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Olympic 2000 – The Boys 3-5 più consideazioni di fine stagione

Buonasera a tutti. Pubblico tutto sulla partita di ieri sera più le considerazioni finali di fine stagione. In settimana dovremmo essere in grado di pubblicare i risultati degli Olympic Awards 2009 infatti stiamo già ricevendo parecchi voti ai sondaggi proprosti!
LUNEDI’ 27 LUGLIO 2009, ORE 21
STADIO DELLA MADONNETTA
COPPA UEFA GREEN CUP, FINALE
THE BOYS   –   OLYMPIC 2000
5-3 (0-3)

 

MARCATORI OLYMPIC:

1 GENNARI

1 RIPANUCCI

1 SFORZA

 

Il protagonista della finale di Coppa UEFA di ieri sera non è stato né Gennari né Sacchi ma un colpo di spada netto e letale che ha diviso in due la partita creando due parti così assurdamente diverse tra loro da far pensare ai tifosi presenti di stare a vedere due differenti partite e non due frazioni dello stesso match.

Questo fendente così improvviso ha colpito il campo della Madonnetta proprio quando sembrava che l’Olympic avesse in pugno il trofeo e quando già i tifosi stavano facendo il conto alla rovescia per far esplodere la propria gioia.

Purtroppo in questi casi è dolorosissimo per chi scrive raccontarvi i fatti accaduti e solo chi ha veramente a cuore questa maglia e questi colori può capire cosa hanno provato Perrone e compagni ad andare in vantaggio per 3 a 0, accarezzare il sogno della coppa e poi vedersela strappare dalle mani nel dissennato secondo tempo gialloblù.

Ma da qualche parte bisognerà pure cominciare e allora partiamo dalla formazione dell’Olympic che doveva rinunciare a Bisogno e Baldi che si stavano godendo le loro anticipate ferie estive ma che poteva contare su una formazione di tutto rispetto che tra l’altro poteva annoverare la super difesa della Premier Soccer Cup composta da Rencricca, Sacchi e Ripanucci davanti a Perrone.

In avanti invece la potenza di fuoco gialloblù si traduceva nella presenza del poker di attaccanti variegati composto da Gennari, Sforza, Brusco e Tani. I The Boys dal canto loro rispondevano a tale abbondanza con una rosa altrettanto ampia.

Fin dalle foto di rito i tanti tifosi presenti alla Madonnetta hanno capito che sarebbe stato un match speciale!

I The Boys, reduci dalla goleada per 13 a 1 in semifinale contro il Gruppo Clark, hanno subito imposto il loro ritmo alla gara cominciando a creare occasioni sfruttando le imprecisioni della difesa dell’Olympic. Perrone ha fatto di tutto per convincere ulteriormente i giudici del torneo ad assegnarli il titolo di miglior portiere della competizione e ha sventato più di qualche situazione scabrosa.

Nonostante la leggera supremazia dei giallo rossi avversari l’Olympic per tutti i primi venticinque minuti di gioco ha avuto il grande merito di giocare con la testa e allora il vantaggio di Sforza ha sorpreso fino ad un certo punto gli spettatori. Ripanucci avanzava a centrocampo, lasciava partire un tiro basso e teso e Sforza si faceva trovare puntuale in area a deviare d’istinto il pallone alle spalle del portiere avversario.

Fa ancora più male descrivere adesso la gioia del numero 21 dell’Olympic ma è ancora più doloroso raccontare il raddoppio di Ripanucci che sfondava il centrocampo dei The Boys e batteva l’estremo difensore con un tiro secco sotto gli incroci.

E ci vorrebbe l’anestesia per parlare del 3 a 0 segnato da Gennari con un tiro potente dei suoi. Ma siamo professionisti e dobbiamo fare una cronaca precisa degli avvenimenti.

Siamo quindi arrivati alla fine del primo tempo, le squadre accaldate, i tifosi gialloblù in festa.

Poi l’arbitro ridava il via alle ostilità ed è stato lì che è successo qualcosa. Proprio come è successo tante volte in passato la nostra squadra è collassata su se stessa e, subito il gol del 3 a 1, non è più riuscita a rialzarsi subendo altri tre gol mostrando il peggio del proprio repertorio.

La nostra difesa e il nostro centrocampo hanno permesso che gli attaccanti dei The Boys colpissero per tre volte consecutive sfondando nel mezzo e addirittura il quarto gol arrivava in contropiede.

La dea bendata sembrava che tifasse per l’Olympic forse perché la sua benda era gialloblù e ha indotto il direttore di gara a fischiare moltissimo a favore di Sacchi e compagni cosicché a tre minuti dal termine gli avversari hanno commesso il sesto fallo concedendoci la possibilità di battere un tiro libero.

Gennari, autore di una ripresa disastrosa un po’ come tutti i compagni, si è caricato sulle spalle la responsabilità della trasformazione ma ha fallito miseramente facendosi parare la sua conclusione.

Il recupero è stato poi un bisturi conficcato nelle schiene dei nostri supporter perché i The Boys segnavano anche il quinto gol meritando una coppa che noi abbiamo gettato alle ortiche ma a cui loro hanno creduto fin dall’inizio di questa UEFA.

I nostri al fischio finale si sono sgonfiati come torte tenute troppo in forno, hanno pensato alla bella stagione conclusa senza un degno premio per i loro sforzi e hanno dovuto fare i conti con le recriminazioni per aver perso la seconda finale consecutiva e la terza finale di UEFA nel ultime quattro stagioni.

