Il miglior gialloblù in campo è stato: Fabrizio Perrone
MARCATORI OLYMPIC:
3 BISOGNO
1 FORMICONI
E’ stata solo una serata di metà marzo invece sembrava di essere in maggio, quando l’aria è fine, tiepida ma non calda e arrivano le notti di coppe e di campioni.
C’era un luna bellissima, solo una sottile falce nel cielo pulito, nel crepuscolo che diventava notte, le stelle che a una a una comparivano nel cielo e brillavano sullo stadio della Madonnetta.
Era San Patrizio, la notte del patrono d’Irlanda e forse un po’ di incanto è arrivato da quella magica terra e ha popolato il Parco della Madonnetta di fate, folletti e leprecauni.
Rapiti da tutto ciò e spinti da un pubblico senza precedenti i ragazzi dell’Olympic sono riusciti in un impresa storica, inaspettata, incredibile o forse semplicemente legittima, giusta e meritata per come la squadra ha affrontato l’impegno.
Alla vigilia l’Olympic era come al solito sfavorita sulla carta: i gialloblù, peggior attacco e peggior difesa delle otto squadre di Champions League, venivano però maggiormente considerati e temuti dopo la vittoria contro il Werder Brema.
“Mina vangante”, “outsider terribile” e altri appellativi simili rendevano comunque l’idea del divario tra i gialloblù e il Valeria 2, formazione che oltre ad averci battuto per 8 a 7 nella prima fase ci aveva anche preceduti di ben dodici punti in classifica.
Lo spauracchio dei giocatori in maglia nera era il bomber Guidotti, capocannoniere del torneo con ben 49 reti all’attivo; l’Olympic invece scendeva in campo con i sette eroi di Brema quindi con Tani e Sforza al rientro e Brusco che tornava in tribuna nonostante la buona prova offerta lunedì in Coppa Italia.
Il modulo adottato dai gialloblù è stato lo stesso delle ultime gare: Perrone veniva protetto da tre giocatori quasi in linea con Bisogno e Stefano Tagliaferri che a turno supportavano i difensori di ruolo Rencricca e Formiconi mentre Sforza e Tani si alternavano nel ruolo di giocatore più avanzato.
Nei primi dieci minuti di gioco il Valeria 2 ha preso il controllo delle operazioni ma i nostri sono stati bravi a far sfogare gli avversari concedendo poche occasioni comunque sventate da un Perrone in serata di grazia. Dopo che il capitano aveva deviato in angolo tre tiri insidiosissimi però i compagni lo ringraziavano con la rete dell’1 a 0 confezionata dalla ditta Sforza Bisogno. L’attaccante riceveva palla sull’out di destra, veniva attaccato da un paio di avversari ma il numero 19 gialloblù era bravo a pescare alla cieca Bisogno che rubava il tempo a marcatore e portiere e con un tiro astuto dava la prima gioia alla curva dell’Olympic.
Il pareggio del Valeria era solo un intervallo sgradito nel film da oscar della nostra squadra. I neri scendevano sulla fascia difensiva sinistra dell’Olympic e trovavano il gol dell’1 a 1, un pareggio che purtroppo per loro era più breve della vita di una farfalla infatti dopo pochi minuti era ancora Bisogno a mandare in paradiso i suoi.
Stavolta il numero 7 di Acilia era bravissimo ad avventarsi su una respinta del portiere avversario su un tiro da fuori e dopo una prima ribattuta riusciva a segnare lo stesso portiere e un difensore che nel disperato tentativo di difendere la propria porta tentava anche l’intervento di mano.
Dovevate esserci su quel campo per assaporare la tensione positiva dei nostri ragazzi nell’intervallo. Non c’era paura di affrontare la ripresa ma solo sicurezza nei propri mezzi e un’unità di intenti, una simbiosi a livello di anime che forse è nuova, a questi livelli, anche per il nostro spogliatoio.
E poi il secondo tempo in cui lo stadio era ancora più gialloblù, la curva, la tribuna, perfino la panchina del Valeria erano pieni zeppi di tifosi che spingevano la nostra squadra all’ennesima impresa.
