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Olympic 1989 FC – Foto Dan BV 4-7

LUNEDI’ 6 MARZO 2017 ORE 20.30

LONGARINA

GARA 1014

 

VII WINTER CUP CHAMPIONS LEAGUE

 

OLYMPIC 1989 FC – FOTO DAN BV

4-7 (0-3)

 

MARCATORI:          1 ATTILI, 1 FORMICA, 1 RENCRICCA A., 1 ATTILI

AMMONITI:             ATTILI, FORMICA, PERRONE, TANI

ESPULSO:                 TANI

 

Una cosa è certa, nonostante l’Olympic abbia rimediato la quarta sconfitta su quattro confronti con il Foto Dan stavolta l’onore è salvo e la macchia del 20 a 1 subita nel primo turno è ormai stata smacchiata da una prestazione gagliarda dei nostri che fino all’ultimo minuto hanno mantenuto aperta la partita e resa la vita ai duri ai fortissimi avversari romeni.

Forte, fortissimo il Foto Dan, nonostante fosse reduce da due sconfitte consecutive contro Ottica Vista Chiara e Zuppa Romana, comunque due avversarie che probabilmente contenderanno ai rossi di Buca le semifinali del torneo. Il Foto Dan voleva dunque ripartire per raggiungere le alte vette della classifica e fin dall’inizio ha messo sotto pressione l’Olympic che dopo un primo momento in cui si era ben schierato ha cominciato a cedere e ad allargarsi rischiando più volte di incassare reti.

Dagli e dagli i gol sono arrivati con le Furie Rosse che trovavano spesso l’avversario smarcato sul secondo palo e la difesa gialloblu scoperta e lenta. L’Olympic non ha comunque mollato anche se ha dovuto fare i conti con l’imprecisione dei propri attaccanti e con un arbitro che spesso preso dal proprio protagonismo prendeva decisioni quantomeno discutibili.

La partita si è poi accesa e sono fioccati i cartellini all’indirizzo di Perrone, Attili e Formica e per tutto il resto del primo tempo si è più discusso che giocato e il parziale è rimasto quello di 0 a 3 per i nostri avversari.

Nella ripresa la carica l’ha suonata un indemoniato Francesco Tani che ha accorciato le distane spingendo una palla in rete più con la forza di spirito che con i piedi. A quel punto l’Olympic si è sbloccata e tra un gol fatto e uno preso ha stabilizzato il gap di punteggio a due reti con il Foto Dan che non ha potuto rilassarsi.

Nel finale Tani veniva espulso e il Foto Dan chiudeva il match sul 7 a 4. Cosa ha avuto di più il Foto Dan rispetto all’Olympic: sicuramente un maggiore tasso tecnico individuale e una forma fisica che spesso ha fatto la differenza a campo aperto.

L’Olympic merita comunque i complimenti per la grinta messa in campo e per aver fatto capire che sarà un osso duro per chiunque la pescherà nei play off.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 6      capitano               ammonito

Un gargantuesco all you can eat di sushi a pranzo ha messo a dura prova la sua reattività ma dopo due parate scomposte digerisce e arriva a prendere palle insidiose come quando sceglie un angolo e para ottimamente su un avversario che calciava da solo dal dischetto.. L’ammonizione lo mette in diffida dalla prossima partita.

 

RENCRICCA A. : 6+

Il miglior gialloblu ieri sera in campo. Tranquillo, attento, ma in difficoltà contro gli attaccanti avversari. Trova anche il terzo gol in Champions calciando bene un rigore mentre fallisce il cosiddetto approccio “alla Verdesca” con un qualsivoglia avversario, la birretta con Petre e Sandu è infatti saltata per incompatibilità di linguaggio.

 

CIUFFA A. : 5.5

Seconda presenza consecutiva del difensore dell’infernetto, terza in stagione. Primo tempo negativo con gli avversari che bucano per tre volte dalle sue parti sorprendendolo in velocità. Gli serve maggiore continuità.

 

ATTILI: 6           ammonito

Quanto ci serve questo giocatore! La sua grinta, la sua fisicità e la sua presenza a tutto campo ne fanno un tassello imprescindibile quindi ci auguriamo che sia finalmente lasciato alle spalle qualsiasi tipo di guaio fisico e che possa essere sempre a disposizione. Trova anche un gol che dà linfa alla squadra e che fa bene al morale del nostro Gringo.

 

TANI: 6                espulso

Dopo un primo tempo opaco la sua ripresa è semplicemente strepitosa: comincia con un gol (il digiuno durava da dicembre) in cui spinge la palla in rete con tutto il corpo finendo in rete con tutto il portiere avversario. Poi sprona i compagni facendo sentire i tacchetti a tutta la Romania e nel finale il parossismo atletico raggiunge un livello tale che rimedia due gialli in pochi minuti per due interventi killer ma sacrosanti. Salterà la prossima partita ma lo spirito di Crujiff, di cui Francesco sta leggendo l’autobiografia, sarà orgoglioso di lui.

 

FORMICA: 6      ammonito

Partita di tecnica e di dialettica: con i piedi segna un gol, realizza un assist e guadagna il calcio di rigore mentre a parole è più eccitato di Grillo e Sgarbi messi insieme. Purtroppo rimedia un cartellino giallo che gli farà saltare l’ultima giornata di Champions League.

 

RUGGERI: 5.5

Il bomber dalle polveri bagnate sta segnando poco in questa Champions League e anche contro il Foto Dan all’Olympic vengono a mancare qualche gol dei suoi. Contro l’UC Diamoli sarà l’unica punta a disposizione e dovrà accrescere il suo bottino di gol.

Olympic 1989 FC – Ottica Vista Chiara 1-14

 

L’Ottica non l’abbiamo vista nemmeno con gli occhiali

LUNEDI’ 27 FEBBRAIO 2017 ORE 20.30

LONGARINA

GARA 1013

 

VII WINTER CUP CHAMPIONS LEAGUE, VI GIORNATA

OLYMPIC 1989 FC – OTTICA VISTA CHIARA

1-14 (0-5)

 

MARCATORI:          1 FORMICA

 

La settimana post derby con il Mo’viola è stata esaltante: l’Olympic era prima in classifica e il morale era alle stelle per aver schiantato i rivali di sempre. Sette giorni dopo e soprattutto dopo la sconfitta di ieri il clima è decisamente cambiato.

Ieri sera l’Ottica Vista Chiara ha fatto terra bruciata sull’Olympic in una gara in cui i gialloblu non sono mai stati in partita e si sono offerti come dono sacrificale ad una squadra sicuramente più forte ma a cui è stato permesso di infierire senza alcuno sforzo.

Non c’erano attenuanti di formazione come nell’ultimo confronto infatti mancava solo Arditi, giocatore che comunque siamo abituati a considerare come un di più estemporaneo. La migliore formazione dell’Olympic è stata fatta a pezzi dall’attacco dell’Ottica Vista Chiara che ha sfruttato la migliore tecnica individuale per vincere innumerevoli duelli nell’uno contro uno trovando sempre e comunque di fronte autentiche praterie.

Dopo pochi minuti si era già sullo 0 a 3 ed era un piccolo miracolo che il primo tempo si fosse chiuso sullo 0 a 5. Che poi si possa subire gol a ripetizione contro avversari molto forti ci sta pure ma che tutti le reti siano frutti di duelli singoli persi o di errori di marcatura sui lanci lunghi con le mani del portiere avversario allora il gap tecnico finisce per essere inferiore a quello mentale.

 

Forse l’Olympic è scesa in campo già certa di perdere e per questo non ha lottato? E’ una chiave di lettura che se fosse veritiera allora ci lascerebbe l’immagine di una squadra che avrebbe poco futuro di fronte a se visto che sfide del genere si potrebbero riproporre anche nei play off. E se l’Olympic giocasse così in una partita da dentro o fuori allora addio sogni di gloria.

Il secondo tempo è stato un stillicidio con gli avversari che non si fermavano mai e continuavano a segnare gol su gol concedendo ai gialloblu un’unica rete su calcio piazzato che almeno ha cancellato l’umiliazione di chiudere l’incontro senza reti all’attivo.

 

E’ finita 14 a 1 per l’Ottica Vista Chiara che in tre incontri su quattro ci ha sempre inflitto goleade eppure io sostengo che anche in partita come queste c’è modo di fare bella figura. Se si entra con la testa giusta, se c’è la concentrazione allora l’avversario pensa che non sarà una passeggiata. Invece ieri l’Ottica andava via in dribbling come se di fronte ci fossero birilli. La differenza tra due squadre non è solo tecnica: se ieri avessimo evitato i primi cinque gol nel primo tempo, tutti subiti per errori dei singoli e di concentrazione, allora sarebbe stata tutta un’altra partita. E considerate che ci siamo permessi il lusso, sempre nel primo tempo di fallire anche due tiri liberi!

