 18 APRILE 2017, ORE 20.45

GARA 1018

LONGARINA

VII WINTER CUP CHAMPIONS LEAGUE, FINALE

OLYMPIC 1989 FC – OTTICA VISTA CHIARA

2-6 (1-2)

MARCATORI: 1 CIUFFA A., 1 RENCRICCA rig.

Era il 25 ottobre 2016, un lunedì di sei mesi fa, e l’Olympic esordiva nella Winter Cup con in mente un obiettivo, confermare quanto di buono visto nel precedente torneo estivo, dove i gialloblu si erano fermati solo in semifinale per mano dei futuri campioni, l’Ottica Vista Chiara.

Quella sera non giocava il grande talento Arditi, uno dei maggiori artefici del grande risultato estivo, eppure l’Olympic con una grande prestazione di gruppo. La settimana dopo però si spense la luce nel derby con il Mo’viola e il black out fu totale alla terza giornata quando il Foto Dan ci inflisse il passivo più pesante della storia.

C’era il rischio di abbattersi e buttare tutto alle ortiche finendo in Europa League invece arrivarono tre vittorie consecutive contro Non Serve, Virtus Panfili e Irreal che permisero all’Olympic di affrontare l’Albiceleste Lidense nell’ultimo turno con moltissime chance di accedere alla Champions League.

Arrivò una vittoria difficile ma meritata e i gialloblu si qualificarono alla coppa più prestigiosa permettendosi di perdere contro l’Ottica nell’ultimo turno di campionato. La prima parte della Champions fu caratterizzata dalle assenze che costrinsero l’Olympic ad affrontare partite difficili con formazioni rimaneggiate.

Nonostante ciò l’Olympic pareggiò alla prima giornata con il Campione e alla seconda uscita vinse un importante scontro diretto contro il The Tower’s. Successivamente arriva una sconfitta contro Zuppa Romana ma la vittoria a tavolino contro The Boys dà tranquillità alla squadra che ora può giocarsi la qualificazione ai play off contro il Mo’viola. E’ un trionfo, una grande vendetta gustata fredda grazie ad una vittoria netta e meritatissima che rende ininfluenti le tre sconfitte consecutive contro Foto Dan, Ottica e U.C. Diamoli.

Purtroppo l’Olympic si qualifica sesta e nei play off deve affrontare l’ostico Foto Dan contro cui non abbiamo mai vinto. eppure è un trionfo e siamo in semifinale, di nuovo. Il resto è storia recente, battiamo anche il The Tower’s Pub e ci qualifichiamo per una finale mai così meritata, mai così voluta, mai così bella, la finale di ieri sera.

I nostri ragazzi non vivevano una serata così da sette anni, in mezzo tanti alti e bassi. Vedere i preparativi per la premiazione fuori dal campo, il pubblico delle grandi occasioni, sentire l’importanza della partita, il cielo che minaccia tempesta, vedere l’entrata in campo scatena sensazioni indimenticabili e penso che i gialloblu se le siano godute tutte insieme ad ogni singolo istante della finale contro l’Ottica Vista Chiara.

L’Olympic si presentava al completo, mancava solo il tallonatore Attili, messo KO da un virus intestinale che per poco non appiedava anche Perrone.

Pochi minuti e il quintetto gialloblu passava in vantaggio ed era forse destino che il primo gol stagionale di Ciuffa arrivasse proprio in questa serata: passaggio di Arditi, avversari sbilanciati, portiere che fa un movimento sbagliato, tiro a giro e palla in rete! 1 a 0. L’Ottica ha trovato il pareggio sfruttando una marcatura troppo lenta su un rimpallo su cui un attaccante in maglia nera si avventava trovando un bellissimo tiro al volo e sull’1 a 1 la partita è stata davvero bella. L’Olympic guadagnava subito il tiro libero ma Arditi si faceva ipnotizzare dal portiere avversario.

Era un momento particolare per il campione di Cesano che poco perdeva anche una brutta palla sulla trequarti (sospetto fallo su di lui) e concedeva agli avversari la palla dell’1 a 2. Perrone teneva aperta la contesa con una parata importante e l’Olympic cresceva fallendo un altro tiro libero con Arditi a cui veniva annullato anche un gol per un vantaggio non concesso. Aggiungiamo anche un palo di Ciuffa per dare l’idea di quanto L’Olympic sia stata superiore all’Ottica nei primi venticinque minuti di gioco.

All’inizio della ripresa l’Olympic ha faticato a trovare la quadratura in campo ma quando si è riassestata ha continuato a combattere, purtroppo però molto, molto lontano dalla porta rispetto al primo tempo in cui aveva creato parecchie occasioni. La squadra si è un po’ sbloccata quando Rencricca ha trasformato il rigore del 2 a 3 e poco dopo arrivava un episodio cardine di questa finale.

Lo stesso Rencricca rubava a centrocampo una palla d’oro e lanciava Formica che falliva il pareggio di un soffio. L’Ottica invece poco dopo trovava il 4 a 2 e nei minuti finali, in cui comunque l’Olympic lottava come un leone, altri due gol che portavano il punteggio la definitivo 6 a 2. L’arbitro fischiava la fine, tutta la squadra si dirigeva sul podio per la consegna di una coppa che vale tantissimo.

