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Olympic 2000 – Moviola 5-6

Buon pomeriggio a tutti. Ecco il commento e le pagelle dl derby di ieri sera, un derby amaro per tutti noi gialloblù. Il sito verrà invece aggiornato con l’album fotografico dell’incontro in tarad serata, quando una delle nostre fotografe ufficiali, Simona Freddi, ci invierà il materiale.
GIOVEDI’ 28 MAGGIO 2009, ORE 21
STADIO DELLA MADONNETTA
GREEN CUP, PRIMA FASE, XI GIORNATA
OLYMPIC 2000   –   MOVIOLA
5-6 (1-4)

 

MARCATORI OLYMPIC:

3 BISOGNO

1 RIPANUCCI

1 SACCHI

 

Neanche il derby con il Moviola è servito per dare all’Olympic motivazioni, grinta, determinazione o perlomeno non nei “primi” trentacinque minuti di gioco ovvero il periodo in cui i ragazzi di Daniele rossi hanno imperversato in lungo e in largo nella difesa gialloblù.

E’ stata una partita strana, piena di contraddizioni per un’Olympic che cercava il riscatto dopo il KO contro il West Ham e soprattutto punti per una qualificazione alla Champions League che, nonostante le tante partite perse, rimane ancora possibile. Le contraddizioni mostrate dagli uomini capitanati da Perrone sono state innanzitutto palesi sul piano psicologico perché è vero che la squadra ha subito quattro gol nel primo quarto d’ora di gioco ma poi è riuscita a rialzarsi e, trascinata da un Bisogno in formato Confederations Cup è arrivata, è arrivata ad un soffio da un pareggio che sarebbe servito a poco per la classifica ma molto per il morale sia dei giocatori che dei tifosi che invece hanno abbandonato la Madonnetta mesti e delusi.

I sostenitori gialloblù tenevano molto a questa partita per evidenti ragioni: era un derby storico, tradizionale, con due precedenti in finali di Coppa UEFA con una vittoria per parte ma evidentemente il Moviola è stato più bravo a trovare le motivazioni per uscire dal proprio personale periodo storto.

Proprio per tentare di sfuggire ad una classifica ancor meno esaltante di quella dell’Olympic il Moviola scendeva in campo con la miglior formazione possibile mentre i gialloblù, nonostante le assenze di Rencricca, Tani e Sforza, potevano schierare comunque sette giocatori di tutto rispetto tra i quali figurava il nome di Gianluca Sacchi, al rientro dopo più di tre mesi.

Oltre ad un approccio alla gara ormai divenuto tristemente abituale i nostri ragazzi si sono resi colpevoli anche degli stessi errori in fase difensiva a cui ci stiamo abituando: gli avversari scendono in tre e un giocatore proveniente dalle retrovie riesce sempre a beffarci convergendo verso il centro e battendo Perrone. Non riusciamo ad uscire da queste situazioni che ormai sembrano replay della stessa azione. Non riesco proprio a spiegarvi il perché senza tornare alle conclusioni tratte dopo le batoste subite da West Ham, New Team, Real e chi più ne ha più ne metta.

L’unico gol gialloblù della prima frazione lo segnava Gianluca Bisogno che ieri sembrava Cristiano Ronaldo o forse solo se stesso quando decide di azionare quel quid in più che spesso dimentica di avere. Il numero 7 era bravissimo a cogliere in contro tempo il portiere del Moviola con un destro a brucia pelo scagliato subito dopo un contrasto vinto con un difensore.

Si andava al riposo così, con i nostri giocatori arrabbiati con se stessi per i tanti errori.

Nel secondo tempo è andata globalmente meglio anche se la necessità di scoprirsi della nostra difesa ha permesso al Moviola altre due segnature evitabili. Il tennistico passivo di 6 a 1 a un quarto d’ora dalla fine è stata la goccia che ha fatto debordare il vaso delle coscienze dei nostri giocatori che finalmente hanno deciso di mettere la quarta.

E forse in questa fase della gara i tifosi si sono arrabbiati ancora di più con la nostra squadra perché l’Olympic riusciva a mettere alla frusta gli avversari e i gol arrivavano uno dopo l’altro. Bisogno segnava il secondo e il terzo gol intervallati dal gol di Ripanucci mentre a quattro minuti dalla fine Sacchi segnava su rigore il quinto gol.

