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Olympic 2000 – The Boys 6-2

MERCOLEDI’ 20 LUGLIO 2011, ORE 21.10
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 714
EUROPA LEAGUE CLAUSURA, SEMIFINALE
OLYMPIC 2000 Vs. THE BOYS
6-2 (2-0)

MARCATORI:
2 CASERTA
1 DI MICHELE
1 FORMICONI
1 MONTALDI
1 RENCRICCA A.

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO DOMENICO CASERTA

Di nuovo in finale! Per la terza volta in questa stagione l’Olympic arriva all’atto conclusivo di un torneo e lo fa con una sicurezza e una tranquillità tale da far sembrare l’Europa League un obiettivo riduttivo: si, diciamolo, questa Olympic avrebbe fatto bene anche in Champions, magari non sarebbe arrivata in fondo ma avrebbe lottato alla pari con le grandi della Madonnetta.
Una grande Olympic dicevamo, una squadra che dopo la finale di Europa League del Torneo di Apertura era precipitata in un abisso di brutte prestazioni figlie di una condizione fisica disastrosa. Ricostituire la squadra che aveva battuto gli Autoricambi Bernocchi è stato a lungo impossibile a causa degli infortuni di Caserta e Fantini e dell’indisponibilità di Bisogno. Poi c’è stato l’arrivo di Montaldi e Tarallo e il loro inserimento è stato faticoso. Le cose sono andate malissimo nella prima fase del Clausura per questi motivi e anche perché l’organizzazione aveva formato dei gironi assurdi: quello in cui erano inseriti i gialloblù pieno di formazioni fortissime mentre l’altro pieno di outsider.
Se l’Olympic fosse stata inserita nel girone B si sarebbe quasi certamente qualificata per la Champions ma ora recriminare non serve. Ricordiamoci solo che dopo queste prime sei partite la nostra squadra è stata protagonista dell’exploit in Challenge Cup II, della sofferta semifinale contro i Tamarri, della sfavillante vittoria in finale con il Centro e poi del girone di Europa League.
Stavolta, se possibile è stato più bello arrivare in finale perché questa Europa League è stato un climax di emozioni: all’esordio abbiamo perso contro il White House per un gol preso nei minuti di recupero. Poi c’è stata la vittoria senza patemi nel derby contro il Moviola seguita dalla goleada contro lo Scarfa Prime United che ha dato Ai gialloblù il pass per la semifinale di ieri.
E in semifinale l’avversario da battere era tosto, tostissimo, una delle bestie nere dell’Olympic nelle ultime tre stagioni, i The Boys. Dieci incontri avevano preceduto questa semifinale e in sette occasioni erano stati gli uomini di Della Porta a prevalere. Ieri però la storia è cambiata e forse un po’ l’ambiente gialloblù se l’aspettava: le ultime prestazioni erano state condite da una sicurezza e da una determinazione che, a prescindere dal risultato finale di questo scontro assicuravano una grande prova d’orgoglio e così è stato.
Anche le convocazioni erano state tranquille e senza imprevisti: la squadra che aveva battuto lo Scarfa Prime era stata confermata per intero e come ciliegina sulla torta arrivava la notizia che il Mimmo Meraviglia, Domenico Caserta, sarebbe tornato in campo per questo appuntamento dopo un lungo periodo passato ai box per infortunio.
Cominciava la partita e i The Boys si presentavano con la loro migliore formazione in cui la coppia d’attacco romena formata da Vaduva e Cojocariu rappresentava lo spauracchio maggiore per i tifosi dell’Olympic. Eppure i nostri avversari cominciavano l’incontro senza le due punte di diamante e puntando invece alla solidità difensiva. L’Olympic faticava a trovare le posizioni difensive e rischiava di subire gol proprio quando entrava Vaduva che però a tu per tu con Perrone si faceva ipnotizzare dal nostro capitano.
Poco dopo questo episodio era tempo di gioire per la curva gialloblù che si alzava per applaudire una stupenda combinazione dei nostri due difensori: Formiconi batteva un calcio d’angolo a uscire e Rencricca senza pensarci su tanto colpiva la sfera di prima intenzione trovando l’angolino della porta avversaria. Tutto molto bello, davvero.
Ma le meraviglie erano destinate a continuare perché il raddoppio era già maturo. Stavolta il protagonista era Andrea Di Michele che trovava una prateria sulla fascia destra e da fuori area lasciava partire un missile terra aria che gonfiava la porta dei The Boys.
2 a 0, che Olympic! La prima frazione si chiudeva con questo risultato ma a colpire non erano tanto i due gol di vantaggio quanto l’eccezionale solidità difensiva dell’Olympic che grazie a tutti i suoi componenti impediva agli avversari di avvicinarsi alla nostra porta.
Avreste dovuto vedere le espressioni dei nostri ragazzi nell’intervallo: non sembrava una semifinale in cui stesse giocando l’Olympic, ovvero una di quelle partite tiratissime in cui i nervi saldi fanno la differenza, uno di questi scontri vinti all’ultimo minuto arroccati dietro al più classico dei fortini. A vedere la nostra squadra non sembrava proprio l’Olympic. E quello che è successo a inizio primo tempo è la dimostrazione più eclatante: i The Boys cominciano all’arrembaggio e accorciano le distanze ma i nostri hanno rimesso la palla a centrocampo e un minuto dopo esultavano già per la terza rete. La palla veniva consigliato al neo entrato Domenico Caserta che alla prima occasione di uno contro uno saltava secco Della Porta e scaricava un fulmine in porta. L’esultanza del giovane bomber gialloblù era grande perché in questi due mesi il calcio gli era mancato tanto ma la vera esplosione di gioia c’è stata poco dopo: di nuovo la palla arrivava a Caserta che provava di nuovo uno dei suoi dribbling che ormai possiamo cominciare a definire infallibili visto che anche questa volta il suo marcatore veniva scartato come fosse un cornetto Algida. Quello che è successo dopo il dribbling ve lo descrivo in due momenti: prima Mimmo convogliava tutta la sua forza in un tiro travolgente che gonfiava di nuovo la rete e poi correva senza destinazione e senza capire niente ad abbracciare tutti i compagni. Bellissimo, una di quelle immagini che riconciliano con il calcio.
Il resto fa già parte della storia della nostra squadra: il 5 a 1 realizzato da Formiconi su assist di Di Michele, lo stesso Di Michele che con un gioco di prestigio beffa il suo marcatore sulla fascia destra e serve Bisogno, i The Boys che segnano il secondo gol in contropiede e poi la nostra squadra che chiude la partita con Montaldi che si fa trovare pronto a ribattere in gol una ribattuta del portiere avversario.
Il fischio finale arrivava dopo un minuto di recupero e forse i tifosi si saranno stupiti per la relativamente fredda esultanza di Perrone, Rencricca, Bisogno e degli altri componenti della nostra squadra. Ma chi capisce di calcio avrà capito che l’Olympic ha battuto il suo avversario con una tale serenità e consapevolezza dei propri mezzi attuali che la vittoria è stata quasi una scontata conseguenza di queste sensazioni così positive. La gioia per la vittoria è uguale a quella del passato, cambia il modo in cui è arrivata, senza quella sofferenza che al fischio finale deve essere sfogata in un urlo che rilascia la tensione e lo stress accumulato in cinquanta minuti di battaglia.
Alla finale mancano pochi giorni e questa Olympic, che avrebbe fatto bella figura in Champions League, ha la possibilità di raggiungere la terza coppa stagionale. Una squadra infinita, che non muore mai, che gioca sempre con il cuore in mano. Meraviglioso!

NOTE
CLIMA Serata ventilata
SPETTATORI circa 20
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 6+ cap.
Un centrocampo che fa filtro ai limiti della perfezione e una difesa che alla perfezione è sempre più vicina lasciano al portiere gialloblù poche briciole. Al capitano restano da controllare qualche cross e qualche tiro velleitario. Ogni estremo difensore vorrebbe vivere serate così.

4.RENCRICCA A. : 7
Da sempre, o almeno da quando Rencricca fa parte della squadra gialloblù, ogni prestazione leggendaria dell’Olympic è legata indissolubilmente ad una magistrale prova del Libero di Centocelle, come Alessandro veniva chiamato ai tempi del suo esordio. Questa semifinale con i The Boys non fa eccezione a questa regola non scritta: Rencricca è invalicabile come difensore e apre le marcature con un tiro precisissimo che diventa il suo sigillo numero 40 in stagione.

8.FORMICONI: 6.5
Perfetto anche lui, eroico nei suoi tackle effettuati all’ultimo momento, quando ormai sembra che l’attaccante avversario abbia ormai calciato verso la porta. Trova anche lui una rete importantissima, la quinta, probabilmente il gol che piega definitivamente le resistenze dei The Boys. Per lui è la sesta soddisfazione nel Torneo di Clausura.

6.DI MICHELE: 7-
Una delle sorprese di questa Olympic in versione estiva, un elemento che ha portato vivacità e freschezza ad una squadra che sembrava un po’ logorata dalla tante battaglie di questi dieci mesi di attività ufficiale. Andrea gioca come terzo difensore, come centrocampista esterno, come punta e grazie alla sua classe fa tutto in maniera magistrale. Il secondo gol dell’Olympic è una magia da rivedere all’infinito e nel finale serve a Formiconi un assist con su scritto “spingimi in rete”.

7.BISOGNO: 6.5
Contro i The Boys è stato meno efficace in avanti rispetto alle ultime due uscite contro Moviola e Scarfa Prime ma è stato perfetto dal centrocampo giù. Gli avversari provavano spesso a spostare il gioco sulle fasce ma quando c’era Gianluca a ricoprire il ruolo di terzo difensore non c’è stata davvero trippa per gatti. La sua forma atletica è eccezionale e di fronte a giocatori che da settembre non hanno mai tirato il fiato la differenza è netta.