E’ una coppa che ripaga i nostri giocatori di tutti i sacrifici fatti, di tutti gli sforzi e di tutto il sudore versato. Mai come questa volta la coppa poteva essere quella del primo posto perchè mai come questa volta l’Ottica, che ieri ha vinto la terza Champions di seguito, è sembrata sullo stesso piano dei gialloblu.

Tutti i giocatori devono essere felici e soddisfatti di questo risultato perchè in sei mesi ci siamo messi alle spalle diciotto squadre tra cui il Mo’viola, il Bernocchi, l’Irreal, il Foto Dan e il The Tower’s. Ma al tempo stesso questo non deve essere un punto di arrivo ma un grande, incoraggiante punto di partenza.

Ci saranno giorni in cui ragazzini di venti anni ci batteranno ridendo di noi, ci saranno giorni in cui non ce la faremo più a rincorrere un pallone ma non è questo il momento, tutt’altro. L’Olympic vista ieri è probabilmente la più forte di tutti i tempi che può vantare giocatori di una qualità mai vista in questa concentrazione in questi 27 anni.

E forse più forte della qualità tecnica di questa squadra c’è stata la testa, il carattere e la grinta che hanno fatto al differenza rispetto a quelle 18 squadre che l’Olympic si è lasciata dietro.

Ragazzi gialloblu, il futuro è vostro, non sprecatelo. La storia dell’Olympic 1989 Football Club comincia oggi!

PAGELLE

 PERRONE: 6

Scende in campo debilitato non si sa se da un virus intestinale o se dalle ottime e freschissime cozze della mensa aziendale. In panchina c’è anche l’amuleto Maiozzi a dargli forza e sicurezza e lui prima del fischio d’inizio trova le energie necessarie a giocare la diciassettesima finale della sua carriera. Non può fare nulla sui primi due gol dell’Ottica e fa un’ottima parata a fine primo tempo. Nella ripresa fa un paio di buoni interventi e una buona uscita ma subisce un paio di gol (il quarto soprattutto) su cui forse poteva fare qualcosa di più. Torneo più che discreto il suo in cui è partito male in campionato ma è poi molto cresciuto durante la Champions e a suon di prestazioni è arrivato anche il terzo posto nella classifica portieri. Memorabili le sue parate contro Mo’viola e The Tower’s per un torneo, complessivamente, da 7 in pagella.

 

RENCRICCA A. : 6+

Ieri sera in versione Re Leone e non stiamo parlando di Batistuta ma del nostro difensore nazional popolare che ha offerto una prova coerente con il trend di questo sua stagione. E’ partito in sordina, ha segnato un solo gol nella regular season ma poi nella Champions League è cresciuto e ha timbrato il cartellino praticamente in ogni partita realizzando ben sei reti di cui l’ultima ieri su calcio di rigore. Con freddezza e abilità ha battuto il forte portiere dell’Ottica e ha riaperto i giochi ma la cosa più bella della partita secondo noi l’ha fatta quando ha strappato quella palla dai piedi di un centrocampista avversario e con un tocco deciso in tackle ha servito una palla d’oro a Formica, una palla che poteva valere il pareggio. La sua crescita è coincisa con quella di Ciuffa, per la serie “difensori che allungano la ita ad altri difensori”.

 

CIUFFA A. : 7

Siamo innamorati di questo giocatore che ha disputato un finale di torneo eccezionale scalando gerarchie e classifiche di rendimento. Era da tempo che meritava un gol, tra l’altro clamorosamente sfiorato nei play off, e finalmente è arrivato a inizio partita anche se non è  stato importante e decisivo per il punteggio come avremmo sperato. Gol a parte (che gli mancava in gialloblu da quattro anni esatti) Ciuffa è stato fondamentale per questo traguardo, ha preso in mano le redini del centrocampo ed è stato decisivo anche quando ha sostituito Rencricca come play maker rivelandosi un giocatore di una duttilità che non gli riconoscevamo fino ad ora. Lui dice ce ha pagato l’adattamento al calcio a 5 provenendo dal calcio a 8, noi sosteniamo che di settimana in settimana ha anche preso più a cuore il progetto e lo spogliatoio. Come per l’Olympic anche per Ciuffa questo secondo posto deve essere un punto di partenza e ora deve continuare a farci vedere prestazioni di questo tipo.

 

ARDITI: 6.5        capitano

La partita del capitano “pro tempore” dell’Olympic è stato un film: il prologo è stato l’assist per l’1 a 0 di Ciuffa poi c’è stata una fase di croce e delizia che ha visto passare in rassegna sul red carpet tanti falli guadagnati, due tiri liberi sbagliati, un gol annullato per la mancata assegnazione del vantaggio e tanta grinta per un risultato che alla fine non è arrivato. Non è stata la migliore prestazione in questo torneo di Chicco ma lui è stato decisivo per questo secondo posto diventando di partita in partita l’idolo della curva e il cuore di una squadra che da anni aspettava un uomo simbolo del genere. Se l’Olympic avesse vinto lui avrebbe terminato la sua carriera in gialloblu mentre così la storia continua e chissà quali traguardi potrà raggiungere con lui la nostra squadra. Se il Bayern ha Ribery, se il Barcellona ha Messi, se il Real ha Ronaldo, l’Olympic ha Arditi, un giocatore che ha trasformato in oro le sue nove presenze in questo torneo da 9½. Per il 10 pieno c’è tempo…

