MERCOLEDI’ 27 GIUGNO 2012, ORE 21
CAMPO SPINACETO 70
GC CUP, PLAY OFF, QUARTI DI FINALE
ALBICELESTE – OLYMPIC 2000
5-2 (2-2)
MARCATORI: 1 CASERTA, 1 MONTALDI rig.
Miglior gialloblu’ in campo: Fabrizio Formiconi
La stagione dell’Olympic finisce contro un muro bianco e celeste, un muro non insormontabile ma che di fatto ha fermato la corsa gialloblù verso le semifinali di GC Cup e ha sancito la fine della stagione più negativa della storia della nostra squadra dal 2003 a oggi.
L’Olympic ha perso contro l’Albiceleste (squadre classificatasi seconda nel girone A dei Play Off) al termine di una partita gagliarda, a lungo condotta in vantaggio e persa a metà ripresa poi spiegheremo come e perché.
Dicevamo di questa stagione così negativa: il 2003 è stato lungo l’anno horribilis del calcio gialloblù, un stagione senza obiettivi, nemmeno minimi, raggiunti e senza trofei e in più con l’aggravante della rottura totale di uno spogliatoio che portò l’Olympic a rifondersi temporaneamente con la Svezia.
Questa operazione portò l’Olympic a giocarsi la finale di Champions 2004 (persa contro il Pizza e Fichi) e quindi di nuovo sull’orlo del baratro, fortunatamente solo sfiorato nell’inverno dello stesso anno. Nella primavera del 2005 la squadra rinacque e cominciò il nuovo ciclo di cui la squadra odierna è nipote. Nell’estate del 2005 arrivò il secondo posto nei Play Out (partita decisiva persa contro il Real Acilia), nel 2006 arrivò un secondo posto in Coppa UEFA (atto finale contro il Moviola) poi la beffa contro gli Irriducibili nella finale persa ai rigori nel 2007.
Il 2008 invece fu un anno meraviglioso perché portammo a casa Coppa UEFA (contro il Moviola) e la splendida Coppa Italia vinta contro il Club Movida. Dal 2009 cominciò “l’era Madonnetta”: finali perse di Champions e Europa League rispettivamente contro Svezia e The Boys, finale di Champions di nuovo persa nel 2010 ancora contro la Svezia prima della doppia finale di Europa League del 2011, prima vinta e poi persa ai rigori sempre contro gli Autoricambi Bernocchi.
Otto anni di calcio di vertice prima di questo 2012 in cui abbiamo cominciato con una mediocre partecipazione alla Supercoppa, all’eliminazione in semifinale di Play Out in inverno seguita da questa uscita nei quarti di ieri sera.
Per carità, non ci dimentichiamo la vittoria in Challenge Cup III, il secondo posto nella IV e la quinta edizione in corso ma, con tutto il rispetto, la Challenge non di certo un torneo importante il cui risultato può influenzare il giudizio su una stagione. Può semmai migliorarlo come è successo nella scorsa stagione quando trionfammo nella Challenge II subito dopo l’Europa League ma era la vittoria di quest’ultima che cambiava tutto.
Un anno dopo ci troviamo a commentare una stagione nera sotto il profilo dei risultati ma oggi, 28 giugno, il giudizio di questa stagione è variato in modo sostanziale rispetto a tre mesi fa.
Dopo la fine del torneo invernale giudicavamo la stagione negativa soprattutto per la mancanza di carattere di un’Olympic che perdeva le partite soprattutto nella testa prima che nelle gambe.
Oggi, al termine di queste sette partite di GC Cup, ribalto il mio giudizio e dico che l’onore di questa squadra è salvo. Abbiamo si cominciato male, riprendendo per i capelli la partita contro l’AS Bronzi e perdendo malamente quella con gli Special One, ma da quel momento in poi la squadra, a prescindere dai risultati che comunque sono arrivati con il contagocce, ha giocato in un altro modo. Ha combattuto tutte le battaglie non perdendo mai la testa, nemmeno quando gli squadroni avversari la surclassavano con il loro gioco alla spagnola, con il loro futsal professionale.
L’Olympic ha imparato molto, ha gestito bene le partite per ampi tratti, ha portato a casa la straordinaria vittoria contro il Real Persaldo e si è fatta amare e apprezzare dai tifosi propri e avversari.
Tante, tantissime cose, non funzionano nell’Olympic. Tanti sono i problemi che deve risolvere se vuole tornare a lottare ad alti livelli ma lo spirito c’è e da ieri speriamo che ci sia anche la voglia di imparare da questa esperienza in trasferta che è stata questa stagione.