Noi concludiamo il commento quasi con le lacrime agli occhi ricordando la cavalcata trionfale in PSC che ci ha portato alla finale con la Svezia, lo splendido quarto di finale contro l’M&M, la festa del Ventennale, la semifinale vinta ai rigori contro il Prison Break.

Insomma, dodici mesi vissuti tra amici condividendo un sogno, un amore per questa maglia che vuol dire prima di tutto amicizia e poi agonismo. Con questi obiettivi nessuna finale sarà mai persa, nessun torneo andrà mai male. Lo sappiamo.

Dobbiamo però fare i conti con una stagione che rispetto a quella scorsa è stata avara di soddisfazioni. Abbiamo onestamente fatto un passo indietro nonostante siamo arrivati in fondo a due tornei.

L’obiettivo della prossima stagione sarà quindi il solito: imparare da questi errori, migliorare, vincere.

 

NOTE: serata caldissima. Spettatori, circa 100. Finale di Champions League: Mercatino del Cellulare – Real Plaza Gasparri 2-1. Capocannoniere Todisco (Real Plaza Gasparri). Miglior giocatore del torneo: Lucidi (Centro Ceramiche Paglialunga). Miglior portiere: Perrone. Squadra Fair Play: Prison Break.

PAGELLE DELLA FINALE E DELLA STAGIONE

PERRONE: 6.5 cap.

Migliore in campo per l’Olympic in questa finale. Sempre concentrato non sbaglia un intervento e in un paio di situazioni strappa la palla ad avversari che lo puntano nell’uno contro uno.

Allevia parzialmente la delusione per la settima finale persa della sua carriera nell’Olympic vincendo il trofeo per il miglior portiere del torneo. Questa onorificenza, che non otteneva dalla stagione 2002/2003, per il nostro capitano è come una rinascita dopo una difficile prima metà di stagione in cui ha provato a giocare nel ruolo di attaccante che tante soddisfazioni gli aveva portato nella stagione scorsa e che invece durante la PSC gli aveva dato solo delusioni ponendolo ai margini della rosa dei titolari complice anche l’esplosione di Damiano Pacifici.

Questo è un punto di partenza interessante per la prossima stagione in cui dovrà decidere in che ruolo proseguire la sua carriera.

RENCRICCA A. : 5.5

A fine partita è probabilmente il giocatore più deluso dell’intera squadra. Probabilmente neanche lui sa spiegarsi il perché la squadra si sia sfaldata a tal punto nella ripresa e perché lui stesso abbia cominciato a commettere errori strani per un elemento del suo calibro.

Purtroppo (o per fortuna!) questa sconfitta è già storia mentre le sue tante ottime prestazioni in questa stagione rimarranno un ottimo biglietto da visita per la prossima annata. Ci ricorderemo delle tante volte che la squadra ha dovuto schierarlo come unico difensore caricandolo di enormi responsabilità e ci ricorderemo dei suoi tanti gol, ben 26, che lo hanno portato al secondo posto della Scarpa d’Oro 2009, un risultato enorme per un difensore e che potrebbero fruttargli dei buoni piazzamenti nei premi stagionali.

SACCHI: 5.5

In semifinale contro il Prison Break si era capito subito che non era a posto fisicamente e lui stesso aveva dichiarato che scendeva in campo unicamente per onorare la maglia. In questa finale le sue condizioni precarie, diretta conseguenza degli almeno tre infortuni seri di questa travagliata stagione, lo hanno limitato molto nel rendimento e ciò ha influito pesantemente sul rendimento della difesa che in PSC aveva subito pochissime reti.

La stagione di Sacchi è stata un entrare e un uscire continuamente dall’infermeria e i tifosi hanno dovuto spesso rinunciare a veder giocare la Pigna d’Oro 2008. Nonostante ciò Sacchi è riuscito a raggranellare ben 30 presenze e 32 gol e le sue tante belle prove condite da gol spesso decisivi ne fanno uno dei maggiori candidati alla Pigna d’Oro 2009. Se la vincesse sarebbe la prima volta nella storia che un giocatore vince il trofeo per due anni di fila.

RIPANUCCI: 6

Il metronomo dello scacchiere gialloblù anche ieri sera ha messo al servizio della squadra le sue geometrie, i suoi inserimenti che hanno fruttato un gol e mezzo all’Olympic. Prima ha fornito a Sforza un tiro assist che l’attaccante ha deviato in rete e poi ha concluso lui stesso un’azione bellissima in cui ha letteralmente squarciato la difesa avversaria palla al piede. Ci sono degli errori che possono essere addebitati anche a lui ma in generale è stato il più positivo della difesa confermando ancora una volta la bontà del suo acquisto avvenuto nel mercato invernale.

Ripanucci è arrivato un po’ in sordina, senza fanfare né presentazioni hollywoodiane eppure il giocatore ha saputo mettere tutti d’accordo collezionando 19 presenze e 15 gol il tutto in sole partite ufficiali. Purtroppo per motivi di regolamento legati al numero delle presenze non potrà concorrere per la Pigna d’Oro ma diventa un ottimo candidato per altri premi.

TANI: 5.5

Finale di stagione reso complicato da un paio di infortuni a catena rimediati nell’ultimo mese. Si vede quindi che non è il Tani “mago” della Premier Soccer Cup e nemmeno quello “prestigiatore” della prima parte della Green Cup. Anche ieri ha cercato di dare quel che poteva ma si capiva che senza birra nelle gambe è difficile fare magie.

Per lui questa è stata la prima stagione da titolare con questa maglia, la stagione in cui è riuscito in poco tempo a farsi amare dai tifosi e in cui si è distinto per le sue giocate da fantasista che hanno fruttato ai compagni assist modello scatola di cioccolatini e a lui qualche rete importante e un titolo di miglior giocatore del Ventennale davvero meritato.

