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Olympic 2000 – Werder Brema 5-2

Buongiorno amici gialloblù! Nonostante la pioggia è un bellissimo giorno, è il giorno in cui ci siamo svegliati tra le prime quattro del torneo! E ora ci aspetta in semifinale il Valeria2 che ieri sera ha battuto ai rigori il Moviola dopo che i tempi regolamentari si erano chiusi sul 7 a 7.
Ecco a voi commento, pagelle e foto della serata di ieri.
LUNEDI’ 8 MARZO 2010, ORE 20.10
STADIO DELLA MADONNETTA
CHAMPIONS LEAGUE TORNEO DI APERTURA, QUARTI DI FINALE
WERDER BREMA   –   OLYMPIC 2000
2-5 (2-3)

Il miglior gialloblù in campo è stato: Alessandro Rencricca

 

MARCATORI OLYMPIC:

3 RENCRICCA A.

1 FORMICONI

1 TANI

 

Questo è quello che chiamiamo Olympic, quello spirito combattivo, quel quid che ti permette di compiere imprese inimmaginabili fino al giorno prima, un cuore grande che batte forte nei petti dei tifosi, dei giocatori e che assorda gli avversari.

Pensateci, sembrava che non ci dovessimo qualificare per la Champions, eravamo undicesimi, poi c’è stato il caso Mellano, sono stati giocati i recuperi, ci siamo qualificati come ottavi per la Champions League, come ultima ruota del carro e infine ieri, nella semifinale più difficile che ci poteva essere, abbiamo battuto il Werder Brema e ora siamo tra le magnifiche prime quattro del torneo.

Prima di raccontare quello che è a tutti gli effetti un’impresa mettiamo subito in chiaro che riconosciamo il fatto che il Werder Brema si sia presentato con una formazione rimaneggiata e senza cambi in panchina ma si trattava pur sempre della capolista imbattuta della regular season quindi, sulla carta, rimaneva un confronto impari che i bianco verdi avrebbero potuto vincere anche in queste condizioni.

L’Olympic ha invece potuto scegliere la formazione senza problemi, erano tutti disponibili e si optato per schierare i sei che avevano risposto alla convocazione nello stage del 1 marzo con l’aggiunta di Francesco Sforza che invece aveva fatto turn over nell’ultima partita ufficiale contro il Real Mellano.

Nel week end Formiconi era vittima di un attacco influenzale con tanto di febbre ma il numero 8 gialloblù faceva sapere fin da subito che non avrebbe rinunciato a questo appuntamento nemmeno per sogno.

L’idea di fondo dell’Olympic era quella di far giocare i nostri avversari, di aspettare il Werder nella propria metà campo e sfruttare le chance di contropiede e così è stato. Rencricca, Formiconi e anche Stefano Tagliaferri stazionavano quasi in linea in difesa lasciando il solo Tani a centrocampo e nonostante sia stato il Werder a passare in vantaggio si vedeva che i meccanismi funzionavano.

Poco dopo il Werder faceva harakiri sbagliando due passaggi fotocopia a centrocampo e in entrambe le occasioni ne approfittava Rencricca che intercettava i passaggi e partiva praticamente solo alla volta dell’area avversaria battendo il portiere avversario.

Sul 2 a 1 Rencricca confermava di essere in serata di grazia e dalla trequarti gialloblù provava un pallonetto lungo che beffava il numero uno bianco verde leggermente fuori dai pali. Nessun abbraccio tra i nostri giocatori, solo concentrazione e grinta a confermare che si sentiva già aria di impresa.

Il primo tempo terminava sul 3 a 2 per i nostri ragazzi che subivano la seconda rete su calcio di punizione deviato dal nugolo di gambe venutosi a creare davanti a Perrone e con lo stesso capitano gialloblù che murava gli attaccanti avversari con due parate provvidenziali.

Se poi Tani e Stefano Tagliaferri avessero centrato la porta da posizione favorevole adesso staremmo parlando di un quarto di finale molto più tranquillo ma era destino che anche la ripresa dovesse essere combattuta sul filo dei nervi.

E allora subito in campo per i secondi venticinque minuti di gioco per evitare che il gelo artico sceso sulla Madonnetta raffreddasse i giocatori in campo.

