MERCOLEDI’ 20 APRILE 2011, ORE 20.30
STADIO DELLA MADONNETTA
GARA 694
EUROPA LEAGUE TORNEO APERTURA 2010/2011, FINALE
OLYMPIC 2000 – AUTORICAMBI BERNOCCHI
5-3 (3-2)
MARCATORI:
3 CASERTA
1 BISOGNO
1 FANTINI
IL MIGLIOR GIALLOBLU’ IN CAMPO E’ STATO DOMENICO CASERTA
Sognata, accarezzata, meritata fino all’ultimo grammo: è la nostra coppa, l’Europa League Apertura 2011. Il quinto trofeo della storia dell’Olympic viene da lontano e questa potrebbe sembrare una frase scontata da fine stagione e invece rispecchia a pieno il cammino che la nostra squadra ha percorso. Un cammino difficile che l’Olympic ha intrapreso dopo aver toccato il fondo, dopo averlo raschiato e infine abbandonato per rialzarsi, crescere, maturare fino alla serata di ieri in cui tutto ha funzionato alla perfezione.
E’ stato un campionato logorante cominciato con due sconfitte consecutive contro le due formazioni che poi avrebbero lottato fino alla fine per il primo posto (The Boys e Bi Trattoria), proseguito con tre vittorie consecutive seguite poi da due sconfitte arrivate quando invece bisognava spiccare il volo per provare a qualificarsi alla Champions League.
Prima ci batteva il Moviola e poi in rapida sequenza gli Autoricambi, il West Ham e la Svezia prima di chiudere il girone di andata con la vittoria con i Cavalieri di 100.
Il girone di ritorno è poi cominciato in modo ancora più deludente: di nuovo le sconfitte con le prime della classe, una larga vittoria con il Disperato Amore e poi di nuovo il buio, stavolta totale, senza spiragli di luce. Prima arrivava il pareggio con i Tamarri (forse la più brutta partita della stagione) e poi la sconfitta con il Centro nel cui post partita la squadra si chiudeva negli spogliatoi per un chiarimento che è entrato nella storia della squadra.
Si discusse di un radicale cambio di gioco ma soprattutto di mentalità e da quel momento in poi, anche se sul momento i risultati non sono cambiati molto, c’è stata una totale inversione di tendenza.
La sconfitta con il Moviola ha preceduto il bel pareggio in rimonta con gli Autoricambi e la vittoria con i Cavalieri mentre la sconfitta di misura con la Svezia lasciava spazio a tanti rimpianti.
In chiusura di regular season arrivavano le vittoria a tavolino con il West Ham e un sesto posto finale che significava la semifinale con il Moviola. E questa è storia di una settimana fa, storia di una partita dominata dall’Olympic ma terminata in parità e stravinta ai rigori con grande freddezza.
La storia di questo Torneo di Apertura vive il suo capitolo finale con la partita di ieri, la finale di Europa League contro gli Autoricambi Bernocchi, una squadra tosta, con poche individualità ma tanta forza fisica, che in semifinale aveva battuto ai rigori il Centro. L’Olympic convocava Perrone, Rencricca, Formiconi, Bisogno, Caserta, Fantini e Santolamazza ma il difensore inglese dava forfait nel pomeriggio di ieri per un imprevisto lavorativo.
La gara cominciava in salita ma forse non è stato un male. Gli avversari prima colpivano una traversa poi passavano in vantaggio con un passaggio deviato in porta da Rencricca. Chissà, forse qualche giocatore ha visto i fantasmi di finali passate perse per lo sbagliato approccio ma non era questa la sera in cui l’Olympic avrebbe perso per una questione di carattere.
Il pareggio infatti arrivava poco dopo grazie al giocatore che i tifosi aspettavano, Domenico Caserta, El Mimmo Maravilla, riceveva palla sulla fascia sinistra, dribblava un difensore e infilava la palla sotto la traversa battendo imparabilmente il portiere.