Nel frattempo il Moviola aveva il suo bel da fare per arginare i nostri attacchi e le ripetute irregolarità su Sacchi e Bisogno facevano arrivare il contatore dei falli a cinque. Purtroppo i nostri giocatori non riuscivano a guadagnarsi il sesto fallo necessario per ottenere il tiro libero e nel recupero prima Baldi colpiva una clamorosa traversa mentre Ripanucci sprecava un’ancora più clamorosa occasione da solo davanti al portiere.

Finiva così il quarto derby ufficiale della stagione dopo quello vinto in PSC contro lo stesso Moviola e i due persi contro la Svezia. Il Moviola festeggiava mentre l’Olympic, proprio come la statua del pensatore, si interrogava senza risposta sulla propria involuzione e sugli ancora più misteriosi modi di uscire da un tunnel lungo e buio.

 

NOTE: serata calda. Spettatori, circa 3.

PAGELLE

PERRONE: 6 cap.

A parte un difetto di reattività sulla quarta rete del Moviola argina bene gli attacchi avversari. Ingaggia un vero e proprio duello con Diego Ugolotti che già, con la maglia del Pizza & Fichi, aveva strappato all’Olympic il torneo Kristall nella finale persa ai rigori del 27 luglio 2004.

SACCHI: 6

Rientra dopo tre mesi e cinque giorni ovvero proprio dalla finale di Premier Soccer Cup contro la Svezia. Si vede che non è al top, e non potrebbe essere diversamente, però con lui la difesa potrà finalmente tornare quella della prima parte di stagione, o almeno lo speriamo. Segna su rigore il suo 30° gol stagionale ma viene anche ammonito.

RIPANUCCI: 6

In avvio di gara anche lui sbanda come il resto della squadra e ne siamo rimasti stupiti perché raramente questo giocatore sbaglia i movimenti difensivi. Da metà secondo tempo in  poi comunque acquista la solita sicurezza e la sua prestazione in crescendo culmina con la terza rete dell’Olympic segnata con un inserimento preciso.

SANTOLAMAZZA: 5.5

Molta grinta, molto cuore ma commette almeno un paio di errori che portano direttamente il Moviola a segnare. Ci è comunque piaciuto il suo carattere nelle situazioni in cui sembrava che l’Olympic dovesse affondare mentre lui non ha mai rinunciato a mettere la gamba in ogni contrasto.

BISOGNO: 7

Se tutti avessero giocato come lui l’Olympic avrebbe vinto 10 a 0! Riesce a infondere nella sua prestazione tutta la rabbia agonistica, la voglia e la grinta che non era riuscito a trovare nell’altro derby contro la Svezia e vince praticamente ogni contrasto, ogni duello senza considerare la splendida tripletta, un paio di bei tiri sfortunati e il rigore procurato.

Questa prestazione però deve essere un insegnamento in primo luogo per lui perché vorremmo che si rendesse conto che un giocatore che ha queste doti le deve riuscire a esprimere in ogni gara.

BALDI: 5.5

Nonostante si dimostri un po’ lento e soprattutto macchinoso si fa apprezzare per il gioco a centrocampo. Purtroppo non riesce a creare nulla di importante o degno di menzione ma se il tiro finito sulla traversa nel finale fosse entrato adesso staremmo a parlare di un’altra mattinata e altri titoli di giornale.

GENNARI: 5

E’ stato il giocatore più deludente del derby, quello su cui puntava di più la squadra e quello che ha deluso di più. Ammettiamo che ha trovato anche un po’ di sfortuna sulla sua strada ma oggi non sembrava certo l’attaccante che conosciamo ed è stato spesso sostituito senza grossi rimpianti.

It’s derby time!

Buongiorno a tutti amici gialloblù.
Sono passate poche ore dal trionfo del Barcellona in Champions League, i tifosi stanno via via ritornando in Spagna e in Inghilterra ma l’aeroporto di Fiumicino è nuovamente preso d’assalto dai supporters, questa volta dell’Olympic e del Moviola, che stanno accorrendo nella capitale per il derby di stasera.
Il calcio d’inizio è previsto per le 20.50 e l’Olympic, oltre alle previste rinunce di Rencricca e Tani deve fare i conti con un’altra dolorosa defezione. Nella notte infatti Frnacesco Sforza ha comunicato alla società che non ce la farà essendo ancora fortemente influenzato. L’attaccante ha quindi augurato ai compagni un gorssa in bocca al lupo così come avevano già fatto gli altri indisponibili e seguirà la partita da casa.
Ecco quindi la formazione ufficiale che schiererà l’Olympic stasera alla Madonnetta:
1. PERRONE Fabrizio
8. SACCHI Gianluca
16. RIPANUCCI Emiliano
6. SANTOLAMAZZA Alessandro
7. BISOGNO Gianluca
10. BALDI Davide
16. GENNARI Emanuele
E’ in gioco l’onore dell’Olympic e la classifica del girone che per i gialloblù, in caso di sconfitta, si farebbe davvero complicata.
Domani il sito verrà aggiornato, come al solito, con commento, pagelle, foto e commenti dei presenti e degli assenti.
In bocca al lupo Olympic!