 

FORMICA: 7

Il tridente Arditi – Formica – Ruggeri ha fatto la storia dell’Olympic con questo secondo posto: Chicco ci mette la fantasia, Ruggeri il dinamismo e Formica la forza. Anche in questa finale l’Olympic si è appoggiata sul suo numero 10 che se l’è portata sulle spalle per cinquanta minuti mettendo in seria difficoltà la difesa avversaria che l’ha tempestato di falli. Fabio si è guadagnato il rigore del 2 a 3 e poi ha fallito l’occasione dell’ipotetico 3 a 3 rimanendo cos a secco dopo sei gare consecutive in cui era andato in gol. Probabilmente questo è stato il miglior torneo per il fantasista dell’Infernetto in sei mesi in cui si è rivelato tra i migliori anche quando la squadra prendeva le rare imbarcate. Voto 8.5 con vista sempre più nitida sulla Pigna d’Oro 2017.

 

RUGGERI: 6+

Ed ecco l’ultima punta del tridente gialloblù, quella che colpisce sui fianchi ma che ieri sera non è riuscita a far male agli avversari. Prestazione comunque rimarchevole la sua, di impegno, di sacrificio, di cuore. I suoi recuperi in difesa stanno diventando leggendari e sembra abbia preso lezioni da un signor difensore come Formiconi. Ieri il gol non è arrivato ma si è laureato comunque il capocannoniere dell’Olympic in questo torneo con 23 gol in 17 presenze. Forse più decisivo nella prima fase ma comunque il suo è stato un torneo da 7.5.

 

TANI: 6

Sempre l’ultimo ad arrendersi, sempre il primo a suonare la tromba della riscossa quando gli avversari prendevano il largo, il primo ad inaugurare con un intervento duro e deciso il risveglio gialloblu. Francesco è stato l’emblema della classe operaia che è stata decisiva per il raggiungimento di questa finale, ha fatto spesso legna a centrocampo, ha giocato in tutti i ruoli diventando di volta in volta libero, regista, ala e ance centravanti. Nella prima fase è stato il cemento che ha legato i vari mattoni della casa Olympic e ha anche segnato 7 reti nella prima fase. In finale ha giocato sulla fascia destra e ha fatto vedere qualche bel tocco senza mai dimenticare le maniere forti. Torneo da 7 chiuso con 17 presenze e 8 reti.

 

BISOGNO: 6

Era il 27 febbraio quando Gianluca giocò l’ultima partita in Champions, dopo di allora vacanze e un piccola situazione medica da risolvere l’hanno tenuto lontano dal campo per quasi due mesi. Ieri quando è entrato è sembrato un po’ spaesato ma dopo poco ha messo a segno un paio di interventi difensivi apprezzabili che hanno fatto intravedere il giocatore che è in realtà. Gli è mancato uno scatto sulla fascia, di quelli che innumerevoli volte ha fatto vedere soprattutto nella prima fase quando è stato decisivo nel trittico di partite vinte nel finale di regular season. In questa Winter Cup ha fatto registrare 12 presene e 7 gol e un voto che si aggira sul 6½ complessivo. Ora c’è il finale di stagione e da lui ci aspettiamo le fiamme.

 

In questo torneo hanno giocato anche Formiconi, fermato da un grave infortunio nel quarta giornata della prima fase, Emanuele Maiozzi, Giordano Attili, Stefano Romagnoli, Pierluigi Ciardi e Matteo Stella. Il loro contributo per questo successo è stato determinante anche se hanno disputato meno partite e meritano un applauso tanto grande quello tributato agli otto giocatori scesi in campo ieri.

L’Olympic è una grande famiglia perché nessun risultato del genere si raggiunge senza amore per la maglia e unità di intenti. E ora la Famiglia si getta su un nuovo obiettivo, forza ragazzi!

Alle 20 e 45 c’è Olympic – Ottica Vista Chiara

E’ stata una settimana di attesa, è stata una settimana di sogni e speranze. L’abbiamo giocata in testa mille volte e immaginato mille, diversi epiloghi. Adesso è il momento di giocarla, adesso è il momento di godersela. Adesso è il momento di accarezzare il sogno di vincere la Champions League 2016/2017 della VII Winter Cup.

Alla Longarina è previsto il tutto esaurito e gli accessi al quartiere sono regolati da controlli di sicurezza molto stretti. Lo stadio è annunciato stracolmo per una partita di un’importanza tale che l’Olympic non viveva dal 2010.

Intoppi di formazione per i gialloblu infatti ieri Perrone e Attili sono stati colpiti da influenza intestinale. Per il portiere c’è qualche speranza anche se è debilitato, nel caso pronto Maiozzi.

Ecco la formazione:

  1. Perrone (Maiozzi)

4. Rencricca Alessandro

6. Attili (al 90% out)

19.Arditi Alessandro

7. Bisogno Gianluca

16. Tani Francesco

10. Formica Fabio

11. Ruggeri Alexander

Non c’è gioia senza sofferenza

“Non c’è gioia senza sofferenza”

-Fabrizio Perrone-

La storia dice questo, anche le Olympic migliori non hanno mai vinto nulla senza soffrire.