Per metà frazione l’Olympic giocava in maniera impeccabile, coperta, senza spiragli né spifferi in difesa e con Perrone che, nelle uniche due circostanze in cui gli avversari trovavano qualche varco, era bravo a prendere i tempi dell’intervento.

Già da qualche minuto la gara si stava innervosendo, gli avversari sentivano di star perdendo un occasione d’oro, di buttare all’aria il lavoro fatto da ottobre a oggi e cominciavano a fioccare gli interventi duri, a volte premeditati, le discussioni tra giocatori delle due squadre e con il direttore di gara. La svolta definitiva di questo quarto di finale arrivava proprio  metà frazione: Tani segnava il quarto gol allungando le distanze poco dopo un giocatore del Werder perdeva definitivamente le staffe compiendo un fallo da dietro e costringendo l’arbitro a espellerlo.

Il Werder, senza cambi, doveva giocare il resto del match in inferiorità numerica e ciò innervosiva ulteriormente Triunfo e compagni che non riuscivano più a tessere una trama degna di questo nome.

Gli ultimi minuti vedevano l’Olympic gestire il vantaggio, arrivare svariate volte di fronte al portiere bianco verde segnando il quinto gol con Formiconi e sbagliando almeno altre tre nitide palle gol.

Poi il fischio finale, un po’ di tensione residua dei nostri avversari che consigliava ai nostri di non festeggiare e di andare invece a sfogare la propria gioia negli spogliatoi.

A chi ha visto la gara da fuori questo risultato sembrerà incredibile, tutti si chiederanno come abbia fatto una squadra che ha giocato così male la maggior parte delle gare a trovarsi ora così in alto. Noi il segreto lo sappiamo, lo ripetiamo, è il cuore di questa squadra che forse avrebbe potuto uscire prima, durante la prima fase, e invece è venuto fuori adesso, quando la partita contava veramente.

Cosa succederà ora? Godiamoci lo spettacolo ragazzi!

NOTE: serata molto fredda. Spettatori, circa 10.

PAGELLE

PERRONE: 6.5 cap.

Nonostante sembri lontano dallo stato di forma dei tempi belli non ha colpe sui gol e nelle uniche quattro occasioni create dal Werder para bene e esce tempestivamente a sventare i pericoli. Speriamo che la primavera ci riconsegni un portiere ai livelli di quello che l’anno scorso ha vinto il trofeo di miglior portiere.

RENCRICCA A. : 7.5

Cosa chiedere di più ad un difensore oltre che rendere impenetrabile la difesa, a salire a rubare palla a centrocampo, a partire in contropiede segnando due gol con freddezza da attaccante, a provare e soprattutto a trovare la perla balistica da distanza improponibile? Rencricca ha fatto tutto ciò elevandosi decisamente sopra la già alta media di squadra e cominciando per la prima volta in questa stagione a sentire il dolce profumo di Pigna e Scarpa d’Oro.

FORMICONI: 7

Meriterebbe 38.2 come voto, come i gradi di febbre con cui è sceso in campo. Stoico il suo amore per questa maglia, praticamente perfetta la sua prestazione, bello il gol che chiude i giochi a fine gara, il numero 28 in gare ufficiali e con il quale supera Santolamazza nella classifica cannonieri di tutti i tempi.

TAGLIAFERRI S. : 7

L’elastico di qualche anno fa! Proprio così, ieri, dopo tanto tempo, abbiamo rivisto il giocatore in grado di accorciare e allungare la squadra a seconda delle fasi di gioco: terzo difensore quando il Werder attaccava, incursore quando l’Olympic partiva in contropiede. Peccato che la sua classica azione a tagliare il centrocampo avversario si sia conclusa con un tiro di poco alto sulla traversa altrimenti staremmo parlando di prestazione ancora migliore. Il digiuno di gol si allunga a 48 giorni ma la semifinale potrebbe essere un buon momento per spezzarlo. Ammonito nella ripresa.

BISOGNO: 6.5

Il numero 7 gialloblù ieri sera ha giocato una gara molto simile a quella di Tagliaferri dimostrando la stessa sagacia tattica, la stessa attenzione nei rientri in difesa, la stessa cattiveria nel seguire il giocatore che l’aveva superato appena un attimo prima. Avrebbe potuto stendere il Werder qualche minuto prima con un gol ma ha sprecato un paio di occasioni nel secondo tempo che avrebbero potuto accrescere il suo bottino di gol giunto a quota 24 comprese amichevoli e stage.