OLYMPIC 2000 – WEST HAM 3-7

Buonasera. Ecco a voi finalmente tutto il materiale riguardante la gara di ieri sera, foto comprese.
MERCOLEDI’ 20 MAGGIO 2009, ORE 21
STADIO DELLA MADONNETTA
GREEN CUP, PRIMA FASE X GIORNATA
WEST HAM   –  OLYMPIC 2000
7-3 (3-2)

 

MARCATORI OLYMPIC:

1 GENNARI

1 RENCRICCA A.

1 autorete

 

Una scioccante, assurda, isterica, paradossale altalena, ecco cosa è diventata la stagione dell’Olympic. Una settimana ci troviamo a commentare delle vittorie più o meno meritate e quella successiva dobbiamo giustificare cali di concentrazione, sconfitte laceranti, prestazioni sotto tono.

Qual è la vera Olympic di questa seconda parte di stagione? Quella che vince stentatamente contro il Camomilla, formazione poi subissata di gol da qualsiasi altra squadra partecipante al torneo? Quella che abbatte senza problemi i quotati The Boys? Oppure quella che si fa rimontare e battere da Real Plaza Gasparri e New Team? O ancora quella di ieri sera, che scende in campo in una gara annunciata come un match decisivo e che invece becca tre gol nei primi cinque minuti di gioco?

I tifosi sono stanchi. Stanchi soprattutto di cercare delle spiegazioni da dare ai loro dirimpettai delle squadre avversarie che ingenuamente chiedono: “Scusate, ma quella non è l’Olympic, la squadra arrivata seconda in Premier Soccer Cup?

Si siamo l’Olympic, siamo proprio noi che appena tre mesi fa abbiamo perso la finale della PSC arrivando all’atto conclusivo del torneo vincendo otto partite consecutive.

Siamo sempre noi che abbiamo cominciato la Green Cup un po’ in sordina e che abbiamo dato l’impressione di poter fare a meno per un po’ dell’infortunato Sacchi. Siamo noi che adesso non riusciamo a vincere due partite consecutive per dare un senso alle nostre ambizioni di Champions League.

Sia chiaro: l’Olympic qualche attenuante ce l’ha perché rispetto alla fase conclusiva della PSC abbiamo un Sacchi in meno. E poi ieri abbiamo dovuto rinunciare a Tani (per lui rottura del menisco), a Ripanucci (assente per motivi personali) e Santolamazza, che avrebbe potuto aiutare Rencricca a rafforzare il reparto difensivo.

Contro il West Ham quindi siamo costretti a schierare Perrone in porta, Rencricca centrale di difesa e Gennari unica punta con Baldi, Brusco, Sforza e Bisogno che cercavano di giocare sulle fasce per costruire un assetto a rombo.

L’avvio di gara è stato tremendo, un film dell’orrore senza zombie né mostri ma solo giocatori avversari che in tre azioni consecutive hanno trovato altrettanti reti andando sul 3 a 0.

Due errori difensivi e l’unica cavolata nella partita di Perrone hanno così creato un gap tra l’Olympic e il West Ham, un gap che una volta tornati in noi abbiamo cercato di colmare arrivando ad un soffio dal compimento dell’impresa.

Un gol di Rencricca e un’autorete ci hanno permesso di andare al riposo sul 2 a 3 ma era fin troppo evidente che quelli del West Ham creavano occasioni su occasioni mentre i nostri faticavano immensamente per poi sparacchiare tiri deboli addosso all’estremo difensore nero blu.