19.MONTALDI: 6.5
La sua avventura nell’Olympic sta finendo perché dopo la finale rientrerà dal prestito e vestirà di nuovo la maglia della Svezia. La sua prova di ieri è del tutto simile alle tante offerte in questi tre mesi in cui è stato un giocatore dell’Olympic: tanta quantità ma anche tanta qualità, il tutto supportato da un’intensità di gioco che pochi giocatori possono offrire. Chiude le marcature con una rete da vero rapinatore dell’area di rigore.

10.FANTINI: 6
Pochi minuti per lui che ne avrebbe meritato qualcuno in più. La solidità difensiva dell’Olympic comunque è anche merito suo perché quando è al centro dell’attacco il portatore di palla avversario è sempre in difficoltà a causa della copertura e del pressing fatto dal nostro ariete.

11.CASERTA: 7.5
In primavera i giornali avevano scritto che l’Olympic aveva finalmente trovato, dopo tanti anni di ricerca, il giocatore capace di fargli fare il salto di qualità. L’infortunio era arrivato proprio all’apice della seppur breve esperienza nell’Olympic di Mimmo, proprio quando aveva realizzato il gol che aveva chiuso la finale di Europa League. ? E’ stato più di tre mesi fa, poi tanta sofferenza per un infortunio che non sembrava voler passare, tante ricadute, la fisioterapia e ieri cinque minuti in campo per dimostrare di essere di nuovo un campione! Mimmo lo ha fatto, ha segnato una doppietta con due palle a disposizione e ha gridato al mondo, con la sua risata argentina, che l’Olympic ha veramente trovato il suo bomber!

Olympic 2000 – Scarfa Prime United 9-1

LUNEDI’ 11 LUGLIO 2011, ORE 21.10
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 713
EUROPA LEAGUE CLAUSURA, GIRONE A, III GIORNATA
OLYMPIC 2000 Vs. SCARFA PRIME UNITED
9-1 (4-0)

MARCATORI:
3 BISOGNO
3 RENCRICCA A.
2 DI MICHELE
1 MONTALDI

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO GIANLUCA BISOGNO

Aspettiamo mercoledì sera quando l’arbitro fischierà la fine dell’incontro tra White House e Moviola. Aspettiamo mercoledì per sicurezza e un po’ anche per scaramanzia ma se abbiamo fatto i calcoli bene l’Olympic, con la vittoria di ieri sera, è riuscita a centrare l’obiettivo qualificazione alle semifinali di Europa League.
Alla fine risulterà decisiva la vittoria sul Moviola della settimana scorsa perché domani la squadra di Daniele Rossi per superare il turno dovrà battere il White House e lo potrà anche eliminare battendolo con due gol di scarto. Sarebbe clamoroso ma questo è solo l’ennesimo paradosso creato da quel fantasma burlone che risponde al nome di classifica avulsa.
L’Olympic nel frattempo si può godere questa vittoria frutto di una prestazione buona arrivata contro un avversario a lei decisamente inferiore e che si presentava al fischio d’inizio praticamente già eliminata dopo la sconfitta all’esordio contro il Moviola e la batosta della settimana scorsa subita dal White House.
Oltre ai tre punti i gialloblù si possono anche godere una squadra che nonostante il forfait last minute di Formiconi a causa di problemi personali e quello previsto di Fantini ha giocato con sicurezza e autorità proprio come sette giorni fa aveva fatto dovendo rinunciare a Rencricca. Si può godere un Bisogno in forma smagliante e un Di Michele autentica rivelazione di questo finale di stagione.
La squadra è solida e in questo periodo poco importa chi sono gli interpreti perché lo spettacolo riesce sempre bene. L’unica nota stonata del match è durata poco meno di dieci minuti: la squadra ha capito subito che davanti c’era un avversario morbido e ha giocato con sufficienza sapendo che prima o poi il gol sarebbe venuto salvo poi affrettarsi a cambiare atteggiamento perché lo 0 a 0 permaneva.
Il ghiaccio lo ha rotto Bisogno proprio come era successo la settimana scorsa e da lì in poi hanno partecipato un po’ tutti alla festa del gol che sul 4 a 0 veniva interrotta dall’intervallo. Nella ripresa l’Olympic ha ripreso il discorso segnando altri cinque gol mentre lo Scarfa Prime realizzava la rete della bandiera e si impegnava fino alla fine esponendosi senza vergogna ai contropiedi gialloblù.
Nell’altro girone The Boys e Autoricambi Bernocchi hanno agevolmente superato il turno quindi domani sera sapremo già che affronteremo nell’eventuale semifinale.
Questa Olympic ora non deve avere paura di niente, nemmeno di queste squadre di un certo calibro perché la voglia dei nostri ragazzi di giocarsi e godersi questa stagione fino all’ultimo respiro è impressionante.

NOTE
CLIMA Serata molto calda
SPETTATORI circa 10
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 6.5 cap.
Per addomesticare le conclusioni dei rosso neri avversari deve solo distendersi in interventi che sono una manna per i fotografi. Nel secondo tempo blocca un cross, parte palla al piede e serve un assist d’oro a Montaldi.

8.RENCRICCA A. : 6.5
Veste la maglia di Formiconi in onore al compagno di squadra che nel pomeriggio aveva avuto una sfortunata avventura che gli ha impedito di giocare. Gli avversari non riescono mai né a superarlo né tantomeno a marcarlo e lui si diletta segnando una tripletta che lo porta a quota 152 reti in gare ufficiali.

7.BISOGNO: 6.5
Sembra che la sua stagione sia cominciata adesso. Il fatto che per due mesi si sia riposato sta diventando determinante per le sorti di un’Olympic che sulla fascia destra ha un treno nettamente più veloce di qualsiasi avversario stremato da nove mesi di una stagione logorante. Segna anche lui una tripletta, tra cui il fondamentale gol dell’1 a 0, e supera Perrone nella classifica marcatori di tutti i tempi in gare ufficiali. Gianluca ora è settimo con 87 reti contro le 86 del capitano.

13.SORCI: 5.5
Potrebbe e vorrebbe spaccare il mondo invece offre una prestazione piena di errori e di ombre forse causate da un eccessiva pressione derivante dalla voglia di fare bella figura. In difesa come al solito fa i movimenti giusti ma dal centrocampo si perde spesso per precipitazione o chissà per quale altro fattore emotivo. Alla quinta presenza manca ancora l’appuntamento con il gol ma realizza il suo primo assist.

5.DI MICHELE: 6.5
Uno così ci voleva proprio dopo l’infortunio di Caserta. Uno che superi l’uomo con facilità, che abbia visione di gioco, che abbia classe ma anche praticità e che soprattutto la butti dentro. Segna due gol e sono sei in tre presenze stagionali tra Europa League e amichevoli.

19.MONTALDI: 6+
Sostituisce Fantini al centro dell’attacco e praticamente occupa il ruolo di centravanti per tutta la partita. stavolta non offre una prestazione di quelle eccezionali anche se la sua prova è comunque davvero buona. Realizza un gol, il quarto in questo torneo, il primo in Europa League.

Olympic A – Olympic B 7-10

GIOVEDI’ 7 LUGLIO 2011, ORE 21.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 29
STAGE INTERNO
OLYMPIC A Vs. OLYMPIC B
7-10 (3-6)

MARCATORI OLYMPIC A:
3 SANTOLAMAZZA
2 RENCRICCA A.
1 FORMICONI
1 PERRONE

MARCATORI OLYMPIC B:
3 FANTINI
3 TAGLIAFERRI F.
2 TAGLIAFERRI F.
2 TARALLO
1 TERENZI

Ci siamo, manca pochissimo alla sfida di lunedì 11 luglio, quella che deciderà il destino a breve termine dell’Olympic 200 in questo finale di stagione. La terza partita del girone A di Europa League contro lo Scarfa Prime dirà se i gialloblù potranno continuare il loro cammino in questa competizione, accedere alle semifinali e tentare di conquistare un triplete senza precedenti nella storia della nostra squadra.
In effetti poi bisognerà aspettare il risultato della sfida tra Moviola e White House che si affronteranno probabilmente mercoledì 13 luglio ma la vittoria dello White House di ieri sera contro lo Scarfa Prime ha dato una grossa mano a Perrone e compagni che dopo un esordio negativo adesso hanno pienamente riconquistato il controllo del loro destino.
Per prepararsi al meglio a questa partita così fondamentale la società ha organizzato l’ennesimo stage di questa stagione così fitta di appuntamenti.
Purtroppo, per la prima volta in tanti anni di storia, i tanti forfait, di cui alcuni veramente tardivi, hanno impedito all’Olympic di avere a disposizione dieci giocatori per l’allenamento di ieri ma anche con nove elementi bisogna dire che il galoppo è stato davvero utile.
Da una parte Perrone guidava l’Olympic A composta di soli quattro elementi tutti appartenenti al reparto difensivo mentre dall’altra capitan Fantini era alla testa di un’Olympic B formata di soli giocatori offensivi. Si è trattato quindi di una sorta di prolungato allenamento attacco contro difesa e i benefici sono stati evidenti innanzitutto sul piano fisico e atletico e in secondo luogo anche sul piano tecnico.
Lunedì ci sarà un gran caldo alla Madonnetta e allenarsi per un’ora senza stop o quasi potrebbe essere un elemento determinante nel match contro lo Scarfa Prime.