Sembra un veterano, in realtà era solo la prima esperienza con l’Olympic quindi a settembre ricominciamo da qui.

SFORZA: 6

L’aveva detto a tutti che appena avrebbe rivisto il colore delle maglie dei The Boys si sarebbe trasformato nuovamente nel cannoniere di inizio stagione e così è stato infatti è riuscito a segnare per la quarta volta in quattro partite contro Imbembo e compagni con un gol in cui finalmente si vede il fiuto per la rete che sembrava sopito. Inoltre si merita la sufficienza per quanto ha combattuto gomito a gomito con gli avversari, come ha sempre fatto quando non veniva il gol, elemento che ha contribuito fortemente alla nascita del primo Sforza Fan Club già alla sua prima stagione con l’Olympic.

Ha cominciato con un esordio scoppiettante, poi si è un po’ fermato ma è innegabile che è nato per giocare con la maglia gialloblù addosso. Insieme a Ripanucci e a Damiano Pacifici si giocherà il trofeo per il miglior esordiente della stagione 2008/2009, stagione in cui ha collezionato ben 38 presenze e 30 gol.

BRUSCO: 5.5

Dopo due partite giocate ad altissimo livello in finale non riesce ad esprimersi al top delle sue possibilità ed è un vero peccato perché ha avuto la possibilità di battere il portiere avversario per due volte ma in entrambe le circostanze ha difettato nel controllo di palla.

Ci vogliamo comunque complimentare con il finale di stagione di Juan che nella Green Cup ha sempre giocato a buoni livelli facendo registrare un ruolino di 7 presenze e 4 reti tutte molto belle. Se migliorasse anche nel gioco senza palla diverrebbe un vero concorrente di Gennari ma per il momento apprezziamo i suoi sforzi e le sue prestazioni in cui non manca mai qualche perla di tecnica pura.

GENNARI: 5.5

Il cannoniere principe dell’Olympic segna il 31° gol in Green Cup e consolida il suo primato nella Scarpa d’Oro 2009, trofeo che si aggiudica definitivamente per la prima volta in carriera. Purtroppo la sua non è stata una serata memorabile-. Raramente si è liberato al tiro e, gol a parte, ha spesso allargato eccessivamente l’angolo della conclusione spedendo a lato. Il rimpianto peggiore della sua prova è stato il tiro libero sbagliato nel finale e con il quale ha negato all’Olympic il pareggio a pochi minuti dal fischio finale.

PAGELLE DELLA STAGIONE DEI GIOCATORI NON PRESENTI ALLA FINALE

Come ogni stagione anche in questa l’Olympic ha schierato tanti elementi che hanno avuto fortune alterne nella nostra squadra. Doverosamente cominciamo da un titolare come Gianluca Bisogno che dopo essere stato protagonista per tutta la stagione ha dovuto rinunciare alle ultime gare per impegni personali. Il numero 7 gialloblù ha collezionato la bellezza di 43 presenze e 19 gol e rispetto alla scorsa stagione è stato meno decisivo pur garantendo sempre impegno e tanti assist.

Anche Alessandro Santolamazza ha messo da parte un cospicuo numero di presenze anche se tutte nella prima parte della stagione. Da ricordare alcune sue belle prestazioni nella preparazione estiva e in PSC anche se per lui sarà memorabile la vittoria da capitano nel Torneo del Ventennale.

Chi invece in questa stagione ha ripreso il discorso interrotto l’anno scorso è stato Davide Baldi che è rientrato dopo un lungo infortunio e ha deliziato i tifosi con alcune perle d’autore. Il suo percorso di recupero però dovrà continuare nella prossima stagione.

Chi invece è un po’ uscito di scena è stato Fabio Tagliaferri il quale ha dovuto rifiutare parecchie convocazioni a causa di impegni di lavoro arrivando a giocare una sola volta in gare ufficiali in tutta la stagione. Anche se ha giocato solo 8 gare in tutta l’annata va comunque ricordato per essere uno dei cinque giocatori che hanno vinto il Ventennale.

Proseguiamo con tre portieri con storie diverse: 8 presenze per l’esordiente assoluto Damiamo Pacifici che entrato nel giro gialloblù facendo vedere grandi cose nonostante la giovane età ma che alla fine si è rivelato solo una meteora.

Grane rimpianto per Johan Sirbu che nella stagione scorsa è stato un protagonista delle due coppe vinte ma che in questa annata ha giocato solo in 5 amichevoli salutando poi la squadra in estate per tornare in patria.

Peccato anche per l’allontanamento di Alessandro Guarino che dopo tre stagioni da titolare è scivolato ai margini della squadra per sua stessa volontà.

Concludiamo il discorso con cinque elementi che si sono affacciati in prima squadra solo per poche partite: Paolo Careddu era inserito nella lista della PSC ma non è riuscito a ritagliarsi il suo spazio in squadra. Stefano Pacifici ha giocato 3 partite in Green Cup ma dopo qualche errore è stato sostituito da Perrone. Daniele Rossi, Francesco Bonanni e Francesco Ponzetti hanno avuto poco tempo per convincere la società anche se quest’ultimo, in virtù delle ottime prove negli stage societari, verrà convocato anche nella prossima stagione.

Ringraziamo infine tutti quei giocatori che hanno partecipato agli stage della società e tutti quelli che hanno partecipato al Torneo del Ventennale.