Qualora qualcuno fosse arrivato in ritardo allo stadio e si fosse perso i primi cinque minuti di defaillance gialloblù niente paura perché a inizio ripresa i nostri replicavano. Due reti del West Ham chiudevano in anticipo la pratica e altrettanti pali colpiti a botta sicura dai nostri avversari facevano capire la differenza di concentrazione e convinzione che c’era tra le due squadre. E’ finita 7 a 3, con Gennari che segnava il suo 21° centro nel torneo e il West Ham che confermava la sua posizione di classifica, un terzo posto che esclude gli Hammers dal rischio di “retrocessione” in UEFA.

A beneficio di chi pensa che ci sia spazio solo per le critiche all’Olympic elenchiamo subito l’attenuante a nostro carico ovvero l’assenza di tanti titolari. Analogamente non posso esimermi dall’elencare anche i difetti di questa squadra, difetti che ormai stanno diventando vere e proprie patologie. Primo fra tutti la mancanza di carattere di questa squadra: come si fa a sbagliare approccio ad una partita importante come questa? Come si fa a ripetere lo stesso errore anche a inizio secondo tempo? Come si fa a perdere la quasi totalità dei contrasti e a sbagliare decine di occasioni da rete spesso per mancanza di coraggio?

Punto il dito contro l’Olympic ricordando lo spirito indomito che ci ha sempre contraddistinto e che ora ci sta fatalmente mancando. Manca qualcuno che suoni la carica, un leader in campo, un Guarino che sproni i compagni a non mollare mai.

Serve qualcuno che ricopra questo ruolo o basta semplicemente che ognuno di noi trovi un Guarino dentro di se?

Spero che la soluzione sia quest’ultima ipotesi.

 

NOTE: serata molto calda. Spettatori, circa 20.

PAGELLE

PERRONE: 6 cap.

Parare un pallone facile, farselo sfuggire sotto le gambe e vedere la sfera entrare in porta e un bel colpo a livello psicologico e dimostra che anche il capitano non è entrato in campo con il giusto spirito poi però il numero 1 gialloblù inanella parate su parate e alla fine risulta decisivo per evitare perlomeno un passivo più rotondo.

RENCRICCA A. : 6

Il giorno precedente alla partita il medico gli diagnostica la rottura del menisco e la lesione del crociato subite in seguito all’infortunio del 10 giugno 2008. Nonostante questa ferale notizia il nostro libero scende in campo ugualmente e offre una prova sufficiente nella quale ha spesso cercato di tenere unite le maglie della difesa gialloblù. Fa quel che può e nel finale, a partita ormai compromessa, va in panchina giustamente a rifiatare. Ha realizzato il suo gol numero 90 in gare ufficiali.

BALDI: 5.5

A causa dell’emergenza difesa Baldi viene convocato per la seconda volta in otto giorni e viene rispolverato come difensore, ruolo nel quale aveva cominciato la sua carriera in gialloblù. Nonostante gli innegabili in errori la sua prova non è totalmente da buttare e fa ben sperare per il futuro, speriamo vicino visti i risultati dell’Olympic di questi tempi.

BISOGNO: 5

Un giocatore totalmente irriconoscibile rispetto a quello decisivo della stagione scorsa e a quello spesso determinante nella PSC. Corre poco e male, sbaglia moltissimo, difetta di concentrazione e soprattutto di carica agonistica quando basterebbe semplicemente quest’ultima dote per dare un senso alla sua partita. Non gli imputiamo gli errori in fase difensiva perché riconosciamo la scarsa attitudine al ruolo ma da lui pretendiamo più grinta e più cuore.

BRUSCO: 5.5

L’infortunio di Tani schiude le porte dell’Olympic al nostro attaccante argentino che viene schierato per esigenze di formazione in posizione di esterno. Alla fine della serata possiamo non possiamo dire che abbia demeritato né che abbia impressionato però non possiamo negare che si sia impegnato in entrambe le fasi di gioco. Per raggiungere la sufficienza però serve qualcosa di più.

SFORZA: 5

Leggermente più attivo di Bisogno anche se alla fine ottiene più o meno gli stessi risultati ovvero una valanga di errori nei passaggi, negli appoggi e in zona gol e a lui che è un attaccante non possiamo proprio perdonare la bassissima percentuale di gol rispetto alle occasioni avute. Il giocatore appare stanco e fuori forma e forse il motivo della sua scarsa vena è tutto lì.

GENNARI: 6

Sorregge praticamente da solo non solo il reparto avanzato ma anche il centrocampo visto che la palla da Perrone o da Rencricca spesso arriva direttamente a lui sulla linea mediana e viene poi portata nei pressi dell’area di rigore avversaria purtroppo con fortune alterne. Segna un solo gol ma il lavoro svolto da Emanuele è così imponente e faticoso che il giocatore merita comunque gli applausi del pubblico e la clemenza della nostra critica.