NOTE
CLIMA Serata afosa
SPETTATORI circa 2
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 30 minuti. L’Olympic A era composta di soli quattro elementi
MAGLIA Olympic A in campo con le divise BLACK 2006, Olympic B in campo con divise GOLD 2010

PAGELLE

OLYMPIC A

PERRONE: 6 cap.
La sua squadra gioca con un uomo in meno quindi deve necessariamente aiutare i compagni giocando come fosse un giocatore di movimento. A questi livelli può dare ancora molto e lo si vede quando segna un gol in scivolata che ha ricordato il Perrone degli anni ’90.

RENCRICCA A. : 5.5
Primo tempo migliore di una ripresa in cui la sua concentrazione subisce un brusco calo. Realizza una doppietta.

FORMICONI: 6.5
Non si ferma mai, nemmeno in questo estenuante allenamento calato tra due partite fisicamente e psicologicamente impegnative. Anche lui va a segno una volta.

SANTOLAMAZZA: 6+
Conferma il buon finale di stagione. Molto bene in attacco dove realizza una tripletta davvero pregevole sotto il profilo stilistico. Idolatrato a gran voce dallo sparuto gruppo di tifosi accorsi per questa sgambata.

OLYMPIC B

TERENZI: 6
Seconda apparizione per il play maker dei Tamarri che nella prossima stagione potrebbe trovare spazio in qualche amichevole. Se continua ad impegnarsi potrebbe strappare una convocazione. Segna il gol che chiude l’allenamento.

BISOGNO: 7
In forma straordinaria dopo il viaggio di nozze. Si vede che si è riposato e tifosi e compagni confidano molto di lui per un finale di stagione da sogno. Batte Perrone per due volte.

TARALLO: 6+
Imposta la quasi totalità delle azioni dell’Olympic B creando piacevoli geometrie e verticalizzazioni. Due volte in gol.

FANTINI: 6.5 cap.
Guida autorevolmente i suoi spronandoli alla ricerca di soluzioni da replicare nelle partite ufficiali. Spirito e impegno lodevoli. Realizza una tripletta.

TAGLIAFERRI F. : 6+
Dimostra una buona forma e una grande voglia di giocare. Contrasta efficacemente e ogni suo tiro è imbevuto di una positiva rabbia agonistica. Tre gol anche per lui.

Olympic 2000 – Moviola 5-3

LUNEDI’ 4 LUGLIO 2011, ORE 22
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 712
EUROPA LEAGUE CLAUSURA, GIRONE A, II GIORNATA
OLYMPIC 2000 Vs. MOVIOLA
5-3 (2-1)

MARCATORI:
2 DI MICHELE
1 BISOGNO
1 FANTINI
1 FORMICONI

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO FORMICONI

La stagione dell’Olympic continua. Questa è la più bella notizia che i nostri giocatori potessero dare all’innamorato mondo dei tifosi gialloblù. La sconfitta della settimana scorsa contro il White House obbligava l’Olympic a scendere in campo nel derby contro il Moviola con l’obbligo di vincere e la squadra ha risposto in modo eccezionale, da grande del calcio mondiale.
L’Olympic nonostante l’assenza di Rencricca e Santolamazza non solo ha battuto nettamente la squadra avversaria in una partita da dentro o fuori ma l’ha fatto contro il Moviola in un derby che non vinceva in gare ufficiali dall’8 gennaio 2009, praticamente una vita fa.
La squadra non ha avuto paura delle responsabilità, non si è fatta soverchiare dal timore di chiudere anticipatamente una stagione ricca comunque di soddisfazioni e non ha avuto paura di giocare senza mezza difesa titolare. La squadra ha vinto la partita svariate volte: tecnicamente e tatticamente perché non c’è stata partita tra le due squadre, sul piano fisico e atletico perché sebbene ci fosse equilibrio i gialloblù alla fine hanno prevalso anche su questo fattore e soprattutto caratterialmente perché questa è stata la vittoria del cuore, della forza di volontà e dell’amore per questa squadra.
Amore per questa squadra che è venuto in modo naturale da pilastri come Perrone, Fantini, Formiconi e dal rientrante Bisogno ma che è venuto in maniera del tutto sorprendente in elementi nuovi e semi nuovi come Montaldi, Sorci e Di Michele.
E’ stata la vittoria dell’Olympic come concetto, come blasone, come credo. E ora il destino di questa Europa League è di nuovo nelle nostre mani.

In questa lunga premessa abbiamo in parte parlato anche delle convocazioni. Come avrete capito alla formazione titolare mancava un secondo difensore di ruolo e così la squadra ha tentato di giocare in modo simile a quanto fatto vedere contro il Bi Trattoria nell’ultima giornata della prima fase. Formiconi si piazzava al centro con Bisogno a destra e Di Michele a sinistra. Il numero cinque, all’esordio in gare ufficiali dopo l’esordio avvenuto nell’amichevole del 10 giugno contro i Tamarri, agiva così a metà tra le linee cercando di sfruttare il dribbling a rientrare e il tiro a girare mentre in avanti Montaldi veniva schierato da prima punta.
Il Moviola era forte di due spauracchi: il primo rappresentato dalla tradizione positiva di tanti derby vinti alla Madonnetta e il secondo ancor più forte sulla carta rappresentato dalla contemporanea presenza dei due star player Verdesca e Ugolotti con quest’ultimo che nella prima giornata aveva contributo alla vittoria sullo Scarfa Prime con una tripletta decisiva per il ritorno alla vittoria della sua squadra dopo una prima fase di Torneo di Clausura negativo.

La partita cominciava senza tatticismi con le due squadre che si affrontavano a viso aperto nonostante la posta in palio. Fin dai primi minuti si è subito capito che l’Olympic era ben messa in campo e dopo una bella parata di Perrone e qualche occasione fallita da Sorci e Fantini i gialloblù passavano meritatamente in vantaggio grazie a Bisogno che batteva il portiere avversario su assist di Di Michele.
La grande serata dei ragazzi di Perrone era solo all’inizio perché poco dopo Andrea Fantini partiva dalla sinistra e una volta accentratosi lasciava partire un destro fulminante carico di tutta la frustrazione derivante da un periodo poco felice per il numero 10 di Dragona. La palla entrava nel sette e Fantini esultava giustamente per un gol favoloso.
A questo punto il Moviola ha cominciato a premere ma la sua iniziativa era sterile e poco convinta anche se prima dell’intervallo Verdesca riusciva a girarsi liberandosi dalla marcatura di Fantini e batteva Perrone con un tiro quasi ciabattato.

Il 2 a 1 era un punteggio buono ma i gialloblù non potevano stare tranquilli anche se non potevano sapere che il secondo tempo li avrebbe condotti ad una vittoria epica, di quelle in cui si soffre poco e alla fine si gode molto. A confermare questa affermazione arrivavano in veloce sequenza le reti di Formiconi e il gran gol di Di Michele che dribblava secco il portiere sulla linea di fondo e depositava la palla in rete indisturbato.
Era il delirio sulla curva occupata dai tifosi dell’Olympic ma non era finita. Il Moviola accorciava le distanze ancora con Verdesca mentre Perrone salvava la porta in tre circostanze consecutive dando tranquillità ai suoi.
E poi arrivava l’ennesimo sigillo dell’Olympic che dopo due partite senza gol poteva festeggiare per la quinta volta il gonfiarsi della rete.
Il giocatore che chiudeva le marcature gialloblù era ancora una volta Andrea Di Michele che ancora una volta dribblava il portiere, stavolta con un po’ di fortuna, e poi scaricava in rete un pallone deviato da un difensore avversario. Sul 5 a 2 mancavano ancora svariati minuti ma in questa fase i nostri erano fenomenali nel congelare l’incontro.
In pratica si giocava pochissimo perché Formiconi, con l’aiuto di Montaldi e Bisogno, rallentava il gioco dell’Olympic consentendo al Moviola solo occasionali sortite che portavano solo alla terza segnatura di Verdesca, inconveniente che comunque era totalmente ininfluente per i gialloblù che dopo due minuti di recupero potevano esultare al fischio finale.

L’Olympic è stata senza esagerazioni eccezionale. Ha mostrato una grandissima circolazione di palla, ha giocato con grinta e soprattutto con una sicurezza da grande squadra, ha ritrovato un Bisogno in gran forma e ha trovato in Di Michele una sorta di Caserta più maturo. Su questo giocatore in particolare dobbiamo puntare per la prima delle tre finali che ci aspettano da qui a fine luglio. La prossima, quella con lo Scarfa Prime al momento è la più importante, solo vincendo questa possiamo accedere al turno successivo, solo vincendo quella la nostra stagione infinita si prolungherà ancora.

NOTE
CLIMA Serata ventilata
SPETTATORI circa 1
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 6+ cap.
Contro Bi Trattoria e White House era stato insuperabile (o quasi). Ieri ha subito tre gol ma ancora una volta si è visto che il suo stato di forma è di quelli importanti. Benissimo in avvio su un tiro diretto all’angolino, felino nella ripresa quando un avversario tenta di saltarlo in dribbling e lui gli ruba il pallone tra le gambe quando sembrava fosse stato superato. Anche in una partita come quella di ieri in cui l’Olympic ha giocato benissimo in difesa limitando il suo lavoro ha dimostrato di poter essere importante nei momenti decisivi.