Desidero ringraziare anche l’organizzazione dei tornei alla Madonnetta e, dulcis in fundo, tutti i nostri tifosi e in particolar modo Francesca Di Santo e Simona Freddi che tanto si sono sacrificate per seguire la grande, cara, vecchia Olympic.

A tutti un arrivederci alla stagione 2009/2010!

Olympic 2000 – Prison Break 3-3 (5-4 d.c.r.)

Buon giorno a tutti e come potrebbe non essere un buongiorno per tutti voi che amate l’Olympic?!? Siamo in finale, di nuovo, vogliamo vincerla!!!
Pubblico commento, pagelle e foto.
Arrivederci!
MARTEDI’ 21 LUGLIO 2009, ORE 21.30
STADIO DELLA MADONNETTA
COPPA UEFA GREEN CUP, SEMIFINALE
OLYMPIC 2000   –   PRISON BREAK
3-3 (1-2)
5 a 4 dopo i calci di rigore

 

MARCATORI OLYMPIC:

2 SACCHI

1 BALDI

 

Il giorno dopo l’ennesima impresa da romanzo ci sediamo di fronte ad un computer per raccontare le gesta dei nostri ragazzi che ieri sera hanno inanellato un’altra perla nella collana ormai lunghissima e sconfinata della storia gialloblù.

Troppo bella questa stagione per farla finire ieri, troppo bella per non concluderla con un’altra finale, la seconda in questa stagione dopo quella di Premier Soccer Cup. I nostri ragazzi hanno voluto fortemente questa vittoria, desiderandola ardentemente anche quando il Prison Break vinceva di due gol e mancava poco alla fine, volendola a tutti i costi anche nella serie finale dei calci di rigore. L’hanno voluta per il prestigio, sicuramente, ma più di tutto l’hanno voluta per allungare questa storia, questa stagione, stare insieme per un’altra notte magica.

Dopo aver visto i The Boys devastare il Gruppo Clark i gialloblù hanno pensato che forse sarebbe stato meglio arrivare secondi nel girone per affrontare la formazione blu invece che i bianchi di Emiliano Branchi, una squadra che ricordava moltissimo il Real Acilia delle scorse stagioni e che per i nostri colori aveva un significato particolare.

Le ultime cinque stagioni hanno sempre avuto un crocevia importante dove questa squadra ci aspettava e forse era destino che nonostante il cambio di torneo e di campo di gioco questi nostri storici avversari ci seguissero dal Kristall.

Al calcio d’inizio il Prison Break si presentava senza Aschettino: l’ex difensore dell’Olympic, che ad onor del vero aveva giocato una sola volta in tutta la stagione con questa squadra, rifiutava la convocazione in mattinata ma era l’unica assenza del Prison. L’Olympic invece doveva fare i conti con due assenze pesanti, quella del bomber Gennari e quella del centrocampista Bisogno.

I tifosi erano molto preoccupati per l’assenza di Gennari visto che nella seconda parte di stagione i risultati dell’Olympic erano fortemente dipesi dalla presenza della sua punta di diamante però si potevano consolare con il buon momento di Brusco e con il rientro di Sacchi che, nonostante i tanti infortuni muscolari accusati durante la stagione, non voleva mancare questo importante appuntamento.

In un primo tempo in cui il Prison Break ha giocato meglio dell’Olympic erano comunque i gialloblù ad andare in vantaggio grazie a Davide Baldi. Il fantasista prima sprecava una buona occasione per aprire le danze ma poco dopo si rifaceva concludendo degnamente uno scambio con il prolifico Brusco.

Gli avversari, per l’occasione fratinati d’arancio, però non accusavano il colpo e giocavano il loro calcio fatto di infiniti passaggi e possesso di palla. Per un po’ il nostro fortino ha retto bene concedendo solo qualche tiro pericoloso ben controllato da Perrone ma alla lunga l’assedio ha rotto le nostre linee e il Prison Break è riuscito a segnare due gol.

L’1 a 1 è nato sugli sviluppi di un’azione da calcio d’angolo che ha permesso ad un avversario di tirare indisturbato dal limite dell’area. Perrone si è opposto bene in uscita ma la palla è carambolata sul corpo di Rencricca che rendeva vano l’intervento del capitano e di Sacchi.

Il vantaggio dei bianchi invece è stato un contropiede magistrale che ha trovato due avversari ad affrontare il solo Rencricca. Il tiro vincente è stato scoccato da Branchi che di punta infilava beffardamente Perrone.

L’arbitro fischiava la fine dei primi venticinque minuti di gioco sul 2 a 1 per il Prison che comunque nel finale di frazione ringraziava la sorte per una traversa colpita da Rencricca su calcio di punizione dalla sinistra.

Il secondo tempo era da Olympic: la nostra squadra cadeva, veniva quasi abbattuta ma poi risorgeva e conquistava la finale meritatamente. A metà frazione uno sfortunato autogol di Brusco sembrava consegnare la finale al Prison Break ma quando mancavano meno di dieci minuti Perrone chiamava un time out e rivoluzionava la formazione passando dal 2-2 al 3-1 con Rencricca, Sacchi e Ripanucci dietro e un solo attaccante davanti modello fase finale di PSC.

La mossa dava i suoi frutti e proprio come in una partita dello scorso torneo invernale Sacchi accorciava le distanze su calcio di punizione. A cinque minuti dalla fine era ancora la Pigna d’Oro 2008 a trovare l’angolino giusto su assist di Ripanucci e nel finale incandescente era sui piedi di Tani che capitava la palla della vittoria. Purtroppo il numero 11 dei Parioli trovava solo un’abile deviazione del portiere e così si andava alla lotteria dei calci di rigore per la terza volta in questa stagione dopo i quarti di Coppa d’Inghilterra contro il West Ham e i quarti di PSC contro l’M&M.