OLYMPIC 2000 – NEW TEAM 7-9

MERCOLEDI’ 6 MAGGIO 2009, ORE 20.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GREEN CUP, PRIMA FASE, VIII GIORNATA
OLYMPIC 2000   –   NEW TEAM
7-9 (4-3)

 

MARCATORI OLYMPIC:

4 GENNARI

1 RENCRICCA A.

1 SFORZA

1 TANI

 

Incompiuta: è questo l’aggettivo che rimbomba nelle frastornate menti dei tifosi gialloblù dopo l’ennesima sconfitta dell’Olympic. Incompiuta perché neanche questa volta la squadra è riuscita a fare un salto di qualità, incompiuta perché sarebbe bastato un pizzico di impegno e concentrazione in più per avere la meglio sui ragazzini in maglia verde della New Team e infine incompiuta perché l’Olympic cade sempre, immancabilmente sugli stessi errori.

Errori di schieramento, errori di disimpegno, errori sotto porta, errori in marcatura. Errori che ci stanno costando caro in questa Green Cup che potrebbe riservarci un buon finale di stagione e che invece, al momento, sembra spalancarci di fronte le porte della Coppa UEFA, un torneo minore per formazioni deluse che macchierebbe quanto di buono fatto nella prima metà di stagione quando l’Olympic volava fino alla finale di Premier Soccer Cup.

L’Olympic di ieri sera non ha scusanti: la sconfitta è maturata contro una squadra che si basava interamente sui singoli, tatticamente fragile e che lasciava moltissimi spazi ai nostri giocatori. L’Olympic invece è scesa in campo senza mordente, senza compattezza, soprattutto dietro dove sarebbe servita una prova di solidità mentre in avanti si è sbagliato, come al solito, moltissimo.

E non possiamo recriminare sulla sfortuna o sul destino avverso se pur sbagliando tanto in difesa arriviamo in zona gol almeno trenta volte segnando la miseria di sette gol.

Non possiamo neanche lamentarci sull’assenza di Ripanucci, sostituito da un Santolamazza non a livelli eccelsi né sull’ormai lungodegenza di Sacchi. Lo sapete perché? Perché, lo ripeto, per arrivare alla vittoria sarebbe bastato che tutti avessero dato un 1% in più. Con questa certezza è normale venire attanagliati dal senso di incompiutezza.

Si è cominciato con il vantaggio degli avversari, il pareggio di Gennari, il nuovo vantaggio del bomber gialloblù e l’Olympic che chiudeva la prima frazione sul 4 a 3 grazie alle reti di Alessandro Rencricca e Francesco Tani.

Abbiamo quindi chiuso i primi venticinque minuti di gioco in vantaggio di un gol, un vantaggio nato dal fatto che i gialloblù, pur giocando male, avevano fatto comunque valere la maggiore esperienza di trentenni fatti e compiuti. Inoltre Perrone era in stato di grazia e in un paio di circostanze ha parato tutto il parabile e qualcosa di più frustrando le velleità degli avversari.

Poi nella ripresa il patatrac: La New Team pareggiava e passava in vantaggio mentre l’Olympic arrancava rimanendo al passo, pareggio dopo pareggio durante una fiera del gol sbagliato che aveva del grottesco.

A cinque minuti dalla fine il definitivo vantaggio dei bianco verdi, un vantaggio a cui i gialloblù non riuscivano a trovare rimedio e che poco dopo l’arbitro rendeva irrimediabile fischiando la fine dei giochi.

I giocatori dell’Olympic uscivano dal terreno di gioco a testa bassa, sotto i fischi del pubblico, addirittura coperti dalle urla di gioia dei giocatori avversari che forse nemmeno riuscivano a credere di aver battuto i finalisti della PSC semplicemente battendo in contropiede una squadra che non li marcava a dovere.

Le porte della Champions sono un po’ più chiuse di quanto lo fossero ieri e si sente già lo spiffero d’aria dal portone spalancato sulla UEFA.

 

NOTE: serata primaverile. Spettatori, circa 20

PAGELLE

PERRONE: 6 cap.