8.FORMICONI: 7
In assenza di Rencricca si prende la squadra sulle spalle e comincia a cambiare il modo di giocare dell’Olympic: meno passaggi centrali e più gioco sulle fasce in fase offensiva. In fase difensiva invece diventa il perno centrale della gabbia, della rete in cui finiscono i due bomber avversari. Verdesca avrà anche segnato una tripletta ma se andiamo a contare tutti gli anticipi che Fabrizio gli ha fatto e tutte le volte che ha costretto lui e Ugolotti a girarsi e restituire palla ai compagni ristagnando l’azione avversaria si capisce quanto la sua prestazione sia stata di alto livello. E poi non dimentichiamoci l’assist per Di Michele e il gol con cui ha aperto le marcature nella ripresa: Montaldi lo trova con un filtrante a limite dell’area e Fabrizio brucia il portiere girandosi di scatto. Un gol non da difensore, il numero 26 di una stagione da incorniciare.

19.MONTALDI: 6.5
Un’altra grande prestazione per questo giocatore in prestito e che la società proverà a riscattare in estate. Era stato fondamentale finora per coprire il vuoto lasciato da Bisogno a centrocampo ma ora che il numero 7 è tornato dai Caraibi Montaldi rivela ancor di più di essere un valore aggiunto per un’Olympic che ha bisogno del suo carattere, della sua esuberanza, della sua voglia di vincere. Contro il Moviola non segna ma l’assist che taglia campo e difesa avversaria raggiungendo Formiconi vale il prezzo di un biglietto per un derby che i gialloblù non vincevano da due stagioni e mezza.

7.BISOGNO: 6+
Due mesi esatti dall’ultima partita di Bisogno con l’Olympic, poi il prestito allo Slow Bar, i preparativi per il matrimonio, il viaggio di nozze ai Caraibi e la proposta di naturalizzazione da parte della federazione calcistica delle isole Turks & Caicos. Sessanta giorni che sembrano una vita intera e in cui l’Olympic si era abituata a giocare senza quella maglia numero 7 divenuta un simbolo in questi ultimi cinque anni della sua storia. E poi il rientro, Gianluca che si posizione sulla fascia destra, che sbaglia un gol per precipitazione, che aiuta tantissimo in difesa, che non molla mai l’uomo e infine un gol che sblocca la partita, che da all’Olympic una gioia che mancava da due intere partite.
Tutto è tornato come prima!

13.SORCI: 6
Questo giocatore ci fa impazzire. Sbaglia sempre qualche passaggio di troppo ma nessuno degli avversari che gli ha rubato o intercettato il pallone può dire di averlo superato, di esserselo lasciato alle spalle perché Dario non molla mai e pone sempre rimedio ai suoi errori. E’ entrato alla perfezione nei meccanismi difensivi della squadra e adesso aspettiamo quel gol che non ha trovato nelle precedenti quattro presenze in gialloblù. Ieri ci è andato vicino ma il portiere gli ha fatto una gran parata. Presto, ne siamo sicuri, ci sarà gloria anche per lui.

5.DI MICHELE: 7
Lo avevamo visionato durante la Challenge Cup II quando giocava nelle file dello Slow Bar e il 10 giugno scorso c’era stato il suo esordio nell’amichevole contro i Tamarri. Avevamo fiducia in questo giocatore ma quello che ci ha dato ieri sera ha superato ogni aspettativa. Nel primo tempo ha giocato sulla fascia sinistra dando una mano a Formiconi e trovando il tempo giusto per l’assist a Bisogno in occasione dell’1 a 0 gialloblù. Nella ripresa invece si è scatenato sulla fascia destra con compiti più offensivi e la sua doppietta ha fatto impazzire una curva già innamorata di lui. Ci ricorda lo Stefano Tagliaferri di dieci anni fa perché salta l’uomo con facilità e spesso lo fa con il solo aiuto delle lunghe leve e adesso sogniamo di vederlo decisivo per la qualificazione in semifinale e già fantastichiamo sulla coppia d’attacco Caserta/Di Michele.

10.FANTINI: 6+
Gol importantissimo e non solo perché è valso il 2 a 0 a metà primo tempo e perché è stato il 118° della carriera di Andrea (una sola rete di distanza da Fabio Formica fermo a quota 119). La sua rete è stata liberatoria per lui e anche per i compagni di squadra che negli ultimi tempi lo hanno visto infastidito dall’infortunio subito il 6 maggio scorso e che da quel giorno limita i suoi movimenti pregiudicando le sue prestazioni. Il povero portiere del Moviola non si è visto scaraventare contro solo un tiro potentissimo e indirizzato sotto il sette ma anche tutta la frustrazione, la rabbia, la tensione di un giocatore ma anche tutta la sua voglia di tornare ai propri livelli, la sua determinazione e con la sua quella dei compagni di squadra che hanno esultato con lui.

Olympic 2000 – Marines 1-4

MERCOLEDI’ 4 MAGGIO 2011, ORE 21.40
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 697
TORNEO CLAUSURA, GIRONE A, I GIORNATA
OLYMPIC 2000 – MARINES
1-4 (1-2)

MARCATORI:
1 BISOGNO

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO PERRONE

La mini serie di sei risultati utili consecutivi dell’Olympic si è interrotta ieri proprio contro l’ultima squadra con la quale i gialloblù avevano trovato la sconfitta. Cambia il nome ma non la sostanza infatti quella che fino ad una settimana fa si chiamava Svezia oggi si chiama Marines: gli “Atzeni Boys” hanno ceduto due pezzi pregiati come Tarallo e Montaldi proprio all’Olympic eppure ieri sera hanno dimostrato di aver trovato la quadratura del cerchio anche con due nuovi innesti acquistati all’indomani della debacle subita ad opera del West Ham in finale di Champions League.
L’Olympic esordiva quindi in questo Torneo di Clausura contro una delle squadri più forti del panorama calcistico e nei giorni scorsi la società gialloblù aveva fatto notare all’organizzazione del torneo come la composizione dei due gironi eliminatori destasse più di qualche dubbio visto che nel gruppo A, quello dell’Olympic, comparivano ben tre semifinaliste di Champions (Marines, Bi Trattoria e The Boys), la finalista di Europa League (Autoricambi Bernocchi) e tre formazioni inedite di cui però già sappiamo che una partecipa al campionato di Serie D.
Le ipotesi di sorteggio pilotato colorivano le prime pagine di tutti i quotidiani e offuscavano in parte le convocazioni di un’Olympic che presentava en otto elementi alla Madonnetta: Perrone, Formiconi, Fantini, Rencricca e Bisogno rappresentavano lo zoccolo duro della squadra, Sforza veniva premiato con l’ennesima chiamata dopo il gol di venerdì scorso contro lo Slow Bar mentre non si poteva lasciare fuori proprio gli ex Montaldi e Tarallo per la gara contro la loro ex squadra.
L’avvio di gara era disastroso per i gialloblù che subivano due gol in rapida successione e si trovavano sullo 0 a 2 dopo pochi minuti. Dopo la seconda segnatura subita però la squadra si compattava e cominciava a giocare disponendosi ottimamente in campo. Da questo momento in poi Olympic e Marines giocavano alla pari e se Perrone doveva allungarsi in un paio di circostanze per evitare il terzo gol dall’altra parte anche Rocca doveva fare altrettanto prima su Rencricca e successivamente su Formiconi.
Nella seconda circostanza però la deviazione sul tiro del numero 8 gialloblù produceva una sorta di assist per Bisogno che provava una rovesciata. Il numero 7 dell’Olympic colpiva palla in modo sporco e proprio il particolare effetto impresso alla palla permetteva al centrocampista di gonfiare la rete e all’Olympic di ridurre le distanze prima dell’intervallo.
Sono anni che non battiamo la Svezia in gare ufficiali e potete immaginare la voglia dei ragazzi del nostro gruppo storico di infrangere questa tradizione negativa. Sembra che di confronto in confronto ci andiamo sempre più vicino perché nell’ultimo precedente i gol di Caserta stavano per far avverare il miracolo poi infrantosi nei minuti finali di quella partita. E anche ieri, nel secondo tempo, sembrava che da un momento all’altro l’Olympic potesse pareggiare e poi, chissà, tentare il tutto per tutto nel finale per vincere. Per altri diciassette minuti le due squadre hanno espresso gli stessi valori in campo producendo lo stesso numero di palle gol e con i portieri indaffarati a mantenere la loro porta invariata. Poi, al diciassettesimo della ripresa appunto, i nostri avversari hanno chiesto un time out e quando la gara è cominciata la Svezia è sembrata salire di tono mentre l’Olympic ha avuto un calo evidente di lucidità, calo che è tutto nell’errore di Rencricca che effettuando un passaggio orizzontale in difesa consegnava palla agli avversari che segnavano la rete dell’1 a 3.
Poco dopo arrivava anche il quarto gol ma la gara era finita nell’occasione precedente quando gli equilibri si erano definitivamente rotti.
La prima finale su sette scontri epici è quindi finita con l’Olympic a mani vuote e la consapevolezza che bisognerà sudare, sudare e ancora sudare per ottenere uno dei primi quattro posti. Sul profilo del gioco la prestazione è stata a due facce con la squadra che si è mossa bene salvo i primi e gli ultimi dieci minuti. Sono periodi di amnesia che squadre come la Svezia non perdona, mai.
Sui singoli dovremmo sfruttare la freschezza di Montaldi, l’esperienza di Tarallo e sperare che altri giocatori tornino a fare la differenza. Uno su tutti Fantini i cui gol e le buone prestazioni cominciano a mancare da troppo tempo.

NOTE
NOTE
CLIMA Serata calda e umida
SPETTATORI circa 20
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise CHAMPIONS 2008

PAGELLE

1.PERRONE: 6+ cap.
Forse la cosa più bella della serata è un autentico volo sulla destra con il quale evita un calcio d’angolo. Questo per dire che sembra in condizioni fisiche eccellenti e si vede sia nelle situazioni difficili che in quelle più scontate.