 

Lunedì prossimo arriva il Foto Dan. Qualche settimana fa ci ha segnato venti gol in un match del tutto siile a quello di ieri. Vediamo se abbiamo imparato la lezione.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 5.5  capitano

L’incubo nero di tutti i portieri, vivere serate così. Lui ci mette qualche pezza ma di fronte ha avversari che nella ripresa oltre ad arrivare facilmente in porta, trovano anche tiri spettacolari e imprendibili. Lo batte anche Formica con un autogol che al confronto quelli di Santolamazza e Rencricca impallidiscono.

 

RENCRICCA A. : 5

Dalla, dalla, dalla! Niente, per cinquanta minuti i compagni gli gridano questo suggerimento ma evidentemente Rencricca pensa si riferiscano al cantante e si ostina a tenere palla rischiando troppe volte nei pressi dell’area gialloblu. Serata contraddistinta dal ritorno della sua malattia cronica, l’accecamento da riflettore con conseguente perdita di misure dei lanci lunghi. Almeno ci fa fare due risate battibeccando con Formica…

 

CIUFFA A. : 5

Anche lui preso alla sprovvista dai lanci lunghi degli avversari e preso anche alla sprovvista dai frequenti cambi di fascia di Bisogno che lo disorientano. Peccato, sembrava decisamente in palla prima della partita e qualcuno si era anche giocato un suo gol.

 

BISOGNO: 4.5

Serata di grande confusione allargata anche a Ciuffa che finisce per tramortire cambiando di frequente fascia quando gli avversari attaccano. Ha qualche buona occasione ma il tiro non il suo forte e la cosa più bella della serata la fa lanciando le chiavi dello spogliatoio nella giungla e costringendo Fabio Formica a trasformarsi in Bear Grylls per cercarle.

 

TANI: 4

Lo riconosce lui stesso: è stata la sua partita più brutta di sempre. Sempre superato dagli avversari in dribbling, ininfluente anche in fase offensiva, forse un po’ stanco dalle tante partite giocate. Per lui il 27 febbraio sarà una data da NON ricordare. Sena gol dal 19 dicembre.

 

FORMICA: 5.5

Lui è quello che di testa ci sta sempre, anche in queste serate, peccato che predichi in un deserto che in confronto che la Valle della Morte sembra Rimini ad agosto. Segna un gol su punizione e almeno può dire di aver ristretto la distanza che lo separa da Fantini nella rincorsa al secondo posto della classifica marcatori di tutti i tempi.

 

RUGGERI: 5

Le cose più belle le fa in difesa ed è proprio bello vederlo fare trenta metri di campo per correre in aiuto di Perrone. In attacco ha qualche buona chance ma la mira era rimasta a casa a vedere Leicester – Liverpool.

Olympic 1989 FC – Mo’viola 10-4


LUNEDI’ 20 FEBBRAIO 2017, ORE 21.45

LONGARINA

GARA 1012

VII WINTER CUP CHAMPIONS LEAGUE, V GIORNATA

OLYMPIC 1989 F.C. – MO’VIOLA

10-4 (6-2)

MARCATORI: 3 ARDITI, 3 FORMICA, 2 RENCRICCA A., 1 BISOGNO, 1 RUGGERI

AMMONITI: FORMICA

La partita di ieri nasce da una giornata con un cielo limpido come un lago di montagna eccetto una nuvola minacciosa e nera sopra Acilia che faceva temere a Perrone di dover pagare la cena a tutta la squadra. La partita di ieri nasce da una serata in cui il freddo attanagliava i polmoni e in cui i giocatori si sono riscaldati in un campo buio in cui si stava allenando anche il sosia di Luca Li Causi.

La partita di ieri nasce da una vigilia impaziente che non poteva essere differente visto che era la vigilia del confronto numero 99 tra la nostra Olympic e il Mo’viola, l’avversario più’ temibile contro il quale, da qualche stagione, perdiamo le staffe soffrendo più’ del dovuto una sfida tra ciò che ci rappresenta e ciò che più’ non sopportiamo del calcio.

Ogni Olympic – Mo’viola è una storia a se e anche questa partita si è confermata tale con la nostra squadra lanciata verso la qualificazione ai play off e i viola ancora a zero punti e nel mezzo di una crisi di gioco e forse generazionale. Il mantra gialloblu della vigilia era quello di cercare di riuscire a mantenere la calma, non farsi innervosire dai nostri avversari, perchè questa volta l’Olympic era più’ forte, senza dubbi, e avrebbe solo dovuto pensare a giocare per ottenere i tre punti.

Dopo nemmeno un minuto Formica faceva slalom tra le maglie viola e costringeva Carassai ad allungarsi sotto il sette per togliere il suo tiro dalla rete. Era solo il preludio della pioggia di gol che i gialloblu vestiti d’azzurro avrebbero riversato su Rossi e compagni. Il folletto Arditi sbloccava la contesa e Formica raddoppiava dando il via alla serie di sei gol che l’Olympic avrebbe segnato nella prima frazione. Alla festa gialloblu si univano anche Bisogno, Ruggeri e Rencricca e pazienza per i due gol viola arrivati su calcio da fermo perché, su azione, il Mo’viola era nullo e quel poco che creava ci pensava Perrone a renderlo inoffensivo.

L’Olympic è stata perfetta ma questa era una gara che si sarebbe vinta solo al cinquantesimo più’ recupero perché le vecchie volpi viola, da sempre, sono famose per riaprire le partite partendo da un golletto sporco e costruire rimonte praticamente dal nulle.

Vietato distrarsi per l’Olympic, nemmeno per un secondo. Forse un piccolo gap di concentrazione c’è stato a inizio secondo tempo, quando il Mo’viola si portava sul 4 a 6 ma i gialloblu erano abili a (ri)spaccare la partita grazie ad un Formica devastante, ad un Rencricca perfetto in marcatura su Verdesca, grazie al solito Arditi e anche a Tani, Bisogno e Ruggeri che completavano l’opera ognuno mettendoci del loro.

La partita finiva ufficiosamente a metà secondo tempo quando Verdesca commetteva fallo a centrocampo su Arditi involato a rete. Seconda ammonizione per il centravanti viola e red card!, come dicono l’inglese. Il Mo’viola senza il proprio ariete creava pochissimo e l’Olympic chiudeva la sua serata perfetta con il punteggio di 10 a 4.

In questa stagione l’Olympic ha giocato e vinto partite molto piu’ belle di questa e contro avversari piu’ forti. Ieri davvero non c’è stata partita pero’ quest era un derby che da tempo non vincevamo quindi, come abbiamo detto in apertura, era una gara a se che ci da una soddisfazione tutta particolare.

La strada verso i play off, la semifinale e oltre è ancora lunga ma la famiglia Olympic, che ieri è stata completata da tifosi speciali come Formiconi e Montaldi, può tutto giocando come ieri.

Il sogno continua e non vogliamo svegliarci.


PAGELLE

PERRONE: 6.5

Si gode lo spettacolo offerto dalla sua squadra gustandosi quella che, dichiarerà, è una delle piu’ belle partite dell’Olympic in quasi 28 anni di storia. Commette un piccolo errore sul terzo gol del Mo’viola ma ciò che rimarrà negli occhi dei tifosi è la doppia parata del primo tempo. Tiro da fuori di un giocatore viola, deviazione balorda di Formica e il numero 1 gialloblu si inarca all’indietro riuscendo a deviare la sfera sulla traversa. La palla ritorna sui piedi di Verdesca che però trova di nuovo l’opposizione di Perrone. Tornato a casa festeggia la vittoria con la piu’ grossa frittata di cipolle mai cucinata ruttando alla salute dei suoi compagni. Prosit!

RENCRICCA A. : 7

La partita del Libero sembra un romanzo di Osvaldo Soriano. “El Libre di Cien Celdas” affronta quello che è stato il suo incubo, la sua nemesi, per anni, Verdesca, uno che invece sembra un personaggio di Luis Sepulveda, e lo annulla facendo svanire come un brutto sogno alla luce del mattino. Durante il duello Rencricca affronta un’altra sua recente chimera decidendo di battere un calcio di rigore dopo averne falliti quattro consecutivi. La palla sembra incollata al piede ed è pesantissima ma entra sicura in porta e anche questo incubo svanisce. Nel secondo tempo trova anche un gol su azione e allora può uscire dal campo anzitempo meritando la standing ovation!

ARDITI: 7

Casa è lontana e per rincuorarsi porta con se un compagno di viaggio. Durante la partita indossa anche un tipico Chullo peruviano e da quel momento l’effetto da viandante del calcio è completo. Chicco e così, arriva, gioca una partita ogni tanto ed è sempre decisivo. Stavolta si fa conoscere dal Mo’viola con una tripletta ed un assist. Adios Viola, se sul suo lama e torna a casa.

TANI: 6.5

Il detto dice che un battito di ali di una farfalla dall’altra parte del mondo può creare un livido sulla caviglia di Tani. Lui è così, lotta, combatte, finisce per terra e si rialza poi fa un sombrero e casca di nuovo. Ma ciò che più importa è che garantisce solidità al centrocampo e praticità alla manovra. Nel finale sfrutta l’esperienza fatta a inizio anno e sostituisce egregiamente Rencricca al centro della difesa. Non segna da sei partite ma un Tani così è almeno da podio della Pigna d’Oro.