Ottima partita nonostante un infortunio muscolare con cui comincia la gara e che peggiora nei cinquanta minuti di gioco che si rivelano piuttosto movimentati per il portiere gialloblù. E’ tornato l’estremo difensore di qualche anno fa ma ora dovrebbe prendersi un periodo di riposo altrimenti rischia un lungo stop.

RENCRICCA A. : 5.5

A parte il solito assurdo nervosismo (lesivo per la squadra che di fronte al suo mood reagisce sempre sprofondando invece che reagendo alle difficoltà) offre una prova appena sotto la sufficienza. Segna un gol nel primo tempo ma nel finale l’attaccante della New Team che segna il gol decisivo lo supera con troppa facilità.

SANTOLAMAZZA: 5.5

Assente dalla seconda giornata (24 marzo contro i The Boys) se la cava d’esperienza finché l’Olympic mantiene una parvenza di assetto tattico, quando poi gli schemi saltano non riesce più ad arginare i veloci e sbarbati attaccanti bianco verdi.

TANI: 5

Una prestazione che dalla prossima stagione (quando i voti prevederanno + e -) valuterei con un 5+ per l’impegno, la determinazione leggermente maggiore rispetto a altri compagni e qualche buona giocata. Segna un gol nel primo tempo, il terzo in Green Cup, mentre nel secondo tempo cala vistosamente.

BISOGNO: 5

Debilitato dagli antibiotici che sta prendendo per i denti non sarebbe, forse, dovuto scendere in campo. A parte la corsa, che appare sempre scarsa e innaturale, sbaglia una mole impressionante di occasioni e passaggi in attacco.

SFORZA: 5

Al rientro dopo due gare in cui era mancato prima per turn over poi per impegni personali. E’ apparso molto affaticato e in debito di ossigeno e il gol segnato nel secondo tempo non salvano la sua prestazione davvero deficitaria.

GENNARI: 6

Quattro gol che avrebbero dovuto permettere all’Olympic di vincere questa partita i tranquillità e che invece rappresentano solo un grande rimpianto. Unica soddisfazione la scalata alla classifica cannonieri e il raggiungimento della top ten dei marcatori all time gialloblù in gare ufficiali. Ora è a quota 46 reti in compagnia di Bisogno e Sacchi.

Olympic 2000 – Lido di Roma 6-3

GIOVEDI’ 30 APRILE 2009, ORE 20.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GREEN CUP, PRIMA FASE, VII GIORNATA
LIDO DI ROMA   –   OLYMPIC 2000
3-6 (0-1)

 

MARCATORI OLYMPIC:

3 GENNARI

1 BISOGNO

1 BRUSCO

1 RIPANUCCI

 

Il forte rimpianto accusato dopo la sconfitta contro il Real della settimana scorsa ha lasciato il posto alla gioia per l’affermazione di ieri sera contro il Lido di Roma che ha sbilanciato il ruolino dell’Olympic in questa Green Cup a favore delle vittorie. Dopo sette giornate infatti i gialloblù hanno riportato quattro vittorie e tre sconfitte. Purtroppo due di queste sconfitte sono arrivate contro dirette avversarie per la qualificazione in Champions League mentre questi tre punti appena guadagnati erano di quelli obbligati nella tabella di marcia gialloblù in questa prima fase del torneo.

L’avversario di ieri si presentava infatti con appena quattro punti in sei partite ed era reduce da un misero pareggio contro la cenerentola Camomilla eppure, come il calcio continuamente insegna, ogni partita è a se stante e quella che si è vista ieri tra Olympic e Lido e Roma è sembrata tutto fuorché una sfida tra una squadra finalista della Premier Soccer Cup e una formazione di bassa classifica.

La formazione del Lido di Roma infatti da poco aveva subito un drastico rimpasto e quella scesa in campo ieri contro l’Olympic era una squadra quasi irriconoscibile per i tanti nuovi acquisti che ne decisamente avevano aumentato il tasso tecnico.

Alla fine è stato comunque decisivo il maggior tesso tecnico della nostra squadra e soprattutto la mancanza di amalgama dei nostri avversari che pur uscendo sconfitti da cinquanta minuti di gioco agonisticamente validi hanno dimostrato di poter competere almeno per un buon piazzamento nella coppa di consolazione ovvero quella che accoglierà le squadre classificatesi dal nono al sedicesimo posto.