4.RENCRICCA A. : 5.5
Una buona partita macchiata da un finale in cui, a causa della stanchezza, ha interrotto il tentativo di rimonta dell’Olympic con un paio di errori che hanno causato il terzo e il quarto gol degli avversari.

8.FORMICONI: 6
Quest’anno il premio dei chilometri percorsi sul campo gli va assegnato con largo anticipo perché anche ieri le fasce hanno visto e rivisto il suo passaggio di continuo. Se quando arrivasse in attacco sapesse anche cosa farsi della palla sarebbe un tornate con i fiocchi.

19.MONTALDI: 6-
Come altri giocatori dell’Olympic ieri sera ha giocato bene mancando però di quel pizzico di concretezza e cattiveria in più al momento decisivo. Per Simone questo momento è stato a metà secondo tempo quando ha spedito a lato da posizione favorevole un tiro avrebbe potuto significare il gol del 2 a 2. Come detto nel commento la sua freschezza atletica potrebbe essere un’arma fondamentale per l’Olympic in questi ultimi tre mesi della stagione.

6.TARALLO: 6-
Viene impiegato per gli ultimi dieci minuti del primo tempo e negli ultimi tre minuti del secondo. Per i suoi piedi passano tanti palloni ma non ne scaturisce mai la scintilla decisiva.

7.BISOGNO: 6
Dopo tanti tentativi in questa stagione finalmente segna un gol in rovesciata e anche se la dinamica del gol è stata piuttosto fortunosa non si possono negare il merito di averci provato e la bellezza del gesto. Il gol rimane un episodio un po’ isolato nella sua prestazione che comunque non è da buttare via.

10.FANTINI: 5.5
Poco movimento e nessuna pericolosità in attacco e scarsa concentrazione quando la squadra difendeva. Forse il suo fisico non si è ancora abituato ai primi caldi.

16.SFORZA: 6-
Anche per lui come Tarallo solo pochi minuti del primo tempo. Non si rende pericoloso però il suo piglio nel pressing ci ha soddisfatto.

Olympic 2000 – Autoricambi Bernocchi 5-3

MERCOLEDI’ 20 APRILE 2011, ORE 20.30
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 694
EUROPA LEAGUE TORNEO APERTURA 2010/2011, FINALE
OLYMPIC 2000 – AUTORICAMBI BERNOCCHI
5-3 (3-2)

MARCATORI:
3 CASERTA
1 BISOGNO
1 FANTINI

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO DOMENICO CASERTA

Sognata, accarezzata, meritata fino all’ultimo grammo: è la nostra coppa, l’Europa League Apertura 2011. Il quinto trofeo della storia dell’Olympic viene da lontano e questa potrebbe sembrare una frase scontata da fine stagione e invece rispecchia a pieno il cammino che la nostra squadra ha percorso. Un cammino difficile che l’Olympic ha intrapreso dopo aver toccato il fondo, dopo averlo raschiato e infine abbandonato per rialzarsi, crescere, maturare fino alla serata di ieri in cui tutto ha funzionato alla perfezione.
E’ stato un campionato logorante cominciato con due sconfitte consecutive contro le due formazioni che poi avrebbero lottato fino alla fine per il primo posto (The Boys e Bi Trattoria), proseguito con tre vittorie consecutive seguite poi da due sconfitte arrivate quando invece bisognava spiccare il volo per provare a qualificarsi alla Champions League.
Prima ci batteva il Moviola e poi in rapida sequenza gli Autoricambi, il West Ham e la Svezia prima di chiudere il girone di andata con la vittoria con i Cavalieri di 100.
Il girone di ritorno è poi cominciato in modo ancora più deludente: di nuovo le sconfitte con le prime della classe, una larga vittoria con il Disperato Amore e poi di nuovo il buio, stavolta totale, senza spiragli di luce. Prima arrivava il pareggio con i Tamarri (forse la più brutta partita della stagione) e poi la sconfitta con il Centro nel cui post partita la squadra si chiudeva negli spogliatoi per un chiarimento che è entrato nella storia della squadra.
Si discusse di un radicale cambio di gioco ma soprattutto di mentalità e da quel momento in poi, anche se sul momento i risultati non sono cambiati molto, c’è stata una totale inversione di tendenza.
La sconfitta con il Moviola ha preceduto il bel pareggio in rimonta con gli Autoricambi e la vittoria con i Cavalieri mentre la sconfitta di misura con la Svezia lasciava spazio a tanti rimpianti.
In chiusura di regular season arrivavano le vittoria a tavolino con il West Ham e un sesto posto finale che significava la semifinale con il Moviola. E questa è storia di una settimana fa, storia di una partita dominata dall’Olympic ma terminata in parità e stravinta ai rigori con grande freddezza.

La storia di questo Torneo di Apertura vive il suo capitolo finale con la partita di ieri, la finale di Europa League contro gli Autoricambi Bernocchi, una squadra tosta, con poche individualità ma tanta forza fisica, che in semifinale aveva battuto ai rigori il Centro. L’Olympic convocava Perrone, Rencricca, Formiconi, Bisogno, Caserta, Fantini e Santolamazza ma il difensore inglese dava forfait nel pomeriggio di ieri per un imprevisto lavorativo.
La gara cominciava in salita ma forse non è stato un male. Gli avversari prima colpivano una traversa poi passavano in vantaggio con un passaggio deviato in porta da Rencricca. Chissà, forse qualche giocatore ha visto i fantasmi di finali passate perse per lo sbagliato approccio ma non era questa la sera in cui l’Olympic avrebbe perso per una questione di carattere.
Il pareggio infatti arrivava poco dopo grazie al giocatore che i tifosi aspettavano, Domenico Caserta, El Mimmo Maravilla, riceveva palla sulla fascia sinistra, dribblava un difensore e infilava la palla sotto la traversa battendo imparabilmente il portiere.
1 a 1 e palla al centro con Bisogno che entrava in campo al posto di Fantini. Il numero 7 si sistemava al centro dell’attacco e falliva due palle gol prima arrivando in ritardo su un cross di Caserta e poi facendosi ipnotizzare dal portiere. Al terzo tentativo però trovava il modo per scrivere il suo nome negli annali approfittando di una corta respinta del portiere e realizzando a porta vuota il suo nono centro stagionale nel Torneo di Apertura.
A questo punto l’Olympic si trovava per la prima volta in vantaggio ma gli Autoricambi non demordevano e poco dopo trovavano il pareggio con Cascone che sfuggiva ai difensori gialloblù e batteva Perrone per il 2 a 2.
Non un fiato nell’Olympic che mostrava gli occhi della tigre e prima del fischio finale del primo tempo poteva di nuovo esultare grazie a Caserta che stavolta trovava gloria con un tiro rasoterra che fulminava il portiere giallo nero.
Poi tutti al riposo sul provvisorio 3 a 2.

Era lecito aspettarsi una reazione degli Autoricambi alla ripresa delle ostilità e così è stato. Perrone prima era fortunato deviando con il petto un tiro ravvicinatissimo mentre poco dopo non si dimostrava impeccabile facendosi uccellare sotto il sette da un tiro si molto forte e preciso ma tuttavia scagliato dalla trequarti e in posizione molto defilata.
Sarebbe stato comunque l’ultimo brivido negativo provato dai nostri tifosi che di lì a poco avrebbero assistito alla fiera del gol sbagliato ma anche al trionfo della loro squadra.
Dopo dieci minuti del secondo tempo era infatti evidente che gli Autoricambi non avevano più birra in corpo e giocavano facendo leva solo sulle energie nervose. L’Olympic invece era lucida e difendeva bene attaccando con rapidi rovesciamenti di fronte arrivando in porta con una frequenza eccezionale.
Purtroppo Fantini e Bisogno sbagliavano almeno tre palle gol a testa anche se ad una decina di minuti dalla fine era Gambe Tonanti a trovare il tiro giusto per trafiggere la porta avversaria per un vantaggio che non sarebbe stato più vanificato. Il resto del match è una storia nella storia: al ventiduesimo Caserta prendeva palla sulla trequarti difensiva gialloblù, partiva come un treno superando due difensori e arrivato al limite dell’area incrociava la palla che terminava la sua corsa solo quando la rete si gonfiava. Ma la leggenda ha bisogno di sofferenza per vivere e allora Caserta proprio nell’attimo del tiro si infortunava, probabilmente strappandosi, e doveva essere soccorso vicino alla bandierina del calcio d’angolo senza neppur poter esultare. Entrava di nuovo Fantini che contribuiva alla difesa del doppio vantaggio piazzandosi a centrocampo con Bisogno.
Passavano lentissimi i 180 secondi ce mancavano alla fine e ancora più lenti trascorrevano i due minuti di recupero e c’era tempo per due parate di Perrone e un altro incredibile gol fallito da Bisogno.

Poi il fischio finale squarciava la silenziosa notte di Acilia, la squadra festeggiava, c’era un’invasione di campo dei tifosi che seguivano i giocatori fin dentro gli spogliatoi.
Sensazioni indescrivibili.
Nel frattempo sul campo si disputava la finale di Champions League con il West Ham che batteva la Svezia e dopo questa partita finalmente la premiazione con Perrone sostenuto a gran voce da tifosi e compagni di squadra che poteva finalmente alzare al cielo della Madonnetta il quinto trofeo della storia dell’Olympic, il primo da quando i gialloblù giocano su questo campo e in questo campionato.
E ora il resto della stagione, altri tre mesi circa da giocare con questo piglio continuando su questa squadra sulla via degli insegnamenti ottenuti da questa bella esperienza vittoriosa. C’è un Torneo di Clausura e una Challenge Cup II che ci aspettano.