I primi cinque rigori non bastavano per decidere il vincitore della sfida. Perrone parava un rigore ma Tani falliva il suo penalty. Nella prima serie ad oltranza il capitano gialloblù parava un altro tiro ma anche questo match point veniva fallito da Baldi. Al settimo rigore il portiere del Prison Break tirava alto mentre Sforza scagliava la sua palla in rete scatenando la gioia quasi incredula dei nostri tifosi.

E ora un’altra finale, un’altra serata insieme, un po’ diversa perché sarà l’ultima della stagione, perché in palio c’è la Coppa UEFA che abbiamo vinto l’anno scorso e abbiamo perso in finale nel 2006 e nel 2007.

Mettiamo il cuore nei prossimi cinquanta minuti come abbiamo fatto ieri e non esisteranno rimpianti, anzi, forse avremo una coppa di più in bacheca.

 

NOTE: serata ventilata. Spettatori, circa 10. Serie finale dei rigori: #1 Prison Break gol, Rencricca gol. #2 Prison Break gol, Ripanucci gol. #3 Prison Break parato, Sacchi gol. #4 Prison Break gol, Tani parato. #5 Prison Break gol, Perrone gol. Ad oltranza: #6 Prison Break parato, Baldi fuori. #7 Prison Break alto, Sforza gol.

PAGELLE

PERRONE: 7.5 cap.

Partita leggendaria per un finale di stagione in crescendo. Durante i tempi regolamentari para tutto volando sui missili di Branchi e compagnia cantante poi nel roulette russa dei rigori sventa due conclusioni del Prison e segna quando tocca a lui tirare. Lunedì prossimo giocherà la sua tredicesima finale con l’Olympic.

RENCRICCA A. : 7.5

Unico giocatore insieme a Perrone a giocare per tutti i cinquanta minuti passa tutta la serata a fare a sportellate con gli avversari in un rodeo selvaggio senza cavalli né tori. Sfortunato a deviare in rete la palla del pareggio avversario nel primo tempo e quando colpisce la traversa su calcio di punizione ma sono solo dettagli di una serata di grande calcio per il nostro libero che si riprende prontamente dopo la brutta figura contro i The Boys della settimana scorsa.

Lunedì li avrà nuovamente di fronte e sicuramente sarà tutta un’altra storia.

RIPANUCCI: 7.5

Una garanzia, un giocatore, un uomo, per tutte le stagioni. Tosto quando c’è da combattere, elegante nei momenti giusti, mai un passaggio sbagliato, una movimento fuori posto. E per la prima volta lo vediamo anche discutere animatamente con gli avversari nel finale di partita. Insomma una prova da gigante per questo giocatore che in pochi mesi ha conquistato tutti a suon di prestazioni importanti, gol e assist come quello per Sacchi che ieri sera ha fruttato il 3 a 3.

SACCHI: 7.5

Lo ammettiamo senza problemi, non ha giocato una delle sue partite superbe come faceva quest’inverno. Ha stentato ad entrare in partita, nel primo tempo ha sbagliato parecchi passaggi facili e non riusciva a spezzare il fiato dopo la lunga assenza (non giocava dal 4 giugno ma in realtà l’ultima partita da titolare era stata la finale di PSC il 23 febbraio). Poi però nella ripresa trova qualcosa dentro di se e si trasforma, sembra il campione di qualche mese fa e della stagione scorsa e la curva comincia a urlare e applaudire fino a che lui non realizza i sogni dei tifosi con due gol che mandano insperatamente l’Olympic a giocarsi la finale ai rigori. Lunedì può definitivamente gettarsi alle spalle tutti i suoi problemi con una coppa che sarebbe una liberazione dopo mesi di sofferenza fisica e psicologica nel vedere i compagni giocare senza di lui.

BALDI: 7

Mezzo voto in più per il bellissimo gol che porta l’Olympic in vantaggio e con cui si congeda dall’Olympic: purtroppo lunedì non ci sarà visto che sabato partirà per le vacanze ma in questa stagione ha già fatto molto tornando dopo tanti mesi senza calcio e riprendendosi il giusto posto nella squadra in cui aveva cominciato un discorso nella scorsa stagione poi interrotto bruscamente a causa dell’infortunio. Sbaglia clamorosamente il suo rigore nella serie finale ma quando tutto finisce è fra i più felici dimostrando grande attaccamento alla maglia.

TANI: 6

Probabilmente è il giocatore meno in forma della rosa in questo periodo ma è giustificato dal fatto che in questa seconda parte di stagione raramente gli infortuni gli hanno dato tregua negandogli continuità fisica e atletica. Nel finale ha la chiara possibilità di portare l’Olympic sul 4 a 3 ma non riesce a battere il bravo estremo difensore dei bianchi di Acilia.

SFORZA: 6.5

Che combattente ragazzi! Certo, sarebbe meglio se migliorasse negli stop e nei passaggi negli spazi stretti della difesa avversaria però combatte, combatte e combatte come nessun attaccante della nostra rosa fa. Non ha occasioni per battere a rete però a fine gara la sua maglia si può strizzare fino a riempirci un catino.

BRUSCO: 7

La stampa aveva caricato la sua convocazione e, suo malgrado, era diventato il gialloblù del momento a causa della bella prestazione contro i The Boys e per l’assenza di Gennari. Lui però non si spaventa per queste grandi responsabilità e conferma di essere in un buon momento. Magistrale nell’azione dell’1 a 0 dell’Olympic quando da il via all’azione dribblando un avversario sulla fascia sinistra, poi si posta sulla destra e serve un assist perfetto a Baldi che gli aveva chiesto lo scambio. Anche nella finale di lunedì scenderà in campo con tanti occhi addosso.