Come ricorderete questo match avrebbe dovuto giocarsi lunedì scorso ma poi era stato rinviato a ieri a causa della forte pioggia abbattutasi su Acilia e per la conseguente impraticabilità del terreno di gioco. Purtroppo due giocatori inseriti nella prima lista di convocati hanno dovuto rinunciare alla seconda chiamata per impegni personali e così insieme ai confermati Perrone, Rencricca, Ripanucci, Bisogno e Tani la società convocava Gennari per sostituire Sforza e Juan Esteban Brusco per sostituire Santolamazza dopo che anche Tagliaferri e Davide Baldi si erano dichiarati indisponibili.

Fin dalle prime battute l’Olympic ha evidenziato qualche difficoltà infatti la squadra, pur messa bene in campo con un rombo molto basso, faticava a contenere gli avversari che prendevano coraggio e arrivano più volte alla conclusione trovando però sulla loro strada un Perrone in forma.

L’Olympic ci ha messo circa dieci minuti a carburare e pur con molte difficoltà ha sfiorato la rete con Tani, Ripanucci e Gennari prima che la fortuna aiutasse i nostri a passare in vantaggio: la Dea Bendata si presentava infatti sotto forma di deviazione sotto porta che permetteva al tiro di Bisogno di diventare imparabile.

Si andava così al riposo sull’1 a 0 ma con tanti dubbi sulla tenuta della formazione gialloblù, dubbi che venivano confermati dal pareggio dei nostri avversari che concludeva una fase in cui il Lido di Roma metteva alla frusta il nostro quintetto. Il repertorio di errori grossolani dei nostri giocatori era vasto e vario ma come abbiamo già preannunciato è stato decisivo la maggior qualità dei nostri ragazzi che hanno saputo quagliare nei momenti decisivi dell’incontro facendo virare le sorti dell’incontro a nostro favore.

Il 2 a 1 arrivava grazie al nostro insostituibile bomber Gennari che trovava la sua undicesima rete nel torneo grazie ad un assist di Bisogno. Poco dopo toccava a Bisogno servire l’ultimo passaggio a Gennari per il 3 a 1 mentre una deviazione decisiva della parte meno nobile del corpo di Rencricca permetteva agli avversari di battere per la seconda volta Perrone.

Il break decisivo dell’incontro lo realizzava Emiliano Ripanucci che trovava la sua dodicesima segnatura stagionale su assist di Gennari e confermandosi come l’uomo più continuo di questa seconda parte di stagione. I tifosi sul 4 a 2 cominciavano a rilassarsi nonostante qualche svista della nostra difesa a cui però Perrone metteva una pezza in extremis e poco più tardi anche Sforza e Santolamazza potevano rilassarsi sul divano di casa assistendo al terzo gol di Gennari che deviava di testa un bellissimo assist di Bisogno.

Nel finale c’era gloria anche per il rientrante Brusco che concludeva l’ennesima discesa della sua serata con un gol dei suoi e un secondo prima del fischio finale arrivava la terza realizzazione del Lido che chiudeva il referto arbitrale.

Chi vi scrive non può che essere costretto a dividere il proprio giudizio tra la felicità per questa quarta vittoria nella Green Cup e i tanti dubbi che si moltiplicano dopo aver assistito alle ultime tre uscite dell’Olympic. Deconcentrazione e approssimazione continuano ad accompagnare le nostre prestazioni o perlomeno ci sono dei momenti delle partite in cui la squadra cade in autentici black out e subiamo reti che definire evitabili sarebbe eufemistico.

Rendiamoci conto dell’attenzione che questo torneo richiede per ottenere determinati risultati e diamo un seguito a questa vittoria altrimenti possiamo scordarci di rimanere tra le grandi e accedere alla Champions League.

Per arrivare alla Champions sarà indispensabile che tutti diano il massimo e che ogni giocatore faccia il possibile per aumentare la propria continuità di rendimento visto tutti gli elementi della rosa sono soggetti a dei veri e propri sali scendi nelle loro prove. Chiudiamo con un dato positivo ovvero la prestazione degli outsider infatti anche Juan Brusco ieri sera, al rientro dopo tanta tribuna, ha offerto una prova più che sufficiente così come era successo nell’esordio di Green Cup a Fabio Tagliaferri.

 

NOTE: serata primaverile. Spettatori, circa 20.

PAGELLE

PERRONE: 7 cap.

Per il bene della squadra e almeno per questa stagione deve continuare a giocare come portiere e trovare una continuità in questo ruolo perché ieri è stato decisivo ai fini della vittoria. Si vede che era la sua serata perché in un paio di circostanze in cui non è riuscito a parare i tiri delle fortunose deviazioni con il corpo lo hanno aiutato a non subire gol.