NOTE
CLIMA Serata primaverile
SPETTATORI circa 50
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise PREMIER 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 7.5 cap.
Non una gran partita la sua perché probabilmente avrebbe potuto fare meglio sul primo gol e sicuramente ha delle evidenti responsabilità sulla terza segnatura degli Autoricambi. Però negli ultimi quindici minuti è stato degno della sua fama e con tre interventi ha guadagnato la sua parte di merito sulla coppa che poco dopo ha alzato al cielo.
19 presenze totali nel torneo (ha saltato solo la gara d’esordio con i The Boys) per il capitano che sta giocando una buona stagione. Bravissimo nello sfortunato ritorno con la Svezia, sempre attento nelle altre gare. Una sicurezza nella storia dell’Olympic.

4.RENCRICCA A. : 8+
Che partitone ragazzi! Due mesi esatti fa era stato indicato come il colpevole numero uno delle sconfitte dell’Olympic e del suo gioco farraginoso. Sessanta giorni dopo offre una prestazione super in finale dopo una altrettanta eccezionale in semifinale e si prende il suo terzo trionfo in gialloblù con le unghie e i denti.
Per lui 19 presenze (assente solo alla seconda giornata contro il Bi Trattoria) e 17 reti più 13 assist, un ruolino da fenomeno nonostante una prima parte di campionato in cui in effetti non aveva scusa di fronte alle critiche della stampa. Esce da questa finale come uno dei giocatori più in forma della rosa e ora come ora è più forte dell’anno scorso quando vinse Pigna d’Oro e Scarpa d’Oro.

8.FORMICONI: 7.5
Terzo giocatore, terzo eroe. Per Fabrizio si tratta del terzo trofeo in carriera con la maglia dell’Olympic, un trofeo ottenuto in un periodo per lui non brillantissimo tecnicamente parlando ma per il raggiungimento del quale i suoi meriti sono indiscutibili. Difensore, ala, cursore e incursore nei fianchi della difesa avversaria, avrebbe anche potuto segnare ma gli è mancata la precisione in un paio di occasioni.
20 presenze (sempre in campo), 7 reti, 11 assist e 1 cartellino giallo (rimediato ieri sera): un ruolino di marcia di tutto rispetto per il giocatore che nei momenti bui di questa stagione ha spesso portato la croce da solo. Il termine “eroe”, capirete, è tutto fuorché esagerato.

7.BISOGNO: 7.5
Momenti di terrore quelli vissuti dai tifosi dell’Olympic, quando Gianluca sbagliava gol impossibili a pochi metri o addirittura a pochi centimetri dalla linea di porta. Però un gol Gianluca l’ha fatto, quello del 2 a 1 per i gialloblù nel primo tempo e poi ha combattuto su tutto il fronte offensivo dando una mano alla difesa, costantemente, e in quest’ottica ha sbagliato veramente poco.
17 le presenze del nostro numero 7 (assente in tre gare compresa la semifinale) a cui si aggiungono 9 gol e 4 assist. Una stagione non brillantissima ma con un trend di miglioramento che dimostra l’impegno del giocatore a migliorarsi. Comunque indispensabile nel meccanismo gialloblù.

19.CASERTA: 8.5
Ogni squadra ha bisogno dei suoi punti di riferimento: il leader, i suoi bracci destri, i combattenti e poi il campione, quello che con i suoi colpi rovescia le sorti delle battaglie. Ieri Domenico è stato questo, colui che ha trasformato gli sforzi dei suoi compagni in gol attraverso le sue giocate sontuose e i suoi dribbling brucianti. Primo gol con tiro sotto gli incroci, secondo con una rasoterra insidioso e poi la “Maravilla”, quella galoppata senza freni, con gli avversari che arrancavano e quel tiro incrociato che ha fatto scendere giù lo stadio dagli applausi. Poi c’è stato l’infortunio che lo terrà lontano dalla sua maglia gialloblù forse per un mese ma durante la sua convalescenza Domenico potrà godersi una coppa che lo ripagherà di questo sacrificio.
7 presenze totali (ha esordito all’undicesima giornata), 14 gol e 4 assist per questo ragazzo che in poco tempo ha conquistato tutto. Dove può arrivare? A questo punto il limite lo decide lui.

10.FANTINI: 7.5
I primi due trofei dell’Olympic (campionati 2000 e 2001) li ha decisi lui con due doppiette. Dieci anni dopo gioca una finale sbagliando almeno quattro gol facili eppure nel momento decisivo, quando la partita è sul 3 a 3, Andrea trova la traiettoria giusta che batte il portiere avversario per un vantaggio che non verrà più messo in discussione.
Lo abbiamo detto sempre in questa stagione: Andrea è utilissimo perché anche quando non sembra avere smalto i suoi movimenti e il suo pressing sono sempre utili. E anche questa volta è stato così.
18 presenze e 22 reti a cui vanno aggiunti 6 assist: è stato il capocannoniere dell’Olympic in questo torneo e, rispetto al passato, ha anche dato un decisivo apporto allo spogliatoio. La sua è stata una voce sempre ben chiara e i progressi gialloblù vanno ascritti anche al suo silenzioso carisma.

PAGELLE DEI GIOCATORI NON PRESENTI ALLA FINALE

TANI: 7
Le 8 presenze (con un gol segnato ai Tamarri all’andata) fanno di Tani il giocatore più presente dopo il quintetto titolare formato da Perrone, Rencricca, Formiconi, Bisogno e Fantini. E’ stato un elemento prezioso, sempre disponibile alla convocazione anche a poche ore dall’inizio delle partite e magari per spezzoni di gara com’è successo in semifinale contro il Moviola. Dispiace non averlo potuto schierare con maggiore frequenza perché è uno che ha il cuore dipinto di giallo e di blu.

BALDI: 6-
Quando parliamo di questo giocatore siamo sempre pervasi da un sentimento di rabbia. Le potenzialità ci sono tutte e infatti la società aveva puntato molto su di lui. Buone le prime quattro giornate poi due prestazioni molto negative alla settima giornata contro gli Autoricambi e alla nona contro la Svezia. E poi una dichiarazione con la quale si tirava fuori dal gruppo. Il suo bottino rimane molto buono perché ha collezionato 7 presenze, 4 gol e 4 assist ma rimane un elemento incompiuto del quale non riusciamo ad immaginare il futuro.

SANTOLAMAZZA: 6.5
7 presenze, 2 gol e 1 assist per il difensore british dell’Olympic. Anche lui ha trovato poco spazio e quando è riuscito a farsi trovare pronto alle convocazioni non ha mai particolarmente brillato. Nonostante ciò Alessandro va sempre encomiato perché a dispetto della sua condizione fisica non fai mancare l’impegno che gli viene dal grande amore per la squadra. Disperato Amore e Moviola sono state le sue vittime.

SFORZA: 6+
Un giocatore che viene convocato raramente e in 5 presenze trova il tempo di fare 5 gol va elogiato come un titolare che ha segnato nella finalissima. Francesco lo ha fatto dimostrando una professionalità e una serietà uniche. Può sicuramente migliorare e aspirare ad un posto stabile in squadra.

SCOLLO, GENNARI e PONZETTI: 6
Il merito di questa buona stagione e di questa coppa va attribuito anche a chi giocato pochissime partite. Scollo (2 presenze e 1 assist), Gennari (1 presenze, 1 gol e 1 assist) e Ponzetti (1 presenza nella gara d’apertura) sono stati utili quando i titolari sono mancati e hanno risposto alle poche convocazioni sempre con entusiasmo dimostrando quanto amore gira attorno a questa squadra. A loro un sentito grazie.

E PER CONCLUDERE …

Infine menzioniamo anche chi ha giocato solo le partite della prima edizione della Challenge Cup perché il loro apporto è stato utile per far rifiatare chi giocava in campionato quindi anche loro sono indirettamente stati artefici del successo di ieri. Ringraziamo quindi Alessandro Guarino, Damiano Pacifici, Fabio Tagliaferri e Daniele Rossi.
E poi come dimenticare i nostri tifosi che ci hanno sostenuto con cori, magliette, striscioni o anche con la loro sola indispensabile e gradita presenza. Alessia, Giulia, Martina, Simona, Rosalia, Sharmalin: ci fate sentire importanti come fossimo campioni del mondo. Sempre!

12-04-11//Formazione ufficiale

Buona sera amici gialloblù!
Le semifinali del Torneo di Clausura sono cominciate. Ieri sera Autoricambi Bernocchi e Centro hanno pareggiato 4 a 4 ma i gialloneri hanno guadagnato la finale di Europa League ai rigori vincendo 5 a 3. Nella seconda gara la Svezia ha battuto 3 a 1 i The Boys e ha raggiunto la finale di Champions League.
Stasera ale ore 20 Bi Trattoria e West Ham deciderà la seconda finalista di Champions mentre Olympic e Moviola si contenderanno l’accesso alla finale di Europa League.
Ecco la formazione ufficiale dell’Olympic. Francesco Tani sostituisce Bisogno, indisponibile per febbre.

1. PERRONE Fabrizio
4. RENCRICCA Alessandro
8. FORMICONI Fabrizio
19. CASERTA Domenico
10. FANTINI Andrea
11. TANI Francesco

Per oggi è tutto, collegatevi in nottata per sapere come è andata!

Olympic 2000 – I Tamarri 13-5

GIOVEDI’ 8 APRILE 2011, ORE 21.15
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 692
GARA AMICHEVOLE
OLYMPIC 2000 – I TAMARRI
13-5 (5-3)

MARCATORI:
7 SFORZA
2 SANTOLAMAZZA
1 BISOGNO
1 FANTINI
1 FORMICONI
1 RENCRICCA A.