BISOGNO: 6+

Il più veloce dei tredici giocatori in campo non teme nemmeno l’autovelox visto che il flash rifletterebbe sui suoi sgargianti guanti fluo. Questa probabilmente è stata la partita in cui è stato più ordinato e preciso e visto che è molto migliorato sotto divino aspetto lo invitiamo a insistere anche nel trovare varianti al suo stile di tiro. Lo vogliamo più ficcante per vie centrali e più imprevedibile nelle conclusioni. Vogliamo diventi un giocatore alla Cristiano Ronaldo insomma e non date retta alle voci secondo cui la società vorrebbe valorizzarlo per fare cassa a fine anno. Gianluca e e sarà sempre un giocatore del Bernoc… ehm, dell’Olympic!

FORMICA: 7.5 capitano/ammonito

Ricordo che un battibecco di una sfida del passato Verdesca apostrofó Fabio di essere al massimo un cuoco piuttosto che un vero centravanti. Ecco, diciamo che Fabio al Mo’viola ha cucinato una bella serata da ricordare. Fabio fa molto in questa serata in cui veste per la quarta volta in diciassette anni la fascia di capitano dell’Olympic: segna tre gol, realizza un assist, prende un’ammonizione e in generale combatte come solo lui sa fare. Migliore in campo, senza dubbio.

RUGGERI: 6

Parte benissimo segnando un gol dei suoi ma poi ritorna a fare l’Eto’o della situazione agendo più a centrocampo che in attacco dove finisce per sbagliare qualche gol apparentemente facile. Dispiace averlo visto eccessivamevte nervoso a metà ripresa ma può capitare visto l’importanza del Match.

Olympic 1989 FC – Zuppa Romana by Nabil 4-8

Francesco Tani dopo il colpo al volto

LUNEDI’ 6 FEBBRAIO 2017, ORE 20.30

LONGARINA

GARA 1010

 

VII WINTER CUP, CHAMPIONS LEAGUE, III GIORNATA

OLYMPIC 1989 FC – ZUPPA ROMANA BY NABIL

 

4-8 (2-3)

 

MARCATORI:          3 RUGGERI, 1 AUTORETE

AMMONITO:            PERRONE

 

La prima sconfitta in Champions League arriva per l’Olympic nella solita serata piovosa di inizio febbraio, sotto una pioggerellina che ha trasformato la Longarina in Stanford Bridge, contro una squadra forte (con riserva, ne parleremo più avanti) con la classica emergenza di titolari e con l’ormai usuale prestazione di coraggio e orgoglio della squadra gialloblu.

 

Questa volta la coperta troppo corta dell’Olympic era evidenziata dalle assenze di Formica e di Ciuffa, assenze parzialmente compensate dalla convocazione di Ciardi e dal recupero di Rencricca, restituito all’Olympic da un provvidenziale edema alle corde vocali di Ligabue. Il Libero di Centocelle rimaneva però bloccato sulla ribattezzata Via del “Fottuto” Mare quindi i gialloblu si schieravano con Perrone, Tani vertice basso, Ruggeri e Bisogno esterni e Ciardi boa centrale. Era proprio il falso nueve a fornire a Ruggeri la bella palla per l’1 a 0 mentre la Zuppa Romana riusciva a pareggiare con tanta fortuna con un tiro carambolato sul palo e poi sulla schiena di Perrone. I giallo fluo avversari passavano in vantaggio ma un autogol di Caprioli riequilibrava il punteggio prima del terzo gol con cui i nostri avversari chiudevano la prima frazione.

Era comunque una grande Olympic che sembrava non sentire le assenze e giocava alla pari contro una squadra avversaria al completo e che era temuta in quanto vincitrice del proprio girone della prima fase. La Zuppa Romana grazie ad un bel mix di fortuna e grinta segnava anche il 2 a 4 ma l’Olympic rimaneva in gara con Ruggeri che a metà ripresa siglava il 3 a 4. Poi per i giallo blu hanno attraversato una fase di black out ed è stato lì che la partita si è decisa a favore dei nostri avversari che nonostante qualche decisione arbitrale discutibile comunque meritavano la vittoria.

 

Mi piace pensare che questa è stata una sconfitta istruttiva perché abbiamo capito che l’Olympic in questa stagione gioca un buon calcio a livello tecnico ed è sempre in partita a livello di testa a prescindere da chi era in campo. Ieri non abbiamo pianto le assenze ma abbiamo giocato per vincere, non mollando mai un centimetro e facendo sudare la pagnotta ai nostri avversari. E se abbiamo giocato in questo modo senza Formiconi, Attili, Arditi, Formica e Ciuffa allora possiamo solo che essere soddisfatti e ottimisti.

 

Nonostante ciò la qualificazione ai quarti è tutta da guadagnare attraverso le prossime cinque partite. Non promuoveremo un hashtag né faremo proclami ma è il momento di “esserci”, di dare ancora di più e superare questo turno di Champions il prima possibile.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 6.5  capitano               ammonito

Incita i compagni a non mollare mai e loro lo rendono orgoglioso con una prestazione che sul profilo mentale è pressoché perfetta. Il capitano ci mette del suo sventando quattro duelli uno contro uno, volando da un palo all’altro e dando sicurezza. Qualche errore nel momento di black out generale ma il trend positivo si conferma ancora e continua a puntare al titolo di miglior portiere del torneo, roba che ottenerlo a 38 anni suonati sarebbe una tentazione a chiudee l la carriera..

 

RENCRICCA A. : 5.5

L’influenza di Ligabue permette all’Olympic di schierarlo anche se il traffico della Via del Mare lo rigurgita in ritardo dal suo famelico stomaco. In campo avverte molto la mancanza di Ciuffa che nell’ultimo incontro lo aveva protetto parecchio quindi Rencricca soffre qualche palla alta e in alcuni passaggi accusa la velocità degli esterni della Zuppa Romana. Bello il filtrante per Ruggeri che vale il quarto gol dell’Olympic.

 

TANI: 6

Un Gladiatore! Prende botte in faccia e sul ginocchio ma ogni volta si rialza come Russell Crowe senza nemmeno intravedere i campi di grano come il protagonista del film di Ridley Scott. Fa girare palla che è una meraviglia anche se in questa partita agisce piuttosto lontano dalla zona gol. Presenza numero 106 in gare ufficiali grazie alla quale aggancia Fabio Tagliaferri al tredicesimo posto della classifica.

 

BISOGNO: 5.5

Sufficienza sfiorata per l’esterno gialloblu che ha il merito di propiziare il secondo gol dell’Olympic con un calcio d’angolo venefico che induce Caprioli all’errore. Trova anche un assist per Ruggeri ma avrebbe potuto fare di più in attacco dove le solite piccole esitazioni gli hanno impedito di trovare il gol. Rimane comunque l’impressione di un buon momento di forma e gli rimane anche fiato per le polemiche del giorno dopo che da settimane riempiono inserti a parte dei principali quotidiani sportivi.

 

CIARDI: 5.5

L’Olympic lo ha incluso nel proprio progetto in un momento positivo che ha reso questo processo facile. Anche Pierluigi ci ha messo del suo facendosi valere in questa posizione di falsa punta in cui si fa davvero valere. L’assist per il primo gol di Ruggeri è una piccola perla per questo giocatore che ora è atteso ad un altro step di crescita: mentalmente è al top mentre sul piano tecnico deve avere più coraggio e provare cose che pensiamo possano essere nel suo bagaglio. Stimatissimo nello spogliatoio.

 

RUGGERI: 6.5

Con le assenze di tutti gli altri attaccanti Alex ha davvero brillato essendo l’unico terminale offensivo della squadra. Ha segnato una tripletta e ha costretto più volte Caprioli a rifugiarsi in calcio d’angolo. Per Alex migliorarsi significa ottenere questi risultati anche quando Arditi e Formica calcano il campo insieme a lui.

Olympic 1989 FC – THE TOWER’S PUB 4-3

LUNEDI’ 31 GENNAIO 2017, ORE 21.30

LONGARINA

GARA 1009

 

VII WINTER CUP, CHAMPIONS LEAGUE, II GIORNATA

OLYMPIC 1989 FC – THE TOWER’S PUB

 

4-3 (1-2)

 

MARCATORI: 1BISOGNO, 1 FORMICA, 1 RUGGERI, 1 AUTORETE

 

Che Olympic è quella di questo periodo? E’ una squadra sicuramente ancora imperfetta ma è anche una squadra che fa innamorare i tifosi perché gioca partite indimenticabili con i giocatori che giocano con un cuore e una grinta che non si vedeva, con questa continuità, da tanti anni.

E’ la squadra fatta di grandi attaccanti che la trainano verso la porta avversaria ma anche di gregari che a centrocampo e in difesa sono indispensabili per la costruzione della manovra. E’ l’Olympic di tutti insomma, senza una stella perché Arditi lo è senz’altro ma è anche un titolare atipico che è disponibile in poche partite e che rappresenta una ciliegina su una torta che è già comunque buonissima.