1 a 1 e palla al centro con Bisogno che entrava in campo al posto di Fantini. Il numero 7 si sistemava al centro dell’attacco e falliva due palle gol prima arrivando in ritardo su un cross di Caserta e poi facendosi ipnotizzare dal portiere. Al terzo tentativo però trovava il modo per scrivere il suo nome negli annali approfittando di una corta respinta del portiere e realizzando a porta vuota il suo nono centro stagionale nel Torneo di Apertura.
A questo punto l’Olympic si trovava per la prima volta in vantaggio ma gli Autoricambi non demordevano e poco dopo trovavano il pareggio con Cascone che sfuggiva ai difensori gialloblù e batteva Perrone per il 2 a 2.
Non un fiato nell’Olympic che mostrava gli occhi della tigre e prima del fischio finale del primo tempo poteva di nuovo esultare grazie a Caserta che stavolta trovava gloria con un tiro rasoterra che fulminava il portiere giallo nero.
Poi tutti al riposo sul provvisorio 3 a 2.
Era lecito aspettarsi una reazione degli Autoricambi alla ripresa delle ostilità e così è stato. Perrone prima era fortunato deviando con il petto un tiro ravvicinatissimo mentre poco dopo non si dimostrava impeccabile facendosi uccellare sotto il sette da un tiro si molto forte e preciso ma tuttavia scagliato dalla trequarti e in posizione molto defilata.
Sarebbe stato comunque l’ultimo brivido negativo provato dai nostri tifosi che di lì a poco avrebbero assistito alla fiera del gol sbagliato ma anche al trionfo della loro squadra.
Dopo dieci minuti del secondo tempo era infatti evidente che gli Autoricambi non avevano più birra in corpo e giocavano facendo leva solo sulle energie nervose. L’Olympic invece era lucida e difendeva bene attaccando con rapidi rovesciamenti di fronte arrivando in porta con una frequenza eccezionale.
Purtroppo Fantini e Bisogno sbagliavano almeno tre palle gol a testa anche se ad una decina di minuti dalla fine era Gambe Tonanti a trovare il tiro giusto per trafiggere la porta avversaria per un vantaggio che non sarebbe stato più vanificato. Il resto del match è una storia nella storia: al ventiduesimo Caserta prendeva palla sulla trequarti difensiva gialloblù, partiva come un treno superando due difensori e arrivato al limite dell’area incrociava la palla che terminava la sua corsa solo quando la rete si gonfiava. Ma la leggenda ha bisogno di sofferenza per vivere e allora Caserta proprio nell’attimo del tiro si infortunava, probabilmente strappandosi, e doveva essere soccorso vicino alla bandierina del calcio d’angolo senza neppur poter esultare. Entrava di nuovo Fantini che contribuiva alla difesa del doppio vantaggio piazzandosi a centrocampo con Bisogno.
Passavano lentissimi i 180 secondi ce mancavano alla fine e ancora più lenti trascorrevano i due minuti di recupero e c’era tempo per due parate di Perrone e un altro incredibile gol fallito da Bisogno.
Poi il fischio finale squarciava la silenziosa notte di Acilia, la squadra festeggiava, c’era un’invasione di campo dei tifosi che seguivano i giocatori fin dentro gli spogliatoi.
Sensazioni indescrivibili.
Nel frattempo sul campo si disputava la finale di Champions League con il West Ham che batteva la Svezia e dopo questa partita finalmente la premiazione con Perrone sostenuto a gran voce da tifosi e compagni di squadra che poteva finalmente alzare al cielo della Madonnetta il quinto trofeo della storia dell’Olympic, il primo da quando i gialloblù giocano su questo campo e in questo campionato.
E ora il resto della stagione, altri tre mesi circa da giocare con questo piglio continuando su questa squadra sulla via degli insegnamenti ottenuti da questa bella esperienza vittoriosa. C’è un Torneo di Clausura e una Challenge Cup II che ci aspettano.
NOTE
CLIMA Serata primaverile
SPETTATORI circa 50
FORMULA Incontro disputato in un due tempi di 25 minuti
MAGLIA Olympic 2000 in campo con le divise PREMIER 2010
PAGELLE
1.PERRONE: 7.5 cap.