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO ALESSANDRO SANTOLAMAZZA

Per prepararsi al meglio per l’imminente fase finale di Europa League l’Olympic è scesa in campo ieri sera per la prima amichevole dopo sei mesi in cui campionato, Challenge Cup e stage hanno dominato il calendario gialloblù.
L’avversario scelto per questa uscita era la formazione dei Tamarri, squadra già affrontata cinque volte in questa stagione e che affronteremo minimo almeno altre due volte visto che è di ieri la notizia che anche gli arancioni parteciperanno alla Challenge Cup II.
Rispetto al derby con la Svezia l’Olympic presentava due novità di formazione ovvero Santolamazza e Sforza che prendevano il posto degli indisponibili Tani e Caserta.
Il primo tempo è stato molto equilibrato e per due volte erano i Tamarri a passare in vantaggio. Il gol del 4 a 3 segnava però il definitivo sorpasso dell’Olympic che chiudeva la frazione sul punteggio di 5 a 3. Nella ripresa i gialloblù dilagavano mandando in rete tutta la squadra fatta eccezione per Perrone e il killer della serata era Sforza che puniva il portiere avversario con sette gol confermando la sua fenomenale media realizzativa nelle gare amichevoli.
Dopo quasi un’ora e un quarto di gioco la partita si chiudeva sul risultato finale di 13 a 5 e il player manager Perrone si poteva dire soddisfatto per un’amichevole ufficiale che rispetto ad uno stage è stato sicuramente più utile.
I Tamarri hanno infatti garantito impegno per tutta la gara e quindi l’impegno è stato valido sia sotto il punto di vista atletico sia sotto quello agonistico.
La settimana prossima la sfida con il Moviola sarà certamente più impegnativa ma arrivarci con un allenamento di questo genere aiuterà sicuramente l’Olympic.

NOTE
CLIMA Serata primaverile
SPETTATORI circa 3
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 35 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise CHAMPIONS 2008

PAGELLE

1.PERRONE: 6
I dolori di schiena lo limitano nei movimenti ma col passare dei minuti si scalda e diventa più elastico.

4.RENCRICCA A. : 6
Forse un pochino imballato dopo il derby con la Svezia che si è rivelato estenuante sia per il fisico che per la mente. Anche lui si scioglie nella ripresa. Segna un gol.

8.FORMICONI: 6 cap.
Contro la Svezia ha collezionato la sua duecentesima presenza in gialloblù ma il clima rovente dell’incontro non era quello più giusto per festeggiare un traguardo così frivolo. Ieri sera invece la società gli ha offerto la fascia di capitano come un encomio più che meritato alla carriera di questo straordinario giocatore. Anche lui gioca con una marcia in meno rispetto alle partite “vere” ma segna un gol di tacco che è la fine del mondo.

6.SANTOLAMAZZA: 6+
Di solito in questo periodo c’è la rinascita atletica di Santolamazza che infatti ieri, almeno per tre quarti di gara, è stato un ostacolo insuperabile per gli avversari che tentavano di dribblarlo. Sembrava sempre che gli attaccanti lo saltassero facilmente invece lui sceglieva il tempo di intervento preciso come un orologio svizzero e faceva ripartire l’azione. Realizza anche una doppietta e si candida per un posto per la semifinale di Europa League.

7.BISOGNO: 6+
Re degli assist! Segna solo una sola rete ma quasi tutti i gol che i Tamarri subiscono portano la sua firma in calce.

19.FANTINI: 6-
Periodo di non grandissima ispirazione. Realizza una rete ma non è il Fantini che di un paio di mesi fa.

16.SFORZA: 6
I tifosi ormai sanno che guardando un’amichevole dell’Olympic assisteranno ad una vendemmia di gol di Sforza. Con le sette reti di ieri ne ha segnate 21 su un totale di 10 amichevoli giocate in questa stagione. Purtroppo l’apporto di Francesco alla fase di costruzione e a quella difensiva è molto povero e quindi non possiamo parlare di una prova memorabile. Presenza numero 80, supera Massimo Romaldini e si insedia al tredicesimo posto nella classifica di tutti i tempi.

OLYMPIC 2000 – SVEZIA 2-3

LUNEDI’ 4 APRILE 2011, ORE 21.10
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 690
TORNEO APERTURA 2010/2011, XVIII GIORNATA
SVEZIA – OLYMPIC 2000
3-2 (1-1)

MARCATORI:
2 CASERTA

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO PERRONE

L’Olympic esce con un pugno di mosche in mano anche dalla penultima giornata di campionato e ancora una volta i rimpianti sono molti per una sconfitta che sa di beffa. Il 3 a 2 con cui la Svezia ha vinto il derby emette delle sentenze: che l’Olympic si è giocata la partita alla pari con la squadra terza in classifica, che i tempi in cui i gialloblù perdono le partite per l’approccio sbagliato sembrano definitivamente archiviati e che la squadra fa continui, minuscoli progressi e che sembra pronta per la sfida dell’Europa League.
Poi ci sono delle certezze assolute, per esempio quella che l’uomo in più di questa squadra può e deve essere Domenico Caserta, l’unico in grado di saltare sistematicamente l’avversario di fronte a se, l’unico con la classe necessaria per candidarsi al ruolo di fuoriclasse della squadra all’interno di un gruppo di tanti validi elementi il cui mix può portare delle soddisfazioni forse inaspettate e imprevedibili entro la fine della stagione.
Caserta, al rientro dopo 34 giorni in gare ufficiali dava subito l’impressione di essere in serata e al primo pallone toccato se ne andava in percussione centrale costringendo l’estremo difensore avversario all’uscita disperata. Al secondo tentativo però il numero 19 gialloblù non sbagliava: Rencricca lo serviva sulla sinistra, lui si accentrava e di destro segnava l’1 a 0 con un rasoterra vincente.
Da questo momento in poi anche la Svezia partecipava all’incontro all’interno di un primo tempo in cui era comunque l’Olympic a meritare qualcosa di più. Purtroppo al primo errore della nostra difesa Montaldi pareggiava inserendosi bene dalla fascia difensiva destra dell’Olympic e battendo Perrone con un tiro ravvicinato di punta.
Si andava all’intervallo quindi sull’1 a 1.
La prima emozione della ripresa era nuovamente di marca gialloblù e a regalarla ai tifosi era ancora una volta Mimmo Caserta che recuperava una palla persa sulla trequarti avversaria e per la seconda volta gonfiava la rete.
Così come era successo nella prima frazione anche questo gol produceva una reazione della Svezia ma stavolta la reazione era devastante.
Gli avversari cominciavano da quel momento a produrre una quantità industriale di palle gol anche se fino a metà frazione la coesione dello schieramento gialloblù e i riflessi eccezionali di Perrone evitavano la capitolazione.
A dieci minuti dalla fine qualcosa nell’Olympic però cominciava a scricchiolare, le distanze tra i reparti si allungavano ma soprattutto si allentavano il pressing e la marcatura sul migliore uomo avversario, Gianluca Atzeni, da cui partiva tutto il gioco della Svezia.
Su un affondo del capitano avversario nasceva il pareggio: Atzeni bucava il centrocampo e irrompeva in area effettuando un tiro smorzato da una deviazione di Formiconi. Perrone riusciva a deviare questa prima conclusione ma sulla ribattuta lo stesso Atzeni pareggiava.
Dopo il 2 a 2 anche l’Olympic aveva qualche occasione ma le azioni più nitide erano tutte della Svezia con Perrone che chiedeva aiuto ai santi per evitare di essere battuto.
Dopo tante parate importanti il capitano gialloblù era però sfortunato quando da solo a tu per tu con Gianluca Atzeni prima parava in uscita il tiro ma successivamente, per anticipare l’avversario che stava ribadendo la sfera in porta, deviava lui stesso il pallone in porta commettendo un’autorete rocambolesca e disgraziata.
C’era tempo per un ultima emozione visto che mancavano due minuti e capitava sui piedi di Bisogno che trovatosi con la palla tra i piedi in area avversaria traccheggiava troppo e perdeva il tempo del tiro pochi secondi prima che l’arbitro andasse tutti negli spogliatoi.
E così il derby numero 26 finiva con la diciottesima sconfitta dell’Olympic che in questo campionato può dire di aver giocato sugli stessi livelli della Svezia sia all’andata che al ritorno. Manca qualcosa però per raggiungere il loro livello di top team. Manca la lucidità e la concentrazione continua, costante e manca soprattutto l’abitudine a vincere le gare importanti.
Otterremo mai queste qualità o ci dovremo accontentare per sempre dei rimpianti?

NOTE
CLIMA Serata primaverile
SPETTATORI circa 15
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise GOLD 2010

PAGELLE

1.PERRONE: 7 cap.
Uno dei punti fermi dell’Olympic. Riesce in ogni occasione a prendere il tempo per il tiro avversario e sventa almeno quattro gol trovandosi totalmente solo con l’avversario di fronte e la porta spalancata. Purtroppo, quel pizzico fortuna avuta in un paio di circostanze esige il suo credito nel finale quando per evitare il 2 a 3 smanaccia lui stesso in porta la palla che consegna la vittoria alla Svezia a tre minuti dalla fine.

4.RENCRICCA A. : 6.5
Per quasi tutta la partita riesce a mantenere la squadra coesa e compatta e a distribuire il gioco con sapienza dimostrando che le scorie canadesi sono ormai solo un ricordo. Serve a Caserta l’assist per l’1 a 0 e offre una prestazione incoraggiante per il finale di campionato.

8.FORMICONI: 6.5
Ancora una volta in questa stagione alle prese con l’influenza e ancora una volta fa sembrare che non abbia febbre o alcun tipo di malessere. Nel secondo tempo si fa prendere in infilata due volte da Gianluca Atzeni ma le responsabilità sono da ricercare a centrocampo.