Dopo il pareggio della settimana scorsa contro il Campione l’Olympic cercava contro il The Tower’s Pub la prima vittoria in Champions League. L’assenza di Arditi, decisivo una settimana fa, era compensata dai rientri dell’”australiano” Rencricca, di Ciuffa e di Bisogno quindi, per la prima volta nel 2017, si poteva affermare che la squadra era in formazione tipo.

La partita cominciava con l’Olympic subito avanti ma come spesso accade c’era poca concretezza così che i bianco rossi, grazie ad un Quinquinio scatenato, guadagnavano il doppio vantaggio in due azioni del tutto simili: tiro, palla che rimbalzava su un montante e palla ribattuta in gol da un attaccante lasciato colpevolmente libero.

L’Olympic non meritava lo 0 a 2 e lo dimostrava all’ingresso di Bisogno: l’entrata di GB7 spaccava la partita e dava inizio alla bella prestazione gialloblù. Era proprio l’esterno di Acilia ad accorciare le distanze e a permettere all’Olympic di andare al riposo con rinnovata fiducia.

Anche l’ingresso di Ciuffa si rivelava decisivo perché il jolly dell’Infernetto si dimostrava inaspettatamente in forma e con lui in campo l’Olympic trovava la quadratura. Non passava nemmeno un minuto della ripresa che i nostri pareggiavano: Tani tagliava il campo dando palla a Formica che si liberava al tiro e batteva il numero 1 biancorosso con un tiro micidiale.

Sul 2 a 2 gli avversari, già apparsi stanchi a fine primo tempo e senza cambi in panca, crollavano e attraversavano il loro momento peggiore subendo il gol del 3 a 2 ad opera di Ruggeri. Poco dopo l’arbitro trevigiano assegnava un calcio di rigore all’Olympic. Sul dischetto si presentava Rencricca che ancora una volta falliva la conclusione. Fortunatamente, sulla ribattuta un difensore avversario andava goffamente sulla palla e per anticipare Rencricca realizzava il più classico degli autogol.

Sul 4 a 2 l’Olympic poteva comunque recriminare per le tante occasioni fallite in contropiede da Ruggeri e alla fine era la fortuna che doveva aiutare i gialloblù visto che il The Tower’s colpiva un palo che rendeva vano il gol del 4 a 3 su rigore a due minuti dalla fine.

Nonostante il relativo affanno nel finale l’Olympic si è comportata benissimo facendo la differenza grazie al carattere che le ha permesso di vincere nonostante l’iniziale doppio svantaggio. Era già successo contro Albiceleste e Campione e quindi non è una semplice coincidenza ma il segnale che questa squadra ha trovato la propria dimensione e la testa giusta per puntare ai grandi obiettivi.

Nelle passate stagioni l’Olympic ha fallito tutti i suoi obiettivi proprio per la mancanza di concentrazione quindi è scontato che mantenere questa umiltà e questa grinta è la prima missione di questa squadra che ormai ottiene buoni risultati a prescindere da ci scenda in campo.

Complimenti gialloblù, continuate così ma non pensate di essere “arrivati”.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 7      capitano

Decisivo e in forma tanto che sembra tornato quello dei tempi ante Madonnetta e stiamo parlando di quando aveva meno di 30 anni. Nel primo tempo fa tre parate su tiri insidiosi e una in cui sembra che voli. Nella ripresa ferma Quinquinio lanciato a rete in solitaria, devia sul palo un tiro pericolosissimo e sventa un colpo di testa all’angolino che poteva diventare beffardo.

 

RENCRICCA A. : 6.5

I compagni di squadra quasi non lo riconoscono: torna dall’Australia abbronzato, capelli lunghi al vento e in forma smagliante o comunque sorprendente vista l’inattività calcistica di ben ventinove giorni. Ma lui torna a braccetto con il “canguro” Sainsbury, diretto all’Inter senza molte aspettative mentre Rencricca in difesa offre una prova più che sufficiente nonostante gli isolati black out di concentrazione. Si apre invece un caso rigori visto che arriva il quarto errore dal dischetto consecutivo che fa abbassare la sua media realizzativa al 67%. Quale è la soluzione: perseverare o affidare le massime punizioni ad un altro tiratore in attesa di maggiore ispirazione?

 

CIUFFA A. : 7

Seconda sorpresa della serata. Alessandro non giocava una gara ufficiale dal 28 giugno 2016 e questa convocazione doveva rappresentare solo una prima tappa di un rientro graduale. Invece una volta in campo Ciuffa Il Giovane si è subito dimostrato indispensabile e con lui in campo l’Olympic ha vissuto i suoi momenti migliori. Può essere il grande acquisto di questo mercato invernale.

 

BISOGNO: 7

Terza sorpresa della serata: un Bisogno stile The Flash! Questo è quello che chiamiamo GB7, un giocatore duttile, veloce, capace di cambiare gli equilibri della squadra, di accorciarla difendendo la fascia e di rovesciarla in avanti con due falcate. Nel primo tempo la prima palla che tocca vale il gol dell’1 a 2 poi nel secondo tempo i bianco rossi avversari non lo contengono più e lui fa quello che vuole in ogni zona del campo. Prestazione esemplare.

 

TANI: 6+

Partita da gregario alla Oriali o se preferite alla Massimo Romaldini o alla Alessandro Guarino rimanendo in tema di vecchie glorie gialloblù. La sua partita non ruba l’occhio ma è decisiva sul piano della quantità. Altrettanto decisivo anche uno strappo che effettua a inizio ripresa che sbilancia la squadra avversaria e consente a Formica di pareggiare. Presenza stagionale numero 18, era dal 2012 che non collezionava così tante partite in una sola stagione.

 

FORMICA: 6.5

Finalmente è arrivato questo gol numero 250, una vera e propria liberazione per Fabio che era assente addirittura dal 4 dicembre. I compagni di squadra lo incitano ad usare una parte poco poetica del suo corpo per far salire la squadra e lui lo fa con grande perizia diventando decisivo per guadagnare metri e secondi preziosi. La rete del 2 a 2 è un gioiello, un tiro che piega le mani del portiere e lo fa esplodere di gioia (Fabio, non il portiere!).

 

RUGGERI: 6

In una serata così bella per la squadra nessuno merita l’insufficienza però è altrettanto vero, e Alex è il primo ad ammetterlo, che il nostro numero 11 avrebbe dovuto segnare almeno quattro gol e permettere all’Olympic di vivere una serata più serena. Ha almeno quattro occasioni nitide davanti al portiere e in altre occasioni avrebbe potuto far salire la squadra invece che provare tiri improbabili. Poi trova il gol più difficile grazie al portiere che si fa piegare le mani da una tiro che sarebbe forse finito oltre la sua porta. Che dire, Alex è stato bravo, ha corso per cinquanta minuti, gli avversari non lo prendevano mai ma avrebbe dovuto concretizzare di più. Nota statistica: con questa presenza aggancia Fabio Tagliaferri al dodicesimo posto delle partite in gare ufficiali mentre il gol lo pone a sole 12 segnature dal mostro sacro Filiberto Tarallo.

Olympic 1989 FC – Il Campione 5-5

LUNEDI’ 23 GENNAIO 2017, ORE 21.30

LONGARINA

GARA 1008

 

WII INTER LEAGUE, CHAMPIONS LEAGUE, I GIORNATA

 

OLYMPIC 1989 FC – IL CAMPIONE

5-5 (2-3)

 

MARCATORI:          5 ARDITI

AMMONITI:             ARDITI, FORMICA, TANI

 

La recente campagna pubblicitaria dell’Olympic ci mostra Tani, Ruggeri e Perrone in posa davanti al Colosseo con lo sguardo colmo di fuoco e determinazione. Posa da spot, senz’altro, ma anche la trasposizione in forma parodistica del Vero Carattere Olympic, quello di chi non parte mai sconfitto, nemmeno quando mancano tanti titolari, nemmeno quando piove, nemmeno quando vai sotto per cinque volte e sembra tutto perduto.

 

Esordio in Champions League per l’Olympic: è una serata tipicamente invernale e nemmeno la musichetta tipica della più importante competizione europea riuscirebbe a dare un po’ di lustro ad una serata che, vuoi per la pioggia, vuoi perché è solo la prima giornata, sembra ancora tanto lontano da quelle serate primaverili che Venditti definiva “di coppe e di campioni”.

 

Ma nonostante ciò è Champions League vera e l’Olympic si trovava subito di fronte alla prima di otto partite che non si possono perdere, otto finali che dovranno portare la nostra squadra a centrare l’obiettivo play off evitando gli ultimi due posti del girone, quelli che portano dritti a casa, lì dove i gialloblù vogliono arrivare, possibilmente, solo con una coppa tra le mani.

Si sapeva già da settimane che l’Olympic avrebbe avuto tante assenze e nessun difensore in campo ma il forfait di Bisogno in mattinata complicava ulteriormente le cose. Con i due “carabinieri” Romagnoli e Ciardi out l’unico disponibile alla convocazione era Matteo Stella che poteva così finalmente bagnare il suo esordio. E bagnare era proprio la parola giusta visto che alla Longarina non faceva freddo ma pioveva che Dio la mandava e sotto questo cielo malevolo si schierava un’Olympic con Perrone in porta, Tani in difesa, Stella e Ruggeri sulle fasce e Formica centrattacco. Arditi in panchina visto l’arrivo al campo solo pochi istanti prima del fischio d’inizio.