Olympic 2000 – The Boys 5-5

Come promesso ecco l’articolo della partita di ieri! Buonanotte!
MERCOLEDI’ 15 LUGLIO 2009, ORE 20.20
STADIO DELLA MADONNETTA
COPPA UEFA GREEN CUP, GIRONE A, II GIORNATA
OLYMPIC 2000   –  THE BOYS
5-5 (4-1)

MARCATORI OLYMPIC:

3 GENNARI

1 BRUSCO

1 SFORZA

 

Un’Olympic con poche luci e molte ombre ieri sera ha pareggiato contro i The Boys conquistando così la prima piazza del girone A di Coppa UEFA in virtù della migliore differenza reti nei confronti di Imbembo e compagni che contro il Camomilla avevano vinto con soli due gol di scarto (i gialloblù invece avevano ottenuto i tre punti vincendo di quattro reti).

La qualificazione alle semifinali era stata conquistata con un turno di anticipo battendo il Camomilla e il match di ieri serviva solo per assegnare il primo posto del girone ma l’Olympic, invece che confermare quanto di buono fatto vedere la settimana scorsa, ha offerto una prova che non ha accontentato i tifosi.

Stavolta, tanto per cambiare, partiamo dai punti negativi della prestazione contro i The Boys per poi concludere con i pochi fattori positivi.

Innanzitutto cominciamo con il dire che i The Boys hanno giocato tutto il primo tempo in inferiorità numerica poiché tre dei loro giocatori erano bloccati da impegni di lavoro. Ciò ha permesso all’Olympic di giocare ben venticinque minuti con un uomo in più e pure con questa situazione favorevole i gialloblù hanno concluso la prima frazione solo sul 4 a 1 concedendo per di più agli avversari il promissorio 1 a 1.

Perché? E’ presto detto: la squadra è scesa in campo demotivata e deconcentrata sia dalla relativa scarsa importanza dell’incontro che dalle condizioni di svantaggio degli avversari. A questo approccio assurdamente sbagliato dei nostri giocatori si è aggiunta una serata disastrosa del nostro unico difensore di ruolo Rencricca (Ripanucci aveva dato forfait in mattinata per impegni familiari) e i soliti limiti offensivi dei nostri attaccanti ancora una volta evidenziati dal giocatore nello stesso tempo più fuori forma e più sfortunato dell’attuale periodo gialloblù, quel Francesco Sforza che, nonostante sia sbloccato segnando un bel gol, ha ancora una volta gettato al vento tante occasioni vantaggiose.

Come abbiamo detto il primo tempo si è concluso sul 4 a 1 grazie all’iniziale doppietta di Gennari intramezzata dal bel pareggio dei The Boys e ai gol di Brusco e Sforza. Nonostante questo risultato i nostri avversari avrebbero meritato di segnare più gol perché pur giocando con soli quattro elementi in almeno quattro circostanze costringevano Perrone al miracolo.

Nel secondo tempo i The Boys potevano riprendere le ostilità con un uomo in più e altri due ne arrivavano dopo pochi minuti e le sorti della partita si invertivano lasciando presagire che se si fosse giocati per tutti i cinquanta minuti a parità di uomini in campo i nostri avversari avrebbero ottenuto più di un punto.

I The Boys hanno subito pareggiato il conto dei pali colpendone uno a inizio ripresa (Sforza ne aveva colpito uno nel primo tempo) e hanno segnato due reti prima che Gennari sfruttasse un geniale assist di Brusco per portare l’Olympic sul 5 a 3.

Quando sembrava che l’estrema sofferenza di Perrone e compagni potesse comunque servire a portare a casa un’immeritata vittoria gli avversari sono riusciti a trovare il quarto e il quinto gol legittimando un risultato reso comunque intuibile da altri due pali e da una traversa colpita dai giallorossi.

Il gol del cinque a cinque arrivava in pieno recupero infatti l’arbitro non faceva nemmeno ricominciare il gioco dopo che la palla superava Perrone per la quinta volta.

La cronaca della gara si conclude con le calorose strette di mano tra i giocatori di Olympic e The Boys, autori di un match corretto e pieno di fair play. Sperando che vi sia chiaro ciò che è stato negativo all’interno della partita dei nostri ragazzi elenchiamo velocemente i punti positivi della serata: la forma di Perrone, elegante e reattivo tra i pali, l’esuberanza di un Brusco mai così attivo ed efficace, la concretezza di un Gennari sempre più vicino alla Scarpa d’Oro 2009 e il gol di Sforza che speriamo rappresenti il colpo di coda della stagione di questo attaccante tanto discusso.

E ora le semifinali!

 

NOTE: serata caldissima. Spettatori, circa 10.

PAGELLE

PERRONE: 6.5 cap.

Il gattone gialloblù è in forma mondiale e non si contano le volte che ipnotizza gli avversari che lo sfidano a singolar tenzone nell’uno contro uno. Servo i rinforzi per batterlo.

RENCRICCA A. : 5

Forse qualcuno lo ha convinto che si trattasse di una amichevole in famiglia perché il nostro libero si comporta come di solito fa nei test match. E’ svogliato, deconcentrato, perennemente fuori posizione e lascia libero il passo agli attaccanti giallo rossi tante, troppe volte. Sbaglia totalmente approccio alla gara e quando se ne accorge vuole strafare per rimediare con risultati ancora peggiori per i compagni (soprattutto Sforza) che troppe volte attendono vanamente un passaggio da lui. Stracciamo questo Rencricca e lo buttiamo nel cestino.