7.BISOGNO: 6
Partita di gran lotta e concentrazione, forse una delle sue migliori in questo campionato per ciò che attiene alla determinazione. Peccato gli sia mancato il guizzo per segnare come all’andata.

19.CASERTA: 7-
L’uomo nuovo dell’Olympic può diventare lo star player di un’Olympic che da anni cercava un giocatore del genere. Se lo avessimo incontrato ai tempi dei campionati al Kristall, dal 2005 al 2008, forse avremmo vinto ancora di più di quanto raccolto. Adesso però pensiamo al presente e al futuro. Mimmo deve migliorare la sua forma fisica che di conseguenza influirà anche sulla sua tenuta atletica e mentale. Poi sarà devastante e le due splendide reti di ieri sembreranno poco al confronto.

11.TANI: 5
Prestazione inficiata dal gap di condizione rispetto ai compagni e agli avversari. Primo tempo tutto sommato accettabile, purtroppo nella ripresa il suo apporto è inferiore alle aspettative. Presenza numero 66, raggiunge Sacchi al sedicesimo posto della classifica di tutti i tempi.

10.FANTINI: 5.5
Dopo la bella prestazione contro gli Autoricambi Bernocchi e il buon allenamento di mercoledì scorso ci aspettavamo una prova di maggior spessore di Andrea che quasi mai ha trovato lo spunto per liberarsi dalle marcature avversarie per battere a rete o dialogare con Bisogno e Caserta. Passaggio a vuoto.

N.d.R.: si ricorda che tutte le pagelle di questa stagione vengono stilate in base alle medie dei voti discussi nei ritrovi post-partita all’O’Connell o al Red River.

Olympic 2000 – Autoricambi Bernocchi 5-5

MERCOLEDI’ 16 MARZO 2011, ORE 20.20
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 688
TORNEO APERTURA 2010/2011, XVII GIORNATA
AUTORICAMBI BERNOCCHI – OLYMPIC 2000
5-5 (3-3)

MARCATORI:
4 FANTINI
1 BISOGNO

IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO FABRIZIO PERRONE

Andare giù, giù, sempre più giù, toccare il fondo e risalire. L’ha fatto l’Olympic, una squadra in piena crisi tecnica e psicologica che negli ultimi tempi aveva perso partite impensabili e offerto prestazioni inenarrabili.
Poi c’è stata la sconfitta del 21 febbraio contro il Centro e dopo il fischio finale il lungo faccia a faccia negli spogliatoi con i giocatori che non avevano abbandonato la Madonnetta fino a che l’ultimo di loro non avesse espresso l’ultima opinione su ciò che non andava.
All’epoca questa resa dei conti poteva apparire come un fortissimo scricchiolio nel già incrinato gruppo gialloblù e invece quella “litigata” tra uomini veri è stato la fine di una discesa che poneva due alternative: raschiare il fondo o risalire.
E la squadra ha scelto l’opzione volendo più ardua perché sarebbe stato tanto facile lasciar perdere senza combattere e avviarsi ad un finale di stagione demoralizzante. Cinque giorni dopo l’Olympic giocò e vinse contro l’X-Box Live un incontro che non poteva dare le risposte che i tifosi aspettavano mentre, paradossalmente, diede migliori risposte la successiva sconfitta del 1 marzo contro il Moviola quando i gialloblù persero dignitosamente giocando a pallone, cosa che fino alla settimana prima la squadra non poteva dire di aver fatto.
Due settimane dopo quella sconfitta e dopo il turno di riposo imposto dal calendario l’Olympic scendeva quindi in campo ieri sera contro gli Autoricambi Bernocchi in un match valido per la diciassettesima giornata di campionato.
Stavolta l’attesa non era molta e nemmeno le aspettative. Gli Autoricambi, nonostante un distacco considerevole dalla quarta in classifica, sono tra le formazioni più in forma del torneo e probabilmente la più accreditata a vincere l’Europa League mentre l’Olympic deve ancora guardarsi dall’insidia rappresentata da Tamarri e Cavalieri di 100 e non è nemmeno sicura di partecipare alla seconda coppa post campionato.
A due giorni dalla partita l’Olympic perdeva Caserta a causa di impegni di lavoro quindi i convocati erano solo sei con Francesco Tani preferito a Sforza e Tagliaferri per affiancare lo zoccolo duro composto da Perrone, Rencricca, Formiconi, Bisogno e Fantini.
Ora, non aspettatevi una serata trionfale in lungo e in largo perché ho appena cercato di farvi capire che l’Olympic sta ancora risalendo verso la superficie ma non è ancora riuscita a riempire i polmoni dia aria nuova.
Quella di ieri sera è stata la tipica serata epica gialloblù fatta di capitolazioni e risalite, ricadute e catarsi finale.
Gli Autoricambi sono passati in vantaggio prestissimo e ancor meno tempo hanno impiegato per segnare la seconda rete che avrebbe messo in ginocchio anche una squadra meno in crisi dell’Olympic. In particolare era a dir poco incredibile il fatto che i giallo neri riuscissero costantemente ad attaccare in contropiede quando invece la nostra difesa sarebbe dovuta essere coperta viste le recenti sconfitte.
Una prima reazione arrivava grazie a Fantini che deviava in rete un calcio d’angolo di Bisogno ma era solo una vaga impressione perché poco dopo arrivava il 3 a 1 degli avversari.
Sotto di due gol e su un campo in cui mancavano solo le mangrovie per assomigliare ad una palude equatoriale l’Olympic è stata più forte della sua crisi e dei suoi limiti attuali e anche più forte della pioggia ed è andata al riposo sul risultato di 3 a 3 grazie ad altri due gol di Fantini che ieri ha davvero fatto reparto da solo e che ha saputo sfruttare al Verso la fine della prima frazione giungeva al campo anche Francesco Tani, in ritardo a causa del traffico generato dal nubifragio abbattutosi su Roma. L’arrivo del numero 11 gialloblù era fondamentale per permettere a Fantini e Bisogno di recuperare le energie dissipate nella risaia di Acilia; purtroppo nella prima metà della ripresa gli Autoricambi legittimavano la loro posizione in classifica segnando un altro gol e raddoppiando le distanze grazie ad un calcio di rigore.
A questo punto dobbiamo raccontare solo il climax finale, nell’occasione tutto colorato di giallo e di blu. Rencricca si apriva di forza una corsia preferenziale sulla fascia destra e offriva a Bisogno la palla del 4 a 5 mentre Formiconi era decisivo in occasione del definitivo pareggio realizzato ancora da Fantini che perfezionava così il suo poker.
C’era tempo anche per un’altra nitida occasione per Fantini ma dobbiamo dire che la vittoria sarebbe stata troppa roba per un’Olympic ha ottenuto il giusto premio per i suoi progressi e che meriterà di vincere se avrà la voglia e la costanza di perseguire questa strada. La strada del giocare come una squadra facendo girare la palla, la strada dei passaggi semplici e dell’aiutarsi l’un l’altro.
Il fischio finale arrivava ma per i nostri deve essere il fischio d’inizio di una nuova fase. Lo devono ai tifosi, alla maglia e a loro stessi!

NOTE
CLIMA Campo allagato a causa della pioggia caduta in giornata
SPETTATORI circa 15
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise PREMIER 2011

PAGELLE

1.PERRONE: 7.5 cap.
Una saracinesca in maglia grigia. Nonostante gli acquitrini nella sua area di rigore para tutto, un paio di volte anche l’impossibile. E para anche un tentativo di autogol di Formiconi. Galvanizzato dai cori della curva.

4.RENCRICCA A. : 6.5
La risalita della squadra parte da lui ovvero dallo stesso punto in cui erano cominciati e proseguiti i problemi dell’Olympic. L’abbiamo detto fin dall’inizio della crisi: il suo gioco era diventato un problema per la squadra ma abbiamo sempre riconosciuto che era il giocatore su cui la squadra si poggia, quindi il primo elemento necessario ad una rinascita. Bellissimo il secondo dei suoi due assist partito dopo una fuga da ala sulla fascia destra.

8.FORMICONI: 6.5
Non è il Formiconi perfetto di questo periodo di anno e servirà quello per ottenere qualcosa da questo finale di campionato. Nel frattempo il Formiconi attuale ci regala due assist e tanta grinta. Se Rencricca è il primo elemento necessario alla risalita il secondo anello della catena è Formiconi.

7.BISOGNO: 6+
Inizio da tregenda, finale da legenda. Ha sulla coscienza il secondo e il terzo gol degli avversari ma è innegabile che cresce alla distanza prima mettendo sempre più forza e convinzione nei contrasti, poi cominciando ad effettuare tiri pericolosi e infine segnando il gol del 5 a 4, quello che dà inizio alla rimonta finale.

11.TANI: 6
L’aiuto e l’apporto che il quintetto gialloblù di partenza aspettavano e si aspettavano. Francesco è arrivato e si messo al servizio della squadra. La fiducia riposta in lui dopo lo stage di giovedì scorso è stata ripagata con nostra immensa soddisfazione.

9.FANTINI: 7.5
Uno, due, tre, quattro. Quattro gol che confermano Fantini come miglior marcatore del torneo e della stagione di un’Olympic che non può fare a meno per il peso specifico che Andrea conferisce all’attacco e per come sa trasformare in oro il lavoro delle due ali Bisogno e Formiconi. Dopo quasi un mese da quel famoso colloquio negli spogliatoi dopo la sconfitta con il Centro possiamo dirlo: Andrea è stato tra i maggiori fautori dal cambiamento e ora ne sta diventando anche il maggior realizzatore pratico.