Il Campione era composto da giovani giocatori saettanti in una maglia che ricordava quella del Sassuolo e l’attacco degli emuli di Berardi e Politano cercava di far male ai gialloblù rubandogli il tempo nell’uno contro uno.

Lo 0 a 1 arriva a così, con Tani sorpreso alle spalle. Dopo un palo colpito da Ruggeri arrivava il pareggio firmato da Arditi bravo a spedire in porta il portiere un difensore e soprattutto la palla ma il Campione poco dopo raddoppiava,  stavolta approfittando della mancanza di reattività di uno Stella volenteroso ma a corto di familiarità con i ritmi di gioco.

L’Olympic cadeva ancora, stavolta in contropiede e sull’1 a 3 si faceva buio un buio difficile da squarciare se non con un colpo da campione ce arriva ancora grazie ad Arditi che batteva il portiere nero verde con un preciso fendente dalla sinistra che lo inceneriva.

Si andava all’intervallo sul 2 a 3 che presto diventava 3 a 3 ancora grazie al Genio di Cesano che approfittava di una triangolazione con Tani per arrotondare il suo bottino. Dopo tanto splendore Arditi si rendeva protagonista di due eventi negativi per la sua squadra. Prima causava un rigore che Perrone sventava abilmente e poco dopo, spostandosi dalla barriera, permetteva al Campione di segnare il 3 a 4 su punizione.

I veri campioni però si rialzano con la velocità di Bruce Lee quando viene colpito in pieno petto e scaraventato a terra infatti poco dopo l’arbitro assegnava un rigore all’Olympic che lo stesso jolly trasformava per il 4 a 4. Nei minuti finali è successo di tutto, soprattutto per gentile concessione dell’arbitro, un po’ confuso nel finale concitato.

Il direttore di gara assegnava all’Olympic un tiro libero ce però Arditi falliva mentre nell’azione successiva ne dava uno davvero dubbio ai nostri avversari che battendo Perrone si portavano in vantaggio a due minuti dalla fine. Nell’assalto finale l’arbitro dava all’Olympic un nuovo tiro libero, anche questo discutibile, e stavolta Arditi pareggiava per il 5 a 5 a venti secondi dalla fine.

In questi venti secondi Perrone effettuava una parata d’istinto e nel rovesciamento di fronte Formica aveva sui piedi un match ball che però si infrangeva sul portiere. L’arbitro non faceva nemmeno battere l’angolo e mandava tutti sotto le docce decretando la divisione della posta in palio.

Di questa Olympic possiamo dire che ha giocato mostrando una enorme confusione di ruoli e movimenti con elementi fuori dal proprio ruolo (e la mancanza di un difensore vero è stata decisiva per questo) e giocatori continuamente spostati e dirottati per un tourbillon che fortunatamente non è stato fatale alla nostra squadra.

Ma abbiamo anche visto una squadra di uomini veri, che avrebbe potuto perdere la partita senza subire critiche viste le tante assenze e che invece, grazie al carattere, ha rischiato di vincerla per un’impresa di cui si può parlare comunque nonostante il pareggio.

Dobbiamo essere orgogliosi della nostra squadra e fargli un plauso, continuate così!

 

PAGELLE

 

PERRONE: 7      capitano

Negli spogliatoi, prima della partita Stella gli regala una fascia da capitano uguale a una che Perrone indossava tanti anni fa e chissà che quel pezzo di stoffa non l’abbia ispirato a fare quelle parate che sono state decisive per il risultato. Nel primo tempo ferma da solo, per due volte, due attaccanti lanciati a rete poi nella ripresa para il rigore e devia anche la pericolosa ribattuta diventando decisivo anche nel finale, aprendo la mano d’istinto su una palla sbucata dal nulla. La sua Champions è cominciata proprio bene.

 

TANI: 6                ammonito

Cinquanta minuti diviso tra chi lo voleva centrale difensivo e chi lo voleva terminale offensivo e in questa diatriba è finita che Francesco, per ampi tratti, si è trovato fuori dal gioco. Da difensore aveva perso l’uomo in occasione dello 0 a 1 dei nero verdi ma aveva anche sfiorato il gol sparando un tiro telecomandato sotto il sette (parato dal portiere) mentre da attaccante ha fornito l’assist per il  3 a 3. Il giudizio finale in definitiva è positivo ma la sua prestazione avrebbe beneficiato di una posizione, una delle due, decisa e stabile.

Finora è stato l’unico giocatore gialloblù sempre presente in questo torneo e a noi questo stakanovismo del Maghetto ci ricorda tanto la stagione 2010/2011 quando Francesco tirò avanti la carretta a lungo arrivando stremato in primavera. Ci raccomandiamo, gestisciti Francesco perché in questa stagione sei fondamentale!

 

STELLA: 6

Giocatore numero 131 della storia dell’Olympic, arrivato all’esordio in gare ufficiali dopo il giusto passaggio attraverso due allenamenti in famiglia. Viene schierato esterno destro e si vede che non ha il passo per tenere a lungo questi ritmi ma lui è il primo ad esserne consapevole e con umiltà e concentrazione si impone di fare cose semplici e lineari cercando di dare alla squadra quel pochino d’ordine che le è mancato in questa serata. Le gambe ancora non sono da Champions League ma la testa si e se lui vorrà la lunga stagione gialloblù potrà essere occasione per lui di essere importante per la squadra.

 

ARDITI: 7           ammonito

Dal commento sembra che abbia fatto tutto lui e poco ci manca visto che ha realizzato tutti e cinque i gol dell’Olympic ed è stato assolutamente decisivo per la squadra. Certo, la grande voglia di fare bene ed essere importante l’ha portato a farsi in quattro occupando più ruoli e creando un po’ di confusione ma non possiamo che rendere tutti gli onori possibili ad un giocatore che in campo dà il 300% per una maglia che nella sua storia ha avuto rari interpreti di questa caratura. I cinque hanno mostrato gran parte del suo repertorio, in due occasioni ha segnato con tocchi di misura che hanno ingannato il portiere, una volta ha segnato con una staffilata, una volta su rigore e un’altra su tiro libero sotto il sette dopo che ne aveva sbagliato uno poco prima. Merita il trofeo di miglior giocatore del torneo, lo diciamo oggi, a due mesi dalla fine della competizione.

 

FORMICA: 6+    ammonito

Anche Fabio la prestazione di Fabio è stata inficiata dal moto perpetuo di Arditi con cui spesso condivideva la stessa posizione e le stesse linee di movimento. In questa partita i gol di Formica e Ruggeri sono mancati molto ma entrambi hanno eseguito un lavoro più sporco agendo nella trequarti offensiva e anche come difensori risultando comunque fondamentali per il risultato. Il gol numero 250 in carriera si fa ancora attendere…

 

RUGGERI: 6+

Anche in questa partita Alex è risultato il più penalizzato dallo schieramento del tridente pesante. Peccato, perché il numero 11 era partito alla grande colpendo un palo ma poi è stato costretto ad arretrare parecchio il baricentro della sua azione per trovare spazi e soprattutto per garantire una certa copertura alla squadra che altrimenti sarebbe stata troppo sbilanciat5a in avanti. Gara matura per Alex, bravo.

Team A – Team B 16-7


Martedì 17/1/17, ore 21

Longarina

Stage

TEAM A – TEAM B

16-7 (9-3)

Marcatori Team A blu: 10 Ruggeri, 3 Ciardi, 2 Tani, 1 Romagnoli

Marcatori Team B bianca: 5 Formica, 2 Bisogno

Ultimo allenamento prima dell’esordio in Champions League per l’Olympic che anche ieri sera ha dovuto fare a meno di tanti titolari (Rencricca, Arditi, Attili) ma che ha saputo trarre tutto il meglio da una serata dove l’avversario più forte era il freddo siberiano.

Nuvole cariche di neve alla Longarina e pochi giocatori per un allenamento comunque fondamentale a soli sei giorni dalla prima partita della Champions. Tornava in campo Fabio Formica mentre l’unica novità della serata era l’esordio in porta di Gregorio Triggiani che rimpolpa la scelta di estremi difensori nella rosa gialloblu.

In maglia blu si schierava una formazione del tutto simile a quella che lunedì scorso aveva affrontato l’Ottica Vista Chiara in campionato (Perrone, Tani, Romagnoli, Ciardi, Ruggeri) mentre in maglia bianca la vestivano Triggiani, i due viola Santoro e Rossi e i due titolari Bisogno e Formica.

Il primo tempo, salvo i primissimi minuti di gioco, era totalmente a favore dei blu che approfittavano del maggiore affiatamento e del gioco collaudato per infliggere agli avversari tanti gol. Il primo tempo finiva quindi 9 a 3 mentre a inizio ripresa i bianchi segnavano quattro gol in rapida successione soprattutto grazie all’orgoglio del leone Formica che da solo teneva su l’attacco della sua squadra. Nella seconda metà della ripresa però i blu riprendevano quota e accrescevano ulteriormente il vantaggio fino al punteggio finale di 16 a 7.