Non una gran partita la sua perché probabilmente avrebbe potuto fare meglio sul primo gol e sicuramente ha delle evidenti responsabilità sulla terza segnatura degli Autoricambi. Però negli ultimi quindici minuti è stato degno della sua fama e con tre interventi ha guadagnato la sua parte di merito sulla coppa che poco dopo ha alzato al cielo.
19 presenze totali nel torneo (ha saltato solo la gara d’esordio con i The Boys) per il capitano che sta giocando una buona stagione. Bravissimo nello sfortunato ritorno con la Svezia, sempre attento nelle altre gare. Una sicurezza nella storia dell’Olympic.
4.RENCRICCA A. : 8+
Che partitone ragazzi! Due mesi esatti fa era stato indicato come il colpevole numero uno delle sconfitte dell’Olympic e del suo gioco farraginoso. Sessanta giorni dopo offre una prestazione super in finale dopo una altrettanta eccezionale in semifinale e si prende il suo terzo trionfo in gialloblù con le unghie e i denti.
Per lui 19 presenze (assente solo alla seconda giornata contro il Bi Trattoria) e 17 reti più 13 assist, un ruolino da fenomeno nonostante una prima parte di campionato in cui in effetti non aveva scusa di fronte alle critiche della stampa. Esce da questa finale come uno dei giocatori più in forma della rosa e ora come ora è più forte dell’anno scorso quando vinse Pigna d’Oro e Scarpa d’Oro.
8.FORMICONI: 7.5
Terzo giocatore, terzo eroe. Per Fabrizio si tratta del terzo trofeo in carriera con la maglia dell’Olympic, un trofeo ottenuto in un periodo per lui non brillantissimo tecnicamente parlando ma per il raggiungimento del quale i suoi meriti sono indiscutibili. Difensore, ala, cursore e incursore nei fianchi della difesa avversaria, avrebbe anche potuto segnare ma gli è mancata la precisione in un paio di occasioni.
20 presenze (sempre in campo), 7 reti, 11 assist e 1 cartellino giallo (rimediato ieri sera): un ruolino di marcia di tutto rispetto per il giocatore che nei momenti bui di questa stagione ha spesso portato la croce da solo. Il termine “eroe”, capirete, è tutto fuorché esagerato.
7.BISOGNO: 7.5
Momenti di terrore quelli vissuti dai tifosi dell’Olympic, quando Gianluca sbagliava gol impossibili a pochi metri o addirittura a pochi centimetri dalla linea di porta. Però un gol Gianluca l’ha fatto, quello del 2 a 1 per i gialloblù nel primo tempo e poi ha combattuto su tutto il fronte offensivo dando una mano alla difesa, costantemente, e in quest’ottica ha sbagliato veramente poco.
17 le presenze del nostro numero 7 (assente in tre gare compresa la semifinale) a cui si aggiungono 9 gol e 4 assist. Una stagione non brillantissima ma con un trend di miglioramento che dimostra l’impegno del giocatore a migliorarsi. Comunque indispensabile nel meccanismo gialloblù.
19.CASERTA: 8.5
Ogni squadra ha bisogno dei suoi punti di riferimento: il leader, i suoi bracci destri, i combattenti e poi il campione, quello che con i suoi colpi rovescia le sorti delle battaglie. Ieri Domenico è stato questo, colui che ha trasformato gli sforzi dei suoi compagni in gol attraverso le sue giocate sontuose e i suoi dribbling brucianti. Primo gol con tiro sotto gli incroci, secondo con una rasoterra insidioso e poi la “Maravilla”, quella galoppata senza freni, con gli avversari che arrancavano e quel tiro incrociato che ha fatto scendere giù lo stadio dagli applausi. Poi c’è stato l’infortunio che lo terrà lontano dalla sua maglia gialloblù forse per un mese ma durante la sua convalescenza Domenico potrà godersi una coppa che lo ripagherà di questo sacrificio.
7 presenze totali (ha esordito all’undicesima giornata), 14 gol e 4 assist per questo ragazzo che in poco tempo ha conquistato tutto. Dove può arrivare? A questo punto il limite lo decide lui.