BALDI: 5.5

L’improvviso forfait di Ripanucci costringe Baldi a giocare per tutta la partita nel ruolo di difensore. Benino in fase di proposizione, meno in fase difensiva dove si fa sfuggire l’uomo in occasione del secondo gol dei The Boys.

Come nella scorsa stagione gli manca un qualcosa di piccolo ma decisivo per diventare un giocatore importante, veramente importante.

BRUSCO: 6.5

La sorpresa della serata poco felice per l’Olympic è la prestazione di Brusco, probabilmente in migliore in campo visto che gioca con ottimi risultati sia in fase difensiva, in fase di impostazione (bellissimo l’assist per il quinto gol gialloblù di Gennari) che realizzativa. La perla della serata è il gol da vero centravanti d’area, quarto stagionale in gare ufficiali, ma i tifosi lo hanno a lungo inneggiato per la sicurezza che ha dimostrato.

A noi invece è piaciuto per lo sguardo da tigre che aveva e potrebbe aver convinto la società a convocarlo per sostituire Bisogno (che sarà sicuramente assente) in semifinale.

SFORZA: 5.5

Gol, gol, gol! Ci voleva! Il numero 21 dell’Olympic non segnava in gare ufficiali dal 12 maggio scorso e questo digiuno stava diventando una pericolosa malattia. Era a secco da un mese esatto e speriamo che il gol serva a dargli la spinta decisiva per una finale di stagione in crescita rispetto al trend attuale in cui dimostra tanta generosità ma pochissima lucidità.

GENNARI: 6.5

Il nostro bomber qualche gol lo fa sempre: stavolta sono tre e con questi siamo a quota otto in sole due gare di Coppa UEFA, reti che significano un distacco di ben quattro lunghezze da Rencricca nella classifica parziale della Scarpa d’Oro. Scommettiamo che allo stesso Rencricca non dispiacerebbe perdere di nuovo questo trofeo se ciò volesse dire conquistare la Coppa UEFA grazie ai gol di Gennari!

Olympic 2000 – Camomilla 7-3

Ecco a voi il commento e le pagelle della partita di ieri sera!
VENERDI’ 10 LUGLIO 2009, ORE 21.30
STADIO DELLA MADONNETTA
COPPA UEFA GREEN CUP, GIRONE A, PRIMA GIORNATA
OLYMPIC 2000   –   CAMOMILLA
7-3 (3-1)

MARCATORI OLYMPIC:

5 GENNARI

1 A. RENCRICCA

1 RIPANUCCI

 

La partita di ieri è stata lo specchio di tutta una stagione, anzi degli ultimi cinque anni dell’Olympic infatti la prestazione dei gialloblù contro il Camomilla ha evidenziato i soliti pregi e i soliti difetti della nostra squadra: decisa, volenterosa, caparbia, a volte anche bella da vedere ma irrimediabilmente, inevitabilmente, sprecona sotto porta.

Ieri è andata bene un po’ perché l’avversario di turno ci era decisamente inferiore poi perché era quasi un mese che non portavamo a casa una vittoria sul campo e c’era tanta voglia di tornare a sorridere.

Inoltre l’occasione era ghiotta perché nella prima giornata del nostro girone di UEFA i The Boys avevano battuto 2 a 0 il Camomilla quindi all’Olympic, approfittando del fatto che il nostro raggruppamento è composto da sole tre squadre a causa del ritiro dell’Impicci Team, sarebbe bastato portare a casa una vittoria per ottenere matematicamente il pass per le semifinali.

Così è stato nonostante qualche difficoltà di troppo che ci siamo auto inflitti sbagliando tantissimi gol praticamente fatti ma alla fine abbiamo onorato la gara dell’Olympic numero 600 con una vittoria che ci ridà morale e fiducia in vista non solo delle semifinali ma anche della sfida contro i The Boys di mercoledì prossimo in cui dovremmo cercare di non uscire sconfitti per guadagnare il primo posto del girone ed evitare, in via teorica, la squadra più forte del girone B.

L’Olympic ieri sera è potuta scendere in campo in formazione tipo, o perlomeno nella formazione tipo della Green Cup, torneo in cui non abbiamo mai potuto sfruttare il miglior Sacchi, quasi sempre infortunato. Contro il Camomilla la Pigna d’Oro 2008 sarebbe dovuta essere disponibile e il provino che il giocatore aveva sostenuto martedì scorso sembrava confermare questa impressione invece all’indomani del test Gianluca aveva accusato ancora forti dolori che lo avevano spinto a dichiarare alla stampa che la sua stagione probabilmente era finita lì.

Quindi con Baldi, Santolamazza, Tagliaferri e appunto Sacchi indisponibile L’Olympic si è schierata con Perrone in porta, Rencricca e Ripanucci in difesa e Gennari, Sforza, Bisogno in attacco. Sorpresa della vigilia era la convocazione di Tani, recuperato dall’infortunio subito nel finale del test match in famiglia del 22 giugno.

La partita è cominciata con una buona mezz’ora di ritardo a causa del ritardato arrivo del direttore di gara ma dopo neanche cinque secondi dal fischio d’inizio l’0lympic è passata in vantaggio con un’azione partita dal dischetto dal centrocampo e terminata in porta da un Ripanucci bravo a piazzare il colpo vincente dopo la triangolazione con Gennari.