Considerazioni finali: l’importante era che nessuno si facesse male, che si corresse e che Formica riprendesse un po’ di forma dopo il lungo stop per gli impegni di lavoro. Obiettivi raggiunti per l’Olympic che da lunedì 23 gennaio vivrà una grande avventura. Piacevole il ritorno in panchina di Formiconi che nonostante il rave infortunio ha voluto are un saluto ai compagni.

PAGELLE TEAM A blu

PERRONE: 6 capitano

Il gap tra le due squadre è così evidente che lui ha poco lavoro e comunque è sufficientemente attento nelle occasioni in cui viene sollecitato. Viene benedetto dalla Madonna quando Formica gli travolge il ginocchio in corsa. Al portiere sembra di essere stato investito da una locomotiva del diciottesimo secolo con tutti i vagoncini al seguito, quello del carbone compreso. Fortunatamente entrambi i giocatori rimanono illesi, locomotiva compresa.

TANI: 6.5

Come già detto nell’articolo, il Team A beneficiano del rodaggio della propria squadra che ha già giocato insieme più volte e in questo stesso schema tattico appena una settimana fa. Francesco riprende il ruolo di playmaker già interpretato contro l’Ottica Vista Chiara e dirige il gioco dei blu come un direttore d’orchestra. Anche lui più volte calpestato da Formica riesce comunque a segnare una doppietta sopportando dolori lancinanti dalla cintola in giù.

 

ROMAGNOLI: 6.5

Walter Samuel faceva così calciava via la palla mettendo in sicurezza l’area e mentre lo faceva dava anche un pestone all’avversario. Stefano prende di mira Daniele Rossi che verso metà ripresa è costretto a chiamare il Telefono Azzurro. Galvanizzato dal gioco della sua squadra e dall’ottimo funzionamento della squadra blu Stefano guadagna campo e nel finale segna un gol del tutto simile a quello realizzato contro l’Ottica.

 

RUGGERI: 7+

Per la seconda volta in uno stage di questa stagione (era già successo a ottobre) segna ben dieci gol crivellando di colpi l’esordiente Triggiani come il buon soldato che in Predator abbatte inutilmente mezzo ettaro di foresta con la mitragliatrice. Anche in questa partita Alex si piazza alle spalle di Ciardi e dalla fascia sinistra trova una corsia preferenziale verso la porta avversaria. Bello il gol di testa che corona un’ottima azione della sua squadra.

 

CIARDI: 7

Falso nueve? Noi preferiamo descriverlo come un rifinitore avanzato, più un “finto dieci” che invece di lavorare sulla trequarti gioca quasi al limite dell’area avversaria rifornendo Ruggeri con vagonate di assist. Alcuni sono molto belli tanto che, se proprio vogliamo evitare l’irriverente paragone con Roberto Baggio, il nostro buon Pierluigi ieri sera è sembrato un piccolo Lamberto Zauli moderno. Stavolta i suoi sforzi e la sua generosità vengono ripagati da una tripletta.

 

 

PAGELLE TEAM B bianca

 

TRIGGIANI: 5.5

E’ il giocatore numero 26 della rosa gialloblù di questa stagione e si inserisce nel pacchetto di portieri piuttosto folto già composto da Perrone, Maiozzi, Belli, Caprioli e in caso di necessità da Tani e Ruggeri. Ora, è pur vero che i primi due sono titolari indiscussi, ma ieri alla fine è capitato che ben tre portieri su quattro fossero indisponibili ed è in serate come questa che spesso nascono le avventure di alcuni giocatori della storia dell’Olympic.

La sua prestazione è stata fortemente influenzata dal fatto di giocare nella squadra palesemente più debole in cui è stato attaccato innumerevoli volte manco fosse la Morte Nera di Guerre Stellari. Lui alcune volte ha parato bene, altre volte ha fatto parate al di sopra della media mentre altre volte è stato poco preciso e lacunoso. Va rivisto ma la prima partita nel mondo Olympic non è stata affatto negativa.

 

SANTORO G. : 5.5

Nonostante questo giocatore ci piaccia molto dobbiamo dire che la sua prova è stata così e così probabilmente a causa della mancanza di un vero difensore che lo coprisse. Che sappia che se un giorno volesse lasciare il Mo’viola e provare una nuova avventura una maglia gialloblù lo aspetta.

 

ROSSI D. : 5

L’imprendibile Daniele Rossi che spesso assomiglia al suo omonimo collega che gioca nel Celta Vigo oggi è stato prendibilissimo soprattutto da Stefano Romagnoli che lo limita ai limiti del codice penale. Prestazione molto al di sotto delle sue possibilità.

 

BISOGNO: 5.5

Diceva Boskov che Bisogno “è come cervo che esce di bosco”. Purtroppo in questo allenamento Gianluca esce troppe poche volte dalla foresta (e in quei casi fa molto male alla difesa avversaria segnando due gol e fornendo qualche assist) mentre per la stragrande parte dell’incontro si nasconde finendo per essere troppo sornione e poco raggiungibile dai suoi compagni.

 

FORMICA: 6 capitano

Roma, Londra, Washington, San Jose e ritorno. I viaggi di lavoro di Fabio sfiancano il nostro bomber che non metteva piede in campo da ben 43 giorni. Appesantito e fuori forma rischia di abbattere Tani e Perrone ma è anche l’unico a tenere in partita la squadra bianca segnando cinque gol e mettendo paura alla difesa avversaria praticamente da solo. Lunedì guiderà l’Olympic all’esordio in Champions League e si spera che questa sgambata lo abbia corroborato.

 

Olympic 1989 FC – Ottica Vista Chiara 5-10

strong

LUNEDI’ 9 GENNAIO 2017, ORE 22

LONGARINA

 

GARA 1006

VII WINTER CUP, GIRONE A, VII GIORNATA

 

OLYMPIC 1989 FC – OTTICA VISTA CHIARA

5-10 (1-5)

 

MARCATORI: 3 RUGGERI, 1 BISOGNO, 1 ROMAGNOLI

 

Accettare una sconfitta come quella di ieri sera è facile o difficile a seconda dei punti di vista. Ci si potrebbe tranquillamente accontentare di aver fatto bella figura contro i campioni in carica della Summer Cup nonostante l’Olympic fosse nell’emergenza più totale ma d’altra parte, dopo aver giocato così bene, sale anche una punta di irritazione perché si poteva arrivare ad un risultato positivo anche in queste condizioni. Sarebbe bastato che almeno uno dei quattro titolari fosse stato in campo e, forse, la storia della partita sarebbe stata diversa.

Del resto nessuna squadra, men che mai l’Olympic, potrebbe rinunciare senza contraccolpi e in un colpo solo a Formica (a Washington per lavoro), Rencricca (a Sydney in viaggio di nozze), a Formiconi (infortunato), ad Arditi (indisponibile) e ad Attili (infortunato). La società aveva tentato di sostituirli convocando tanti giocatori ma alla resa dei conti ci si accorgeva che la rosa gialloblù è drammaticamente esigua e quindi la squadra si presentava alla Longarina con Perrone, Tani, Bisogno, Ruggeri e i due fedelissimi Romagnoli e Ciardi, davvero encomiabili nella loro sempiterna disponibilità.

Per un istante, verso le 14 di ieri, l’organizzazione aveva anche comunicato che l’Ottica non si sarebbe presentata a causa delle tante assenze per l’influenza attribuendo così la vittoria a tavolino all’Olympic. La situazione è durata due minuti scarsi, tanto ci è voluto ai nostri avversari per trovare dei sostituti e decidere di scendere in campo prima che la decisione dell’organizzazione ratificasse la decisione.

 

E’ arrivato il momento della partita, freddo ma non troppo alla Longarina e Olympic che si schierava secondo uno schieramento che avrebbe fornito agli addetti ai lavori lo spunto forse più interessante della serata: Ciardi centravanti boa con gli alfieri Ruggeri e Bisogno in attacco, Romagnoli a coprire la fascia destra e Tani playmaker. Quando l’Olympic ha vissuto queste serate di grandi difficoltà la parte tattica è sempre andata a farsi benedire invece ieri la notizia più bella è che l’Olympic, come già è successo in questa stagione, non sembrava mancasse di 4-5 titolari ed ha giocato come se nulla fosse, alla pari con i campioni avversari. Purtroppo in avanti si creava molto e si concretizzava poco mentre l’Ottica creava e segnava portandosi sullo 0 a 2. Ma la luce si accendeva anche per i gialloblù che reagivano grazie al gol di Bisogno su assist di Ruggeri. Poi il terzo gol dell’Ottica ma l’impressione di un’Olympic solida, divertente, concentrata, rimaneva negli occhi dei presenti alla Longarina.