Che partita è stata quella di ieri? E’ stata una partita che abbiamo a lungo sognato, a occhi aperti, di vincere: senza Rencricca al centro si sistemava Montaldi mentre Formiconi, reduce dall’infortunio nell’ultima gara, stringeva i denti e si sistemava sulla destra. Caserta nel primo tempo è stato imprendibile e segnava l’1 a 0 facendo urlare lo stadio. Poi arrivava il pareggio avversario ma Formica guadagnava un rigore sacrosanto che Montaldi trasformava. Era il primo rigore concesso all’Olympic in questa stagione valeva il 2 a 1.
Prima dell’intervallo gli avversari colpivano una traversa e un palo e pareggiavano ma, paradossalmente, era l’Olympic che recriminava maggiormente prima per aver fallito tre quattro palle gol e poi per non essere riuscita a ottenere il sesto fallo (quello che da diritto al tiro libero) dopo aver subito in pochi minuti i primi cinque.
Nella ripresa arrivava il calo ma la porta di Perrone rimaneva inviolata fino a metà frazione quando gli unici due errori di Montaldi e Formiconi consentivano all’Albiceleste di guadagnare il doppio vantaggio. Nei sette minuti finali ci provavano soprattutto Formica e Caserta ma lo sbilanciamento dei gialloblù consentiva agli avversari di segnare il quinto gol.
Finiva così l’avventura a Spinaceto, finiva il ciclo di cui vi avevamo parlato in apertura. Il 7 giugno 2005, data a cui possiamo far risalire l’inizio di questa avventura, in campo c’era un Perrone ventiseienne, un Rencricca ventottenne, e poi il cugino Matteo, Daniele Rossi, Iannotti e Giannola.
Questi splendidi sette anni sono finiti ieri sera, da domani invece deve cominciare una nuova avventura, un nuovo corso per stimoli, per obiettivi, per uomini che non hanno più venticinque o ventisei anni ma sono ultratrentenni.
Domani deve nascere una nuova Olympic, più esperta, che tra sette anni, magari, potrà, e lo speriamo, trarre lo stesso bilancio di quella che è finita ieri.
NOTE
Serata afosa
Spettatori, circa 20
Olympic in campo con divise CHAMPIONS 2008
PAGELLE
PERRONE: 6.5 cap.
L’anello di collegamento fra la vecchia e la nuova Olympic. E’ ancora il suo tempo? Sembra di si e lo dimostra nel primo tempo con un alcuni interventi importanti. Nessuna colpa sui gol.
FORMICONI: 7-
Era uscito molto malconcio dalla sfida contro la Casa del Materasso ma ieri ha stretto i denti ed è rimasto per cinquanta minuti in campo senza lasciar trasparire una smorfia di dolore. Il suo unico errore della serata vale il 2 a 4 dell’Albiceleste.
MONTALDI: 7-
Partitone: si esalta nel ruolo di centrale per sostituire Rencricca e fa capire che questa mossa tattica può essere di più di una soluzione di emergenza. Bellissimo il gesto a metà primo tempo quando Formica ottiene il calcio di rigore e lui a testa bassa prende la palla e si auto elegge rigorista. Gesto di profonda consapevolezza e di identificazione nello spirito della squadra di cui è uno dei trascinatori. Raggiunge Massimo Romaldini nelle presenze in gare ufficiali, ora è a quota 40.
CASERTA: 6.5
Finché ha birra è l’uomo in più dell’Olympic, quella scintilla da cui può nascere tutto e che esula dal contesto generale: gli avversari non lo fermano mai e se lo fermano lo fanno fallosamente. L’1 a 0 è una magia delle sue. Come si fa ad averlo in questo stato di grazia per più di un quarto d’ora a partita?
FANTINI: 6
Meno brillante dei suoi compagni ma sicuramente la sua prova è da ritenersi sufficiente: forse la sua prestazione è più oscura e meno brillante rispetto a quella di Formica e Caserta ma il suo lavoro è comunque apprezzato. Supera Bisogno nella gare in tornei ufficiali: ora è quarto in graduatoria a quota 165.
FORMICA: 6.5
E’ stata la sorpresa gialloblù di questa GC Cup, l’elemento che ha dato maggiore vitalità all’Olympic e che ha rappresentato un’iniezione di novità in un contesto che ne aveva bisogno. Ieri, per la prima volta nel torneo, non è andato a segno ma è stato costantemente pericoloso e si guadagnat il penalty che Montaldi ha trasformato.