TANI: 7

Anche stavolta punisce il Werder proprio come era successo nella gara di campionato giocata l’11 febbraio scorso. Stavolta la magia arriva a metà secondo tempo ed è gol che in pratica abbatte definitivamente i bianco verdi scavando l’incolmabile solco di due gol. Oltre al gol Tani ci mette tantissima grinta che gli permette di non perdere mai l’avversario e di contrastare efficacemente chiunque passi dalle sue parti.

SFORZA: 6

Nonostante i tifosi gli vogliano un bene dell’anima vorrebbero aver visto almeno una delle sue cinque occasioni da gol finire in gol e gioire con lui. Accusa un po’ il livello puramente atletico della contesa e ma si gestisce tutto sommato bene facendo anche qualche utile contrasto. Non segna da due mesi, proprio dalla gara di regular season con il Werder.

Olympic 2000 – Werder Brema 4-4

GIOVEDI’ 11 FEBBRAIO 2010, ORE 21
STADIO DELLA MADONNETTA
TORNEO DI APERTURA, XIV GIORNATA
WERDER BREMA   –   OLYMPIC 2000
4-4 (3-2)

 

Il miglior gialloblù in campo è stato: Fabrizio Formiconi

 

Cosa è successo ieri sera? C’è stata una di quelle partite che da 20 fanno innamorare la gente dell’Olympic, una squadra operaia, che piace ai tifosi quando riesce a mettere in campo le sue virtù principali.

Non siamo capaci di palleggiare, creare bel gioco, inventare magie con continuità. Noi diventiamo imprevedibili quando ci sacrifichiamo, siamo concentrati, determinati per cinquanta e più minuti magari anche andando sotto e poi recuperando in un crescendo di emozioni che al fischio finale esplodono in una gioia che è di tutti, giocatori, panchina e tifosi.

Le partite che mancano alla fine del primo turno del Torneo di Apertura sono sempre meno e la squadra si è complicata la vita perdendo l’importante match contro i The Boys. La vittoria a tavolino contro l’Ostia XIII ci ha permesso di sperare ancora in quel fatidico ottavo posto che vale la Champions ma per continuare a sognare bisognava fare punti contro il Werder Brema, la formazione capolista che finora aveva solo vinto.

I gialloblù sono scesi in campo sapendo che non avevano nulla da perdere, la situazione era difficile e le molte assenze complicavano ulteriormente la faccenda. Senza Tagliaferri (infortunatosi contro i The Boys), Guarino e Buca (assenti rispettivamente per motivi di lavoro e personali) abbiamo affrontato la gara con un solo cambio a disposizione e con la coppia Tani Sforza a corto di fiato dopo le lunghe assenze e invece proprio da questa situazione d’emergenza è nata l’impresa.

Coperti e corti i giocatori gialloblù sono andati in svantaggio dopo pochi minuti con l’elemento di maggior talento del Werder che dribblava mezza difesa e batteva Perrone ma poi Sforza ha pareggiato con un sinistro che per velocità di esecuzione ha stupito tutti, compagni e soprattutto avversari!

Poi l’Olympic ha vissuto un breve periodo da tregenda con Rencricca che regalava palla al numero 14 bianco verde che segnava l’1 a 2. Come se non bastasse Formiconi imitava il compagno di reparto facendosi intercettare un passaggio e permettendo all’attaccante avversario di tirare verso Perrone che completava la frittata con un tentativo di parata goffo e maldestro.

Sull’ 1 a 3 sembrava che i nostri stessero giocando sullo 0 a 0 e prima dell’intervallo questo non perdersi d’animo si concretizzava nel gol di Formiconi con il difensore che segnava il secondo gol nelle ultime due uscite con una rasoiata dalla sinistra.

Andare al riposo in svantaggio è stata una grandissima spinta per i nostri ragazzi. Non pensiate che l’Olympic abbia dominato la ripresa perché non è affatto così, non ci appartiene come tradizione e non è nelle nostre corde. Però il nostro quintetto ha saputo reggere l’urto del Werder punto sull’orgoglio e ha saputo colpire al momento giusto.