 

I primi dieci minuti del secondo tempo forse ci hanno fatto vedere l’Olympic migliore della partita insieme a quella di inizio partita. In questa fase i gialloblù hanno creato palle gol con straordinaria regolarità e hanno segnato tre gol rimanendo in scia agli avversari che hanno dovuto giocare al 100% per avere ragione dell’Olympic. Bella l’azione che ha portato al gol del 3 a 4 di Ruggeri che ha beneficiato di una sponda di Ciardi e bellissima la rete di Romagnoli dopo un contropiede di Ruggeri. È stata un’Olympic operaia, faticatrice ma anche fantasiosa, estrosa e piena di entusiasmo.

Sul 4 a 5 l’Ottica ha sfruttato l’uscita di uno stremato Tani per dare una svolta all’incontro trovando un’Olympic che in cinque minuti ha subito tre gol venendosi a trovare senza il suo straordinario libero al centro della difesa.

Nel finale l’Ottica ha dilagato arrivando fino al risultato di 10 a 5 ma ripetiamo che questo punteggio non ha per nulla scalfito le certezze di una squadra che proprio in una serata dalle mille insidie ha trovato una straordinaria conferma al suo ottimo momento.

Il gruppo, lo spogliatoio e il gioco stanno andando cos bene che anche gli outsider hanno beneficiato di questo clima potendo esprimersi al meglio. Si poteva essere più cinici sotto porta, si poteva fare qualche fallo in più per arginare i talentuosi avversari ma sono dettagli che ci aiuteranno a crescere e nulla tolgono alle buone prestazioni dei sei giocatori dell’Olympic di ieri.

E ora la Champions League a cui l’Olympic si qualifica da quarta nel proprio girone. E’ tempo di giocare per qualcosa di importante, è il tempo delle conferme e degli uomini veri.

 

PAGELLE

 

PERRONE: 6.5  capitano

Trascorre la serata nel modo che si aspettava, soffrendo e cercando di fare il possibile per tenere la squadra a galla a suon di parate riuscendovi per tre quarti di partita. Ottimo in uscita, più volte, sugli avversari lanciati a rete. Si esalta su un pallonetto del folletto avversario in tuta (di ciniglia?) blu.

 

TANI: 6.5

L’intuizione di Perrone e dello stesso Francesco di giocare come vertice basso è azzeccatissima tanto quanto la maglia numero 5 alla Zidane. In posizione di libero mostra tutte le sue qualità, fisico da lottatore, piedi da artista e un carisma eccezionale che gli permettono di dare avvio a tutte le manovre dell’Olympic. Non è un caso che quando esce lui l’Ottica prenda il sopravvento vincendo di fatto della partita in quei cinque minuti in cui Francesco deve tirare il fiato.

 

ROMAGNOLI: 6+

Fedele come un Carabiniere, nei secoli dei secoli, e non può essere un caso che in questi quattro anni (la sua prima da titolare in campionato risale all’8 gennaio 2013) abbia collezionato la bellezza di 42 presenze. Schierato sulla fascia destra della difesa gialloblù interpreta il ruolo del terzino bloccato in maniera egregia ma è nel secondo tempo che merita tutti gli applausi del mondo ovvero quando segue Ruggeri che gli serve un assist da spingere in rete per la sua grande gioia battendo uno dei portieri più forti in circolazione. E’ il suo gol numero 6 in gare ufficiali.

 

BISOGNO: 6

Anche in questa partita lo dobbiamo spronare a dovere perché gioca bene, si impegna in modo meritevole e trova anche un gol con uno dei suoi puntualissimi inserimenti ma deve migliorare tanto quando invece ha la palla tra i piedi e sarebbe in grado di battere il portiere. Troppi tentamenti, troppe attese e attimi fatidici preziosi: certe palle vanno buttate dentro, soprattutto da uno come lui da uno con il suo ruolino realizzativo. Con la rete di ieri, la numero 117 in gare ufficiali, infatti, supera Perrone e diventa l’ottavo goleador di tutti i tempi dell’Olympic.

 

CIARDI: 7

La sorpresa più bella della serata! Pierluigi viene schierato come centravanti e gli si chiede l’enorme sacrificio personale tecnico e tattico di non guardare la porta ma di girarsi e fungere da sponda per li accorrenti Bisogno e Ruggeri. La partita comincia e sembra l’abbiamo sempre fatto: spia palloni di testa, appoggia con passaggi precisi i compagni e li trova con filtranti azzeccati. Libera i compagni al tiro almeno cinque volte ma la cosa più bella la fa nel secondo tempo quando serve a Ruggeri la palla del 3 a 4. Da riprovare in questa veste così utile e soprattutto fruttuosa.

 

RUGGERI: 7

Dopo due partite di assenza finalmente Alex rivede il campo e fa registrare i soliti numeri impressionanti arrivando a segnare tre gol e realizzando anche due assist. Meraviglioso come esterno sinistro, posizione in cui apre squarci nelle difese avversarie e trova anche il tempo per recuperare in difesa diventando assolutamente decisivo. Ci era mancato.

Olympic 1989 FC – Albiceleste Lidense 6-2

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Lunedì 19 dicembre 2016, 21

Longarina

Gara 1005

VII Winter Cup, girone A, VII giornata

OLYMPIC 1989 C – ALBICELESTE LIDENSE

6-2 (0-2)

MARCATORI: 2 Arditi, 2 Bisogno, 1 Attili, 1 Tani

AMMONITO: Arditi

Far West alla Longarina, mezzanotte di fuoco! La fredda e boscosa pineta di Castel Fusano ieri sera si è trasformata in un inospitale foresta del Wyoming dove si è svolto un autentico duello in stile Sergio Leone o, se preferite, alla Quentin Tarantino.

L’Olympic voleva chiudere il 2016 in bellezza e tornare in Champions League dopo sei anni. Ci voleva un punto contro l’Albiceleste, formazione attardata di un punto rispetto ai gialloblù ma dal ruolino del tutto simile a quello di Perrone e compagni e, di conseguenza, avversario temibile ed insidioso. In mattinata l’Olympic, già orfana del “thailandese” Formica, riceveva il forfait di Arditi ma si trattava solo di uno scherzo da parte del simpatico cesanese. Nel pomeriggio invece rinunciava a scendere in campo per infortunio Ruggeri e, stavolta, non era uno scherzo. Fallivano tutti i tentativi per sostituire l’italo tedesco  quindi l’Olympic si presentava con un cambio solo in panchina e senza centravanti di ruolo.

L’Albiceleste Lidense aveva invece gli uomini contati ma fin dai primi minuti dimostrava di avere un quintetto contraddistinto da grande tecnica e soprattutto da un’intensità impressionante. L’Olympic accusava, sbandava e subiva due gol. Prima l’attaccante biancoazzurro superava Rencricca e poco dopo i lidensi raddoppiavano beffando l’Olympic battendo a sorpresa una punizione.

I nostri soffrivano, tamponavano, commettevano falli e sudavano sette camicie  ma giocavano un buon calcio e le occasioni arrivavano con Bisogno che colpiva l’incrocio dei pali e Tani che falliva il tap in da due passi. Si andava all’intervallo sullo 0 a 2.

L’Olympic era in partita ma c’era da risolvere il problema della differenza di intensità tra le due formazioni. L’Albiceleste andava a duemila mentre i nostri, più compassati, puntavano tutto sulla compattezza e sulle ripartenze e lì i gialloblù hanno costruito la propria grande impresa. Il primo squillo di tromba arriva da Arditi che su punizione batteva il numero 1 avversario sfruttando una deviazione di un difensore. Lo stesso numero 5 poco dopo e sempre su punizione serviva Attili che siglava il pareggio di prepotenza. LA strada era tracciata tanto che Tani entrava in porta con la palla per il primo vantaggio dell’Olympic. Nel frattempo l’Albiceleste continuava a giocare rabbiosamente ma trovava sulla sua strada il miglior Perrone stagionale e una difesa che pur di non subire altri gol si schierava in cinque davanti alla porta. Contemporaneamente cominciavano a nascere scintille tra Arditi e due giocatori avversari, scintille che crescevano esponenzialmente ad ogni episodio a favore dell’Olympic. Scintille dopo il 4 a 2 di Bisogno, battibecco sull’infortunio di un centrocampista biancoazzurro che era costretto ad abbandonare il campo e parapiglia pizzulliano al 5 a 2 di Arditi che nell’occasione era preso di mira dal portiere avversario.

A questo punto il calcio usciva di scena e cominciava il Far West: il portiere della Lidense veniva espulso e l’Olympic, trovandosi contro solo tre avversari, segnava il gol del definitivo 6 a 2. Gli avversari, ciechi di rabbia, cominciavano la caccia all’uomo all’incolpevole Arditi e solo un miracolo impediva che l’accenno di rissa e gli inseguimenti si tramutassero in eventi spiacevoli che nulla hanno a che fare con lo sport.

Alla fine, in un clima teso e di incredulità, i giocatori gialloblù guadagnavano li spogliatoi e poi la via dei parcheggi non senza timore. Smaltita l’amarezza per quanto accaduto l’Olympic ritrovava la gioia per una grande vittoria, la quarta consecutiva, trovata grazie al carattere e alla grinta. Si sono visti tackles disperati, si sono viste ginocchia sbucciate e sanguinanti pur di impedire agli avversari di segnare. E’ stato bellissimo, è stato indimenticabile e ha riportato l’Olympic in Champions League.