10.FANTINI: 7.5
I primi due trofei dell’Olympic (campionati 2000 e 2001) li ha decisi lui con due doppiette. Dieci anni dopo gioca una finale sbagliando almeno quattro gol facili eppure nel momento decisivo, quando la partita è sul 3 a 3, Andrea trova la traiettoria giusta che batte il portiere avversario per un vantaggio che non verrà più messo in discussione.
Lo abbiamo detto sempre in questa stagione: Andrea è utilissimo perché anche quando non sembra avere smalto i suoi movimenti e il suo pressing sono sempre utili. E anche questa volta è stato così.
18 presenze e 22 reti a cui vanno aggiunti 6 assist: è stato il capocannoniere dell’Olympic in questo torneo e, rispetto al passato, ha anche dato un decisivo apporto allo spogliatoio. La sua è stata una voce sempre ben chiara e i progressi gialloblù vanno ascritti anche al suo silenzioso carisma.
PAGELLE DEI GIOCATORI NON PRESENTI ALLA FINALE
TANI: 7
Le 8 presenze (con un gol segnato ai Tamarri all’andata) fanno di Tani il giocatore più presente dopo il quintetto titolare formato da Perrone, Rencricca, Formiconi, Bisogno e Fantini. E’ stato un elemento prezioso, sempre disponibile alla convocazione anche a poche ore dall’inizio delle partite e magari per spezzoni di gara com’è successo in semifinale contro il Moviola. Dispiace non averlo potuto schierare con maggiore frequenza perché è uno che ha il cuore dipinto di giallo e di blu.
BALDI: 6-
Quando parliamo di questo giocatore siamo sempre pervasi da un sentimento di rabbia. Le potenzialità ci sono tutte e infatti la società aveva puntato molto su di lui. Buone le prime quattro giornate poi due prestazioni molto negative alla settima giornata contro gli Autoricambi e alla nona contro la Svezia. E poi una dichiarazione con la quale si tirava fuori dal gruppo. Il suo bottino rimane molto buono perché ha collezionato 7 presenze, 4 gol e 4 assist ma rimane un elemento incompiuto del quale non riusciamo ad immaginare il futuro.
SANTOLAMAZZA: 6.5
7 presenze, 2 gol e 1 assist per il difensore british dell’Olympic. Anche lui ha trovato poco spazio e quando è riuscito a farsi trovare pronto alle convocazioni non ha mai particolarmente brillato. Nonostante ciò Alessandro va sempre encomiato perché a dispetto della sua condizione fisica non fai mancare l’impegno che gli viene dal grande amore per la squadra. Disperato Amore e Moviola sono state le sue vittime.
SFORZA: 6+
Un giocatore che viene convocato raramente e in 5 presenze trova il tempo di fare 5 gol va elogiato come un titolare che ha segnato nella finalissima. Francesco lo ha fatto dimostrando una professionalità e una serietà uniche. Può sicuramente migliorare e aspirare ad un posto stabile in squadra.
SCOLLO, GENNARI e PONZETTI: 6
Il merito di questa buona stagione e di questa coppa va attribuito anche a chi giocato pochissime partite. Scollo (2 presenze e 1 assist), Gennari (1 presenze, 1 gol e 1 assist) e Ponzetti (1 presenza nella gara d’apertura) sono stati utili quando i titolari sono mancati e hanno risposto alle poche convocazioni sempre con entusiasmo dimostrando quanto amore gira attorno a questa squadra. A loro un sentito grazie.
E PER CONCLUDERE …
Infine menzioniamo anche chi ha giocato solo le partite della prima edizione della Challenge Cup perché il loro apporto è stato utile per far rifiatare chi giocava in campionato quindi anche loro sono indirettamente stati artefici del successo di ieri. Ringraziamo quindi Alessandro Guarino, Damiano Pacifici, Fabio Tagliaferri e Daniele Rossi.
E poi come dimenticare i nostri tifosi che ci hanno sostenuto con cori, magliette, striscioni o anche con la loro sola indispensabile e gradita presenza. Alessia, Giulia, Martina, Simona, Rosalia, Sharmalin: ci fate sentire importanti come fossimo campioni del mondo. Sempre!