Il 3 a 1 passava per i piedi di Rencricca, che faceva ripartire l’azione dalla difesa, e Formiconi, che riceveva palla dal numero 4, dribblava il portiere e con un tiro di punta sbaragliava l’opposizione di ben due difensori sulla linea di porta.
Quel pallone, non tanto forte ma preciso, portava la forza di uno stadio caldo, caloroso, tutto per noi: sarebbe entrato anche se in porta ci fossero stati tre portieri!
E’ mancato invece il gol a Stefano Tagliaferri che ha sbagliato un paio di occasioni per chiudere una pratica che alla fine è stata sigillata dal terzo gol di Bisogno, bravo a sfruttare un errore di controllo del portiere avversario, e da Perrone che chiudeva a chiave il portone di casa nel finale.
Negli ultimi cinque minuti gli avversari erano rassegnati dall’invalicabilità del muro gialloblù, dalla grinta dei nostri che hanno mostrato occhi da tigre per cinquanta minuti. Forse, semplicemente, è andato in finale chi l’ha voluto, chi l’ha desiderato di più.
Nell’altra semifinale Svezia e Ostia Soccer si batteranno all’ultimo respiro per raggiungere l’Olympic che aspetta serenamente il proprio avversario lì dove l’aria è più fine e le fate ti salutano quando ti svolazzano vicino.
NOTE: serata primaverile. Spettatori, circa 30.
PAGELLE
PERRONE: 7.5 cap.
Per l’importanza della partita possiamo tranquillamente dire che è stata la sua miglior prestazione stagionale. Quattro parate eccezionali tra primo e secondo tempo e nel finale la quinta perla che fa alzare le braccia ai ragazzi in maglia nera.
RENCRICCA A. : 7
Nei quarti aveva abbattuto di forza il Werder a suon di gol stavolta invece gioca una gara perfetta in difesa impreziosita dall’assist per la rete di Formiconi. Ormai è una legenda gialloblù.
FORMICONI: 7
E’ vero quello che dice Tani, è stato Formiconi a far fare a questa squadra il vero salto di qualità. Lui e Rencricca tolgono il respiro al bomber Guidotti e conferiscono una solidità alla squadra che forse non c’era nemmeno l’anno scorso quando in squadra c’erano due come Sacchi e Ripanucci.
E poi ultimamente Fabrizio si sente anche bomber infatti segna il terzo gol realizzando la sesta rete stagionale in nove incontri disputati.
TAGLIAFERRI S. : 6.5
Buona prova come terzo di difesa ma ci permettiamo di storcere un po’ il naso, pensa che viziati, per ciò che riguarda il suo apporto in fase offensiva. Forse l’intenso lavoro difensivo gli toglie un po’ di lucidità in attacco ma cono ancora i segni dei pugni lasciati sui seggiolini dai tifosi quando gli hanno visto sbagliare un paio di gol fatti. Ma se li starà tenendo per la finale?
BISOGNO: 7.5
Non c’è niente da fare, queste sono le sue serate. In Romania ricordano ancora la sua tripletta al Bronx e da oggi anche i tifosi del Valeria 2 avranno questo spiacevole ricordo. Tre reti d’opportunismo ma allo stesso tempo bellissime per scelta di tempo, freddezza e tempismo. E poi ieri con 111 presenze in gare ufficiali ha raggiunto Santolamazza al quinto posto della speciale classifica presenze in questi incontri quindi cosa aggiungere? Anche lui ormai è una legenda!
TANI: 6.5
Stavolta non ci regala un gol come nei quarti ma svolge egregiamente lo sporco lavoro di sgobbare sulla linea di centrocampo per controllare il portatore di palla avversario, tenere compatta la squadra e poi allungarla nelle ripartenze.
SFORZA: 6.5
Lui e Tani combattono come leoni a ridosso del centrocampo. Magari tutto questo lavoro gli toglie lucidità in zona d’area ma il nostro attaccante da copertina riesce anche a rubare la scena servendo a Bisogno un assist al bacio che si tramuta nell’1 a 0. Bello il gesto tecnico e ancor più bella la scena successiva quando Formiconi corre ad abbracciarlo ignorando tra virgolette il marcatore.