Le partite vinte senza soffrire, senza rischiare, senza combattere, senza sudare, si contano sulla dita di una mano e ogni trofeo ottenuto in questi 27 anni è stato meritato fino all’ultimo secondo di partita.


Ricordiamo che nel 1999 abbiamo raggiunto la finale dopo un girone balbettante e dopo una fase finale ricca di gioie in stile Italia a USA ’94. Tra il 2000 e il 2001 abbiamo vinto due campionati e ottenuto un secondo posto dimostrando innegabile superiorità ma sempre con umiltà e nell’era del Kristall abbiamo raggiunto finali e  vinto coppe come una squadra operaia.


Poi è arrivata l’era della Madonnetta in cui i grandi risultati sono arrivati grazie ad una squadra compatta, senza grandi individualità ma forte di uno spirito eccezionale.


Nell’era della Longarina i risultati sono stati pochi, spesso la squadra è stata deludente e abbiamo vissuto anni di buio totale. dall’estate scorsa abbiamo ritrovato un’Olympic da amare e supportare, forte della propria umiltà e domani ci giochiamo la madre di tutte le finali.


Giochiamo con serietà, grinta, determinazione e ancora tanta umiltà e saremo felici, comunque vada la partita.

Forza Olympic!

Il Premio

Ieri l’organizzazione del torneo ha ufficializzato ciò che già si sapeva in via ufficiosa.

Il premio per la squadra vincitrice della Champions League sarà un soggiorno ad Alba Adriatica (TE) che si svolgerà dal 12 al 14 maggio 2017.

La formazione prima classificata del torneo in quei giorni parteciperà alle finali principiali AICS di calcio a 5.


Per ora questo è un sogno ma già il fatto che l’Olympic stia giocando per questo grande obiettivo ci inorgoglisce davvero molto.

Di solito la formula del mini torneo delle finali provinciali prevede una piccola fase a gironi il sabato (con gare da 25 minuti) e la disputa di semifinali e finali la domenica (con gare regolari da 50 minuti.

Mancano 2 giorni alla finale e l’attesa cresce!

Le convocazioni

Tre giorni alla partita più importante della stagione, non è la prima volta che lo diciamo ma è così. Questa Olympic si è superata di partita in partita, di traguardo in traguardo e ora è giunta all’atto finale di questo torneo.

Ecco i convocati per la finale di Champions League:

Fabrizio Perrone, numero 1
Alessandro Rencricca, numero 4
Giordano Attili, numero 6

 

Alessandro Ciuffa, numero 21
Gianluca Bisogno, numero 7
Alessandro Arditi, numero 19
Francesco Tani, numero 16
Fabio Formica, numero 10
Alexander Ruggeri, numero 11

Ricapitoliamo: i convocati sono Perrone, Rencricca, Attili, Ciuffa, Arditi, Bisogno, Tani, Formica e Ruggeri.

Abbiamo cercato notizie sui nostri avversari ma i siti Marakaibo e Kamari Team sono molto lacunosi e le notizie incomplete. Per esempio, entrambi i siti hanno una buona sezione Albo d’Oro ma il sito Marakaibo ferma gli aggiornamenti al torneo 2015/2016 mentre quello Kamari addirittura al torneo 2014/2015.

Deduciamo solo quello che già sappiamo ovvero che l’Ottica Vista Chiara ha vinto gli ultimi due tornei ed è quindi giunto alla terza finale consecutiva. Sappiamo inoltre che le vittorie per i bianco rossi sono arrivate anche nel calcio a 7.

In questo torneo si è messo in luce anche il loro bomber, Carnacci, che, salvo sorprese, sarà il capocannoniere di questa competizione. Si è messo in evidenza anche Guglielmo, capocannoniere di un precedente torneo, e Martella, spesso inserito nelle Top 5 settimanali. Famoso anche il portiere Mosetti, una vera e propria “bestia” in questo ruolo.

Speriamo di darvi ulteriori informazioni nei prossimi aggiornamenti.

 

Le statistiche delle semifinali

Ogni settimana è un parto ma alla fine “il pupo nasce”: è di poche ora fa l’aggiornamento del sito dell’organizzazione Kamari quindi siamo in grado di darvi qualche curiosità statistica sul’ultima settimana di partite della Winter Cup.

Prendiamola alla larga cominciando dalle semifinali di Europa League che hanno visto Autoricambi Bernocchi e Mo’viola prevalere rispettivamente su Red Devils e Kamafusi. Agevole la vittoria della squadra di Cascone mentre Rossi e compagni hanno dovuto ricorrere ai calci di rigore per arrivare all’atto finale del torneo. Da notare che alla fine della fiera tre delle quattro quadre arrivate alle due finali delle coppe della Winter Cup provengono dalla rosa di quadre che partecipavano ai tornei Lido di Roma e questo è un piccolo riconoscimento della qualità di quei tornei a cui l’Olympic ha partecipato dall’autunno 2008 fino all’estate del 2016.

Passiamo ora alla Top 5 della settimana che vede il gialloblu Arditi ritornare in formazione insieme all’attaccante mancino del The Tower’s Pub Quinquinio, al portiere del Mo’viola Carassai e al bernocchese Parla. Il voto di Arditi in semifinale è stato addirittura 9, purtroppo il giocatore, a causa delle relativamente poche gare giocate in questo torneo, occupa solo il decimo posto nella classifica per il miglior giocatore guidata al momento da Manuelli della Zuppa Romana by  Nabil.

