MARTEDI’ 23 MARZO 2013, ORE 21.30
STADIO LONGARINA
GARA #818
CHALLENGE CUP 6, SEMIFINALE
MIAMI CITY – OLYMPIC 2000
0-15 (0-6)
MARCATORI OLYMPIC: 5 RENCRICCA A., 3 FANTINI, 3 MONTALDI, 1 CIARDI, 1 PERRONE, 1 ROMAGNOLI, 1 SANTOLAMAZZA.
MIGLIORE IN CAMPO: RENCRICCA A.
AMMONITI: –
ESPULSI: –
CLIMA: PRIMAVERILE
Eravamo pronto ad abbandonare anche la Challenge Cup con la ferita dell’eliminazione in Europa League ancora aperta e sanguinante. Eravamo pronti a dire addio anche a questo piccolo obiettivo stagionale perché il Miami City recentemente ci aveva mazzolato per bene e perché mancava più di mezza squadra.
Le assenze del portiere di coppa Belli, di Ciuffa, Caserta e Formica ci avevano ricordato un’altra serata nefasta: era il 18 febbraio 2011, giorno della semifinale della prima edizione di Challenge Cup. L’Olympic era favorita contro i Tamarri eppure le tante assenze e una prestazione negativa impedirono ai gialloblù di disputare la finale contro il Centro. Per capirci era la serata in cui fummo costretti a vedere Damiano Pacifici schierato come centrocampista.
Due anni e cinque Challenge Cup dopo la situazione sembrava la stessa. Fortunatamente in questa stagione la rosa dell’Olympic può contare su outsider di lusso. Gente che da la propria, entusiasta disponibilità anche se convocata nel giorno stesso dell’incontro. Giocatori come Romagnoli e Ciardi, ai quali si è aggiunto Santolamazza, sono davvero preziosi per qualsiasi allenatore.
L’Olympic giungeva alla Longarina con tante ansie: la sconfitta della scorsa settimana contro il Bernocchi imponeva la reazione forte e decisa ma ce l’avrebbe fatta l’Olympic? In campo tutte queste paure si sono dissolte perché il Miami City, prossimo allo scioglimento definitivo, si presentava senza cambi e con molte assenze e poi, come tutti si auspicavano, è arrivata anche la prestazione con la P maiuscola dei gialloblù che hanno letteralmente asfaltato gli avversari.
I primi minuti sono stati anche equilibrati: l’Olympic, schierata con Rencricca, Romagnoli, Fantini e Montaldi davanti alla porta non quagliava mentre Perrone aveva il suo bel da fare. Poi i nostri hanno aggiustato la mira e il primo tempo è terminato 6 a 0 con Santolamazza che, al pari di Ciardi, timbravano il cartellino una volta ciascuno.
L’esultanza tipica dell’italo inglese riportava serenità nella squadra che a inizio ripresa vanificava l’abbozzata reazione avversaria con il settimo gol che piegava il Miami City sulle ginocchia.
Di lì in poi è stata una passeggiata e sono arrivati altri otto gol: c’è stata anche gloria per Romagnoli e perfino per Perrone che chiudeva il conto con una galoppata coast to coast che non si vedeva dagli anni ’90. Il Miami City dei senatori instancabili Di Pietro e Di Biase ma anche del genio Tetenaj, eternamente vittima della sua deleteria autostima, ha visto impietosamente scrivere la parola fine non solo su questa Chalelnge ma forse anche sulla propria storia.
Qualificazione raggiunta, paura finita, ora c’è il Real Molteni da affrontare e cercare di battere per mettere la quarta Challenge in bacheca. Servono serate come queste per riempire le bacheche, per avere morale, per riprendere una stagione rovinata da un paio di prestazioni che hanno prima fatto sfumare una Champions League e poi un’Europa League.
Mancano tre mesi alla fine dell’annata e tutto è ancora in ballo.
PAGELLE
PERRONE: 6.5 cap.
Nei primi dieci minuti la partita è vera e servono le sue parate per tenere inviolata una porta che risulterà immacolata anche al fischio finale. Nel finale ci scappa un gollonzo con tanto di capriola brasileira come esultanza.
RENCRICCA A. : 7
Da quando ha ricominciato a segnare non smette più e segna più di tutti. Ieri ne ha realizzati cinque, ha confezionato una assist e si è segnalato come il migliore in campo nel giorno della sua trecento cinquantesima presenza. Un mito vivente del calcio gialloblù.
ROMAGNOLI: 7
Mancava Ciuffa e tutti a pregare che la difesa si dimostrasse solida. Così è stato: Stefano ha garantito solidità, fisicità e grinta e quando ha sbagliato i tifosi lo hanno applaudito perché hanno apprezzato la sua furia nel riparare all’errore commesso. Nel finale di ripresa realizza il primo gol in gare ufficiali con la maglia dell’Olympic e da qualcuno giura che il sorriso sul suo volto da quel momento non è più scomparso.
MONTALDI: 6.5
Il più deludente nella serata dell’eliminazione in Europa League aveva promesso l’impresa e una prestazione fuori dalle righe. La prestazione è stata sufficiente ma la grinta è stata fuori dal comune e non ci stupiamo che l’1 a 0 sia venuto da un suo tap in su una corta respinta del portiere avversario. Quel pallone sarebbe entrato in un modo o nell’altro perché Simone aveva gli occhi della tigre. Alla fine realizza una tripletta e due assist e ha potuto festeggiare degnamente il raggiungimento della diciassettesima posizione nella classifica presenze di tutti i tempi: a quota 71 supera Juan Esteban Brusco.
FANTINI: 6.5
Il Dynamo del calcetto fa sparire dai piedi avversari decine di palloni dando una lezione di umiltà a dirimpettai acerbi che pensano di essere già arrivati quando ancora non sono nemmeno partiti. La sua tripletta li punisce ulteriormente nella serata della sua presenza numero 250.
CIARDI: 7
Dopo tante partite in cui, per esigenza, era stato schierato come difensore viene finalmente impiegato nel suo ruolo in posizione più avanzata e offre una prova veramente buona in cui non fa rimpiangere né Montaldi né Fantini. I tempi di inserimento sono quelli giusti (un gol e due assist), quelli in copertura altrettanto buoni. Terza presenza in Challenge Cup 6 si candida per una convocazione in finale.
SANTOLAMAZZA: 7
La sua presenza rasserena subito lo spogliatoio e poi anche la panchina ma quando entra in campo dimostra di non essere solo un totem e offre la sua miglior prestazione stagionale tra gare ufficiali e stage. Che poi abbia pochissima autonomia e i suoi muscoli siano fragili è una realtà con cui deve fare i conti ma la classe con cui toglie palla ai veloci attaccanti avversari, con cui fa correre i compagni sulle fasce, con cui tenta la via del gol riuscendoci al terzo tentativo, beh queste sono fattori invariabili del suo DNA di calciatore. Anche per lui come per Romagnoli e Ciardi la speranza di una convocazione per la finale.




