Il bomber di Fiumicino dopo aver regalato al compagno di squadra l’assist appena descritto ha poi personalmente punito per due volte il portiere del Camomilla portando i gialloblù al triplo vantaggio ma anche sul 3 a 0 l’Olympic è riuscita a complicarsi la vita.

Mettiamo in un calderone un palo di Sforza e un clamoroso errore a porta vuota dello stesso attaccante, un paio di tiri sbilenchi di Bisogno e una toppa colossale dell’arbitro che concedeva un gol irregolare ai nostri avversari e abbiamo la ricetta perfetta della tipica partita dell’Olympic che nonostante la superiorità non chiudeva la pratica e permetteva al Camomilla di tenere alto il morale e con esso la convinzione di poter recuperare.

Anche i primi minuti della ripresa hanno visto i nostri “cuochi” cucinare lo stesso piatto per un bis quasi diabolico. Stavolta gli errori di Tani e ancora di Bisogno e Sforza hanno fatto da preludio al fortuito gol del 3 a 2 del Camomilla e lì i tifosi hanno cominciato a mugugnare.

Alla fine ci ha pensato San Gennari a sistemare le cose con altri tre gol uno più bello dell’altro (intervallati dalla rete del 5 a 3 del Camomilla) che hanno abbattuto le velleità dei nostri avversari che comunque, proprio come nella gara giocata nella prima fase e vinta dai nostri per 5 a 0, si sono dimostrati inesperti, acerbi, sconclusionati.

Rencricca ha chiuso le danze con un gol segnato nei due minuti di recupero ma la vera differenza tra le due formazioni alla fine, oltre alla serata di grazia di Gennari, l’ha fatta la differenza di motivazioni e di grinta. Sforza e Bisogno hanno si sbagliato vagonate di gol ma non hanno mai smesso di pressare e mordere le caviglie degli avversari contribuendo nettamente alla fase difensiva gialloblù.

In fondo i nostri attaccanti sbagliano parecchio ma possiamo anche capire che difendendo costantemente in fase di non possesso palla possano perdere lucidità. In definitiva Gennari segna quasi a ogni tiro ma non è chiaro che è anche il nostro giocatore più lucido sotto porta perché il suo apporto difensivo è comunque inferiore rispetto a quello offerto dagli altri tre giocatori offensivi.

La corsa in Coppa UEFA è cominciata bene e speriamo che prosegua meglio.

 

NOTE: serata calda e umida. Spettatori, circa 3. Olympic per la prima volta in campo in una partita ufficiale con le nuove divise gialle del Ventennale.

PAGELLE

PERRONE: 6.5 cap.

Nonostante un misterioso doloretto all’inguine gioca bene dando sicurezza al reparto difensivo. In evidenza nel primo tempo quando fa un paio di parate importanti.

RENCRICCA A. : 7

Parte senza mordente ma era assente da gare ufficiali addirittura dal 9 giugno. Fortunatamente la sua crescita è rapidissima e gli avversari non riescono mai a creargli problemi. Segna un bel gol nel finale ma nonostante ciò Gennari lo supera nella classifica provvisoria della Scarpa d’Oro 2009.

RIPANUCCI: 7

Se il comitato organizzatore della Pigna d’Oro 2009 decidesse di abbassare il numero di partite necessarie per concorrere all’ambito trofeo allora Ripanucci diventerebbe un serio rivale per Sacchi e Rencricca.

Anche ieri ha offerto una prova senza ombre dimostrando grinta, determinazione e soprattutto la sua migliore qualità, una lucidità in ogni situazione di gioco. Emblematico il gol dell’1 a 0 dopo appena dieci secondi di gioco: triangolo con Gennari e piattone preciso indirizzato lì dove il portiere non può arrivare.

BISOGNO: 6

Non possiamo che confermare quanto detto in sede di commento: pressa a tutto campo i giocatori del Camomilla permettendo alla squadra di difendere costantemente con tre quattro elementi però quando si tratta di rifinire l’ultimo passaggio in area di rigore o di concludere personalmente da vita alla fiera degli orrori calcistici. Assist fuori misura, esitazioni fatali e tiri sparati addosso al portiere o fuori. Servono più gol dai compagni di reparto di Gennari per alzare la Coppa UEFA.

SFORZA: 6

Copia carbone di quanto detto per Bisogno: pressa tantissimo e ruba decine di palloni dai piedi avversari però Sforza è soprattutto un attaccante e da lui vogliamo tiri, gol, emozioni! Un paio di gol sbagliati ci hanno ricordato le peggiori giocate italiane di Bergkamp e Kluivert però è stato anche sfortunato come in occasione del palo colpito nel primo tempo dopo una bellissima giocata per liberarsi al tiro.

GENNARI: 7

Uno, due, tre, quattro e cinque: è questa la tabellina del gol dell’Olympic che vince questa importante partita grazie a Gennari che trasforma in oro tutte le palle che gli arrivano dalle retrovie. Due reti sono addirittura da cineteca per la potenza con cui resiste alle cariche dei difensori in maglia arancio, la classe con cui si libera al tiro e la precisione con cui trova sempre l’angolo giusto per superare il portiere. Con questa cinquina arriva a quota 27 gol in gare ufficiali in questa stagione e sopravanza Rencricca di una lunghezza nella classifica della Scarpa d’Oro.

TANI: 6

Assente dal 12 maggio in gare ufficiali a causa di vari infortuni che gli avevano permesso di giocare solo in partite dal livello agonistico basso come quelle del Ventennale o nei test match in famiglia. Dopo due mesi però rientra in una partita importante e negli scampoli di gara in cui è in campo nella ripresa è il solito Tani: generoso, grintoso ed estroso come piace ai suoi tifosi.