Per quanto riguarda il titolo di miglior portiere invece Perrone ha preso un bel 7 in pagella ma non è bastato per farlo salire in classifica infatti in vetta c’è ancora Caprioli della Zuppa Romana che a cinquanta minuti dalla fine dei giochi mantiene ormai un vantaggio irraggiungibile.

Curioso che le due classifiche di rendimento siano guidate da giocatori entrambi appartenenti ad una squadra che si è fermata ai play off di Champions League e che non otterrà nessun trofeo.

Analizziamo brevemente la situazione disciplinare che è rimasta invariata infatti l’Olympic aveva due diffidati e  tre ammoniti mentre l’Ottica Vista Chiara aveva due ammoniti. Nelle due semifinali le due squadre finaliste non hanno ricevuto nessuna sanzione quindi avranno a disposizione la totalità dei giocatori presenti in rosa.

Chiudiamo l’analisi con la classifica cannonieri: in testa troviamo Carnacci di Ottica Vista Chiara con 50 gol e a questo punto il bianco rosso può essere insidiato solo da Verdesca che vanta 42 reti ed è settimo in classifica ma è l’unico giocatore che ha ancora una partita a disposizione per migliorare il proprio score. Grazie alla doppietta di lunedì Ruggeri occupa la diciassettesima posizione mentre Arditi, a segno con una tripletta, è salito al ventiduesimo posto.

Ecco nel dettaglio i risultati delle gare di questa settimana:

Semifinali del 10-12/04/2017
venerdì, 14 aprile 2017

Semifinali del 10-12/04/2017

CHAMPIONS LEAGUE
OTTICA VISTA CHIARA – U.C. DIAMOLI: 7 – 3
THE TOWER PUB – OLYMPIC F.C. 1989: 6 – 7

EUROPA LEAGUE
MO’ VIOLA – KAMAFUSI: 7 – 7 (16 – 15 D.C.R.)
AUTORICAMBI BERNOCCHI – RED DEVILS: 13 – 6

Le convocazioni ufficiali per la finale di martedì sera saranno rese note domani mattina mentre la parte di stagione primaverile probabilmente mercoledì 26 aprile quando la squadra giocherà in amichevole o forse addirittura disputerà un triangolare interno.

La finale più importante della nostra storia

Cinque giorni alla finale di Champions League, cinque giorni alla finale più importante della storia della nostra squadra. E’ ufficiale, si giocherà martedì 18 aprile alle 20.45.

Perchè diciamo che è la finale più importante della storia gialloblù? E’ chiaro che ogni finale è importante in senso relativo al momento storico in cui si gioca ma il nostro ragionamento è il seguente: innanzitutto l’Olympic, Challenge Cup escluse, ha disputato sedici finali che diventano sei se restringiamo il campo agli atti conclusivi dei tornei principali, Champions League o simili.

L’Olympic ha disputato questi grandi eventi nel 1999, nel 2004, nel 2000, nel 2001, nel 2009 e nel 2010 ma questa finale i gialloblù l’hanno raggiunta con una squadra dall’età media molto superiore ai 30 anni e in un torneo dove mano mano ha affrontato squadra a volte più giovani e a volte molto più giovani. Pensiamo quindi che più passa il tempo e più sarà difficile raggiungere questi livelli quindi questa finale, oggi come oggi, è la finale più importante di tutti i tempi per Perrone e compagni.

Purtroppo il sito dell’organizzazione Kamari non è ancora aggiornato quindi non possiamo darvi dettagli sulla giornata di torneo di questa settimana ma se il sito verrà aggiornato entro oggi non è escluso che scriveremo un altro articolo.

Per domani sono attese le convocazioni che comunque appaiono piuttosto scontate visto che a questa finale meritano di prendere parte tutti i ragazzi che hanno contribuito a raggiungerla in queste ultime due gare.

Per ora, in attesa di novità, pubblichiamo il tabellone aggiornato della fase finale.

Il percorso verso la finale

 

Anche se nel calcio non si può mai sapere i dubbi erano veramente pochi e infatti il pronostico è stato rispettato, l’Ottica Vista Chaiara ha battuto per 7 a 3 l’U.C. Diamoli e ha raggiunto l’Olympic in finale della Champions League della VII Winter Cup di calcio a 5.

Nella seconda semifinale del torneo non c’è stata semplicemente storia. All’intervallo i bianco rossi conducevano 5 a 0 e solo nella ripresa l’U.C. Diamoli ha saputo reagire un po’ trovando però dall’altra parte un’Ottica che ha saputo gestire il largo vantaggio fino alla fine dell’incontro. Per l’Ottica si tratta della terza finale consecutiva di torneo dopo le due vittorie nel torneo invernale 2015/2016 e nel torneo estivo 2016.

L’Ottica è un ‘autentica macchina da guerra, ha vinto il girone iniziale e ha vinto anche il girone di Champions League ottenendo la semifinale in via diretta senza quindi affrontare il play off.

L’Olympic ha affrontato l’Ottica due volte nello scorso torneo estivo prima perdendo  e poi pareggiando in semifinale dove i bianco rossi hanno prevalso ai calci di rigore. In questo torneo invece le strade delle due formazioni si sono incrociate altre due volte e l’Ottivca ha vinto la prima volta 10 a 5 e la seconda 14 a 1.