PAGELLE

PERRONE: 7+ capitano

Una serata da portierone ritrovato per il numero 1 gialloblù che da tempo non si rivelava decisivo per l’esito di una partita così difficile. Comincia deviando in angolo una insidiosa punizione a due dentro l’area poi è attento su un colpo di testa dal limite dell’area mentre nel secondo tempo, durante l’assedio degli avversari che in tre secondi tirano tre volte da un metro, devia a lato un tiro a botta sicura. Al fischio finale il suo pugno al cielo sa di rivincita e di liberazione.

RENCRICCA A. : 7

E’ l’unico giocatore di movimento a giocare tutta la partita e sembra sentire l’influsso benefico di Formiconi che è in panchina con la stufetta. Il numero 8 gialloblù ancora una volta allunga la carriera al 4 che offre una prestazione sena lampi ma piena di sostanza e di interventi risolutivi.

ATTILI: 7+

Nella bella storia della partita dell’Olympic c’è la bella storia di Giordano. Non giocava titolare da inizio anno poi è tornato a essere giocatore lasciandosi alle spalle i guai fisici grazie al pilates. Poi è tornato contro il Mo’viola con scarsa resistenza, nello stage ha rischiato grosso allungandosi come Mister Fantastic ma i muscoli hanno retto e ieri sera El Gringo era pronto per dare il 100%. Prestazione tosta, nel suo stile unico. Miracoloso quando toglie palla agli avversari un attimo prima di calciare, da lacrime quando segna il 2 a 2, un gol che gli mancava da dieci mesi. Dove si è interrotta, temporaneamente, la storia di Formiconi, è ricominciata la storia temporaneamente interrotta di Giordano.

ARDITI: 7.5 ammonito

Sei anni che l’Olympic non giocava con le grandi (eccetto nella scorsa estate ma lì la formula era diversa), sei anni di Europa League, sei anni di Purgatorio. Chicco ci porta nella coppa più prestigiosa accompagnando per mano i compagni che come al solito non si affidano a lui totalmente ma da lui traggono forza per fare cose che altrimenti non riuscirebbero a fare. Merito della sua classe per carità (anche ieri sera due gol e due assist) ma anche del suo grande carisma. Diventa, suo malgrado, il protagonista della serata attirando su di se le ire dei bianco azzurri che nel finale scatenano una caccia all’uomo in stile hollyoodiano. Da ricordare l’ultimo gol della serata quando Chicco è da solo in velocità contro il portiere e lo aggira mandando il pallone da una parte e correndo dall’altra. Il tutto evitando un intervento omicida del numero 1 avversario. Chapeau!

BISOGNO: 7

La serata è di quelle in cui bisogna sacrificarsi e GB7 lo fa alla grande giocando anche da centravanti, ruolo che non ha mai gradito. Chiaramente il meglio di sè lo da sulla fascia sinistra, posizione nella quale può tagliare la difesa avversaria come una sciabola. Imprendibile e coraggioso nell’ultima azione della partita, quando l’Albiceleste gioca in tre e lui tira a porta vuota sigillando il risultato e rischiando la pelle per la reazione degli avversari. Con questa presenza raggiunge le 200 partite in gare ufficiali e con la doppietta raggiunge Perrone all’ottavo posto dei migliori marcatori di tutti i tempi dell’Olympic.

TANI: 7+

A pochi secondi dal fischio d’inizio Rencricca si avvicina a Tani e gli dice: “ah Francè, se stasera giochi al 70% di come hai giocato l’amichevole je fai male!” Francesco lo prende in parola e dà il 120% dando addirittura il meglio come falso nueve e segnando l’importantissimo gol del 3 a 2. Stagione tra le sue migliori della sua carriera in gialloblù.

Team A – Team B 3-10

Una veduta di ieri sera alla Longarina
Una veduta di ieri sera alla Longarina

Martedì 13/12/16, 21.00

Longarina

Stage

Team A – Team B

3-10 (1-3)

Marcatori A: 2 Attili, 1 Rencricca A.

Marcatori B: 5 Ruggeri, 3 Tani, 2 Ciuffa A.

Obiettivo Albiceleste Lidense! L’Olympic ha nel mirino il suo prossimo avversario come il cecchino di American Sniper e ha disputato un allenamento intenso usufruendo del turno di riposo in campionato. Peccato per le assenze di Formica e Bisogno (Arditi invece era stato dispensato dall’impegno) ma la partita è stata importante per testare le condizioni di Attili e Ciuffa che sono fortemente considerati come papabili sostituti per il ruolo dell’infortunato Formiconi. Anche Stella e Montaldi concorrevano per questo ruolo ma il primo dava forfait alla vigilia mentre il secondo era indisponibile. Purtroppo, in questo caso, gli assenti non hanno la classica ragione del caso.

La partita di ieri è stata condizionata da un clima in stile steppa siberiana e dall’assenza di cambi che nella ripresa ha contribuito ad allungare le squadre e a rendere il test via via sempre meno probante. L’impegno è stato comunque onorato al 100% dai presenti in campo e ci sono state indicazioni utilissime. I primi venti minuti di gioco, in cui le reti sono rimaste inviolate, è stato davvero buono sotto ogni profilo mentre l’ultimo quarto d’ora è stato utile solo sul piano atletico. Di positivo abbiamo riscontrato al forma dei due giocatori sotto esame (Ciuffa e Attili), il fatto che non sia fatto male nessuno e la grande serietà con cui l’allenamento è stato intrapreso. E ora parola alle pagelle!

PAGELLE TEAM A

PERRONE: 6.5 capitano

Scalda la voce in vista di lunedì prossimo e appare davvero un altro giocatore rispetto ad un mese fa e lo si capisce quando, in alcune occasioni, impedisce gol anche da solo contro più avversari. Sta pensando di farsi crescere i baffi alla Buffon.

RENCRICCA A. : 6

Con Attili dispacciato ad occuparsi di Ruggeri il Libero diventa ala sostituendo Bisogno sulla fascia, a sua volta impegnato come fabbro a pochi chilometri dal campo. Il numero 4 mette minuti e fiato in cascina e trova anche un gol su punizione di seconda, del tipo di quelli che la squadra avversaria va tutta in barriera e la palla passa non si sa dove, stile Premier League.

ATTILI: 6.5

Accetta la convocazione solo su promessa di avere un cambio ma i forfait di Stella e Bisogno lo costringono a stringere i denti per cinquanta minuti. Il test è andato bene, finché ha avuto fiato ha francobollato Ruggeri efficacemente e ha dato prova di aver pienamente recuperato dall’infortunio quando si avvita in torsione area facendo invidia a Roberto Bolle. Il prossimo test sarà lunedì in una gara vera.

IONCOLI: 5.5

Lo chiamano “Cinghialone” e si capisce perchè: ha dalla sua grande intensità e grinta, doti che in parte sopperiscono a qualche carenza tecnica. Sfiora il gol ma Maiozzi vola su un suo bel tiro da fuori.

TAGLIAFERRI F. : 5

Serata no del numero 10 che perde un’infinità di palloni e non inquadra praticamente mai la porta. Costretto a are la prima punta solitaria è sicuramente penalizzato dalla mancanza di partner ma sicuramente è stato un po’ troppo evanescente.

 

PAGELLE TEAM B

MAIOZZI: 6

Qualche leggerezza qui e lì ma quando stai in macchina con Rencricca, arrivi al campo alle 21 e 07 e sei costretto a scendere in campo a freddo allora hai decine di attenuanti a tuo carico. Affidabile come un pastore tedesco. O una Fiat Ritmo.

CIUFFA A. : 7

Arriva al campo dopo un infortunio di quattro mesi e stupisce tutti con la sua somiglianza con Clayne Crawford. La notizia più bella però è che gioca tutta la partita con buona intensità e che si comporta benissimo sia come difensore che come rifinitore per Ruggeri. Trova anche una doppietta e il primo gol, tiro al volo dalla fascia, è stato davvero bello. Sarà presto inserito in squadra in modo graduale.

TANI: 6.5 capitano

Che grinta! Nelle intenzioni della vigilia doveva essere il falso nueve del Team B ma ne è stato anche falso seis e falso ocho offrendo una prova a 360 gradi con grande qualità e quantità. Trova anche tre gol di quelli che segna ultimamente: appostamento sulla linea e spizzata di collo, di pancia e di sedere. Come diceva un attaccante del passato gialloblù: ogni gol vale uno!

CIARDI: 6+

Ciardi è una sicurezza, non ti farà mai la giocata ad effetto ma puoi stare certo che non ti deluderà a livello di densità a centrocampo. Avrebbe meritato il gol.

RUGGERI: 7

In queste partite chi ce l’ha parte già con un asso nella manica. Segna cinque gol e gioca con un entusiasmo e una voglia che solo una ragazzo di 22 anni può mettere con questo freddo e lo spauracchio dei lupi che si aggirano attorno al campo.