RENCRICCA A. : 5.5

I black out descritti nel commento riguardano anche il difensore di Centocelle che ieri ne è rimasto vittima di uno colossale a inizio di settimana quando con un “eccezionale” velo smarcante ha servito su un piatto d’argento il pareggio al Lido di Roma. La deviazione che mette fuori gioco Perrone in occasione del provvisorio 3 a 2 è solo un caso ma il numero 4 gialloblù non sembra comunque in giornata. Bella invece la discesa conclusa con l’assist a Gennari che realizza il 2 a 1.

RIPANUCCI: 6.5

Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: Ripanucci è in assoluto il giocatore più in forma e più continuo in questo parte della stagione. Praticamente dal suo acquisto nel mercato invernale non ha sbagliato una partita, vanta un ruolino di 12 presenze e 12 reti, tutti in gare ufficiali e tutti decisivi come il gol del 4 a 2 di ieri sera, una rete che ha significato la prima vera svolta nella storia dell’incontro. Sarebbe bello rivedere in campo Sacchi anche per poter schierare qualche metro in avanti Ripanucci che potrebbe in questo modo sfruttare al meglio le sue progressioni e il suo dribbling.

Ammonito nella ripresa per un fallo su un avversario lanciato a rete.

TANI: 5.5

Il fantasista dei Parioli è il giocatore su cui maggiormente punto il dito parlando di continuità riferendomi alla gara di stasera. Contro il Real la settimana scorsa, nonostante la sconfitta dell’Olympic, si era rivelato il miglior gialloblù in campo mentre contro il Lido di Roma non è sembrato infatti in partita sbagliando parecchi passaggi e facendo mancare quel pizzico di convinzione necessaria nei contrasti. Peccato per almeno tre errori in area di rigore, magari con una rete a inizio partita la sua serata sarebbe potuta essere totalmente diversa.

BISOGNO: 6.5

La prestazione del tornante gialloblù non è stata eccezionale per continuità ma il numero sette dell’Olympic ha saputo sfruttare alcune situazioni all’interno della gara che poi si sono rivelate decisive per il risultato finale. Alcuni esempi: il gol dell’1 a 0, il passaggio di prima a chiudere il triangolo con Gennari che segna il 3 a 1 e l’immaginifico assist, ancora per Gennari, che frutta al bomber la rete del 5 a 2, testa alta, tocco sotto, palla che scavalca difensori e portieri e Gennari che la spedisce oltre la linea di testa. Ad un giocatore come Bisogno abbiamo spesso chiesto di essere decisivo e ieri lo è stato!

BRUSCO: 6

Al rientro dopo sette mesi (ultima apparizione il 6 ottobre 2008 in amichevole) gli viene assegnata la maglia numero 10, una casacca che reca in se il peso delle responsabilità e lui, che ha le spalle grosse, si mette d’impegno sulla fascia sinistra e diventa un vero e proprio problema per il centrocampo avversario che viene spesso saltato grazie ai suoi dribbling mancini che creano più volte situazioni di superiorità numerica per l’Olympic. Nel secondo tempo cala atleticamente ma ha la fortuna e la bravura di trovare una splendida rete che vale il suo gol numero 2 in partite ufficiali con l’Olympic. Una cavalcata stile Adriano che porta con se i profumi delle pampas e viene ripagata dai sorrisi di gioia chi ha creduto in lui.

GENNARI: 7

Dove vuole arrivare il nostro attaccante principe? Ieri per la prima volta ce l’ha detto, quasi sussurrandolo, che vorrebbe vincere la classifica cannonieri. Con l’aiuto dei compagni e con questa continuità realizzativa potrebbe anche farcela anche se la concorrenza è agguerrita e storicamente l’Olympic non segna tantissimi gol. Ieri ha segnato una tripletta e deve ringraziare Rencricca e soprattutto Bisogno che gli hanno offerto assist al bacio. Però io sono un perfezionista e ad un giocatore che in sole venti presenze è quasi entrato nella top ten dei cannonieri gialloblù di tutti i tempi (è salito a quota 42, a sole quattro lunghezze da Bisogno e sacchi che sono al decimo posto della graduatoria) chiedo anche un maggiore contributo alla fase difensiva. Non per pignoleria ma perché vedo in Gennari un top player che potrebbe fare grande l’Olympic!