Numeri chiari, netti ma non certo una sentenza perchè il sogno dell’Olympic rimane tale. Vincere questa finale si può se ci si crede e se si rimarrà concentrati per cinquanta minuti più recupero allora nulla è impossibile.

In attesa degli aggiornamenti da parte del sito del torneo ecco il percorso fatto dall’Olympic in questo torneo:

FASE INIZIALE

24-10-16, OLYMPIC 2000 – I GEMELLI DU PAL 5-4 (2-3)
2 RUGGERI, 1 FORMICA, 1 TANI, 1 AUTOGOL)

08-11-16, OLYMPIC 1989 FC – MO’VIOLA 2-7 (2-1)
(2 RUGGERI)

14-11-16, OLYMPIC 1989 FC – FOTO DAN BV 1-20 (0-12)
(1 BISOGNO)

21-11-16, OLYMPIC 1989 FC – NON SERVE 10-5 (6-1)
(3 ARDITI, 3 TANI, 2 FORMICA, 2 RUGGERI)

28-11-16, OLYMPIC 1989 FC – IRREAL 7-5 (3-3)
(2 FORMICA, 2 TANI, 1 ARDITI, 1 FORMICA, 1 AUTOGOL)

04-12-16, OLYMPIC 2000 1989 FC – VIRTUS PANFILI 9-3 (5-1)
(4 RUGGERI, 2 FORMICA, 1 ARDITI, 1 BISOGNO, 1 RENCRICCA A.)

19-12-16, OLYMPIC 1989 FC – ALBICELESTE LIDENSE 6-2 (0-2)
(2 ARDITI, 2 BISOGNO, 1 ATTILI, 1 TANI)

09-01-17, OLYMPIC 1989 FC – OTTICA VISTA CHIARA 5-10 (1-3)
(3 RUGGERI, 1 BISOGNO, 1 ROMAGNOLI)

CHAMPIONS LEAGUE

23-01-17, OLYMPIC 1989 FC – IL CAMPIONE 5-5 (2-3)
(5 ARDITI)

31-01-17, OLYMPIC 1989 FC – THE TOWER’S PUB 3-4 (1-2)
(1 BISOGNO, 1 FORMICA, 1 RUGGERI, 1 AUTORETE)

06-02-17, OLYMPIC 1989 FC – ZUPPA ROMANA BY NABIL 4-8 (2-3)
(3 RUGGERI, 1 AUTORETE)

13-02-17, OLYMPIC 1989 FC – THE BOYS 3-0 a tavolino
Nessun marcatore

20-02-17, OLYMPIC 1989 FC – MO’VIOLA 10-4 (6-2)
(3 ARDITI, 3 FORMICA 2 RENCRICCA A., 1 BISOGNO, 1 RUGGERI)

27-02-17, OLYMPIC 1989 FC – OTTICA VISTA CHIARA 1-14 (0-5)
(1 FORMICA)

06-03-17, OLYMPIC 1989 FC – FOTO DAN BV 4-7 (0-3)
(1 ATTILI, 1 FORMICA, 1 RENCRICCA A., 1 TANI)

22-03-17, OLYMPIC 1989 FC – U.C. DIAMOLI 4-8 (3-3)
(2 MONTALDI, 1 RENCRICCA A., 1 RUGGERI)

PLAY OFF

03-04-17, OLYMPIC 1989 FC – FOTO DAN BV 5-3 (3-0)
(2 ARDITI, 1 FORMICA, 1 RENCRICCA A., 1 RUGGERI)

SEMIFINALE 

10-04-17, OLYMPIC 1989 FC – THE TOWER’S PUB 7-6 (3-5)
(3 ARDITI, 2 FORMICA, 2 RUGGERI)

 

Olympic 1989 F.C. – The Tower’s Pub 7-6

 

LUNEDI’ 10 APRILE 2017, ORE 22.50

LONGARINA

GARA 1017

 

VII WINTER CUP CHAMPIONS LEAGUE, SEMIFINALE

 

OLYMPIC 1989 FC – THE TOWER’S PUB

7-6 (3-50)

 

MARCATORI:          3 ARDITI, 2 FORMICA, 2 RUGGERI

 

Se sette giorni fa l’Olympic era stata epica ieri è stata immensa. Non era facile ripetersi dopo la prestazione eccezionale offerta contro il Foto Dan perché c’era il rischio dell’appagamento psicologico di essere arrivati tra le prime quattro del torneo e la paura atavica della nostra squadra che nei grandi appuntamenti, in qualche occasione, è implosa sotto la pressione del traguardo imminente.

Ieri invece l’Olympic ha dimostrato tutta la maturità acquisita in un percorso che in questa stagione ha coronato i progressi fatti nello scorso torneo estivo. Alessandro Rencricca nel dopo partita ha detto che questa finale raggiunta chiude il cerchio con la semifinale del luglio scorso e ha pienamente ragione perché negli ultimi undici mesi la squadra è cresciuta di partita in partita costruendo un gruppo, una famiglia e una squadra capace di ogni impresa.