Perrone ha fatto qualche uscita provvidenziale proteggendo il risultato e a metà ripresa è arrivato il pareggio di Tani che rubava palla a centrocampo e tutto solo si involava verso la porta avversaria superando anche l’estremo difensore con un tiro centrale che gli passava sotto la parte meno nobile del corpo.

Il finale era da cardiopalma: il Werder colpiva un palo esterno e segnava la rete del 4 a 3 ma gli ultimi dieci minuti erano tutti di marca gialloblù con la traversa colpita da Rencricca, il palo colpito da Bisogno e l’apoteosi del definitivo pareggio di Sforza che raccoglieva in area la respinta del portiere del Werder su una staffilata dalla trequarti di Rencricca.

L’esultanza del centravanti gialloblù era bellissima, una corsa verso il centrocampo urlando frasi incomprensibili ma se rivediamo anche i momenti successivi agli tre gol ci accorgiamo che anche nelle altre tre circostanze i nostri ragazzi hanno esultato abbracciandosi, trovandosi con lo sguardo, dimostrando un’intesa e un’unità che ci hanno fatto commuovere.

Questa è un buona Olympic sul piano tecnico ma è impareggiabile per il suo spogliatoio così unito e che risulta essere il motore di ogni buon risultato. Senza cuore, il cuore buttato ieri oltre l’ostacolo Werder non andiamo da nessuna parte, teniamolo sempre a mente e godiamoci questo importante risultato per quello che è, un pareggio che smuove la nostra classifica verso l’alto e che arriva contro una squadra contro cui finora nessuna altra formazione partecipante al torneo l’aveva mai spuntata.

 

NOTE: serata di freddo artico. Spettatori, circa 5. In panchina presenti Alessandro Santolamazza e Emiliano Belli.

PAGELLE

PERRONE: 7+ cap.

Si perde in chissà quali pensieri sul terzo gol del Werder ma per il resto è una muraglia, soprattutto nelle uscite grazie alle quali nega almeno quattro segnature agli avversari.

RENCRICCA A. : 7+

Inevitabilmente ostinato e cocciuto nei tiri dalla distanza che finiscono tutti alti meno due, il primo colpisce il palo e rimbalza sulla traversa e il secondo viene ribattuto dal portiere sui piedi di Sforza che segna il definitivo pareggio. In difesa ha un avvio difficile ma poi si riprende alla grandissima.

Viene ammonito per proteste e ora è in diffida.

FORMICONI: 7+

Un altro gol, il secondo consecutivo che gli permette di raggiungere le 27 reti segnate da Santolamazza in partite ufficiali anche se il difensore inglese vanta 18 presenze in più. In difesa garantisce solidità al reparto e gli possiamo imputare solo qualche calcetto di troppo rifilato agli avversari e che portano la squadra quasi a subire un tiro libero.

BISOGNO: 7

Gli manca solo il gol, che tra l’altro sfiora nella seconda frazione. Per il resto continua a stupirci la sua stratosferica condizione fisica e atletica che gli permette di macinare chilometri e chilometri e di fare recuperi impensabili in difesa dopo aver perso palla nell’area avversaria.

TANI: 7

Al rientro dopo 23 giorni di assenza causa febbre è visibilmente indietro atleticamente ma il ragazzo è intelligente e ha saputo gestire al meglio le proprie risorse mantenendo la squadra corta giocando poco più avanti del centrocampo.

E solo grazie al cuore che nel secondo tempo, dopo aver rubato palla ad un avversario, riesce ad involarsi verso la porta avversaria resistendo alla carica del difensore e segnando il suo settimo gol nella competizione.

SFORZA: 7+

Magico! I tifosi già hanno dimenticato che ieri sera i gol avrebbero potuto essere quattro invece di due perché il ragazzo si è mangiato due occasioni grosse così a tu per tu con il portiere del Werder. Però che spettacolo quando segna l’1 a 1 girandosi e calciando di sinistro a bruciapelo e quando segna il 4 a 4 dando vita da un carnevale dentro il campo e in curva. Vai così Sforzinho, l’Olympic ha bisogno dei tuoi gol!