 

Ieri le avvisaglie di un grande serata c’erano tutte. Alla Longarina si respirava l’aria primaverile degli atti finali dei grandi tornei. Nonostante l’ora estremamente tarda (il protrarsi dei rigori nella semifinale di Europa League a portato il fischio d’inizio alle 23 e 50) il clima era mite e l’aria pulita. La squadra è scesa in campo per iniziare il riscaldamento e a poco a poco la panchina ha cominciato a popolarsi di facce note: è arrivato Formiconi, sempre vicino alla squadra nonostante l’infortunio, è spuntato Bisogno e poi sono arrivati anche Romagnoli e Maiozzi. Cinque giocatori in campo, tre in panchina più quattro accompagnatori a garantire tifo, affetto e calore.

 

Dall’altra parte del campo si schieravano invece i bianco rossi del The Tower’s Pub, squadra rognosa, esperta, smaliziata. Il loro cammino in questo torneo è stato pieno di alti e bassi ma alla fine, grazie all’esperienza dei suoi elementi più navigati, hanno vinto le gare che contavano ed sono arrivati alla semifinale ancora una volta. Con la numero 11 sulle spalle il loro giocatore migliore, Quinquinio, era pronto a dare battaglia e a creare problemi alla difesa gialloblu.

 

L’Olympic è partita bene e Ruggeri ha subito bucato la rete con un bel gol ma i gialloblu erano contratti, forse sentivano troppo la tensione, e il The Tower’s poco dopo pareggiava grazie ad una veloce azione che da destra a sinistra sorprendeva la nostra difesa. 1 a 1.

Arditi, che aveva fornito a Ruggeri l’assist per il vantaggio, segnava il 2 a 1 incuneandosi nella difesa avversaria ma gli avversari sorprendendo il nostro quintetto ribaltavano il punteggio portandosi sul 2 a 3. In questa fase uno dei giocatori bianco rossi si infortunava alla caviglia scontrandosi con Formica e così il The Tower’s perdeva praticamente l’unico cambio in panchina, perdita che poi si sarebbe rivelata decisiva sul risultato finale.

A metà primo tempo ancora Arditi pareggiava il conto delle reti ma era solo il preludio al peggior momento dell’Olympic che prima dell’intervallo subiva due gol. Sul 3 a 5 i gialloblu si sono trovati davanti ad un bivio: la squadra avversaria era forte ma sicuramente non la più forte tra quelle incontrate. Il vero avversario dell’Olympic ieri sera è stata la stessa Olympic, i suoi limiti e le sue paure.

C’erano due strade, soccombere alla paura e accontentarsi di arrivare tra le prime quattro del torneo o fare i conti con se stessi e crescere per andare avanti.

 

Dopo qualche minuto di riposo la squadra che è entrata in campo ha scelto di crescere e ha affrontato il The Tower’s con la cattiveria, la grinta e la determinazione della sue serata migliori in questa stagione. Formica trovava la quarta rete sfruttando un regalo del portiere avversario e Ruggeri lo imitava con una rete favolosa: Ciuffa inventava un assist dalle retrovie che il bomber italo tedesco incrociava al volo buttando quasi giù la porta. Chapeau!

 

5 a 5 e la partita era tosta, maschia ma sempre corretta. Formica era scatenato, subiva tanti falli, ne restituiva altrettanti e poi teneva su la squadra facendola salire e proteggendo decine di palloni. Alla fine arriva il suo premio, un tiraccio sporco, il portiere non vede la palla che gli si infila tra le gambe e l’Olympic ritornava in vantaggio dopo quasi mezz’ora. 6 a 5 e una decina di minuti da giocare.

 

Ancora una volta però il calcio imponeva la legge del “se non soffri non godi” e allora in una mischia da calcio d’angolo Quinquinio trovava il gol del pareggio che rendeva plausibile lo spettro dei calci rigore. Ma c’era ancora tutta una storia da raccontare.

Arditi segnava la rete del 7 a 6 ma a tre minuti dalla fine l’Olympic terminava il proprio bonus di falli concedendo agli avversari un tiro libero. Si presentava sul dischetto arretrato Quinquinio che già aveva battuto Perrone su punizione, su rigore e due volte su azione. Questa volta però il numero 1 gialloblù intuiva la traiettoria e addirittura bloccava la sfera inchiodandola a terra. Il 7 a 6 rimaneva tale e negli ultimi tre minuti l’Olympic era bravissima a perdere tempo, a partire in contropiede e nascondere la palla vicino al calcio d’angolo.

 

Poi l’arbitro fischiava la fine e le scene di festa erano quelle dei tempi belli, dell’11 febbraio 2009 contro il Cosmorec e del 17 maro 2010 contro il Valeria2, le ultime semifinali vittoriose di Champions League per una Olympic la cui storia è realmente infinita. In campo i giocatori si abbracciavano prima a capannelli poi tutti insieme, la panchina si univa ai festeggiamenti e anche gli avversari si complimentavano con i nostri ragazzi che in festa si dirigevano negli spogliatoi.

Ieri si è fatta la storia ma il sogno ancora continua e noi non vogliamo ancora svegliarci!

 

PAGELLE

 

PERRONE: 6.5

Sente molto la tensione per questo grande appuntamento e di ciò ne risentono i bagni di ben due comuni e svariate frazioni della zona. In campo vive un primo tempo in cui pare un po’ fermo sulle gambe ma nobilita la sua prestazione con la decisiva parata sul tiro libero che a tre minuti dalla fine avrebbe potuto significare il pareggio. Per lui e per l’Olympic sarà la finale numero 17.

 

RENCRICCA A. : 7

Dopo tre partite di seguito in cui realizzava una rete stavolta resta all’asciutto ma offre comunque una prestazione del tutto positiva non commettendo nemmeno un errore degno di tale nome. Nel finale è un po’ stanco e vive le battute finali dell’incontro dalla panchina dirigendo la tifoseria e impedendo, per scaramanzia, a Maiozzi di entrare sul terreno di gioco.

Per Rencricca sarà la nona finale di un grande trofeo e la terza di Champions dopo le due sfortunate esperienza vissute contro la Svezia nel 2009 e nel 2010.

 

CIUFFA A. : 7+

Un’altra prestazione brillante per un giocatore che dopo l’infortunio è cresciuto esponenzialmente diventando un vero e proprio punto fermo sulla corsia di destra gialloblu. Nel finale sostituisce Rencricca come play maker e da quella posizione pesca Ruggeri con un lancio millimetrico che il bomber trasforma in gol, assist del tutto simile a quello offerto Montaldi nella gara persa contro l’U.C. Diamoli.

Per lo stantuffo dell’Infernetto si tratterà della seconda finale con la maglia dell’Olympic dopo quella di Europa League persa nel 2013.

 

ATTILI: 6

Duello di muscoli contro tecnica e scatto con Quinquinio alla fine del primo tempo. L’attaccante avversario è bravo a portare Giordano a giocare fuori zona sulla fascia sinistra e dribbla con un movimento il nostro difensore in occasione del secondo gol bianco rosso. In generale però il numero 6 gialloblu fa una buona guardia dando solidità al reparto e la sua presenza è fondamentale per far rifiatare i compagni.

Per El Gringo quella della settimana prossima sarà la prima finale in assoluto con l’Olympic, lui che nel 2010 strappò la Champions League ai gialloblu con la maglia della Svezia.

 

ARDITI: 7.5        capitano

La sua storia sembra quella di alcuni super eroi alieni che arrivano sulla Terra, compiono la loro impresa di salvarla e poi salutano tutti per tornare sul loro pianeta natale. Chicco l’aveva detto l’estate scorsa, quando firmò il contratto di fronte ai tifosi scettici che non credevano che avrebbe giocato tante partite in questa stagione, avrebbe portato l’Olympic a vincere un trofeo e poi sarebbe tornato a casa, soddisfatto del lavoro compiuto. Otto mesi dopo ha portato l’Olympic in finale di un torneo prestigioso e ora gli manca solo quest’ultimo passo per un’impresa che sarebbe storica.

Ieri sera è stato l’incubo della difesa bianco rossa, il capitano avversaria avvertiva i suoi di non farlo incuneare nella loro area ma lui è stato più veloce, più agile e più sgusciante di qualsiasi avversario segnando tre gol e realizzando anche un assist.

Per lui prima finale con questa maglia, probabilmente da capitano vista la scaramanzia dello spogliatoio. Vai Chicco finisci il tuo lavoro!

 

TANI: 6

Francesco stavolta parte titolare e gioca la prima parte della gara giocando nel periodo in cui l’Olympic appare più contratta e spaventata. Avrebbe l’opportunità di segnare un gol importantissimo per lui ma l’impatto con il pallone non è dei migliori e nonostante la vicinanza con la linea di porta il portiere devia la sua conclusione in angolo. Nonostante una prova non memorabile è stato comunque fondamentale per la vittoria perché questo è una squadra in cui tutti danno il loro contributo e il mare, senza anche una goccia un meno, non sarebbe lo stesso.

Francesco giocherà la sua terza finale con l’Olympic in dieci anni di militanza.

 

FORMICA: 8

Se Arditi è l’esecutore materiale della condanna del The Tower’s Pub Formica incarna al 100% la sofferenza, la fatica che l’Olympic ha provato per portare a casa questa finale. In questa serata il gioco del nostro numero 10 è stato esemplare: ha tenuto il pressing alto quando l’Olympic era in svantaggio e poi ha difeso la palla e ha fatto salire la squadra quando invece era in vantaggio. Ha anche trovato due gol fortunosi ma importantissimi e ora è a soli cinque gol dal secondo posto nella classifica cannonieri di tutti di tempi occupato da Fantini.

In diciassette anni di Olympic questa sarà la sua quarta finale di un torneo importante nella stagione in cui punta forte alla Pigna d’Oro.

 

RUGGERI: 7+

Alex illumina la semifinale con due gol di rara bellezza, il primo battendo il portiere con un tocco spavaldo sul palo più lontano, il secondo con un tiro al volo che andrebbe fatto vedere nelle scuole. Ha sbagliato qualche gol, non ha tenuto  qualche palla che avrebbe garantito qualche secondo perso ma si è fatto ampiamente perdonare con alcuni recuperi prodigiosi in cui mette cuore, anima e muscoli scattanti.

Per Alex sarà la seconda finale in gialloblu e chissà se già la settimana prossima non ci sia la possibilità di superare Tarallo nella classifica cannonieri della storia dell’Olympic. Al momento il fantasista campano è fermo a quota 166 reti (ultima presenza nel 2013) mentre il bomber di Colonia insidia il suo sesto posto a quattro reti di distanza.